martedì 13 novembre 2012

Italia dei Valori - Arresto di V.M. AGGIORNAMENTO

A seguito della richiesta pervenutami in data 14 agosto 2020, i cui contenuti vengono qui pubblicati dato che, come scritto nella richiesta medesima, "Solo al fine di un eventuale aggiornamento della notizia pubblicata, si autorizza l'utilizzo delle informazioni riportate nella presente comunicazione" si rende nota la cancellazione del post come da detta richiesta:
Studio Legale Antonini avv.svevaantonini@idealex.it
Spett.le Ritacoltelleselibripoesie.com, 

Scrivo in nome e per conto del mio Assistito, Maruccio Vincenzo, per chiederVi gentilmente di voler provvedere alla eliminazione (o, in subordine, alla de-indicizzazione) dalla Vs. spett.le testata on line del seguente  link:


Le notizie riportate nell'articolo connesso con la figura del mio cliente sono datate e, dunque, non sono più attuali e non più corrispondenti ad un reale interesse di cronaca, con la conseguenza che la loro permanenza nel web - nelle prime pagine di ricerca Google - sta causando forti danni all'immagine e alla reputazione del mio Assistito.  Si tenga conto che possiamo fornire Casellario Giudiziale e Carichi Pendenti completamente puliti e che dimostrano che non risulta più niente a carico del mio assistito.

Si configurano perciò tutti i presupposti del diritto all'oblio come sancito dalla giurisprudenza italiana e comunitaria e, in maniera ancora più concreta, dal nuovo "Regolamento (UE) 2016/679" e nello specifico dal relativo art. 17, la cui violazione è ancora più grave se si considera che il link risulta fra i primi risultati della ricerca Google, digitando il nome del mio Assistito.

Gentilmente pertanto Vi chiederei se fosse possibile eliminare o in subordine de-indicizzare il suddetto link.

Ringraziandovi per la collaborazione e in attesa di un Vs. gentile riscontro, Vi porgo distinti saluti.

(Per Avv. Sveva Antonini)
Dott. Leonardo Bergonzoni

Studio Legale Antonini 
Via S. Vitale 23 
40134 Bologna
La presente mail è da ritenersi confidenziale, non è autorizzata la diffusione e/o pubblicazione nel web o con altre modalità. Solo al fine di un eventuale aggiornamento della notizia pubblicata, si autorizza l'utilizzo delle informazioni riportate nella presente comunicazione.

Questa la mia risposta:

Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com
a:Studio Legale Antonini
data:14 ago 2020, 15:24
oggetto:Re: Richiesta rimozione de-indicizzazione link - Maruccio Vincenzo

Spett. Studio Legale,
ai sensi delle normative da Voi rappresentate non ho difficoltà ad eliminare il post dal mio blog, ma non posso ritenere confidenziale questa richiesta-imposizione che DEVE MOTIVARE, DI FRONTE A CHI MI SEGUE E MI LEGGE, LE RAGIONI DI UNA SCELTA CHE SAREBBE ALTRIMENTI NON COMPRENSIBILE, dato che anch'io ho un'immagine ed è credibile e non inficiata da NULLA in quasi 74 anni di vita.

D'altra parte l'immagine e la reputazione del Vs. Assistito NON E' STATA DA ME INFICIATA NE' DANNEGGIATA MA DALLE SUE AZIONI CHE HANNO COINVOLTO DENARO PUBBLICO.   Il fatto che oggi dichiariate "che possiamo fornire Casellario Giudiziale e Carichi Pendenti completamente puliti e che dimostrano che non risulta più niente a carico del mio assistito" è questione che attiene alle possibilità che il nostro sistema giudiziario consente anche in casi come quello del Vs. assistito.

Procedo dunque a quanto da Voi richiesto in ottemperanza del  "Regolamento (UE) 2016/679". Non esistendo più il post qualsiasi link appaia nella ricerca Google non potrà esserci alcuna re-indicizzazione.

Distinti Saluti.
Rita Coltellese

Ai fini dell'aggiornamento sono state cancellate tutte le notizie riprese dai giornali del 2012 e a seguire, e le mie considerazioni ed esperienze personali vissute dall'interno del partito Italia dei Valori anche nella vicenda delle elezioni che hanno riguardato il cliente dell'Avv. Antonini.
Perché sia un reale aggiornamento della notizia lascio solo la parte riguardante le dichiarazioni di Nicola Zingaretti riportate da ASCA.

Lazio: Zingaretti, arresto Maruccio indica necessita' voltare pagina

13 Novembre 2012 - 13:11


(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Le accuse e l'arresto di Vincenzo Maruccio rappresentano un fatto molto grave, una storia che sembra essere oltre che grave anche triste e la procura e la magistratura fanno bene ad indagare ed andare avanti fino in fondo''. A dirlo il presidente della Provincia di Roma e candidato per il centrosinistra alla Regione Lazio, Nicola Zingaretti, commentando l'arresto dell'ex capogruppo al Consiglio dell'Idv Vincenzo Maruccio.

Zingaretti, dopo aver ringraziato la procura, ha sottolineato che ''politicamente questo arresto conferma una cosa elementare: la necessita' di chiudere l'esperienza e voltare pagina per costruire una nuova Regione Lazio. E' necessario - ha detto - aprire porte e finestre, mettere in campo nuove idee, nuovo personale politico, una nuova sfida affinche' si volti pagina rispetto a una storia che ogni giorno ci riserva delle amare sorprese e che non fa altro che aumentare la distanza tra i cittadini e la politica''.


lunedì 12 novembre 2012

Dei delitti e delle pene, delle vittime e dei carnefici

Da: L'Espresso.it

Ergastolo: è ora di dire basta

(12 novembre 2012) di Umberto Veronesi
La condanna a vita è incivile come una condanna a morte. Per questo è nata un'associazione per eliminarla. Guidata da un grande medico. Che qui ne spiega le ragioni

