giovedì 30 ottobre 2025

Processo nelle Aule di Giustizia e processo mediatico - seguito DISAMINA DI FENOMENO LEGAL/SOCIAL/PSICOLOGICO

Nei due post precedenti a questo siamo arrivati alle prime riflessioni sull'anomalia dell'inchiesta Napoleone che, a differenza dell'irrazionale Processo Mediatico dovrebbe rispettare la logica dei fatti.
Abbiamo dunque trovato inspiegabili le ricerche ordinate da Napoleone ai VV.FF sulla base di voci su un episodio che riguarderebbe una delle cugine del ramo paterno di Chiara.
Gli avvocati della madre dell'assassino Stasi hanno presentato la richiesta di revisione del processo del figlio sulla base dell'aplotipo dichiarato inusabile dai periti nominati dai Giudici del processo Stasi e tale richiesta era stata già esaminata e respinta dal Procuratore Capo di Pavia Venditti.
Napoleone l'ha accolta mettendo sotto indagine il portatore di quell'aplotipo che, secondo gli avvocati di Stasi, poteva con tecniche nuove diventare un DNA.
Lungi dal diventarlo nel frattempo Napoleone spende i soldi dei contribuenti per fare una ricerca nella roggia dove qualcuno ha riferito a qualcun altro di aver visto Stefania Cappa gettare qualcosa la notte del 13 agosto 2007.
Napoleone dovrà dare conto alla legge di questo suo incomprensibile agire. Oppure no perché tutto questo sta bene al Ministro Nordio? 
Dopo questa indagine che non ha legami con Sempio, oggetto dell'indagine medesima, la Legge, rappresentata da Napoleone che evidentemente NON CREDE A TUTTO IL LAVORO SVOLTO DA CARABINIERI, POLIZIA DI STATO E SUOI COLLEGHI CHE HANNO CONSEGNATO L'ASSASSINO DI CHIARA ALLA GIUSTIZIA, continua a non trovare NULLA che smentisca quel precedente lavoro: i RIS gli consegnano il loro risultato che dice che sulla scena del crimine c'era un solo individuo. Fatto già acclarato nel processo che si vorrebbe mettere in discussione. Gli esami nella spazzatura trascurata confermano che il DNA in essa è solo dei due protagonisti della vicenda criminosa: l'assassino e la vittima.
Napoleone dovrebbe chiudere il suo volenteroso tentativo: invece manda un avviso di garanzia al suo predecessore, Venditti, per aver archiviato la richiesta, che lui ha accolto, per soldi.
A questo punto dopo i RIS e i VV.FF. entra in scena la G.d.F., più esattamente un Corpo speciale della G.d.F.: il GICO: Gruppi d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata!
Dunque un Procuratore Capo della Repubblica Italiana, andato in pensione con 42 anni di onorato servizio senza macchia, avrebbe respinto la richiesta di revisione del processo Stasi NON sulla base di quanto scritto da CTU NON da lui nominati, ma dai giudici del processo, ma dietro pagamento di mazzetta di qualche decina di migliaia di euro sborsati dalla famiglia di Andrea Sempio!   
Questo non fa parte del Processo Mediatico, non è fantasticheria: è la legge che sta agendo così.
Ma cosa c'è di reale? La legge deve basarsi su fatti reali. Il Procuratore Venditti ha incassato soldi di ignota provenienza? Dove è la prova di questo incasso?
Non c'è al momento. C'è solo la famiglia Sempio che ha raccattato soldi in famiglia per darli agli avvocati i quali negano di averli presi.
Napoleone ritiene PROVA della dazione a Venditti un appunto su un foglietto in cui è scritto: Venditti, archivia, 20-30 euro.
Se guardo i miei appunti su fogli pro-memoria a distanza di tempo sono incomprensibili anche a me stessa che li ho scritti: note improvvisate al momento, che lette nella loro interezza non significano nulla, dato che si tratta di frammenti mnemonici fissati per un aiuto momentaneo alla nostra mente.
Ma per Napoleone sono la prova della colpa del suo predecessore corrotto. Ma non ha messo sotto accusa i corruttori Sempio...
Altra anomalia... Forse ha sbagliato imputazione? In realtà Venditti avrebbe commesso CONCUSSIONE? 
la concussione implica una condotta di costrizione da parte del pubblico ufficiale, che abusa del suo potere per indurre un privato a dare denaro o un'utilità per evitare un danno.
Sembrerebbe proprio questo il caso dell'accusa promossa da Napoleone contro Venditti. Ma lui ha scelto un'altra imputazione.
A questo punto la confusione del Processo Mediatico sembra essere ingenerata proprio da queste STRANEZZE della Legge dalla quale ci si aspetta LOGICA e COERENZA.
Il Ministro della Giustizia rimasto fino ad ora silente, quindi approvando dette singolarità, letta qualche critica sia pur rara come la mia, fa marcia indietro e dice una cosa ambigua: "bisogna avere il coraggio di fermarsi".
Come a dire: fermati Napoleone che invece di fare il nostro gioco questo disconoscimento del processo Stasi sta diventando un Boomerang. Smerdando la Giustizia pensavamo di favorire il Referendum per la mia Riforma, invece c'è chi ha capito che nulla c'entra la riabilitazione di un assassino, sconfessando il lavoro di Giudici e Forze dell'Ordine, con la mia volontà di separare le carriere dei magistrati.
In realtà Napoleone non deve fermarsi ma deve indagare con logica e buonafede. Invece sembra cercare prove inverosimili per attagliarle a tutti i costi ad Andrea Sempio e, non trovandole, è arrivato ad ipotizzare, per ora senza prove, una corruzione, altrettanto inverosimile del suo predecessore.
Appare allora fasulla questa uscita tardiva di Nordio che fino ad ora ha assistito a tutto questo in silenzio, peggio, dicendo in audio-video che: "Se si è stati assolti 2 volte non si può venire condannati, bisogna rifare il processo." Strano e preoccupante che nemmeno i giornali dell'opposizione abbiano rilevato l'assurdità, anche eversiva di una simile affermazione, perché detta per bocca di un Ministro della Giustizia contro il nostro Ordinamento Giuridico, il Diritto così come formulato nel nostro Paese!
Nordio si inventa il "Diritto a piacere": se si sono fatti 2 errori rilevati in Cassazione e RIFATTO il processo come da ordinamento in Appello bis, siccome si è giunti a condanna, confermata la validità in Cassazione, rifacciamo il processo (sta dicendo FACCIAMO LA REVISIONE DEL PROCESSO entrando così a gamba tesa nel merito di ciò che sta facendo Napoleone cercando prove che nella richiesta degli avvocati di Stasi non ci sono).
VI FIDATE VOI DI VOTARE SI AD UNA RIFORMA FATTA DA UN SIMILE MINISTRO?
IO ASSOLUTAMENTE NO.

