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domenica 10 maggio 2026

ANATOMIA COMPARATA FRA LE PROVE VERIFICATE IN UN PROCESSO E QUELLE DA VERIFICARE

Torno a scrivere un piccolo saggio su un caso che tocca le coscienze di tanti: una indagine su un uomo giovane a cui si vuole attribuire il delitto di un altro già accertato in più di un processo. 
Parlo del delitto di una donna di 26 anni, Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Il suo assassino è il suo fidanzato da 4 anni: Alberto Stasi.
Il primo processo in Assise viene svolto da un unico uomo, il Giudice Unico Stefano Vitelli.
Il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) e il GUP (Giudice dell'Udienza Preliminare) sono due figure distinte nel processo penale italiano. Il GIP garantisce la legalità durante le indagini, decidendo su misure cautelari e archiviazioni. Il GUP decide, nell'udienza preliminare, se rinviare a giudizio l'imputato o emettere una sentenza di non luogo a procedere.
Stefano Vitelli, Dall’anno 2008 sino al 2012 ha ricoperto funzione di GIP/GUP presso il Tribunale di Vigevano redigendo come Giudice di primo grado la sentenza nei confronti di Stasi Alberto (c.d. caso di Garlasco),  il quale lo assolve.
"«Non so se c’è un innocente in carcere» ha dichiarato Vitelli. «Nel libro parlo, e ho sempre parlato, di ragionevole dubbio".
Vitelli infatti ha scritto un libro sulla sua esperienza di Giudice Unico che decise di assolvere Stasi per il ragionevole dubbio.
Il Giudice Vitelli con il suo libro


