domenica 3 febbraio 2013

L'Aquila 310 anni fa

Terremoto: il 2 febbraio 1703: 6. 000 vittime a L'Aquila

 (AGI) - L'Aquila, 2 feb. 2013 - Due febbraio 1703: una violenza scossa di terremoto scuote L'Aquila: sei mila vittime. Negli anni del recente passato - ricorda il giornalista e storico Amedeo Esposito - era una rievocazione, per quanto dolorosa, di uno "spicchio" di storia locale. Era denominato il terremoto della Candelora che, con il suo devastante fragore, alle 12 di quel giorno, spense la "luce" che evocava la festa della presentazione di Gesu' al Tempio. Erano tantissime quelle fiammelle delle candele accese in ogni chiesa aquilana. In un sol crollo, quello della chiesa di San Domenico, morirono 300 fedeli e si spense con essi la "luce di Maria".

  Oggi quel luttuoso avvenimento, da cui derivo' la distruzione della citta' medioevale fin li' giunta, per il numero dei morti sembra essere parte integrante e sentita della tragedia delle 3,32 del 6 aprile 2009, per effetto del distruttivo movimento tellurico che ha polverizzato la "citta' nova" del Settecento nella quale gli aquilani hanno vissuto per 310 anni e, giustamente, vogliono tornare a vivere. Cosi' come caparbiamente fecero i superstiti del terremoto del 1703, i quali si diedero una nuova citta' "poggiandola" sulle pietre del Tre-quattrocento, dopo aver chiamato le maestranze lombarde che non risulta avessero "riso" per gli affari, contrariamente a quanto hanno fatto, dopo il recente sisma - osserva Esposito - alcuni personaggi del terzo millennio tristemente noti alle cronache del mondo. Che accadde allora? lo riferisce, fra i tanti altri, Anton Ludovico Antinori: 'rovino' buona parte della citta', e fu veduto in piu' luoghi aprirsi la terra...la terra continuamente esalava puzzolenti vapori, l'acqua nei pozzi cresceva e gorgogliava, gli acquedotti della citta' rimasero infranti, e per 22 ore la terra si senti' muovere'.
 Rimasero sepolte sotto le pietre seimila persone, fra interno ed esterno alle mura, su un totale di 15 mila abitanti circa. Va detto - ricorda lo storico - che il comprensorio aquilano l'anno precedente (1702) era stato devastato da inondazioni, smottamenti, piogge, straripamento dell'Aterno (che aveva la sua abbondante acqua, oggi riversata entro il lago di Campotosto), e da ultimo da buone nevicate. Sembrava bastevole, come si diceva, per espiare "i molti peccati" che si supponeva avessero commesso soprattutto le classi agiate e dei signori. La povera gente, tantissima in verita', non era neanche considerata in questo quadro espiatorio. Purtroppo, alle due della notte del 14 gennaio del 1703 l'alta valle dell'Aterno fu colpita da una violentissima scossa tellurica che cancello' Montereale, uccidendo 800 dei suoi 900 abitanti (15 morti si ebbero ad Accumuli e 25 a Leonessa). Fu l'inizio della forza distruttiva che si abbatte' nei giorni successivi lungo la stessa vallata, fino a giungere al culmine il 2 febbraio con la profonda distruzione della citta' e dei luoghi, o meglio dei castelli circonvicini, Paganica compresa. Da cui derivo' lo sconvolgimento dell'ordine fisico e morale mai piu' compensato, purtroppo ripresentatosi tal quale 310 anni dopo con la grande e dolorosa diaspora imposta agli aquilani di oggi. Con essa e' stato "rubato il futuro" a tutti i cittadini, che pero' caparbiamente - come i loro antenati - pur tra i tanti ostacoli ideologici d'ogni colore, vanno riprendendosi perche' ai giovani va lasciata la "secolare anima aquilana" fatta di cultura, di umanita' ed anche di fede per chi crede, commenta infine Amedeo Esposito. (AGI) .

In questo articolo storico è citato il comune nel cui territorio sono nati i miei genitori. Infatti quel comune era in provincia di L'Aquila finché non fu creata, in epoca fascista, la provincia di Rieti e i miei genitori, nati abruzzesi, si ritrovarono laziali.
L'Italia è in gran parte zona sismica, dunque è comprensibile che la gente tenda a ricostruire i luoghi distrutti dai terremoti. Dove potrebbe andare altrimenti? Persino Roma che, "a memoria d'uomo", diceva mio padre non avesse conosciuto terremoti, negli ultimi decenni ne ha conosciuti eccome!
Certo le zone sismiche, come dicono le mappe create dalla Scienza Geologica, non sono tutte uguali per intensità tellurica e l'aquilano è una zona fortemente sismica.
In questo interessante articolo si cita il fiume Aterno, che oggi riversa le sue acque dentro il lago artificiale di Campotosto, scrive l'articolista, e mi torna in mente quello che mi diceva mio padre di quel lago: "Io non dormirei se fossi di Poggio Cancelli, per quella diga dietro alla quale c'è quella grande massa d'acqua."
In effetti, avendo visitato dei cari parenti in Campotosto, oggi estinti o emigrati, la cui casa era in alto, in vista del lago, passammo pure per Poggio Cancelli, paesino ridente che si trova in basso rispetto all'omonima diga. Ecco, in effetti, psicologicamente fa una certa impressione, soprattutto pensando alla sismicità dei luoghi.
Vista della diga di Poggio Cancelli con il paese alle spalle ed il Lago di Campotosto davanti: la diga sembra un muro che contiene l'immenso catino del lago e la strada, come si vede, passa più in basso, allo stesso livello del paesino. Sopra il muro della diga si intravede l'azzurro dell'acqua e, sullo sfondo, il Gran Sasso.

