sabato 5 novembre 2011

Liguria: IDV a pezzi. Tonino, guarda giù, che ad andarsene qui sono i migliori - Quotidiano online della provincia di Savona

Liguria: IDV a pezzi. Tonino, guarda giù, che ad andarsene qui sono i migliori - Quotidiano online della provincia di Savona

Ancora defezioni nell'Idv ligure, si dimettono Pavarino e altri 30: "Nauseati"  - Quotidiano online della provincia di Savona

Ancora defezioni nell'Idv ligure, si dimettono Pavarino e altri 30: "Nauseati" - Quotidiano online della provincia di Savona

mercoledì 2 novembre 2011

Tragico Halloween

Da: Quotidiano.net
Bologna, 2 novembre 2011 - E' più forte di ogni consiglio, di ogni promessa fatta per uscire in modo dignitoso da una situazione che dovrebbe farla riflettere. Amanda Knox non riesce a stare ferma, non riesce a uscire dai titoli dei giornali, quando invece il suo compito precipuo sarebbe quello di allontanare i riflettori, attendendo, almeno, la pronuncia della Cassazione prima di fare festa, sempre che si riesca a festeggiare quando ti muore — come ha detto lei — «la migliore amica».


Proprio questa è una fra le bugie che molti non perdonano all’americanina di Seattle, anche se la più grave è quella con la quale accusò dell’omicidio Patrick Lumumba. Amanda è diventata, per tanti, un sex symbol e un sogno proibito. Fortunatamente c’è ancora chi ragiona e, vedendola travestita da gatta pronta a festeggiare Halloween, ha un moto di ribrezzo, e si chiede come faccia a sopportare tutto questo la famiglia di Mez, quella povera ragazza portata via in una folle notte perugina proprio quattro anni fa. Halloween è stata l’ultima festa alla quale Meredith ha partecipato, e mal gliene incolse. Per Amanda, è la prima festa da ragazza libera. Poteva evitarselo. Mamma Edda e babbo Kurt, seppur separati nella vita, potevano consigliarla meglio.

Gli americani amano Halloween a dismisura, è vero; Amanda vi può essere stata trascinata dagli amici che la coccolano dopo i quattro anni passati nelle carceri italiane, a cominciare dal dj che entra ed esce dalla sua vita al ritmo delle telefonate di Sollecito. Avrebbe potuto, magari, nascondersi meglio dietro la maschera e la zucca, essere più riservata; poi, in privato, che faccia ciò che le pare. Non è questione di simpatia o antipatia o di essere innocentisti o colpevolisti. Volenti o nolenti, il personaggio Knox è uno di quelli che sta al limite del bene e del male, a seconda di chi ne parla.

Ma Amanda non dimentichi mai, come ha detto il sottosegretario Mantovano, che lei e Raffaele se fossero stati giudicati in America a quest’ora sarebbero nel braccio della morte di qualche penitenziario di periferia. E quindi è meglio per Amanda percorrere il suo miglio verde tenendo bene in mente che Mez è stata molto meno fortunata di lei.

di Riccardo Jannello

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Condivido molte cose di questo articolo. Ad esempio la considerazione su quanto disse la Knox sulla povera Meredith: che era «la migliore amica»!!
Circostanza smentita con meraviglia dalla madre della fanciulla inglese, visto che le due compagne di alloggio si conoscevano da appena un mese!
Quanto alla festa americanissima di Halloween, la povera Meredith vi aveva partecipato con le sue amiche, dunque quel "mal gliene incolse" non è esatto relativamente alla festa, che è stata il suo ultimo momento lieto prima di morire, aggredita, al suo rientro a casa, ma è su quel rientro che è giusto dire "mal gliene incolse", perché sarebbe stato meglio che non fosse tornata in quella casa che divideva con la Knox.
Condivido il discorso della Cassazione, naturalmente, pensando che, qualora fosse sfavorevole alla Knox, difficilmente gli U.S.A. la restituirebbero alla Giustizia italiana....
Infine non conoscevo il commento del sottosegretario Mantovano ma sono felice che l'abbia detto.
 
Rende l'idea dello schifo?

martedì 1 novembre 2011

Ambiente.... ma chi se ne frega!!!

