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venerdì 26 febbraio 2016

Referendum Acqua

Da: Greenreport.it
Il servizio idrico necessita di investimenti, a oggi solo l’11% arriva dalle tariffe

Che fine ha fatto il referendum del 2011 per l’acqua pubblica?

Nei decreti attuativi del governo per la riforma Madia disposizioni che annullerebbero l’esito delle urne
[25 febbraio 2016]
Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato 11 decreti legislativi, attuativi della Legge Madia, per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Fra gli 11 decreti c’è anche il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, definizione che comprende anche il servizio idrico integrato.
A un mese di distanza da quel Consiglio dei Ministri non è ancora stato pubblicato un testo ufficiale del decreto ma il testo ufficioso che è in circolazione (in allegato, ndr) desta gravi preoccupazioni perché contiene disposizioni che, se confermate, annullerebbero gli esiti del referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. Il testo, infatti, esclude la possibilità di gestire in economia o mediante aziende speciali i servizi a rete, fra cui l’acqua, e reintroduce (anche per l’acqua) nel calcolo delle tariffe l’adeguata remunerazione del capitale investito, espressamente abrogata con il referendum del 2011.
Il provvedimento segue altri interventi del governo Renzi in materia, contenuti nello Sblocca Italia e nella Legge di stabilità 2015, che con una serie di disposizioni incentivano gli enti locali a privatizzare tutti servizi pubblici locali, compresa la gestione dell’acqua.
Quando si parla di servizio idrico inevitabilmente si parla delle disfunzioni del sistema e degli ingenti investimenti necessari per avere un servizio idrico efficiente e acqua di qualità. Il nostro servizio idrico è gravato da dispersione delle reti del 37%, carenze infrastrutturali, mancanza di impianti di depurazione e di sistemi fognari, problemi di approvvigionamento idrico, infrazioni comunitarie. Servono ingenti investimenti per infrastrutture, impianti e per la manutenzione. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico nel 2013 ha stimato un fabbisogno di almeno 65 miliardi di euro di investimenti per i prossimi 30 anni, stima che potrebbe essere superata dai Programmi degli interventi predisposti dai vari enti di governo d’ambito.
Un recente rapporto di Italia sicura analizza le fonti di finanziamento degli interventi del settore idrico: teoricamente gli investimenti dovrebbero essere finanziati principalmente attraverso il sistema tariffario, così come stabilito dal D. Lgs. 152/2006 e dalla normativa europea ma il rapporto, analizzando 5812 interventi (di cui 4039 lavori conclusi, 885 lavori avviati e 888 lavori non avviati), mette in luce una realtà diversa. Il finanziamento complessivo di questi interventi ammonta a quasi 12 miliardi di euro, e di questi solo l’11% proviene dalla quota di cofinanziamento dei gestori attraverso i proventi delle tariffe. Il resto proviene da finanziamenti pubblici di varia natura: Fondo sviluppo e coesione, Fondo europeo di sviluppo regionale, risorse nazionale, regionali, provinciali e comunali. Il quadro che emerge è disarmante.
Ovviamente la questione degli investimenti strutturali è determinante e ineludibile, considerato lo stato attuale  del servizio. Si possono valutare varie ipotesi: dagli idro-bond alla fiscalità generale, dal ruolo pubblico attraverso la Cassa depositi e prestiti alla riduzione delle spese militari, all’istituzione di tasse di scopo sull’acqua imbottigliata o sull’uso delle sostanze inquinanti. Quello che non possiamo permettere è che venga ignorata completamente la volontà popolare e che si spinga sempre più per una gestione privata del servizio idrico, dove tutti i costi restano a carico delle tariffe e degli investimenti pubblici e il privato continua a fare profitti in contrasto con l’espresso pronunciamento referendario.
L’acqua è un bene comune fondamentale e in quanto tale deve essere di proprietà e gestione pubbliche al pari di salute, istruzione e sicurezza. Il servizio idrico va sottratto alle logiche di mercato e gestito con percorsi improntati alla democrazia partecipativa. Per affermare questi principi e dare pieno riconoscimento alla volontà popolare espressa in modo netto e chiaro nel referendum del 2011 è necessario contrastare l’approvazione di tutte le disposizioni che contraddicono quella volontà e approvare in tempi rapidi una legge di recepimento dell’esito referendario che ne colga sia gli effetti giuridici che il valore ideale.
Con questo articolo Simona Fabiani, responsabile Ambiente e territorio della Cgil nazionale, inizia la sua collaborazione all’interno del think tank redazionale di greenreport, Eco2 – Ecoquadro.
I soldi per sostenere i costi della pubblicizzazione dell'Acqua ci sarebbero se negli ultimi circa 40 anni, segnatamente dal craxismo in poi, non ci avessero fatto spendere 10 volte il costo di ogni opera pubblica, lasciandone molte incompiute e nel degrado.
E' stato come fare dei buchi in un otre pieno d'acqua, con immense dispersioni e ancora non sono stati otturati quei buchi.
In questo blog, che non guadagna nulla dagli ingressi in esso, lo ribadisco perché qualcuno a quanto pare ancora lo crede anche se visibilmente non vi è pubblicità, amo portare sempre esempi concreti e veri per rafforzare i concetti che intendo esprimere. Nel territorio in cui vivo dal 1979 il sistema idrico era gestito da un Consorzio che si chiamava "Doganella". Tante cose non andavano bene, ma il peggio non è mai morto recita la saggezza popolare, e quando il Consorzio ha dovuto passare la mano ad ACEA, società di cui è proprietario anche Caltagirone con il 17%, il popolo ha cominciato a vedere ovunque ruscelli di perdite d'acqua nelle strade per giorni e giorni.
Come mai? Le tubature hanno ceduto di botto con il passaggio di mano? Qualcuno mi disse che era perché ACEA ATO2 mandava l'acqua ad una pressione maggiore di quanto non facesse il Consorzio. Io, invece, penso che sia un modo per succhiare denaro pubblico per le riparazioni, la manutenzione in genere.Insomma un modo per far vedere alla gente che c'è bisogno di grossi investimenti per la manutenzione e l'ammodernamento, cosa che è veritiera, come illustra la brava rappresentante della CGIL, ma quello che fa pensare male è che le perdite si sono presentate copiose in concomitanza con il cambio di gestione... e continuano ancora ogni tanto.    

venerdì 12 settembre 2014

Acea ATO2: attenti alle bollette!!


a Rocca Priora sono state recapitate le prime bollette acea ato2 richiedenti conguagli sulla tariffa risalenti dal 2006, cioè da quando acea è subentrata al consorzio acquedotto della Doganella per utenze attivate prima del 2006. Questa richiesta di pagamenti da parte del gestore è completamente illegittima. Il tribunale di TIVOLI ha giudicato, con sentenza depositata il 9 giugno 2014, l'illegittimità del metodo tariffario fino al 01/01/2012, data di entrata in vigore della tariffa unica valida in tutti i comuni appartenenti alla autorità d'ambito. Se vi capitano bollette di questo tipo, non pagate e contestate le fatturazioni non dovute attraverso un'associazione di consumatori, un caf o un avvocato o contattate il comitato acqua pubblica del vostro comune. Fate girare con passaparola.