Umberto Veronesi Quest'anno alla Conferenza Science for Peace di Milano parleremo di dignità della persona, di un mondo più equo e di convivenza in diversità e libertà: tre temi legati alla difesa dei diritti umani fondamentali. Perché questi tre argomenti legati alla scienza e alla pace? Perché la pace è il primo dei diritti dell'uomo e la condizione di rispetto di tutti gli altri - diritto alla conoscenza compreso - e la scienza, io credo, ha il dovere morale di promuoverlo. Non ho mai creduto in una ricerca scientifica che non si occupi delle ricadute sociali delle sue scoperte, e anzi ho sempre sostenuto che la scienza (nel mio caso scienza medica, ma lo stesso vale per la fisica, la chimica, e così via) quando conquista un nuovo sapere sull'uomo e la sua natura, abbia il dovere di diffonderlo, condividerlo e offrirlo al dibattito pubblico, perché sia applicato alle varie discipline.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la violenza non fa parte della biologia dell'uomo. Lo provano le indagini genetiche, antropologiche e biologiche. Il messaggio del nostro Dna è la perpetuazione della specie: procreare, educare, abitare, fare sapere, costruire ponti e legami che rendono più sicura la vita. In sintesi il nostro genoma "pensa" l'essere, non la distruzione. Uccidere e fare guerre rappresenta un'infrazione al messaggio genetico, che ci spinge invece verso relazioni costruttive. Promuovere la pace significa quindi sostenere il disarmo, incoraggiare l'abolizione dei conflitti armati, fare opposizione a tutte le forme di violenza, soprattutto se istituzionalizzate. Prima fra tutte la pena di morte, perché è un omicidio di Stato, che inevitabilmente genera una distorsione. Se lo Stato uccide, lo posso fare anch'io: lo Stato non può uccidere in nome dei cittadini rendendo omicida tutti quanti rappresenta. Ma anche l'ergastolo a vita (ostativo) è una forma di pena di morte o una pena fino alla morte, perché una persona condannata a morire in carcere, entra in cella per affrontare un'agonia lenta e spietata. Tanto dolorosa, da far scrivere a Carmelo Musumeci, un ergastolano con cui intrattengo un carteggio da molti mesi: «Fatemi la grazia di farmi morire».

Per questo Science for peace si è schierato con quanti si impegnano perché l'ergastolo a vita venga eliminato dal nostro sistema giudiziario. E' un gruppo appena nato, di cui fanno parte Giuliano Amato, Bianca Berlinguer, Andrea Camilleri, Don Luigi Ciotti, Erri de Luca, Margherita Hack, Franca Rame, Stefano Rodotà, e altri diciassettemila cittadini che hanno già sottoscritto un manifesto contro l'ergastolo. Le motivazioni vanno ben di là della questione giuridico-legislativa: sono ragioni morali, etiche, culturali e anche scientifiche. Gli studi più recenti in neurologia hanno dimostrato che il nostro sistema di neuroni è plastico e si rinnova, perché il cervello è dotato di cellule staminali proprie in grado di generare nuove cellule. Questo dimostra scientificamente che la persona che abbiamo messo in carcere, non è la stessa vent'anni più tardi e che per ogni uomo esiste per tutta la vita la possibilità di cambiare, evolversi, adattarsi.

Chi ha visto il film di Matteo Garrone "Reality", non può immaginare che l'attore protagonista, un ergastolano nella realtà, venga rinchiuso in cella per sempre alla fine del set. Noi crediamo nel principio di una giustizia tesa al recupero e la rieducazione della persona, che eviti trattamenti contrari al senso di umanità, e dignità della persona, come recita la nostra Costituzione. Ma una giustizia che condanna "per sempre" è soltanto vendetta, perché esclude la possibilità di un ravvedimento e un reinserimento nella vita sociale. E' una giustizia che punisce senza capire le cause profonde di un crimine, e così facendo perde anche la sua efficacia. Molti giuristi sostengono che la criminalità gioisce di fronte ad una condanna di ergastolo, perché sa che la persona non verrà recuperata e non potrà dunque agire sfavorevolmente al sistema criminale. Sappiamo, tuttavia, che scardinare dall'opinione pubblica il principio della vendetta richiede un grande sforzo collettivo. La non-violenza non è questione giuridica o politica, ma prima di tutto di cultura, e la nuova cultura nasce soltanto dal confronto delle opinioni, dal dibattito e lo scambio fra diverse forme di pensiero, come ci impegneremo a creare nella Conferenza di Milano.


__________________________________________________

Premetto subito che, pur rispettando le idee di persone degne di stima come Veronesi, Franca Rame, Margherita Hack (che ebbi il piacere di conoscere di persona nel lontano 1978), NON sono d'accordo sull'abolizione dell'ergastolo ostativo né che questa pena estrema possa costituire VENDETTA.
Il concetto di vendetta attiene all'individuo che reagisce, a torto o a ragione, ad un'offesa. 
La pena estrema non costituisce vendetta, questa è un'estremizzazione aberrante usata per rendere più forte l'idea dell'abolizione dell'ergastolo ostativo. Non è un argomento valido e accettabile perché non tiene conto del danno alla vittima del crimine e alle vite rovinate di chi quella vittima amava.
Questa elusione della figura della vittima uccisa e delle vittime ad essa legate ancora viventi, ma ferite nel profondo, dimostra la debolezza delle argomentazioni che tengono conto soltanto dell'assassino che continua a vivere espiando la pena.
Chi vuole l'abolizione anche dell'ergastolo ostativo vuole la rimozione totale del danno causato, danno particolarmente efferato ed odioso giacché ormai raramente un assassino viene condannato alla pena massima.
Spesso chi uccide se la cava con pene inferiori ai 20 anni.
Rimando l'elenco di questi delitti, quasi impuniti per la lievità della pena, alla cronaca nera, che ne è piena.
Rarissimo dunque è l'ergastolo ostativo che viene comminato nei casi più atroci, sia per le modalità con cui è stata data la morte alla vittima o, come accade spesso in questi casi di pena, a più vittime, sia per le motivazioni ignobili e premeditate del gesto.