Da: Il Secolo XIX
Ore 16.18, Ferrero: «Una tragedia annunciata»

«Un disastro pazzesco, una tragedia annunciata». Lo ha detto Paolo Ferrero (Prc) che oggi a Borghetto Vara, il centro della Val di Vara colpito dall’alluvione di martedì scorso, si è messo a spalare fango assieme ai volontari. «Questo disastro - sostiene Ferrero - è naturale solo per un quarto. Il problema è che non c’è manutenzione del territorio. Dal mio punto di vista è un problema solo politico perché si mettono 17 miliardi per la Tav e neanche un’euro per la prevenzione idrogeologica». Secondo Ferrero «bisogna evitare che si ripeta il secondo tempo di questo disastro. Non si può fare una ricostruzione spargendo soldi ai soliti amici, come è successo nei terremoti del Molise e dell’Aquila. Si faccia ciò che dice la gente, visto che qui a Borghetto la gente si è organizzata per buona parte da sola».
Paolo Ferrero mentre spala il fango con i volontari

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Parco Nazionale del Circeo

Queste immagini del Parco Nazionale dei Rifiuti........ Scusate! E' un lapsus freudiano!! Volevo dire del Parco Nazionale del Circeo, le potete vedere anche sul sito del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia
http://www.laruslegambiente.it/

gente ignobile ignora le discariche comunali per i rifiuti speciali e getta i rifiuti dove capita.

LA CURA DEL TERRITORIO, SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA, SPETTA AI COMUNI ED ALLE REGIONI. LE LEGGI CI SONO PER APPLICARE MULTE SALATE A CHI IMBRATTA, INSUDICIA, SCACAZZA IN GIRO I PROPRI RIFIUTI CHE INTASANO, SPORCANO, OFFENDONO, ROVINANO IL TERRITORIO.
PERCHE' I COMUNI NON LE APPLICANO? NON HANNO FORSE BISOGNO DI SOLDI?
INVECE DI SGUINZAGLIARE IN GIRO AUSILIARI DEL TRAFFICO PAGATI PER ELEVARE MULTE, A VOLTE INSENSATAMENTE, CHE PAGASSERO DEGLI AUSILIARI PER L'AMBIENTE. BISOGNA VIGILARE, DOPO AVER PUBBLICIZZATO ABBONDANTEMENTE CON MANIFESTI DOVE SONO LE DISCARICHE AUTORIZZATE DAL COMUNE PER CONFERIRE I RIFIUTI SPECIALI.
I SOLDI VENGONO BUTTATI PER LE FESTE PAESANE, I FUOCHI D'ARTIFICIO ECC.
 CHE SI SPENDESSE PER COSE SERIE!
LE REGIONI CHE, ATTRAVERSO CERTI CONSIGLIERI REGIONALI, CONSENTONO FINANZIAMENTI AD ASSOCIAZIONI CHE ALTRO NON SONO CHE SERBATOI DI VOTI, CHE PAGASSERO DEI GIOVANI GEOLOGI, E NON SOLO, PER EVITARE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO.
OGNI VOLTA CHE SI INVOCA LA GIUSTA SPESA I POLITICI COMUNALI, REGIONALI E NAZIONALI DICONO CHE NON CI SONO FONDI!
NON CI SONO PER QUESTE COSE SACROSANTE, MA SI TROVANO PER FAR LAVORARE A COSE INUTILI GLI AMICI DEGLI AMICI.
TUTTO QUESTO E' INSOPPORTABILE!!

domenica 30 ottobre 2011

Lula, l'ex-presidente del Brasile, ha un tumore

La sera del 22 gennaio 1979, dopo un'esposizione di gioielli presso una TV privata, Torregiani, 42 anni, subì un tentativo di rapina a opera di alcuni malviventi mentre stava cenando in una pizzeria di via Marcello Malpighi insieme a familiari e amici.

Torregiani e uno dei suoi accompagnatori, anch'egli armato, reagirono al tentativo di rapina e nacque una sparatoria che causò la morte di uno dei rapinatori e di un avventore oltre che il ferimento di altre persone, tra le quali lo stesso Torregiani[1]. In seguito, il gioielliere subì diverse minacce.

