mercoledì 16 maggio 2012

Comportamenti singolari


Gli imbarazzanti amici di Passera
Dall'Espresso
di Marco Travaglio
Il super ministro va a discutere gli atti del governo nella tenuta (abusiva) di un parlamentare ex dc ed ex Forza Italia condannato per aggiotaggio, insieme a un potente banchiere intimo di Bisignani, nonché indagato per ricettazione

Dieci anni fa Cherie Blair, moglie dell'allora premier inglese Tony, si presentò in televisione e recitò in lacrime il mea culpa davanti ai sudditi di Sua Maestà britannica: "Ho commesso due errori: ho respinto le domande dei giornalisti per proteggere la privacy della mia famiglia e ho permesso a qualcuno che appena conoscevo di intromettersi negli affari della famiglia. Non sono una superdonna: la mia vita quotidiana è come quella di un giocoliere che si destreggia tra mille palline. Ogni tanto una cade a terra. Vorrei correre a nascondermi, ma non lo farò: mi spiace se ho messo in imbarazzo Tony, ma posso assicurare che non intendevo abusare della mia posizione".

Che aveva fatto di tanto terribile la first lady? Aveva acquistato due mini-appartamenti per i figli tramite un mediatore australiano, compagno di una sua amica, che poi la stampa scoprì essere stato condannato per truffa. Di qui le insistenze dei giornalisti, che la tampinarono fino a costringerla al pubblico atto di contrizione.

Per dire invece com'è ridotta l'Italia, il "Fatto quotidiano" ha rivelato che Corrado Passera, ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ora ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture, Comunicazioni, Trasporti, Industria e Marina mercantile, aveva incontrato il giorno prima a Monterosso (Cinque Terre) un'allegra brigata di parlamentari, banchieri, presidenti di porti, sindaci, prefetti, generali dei Carabinieri e della Finanza, e i massimi dirigenti della Protezione civile (Gabrielli) e del Cipe (Signorini). In una sede istituzionale? No, nella tenuta privata di Luigi Grillo, senatore Pdl.
Secondo Grillo, il summit pubblico-privato aveva per tema "lo sviluppo delle Cinque Terre". Secondo uno degli illustri ospiti, "un decreto del governo". Chissà quale. Ma già il fatto che si discuta un decreto del governo in un'abitazione privata è curioso. La stranezza, diciamo così, aumenta se si pensa a chi è il padrone di casa: parlamentare da sette legislature, nel 1994 l'ex dc Grillo fu rieletto senatore con il Centro di Segni e Martinazzoli, ma subito dopo passò con Forza Italia in cambio di un posto di sottosegretario al Bilancio. Nel 2006 fu indagato per una presunta truffa sul Tav Milano-Genova in concorso con dirigenti Fs e col costruttore Gavio, sospettati di aver ottenuto illecitamente 100 miliardi di lire grazie a studi e interventi idrogeologici tanto inutili quanto costosi e inquinanti deliberati dall'allora sottosegretario: lo salvò la prescrizione dimezzata dalla legge ex Cirielli.
L'anno scorso, poi, Grillo è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per aggiotaggio in concorso con l'amico ex governatore Antonio Fazio e il compare banchiere Gianpiero Fiorani, il quale confessò di avergli girato 200 mila euro in cambio della sua attività di lobbying in favore dei furbetti del quartierino e del loro protettore. Senza contare che il comune di Monterosso ha contestato a Grillo "opere edilizie senza il permesso" proprio nella tenuta del vertice. Lì, insieme a Passera e a tutto il cucuzzaro, c'era anche Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, consigliere di Abi e Mediobanca, presidente di Aeroporti di Roma e dell'Aiscat (Associazione delle società concessionarie autostrade), ampiamente citato nelle intercettazioni della P4 per i suoi rapporti intimi con Bisignani, ma soprattutto indagato a Milano e poi ad Alessandria per ricettazione per 5 miliardi di lire che Fiorani disse di avergli versato.

Ecco: che ci fa il ministro Passera, che ha competenza su banche, autostrade, aeroporti e grandi opere, con un condannato e un inquisito, per giunta noti per le loro mani in pasta in tutti quei settori? In un paese normale Passera avrebbe subito chiarito le circostanze di quell'infelicissima rimpatriata, spiegato i temi discussi e la posizione del governo in merito, chiesto scusa e promesso di non farlo più. Ma, siccome nei paesi normali ci si dimette e si fa mea culpa per molto meno, i ministri evitano di trovarsi in così imbarazzante compagnia. In Italia invece è tutto normale. Anche perché il pericolo pubblico non è Luigi Grillo, ma Beppe.

?!?!?!?!?!?!?!

Berlusconi non è l'unico male dell'Italia. L'ho scritto in qualche commento tempo fa. I mali sono tanti, è questo il guaio. I comportamenti disinvolti come quello descritto da Travaglio in questo articolo di inchiesta, perché riporta fatti precisi e circostanziati, sono molto gravi.
Se un Ministro della Repubblica va a fare riunioni istituzionali in tenute private di parlamentari inquisiti per alcuni reati, prescritti, condannati per altri reati, con denunce per abusi edilizi... perché ci dovremmo meravigliare se poi la gente comune si comporta in un certo modo? E' solo la coscienza morale di pochi che resiste sulla retta via. Il resto pensa "Che c'è di male? Lo fa anche chi ci governa!" E chi pretende il rispetto delle leggi e delle regole è ritenuto un rompiscatole, nel caso migliore, uno stupido o uno scemo in generale.
Ecco perché non c'è da stupirsi dello sbracamento di tutto intorno a noi.