Una delle motivazioni da lui addotte sul suo "ragionevole dubbio" sulla colpevolezza di Stasi fu su una delle prove soggette ad interpretazione: la telefonata che il 24enne fa al 118 per comunicare che la fidanzata "forse" ha bisogno d'aiuto. Il Giudice Vitelli ci informa nel suo libro e nelle interviste alla stampa che lui fece ascoltare la registrazione della telefonata ad un suo amico, ex compagno di Liceo, il quale disse che per lui quella voce non era fredda come l'accusa aveva voluto interpretarla, ma era la voce di una persona spaventata.
Ma tutte le altre prove?
Il processo passa in Appello. Due giudici togati e sei popolari.
La legge autorizza il giudice a pronunciare la condanna dell’imputato quando “il dato probatorio acquisito in ordine alla sua responsabilità lascia fuori soltanto eventualità remote, certamente prospettabili come possibili ma che si pongono al di fuori dell’ordine normale delle cose e della normale razionalità umana”.(cfr. Cass. Sez. I 21 maggio 2008 n. 31.456 richiamata a pag. 174 dell’impugnazione) 
La Corte assolve di nuovo Alberto Stasi perché non ravvisa nella citata motivazione, acquisita da una sentenza di Cassazione, il caso in specie, ritenendo che per Stasi non si possano escludere altre possibilità.
Interviene la Corte di Cassazione che esaminando la sentenza la trova illogica e mancante di quel rigore che è garanzia di serietà del giudizio espresso e chiede un nuovo Appello. In particolare la Corte lamenta l'aver elencato gli indizi senza cercare un legame ragionevole fra loro in modo da formarsi il quadro probatorio concordante che ha valore di prova.
Si va dunque all'Appello bis e qui Stasi viene condannato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Vediamo in base a quali prove:
1 - La telefonata è prova soggetta ad interpretazione, quindi in sé puo' essere un indizio ma non sicura prova. Egli non chiama immediatamente i soccorsi, pur non sapendo se Chiara sia ancora viva visto che riferisce di non essersi avvicinato al suo corpo disteso in fondo alla scala, ma di averlo visto solo dall'alto.
Telefona solo quando è all'ingresso della Stazione dei Carabinieri. Ha lasciato la fidanzata immota senza vedere se era viva, ferita o morta. Ma va dai Carabinieri. Perché? Potrebbe essere caduta per le scale. La prima cosa a cui pensare è un'ambulanza, un soccorso Medico. Ma lui va dai Carabinieri.
Perché? Perché sa che lì è stato commesso un delitto? Il tono e quel che dice è soggetto ad interpretazione, come dice Vitelli, ma il resto no. Il resto è non logico, non normale, non verosimile.
RICOSTRUZIONE DI FABIO NAPOLEONE SOSTITUENDO IL FIDANZATO STASI CON ANDREA SEMPIO, DICIANNOVENNE AMICO DEL FRATELLO MINORE DI CHIARA CHE PER GIOCARE CON LUI AI VIDEOGIOCHI FREQUENTA SALTUARIAMENTE CASA POGGI.
Prova 1 - Entra suonando al campanello di casa Poggi con l'intenzione di avere un rapporto sessuale con Chiara eccitato dal fatto che ha visto uno dei filmati che Stasi chiedeva a Chiara di girare mentre avevano un rapporto sessuale, che poi venivano conservati in una cartella sul PC che usava a volte anche il fratello Marco per giocare con i videogiochi con gli amici. PROVA CHE QUESTO SIA AVVENUTO FABIO NAPOLEONE NON NE FORNISCE, egli suppone anche che Andrea abbia scaricato quei filmati su una chiavetta USB, ma non fornisce prova né di questa supposta operazione né se egli possieda una chiavetta USBANDREA SEMPIO uccide Chiara che gli ha aperto la porta anche se, testimonia Rita Preda Poggi, sua madre, che mai sua figlia, che si da per inteso che ella conosca, avrebbe aperto ad un amico di Marco in déshabillé non essendo con lui in nessuna confidenza. La uccide perché la assale per avere con lei un rapporto dato che pensa che se va con il fidanzato e fa i filmini hard con lui lo può fare con chiunque, anche con lui. Questo suppone Fabio Napoleone e porta a PROVA di questa sua ipotesi che in quegli anni Andrea Sempio si era iscritto ad un Forum on-line di uomini un poco frustrati che parlavano di donne scambiandosi pareri e commenti discutibili forse a causa dell'immaturità, inesperienza e complessi vari. BISOGNA DIRE CHE NON VI E' NESSUNO CHE ABBIA VISTO ANDREA SEMPIO NELLE VICINANZE DELLA CASA DEL DELITTO. FIN QUI ABBIAMO SOLO UNA RICOSTRUZIONE IPOTETICA DI FABIO NAPOLEONE.
2 - Stasi dice di non aver più visto Chiara dalla sera prima quando ha mangiato con lei una pizza e di essere andato a dormire a casa sua. L'allarme della casa è stato inserito all'1:52. Sicuramente da Chiara e disinserito la mattina dopo alle h. 09:12. Due orari che secondo il processo Stasi segnano la sua andata via e il suo ritorno la mattina dopo. Una signora, molto lucida e molto attenta la cui figlia abita di fronte a Casa Poggi e che era andata a far visita alla figlia, descrive una bicicletta nera da donna appoggiata accanto al cancello pedonale di Casa Poggi alle h. 09.10.
La famiglia Stasi possiede una bicicletta nera da donna ma Alberto Stasi NON LO DICE agli inquirenti. Fra questi il Maresciallo dei Carabinieri Marchetto che "Per giustificare la decisione di non sequestrarla, disse di avere assistito personalmente alla deposizione della testimone che l'aveva vista davanti alla villa del delitto e di essere pertanto sicuro che non somigliasse a quella custodita nell'officina del padre di Alberto Stasi. Nel 2014, invece, fu dimostrato che a quella biciletta nera furono sostituiti i pedali per eliminare eventuali tracce biologiche. Secondo l’accusa, dichiarando il falso al giudice che lo interrogava, l'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto avrebbe sviato il processo contro Alberto Stasi per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Anche per questo motivo l'imputato avrebbe incassato una doppia assoluzione, cancellata poi dalla Cassazione, che ordinò un processo bis. Due anni e mezzo di reclusione e i danni da pagare ai famigliari di Chiara Poggi, con una provvisionale di 10 mila euro. E' la condanna per falsa testimonianza inflitta all'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, che nel 2007 comandava la stazione dei carabinieri di Garlasco.
QUESTA E' UNA PROVA A CARICO DI ALBERTO STASI, egli ha taciuto di possedere una bicicletta nera da donna esattamente descritta anche nei particolari dalla teste con giorno ed ora dato che dalla figlia non va tutti i giorni, inoltre un'altra vicina ha detto di aver visto la bicicletta esattamente dove l'ha vista la teste principale ma non è certa del giorno esatto quindi la sua testimonianza è ritenuta meno probante.
La motivazione dell'omicidio di Stasi nei riguardi della fidanzata viene ipotizzata nella fissazione di Alberto Stasi per la pornografia di cui si trovano tracce nei PC di Chiara e di Stasi stesso. Egli collezionava immagini pornografiche in modo metodico dando titolo specifico per immagini, ad esempio "donne incinte", ovviamente in situazioni sessualmente pornografiche, ed altri argomenti.
Inoltre, sempre dalle immagini sui PC, si scopre che mentre era in Gran Bretagna in vacanza per imparare l'inglese con un suo amico, raggiunto per qualche giorno dalla fidanzata, fotografava a loro insaputa donne sconosciute, parti dei loro corpi. Queste immagini, riferiscono i familiari, avevano contrariato Chiara che le aveva scoperte in mezzo alle foto fatte nei giorni in cui era stata in Gran Bretagna. Invece nulla sapevano i familiari che Chiara aveva permesso al fidanzato di riprendersi in video mentre avevano rapporti intimi. Lo sapranno dalle indagini.
La difesa e, attualmente, sembra i Carabinieri di via Moscova a Milano incaricati da Fabio Napoleone delle indagini da lui coadiuvate, trovano non PROVATO il motivo ipotizzato dall'accusa che fra Chiara e il fidanzato fosse avvenuta una lite la sera prima del delitto perché lei, aiutandolo nella stesura della tesi di laurea che lui stava scrivendo, aveva aperto la cartella in cui lui custodiva i filmati pornografici. Gli stessi Carabinieri, secondo notizie di stampa, avrebbero detto che non ci sono prove nel quadro accusatorio che ha portato a condanna Stasi.
Verosimilmente la motivazione non abbisogna di una visione ennesima delle manie di Alberto Stasi, a Chiara già note per averne parlato con la cugina Stefania Cappa, figlia della sorella di suo padre. Verosimilmente si può invece IPOTIZZARE, data la personalità di Chiara Poggi come descritta dagli stretti familiari, che ella ha scoperto a poco a poco certi lati della personalità del fidanzato, aderendovi per amore verso di lui, ma non condividendo nell'intimo quegli aspetti delle sue fantasie, bisogni che ella ha assecondato, ma che potrebbero averle creato un conflitto interiore di sofferenza morale, divenuto insostenibile e, la sera prima del delitto, a seguito della visione delle foto maniacali fatte in Gran Bretagna e la conseguente contrarietà che aveva provocato un turbamento in lei, notato e riportato dai familiari, ai quali però Chiara non aveva specificato la causa, probabilmente per pudore, ella ha esternato al fidanzato tutta la sua contrarietà su dette manie, che ha provocato la scelta di lui di andarsene a dormire a casa sua e, IPOTESI, al mattino, gonfio di risentimento per quanto dettogli da Chiara, è andato a casa sua di impeto sperando che lei si rimangiasse quanto dettogli, con immaginabile sofferenza, la sera prima. Lei gli ha aperto, stanca e sfiduciata, ha risposto allo scontro senza deflettere dalle tristi conclusioni a cui era giunta su di lui e lui, non ottenendo un ripensamento a quel giudizio che Chiara gli aveva esternato, l'ha colpita e non è riuscito a fermarsi. Probabilmente ha afferrato il martello che il padre di Chiara ha detto essere sparito ed ha elencato fra gli oggetti mancanti, come richiestogli dagli inquirenti, un martello a doppia faccia di cui una con biforcazione che può essere stata causa delle lesioni più taglienti sulla vittima, oltre quelle riportate sbattendo sugli scalini della scala dove è stata gettata. Sempre ipotizzando una ricostruzione, come IPOTESI sono quelle fatte da Napoleone nella sua inchiesta su Andrea Sempio non suffragata da riscontri di prova, la larga pozza di sangue ai piedi della scala in salita potrebbe esser dovuta alla volontà di Chiara di sottrarsi alla discussione interrompendola con la scusa che doveva salire a vestirsi essendo ancora in pigiama. Azione che può aver aumentato la frustrazione del fidanzato schiacciato dal giudizio datogli dalla fidanzata su di lui e le sue manie sessuali. Per Chiara, ragazza matura di 26 anni, educata su buoni principi, la consapevolezza triste e deludente che quel fidanzato non era giusto non deve aver avuto spazio per ripensamenti. Alberto Stasi non ha accettato il giudizio e dopo averla uccisa ha voluto affermare la sua volontà, per lui giusta, di visionare filmati porno appena tornato a casa, come dimostra la perizia informatica. 