Per coloro che possono accedere a facebook potete contattare Alessandro sul suo sito: egli è il referente del Comitato Acqua Pubblica per il Comune di Rocca Priora, Comitato che fa parte del Comitato Acqua Pubblica Castelli Romani che, a sua volta, è in contatto perenne con tutti i Comitati Acqua Pubblica sparsi in tutta Italia.

mercoledì 3 settembre 2014

AAEG Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico

alessandro bacco


vi invio il verbale conferenza dei sindaci del 10 luglio. non sapevo neanche che fosse stata convocata...

udite udite: il giorno 10 luglio la conferenza dei sindaci, su proposta di acea ato2, e sotto supervisione e controllo dell'AAEG, pena sanzioni dell'autorità stessa per il mancato rispetto dei termini, ha approvato e ratificato a due giorni dalla scadenza il periodo di regolazione tariffario per le annualità 2014-2015, che prevede un aumento della tariffa idrica pari al 9% sia per il 2014 che per il 2015 in cui sono inglobati i conguagli tariffari per il 2012-2013 in base alla delibera AAEG per la composizione del nuovo metodo tariffario idrico. Per vedere i documenti completi della conferenza e i relativo allegati, andate sul sito della segreteria tecnico operativa http://www.ato2roma.it/index.html, andate sulla casella password e scrivete aniovetus 
accederete alla sezione riservata esclusivamente ai sindaci. Scaricate studiate e diffondete.

Ho appena ricevuto questa e-mail dal Referente per il Comune di Rocca Priora dei Comitati per l'Acqua Pubblica.
Per chi vuole approfondire questa "bella notizia" Alessandro ha inviato il link e la password.

Commento mio: l'AAEG non garantisce affatto il cittadino utente, l'ho sperimentato di persona per un abuso subito dall'ENEL di cui ho parlato in precedenti post.

venerdì 27 giugno 2014

Trasparenza fra amministrazione e cittadini

COMITATO ACQUA PUBBLICA ROCCA PRIORA
Referente: Bacco Alessandro


                                                      
                                                                       Comune di Rocca Priora
                                                                       Ufficio Protocollo
                                                                       Piazza Umberto I
                                                                       00040
                                                                       Rocca Priora (RM)





OGGETTO: RICHIESTA RILASCIO COPIE

        Il sottoscritto Bacco Alessandro, per conto del Comitato Acqua Pubblica, chiede, ai sensi del Decreto Legislativo n. 33 del 14 Marzo 2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, il rilascio in copia del contratto stipulato da codesta amministrazione con la Soc. gestore del Servizio Idrico ACEA ATO2 SpA, avente ad oggetto l’affidamento del “servizio idrico integrato”, in base al D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 recante “Norme in materia ambientale.
Inoltre si richiede copia della delibera comunale o delibere comunali sia di consiglio che di giunta che autorizzano la cessione del servizio idrico e il passaggio dal “Consorzio Acquedotto Doganella” al gestore subentrante ACEA ATO2 per la fornitura idrica nel territorio comunale. In particolare si richiede l’attestazione documentata in cui si evince il mancato passaggio delle infrastrutture della rete fognaria esistente e dei depuratori attivi nel 2006 al nuovo gestore.

Certo di una risposta nei termini di legge previsti, cordialmente saluto.


Rocca Priora lì


                                                                                  Il Referente
                                                                              Alessandro Bacco

Il giorno giovedì 15 maggio 2014 13:06:11 UTC+2, alessandro bacco ha scritto:
Vi rilascio copia della richiesta di copia al comune di Rocca Priora che presenterò oggi all'ufficio protocollo.



Alla prossima

--
L'ACQUA NON SI TOCCA!!! 

lunedì 12 maggio 2014

Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM)

Pubblico volentieri qui sul mio blog  l'iniziativa del Responsabile del Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM) Alessandro Bacco, dato che egli stesso ha pubblicizzato questa sua iniziativa sul suo sito facebook.
Sono felice che la mia testardaggine nel perseguire la giustizia a tutti i costi abbia trovato nella Federconsumatori l'appoggio, richiesto in passato ad altre Associazioni di Consumatori che non hanno risposto alla mia segnalazione, riguardante l'illegale pretesa di ACEA ATO2 di far pagare all'utenza un servizio non reso, la depurazione fognature, con l'IVA al 10%.
L'incontro con Alessandro ha prodotto questo risultato, oltre al successo della mia battaglia personale che è sfociata finalmente nell'applicazione della Legge: non pago più la depurazione per fognature inesistenti ed ho ottenuto il rimborso delle quote indebitamente richiestemi fin dal 2007.
Aggiungo una mia nota personale: non è bastata la benemerita Associazione della CGIL, in quanto, come illustrato negli innumerevoli post che ho dedicato a questo problema (leggibili cliccando sulle etichette ACEA ATO2 oppure Servizi e Cittadino), altri avvocati di altre sedi di Federconsumatori del Lazio non avevano saputo inquadrare il problema sul piano legale disincentivando la mia iniziativa, ma la mia testardaggine, unita alla coscienza del diritto violato, mi ha fatto insistere ed ho avuto la fortuna di incontrare un'avvocato donna molto brava:  l'Avv. Gianna Valeri. 

Alessandro Proffe BaccoAlessandro Bacco

FEDERCONSUMATORI ROMA
Sede legale: Via Cernaia 47 – 00185 Roma
Tel.: 06.44340366 Fax: 06.44340709
E-mail: romalazio@federconsumatori.lazio.it
www.federconsumatori.lazio.it
gianna.valeri@federconsumatori.lazio.it

Roma 9 maggio 2014
Spett.le
ACEA ATO 2 spa
P.le Ostiense 2
00154 ROMA

Spett.le
Comune di Rocca Priora
In persona del Sindaco p.t.
P.zza Umberto I
000 40 Rocca Priora ( RM)

Spett.le
GARANTE REGIONALE DEL
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Regione Lazio
Viale del Tintoretto 432
00142 ROMA
A/m fax 06/510779238