mercoledì 29 ottobre 2025

Processo nelle Aule di Giustizia e processo mediatico - seguito

Assistendo al proseguimento della indagine portata avanti dal Procuratore Napoleone, che dovrebbe essere attinente al Processo nelle Aule di Giustizia, che in buona fede egli riprende in mano cercando una prospettata verità diversa da quella pur raggiunta dalla Giustizia italiana, si apprende che Andrea Sempio si è prestato di buon cuore a farsi prelevare il suo DNA, dato che quello presentato dagli avvocati della madre di Stasi non era legalmente utilizzabile alla bisogna, essendo prelevato con l'inganno da privati al soggetto successivamente iscritto nell'Avviso di garanzia.
La PROVA che deve cercare il Procuratore Napoleone è dunque la comparazione fra l'aplotipo del cromosoma Y ricavato dal taglio di due unghie delle mani del cadavere di Chiara Poggi e il DNA di Sempio.
Ma, allo stato, tale prova non è ancora stata fatta e tutto rimane come i CTU dei giudici del processo hanno stabilito: non è attribuibile a Sempio essere unico portatore di quella breve sequenza genetica.
Dunque? Il volgo pensante e pragmatico, sia pure percentualmente in numero inferiore a quello preda del PROCESSO MEDIATICO, si chiede perplesso perché il Procuratore Napoleone chieda ai VV.FF. di dragare un piccolo corso d'acqua di un borgo vicino a Garlasco cercando l'arma del delitto. I paesani assistono ridendo ad un dispiegamento di uomini e mezzi per dragare quel rigagnolo maleodorante che in 18 anni il Comune ha dovuto pur far pulire ogni tanto!
Ridono a buon diritto giacché è inverosimile che dopo precedenti pulizie si possa ancora trovare qualcosa. Infatti non si trova nulla di credibilmente attinente.
Poi c'è un primo piccolo colpo di scena: un operaio si presenta dai Carabinieri con della ferraglia che egli aveva raccolto da quel corso d'acqua che passa fra i muri delle case del borgo, e che aveva tenuto pensando in buona fede che non erano di nessuno e a lui potessero servirgli. Visto che interessavano la Legge lui li ha consegnati.
Inutile dire che nessuno di quegli attrezzi, più quelli recuperati dal lavoro dei VV.FF., sembra possano appartenere all'arma che ha ucciso Chiara.
Di sicuro Napoleone, ritenuto persona scrupolosa dal Ministro della Giustizia Nordio, avrà una idea scientifica dell'arma che ha ucciso Chiara, in base alle perizie del processo Stasi, l'autopsia del corpo di Chiara fatta nell'immediato, con la descrizione delle ferite riportate al capo e tenendo conto di quanto dichiarato all'epoca del delitto dal padre della vittima agli inquirenti che gli chiesero cosa mancava dalla casa: pochi asciugamani e un martello a due facce che lui teneva a portata di mano sul davanzale interno di una finestra.
Sempre quella parte del volgo che non fantastica si è chiesta perché, se l'indagato è Sempio, Napoleone ha dato credito alle voci nate da una testimonianza, all'epoca data e ritrattata, della visione di una ragazza bionda in bicicletta con in mano un attrezzo che al testimone sembrò un attizzatoio? E di altra voce che avrebbe visto la luce accesa a tarda sera nella casa della nonna materna (?) delle cugine di Chiara, quando la nonna non vi abitava più, e poi avrebbe sentito un tonfo nel rigagnolo che passa dietro detta casa? 
Ha dato credito se ha mandato i VV.FF. a fare il dragaggio dopo 18 anni, e non si comprende cosa leghi Andrea Sempio alle cugine di Chiara. Lui avrebbe ucciso Chiara con una delle cugine che poi sarebbe andata a disfarsi dell'arma a casa della nonna?
Napoleone è la legge e non ha nulla a che vedere con le fantasie del Processo Mediatico. 