Il 16 febbraio successivo, mentre stava aprendo il negozio insieme alla figlia e al figlio, fu vittima di un agguato da parte di un gruppo di fuoco costituito da tre componenti dei Proletari Armati per il Comunismo intenzionati a vendicare la morte del rapinatore rimasto ucciso nel ristorante. Di nuovo, Torregiani tentò una reazione ma fu colpito non appena estratta la sua pistola, dalla quale partì il proiettile che raggiunse il figlio quindicenne Alberto alla colonna vertebrale, rendendolo paraplegico. Torregiani fu finito con un colpo alla testa. Nella rivendicazione, i Proletari Armati per il Comunismo espressero solidarietà alla piccola malavita che «con le rapine porta avanti il bisogno di giusta riappropriazione del reddito e di rifiuto del lavoro»

GIUSTO: PERCHE' LAVORARE? E POI E' GIUSTO RIAPPROPIARSI DEL REDDITO RUBANDO A MANO ARMATA A PRIVATI CITTADINI CHE LAVORANO E CHE SI PERMETTONO PURE DI REAGIRE!!!
TU LAVORI E IO MI RIAPPROPRIO DEL REDDITO, E SE REAGISCI TI AMMAZZO!

Questa bella logica umana e sociale è il credo di Cesare Battisti che Lula e la sua discepola, che ora è presidente, hanno ritenuto persona degna di essere lasciata libera.

Il primo pensiero che mi si è affacciato alla mente all'annuncio del suo tumore non lo scrivo, ma non ha nulla della mia educazione cattolica purtroppo, dico solo che queste malattie vengono a tanta gente buona ed onesta che deve subire chemioterapia ed il resto..... Se è venuto a lui alla laringe, visto che è stato un grande fumatore, bisogna dire che se l'è voluta.

Insieme appassionatamente.........

venerdì 28 ottobre 2011

Moralità piccolo borghese?

DA: "La Rebubblica.it" 9 gennaio 2008
"Quella relazione clandestina a Torino..."

Il padre naturale di Carla Bruni Maurizio Remmert

"Vi racconto il legame con mia figlia"

SAN PAOLO - "Carla è nata da una relazione a Torino che abbiamo avuto io, giovanissimo, con la trentaduenne Marisa, sposata con Alberto". A parlare Maurizio Remmert, 61 anni, imprenditore italiano residente a San Paolo del Brasile. Ovvero il padre naturale di Carla Bruni, probabile futura first-lady francese, intervistato dal quotidiano Estado de S.Paulo.
"So da sempre che è mia figlia, da quando è nata quarant'anni fa - prosegue Remmert, capelli bianchi, faccia simpatica, fisico atletico, che abita a San Paolo da 32 anni - Vivevamo a Torino. Ci siamo conosciuti con Marisa Tedeschi nell'ambiente musicale della città. Lei era pianista. Alberto, suo marito, era imprenditore e compositore. Ho suonato molto tempo con Marisa. Vissi una grande storia d'amore con lei, durata sei anni: non fu un caso fugace. Lei era sposata e all'epoca non abbiamo rivelato chi era il vero padre quando Carla è nata, nel 1967".
Remmert spiega che questa storia era straconosciuta nella Torino-bene dell'epoca, "ma per natura noi dell'Italia del nord siamo discreti". E il marito, Alberto Bruni Tedeschi, morto nel 1996, sapeva la verità sulla nascita di Carla? "Non saprei dire quando scoprì il caso, ma molto tempo fa - dice ancora Remmert, che si è sposato in Brasile con Marcia de Luca, una maestra di yoga, dalla quale ha avuto una figlia, Consuelo - lui era una persona sensazionale, e ha sempre trattato Carla come sua legittima figlia. Quando lui stava male, Marisa ha svelato a Carla chi era il suo vero padre. Ma senza questa storia di drammi, di rivelazioni sul letto di morte. E' stata una conversazione da adulti, fra madre e figlia".

Commento: La madre della bellissima Prima Dama di Francia era un'adultera con un marito molto, molto, comprensivo, fino al punto di far finta di non sapere.

Il fratellastro di Carla Bruni, figlio, quello sì, del marito comprensivo dell'adultera, è morto relativamente giovane: molti giornali hanno scritto di AIDS, pochi di leucemia.

Ora tutti scrivono che è diventata mamma: ma lo era già da un bel pezzo! Nel 2001 dalla relazione con Raphael Enthoven nasce un bimbo: Aurélien.