Piccolo racconto dello sbracamento quotidiano:
un condominio di villette, causa l'incuria del comune che non compie alcuna opera per la canalizzazione delle acque di impluvio sulla via comunale, si allaga. A nulla valgono denunce e proteste. Sulla via si forma un lago in cui non può passare nessuno a piedi. Chi non possiede un'auto è sequestrato in casa. Un giorno di grande pioggia in quel lago rimane impantanata addirittura la camionetta dei Carabinieri. Ma nulla accade. La strada comunale continua ad essere abbandonata a sé stessa. Non si vede neppure l'ombra di un operaio comunale che pulisca i sassi che dilavano, la terra ecc. ecc.. 
Il condominio fa causa al comune. Dopo 10 anni e tante spese la vince. Il Comune non segue il suggerimento del perito pagato dal condominio, ma fa un'opera orribile per far defluire le acque in un terreno privato dove esiste una vecchia tubazione fatta da privati.
Il condominio, comunque,  non risolve totalmente le problematiche alluvionali e tutta la rete privata per le acque di impluvio all'interno di esso sta in precario equilibrio.
Una villetta viene venduta ad un poliziotto e costui, uomo di legge, comincia una serie di lavori abusivi: aprendo finestre, costruendo tettoie ed infine, visto che nessuno lo ferma, costruisce una vera villetta in miniatura a confine della strada condominiale e pensa di scaricare le acque scure e chiare nel condotto condominiale per le acque di impluvio, visto che è proprio lì sul confine dove lui ha pensato bene di costruire... Qualcuno però lo ferma: a parole ma, non sperando che desista dal suo proposito, pensa bene di rivolgersi ai Vigili Urbani.  Consegna i suoi timori al protocollo del comune e attende. Non si fa vivo nessuno. Nel frattempo il poliziotto viene convinto a desistere dall'insano proposito e chiude il condotto delle acque scure (esiste documento fotografico del prima e del dopo fatto da chi l'ha convinto, bontà sua!). Però ci si continua  a chiedere come mai i Vigili non si siano fatti vivi e, per curiosità, si telefona. Il Vigile che risponde cade dalle nuvole, traccheggia sulla competenza, dice che forse la segnalazione andava fatta all'Ufficio Tecnico del Comune! Purtroppo per lui il cittadino con cui parla conosce le leggi ed i regolamenti e gli ricorda che è compito dei Vigili Urbani controllare. Miracolosamente ritrova la segnalazione protocollata dall'Ufficio Protocollo del Comune, ma non sembra molto intenzionato a fare il suo dovere. Dà il suo nome solo su insistenza del cittadino e finisce lì.
Il 15 di maggio suona al cancello di chi aveva fatto la segnalazione in data, da protocollo, 20 marzo, una vigilessa dall'aria severa e con fare accusatorio chiede all'interlocutore:
"E' lei che ha fatto una segnalazione per  uno scarico abusivo?"
"Sì, ma nel frattempo è stato risolto, la segnalazione è del..."
"4 aprile." Proferisce la vigilessa sempre con aria molto professionale e molto severa, guardando il foglio che ha davanti. 
L'interlocutore non ha in quel momento copia del foglio con la data del protocollo, anche perché sono passati 56 giorni... dunque non puntualizza e dice: "Comunque nel frattempo lo scarico è stato chiuso, l'abbiamo convinto a chiuderlo."
"Dove era?" Chiede sempre severamente la vigilessa, come se a commettere l'abuso fosse chi le sta davanti.
Chi le sta davanti però è ben cosciente delle leggi e di quelli che dovrebbero essere i comportamenti e registra quello che appare come un atteggiamento non consono a chi dovrebbe far rispettare la legge. Incomprensibile infatti è il tono quasi accusatorio che la vigilessa inalbera nei confronti di chi ha fatto il suo dovere di cittadino, per evitare abusi che potrebbero causare danni al denunciante stesso. Forse la vigilessa, fra l'altro, non conosce l'articolo del Codice Civile che parla "del danno temuto".  
"Era qui." Indica l'interlocutore.
"Questa costruzione qui? Lei ha scritto che è abusivo, se ne assume la responsabilità." Dice con tono di minaccia, sempre più scura in viso.
L'interlocutore la guarda con aria ironica tanto appare assurdo un simile comportamento. La costruzione è sorta in un terreno di mq. 1500 circa, dove già esiste una villetta. Il piano regolatore non prevede rilascio di licenze edilizie né tanto meno di concessioni per altre cubature e la zona è anche soggetta al preventivo controllo delle Belle Arti. Tutto questo è ignoto alla severa vigilessa? 
"Me l'assumo." Risponde non senza un sottile sorriso ironico l'interlocutore. Ma poi aggiunge: "Dovete sapere voi se lo è: esiste un piano regolatore."
Non avendo ottenuto l'effetto dell'intimidazione che forse sperava, la vigilessa chiede un poco scorbutica: "Sa di che anno è?"
L'interlocutore fa una pausa, guarda la costruzione ancora fresca di cemento e tace, pensando che la vigilessa vuole addossare a lui quello che dovrebbe essere un suo dovere: gli occhi li ha anche lei e la testa pure si spera, in quei luoghi non si rilasciano licenze per quei piccoli terreni; non conosce i coefficienti di edificabilità, non conosce le leggi ed i regolamenti del comune che le passa uno stipendio?
"Non lo so." Dice calmo scuotendo la testa piano piano. Il tono e l'atteggiamento dicono: "Che ci state a fare tu e questo tuo collega che passeggia a naso per aria con aria di sufficienza? Volete saperlo da me? Credete  che io viva appuntandomi le date delle costruzioni che, come funghi, in questo comune sorgono ovunque? Non ci sto alla vostra ipocrisia infingarda che ha la stizza verso chi pretende che facciate il vostro dovere."
Con aria di riprovazione la vigilessa guarda la persona che ha fatto la segnalazione e proferisce: "Assurdo!" 
Al segnalante viene da ridere e pensa: "Assurdo io?!" Ma non dice niente e con lo stesso sorriso ironico saluta e chiude il cancello, lasciando la vigilessa al suo forzato dovere.





martedì 15 maggio 2012

Malinconico gestisce i nostri soldi... tanti

L'11 gennaio 2012 ho scritto un post sull' elegante malinconico che non è un signore un po' triste ma molto elegante, bensì uno di quelli che ha approfittato del suo ruolo per farsi pagare una elegantissima e costosissima vacanza!!
Certo non è che gliela hanno pagata per beneficenza! No! Vogliono indietro qualcosa che compensi la spesa della vacanza offerta e pagata, ma non solo! Vogliono guadagnarci e bene! Con i soldi nostri!!! Tutto chiaro, tutto come da copione!
Ora il mio Agente all'Avana mi ha fatto avere la seguente notizia:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/dimise-vacanze-insaputa-malinconico-commissario-fondazione/228083/

Malinconico torna da commissario

L'ex sottosegretario era stato costretto alle dimissioni dal governo Monti per il soggiorno all'Argentario pagato da Piscicelli (l'imprenditore che rideva del terremoto aquilano). Ora l'esecutivo lo mette a capo della fondazione Valore Italia, affidandogli 25 milioni di euro pubblici. E con un atto illegale...