Nella dichiarazione di Stasi egli afferma che non ha più visto Chiara dalla sera prima fino a quando, pur sapendola sola e telefonandole piu' volte nel corso della mattinata senza ricevere risposta, si è deciso ad andare da lei alle h. 13:50 trovandola in fondo alle scale immota. La sua singolare reazione l'ho già descritta. Ma come mai, pur abitando vicino, non è andato prima visto che stranamente non rispondeva al telefono? Sapeva cosa aveva fatto e, dopo aver saggiato, chiamandola al telefono, la possibilità che in qualche modo fosse rimasta ferita ma viva dopo la sua aggressione, non avendo ricevuto alcuna risposta, si è deciso ad affrontare con angoscia l'ineludibile scoperta dell'uccisione da lui compiuta. Il suo comportamento strano diventa così totamente spiegabile. Senza perizie psicologiche.
RICOSTRUZIONE DI FABIO NAPOLEONE sugli spostamenti di Andrea Sempio nella mattinata del 13 agosto 2007. Come riportato non ci sono testimoni che abbiano visto Andrea nei dintorni di Casa Poggi nelle ore del delitto né in tutta la mattinata. Egli ha dichiarato come ha trascorso quella mattinata. E' stato a casa con il padre, che conferma, quando la madre è rientrata ha preso l'unica auto a disposizione ed è andato a Vigevano, probabilmente per spezzare la noia di un giorno di agosto senza l'amico Marco, più volte cercato, che era in vacanza in montagna con i genitori. Poi è tornato ed è andato dalla nonna. NAPOLEONE contesta la sua andata a Vigevano perché le celle telefoniche dicono che il suo cellulare in quelle ore agganciava la cella di Garlasco. Ma è anche vero che trattasi di zone vicine e servite da entrambe le celle. Su questo ci sono perizie tecniche varie. NAPOLEONE contesta la presentazione di uno scontrino di parcheggio senza targa a prova della sua andata a Vigevano, contesta il motivo, l'acquisto di un libro perché DOVEVA SAPERE CHE LA LIBRERIA QUEL GIORNO ERA CHIUSA. Inoltre Andrea non ricorda il titolo del libro che voleva comperare. Tutte queste considerazioni non possono provare che Andrea fosse a casa Poggi, né che abbia ucciso Chiara in un tentativo di stupro la cui dinamica di solito non si risolve con un impeto a martellate in testa come la casistica di omicidi per stupro dimostra.
3 - La bicicletta nera da donna, finalmente individuata, presenta anormalmente pedali pregiati di altra bicicletta di proprietà della famiglia Stasi: una "Umberto Dei" su cui sono montati pedali non pregiati attribuibili alla bicicletta nera da donna. Chi indaga dice che c'è stato uno scambio di pedali dopo certosina indagine sulla produzione di dette biciclette e sui materiali usati e montati su esse. Da come spiegazione il tentativo estremo di nascondere tracce di sangue sui pedali della bicicletta vista dalla testimone davanti casa Poggi. Dato che la bicicletta nera da donna non fu subito sequestrata, come accertato da condanna Maresciallo Marchetto, Stasi o chi per lui ha potuto lavare accuratamente i pedali ma, temendo comunque le analisi microscopiche, in estrema "ratio", ha montato quei pedali incriminati sulla non attenzionata bicicletta da uomo Umberto Dei dove, stranamente, è stato rilevato materiale cellulare con DNA di Chiara Poggi. Notizie attuali riportano che l'ingegnere che fece la perizia sulle biciclette su richiesta della Procura NEGA di aver mai detto e scritto che Stasi abbia scambiato i pedali. Se non c'è prova che l'abbia fatto in prima persona è indubbio che le due biciclette presentavano pedali non concordanti con quelli che ciascuna monta in origine secondo le ricerche fatte sulle ditte produttrici di entrambe. Nella sentenza è riportato quanto ho esposto. Comunque tale perizia è fra tutti i documenti allegati al faldone della sentenza di condanna. Andrea Sempio NON possedeva in quel momento alcuna bicicletta nera da donna come descritta dalle due testimoni. 
FABIO NAPOLEONE non spiega né porta prove contrarie a quanto fin qui descritto nella sentenza Stasi. La motivazione ipotizzata su una ripulsa di Chiara a continuare i rapporti sessuali con il fidanzato facendosi riprendere durante essi è una IPOTESI che si fonda sul ritratto psicologico della ragazza così come descritta da chi la conosceva bene, soprattutto i suoi familiari. Ma sono IPOTESI ancora meno probanti quelle fatte su Andrea Sempio basandosi sui suoi commenti espressi su un social di uomini frustrati nei confronti delle  donne. IPOTESI, non prova. Difficile arrivare a tentare uno stupro con questi presupposti e come spiegare l'ardire di questo diciannovenne di andare a casa Poggi di mattina senza rischiare di trovarci il fidanzato?
4 - Le prove scientifiche: l'assassino calzava con certezza scarpe n. 42. Nella sentenza di condanna è riportata la minuziosa indagine effettuata sulla suola a pallini per risalire alla marca e al modello da quella suola che ha lasciato la sua orma a pallini: presumibilmente marca Frau. Stasi non ha detto di aver mai posseduto scarpe con dette suole e quella marca. Le indagini hanno accertato che aveva acquistato scarpe con quella suola, molto probabilmente Frau oppure Geox, il settembre precedente il delitto, ma di tali scarpe non c'è traccia. Se le indossava al momento in cui ha ucciso Chiara le ha gettate con il martello che il padre di Chiara non ha trovato più e che teneva nella parte interna del davanzale di una finestra per lavoretti casalinghi. Come concilia NAPOLEONE i piedi di Sempio con tali calzature non possedute dal giovane che portava abitualmente stivaletti n. 44 e non quei modelli di scarpe, bastando vedere le sue foto dell'epoca e lo stile con cui si vestiva? 
L'indagine che ha portato alla condanna di Stasi ha cercato sulla punta delle unghie del cadavere della vittima eventuali DNA dell'assassino, trovando DNA sconosciuti e una labile traccia genetica di un aplotipo riconducibile al cromosoma Y di Sempio, ma solo con certezza statistica e non sicuramente attribuibile. FABIO NAPOLEONE, che ha accolto la richiesta degli avvocati della madre di Stasi, respinta in precedenza dal Procuratore Venditti e dalla Commissione Europea Dei diritti dell'Uomo con la motivazione che "Il processo di condanna Stasi è stato equo", ha nominato un nuovo CTU che ha esaminato l'aplotipo giungendo alle stesse conclusioni scientifiche del CTU precedente. Risultano inoltre non comprensibili sul piano logico le indagini messe in atto da Fabio Napoleone sulla ricerca dell'arma del delitto dopo 18 anni in una roggia che scorre fra le case in comune di Tromello, raggiungibile in bicicletta in un quarto d'ora circa da Garlasco, raccogliendo una voce di una persona che avrebbe vista la luce  accesa nella casa della nonna materna della vittima, signora Galli, mentre tale persona risultava ricoverata dunque assente, e di aver visto un'auto parcheggiata accanto a detta casa la sera prima del delittoLa presenza di luci accese in questa villetta la sera prima del delitto ha sollevato misteri e testimonianze, talvolta confondendosi con un'altra casa di proprietà della nonna paterna della vittima, quindi nonna materna delle cugine gemelle Cappa figlie della sorella di papà Poggi. La casa in cui il 12 agosto è stata vista la luce accesa si trova in via Sassi, 101 a Gropello Cairoli ed è la casa della signora Mariuccia Galli, nonna materna di Chiara Poggi (e madre di Rita Preda madre di Chiara). Dunque molta confusione come in molte "notizie" di questa NON comprensibile indagine di Napoleone. Giacché la roggia si trova a Tromello ed è lì che il Procuratore ha mandato i VV.FF. a dragare la roggia per cercare dopo 18 anni il borsone che, altra persona dice di aver appreso da un'altra ancora deceduta, una giovane assomigliante alla cugina Cappa, dopo aver aperto agitata la casa della comune nonna, madre del padre di Chiara e della madre delle Cappa, avrebbe gettato nella roggia.
NULLA E' STATO TROVATO e un operaio si è presentato con della ferraglia che aveva precedentemente raccolto in quella roggia, più volte dragata negli anni dal comune per questioni di igiene pubblica. La illogicità di dette ricerche nulla ha portato a detrimento delle PROVE A CARICO DI ALBERTO STASI, né a raccolta di prove a carico di Andrea Sempio per addebitargli l'omicidio per cui Stasi è stato condannato.
FABIO NAPOLEONE ha continuato la sua indagine ordinando ai RIS di Cagliari di rifare la mappa dell'interno delle villetta del delitto sia riguardo alle macchie di sangue sia riguardo a quante figure si siano mosse nel quadro criminale ed ha fatto fare a Sempio anche una analisi antropometrica del corpo, addivenendo alla conferma, di quanto già accertato nel processo Stasi, che l'assassino è stato uno solo, nonostante la sua IPOTESI DI INDAGINE E RELATIVO CAPO DI IMPUTAZIONE CHE ANDREA SEMPIO AVESSE UCCISO CHIARA CON STASI ED ALTRI IGNOTI. Conclusione però è che l'assassino è Sempio e non Stasi.
Con quali prove? NAPOLEONE descrive una personalità di Sempio che non risulta da nessun fatto se non l'INTERPRETAZIONE PERSONOLOGICA basata su commenti espressi fra i 18 e i 20 anni in un forum di un social di uomini scapoli frustrati e misogini. Inoltre ha chiesto ai Carabinieri di Via Moscova a Milano, Gruppo RACIS, di disegnare il profilo personologico di Sempio in base agli interrogatori che il giovane ha dovuto subire proclamandosi sempre estraneo a quanto contestatogli. I Carabinieri hanno scritto che quando gli fanno domande dirette egli ha "un ghigno". LIBERA INTERPRETAZIONE DI UN ATTEGGIAMENTO DEFINITO STRAFOTTENTE  ma che potrebbe essere interpretabile come di difesa sarcastica a domande per lui assurde dato che nulla ha a che fare con il delitto e vive tutto come una ingiusta persecuzione di cui non comprende la ragione.
La demonizzazione di Andrea Sempio non lo mette nella scena del delitto con alcun FATTO CHE POSSA AVERE VALORE DI PROVA, MA NEMMENO DI INDIZIO DEL DELITTO CHE GLI SI VUOLE ATTRIBUIRE.
5 - L'ORA DELLA MORTE NON PUO ESSERE ADATTABILE ALLA BISOGNA. I riscontri logico-scientifici debbono collocarla fra le h. 09:12 quando ha disinsertio l'allarme, e non oltre le h.  09:44 e al massimo 10:17: telefonate fatte da Stasi al suo cellulare a cui lei non ha potuto più rispondere. Se alla prima poteva essere ancora viva ma impossibilitata a rispondere alla seconda si può già dare per morta, non sapendo quanto è durata la sua agonia.
La perizia Cattaneo la trovo scientificamente non accettabile per il metodo, inverosimile come altre sue perizie, fra cui quella scartata anche nel processo dell'omicidio della Fonderia di Marcheno come inverosimile dalla Corte, che ha accolto la perizia di altri sulla veridicità fattuale di come fu occultato il cadavere.

