Le case si vendono poco e male da un po' di anni.
Ville e villette ancora peggio.
Segno di crisi. Non si trovano più soldi facili, frutto di introiti non sempre limpidi, dunque chi ha messo il cartello VENDESI aspetta anni prima di vendere e ci riesce solo abbassando di molto i prezzi.
Esperienza personale: 2 villette in una frazione di Sabaudia, non si riesce a venderle nonostante il prezzo sceso ai minimi termini e nonostante tutto quanto viene da noi dichiarato sia vero e verificabile.
Eh, sì, perché molte case vengono incartate come le caramelle, con della bella superficiale carta colorata, fatta di esteriorità ma non di sostanza e, se i notai chiudono gli occhi davanti alla legge, passano rogiti che, su denuncia di chiunque, possono essere annullati.
Mi spiego: le due villette in Sabaudia sono state costruite da un noto costruttore della zona, serio e perbene, purtroppo ora defunto, ma la cui Società è viva ed è passata a sua figlia che la gestisce con la stessa serietà con cui la gestiva il padre.
Se io dichiaro che sono state finite di costruire nel 2004 dico il vero e le carte possono dimostrarlo.
Che siano state costruite in cemento armato e senza abuso edilizio, ugualmente le carte e il catasto possono testimoniarlo.
Ma leggendo certi annunci di vendita di ville, oltre a ridere perché ne conosco tutti i trascorsi fin dalla loro nascita, mi viene da pensare che, qualora il colpaccio riesca ai venditori, necessariamente debbono utilizzare uno di quei notai che chiudono tutti e due gli occhi... Pur rischiando, secondo le ultime norme in materia, il sigillo notarile, qualora si scoprissero cose non dichiarate in tale eventuale rogito.
In un annuncio, ad esempio, leggo "anno di costruzione" 2000.
Da ridere, oltre ad essere una crassa menzogna!
Come faranno quando verranno fuori le carte?
Al massimo nel 2000, per quella villa di cui conosco la storia, può essersi conclusa la pratica dei condoni richiesti dal primo e dal secondo proprietario!
Il primo fu colui che la costruì dicendo sinceramente che non esiste scheletro in cemento armato, ma una piattabanda in cemento armato su cui tirò su un "tinello di campagna", attorno al quale poi sorsero altre ali della costruzione, compresi torrioni e terrazzi! Infine aderì al condono che un ragioniere poco esperto gli sbagliò, così dovette pagare altri perché gli mettessero a posto le carte al secondo ed ultimo condono in ordine di tempo che abbiamo avuto in Italia.
Sistemato tutto vendette con le carte a posto.
Ma il secondo proprietario aveva le sue voglie e forse sperava in un ennesimo condono che però non c'è stato, quindi iniziò a scavare sotto le fondamenta per ricavare altri locali, aprendo finestre che prima non esistevano a piano giardino, creando un altro terrazzo dove era una piccola tettoia...
Ora che non c'è stata nessuna possibilità di condonare cosa venderanno costoro?
Eluderanno il visibile abuso? Il compratore accetterà di non dichiarare quelle parti visibili ma inesistenti nei disegni al Comune e alle Belle Arti, essendo zona soggetta a tale vincolo?
Il notaio ha diritto di sceglierlo chi acquista, quindi peggio per lui.. Sarà un volontario acquisto in abuso edilizio con il suo notaio compiacente.
Insomma chi vuole comperare pulitamente deve stare attento.
L'esempio che ho portato è stato costruito prima del 1979 sicuramente: e hanno la faccia tosta di scrivere 2000!
Nel comune di Rocca Priora sono tante le ville abusive del tutto o in parte.
Sapendo quando sono scaduti gli ultimi condoni e avendo visto terrazzi nascere al posto di tettoiette, oppure aprire finestre che prima non c'erano, o costruire dépendence dentro giardini di ville di non più di 1.500 mq., mi viene da chiedermi come faranno a vendere costoro.
Se gli incauti acquirenti verranno a conoscenza degli abusi o delle menzogne dette su tali costruzioni dai furbi venditori in seguito all'acquisto, saranno per loro problemi giacché è difficile riottenere i soldi versati anche dimostrando che si è stati truffati e dunque il rogito è legalmente nullo.
E che dire delle piscine che ormai anche gente di modesta estrazione pretende di installare nel proprio giardino: si può scoprire che non sono accatastate e che non hanno i dovuti permessi...
A Sabaudia, quando cercavamo una villa più grande, siamo incappati in risibili situazioni che, senza registrare il pesante abusivismo dei Castelli Romani (anche Rocca di Papa non scherza su questo fronte) presentavano là e qua abusi parziali sparsi, pur essendo tale territorio più controllato dall'Autorità comunale.