Queste belle menti vorrebbero togliere anche questo a certi mostri che loro ritengono recuperabili alla società.
Veronesi lo fa con opinabili motivazioni scientifiche dall'alto della sua statura intellettuale.
Penso e dico, con la dovuta umiltà, che anche un grande scienziato può sbagliare.
Vediamo le argomentazioni che egli scrive in questo articolo per supportare la sua tesi: La ricerca scientifica ha dimostrato che la violenza non fa parte della biologia dell'uomo.
Con tutta l'umiltà possibile non so come faccia Veronesi ad affermare con tanta sicurezza un simile dogma!
Ad essere buoni si può rispondere che, se la violenza non fa parte della biologia dell'uomone fa sicuramente parte la sua psicologia
Sono stati scritti volumi e studiate statistiche sulla Psicologia e la Violenza che, per essere estranea alla Biologia dell'uomo come vorrebbe Veronesi, è fin troppo presente nella sua Storia in ogni forma.
Altra argomentazione: Il messaggio del nostro Dna è la perpetuazione della specie ...  Uccidere e fare guerre rappresenta un'infrazione al messaggio genetico, che ci spinge invece verso relazioni costruttive. Il messaggio della perpetuazione della specie è anche nel DNA dell'ultimo animale della scala biologica... Dunque non prova alcunché... Uccidere e fare guerre sarà pure "un'infrazione al messaggio genetico" ma attiene all'uomo dall'era della clava fino ad oggi, in cui da ogni parte del mondo ci arrivano immagini di una violenza inaudita perpetrata soprattutto sui più deboli.
 Ma anche l'ergastolo a vita (ostativo) è una forma di pena di morte o una pena fino alla morte, perché una persona condannata a morire in carcere, entra in cella per affrontare un'agonia lenta e spietata. E qui Veronesi rivela il suo carteggio con un ergastolano che chiede di morire... 
Sa Veronesi quanta gente che non ha fatto nulla di male e vive libera ha questo desiderio dopo una vita di dolore e di pene, di sconfitte ed altro? Non lo scrive a Veronesi, se lo tiene nel cuore, con tristezza, a volte con una vera e propria depressione..
Dunque dovremmo dispiacerci per il dolore dell'ergastolano e per questo eliminare la pena?
La pena deve essere pena. Se l'ergastolano vivesse felice e contento come in un confortevole albergo che pena sarebbe?
Vede bene, Veronesi e quelli che la pensano come lui, che la sua è una opinione, rispettabile come tutte le opinioni ma non per questo assoluta.
 Gli studi più recenti in neurologia hanno dimostrato che il nostro sistema di neuroni è plastico e si rinnova, perché il cervello è dotato di cellule staminali proprie in grado di generare nuove cellule. Questo dimostra scientificamente che la persona che abbiamo messo in carcere, non è la stessa vent'anni più tardi e che per ogni uomo esiste per tutta la vita la possibilità di cambiare, evolversi, adattarsi.
Sicuramente sì. Infatti l'ergastolano può ravvedersi, prendere coscienza dell'orrore commesso, pentirsi intimamente... Ma questo attiene ad un percorso molto personale, intimo, che migliora la persona ma non estingue il reato commesso, in questi rari casi particolarmente efferato.
L'argomentazione scientifica applicata al caso, invece, mi dispiace per l'illustre scienziato, appare presa ed appiccicata ad hoc per tirare acqua al mulino della tesi di abolizione. I neuroni si rinnovano ma la mente e la coscienza forse sono una cosa più complessa... e Veronesi dovrebbe saperlo molto meglio di me. 
Esistono volumi e pubblicazioni che dichiarano che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, del cervello umano, della MENTE, della COSCIENZA, ne sappiamo ancora molto poco!
I neuroni possono pure rinnovarsi, ma questo non dimostra affatto che la MENTE si rinnovi di pari passo o che fra le due cose ci sia sicura attinenza. Questo se lo so io lo sa, a maggior ragione, anche Veronesi...
La MENTE umana è insondabile, trae in inganno, i criminali fingono a loro vantaggio: si pensi a Reder finto pentito che, appena ottenuta la libertà grazie ai buoni uffici di un prete, suo consigliere spirituale convinto del suo sincero pentimento, dichiarò di non essere affatto pentito e rivendicò i suoi crimini come giusti.

Un'amica suggerisce...

Hai scritto sul blog un articolo che riguarda la figlia della Fornero. Per "par condicio" perchè non ne scrivi uno che riguarda il figlio della Cancellieri?
Mentre gli italiani, che non hanno santi in paradiso e che  non sono in grado di pagare  il  ricongiungimento oneroso  dei contributi, se la stanno passando piuttosto male, insieme a quelli che perdono il posto di lavoro, i  "figli di" passano da una poltrona all'altra con liquidazioni  milionarie. Piergiorgio Peluso, 43 anni,  è il figlio della ministra Cancellieri. In rete trovi una marea di articoli riguardanti il rampollo della Cancellieri. Te ne copio uno:


ll  ministro Elsa Fornero ha detto che i giovani sono troppo schizzinosi, troppo choosy e che per il primo impiego dovrebbero sapersi accontentare. E chissà se la Fornero l'avrà detto a suo tempo anche alla figliola, Silvia Deaglio di essere choosy? A 37 anni, la rampolla di posti fissi ne ha due: professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino (dove insegnano padre e madre) e responsabile della ricerca alla fondazione Hugef. Si sarà accontentata.

La sua collega di governo, il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, aveva detto che i giovani dovrebbero rinunciare al lavoro accanto a mamma e papà. Ma leggendo la notizia pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano secondo cui il figlio del ministro dell'Interno, Piergiorgio Peluso, ha incassato 3,6 milioni di euro di buonuscita dal gruppo assicurativo Fonsai dopo esserne stato direttore generale per 14 mesi, viene da chiedersi se si sia accontentato. Peluso, stando alle confeme arrivate all'Ansa dal gruppo Fonsai, sarebbe riuscito a farsi pagare una liquidazione pari a tre annualità di stipendio a fronte di dimissioni volontaria. Assumendo l'incarico di direttore generale nel 2011, Peluso aveva ottenuto una clausola contrattuale secondo cui gli veniva riconosciuta la ricca liquidazione anche in caso di dimissioni volontarie se fosse intervenuto un passaggio di mano del controllo della Fonsai. Il gruppo assicurativo è passato dalla famiglia Ligresti sotto il controllo di Unipol. A luglio Peluso se n'è andato. Con la liquidazione ricchissima. E' andato a fare il direttore finanziario di Telecom Italia. Il figlio della Cancellieri è un top manager.