sabato 2 febbraio 2013

Ingressi nel blog 2011-2012


Visualizzazioni di pagine: tutta la cronologia 31.051


Ho selezionato quanto è visibile oggi nelle Statistiche del blog dall'inizio (un solo post a dicembre 2010) per due interi anni, 2011-2012, e per il 2013 tutto gennaio e questo inizio di febbraio. In totale, dunque, due anni ed un mese circa in cui ci sono stati più di 31.000 ingressi. Speravo in un maggior numero di commenti, partecipazione non solo passiva (leggere) ma anche attiva. Così non è stato e probabilmente alla fine di questo anno chiuderò questa esperienza per riprendere a scrivere e pubblicare libri.
Avevo aperto questo spazio, sì per pubblicizzare i libri che ho già pubblicato, ma anche per avere uno spazio di discussione, visto che gli argomenti che tratto sono diversificati, anche se, me ne rendo conto, il maggior spazio è dato alla politica.
Il fatto è che la politica entra in tutte le nostre cose... Per questo forse è inevitabile.
Grafico delle visualizzazioni di pagine di BloggerGrafico di una settimana di ingressi

Candidati facce di bronzo


Lazio: Pivetti, proporro' agenzia per aprire mercato Cina a piccole imprese 

(Adnkronos) - "Inoltre -ha affermato ancora la candidata dei Cristiano popolari, illustrando le sue proposte per la regione Lazio - Valorizzerei un'eccellenza del Lazio e che molti non conoscono: gli Its sono degli istituti che nascono all'interno delle imprese per favorire l'integrazione della formazione superiore e il mondo dell'impresa. Il Lazio ha un reticolo di Its tra i migliori che si trovano in Italia che sono stati capaci di consorziarsi e di lavorare insieme".

Ma certo! Per riproporre la propria faccia (di bronzo) bisogna inventarsi qualcosa! E cosa c'è di meglio di una simile bella ideuzza?!! Una idea dove si possono far girare soldi pubblici! Che bello, che bello!!!

"Pero' e' una cosa marginale nel sistema universitario che invece occorre perfezionare per dare una risorsa in piu' alle imprese. Gli Its, rispetto a una struttura universitaria classica, costano poco e in un momento di vacche magre, sarebbe molto intelligente ricorrere a una cosa che esiste e va solo migliorata".

Ma certo! Diamo soldi! E che dicevo io?!! Che bella ideuzza le è venuta per giustificare l'atteso (??? ma da chi?) rientro di cotanta intelligenza! 


Abbandonata la politica per un decennio, Pivetti ha sentito il richiamo per l'attivita' amministrativa. "La politica oggi e' identificata con la corruzione, i privilegi. Tutto questo mi addolora, perche' se e' vero che ci sono tanti scandali, continuo a pensare che la politica fatta con onesta' e trasparenza sia una cosa nobile".

Qualcuno se ne è accorto che mancava questa "importante" figura istituzionale in questo decennio?
No! Ultimamente faceva le "ospitate" da Mara Venier! Non mancava nel panorama culturale italiano! E poi il gettone di presenza pagato dalla RAI (quindi sempre dai contribuenti) non le mancava!

"Dopo tanti anni che ero fuori, ho sentito il richiamo del vecchio 'vizio'. Facile criticare una cosa sporca, facile accodarsi al coro di disprezzo, per questo mi sono detta 'rimettiamoci la faccia' e rimbocchiamoci le maniche. Potevo farne a meno, avendo ricoperto incarichi prestigiosi e avendo una mia attivita' ormai avviata, ma mi sono detta ripartiamo e ripartiamo dalla regione che -ha concluso Pivetti- per la sua importanza nel quadro delle istituzioni, a mio avviso e' l'anello piu' debole".

Ha detto bene: vizio! Sono in tanti ad averlo! La politica è l'attività più redditizia in questo Paese, la strada più facile verso l'arricchimento economico! Quello sì "facile", non  è invece facilecome lei dice, accodarsi al disprezzo, criticare una cosa sporca, che è molto meno comodo di quanto Pivetti non pensi! Bisogna essere onesti per avere disgusto per le ruberie vergognose, ed essere onesti costa fatica in questo marciume che vince sempre ed entra in galera qualche volta per uscirne poco tempo dopo, mentre l'iter processuale cade nell'oblìo della stampa e dei media.
Lei ci rimette la faccia! Che faccia! Dice che ha una sua attività ormai avviata! Quale sarà? Non risulta che abbia più avuto trasmissioni televisive da condurre sulle reti Mediaset... Chissà quale attività redditizia più della politica dovrà lasciare per "rimetterci la faccia"!


Irene Pivetti quando era leghista
Profilo del candidato:

Cattolicissima agli esordi in politica, la Pivetti aveva un marito, qualcosa non è andato per il suo verso e, non accettando il divorzio come cattolica, ha chiesto (ed ottenuto) l'annullamento del sacramento matrimoniale.
Risposatasi con un uomo più giovane di lei di 10 anni, ora le cronache riportano che: L'aveva detto Irene Pivetti: con il marito Alberto Brambilla è tornato il sereno. Per il bene dei figli la coppia di ex, dopo la rottura, ha ricominciato a frequentarsi, ritrovando l'unità familiare. Insieme come genitori ma non come coniugi
http://www.gossip.it/news/irene_pivetti_e_alberto_brambilla_felici_con_i_figli_foto_news.html?ID=1339499303#ixzz2Jjt2S2ki

Irene Pivetti, nel 2013, a 50 anni, dopo 9 anni a Montecitorio inizierà a percepire una pensione di 6.203 euro mensili. (fonte: Affari Italiani.it)

Commenti (34) Riporto solo alcuni dei commenti sotto questa notizia pubblicata il 16 marzo 2009
  • 34. I privilegi della casta devono finire!

    E' inutile indignarsi se poi tutto rimane come prima.Sapete che esiste lo strumento del referendum? Bisognerebbe trovare il modo di indirlo per chiedere che la Casta,dopo il mandato politico,torni a "lavorare" come normali cittadini.

  • 33. pensioni ai parlamentari

    non si tratta di pensioni o privilegi. Si tratta solo di buon senso. Con i tempi che corrono e comunque sempre si dovrebbe avere un pò più di pudore.!

