sabato 16 febbraio 2013

Chiacchiere di Partito "Da: Le Verità nascoste"


Chiacchiere di Partito

Si avviarono verso la fermata della metropolitana chiacchierando. Lei era, all'apparenza, ultracinquantenne, lui più giovane: fra i quaranta ed i cinquanta. Collaboravano, gratuitamente, ad una rivista le cui spese di realizzazione erano pagate da un Consigliere della Regione. 
Nelle riunioni di redazione lui l'aveva ammirata quando si era opposta alla proposta di un giovane rampante che voleva pubblicare una intervista ad una donna che era stata coinvolta in un assassinio con le Brigate Rosse e che, siccome ne era uscita senza fare molto carcere, per qualcuno era diventato un personaggio da consultare attraverso il suo blog e per qualcun altro da intervistare!
"L'ho conosciuta personalmente - aveva detto Oriana - e c'è molto poco da ascoltare da un personaggio simile!"
Il giovane rampante aveva insistito perché, avendo conosciuta l'ex inquisita da poco e non si sa attraverso chi, pensava di fare uno scoop!
Ma Oriana fu irremovibile: "Deciderà Viviana, che è il Direttore Editoriale, ma ritengo che non convenga a Giancarlo Scorzi dedicare spazio nella sua rivista ad un simile soggetto."
Giovanni, allora, le dette ragione: "Eh! Certo, noi siamo il partito che si batte per la legalità e non mi sembra opportuno!"
E lì anche Viviana assentì e la cosa non passò.

Era la prima volta che si trovavano a prendere la metro insieme per un breve tratto e si scambiarono un poco di informazioni personali e di opinioni. Nelle riunioni del Comitato di Redazione c'era molta cautela quando non vera e propria ipocrisia e cominciarono a parlarsi con qualche circospezione. Dopo un paio di fermate avevano esaurito gli argomenti: quanti figli hai, cosa fai, dove lavori... poi, inevitabilmente, finirono per parlare del comune interesse: il partito!
Giovanni conosceva un poco meglio di lei il Consigliere Regionale Giancarlo Scorzi e, cautamente, espresse ad Oriana alcune sue perplessità: "Ha messo nel Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Regionale dei Trasporti un giovane di trenta anni che non sa niente... Nessuna esperienza.. Potrei capire se avesse una qualche competenza: che so... ingegnere.. o imprenditore in qualcosa che riguarda il trasporto.. oppure un esperto in viabilità... guarda! Anche un geometra che ha lavorato o lavora in imprese che si occupano di strade. Ma un ragazzo senza alcuna esperienza! Non si capisce!"
Lei lo ascoltava e scuoteva la testa esprimendo sconcerto, annuendo nel dargli ragione. Certo la figura di questo Consigliere cominciava a sembrarle interessata, con qualche opacità...
"Certo, - gli disse - non si capisce. Non c'è trasparenza e questa imposizione fa pensare alla solita solfa di tutti i partiti che mettono incompetenti, per chissà quali meriti di partito, nelle varie poltrone e poltroncine."

Ricordò quella conversazione avuta con Giovanni, che le era sembrata una persona molto seria, quando si trovò a sentire incredibili pettegolezzi all'interno del partito su Scorzi e una bella giovane, da poco incaricata di occuparsi di una sezione del partito che, secondo Oriana a cui avevano offerto in precedenza quell'incarico e l'aveva rifiutato, era una vera rogna che occupava molto tempo.
"Dicono che sia l'amante di Scorzi."
"Ma se è sposata!"
Sorriso ironico: "Se è per questo anche lui è sposato."
Oriana: "Lo so, e ha anche due bambine mi sembra.."
"E allora?" Sempre con ironia.
Oriana si ricordò: "Ma adesso lei è anche incinta del suo primo figlio."
"No, - disse la persona bene informata con tono tranquillo e sicuro - ne ha già uno."
"Ah! Non lo sapevo."
Senza sorridere: "Dicono sia di Scorzi."
"Nooo! Questa è enorme! Ma è giovane e suo marito pure..."
"Mentre Scorzi ha cinquant'anni.. Lo so, lo so."
"Ma ... il marito? Sono giovani e..."
"Il marito è anche lui nel partito. Ah! Non lo sapevi?"
La faccia di Oriana esprimeva evidentemente meraviglia.
"E' responsabile della sezione giovani del partito."
"Ma che mestiere fa nella vita?" Chiese Oriana colpita.
"Bah, non lo so! Ma credo niente... Mi pare che stia in un Consiglio di Amministrazione di non so quale Azienda Regionale... Mi sembra dei Trasporti.."
"E che è un lavoro?" Pensò Oriana senza dirlo. Comunque non credette a tutto questo fango che sembrava emergere da quei pettegolezzi. Volle attribuirli ad invidie, il partito ne era pieno.

Passò del tempo ed accaddero tante cose. 
In Italia i partiti si aggregano, si sciolgono, si riformano sotto altre spoglie, altri nomi, altri colori, altri programmi, altre casacche... solo le promesse sono sempre le stesse.

Alla nuova tornata di elezioni c'era stato un terremoto di cambiamenti: ruberie scoperte, corruzioni, disonestà varie avevano indotto i partiti a dividersi puntando il dito sempre contro "gli altri": veri autori dei furti! 
Cambiato il simbolo, sempre gli stessi, si ripresentavano dicendo sempre le medesime bugie.
Come tutti Oriana fu bombardata da messaggi di posta, via e-mail, sul telefono di casa ed altro, con invitanti promesse purché desse il voto a questo o a quello... Fra tutti la colpì la pubblicità, con invito a cena in un noto ristorante, di Scorzi che tentava il salto di qualità in Parlamento e presentava, per il Consiglio della Provincia, la giovane ed inesperta compagna di partito tanto chiacchierata! 
La sponsorizzava pagando tale pubblicità con suoi fondi tesaurizzati nel suo ruolo di Consigliere Regionale. Non c'era volantino in cui non fossero insieme, come insieme avevano cambiato repentinamente casacca ed ideali di partito! 

"Veri mestieranti della politica!" Pensò Oriana con un poco di disgusto. "Solo che lui è di lungo corso... Ma lei, a parte quell'incarico in cui ha combinato poco o niente, che cosa c'entra con lui... Il partito si è dissolto e lui se la porta dietro in un altro Partito? Perché? Oh! Mio Dio! Ma fosse vero?!"   
Vignetta da: Dagospia

venerdì 15 febbraio 2013

Associazionismo costruttivo

Associazione Nazionale Donne Elettrici

ANDE - ROMA
www.anderoma.org

Via delle Carrozze 19
00186 Roma
Info@anderoma.org


I ricorsi presentati nel Lazio contri i comuni di Gaeta e Civitavecchia per violazione del principio di pari opportunità

L’ANDE è un’associazione nata nel 1946 per promuovere la partecipazione politica delle cittadine italiane e combatte l’assenteismo nell’elettorato. E’ presente su tutto il territorio nazionale con 34 sedi locali.

Dopo le amministrative della tarda primavera del 2012 l’Ande di Roma ha divulgato i dati sulla scarsissima presenza delle donne nelle giunte dei 49 comuni del Lazio che sono stati rinnovati (cfr. sito del Ministero dell'Interno www.comunali.interno.it/amm120506/seleC12.htm).