Passiamo ora al presuntuoso e sarcastico Sarkozy!! Dalla prima moglie ha avuto 2 figli. Uno, giovanissimo, già è ben introdotto in politica, eletto consigliere regionale nello stesso partito del padre. Nepotismo politico come usa in Italia: il "Trota" di Bossi, il figlio di Di Pietro, contestato dagli iscritti di Italia dei Valori che si sono dimessi per protesta (ma chi se ne frega di quei poveri scemi della base), i figli di Craxi (come se non bastasse quello che ci è costato il padre) e così via.
Il sarcastico Sarkozy ha avuto tre mogli, ha battuto Berlusconi e Antonio Di Pietro che, per ora, hanno solo un divorzio nel loro curriculum: ma si dicono cattolici.... Berlusconi sta perfezionando il secondo divorzio, bisogna dire, chissà... potrebbe emulare Sarkozy e risposarsi per la terza volta anche lui!

Insomma, tutto il mondo è paese! Ma la mia è solo una morale piccolo borghese influenzata dall'educazione cattolica!

giovedì 27 ottobre 2011

Scippo legalizzato di una bambina

Ho già scritto un post su questo fatto terribile il 26 maggio 2011, rimando quindi i lettori a quanto scrissi allora.
Ieri, nella trasmissione "Chi l'ha visto?", abbiamo visto di nuovo gli affranti genitori e la nonna della piccola Camparini a cui una sentenza del Tribunale dei Minori ha stabilito di cancellare l'identità, dandola in adozione a sconosciuti, cambiandole il nome e strappandola ai genitori ed ai nonni viventi.

Non siamo in Argentina ai tempi in cui i figli venivano tolti ai dissidenti e, cancellatane l'identità, venivano dati in adozione.
Siamo in Italia. Paese del diritto.
I motivi per cui la bimba viene strappata alla sua famiglia naturale sono legati al fatto che in passato i genitori hanno avuto episodi di droga. I nonni invece no. Dunque perché strapparla anche ai nonni? Perché fare strame del Diritto di Famiglia? Può una persona che svolge un lavoro di assistente sociale ed altro nelle istituzioni essere arbitro di un giudizio tanto grave?
Tremate genitori che avete avuto contatti con la droga, che siete incorsi in condanne penali, che avete dato in escandescenze perché non reggevate le avverse fortune della vita: potrebbero togliervi i figli.

Perché a Marrazzo non hanno tolta la patria podestà sulle sue figlie? Eppure è documentato che aveva un bel mucchietto di cocaina mentre frequentava dei prostituti chiamati "transessuali".
Fose perché lui appartiene ad una Casta di politici? Mentre il sofferente papà Camparini è solo un povero artigiano?
Ma in che razza di società viviamo?

Ho 65 anni e non mi sono mai drogata, anzi, non ho nemmeno mai preso psicofarmaci nei momenti più difficili della mia vita, tipo lutti ed altro... Non difendo quindi chi ha fatto uso di droghe perché sono di parte: difendo questi genitori, questi nonni, perché l'abuso è troppo grande e grida vergogna ad una giustizia che non è tale. QUESTO E' LO SCIPPO LEGALIZZATO DI UNA BAMBINA!!

La piccola Camparini non ha bisogno di genitori perfetti: HA BISOGNO DEI SUOI GENITORI, che sono vivi, uniti, con i nonni accanto.

Questi operatori del sociale che scrivono relazioni possono fare male il loro lavoro, sbagliare, come tutti: sbagliano i medici, sbagliano i burocrati nello svolgere male una pratica, creando infinite difficoltà ai cittadini, sbagliano i magistrati, tanto è vero che il popolo si pronunciò con un referendum a favore della loro responsabilità civile (ma la volontà popolare fu vanificata come per il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti), possono dunque sbagliare anche gli assistenti sociali, gli psicologi ecc. ecc..

Ma qui il danno sull'esistenza delle persone e sul Diritto Naturale è gravissimo! Sanno le persone che hanno contribuito ad una decisione così grave che proprio la trasmissione "Chi l'ha visto?", che seguo dal suo esordio, ha portato centinaia di casi di persone adottate da persone buone ed affettuose, perché abbandonate dai propri genitori biologici, che, ormai più che adulte, cercano disperatamente quei genitori che, pure, non li hanno voluti?!
La piccola Camparini potrà, da adulta, chiedere i danni a chi ha deciso di toglierla alla sua famiglia che la vuole, che la reclama, che si dispera e che l'ha anche rapita quando l'avevano messa in un istituto di suore....