Cosa dobbiamo pensare di questo Governo? Ditemi voi!
assalto alla diligenza postale portavalori da parte dei briganti

Riciclano sempre gli stessi comunque si comportino. Nemmeno li lavano nella candeggina per riproporli, sempre a maneggiare denaro pubblico... a decidere a chi darlo e come... E' affidabile uno che si faceva pagare le vacanze da un imprenditore cinico, pronto a dare l'assalto alla diligenza che porta sempre e soltanto i nostri soldi?

lunedì 14 maggio 2012

Non solo la mia modesta penna lo scrive...


Nel 2013 quando ci sarà da giudicare l’operato dei politici nazionali l’astensione potrebbe diventare valanga. I partiti sembrano non rendersi conto che stanno ballando sull’orlo di un vulcano in eruzione. Ho sentito esponenti del Pd, dell’Idv, del Sel dichiarare trionfalmente di aver vinto. Sì, hanno vinto, ma su un elettorato dimezzato, l’altra metà li butterebbe nel cratere insieme al Pdl e alla Lega. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che si sono finalmente accorti di essere presi in giro da almeno trent’anni, governasse le destra o la sinistra o tutte e due insieme. Negli anni Ottanta ci sono state le elargizioni clientelari ai fini del voto di scambio, le casse integrazioni protratte all’infinito, l’inflazione a due cifre, che hanno dissanguato le casse dello Stato, cioè le tasche dei cittadini che non partecipavano alla baldoria, mentre non c’era appalto senza tangente politica, il che ci è costato secondo stime molto prudenziali, 630 miliardi. Nel 1993-94 la nascita della Lega e le conseguenti inchieste giudiziarie avrebbero dovuto suonare come un avvertimento ai partiti perché rientrassero nelle loro, limitate, funzioni. E invece sono state cambiate, ancora una volta, le carte in tavola; i magistrati sono diventati i veri colpevoli, i ladri, le vittime, e, per sopramercato, giudici dei loro giudici. Poi è venuta la lunga stagione berlusconiana che alle antiche malefatte ha aggiunto quelle di un regime personale che ha tolto al popolo italiano quel poco di senso della legalità e della responsabilità che ancora gli restava. Ma con la crisi ci si è resi conto che se tutti rubano non resta più nessuno a cui rubare e si va a picco. Ecco perché le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’astensione colossale, la fine della democrazia rappresentativa all’italiana.
Massimo Fini


Debbo dire che fa piacere che una penna importante scriva (meglio) quello che scrivo io su questo piccolo blog.
Anch'io ho trovato risibile e falso il trionfalismo di certi partiti. Soprattutto, debbo dire, Antonio Di Pietro ha confermato che è come tutti gli altri. Parlo spesso di lui perché è un punto sensibile per me: mai avevo preso una tessera di un partito, mi ero caricata di volantini,  ero andata in giro con la bandiera (ora riposta nel vano lavanderia della mia casa), e, tanti anni fa, all'inizio di questo Movimento IdV, avevo dato un contributo oltre la spesa della tessera pur avendo pochi soldi. E' brutto rendersi conto che non era come diceva. Parla, parla ma sempre sull'onda del momento, quello che di più la gente vuole sentirsi dire...
Ora dice, come fanno tutti i politici che si creano una realtà da sbattere in faccia ai cittadini, che lui (IdV) ha vinto e cita i due sindaci di Napoli e Palermo.
Ora io so che quando De Magistris e Sonia Alfano si sono permessi di criticare certo andazzo di un partito che di Valori aveva solo il nome, fecero una riunione della Dirigenza a porte chiuse in cui si sono sbranati. De Magistris diceva cose giuste, dunque come mai al Presidente non andava bene, quando in giro si riempiva la bocca della parola "TRASPARENZA"?
Leoluca Orlando, politico di professione di lungo corso, è già stato sindaco di Palermo. Dunque dove sta la novità? Prima aveva la casacca del partito da lui creato, La Rete, ormai estinto, ora ha la casacca di IdV. Trasformismo politico. Ho conosciuto un dirigente di Libera che li ha conosciuti bene entrambi e di uno ha detto "che ha rovinato La Rete" e dell'altro che "è un Giano Bifronte".
Questo spiega perché si fa bello con  De Magistris (che l'avrebbero votato con qualsiasi partito si fosse presentato) e con il riciclato Orlando, che i palermitani hanno ripescato perché, evidentemente, disperati.
Antonio Di Pietro dimentica i Razzi e gli Scilipoti, che lui si è tirato dentro, per non parlare del lombrosiano De Gregorio di cui oggi Lavitola conferma che fu acquistato. Uomini in vendita dentro un partito che si chiama Italia dei Valori... Il valore dei soldi.
Nel piccolo, nel regionale, ho scritto e ripetuto a tutti la storia che migliaia di cittadini del mio territorio pagano ad ACEA ATO2, che lo fattura, un Servizio di Depurazione fognature + IVA al 10% per fognature mai costruite. 
Ho scritto a Di Pietro, a due Consiglieri Regionali di IdV, all'On. Rota... Nessuno sa spiegare perché, pur avendo come Vicepresidente del C.d.A. di ACEA ATO2 un uomo di Italia dei Valori, viene imposto questo vergognoso balzello ai cittadini. Il primo a non rispondere, se non cose fumose e a non fare nulla, è stato proprio l'ex-Segretario Politico Regione Lazio IdV  poi messo su quella poltrona. Di cose e cosette ne avevo viste tante e con altre militanti ci eravamo chieste se   Di Pietro sapesse o non sapesse... Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché ho scoperto che IdV si comportava come tutti gli altri partiti e forse, in molte cose, anche peggio. Di Pietro non ha mai risposto, a differenza di altre circostanze del passato. L'On. Rota ha risposto attraverso la sua Assistente Parlamentare che, ignara di tutti i precedenti, mi ha detto ingenuamente di rivolgermi al nuovo Coordinatore regionale Lazio IdV. Sapendo già il risultato, gli ho semplicemente girato la e-mail compresa del suggerimento dell'ingenua Assistente. 
Ha risposto un assordante silenzio.
Ora, se fossero in buona fede, potrebbero rispondere con argomenti che bisogna comunque pagare per questa e quest'altra ragione... Ma il silenzio è un'altra cosa.
D'altra parte ho largamente illustrato su questo blog la situazione legale della faccenda: BRIANZACQUE, analogo di ACEA ATO2 per altri territori della Nazione, in analoga situazione, applica le leggi e toglie tale balzello, rifondendo chi  è stato costretto a pagare nel timore di, emesse le indebite fatture per un servizio inesistente, finire, non pagandole, sotto la persecuzione di Equitalia!
Per chi vuole capirci di più rimando all'etichetta ACEA ATO2 che, cliccando sotto un post qualsiasi che la riporta, richiama in sequenza tutto quello che riguarda questa Municipalizzata che ha come Vicepresidente un uomo IdV.
Loro sono vicini al cittadino? Lo dice Antonio Di Pietro: a parole. Nei fatti lui dichiarava in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera del 16/07/2011 le seguenti cose sottoriportate: 