Al momento del voto il dato generale in Lazio era che su 378 comuni solo 25 erano governati da "sindache", il 6,6%, una delle percentuali più basse. Di questi 25 comuni solo 13 avevano anche donne tra gli assessori (cioè nella maggioranza dei casi la "donna sindaco", o "sindaca" che dir si voglia, è l'unica donna in giunta). Le 25 sindache sono divise in modo equo tra le 5 province: 7 nella provincia di Roma, 5 in quelle di Viterbo e Rieti e 4 nelle province di Frosinone e Latina. Ciò premesso, in esito alle elezioni di maggio, sono state elettre tre sole donne sindaco: Milvia Monachesi a Castel Gandolfo (RM), Patrizia Gaetano a Castelforte (LT) e Sabina Granieri a Nerola (Roma). 3 su 49 comuni! I seguenti 5 comuni hanno formato giunte monogenere (maschile): Sezze (Latina), Vetralla (Viterbo), Ardea (Roma), Castel Gandolfo (Roma) e Monte Comparti (Roma). Nei seguenti comuni c'è una sola donna in giunta: Frosinone 1 su 8, Tarquinia (VT) 1 su 5, Lanuvio (RM) 1 su 4, Nemi (RM) 1 su 3, Romano d'Ezzelino (RM) 1 su 5, Bracciano (RM) 1 su 5. Nel resto dei comuni non ci sono donne in giunta.

In giugno, in coerenza con l’art. 1 dello Statuto, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici di Roma, attenta al profilo del rispetto dei diritti e della Costituzione e in accoglimento dell’appello della Rete per la Parità, oltre che in linea con i contenuti dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, cui l’associazione ANDE aderisce a livello nazionale,  l’A.N.D.E. di Roma ha valutato innanzitutto di presentare diffide contro gli otto comuni andati al ballottaggio (Civitavecchia, Cerveteri, Frosinone, Gaeta,Ladispoli, Minturno e Rieti) la cui situazione appariva particolarmente negativa  sul piano delle pari opportunità.

(Vedi ad esempio ANSA del 23 luglio:
 PARI OPPORTUNITA': ASSOCIAZIONE DIFFIDA SINDACI COMUNI LAZIO NON HANNO APPLICATO PARITA' UOMO-DONNA NELLA FORMAZIONE GIUNTE
ROMA (ANSA) - ROMA, 23 LUG - L'Associazione Nazionale Donne Elettrici (Ande) ha diffidato i sindaci dei Comuni - andati al ballottaggio dopo le elezioni di maggio - di Civitavecchia, Cerveteri, Frosinone, Gaeta,Ladispoli, Minturno e Rieti, per non aver ottemperato al principio delle pari opportunità nella formazione delle giunte, sancito dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e dalle stesse disposizioni degli statuti comunali.
Lo annuncia la portavoce e consigliera di Ande Roma, Marisa Ayroldi, che sottolinea come nel Lazio dei 49 comuni che si sono rinnovati a maggio solo 3 sono governati da donne sindaco. Degli 8 comuni andati al ballottaggio, con l'eccezione di Ceccano, le giunte sono tutte a composizione gravemente sbilanciata, con il caso negativo della giunta di Gaeta, composta da soli uomini.
Tutto ciò è in linea, dice l'Ande, con un quadro nazionale "sconcertante": nel 2011, secondo dati pubblicati dal Sole24Ore, nei comuni italiani le donne erano solo il 19% dei consiglieri e il 6%
degli assessori. "E' davvero sconfortante - denuncia la storica associazione, presente in 34 città e impegnata dal 1946 per promuovere la partecipazione delle cittadine italiane alla vita politica e
civile del Paese - dover constatare, dopo anni di importanti battaglie civili per l'elettorato femminile, come la scena istituzionale e politica italiana, soprattutto a livello locale, resista al cambiamento di cui sono protagoniste le donne, escludendole dalle cariche pubbliche.
Il giudice amministrativo, in più occasioni chiamato a pronunciarsi, ha ribadito che non è più ammissibile che il raggiungimento dell'obiettivo delle pari opportunità possa essere indefinitivamente subordinato a una scelta dell'amministrazione locale".
Alle diffide seguirà la presentazione di ricorsi amministrativi avverso i Comuni, "senza alcuna considerazione per il colore politico della giunta" fa sapere l'Ande. (ANSA)).

Il Consiglio direttivo di Ande Roma ha deliberato quindi di presentare i ricorsi contro i Comuni di Civitavecchia  a guida PD e Gaeta a guida lista di centrodestra. La scelta dei due centri è stata dettata anche dalla rilevanza delle due città per l'economia della nostra regione; due città portuali e a forte vocazione turistica, che secondo noi meritano istituzioni ad uno standard europeo, adeguate al salto di qualità che si richiede ai cittadini e alle cittadine del Lazio.

ANDE è stata assistita in entrambi i casi dall’avv. Antonella Anselmo, ottima amministrativista, nota anche per il suo impegno civile a sostegno della partecipazione femminile alla vita politica.

L'ANDE di Roma ha così presentato, all'inizio del mese di agosto, ricorso al TAR del Lazio, sezione di Latina, contro il sindaco di Gaeta, Dottor Cosmo Mitrano, la cui giunta composta di 5 assessori era monogenere. Il ricorso, al fine di consolidare l'interesse ad agire, è stato sottoscritto da due residenti gaetani, Marina Costabile e Francesco Como, di cui la prima è componente del Consiglio comunale nell'ambito di una lista civica che oggi sta all'opposizione.
Il 13 settembre 2012 si è tenuta una udienza "camerale", in cui ANDE Roma ha, su suggerimento dell'avvocato Anselmo, acconsentito alla proposta della controparte di andare ad un incontro informale per sondare la possibilità di raggiungere soluzioni soddisfacenti. L’ANDE ha in tal occasione chiarito di non avere altro obiettivo se non il rispetto di un principio. L’incontro si è tenuto l’otto ottobre e, considerata l’assenza di proposte da parte del comune, il 17 ottobre è stata da noi depositata l'istanza per la fissazione dell'udienza in camera di consiglio, poi calendarizzata il 22 novembre 2012.

Nelle imminenze dell’udienza il Sindaco di Gaeta, facendo un rimpasto della Giunta, ha depositato presso il Tar di Latina -  prima dell’udienza -  il decreto di nomina del nuovo assessore donna, Sabina Mitrano (non parente) cui sono state conferite le nuove deleghe alla cultura,  pubblica istruzione, politiche del welfare, pari opportunità,  politiche dell’immigrazione, cooperazione  decentrata/associazionismo, gemellaggi e politiche giovanili.

Dopo il rimpasto l’ANDE di Roma ha quindi ritirato il ricorso. Successivamente il TAR ha condannato il Comune di Gaeta al rimborso delle spese della parte ricorrente. Passo significativo per segnalare, a nostro avviso, che solo sotto la pressione di un ricorso il sindaco ha provveduto a modificare la giunta, con ciò imponendo un inutile costo alla collettività (in termini di deficit di rappresentatività della giunta), al TAR e alla società civile, in questo caso rappresentata dall’Ande di Roma.

Quanto a Civitavecchia, il nostro ricorso è stato determinato dalla presenza di una sola donna tra i sette  assessori che compongono la giunta. Il ricorso in questo caso è stato sottoscritto da Simona Galizia, ex componente della giunta uscente. In questo caso il TAR ha fissato al 10 gennaio 2013 l'udienza per la trattazione dell'istanza cautelare, in questo caso volta unitamente al merito.

L’udienza di merito, svolta il 10 gennaio, ha fatto emergere l’esigenza che la quantificazione del numero di donne in giunta sia determinato sulla base del principio di ragionevolezza nella considerazione che, come anche stabilito dal Consiglio di stato, una sola donna non è sufficiente a ritenere rispetto il principio di cui all’articolo 51.