mercoledì 2 novembre 2022

Riflessioni sulla morte

 

Riflessioni sulla morte.

Nel giorno della ricorrenza dei defunti e a due giorni da un malessere che mi ha fatto pensare alla mia fine scrivo serenamente queste riflessioni.

Sono atea. La visione del mondo che mi hanno dato i miei genitori era di un Dio invisibile che si preoccupava di me, che leggeva i miei pensieri. Un Dio che aveva creato l’Universo fin qui conosciuto ma che si rispecchiava in questo mammifero pensante chiamato Uomo. Ci è voluto poco perché avessi i primi dubbi e siccome militavo in Azione Cattolica li ho esternati alle Effettive, così si chiamavano le iscritte più grandi che fungevano da guide spirituali oltre al sacerdote che si occupava di noi: mi dettero da leggere “Le 5 vie di S. Tommaso D’Aquino” per arrivare con la semplice ragione a Dio, visto che secondo loro “la Fede” non deve porsi domande ed io “ragionavo troppo”.

Avevo 17 anni: lessi con impegno ma Tommaso D’Aquino non mi convinse.

Ma continuai a cercare Dio. Lo immaginavo come la mia educazione cattolica lo prospetta e cercavo di seguire le regole di una vita pulita e giusta. Intanto scoprivo cose che per la mia famiglia erano inimmaginabili: malvagità estrema, maldicenza e calunnia, da parte di gente che nemmeno conoscevo ma che aveva notato me e la mia vita provandone invidia.

E’ stato traumatico come è scoprire l’ingiustizia e la manipolazione della realtà. Ho superato tutto accettando che se questo avveniva vuol dire che poteva accadere, che esiste gente così, che comunque c’è questo Dio che avrebbe messo a posto tutto.

Ma il male dal quale non ho saputo difendermi mi ha messo con le spalle al muro dal punto di vista economico e mi ha costretto a scelte che mai avrei voluto fare per i miei valori.

Quello è stato il punto massimo della mia credenza che esistesse Dio. Il mio pensiero silenzioso si è rivolto a Dio chiedendogli solo un segno della sua presenza, solo un segno che mi avrebbe dato forza per andare avanti per la strada della bontà, della correttezza, del non reagire se non “porgendo l’altra guancia” come è il dettato di Cristo e l’idea di Dio che lui ha lasciato: se Dio c’è è sua la Giustizia.

Ero di fronte ad una scelta cruciale. Volevo solo che non mi abbandonasse.

Ma il mio pensiero, la mia anima, chiamiamolo come volete, non ha praticato l’autoinganno di una suggestione e mi ha risposto solo IL SILENZIO ASSOLUTO. Nessun segno, nessuna ispirazione, solo una TOTALE SOLITUDINE NELLA MIA MISERA CONDIZIONE.

Da quel momento, avevo 37 anni, ne erano passati 20 dai miei primi dubbi, ho smesso di tormentarmi e di soffrire chiedendomi il perché di tanta ingiustizia che vedevo non solo su di me, ma molto di più nel mondo sugli innocenti.

Da quel momento tutto era solo sulla mia coscienza, che obbediva comunque ai principi morali con i quali sono stata costruita ma con una lucidità e responsabilità maggiore.

Ho accettato dunque la morte, soprattutto la mia, come ovvia fine biologica.

Non mi fa paura. Penso di aver già vissuto una vita sufficientemente lunga per la mia specie e dunque in qualunque momento arriva è fisiologica: 76 anni.

Due giorni fa credevo fosse giunto quel momento. Ho avuto un arresto di respiro fino al punto che non riuscivo a chiamare mio marito che era distante da me meno di 10 metri, che mi faceva cenni di sbrigarmi, ho provato a mettere un piede davanti all’altro con grande sforzo appoggiandomi alla balaustra che costeggiava il marciapiede, ma la nausea fortissima che aveva accompagnato la quasi assenza di respiro aumentava, non riuscivo a tenere il capo eretto e la vista si era leggermente appannata.

Il pensiero è veloce come la luce e ho lucidamente pensato che stavo morendo, che ero nell’età in cui non è sorprendente morire, ma quanto sarebbe durato quel malessere prima che tutto si spegnesse? Solo quello mi ha preoccupato.

Invece tutto si è risolto in una ventina di minuti e sono ancora viva.

Ma di certo il quando e il come, soprattutto il come, è l’unica cosa che mi fa timore misto a rassegnazione. La morte bisogna guadagnarsela soffrendo.

2 riflessioni sulla morte che mi sono piaciute:


Per chi non l'avesse capita Mark Twain dice con il suo intelligente umorismo quello che penso anch'io: nulla eravamo prima di nascere e nulla saremo quando il nostro cervello si spegnerà per sempre


domenica 24 ottobre 2021

Alieni Talebani e Pakistan

 

Rai, «Ombre pakistane» a Tg2 Dossier: il reportage di Leonardo Zellino

Ho appena finito di vedere questo documento giornalistico di vero, nobile giornalismo e il mio cuore è pieno di tristezza e agli occhi mi si sono affacciate le lacrime.

Questa è la Terra vista dall'esterno, ormai anche alla persona più oscurantista, se sana di mente, è chiaro dove siamo e cosa siamo in modo visibile e non soltanto grazie agli scienziati e ai loro calcoli ed osservazioni che datano da Aristarco di Samo.