Le cugine Cappa sono cugine di Chiara essendo figlie della sorella del padre di Chiara: per questo si chiamano come il loro papà.
Questa storia delle ricerche nel ruscello che scorre in mezzo alle case e, più precisamente, dietro la casa della nonna, ha creato nelle menti del volgo, ormai deliranti per star dietro a mille notizie che NULLA DICONO SU CHI HA UCCISO CHIARA, SE NON STASI COME ACCLARATO DA PROCESSO LEGALE, confusione nella confusione.
Essendo la nonna materna l'hanno in comune con Chiara, essendo la loro mamma e il padre di Chiara fratelli. Ma scorrendo i giornali più diversi si trova tutto e il contrario di tutto: la casa che confina con la roggia fatta dragare dal Procuratore Napoleone è in alcuni articoli della nonna comune con Chiara, dunque madre dei fratello e sorella Poggi, in altri della nonna materna di Chiara, dunque madre di Rita Preda in Poggi, in altri delle sole gemelle Cappa quindi nonna di parte paterna!!! Come si può arrivare a questi livelli di confusione?
Può chiamarsi questa INFORMAZIONE? Oppure disinformazione totale?
Tutto ciò che riguarda questo Processo mediatico è così.
La colpa di un pessimo giornalismo c'è tutta.
IL LEGITTIMO DUBBIO CHE SI STIA USANDO LA VOGLIA DI RIABILITARE UN ASSASSINO PER VOLONTA' DI SUA MADRE, legittimamente fino ad un certo punto, CON L'AIUTO DI QUELL'ANIMA PERSA DI VITTORIO FELTRI, CHE LO DICHIARA INNOCENTE SULLA BASE DEL NULLA, PER DIMOSTRARE CHE LA GIUSTIZIA E' UN CASINO E CHE LA PANACEA SIA LA RIFORMA NORDIO NON E' PIU' UN DUBBIO: E' CERTEZZA.

Processo nelle Aule di Giustizia e processo mediatico

 Assistiamo da almeno un anno ad un Processo mediatico fondato su parole e fantasia che si sovrappone alla concretezza della realtà dei fatti esaminati da tante persone qualificate a farlo nelle Aule di Giustizia della Repubblica Italiana secondo i crismi della Leggi italiane.

Quello che è spaventoso e destabilizzante è l'aderenza di tante menti alle fantasie proposte, senza concreti riscontri di realtà.

E' un fenomeno sociale oltre che di Giustizia. Denota una totale sfiducia in ciò che avviene dentro le Aule Giudiziarie dove il Diritto del cittadino dovrebbe essere garantito dalle Leggi e da precise regole di garanzia per tutti: in primis il cittadino processato.

Quello che viene chiamato giornalisticamente "Il caso Garlasco" esiste solo mediaticamente costituito da un preciso meccanismo usato in Pubblicità: I meccanismi psicologici della pubblicità si basano su tecniche persuasive per influenzare le decisioni d'acquisto, spesso sfruttando la ripetizione, le emozioni e la narrazione per creare un legame tra il consumatore e il prodotto. Altri meccanismi chiave includono la scarsità, la reciprocità, l'autorità, la riprova sociale e la simpatia. Queste strategie mirano a catturare l'attenzione e a rendere i messaggi memorabili e persuasivi a livello inconscio. 