Il TAR di Roma con la sentenza n.633 del 21 gennaio 2013, ha quindi accolto il ricorso di ANDE Roma, per violazione delle norme costituzionali, europee ed internazionali sul rispetto del principio delle pari opportunità, fissando al 40 per cento la soglia minima di presenza delle donne nelle giunte.

"Il Tar del Lazio ha pronunciato una sentenza di valore storico per le donne italiane e per la stessa civiltà giuridica del nostro Paese, che è fondata sul principio di eguaglianza formale e sostanziale, segnando un’importante evoluzione giurisprudenziale destinata ad incidere sull’interpretazione della normativa vigente". Così è stata accolta dalla presidente di Ande Roma Francesca Piazza la sentenza del Tar che si fonda su un’ampia ricostruzione delle convenzioni internazionali e della normativa europea e si aggiunge alle sempre più numerose sentenze sul tema, con precedenti nel Consiglio di Stato e nella Corte Costituzionale.
La disparità di genere nelle giunte locali è più che mai evidente e la percentuale del 40% accolta dal Collegio – non a caso, la stessa percentuale decisa dalla Commissione europea riguardo ai consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa- di certo muterà il destino dei futuri atti di nomina.

Infatti, a poche settimane dal voto per le politiche e le amministrative e anche in vista delle elezioni comunali di fine maggio, la sentenza sembra rivolgersi a tutti coloro che saranno chiamati ad innovare la composizione degli organi elettivi a tutti i livelli di governo, orientandone le scelte in chiave europea, nel rispetto sostanziale dei principi della democrazia paritaria, come da ultimo richiamati dalla legge n. 215 del 2012, nonché del buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione.

Con questi ricorsi la società civile femminile, sottolinea ANDE, ha inteso dare un segnale forte anche ai fini della ripresa del Paese, scegliendo due città nevralgiche per l’economia regionale e a cui deve corrispondere un modello economico, sociale ed anche istituzionale conforme a parametri europei di eccellenza e competitività. A questo modello, si sa, le donne contribuiscono in modo decisivo se si tiene a mente che, come hanno attestato Transparency International, la Banca Mondiale e la stessa Banca d’Italia, più donne tra gli amministratori pubblici significano minore corruzione e un’allocazione delle risorse orientata ai servizi di cura e istruzione, altrimenti prodotti all’interno della famiglia, con effetti espansivi per un mercato in Italia poco sviluppato e sullo stesso PIL.

Infine, ricordo che i comuni di Gaeta e Civitavecchia, andati al ballottaggio e governati rispettivamente dal centrodestra e dal centrosinistra, sono stati selezionati dall’Associazione a conferma della sua cifra apartitica, attenta al profilo del rispetto dei diritti e della Costituzione e in accoglimento dell’appello della Rete per la Parità, oltre che in linea con i contenuti dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, cui ANDE aderisce a livello nazionale.

Locandina Invito



Associazione Nazionale Donne Elettrici


L'ANDE di Roma è lieta di invitarti, il prossimo martedì 19 febbraio, al Convegno promosso e organizzato insieme alla Cattedra di Diritto Pubblico Comparato della Professoressa Melina Decaro della LUISS, sul tema 


"Il giudice amministrativo e il riequilibrio della rappresentanza negli organi elettivi: la "sentenza ANDE""

Sul sito www.anderoma.org nella sezione "dossier e documenti" si possono consultare, oltre al testo della Sentenza del TAR di Roma del 21 gennaio scorso, materiali bibliografici, dottrina recente e i riferimenti normativi richiamati nel testo della pronuncia. 

Si allega la locandina dell'evento. 

Per aderire si prega di rispondere a questo indirizzo email. 
-- 
Il Consiglio Direttivo 
Associazione Nazionale Donne Elettrici (ANDE) - Roma
Via delle Carrozze 19
00186 - Roma

mercoledì 13 febbraio 2013

Gianluca Nicoletti come Franco Antonello e tanti altri

http://www.lastampa.it/2013/02/13/societa/vorrei-inventare-una-vita-felice-per-mio-figlio-autistico-dWrAhf7972tWkc86jtnvbJ/pagina.html



13/02/2013 - la storia

Vorrei inventare una vita felice per mio figlio autistico



Ho raccolto la storia di Tommy in un libro tra diagnosi sbagliate e drammi quotidiani
gianluca nicoletti
ROMA
Mio figlio Tommy nacque quando io non c’ero. Era il 1998, l’anno in cui Annalisa Minetti vinse Sanremo anche senza vedere. Io facevo il Dopofestival con Chiambretti, Busi e Nino d’ Angelo. L’annuncio del lieto evento in tv lo fece Piero, dal palco del Festival, dicendo per sfottermi: «Somiglierà a Busi!». Mi andò bene, perché crescendo diventò bello come un angelo, se non fosse che era autistico. 

La diagnosi di autismo ai miei tempi arrivava centellinata in decine di valutazioni, osservazioni, test e chiacchiere inutili con dottori, dottoresse, psicologhe, educatori, che facevano domande a lui che stava zitto. Il tema era in quale parte di un universo, che già allora capivo molto poco conosciuto alle nostre latitudini, Tommy dovesse essere collocato. 

L’incertezza è già speranza e quindi in famiglia arrancammo ancora qualche anno, confidando che avevamo un figlio strano, ma non certamente autistico.  

Venivamo rassicurati di valutazione in valutazione: «Autistico? Che brutta parola… Ma li ha visti gli autistici? Non si accorge che lui anche se non parla guarda negli occhi?». Così ci trastullavamo con l’idea benevola che avevamo un figlio che galleggiava da qualche parte dello «spettro autistico», che prima o poi sarebbe diventato quasi normale, al massimo qualche problemino di relazione… «Ma chi non ne ha?». E con la logopedia avrebbe anche iniziato a parlare, l’importante era crederci.  

Passai così una decina d’ anni con l’ idea che avrei avuto un figlio taciturno e molto selettivo nei suoi contatti personali. Tommy alla fine era un bambino non troppo diverso da quei loquacissimi sfantumatori, al cui servizio perenne vedevo molti miei amici e amiche. Anzi, se devo essere sincero, a parte qualche fissa alimentare, qualche sua stramberia cui non facevamo nemmeno più caso, ci eravamo abituati tutti a quel bambino che si esprimeva con un vocabolario base di dieci parole, incomprensibili a chiunque non fosse di famiglia.  

Avevamo imparato a stare attenti a non lasciare in giro oggetti che poteva mettersi in bocca, a sigillare ogni fonte di pericolo da taglio, da fiamma e da elettricità, a mettere le serrature alle finestre, perché non gli venisse la tentazione di fare come Peter Pan. Ci eravamo pure rassegnati a tagli drastici alla nostra vita sociale: molti amici con figli coetanei si sono gradualmente dileguati, forse temendo un contagio o forse solamente perché quando i loro figli già leggevano Harry Potter in inglese il nostro sì e no riusciva a dire il suo nome e un abbozzo fonetico che somigliasse al cognome. 

Mai ci siamo lamentati, anzi quel balzano figliolo era il nostro oracolo, straordinario rivelatore di umanità latente nel nostro prossimo. Poi Tommy è cresciuto, anche tanto, ora è un gigante riccioluto a cui arrivo appena alle spalle. Il primo attacco epilettico è arrivato assieme alla sua sfavillante adolescenza. 

«C’è di peggio!», abbiamo pensato, mentre imparavamo a reggergli la testa. Poi è cresciuto ancora e la sua esuberanza a volte può far male a chi gli sta vicino. 

