lunedì 2 novembre 2015

La Grande Distribuzione: compratori corretti e non

Oggi voglio parlare di un piccolo episodio che ho vissuto e che viviamo ogni tanto un po' tutti: venerdì ho acquistato in un Grande Magazzino di casalinghi, sito nella cittadina di Sabaudia, due cornici per quadri, foto o qualsivoglia oggetto si desideri esporre sui muri di casa.
Non dirò il nome della catena di codesti magazzini, presenti in particolare nelle provincie di Latina, Frosinone e poco in quella di Roma, perché non voglio farne pubblicità sia nel bene sia nel male.
Le cornici sono molto convenienti, costando ciascuna euro 4, e sono in legno naturale verniciato con un filo dorato a rifinire e relativo vetro: dimensioni esterne cm. 33 x 40, quindi non piccole. Ho pagato la busta con la scritta della catena di casalinghi euro 0,20, che se ci pensate equivalgono a Lit. 200, dunque non poco, per essere sicura di poterle trasportare in sicurezza. Le ho poste sul sedile dell'auto accanto a me e arrivata a casa le ho poggiate, ancora racchiuse nella busta, sul letto di una delle camere da letto della mia villa, in questo momento non occupata da nessuno.
Domenica, avendo un po' di tempo, ho deciso di montarvi quello per le quali le ho comperate: vecchi documenti appartenuti a mio padre, uno datato 1927 ed uno 1949.
Ho aperto la prima cornice, liberandola della plastica trasparente che la racchiudeva, con le forbicine delle unghie, lo stesso ho fatto per la seconda, ma mi sono subito fermata al primo strappo giacché la pellicola tolta ha messo in evidenza una frattura del vetro fino a quel momento non visibile, forse per la mia vista non buona, forse per la pellicola non nitida come un vetro, forse per il disegno messo sotto il vetro che poteva confondere la frattura, fatto sta che lunedì mattina con lo scontrino sono andata a restituirla al magazzino spiegando quanto sopra. Ne è seguita una scena quanto mai sgradevole in cui la direttrice mi ha accusato di non aver controllato ed è stato seccante per me ammettere che non ci vedo bene. Ha rimproverato anche la cassiera di non aver controllato, ribadendo che lei lo raccomanda sempre per le cornici, la quale con garbo si è presa il rimbrotto dandole ragione, che sì, doveva controllare ma non lo ha fatto, ma la direttrice ci ha tenuto a sottolineare che potevo essere stata pure io a sbattere l'oggetto per poi approfittarmi riportandolo.
Confesso che ero indignata che qualcuno potesse pensare che per 4 euro io perdessi parte della splendida mattinata di sole che c'era a Sabaudia e, spendendo pure il carburante della mia auto, andassi a riconsegnare la cornice consapevole di averla rotta per farmela sostituire.
Me l'hanno cambiata e sono uscita decisa a non comperare più nulla in quella catena di casalinghi, anche rinunciando ai prezzi convenienti, giacché in un altro loro punto vendita, sito sulla Via Pontina, avevo tenuto una cornice molto più grande, e dunque più costosa, danneggiata a causa della sciatteria della cassiera a cui l'avevo lasciata, in quanto ingombrante, per finire gli acquisti. Arrivata a casa avevo scoperto un angolo della plastica che la rivestiva lacerato e il legno scheggiato. Dato che in quel caso l'avevo esaminata attentamente, ero sicura che il danno era avvenuto alle casse, dove la cassiera, che aveva finito il turno, l'aveva lasciata alla cassiera accanto che l'aveva poggiata malamente a terra. In quel caso me l'ero tenuta così, essendo la scheggiatura del legno piccola, ma non si può sempre pagare e subire.
Poi ho cercato anche di capire la ragione degli altri, stando dalla parte di chi vende: c'è tanta, troppa gente scorretta che si approfitta miseramente anche di pochi euro... E allora ho capito la direttrice: certo, come fa a sapere chi è onesto e non si è accorto dell'oggetto già danneggiato e chi, invece, pidocchiosamente se ne approfitta?
In questa catena di magazzini, per tenere i prezzi bassi, risparmiano sui commessi, pochi ed addetti essenzialmente ai rimpiazzi,  che non possono controllare come i clienti trattano gli oggetti esposti. In particolare le cornici, impilate in verticale una dietro l'altra, che vengono smaneggiate dai clienti per la scelta. Difficilmente se si lesionano i vetri qualcuno se ne accorge...