Tutto questo esiste nel Processo mediatico "Garlasco". Esaminiamo i fatti.

Nasce dalla presenza in televisione di un avvocato, tale De Rensis, per conto della madre di Alberto Stasi: secondo la legge italiana riconosciuto nelle Aule di Giustizia quale assassino della sua fidanzata Chiara Poggi.

Tale avvocato È considerato uno dei massimi esperti di diritto sportivo, fra i casi di cui si è occupato la morte del ciclista Pantanifu lui a far riaprire il caso dopo 20 anni dalla morte del "Pirata", anche se poi la Procura incaricata ha archiviato tutto.

Nel caso dell'omicida Stasi egli,insieme alla collega Giada Bocellari Avvocatessa di Alberto Stasi, al suo fianco fin dall'inizio del caso, precedentemente assistente dell'avvocato Angelo Giarda, ha presentato una richiesta di revisione del Processo legalmente svoltosi nelle Aule di Giustizia con tutte le garanzie di difesa per l'imputato.

Tale richiesta fa parte del Diritto e viene accolta se si presentano PROVE consistenti che scardinano quanto accertato nel Processo legalmente svolto.

Nel caso dell'omicidio commesso da Alberto Stasi tali prove non ci sono allo stato dei fatti e per questo la Procura competente ha respinto la richiesta per mancanza di esse.

Cosa avevano presentato De  Rensis, aggiuntosi in un secondo tempo, e l'avvocatessa storica di Stasi, che aveva seguito la sua storia giudiziaria fin dall'inizio quale Assistente dell'Avv. Angelo Giarda che aveva difeso Stasi nel processo che ne aveva decretato la condanna?

Avevano presentato una delle tracce di indagine seguite dagli inquirenti, abbandonata come altre, per inconsistenza di concretezza di prova.

Per essere accolta tale traccia deve presentare NUOVI ELEMENTI DI CONSISTENZA.

Trattasi di una traccia genetica, parte di un cromosoma Y, ricavata dagli anatomo patologi tagliando le punte delle unghie delle mani della vittima. La quantità del materiale genetico è infinitesima e gli esperti, incaricati dalla procura, hanno ritenuto per questo che tale materiale, rilevato solo su due unghie su dieci, si sia depositato per contaminazione da altri oggetti e non in via diretta.

Tale traccia si attaglia a parte del cromosoma Y di uno dei frequentatori abituali di casa Poggi ma né sul piano genetico, né sul piano legale, si può dire che sia di quel frequentatore, essendo traccia parziale di una genetica di individui del posto, come avviene ed è riscontrato geneticamente nei luoghi territorialmente circoscritti in cui ci si unisce fra autoctoni.

L'Avv. De Rensis, front man della difesa Stasi, accolto in vari salotti televisivi, ha portato avanti la tesi che dall'aplotipo parziale del cromosoma Y, con tecniche scientifiche nuove scoperte negli USA, si può ricostruire l'intero DNA di un individuo. 

ATTENZIONE: QUI GIA' STIAMO ENTRANDO NEL PROCESSO MEDIATICO che nulla ha a che vedere con il processo svoltosi nelle Aule Giudiziarie, con ogni garanzia di Legge, che ha decretato che Alberto Stasi è l'assassino di Chiara Poggi.

PROCESSO MEDIATICO: il nuovo Procuratore di Pavia ha accolto la richiesta degli avvocati del condannato fondata su quanto descritto. Essi, pagando un investigatore privato, hanno ottenuto di prelevare il DNA della persona individuata come portatore di un aplotipo compatibile con quello trovato sulle 2 unghie della vittima. Tale prelievo non poteva però essere accettato in quanto azione di privati e non di uomini di legge. Ma nell'accogliere l'istanza il nuovo Procuratore Capo della Procura di Pavia, Napoleone, ha emesso un decreto di indagine iscrivendo quale indagato Andrea Sempio, persona indicata nella richiesta di revisione come nominativo associato nelle indagini del delitto Poggi al portatore di un aplotipo del cromosoma Y compatibile con quello ottenuto dal taglio delle punte delle unghie del cadavere. Ma in tale Decreto Andrea Sempio è stato da Napoleone indagato come "autore dell'uccisione di Chiara Poggi insieme al condannato Alberto Stasi ed ignoti altri".