Porto addosso i segni delle sue mani e dei suoi denti, ne vado fiero come ferite di guerra, l’importante è che ancora io ce la faccia a contenerlo quando gli prende brutta. La moglie ha abdicato da un anno; ha ragione. Non può farcela, dopo che si è trovata a terra con una costola incrinata, solo perché Tommy le voleva dare una carezza un po’ manesca. La madre lo teme, anche se lo ama da morire, perché è sempre il suo bambino, pure le volte che si mette a saltare e trema il pavimento.  

Ancora ce la facciamo e siamo fortunati, perché possiamo permetterci qualcuno che ci aiuti ad accudirlo. Un autistico non può essere lasciato solo nemmeno un minuto… Anche se nell’età adulta nemmeno si potrebbe più dire che è autistico, perché per lo Stato diventa un «matto generico».  

Ormai la mia giornata la passo con Tommy accanto, anche ora quando scrivo. Non c’è altra soluzione, non c’è nulla a misura di un autistico cresciuto e ho deciso che me lo inventerò io. Per questo ho scritto un libro per i tanti genitori rassegnati. Perché a me mio figlio sta bene anche così. Vorrei solo potermi «inventare» per lui una vita felice, sono convinto che sia possibile, basta crederci.

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Voglio bene a Gianluca Nicoletti anche se non lo conosco di persona. Lui mi ha fatto l'onore di fare un commento sotto un mio post.
Lo ammiro da tanti anni nel suo lavoro. Da quando era in RAI con le sue logorroiche critiche televisive...
Provo dolore per lui, per Tommy e per la sua esausta madre.
Come mi colpì Franco Antonello, pubblicitario di successo, quando parlò del problema di Andrea, suo figlio, nella trasmissione di Daria Bignardi, così mi colpisce quello che lui scrive.
Ho letto il libro ispirato da Franco Antonello su sé stesso ed il viaggio d'amore con il suo Andrea, nella speranza di trarlo fuori dalla prigione dello "spettro autistico".
Spettro che significa tante cose, in quanto ancora non ci hanno capito molto, perché ogni persona che ne è affetta, pur avendo alcuni aspetti comuni, presenta comportamenti diversi.
L'unica cosa che sanno è che bimbi nati apparentemente sani poi iniziano a presentare sintomi autistici o dello spettro autistico e che sono in aumento.
Perché? Non sanno neppure questo. Si era pensato alle vaccinazioni, ad una reazione in soggetti predisposti che causa il danno. Ma è rimasta solo un'ipotesi, senza dati oggettivi. 

Sentenza depositata

Da: Circolo Larus Legambiente Sabaudia
Sentenza Cusani
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Scritto da Administrator   
Martedì 12 Febbraio 2013 15:33

Pubblichiamo on-line la sentenza di condanna dell'attuale presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. La sentenza può essere letta , per intero, sul sito del circolo Larus Legambiente di Sabaudia. Essa costituisce, senza dubbio, un'ipoteca gravissima sulla credibilità delle istituzioni che rischia di comprometterne l'autorevolezza, già piegata da anni di dichiarazioni, atti e comportamenti istituzionali intollerabili e totalmente non condivisibili, come nel caso del mancato scioglimento della passata Amministrazione Comunale di Fondi, risultato per il quale il Presidente Cusani si è molto speso, considerate ad esempio le dichiarazioni dallo stesso rilasciate nei riguardi della relativa commissione d'accesso e in particolare dell'allora Prefetto di Latina, dott. Frattasi. La sentenza è stata depositata in cancelleria in data 01.10.2012 e costituisce un atto pubblico di cui è utile apprende i termini e le parole precise. I fatti oggetto del giudizio riguardano l'abusiva attività di ristrutturazione edilizia di un noto ristorante sito nel Comune di Sperlonga, trasformato, con titoli abilitativi illegittimi o in assenza di essi, in un complesso alberghiero dotato di piscina e servizi annessi, mediante demolizione dell'originaria struttura e costruzione di nuove opere implicanti consistenti aumenti di superfici e volumetrie, in violazione dei limiti e vincoli imposti dalla normativa urbanistico-edilizia vigente. In un territorio già mortificato da una diffuso abusivismo edilizio, come con il dossier ecomafia denunciamo da anni, e dall'attività costante di vari clan mafiosi, ormai radicati, dediti al ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, delle agromafie, dei trasporti e molto altro ancora, l'impegno dei nostri amministratori, a qualunque livello e a prescindere dalle appartenenze politiche, nella lotta contro le illegalità, in particolare contro le mafie, deve essere assoluto e mai offuscato da fatti gravi come quelli accertati per via giudiziaria come in questo caso. Un fatto accertato e giunto a sentenza di questo genere dovrebbe portare i diretti responsabili ad uscire dalle amministrazioni, per salvaguardarne autorevolezza e trasparenza. La mancanza di questo genere di sensibilità e correttezza istituzionale costituisce un'ipoteca grave per la credibilità dell'intera provincia di Latina, di cui il Presidente Cusani deve assumersi la piena responsabilità. Benché la pena principale (due anni di reclusione) e quella accessoria (interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata della pena) siano state sospese, la gravità di quanto accaduto, previa ogni legittima garanzia a tutela delle parti, obbligherebbe alle immediate dimissioni.







!!!!!!!!!!!!!!!

Sulla vicenda del mancato scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi (LT), nonostante la relazione del Prefetto Frattasi, rimando ai miei post sull'argomento del 3 gennaio 2012, 23 maggio 2012, 3 luglio 2012, e ricordo che dopo una simile relazione di un Prefetto era compito del Ministro dell'Interno sciogliere tale Consiglio Comunale, cosa che il leghista "ramazzatore" Roberto Maroni  NON FECE!
Alla faccia della legalità! Un Ministro dell'Interno non accetta pressioni da un Presidente della Provincia come da nessun altro: legge la relazione del Prefetto e fa il suo dovere!

Grillo visto dagli statunitensi


Da: La Stampa.it 12/02/2013 - Il documento esclusivo

Grillo“stregò” l’ambasciatore Usa “Interlocutore politico credibile”


Beppe Grillo durante una tappa del suo Tsunami Tour
maurizio molinari paolo mastrolilli
new york

Il 4 aprile 2008 un lungo telegramma per Condi Rice partiva dall’ambasciata a Roma: raccontava un pranzo con l’attuale leader del Movimento 5 Stelle. Gli americani avevano capito il potenziale elettorale del comico e previsto in anticipo il suo successo. La Stampa ha ottenuto, ieri, dagli archivi di Washington il documento

Alle 11,12 del 4 aprile 2008 dall’ambasciata americana a Roma parte il telegramma intitolato «Pranzo con l’attivista italiano Beppe Grillo: “Nessuna speranza per l’Italia”. L’ossessione della corruzione». A firmarlo è Ronald Spogli, ambasciatore a Roma, e il destinatario è il segretario di Stato, Condoleezza Rice, a cui spiega in cinque pagine che Grillo è un «interlocutore credibile» nella comprensione del sistema politico italiano, grazie al fatto di essere «unico» per denuncia della corruzione nelle vita pubblica, ricorso al web e appello agli oppressi.  

Il documento è stato ottenuto da «La Stampa» nel rispetto delle norme del «Freedom of Information Act» e inizia con un preambolo in cui si presenta il «politico italiano Beppe Grillo» come «un comico divenuto attivista che durante un pranzo nella residenza del consigliere economico dell’ambasciata ha affermato: “Non c’è speranza per l’Italia”». Segue la descrizione di Grillo: «È un eccentrico, si appella agli oppressi d’Italia e così riesce a portare nelle piazze centinaia di migliaia di persone per protestare contro l’ordine costituito». Soprattutto «i suoi commenti risaltano per il contrasto con quelli dei nostri interlocutori tradizionali su economia, politica e in particolare sulla corruzione».  