domenica 1 novembre 2015

Pasolini sfruttava la povertà comprando ragazzetti per avere rapporti omosessuali

"Quegli schermi deformanti che non hanno fatto mai accettare a certa cultura e politica di sinistra la morte brutta di Pasolini, ma uguale a quella di tanti omosessuali come lui, per mano di uno dei suoi prostituti."
Rita Coltellese

https://librinovellepoesie.blogspot.com/2013/11/dissento.html




E' giusto che ciascuno celebri ciò che gli piace: non è giusto che si deformi la storia santificando un intellettuale in contraddizione con quanto affermava sullo sfruttamento dei ricchi sui poveri.
Sono spariti tutti gli articoli in cui veniva descritto come Pasolini reclutava fra il basso popolino, che lui tanto amava, ragazzotti che, pur non essendo omosessuali, si prostituivano agli omosessuali come lui per soldi.
Oltre a deformare la realtà della sua morte, così come si svolse, e non accettare un processo che ha accertato nei minimi particolari la reazione del giovane Pelosi al tentativo di Pasolini di imporgli un tipo di prestazione che lui non voleva, non essendo egli omosessuale, riportano un'altra leggenda sul film "Le 120 giornate di Sodoma". 
Ma a chi volete che gliene importi di una satira allegorica ed oscena che voleva criticare i tre poteri: politico, ecclesiastico e della magistratura?
Sai quanti hanno criticato in modo molto più efficace e profondo questi tre poteri, sia nel cinema che in letteratura, per non parlare del giornalismo di valore.

Mi capitò di vedere su dei giornali delle foto di questo film: giovani maschi nudi con vasi da notte in mano pieni di merda.
Personalmente non credo che tale estrema allegoria sia utile alla causa critica, essendoci ben altri strumenti espressivi per mettere a nudo lo sfruttamento dei poteri su chi il potere non ce lo ha. 

Al solito ci vedo il tipo di omosessualità di Pasolini, la sua ossessione sessuale, il suo essere attratto dal brutto... 

Al contrario di tanti altri omosessuali che ci hanno regalato bellezza, spunti di riflessione, senso estetico con la loro Arte.



Ignazio Marino e Matteo Renzi

Da: Il Messaggero

Marino, lo sfogo velenoso: «Ora questa città si merita i grillini»





di Simone Canettieri
È solo nel suo studio, mai così grande, con vista sui Fori. Il tapis roulant è smontato. Scruta le agenzie di stampa, come se fossero bollettini medici. Mancano pochi minuti alle 18. Ignazio Marino sta per non essere più sindaco di Roma. La notizia gliela dà Roberto Tricarico, il torinese, braccio ambidestro: «E' finita, Ignazio, sono entrati dal segretario generale».

E qui c'è il Marino che un po' tutti conoscono. La prima reazione è asettica, marzianeggiante: «Bene, mi faccio una doccia e vado in conferenza stampa». La seconda è uno sfogo. Forse un testamento. Chissà, una profezia: «Il Pd si è suicidato, questa città finirà nelle mani dei Cinque Stelle, gli unici a non essere coinvolti, Roma si merita i grillini al governo».

