mercoledì 29 ottobre 2025

Processo nelle Aule di Giustizia e processo mediatico - seguito

Assistendo al proseguimento della indagine portata avanti dal Procuratore Napoleone, che dovrebbe essere attinente al Processo nelle Aule di Giustizia, che in buona fede egli riprende in mano cercando una prospettata verità diversa da quella pur raggiunta dalla Giustizia italiana, si apprende che Andrea Sempio si è prestato di buon cuore a farsi prelevare il suo DNA, dato che quello presentato dagli avvocati della madre di Stasi non era legalmente utilizzabile alla bisogna, essendo prelevato con l'inganno da privati al soggetto successivamente iscritto nell'Avviso di garanzia.
La PROVA che deve cercare il Procuratore Napoleone è dunque la comparazione fra l'aplotipo del cromosoma Y ricavato dal taglio di due unghie delle mani del cadavere di Chiara Poggi e il DNA di Sempio.
Ma, allo stato, tale prova non è ancora stata fatta e tutto rimane come i CTU dei giudici del processo hanno stabilito: non è attribuibile a Sempio essere unico portatore di quella breve sequenza genetica.
Dunque? Il volgo pensante e pragmatico, sia pure percentualmente in numero inferiore a quello preda del PROCESSO MEDIATICO, si chiede perplesso perché il Procuratore Napoleone chieda ai VV.FF. di dragare un piccolo corso d'acqua di un borgo vicino a Garlasco cercando l'arma del delitto. I paesani assistono ridendo ad un dispiegamento di uomini e mezzi per dragare quel rigagnolo maleodorante che in 18 anni il Comune ha dovuto pur far pulire ogni tanto!
Ridono a buon diritto giacché è inverosimile che dopo precedenti pulizie si possa ancora trovare qualcosa. Infatti non si trova nulla di credibilmente attinente.
Poi c'è un primo piccolo colpo di scena: un operaio si presenta dai Carabinieri con della ferraglia che egli aveva raccolto da quel corso d'acqua che passa fra i muri delle case del borgo, e che aveva tenuto pensando in buona fede che non erano di nessuno e a lui potessero servirgli. Visto che interessavano la Legge lui li ha consegnati.
Inutile dire che nessuno di quegli attrezzi, più quelli recuperati dal lavoro dei VV.FF., sembra possano appartenere all'arma che ha ucciso Chiara.
Di sicuro Napoleone, ritenuto persona scrupolosa dal Ministro della Giustizia Nordio, avrà una idea scientifica dell'arma che ha ucciso Chiara, in base alle perizie del processo Stasi, l'autopsia del corpo di Chiara fatta nell'immediato, con la descrizione delle ferite riportate al capo e tenendo conto di quanto dichiarato all'epoca del delitto dal padre della vittima agli inquirenti che gli chiesero cosa mancava dalla casa: pochi asciugamani e un martello a due facce che lui teneva a portata di mano sul davanzale interno di una finestra.
Sempre quella parte del volgo che non fantastica si è chiesta perché, se l'indagato è Sempio, Napoleone ha dato credito alle voci nate da una testimonianza, all'epoca data e ritrattata, della visione di una ragazza bionda in bicicletta con in mano un attrezzo che al testimone sembrò un attizzatoio? E di altra voce che avrebbe visto la luce accesa a tarda sera nella casa della nonna materna (?) delle cugine di Chiara, quando la nonna non vi abitava più, e poi avrebbe sentito un tonfo nel rigagnolo che passa dietro detta casa? 
Ha dato credito se ha mandato i VV.FF. a fare il dragaggio dopo 18 anni, e non si comprende cosa leghi Andrea Sempio alle cugine di Chiara. Lui avrebbe ucciso Chiara con una delle cugine che poi sarebbe andata a disfarsi dell'arma a casa della nonna?
Napoleone è la legge e non ha nulla a che vedere con le fantasie del Processo Mediatico. 

