giovedì 2 maggio 2013

Guardate il video cliccando sul link....

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/386157/roma-i-privilegi-degli-ex-presidenti.html

Io l'avevo visto in TV e, naturalmente, mi è venuto da vomitare. Ho cambiato canale perché sapevo da molto tempo di questi privilegi incomprensibili, inammissibili, ingiustificabili, che costoro vergognosamente cercano di giustificare con motivazioni risibili, o di scantonare per non rispondere, ben coscienti di essere messi a nudo, con una semplice ed ovvia domanda, nel loro essersi accomodati nel privilegio alla faccia delle "parole aria fritta" che emettono falsamente dalla bocca.
Su Fini ho scritto su questo blog, per ora ce ne siamo liberati, ma come si vede non del tutto, resistendo i privilegi alla "Marie Antoinette-Louis XVI".
Bertinotti da tempo mi fa senso perché si spaccia per uomo di sinistra. Un ipocrita totale.
Marini... ma ci pensate che ce lo volevano dare come Presidente della Repubblica? Non dico altro. I fatti parlano, anzi, gridano.
Infine gli scagnozzi di questi esempi di "Marie Antoinette-Louis XVI": dei veri servi pagati da noi. I bravi di Don Rodrigo almeno se li pagava da solo.
Tutto questo è insopportabile, insieme a molte altre cose. 
Parlo con persone che non credono più a niente e mi danno della scema perché io ancora spero che il Movimento 5 Stelle possa fare un poco di pulizia, cosa ardua in questa melma. Spero anche in Renzi e in quel suo: "Si è superato il senso del pudore", detto molto tempo fa... Nel suo aver detto che un politico come lui con uno stipendio di euro 5.000 al mese: "Si vive benino, via!"
Nonostante queste mie parole forti vi assicuro che la gente con cui parlo va molto, molto oltre.
Non credono più che noi si viva in una democrazia, che le leggi vengano rispettate...
Io, pur schifata, ancora spero nel cambiamento... ma.. ripeto.. mi dicono che, se non mi conoscessero come persona intelligente, per questa mia attitudine alla speranza penserebbero che sono scema!
Se vi va cliccate sull'etichetta in basso a sinistra Politica e potrete leggere che certo questo link che oggi pubblico, e che un'amica mi ha segnalato, era materia conosciuta da me come da tanti altri...
Se vi va di rinfrescarvi la memoria, fra i tanti post vi segnalo:
lunedì 4 marzo 2013 Poveri ricchi! Come faranno a campare?
sabato 23 febbraio 2013 Un rimando a quanto scrivevo più di un anno fa
sabato 2 febbraio 2013 Candidati facce di bronzo 
giovedì 11 ottobre 2012 Attività politica pagata dai contribuenti: perché?
venerdì 16 settembre 2011  Comunicato Cobas INPDAP (questo forse è il più significativo e, vista la data, premonitore).

Un invito di un'amica...

Accolgo volentieri l'invito di un'amica che pubblica con la stessa Casa Editrice dei miei 2 ultimi libri: Universitalia







lunedì 29 aprile 2013

Le parole urlate di Grillo causa degli spari? Ricordiamo quando Berlusconi minimizzava gli "incitamenti" di Bossi.

Da: Wikipedia

"Tanko" usato dai Serenissimi per l'assalto al campanile di San Marco il 9 maggio 1997. In mostra alla Festa dei Veneti a Cittadella il 3 settembre 2006.

Il loro gesto, che voleva anche contestare l'appartenenza del Veneto alla cosiddetta Padania, lo "stato" di cui Umberto Bossi, il leader del movimento autonomista Lega Nord, aveva annunciato di voler proclamare l'indipendenza ecc.. ecc......
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Da: Corriere della Sera.it

Bossi: «Per il fucile c'è sempre prima volta»
Il leader della Lega Nord interviene ad un comizio in provincia di Bergamo: «A Roma pensano che quelli del nord siano un po' pirla»








CÀ SAN MARCO (Bergamo) -
«Finora gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c'è sempre una prima volta».
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Tutto da ridere! Quisquilie!

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Il 16 marzo 1993 Luca Leoni Orsenigo, Deputato della Repubblica Italiana della Lega Nord sventolò nell’aula di Montecitorio un cappio, nell’esplicito riferimento alla necessità di fare pulizia di una classe politica corrotta che aveva indebitato il paese oltre misura.