Però?
“Però quella era una Tangentopoli quasi banale. Da mazzetta nascosta nel cesso del Pio Albergo Trivulzio o nel puf di casa Poggiolini. Ora sta tutto nelle pieghe della consulenza, dell'incarico. E' una tangente fatturata. Io da pm ho fatto il radiologo e ho scoperto un tumore sociale. Loro hanno creato un antidoto al medico, non al tumore”.
Una Tangentopoli quasi legalizzata?
“Allora un cittadino imprenditore pagava un politico per avere un vantaggio. Ora sono tutti i cittadini a pagare, senza volerlo. Una corruzione più diffusa e meno visibile. Un esempio: le 7 mila società partecipate dagli enti locali hanno assunto 25 mila consiglieri di amministrazione. Bastava un amministratore unico”.

E uno di questi sta, con l'etichetta Italia dei Valori, nel C.d.A. di ACEA ATO2. Una cosa dice e un'altra cosa fa. Forse è per questo che quel dirigente di Libera disse a me ed a mio marito: "E' un Giano Bifronte"?
Sono d'accordo con Massimo Fini: l'altra metà dell'elettorato li butterebbe nel cratere del vulcano insieme agli altri partiti.

Equitalia non è lo Stato

Non so se riuscirò a pubblicare questo post, perché dal 1° maggio abbiamo una linea ADSL che dire quasi inesistente è dire poco. Comunque ci provo.
La Cancellieri e quell'altra, la Severino mi pare che si chiami, quella che vive in una casa da 7 milioni di euro sull'Appia Antica mi sembra, hanno detto che Equitalia e Finmeccanica sono lo Stato e dunque chi colpisce questi due simboli colpisce lo Stato.
Premetto che non sono un'aspirante terrorista e sono stata per tutti i miei 65 anni una persona dalle idee moderate, ma credo che queste due anziane donne parlino arroccate nelle loro posizioni istituzionali perché non possono fare altrimenti. Certo non possono dire sparate contro... Va bene. Ma lo Stato non sono né Equitalia né Finmeccanica. Lo Stato sono i cittadini in carne ed ossa prima di tutto e se lo ricordino le due anziane signore. I cittadini che pagano le tasse, anche in più come è successo a me, ma a cui gli Apparati Burocratici non scrivono dicendo: "Per errore lei ha pagato in più, le riaccreditiamo la somma in eccesso." Eppure dovrebbe essere ovvio e normale visto che per un euro pagato in meno mio marito ha ricevuto una cartella di pagamento con la mora. Noi non siamo eccezioni, noi siamo comuni cittadini e dunque siamo un campione di questa umanità che è stufa, stufa e arcistufa!!!
Perché dunque il cittadino in carne ed ossa, che è lo Stato, dovrebbe considerare un Monumento alla Vessazione come è Equitalia lo Stato al posto suo?  Uno Stato che incassa ciecamente sotto minaccia ma non restituisce quando incassa in più? Allora tace e tutto va bene? Ma tacete per vergogna per favore!!
L'esasperazione arma certe mani, eliminate queste vergogne e non ci sarà gente esasperata.
Finmeccanica, poi!! 
Da Il Fatto Quotidiano: ...."il presidente di Finmeccanica indagato per corruzione e riciclaggio..." ecc.
Da: www.linkiesta.it/: Finmeccanica-Enav-Selex-Guarguaglini "Un'azienda controllata al 30% dal Ministero del Tesoro al centro di almeno tre indagini delle Procure: ricchi appalti da Enav per i radar degli ..." 
E questo sarebbe lo Stato secondo Cancellieri?

No! Lo Stato siamo noi, noi che veniamo vessati, calpestati, che vediamo i nostri splendidi figli che si sono preparati con sacrificio e che hanno titoli e competenze ma che guadagnano poco, con un futuro incerto, mentre vedono i soldi delle tasse pagate dai loro genitori andare ad alimentare soggetti semideficienti, incompetenti, ma protervi, perché l'Apparato dei Partiti glielo consente, pronti ad arraffare somme enormi senza pudore, anzi con arroganza, infischiandosene della cultura, del sacrificio che impone la preparazione ad una qualsivoglia professione, della serietà e della dignità, ma cercando disoneste scorciatoie per avere quello che considerano solo un "pezzo di carta", tanto, senza saper fare niente, sono arrivati ad affondare le loro squallide e rapaci mani nel denaro pubblico!!


Non difendano, Cancellieri e Severino, questi simboli che nulla hanno a che fare con il vero Stato che sono i cittadini, coloro che vorrebbero identificarsi con le Istituzioni, ma che non possono perché codeste istituzioni o sono immerse troppo spesso in scandali oppure sono dei monoliti chiusi, a senso unico, che considerano il cittadino solo una pulce da niente, solo da spremere.
Non ci siamo. Non volete proprio capire.

Quello che penso io lo ha detto con chiare parole la figlia del sindacalista Rossa, ucciso dai vigliacchi che credevano di essere rivoluzionari, domenica a "1/2 h.", il programma dell'Annunziata: "Serve credibilità delle Istituzioni" ed ha citato le parole di Enrico Berlinguer che ho già  pubblicato 2 volte su questo blog. Oggi lei è un deputato del PD.

