sabato 1 giugno 2013

I Partiti Azienda

Da: Il Fatto Quotidiano


1993-1994 – Il tradimento del referendumIl 1993 fu l’ultimo anno in cui i partiti della cosiddetta Prima Repubblica ricevettero i soldi del finanziamento pubblico dei partiti. La cifra complessiva ottenuta fu poco sopra gli 82 miliardi di lire, vicina a quelli che oggi sarebbero 40 milioni di euro. Nell’aprile 1993 i Radicali propongono l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti e il 90% degli italiani si dice favorevole. Nel dicembre di quell’anno, però, il Parlamento vota la prima legge sul rimborso elettorale. Viene calcolato con una moltiplicazione, quella del numero degli iscritti al censimento per la cifra di 1.600 lire. Risultato: alle politiche del marzo 1994 i partiti ricevono quelli che oggi sarebbero 46 milioni di euro.
1999-2000 – La prima grande moltiplicazioneTra il 1994 e il 1996 si tengono quattro elezioni: politiche, europee, regionali, e poi ancora politiche. In questo biennio i partiti incassano nel loro complesso dallo Stato 144 milioni di euro: 46 milioni per le politiche del marzo ’94, 23 milioni per per le europee di giugno ’94 e ancora 29 milioni per le regionali dell’aprile 1995 e altri 46 milioni per le politiche dell’aprile ’96. Il 4 giugno 1999, con la legge 157, cambia il contributo pro-capite per le elezioni: non più 1.600 lire a testa ma 4.000, 3.400 per le europee. Così dalle europee che arrivano pochi giorni dopo, il 13 giugno ’99, i partiti incassano 86,5 milioni di euro, quasi il doppio di quanto avevano preso per le politiche di tre anni prima. Alle regionali dell’aprile 2000 ne ricevono altri 85 milioni.
2001-2002- La torta diventa gigante (a rate)Con quello stesso metodo di calcolo, ma moltiplicato per ogni annualità e per ogni Camera eletta, dalle elezioni politiche del 13 maggio 2001 i partiti nel loro complesso incassano 476,4 milioni di euro. È da questo momento in poi che arriva il sistema rateale: questi 476 milioni verranno infatti versati ai partiti annualmente, a fine luglio: 81 milioni nel 2001, e 98 nei quattro anni a venire. Nel luglio 2002, poi, con legge 156 la Camera si adegua all’euro: invece di 4 mila lire a elettore, il moltiplicatore diventa “un euro”, che poi va ancora a moltiplicarsi per il numero delle Camere (2) e per gli anni della legislatura (5). Risultato. I partiti prendono più soldi da subito (si passa da 81 a 98) e alle europee del giugno 2004 ricevono 246 milioni di euro. Sempre a rate.
2006-2010 – L’anno degli ZombieNell’aprile 2005 arrivano le regionali: altri 208 milioni di euro da mettere in cassa. Sempre a rate. Il 2005 è quindi il primo anno in cui i partiti possono contare sul quadruplo rimborso (a rate): Camera, Senato, Regioni e Parlamento europeo. Nel 2005, dunque, i partiti ricevono 189,7 milioni di euro: 98 per l’ultima rata delle politiche 2001, 49 per la seconda rata delle europee 2004, 41 per la prima rata delle regionali 2005. Nel 2006, con le politiche, la cifra si arrotonda a 190 milioni. Ma è proprio in quell’anno che una legge fa sballare i conti: afferma che anche se la legislatura si interrompe, i partiti che la compongono continueranno a prendere la rata. Il governo Prodi, eletto nel 2006, cade nel 2008. Ma fino al 2010 si è continuato a pagare i partiti del 2006.
Da qui all’eternità – I tagli (minimi) delle segreterieNel 2008, quindi, lo Stato pompa nelle casse dei partiti (vivi o morti che siano) una cifra mostruosa: 271,5 milioni di euro: 99 milioni per la terza tranche delle politiche 2006, 100,6 milioni come prima tranche per le politiche 2008, 49,3 milioni come quinta tranche delle europee del 2004, 41,6 milioni come quarta tranche delle regionali del 2005, cui vanno sottratti 20 milioni di euro grazie alla finanziaria del 2008. Fino al 2010 è questa la linea di spesa su cui ci si muove. In questa legislatura c’è poi una leggera controtendenza. Si è fermata la legge che dà i rimborsi ai partiti zombie e, in sede di Finanziaria, si è tagliato il rimborso del 10%. Si stima che la contribuzione annuale ai partiti si aggirerà per questo sui 143 milioni (assai più che nel ‘93).