Questa visione dovrebbe cambiare l'Uomo rispetto all'Uomo antico che rifiutava e a volte perseguitava gli Uomini di Scienza che, con le semplici osservazioni e i calcoli dovuti alle loro intelligenze superiori rispetto a tutti gli altri uomini, erano arrivati a parte della verità e realtà di cosa siamo e dove stiamo.
Nell'ultimo secolo appena passato questo svelarsi della realtà ha subito un'accelerazione.
Sappiamo che un'atmosfera respirabile per noi, creature creatisi in questa Terra grazie ad equilibri favorevoli alla nostra esistenza, finisce già a circa 8 km. di altezza.
Eppure gente varia parla ancora di morti che dovrebbero stare in un indefinito "lassù" puntando il dito verso l'alto, dove dovrebbe esserci anche un Dio.
Questo Dio ogni religione se  lo figura in modo diverso e in base a queste credenze, religioni nelle loro diverse sfaccettature, stabiliscono come si deve vivere, ciascuno rifacendosi a uomini che hanno detto di parlare in nome di questo Dio.
Senza questo Dio che si sono creati non sanno vivere e darsi da soli, con la loro intelligenza e coscienza, delle regole morali di vita.
Ma in tutta questa piccola Terra in qualche modo si riesce a convivere fra chi ha paura di accettare la realtà e si affida ad una religione e chi ha capito cosa siamo: animali intelligenti, coscienti di esistere che possono vivere poco tempo su questo bellissimo pianeta. Scintille che si accendono e che dopo poco si spengono.
Ma c'è una religione che dà a chi la segue una visione del mondo  oscurantista fino alla cecità sulla realtà oggettiva ormai conosciuta: ed è l'Islam.
Un mondo di pensiero variegato, ma con la base comune di non confrontarsi con la realtà ma solo con le parole di uno di questi uomini antichi che intesero dettare loro delle regole di vita: Maometto, fino al punto di istituire scuole per studiare il libro che a lui si riferisce chiamate madrasse, un po' come fa chi segue l'altro grande profeta Cristo, dal quale varie confessioni cristiane traggono insegnamento leggendo i Vangeli scritti dai suoi seguaci e il libro più antico Bibbia.
Ma i precetti dei seguaci di Cristo, variamente interpretati, lasciano libertà a chi non li vuole seguire.
Questo non avviene con l'Islam, il cui integralismo ne fa degli alieni dentro il medesimo pianeta rispetto a tutte le altre credenze.
Il Corano per loro è l'unica valida scienza per interpretare la realtà: ottusamente ignorando Fisica, Chimica e Astronomia. 
In questo bellissimo e rattristante documento giornalistico questa realtà si evidenzia drammaticamente.
Intere generazioni fra Afganistan e Pakistan vivono sopravvivendo soltanto, compresse dentro regole e schemi di intransigenza dell'Islam. L'intervista al Capo di una madrassa rivela in tutta la sua drammaticità l'impossibilità di penetrare queste menti aliene: l'uomo parlava solo di Dio e quello che lui è convinto sia la sua volontà e che è imposta a chiunque, anche a chi non è dell'Islam. Si deve vivere così e basta. Se tornasse Maometto, alla luce della odierna conoscenza scientifica, penso che da uomo intelligente direbbe "ma cosa dite?!" 
Intanto però la gente soffre e la vita passa e finisce.
In un villaggio oltre il confine afgano, in territorio pakistano, che villaggio non si può dire, cumuli di fango e qualche asse di legno in cui più generazioni vivono senza nulla, a iniziare dall'acqua, lamentano al cronista RAI di non poter mandare i loro figli a scuola, di non avere che un medico molto lontano...
Infine dei giovani sui vent'anni, uno rassegnato nella sua immutabile situazione che dice: "Dove vado, non so fare nulla, sono ignorante perché non ho avuto scuola". Anche fra loro, mondo musulmano, sono nemici e spietati. Quelle creature sono fra i talebani e un Pakistan indifferente e oscuro. Ha ragione il giovane che mi pare si chiamasse Yusef, Giuseppe credo.. Non può fare nulla, chiuso in quella terra desolata e desolante... 
Poi si fa avanti un altro giovane che invece parla inglese e questo mi ha trafitto il cuore: perché non è rassegnato come il suo compagno di sventura, egli è intelligente e cosciente, parla bene e dice alla troupe Rai: "Portatemi con voi".
Lo dice sorridendo educato e accattivante. Giuro che ho provato quello che si prova quando un prigioniero innocente ti chiede "Aiutami, salvami" e tu senti che gli devi dare la mano che ti chiede. Non potendolo fare, per la distanza e per l'enorme peso burocratico e le pastoie che un simile tentativo comporta, sto male e non riesco a togliermi dalla mente quella creatura intelligente.
Quando un uomo di mezza età ha detto che era contento che fossero arrivati i Talebani al governo dell'Afganistan il giovane, che parlava inglese, si è discosto ed era evidente che dissentiva, ma non poteva dirlo per paura.
Che dolore ogni volta che in forme diverse vedo e sento di gente bella dentro e oppressa...
Ma l'Uomo non cambia e questi crimini ci sono e ci saranno sempre, in particolare in questo mondo alieno che è l'Islam.

https://www.tg2.rai.it/dl/tg2/rubriche/PublishingBlock-8f49a286-7527-4264-9979-72b4aca618d8.html

sabato 15 maggio 2021

Un fatto di sangue e un commento che scatena commenti degni del DSM

 Il Fatto: da LA NUOVA SARDEGNA

Tortolì, accoltella la ex e uccide il figlio di lei: arrestato

Il commento: Dolore nel vedere la foto del volto innocente della vittima, dolore. Ma anche sdegno perché troppe volte ho letto di bambini picchiati, anche fino a morire, dagli amanti, conviventi o non conviventi, di donne che non sanno rinunciare a uomini indegni aprendo la porta della loro intimità e mettendo in pericolo le loro creature. Prima di tutto una madre deve pensare a proteggere le sue creature. Di fronte ad una simile rovina il mio commento, in un sito che riportava la tristissima notizia, è stato amaramente sarcastico:

"Se la madre faceva la madre e non la vogliosa che a 50 anni si è messa dentro il letto uno con 20 anni di meno, il povero figlio sarebbe ancora vivo. Essere madre riempie la vita e i figli vanno protetti."

Questo il commento di un lettore su un articolo pubblicato da UNIONE SARDA:

mariotto58

Ma la madre non poteva accontentarsi di un cane se aveva tanto bisogno di compagnia. Anche il Fido più spelacchiato sarebbe stato più carino e affettuoso di quel brutto ceffo. A quest'ora avrebbe avuto l'animaletto scodinzolante da accarezzare ad attenderla a casa, ma soprattutto un ragazzo da amare e che l'ha amata, lui si, fino alla fine.

In modo delicato ma ironico questo signore ha espresso lo stesso concetto.

Le reazioni: Sono state sorprendenti per violenza, volgarità e dissennatezza logica. Tutte di persone sarde.

Conosco la Sardegna dal 1986, ci sono stata innumerevoli volte da allora, quasi tutti gli anni, conosco persone sarde, e proprio ieri sera mi ha chiamato al telefono una gentile conoscente da Sassari con la quale è stato un piacere parlare. Mi ha anche invitata a visitare il suo paesino di origine vicino Sassari.

Le persone sarde che hanno dato sfogo alle peggiori trivialità perché non hanno gradito il commento sopra riportato nulla hanno in comune con tutti i sardi da me conosciuti dal 1986 fino ad oggi.