Le cugine Cappa sono cugine di Chiara essendo figlie della sorella del padre di Chiara: per questo si chiamano come il loro papà.
Questa storia delle ricerche nel ruscello che scorre in mezzo alle case e, più precisamente, dietro la casa della nonna, ha creato nelle menti del volgo, ormai deliranti per star dietro a mille notizie che NULLA DICONO SU CHI HA UCCISO CHIARA, SE NON STASI COME ACCLARATO DA PROCESSO LEGALE, confusione nella confusione.
Essendo la nonna materna l'hanno in comune con Chiara, essendo la loro mamma e il padre di Chiara fratelli. Ma scorrendo i giornali più diversi si trova tutto e il contrario di tutto: la casa che confina con la roggia fatta dragare dal Procuratore Napoleone è in alcuni articoli della nonna comune con Chiara, dunque madre dei fratello e sorella Poggi, in altri della nonna materna di Chiara, dunque madre di Rita Preda in Poggi, in altri delle sole gemelle Cappa quindi nonna di parte paterna!!! Come si può arrivare a questi livelli di confusione?
Può chiamarsi questa INFORMAZIONE? Oppure disinformazione totale?
Tutto ciò che riguarda questo Processo mediatico è così.
La colpa di un pessimo giornalismo c'è tutta.
IL LEGITTIMO DUBBIO CHE SI STIA USANDO LA VOGLIA DI RIABILITARE UN ASSASSINO PER VOLONTA' DI SUA MADRE, legittimamente fino ad un certo punto, CON L'AIUTO DI QUELL'ANIMA PERSA DI VITTORIO FELTRI, CHE LO DICHIARA INNOCENTE SULLA BASE DEL NULLA, PER DIMOSTRARE CHE LA GIUSTIZIA E' UN CASINO E CHE LA PANACEA SIA LA RIFORMA NORDIO NON E' PIU' UN DUBBIO: E' CERTEZZA.

Processo nelle Aule di Giustizia e processo mediatico

 Assistiamo da almeno un anno ad un Processo mediatico fondato su parole e fantasia che si sovrappone alla concretezza della realtà dei fatti esaminati da tante persone qualificate a farlo nelle Aule di Giustizia della Repubblica Italiana secondo i crismi della Leggi italiane.

Quello che è spaventoso e destabilizzante è l'aderenza di tante menti alle fantasie proposte, senza concreti riscontri di realtà.

E' un fenomeno sociale oltre che di Giustizia. Denota una totale sfiducia in ciò che avviene dentro le Aule Giudiziarie dove il Diritto del cittadino dovrebbe essere garantito dalle Leggi e da precise regole di garanzia per tutti: in primis il cittadino processato.

Quello che viene chiamato giornalisticamente "Il caso Garlasco" esiste solo mediaticamente costituito da un preciso meccanismo usato in Pubblicità: I meccanismi psicologici della pubblicità si basano su tecniche persuasive per influenzare le decisioni d'acquisto, spesso sfruttando la ripetizione, le emozioni e la narrazione per creare un legame tra il consumatore e il prodotto. Altri meccanismi chiave includono la scarsità, la reciprocità, l'autorità, la riprova sociale e la simpatia. Queste strategie mirano a catturare l'attenzione e a rendere i messaggi memorabili e persuasivi a livello inconscio. 

Tutto questo esiste nel Processo mediatico "Garlasco". Esaminiamo i fatti.

Nasce dalla presenza in televisione di un avvocato, tale De Rensis, per conto della madre di Alberto Stasi: secondo la legge italiana riconosciuto nelle Aule di Giustizia quale assassino della sua fidanzata Chiara Poggi.

Tale avvocato È considerato uno dei massimi esperti di diritto sportivo, fra i casi di cui si è occupato la morte del ciclista Pantanifu lui a far riaprire il caso dopo 20 anni dalla morte del "Pirata", anche se poi la Procura incaricata ha archiviato tutto.