La seconda parte del documento classificato «sensitive» include un approfondimento sul personaggio. «Giuseppe “Beppe” Grillo è un ex comico politicamente schietto che ha ottenuto una celebrità mondiale scorticando ogni giorno i politici italiani sul suo blog e organizzando con successo una manifestazione contro la corruzione nel governo alla quale lo scorso autunno hanno partecipato oltre 150 mila persone». L’accento viene messo sullo stile personale: «Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano». È a tali caratteristiche che il testo attribuisce la capacità di «galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia degli italiani verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità dell’élites di migliorare le condizioni del Paese» con la conseguenza di «aver creato un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media».  

Da qui la scelta di dedicare al tema della «Corruzione» la parte centrale del documento. «Grillo, 59 anni, ha una capigliatura selvaggia e un aspetto quasi da portuale ma è riuscito ad affermarsi negli ultimi dieci anni come un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana, in particolare identificando i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte». Tale precedente lo accredita agli occhi dell’ambasciata americana a Roma, che aggiunge: «Grillo ritiene che l’endemica corruzione nella classe politica italiana ha distrutto ogni speranza di migliorare le prospettive economiche nazionali» fino al punto che «l’unica soluzione è la rimozione di praticamente tutti i politici di destra e sinistra rimpiazzandoli con giovani che hanno meno legami con l’establishment e meno interesse nel mantenimento dello status quo». Ciò che colpisce il consigliere economico americano, che ha incontrato Grillo assieme ad altri funzionari dell’ambasciata, è che «descrive la corruzione come una procedura standard nell’attuale cultura politica italiana, ai suoi occhi i politici di destra e sinistra vogliono solo mantenere il potere, sono troppo vecchi, carenti di visione e capacità per migliorare le condizioni del Paese». La lotta alla corruzione è la chiave di lettura che consente di comprendere l’opposizione di Grillo a «energia nucleare, rigassificatori  e inceneritori perché sarebbero tutti progetti destinati a enormi perdite di fondi pubblici a vantaggio di corruzione, mafia o entrambe». È tale battaglia che spinge l’estensore del documento a titolare il paragrafo sull’opposizione agli inceneritori in Campania: «Luddista, progressista o entrambi?». Facendo capire che il giudizio su tale posizione resta in sospeso.  

Riga dopo riga ci si accorge come il documento diplomatico Usa dà credito alle posizioni dell’ex comico: «Per Grillo il desiderio dei politici di mantenere il potere è l’elemento che spiega tutto, dalla manipolazione delle procedure amministrative alla collusione fra imprenditori e politici, alla tendenza dei maggiori mezzi di informazione a non dare risalto alle illegalità» fino ai politici che «non se ne vanno mai, neanche se incriminati o condannati come 24 degli attuali membri del Parlamento». Incalzato dalle domande e dalla curiosità dei diplomatici americani, Grillo fa delle previsioni che vengono fedelmente riportate in un sottocapitolo intitolato «La situazione peggiora». «Grillo ritiene che la corruzione dei politici di oggi è divenuta più sofisticata rispetto alle indagini dell’inizio degli anni Novanta, svolte da parte di Mani Pulite» fino al punto che «le tangenti rappresentano oggi un’ampia fetta degli appalti pubblici». Il richiamo a Tangentopoli lascia intendere che i diplomatici americani vedono un nesso storico fra le battaglie di Grillo e le indagini con cui Antonio Di Pietro diede vita al pool di Milano che portò al crollo della Prima Repubblica. Se allora l’impegno di Di Pietro riscosse l’attenzione dell’ambasciata in via Veneto - al punto che fu invitato a Washington e New York - ora c’è un parallelo interesse nei confronti di Grillo, badando alla sostanza di ciò che afferma più che al suo stile trasgressivo. «Grillo lamenta l’inefficacia delle agenzie governative, dei gruppi di cittadini e delle ong anti-corruzione, attribuendola al fatto che sono troppo piccole, limitate, locali per essere efficaci contro un fenomeno così vasto». A tali osservazioni uno dei diplomatici americani ribatte, «facendo notare a Grillo che il recente rapporto della Corte dei Conti sull’accresciuta corruzione non ha suscitato grande attenzione». La replica dell’ex comico è: «L’opinione pubblica è in stato comatoso».  

Da qui il messaggio che Grillo consegna agli interlocutori americani: «Tutti i partiti e politici italiani sono illegittimi», di «centro, destra o sinistra», perché «arresti, indagini e conflitti di interessi li rendono incapaci o inadatti» senza contare che il sistema elettorale «basato sulle liste impedisce ai cittadini di scegliere chi votare». La sua proposta è il «boicottaggio del sistema politico» e per questo «sul suo blog chiede di non partecipare le elezioni politiche del 13 e 14 aprile» ma gli interlocutori americani vedono «il possibile germe di un nuovo partito nella decisione di consentire a candidati indipendenti alle elezioni amministrative di usare il suo nome», sostenendoli poi con il blog a patto che abbiano i tre requisiti necessari: nessuna carica precedente, fedina penale pulita e disponibilità a pubblicare online tutte le attività e transazioni svolte dopo l’eventuale elezione.  

Nel 2008 il Movimento Cinque Stelle deve ancora nascere ma le dimensioni dell’impegno di Grillo sul web colpiscono l’ambasciata Usa. «Grillo è un grande sostenitore di Internet, il suo blog gli ha garantito una importante ribalta nazionale e internazionale - si legge nell’11° paragrafo - e lui vi vede un grande strumento per promuovere la trasparenza del governo» ritenendo che può «aiutare i cittadini a tenere d’occhio spese e attività dei politici locali» oltre al fatto di essere «il suo unico mezzo per organizzare eventi pubblici». Quando i diplomatici americani gli chiedono perché lo sviluppo di Internet in Italia segni il passo, Grillo risponde: «I grandi mezzi di comunicazione ne temono la concorrenza e i partiti politici non lo ritengono un mezzo sul quale investire».  

Sono gli ultimi tre paragrafi del documento, intitolato «Commento» ad essere l’espressione dell’opinione di Spogli, dando la misura delle valutazioni di Washington, dove George W. Bush sta concludendo il secondo mandato. «Bene informato, competente sulla tecnologia, provocatorio e grande intrattenitore, Grillo è unico, una voce solitaria nel panorama politico italiano» scrive Spogli, sottolineando come «la sua opposizione allo status quo politico lo ha portato ad essere un escluso dai media» visto che «nessuna tv pubblica o privata lo menziona» ma ciò non toglie che «ha un grande potere di attrazione» come dimostrato dal «Vaffa...Day». Sono «gli studenti, chi vive male e chi si sente ignorato dal sistema» a costituire «il nucleo dei sostenitori di Grillo» anche se «alcuni banchieri ammettono di esserne affascinati». «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche - conclude Spogli - ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove». Da qui la conclusione: «La sua unica miscela di humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano».  

martedì 12 febbraio 2013

Grillo e lo spauracchio "della fine della Grecia"

Da: La Stampa.it

Monti su Grillo:

Il primo affondo di giornata è di Mario Monti: «Grillo, per una volta, vada in una piazza greca anziché nelle piazze italiane e vedrà la disperazione, la protesta e anche piazze piene di neofascisti. Se lui vuole con le sue urla e il suo populismo dannoso trasformarci nella Grecia faccia pure. Io non voglio niente a che fare con questo populismo». Intervenendo a Uno Mattina, il Professore si è rivolto con sarcasmo nei confronti di Grillo rivolgendosi direttamente al comico e chiedendosi se poi il leader del Movimento 5 Stelle esista davvero. Certo, ammette il premier, esiste perché «riempie le piazze» ma, aggiunge subito, «non diciamo sciocchezze che portano la gente ad avere ancora più confusione in testa». Il premier ha quindi risposto alle critiche rivoltegli nei vari comizi dal comico genovese: «Io farei gli ordini dell’Europa? Io sono riuscito assieme alla tenacia degli italiani a uscire dal disastro finanziario dicendo no all’Europa che voleva darci dei prestiti per salvarci. Se l’avessimo fatto saremmo oggi come la Grecia. Grillo, per una volta, vada in una piazza greca anziché nelle piazze italiane e vedrà la disperazione la protesta e anche piazze greche piene di neofascisti. Se lui se la sente di prendersi la responsabilità, con le sue urla, di trasformare l’Italia nella Grecia, faccia pure. Io non voglio niente a che fare con questo populismo. Simpatico e spiritoso, ma dannoso». 
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Monti, con una certa superficialità, attribuisce alle intenzioni ed al programma del Movimento 5 Stelle l'eventuale "caduta tipo Grecia".
Ma le ragioni della situazione greca tutti possono saperle facendo un minimo di ricerche su Internet e sono ben lungi dall'esser dovute al "populismo"!!
Di Pietro, che in casa propria non si accorge di niente e quindi dovrebbe solo stare zitto, dichiara di aver avvertito Monti ben 42 volte nel corso del 2012 su: "«avvertito formalmente sia dall'Italia dei Valori che da me personalmente sia per la vicenda Monte dei Paschi di Siena sia per la vicenda della Finmeccanica con ben 42 interventi in Parlamento, tra interrogazioni, mozioni, istanze e interventi in Aula, non solo non ha preso atto delle denunce che noi avevamo fatto e neanche di copie delle denunce alla Procura della Corte dei Conti che noi gli avevamo mandato, ma ha fatto finta di non vedere». «Chi è pubblico ufficiale - ha aggiunto - ha obbligo di intervenire per rimuovere atti illeciti. Non averlo fatto vuol dire omissione di atti d'ufficio». «Oggi - ha concluso il leader Idv - il presidente Monti ha detto che interverrà per modificare la governance, noi gli diciamo che doveva farlo l'anno scorso quando lo abbiamo avvertito. Per un anno s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto». (Da: Il Messaggero.it)".
A parte che anche Antonio Di Pietro "s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto" e noi ex IdV lo piangiamo sul serio... di certo Monti dimostra di essere anche lui un falsetto niente male!
Sul Salvatore delle italiche economie, mi informano che:

Sei cose da sapere su Mario Draghi
Pubblicato 10 settembre 2012
Monti e Draghi provengono dalla banca GoldmanSachs, entrambi hanno figli che lavorano presso un’altra banca mondiale: la Morgan Stanley.
A inizio anno il governo Monti “bonificava” 2,5 mld di euro alla Morgan Stanley datore di lavoro del figlio  http://www.lindipendenza.com/monti-morgan/ nell’indifferenza totale di politici e giornalisti nostrani ma in Europa le cose funzionano diversamente e l’onestà probabilmente ha un altro valore.
Ecco allora Mario Draghi finire sotto inchiesta per conflitto d’interessi: prendiamo dal sito http://www.latribune.fr/entreprises-finance/banques-finance/banque/20120905trib000717938/six-choses-a-savoir-sur-mario-draghi-le-patron-de-la-bce.html
ricopiamo e traduciamo perché tutti sappiano chi sono i figuri che hanno il nostro destino nelle loro mani
 Six choses à savoir sur Mario Draghi, le patron de la BCE –
Sei cose da sapere su Mario Draghi, il padrone della BCE
5- Un fils qui travaille comme “trader taux” chez Morgan Stanley
L’information est sortie dans The Telegraph en fin d’année dernière : Mario Draghi a un fils qui exerce le métier de trader sur les marchés de taux, des marchés sur lesquels l’action de la BCE a une influence directe. Invoquant le code de conduite des membres du conseil des gouverneurs, l’institution affirme que « M. Draghi se conforme aux règles éthiques de la BCE ». Reste à savoir si de son côté Giacomo spécule contre les dettes espagnoles et italiennes…
Un figlio che lavora come “consulente finanziario” presso la Morgan Stanley
L’informazione è uscita dal “The Telegraph” alla fine dell’anno scorso: Mario Draghi ha un figlio che esercita la professione di consulente finanziario, dei mercati sui quali l’azione della BCE ha un’influenza diretta. Invocando il codice di comportamento dei membri di consiglio dei governatori, l’istituzione afferma che “ Mario Draghi si conforma alle regole etiche della BCE”. Resta da sapere se da canto suo Giacomo specula contro i debiti spagnolo e italiano
Federica Draghi

Responsabile del Business Development a Genextra.
Federica fa parte di Genextra dal Maggio 2006, dove è responsabile del business development. In Genextra, Federica svolge una serie di attività spaziando dalla valutazione di nuove opportunità di investimento al partnering, licensing e pianificazione della strategia di sviluppo delle società controllate del gruppo Genextra. Prima di unirsi a Genextra, Federica si è occupata di technology transfer presso Windham Venture Partners, dedicata alla commercializzazione di tecnologie nell’ambito del life science ed il Science and Technology Ventures, il technology transfer unit della Columbia University. Precedentemente è stata postdoc all’MRC di Cambridge UK. Federica ha ottenuto un MBA dalla Columbia University ed un PhD in biochimica dalla Sapienza, Università di Roma.

Dr. Federica Draghi, PhD MBA
Director, Business Development

Federica joined Genextra in May 2006 where she is currently responsible for business development. At Genextra, Federica is involved in a number of activities ranging from evaluation of new investing opportunities to partnering, licensing as well as strategic development activities of Genextra's subsidiary companies.
Before joining Genextra, Federica acquired experience in the technology transfer area at Windham Venture Partners, a NYC based life sciences technology commercialization firm, and before that with Science and Technology ventures, Columbia University's technology transfer office. Prior to that she was a postdoc at the MRC in Cambridge (UK.) and has been published in several journals.
Federica holds an MBA from Columbia University and a PhD in Biochemistry from La Sapienza, University of Rome.

Federica nata  nel 1974
Giacomo nato nel 1982
Aggiungo: sono andata sul sito Genextra, ho letto tutti i nomi di quelli che fanno parte del team, anche di quelli definiti super advisor. Ne conosco solo uno: Il Prof. Umberto Veronesi
Fino a ieri non sapevo neppure dell’esistenza di questa Società.
Federica Draghi è una biologa economista….mai sentita prima una anomalia del genere.
C’è un sotto bosco enorme  di posti ben retribuiti e riservati a quelli che contano e che sono figli di…
Non so che mestiere facciano il genero e la nuora di Draghi! Non saranno certo precari…
Poveri noi!

Già, poveri noi!! 
Sulla biologa-economista debbo dire che conosco un precedente: in una Università, non diciamo quale, ma è italiana naturalmente, la figlia di qualcuno importante, laureata in economia, è stata "messa", mediante pubblico concorso naturalmente, su una poltrona di Professore della Facoltà di Medicina e Chirurgia! Miracoli della realtà della Casta! Eventi che nella realtà della gente comune non si verificano mai! Per loro tutto è possibile, al meglio naturalmente!