Formo la presente in nome e per conto del sig. Bacco Alessandro nella qualità di
rappresentante del Comitato Acqua Pubblica Rocca Priora che sottoscrive in calce per
adesione e ratifica per segnalare alcune criticità emerse in relazione alla gestione del servizio
idrico nel territorio comunale.
Rimborso tariffa di depurazione e fognatura Acea Ato 2
Per quanto riguarda la questione dell’esenzione dal pagamento degli oneri di fognatura
e depurazione ed il rimborso delle somme corrisposte negli anni precedenti al Gestore Idrico pur
in mancanza di allaccio al servizio di pubblica fognatura, alla luce dei ben noti precedenti
giurisprudenziali della Corte Costituzionale ( Sent. 335/2008) che hanno sancito l’illegittimità del
cd. “doppio canone fognario” e chiaramente stabilito che l’esborso dell’utente non ha natura
tributaria ma di corrispettivo di una prestazione commerciale complessa quale è il Servizio Idrico
Integrato, composto dal servizio di fornitura d’acqua e servizio di depurazione e scarico delle
acque reflue, gli addebiti in bolletta a tale titolo a carico di immobili che non risultano allacciati
alla pubblica fognatura e comunque non serviti dal servizio di depurazione devono ritenersi non
dovuti.
Come noto, ACEA ATO2 è subentrata per la gestione della fornitura idrica nel
Comune di Rocca Priora al Consorzio “Acquedotto della Doganella” a partire dal 1° Marzo
2006, ed è stato previsto l’affidamento della fornitura idrica all’Autorità d’Ambito mantenendo,
però, al Comune la gestione del servizio di fognatura e depurazione delle acque reflue. Allo stato
attuale Acea ATO2 non ha la proprietà degli impianti dei reflui, di conseguenza non presta
servizio di manutenzione degli stessi.
Dal 2006 tutti gli utenti del Comune versano attraverso le fatture ora trimestrali canoni
di depurazione e fognatura direttamente ad ACEA ATO2 mentre la maggior parte del territorio
comunale non è servito dalla rete fognante che, allo stato attuale, risulta in fase di ampliamento
sia per la parte del centro storico (da parte del Comune) che per la zona a valle che è interessata
da un grande progetto redatto dalla Regione Lazio nel 2008 e non ancora completato.
Il comitato segnala la difficoltà da parte dei cittadini di ottenere dagli uffici comunali
l’elenco riepilogativo delle vie servite dalla rete fognante in modo da verificare quali siano le
utenze collegate agli impianti di depurazione. Risulta inoltre evidente che l'ampliamento delle
infrastrutture della rete fognaria non significhi automaticamente un allaccio delle utenze alla
fognatura e al depuratore, visto che gli allacci fino alla strada saranno a carico di ogni cittadino
che vorrà ottenere il servizio di rete comunale delle acque reflue.
Il comitato fa presente che nel 2010 i depuratori della Beccaccia e del Fosso del Portone
furono sequestrati dalla procura della Repubblica di Velletri e che il comune ha speso circa 900
mila euro solamente per lo svuotamento delle vasche del depuratore Beccaccia.I lavori di
adeguamento e messa a norma dell'impianto in questione sono stati completati in data
28/10/2013, così come si evince da Delibera Comunale n. 4 del 06/02/2014, e sono stato eseguiti
da ACEA ATO2 che ha stabilito l'affidamento temporaneo al comune che dovrà provvedere alla
manutenzione in tutte le sue parti.
Il comune annualmente delibera in consiglio comunale l'adeguamento della tariffa dei
canoni di depurazione e fognatura mentre le determinazioni annuali del settore manutenzione,
Patrimonio e igiene pubblica illustrano la somma degli oneri che ACEA ATO2 spa versa nelle
casse del comune per le voci di depurazione e fognatura presenti nelle bollette degli utenti. Per
l'anno 2013 la somma ammonta a 120.000 euro.
La determinazione enuncia che le somme accumulate con i canoni suddetti verranno
utilizzati esclusivamente per la manutenzione degli impianti di depurazione esistenti.
Il comitato associato segnala il mancato impegno degli Enti interessati nel fornire ai
cittadini informazioni circa la possibilità di ricevere il rimborso dei canoni sopracitati per gli
utenti non serviti da fognatura e quindi da depurazione. Gli utenti che utilizzano sistemi
domestici per la raccolta delle acque reflue, pagano due volte il servizio di smaltimento in quanto
pagano una ditta privata di autospurgo per lo svuotamento nelle vasche presenti nella proprietà e
pagano ACEA ATO2 attraverso i bollettini postali.
Il Comitato inoltre segnala le difficoltà incontrate dagli utenti agli sportelli locali di
Acea al momento della domanda di esenzione e di rimborso dal momento che viene richiesta la
produzione delle fatture pagate, il progetto delle vasche o fosse imhoff e le fatture delle ditte di
svuotamento reflui. Nel caso in cui le vasche domestiche non siano conformi alle ultime
normative, si richiede che esse siano adeguate alla normativa vigente, con relativo incremento
delle spese che andrebbero ad annullare la somma rimborsabile.
Da circa 3 mesi sul sito di ACEA ATO2 si presenta la possibilità di verificare se la
propria utenza idrica abbia diritto al rimborso sui canoni pagati e non dovuti con il sistema
dell'immissione del codice di utenza idrica in una casella ricerca dati Inoltre il gestore richiede la
compilazione di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà da inviare a mezzo A/R
ovvero da consegnare alla sede centrale di Roma in P.le Ostiense.
Le istruzioni di rimborso espongono che il limite massimo per inviare la richiesta
sia il 30/09/2014 e che il rimborso sarà effettuato per le utenze attive sotto forma di
compensazione degli importi da pagare sulle fatture emesse successivamente e si dice che il
rimborso prevede:
- la restituzione all’utente dell’intero importo pagato per la depurazione se
contemporaneamente al pagamento a suo tempo effettuato non era in corso la
realizzazione di un depuratore a servizio dell’utenza interessata allacciata alla pubblica
fognatura;
- la restituzione all’utente dell’importo pagato ridotto delle spese per la realizzazione in
corso al momento del pagamento di un depuratore a servizio dell’utente.
Il Comitato contesta tale limitazione nel rimborso atteso che rispetto alla mancanza di
erogazione del servizio non possono essere accollati ai cittadini i ritardi e le inerzie nella
realizzazione dei depuratori mentre non si fa riferimento al caso delle utenze non allacciate alla
pubblica fognatura.
Si è verificato che in molte circostanze nell’inserire il codice utenza nell’apposito campo
della pagina “335 richiesta rimborso tariffa di depurazione” si riceve come indicazione che
l’utenza risulta allacciata alla pubblica fognatura quando invece tale circostanza non sussiste. Il
Comitato segnala inoltre che nel Comune di Frascati sono pervenute lettere di Acea Ato2 che
informa gli utenti del diritto al rimborso trascrivendo il numero di utenza idrica ( diverso dal
codice utente) inserendo il quale nella maggioranza dei casi il rimborso indicato non superava i
due euro, importo inferiore al costo della raccomandata per la spedizione della richiesta, a fronte
di un importo medio di € 100,00 di rimborso visualizzato inserendo il codice utente .
Il comitato intende pertanto evidenziare che allo stato dei fatti il Comune detiene le
somme dei canoni di depurazione e fognatura inviate dal Gestore ACEA e ne utilizza i proventi
per la manutenzione degli impianti. Si richiede inoltre di voler fornire alla cittadinanza in modo
capillare informazioni sulla possibilità di ottenere il rimborso in questione al fine di attuare la
nota sentenza C. Cost. 335/2008.
Interruzioni improvvise di fornitura idrica Comune di Rocca Priora.
Il Comitato inoltre riferisce delle inefficienze del servizio di fornitura idrica del Comune di
Rocca Priora tenuto conto del verificarsi di continue interruzioni senza preavviso della fornitura
idrica a causa del malfunzionamento del sistema di pompe elettromeccaniche che consentono la
fornitura di acqua nella parte alta del paese.
A quanto si legge dai giornali locali, si evince che i guasti continui si verificano in
concomitanza con forti temporali ( ciò è avvenuto da ultimo il 18 aprile, 14 aprile, 28 marzo, 11
febbraio, 29 gennaio); il gestore ritiene non sussistente la propria responsabilità per l’interruzione
del flusso idrico e non effettua rimborsi se non nel caso di interruzione continua per 15 giorni e
solamente per la componente fissa della tariffa.
Si invita pertanto ad un immediato intervento in tal senso da parte dell’Autorità
comunale.
Tariffazione idrica
Il Comitato fa presente che non risultano disponibili i moduli aggiornati per la richiesta di
tariffazione agevolata in base al valore ISEE familiare e afferma che gli operatori telefonici di
Acea rispondono che la modulistica è del 2013 e non è stata aggiornata e come tale non è
utilizzabile vanificando dunque l’utilizzo del fondo di solidarietà istituito nel 2011 ed alimentato
dai contributi degli utenti; sul sito il relativo servizio informativo risulta sospeso.
Si chiede pertanto un immediato intervento in merito.
Il sig. Bacco fa inoltre presente che nella fatturazione che avviene su base stimata il
consumo idrico viene fatturato per metà con tariffa agevolata e per metà con aliquota con tariffa
base in attesa dei conguagli ed evidenzia che sul sito di Acea Ato2 non è caricato il file allegato
con i valori di tariffazione per l’anno 2014 ma si è fermi al BURL 2013.
Dato quanto precede, si richiede a ciascuno degli Enti in indirizzo per quanto di
propria competenza di voler provvedere a fornire gli interventi e/o chiarimenti richiesti ed al
Garante di intervenire in relazione a quanto segnalato.
Valga la presente quale atto di diffida e messa in mora ad ogni effetto di legge.
Distinti saluti
PER ADESIONE E RATIFICA PER FEDERCONSUMATORI ROMA
Sig. Bacco Alessandro n.q. Avv. Gianna Valeri