  • 32. governo

    non ci sono parole, loro sono gli eletti, noi i fessi, bisognerebbe x le prossime elezioni, che nessuno vada a votare, se non si cambia numero di parlamentari, numero di partiti, costituzione (andava bene 50 anni fa), leggi, forze dell'ordine (troppi corpi e troppa gente), magistrati, auto blu, varie agevolazioni (vedi pensioni, mensa, spaccio, aerei, treni, famiglie, amici,ecc.) ecc.ecc., sono tantissime le cose che non vanno bene, ma x chi è al governo va bene così, intanto chi paga siamo noi.

  • 30. CHE SPRECHI!!!!
  • alla faccia della crisi e di noi poveri e miseri contribuenti, onesti e ancora speranzosi che qualcosa cambierà!!!

  • 29. che schifo !

    definire questi vitalizi uno schifo è essere troppo moderati. Personalmente prenderei questi signori, siano stati essi a destra o a sinistra e li manderei per almeno un paio di anni a lavorare nelle solfatare a....gratis.

  • 28. faccia di bronzo

    è una vergogna per loro ma anche per noi cittadini sudditi, ma quando ci svegliamo,evitiamo di andare a votare, meglio una vera dittatura, che questa falsa democrazia faccio un appello al popolo italiano affinchè si faccia sentire

  • 27. non c'è porta a porta

    non c'è porta a porta o altra trasmissione del genere che approfondisca questo argomento solo perchè si vergognano da soli a toccare questo argomento,però le riforme pensionistiche dei poveri cristi sono sempre all'ordine del giorno

  • 26. i nostri politici "pescecani"

    ... e pensare che noi cittadini comuni dobbiamo lavorare per quaranta anni per percepire 1200 euro miseri mensili ma perchè nessuno toglie questi privilegi? non sarebbe ora? ma purtroppo nessuno sia di destra che di sinistra o di centro se ne importa a loro interessa solo guadagnare a spese della collettività e a noi tocca fare sempre sacrifici e loro sbafano a volontà che bello....e noi continuamo a votarli e poi Brunetta... i fannulloni.... se c'è un fannullone quello è proprio lui e tutti i suoi colleghi politici dovrebbero andare tutti a lavorare e spaccare pietre come i detenuti di una volta così si renderebbero conto che cosa vuol dire lavorare davvero e poi si che gli darei anche ventimila euro di pensione!!!!!

  • 25. PER IL SIG:MAFFIA

    Io non conosco quanti anni Lei ha Sig.Maffia,io ne ho 73 e dopo 40 di duro lavoro pur percependo una pensione di € 2000,00(pensionato alquanto privilegiato,rispetto alla massa dei mie colleghi),visto che non sono proprietario di casa,grazie alla speculazione,dopo l’arrivo dell’euro,nella casa dove abito da oltre 35 anni,nella periferia di Roma, pagavo 700.000(settecentomilalire)dopo detto euro il proprietario ha preteso un canone mensile di € 1.100,00 che mio malgrado ho dovuto accettare altrimenti mi avrebbe sfrattato.
    A ciò aggiunga che mia moglie casalinga,visto ch’è a mio carico e pur non avendo altri redditi secondo le norme vigenti,vista l’entità della mia pensione non ha diritto all’assegno sociale.
    In definitiva da uno stato dignitoso sono passato ad uno stato di povertà e ciò nonostante allo stato non ho alcun diritto a qual si voglia provvedimento ne potrò sperare di avere una casa nel prossimo futuro.
    Quindi quanto Lei ha scritto oltre a condividere e sottoscrivere ogni parola,mi permetta di aggiungere che io più che indignato sono TANTO MA TANTO INC…..TO .
    In merito ai personaggi politici da Lei citati non solo ha tanta ragione ma grazie a Dio il tanto disprezzato e calunniato Berlusconi si stà attivando a cambiare le grande storture ed ingiustizie che siamo costretti a subire non certo per colpe di Berlusconi .
    Per questa mia convinzione che va avanti da 15 anni epoca in cui è sceso autonomamente in politica il GRANDE BERLUSCONI molti che verificano ciò spesso mi esternano la loro meraviglia come una persona come me riesce ad avere tale fiducia.
    Visto inoltre quanto io scrivo su un mio modesto blog,spesso mi hanno rimproverato e tacciato quanto segue”:ma è mai possibile che tu non sai scrivere altro se non di berlusconi?”Ebbene si perché SONO CERTO CHE EGLI E’ L’UNICO CHE PIANO PIANO RISOLVERA’ OGNI PROBLEMA.
    A conferma e condivisione di quanto Lei ha scritto su Berlusconi e in proposito alle grande ingiustizie che i signori(si fa per dire) politici, circa i privilegi assurdi degli stessi la invito a visionare il mio blog che ha il seguente indirizzo:http://pensionatoincavolato.myblog.it e le sarò grato se vorrà lasciare un Suo commento.
    Ovviamente detto mio invito lo estendo a tutti gli eventuali lettori di questo mio commento.
    Questo ultimo commento si suppone che fosse una risposta ad un altro precedente firmato con lo pseudonimo MAFFIA.



Irene Pivetti

Diritto a drogarsi e diritto a non essere uccisi da drogati al volante


Da: La Stampa.it

Droga, la svolta della Cassazione: “Il consumo di gruppo non è reato”

Con la legge “Fini-Giovanardi” si era creato un dubbio interpretativo.
L’ultima sentenza della Suprema Corte: «Penalmente irrilevante»
ROMA
Non è reato il consumo di gruppo di droga ed è «penalmente irrilevante» l’acquisto di stupefacenti per uso collettivo. È il responso delle Sezioni unite della Cassazione su un contrasto giurisprudenziale sorto dopo l’introduzione della Legge Fini-Giovanardi: se infatti in precedenza il consumo di gruppo non veniva di norma considerato reato, le novità introdotte dalla legge n. 49 del 2006 avevano dato luogo a decisioni di segno opposto. 
Il quesito su cui hanno deciso i giudici della Suprema Corte era «se a seguito della novella introdotta dalla legge n.49 del 2006, il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti sia o meno penalmente rilevante, nella duplice ipotesi di mandato all’acquisto o dell’acquisto comune». E il responso delle Sezioni unite, presiedute dal primo presidente Ernesto Lupo, è che «è penalmente irrilevante in entrambe le ipotesi». 