FONTI:
La voce delle Voci, Il fatto quotidiano, La Repubblica, Dagospia... lo trovi ovunque questo articolo "prelibato". A te la scelta!
Alla faccia dei sacrifi e rigore richiesti alla plebe!
Buona notte

++++++++++++++++
Non c'è alcun bisogno che io faccia una ricerca sul WEB: quanto scrive la mia amica è più che sufficiente e mi spinge sempre più verso un sentimento di desolazione.
Nulla cambia. Monti sarà pure uno stimato professore che ha ridato una facciata accettabile all'Italia resa ridicola da Berlusconi, ma non può dire "basta con il nepotismo", come ha fatto appena ieri, e non guardarsi intorno nel suo governo!
Certi incarichi nelle Compagnie di Assicurazioni si danno per conoscenza, per gli appoggi che possono garantire... Addirittura certi banali posti di lavoro li danno così... L'ho sperimentato molto da vicino. 
Come può, caro Prof. Monti, dire a noi comuni mortali "basta con il nepotismo"?
Per noi va benissimo! Ma non sta a noi cambiare le cose... Noi non possiamo cambiare niente! Neppure con il voto... Possiamo solo, astenendoci dal votare, rendere palese la nostra inutilità... Noi siamo plebe, come scrive la mia amica, perché plebe ci ha reso la politica, di qualunque colore sia: infatti spesso lo cambiano il colore, come cambiano i simboli... i nomi... ma nulla cambia per noi. Anche con il suo governo tecnico nulla è cambiato caro professore, come si può vedere dalle due anziane ministre Fornero e Cancellieri che, visto i privilegi della loro prole, farebbero bene ad usare la saggezza dell'età e a  non spargere il sale sulle ferite della prole della plebe: colta, superspecializzata, pronta ad ogni sacrificio... ma sempre figlia di plebe è... e nemmeno il lavoro trova... se rimane in Italia. Deve andarsene dall'ingrata Patria per lavorare... proprio come i figli di Fornero e Cancellieri (amara ironia, ci rimane solo questo).

Se c'è gente che preferisce certi personaggi... stiamo messi molto male


Da: Il Messaggero.it

Primarie Pdl, sondaggio Swg: 1° Alfano
seconda la Mussolini, terzo Tremonti

Il segretario raggiunge il 38% negli elettori del centrodestra, Alessandra il 15% e Giulio l'8%

ROMA - Con il 38 percento del consenso degli elettori del centrodestra e il 59 percento di quelli del Pdl è Alfano il candidato favorito alle primarie del centrodestra.È quanto emerge da un sondaggio Swg realizzato in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Al secondo posto Alessandra Mussolini, candidata dal 15% degli elettori del centrodestra e dall'8% di quelli del Pdl. Segue l'ex ministro del governo Berlusconi, e unico candidato della lista a non fare parte del Pdl, Giulio Tremonti, rispettivamente con l'11 e il 7 percento. Chiude la classifica Maria Stella Gelmini, che raccoglie l'1 percento del consenso. Questo, schematicamente, l'esito del sondaggio. elettori centrodestra elettori Pdl Alfano 38% 59%. Mussolini 15% 8%. Tremonti 11% 7%. Meloni 9% 5%. Santanchè 7% 8%. Crosetto 3% 2%. Galan 2% 4%. Gelmini 1% 1%. Indecisi 14% 6%. Il sondaggio è stato realizzato da SWG Srl-Trieste per «osservatorio SWG» nei giorni 5-7 novembre tramite sondaggio telefonico (CATI) e online con metodo online CAWI su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1100 soggetti maggiorenni (su 5300 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d'errore massimo: +/- 2,96%.

Immagini da: 
www.SETTENOTE.EU, www.SOGNO-LIBERO.com, BLOGDOLCEVITA.com et altri sul WEB...



Chiedo scusa ai miei lettori abituali perché questo non è un sito che vuole fare della pornografia, ma volevo solo rendere esplicito il fatto che, se si vuole fare l'attrice ci si può iscrivere all'Accademia Silvio D'Amico, al Centro Sperimentale di Cinematografia, e a tante altre benemerite scuole di recitazione di lodevole fama. Avendo i mezzi economici di Alessandra Mussolini poteva anche provare con l'Actor's Studio. Fare queste foto è stata una sua scelta che dà conto di chi è il personaggio.
Chi, di destra, può volere che ci governi una  persona che ha fatto queste scelte?
Ci è bastato suo nonno: leggete la storia e non fatevi rimbambire dai salotti televisivi che vi spingono verso un populismo vuoto di competenze e di contenuti.

domenica 11 novembre 2012

Unioni omosessuali sì, matrimonio no

Da: Fanpage.it

Una bambina con due papà gay scrive a Obama. Lui risponde.

La commovente lettera di Sophia, una bambina americana di 10 anni che vive con i suoi due papà, una coppia gay. Lei si rivolge al presidente, anche per chiedergli come fare quando tutti a scuola la deridono. Obama, dopo qualche giorno, risponde alla piccola.


Barack Obama è stato nuovamente eletto e sarà il presidente degli Stati Uniti per i prossimi quattro anni. Per raccontare questa storia, però, bisogna fare un passo indietro, a qualche giorno prima dell’election day di ieri. È la storia di una bambina americana di 10 anni, il suo nome è Sophia Bailey Klugh, figlia di una coppia gay: Sophia non ha una mamma e un papà ma, appunto, due papà, Jonathan Bailey e Triton Klugh. Lei, che dai suoi genitori si sente amata, non ha nessun problema, a parte il fatto che a scuola, per la sua condizione familiare un po’ diversa da quella dei suoi compagni, spesso viene derisa. Per questo motivo decide di rivolgersi proprio a Obama, quel presidente a cui va il suo ringraziamento per il sostegno ai matrimoni gay. A Obama scrive: “Volevo solo dirti che sono felice che sei d’accordo che due uomini possano amarsi perché ho due papà e loro si amano. Ma a scuola gli altri bambini pensano che questo sia disgustoso e strano e questo mi ferisce. Scrivo a te perché sei il mio eroe. Se tu fossi me e avessi due papà che si amano, e i bambini a scuola ti prendessero in giro per questo motivo, che faresti? Rispondimi, per favore!”. Sophia è convinta che la vittoria di Obama sia una cosa giusta, per questo motivo gli fa i suoi auguri affinché possa guidare ancora il Paese: “Renderesti il mondo un posto migliore”. E, non dimenticando di mandare un saluto alle due figlie del presidente, la piccola si firma: “la tua amica Sophia”.