venerdì 31 gennaio 2014

Grazie a queste meravigliose persone

Da leggere tenendo conto della sequenza dall'ultima e-mail alla prima:

Da: alberto de monaco <albertodemo1@inwind.it>
Date: 30 gennaio 2014 21:56
Oggetto: Re: [coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio] HELP!!! da leggere subito: Linee guida sistema idrico
A: coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio@yahoogroups.com

Ho letto velocemente quanto inviato in rete da Nadia Gonnella prima dell'incontro con l'assessore e questa delibera è semplicemente insipida e da respingere in toto come impianto, principi e strutturazione ATOU, e rappresentanza sindaci!
Altro che cambiare qualcosa!!! Io conservo ancora la proposta (soffertissima) che stavano provando a scrivere Bonelli-Zaratti, era una delusione ma era un passo avanti anni luce rispetto a questa insipida iniziativa della giunta che strumentalmente vuole solo avviare l'iter d'esame della legge per evitare il referendum. Altro che aggiustare qualcosa, qui bisogna fare una riunione urgente approfondire tutti insieme e comunque chiedere a chiare lettere che il testo che deve andare all'esame dell'aula regionale deve essere quello della LIP e già su quest'iter bisogna far esprimere i vari consiglieri regionali. nessuna trattativa scialba con l'assessore solo perché ha fatto finta di dare il contentino strumentalmente per rispondere al presidio.
E poi attenzione, bisogna che il consiglio del 7 esprima a pieno la volontà che la legge che la regione deve discutere non è questo brodo scritto da un notaio insipido, ma quella approvata dai consigli comunali.
Quindi nessuna risposta urgente per l'assessore che per fare questa schifezza ha dormito, ma un incontro urgente tra i territori. Magari ci si può incontrare alle 7.30/8 a Ciampino per parlarsi prima di quel consiglio.
Domani approfondimenti su come attraverso questa legge i debiti dei gestori verranno scaricati e pagati dalla regione. Questa è una legge salva gestioni che mette in discussione tutti gli sforzi fatti sui territori in questi tanti anni.

ciao, GRAZIE Alberto De Monaco
 
«L’acqua somiglia/ all’anima dell’uomo.
/ Al cielo sale/ e di nuovo ritorna/
alla terra./ In perenne vicenda».
Goethe

Sent: Thursday, January 30, 2014 5:34 PM
Subject: R: [coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio] HELP!!! da leggere subito: Linee guida sistema idrico

Prime osservazioni a caldo:
1) Ci hanno impiegato 1 anno per scrivere una pagina e mezza di linee guida!
2) Viene richiamata la nostra proposta:
"RITENUTO, nel rispetto del vigente riparto di competenze tra Stato e Regioni, di voler valorizzare i contenuti della proposta di legge regionale di iniziativa referendaria n. 31 del 6 giugno 2013 avente ad oggetto “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”
3) Viene attuato l'ATO unico ma si consentono più gestioni.
4) Si ribadisce la demanialità delle risorse e delle infrastrutture.
5) Non si riconosce la remunerazione ma si parla di ricavi dalla gestione che dovrebbero coprire anche i costi ambientali.

C'è da approfondire ......

 Da: nadiagonella66@gmail.com
Data: 30/01/2014 15.44
A: <coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio@yahoogroups.com>Oggi: [coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio] HELP!!! da leggere subito: Linee guida sistema idrico
Ciao a tutti,
attraverso un amico ho avuto il documento in allegato: la DGR n. 40 del 28/01/2014 non ancora pubblicata sul BURL. Dal documento si capiscono le intenzioni della Regione in merito alle "Linee guida per la predisposizione di una proposta di legge in materia di servizio idrico integrato".
Dobbiamo leggerlo con attenzione e chiedere a Refrigeri e alla Regione spiegazioni su questo testo....
Ciao Nadia
 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, January 29, 2014 10:21 PM
Subject: [coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio] Iniziata la tre giorni di presidio regionale - Incontro con l'assessore Refrigeri spostato a domani (giovedì) ore 16.00

Ciao a tutti,

nonostante il tempo inclemente oggi alle 18 si è aperto ufficialmente il presidio regionale, riparati da numerosi gazebo e sostenuti da musica e cibo.
Visto che i lavori del consiglio regionale hanno trattenuto l'Assessore Refrigeri fino a tardi, si è deciso di spostare l'incontro a domani alle 16.00, in modo da poterlo svolgere con più calma: Refrigeri è infatti passato ai nostri gazebo quando ormai stavamo spostando le cose al coperto e preparandoci alla "fase notturna" del presidio. Ricordo infatti che almeno 3-4 persone rimarranno a dormire sotto la Presidenza della Regione Lazio, in un camper che rimarrà fisso al presidio.
Domattina l'appuntamento è invece alle 10 sotto Acea (Ple Ostiense) per poi spostarsi nuovamente alla Regione verso l'ora di pranzo.
Nel pomeriggio arrivo dei comitati del Lazio per formare la delegazione che incontrerà l'assessore, e poi confrontarsi su quanto sarà emerso e su come continuare l'azione a livello regionale.
A domani e solidarietà ai "presidianti notturni"
Simona