Al centro del contrasto giurisprudenziale c’è il concetto di «uso esclusivamente personale» che, nell’art. 73 della legge, funge da discrimine tra la responsabilità penale e quella solo amministrativa. Secondo l’orientamento prevalente, sancito dalla Sezione sesta della Cassazione (sentenza 8366 del gennaio 2011), l’acquisto o la detenzione di stupefacente destinato ad essere consumato, in luogo e in tempi certi, da un gruppo predeterminato di soggetti, deve essere ritenuto un illecito amministrativo rientrando questa fattispecie, appunto, nell’uso «esclusivamente personale». Un’altra sentenza, questa volta della Sezione terza della Cassazione (la 35706, dell’aprile 2011) ha invece dato un’interpretazione restrittiva della norma, sostenendo che il concetto di uso collettivo di stupefacenti è incompatibile con quello di uso esclusivamente personale. 

Aderendo alla prima impostazione, il gup di Avellino il 28 giugno 2011 aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un uomo «perché il fatto non sussiste», per il reato di uso di stupefacenti. La parte civile ha fatto ricorso e su questo si sono pronunciate le Sezioni unite penali, che l’hanno rigettato, sostenendo dunque la fondatezza dell’orientamento adottato in modo unanime prima della legge. 

In attesa delle motivazioni della decisione, che si conosceranno con il deposito (oggi è stata solo distribuita una `informazione provvisoria´ al termine dell’udienza), non si sono fatti attendere i commenti. A cominciare da quello dello stesso Giovanardi (uno dei `padri´ della legge), che, con Maurizio Gasparri (Pdl), spiega come la sentenza della Cassazione non abbia portato novità: «l’Italia ha depenalizzato l’uso esclusivamente personale delle sostanze mentre giustamente ritiene reato lo spaccio: spetta naturalmente alla magistratura stabilire se nel caso esaminato, che è quello del consumo di gruppo, siamo nell’ambito dell’una o dell’altra fattispecie». 
Secondo Ferrero e Russo Spena, di Rifondazione, «bene ha fatto la Cassazione, che ha detto che non è reato il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti. La legge Fini-Giovanardi va abolita: la criminalizzazione dei consumatori è una strategia totalmente inefficace. Bisogna invece legalizzare le droghe leggere e depenalizzare il consumo». Anche Franco Corleone, segretario di Forum Droghe, è dell’avviso che Fini-Giovanardi sia una legge «criminogena» e che «bisogna depenalizzare la detenzione tout court». 

Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga della presidenza del Consiglio (Dpa), chiarisce che «il consumo di sostanze stupefacenti che sia personale o di gruppo non è mai reato», ma «solo una violazione di tipo amministrativo». Il problema può nascere nel momento in cui c’è qualcuno che compra droga per il gruppo, acquistando dunque una quantità che supera la soglia del consumo individuale prevista dalla legge e oltre la quale si prefigura lo spaccio, che è reato. Ma, «anche in questo caso, c’è reato solo nel momento in cui tu vendi a terzi, non se la compri per il gruppo». 

Mentre la giurisprudenza (e la politica) disquisiscono se è giusto o meno drogarsi e si fa la distinzione fra spaccio di droga e acquisto per uso personale, anche in gruppo, la gente muore a causa di drogati, come anche di ubriachi, che guidano auto in mezzo alla gente.
Se esiste il diritto a drogarsi, come ad ubriacarsi, insomma a rendersi obnubilati, psichicamente alterati, non lucidi, esiste anche il diritto di non essere uccisi o resi disabili da costoro che amano le droghe e/o l'alcool i quali si mettono invariabilmente al volante creando disastri.
Sarà «Penalmente irrilevante» drogarsi in gruppo, ma come la mettiamo con la PREVENZIONE DEI REATI? La Suprema Corte se lo è posto il problema? Oppure continuiamo in questo gioco alla "rimozione", se non alla vera e propria "negazione", per usare termini da Scienza Psicologica?

Caso 1: 
Da: Il Giornale.it
Tragico incidente ad Aosta, dove due donne a spasso con i figli di due mesi in carrozzina sono stati investiti questo pomeriggio mentre passeggiavano sul marciapiede. Gravi i due neonati, ricoverati in codice rosso all’ospedale della città. Uno dei piccoli è stato trasferito a Torino in condizioni "molto serie". Per l’altra bimba le condizioni sono meno critiche, ma anche per lei non è escluso il trasferimento. Solo pochi graffi per le donne.
Al volante dell'Audi A3 c’era Marius Pohrib, ventunenne albanese residente ad Aosta, arrestato due giorni fa dalla polizia per una rapina a mano armata in una tabaccheria della provincia. Dopo la confessione e l’indicazione dei nomi degli altri due complici (tutt’ora in fuga), era stato denunciato a piede libero. L'uomo ha rischiato il linciaggio da parte dei passanti, al punto che è dovuta intervenire la polizia stradale. "Ero appena uscito dal lavoro", ha raccontato il giovane agli inquirenti, "e stavo andando da mio fratello. Mentre ero alla guida mi sono abbassato a raccogliere la sigaretta caduta per terra e ho sbandato, finendo sul marciapiede". Pohrib sarebbe risultato positivo ai cannabinoidi ed è stato ora fermato per la rapina commessa giorni fa.
Caso 2:
Da: Justice TV
GROSSETO: ERGASTOLO A GORELLI PER UCCISIONE CARABINIERE Pubblicato Venerdì, 11 Gennaio 2013 - Scritto da matteo brighenti
Ergastolo per Matteo Gorelli, vent’anni, di Cerreto Guidi (Firenze), che a Pasquetta del 2011 aggredì una pattuglia di carabinieri ad un posto di blocco, ferendo il carabiniere Antonio Santarelli, morto per le percosse inflittegli con un palo di legno dopo un anno di coma. Nell’aggressione, che Gorelli fece con altre tre ragazzi, tutti minorenni, fu ferito anche il carabiniere Domenico Marino, che nell’agguato ha riportato gravissimi danni ad un occhio. I quattro stavano andando a un rave party a Sorano, in Maremma.