Tanto per rinfrescare la memoria a chi apre la bocca a sproposito.
Il Movimento 5 Stelle, a cui non sono iscritta ma l'ho soltanto votato, non ha mai parlato od esposto simboli di armi o cappi per impiccaggione. Ha sempre e solo parlato di cacciare via dai posti di potere chi il potere lo usa non a favore del popolo e della nazione, ma solo per il proprio tornaconto personale e delle proprie congreghe.
Spero che agisca in modo da cambiare veramente le cose. Che si dia la possibilità a chi vuole lavorare e non fare il parassita di lavorare! Che la si smetta con la corruzione nei Pubblici Concorsi! Largo a chi merita! In galera le Commissioni che favoriscono i raccomandati!

Giornalismo indecente

Da: La Repubblica.it

...le interviste al figlio undicenne di Preiti. In tanti accusano. E ritengono sconveniente e al di là dell'etica professionale i servizi realizzati da diverse emittenti. Un diluvio di post: "D'altronde chi meglio di un bambino di 11 anni può capire cosa passa per la testa di un uomo che decide di sparare alla gente", "Pensavamo di aver visto tutto, invece...", "Mi rivolgo ai giornalisti: Fermatevi!". Interviene anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino: "Per registrare una dichiarazione, si piantona la casa di un ragazzo di 11 anni. Lo si intervista, forse convinti di aver fatto uno scoop. Ne viene fuori, invece, solo un modo di fare informazione che sento estraneo al mio cuore, ancor prima che alle regole elementari della professione".

Protesta il Garante. "E' inaccettabile il comportamento di certa stampa che in preda a una irresistibile ricerca di spettacolarizzazione della notizia rischia di strumentalizzare il ruolo di un minorenne in una vicenda drammatica come quella della sparatoria di ieri davanti Palazzo Chigi" dichiara Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. "I mezzi di informazione hanno una grande responsabilità nei confronti dei bambini e degli adolescenti coinvolti in fatti di cronaca e devono pertanto garantire loro una particolare tutela non solo in termini di privacy ma anche e soprattutto di rispetto della loro sensibilità in momenti come questi. Una tutela da anteporre sempre e comunque al dovere di informazione, tanto più se  -  come in questo caso  -  la notizia non esiste. Non sono certamente queste le forme di ascolto che ci interessano" ha concluso il Garante.

Il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti non si deve limitare ad un intervento verbale come quello riportato dal Quotidiano "La Repubblica", ma deve dare le giuste sanzioni all'indecenza comportamentale di chi ha usato una simile violenza e mancanza di rispetto verso un bambino di 11 anni: sospensione o radiazione decidano loro, ma qualcosa debbono fare, altrimenti non si capisce il senso dell'esistenza di un simile Ordine!

sparatoria figlio preiti.JPG
Come stai oggi? Cosa vorresti dire a tuo papà? Nel vostro rapporto non cambia niente? Se ce l'avessi qua cosa gli diresti? Lo vedevi che era triste, ultimamente? Com'era stata la vacanza insieme? Adesso devi stare vicino alla mamma. Era con te alla Comunione? Avevate un bel rapporto? Secondo te cosa gli ha detto la testa?

Questa sopra è la prova dell'indecenza! 
Sotto l'articolo di BLOGO che sottoscrivo parola per parola!
di Boris Sollazzo