 NOTA: per ogni informazione ricordati di visitare
spesso il sito  www.acquabenecomune.org

martedì 28 gennaio 2014

Acqua Pubblica e referendum disatteso

29-31/01 - Presidio permanente alla Regione Lazio "Per l'acqua pubblica e i beni comuni"
Dopo la vittoria referendaria di giugno 2011, quando 2 milioni e mezzo di elettori del Lazio hanno votato per l'acqua pubblica, una rete di realtà regionali ha proposto una legge di iniziativa popolare, tramite il meccanismo del referendum propositivo, per attuare i risultati referendari e scongiurare le volontà privatizzatrici dell'allora giunta Polverini.
Quel testo è stato sostenuto dalle firme di 40.000 elettori della Regione e dal voto di 40 Consigli Comunali.
Quella legge è stata ufficialmente consegnata il giorno dell'insediamento dell'attuale Governo regionale, lo scorso 25 marzo, in una giornata di mobilitazione comune tra il movimento per l'acqua, gli operatori per la salute e i comitati che si battono per una migliore gestione dei rifiuti, per dire insieme che sui beni comuni era ora di invertire la rotta.
Questo finora non sembra essere avvenuto e il prossimo 25 marzo, per il meccanismo del referendum propositivo, scadrà il tempo che il Consiglio regionale ha per legiferare sul tema della gestione del servizio idrico integrato, secondo i principi contenuti nella proposta di legge.
Nel frattempo la gestione del servizio idrico nel Lazio continua ad essere afflitta da emergenze e illegittimità di ogni tipo, dalla questione arsenico alle vertenze sempre più aspre contro i gestori privati del servizio.
E' evidente come l'approvazione, nella Regione Lazio, di un testo che parla esplicitamente di ripubblicizzazione del servizio idrico e di porre un servizio pubblico fuori dal mercato, rappresenterebbe un passo in avanti non solo per la battaglia per l'acqua, ma anche per la difesa degli altri servizi pubblici locali e per quei diritti fondamentali, dalla casa alla salute, che in questo momento di crisi economica sono pesantemente sotto attacco.
Per questo pensiamo sia importante dare insieme una “spinta” alla regione affinché recuperi in questi due mesi il tempo perduto per mettere in sicurezza un diritto fondamentale come l'acqua, avviando l'uscita dei privati, e quindi del mercato, dalla sua gestione.
L'appuntamento al quale vogliamo invitare tutte e tutti è una 3 giorni di presidio permanente sotto la Presidenza della Regione Lazio, dal 29 al 31 gennaio, da far vivere attraverso le voci dei cittadini e dei comitati che si battono per la difesa dei beni comuni e per la partecipazione diretta alla gestione di quello che a tutte e tutti appartiene.


Ascolta lo spot radio;
Scarica il volantino A5

Programma

Mercoledì 29 - Apertura presidio ore 17.00
ore 17.00 - Interventi di comitati e amministratori
ore 18.00 - Apertura punto ristoro
ore 19.00 - Musica con:
Rastablanco (Radici nel Cemento)
Samba Social Club

Giovedì 30 - Acea e vertenze territoriali
ore 10.00 - Presidio sotto Acea (Ple Ostiense). Leggi l'appello
ore 16.00 - Arrivo delle delegazioni territoriali
ore 17.00 - Presentazione e dibattito su vertenze territoriali (Arsenico, depurazione, etc...)

Venerdì 31 - Comunicazione territoriale e assemblea in difesa dei territori
ore 10.00 - Comunicazione (volantinaggi, striscionate, etc...)
ore 17.00 - Assemblea pubblica in difesa dei territori


Coordinamento Romano Acqua Pubblica
Simona Savini 3494136733
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venerdì 24 gennaio 2014

Ultime sull'acqua pubblica

Salva Roma: Marino, acqua resti pubblica

Sindaco Capitale commenta emendamento Lanzillotta (Sc)

23 gennaio, 15:43(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Si rispetti l'indicazione data dal popolo italiano con il referendum del 2011. L'acqua è pubblica e tale deve restare, questo punto non può essere messo in discussione da nessuno". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Ignazio Marino, in merito al dibattito in Parlamento sull'emendamento al cosiddetto 'Salva Roma' presentato dalla senatrice Linda Lanzillotta.==============================Dai Comitati per l'acqua pubblica: Comunicato
In vista della conferenza dei Sindaci dell'Ato2 del prossimo 27 gennaio, e delle pre-riunioni che si svolgeranno in questi giorni, inviamo e facciamo inviare, a partire da oggi, mail alle caselle di posta di consiglieri, assessori, etc... dei rispettivi comuni.
OGGETTO: Conferenza dei Sindaci Ato2 del 27 gennaio - Votare contro il nuovo metodo tariffario è giusto e possibile, nonostante Acea
Gentile amministratore,
il prossimo 27 gennaio, in occasione della Conferenza dei Sindaci dell'ATO2, le ricordiamo la necessità di rispettare la volontà espressa dai suoi cittadini in occasione della consultazione referendaria di giugno 2011, e quindi di votare contro l'approvazione del Metodo Tariffario predisposto dall'Authority (AEEG).
L'AEEG ha infatti reinserito in tariffa sotto falso nome la remunerazione del capitale abrogata dal voto referendario di giugno 2011. Proprio sull'argomento l'AEEG è chiamata a difendersi davanti al TAR della Lombardia il prossimo 23 gennaio, in occasione del ricorso presentato dal Forum dei Movimenti per l'Acqua e da Federconsumatori.
Le chiediamo anche di non cedere ai ricatti del gestore che, nella persona dell'Ing. Cecili presente alla riunione del 21 gennaio, ha dichiarato che in ogni caso sarebbe stata l'azienda stessa a procedere con l'aggiornamento della tariffa comunicando direttamente con l'AEEG. Pensiamo sia anche doveroso approfondire in virtù di cosa vengono richiesti dal gestore aumenti tariffari, dato che a fronte di un aumento dei dividendi (64 milioni nel 2012), gli investimenti effettuati sono stati ampiamente inferiori a quelli programmati (140 milioni a fronte dei 202 approvati dall'Ente d'ambito).
Nonostante l'evidente volontà da parte di Acea Ato2 SpA di ridurre le decisioni dei Comuni dell'ATO ad una fastidiosa formalità, il gestore non può infatti procedere automaticamente a nessun aumento tariffario: il massimo che potrà fare sarà inviare entro il 27 gennaio p.v. all'Ente d'Ambito e all'AEEG i documenti relativi alle tariffe, sui quali poi entro 30 giorni lo stesso Ente d'Ambito si dovrà esprimere e solo nel caso d'inadempienza l'AEEG valuterà la proposta fatta dal gestore anche e soprattutto in funzione dell'entità dell'aumento presentato. Questa è infatti l'unica procedura possibile, che risulta dal comma 9.2 della deliberazione dell'AEEG n. 643 del 27 dicembre 2013, consultabile in calce alla presente.
Una bocciatura del metodo da parte della conferenza dei sindaci dell'Ato2 non sarà dunque affatto priva di significato, né dal punto di vista pratico e ancor meno da quello politico. Così come prese di posizione pubblica di consiglieri e rappresentanti dei Comuni possono contribuire a ristabilire gli equilibri democratici.
Le ricordiamo inoltre che sul metodo tariffario pendono 35 ricorsi presso il TAR, tra cui quello promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, e che il futuro di tale metodo si presenta quindi quantomeno incerto.
Siamo inoltre al corrente che, prima dell'appuntamento del 27 gennaio, pubblico e previsto dai regolamenti dell'Ato, si svolgeranno delle riunioni a porte chiuse tra i sindaci dell'Ato2 e la Sto alle quali, non comprendiamo a quale titolo, sarà presente il Presidente di Acea Ato2 SpA o un suo delegato.
Ci auguriamo, e le chiediamo di fare in modo, che questi incontri non puntino ad influenzare la discussione pubblica, aperta e democratica che si dovrà svolgere durante la Conferenza dei Sindaci del prossimo 27 gennaio.