La lettera della piccola Sophia al presidente Obama.





E la risposta di Barack Obama, dalla Casa Bianca, non si è fatta attendere nonostante gli impegni della campagna elettorale: il presidente ringrazia la piccola Sophia della sua bellissima lettera sulla sua famiglia, che “leggerla lo ha reso orgoglioso e speranzoso riguardo il futuro della nazione”. “In America - risponde Obama -  non esistono due famiglie che siano uguali. Noi celebriamo questa diversità. Riconosciamo che a prescindere che si abbiano due papà o una mamma quello che conta più di tutto è l’amore che mostriamo l’un l’altro. Tu sei molto fortunata ad avere due genitori che si prendono cura di te. Loro sono fortunati ad avere una figlia eccezionale come te. Le nostre differenze ci uniscono. Tu e io siamo benedetti dal vivere in un Paese dove siamo nati uguali, dove non importa come sembriamo esteriormente, dove siamo cresciuti o chi siano i nostri genitori”. Il presidente si rivolge a Sophia e a lei dice come fare con quei compagni che trovano “disgustosa” l’unione dei suoi genitori: “Una buona regola è trattare gli altri nel modo in cui speri trattino te. Ricorda ai tuoi compagni questa regola se ti dicono qualcosa che ferisce i tuoi sentimenti”. Poi il presidente conclude: “Mi dispiace di non essere venuto a cena, ma saluterò Sasha e Malia da parte tua”. Cordialmente, Barack Obama.


                                E Obama risponde a Sophia.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Molto carino, molto edificante. Sull'amore non si discute ma, a mio avviso, neppure sulla psicologia naturale, a meno di non volerla buttare tutta come un cumulo di baggianate che gli studiosi del campo hanno sperimentato e scritto sulle pubblicazioni e sui libri.
Da sempre esiste il processo di identificazione del bambino e, da sempre, la femminuccia prende a modello la figura femminile ed il maschietto quella maschile nel processo di crescita e formazione. 
Come sarà il processo di identificazione di Sophia? 
Trovo che ci sia un bel po' di egoismo in queste scelte delle coppie omosessuali regolarizzate dalle leggi dei Paesi che hanno accettato di equiparare queste unioni al matrimonio naturale. Dissento. Ripeto quanto ho già scritto: Unioni civili legali ma non Matrimonio civile che, necessariamente, debbono avere una legislazione diversa.
Riconoscere l'unione omosessuale può essere legittimo, equipararla all'unione naturale no.
Se la natura ha creato due distinte identità genetiche, XX ed XY, non possiamo ignorarne la differenza, anzi, le differenze dei caratteri sia fisici che psicologici. Forzare la natura è un atto di suprema arroganza degli uomini. Assecondare l'omosessualità rispettandola nelle sue manifestazioni più civili e affettive va bene, stravolgere la psicologia di individui in formazione non va bene. E' una forzatura.
Altra forzatura che non tiene conto della realtà, testimoniata da tanti adulti che non hanno conosciuto i genitori naturali, è che l'individuo cerca sempre la sua identità biologica... Anche da anziano si chiede: "Da dove vengo io?"
Sophia si chiederà chi l'ha portata in seno per nove mesi? Chi è la sua madre biologica di cui ha 23 cromosomi nel patrimonio genetico?
Questa riflessione vale anche per chi decide, altrettanto egoisticamente, di avere figli da donatori sconosciuti che hanno generato un embrione. Queste alchimie verranno taciute all'individuo che ne deriva? Lo si ingannerà sulla sua origine? Oppure gli si dirà la verità lasciandolo poi fluttuare in un vuoto che la psicologia umana ancora non ha imparato a colmare? 

Ancora Amletici dubbi... ed esasperazione

Da: AGORA VOX

Report e la ricongiunzione contributi che sa di furbata


Tra le iniziative per non abolire i privilegi della casta e non far tracollare definitivamente l'INPS lo scorso governo si è inventato una norma per rendere "onerosa" la ricongiunzione contributi.
Pare che onerosa, secondo il dizionario in uso al parlamento, significhi impossibile.
Dal 1979 c'è la possibilità di ricongiungere in un unico fondo i contributi versati a diverse casse previdenziali. I contributi possono essere riferibili all’assicurazione generale obbligatoria, ad altre forme alternative o alle gestioni speciali per i lavoratori autonomi gestite dall’Inps (ex articolo 2 della legge 29 del 1979).
Di fatto questa legge è stata sostanzialmente modificata dal 1 luglio 2010 trasformando l’operazione a pagamento. Con l’entrata in vigore della legge n. 122/2010, per domande presentate a decorrere dal 31 luglio 2010, l’onere calcolato risulta mediamente incrementato a seguito dell’applicazione dei coefficienti rilevati dalle tabelle di cui al D.M. 31/08/2007.
La trasmissione di Rai 3 metteva in evidenza che alcuni lavoratori si erano visti richiedere dall'INPS fino a 300 mila euro per la ricongiunzione contributi.
Facendo 2 calcoli scopriamo che, nei 17 anni di vita residua media (82 anni-65 = 17X12 = 204 mesi) il lavoratore in oggetto dovrebbe percepire una maggiorazione di 1470 euro al mese oltre la normale pensione per rientrare del solo capitale esborsato senza contare gli interessi.
Una cosa ridicola e che sa di pizzo così come commentato da uno dei lavoratori in trasmissione.
La Fornero ha difeso a spada tratta il provvedimento ricordando che se si "vogliono privilegi di debbono pagare" dimenticando, forse per comodità, che quei lavoratori avevano già pagato quei contributi, volutamente scippati.
I parlamentari della maggioranza presenti al parlamento quando si è votata la norma, intervistati, hanno detto che  secondo loro la norma era iniqua ma l'hanno votata lo stesso.
La Lega, per bocca di Massimiliano Frederiga, dice di aver segnalato al ministro Sacconi l'anomalia ma di aver comunque votato per la fiducia al provvedimento, "pur giudicandolo iniquo".
Un onorevole del PDL, Cazzola, dice: "Hanno votato il provvedimento" quando l'intervistatore lo corregge "come 'Hanno votato'? L'avete votato tutti no?", il deputato, visibilmente in difficoltà, si corregge.
Il programma metteva in evidenza anche il fatto che un giovane che apra la partita iva deve pagare il 28%del proprio reddito all'INPS; calcolato su 11000 euro di reddito paga circa 4000 euro l'anno, per prendere una pensione, dopo 40 anni di contributi pari alla pensione sociale, pari a 500 euro o poco più.
Sempre facendo due conti scopriamo che 4mila euro per 40 anni fanno 160 mila euro che diviso la vita residuale dell'individuo fa 784 euro/mese, che l'INPS, stando le cose cosi come sono oggi, non potrà mai restituire.
Questo senza calcolare interessi, calcolando gli interessi più bassi del mercato su somme prestate, il valore di 160 mila ero va a sommarsi ad almeno 100 mila euro di interessi.
Abbiamo parlamentari, come Dini, che arrivano a 40 mila euro mensili di pensione, un divario immenso rispetto a coloro che prendono 1/80 di questa cifra, e come se non bastasse i privilegi dei parlamentari, sono stati blindati, anzi se li sono blindati da soli.
Altra nota dolente sono i contributi ENASARCO, chi non ha versato almeno 20 anni li ha irrimediabilmente persi.
Insomma, l'Italia dei furbetti non è solo quella che evade le tasse ma è anche quella che si inventa, senza tanti giri di parole, come rubare, oltre al futuro, anche i contributi versati, tutto in nome di una salvezza nazionale sempre più ardua da raggiungere, i cui guasti sono stati determinati dalla stessa classe politica che vorrebbe risolvere il danno procurato.