Dopo di me, il diluvio. Intanto, iniziamo con una doccia. Finisce così la sua giornata da primo cittadino, nella sala della Protomoteca, blindato dalla scorta Dopo di me, il diluvio. Intanto, iniziamo con una doccia. Finisce così la sua giornata da primo cittadino, nella sala della Protomoteca, blindato dalla scorta che tra poche settimane gli sarà alleggerita. Le ha provate tutte per resistere. Compreso un contatto con Giorgio Napolitano. La telefonata è di pochi giorni fa. «Presidente, parli lei con Renzi. Non si può finire così».
Ci ha pensato troppo tardi Marino a difendere la sua poltrona. Prima ha dimostrato di non accorgersi di quello che gli stavano preparando.
Una città che per anni era finita nelle grinfie di una corruzione spartitoria pensava che si sarebbe fatta ripulire facilmente?
Che intelligenza politica ha quest'uomo a non aver affinato le sue percezioni della realtà?  
"Il Tempo" 10/01/2014
È caduto l’ottavo re dell’ottavo colle di Roma, Malagrotta. Forse. Chi lo conosce bene Manlio Cerroni, anzi «il Supremo» come dalle intercettazioni lo hanno ribattezzato la politica e il funzionario di turno, giurerebbe ancora che arrendersi è una parola troppo grossa anche per lui, il boss di 87 anni seduto su una montagna di rifiuti che però vale oro e che nessuno – magistratura a parte – negli anni ha voluto o potuto smuovere. Sotto ci sono i soldi, un giro di conoscenze compiacenti nelle sedi istituzionali che contano
Anni di "re" di Roma di ogni tipo: questo lo chiamavano «il Supremo», per le laute mazzette con cui soddisfaceva i corrotti che sono ancora lì, quelli che consentivano che una discarica, mantenuta in piedi nonostante le normative europee ed in barba alle relative sanzioni milionarie che tanto pagavano quei poveri "stronzi" dei contribuenti Italiani, continuasse ad ingoiare soldi, soldi, soldi pubblici per arricchire «il Supremo» e i mazzettari.
Solo contrastare questi interessi corrotti è sufficiente per aspettarsi di essere impallinato.
Poi c'è il resto, tutto il resto.
Non puoi rilassarti se intendi cambiare una porcilaia in un giardino.
Niente viaggi all'estero, ma stare al chiodo in Campidoglio, chiedendo l'appoggio del Prefetto, quello che non si è accorto dell'altro "re" di Roma, il Casamonica, e del suo funerale con volo non autorizzato di un elicottero per i cieli di Roma.
Se fosse stato qui Marino avrebbe potuto attaccarsi al telefono e sbraitare con il Prefetto, chiedendogli conto dei suoi occhi chiusi, di quale cavolo di controllo operava sulla Capitale. Quel Prefetto che lui aveva sfidato registrando, sui registri dello Stato Civile di Roma, i matrimoni fra persone di ugual sesso contratti all'estero... 
Invece lui, lievemente, se ne stava altrove.
Non è implicato in Mafia Capitale ma di certo "non ha orecchio" e "bisogna avere orecchio", come appunto cantava Iannacci.
La sua superficialità caratteriale ha fatto sì che desse le dimissioni spinto dal vento forte del suo partito, ma non convinto, dunque il ripensamento, i tentativi estremi di un rimedio tardivo... Tutto questo dimostra precise debolezze caratteriali che non possono reggere la sfida di ripulire una porcilaia. Ci voleva ben altro.
Ci riuscirà il Prefetto voluto da Matteo Renzi?
Vedremo. Intanto Matteo mi ha fatto un poco ridere nell'intervista che ha dato ai TG RAI, quando ha detto che una prova che non andava più bene come Sindaco sono i "26 consiglieri che hanno dato le dimissioni e che ci sarà pure un motivo".
Andiamo Matteo! I tuoi 19 del PD non è che si sono dimessi "spontaneamente"! Guarda che gli urli e le minacce di Orfini li hanno sentiti in tanti e i giornali hanno riportato i fatti!
Gli altri, Matteo, non fare il finto tonto, aspirano alla poltrona che Ignazio lascia libera.. Come puoi pensare che la gente non lo capisca? L'hanno capito tutti, ma proprio tutti. Dunque tu, nel dire certe cose, hai dato il destro per farti dire che sei un finto, hai dato spunto ai tuoi detrattori.
Tornando a Marino e alla sua frase sul M5S mi viene da sorridere: sembra una minaccia, un guaio per Roma la eventuale gestione a 5 Stelle!
Ma, scusi, Marino, peggio di Alemanno e del suo successivo tentativo di cambiamento?  

sabato 31 ottobre 2015

Tentativo di costruire un nuovo sito

https://ritacoltellese.wordpress.com/

RITACOLTELLESE

Letture e riflessioni


















Sto tentando di costruire un nuovo sito, sperando che sia di più facile gestione rispetto alla piattaforma Google Blogger.
Per ora ci sono solo 2 post.
Per chi volesse accedervi il link è sulla prima riga di questo post.

Ho creato anche la Home page con il sistema Simple Site, ma non mi sembra tanto maneggevole. Ad esempio non riesco a creare la condivisione su facebook dove volevo far conoscere questo nuovo sito che ho chiamato 
per questo ancora non ho creato nulla oltre la home page.




venerdì 30 ottobre 2015

Marino ultimo atto: "Anche tu Bruto-PD figlio mio?"

Francesco Santodirocco · 


Sarà la sala che porta sfiga.Per Giulio Cesare bastarono 23 pugnalate,però era ignaro di quanto gli sarebbe accaduto ( anche se sentiva l'aria della congiura). Per il prode Marino ce ne son volute due in più ed era consapevole delle pugnalate. La domanda è : vero eroe o vero bischero?Ai posteri l'ardua sententia.