Firma e data

Documenti utili:
Documenti per i consigli comunali

martedì 31 dicembre 2013

Vediamo cosa farà ACEA...

Da: Osservatore Laziale

ACQUA PUBBLICA: APPROVATI I CRITERI PER LA RIMBORSABILITA' DELLE BOLLETTE
19/12/2013 08:57:00
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Bortoni: “Nell’anno in corso sono stati inoltre approvati i criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011. A inizio dicembre, l’Autorità ha intimato ai soggetti che non avevano ancora proceduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questa scadenza, l’Autorità determinerà forfettariamente il rimborso”. L’annuncio del presidente dell’Autorità dell’energia, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici. In 5 anni serviranno 25 miliardi di investimenti. Le restituzioni ai consumatori dei soldi già pagati. Misure contro l’acqua arsenicata
di Maurizio Aversa
Il 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo Metodo Tariffario Idrico introdotto dall’Autorità per l’energia,per favorire costi sempre più efficienti e per stimolare investimenti che riducano le perdite e l’inquinamento ambientale. E, sempre a inizio anno, diventa operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette, per renderle più chiare e dare maggiori informazioni sui diritti dei consumatori, con l’obbligo ai gestori di pubblicare on line le Carte dei servizi.
Ad annunciare queste novità il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici che si è tenuta a Milano per tracciare un bilancio sull’attività svolta e per delineare le linee strategiche e gli sviluppi futuri. Gli obiettivi prioritari dell’Autorità nel settore idrico sono promuovere, attraverso una regolazione stabile e certa, l’economicità, l’efficienza e l’equilibrio economico finanziario nelle gestioni, un servizio di qualità, lo sviluppo delle infrastrutture e la sostenibilità ambientale della fornitura “affinché -ha affermato Bortoni – tutta la cittadinanza possa avere una buona acqua, restituita alla natura dopo una depurazione efficace, non lasciando alle generazioni future un’eredità negativa di inquinamento e sprechi”. Oggi le perdite superano il 30%, gli impianti di depurazione non coprono il 30% della cittadinanza e il 15% degli scarichi non ha sistemi fognari. L’Autorità stima che sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. “Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo -ha detto Bortoni – insieme alle misure tariffarie l’Autorità è orientata allo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia’’. Su criteri innovativi poggia, in particolare, il nuovo Metodo Tariffario Idrico in vigore dal 2014, con particolare riferimento a due principi guida: la selettività e la responsabilizzazione da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari rispetto ai quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali. Nel frattempo, in seguito alle approfondite verifiche previste, quest’anno sono già state approvate le tariffe di 486 gestioni in base al precedente metodo tariffario transitorio, per un totale di oltre 20 milioni di abitanti serviti; l’incremento medio è stato contenuto al 2,7% rispetto al 2012, un valore inferiore al limite previsto dall’Autorità per evitare aumenti indiscriminati. Nell’anno in corso sono stati inoltre approvati i criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011. A inizio dicembre, l’Autorità ha intimato ai soggetti che non avevano ancora proceduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questa scadenza, l’Autorità determinerà forfetariamente il rimborso.
Fra le iniziative a tutela dei consumatori, l’avvio di un’indagine per verificare il rispetto delle norme sulla lettura dei consumi e la gestione del contatore, indispensabile anche per introdurre la tariffa sociale prevista nel ddl ambiente collegato alla legge Stabilità. Sugli interventi per garantire ai soggetti economicamente disagiati una fornitura gratuita per soddisfare i bisogni fondamentali, l’Autorità ha già fatto una consultazione prevedendo anche misure per limitare la progressività tariffaria alle famiglie numerose e ulteriori interventi per favorire l’accesso all’acqua.
L’Autorità ha anche deciso un supplemento di istruttoria sull’acqua contaminata da arsenico per acquisire ulteriori elementi utili a valutare le ricadute tariffarie, ma anche per verificare se i gestori hanno preso tutte le misure per garantire ai consumatori dei comuni coinvolti un servizio sostitutivo adeguato e per riportare i parametri nella legalità. (fonte e-gazette)

giovedì 10 ottobre 2013

Rispetto per il Referendum sull'Acqua!


Il Comune di Roma non riesce a garantire il diritto all'acqua:
ancora distacchi dell'acqua a chi rispetta il referendum


Per la seconda volta in un mese cittadini e attivisti dell'acqua pubblica hanno chiesto in Aula Giulio Cesare un intervento urgente dell'amministrazione capitolina nei confronti della sua “controllata” Acea Ato2 in merito all'ennesimo distacco idrico.

Da più di due giorni le 12 famiglie di Via d'Aste, tra cui anziani, bambini piccoli, e due inquilini in condizioni di disabilità, si trovano senz'acqua semplicemente per aver pagato il servizio nel rispetto della legge e della volontà popolare, decurtando dalla bolletta la voce "remunerazione del capitale", abrogata dai referendum di giugno 2011. L'azienda idrica “romana”, unica in Italia, ha evidentemente deciso di rispondere con i distacchi alla campagna di "obbedienza civile" lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua dopo la vittoria referendaria.
Per il governo capitolino però né il possesso del 51% delle quote di Acea, né il ruolo di amministratore della città sembrano essere sufficienti per garantire il rispetto di due fondamentali diritti: il diritto all'acqua e il rispetto della democrazia, nonostante la mozione (n. 25) approvata lo scorso 12 settembre in cui si legge testualmente “l'Assemblea di Roma Capitale impegna il Sindaco e la sua Giunta ad intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano;”.