Nel caso dell'omicida Stasi egli,insieme alla collega Giada Bocellari Avvocatessa di Alberto Stasi, al suo fianco fin dall'inizio del caso, precedentemente assistente dell'avvocato Angelo Giarda, ha presentato una richiesta di revisione del Processo legalmente svoltosi nelle Aule di Giustizia con tutte le garanzie di difesa per l'imputato.

Tale richiesta fa parte del Diritto e viene accolta se si presentano PROVE consistenti che scardinano quanto accertato nel Processo legalmente svolto.

Nel caso dell'omicidio commesso da Alberto Stasi tali prove non ci sono allo stato dei fatti e per questo la Procura competente ha respinto la richiesta per mancanza di esse.

Cosa avevano presentato De  Rensis, aggiuntosi in un secondo tempo, e l'avvocatessa storica di Stasi, che aveva seguito la sua storia giudiziaria fin dall'inizio quale Assistente dell'Avv. Angelo Giarda che aveva difeso Stasi nel processo che ne aveva decretato la condanna?

Avevano presentato una delle tracce di indagine seguite dagli inquirenti, abbandonata come altre, per inconsistenza di concretezza di prova.

Per essere accolta tale traccia deve presentare NUOVI ELEMENTI DI CONSISTENZA.

Trattasi di una traccia genetica, parte di un cromosoma Y, ricavata dagli anatomo patologi tagliando le punte delle unghie delle mani della vittima. La quantità del materiale genetico è infinitesima e gli esperti, incaricati dalla procura, hanno ritenuto per questo che tale materiale, rilevato solo su due unghie su dieci, si sia depositato per contaminazione da altri oggetti e non in via diretta.

Tale traccia si attaglia a parte del cromosoma Y di uno dei frequentatori abituali di casa Poggi ma né sul piano genetico, né sul piano legale, si può dire che sia di quel frequentatore, essendo traccia parziale di una genetica di individui del posto, come avviene ed è riscontrato geneticamente nei luoghi territorialmente circoscritti in cui ci si unisce fra autoctoni.

L'Avv. De Rensis, front man della difesa Stasi, accolto in vari salotti televisivi, ha portato avanti la tesi che dall'aplotipo parziale del cromosoma Y, con tecniche scientifiche nuove scoperte negli USA, si può ricostruire l'intero DNA di un individuo. 

ATTENZIONE: QUI GIA' STIAMO ENTRANDO NEL PROCESSO MEDIATICO che nulla ha a che vedere con il processo svoltosi nelle Aule Giudiziarie, con ogni garanzia di Legge, che ha decretato che Alberto Stasi è l'assassino di Chiara Poggi.

PROCESSO MEDIATICO: il nuovo Procuratore di Pavia ha accolto la richiesta degli avvocati del condannato fondata su quanto descritto. Essi, pagando un investigatore privato, hanno ottenuto di prelevare il DNA della persona individuata come portatore di un aplotipo compatibile con quello trovato sulle 2 unghie della vittima. Tale prelievo non poteva però essere accettato in quanto azione di privati e non di uomini di legge. Ma nell'accogliere l'istanza il nuovo Procuratore Capo della Procura di Pavia, Napoleone, ha emesso un decreto di indagine iscrivendo quale indagato Andrea Sempio, persona indicata nella richiesta di revisione come nominativo associato nelle indagini del delitto Poggi al portatore di un aplotipo del cromosoma Y compatibile con quello ottenuto dal taglio delle punte delle unghie del cadavere. Ma in tale Decreto Andrea Sempio è stato da Napoleone indagato come "autore dell'uccisione di Chiara Poggi insieme al condannato Alberto Stasi ed ignoti altri".

Da qui ha inizio il PROCESSO MEDIATICO che NULLA HA DA SPARTIRE CON IL PROCESSO GARANTITO DALLA GIUSTIZIA ITALIANA, ma che anzi la destabilizza creando, a differenza del Processo Legale, verità incontrollate da riscontri di prova certa acquisita in dibattimento mediante il confronto dialettico e peritale fra accusa e difesa. E la mancanza di basi culturali per comprendere le perizie sia dei Consulenti Tecnici d'Ufficio che dei periti di parte, insieme ad una disarmante sfiducia nel Sistema Giudiziario, hanno creato un mostro mediatico coadiuvato da un giornalismo a tratti ignorante e a tratti colluso con chi, avendo posizioni di preminenza politica e nel Quarto Potere, dichiara pubblicamente l'innocenza di Stasi sostituendo il suo parere, basato sul niente, al Giudizio di un Processo Legale.   