Oggi come ieri penso che questi rivoluzionari se la prendano sempre con i bersagli sbagliati. Le Brigate Rosse, quelli di Prima linea... sparavano a chi non aveva un vero potere... Oggi pure. O sono cretini oppure fanno vendette personali circoscritte a certi ambienti, quindi non sono veri rivoluzionari. Che senso ha sparare ad un dirigente dell'Ansaldo? Come un tempo quando sparavano ad un giornalista, ad un professore universitario... Non comprendo.

sabato 12 maggio 2012

Il mondo di François Cheng

Amo François Cheng, il suo mondo poetico. C'è poesia anche nella sua prosa. Penso che il suo libro più bello in assoluto è Le dit de Tianyi: un romanzo ampio nelle descrizioni dei luoghi, sensibile nella descrizione dei sentimenti, che sa scendere nel dolore imposto dalla vita, mai cercato, con lucida e serena analisi.
Penso che Tianyi sia un poco François o, meglio, Baoyl... Questo è il suo vero nome, quello che scelsero per lui i suoi genitori.
Egli è un Grande anche e soprattutto per la semplicità dei suoi modi: tipico dei Grandi. Non v'è narcisismo in lui, né compiacimento di sé, né affettazione... Semplice e discreta anche la sua compagna di vita: sua moglie.
E' raro incontrare persone di così discreta eleganza.

Mi ha inviato una delle sue Opere in prosa, ancora in francese, non tradotta, edita da Albin Michel: sulla copertina c'è uno dei suoi ideogrammi... Quand reviennent les âmes errantes... questo il titolo.

Vi ricorrono tre figure che mi ricordano la triade di Le parole di Tianyi: lui, il protagonista, Tianyi, l'Amante, Yumei, da lui amata di un amore mai compiuto, e l'amico del cuore Haolang...
Qui la triade è composta da Chun-niang, dolce fanciulla povera vittima degli altri, Jing Ko, uomo d'azione che va incontro alla sua sventura, Gao Jian-li, suonatore, musicista...
Nell'immaginario di Cheng la triade dunque ricorre... c'è amore da parte di entrambi i due maschi per la femmina, ma non c'è gelosia.. bensì accettazione della felicità della coppia che si compone, perché grande è anche l'amore dell'amicizia. 

Emmaus e Baricco

L'ho già scritto, Baricco non sono mai riuscita a leggerlo. Ci sono Autori che proprio non sono in sintonia con noi. Di altri, ad esempio Moravia, sono riuscita a leggere con piacere solo due libri: Gli Indifferenti e Agostino.
Ho letto anche L'Amore coniugale e La Noia, ma non mi sono piaciuti... Dunque un Autore non è sempre uguale a sé stesso... Può scrivere un libro sublime e cento schifezze. Molto, però, dipende da chi legge, dalla sinergia fra due menti.
Emmaus sono riuscita a leggerlo tutto, mi è anche piaciuto, anche se non lo ritengo un capolavoro... 
Baricco ha una sua arte della scrittura, certamente, quasi una tecnica, per questo forse insegna, ha creato la sua Scuola di Scrittura. Però forse nell'esprimere sentimenti e realtà può apparire troppo criptico, ed uno scrittore deve farsi capire, comunicare, secondo me.
Il tema che lui affronta, di fatto la perdita dell'innocenza, lo affronta anche Moravia nei due unici libri che di lui mi sono piaciuti, ma Moravia lo fa in modo chiaro, comprensibile, senza cercare sofisticate espressioni, ma con una prosa asciutta e sintetica. Tutto il contrario della prosa della sua prima moglie: Elsa Morante, scrittrice a volte farraginosa (Menzogna e sortilegio), altre sublime (l'Isola di Arturo) ma a me molto cara. 
Dunque se in Gli Indifferenti l'innocenza si squaglia nell'apatia morale del figlio, che assiste alla rovina morale ed economica della sua famiglia a causa della sistematica rimozione della realtà che fa la madre, in questo libro di Baricco l'innocenza si perde per assenza di forza morale dei quattro protagonisti.
Non basta il fisiologico richiamo dei sensi operato dalla piccola ninfomane Andrea, detta Andre, a giustificare la loro perdita di innocenza e, per tre di loro, perdita di molto di più... La fede che hanno è forte nella forma ma non nella loro intima sostanza interiore, per questo si squaglia al sole dei sensi perversi di Andre e smarrisce la strada. Basta poco ai quattro per perdere le intime certezze e quindi l'equilibrio e la via.
Uno solo si salva, e forse è lui, Baricco ragazzo.
Almeno così mi sembra di aver capito nella mia distratta attenzione alla breve intervista che gli fece Daria Bignardi: lui diceva con un sorriso quasi di autoironica vergogna "che eravamo così... andavamo a pulire i vecchietti malati... eravamo così...", dunque il libro, se ho capito bene, è anche autobiografico.
Anch'io vengo da un mondo di fede cattolica e ci credevo talmente tanto da farne il filo conduttore della mia vita, salvo poi perdere del tutto ogni speranza che ci sia Dio nel "mezzo del cammin" letteralmente...
Ma mi sono sempre posta delle domande spontanee fin dall'adolescenza, mentre i quattro ragazzi di Emmaus  credono ciecamente e forse è questo che li ha perduti.
Io mi chiedevo: "Perché è la vera religione?  Ogni religione è un modo per arrivare al Creatore di tutto. Perché avere questa avversione per le altre religioni?"
Sempre contestando quanto sentivo la domenica a Messa o alle adunanze del sabato nella nostra sede dell'Azione Cattolica di Via Germanico, a Roma, pensavo che non era così importante la verginità della Madonna e non capivo perché invece per la mia religione lo fosse.
Nell'insieme, però, credo che l'insegnamento morale dell'ambiente cattolico mi è servito per crearmi un'ossatura morale che, insieme all'insegnamento dei miei genitori, nella vita mi ha aiutata. 
Ricordo però alcune compagne e compagni di Azione Cattolica che somigliavano ai quattro ragazzi di Emmaus: così sicuri da ostentare una ridente superiorità che contrastava col messaggio più intimo dell'umiltà dell'introspezione, che invece io tentavo di applicare. Non avevano dubbi e sembravano per questo più forti, invece erano più fragili ed ottusi, perché non si ponevano le mie domande. Il dubbio aiuta a capire, le certezze, quando si sfaldano come per i quattro di Emmaus, lasciano il vuoto. Dunque nei quattro non c'era nulla di forte e di vero dentro: non sanno dire di no alla tentazione che irrompe nelle loro vite e si lasciano trascinare in un sesso di gruppo. E' bastato poco per infrangere il loro sottile senso morale: è bastata l'offerta. L'ossatura è quella che ti consente di dire di no, di tirarti indietro, il rifiuto della tentazione rende più forti e consente poi di godere del sesso nel modo giusto e dignitoso, senza perdere il rispetto di sé.