Si fa fatica a pensare  - come ha detto Emilio Marrese su twitter - che si debba pagare più di 100 euro all'anno per rinnovare l'iscrizione a un Ordine dei Giornalisti che permette a un gruppo di colleghi (ma si fa una gran fatica a definirli tali) di circondare un ragazzino di 11 anni fuori dalla sua casa.
Un atto vergognoso, violento, morboso. Già cercare fratello ed ex moglie era discutibile, ma almeno deontologicamente lecito, ma qui ci troviamo di fronte all'aggressione verbale verso un minorenne che ha subito un trauma psicologico devastante. Il padre ha appena compiuto un gesto che è andato su tutti i giornali, un genitore che già vedeva poco e che di sicuro gli aveva già dato ragioni per soffrire, lui che cerca un nuovo equilibrio in un altro nucleo familiare. Ma pur di avere un virgolettato in più, un bambino, neanche adolescente, è costretto ad affrontare questo evento devastante in pubblico, di fronte ad adulti che, francamente, non mi sembrano poi così diversi da chi imbraccia una pistola per sparare su degli innocenti. Certo, in questo caso non ci sono proiettili che ti immobilizzano in un letto, ma impugnare un microfono come se fosse un arma, questo atteggiamento vampiresco verso tutto e tutti non è giornalismo, ma sensazionalismo becero. Che può far male quanto delle munizioni. Si chiama circo mediatico, ma nella parola circo c'è un'accezione positiva che questa follia non merita.
E non vogliamo fare la morale, ma ricordare a chi ci costringe a rimanere iscritti in un Albo, che ci sono delle regole precise in quello che rimane un nobile lavoro. Parliamo, ad esempio, della Carta di Treviso. Lì troverete bellissime frasi come "va garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste; tale garanzia viene meno allorché la pubblicazione sia tesa a dare positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare e sociale in cui si sta formando".
Qual è il "positivo risalto" che può nascere da un'intervista come quella? E non voglio pensare che i giornalisti si attaccheranno al cavillo che quel ragazzino che frequenta la prima media a Predosa, in provincia di Alessandria non sia "autore, vittima o teste" dell'evento. Perché allora oltre che ignobili, sono anche disonesti intellettualmente: dopo i feriti e le loro famiglie, sarà proprio lui che pagherà di più le conseguenze di questo gesto.
Ma è giusto leggerla tutta, questa normativa d'indirizzo. E magari far presente ai cinici reporter d'assalto - ma sarebbe meglio definirli d'accatto - che in un paese così piccolo, anche il particolare di quella casa visto su Sky Tg 24 (gravemente colpevole, per averlo mandato in onda, ma non unico: c'era un capannello attorno a quel minorenne) può permettere di riconoscerlo. E la Carta dice che "va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione". Sanno scrivere e fare domande, ma forse non sanno leggere questi giornalisti. Altrimenti saprebbero, per averlo peraltro studiato per superare l'esame da professionisti, che "il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell'armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall'eventuale consenso dei genitori".
Leggetela tutta e scoprirete quanto quella sia una normativa precisa, puntuale e avanzata. Ma completamente disattesa da chi farebbe qualsiasi cosa per un'ultima ora in un canale all news o una colonna in prima pagina. Da anni politici e persone comuni attaccano la professione giornalistica con violenza, accusandola di ogni nefandezza: servilismo, cinismo, faziosità, mancanza di libertà. Da anni la mancanza di fiducia nei media è diffusa: Grillo non è l'origine di questo fenomeno, ma solo il megafono.
Sarebbe bello poter dire che non è vero. Fatti come questo, così come quei fotografi che correvano e saltavano subito dopo gli spari, ieri, per fotografare il corpo esanime di Giuseppe Giangrande a Piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi, danno ragione ai detrattori della nostra professione. Che non deve usare l'Ordine dei Giornalisti come una corporazione, come un club (neanche tanto) esclusivo o come un viatico per privilegi ormai inesistenti per i più giovani. Se un Ordine abbia mai ragione di esistere, è necessario che in questi casi agisca con fermezza e decisione verso chi infanga così questo lavoro. E non parliamo solo degli esecutori, di chi aveva microfoni o registratori in mano. Ma di tutta la catena di comando, dai caporedattori ai direttori delle testate che, 99 volte su 100, li costringono a fare determinate cose. "Eseguivo solo degli ordini", si sa dal processo di Norimberga, non è una giustificazione. Ma di sicuro deve essere una chiamata in correità.
Perché se su Blogo.it non avete visto mai una foto di Giangrande sanguinante, se su questa testata non trovate l'intervista al figlio di Luigi Preiti, lo dovete a chi decide. Agli editori e soprattutto a un direttore che non ha messo i suoi giornalisti nella condizione di rifiutare di fare un'intervista (non a caso Sarah Varetto, direttrice di SkyTg 24, ha interrotto il servizio durante la sua trasmissione). O di accettare, devastando la propria professionalità. Perché per chi decide la linea di questo portale, qualche migliaio di contatti in più non valgono la propria integrità, l a propria dignità.