Potremmo continuare con la casistica, ma ci fermiamo qui: la cronaca di ieri e di oggi fa fede a quanto scriviamo.

venerdì 1 febbraio 2013

E si meravigliano?!!

Da: La Stampa.it

La grande fuga dalle università

“In 10 anni scomparso un ateneo”


Dal documento del Cun emerge che dal 2001 al 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), calcolato in termini reali aggiustati sull’inflazione, è rimasto quasi stabile dal 2001 sino al 2009, per poi scendere del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia prossimo al 20%
 Gli immatricolati sono scesi da 338.482 a poco più di 280.000


Giù anche il numero dei professori
Iscritti, laureati, dottorati, docenti, fondi, tutte `voci´ con il segno meno: l’università italiana è in grande affanno. Lo denuncia il Cun (Consiglio universitario nazionale) in un documento rivolto all’attuale Governo e Parlamento, alle forze politiche impegnate nella competizione elettorale, «ma soprattutto a tutto il Paese». 
Il documento (Dichiarazione per l’università e la ricerca, le emergenze del sistema) sottolinea che dal 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) è sceso del 5% ogni anno. 

ISCRITTI, COME FOSSE `SCOMPARSO´ UN ATENEO  
In dieci anni gli immatricolati sono scesi da 338.482 (2003-2004) a 280.144 (2011-2012), con un calo di 58.000 studenti (-17%). Come se in un decennio - quantifica il Cun - fosse scomparso un ateneo come la Statale di Milano. Il calo delle immatricolazioni riguarda tutto il territorio e la gran parte degli atenei. AI 19enni, il cui numero è rimasto stabile negli ultimi 5 anni, la laurea interessa sempre meno: le iscrizioni sono calate del 4% in tre anni: dal 51% nel 2007-2008 al 47% nel 2010-2011. 

PER NUMERO LAUREATI LONTANI DA EUROPA  
Quanto a laureati l’Italia è largamente al di sotto della media Ocse: 34mo posto su 36 Paesi. Solo il 19% dei 30-34enni ha una laurea, contro una media europea del 30%. Il 33,6 % degli iscritti, infine, è fuori corso mentre il 17,3% non fa esami. 

BORSE STUDIO, UNA NOTA DOLENTE  
Il numero dei laureati nel nostro Paese è destinato a calare ancora anche perché, negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio è stato ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l’84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%. 

CURA DIMAGRANTE PER OFFERTA FORMATIVA  
In sei anni sono stati eliminati 1.195 corsi di laurea. Quest’anno sono scomparsi 84 corsi triennali e 28 corsi specialistici/magistrali. Se questa riduzione è stata inizialmente dovuta ad azioni di razionalizzazione, ora dipende invece in larghissima misura - si fa notare - alla pesante riduzione del personale docente. 

DOTTORATI AL LUMICINO  
Rispetto alla media Ue, in Italia abbiamo 6.000 dottorandi in meno che si iscrivono ai corsi di dottorato. L’attuazione della riforma del dottorato di ricerca prevista dalla riforma Gelmini è ancora al palo e il 50% dei laureati segue i corsi di dottorato senza borsa di studio. 

EMORRAGIA DI PROFESSORI  
In soli sei anni (2006-2012) il numero dei docenti si è ridotto del 22%. Nei prossimi 3 anni si prevede un ulteriore calo. Contro una media Ocse di 15,5 studenti per docente, in Italia la media è di 18,7. Pur considerando il calo di immatricolazioni, il rapporto docenti/studenti è destinato a divaricarsi ancora per una continua emorragia di professori che non vengono più assunti. Il calo è anche dovuto alla forte limitazione imposta ai contratti di insegnamento che ciascun ateneo può stipulare. 

SPESE SUPERANO I FONDI  
Dal 2001 al 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), calcolato in termini reali aggiustati sull’inflazione, è rimasto quasi stabile, per poi scendere del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia prossimo al 20%. Su queste basi e in assenza di un qualsiasi piano pluriennale di finanziamento moltissime università, a rischio di dissesto - osserva il Cun- non possono programmare né didattica né ricerca. 

A RISCHIO ANCHE I LABORATORI A forte rischio obsolescenza le attrezzature dei laboratori per la decurtazione dei fondi: anche i finanziamenti Prin, cioè i fondi destinati alla ricerca libera di base per le università e il Cnr, subiscono tagli costanti: si è passati da una media di 50 milioni all’anno ai 13 milioni per il 2012. Infatti dai 100 milioni assegnati nel 2008-2009 a progetti biennali si è passati a 170 milioni per il biennio 2010-2011 ma per progetti triennali, per giungere a meno di 40 milioni nel 2012, sempre per progetti triennali.
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Quando alle denunce fatte dalla stampa coraggiosa e dagli addetti ai lavori come studenti, dottorandi, laureati a spasso, ricercatori e professori rimasti al palo per far posto ai raccomandati, non si dà peso, continuando nello sciattume della corruzione, dei pubblici concorsi in cui decidono commissioni non secondo il merito del candidato ma secondo "la segnalazione", è logico che si arrivi alla disaffezione di un percorso di studi faticoso, impegnativo, fatto di rinunce... di spese... per poi non avere il giusto risultato!
Lo hanno capito tutti che in questo  infelice Paese non esiste più la autodeterminazione del proprio destino in base all'impegno e allo studio... anche se si raggiunge l'eccellenza.