Da qui ha inizio il PROCESSO MEDIATICO che NULLA HA DA SPARTIRE CON IL PROCESSO GARANTITO DALLA GIUSTIZIA ITALIANA, ma che anzi la destabilizza creando, a differenza del Processo Legale, verità incontrollate da riscontri di prova certa acquisita in dibattimento mediante il confronto dialettico e peritale fra accusa e difesa. E la mancanza di basi culturali per comprendere le perizie sia dei Consulenti Tecnici d'Ufficio che dei periti di parte, insieme ad una disarmante sfiducia nel Sistema Giudiziario, hanno creato un mostro mediatico coadiuvato da un giornalismo a tratti ignorante e a tratti colluso con chi, avendo posizioni di preminenza politica e nel Quarto Potere, dichiara pubblicamente l'innocenza di Stasi sostituendo il suo parere, basato sul niente, al Giudizio di un Processo Legale.   

Esaminiamo dunque tutto quanto è venuto fuori, e continua ogni giorno a venire fuori, con "strilli giornalistici" propagandato come PROVA della colpevolezza di Andrea Sempio ma senza riscontro né difesa.

Il DNA di Andrea Sempio, più volte ripetuto da De Rensis in TV come esistente, esiste solo nelle sue cellule di sicuro e l'ha lasciato sul bicchierino o cucchiaino sottratto dall'Investigatore Privato da lui incaricato, ma nei reperti prelevati sulla vittima NON C'E', né, per ora, è stato dall'aplotipo rinvenuto RICOSTRUITO UN DNA INTERO, COME DA LUI PREANNUNCIATO.

Ma vallo a spiegare ad un volgo eccitato la cui fantasia è direttamente proporzionale alla sfiducia nel sistema Giudiziario! Per quasi tutti coloro che seguono le trasmissioni televisive il DNA c'è, era addosso a Chiara intero e in quantità misurabile.

Ed ecco fabbricata una PROVA falsa del PROCESSO MEDIATICO.

Per quale motivo Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara? Qui si apre una ridda di ricostruzioni di fantasia in quanto non supportate da NULLA: il ragazzo di 18-19 anni all'epoca del delitto avrebbe nutrito un appetito sessuale nei confronti della vittima allora 26enne. Non importa che non vi siano fatti che diano conto di questa ipotesi, non importa che Chiara fosse definibile appena graziosa, una grazia modesta e affatto appariscente, la PROVA sarebbe che Andrea ha telefonato alcune volte a casa Poggi cercando Marco, fratello di Chiara, motivo per il quale il ragazzo frequentava casa Poggi. Egli voleva accertarsi che la ragazza fosse sola, anche se in casa bazzicava il fidanzato.Ed ecco fabbricata una seconda PROVA del PROCESSO MEDIATICO.

Ma come la mettiamo con il concorso nel delitto scritto di pugno del rigoroso Procuratore Napoleone? Scomodano Stasi e lo interrogano: frequentavano la stessa casa anche se per motivi e con ruoli diversi: conosce egli Andrea Sempio? Stasi risponde di no. E personalmente credo che abbia detto la verità.

Ma la fantasia del volgo, eccitato da un giornalismo che è l'esatto contrario di ciò che DEVE essere il giornalismo, galoppa e prendendo spunto da un fatto lontano nel tempo e nello spazio che riguarda un prete pedofilo di un Santuario della zona, regolarmente scoperto e condannato dalla legge e dalla Chiesa, inventa che la vittima sia stata a conoscenza di chissà quali inconfessabili segreti sul Santuario e per questo è stata "giustiziata" da un gruppo di persone fra cui (forse?) Andrea Sempio sempre per l'aplotipo... Riscontri? NESSUNO. Ma le fantasticheria del volgo cita immaginari riscontri scientifici che dimostrerebbero che le persone erano diverse.

Il Procuratore Napoleone intanto ha ordinato ai Carabinieri del RIS di fare varie misure reali della scena del crimine e dai riscontri l'Ufficiale incaricato riferisce che sulla scena del crimine c'era un'unica persona.

A questo punto il volgo pensante, pragmatico e non incline alle fantasticherie, si chiede come possa rimanere in piedi legalmente l'Atto di indagine avvisato a Sempio. Era una sola persona l'assassino, come già acclarato dal processo di condanna Stasi, e dunque come si regge con "Stasi e ignoti altri"