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Si sono messi sotto i piedi un Referendum, simbolo della democrazia, si sono fatti una legge antidemocratica, ma non basta, hanno preso più soldi di prima in una corsa esponenziale!

In pratica è come se avessero detto: "Contribuenti! Non ci volete più dare i soldi perché avevamo messo su il sistema delle tangenti perché non ci bastavano e che ora Mani Pulite ci ha smantellato?! E noi ce ne freghiamo e ci facciamo una bella legge che non solo ci darà i soldi di prima, ma molti molti di più!"

Adesso che abbiamo votato Grillo, anche se Renzi lo diceva da più di un anno fa che si "era superata la vergogna" ma non se lo filavano, sono costretti a far finta di rinunciarci e hanno già cominciato: Epifani con "Abbiamo 180 dipendenti, dobbiamo licenziarli..."
Avrà imparato dalla Fiat: "Datemi i soldi se no licenzio gli operai".

Ma chi se ne frega, dico io, di tutti questi vostri imbucati, raccomandati, a cui avete garantito un posto di lavoro che per chi non è delle vostre congreghe non c'è!!!
Affari vostri!
Va bene il 2 per mille di chi ve lo vuole dare: punto!!
Tanto non esiste un sistema pulito per voi: NON E-S-I-S-T-E!

Si è visto da quanto sopra ricordato ed esposto.
Ogni sistema viene aggirato ed inquinato.
Dunque fate come vi pare ma basta con i soldi pubblici!!

L'esempio ce lo avete: Beppe Grillo ed il suo Movimento.

Non ci sono scuse. 

Gli Uomini di Buona Volontà ci sono, ma non piacciono al PD

Da: Corriere Informazione.it
30 Maggio 2013 11:35
di nadia levato 
La Camera ha bocciato la mozione presentata da Roberto Giacchetti per l'abolizione della legge elettorale Porcellum ed un ritorno al cosiddetto Mattarellum. I no alla proposta sono stati 415 mentre i si 139. In 9 si sono astenuti. La mozione ha trovato il consenso di SEL e del Movimento 5 Stelle, ma anche il sostegno di alcuni esponenti del Partito Democratico di ala renziana. Tanto basta a far diventare la mozione del vicepresidente della camera ennesimo motivo di spaccatura e polemiche tra le fila del Partito Democratico. Il primo no arriva dal presidente del consiglio Enrico Letta, che ha dichiarato: "mettere il carro davanti ai buoi significa far deragliare il carro". Anna Finocchiaro parla di "mozione intempestiva". Di parere contrario Matteo Renzi, che si complimenta con Giacchetti e dichiara: "abbiamo dimostrato che non soltanto il PDL, ma anche gran parte del PD non vuole cambiare e si vuole tenere il porcellum".
Roberto Giacchetti


Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)
Mercoledì 29 Maggio 2013 - 30ª Seduta pubblica