Servizi Segreti


Da: La Stampa.it

Caso Abu Omar, la Corte d’Appello: dieci anni a Pollari, nove a Mancini

L’ex Imam di Milano Abu Omar

Le condanne nel processo bis per il sequestro dell’Imam di Milano.
Sei anni di reclusione per gli altri tre imputati
MILANO
I giudici della Corte d’Appello di Milano hanno condannato, nel processo d’appello bis per il sequestro di Abu Omar, gli ex vertici del Sismi. La condanna per Nicolo’ Pollari è di 10 anni, 9 anni di reclusione invece per Marco Mancini. Gli alti tre imputati sono invece condannati a una pena di 6 anni. I giudici della Quarta Sezione della Corte d’Appello di Milano hanno condannato per il sequestro di Abu Omar, che avvenne il 17 febbraio del 2003, l’ex numero del Sismi, Nicolo’ Pollari, a dieci anni di reclusione, l’ex numero due Mancini a nove anni e altri tre `007´ (Raffaele Di Troia, Luciano Gregorio e Giuseppe Ciorra) a sei anni. Il sostituto pg di Milano, Piero De Petris, aveva chiesto dodici anni per Pollari, dieci anni per Mancini e otto anni per gli altri tre. 

Il processo d’appello `bis´ agli ex vertici del Sismi è seguito alla sentenza della Cassazione dello scorso settembre che, oltre a condannare in via definitiva 23 agenti della Cia, aveva annullato con rinvio il proscioglimento per i cinque imputati ritenendo che la copertura del segreto di Stato era troppo ampia e parzialmente illegittima. Nei giorni scorsi anche il governo Monti, come quelli Berlusconi e Prodi, aveva confermato la posizione del segreto di Stato, e venerdì scorso la stessa presidenza del Consiglio ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Consulta contro la sentenza della Cassazione. I giudici della Corte d’Appello però non hanno ritenuto di dover sospendere il processo in attesa della decisione della Consulta e, dopo aver acquisito nelle scorse udienze alcuni atti su cui il governo aveva posto il segreto, hanno condannato tutti gli imputati, ribaltando le sentenze dei due precedenti gradi di giudizio che li avevano invece prosciolti. 

«Sono sconcertato: è stata condannata una persona che tutti in Italia sanno essere innocente», ha detto il generale Nicolo’ Pollari, commentando la sentenza di Milano. «Non voglio fare paragoni ma ricordo che anche Tortora fu condannato a 10 anni». «Come si faccia con serenità a condannare un innocente, che tutti sanno essere tale, è pazzesco. Che razza di esercizio è condannare un innocente?» afferma Pollari. 
«Io non solo sono estraneo a queste cose - prosegue - ma le ho impedite. Quindi non solo sono innocente, ma sono di più e il segreto di Stato prova la mia innocenza, non la mia colpevolezza». Secondo l’ex capo del Sismi «lo stesso governo ha messo per iscritto che queste attività sono istituzionali e quindi sono lecite. Infine, un’ultima notazione. La cosa che davvero mi sconcerta molto è che in questo processo, segreto di Stato a parte, non sono mai stato messo in condizione di difendermi: non mi è stato consentito neanche di sentire un testimone. Perché? È una domanda alla quale non so rispondere e che dovreste fare ad altri». 

!!!!!!!!!!!!!!!

Secondo questi giudici i Servizi Segreti debbono essere trattati come delinquenti comuni.
Quando mettono le bombe sui treni, nelle banche o nelle piazze piene di gente certamente sì; quando il potere politico ne fa un uso improprio, vedi casi come quello Ustica, certamente sì... Ma trattasi, appunto, di usi impropri di un Servizio che hanno tutte le nazioni mi pare, dunque vuol dire che nel mondo reale non se ne può fare a meno.
Sanno i giudici che siamo nella NATO? Dunque questi agenti, ormai non più segreti, dovevano collaborare con la CIA se il nostro governo era d'accordo.
Ma forse questi giudici pensano che Nicolò Pollari e compagni hanno sequestrato o collaborato a sequestrare l'Imam per fini privati, come dei volgari sequestratori di esseri umani per trarne lucro! Non si spiega altrimenti, visto come hanno applicato gli articoli del Codice Penale relativi al sequestro di persona!
Oppure per questi giudici gli Agenti del Sismi fanno comodo solo quando vanno a recuperare incaute giornaliste che vogliono fare le inviate speciali in zone di guerra e poi, di fronte ad un sequestro con minaccia di morte, piagnucolano molto poco dignitosamente "Pierre, ti prego, Pierre..." ma chi poi rischia e muore è qualcun altro...
Da: Ravenna & dintorni.it: Marco Mancini a Ciampino, sull'aereo che riportò a casa la giornalista Giuliana Sgrena dopo la morte di Calipari nel 2005

lunedì 11 febbraio 2013

Il coraggio di vivere

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/371323/agresti-genitori-non-vedenti.html

Non sono riuscita a trasferire il video del servizio del bravo giornalista de "Le Iene", trasmissione lodevole di Italia 1, su questo blog: mia inabilità oppure incompatibilità dei due sistemi. Spero che, qualora non abbiate già visto il servizio, molto ben fatto, con il link che pubblico sotto la foto dei due coniugi Silvia ed Annibale possiate vederlo sul WEB.
Purtroppo anche cliccando sul link non si viene indirizzati automaticamente al video, dunque non rimane che copiarlo ed incollarlo sul browser, lo ripeto più in grande qui sotto:


http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/371323/agresti-genitori-non-vedenti.html

Sperando di essere riuscita nell'intento di indirizzarvi su questo bel servizio credo che tutti noi non possiamo che ammirare questi due coraggiosi genitori.
L'unica cosa che mi ha colpita non favorevolmente, però, è stata la dichiarazione del padre della piccola unica figlia della coppia, quando, alla domanda di Agresti, risponde che la bambina ha ereditato la sua stessa malattia oftalmica, senza specificare la patologia, e alla successiva domanda del giornalista se la bambina potrà perdere la vista come il padre (non totalmente cieco come la moglie ma con una minima visione residuale), egli risponde: "Non è detto, non è sicuro."
Ecco, lungi da me giudicare il desiderio di procreare, debbo però portare in questa riflessione la mia personale esperienza di persona ipovedente.
Dalla nascita sono affetta da Corioretinite maculare, non dovuta a toxoplasma ma non si sa da cosa. Subito mi ha leso la macula dell'occhio destro poi, successivamente, a 12 anni ha creato lesioni alla periferia della retina dell'occhio sinistro, e a 17 anni stava per rendere buia anche la macula dell'occhio sinistro ma, una massiccia dose di cortisone datami dal Prof. Leonardi, allora Direttore dell'Ospedale Oftalmico Provinciale di Roma, ha salvato la mia capacità di vedere. Sotto pubblico una definizione di questa affezione:
Corioretinite maculare
La causa è quasi sempre sconosciuta. I sintomi più frequenti sono: vista offuscata, deformazione della grandezza e della forma degli oggetti, punti neri vaganti, deficit visivo. Le complicanze possono essere un distacco della retina, glaucoma secondario, cataratta ed endoftalmite. L'infiammazione della coroide e della retina può arrivare ad interessare l'area maculare o paramaculare: in questo caso si richiede un trattamento immediato e massiccio.