La necessità di un atto politico forte è stata messa in evidenza nei giorni scorsi dalle stesse dichiarazioni della dirigenza di Acea proprio in risposta ad una lettera del Sindaco: «Se la società è quotata in Borsa, è obbligo di legge degli amministratori perseguire l’interesse degli azionisti», concetto più o meno ripreso da Suez SpA, secondo socio privato di Acea. E i cittadini? Evidentemente vengono molto dopo nella scala di priorità di Acea SpA, e le centinaia di distacchi in atto nella città lo dimostrano.
Cos'altro serve al Sindaco Marino e a tutta l'amministrazione capitolina per comprendere che la scelta di campo che li attende è sempre più netta e necessaria? Devono decidere se stare dalla parte dei cittadini e dei diritti o dei privati e dei loro profitti!
Da parte nostra ricordiamo che la strada per il rispetto dei diritti e della volontà dei cittadini romani è già stata indicata con la proposta di ripubblicizzazione di Acea, unica strada per rimettere al centro dell'attività di Acea l'interesse dei cittadini.

Nel frattempo, al condominio di Via d'Aste, continua la privazione di un diritto fondamentale.
Fino a quando? E' la domanda che lasciamo aperta per il Sindaco, e per tutta la città.

Roma, 09 Ottobre 2013


Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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giovedì 3 gennaio 2013

ACEA ATO2: illegalità protetta dal Potere Politico?

Il comitato acqua pubblica di Velletri ha di certo tanti difetti. Ma ha anche una virtù, la memoria. Oggi leggendo l’ordinanza numero 538 del 28 dicembre scorso firmata dal sindaco Fausto Servadio, abbiamo deciso di ripercorrere la storia recente che ha portato a questa nuova “emergenza”. Annunciata, prevedibile, colpevole e carica di responsabilità, politiche e gestionali.
Sul banco degli imputati è finito il pozzo Le corti, che fornisce una notevole quantità di acqua – non più potabile – nella rete idrica – sempre fatiscente – di Velletri. C’è un primo dato che balza agli occhi: quella fonte non era presente tra gli interventi programmati da Acea nel 2008, un anno e mezzo dopo la concessione alla multinazionale romana. Ed è un fatto decisamente curioso. Occorre, a questo punto, ripercorrere la storia, con le carte alla mano.

Emergenza arsenico. Misteri e responsabilità politiche
Nel novembre del 2006 il comune di Velletri firma il verbale di consegna del sistema idrico integrato ad Acea Ato 2 spa. A pagina sei si legge: “Il Gestore (ovvero Acea) ha redatto il programma per i prelievi e le analisi di laboratorio delle acque prelevate dalle suddette fonti riservandosi di effettuare le analisi sulla rete di distribuzione successivamente alla presa in carico del servizio”.

Arriviamo al 2007, quando il sistema idrico di Velletri è già gestito da Acea Ato 2 spa. Nel piano di rientro presentato nel 2008 – vediamo come più avanti – è allegata una tabella con i risultati dei prelievi effettuati sui vari pozzi gestiti. Il pozzo Le Corti presenta, secondo Acea, questi valori il 22 giugno del 2007: Fluoruri 1,24, Arsenico 6,1 e Vanadio 17,7. Tutto nella norma, nessuno sforamento, nessuna emergenza. Questo accadeva cinque anni fa. I conti, però, non tornano. Nello stesso documento, a pagina 11, sono riportati i risultati dei campionamenti effettuati nei punti di prelievo. In via Le Corti – stessa zona dunque del pozzo in questione – abbiamo avuto tra il 2007 e il 2008 ben cinque sforamenti su sei prelievi riportati, per quanto riguarda il parametro Arsenico. Ma per Acea quel pozzo era perfetto.

Nel maggio del 2008 Acea presenta il primo studio per il rientro dei parametri Fluoruro, Arsenico e Vanadio nella normalità. Come abbiamo già visto il pozzo Le Corti non entra nella lista dei lavori da effettuare. C’è di più. Acea evidenzia come la rete di Velletri sia insufficiente, tanto da far prevedere per il 2015 una mancanza cronica di acqua (fabbisogno di 470,2 litri secondo contro i 350 litri secondo disponibili nel 2008; non disponiamo al momento di dati aggiornati). Di fronte a questo problema – il vero problema – la multinazionale si appella al tempo: “I tempi esigui per il rientro delle emergenze non sono compatibili con la completa risistemazione della rete”. Bisogna fare in fretta, dunque.

La strategia di Acea puntava allora decisamente al risparmio. Per quanto riguarda i pozzi privati con acqua fuori norma, saranno i proprietari “a realizzare e gestire gli impianti di potabilizzazione”. Dovranno essere loro, in altre parole, a spendere per investire e il piano di rientro presentato all’epoca teneva conto di questo impegno. E infatti quel piano su un buco nell’acqua: secondo Acea tutto doveva essere risolto entro il 31 dicembre 2010. Così non è stato.

Arriviamo al dicembre di due anni fa, quando i comitati dell’acqua scoprono il documento della Commissione europea che negava l’ultima deroga sull’arsenico, rendendolo pubblico. Scoppia il panico. Il 28 gennaio 2011 al comune di Velletri si tiene una riunione con tutti i soggetti coinvolti. Questa volta è chiaro a tutti che il pozzo Le Corti aveva notevoli problemi (nati quando? Visto che nel 2007 tutto era nella norma, secondo Acea), con una concentrazione di arsenico di 20,4 microgammi litro (dato del 24 gennaio 2011). Di nuovo arriva la promessa del gestore: : “Acea Ato 2 attuerà ogni possibile azione per realizzare tali impianti (superamento emergenza per pozzi Marmi e Le Corti, nda) prima dell’inizio del periodo estivo”. Ovvero prima dell’estate del 2011. Ovvero tutto doveva essere risolto un anno e mezzo fa.

Arriviamo all’epilogo, o almeno all’ultima puntata della saga. Il 13 novembre del 2012 Acea pubblica un report sui piani di rientro. Sono passati quattro lunghissimi anni dal primo studio del maggio 2008… Scrive Acea: “A causa dell’impossibilità di portare a compimento 2 interventi, tra quelli pianificati, entro la scadenza delle deroghe, una limitata porzione della popolazione dei comuni di Velletri e Lanuvio, dal 1° gennaio 2013 avrà acqua non conforme ai limiti previsti dal Dlgs 31/2001”. Ovvero non potabile. Leggendo l’ordinanza del sindaco appare chiaro quale parte della città è in emergenza: le vie fornite dal pozzo Le Corti.