Una di loro ha scritto una vera invenzione che è calunnia: "Laura Serra Per chi non lo sapesse non è la prima volta che la signora Rita coltellese, dei miei stivali giudica a modo suo noi sardi."

Questo caso da DSM ha inventato, quindi siamo davanti ad un caso di mitomania. Ma poi cosa c'entrano nel mio commento i sardi? Chissà. Il mio lapidario commento riguarda le incaute scelte che portano guai, soprattutto agli innocenti, di madri che scelgono gente improponibile "per rifarsi una vita". Gente conosciuta su facebook... Non è certo con simili soggetti che "ci si rifà una vita". Chissà cosa intendono per "rifarsi una vita" questi vomitatori di insulti contro la mia persona, che non hanno gradito il mio commento . Mettersi dentro il letto un pakistano con la faccia pubblicata all'inizio di questo post, di pochi anni più grande del povero figlio.. Cosa pensava di costruire questa donna tanto difesa da queste persone che dicono a me di dovermi vergognare mentre vomitano di tutto e inneggiano al linciaggio dell'assassino.

A nulla sono valsi i tentativi di spiegare il senso del mio commento cercando comunque uno scambio di opinioni civili anche se diverse: alle illazioni scaturite sulla mia vita da alcune menti basandosi su tre righe di mio commento, che per una commentatrice doveva essere una vita povera, per un'altra misera, e altri aggettivi che non ricordo più, ho risposto sommariamente che ho tre figli, le loro professioni e sei nipoti, ma questo non ha fermato il delirio produttivo di codeste menti a cui se ne sono aggiunte altre che sono andate a sbirciare nel mio profilo e sono diventata per qualcuno una Preside (?), poi una Professoressa  (?), poi addirittura una Docente Universitaria (?!) eppure non ho mai scritto nulla di simile  e, visto che sono andati a leggere il mio profilo, come mai NON HANNO LETTO QUELLO CHE C'E' SCRITTO? Tento una spiegazione: forse perché leggono senza capire? Come hanno  letto senza capire il concetto contenuto nel mio commento? Chiusi nelle loro menti e incapaci di accogliere quello che vedono scritto? Infine una che ha scritto che "scandalosamente mostravo le ginocchia" nella foto del mio profilo:

...nasconda quel ginocchio che si vede nella foto! Alla sua età mostrate le ginocchia cosi su internet è una svergognata!!!!!! Madre e nonna e poi pubblica cosi il suo corpo che vergogna!!

La foto, mi perdoni François Cheng che mi siede accanto e che mi aveva invitato alla cerimonia per il suo Premio Lerici Pea, è del 2009, quindi qui  la svergognata aveva 63 anni! All'epoca si portavano le gonne alle ginocchia, ma, volendo anche midi o lunghe, come ora.

Ma lo stupore non si ferma qui. La sequenza degli insulti censurata da facebook va da un uomo che l'ha con mia madre "che doveva affogarmi appena nata in un secchio d'acqua che doveva tenere accanto al letto", ad una donna che con la stessa feroce e macabra fantasia scrive che "non dovevo essere mai nata". Ecco perché nel titolo faccio riferimento al DSM, solo consultando tale Manuale ci si può orientare sulle patologie.

Ma c'è chi invece scrive che la pazza sono io per aver detto che, se la madre si teneva le sue voglie, quell'anima bella del figlio ora era vivo, essendo lei che ha fatto entrare nelle loro vite quel soggetto, non essendo egli né suo marito né il padre di quello sfortunato ragazzo: e mi consigliano un TSO, mi informano che "non sono normale", mentre sproloquiano giudizi sulla mia persona su tre righe di commento, di cui la parola non digerita è vogliosa, considerata ingiuria passibile di querela da una degli assatanati che è entrata dentro il mio profilo, insieme ad altri, scrivendo schifezze, senza tema che tali frasi sono proprio da querela per insulti e diffamazione. La dissennatezza di tale schizofrenico comportamento, che vuole censurare il pensiero altrui attribuendo appiglio legale ad una parola che significa "aver voglia" e, nel contempo, si lascia andare a tali eccessi verbali illegali da Codice Penale, è palese.

Una si spinge a dire che: "mi vergognerei di essere nata. Guardasse dentro le sue mura prima di giudicare. Se la madre non fosse stata una VOGLIOSA non sarebbe mai nata", dimostrando costei che l'amore fra due sposi che mettono al mondo un figlio è VOGLIA esattamente come quella di una donna che, avendo già figli, VUOLE andare con un uomo che può essere per età suo figlio e con una cultura distante dalla sua per concezione del rapporto uomo-donna.

Queste sono le idee di costei ed io "mi debbo vergognare di essere nata" per pensarla diversamente. A tal proposito c'è stato chi si è scandalizzato (sempre donna) che io abbia continuato AD ESSERE DELLA MIA IDEA nonostante la canea che a pensarla così ho scatenato!

QUESTO DEVE FARCI PREOCCUPARE TUTTI PERCHE' QUESTA MENTALITA' AGGRESSIVA CHE TENDE AD IMPORCI IL SUO PENSIERO ESISTE ANCHE A LIVELLO POLITICO, IN MODO EVIDENTE per il DECRETO LEGGE ZAN, E STRISCIANTE: in RAI dedicano una lunga intervista al travestito con nome d'arte Vladimir Luxuria, fino a farne un quadretto edificante da esempio, fino a che, commosso, il personaggio, parlando di suo padre, dice che gli ha insegnato l'onestà. Ci credo senz'altro ma onestamente avrebbe dovuto aggiungere quello che già ha detto più volte pubblicamente: che si è prostituito e questo poco c'entra con l'onestà che gli ha predicato suo padre.

L'analisi di questo eccesso prosegue con l'interpretazione sessuale che alcuni danno alla parola vogliosa: un uomo scrive "Non devi sindacare la vita altrui,e dare della puttana ad una donna." Un'altra  "dare della poco di buono a una donna" ...

Sembra un'antica barzelletta che rende l'idea di un disturbo, probabilmente antico anch'esso, che è risibile: "Un uomo ne incontra un altro e lo saluta: "Ciao!" Gli fa. Quello si infuria e lo aggredisce. L'altro stupefatto gli dice: "Ma che hai? Sei matto?" E quello gli fa: "Mi hai detto Ciao! Non sai che fa rima con Miao? Che Miao lo fa il gatto? E che il gatto beve il latte della mucca? E che la mucca è la moglie del Bove e che il Bove ha le corna? Tu mi hai voluto dare del cornuto!!!".

Poi ci sono le produzioni, secondo la dottrina Freudiana, sessuali a me attribuite, sia da uomini che da donne: per un uomo "a me mancherebbe il CiA.ZetaZetaO", per una donna, che mi dice come molti altri che sono io che "mi debbo vergognare", "in quel letto, con la donna e il suo amante pakistano, avrei voluto starci anch'io". Qui oltre ad una fantasia lubrica, sudicia, però scandalizzata dal mio commento sulle voglie che hanno portato al disastro, c'è una vera perversione mentale, oltre alla totale schizofrenia di fare la morale a me spingendosi però a tanto.

Continuando nel vasto vocabolario di costoro sugli insulti alla mia persona citiamo verme, merda,  rimbambita, vecchiaccia, squallida e ignorante.