Statistiche lettori del blog

Abbiamo superato i 41.000 ingressi e mi fa piacere. Peccato che pochi hanno voglia di aprire spazi di discussione, di fare commenti ed altro, anche se il sistema consente l'assoluto anonimato.
Comunico che i post più popolari che compaiono nella Home Page sono impostati da me su "settimana".
Questo vuol dire che è una classifica basata sui post più seguiti nell'ultima settimana.

In un primo tempo avevo impostato tale classifica su "sempre", ne derivava una classifica sui post più letti dall'inizio della vita di questo blog.
Conseguenza di ciò era che, visitatori occasionali o frettolosi, cliccavano sempre sugli stessi che apparivano in tale classifica, essendo più comodo che cercare in "Archivio" i vari post.

Evidentemente pochi usano o sanno usare le "etichette" che compaiono in basso a sinistra in ogni post: cliccando su di esse, che raggruppano i vari argomenti, appaiono in sequenza tutti i post con quella tale etichetta. Si può poi scorrere tale sequenza cliccando su "Post più vecchi" e "Post più recenti".

Queste sono tutte le etichette che ho scelto per i vari argomenti fin qui trattati:
ACEA ATO2AmbienteAssassini e vittimeBeppe GrilloChiesa CattolicaCinemaComunicazioniCostumeCriminalità organizzataCriminalità stradaleCronaca neraCronache giudiziarieEsteroEtica e DirittoFrançois ChengItalia ed esteroLavoroLettureNovellePersonePoesia e musicaPoliticaRocca PrioraSaluteScienzaScrivereServizi e cittadinoSocietàStatistiche visite blogStoriaTasse e cittadinoTeatroTV

domenica 28 aprile 2013

Poveri Carabinieri!

Dal Blog di Beppe Grillo

C'è stato un attentato ai carabinieri davanti a Palazzo Chigi. Vorrei innanzitutto manifestare la mia solidarietà ai carabinieri, alle forze dell'ordine e ai parenti del carabiniere ferito gravemente. Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro Movimento non è assolutamente violento. Noi raccogliamo firme ai banchetti, facciamo referendum e leggi popolari. Piena solidarietà alle forze dell'ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale.

Questo è quello che scrive Grillo e non ho dubbi sulla sua sincerità.
Quello che mi preoccupa, invece, è l'immediato tentativo di gente come Sallusti che, durante la trasmissione di Giletti "L'Arena", ha subito cercato subdolamente di gettare sulle spalle del Movimento 5 Stelle e di Grillo in particolare la colpa del gesto di un uomo disperato cercando, nel contempo, di farlo passare per pazzo, quando né il fratello, né la moglie hanno detto che avesse problemi psichiatrici, anzi, erano sconvolti e meravigliati del gesto.
L'Italia sta come sta non certo per colpa della pacifica rivolta del Movimento 5 Stelle: anzi! Il Movimento ha incanalato pacificamente l'esasperazione di oltre 8 milioni di persone che non ne possono più di menefreghismo per i loro problemi, di vedere crapuloni che si arricchiscono con i loro soldi, di essere soffocati da tasse senza ritorno di servizi, non dico efficienti, ma decenti! Gli Italiani che hanno votato M5S non ne possono più della sfrontata ipocrisia dei ladri di Stato, che al massimo fanno un poco di domiciliari, non ne possono più di non avere lavoro, di vedere i propri figli che non possono vincere i pubblici concorsi perché sono intrisi di corruzione, non ne possono più di doversi pagare medicine e analisi dopo una vita di versamenti ora che sono vecchi perché le malversazioni dei ladri di Stato hanno creato il dissesto della Sanità, non ne possono più di vedersi tagliare le pensioni di reversibilità, o decurtare una eventuale seconda pensione, quando gente che ancora gira cercando prestigiose poltrone ha pensioni da capogiro, vitalizi, alcuni anche tre pensioni, senza decurtazioni!
Lo spettacolo di due Italie, quella dell'abuso e quella della disperazione non lo ha dato il Movimento 5 Stelle, ma tutti gli altri! E' l'unico partito che ha rifiutato i soldi dei rimborsi elettorali!
Mi piace Matteo Renzi perchè già nel 2011 aveva detto:  Matteo Renzi, che si sfoga su twitter: «È stato superato il senso del pudore».
L'ho pubblicato a suo tempo e ripubblicato di recente.
Non basta mai rinfrescare la memoria alla gente.