DA https://ilsegnoroccadipapa.blogspot.com/2013/08/ogni-stagione-ha-i-suoi-frutti.html?spref=bl
Grottaferrata RM 2013 - tenuta agricola Fonteia. Stiamo proprio sotto al Tuscolo, non lontano dall’antica via dei Sepolcri che porta al pianoro dove sta il teatro romano, all’interno del Parco dei Castelli Romani.
Secondo una logica elementare le piscine non dovrebbero essere autorizzate, vista la perdurante penuria d’acqua che caratterizza purtroppo i Castelli Romani.
Fuori dalla tenuta non compare alcun cartello che riguardi la piscina, già da solo questo dovrebbe essere un indizio non trascurabile per i guardiaparco del Parco dei Castelli Romani, per la polizia municipale di Grottaferrata, per il Corpo forestale dello Stato. Tutta gente che ha come compito principale quello del controllo del territorio.
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sabato 5 settembre 2020
Ville in vendita che non si vendono
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 25 luglio 2020
Nido di rondine finito male
Tutti gli anni abbiamo il piacere di veder tornare le rondini nella nostra villa di Sabaudia.
Non avveniva nella villetta più piccola, oggi affittata, non avviene nella nostra villa in collina.
Questo posto è particolarmente gradito alle rondini e a noi fa piacere accoglierle, tanto che, oltre a lasciare intatti i nidi che lasciano, sosteniamo quelli più precari, come i due in foto, allocati in fondo alla scala che porta al nostro garage.
Quello che appare a sinistra nella foto quest'anno è stato scelto da una rondine per far nascere 4 cuccioli. Dico da una rondine perché ne ho vista sempre solo una, forse perché il nido è particolarmente piccolo, forse il compagno dormiva in un altro dei numerosi nidi in altri luoghi della casa... O forse si accucciava talmente bene che non si vedeva.. Non so e confesso la mia ignoranza in etologia.
Per non disturbarlo abbiamo disattivato la luce che si vede nella foto, in modo che gli uccellini potessero usufruire del buio notturno.
Una mattina, scendendo in garage, trovo sul penultimo gradino della scala a salire un corpicino implume, non più lungo di 5 cm.: è un pulcino morto.
Mi chiedo dispiaciuta come possa essere finito lì qualora caduto dal nido e non sotto di esso, giù, nel pianerottolo prospiciente il garage. Penso al cane di mia figlia, ma poi subito lo escludo: se lo avesse prelevato dopo la caduta non lo avrebbe portato tenendolo in bocca fino quasi al secondo pianerottolo in salita.
Penso che non ce l'ha fatta, come accade spesso in natura, e i genitori stessi lo hanno tolto dal nido per salvaguardare gli altri cuccioli lasciandolo cadere poi su quel gradino più in alto..
Guardo verso il nido e vedo tre testoline tese con i becchi spalancati, quasi isterici nella richiesta di cibo.
Penso ai genitori: che si decidano a nutrirli!
Non passo spesso di lì ma quando passo non vedo mai la scena, di solito frequente, dei genitori che nutrono i cuccioli. Non me ne curo più di tanto: la natura va lasciata fare.
Martedì 21 partiamo per la Calabria e il nido è lì con le tre testoline a becco aperto.
Giovedì sera siamo di nuovo qui: davanti alla porta interna del garage vedo una macchia scura, già con una piccola pozza di liquame, ormai secco, sotto una sagoma che sembra un pulcino caduto dal soprastante nido. Desolata penso che è caduto ancora implume, ma da un po', e il caldo ha fatto il resto. Alzo gli occhi al nido e non c'è anima viva: dove sono i due superstiti? Il mio olfatto sensibile sente un lieve odore che di solito in quel punto non c'è. Temo che i due cuccioli rimasti siano morti nel nido. Ne parlo a mio marito e a mio genero: dico che bisogna prendere una scala, verificare il mio sospetto e toglierli da lì per evitare insetti ed altro..
L'indomani mio genero sale sulla scala e mi informa che i due cadaverini sono lì dentro, togliendoli.
Inutile dire che sono triste e non capisco cosa possa essere accaduto. Penso ad una malattia che ha indotto i genitori ad abbandonare il nido.. Ma sembravano così pieni di energia i tre con i beccucci aperti.. Mio genero fa l'ipotesi di una morte di chi doveva nutrirli.. Ci sono predatori di rondini ho letto: falchi, il barbagianni, i gabbiani, i merli, i ratti, gli scoiattoli, le donnole, i procioni, il gatto domestico, i serpenti, le rane, i pesci (quando si avvicinano all'acqua per bere), le formiche (che predano il nido). Quali di questi? O nessuno e i motivi sono altri?
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 15 novembre 2019
Leggendo un altro libro di Amos Oz
Dopo tanta pioggia oggi in una breve tregua, con un vento forte e piacevole che un poco asciugava l'acqua dalle piante del giardino, sono uscita a potare un altro cespuglio di gaura, due ne avevo potati nei giorni scorsi sempre in una pausa della pioggia...