Si lasciano i figli all'assassina del piccolo ucciso a Cogne, ad una commercialista che, dopo un primo tentativo fatto quando aveva 11 mesi, è riuscita poi ad uccidere il proprio sventurato figlioletto cinque mesi dopo il primo episodio.... L'elenco degli esempi sarebbe lungo, ma inutile, tanto è assurdo quello che avviene.

martedì 25 ottobre 2011

Bossi: "La gente ci ammazza"

Pensioni: Bossi, impossibile toccarle


 (ANSA) - ROMA, 25 OTT - ''Non e' possibile portare le pensioni a 67 anni per far piacere ai tedeschi. Non possiamo farlo, la gente ci ammazza''. Cosi' il leader della Lega Umberto Bossi, risponde ai giornalisti al suo ingresso a Montecitorio.
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BOSSI HA UN SOPRASSALTO DI COSCIENZA, UN TIMORE DI PERDERE IL PROPRIO ELETTORATO E DICE QUELLO CHE TANTI ITALIANI VORREBBERO FARE: AMMAZZARLI E RIPULIRE IL PARLAMENTO PERCHE' I PARLAMENTARI NON HANNO UN BARLUME DI COSCIENZA DI QUELLI CHE SONO I PRIVILEGI CHE HANNO ED A CUI NON VOGLIONO RINUNCIARE, MENTRE CONCERTANO DI COME TOGLIERCI ANCORA QUALCOSA SU SUGGERIMENTO DI ALTRI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA, CHE AVREBBERO TANTE COSUCCE LORO DA GUARDARSI E DI CUI PARLEREMO IN SEGUITO SU QUESTO BLOG.

Intanto riportiamo dal sito ufficiale dell'On. Borghesi, oggi deputato di Italia dei Valori, ieri nello stesso partito di Bossi, il seguente testo:

Il 21 settembre 2010 si è discusso il bilancio interno della Camera. Con mio ordine del giorno ho chiesto che l'Ufficio di Presidenza provvedesse all'abolizione del vitalizio dei parlamentari, ovviamente anche agli ex-parlamentari che attualmente lo percepiscono. L'Ufficio di Presidenza aveva chiesto il ritiro dello stesso.

PRESIDENTE: Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, formulato dal Collegio dei questori.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, noi non possiamo ritirare quest'ordine del giorno, perché crediamo che su questo punto sia necessario intervenire.
Abbiamo inserito nella contromanovra alla manovra economica del Governo, che è stata trasformata in un progetto di legge che qui non abbiamo potuto poi votare perché il Governo ha posto la questione di fiducia, ma riteniamo che questo sia un tema al quale i cittadini sono giustamente sensibili. Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l'idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant'anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C'è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all'ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell'arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell'Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l'anno.

Per questo motivo, chiediamo che la Camera si esprima su questo punto e vogliamo davvero dire che non c'è nulla, ma proprio nulla, di demagogico in questa nostra proposta (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, non accettato dal Collegio dei questori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 525

Votanti 520

Astenuti 5

Maggioranza 261

Hanno votato sì 22

Hanno votato no 498.

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HA RAGIONE DUNQUE BOSSI A DIRE "LA GENTE CI AMMAZZA": E' QUELLO CHE MERITANO VISTO COME HANNO VOTATO!!!

E PARLIAMO DELLE NOSTRE PENSIONI ORA!!!
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DA: LETTERA 43 quotidiano on-line
Martedì, 02 Agosto 2011

Camera, inammissibile tagliare il vitalizio


Scontro tra Fini e l'Idv Borghesi sull'abolizione del privilegio.


Scontro nell'Aula di Montecitorio tra il presidente Gianfranco Fini e il deputato dell'Italia dei Valori, Antonio Borghesi. In discussione l'ammissibilità di un ordine del giorno, proposto dallo stesso Borghesi, sull'abolizione del vitalizio ai parlamentari. O meglio, come ha spiegato il deputato, per la sua sostituzione con una erogazione dell'Inps, l'Istituto nazionale previdenza sociale, commisurata ai contributi versati.