Io invece la memoria ce l'ho e questo consente di valutare meglio l'insieme.
Ad esempio ricordo gli anni bui del terrorismo: da una parte una sequenza di disperati che credevano di cambiare le cose sparando a professori universitari, giornalisti, sindacalisti e politici pochi... Dall'altra servizi deviati mettevano bombe...

Oggi, come allora, chi ci va di mezzo sono Carabinieri e Poliziotti, quelli di frontiera, quelli che per uno stipendio risicato rischiano la pelle.

Un uomo che i familiari dichiarano essere sano e non folle, diventa folle per disperazione e spara contro due persone che stanno lavorando... Uno, quello colpito al collo, speriamo che non resti paralizzato! Perché ho letto che gli hanno estratto il proiettile dalle vertebre cervicali! Un uomo di 50 anni circa che rischia di diventare tetraplegico!

Volevo dedicare un post ai Carabinieri dopo aver sentito della uccisione del giovane di 35 anni, che lascia moglie ed un figlio di soli 8 mesi! Per fare il suo dovere era intervenuto durante una rapina in una gioielleria in Campania!

Ora ho un motivo in più per dimostrare la mia ammirazione per questi uomini che fanno un lavoro a rischio di vita e che sono coloro a cui noi cittadini ci rivolgiamo sempre nel momento del bisogno.
Ho già scritto su questo spazio sulla Benemerita Arma dei Carabinieri, senza nascondere che la ritengo una delle poche Istituzioni che ancora ci fanno sentire uno Stato.

sabato 27 aprile 2013

AGI scrive "Maestro" di Giovannini, che si è rivelato incapace, e sbaglia pure le date


Governo: Enrico Giovannini, al Lavoro 'maestro' delle statistiche

17:56 27 APR 2013

(AGI) - Roma, 27 apr. - Enrico Giovannini, 56 anni, e' il nuovo ministro del Lavoro. Presidente dell'Istat dal 4 agosto 2009 e durante il governo di Mario Monti e' stato a capo della Commissione governativa incaricata di esaminare i redditi dei titolari di cariche pubbliche in sei dei principali stati europei, incarico da cui si e' dimesso ad aprile 2012.


Fermo qui l'articolo di AGI di cui ho corretto la data errata delle dimissioni che AGI ha scritto "luglio 2011". Il Governo Monti si è insediato a novembre 2011, dunque è evidente l'errore.
Un presidente dell'ISTAT che non è stato in grado di valutare quanto gli era stato chiesto di fare e di trarne un dato statistico da sottoporre al Governo Monti in modo da equiparare le ricche prebende dei politici eletti italiani a quelle (meno ricche) dei politici eletti europei!
Ora per questa incapacità è stato premiato!
Da questo blog:

domenica 11 dicembre 2011


Argomento caldo, anzi caldissimo!

Da: Il Tempo.it Alberto Di Majo 11/12/2011

Niente tagli alla Casta 

Rivolta degli onorevoli

"ONOREVOLI" ALLA BUVETTE  della CAMERA

Nella manovra ridotte le indennità. Il presidente Fini: norma scritta male.