Questa è la gaura... Io ne ho un tipo misto, che fa anche fiorellini bianchi, come questi:
E mentre ne toccavo i rami per tagliarli li sentivo roridi di pioggia e il vento mi accarezzava forte e fresco..
Mi piace molto il vento, non quando è fortissimo e gelido, ma il vento che veniva dal mare di Sabaudia in quel momento di tregua era piacevole.. E mi è venuto alla mente: "tocca l'acqua... tocca il vento".. e la poesia che c'è in queste parole scritte che danno il titolo al libro di Amos Oz che sto leggendo...
L'acqua che scorre e si rinnova, dal cielo alla terra, al mare.. e il vento che percorre distanze.. l'unico contatto di due persone divise dalla malvagità di altri uomini costrette a fuggire per avere salva la vita... Di questo parla il libro di Oz, con una prosa un po' surreale, un po' metafisica, sicuramente triste come può esserlo la vita di persone che si amano e che vengono divise dalla follia della guerra e delle persecuzioni...
"Tocca l'acqua, tocca il vento.." e forse mi sentirai dovunque sei...
Insieme a François Cheng Amos Oz è lo scrittore che in assoluto amo come non mi è accaduto con nessun altro scrittore, di qualunque tempo... Con nessuno ho sentito una vicinanza spirituale come con questi due scrittori, intendendo per spirituale tutto ciò che noi siamo oltre la nostra caduca carne del cui supporto, però, abbiamo necessità per pensare e provare i nostri sentimenti.
La scrittura è "le miracle", come ebbe a dirmi Cheng, che rimane là dove la carne caduca finisce e vive oltre noi se avevamo qualcosa da dire che valga, perché parla a qualcun altro trasmettendo emozioni e creando un incontro.
Questi due scrittori sono miei contemporanei, hanno vissuto il mio tempo, Cheng vive ancora, Oz l'ho scoperto nel momento in cui ho appreso della sua morte.
Cheng l'ho amato leggendo il suo "Le dit de Tianyi", Oz per un po' tutto di lui...
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 8 giugno 2019
Diaphorà onlus
Ho conosciuto Diaphorà tramite Silvia e ho conosciuto Silvia perché su facebook è apparso un suo post in un Gruppo il cui argomento è Sabaudia, cittadina sul mare del litorale tirrenico in provincia di Latina dove io ho ben due case!!
Silvia voleva pulire la spiaggia dai rifiuti, non quelli che portano le mareggiate, ma quelli che gente della specie umana vi lascia perché non ha in sé il senso della bellezza.
Silvia ha in sé il senso della bellezza e non è la prima volta che va in gruppo con altri a pulire la spiaggia.
L'ho fatto anch'io in passato con il gruppo di Legambiente ma oggi, a 73 anni, non ce la faccio più a stare qualche ora piegata a raccogliere oggetti di ogni tipo, soprattutto di plastica, di cui ricordo con raccapriccio l'oggetto più frequente della mia esperienza: le corte cannucce dei succhini!!! Erano migliaia, quasi coperti dalla sabbia, innumerevoli quasi come i granelli di sabbia stessa!!
Mi sono offerta di aiutare questi meravigliosi giovani che amano la bellezza per quel che posso: scrivere due righe da portare in Comune per comunicare l'iniziativa della pulizia, assolutamente volontaria, in modo che poi quel giorno passino gli operatori ecologici della Ditta del ritiro rifiuti a ritirare i sacchi che il gruppo lascerà in un preciso punto della Strada Lungomare.
Dovevamo prenderci un caffè insieme a casa mia ma la giovane Silvia ha rilanciato per Fogliano: "Vieni a Fogliano e prenderemo un caffè insieme a Diaphorà."
Fogliano è la parte lacustre più a nord di tutta la zona umida che si diparte dal Promontorio del Circeo, ed è forse la più suggestiva.
![]() |
| Borgo di Fogliano LT: sulla destra dell'immagine si vede il fitto giardino botanico, in cui sono presenti anche piante esotiche, creato dai Caetani. |
L'ingresso accogliente![]() |
| Colazione del sabato mattina in assoluto relax, serviti al tavolo dai ragazzi della onlus di un delizioso cappuccino o spremuta d'arancia o caffè, dolci della casa deliziosi. |
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| Silvia ed io con una piantina di basilico, confezionatami da una ragazza della onlus, frutto del lavoro dell'orto. |
L'orto in cui lavorano i ragazzi aiutati da adulti esperti di coltivazione di ortaggi: producono patate, basilico (che io ho comperato), cipolle e tanto altro..![]() |
| Sul retro dello spazio Bar-Ristorazione un piccolo spazio per i bambini con un abozzo di "casa sull'albero". |
Sul retro fontanella e bella pianta di papiro![]() |
| Spazio conviviale dove si tengono anche spettacoli teatrali con protagonisti i ragazzi |
Atmosfera rilassante.. L'aria profuma.. A sinistra il banchetto per la vendita delle derrate con il mio basilico già pronto...![]() |
| Un ultimo sguardo dalla strada... Ciao Diaphorà.. alla prossima!