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E' stata invece respinta la mozione 1-00046, del senatore Crimi (M5S) e altri, volta a indire un referendum popolare d'indirizzo per scegliere la forma di Stato e di Governo e a delineare un percorso per una limitata riforma della seconda parte della Costituzione, riguardante la riduzione del numero di deputati, senatori e consiglieri regionali, la soppressione delle province, l'introduzione del referendum propositivo, l'incandidabilità delle persone condannate con sentenza definitiva, l'incremento delle garanzie costituzionali per le opposizioni parlamentari, la fissazione di un termine perentorio per l'esame dei ddl d'iniziativa popolare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crimi. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Gentili colleghi, signor Presidente, signor Ministro, la parola «riforme» è una delle più ricorrenti che abbiamo sentito dall'inizio della cosiddetta Seconda Repubblica.
Sotto il nome di riforma abbiamo visto operare ogni genere di nefandezza, tanto che in ogni settore, a sentire parlare di riforme, vengono i brividi ai cittadini coinvolti. Adesso ci troviamo a parlare di riformare lo Stato, la forma di governo e di Stato: a questo punto, a rabbrividire sono tutti i cittadini.
Rabbrividiscono all'idea che a mettere mano alla nostra Costituzione, che può essere considerata tra le più belle del mondo, almeno nella prima Parte, sia un Parlamento eletto con una legge elettorale che presenta profili di incostituzionalità; un Parlamento che al suo interno non è ancora riuscito a risolvere conflitti di interessi, incompatibilità e incandidabilità; un Parlamento in cui sono presenti persone che, seppur candidate, di candido hanno ben poco.
Questo Parlamento si appresta ad effettuare una riforma a suo dire epocale. Almeno così pensavamo, e invece, fin dal principio, avremmo dovuto capire che così non era: dalla nomina di un Ministro per le riforme costituzionali, già citata nell'intervento dei miei colleghi. Badate bene, non un Ministro per le riforme semplicemente, come è stato negli ultimi anni, ma delle riforme costituzionali, attribuendo, quindi, al Governo, anziché al Parlamento, quell'azione propulsiva riformativa: una novità assoluta.
Oggi ci troviamo inoltre ad affrontare un percorso strano; un percorso che facciamo fatica a capire e che vorrei spiegare per bene, affinché anche i cittadini che magari ascolteranno o leggeranno il testo potranno capire.
In sostanza, intraprenderemo un percorso per modificare la Costituzione e per accelerare il processo di modifica: impiegheremo cioè circa sei mesi per approvare nei due rami del Parlamento (con uno stop di tre mesi nel mezzo per fare il doppio passaggio) una modifica della procedura di modifica (scusate il giro di parole). Al termine di questi sei mesi circa, potremo finalmente iniziare il processo di riforma, che sarà più breve, nel senso che, tra l'approvazione prima in uno e poi nell'altro ramo del Parlamento, anziché tre mesi ne passeranno due. In sostanza, si interviene sulla Costituzione per modificare le regole per modificarla: è di questo che oggi stiamo trattando. Si avvia un percorso di mesi che porterà all'attuazione di una riforma costituzionale per prevedere tempi un po' più brevi per le successive riforme.
La domanda che sorge spontanea è: perché non utilizzare questo tempo iniziale per promuovere direttamente le modifiche necessarie?
È una tacita ammissione di non avere le idee chiare e di non avere né la volontà, né la capacità di avviare quel processo di rinnovamento dello Stato e del Governo da tutti auspicato, tanto per far prendere tempo (perché a noi sa tanto di una presa di tempo).
Passando ora al dettaglio delle proposte di modifica al percorso per modificare la Costituzione, si parla, innanzitutto, dell'istituzione di un Comitato, di una nuova Bicamerale composta da 20 senatori e 20 deputati, nominati tra i componenti delle Commissioni affari costituzionali delle due Camere. È una proposta che abbiamo letto in più mozioni.
Si prevede poi che i progetti di legge saranno esaminati in sede referente, il che, a dire delle stesse mozioni, permetterà di ridurre ed ottimizzare i tempi di esame delle proposte di modifica nei due rami del Parlamento, dimenticando che le Commissioni affari costituzionali di Camera e Senato hanno già dimostrato di potere e sapere lavorare insieme, indipendentemente dal fatto che si preveda in Costituzione questa modalità di collaborazione paritetica. In sostanza: evitiamo una nuova Bicamerale, che potrebbe portare ai fallimenti già visti; le due Commissioni potrebbero già lavorare insieme. Istituzionalizzare con una complessa riforma costituzionale ciò che già si può fare ci sembra una forzatura.