LA DISAMINA DI QUESTO FENOMENO LEGAL/SOCIAL/PSICOLOGICO CONTINUA ALLA PROSSIMA PUNTATA


venerdì 17 ottobre 2025

CASO MEDIATICO GARLASCO

Da circa un anno TUTTI i giornali e le TV ci parlano quotidianamente del "caso Garlasco".
Pochi ormai non sanno cosa sia per forza di cose.
Anche volendolo ignorare, sopraffatti da crimini quotidiani e altra ossessione estera in un mondo senza Pace e Giustizia come Gaza, sei costretto a pensare cosa mai stia accadendo.
Ebbene i fatti sono semplicissimi: un tale, Alberto Stasi, uccise la fidanzata il 13 agosto 2007 e fu indagato, processato e condannato, usufruendo del rito abbreviato se l'è cavata con soltanto 16 anni di carcere.
Come quell'altro caso mediatico, per fortuna non ravvivato da richieste di revisione per presunti errori investigativi, di Cogne, che tenne le pagine dei giornali e delle TV per molto tempo e l'assassina, mai confessa esattamente come Alberto Stasi, fu condannata a 16 anni grazie alle riforme fatte dai nostri legislatori per sfoltire il lavoro dei magistrati e le celle delle carceri.
Garlasco come Cogne senza colpa alcuna, due luoghi smerdati per azioni criminali non dipendenti dagli abitanti. 
Ma mentre l'assassina di Cogne riappare sporadicamente nelle cronache, l'assassino di Garlasco è riapparso prepotentemente prima ancora che il Procuratore di Pavia Napoleone decidesse di accettare la richiesta degli avvocati della madre di Stasi di prendere in considerazione un rivolo delle indagini tralasciato perché dichiarato dal CTU non probante di nulla, mentre si era delineato perfettamente il quadro probante su Stasi con la ricostruzione di come sia avvenuto il delitto.
Qualche anno fa, non ricordo se su un giornale o in un servizio televisivo, apparve la madre di Stasi, elegantemente vestita di un abito azzurro con uno dei suoi avvocati. Il servizio, di cui ricordo l'immagine di lei, verteva sulla possibilità di esplorare un particolare che, rileggendo le carte su sua richiesta, dato che crede suo figlio innocente, gli avvocati avevano trovato: un DNA di un giovane che frequentava la casa dei Poggi.
Lessi poi altri articoli, sporadici, sull'evolversi dell'iniziativa della madre di Stasi: aveva fatto seguire il giovane, che compariva nelle carte come possibile corrispondente al DNA trovato sulle mani di Chiara, da un investigatore privato e costui era riuscito, dopo vari appostamenti, ad impadronirsi di un cucchiaino o bicchierino usato dal giovane in un bar. Questo prelievo però non solo non aveva alcuna possibilità di essere usato legalmente, essendo stato prelevato proditoriamente e da una iniziativa privata, ma era il DNA di una persona che però non corrispondeva a quanto esaminato nelle indagini dal CTU nominato all'epoca dal giudice, essendo una piccola parte di una sequenza genetica definita aplotipo e non un DNA intero. Ma non avendo altro, gli avvocati hanno comunque presentato l'istanza di revisione al Procuratore di Pavia, all'epoca Venditti. Costui d'accordo con un PM ed un'altra magistrata della sua Procura archiviò, sulla base di quanto scritto dal Consulente Tecnico d'Ufficio che aveva periziato, per i suoi colleghi del Processo D'Appello bis, quel reperto non attribuibile ad alcuno e di scarsissima quantità.
Come si è arrivati dunque a Napoleone e alla quotidiana ossessionante grancassa del cosiddetto "caso Garlasco"?
Come ho detto sopra, prima che Napoleone aprisse un'indagine a carico di Andrea Sempio "in concorso con Alberto Stasi e altri" la musica è iniziata in sordina ad opera di un avvocato azzimato, fintamente cerimonioso, fino a lisciare ed incensare ogni interlocutore nelle sue ospitate televisive, pur di accattivare simpatie al suo assistito e all'iniziativa da lui e una sua collega intrapresa: la revisione del processo voluta dalla madre di Stasi e da lei finanziata, pagando gli avvocati e l'investigatore.
Su quali basi visto che la Procura aveva già respinto sulla base di ciò che aveva periziato il CTU?
E qui iniziano informazioni fuorvianti quanto infondate: il lustro avvocato con tono suadente annunciava "nuove tecniche" per ricostruire dall'aplotipo un intero DNA.
Ora di questo sicuramente la maggior parte degli ascoltatori non sa nulla, né può dunque capire niente di ciò che costui annunciava, non avendo gli strumenti culturali per capire fino in fondo cosa ciò potesse voler dire. Quindi, prendendo per buone queste parole, nella maggior parte della gente si creava un dubbio e un'attesa di possibili scenari diversi da quelli accertati dalla Giustizia. Nella cerchia di ascoltatori che abbiano studiato cosa è la molecola del DNA, cerchia ristretta, sorgeva quantomeno una blanda perplessità, sapendo che da un semplice aplotipo non si può certo risalire al quadro genetico completo di un individuo.
Ma l'avvocato dai modi untuosi piace alla gente dalla psicologia più elementare e dalla cultura scientifica pari allo zero e l'effetto iniziato è aumentato di trasmissione in trasmissione, in crescendo rossiniano fino ad assordare la verità nuda e cruda che di novità non ce ne sono nell'inchiesta aperta dal Nuovo Procuratore di Pavia con grande dispendio di energie e di pubblici denari.
L'aplotipo del cromosoma Y, non attribuibile in toto al povero Sempio messo sotto indagine, non è potuto crescere e diventare un DNA, con smarrimento espresso dalla nuova CTU nominata da Napoleone che l'ha espresso nell'udienza del 26 settembre 2025 chiedendo di poter esaminare ancora tale reperto fino al 18 dicembre 2025 per accontentare le aspettativa di Napoleone.