Non sappiamo se in questa storia vi siano responsabilità amministrative o di altro genere. Non è nostro compito giudicare questi aspetti. Di certo ricordiamo bene le tante promesse di investimenti arrivate da Acea, non ultimo durante l’ultima conferenza dei Sindaci, quando si doveva discutere del profitto abrogato dai referendum (la remunerazione del capitale investito). Quella percentuale prevista dalla legge del 7% sugli investimenti realizzati alla fine è rimasta di fatto inalterata, beffando il voto di milioni di italiani. Di certo c’è una responsabilità dell’intera classe politica, che poco o nulla ha fatto per bloccare lo strapotere della multinazionale, che, mentre eroga acqua non potabile per una parte della popolazione di Velletri, chiude i rubinetti alle famiglie in difficoltà, che non riescono a pagare tutte le bollette. Il comitato acqua pubblica chiede ancora una volta che la gestione del sistema idrico torni nelle mani della collettività, mandando a casa un’azienda che non è riuscita a garantire la qualità minima del servizio.

Comitato Acqua Pubblica Velletri

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Ricevo e pubblico con amara indignazione questo documento.
Dunque ACEA ATO2 lucra e non reinveste.
Le conseguenze visibili le ho più volte documentate su questo blog: perdite continue nelle strade per tubature rotte, interventi per ripararle dopo giorni o settimane, fatturazioni gravate da IVA per servizi non resi, fornitura di acqua non potabile....
Tutto questo in un Paese che si dice industrializzato?! Un Paese che è Europeo? Siamo sicuri che non sta scendendo sempre più verso i sistemi africani? 
La classe politica consente tutto questo. Siamo NELLA TOTALE  ILLEGALITA'!
La democrazia è morta, ed anche questo l'ho già scritto. 
Cosa andremo a votare fra poco? Gente che pensa solo a come conquistare di nuovo la poltrona per sé e per le proprie congreghe! 
Gente che si mette sotto i piedi i Referendum.
Gente che se ne strafotte della salute pubblica.
ACEA non è un privato, a parte le azioni che ha Caltagirone naturalmente (parente di Pierferdinando Casini), e si comporta così... Ma non dimenticate che nei C.d.A. dei vari ATO ci sono gli uomini dei partiti. L'ho scritto, lo ripeto: l'ho constatato in prima persona militando dentro uno dei partiti che "si dice" più pulito degli altri!


sabato 29 dicembre 2012

Comunicato sull'Acqua Bene Comune

Da: Ufficio Stampa Acqua Bene Comune <ufficiostampa@acquabenecomune.org>
Date: 29 dicembre 2012 10:52
Oggetto: [hyperlink] CS. L'Authority approva la nuova tariffa dell'acqua in violazione del referendum

COMUNICATO STAMPA
Dal decreto di Ferragosto alla tariffa di Capodanno
Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze
Ieri l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l'Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.
Ma fa anche di peggio.
Infatti, il nuovo metodo tariffario, metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente. Ciò avverrà perché in un sistema che si basa sul ricorso al mercato creditizio, se si allunga il periodo di ammortamento dei cespiti si ha una conseguente riduzione delle aliquote annue con un impatto negativo sui flussi di cassa, creando, così, un rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie.
Ciò è particolarmente grave visto che il servizio idrico integrato abbisogna di ingenti investimenti nei prossimi anni (alcune stime parlano di circa 2 miliardi di € l'anno per i prossimi 20/30 anni).
L'Autorità, in un contesto dove il Governo tecnico di Monti ha rafforzato un' impostazione neoliberista e di privatizzazione dei beni comuni, che conferma e ripropone nella sua agenda per il prossimo governo, si nasconde dietro una deliberazione amministrativa per affermare una ricetta politica che vuole speculare sui servizi pubblici essenziali, a partire dall'acqua.
Dietro le manovre tecniche si afferma, inoltre, una sospensione democratica gravissima a danno di tutti noi.
Per questo vogliamo che il nuovo metodo tariffario venga ritirato e chiediamo le dimissioni dei membri dell'Autorità. E, chiaramente, non ci fermeremo ad elemosinare concessioni ma ci batteremo finchè questo non avverrà e venga ristabilità la volontà popolare.
Perchè si scrive acqua, si legge democrazia, e vogliamo ripubblicizzare entrambe.
Roma, 29 Dicembre 2012.
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

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La democrazia già è morta, come ho scritto in post precedenti, quindi questa è un'azione maramaldesca: uccidono "qualcosa già morto", calpestando l'ennesimo referendum.
Continua dunque la falsa democrazia di facciata che serve soltanto a far credere agli illusi di poter contare in qualche modo andando a votare. Se il popolo si esprime come il Potere non vuole, il Potere fa comunque come gli pare.
Il popolo, gabbato, ha solo speso di più perché i referendum li paga con le proprie tasse.

L'acqua, comunque, almeno in buona parte del territorio dei Castelli Romani, è fintamente pubblica. L'ho già scritto e lo ripeto: parte delle azioni di ACEA sono di Caltagirone, il suocero di Pierferdinando Casini.
Per la parte pubblica, invece, ha un Consiglio di Amministrazione per ogni ATO. Per ATO2 ho ampiamente detto e ripetuto che ci sono uomini dei partiti: Italia dei Valori in testa con il Vicepresidente, ex socialista, cooptato da Antonio Di Pietro, il quale, lo ricordo per i distratti, ha rilasciato, in un'intervista ad un importante quotidiano, la dichiarazione che:"oggi le mazzette le paga il contribuente ai partiti che mettono nei C.d.A. delle municipalizzate i loro uomini, quando basterebbe un Amministratore unico". Parla in un modo e agisce in un altro il Di Pietro: tenetene conto se andrete a votare. Come dovete ricordare chi è Pierferdinando Casini. Questi sono fatti, non chiacchiere.
Dunque, anche nella parte "pubblica", la gestione dell'acqua "fa acqua" da tutte le parti. Almeno nella zona che conosco bene. La gestione di ACEA ATO2 è la negazione del diritto del cittadino e la prova della morte della democrazia.
ACEA ATO2 semplicemente se ne infischia del cittadino, trattandolo meno che suddito... molto, molto meno.
Non c'è persona con cui io parli che non si lamenti del "Servizio" idrico: gente che non ha acqua. Rubinetti asciutti per ore ed ore anche nel centro urbano del Comune di Rocca Priora, mentre è sotto gli occhi di tutti lo spreco ignobile di acqua proprio da quando, nel 2007, la gestione è passata ad ACEA ATO2. C'è chi si chiede perché... rimpiangono il Consorzio Acquedotto Doganella. La scelta non è stata certo dei poveri cittadini sulla Carta Costituzionale, sudditi nei fatti... La scelta è politica: sopra le nostre teste. Dal 2007 i cittadini di Rocca Priora, Frascati, Grottaferrata, Ariccia ecc. hanno cominciato a vedere rigagnoli e ruscelli di acqua che fuoriuscivano da perdite sulle pubbliche vie e che duravano per giorni e giorni, nonostante le telefonate della gente nessuno interveniva. Ho ampiamente documentato su questo blog questo strano fenomeno che prima del 2007 non c'era.
Se questo è il Servizio Pubblico (a parte Caltagirone che ha le azioni ACEA) non so immaginare quanto possa essere peggio qualora interamente privatizzato.