QUESTIONE DI PRINCIPI. Fini, al contrario, ha parlato di una «soppressione di un diritto acquisito per gli ex parlamentari» che «sarebbe in contrasto con i principi generali dell'ordinamento, trattandosi di posizioni ormai consolidate».

Ancora, pur senza volersi esprimere sul merito della proposta, Fini ha aggiunto che «l'ordine del giorno interviene impropriamente in una materia, quale quella delle competenze degli enti pubblici previdenziali, che non può che essere regolata da una legge ordinaria dello Stato».

Borghesi: «Fini ha cambiato le regole a gioco iniziato»

Immediata, e dura, la replica di Borghesi. «Il 21 settembre dello scorso anno, un ordine del giorno esattamente uguale a quello che è stato qui da me depositato sui vitalizi è stato ammesso, è stato discusso, è stato votato da questa Assemblea», ha osservato il deputato Idv. «Devo arguire che è cambiato qualcosa da settembre ad oggi. Il fatto che il Presidente decida queste nuove regole dopo che gli ordini del giorno sono stati depositati mi lascia altamente perplesso, perché è come intervenire a gamba tesa quando il gioco è già iniziato».

L'analogo tentativo di eliminare il vitalizio per i parlamentari da parte di Borghesi era stato bocciato dall'Aula con 498 'no' e soli 22 'sì' a settembre 2010.
ANTONIO BORGHESI nato a Bolzano nel 1949

«LA CASTA SI NASCONDE». Le argomentazioni di Fini non hanno convinto nemmeno il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, che ha tuonato: «Altro che metodo! L'ordine del giorno di Italia dei Valori sui vitalizi è stato respinto per tutt'altra ragione, ovvero la paura di dover sostenere le critiche dell'opinione pubblica nel bocciarlo, o, peggio ancora, il rischio di doverlo votare proprio per non essere travolti dalla critiche». Donadi ha anche sottolineato come «la Casta, ancora una volta, preferisce nascondere la testa sotto la sabbia, pur di non mettere mano ai propri privilegi».

VIA IL VITALIZIO DAL 2013. In ogni caso, a quanto si apprende dalla relazione del deputato Questore, Antonio Mazzocchi, «l'Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deliberato la sostituzione dell'attuale istituto del vitalizio, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema previdenziale, analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori».

NO AI RISPARMI SULLE AUTO BLU. L'Ufficio di presidenza ha anche bocciato un ordine del giorno, sempre proposto dall'Italia dei Valori, che mirava a limitare l'utilizzo delle auto blu al presidente della Camera e al segretario generale della Camera.

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Che dire? Almeno Borghesi ci ha provato!! In Italia dei Valori non ci sono solo piccoli Scilipoti, ma anche gente come questo ex-leghista o persone dignitose come Donadi.

Tenete presente, invece, di chi è Fini!! (Non è una perfetta sintassi ma così rende di più l'idea!")












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domenica 23 ottobre 2011

Accade anche questo

"Hanno buttato tutti gli arredi per terra, rotto le porte, finestre, rubato del materiale, ecc....rotto anche l'amplificatore e cose abbastanza costose."
Marco Omizzolo - Coordinatore provinciale Legambiente Latina

VANDALIZZATO DA VIGLIACCHI IL VILLAGGIO DELLLA LEGALITÀ
“SERAFINO FAMÀ”
A

BORGO SABOTINO

UN'INTIMIDAZIONE CHE NON FERMERÀ LA LOTTA E L'IMPEGNO PER UNA CULTURA

DELLA LEGALITÀ E DELLA SOLIDARIETÀ

Un'intimidazione gravissima, in pieno stile mafioso, che ha nelle sue intenzioni, l'arresto, con metodi violenti e vigliacchi, del percorso di legalità e impegno comune sul quale da anni Libera, Legambiente, l'Agesci e molte altre associazioni locali sono impegnate. Un impegno difficile, a volte ostacolato dalle stesse istituzioni, ma sostenuto da centinaia di cittadini, consapevoli del livello di penetrazione della cultura mafiosa e dei suoi “picciotti” nel sistema economico, politico e amministrativo della provincia di Latina. Un sistema infame che costituisce il vero vincolo allo sviluppo di questo territorio e che correttamente Libera ha chiamato Quinta Mafia.
Un'intimidazione che obbliga tutti, associazioni, cittadini, politici, forze economiche, ad organizzare risposte serie e radicali, a partire da una consapevolezza che deve diventare patrimonio comune, per cui le mafie in provincia di Latina, con il loro arsenale di interessi, connivenze, violenze, sono presenti e condizionano il sistema democratico provinciale.