La corruzione porta una serie infinita di danni fra cui questo.
Quando migliaia di persone, dopo aver conseguito lauree, dottorati, master di I e di II livello, si vede superato nei concorsi da persone con curriculum inferiori, con capacità manifestamente inferiori, cosa prova secondo i responsabili di questo ignobile sistema?
Possono intere generazioni di giovani, dopo anni di studio in cui hanno rinunciato volentieri alla discoteca e al mare, ritrovarsi privati della libertà di costruire il loro destino? Possono accettare di vedersi rubare l'ennesimo concorso dalla mignotta di turno che va a letto con il potente che la impone alla commissione? Oppure dal figlio deficiente del professore ordinario potente? 
I più coraggiosi cercano la via della giustizia, magari appoggiati dagli esasperati genitori che spendono i loro risparmi per restituire Giustizia ai propri figli, a cui hanno insegnato che l'impegno alla lunga paga... E si ritrovano che, anche quando hanno ragione, al massimo il concorso viene ripetuto con la medesima commissione che hanno denunciato! Una dispendiosa presa per i fondelli!
In questo vuoto etico e legislativo in cui i giovani si vedono scippati del loro avvenire, i loro genitori delle speranze... perché mai dovrebbero andare a dare i loro soldi alle università?
Su quali basi di regole fondano il mondo del lavoro futuro? La conoscenza giusta, la raccomandazione... oppure la vera preparazione culturale, la capacità?
Come stanno le cose lo sappiamo tutti, lo dicono tutti! Dunque perché meravigliarsi che le famiglie rinuncino a fare sacrifici e che i giovani non vogliano più gettare gli anni migliori in fatica intellettuale ed inutili speranze.
Le università, sempre più, si svuoteranno di professori qualificati, visti i criteri di selezione, ci saranno sempre meno studenti, e si pagheranno stipendi inutili ad apparati svuotati del loro alto significato da un sistema falso, che non tiene conto del merito.
L'articolo torna poi sul numero dei laureati, inferiore rispetto al resto d'Europa.  
Ma se non trovano lavoro nemmeno quelli che ci sono, cosa potrebbero fare se non i disoccupati se fossero di più?
Il Dottorato di Ricerca poi! Scusate se vado sul personale: ma uno dei miei figli ne ha vinti due, uno alla Sapienza (non La Sapienza, pochi lo sanno ma il Rettore Giorgio Tecce fece uscire in Gazzetta Ufficiale che si chiama "Sapienza", senza l'articolo) ed uno a Tor Vergata. Ha rinunciato ad entrambi perché non intendeva intraprendere una frustrante carriera universitaria e il dottorato serve solo a questo! Un'altra figlia, nonostante il titolo conseguito di Dottorato di Ricerca, ad un concorso per Ricercatore a tempo determinato si è vista sorpassare da un protetto del professore che era in Commissione il quale il Dottorato lo doveva ancora conseguire, ed era ben lungi dal giungere a quella meta! In un concorso per la Scuola, poi, le hanno tolto anche il punteggio che, secondo le tabelle stilate dallo stesso Ministero della Pubblica (D)Istruzione, doveva essere assegnato al suo Dottorato. Dopo un ricorso ignorato dalla Sovrintendenza Scolastica Regionale siamo ricorsi al TAR che, dopo più di un anno, ci ha dato ragione!
Può un Ministero stabilire delle tabelle con precisi punteggi e poi non darli? Errore? Si può sbagliare, ma perseverare è diabolico da parte di una  Sovrintendenza Scolastica Regionale che costringe, così, il TAR a lavorare inutilmente di più.
In Italia è tutto così per chi pensa che esistano delle regole che, invece, scopre che non vengono rispettate.

Allora la laurea, il dottorato, la specializzazione, diventano solo pezzi di carta senza contenuti, perché il sistema stesso distrugge tutto.
Poi i politici dicono che non c'è Innovazione! E chi la fa secondo loro se inzeppano le università e gli istituti di ricerca di raccomandati?


Lo Stato Italiano esige soldi dal cittadino ma NON li restituisce


Da più di 2 anni la Regione Lazio mi deve restituire un bollo auto che mi ha costretto a pagare perché il Ministero non aveva esaminato la pratica di esenzione dal bollo in base ad una legge dello Stato fatta per incentivare l'acquisto di auto entro il 31/12/2008, e in conseguenza di ciò i terminali ACI la davano scoperta di bollo. Lentezza nell'esaminare pratiche, conseguenti disservizi e danni per il cittadino, lentezza nel restituire i soldi... E nessuno paga per questo, non vi sono sanzioni... Tutto ricade sul cittadino.

Visto in che Stato "criminale", come lo ha definito qualcuno stamane su RAI 3 nella trasmissione "Agorà", viviamo, uno Stato che NON restituisce MA pretende, siamo proprio sicuri che una municipalizzata come ACEA ATO2, che esige il pagamento di servizi mai resi (depurazione fognature dal 2007 a chi non le ha mai viste perché mai costruite), restituirà almeno la parte non dovuta della fatturazione dell'acqua?

Acqua: Consiglio di Stato boccia le bollette,
aumenti non coerenti con referendum

Saranno restituite ai cittadini le cifre legate ai maggiori esborsi pagati tra il 21 luglioe il 31 dicembre 2011. Forum dei movimenti per l'acqua: "Abbiamo vinto"


ROMA - Le bollette dell'acqua "non sono coerenti" col quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011. Lo dice in Consiglio di Stato in un parere reso all'Authority per l'energia, giudicando "in contrasto" col referendum il criterio della "adeguatezza della remunerazione dell'investimento" per determinare la tariffa. L'Authority dovrà tenerne conto per la adozione del nuovo sistema.

Il Consiglio di Stato ricorda in sostanza che il 7% di aumento sulle bollette, legato alla remunerazione del capitale investito, è stato applicato dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 nonostante l'esito referendario.

Toccherà ora all'Autorità per l'energia decidere il criterio per rimborsare ai cittadini le cifre in più pagate e, a quanto pare, è probabile che invece del conguaglio, ci sarà una restituzione secca. "Abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua - afferma il Forum dei movimenti per l'acqua commentando il parere -. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone". L'Autorità per l'energia "incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva chiesto un parere al Consiglio di Stato sulla remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette". La risposta
ha confermato "quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta". Per questo "quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette". Quanto scritto dal Consiglio di Stato - osserva ancora il Forum - "delegittima le scelte che hanno guidato l'Authority nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui la remunerazione del capitale investito viene reintrodotta sotto mentite spoglie".
(01 febbraio 2013)

Gestori dell'acqua fuori da ogni legge




COMUNICATO STAMPA
Il Consiglio di Stato: Referendum acqua non rispettati, gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011
Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.
L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.
Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica..
Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.
Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.
La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali.
Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.