L'accostamento a Bruto mi era venuto in mente e lo avevo detto ridendo a mio marito, ma non intendevo farci un post... Mi sembrava blasfemo.. Cesare e Marino... proprio non ci siamo.
Però non si erano viste mai tante coltellate e il commento del lettore dell'Huffington Post sotto l'articolo: 

Ignazio Marino ritira le dimissioni. Il sindaco: "Io indagato? Atto dovuto". Raccolte le firme per farlo decadere

mi ha dato il destro di scriverlo questo accostamento, anche perché tale commento è graziosamente ironico.

Però su questa triste storia non c'è molto da ridere, soprattutto per il PD che ne esce male, molto male.

Marino è stato linciato per cose veniali se raffrontate a quella che è stata l'Amministrazione Alemanno.
Perché il PD lì non ha mosso foglia?
La gente se lo domanda e si risponde pure, perché ci sono troppe cose che non tornano in questa spinta fortissima del PD contro Marino per buttarlo dalla finestra.
Marino, pur nella sua cretinaggine, che ha dato il destro per buttarlo fuori a chi ha avute rotte le uova nel paniere, ha combattuto contro un malaffare che comprendeva anche il PD romano.
Ora anche chi era deluso dal suo "non avere orecchio", come cantava Enzo Iannacci, pensa che lo stanno buttando fuori con tanto accanimento perché dentro Mafia Capitale c'erano pure i loro e Marino ha dimostrato di non essere colluso con quel PD.

I consiglieri che hanno messo la loro coscienza al servizio della loro carriera all'interno del partito, non ci fanno una bella figura: un partito che nulla teme ed ha solo un Sindaco cretino gli concede l'ultimo chiarimento in Aula e non convoca i consiglieri dandogli l'ordine di scuderia dal quale, se non obbediscono, dipende la loro carriera futura.
Questo è un PD che non piace agli iscritti, che sono smarriti, non capiscono, e che non invita al voto coloro che pensavano di darglielo per il futuro.  

Sempre su Huffington Post:

Orfini ai consiglieri: "Non avete capito: se non seguite il partito niente ricandidatura". Marino pensa al bluff e va avanti

Al Nazareno si sentono le urla. Matteo Orfini, categorico: “Forse qua non ci siamo capiti. Chi non segue le indicazioni del partito non sarà ricandidato”. Di fronte, i consiglieri comunali del Pd. Discussione accesa. Perché non tutti i 19 si vogliono dimettere. Al Campidoglio, Ignazio Marino è gasato. Convinto che il tentativo fallirà: “Non ce la fanno a raggiungere quota 25 senza la destra. E se non ce la fanno inizia tutta un’altra partita”. Spiegazione, per i non addetti ai lavori: Orfini, a questo punto, vuole evitare che Marino possa arrivare in aula. Per farlo, occorre che si dimetta in blocco la maggioranza del consiglio, 25 consiglieri.
Ignazio MARINO non c'era

Eh! No! Ignazio Marino proprio non c'era!
Ma c'era l'attuale Ministro del Lavoro! 

Da: Libero.it

Qui invece c'era! E ha detto le bugie da Lilli Gruber!



Dopo il ministro Giuliano Poletti, un'altra foto inguaia il Pd e questa volta ritrae il sindaco di Roma Ignazio Marino e Salvatore Buzzi, arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Roma Capitale". Eppure Marino ha sempre negato di conoscere Buzzi: "Se ho mai avuto sospetti su Salvatore Buzzi? Non ho mai avuto conversazioni con lui", ha risposto secco ieri sera il sindaco Ignazio Marino a Lilli Gruber che, intervistandolo per Otto e mezzo , gli aveva chiesto la natura dei suoi rapporti con il capo della cooperativa “29 giugno” indicato dall’inchiesta della procura di Roma come uno dei capi della mafia capitale, l’associazione a delinquere che controllava politica e appalti comunali. Eppure una serie di foto pubblicate sul sito della cooperativa sembrerebbero smentire le affermazioni del sindaco. Ritratto proprio mentre chiacchiera con Buzzi nel quartier generale della “29 giugno”.
Altro errore puerile di Ignazio: perché negare visto che tanto lui non c'entra con il sistema Mafioso?




Erode è sempre vivo

Da: Il Messaggero

È stato ritrovato in un'auto il corpo di un bimbo rifugiato scomparso a Berlino nei primi giorni di ottobre. 