Per chi fosse interessato a conoscere orari ed iniziative tutte le informazioni sono sul sito Diaphorà Onlus sul web o su facebook
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 8 dicembre 2018
Sabaudia: amministrazione comunale distratta.

La stessa palizzata in un tratto successivo
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| Penoso il crollo proprio sotto il cartello della segnaletica "Pista ciclabile" |

La visuale dall'auto, nel tornare indietro, mostra ancora meglio la pericolosità della sporgenza.
Da: LATINA OGGI
Sabaudia, persi i fondi per la pista ciclabile di Sant'AndreaSabaudia - Il consigliere Giovanni Secci attacca: "Colpa della nuova classe politica"
Il Comune di Sabaudia ha perso i finanziamenti regionali per la pista ciclabile di Sant'Andrea. Ad annunciarlo è il consigliere di minoranza Giovanni Secci (Forza Italia), che attacca: «Colpa della nuova politica che tanto critica quella vecchia». Il consigliere ripercorre le tappe. Il progetto è stato presentato quattro anni fa e a marzo 2018 si invitava il Comune, destinatario di un finanziamento di 320mila euro da parte della Regione Lazio, a inviare entro 120 giorni, pena la revoca del finanziamento, il progetto esecutivo. Solamente il 28 giugno l'Ente ha dato incarico a un professionista esterno di redigere il progetto. «Ciò - afferma Secci - ha comportato la perdita del finanziamento assegnato esclusivamente per colpa della nuova classe politica che tanto critica quella vecchia, la quale, al contrario, con capacità amministrativa, dedizione e lungimiranza aveva ottenuto il finanziamento. Questi i fatti. Gli altri sono e restano soltanto slogan». Nei prossimi giorni - aggiunge Secci - ci sarà un incontro in Regione con il consigliere Giuseppe Simeone «per vedere di recuperare questo finanziamento che l'amministrazione Gervasi ha perso».
Federico Domenichelli
Concludendo: l'Amministrazione comunale ha perso i fondi stanziati per il prolungamento della pista ciclabile per incuria, e sta facendo andare in distruzione il tratto esistente per incuria!
Un comportamento incomprensibile da parte di un pubblico amministratore.
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Sabaudia,
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Tasse e cittadino
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 20 luglio 2018
Andare in bici a Sabaudia
Queste le piste ciclabili del Comune di Sabaudia così come pubblicate sul sito del Comune:
Punti di riferimento accesso al Parco Nazionale del Circeo
Premesso che non vado in bicicletta perché ho imparato ad andarci da grande e, una volta andata e caduta malamente, non ho voluto e saputo più andarci, mi interesso alle piste ciclabili per puro spirito civico.
Sabaudia è una bella cittadina sul mare, in pianura, eppure ha poche piste ciclabili, come si può vedere dal documento sopra pubblicato, e quelle poche mal tenute.
Confesso che quella segnata in rosso non la vedo da qualche anno, dunque posso dire solo in che stato era qualche anno fa: il tratto di Via Diversivo Nocchia era una vera pista ciclabile ma, appena si svoltava sul tratto di Strada della Lavorazione che costeggia Rio Martino, diventava un tratturo di terra battuta costeggiato da una palizzata in legno fino a ricongiungersi con il tratto grande di Strada della Lavorazione che va diritto verso il mare e la zona detta Bufalara. Se negli anni 2005 e fino circa al 2007 tale tratto era transitabile, in seguito, causa l'abbandono totale di ogni manutenzione da parte dell'Amministrazione comunale, era diventato impercorribile per erbacce, fondo dissestato e palizzata in legno rotta in più punti. Anche il tratto di detta strada che costeggiava la pista ciclabile nel frattempo era diventata impercorribile alle auto, essendo strada imbrecciata in cui si erano formati degli avvallamenti e il brecciolino scomparso in più punti mostrava ormai la massicciata...
Questa foto presa da Google Maps è del 2009 e mostra la fine della pista ciclabile prima di ricongiungersi con il tratto grande di Strada della Lavorazione dove prosegue fino al mare, sempre in terra battuta.
A suo tempo scrissi al Comune segnalando la necessità della manutenzione sia della pista ciclabile sia del tratto carrabile. Ma fino a quando sono passata di lì, qualche anno fa, nulla era stato fatto. Oggi non so. Peccato perché è un tratto che passava accanto ad un recinto di placide bufale e, per i vacanzieri e non solo, era un posto ameno.
La pista segnata in giallo, che percorre Via Sacramento e va verso i Pantani dell'Inferno, è ben tenuta ma si interrompe all'incrocio con Via Diversivo Nocchia.