?!?!?!?!?!?!

E' disperante leggere queste notizie! Ma come si può tollerare questo massacro del DIRITTO operato a colpi di provvedimenti e leggi incostituzionali?
Uno Stato che smentisce se stesso che Stato è? Uno Stato che non mantiene i patti con i cittadini, che viola la Carta Costituzionale, che Stato è?
Ma come possono senza vergogna parlare di "antipolitica"?
I politici pretendono che la gente accetti queste scelte politiche quando "loro" hanno leggi fatte ad hoc per le loro pensioni che non esigono che pochi anni di contribuzione... e possono cumularne anche più di due, mentre a noi non è concesso... 
Come possiamo continuare a sopportare tutto questo?
Ora sembra che abbiano trovato i soldi per i cosiddetti esodati... E quelli che hanno chiesto il ricongiungimento dei contributi? Debbono rinunciarci... oppure tentare in massa di rivolgersi alla Corte Europea di Strasburgo... per violazione dei diritti fondamentali...
Può uno Stato imporre la contribuzione e poi non restituire?
E' come pagare il pizzo, come ha giustamente scritto qualcuno. 
Il cittadino è stato a poco a poco trasformato in un soggetto privo di diritti a cui si impongono solo tasse e balzelli, come quando c'erano i signorotti, i prepotenti...
Non sono parole: sono fatti! Non sono similitudini peregrine: è realtà tangibile!
Chi scrive è felicemente pensionata, non scrive dunque per sé, ma non possiamo vivere solo per i nostri privati interessi in modo gretto e meschino... Spero che la gente esca dal proprio isolamento, dalla propria vigliaccheria e "senta" che i problemi degli altri sono anche i suoi problemi, altrimenti scivoliamo verso l'abbrutimento sociale.


sabato 10 novembre 2012

La figlia del Ministro Fornero è come tanti


Da: L'occidentale

In difesa di Silvia Deaglio, vera eccellenza italiana

10 Novembre 2012
Silvia Deaglio
silvia-deaglio.jpg
Una busta contenente una lettera di minacce è stata recapitata al professore associato di Genetica Medica, Silvia Deaglio, all’Università di Torino, dove la medesima insegna. All'interno del plico, un foglio bianco formato A4 su cui era incollato una foto con un ritaglio del presidente del Consiglio Mario Monti assieme al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - e ordinaria di Diritto del Lavoro all’Università di Torino - Elsa Fornero. Poco più in basso, una scritta: ''Quando arriverà il furore del popolo saranno c….amari''.
Il perché di un simile 'omaggio' è presto detto: Silvia Deaglio, come noto, è la figlia di Elsa Fornero. Nonché di Mario Deaglio, ordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Economia (sempre) dell’Università di Torino ed editorialista economico de La Stampa. Ora, evidentemente, avvenimenti del genere non vanno né sottovalutati né enfatizzati. L'episodio, però, si presta a talune considerazioni.
Da alcuni mesi a questa parte, Silvia Deaglio è vittima di un simil-gioco al massacro mediatico. Ovvero, insegna nella stessa università di mamma e papà. Ergo, è una raccomandata. Due più due: quattro. Semplice, no? Assolutamente no.
Silvia Deaglio ha un Curriculum Vitae straordinario. E' una vera eccellenza italiana. E la malcapitata, sul tema, ha più volte tenuto a ribadire un dato tanto banale quanto inequivocabile: “Per me parla il CV. Analisi lapidaria, cristallina. Di fronte a un Curriculum simile non resta che batterle le mani. Farle i complimenti. Chapeau. Le pubblicazioni, le onorificenze, le esperienze professionali e gli inviti a seminari e lezioni si sprecano. Insegna Genetica Medica, poi, materia eufemisticamente complessa e importante. Eppure è detestata.
Odiata da quella cultura 'de sinistra' – per dirla alla Giuliano Ferrara – d’antan, secondo cui è l’eguaglianza - meglio, l'egualitarismo - a tutti i costi a prevalere sempre e comunque sul merito. Provare a discutere con chi, da sinistra, ha già condannato - dall’alto di una sorta di Tribunale del Popolo post-moderno - la povera Deaglio per via di quella madre (e di quel padre) è praticamente impossibile. Una battaglia donchisciottesca. In altre parole, è figlia di. E dietro non può che esservi 'la magagnetta familistica'. Non il talento, l’impegno e il sacrificio. 'La magagnetta'.
Una volta per tutte, minacce (vergognose) a parte: Silvia Deaglio è semplicemente brava. Al di là dei genitori che ha. Non scelti da lei, peraltro.
Commenti
 Anonimo
10/11/12 14:51 @ no non era un'eccellenza... non aveva mai preso più di 28 quando frequentava all'epoca i geni erano altri, era una studentessa nella media... fonte conoscenza 