Cemento, rifiuti, agromafie sono i settori sui quali i clan mafiosi e i loro colletti bianchi hanno deciso di investire, facendone oggetto di business malavitoso, spesso agevolati da politiche troppo colpevolmente timide sul fronte della repressione e prevenzione e da dichiarazioni istituzionali pubbliche che negano il fenomeno.

Legambiente provinciale dichiara sin da subito la propria massima disponibilità a sostenere qualunque iniziativa volta a ribadire la cultura della legalità, dell'impegno, della solidarietà che trovano residenza proprio nel villaggio della legalità di Borgo Sabotino.

Circolo Larus Legambiente Volontariato Via Garibaldi n° 45, 04016 Sabaudia (LT)

http://www.laruslegambiente.it/

sabato 22 ottobre 2011

SENZA COMMENTI

ACCADUTO IERI
03/10/2010
Da: Positano News
ATRANI:  IL PADRE RICONOSCE FRANCESCA A LIPARI E LA BENEDICE.

Francesca Mansi riconosciuta dal padre. E' stata riconosciuta questa mattina dal padre e dai familiari. Francesca Mansi, la ragazza scomparsa lo scorso 9 settembre ad Atrani in costiera amalfitana, rinvenuta nelle acque delle Eolie, che già ieri era stata identificata, a causa del cellulare che aveva addosso, ha avuto il riconoscimento ufficiale. Lello Mansi e suo fratello Pio sono partiti a bordo di un aereo della protezione civile della Regione Campania questa mattina alle 8,30 dall'aereoporto di Pontecagnano Salerno costa d'Amalfi.

Alle 12 circa vi è stato il riconoscimento ufficiale. «E’ mia figlia, ora la riportiamo finalmente a casa». Sono state le uniche parole di Lello Mansi, il papá di Francesca, nel momento in cui ha potuto rivedere Francesca, nell’obitorio di Lipari. Un’attesa durata 24 giorni, dalle 18.30 di quel maledetto 9 settembre, quando Atrani venne attraversata, come un proiettile, da un fiume di fango e melma, che lasciò dietro di sé solo tristezza e disperazione. E quella lava nera strinse anche la venticinquenne.

Era laureata in economia turistica e, per sbarcare il lunario e coltivare i propri sogni, aveva trascorso l’estate lavorando presso il bar "La Risacca". Da allora, per più di tre settimane, si sono alternati tanti sentimenti, dalla speranza di trovarla ancora viva, nei primi giorni di ricerca, fino a giungere all’inevitabile rassegnazione di aver perso per sempre Francesca, ragazza solare e benvoluta da tutti.

Nessuno, però, voleva credere che la natura, così crudele con la povera ragazza, non restituisse almeno il suo corpo. E quel corpo è stato ritrovato a 170 miglia dal litorale di Atrani, trasportato dalle correnti marine fino all’arcipelago delle Eolie. «Ho capito che era Chicca dai vestiti», ha confidato papá Lello qualche ora dopo aver adempiuto al triste ma necessario rituale dell’identificazione. Lui, uomo di fede, diacono permanente, anche ieri ha mantenuto la calma, sorretto da quella fede che lo ha aiutato a superare tutti i momenti difficili. Anche quello, probabilmente, più duro: vedere sua figlia praticamente irriconoscibile e con il corpo martoriato dai tanti giorni di permanenza in acqua.

«Aveva ancora indosso - ha aggiunto Lello Mansi - quella maglietta bianca che indossava la mattina del 9 settembre, sulla quale era stampato un personaggio di Walt Disney, i jeans neri, una cinghia ed un paio di scarpe Converse All Star. Sono stati questi gli elementi, assieme al cellulare, che mi hanno fatto capire che era proprio lei, anche perché Chicca non aveva né tatuaggi e neppure segni particolari». La salma, giá da domani, potrebbe rientrare a Minori, in quanto il pm titolare delle indagini, Ernesto Sassano, molto probabilmente disporrá solo un esame esterno del cadavere. Tutta la Costiera, perciò, si sta preparando a tributare l’ultimo saluto a Francesca e a partecipare ai funerali, che si svolgeranno nella Basilica di Santa Trofimena. Intanto il sindaco di Atrani, Nicola Carrano, proporrá di intitolare Largo Marinella proprio a Francesca.