Napoleone che negli annunci di svolte clamorose portate avanti dall'avvocato di Stasi e da una pletora di giornalisti, forse solo per la pagnotta, ha chiesto e doverosamente ottenuto la collaborazione, oltre che dalla CTU per la parte genetica, anche dei Vigili del Fuoco per la ricerca infruttuosa dell'arma in un canale che passa dietro la casa della nonna delle gemelle cugine della povera uccisa. Ovviamente la ferraglia trovata faceva sorridere chi lì vive la vita vera e non quella proposta dagli strilloni dei giornali e televisivi, giacché la semplice ragione fa capire che quel canale in 18 anni, tanti ne sono passati dal 13 agosto 2007, il comune l'ha fatto pulire qualche volta, per elementari ragioni di igiene pubblica dato che passa rasente le case. La parte comica è che si è presentato un operaio che ha consegnato un poco di ferraglia che da quel canale aveva raccolto pochi anni prima che i poveri VV. FF. si affaticassero con mezzi a cercare l'arma del delitto.
Come Napoleone sia arrivato a questo sarebbe lungo spiegarlo. Ma di fola in fola, di suggestione in suggestione di mitomani, sempre presenti nella nostra variegata società, si era ventilata la possibilità, fondata su UN ASSOLUTO NULLA IN FATTI, che lì l'avesse gettata una delle gemelle cugine di Chiara.
Chi è ancorato bene alla REALTA' non si chieda perché. 
Cosa c'entra con l'indagine aperta su Andrea Sempio nell'ipotesi senza prova alcuna che avrebbe ammazzato Chiara in concorso con Stasi e eventuali altri.
Non c'è alcun nesso logico e reale.
Tanta fantasia a cui si è abbandonato però il volgo amante delle fiction abbandonandosi ad ogni congettura fondata sul nulla.
Qualcuno che ha cervello e responsabilità nelle nostre Istituzioni si rende conto di quanto tutto questo sia pericoloso?
Aizzare la folla sul niente come nei tempi medievali del "dalli all'untore"?
Tutti si rifugiano su: "Ma se il Procuratore sta facendo tutto questo chissà che carte avrà in mano!"
L'Uomo logico però fino ad ora NULLA ha visto di concreto.
Arrivata la conferma dai RIS, anch'essi messi in moto dal Procuratore come i VV.FF. e la nuova CTU,  che l'assassino era uno solo, fatto già acclarato dal processo a Stasi, Napoleone non so come abbia ancora potuto sostenere legalmente il suo Decreto di indagine in cui mette Sempio con l'assassino Stasi acclarato dalla legge e altri. 
Di certo si sa solo che al momento, non avendo trovato nulla di utile per una sola prova contro l'indagato, ha inviato un ulteriore atto di indagine contro il suo collega Venditti reo, con altri magistrati e Carabinieri di contorno, di aver archiviato quello che lui invece ha accolto. 
Una situazione istituzionale gravissima che puzza di forzatura della Giustizia da parte di chi esercita l'azione penale.
Si vuole mettere in discussione una sentenza passata in giudicato non con nuove prove sopravvenute bensì con la ricerca accanita di prove che al momento NON CI SONO, né per Sempio né per Venditti, gli altri magistrati della Procura da lui diretta e i Carabinieri in servizio presso detta Procura.
In questo una parte grave l'ha il "Quarto Potere" che sembra impazzito, privo di quella che dovrebbe essere la maggiore qualità del giornalismo: la chiarezza e la veridicità delle notizie.
Assistiamo ad una ridda di "non notizie", di cose buttate in pasto ad un volgo sempre più confuso e pronto a credere ad ogni infamia, di supposizioni e produzioni, per dirla in termini psicologico-psichiatrico, basate su nulla: appunti su foglietti che possono significare cose diverse ma vengono INTERPRETATI e le interpretazioni diventano verità, addirittura prove! 
Napoleone, dopo aver chiesto l'aiuto dei RIS, dei VV.FF. e di un nuovo CTU PER L'INDAGINE SU SEMPIO, ha chiesto l'aiuto del GICO PER L'INDAGINE SUL SUO COLLEGA VENDITTI e i magistrati e Carabinieri in servizio presso la procura con Venditti!
Ora, per capire la gravità di questa richiesta di Napoleone, bisogna dire che GICO è Gruppi di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza! Venditti dunque sarebbe in sospetto di essere coinvolto in una vera e propria Organizzazione Criminale! Nel frattempo si fa trapelare alla stampa che l'appunto su un foglietto decifrabile a piacere sarebbe la prova che i poveri Sempio siano stati concussi da Venditti, concussore, che avrebbe archiviato dietro compenso di qualche decina di migliaia di euro.. Però non si parla di Concussione nel Decreto di indagine su Venditti stilato da Napoleone, ma di Corruzione! Nel contempo i Sempio non sarebbero però indagati per corruzione, pur essendo autori della dazione di denaro a Venditti!!! 
"La concussione è un reato previsto dall'articolo 317 del codice penale, commesso da un pubblico ufficiale che, abusando del suo potere, costringe qualcuno a dare o promettere denaro o altre utilità. È un reato grave che punisce la costrizione del privato, il quale si trova privato della sua libertà di scelta e costretto a cedere alle richieste per evitare un danno ingiusto."
A logica, da come la stampa e la TV riportano le clamorose rivelazioni, Venditti avrebbe abusato del suo potere di Pubblico Ufficiale di archiviare o meno la richiesta di revisione del processo Stasi, presentata dai suoi avvocati con "prove" contro Sempio, costringendo i Sempio a dare denaro per decidere di archiviare... Invece Napoleone scrive nell'avviso di garanzia Corruzione, là dove il corrotto sarebbe Venditti che avrebbe preso soldi dai Sempio che però NON sono indagati quali corruttori.
E' evidente a chiunque sia sano di mente, anche senza altre particolari competenze, che tutto questo, anche se fatto da un Procuratore della Repubblica, presenta diverse incongruità che lasciano sgomenti più che perplessi. 
Ma quello che personalmente più mi inquieta, non è l'agire scorretto e non chiaro del Ministro della Giustizia, che dovrebbe esprimere la sua preoccupazione per tali procedure e invece, tracimando dal suo ruolo, si è espresso nel merito dicendo assurdità giuridiche come "se uno è stato assolto 2 volte non può essere poi condannato, va rifatto il processo"!!!!!