Marco
10/11/12 15:42 @ Da quale pulpito
Se mammina sua evitasse di lanciare sassi nel vespaio del risentimento (e pensasse a combinare qualcosa di concreto da ministro, invece di fare la saccente con evidenti mire quirinalizie), andrebbe tutto molto meglio. Prenda esempio da Bianca Berlinguer: "figlia di" ed intoccabile presenza al tg3 da un paio di ere geologiche (al punto che pare l'abbiano inserita tra gli immobili nell'attivo del bilancio Rai, tanto erano abituati a vederla da quelle parti). Da sempre schierata dalla parte dell'opinione dominante e continuamente attenta a pestare i piedi giusti (da chi credete che abbia imparato la sua arte di cortigiano Fabio Fazio?), mai una volta che la si sia sentita dire qualcosa di male contro i figli di papà od il fenomeno delle raccomandazioni in Rai. Se, però, con una figlia che lavora nella stessa università di mami e papi (qui non è in discussione la bravura, ovviamente) e con modi odiosamente dottorali, si prende a prestito un termine straniero, pure pronunciandolo a boccuccia stretta, e si dà di schifiltose a persone sinceramente convinte, da decenni di velenosa propaganda, di essere vittime del malcostume e della malapolitica (e non invece dei propri limiti), non ci si può poi meravigliare della puntuale pioggia di insolenze. Del resto, già qualche mese fa un pistoletti di neo sottosegretario aveva tentato la fuga in avanti, decretando urbi et orbi la condizione di inferiorità umana di chi ad una certa età non si è ancora sistemato. In quel frangente, la reazione fu inequivocabile. Perchè Fornero non ha fatto tesoro di quella pirlata e non ha prima guardato al pulpito da cui stava per pontificare? 

Silvia
10/11/12 16:00 @ ci vuole un bel coraggio...
Complimenti per l'articolo perchè ci vuole un bel coraggio a dire che la sinistra preferisce l'egualitarismo alla meritocrazia quando durante il ventennio di governo Berlusconi, il cui enturage era composto da personaggi di oggettivo dubbio merito (se non quello di possedere un bel "fondo schiena" o labbra rifatte...), non si è mai sentito parlare di alcun tipo di riconoscimento al merito! La sinistra premia la meritocrazia anche con la pari opportunità per tutti, quello che Lei probabilmente confonde con l'espressione "egualitarismo a tutti i costi". Non metto in dubbio la bravura e la professionalità della figlia della ministra Elsa Fornero e aggiungo... ci mancherebbe altro!!!! (visto anche che si occupa di medicina e salute..). Ma non bisogna guardare molto lontano per vedere persone assolutamente "capaci" che non hanno le medesime opportunità. Naturalmente non condivido e aborro il gesto compiuto e spero sia solo un atto isolato, tutta la solidarietà alla famiglia Deaglio.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La figlia della professoressa universitaria Fornero e del professore universitario Deaglio non è differente da tanti altri figli "di".
Il giornalista scrive che ha un ottimo curriculum. Nessuno ne dubita: tutti i figli "di" ce l'hanno! Anche quando sono scarpe conclamate, che non sarà il caso di codesta giovane signorina o signora a cui, apprendiamo da questo articolo, hanno già fatto vincere un posto di professore associato! E mi pareva che fosse ancora soltanto ricercatore!
Come si fa ad avere un bel curriculum se si è figlio "di"? Ma lo sa chiunque sia stato dentro qualche università italiana negli ultimi 40 anni!
Si fa vincere un concorso per un dottorato di ricerca al rampollo. Lo vince se è bravo ma anche se non lo è. Vi pare che i colleghi di papà o mamma o entrambi non ascoltino i genitori anche se di altro Ateneo? Gli si mette vicino uno bravo che ha bisogno di fare carriera e batte quella strada per riuscirci. Se non è figlio "di" deve "portare la borsa", eufemismo che questo vuol dire. Ad esempio produrre lavori scientifici in cui il figlio "di" metterà anche il suo nome nella pubblicazione: sia che sia bravo ma anche se non lo è. Se c'è la possibilità di andare all'estero andrà, sicuro che al suo ritorno non sarà tagliato fuori dai concorsi, come avviene a molti figli di nessuno che dello stage all'estero non se ne fanno nulla, se qualcuno in Commissione (tutti professori universitari) non ha interesse a volerlo. 
Insomma il CV non dimostra nulla IN QUESTO PAESE.
Può essere davvero brava, ma può anche non esserlo affatto. 
La verità si sa solo nell'ambiente del suo campo di ricerca dove sanno quanto del suo merito c'è in quei lavori citati nel suo curriculum. 

Non lo vuole più nessuno

Da: Il Giornale.it

Alfano, attento alle bugie Il bacio di Fini è mortale

Il leader Fli, per uscire dall’angolo, propone un grande polo moderato però non si scusa con gli elettori traditi. L’unità del centrodestra è giusta ma non con lui

Che fai mi riaccetti? Gian­fran­co Fini osserva quel­lo che sta accadendo nel Pdl e spera di ritrovare una ca­sa. O almeno, ci prova. L’idea è questa: Alfano liquida il Cava­liere e poi tutti insieme si costru­isce il grande centro dei mode­rati. 
La risposta che arriva da de­stra e dintorni si può riassume­re in quattro parole: tutti ma non Fini. Qui non conta neppu­re l’opinione di Berlusconi, di Alfano, degli ex colonnelli di An o di questo o quel parlamenta­re. Qui pesa il no dei suoi ex elet­tori, quelli che il presidente del­la Camera ha deluso, tradito, ri­pudiato. E perso. Quelli che si sono sentiti giudicati dal suo li­vore, dalla rabbia, dal disgusto. Quelli che ancora ricordano il suo «mi dimetto se la casa di Montecarlo appartiene a mio cognato». E stanno ancora aspettando.
Da quando ha rotto con il Ca­valiere, l’uomo in grigio si è per­so in lunghe immersioni estive,ha messo su un partitino che non lascia  traccia, ha subaffittato un posto letto nell’appartamento di Casini vista centro e si è ar­roccato sulla poltrona di Mon­tecitorio come se fosse una zat­tera di salvataggio. È arrivato il momento di riciclarsi. Il probl­e­ma è che non ha più un capitale politico da spendere.