Mi fermo su ignorante giacché ci sono varie declinazioni su quanto fin qui esposto e la mia vuol essere un'analisi sul livello di barbarie di certe menti e non un elenco delle nefandezze scritte: ignoranza di cosa? Non si sa. Ma dicono che non ho il diritto di vivere nel mio tempo essendo io da medioevo. Evidentemente queste persone considerano un progresso non mettere in atto la PRUDENZA nei loro atti e in quelli altrui. E questo per costoro è progresso e cultura, dunque io sono ignorante.

Mi si fa notare che una madre non deve rinunciare ad essere donna. Ma mai a discapito dei propri figli penso e scrivo io. Mi si fa notare che ho dei pregiudizi sull'età dell'amante assassino per i 20 anni di meno ed è stato inutile inizialmente spiegare che il mio secondo figlio ha 21 anni meno di me e non posso che vedere come figli tutti quelli della sua età. Ma la levata di scudi, soprattutto delle donne, è l'assoluta libertà sessuale e di scelta e mi danno della razzista perché la donna ha scelto di mettersi in casa un pakistano.

Con straordinaria contraddizione però la reazione popolare contro l'assassino pakistano, non dissimile nell'azione da tanti assassini italiani, è stata di invito al "linciaggio", "al darlo in mano ai parenti delle vittime", "in pasto ai maiali" ed altre atrocità punitive, cosa che nei frequenti fatti di cronaca simili compiuti da italiani non ho mai letto, sotto questo post invece è pieno di queste incivili esortazioni. E noto che mentre invocano vari tipi di linciaggio e giustizia sommaria invocano anche Dio perché intervenga per varie ragioni fra cui anche far ravvedere me...

Però io sono razzista, fascista e leghista perché queste belle anime scandalizzate dal mio vogliosa andando a spulciare sul mio profilo hanno visto le mie simpatie per Meloni e Salvini!

Qualche persona di sesso maschile ha provato a fare una riflessione sull'IMPRUDENZA DI CREARE LEGAMI CON PERSONE DI CULTURE TANTO DIVERSE:

Pauleddu Orgosolo Scusatemi !!! niente da dire ognuna, si puo' mettere con chi vuole.. o portarsi a letto chi vuole.... detto questo.. l'argomento resta la cultura di questa gente che è distante 2000 km. dalla nostra... a questo prima di tutto si deve pensare... quando si accetta in casa una persona tipo e sicuro che sorgeranno probblemi... con la mentalita' ottusa che si ritrovano... cercano in tutti i modi di condizionare la vita della persona accanto... cercano di fare terra bruciata attorno, affetti familiari.. parentele etc..... per poi continuare sul cambio di religione.. e altre merde varie... hanno solo un pensiero... annullare la persona che hanno accanto... dunque prima di instaurare un rapporto... MEDITATE GENTE MEDITATE.... e ricordate !!! per il 99% di questa gentaglia e sempre valido il detto, meglio sole che male accompagnate.....

Sandro Mazzella a Pauleddu Orgosolo é proprio così, sopratutto per le donne, per quella cultura sono oggetti da possedere, non possono godere sessualmente, vengono infibulate, ovvero le vengono tagliate la clitoride e le grandi labbra, così il maschio svuota rapidamente il suo sperma e via, quasi come andare a pisciare....contente loro, Aisha e non piu Maria...ohihoi !!!

Ottavio Filia chi si mette con questi extracomunitari il 98% Hanno una loro cultura.la sottomissione della donna quindi chi lo fa prima o Poi ne paga le conseguenze dispiace perché questo ragazzo.

 Sono stati valangati di commenti contrari.

Qualcuno si è dimostrato ragionevole ricordandomi che anche uomini italiani commettono crimini verso le loro mogli, fidanzate, amanti, conviventi.

Certo, purtroppo. Mi sono occupata su questo blog di codesti problemi già 10 anni fa, quando a parte "Chi l'ha visto" ancora né TV né giornali parlavano delle sparizioni di donne, in realtà uccise dai loro mariti, compagni, conviventi, amanti...

Scrivono che non si può prevedere il comportamento futuro di chi dice di amarti: fino ad un certo segno no, ma un pochino si e, comunque, se con un uomo hai costruito una famiglia hai responsabilità e legami di figli, ma il pakistano che può essere tuo figlio per età qualche remora che ti faccia applicare la PRUDENZA per non metterlo accanto ai tuoi figli dovresti averla.

Infine, con la stessa cecità, ignorando quanto ho scritto dopo il primo commento, mi hanno accusato di ignorare l'ucciso, quando è proprio per il sentimento di dolore e di rabbia per questo povero giovane che ho fatto il commento: lui innocente, trovatosi in mezzo ad una situazione non certo da lui creata. Un estraneo l'ha ucciso e non era suo padre violento o impazzito.

Una donna, come molte altre: "... con il suo commento autorizza bastardi a violare e uccidere.." Insieme a deliri in cui in quelle tre righe hanno visto "un'approvazione dell'omicidio"...

Dimenticavo una delle parti più risibili di questo delirio produttivo: più d'una persona mi ha dato della "BIGOTTA", all'inizio ho risposto informando che sono atea, niente da fare, il delirio è continuato accusandomi di "bigottismo retrogrado"...

DSM, ASSOLUTAMENTE!

Questo accade mentre sto leggendo i Fratelli Karamazov e Dostoevskij, parlando per bocca del suo personaggio Ivan, degli uomini dice: "Sai Tu che  passeranno i secoli e l'umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della scienza che il crimine non esiste, e quindi neanche il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? " Nutrili e poi chiedi loro la virtù!"

(Ivan e il suo Poema pensato e mai scritto de "Il Grande Inquisitore" che parla al Prigioniero)

 Nota: Il Grande Inquisitore personifica la Chiesa Cattolica che parla al Prigioniero che è Cristo tornato sulla Terra. L'allegoria dimostra come la Chiesa Cattolica con le sue menzogne ha imprigionato il messaggio cristiano, dando agli uomini quello che vogliono, così essi invocano Dio pur peccando, tanto la Chiesa, padrona delle loro coscienze, li assolve.

Ma ho ricevuto su messenger facebook anche commenti di sardi a me sconosciuti che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà non pubblicamente per tema di scatenare la canea che mi ha aggredita:

Cristiano Pitzalis

Lives in Genoni

08:52

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 08:52

Buon giorno Signora Rita mi deve scusare se mi permetto di scriverLe due righe ,sicome ho notato un commento da parte di una certa Marras Vittalia su ciò che ha scritto lei x quanto riguarda la madre di quell' ragazzo sardo che ha dato la vita x difendere la madre le spiego la motivazione della risposta di Marras dimenticavo io sono l'ex marito la Marras si è sentita colpita perché ha fatto la stessa cosa volendo fare la milf con ragazzetti aggiungo dei malandati tossici distruggendo l'unione di una famiglia ma purtroppo x lei io tramite i miei avvocati sono riuscito ad ottenere l'allontanamento di certi soggetti da mie figlie x il loro bene ecco perché la Marras ha commentato in modo direi anche poco educato ,chiudo coll dirle che io condivido il suo pensiero 👏👏👏sono con lei un saluto dalla Sardegna

18:02

Inviato da te Oggi alle ore 18:02

La ringrazio. Non ho dubbi su quello che ho scritto. Ma il delirio che si è scatenato ha portato fra mille follie, bassezze e volgarità, anche persone deliranti a dire che io difendevo con quelle parole l'assassino. Sembra un manicomio tutto concentrato lì. Io conosco i sardi e questa gente non sembra nemmeno sarda. Sono dei malati con seri problemi esistenziali. Potrei denunciarli ma non valgono il mio tempo e il mio pensiero, li lascio nel loro delirio. Il peggio dei sardi, persone dignitose e forti, si è concentrato tutto lì. Un saluto anche a lei. Vengo in Sardegna dal 1986 e l'adoro.