Dunque il mio atteggiamento verso l'eventualità di procreare è stato molto prudente, giacché non volevo che i miei figli avessero la mia stessa malattia invalidante.
A 18 anni ero già fidanzata con mio marito il quale, avendo 7 anni più di me e lavorando già da tempo, voleva sposarsi subito.
Essendo molto giovane il timore di un vincolo matrimoniale che, in sede civile, non si poteva sciogliere, non essendoci ancora la legge sul divorzio, mi spaventava un poco,  e mi appariva una specie di ergastolo, mentre sapevo che gli effetti religiosi, anche allora, la Sacra Rota li poteva annullare. Dunque non palesai al mio fidanzato l'ansia che un simile progetto mi creava per non offenderlo, ma gli dissi che volevo fare la visita medica prematrimoniale per togliermi ogni dubbio su eventuali malattie ereditarie. La cosa destò l'ilarità del mio promesso sposo che mi trovava eccessivamente prudente nonostante l'età giovanissima. Ma io fui irremovibile e lo sposai a 19 anni solo dopo che avevo avuto tutte le rassicurazioni sulle malattie ereditarie.
La Corioretinite maculare NON è fra queste. Se lo fosse stata non avrei fatto figli. 
Questa è la ragione della mia perplessità nel sentire quel passaggio del Servizio del bravo Agresti. 
Detto questo, poi, ritengo che lo sforzo di vivere ognuno lo risolve come può.
Qualche anno fa l'Università dove lavoravo organizzò un interessantissimo Convegno dal titolo "WEB Senza Barriere". Conservo ancora gli appunti che presi ed il Programma. Uno dei relatori era Consuelo Battistelli, non vedente, che arrivò all'Università con un taxi da sola accompagnata soltanto dal suo bastone bianco. Ammirai, oltre alla sua bellezza esteriore, la sua volontà di vivere normalmente nonostante la grave menomazione. Dato che lavorava all'IBM si occupava di accessibilità e problemi connessi e loro soluzioni. Ricordo che parlò di un bastone "Sesamonette" che aveva un lettore che trasmetteva input ad un "device" che il soggetto doveva avere in mano e che dava un messaggio vocale. Eravamo nel 2008 e la scienza e la tecnica avranno sicuramente trovato altri ausili, ma un'altra tecnica innovativa che illustrò Consuelo fu lo "Screen-reader": un software che traduce in audio la scrittura.



domenica 10 febbraio 2013

Le cause giuste non hanno colore politico


FLI CELEBRA LA GIORNATA DEL RICORDO. ANDREA TITTI: "ONORE A CHI DIMENTICATO DALL'ITALIA NON HA MAI DIMENTICATO L'ITALIA".

Nella mattinata di Sabato 9 Febbraio una delegazione dei Circoli di Futuro e Libertà dei Castelli Romani, guidata dal candidato alla Camera dei Deputati alle prossime elezioni del 24 e 25 Febbraio Andrea Titti, unitamente ad una rappresentanza di Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, accompagnati dall'On. Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito la Giornata del Ricordo in onore dei martiri delle Foibe e degli Esuli, dopo aver deposto un mazzo di fiori innanzi alla pietra carsica nel quartiere giuliano di Roma, hanno visitato il Museo Fiumano della Capitale. Un gesto per celebrare la giornata del 10 Febbraio e tramandare la memoria di una pagina di storia celata per decenni all'Italia e tutt'oggi non del tutto accettata da parti della società.  "Auspico che tutte le scuole Italiane - dichiara Andrea Titti - a partire da quelle dei Castelli Romani, organizzino visite guidate a questo museo e parallelamente invitino nelle proprie aule i protagonisti di questa parte di storia del nostro popolo, per confrontarsi con i giovani attorno ad un modo di interpretare l'Italianità che non è intriso di nazionalismo ma di amore per la propria cultura e la propria identità. Dovremmo tutti prendere esempio dai nostri fratelli della Venezia Giulia e delle terre d'Istria e Dalmazia: gente dimenticata dall'Italia che non ha mai dimenticato l'Italia. Quel sangue versato per mano dei comunisti jugoslavi, con la silente connivenza delle classi dirigenti Italiane ed Europee del dopoguerra - continua Titti - va onorato come uno dei più alti esempi di sacrificio a difesa di quella cultura millenaria che è alla base della nostra Unità Nazionale. Essere qui - conclude il giovane candidato di Futuro e Libertà - accanto a Roberto Menia, colui che più di tutti ha dedicato la propria vita politica affinché queste genti fossero riconosciute dalla propria Patria è un'emozione ed un onore che mi rende personalmente orgoglioso".

Museo Archivio Storico di Fiume

Via Antonio Cippico, 10 - Roma

Tel. 06.59.23.485
BUS  703  707  761  763  772  775  779
Tutti i giorni, escluso il sabato e festivi dalle 15 alle 18.30.
Per esigenze particolari, possono essere concordati orari diversi, anche di sabato e festivi.
Ingresso libero


Disposto nella sala del piano inferiore su una superficie di 250 mq. ca. ruota intorno a un sacrario centrale a ricordo dei giuliano-dalmati caduti per la patria italiana. Iniziando con un’ampia panoramica documentale sull’esodo dalle terre adriatiche, procede con cimeli e documenti originali che illustrano ampiamente la storia fiumana dalle origini romane al secondo conflitto mondiale, gli aspetti urbanistici, monumentali, associativi, scolastici, amministrativi, religiosi e culturali della città di Fiume e del suo territorio ricollegabili all’identità di carattere italiano.
Al secondo piano vi è l’archivio biblioteca, su una superficie di 250 mq. ca., suddiviso in due settori: uno destinato a sala riunioni con mezzi audiovisivi offre 30 posti a sedere e ospita un’ampia panoramica d’opere realizzate da artisti fiumani dal 1700 ai giorni nostri, nell’altro sono disposte postazioni informatiche, l’ufficio amministrativo della società e del museo. L’archivio dispone d’oltre 40.000 documenti e di alcuni fondi particolarmente importanti: Riccardo Zanella, Antonio Grossich, Riccardo Gigante, Gabriele D’Annunzio, Icilio Bacci, Andrea Ossoinack, Maria Vitali, Giovanni Giurati, Oscar Sinigaglia, Armando Odenigo, Michele Maylender ed altri; la biblioteca conta oltre 5000 volumi, un’ampia emeroteca fiumana e adriatica, un fondo filatelico, uno fotografico e uno cartografico.

Ultimo tentativo


Mi scuso per il video malfatto con il mio vecchio cellulare e con la mia assoluta inabilità a fare la ripresa, ma quello che conta è il documento. Questo video documenta che ieri pomeriggio sono andata a conoscere chi vorrò votare in carne ed ossa del Movimento 5 Stelle.
Chi ha la pazienza, o la curiosità, o l'interesse di leggermi sa come la penso sulla nostra situazione politica, sa delle mie delusioni, sa perché ho deciso di votare il Movimento di Beppe Grillo.
Dirò una frase melodrammatica: "Chi me lo avesse detto!"
Ma o così o non vado a votare!
Oggi ho visto cose già viste quando andavo alle riunioni del partito creato e distrutto da Antonio Di Pietro: atteggiamenti, imbarazzi, promesse, tanto fervore, gente che ci crede... e.... addirittura ho incontrato una ex attivista di Italia dei Valori, una dei tanti naufraghi, piccoli, medi e grossi, dell'affondamento che Di Pietro ha fatto del suo partito. Invece che tesserata, mi ha spiegato, "è certificata". Insomma lì gli iscritti si chiamano così. 
Davide Barillari mi è sembrato il più preparato, il resto dà l'impressione dell'improvvisazione.
Ma darò al Movimento il mio voto e staremo a vedere cosa succederà.
Di certo se riuscissero a realizzare realmente solo alcune delle cose che si prefiggono, sarebbe già un successo.
Sarebbe un cambiamento epocale della nostra società.
Ma so che si scontreranno contro i ricorsi per incostituzionalità quando andranno a proporre leggi che vogliono tagliare i privilegi del marciume fin qui al potere.
Sarebbe tanto se riuscissero a recuperare i soldi del truffaldino e antireferendario "Rimborso elettorale": lì potrebbero riuscire a ripristinare la legalità, dato che c'è un risultato referendario inequivocabile dietro le nostre spalle.