La pista segnata in blu è breve e risolve poco il problema di chi vorrebbe legittimamente girare in bici in una città tutta da godere data la pianura e il caldo del suo bellissimo clima.
Manca a questa cartina pubblicata sul sito del Comune il tratto di pista di Via S. Andrea che pure esiste da qualche anno ma già è in abbandono: erbacce tagliate a metà giugno, rami sporgenti che tagliano la faccia di chi vuole usarla, palizzata verso il fosso per la raccolta delle acque di impluvio rotta in più punti e non riparata...
Perché mai questa incuria, questa indifferenza, da parte dell'Amministrazione comunale? E' davvero strano per una città tutta percorribile in bicicletta agevolmente...
- Strada Bella Farnia
- Via Diversivo Nocchia - Strada della Lavorazione - Mare
- Via Sacramento
- Via Diversivo Nocchia
- Via Carlo Alberto
- Parco Nazionale del Circeo |
Punti di riferimento accesso al Parco Nazionale del Circeo
Premesso che non vado in bicicletta perché ho imparato ad andarci da grande e, una volta andata e caduta malamente, non ho voluto e saputo più andarci, mi interesso alle piste ciclabili per puro spirito civico.
Sabaudia è una bella cittadina sul mare, in pianura, eppure ha poche piste ciclabili, come si può vedere dal documento sopra pubblicato, e quelle poche mal tenute.
Confesso che quella segnata in rosso non la vedo da qualche anno, dunque posso dire solo in che stato era qualche anno fa: il tratto di Via Diversivo Nocchia era una vera pista ciclabile ma, appena si svoltava sul tratto di Strada della Lavorazione che costeggia Rio Martino, diventava un tratturo di terra battuta costeggiato da una palizzata in legno fino a ricongiungersi con il tratto grande di Strada della Lavorazione che va diritto verso il mare e la zona detta Bufalara. Se negli anni 2005 e fino circa al 2007 tale tratto era transitabile, in seguito, causa l'abbandono totale di ogni manutenzione da parte dell'Amministrazione comunale, era diventato impercorribile per erbacce, fondo dissestato e palizzata in legno rotta in più punti. Anche il tratto di detta strada che costeggiava la pista ciclabile nel frattempo era diventata impercorribile alle auto, essendo strada imbrecciata in cui si erano formati degli avvallamenti e il brecciolino scomparso in più punti mostrava ormai la massicciata...
Questa foto presa da Google Maps è del 2009 e mostra la fine della pista ciclabile prima di ricongiungersi con il tratto grande di Strada della Lavorazione dove prosegue fino al mare, sempre in terra battuta.
A suo tempo scrissi al Comune segnalando la necessità della manutenzione sia della pista ciclabile sia del tratto carrabile. Ma fino a quando sono passata di lì, qualche anno fa, nulla era stato fatto. Oggi non so. Peccato perché è un tratto che passava accanto ad un recinto di placide bufale e, per i vacanzieri e non solo, era un posto ameno.
La pista segnata in giallo, che percorre Via Sacramento e va verso i Pantani dell'Inferno, è ben tenuta ma si interrompe all'incrocio con Via Diversivo Nocchia.
La pista segnata in blu è breve e risolve poco il problema di chi vorrebbe legittimamente girare in bici in una città tutta da godere data la pianura e il caldo del suo bellissimo clima.
Manca a questa cartina pubblicata sul sito del Comune il tratto di pista di Via S. Andrea che pure esiste da qualche anno ma già è in abbandono: erbacce tagliate a metà giugno, rami sporgenti che tagliano la faccia di chi vuole usarla, palizzata verso il fosso per la raccolta delle acque di impluvio rotta in più punti e non riparata...
Perché mai questa incuria, questa indifferenza, da parte dell'Amministrazione comunale? E' davvero strano per una città tutta percorribile in bicicletta agevolmente...
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 3 giugno 2018
I commenti dei lettori su "Il Fatto Quotidiano"
I commenti dei lettori su "Il Fatto Quotidiano" spesso sono così partigiani e aggressivi da non poterci ragionare. Oggi, invece, ho letto dei commenti istruttivi che informano come e meglio di certi giornalisti. L'argomento è il dignitoso imprenditore Bramini, fallito perché delle Amministrazioni Statali non hanno pagato quanto gli dovevano per i Servizi resi dalla sua Ditta. Questi i commenti:
maurice1✔Sostenitore
●
10 ore fa
Il Fq mette in rilievo che "il leader Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ha chiamato Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per i mancati versamenti da parte della Pa...". ma corrisponde al vero che... i mancati versamenti sono di un ATO siciliano, "il cui maggior azionista è il comune di Ragusa, città amministrata da 5 anni da un sindaco del M5S che non ha versato due di quattro milioni di euro, facendo fallire l'azienda dell'imprenditore di Monza"? IL FQ non dovrebbe approfondire la notizia?