venerdì 11 maggio 2012

Autorità garante delle Telecomunicazioni

Telecom tace. La linea non c'è se non grazie ai Servizi Google, come questo blog. Ma è una linea debole, ballerina, ben lontana dai 7 Mega del contratto...
Nessuno ci chiama per dirci quando pensano di ridarci l'ADSL come si deve, a nessuno di Telecom frega niente se non leggiamo la posta alice.it dal 2 maggio...
Le prime avvisaglie della linea non più normale erano iniziate il 1° maggio...
Prima di andare dall'avvocato della Federconsumatori  ci siamo rivolti all'Autorità Garante delle Telecomunicazioni.
Funzionerà? Saremo trattati da cittadini? Nell'assenza e nel silenzio assoluto di Telecom, speriamo in quest'altra Istituzione. Questo il testo con qualche cancellazione per un minimo di privatezza: 

NON E' STATO POSSIBILE EFFETTUARE LA DENUNCIA TRAMITE IL MODELLO D IN QUANTO, COME SI EVINCE DALLA DENUNCIA MEDESIMA, NON POSSIAMO ACCEDERE AD ALCUNA PAGINA WEB!

(Questa scritta è stata necessaria in quanto la procedura diceva di collegarsi al sito WEB per reperire il modello D, l'unico che l'Autorità Garante dice di accettare. In subordine suggeriva di recarsi presso una Associazione dei Consumatori, cosa che non tiene conto che non tutti sono iscritti a queste Associazioni, nel qual caso bisogna pagare e che, comunque, non sono immediatamente vicine ed accessibili, la mia, ad esempio, sta a Km. 10 dalla mia casa e ricevono per appuntamento).
Sent: Friday, May 11, 2012 2:56 PM
Subject: Contratto con Telecom Italia per Alice ADSL 7 Mega

Contratto intestato a: G.N. - Via M......, n.... - Rocca Priora (RM) su numero telefonico 06 940......
Spett. Autorità Garante per le Telecomunicazioni
dal 1° maggio 2012 la Telecom non è in grado di fornirci il servizio in oggetto indicato e, insieme ad esso, neppure è possibile l'accesso alla posta del server di @alice.it e di mia moglie @alice.it .
Dopo innumerevoli telefonate al Servizio 187 che hanno solo dimostrato l'inutilità degli operatori i quali negavano l'evidenza, abbiamo inviato dei fax al n. 800000187: cinque fax, l'ultimo ieri, a seguito del quale ci ha chiamato un impiegato della Telecom che non era in grado di spiegare la ragione del disservizio, ma ci ha detto che avrebbe fatto un sollecito.
Conseguenza di tale sollecito è stata che per un breve periodo (minuti) si sono aperti un paio di siti WEB, poi tutto è tornato come prima. Il sito di alice mail non si collega e non possiamo leggere la nostra posta.
Richiesti di un tempo limite entro il quale il ripristino della linea verrà assicurato, gli addetti Telecom non sanno dirlo.
Non sappiamo più cosa fare.
Prima di rivolgerci ad un avvocato della Federconsumatori a cui mia moglie è iscritta, abbiamo pensato di rivolgerci a codesta Autorità, anche su suggerimento di persone a conoscenza della nostra situazione.
A febbraio 2012 si era verificato identico disservizio ed identico copione con tentativi di addebitare al nostro sistema di connessione all'ADSL il malfunzionamento. Poi la Telecom ha ammesso il disservizio con lettera che Vi inviamo in allegato e di cui non sappiamo se ci hanno accreditato o meno i 70,00 euro di rimborso canone, in quanto non possiamo collegarci al sito Telecom, né la fattura del II bimestre 2012 è ancora giunta in cartaceo al nostro indirizzo. Abbiamo optato per l'addebito della bolletta sul ns. c/c bancario già da tempo. 
In attesa di un cortese riscontro, porgo
Distinti saluti.
Prof. G. N.
P.S.: L'indirizzo e-mail da cui scrivo è di mia moglie, Rita Coltellese, l'unico funzionante utilizzando gmail. 

Questa e-mail è stata inviata a agcom@cert.agcom.it e, su loro risposta ed indicazione, a denunce_ugsv@cert.agcom.it , infine, su indicazione di amici, la medesima e-mail, stampata, è stata inviata per fax alle sedi di Napoli e Roma dell'Agenzia Garante delle Telecomunicazioni.
Speriamo che dopo tutto questo lavoro e tempo, qualcuno risponda.  

giovedì 10 maggio 2012

Telecom: continua il disservizio

Si rimanda ai due post precedenti su questa ennesima triste telenovela: basta cliccare sull'etichetta in basso a sinistra Servizi e cittadino.