Ora potete chiamarvi reciprocamente e vedere informazioni come lo stato di attività e quando vengono letti i messaggi.

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:15

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:21

Buonasera sig Rita certi argomenti si possono affrontare soltanto con persone intelligenti ciò che non è sicuramente la mia ex io ho capito cosa intendeva dire lei ma sicome si è introdotta la Marras che dovrebbe essere la prima a starsi zita perché propio lei non ha diritto di commentare certe situazioni ,essendo lei la prima ad avere a che fare con lo scarto assoluto ecco perché mi sono permesso di mandarle quel messaggio ,certo che nessuno condivide il gesto di un folle però anche la madre se voleva veramente bene hai figli certe frequentazioni le poteva benissimo evitare ,la ringrazio d'aver risposto all messaggio e sono contento che lei apprezzi la nostra terra visto il fatto che ci viene spesso 👍👍👍👍

Inviato da te Oggi alle ore 18:28

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:29

Se dovesse passare dalle mie parti chieda di me sarà ospite della mio paesello Genoni 👍👍👍👍👋👋

Inviato da te Oggi alle ore 18:30

La ringrazio dell'invito. La Sardegna è tutta bella, anzi bellissima.

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:32

Si si ha detto giusto io sono un autista d'autobus e giro tantissimo anche la mia terra e sinceramente posso dire che è un paradiso

Inviato da te Oggi alle ore 18:33

😊

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:34

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:34

 

 

Vale Troncone Pinna

Lives in Bosa Marina, Sardegna, Italy

Bartender

Went to Ipsar Alberghiero Alghero

04:51

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:51

Vale ha annullato l'invio di un messaggio

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:52

Buongiorno Signora Rita, piacere io mi chiamo Valentina.. Le scrivo qui privatamente per evitare di essere aggredita verbalmente su facebook da sconosciuti che non mi rappresentano comunque nulla. Le scrivo solo per dirLe che io ho compreso benissimo ciò che intendesse Lei e sono d'accordo. So' che il Suo non è un giudizio ma un ragionamento più che valido ed una, alla fine, constatazione dei fatti. So' che il Suo non è stato puntare dito e che l'appellativo "vogliosa" doveva solo essere ben interpretato dagli altri. Un giovane con 20 anni in meno e pure pakistano. Si sa quche tuoi di cultura ci sia in Pakistan nel confronto delle donne. Io so' che la madre del ragazzo lo aveva già allontanato per via delle violenze... Ma è bastato un attimo. Certo poteva essere anche un suo coetaneo italiano, assolutamente, ma le statistiche parlano chiaro e quindi... Si, per me Lei ha ragione. Volevo quindi solo mostrarLe la mia vicinanza col suo pensiero... Un abbraccio affettuoso Valentina dalla Sardegna🤗🌹

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:53

P.s. scusi se ha trovato errori ma scrivevo molto velocemente..

18:26

Inviato da te Oggi alle ore 18:26

La ringrazio. Dunque se lei ha capito non era equivocabile. Chi ci ha costruito sopra cose folli fino a dire che giustificavo l'assassino e altro ha dei problemi intellettivi e non solo. Al massimo potevo capire se, civilmente, mi si faceva notare che il commento era inopportuno dato lo stato della donna ferita. Un normale scambio di opinioni. Ma invece ho dovuto passare del tempo a bannare una torma di folli che ancora oggi cercano di entrare nella mia pagina facebook per continuare ad insultarmi. La mia era una pagina che esiste dal 2009 ed era aperta a tutti. Ora ho dovuto chiuderla lasciando l'accesso solo agli Amici degli Amici. Un abbraccio anche a lei Valentina.

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Ora potete chiamarvi reciprocamente e vedere informazioni come lo stato di attività e quando vengono letti i messaggi.

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 18:30

Assolutamente...era tutto comprensibilissimo e non l'ho trovato nemmeno fuori luogo, nonostante la situazione critica della madre del ragazzo. Le persone dovrebbe spendere sempre due secondi in più a leggere attentamente ciò che una persona vuole intendere...che poi, come ha ben detto, il tutto era inequivocabile. Mi spiace molto per il disagio che Le stanno creando nella sua pagina, Le sono vicina... Fortunatamente un social network non è la vita reale, anche perché immagino che le stesse persone che fanno tanto i leoni da tastiera se incontrate personalmente, non avrebbero mai il coraggio di porsi con tale accanimenti... Un caro saluto è un piacere cinoscerLa.. Un abbraccio❤️

Inviato da te Oggi alle ore 18:32

 

Aa

 

Felina Zoncheddu

Lives in Borore

Works at Sono il datore di lavoro di me stesso

15:29

 

Inviato da Felina Oggi alle ore 15:29

Io la scrivo in privato sono sarda ma anche se non lo fosse io sono d accordissimmo con lei di quello che ha scritto riguardo quel povero ragazzo sardo che e morto colpa di quel assassino ma condivido in pieno infatti se questa donna ,mamma non si sarebbe messa con uno molto più giovane ma lasciando anche perdere l età ma avrebbe protetto i figli perché si sapeva che era una persona pregiudicata oggi quel povero ragazzo sarebbe ancora vivo non si sarebbe mai trovato a dover difendere la mamma se leiavrebbe avuto testa .Non lo scritto publicamente seno mi massacrano però e la pura verità.

 

17:49

Inviato da te Oggi alle ore 17:49

La ringrazio. Io non ho paura di essere massacrata e finché ho potuto ho risposto a questi folli deliranti, ma poi non posso stare sempre a rispondere a loro. Li ho bannati perché sono peggio delle cavallette: si infilano nella mia pagina disturbando. Una pazza totale ha scritto che io parlavo male dei sardi, che lei mi aveva letta un'altra volta e parlavo male dei sardi. Pura invenzione. Dovunque scrivo che adoro la Sardegna e stimo i sardi, che vengo in Sardegna dal 1986, salvo poche estati che non sono potuta venire per motivi vari. Sotto quel post di Er Faina si è concentrato il peggio dei sardi. Mai vista una cosa simile!

 

Franco Mereu

Lives in Ilbono

Studied at Scuola della Polizia di Stato

mer 21:42

 

Inviato da Franco Ieri alle ore 21:42

Gentile signora ha perfettamente ragione nel suo commento su fb, le dico solo che il marito si è impiccato a causa del comportamento della mogliettina che ha cambiato parecchi partner. Certo che mettersi un elemento del genere in casa non vuol dire rifarsi una vita. Povero figlio che R.I.P. Scusi se mi sono permesso di inviarLe questo messaggio ma, su fb non volevo alimentare ulteriori polemiche. Buona serata.

17:42

Hai risposto a Franco

Oggi alle ore 17:42. Messaggio originale:

Gentile signora ha perfettamente ragione nel suo commento su fb, le dico…

La tua risposta:

La ringrazio. Quello che mi stupisce è che nonostante tutto queste persone che mi aggrediscono e mi insultano approvano la morale di questa donna. Mi sembra gente in delirio. Provo, come ho scritto, molto dolore per il ragazzo ucciso e penso che se quella persona è entrata in confidenza con quella famiglia è a causa sua.