Qualcuno gli dica che il processo d'Appello è stato rifatto proprio perché la Cassazione ha rilevato anomalie nella procedura della assoluzione nell'Appello che si era limitato a rileggere le carte del proscioglimento del GUP che da solo aveva deciso che non aveva prove sufficienti.
Quello che mi inquieta è l'agire di giornalisti che io stimavo: Pino Rinaldi e Massimo Giannini.
Giannini avevo già notato che non era più così rigoroso con le sue opinioni politiche e che la sua imparzialità si era appannata, indulgendo per pura convenienza verso opinioni di parte non veritiere. 
Ma vederlo su la NOVE, canale TV dove sono capitata girando sui canali, parlare del "caso Garlasco" come se fosse un poveretto qualsiasi incapace di notarne l'anomalia mi ha fatto capire che anche lui indulge a fare cassetta e non giornalismo d'inchiesta.
Pino Rinaldi non è un analista politico fine come Giannini lo era, è un buon giornalista di inchieste di cronaca, ha seguito con onestà intellettuale casi come Carretta con successo, come quello delle povere gemelline Schepp con grande sensibilità... Ma vedere un filmato breve della trasmissione che conduce, in cui illustrava il tentativo allucinante di dimostrare che l'impronta di scarpa Frau dell'assassino di Chiara n. 42 poteva essere pure un 44 come il numero che porta Sempio, mi ha fatto cadere e braccia!
Non è possibile che la sua intelligenza possa credere questo tentativo credibile... Ma forse anche lui lo fa per convenienza, altrimenti avrebbe detto che dell'acquisto di un paio di scarpe Frau n. 42 c'è la ricevuta di pagamento agli Atti del processo ad opera di Stasi il 9 settembre 2006, 11 mesi prima dell'omicidio di Chiara, e che di quell'acquisto e relativo possesso Stasi non ha mai parlato, e quando è stata trovata la ricevuta di pagamento tramite indagine presso il venditore con i dati della carta di credito degli Stasi egli ha dovuto ammettere di averle possedute ma, quantunque ancora nuove, non ha saputo spiegare dove fossero e lui non le aveva più!
Rinaldi lo sa. Come sa che Andrea Sempio non ha mai posseduto scarpe Frau n. 44, anche perché costose e lui non ha i soldi che avevano gli Stasi. Però Rinaldi non lo dice: illustra la ricerca di un collega, Grimaldi, sulla suola 42 che potrebbe diventare un 44.
Onestà giornalistica perduta.