Il governo Monti ci ha provato. Al comma 7 dell'articolo 23 la manovra stabilisce che dal 1° gennaio 2012 gli stipendi di amministratori, sindaci, consiglieri e parlamentari siano equiparati a quelli europei. Nel caso di deputati e senatori 5.339 euro al mese netti. Invece dei quasi 12 mila che si mettono in tasca ora. Il provvedimento ha suscitato la rivolta degli onorevoli. È stato il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, a chiarire che si tratta di una scelta «inopportuna»: Camera e Senato, infatti, hanno piena autonomia di bilancio. Dunque soltanto loro possono decidere se tagliare gli stipendi o no. Tra l'altro c'è una Commissione specifica, guidata dal presidente dell'Istat Giovannini, che, prima di qualsiasi modifica, fornirà uno studio esaustivo sugli stipendi dei politici italiani e di quelli europei. Ma la questione è più complessa. Perché lo stipendio dei parlamentari è, propriamente, soltanto l'«indennità», poco meno di 5 mila euro netti al mese. Gli altri 7 mila e più sono frutto di altre voci, come la «diaria», cioè le spese per il soggiorno a Roma (3.690 euro al mese) il «rapporto eletto-elettori», poco più di 3.500 euro netti al mese per organizzare eventi politici. Infine 4.090 euro per la segreteria, che tanti parlamentari trasferiscono soltanto in parte ai propri collaboratori. Dunque ridurre l'indennità e portarla al livello europeo non sarebbe un sacrificio, visto che è già vicina ai valori degli altri parlamentari dei Paesi dell'Ue. Piuttosto si dovrebbero diminuire le altre dotazioni. Ma possono farlo soltanto le assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama. Lo chiarisce Fini: «Escludo che nel Parlamento ci possa essere un'azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto: la riforma delle indennità e del trattamento economico degli stipendi dei parlamentari, adeguandoli alla media di quelli degli altri Paesi europei». Fini ha ricordato la Commissione che dovrà «individuare una modalità che non si discosti troppo da quella già in atto negli altri Paesi europei». Poi ha aggiunto: «Questa Commissione terminerà il proprio lavoro nel più breve tempo possibile. Mi auguro che lo faccia nelle prossime settimane, dopodiché le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male nel senso che non è possibile intervenire per decreto nell'ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere». Secondo il numero uno di Montecitorio «il governo è perfettamente consapevole dell'errore e la norma sarà corretta». Niente da fare, insomma. Gli stipendi dei parlamentari per ora non si toccano. Netto anche il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, che precisa: «Non sarà un rinvio». «Entro trenta giorni» dalla presentazione del lavoro della Commissione, il Parlamento deciderà le riduzioni. Anzi, ha proseguito Corsaro, «noi parlamentari vogliamo dare garanzie che ci sarà l'adeguamento degli stipendi e che sarà fatto in tempi certi». Ma se l'indennità risulterà minore di quella degli altri parlamentari europei? L'aumenteranno? O, piuttosto, taglieranno la diaria e le altre voci? Non si sa. C'è chi s'indigna: «Nella drammatica crisi che vivono le famiglie italiane è francamente indecente la "rivolta" di alcuni parlamentari contro il taglio dell'indennità», tuona il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Sì ai tagli anche dall'ex ministro Gelmini (Pdl) e dall'esponente Pd Matteo Renzi, che si sfoga su twitter: «È stato superato il senso del pudore». Ma c'è chi fa opposizione, anonima«Sa quanto ho speso per arrivare in Parlamento?»(Ha fatto un investimento!! Altro che studiare per lauree, specializzazioni, pubblici concorsi!! Raccattare voti per andare in Parlamento o al Senato è il vero investimento!!)

Qualche voce sana si è levata fra quelli della Casta: le parole INDECENTE, SUPERATO IL SENSO DEL PUDORE, sono più che adeguate allo spettacolo che danno coloro che vorrebbero essere chiamati ONOREVOLI.
Non ci riuscì Borghesi per ben due volte (vedere i miei post precedenti sulle spese che sosteniamo per mantenere i disonorevoli: Legge di iniziativa popolare, Finanziamento pubblico ai partiti contro il referendum, Bossi:'La gente ci ammazza') ed ora sono con le spalle al muro ma difendono a colpi di "correttezza delle procedure" i loro privilegi.
Spero che gli italiani si ricorderanno, quando andranno a votare di nuovo, di chi vanno a mettere su quegli scranni.