Eccone un altro che cerca di appiccicarsi a qualcuno ma non lo vuole più nessuno.
Potrebbe provarci con Antonio Di Pietro che, in fondo, è un uomo di destra che si è riciclato a sinistra: ricordate le sue posizioni sulle botte alla Diaz di Genova? All'epoca difendeva i poliziotti picchiatori che, con il loro comportamento, hanno offeso il degno lavoro dei poliziotti corretti.
Gianfranco Fini aveva lavorato bene per portare fuori dalle nostalgie fasciste il suo partito... poi si è venduto tutto come Esaù per un piatto di lenticchie... a Montecarlo. 

Dal Circolo Larus Legambiente di Sabaudia

Vandali al Villaggio della LegalitàPDFStampaE-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Novembre 2012 18:50

Ennesimo atto vandalico al Villaggio della Legalità di Latina, Legambiente: le intimidazioni non fermeranno il lavoro al fianco di Libera
L'ennesimo atto vandalico che si è consumato presso il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino nel Comune di Latina, con la distruzione delle quattro telecamere di videosorveglianza che monitorano gli ingressi e la struttura, non fermerà in alcun modo il lavoro al fianco di Libera portato avanti dalle associazioni e dai cittadini per far rinascere la splendida area del territorio pontino.

“Le intimidazioni non fermeranno il lavoro dei cittadini, le nostre attività per far rivivere il territorio di Borgo Sabotino, insieme a Libera e alle altre associazioni continueranno sempre più intensamente –hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Alessandro Loreti, presidente del Circolo Legambiente Arcobaleno di Latina-. Abbiamo intenzione di lavorare per portare là centinaia di ragazzi con i nostri campi di volontariato ambientale e vorremmo realizzare proprio al Villaggio della Legalità Serafino Famà la nostra prossima Festambiente Latina. E' fondamentale che le istituzioni diano al più presto un segnale di impegno concreto che rafforzi e sostenga il lavoro dei cittadini a favore del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Siamo fiduciosi che la Magistratura individuerà al più presto i responsabili di questi vandalici atti e la loro matrice.”

Amletici dubbi


Da: La Repubblica.it

La beffa dei ricongiungimenti onerosi
l'Inps stanga chi ha cambiato lavoro

Quattrocentomila italiani hanno versato i contributi a soggetti diversi. Ed ora è scattata la trappola: per non perdere parte dell'assegno, queste persone sono sottoposte a un prelievo enorme. Per colpa di Tremonti  

di VALENTINA CONTE

SCANDALO. Truffa. Furto legalizzato. Strozzinaggio di Stato. Abominio legislativo. Vessazione irrazionale È l'indignazione di cittadini esasperati che riversano rabbia e ansia nelle redazioni di tv e giornali. Tanti scrivono anche a Repubblica, per ricordare l'assurda storia delle "ricongiunzioni" dei contributi, gratuite dal 1958, diventate all'improvviso "onerose" nel luglio del 2010. Una storia nata con la legge 122 del governo Berlusconi-Tremonti.

Ma che poi nessuno più è riuscito a correggere. L'ultimo tentativo è naufragato proprio in questi giorni, in Commissione Lavoro, dove si riscrive il ddl Stabilità. L'amarezza e la delusione intanto montano. Nell'estate di due anni fa, una "manina" inserì in extremis l'articolo 12 al decreto 78, la manovra estiva di Tremonti, poi diventata legge 122. La Ragioneria certificò: nessun onere. E la norma passò.

Lì si diceva che le ricongiunzioni verso l'Inps, fino ad allora senza oneri, avrebbero avuto un prezzo. Ovvero quello del riscatto della laurea, calcolato in base alla riserva matematica. Così, in modo retroattivo, dal primo luglio (la legge era del 30 luglio) a tutti coloro che hanno fatto domanda di pensione e che nella vita hanno cambiato lavoro una volta o più (e dunque pure ente di previdenza) è arrivata la lettera dell'Inps con i calcoli. Se vuoi far confluire i contributi versati, devi pagare. Come se avessi studiato per dieci, venti, trent'anni. Sì, ma quanto? Moltissimo, da 70

mila a 200, anche 300 mila euro. In un caso di una nostra lettrice, persino 600 mila euro (...) 

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Chi ha votato per il governo Berlusconi e subisce questo danno può  ora pentirsi e non votare mai più per questo partito.

Ma quello che non si capisce è perché "... nessuno più è riuscito a correggere. L'ultimo tentativo è naufragato proprio in questi giorni, in Commissione Lavoro,..." Tutto si puo' fare se si vuole... Quando si tratta di cancellare diritti certi ed acquisiti dei cittadini i politici lo fanno, dunque?
Allora è il governo di Monti che non riesce a correggere l'ingiustizia perpetrata dal governo Berlusconi?
Gli italiani, dunque, possono ancora scegliere: non votare più i partiti che appoggiano questa truffa ai danni dei cittadini.
Non è una semplificazione: è pragmatismo.

Non sanno per chi votare? Non ci vadano. Che si dia un segnale forte a questa politica di rapina e di rovina per i cittadini che mantengono sulle spalle questo Paese.

Inutile votare i parolai che di concreto non hanno fatto nulla, se non cavalcare ogni dissenso solo quando questo si è reso palese.

Grillo non dà alcuna garanzia, forse la danno i giovani che si sono messi sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle, ma lui come persona dice troppe sciocchezze ed è pericoloso perché le dice con arroganza.

Rimangono gli uomini come Renzi e Bersani: il nuovo e il vecchio.
Sarei tentata di vedere cosa saprebbe fare Renzi... So, però, quello che ha fatto Bersani: ha tolto certe rapine bancarie inspiegabili salvando la gente da balzelli iniqui, ma ha appoggiato il governo Monti che non corregge quanto fatto da Tremonti...

C'è bisogno di gente capace ed onesta. Non è facile trovarla. 
A chi deleghiamo il timone della nave Italia senza che finisca sugli scogli?