Si tratta del piccolo Mohammed, bosniaco, del quale era stata denunciata la scomparsa: l'identità del bimbo ritrovato senza vita è stata ufficialmente confermata dalla polizia dopo l'autopsia.

Il proprietario dell'auto, arrestato, ha confessato alla polizia di aver ucciso Mohammed. L'uomo, di 32 anni, di cui ancora non si conoscono le generalità è attualmente sotto interrogatorio. L'autore del delitto, che non vive a Berlino ma in un paese del Brandeburgo, la regione attorno alla capitale, è stato arrestato dopo la segnalazione alla polizia di sua madre, che lo aveva riconosciuto nelle nuove immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso che gli investigatori avevano diffuso negli ultimi giorni. Quando la polizia è arrivata per arrestarlo, l'uomo è scappato, provando a fuggire in auto, ma è stato bloccato.

Gli inquirenti non si sbilanciano sui motivi del delitto. L'uomo non era conosciuto dalla polizia, aveva avuto molti anni fa un problema con la giustizia ma per un caso minore e assai diverso da quello attuale.

Mohamed era arrivato a Berlino con i due genitori e altri due fratelli ed era scomparso il primo ottobre dal sovraffollato piazzale dove è situato l'edificio dell'agenzia regionale per la salute e gli affari sociali (Lageso), nel quartiere di Moabit. Lì la famiglia era in coda per registrarsi e avviare la pratica del diritto d'asilo. Un attimo di disattenzione e Mohamed è scomparso dal campo visivo della madre. Le ricerche sono andate avanti per 4 settimane, gestite da una speciale unità della polizia berlinese che ha ricevuto 350 segnalazioni dai cittadini.


Le immagini delle telecamere (benemerite, giacché aiutano a scoprire tanti autori di crimini, alla faccia di chi non le vorrebbe per un malinteso senso del diritto alla "privacy") mostrano questa sfortunata innocente creaturina che affida la sua manina ignara alla mano del suo assassino che lo conduce via.
La fiducia degli innocenti, che si affidano ai mostri ignari del buio che c'è nella loro mente, fa struggere il cuore.
Dopo tanto cammino ed essere scampato a tanti tipi di morte, Mohammed è finito nelle mani di un lurido pedofilo.
Onore alla madre del mostro che l'ha denunciato, povera donna, ma ribadisco che per questi reati ci vuole solo la pena di morte per l'empio assassino.  

giovedì 29 ottobre 2015

Giustizia amara ma Giustizia

Renzi: "Grazie a deputati,una legge storica" - "Voglio ringraziare i deputati per il via libera alla legge sull'omicidio stradale, un passo avanti di civiltà, una legge storica che spero il Senato approvi in via definitiva entro il 10 dicembre quando sarebbe stato il compleanno di Lorenzo Guarnieri la cui famiglia insieme ad altre si è battuta per questa legge". Così il premier Matteo Renzi dall'Avana.

Rita Coltellese *** Scrivere: Raccolta di firme per "La legge sull'Omicidio Stradale"

Rita Coltellese *** Scrivere: Art. 589 Codice Penale. Omicidio colposo.

Rita Coltellese *** Scrivere: Fate spazio in galera

Rita Coltellese *** Scrivere: Omicidio Stradale

Questi link sopra riportati sono solo alcuni dei post che ho dedicato a questa battaglia.
In uno di essi ho pubblicato anche la risposta della mamma di Lorenzo Guarnieri, per la cui petizione firmai ricevendo una e-mail di ringraziamento dal padre. La mamma rispose ad una mia richiesta di informazioni su come procedeva la petizione e a quali risultati si era giunti. 
Recentemente avevo appreso che Matteo Renzi era stato il primo firmatario della petizione intitolata al nome di questo ragazzo di appena 17 anni, ucciso da un pirata della strada.
In seguito nel tempo ho firmato anche per un'altra petizione...
Finalmente, come scrive Matteo, stiamo ottenendo qualcosa che, come scrivo in uno dei miei post passati su questo argomento, se i magistrati avessero applicato le giuste aggravanti al reato di Omicidio Colposo, con le quali le pene potevano arrivare anche a 10 anni di carcere, forse non ci sarebbe stato bisogno di questa mobilitazione popolare.  
Da: La Nazione Firenze, 1 giugno 2013 - LORENZO Guarnieri aveva 17 anni quando il 2 giugno 2010 è morto nello scontro con uno scooter guidato da un uomo ubriaco e drogato. Per ricordare la «storia di ordinaria inciviltà» seguita alla morte del ragazzo fiorentino, l’Associazione Lorenzo Guarnieri ha pubblicato su La Nazione una lettera aperta per il  presidente del Consiglio. «Anche se io sono morto e non sono più lì con voi, il mio diritto ad avere giustizia esiste sempre e lo stato italiano dovrebbe difenderlo — recita un passaggio cruciale della missiva per il governo — La delusione è profonda ma io ho tanta fiducia nei giovani e nella loro voglia di cambiamento». Firmato: Lorenzo.
L’associazione Guarnieri da tre anni si batte perché l’omicidio stradale diventi reato: con questo scopo   sono state raccolte oltre 60mila firme in tutta Italia ed è stato scritto il libro «Felici di seguirti» che ripercorre il dramma giudiziario vissuto dalla famiglia di Lorenzo per ottenere giustizia, un calvario  costellato di errori e disguidi, inammissibili insensibilità e vere e proprio offese alla memoria della giovane vittima. In questi tre anni per parlare di sicurezza stradale ai ragazzi sono stati organizzati incontri nelle scuole e nelle discoteche e per ricordare Lorenzo vengono periodicamente organizzati tornei sportivi.