Cosa deve fare lo sventurato utente che ha scelto il contratto con Telecom per Alice ADSL 7 Mega?
Solo rendere pubblico che è un Servizio che non c'è da 10 gg., mentre il Servizio 187 non risolve nulla. Ormai non chiamiamo più gli inutili operatori, inviamo dei fax e dei dipendenti Telecom ci telefonano per chiederci se la linea è tornata. Rispondiamo di no, che non è tornata, la situazione è sempre la stessa.
Non ci colleghiamo con la nostra posta alice.it: il circoletto gira gira  a vuoto.... 
Non ci colleghiamo più con il WEB.
Oggi, al quinto fax allo 800000187, ci ha chiamato l'ennesimo impiegato Telecom: ha detto che gli risultava la mancanza di linea dal 7 maggio (???!!!!), che prima erano intervenuti (????), e che avrebbe fatto un sollecito.
Il sollecito deve averlo fatto veramente perché miracolosamente si sono aperti un paio di siti. Poi più niente.
Non basta il risarcimento come da contratto, il danno è non poter fare le ricerche che ci servono.
La fattura del 2° bimestre non è arrivata, né possiamo leggerla nel sito Telecom che non si collega, dunque non sappiamo se poi i 70,00 euro che Telecom doveva accreditarci per l'assenza di linea di febbraio 2012 sono stati effettivamente rimborsati. Abbiamo accettato l'addebito automatico in c/c dopo che, essendo arrivata una fattura Telecom oltre la scadenza, ci avevano staccato il telefono e, per il ripristino della linea Telecom aveva voluto euro 17,....
Posta che arriva in ritardo o non arriva, distacchi e spese non per colpa dell'utente... Perché in Italia tutto funziona così? Perché deve intervenire "Striscia la Notizia" per far dire a gente infingarda: "Ora provvediamo!"?
Licenziatela ed assumete gente che lavora.
C'è un alto tasso di disoccupazione, quindi gente per il ricambio c'è.
Perché nessuno paga per questa ignobile inefficienza?
Se non pagano continuerà tutto come prima.
Perché il cittadino deve sempre lottare per avere la NORMALITA'?
E' defatigante.
Siamo costretti a chiedere la disdetta per questa Alice 7 Mega tanto pubblicizzata!
Telecom è masochista o i suoi tecnici sono incapaci oppure qualcuno tipo Infostrada li spinge a rendere inefficiente Alice?
L'ho già detto e scritto: a febbraio, nel lungo periodo senza linea, di cui poi Telecom ha riconosciuto con lettera di scuse il disservizio, ci arrivavano telefonate di offerta da Infostrada... Mai come in quel periodo. Perché?
Telecom ha i mezzi per accertarsi di quello che succede al suo server di alice.it, alle stazioni o sottostazioni? Io penso di sì. Lo faccia.  

Come far sparire una moglie e vivere felici ed impuniti

Se non ci fosse la mai abbastanza lodata trasmissione "Chi l'ha Visto?" esseri umani sparirebbero nell'indifferenza e nell'oblio generali senza più volto: fantasmi nel dimenticatoio.
Ma per fortuna c'è e solo per questo e per poco altro pago l'imposta che chiamano impropriamente "canone di abbonamento RAI", altrimenti per me potrebbero pure sigillarmi il televisore.

Nello scrivere questo mi viene in mente che ci dicono che viviamo in democrazia... Eppure non posso scegliere... O pago o mi sigillano il televisore... Se ci pensate è dittatura: perché non posso vedere Sky, per esempio?
Già pago la depurazione delle fognature che non hanno mai costruito dove abito, + Iva al 10% sulla cifra, e se non pago ACEA ATO2 mi sigilla l'acqua...
Ma siamo proprio sicuri che non siamo già in una strisciante dittatura dei Partiti e degli Apparati Burocratici? Se ne infischiano dei nostri referendum, non c'è libero mercato sui Servizi... 

Ma sto divagando... Quello di cui voglio parlare è della facilità con cui ormai ci si disfa di una moglie, di una convivente, in qualche caso di un'amante che esige troppo...

Il copione è sempre lo stesso e sembra che funzioni, perché, a meno di non essere un cretino integrale come un certo caporalmaggiore (aihmé!) del nostro esercito, la si sfanga quasi sempre.

Il kit procedurale, lo dicono i fatti, è questo: l'amante che si accontenta del poco dignitoso ruolo, o non si accontenta e allora giù bugie anche con lei, le varianti sono una richiesta di dignità e rispetto (che pretese!) da parte di una moglie o di una convivente, anche senza l'esistenza di un'amante, raramente un'insistenza ossessiva dell'amante, nel qual caso si fa fuori lei, ma in genere si fa fuori la moglie. Questa figura familiare, spesso madre dei propri figli, sparisce da casa e lui, il marito, non sa dove mai possa essere andata. Puff!! Non c'è più!
Qualche mitomane o qualcuno in buona fede crede di ravvisarla in una donna somigliante... I Carabinieri e/o la Polizia (non fa differenza) attendono così che ritorni dai "sentieri da cui non v'è viaggiatore che torni"... per dirla con Shakespeare! Dando in codesto modo molto vantaggio all'assassino. Il corpo delle vittima, occultato chissà dove, difficilmente sarà trovato. Passa il tempo e le prove (quali dovrebbero essere?) che sia il marito l'assassino non ci sono. Non ci sono testimoni, quindi l'unica versione dei fatti e del loro svolgimento è dell'assassino, pardon, del marito! Passano gli anni e le incongruenze, le illogicità di tali racconti senza riscontri testimoniali di altri, se non del marito, non costituiscono prova che possa portarlo a processo. Si accetta che una donna, spesso una madre, possa sparire nel nulla senza più dare segno di sé nel mondo dei vivi dando per accettato che non si può dimostrare che sia morta perché non c'è il suo cadavere!