Qui il parere del Consiglio di Stato
Roma, 31 gennaio 2013

--
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org
"Le azioni imperiali non si chiamano mai per il nome. Il pensiero colonizzatore sorge come espressione dell'invisibile, negazione sistematica della sua propria esistenza". 
 "Jamais se chamam pelo nome as ações imperiais. Pensamento colonizador surge como expressão do invisível, negação sistemática de sua própria existência"  
 Theotonio de Paiva  




Santoro promuove i politici anche quando li bacchetta

31/01/2013
Il giornalista-guru Santoro, approdato su La7, più che "Servizio Pubblico", come ha chiamato la sua trasmissione, fa un servizio ai politici tipo spot elettorale.
Silvio Berlusconi, lo notai seguendo tutta la trasmissione e mi hanno dato ragione poi i commenti generali, fu beneficato da quell'apparizione nella serata di Santoro. Le sue quotazioni sono salite e di molto! Tanto che mi sono chiesta: "A che gioco giuoca Santoro?" Già, perché lui vuole passare per un uomo di sinistra, poi però aiuta la destra berlusconiana!

Questa sera c'erano il controllato Tremonti, l'impresentabile Fassina (misteri del PD!) e Di Pietro che, nei commenti sul sito de La7, viene ancora definito "onesto".

La gente è scema o ha la memoria corta. Altrimenti avrebbe dovuto scrivere altro, oppure qualcuno in trasmissione avrebbe dovuto ricordargli che non può ancora vivere di rendita per aver fatto il suo dovere di magistrato tanto tempo fa, per quello si è già arricchito buttandosi in politica, ma non può venire a farci la morale!
Maruccio dove lo mette?! Dice che gli altri non si sono accorti di questo e di quello... E lui come mai non si è accorto di Maruccio che rubava?
Parla ancora delle tangenti di allora e si è dimenticato quello che va dicendo in giro, documentato da un'intervista ad un grande quotidiano nazionale, e cioè che "oggi le tangenti le pagano i cittadini, pagando le prebende agli uomini messi dai partiti nei consigli di amministrazione delle municipalizzate, quando basterebbe un amministratore unico"!
E che ci faceva Salvatore Doddi nel C.d.A. di ACEA ATO2 allora? Io l'ho conosciuto come Segretario Politico di Italia dei Valori Lazio: ho ancora il suo biglietto con la qualifica!
Di Pietro non lo dice, spara sugli altri... E nessuno glielo fa rilevare. Né quell'addormentato di Fassina, né Tremonti che non scende a tali bassi livelli, lui vola più alto... nei sentieri dell'economia che ognuno vede a modo suo... né Santoro che consente lo spot elettorale pure a Di Pietro... e la gente scrive commenti da ridere: "Di Pietro, sei onesto solo tu!"
Paiono tanti Grillo, che lo voleva pure Presidente della Repubblica!
Se voterò Movimento 5 Stelle non sarà certo per il comico che fa da megafono, ma solo per tutti quelli che ancora credono di poter ostacolare lo schifo generale entrando in parlamento.

Stasera dalla Gruber sempre su La7, c'era il giornalista del "Fatto quotidiano" Andrea Scanzi e la Presidente dell'Istituto Cattaneo Elisabetta Gualdini: disquisivano sulla capacità dei neofiti del Movimento 5 Stelle di occuparsi di questioni nazionali. Mi è piaciuto Scanzi quando ha detto che non ci voleva molto ad essere meglio di una Carfagna e di una Gelmini!  
Mara Carfagna

Vorrei aggiungere un mio ricordo personale: un'intervista televisiva alla ex presentatrice-attrice Elisabetta Gardini, deputata di Forza Italia, che richiesta dal giornalista se sapeva cosa era la CONSOB si fece trovare assolutamente impreparata:la  deputata non sapeva cosa fosse!
Elisabetta Gardini: ex presentatrice-attrice, poi deputata per Forza Italia

giovedì 31 gennaio 2013

La scoperta dell'acqua calda

Da: Gaianews.it
Omosessualità: dichiararsi fa bene

Rendere nota la propria omosessualità fa stare meglio. E' la scoperta degli scienziati del Centro per gli studi sullo stress umano del Louis H. Lafontaine Hospital, affiliato con l'Università di Montreal

Rendere nota la propria omosessualità fa stare meglio. E’ la scoperta degli scienziati del Centro per gli studi sullo stress umano del Louis H. Lafontaine Hospital, affiliato con l’Università di Montreal.

Gli scienziati si sono occupati appunto di studiare i valori dello stress negli omosessuali, uomini e donne. La ricerca ha coinvolto 87 fra uomini e donne dell’età media di 25 anni di diversi orientamenti sessuali e ha misurato i loro valori di una serie di marcatori dello stress, fra cui il cortisolo.
“Studiando biomarcatori come insulina, glucosio, colesterolo, pressione sanguigna, adrenalina e infiammazione – continua Juster – si ottiene un indice del carico allostatico, che viene poi utilizzato per rilevare problemi di salute prima che si verifichino”.
Dalla ricerca è incredibilmente emerso che gli omosessuali hanno livelli minori di stress degli eterosessuali e che coloro che hanno fatto “coming out”, cioè si sono dichiarati, hanno livelli di stress ancora minore.
“Questi risultati sono entusiasmanti – spiegano gli autori dello studio – e sottolineano il ruolo che l’autoaccettazione e la comunicazione della propria natura al mondo ha sulla salute e sul benessere psicologico. Avranno importanti implicazioni nei dibattiti politici in corso”.
Lo studio è stato pubblicato su Psychosomatic Medicine