Emma Bonino


Governo: Emma Bonino, la radicale 'ribelle' alla Farnesina


AGI) - Roma, 27 apr. - Naturalmente ribelle, apprezzata nella comunita' internazionale, determinata nel perseguimento degli obiettivi della propria agenda. In una parola: radicale, piu' radicale, forse, dello stesso compagno politico di una vita, Marco Pannella. Emma Bonino, ministro degli Esteri del governo guidato da Enrico Letta, e' nata a Bra in provincia di Cuneo il 9 marzo 1948. Non sembra, ma pure lei e' una bocconiana, anche se sembra aver fatto di tutto per far dimenticare l'immagine fredda e compassata che molti attribuiscono ai laureati di quell'universita'. D'altronde quella scelta fu quasi obbligata: "Cercavo -ha raccontato a Correva l'anno- l'unica facolta' che non esisteva a Torino, cosi' non sarei dovuta rientrare a casa la sera dopo le lezioni". La tesi, trascorso un Sessantotto lontano dalle piazze, nel 1972 fu su Malcom X, il leader storico della minoranza nera americana, il piu' radicale, il piu' intransigente. Emma Bonino la preparo' a New York, nelle ore libere dal suo lavoro di commessa in un negozio di scarpe. A 24 anni la linea d'ombra che sara' quasi costretta a varcare da un fatto drammatico. "A 24 anni ho fatto l'amore senza essere sposata. Mi spiegarono che avrei dovuto premunirmi ma un ginecologo mi aveva detto che ero sterile. Ma non lo ero e mi disse che con 500.000 lire potevo abortire". In quelle ore nasce la "compagna" Emma Bonino, il cui percorso incrocia quello dei radicali di Gianfranco Spadaccia, Adele Faccio e Marco Pannella nella battaglia per la liberalizzazione dell'interruzione di gravidanza. "Erano gli unici che si occupavano di interruzione di gravidanza, Marco mi guardava con diffidenza", racconta. Nel 1976 Bonino diventa deputato, ha 28 anni. Era la stagione delle battaglie per i diritti civili ed Emma aveva collaborato con il CISA - il Centro per l'informazione, la sterilizzazione e l'aborto fondato da Adele Faccio - nelle cui cliniche clandestine, utilizzando il metodo Karman, si assistevano le donne che non avevano i mezzi per pagare i "cucchiai d'oro", o per volare all'estero per poter abortire.
  La sua presenza nel Parlamento italiano e' stata, da allora, pressoche' ininterrotta, ma a questa si e' aggiunta una proiezione internazionale che la porto' alla carica di commissario europeo nel 1994 e poi alla guida del ministero per il Commercio internazionale nel secondo governo Prodi. Fino alle elezioni politiche del 2006 ha fatto la spola tra le sedi di lavoro dell'Unione europea e Il Cairo, dove ha studiato l'arabo e al focus sui diritti civili ha aggiunto la conoscenza dei temi che agitano il Medio Oriente. I diritti civili, e in particolare delle donne, sono l'architrave della politica estera di Emma Bonino, spesso candidata dagli esiti di diversi sondaggi anche al Quirinale.
  "Senza diritti civili e liberta' -scrive nel proprio sito web- non c'e' possibilita' ne' speranza neanche di sviluppo economico". Durante una missione umanitaria a Cuba, nel maggio 1995, Bonino aveva incontrato Fidel Castro e, in presenza del corpo diplomatico europeo, gli aveva sottoposto il grave problema del rispetto dei diritti umani, soprattutto quelli degli oppositori del regime. Alla partenza della missione, Castro liberera' sei detenuti politici che erano stati oggetto di una campagna internazionale promossa dalla stessa Emma Bonino quando era Segretaria del Partito Radicale Transnazionale. Le battaglie degli anni successivi sono in linea con questa strategia: la moratoria globale della pena di morte, la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili, quella per il Tribunale penale internazionale.

Emma Bonino in una copertina di Elle

venerdì 26 aprile 2013

Allarme rosso: il residuato di Craxi riciccia ancora!

Da: Corriere della Sera.it
Il premier in pectore avrebbe riservato a sé la scelta in tre dicasteri chiave, in sintonia con il presidente Giorgio Napolitano: Economia, Interni e Giustizia. Al primo resta forte la candidatura di Giuliano Amato, caldeggiata dal capo dello Stato...

da: WordPress.com - Becapo

Da: Il Giornale.it

La verità sulla pensione

"È falso che io percepisco una pensione di 31mila euro al mese. È una notizia che serve solo per farmi del male". E puntualizza: "I 31mila euro di cui si parla cumulano la pensione con un vitalizio che ogni mese io destino a delle attività di beneficenza. Se si continua così si fa passare l’unico parlamentare che ha rinunciato al proprio vitalizio come percettore di prebende". Poi precisa: "La mia pensione è di 22mila euro lorde che al netto diventano 11.500 euro. Una pensione per niente bassa, ma il problema dell’Italia non è che esistono pensioni da 11mila euro, ma che ci sono persone che a prescindere dal loro merito sono schiacciate ai livelli più bassi".



Da: Wikipedia
il suo Governo approvò, l'11 luglio 1992, un decreto legge da 30.000 miliardi di lire in cui tra le altre cose veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6‰ dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica"[4]
Dopo aver perso pesantemente la battaglia contro la svalutazione della lira, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93.000[5] miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblico,

La vecchia nomenclatura galleggia, galleggia e si propone e ripropone in varie forme...
Poveri noi...