Il video è del 10 dicembre 2014

mercoledì 28 ottobre 2015

Il M5S «non appoggia persone che abbiano ricoperto già un mandato politico»

Sento dire che Antonio Di Pietro, privo totalmente di seria autocritica, si vorrebbe presentare alle elezioni come Sindaco di Milano, dato che Pisapia non ritiene di ricandidarsi.

Sento dire che Beppe Grillo, suo amico dai tempi in cui IdV andava per la maggiore, lo appoggerebbe con il suo Movimento.

Se così è il M5S si contraddice rispetto al proclama che ho riportato nel titolo del post.

Ricordo a Beppe Grillo che lui e il suo Movimento hanno rifiutato il finanziamento pubblico al partito, rispettando la volontà popolare del Referendum, mentre il suo amico Antonio Di Pietro se l'è preso alla grande, salvo poi proporre un nuovo Referendum per l'abolizione della legge truffa del Referendum chiamata "Rimborsi Elettorali"!

Della serie prendere per il culo i cittadini.

Ardea: hanno dato fuoco al Centro Anziani

COMUNICATO STAMPA:
ADDEZI - PRESENZA SOLIDALE: MOBILITAZIONE DI SOLIDARIETA’ PER IL CENTRO ANZIANI NUOVA FLORIDA DI ARDEA
"Abbiamo appreso con stupore e sconcerto - dichiara in una nota il Presidente dell'Associazione Presenza Solidale Alessio Addezi - la notizia dell'incendio al Centro Anziani Nuova Florida di Ardea. Il fatto che non ci siano stati danni a persone ci solleva ma non cancella la nostra preoccupazione per un fatto grave dai contorni tutt'altro che chiari. Auspichiamo a tal proposito - continua Addezi - che al più presto sia fatta luce sulle cause di un simile accadimento.
Proprio quel Centro Anziani nelle ultime settimane - sottolinea nella sua nota - era entrato nel dibattito politico ed istituzionale di Ardea, poichè da più parti era stata avanzata la proposta di cambiare la destinazione d'uso dei locali ove esso è tutt'ora ospitato. Noi - sottolinea Addezi - restiamo fermamente convinti che il Centro Anziani Nuova Florida deve sopravvivere e restare vivo ed attivo, auspicando altresì una vera e propria catena di solidarietà e mobilitazione, anche dopo i fatti di cronaca succitati, al fine di supportare l'impegno di quei volontari che hanno da sempre condotto un'azione sociale utile ed importante verso una delle fasce più deboli della società come gli anziani. Presenza Solidale - conclude Addezi - farà la sua parte accanto a chi concepisce ancora il volontariato come un impegno civile verso la propria comunità".

Questo accadimento può sembrare un fatto marginale, locale... Ma non lo è: è un segnale di degrado in tutti i sensi.
Bene fa questa Associazione di cittadini a non tacere supinamente di fronte all'indifferenza, al decadimento, all'abbandono e a lottare perché ciò non accada.

martedì 27 ottobre 2015

Non è stato Valentino (ripubblicato ed eliminato il filmato del 25 ottobre causa immagini alterate)

Purtroppo prima di ogni filmato c'è la pubblicità: resistete qualche secondo e guardate attentamente l'impatto: Valentino non ha fatto niente di irregolare. 
Gli vogliono fregare il mondiale!