E' giusto fare studi e conseguenti pubblicazioni, certificare l'ovvio con analisi biochimiche, per carità!
Però mi pare naturale dal punto di vista psicologico vivere più rilassati se non ci si nasconde, se non si finge...
E questo vale anche per l'omosessualità.
Nicola Vendola
Ammiro chi la vive con sobrietà, senza sbatterla in faccia agli altri ogni momento (anche perché sono fatti che dovrebbero appartenere alla sfera dell'intimo), ma non la nasconde, come Nicola Vendola, ad esempio.
Non mi piacciono i Gay Pride che Zeffirelli in televisione definì, giustamente, "un troiaio". Basta con "l'orgoglio omosessuale", che è una cretinata come lo sarebbe "l'orgoglio di essere eterosessuale", ognuno è come la natura vuole purché non lo sbatta in faccia agli altri, cosa che infastidisce allo stesso modo se uno esprime con sfacciataggine i suoi istinti eterosessuali!
La legge e il costume attuale difendono gli omosessuali dalle manifestazioni incivili di sottosviluppati bisognosi di cure psichiatriche: dunque che ciascuno vivesse liberamente senza invadere la sensibilità altrui, senza infastidire il prossimo.
Altra cosa è se si allunga la mano per toccare fanciulli o fanciulle, sia che si sia omosessuali, sia che si sia eterosessuali: questo è un reato, per fortuna.  

Anomalia: i proprietari di un Istituto di Diritto Pubblico sono privati! Tranne INPS ed INAIL


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


La Banca d'Italia, giornalisticamente nota anche come Bankitalia, è la banca centrale della Repubblica Italiana. Dal 1998 è parte integrante del sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
Logo della Banca d'Italia


La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico come stabilito dalla legge bancaria del 1936 e dallo stesso statuto all'articolo 1, 1 comma[1], e come ribadito anche da una sentenza della Corte Suprema di Cassazione[2].
Le quote di partecipazione al suo capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private, per il 5,66% di enti pubblici (INPS e INAIL)[3].
La sede centrale della Banca d'Italia è nel Palazzo Koch a Roma. Ha sedi e succursali in tutta Italia.
L'attuale governatore è Ignazio Visco, nominato il 20 ottobre 2011.


Dal sito della Banca d'Italia:

Partecipanti al capitale

Ente partecipante -------------------------------- Numero quote -----------Numero voti           

Intesa Sanpaolo S.p.A. ------------------------------91.035                                                50
UniCredit S.p.A.   -----------------------------------66.342                                                 50
Assicurazioni Generali S.p.A. ------------------------19.000                                                  42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.----------------18.602                                                  41
INPS ------------------------------------------------15.000                                                     34
Banca Carige S.p.A. - Cassa Risp Genova e Imperia--11.869                                                 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.-------------------- 8.500                                                 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.---------------- 7.500----------------------19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.------------6.300                                                 16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. ---------6.094                                                 16
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A.--------------------5.656                                                 15
Fondiaria - SAI S.p.A.---------------------------------- 4.000                                                 12
Allianz Società per Azioni------------------------------- 4.000                                                 12
Banco Popolare s.c.------------------------------------- 3.668                                                 11
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. -------------------3.610                                                 11
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A.----------------------- 2.800                                                  9
Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. ------------------- 2.626                                                  9
Banca delle Marche S.p.A. ------------------------------2.459                                                  8
INAIL --------------------------------------------------2.000                                                  8
Milano Assicurazioni ------------------------------------ 2.000                                                  8
Cas.Risp.Friuli Venez. Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.)1.869                                                  7
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A.------------1.126                                                  6
Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A.----------------------949                                                  5
Banca di Legnano S.p.A ----------------------------------873--------------------------------- 5
Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. --------------------769--------------------------------- 5
Banca Regionale Europea S.p.A. -------------------------759 ----------------------------------5
Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. --------------------750 ----------------------------------5
Banca Popolare di Vicenza S.c.p.A. ----------------------687 ----------------------------------5
Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A. ---------------------675 ----------------------------------5
Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno S.p.A. --------------653 -----------------------------------5
Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A. -----------------652 -----------------------------------5
Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. ------605 -----------------------------------5
Banca Carime S.p.A. ------------------------------------500 -----------------------------------5
Società Reale Mutua Assicurazioni -----------------------500 -----------------------------------5
Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana S.p.A.--480 -----------------------------------4
Cassa di Risparmio di Terni e Narni S.p.A.--------------- 463 ----------------------------------4
Banca CARIM - Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. ----393 -----------------------------------3
Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. --------------------377 ---------------------------------- 3
Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. -------------------------329 ----------------------------------3
Cassa di Risparmio di Foligno S.p.A. ---------------------315 ----------------------------------3
Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. ----------------------311 ----------------------------------3
CARISPAQ - Cas.Risparmio Provinc. dell’Aquila S.p.A. 300 ----------------------------------3
Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. -------------------266 ----------------------------------2
Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo S.p.A. -----251 ----------------------------------2
Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. --------------------237 ----------------------------------2
Cassa di Risparmio di Città di Castello S.p.A. -----------228 -----------------------------------2
Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. ----------200 -----------------------------------2
Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. ------------------194 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. -----151 ------------------------------------1
Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.c. --------------130 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. -------------------130 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. ------------------123 ------------------------------------1
TERCAS - Cassa Rispar. Provincia di Teramo S.p.A. -115------------------------------------ 1
Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. ------------111 ------------------------------------1
Credito Valtellinese S.c. -------------------------------101 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. -----------------101 ------------------------------------1
CARILO - Cassa di Risparmio di Loreto S.p.A. ------100 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio di Spoleto S.p.A. -----------------100 ------------------------------------1
Cassa di Risparmio della Repubblica di S. Marino S.p.A. 36 –
Banca CARIPE S.p.A. 8 –
Banca Monte Parma S.p.A. 8 –
Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. 8 –
Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. 4 –
Banca del Monte di Lucca S.p.A. 2 –
TOTALI ----------------------------------------300.000 -------------------------------------539

Ciascuno ne tragga le debite conseguenze.
La Banca d'Italia deve controllare i suoi proprietari!