25 aprile 2013


Da: Il Tempo.it
26/04/2013 h. 06:02

Grillo : «Il 25 aprile ormai è morto»

La polemica La replica di Boldrini: «Venga qui a vedere gli italiani liberi» La presidente della Camera propone «l’abolizione del segreto di Stato»


«Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell'informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell'inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto». Difficile pensare che Nomadi e Francesco Guccini presterebbero la base musicale per canticchiare le ultime invettive di Beppe Grillo, anche se la metrica sembra un po’ scopiazzata nel lungo post dedicato all'anniversario della Liberazione. Grillo sul suo blog ha continuato comunque ad attaccare: «Nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto, nell'abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto, nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto, nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto, nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto, nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto». Un anniversario della Liberazione che Grillo evita di celebrare. «Restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere». Un attacco a 360 gradi che non poteva passare sotto silenzio. La prima a replicare in maniera secca è stata la presidente della Camera, Laura Boldrini. «Il 25 aprile non è una festa morta. L'Italia non può perdere la speranza, ce la deve fare. Per il 25 aprile c'è tanta Italia in piazza». Ma la presidente della Camera, parlando a Milano ha anche lanciato una proposta, abolire il segreto di Stato. «Mi unisco a chi chiede l'abrogazione completa e definitiva del segreto di Stato per i reati di strage del terrorismo, perché in un paese civile verità e giustizia non si possono né barattare né calpestare».
Ma sono state soprattutto le frasi di Beppe Grillo ad «agitare» il dibattito politico. Lucio Malan, questore al Senato ed esponente del Pdl, ha sottolineato che «le farneticazioni di Beppe Grillo sulla Festa della Liberazione dimostrano ancora una volta che a lui della libertà e della democrazia non interessa nulla. Ma tanti italiani, americani, inglesi, polacchi, australiani, neozelandesi e altri ancora, settant'anni fa hanno combattuto con coraggio e sono morti perché noi oggi fossimo liberi di scegliere, senza le imposizioni di un dittatore, come l'ex comico genovese aspira a diventare».
La definizione di becchino, dopo tutte quelle morti annunciate, a Grillo arriva dal leader di Sel Nichi Vendola. «Grillo ogni giorno annuncia la morte di qualcuno o di qualcosa. Non so se gli giova questo ruolo di becchino planetario», ha detto. «Come fa a celebrare il funerale del 25 aprile? Non c'è futuro democratico senza la culla del 25 aprile», ha concluso. E in tarda serata è arrivata anche la risposta del premier incaricato Enrico Letta: «Dite a Grillo che Dio è morto ma dopo tre giorni è risorto. Perché questo lui non l'ha detto». Il populismo di Grillo agita le masse anche nei commenti al suo blog. Cattura, attira, conquista quella parte di cittadini che non sa riconoscere nel passato le basi di una società che ha conquistato indipendenza e democrazia. Ma non a tutti coloro che hanno votato Grillo piacciono queste esternazioni.

Fabio Capolla 

Nella tragica situazione economica in cui il Paese versa non c'erano altre vie di uscita: un Governo lo dovevamo avere.
La nave lasciata senza timoniere si sarebbe infranta sugli scogli.

Per il resto Grillo ha ragione, perché quello che scrive è la verità: Guccini o meno, questa è la verità.

Dargli del becchino come fa Nicola Vendola, politico e uomo che stimo, è un'opinione. Ciascuno ha la sua.

Lucio Malan dice che farnetica: la scorciatoia per difendersi dalla verità è tacciare di pazzia chi la dice. Chi ha il coraggio di dirla in un mondo di ipocriti.

Enrico Letta cita Dio, da cattolico naturalmente, perché per lui Dio può morire e risorgere.

Sono nata cattolica ma credo che un Dio che ha creato tale immenso e complesso Universo non muore e non risorge.
La favola consolatoria la lascio a chi non sa affrontare la realtà o a chi la usa per i propri comodi.

La Boldrini è l'unica che ha avuto il coraggio di dire una cosa vera e giusta:  «Mi unisco a chi chiede l'abrogazione completa e definitiva del segreto di Stato per i reati di strage del terrorismo, perché in un paese civile verità e giustizia non si possono né barattare né calpestare».