Il Tribunale di Monza ha ricostruito la vicenda https://bin.iene.mediaset.it/images/2018/05/03/121018730-6e1999f6-8306-441f-9a00-b60b9577eb39.pdf https://bin.iene.mediaset.it/images/2018/05/03/121010611-09079d9b-545f-4c76-a2d1-5fdce294b3a3.pdf La tesi del Bramini è che i suoi debiti erano inferiori ai crediti vantati nei confronti della P.A. La P.A. non ha pagato il dovuto facendolo così fallire. Il Tribunale chiarisce invece che i crediti sono in realtà inferiori a quello che è il passivo fallimentare. La società ha € 3.500.000 di debiti. Bramini dice di avere crediti insoluti per 4.000.000. Il Tribunale ha invece accertato che i crediti sono circa la metà del debito. Resta quindi un buco di € 1.750.000 che l'imprenditore non avrebbe potuto coprire anche se fosse stato saldato per tempo dalla P.A. (che in questo caso non era lo Stato ma un ente territoriale a guida M5S...). In sostanza, a prescindere dai ritardi della P.A., il Bramini sarebbe fallito comunque.
Immagino che lei sia un dipendente. Se avesse fatto l'imprenditore non avrebbe scritto certe sciocchezze. Non venire pagati, dopo che si sono sostenuti dei costi, genera ulteriori costi per interessi. Se la situazione perdura è ovvio che i debiti superino i crediti, perché mentre i primi continuano a crescere in assenza di fondi per restituire il debito, i secondi restano fermi. La mia azienda ha crediti per poco meno di 200 mila euro, alcuni in fallimenti che sono aperti da oltre dieci anni, nei quali il curatore, con il beneplacito del giudice, si è liquidato oltre cinquantamila euro, mentre molti creditori non hanno visto un soldo. Crediti sui quali abbiamo pagato Iva e tasse. In un caso non sono ancora riuscito ad insinuarmi nel fallimento nonostante abbia una sentenza passata in giudicato che condanna il debitore a pagare. Uno dei giudici è sotto inchiesta per aver favorito l'acquisto da parte di familiari di un bene di un fallito, ma continua bellamente a stare al suo posto, avallando pratiche scorrette da parte del curatore. Non so se Bramini sia onesto, capace e quindi vittima. Ma la sua chiusa è una congettura fatta da chi non ha idea di come funzioni. Lo Stato è il principale nemico di aziende e cittadini, rapace quando deve avere e inefficiente quando deve dare. Se Bramini avesse potuto ottenere il pagamento per vie giudiziarie, diciamo in un anno, forse oggi non sapremmo neppure chi sia.
Come qualche giorno fa erano tutti esperti di costituzione ora sono tutti esperti di fisco. Continueranno a criticare tutto e tutti perchè sono saccenti ma a mio avviso la scelta di usare l'esperienza di Bramini al servizio della collettività è la strada giusta per cambiare questi meccanismi perversi.
Caro Antonio, permettimi di rassicurarti: le tue osservazioni si possono condividere benissimo anche essendo dei lavoratori dipendenti. Rilevo che paradossalmente son proprio i debiti verso l'erario quelli che aumentano di più a causa delle sanzioni inique che vengono applicate a chi non può pagare.
Bramini è solo un simbolo (peraltro non pertinente) della piccola imprenditoria italiana, che soffre la crisi economica e sta agonizzando, mandando all'aria una rete produttiva che tradizionalmente offriva sbocchi alla disoccupazione e rappresentava l'eccellenza del made in Italy. Il nuovo governo dovrebbe aiutare il popolo delle partite IVA (piccoli imprenditori, artigiani, professionisti, ecc.) mediante la SEMPLIFICAZIONE FISCALE ed altre misure agevolative. Questa è tutta gente che NON CHIEDE STIPENDI ALLO STATO e campa con il proprio onesto lavoro, pagandosi la propria pensione con contributi previdenziali pesantissimi. Speriamo davvero che Di Maio abbia voglia di sostenere questo importante settore della società italiana, facendo riaprire le botteghe artigiane, i piccoli commercianti, i contadini e le libere professioni di ogni tipo.
In realtà è il pd che ha scritto le leggi e non certo il sindaco di Ragusa. Quindi grazie per portare alla luce l'ennesimo caso di malgoverno del pd.
erano debiti per lavori realizzati nel 2005, quando il M5S ancora non esisteva.