Esaminiamo dunque tutto quanto è venuto fuori, e continua ogni giorno a venire fuori, con "strilli giornalistici" propagandato come PROVA della colpevolezza di Andrea Sempio ma senza riscontro né difesa.

Il DNA di Andrea Sempio, più volte ripetuto da De Rensis in TV come esistente, esiste solo nelle sue cellule di sicuro e l'ha lasciato sul bicchierino o cucchiaino sottratto dall'Investigatore Privato da lui incaricato, ma nei reperti prelevati sulla vittima NON C'E', né, per ora, è stato dall'aplotipo rinvenuto RICOSTRUITO UN DNA INTERO, COME DA LUI PREANNUNCIATO.

Ma vallo a spiegare ad un volgo eccitato la cui fantasia è direttamente proporzionale alla sfiducia nel sistema Giudiziario! Per quasi tutti coloro che seguono le trasmissioni televisive il DNA c'è, era addosso a Chiara intero e in quantità misurabile.

Ed ecco fabbricata una PROVA falsa del PROCESSO MEDIATICO.

Per quale motivo Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara? Qui si apre una ridda di ricostruzioni di fantasia in quanto non supportate da NULLA: il ragazzo di 18-19 anni all'epoca del delitto avrebbe nutrito un appetito sessuale nei confronti della vittima allora 26enne. Non importa che non vi siano fatti che diano conto di questa ipotesi, non importa che Chiara fosse definibile appena graziosa, una grazia modesta e affatto appariscente, la PROVA sarebbe che Andrea ha telefonato alcune volte a casa Poggi cercando Marco, fratello di Chiara, motivo per il quale il ragazzo frequentava casa Poggi. Egli voleva accertarsi che la ragazza fosse sola, anche se in casa bazzicava il fidanzato.Ed ecco fabbricata una seconda PROVA del PROCESSO MEDIATICO.

Ma come la mettiamo con il concorso nel delitto scritto di pugno del rigoroso Procuratore Napoleone? Scomodano Stasi e lo interrogano: frequentavano la stessa casa anche se per motivi e con ruoli diversi: conosce egli Andrea Sempio? Stasi risponde di no. E personalmente credo che abbia detto la verità.

Ma la fantasia del volgo, eccitato da un giornalismo che è l'esatto contrario di ciò che DEVE essere il giornalismo, galoppa e prendendo spunto da un fatto lontano nel tempo e nello spazio che riguarda un prete pedofilo di un Santuario della zona, regolarmente scoperto e condannato dalla legge e dalla Chiesa, inventa che la vittima sia stata a conoscenza di chissà quali inconfessabili segreti sul Santuario e per questo è stata "giustiziata" da un gruppo di persone fra cui (forse?) Andrea Sempio sempre per l'aplotipo... Riscontri? NESSUNO. Ma le fantasticheria del volgo cita immaginari riscontri scientifici che dimostrerebbero che le persone erano diverse.

Il Procuratore Napoleone intanto ha ordinato ai Carabinieri del RIS di fare varie misure reali della scena del crimine e dai riscontri l'Ufficiale incaricato riferisce che sulla scena del crimine c'era un'unica persona.

A questo punto il volgo pensante, pragmatico e non incline alle fantasticherie, si chiede come possa rimanere in piedi legalmente l'Atto di indagine avvisato a Sempio. Era una sola persona l'assassino, come già acclarato dal processo di condanna Stasi, e dunque come si regge con "Stasi e ignoti altri"

LA DISAMINA DI QUESTO FENOMENO LEGAL/SOCIAL/PSICOLOGICO CONTINUA ALLA PROSSIMA PUNTATA