Il corpo di Francesca Mansi, dopo il riconoscimento, è stato benedetto dallo stesso genitore. A confidarlo è il parroco di Lipari, don Gaetano Sardella, che ha accompagnato Lello Mansi all’interno della camera mortuaria durante il rito dell’identificazione della salma. «Ho saputo che è diacono permanente della diocesi - ha spiegato il prelato - E’ un credente e, perciò, gli ho consegnato una piccola corona che abbiamo adagiato sul corpo di Francesca. Poi, con me, ha benedetto la salma. In questa tragedia c’è una grande speranza e una grande dignitá di un padre, di un uomo con una incrollabile fede in Dio». Una scena di un padre che ha atteso per settimane che il mare gli restituisse il corpo della figlia travolta dal fango ad Atrani.


Da: Positano news
07/09/2011

Atrani morta per esondazione Dragone, nessun risarcimento per Francesca Mansi

Lo Stato assente in tutti i modi, nessun responsabile, neanche indagato, nè per Francesca, nè per lo chef di Tramonti ucciso dal dissesto idrogeologico, anche se sono stati aperti dei procedimenti dalla procura di Salerno, nessun risarcimento ancora per gli atranesi e neanche un riconoscimento alla famiglia di Francesca. Per Atrani, per la quale era stato aperto anche un conto corrente con versamenti da tutta Italia e dal mondo, non è cambiato nulla. Le macchine, per esempio, parcheggiano ancora indisturbate lungo il corso, come denunciato più volte da Positanonews che già da anni pubblica gli allarmi del Comitato S.O.S. Dragone che chiedeva un semplice ed economico sistema di prevenzione, che portò anche ad un protocollo di intesa fra Scala, Ravello e Atrani, ancora non attuato.









FRANCESCA MANSI                                                      
 
 
 
 
 
 
 
 


OGGI

VALERIA SODANO
Da: NapoliToday 21 ottobre 2011
Maltempo, la 23enne Valeria Sodano muore a Pollena Trocchia travolta dal fango
Una vittima del maltempo in Campania. Valeria Sodano, 23 anni, è morta questa notte a a Pollena Trocchia dopo che l'automobile dove si trovava è stata travolta da un fiume di fango.


 


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Dal "Corriere della Sera" 20 ottobre 2011

ROMA - L'uomo vittima del nubifragio a Roma è un giovane immigrato dallo Sri Lanka, Sarang Perera, di nazionalità cingalese, 32 anni. E' annegato giovedì mattina nella sua abitazione all'Infernetto, quartiere a sudovest della capitale. L'uomo, che viveva in Italia da sei anni e faceva il cuoco nel ristorante La Paranzella, risiedeva nello scantinato di una villetta a schiera in via di Castelporziano. Qui è stato sorpreso dall'onda di piena di un vicino canale di bonifica, che è tracimato invadendo la strada residenziale: la forza dell'acqua ha letteralmente sfondato un muro della casa che, crollando, ha travolto il giovane che si trovava nel seminterrato per recuperare alcune cose, secondo quanto ricostruito finora. Il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco intorno alle 15.30.
IN SALVO LA PICCOLA - Scampati al disastro la giovane moglie dell'uomo e la figlioletta di pochi mesi, che lo avevano raggiunto nella Capitale da meno di un anno: si trovavano entrambi in un'altra stanza quando l'acqua ha sfondato il muro. Hanno resistito nell'acqua, non si sa come, fino a quando sono state messe in salvo. Gli uomini delle Fiamme Gialle e i vigili del fuoco non hanno esitato a buttarsi in acqua per recuperare la piccola e la madre. E già un commerciante, un vicino di casa, era intervenuto. «Sono arrivato troppo tardi, mi sono anche tuffato, ma lui era incastrato tra i mobili e i detriti di un muro crollato così ho portato in salvo la moglie e la figlia». Così Paolo Borelli, 44 anni, un negoziante dell'Infernetto ha raccontato come ha portato in salvo stamani la moglie e la figlia della vittima, ma non è riuscito a salvare l'immigrato di 32 anni morto annegato nel seminterrato dove viveva.