Te l'ho detto mille volte, evita di commentare con le tue solite baggianate soprattutto se vedi mie risposte in giro perché di fronte a post del genere sono biologicamente portato a risponderti e farti fare figure pessime. Ammesso e non concesso che la colpa sia del comune di Ragusa, e direi che il non concesso è reale perché i soldi devono sempre arrivare dallo Stato non è che li prendono dalle vendite delle bancarelle per la festa patronale, il M5s amministra Ragusa dal 2013 mentre Bramini già nel 2010 parlava dell'insolvenza dell'ATO quando l'amministrazione era a marchio FI mi pare o comunque area Berlusconi. E in ogni caso certo non 5s. Un'altra pessima figura per il maurice di turno. Ciaone.
A parte questo ultimo commento, che appartiene più al genere a cui ho accennato nell'incipit di questo post, gli altri sono tutti molto istruttivi ed interessanti.
Apprendiamo che il Tribunale Fallimentare di Monza ha dato cifre precise che sembrerebbero alleggerire l'insolvenza dello Stato nei riguardi dell'imprenditore fallito. Ma un imprenditore, che si firma con nome e cognome, Antonio Zappa, interpreta alla luce della propria esperienza quanto riportato da Claudio S. riportando in capo allo Stato la responsabilità della situazione debitoria del Bramini con una serie di considerazioni che a me appaiono giuste, pur essendo stata io una lavoratrice dipendente dello Stato, ma avendo avuto esperienze di lavoro precedenti sia come titolare di una Partita Iva, sia come prestatrice d'opera professionale occasionale.
La sperequazione fra quanto lo Stato, così come è presentemente, impone al cittadino ma non a se stesso è qualcosa che incide, a mio modesto avviso, sul concetto di Stato Democratico e sui Diritti del cittadino così come stabiliti in Costituzione. Questa sperequazione è tale che talvolta il cittadino è totalmente inerme davanti ad uno Stato che si fa tiranno cieco ed ingiusto fino al totalitarismo. Eppure Leggi e regolamenti ci sono e, in molti casi, vengono applicate da chi svolge lavoro burocratico all'interno della Pubblica Amministrazione. Un esempio concreto l'ho vissuto nell'ultimo periodo del mio lavoro, qualche anno prima della pensione, in cui mi sono occupata anche di pagamenti di fornitori e prestatori d'opera in un Dipartimento Universitario. Il Segretario di Dipartimento, che firmava i mandati congiuntamente al Direttore di Dipartimento, si preoccupava che le fatture fossero pagate entro la scadenza in esse scritta: di solito 60 gg., altrimenti, diceva, ci fanno scrivere dall'avvocato e dobbiamo anche pagare le spese di ingiunzione e, da bravo amministratore, riteneva questa possibilità quasi infamante del suo operato, temendo di poter essere accusato di gonfiare la spesa pubblica con una spesa in più, dovuta solo alla lentezza del nostro operato per non aver pagato entro i termini stabiliti in fattura.
Se queste regole esistevano per noi, essendo contabilità generale dello Stato, dovrebbero esistere per tutti!
Come mai così non è?
A mio modesto avviso il baco profondo sta nelle strutture amministrative e soprattutto nelle persone che ci lavorano. Ho constatato, da cittadina, che a me vengono richiesti pagamenti anche per un solo euro in meno non pagato per errore, mentre viene ignorato il mio credito verso una data struttura dello Stato.
Credo che questo dipenda dall'impunità di questi Pubblici Amministratori che non vengono puniti per le loro inadempienze e, non avendo il rigore del Segretario di Dipartimento che ho citato come esempio, se ne infischiano alla grande, tanto lo stipendio lo prendono lo stesso e il cittadino al massimo può provare a denunciarli personalmente per omissione d'atti d'ufficio e per abuso d'ufficio, ma spesso per qualsiasi rivendicazione o protesta il sistema indirizza al TAR. Dunque il burocrate inadempiente si copre dietro la struttura di cui fa parte: lo Stato, non rispondendo individualmente del proprio operato.
In altri casi, che mi appaiono folli ed estremi, invece, ci sono ruoli dello Stato in cui il Pubblico Dipendente deve rispondere anche con il suo stipendio di inadempienze che non sono a lui addebitabili, dato che lo Stato stesso non gli mette a disposizione gli strumenti per sopperire all'adempimento che gli viene però richiesto. E' questo il caso dei Dirigenti Scolastici, ex Presidi, i quali non erano gravati, nelle vecchie normative attinenti a questa figura ora estinta, dagli obblighi richiesti a questa nuova figura dirigenziale.
Ma a parte l'eccezione che conferma la regola, il burocrate classico andrebbe riformato e dovrebbe essere maggiormente responsabilizzato sul piano individuale.
Come cittadina ho mille esempi in cui ho subito imposizioni e danni dallo Stato e silenzio e inadempienza nei miei riguardi là dove lo Stato ha commesso errori o mi doveva dei soldi.