Questi casi si moltiplicano perché l'assassino ha capito che basta non far ritrovare il corpo ed è fatta!
La Mafia docet! Ricordate i piloni di cemento? I mariti assassini, non potendo sempre disporre di un cantiere grazie agli appalti mafiosi, si sono sbizzarriti nelle più fantastiche versioni.
Quella di Parolisi è puerile come lui, sadica e malvagia, piena di bachi, di malata finzione...
Quella del marito della Manca ha subito lo scherno della sorte di una corsa campestre che doveva svolgersi proprio dove lui l'ha buttata occultandola in mezzo ai rovi...
Quella del marito della signora di Ladispoli è piena di buchi, che però gli inquirenti non hanno voluto vedere, hanno trascurato, facendo passare 7 anni! Lui dice che hanno dormito in macchina quando lei aveva a pochi passi la casa dei suoi parenti a cui avrebbe potuto chiedere ospitalità, invece non si è fatta viva neppure per un saluto. I parenti non se ne danno spiegazione e pace. La stessa notte che, lui dice, dormirono in automobile, il loro unico figlio li chiamò per ore sui due cellulari senza avere risposta. Dormivano così profondamente? Di certo lei dormiva per sempre e lui, forse, era occupato ad occultarne le spoglie! E' una probabile spiegazione sia per i cari e disperati parenti sia per l'angosciato e povero figlio!
Sempre lui (lei tace da quella notte) dice che sono tornati a casa e che hanno continuato a litigare sotto casa alle prime ore del mattino per non far sentire al figlio. Peccato che i bar aprano molto presto ed i gestori del baretto di fronte al luogo dove il marito racconta che discutevano quella mattina non hanno visto nessuno, né sentito voci, pur essendo in vista del luogo e a pochi metri da esso.
Non fa niente! Per finire in giusta galera ti devono beccare mentre la strozzi, o la pugnali, o l'ammazzi di botte, oppure debbono trovare qualche osso della povera donna! E' il caso della fedifraga funzionaria della prefettura uccisa dall'amante: galeotta è stata la pioggia abbondante che ha fatto scoprire il suo corpo ormai ridotto a poche ossa, appunto! L'assassino non aveva avuto il tempo di scavare una buca più profonda per seppellirvela.
L'ultima, in ordine di tempo, dissolta nel nulla, è Roberta Ragusa. E' sparita fra la mezzanotte e prima delle 5 del mattino lei ed il caricatore del suo telefonino che, però, è rimasto a casa. Cosa mai ci dovrà caricare senza corrente elettrica? Dove mai sarà andata a piedi, perché ha lasciato l'auto, senza bagagli, senza nulla, senza soldi? In quale mondo può vivere in queste condizioni? Se non nel mondo dei morti, magari con il carica cellulare stretto intorno al collo?
L'ignaro marito dichiara di non essersi nemmeno accorto che il suo corpo non giaceva accanto a lui. Però, l'indomani, non sapendo dove era andata e quando sarebbe tornata, ha chiesto all'amante di distruggere il cellulare con il quale lo chiamava e lui ha fatto altrettanto del suo. Perché? Perché non l'ha fatto il giorno prima? Perché proprio dopo che lei, lo dice lui, si è allontanata con le sue gambe? Perché, si chiede chi ragiona, ha preso subito un'aspettativa di tre mesi al lavoro per sostituirla nel lavoro presso l'autoscuola di famiglia? Poteva tornare da un momento all'altro o lui sapeva di no?
Le prove non sono, non possono essere solo il DNA e le impronte (che spesso, dispiace dirlo, vengono pasticciate e non rilevate per tempo e dovunque si dovevano rilevare), le prove sono anche nel fatto che nessuno sparisce nel nulla e per sempre se è vivo. Le prove sono: il movente più che plausibile, la logica dei fatti.

mercoledì 9 maggio 2012

Grillo e la vittoria del suo movimento

In questi giorni di difficoltà in cui mi ha messo la Telecom nel darmi un servizio quasi inesistente (non posso andare nel WEB, solo negli elenchi delle news e dei siti tramite Google), posso documentarmi solo sui giornali cartacei e sulle notizie ed i dibattiti televisivi.
Nel cercare aiuto per il mio blog attraverso il forum dei blogger Google, ho letto che una blogger voleva sapere come raggruppare i post su un determinato argomento dentro una pagina. Ebbene, e lo scrivo anche per chi mi legge, non ce ne è bisogno: basta cliccare sull'etichetta data al post, che si trova in fondo a sinistra di esso, e compariranno di seguito tutti i post su quel determinato argomento.
Un esempio: questo post ha l'etichetta Beppe Grillo, cliccando su di essa compariranno tutti i miei post precedenti sul personaggio. Dunque qui non ripeterò quanto già scritto nel bene e nel male. La mia opinione non è cambiata, anche se sono contenta della sua vittoria perché sembra che i politici NON VOGLIANO PROPRIO VEDERE LA LORO REALTA', QUELLA CHE LORO HANNO CREATO.
Dice la Scienza che si considera PAZZIA il distacco dalla realtà; la NEGAZIONE di essa, invece, è un grave disturbo psicologico...
Dunque i Politici, drogati di Potere e di tanti, troppi soldi pubblici in cui affondano le mani, hanno totalmente perso il senso della realtà o, nei casi meno gravi, si limitano a negarla. Altrimenti non dovrebbero fare tutte queste analisi per spiegare a chi lo ha capito benissimo (il popolo) che Grillo non è che un modo per andare CONTRO la CORRUZIONE, IL LADROCINIO, LO SPERPERO SISTEMATICI DEL DENARO PUBBLICO, mentre si chiedono SACRIFICI a chi sarebbe pure disposto a farli, ma non con questo spettacolo vergognoso che loro danno.
Ma loro proprio non lo capiscono e danno addosso a Grillo.
Riporto quanto scrive Simona Mantovanini oggi su un giornalino quotidiano e gratuito che si chiama Metro e che viene distribuito, appunto, sulla Metropolitana, ma anche dai benzinai:
"Il Presidente Napolitano ha bocciato, con toni inusitatamente canzonatori, il risultato del Movimento 5 Stelle. Peccato: perché il Presidente è garante della Costituzione e l'M5S sta alle regole (a volte in modo pedante) e peccato perché, e questo Napolitano dovrebbe saperlo, all'Italia è andata di lusso. Potevamo dover commentare un 10% di voti ai nazifascisti. Meglio i grillini rompiscatole ma democratici, o no?"
Una reazione il Popolo la deve avere e questa, come scrive la Mantovanini, non è certo la peggiore, non foss'altro perché il Movimento 5 Stelle HA RIFIUTATO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO (anzi: L'IPOCRITA E TRUFFALDINO RIMBORSO ELETTORALE).

Nemmeno il più fetente dei monarca assoluti avrebbe aggirato il responso quasi plebiscitario del referendum.
E' stato come dire al Popolo: "Te l'ho chiesto, ora ti addebito pure tutta la spesa del referendum, ma visto che non hai votato come io volevo faccio come mi pare."

In tutta la Pubblica Amministrazione se un Pubblico Funzionario va in missione e spende per albergo e per mangiare, se vuole il rimborso delle spese deve presentare fatture e scontrini. Cosa vuol dire RIMBORSO ELETTORALE? Rimborso di che?

Ma di niente naturalmente! Mi dai i soldi e basta! Un'illimitata bulimica voglia di denaro pubblico, un'illimitata volontà di potenza, di non dover rendere conto a nessuno... ha creato i mostri Lusi, Bossi ed il suo entourage, e tutti quelli che debbono ancora beccare. Per non parlare di quelli che non li spendono tutti, ma se li tengono nelle loro casse senza restituirli allo Stato che lamenta carenza di soldi e li chiede ai poveri cristi perché numericamente in maggiore quantità rispetto ai privilegiati.

Ricordo a costoro le parole di Enrico Berlinguer quale monito: 

 ‘Quando si chiedono sacrifici agli operai, ai pensionati ci vuole un grande consenso una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi’ 

E aggiungo quello che ho scritto io in un precedente post:Se la POLITICA è rapina l'ANTIPOLITICA è UN DOVERE MORALE.