Su questo blog ne ho lungamente scritto documentando il tutto, ma vale la pena ricordarne qualcuno:
1) Mio marito sbaglia il conteggio IMU della casa di Sabaudia e paga euro 1 in meno. Il Comune spende per una raccomandata molto più dell'euro da riscuotere, più ore di lavoro di impiegati per redigere l'ingiunzione a pagare euro 1! Possibile non ci sia una norma che vieti a costoro un simile ridicolo spreco? Tipo compensazione addebitando euro 1 nel pagamento successivo mediante avvertimento via pec senza costi aggiuntivi per lo Stato? Se l'utente è sprovvisto di un indirizzo di posta elettronica si può sempre raggiungere per telefono! Siamo ad una rigidità ottocentesca!
2) L'esatto contrario: Comune di Rocca Priora, si era ancora in Lire, in corso d'anno il Comune abbassa l'aliquota ICI dunque al saldo di dicembre si paga meno. Abitando in campagna non vediamo l'affissione comunale che comunica questa variazione e paghiamo Lit. 45.000 in più conteggiando la stessa aliquota dell'anticipo di giugno. NESSUNO CI SCRIVE né ci rinvia indietro ciò che il Comune ha indebitamente riscosso per nostro errore. Un esempio di come NON ESISTA IL CONCETTO DI RECIPROCITA' fra la P.A. e il cittadino.
Farlo non è impossibile, anzi, deve essere doveroso, ma non lo è!
In Norvegia, un italiano che ha lavorato lì, si è visto arrivare un assegno a casa per contributi pagati in più e non dovuti di cui lui non sapeva nulla!
In Italia quello che qualsiasi struttura pubblica incassa in più se lo tiene. Eppure se paghi qualcosa in meno scattano cartelle ingiuntive con la mora!
Il Comune di Rocca Priora, che non fece un fiato sulle Lit. 45.000 pagate in più, pur avendo necessariamente notato l'errore in eccesso dato che di quelli in difetto se ne accorge, ci ha inviato cartella con mora per un errore di applicazione dell'aliquota IMU sulla metà di proprietà della casa a nome di mio marito. Gli interessi applicati hanno gonfiato enormemente la differenza della cifra dovuta. Perché con lo stesso automatismo non mi ha restituito le mie Lit. 45.000 con gli interessi?
Questo sistema impositivo sul cittadino senza reciprocità con qualsiasi Amministrazione del denaro pubblico, dunque dello Stato, è da cambiare perché contraddice una serie di affermazioni a cominciare dal dettato costituzionale.
Su questo blog ne ho lungamente scritto documentando il tutto, ma vale la pena ricordarne qualcuno:
1) Mio marito sbaglia il conteggio IMU della casa di Sabaudia e paga euro 1 in meno. Il Comune spende per una raccomandata molto più dell'euro da riscuotere, più ore di lavoro di impiegati per redigere l'ingiunzione a pagare euro 1! Possibile non ci sia una norma che vieti a costoro un simile ridicolo spreco? Tipo compensazione addebitando euro 1 nel pagamento successivo mediante avvertimento via pec senza costi aggiuntivi per lo Stato? Se l'utente è sprovvisto di un indirizzo di posta elettronica si può sempre raggiungere per telefono! Siamo ad una rigidità ottocentesca!
2) L'esatto contrario: Comune di Rocca Priora, si era ancora in Lire, in corso d'anno il Comune abbassa l'aliquota ICI dunque al saldo di dicembre si paga meno. Abitando in campagna non vediamo l'affissione comunale che comunica questa variazione e paghiamo Lit. 45.000 in più conteggiando la stessa aliquota dell'anticipo di giugno. NESSUNO CI SCRIVE né ci rinvia indietro ciò che il Comune ha indebitamente riscosso per nostro errore. Un esempio di come NON ESISTA IL CONCETTO DI RECIPROCITA' fra la P.A. e il cittadino.
Farlo non è impossibile, anzi, deve essere doveroso, ma non lo è!
In Norvegia, un italiano che ha lavorato lì, si è visto arrivare un assegno a casa per contributi pagati in più e non dovuti di cui lui non sapeva nulla!
In Italia quello che qualsiasi struttura pubblica incassa in più se lo tiene. Eppure se paghi qualcosa in meno scattano cartelle ingiuntive con la mora!
Il Comune di Rocca Priora, che non fece un fiato sulle Lit. 45.000 pagate in più, pur avendo necessariamente notato l'errore in eccesso dato che di quelli in difetto se ne accorge, ci ha inviato cartella con mora per un errore di applicazione dell'aliquota IMU sulla metà di proprietà della casa a nome di mio marito. Gli interessi applicati hanno gonfiato enormemente la differenza della cifra dovuta. Perché con lo stesso automatismo non mi ha restituito le mie Lit. 45.000 con gli interessi?
Questo sistema impositivo sul cittadino senza reciprocità con qualsiasi Amministrazione del denaro pubblico, dunque dello Stato, è da cambiare perché contraddice una serie di affermazioni a cominciare dal dettato costituzionale.
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Sabaudia
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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