La mozione di maggioranza prevede poi in particolare, alle lettera c), l'introduzione nell'ambito di detta riforma di previsioni di modalità di esame presso le Assemblee con tempi rapidi e certi, stabilendo anche un limite di 18 mesi. Si tratta di questioni che, a nostro avviso, potrebbero essere risolte già domani, con semplici modifiche regolamentari nei due rami del Parlamento, senza dover scomodare una riforma costituzionale per velocizzare delle procedure.
L'unica novità degna di nota, presente nella mozioni di maggioranza, è quanto previsto all'ultimo punto, lettera d), vale a dire la facoltà di richiedere comunque il referendum confermativo, a prescindere dal raggiungimento dei quorum deliberativi previsti dalla Costituzione nei due rami del Parlamento (ovvero i due terzi dei componenti). Doveva essere un obbligo; adesso è diventata una facoltà, ma è già un passo avanti.
Il punto che un po' ci inquieta, però, è la generica previsione - sempre nell'ambito dell'impegno per il disegno di legge di revisione costituzionale - che l'esame presso le Assemblee debba avvenire «secondo intese raggiunte fra i due Presidenti» di Camera e Senato. Si tratta di un impegno generico - già previsto dai Regolamenti e che ci sembra quindi un po' eccessivo prevedere esplicitamente - che ci auguriamo non apra la strada a strane proposte, come l'approvazione congiunta del testo definitivo in una seduta comune di Camera e Senato, ipotesi già ventilata nelle settimane che hanno preceduto questo dibattito. Ci auguriamo, lo ripeto, che non apra a questa eventualità.
La nostra mozione prevede di impiegare i prossimi sei mesi, anziché in un lungo processo tecnico di modifica dei modi per modificare (perché è questo che ci accingiamo a fare: modificare i modi per modificare la Costituzione), in una vera e propria consultazione popolare di indirizzo. Ridiamo ai cittadini la possibilità di decidere le forme di Stato e di Governo di cui questo Paese deve dotarsi: una consultazione popolare, al termine di un percorso di informazione che vede coinvolti due soggetti. I Gruppi parlamentari, innanzitutto, protagonisti del confronto all'interno di quest'Aula, in sostanza dovrebbero traslare all'esterno il dibattito parlamentare, utilizzando i mezzi di informazione e, quindi, aprendo il dibattito ai cittadini, istituzionalizzandolo e tutelandolo nelle forme di imparzialità, trasparenza, parità di accesso e partecipazione. Si tratterebbe di utilizzare dunque i mezzi di informazione - ed il servizio pubblico in particolare -, per fare informazione e formazione serie.
Ad essere coinvolti sarebbero poi anche i centri di cultura, le scuole di ogni ordine e grado, le biblioteche, le associazioni e gli enti locali, che possano avviare percorsi formativi, avvalendosi anche di esperti, sui temi della forma dello Stato e della forma di Governo.
La consultazione popolare d'indirizzo, distinta nelle varie tematiche (forma di Stato, forma di Governo e - perché no?- anche legge elettorale), si dovrebbe basare su quesiti che alla fine di questo dibattito pubblico potranno essere formulati dagli stessi Gruppi parlamentari, appunto attuando una traslazione del dibattito da parlamentare a pubblico, oppure da un comitato di garanti. Insomma, in qualche modo questi quesiti dovrebbero chiedere ai cittadini di esprimersi sulle proposte di riforma di Stato e Governo distintamente, prevedendo però anche l'opzione zero, che è da non dimenticare, ossia la permanenza dello status quo. Benché infatti qui parliamo di riforme, non sappiamo se la maggioranza dei cittadini le vuole: magari no, magari preferirebbero che impiegassimo il nostro tempo a fare altro.
La novità che ci piacerebbe poter introdurre, inoltre, è l'abbassamento dell'età a 16 anni per l'accesso a questa consultazione popolare d'indirizzo straordinaria. Infatti, qualunque tipo di riforma dello Stato andremo ad approvare avrà i suoi effetti nei prossimi anni, non prima di un biennio da adesso. Riteniamo pertanto che, debitamente formati e informati, a subire o a giovarsi - questo non è dato sapere - di questa eventuale riforma saranno proprio i giovani che voteranno per la prima volta tra qualche anno. Questi giovani devono essere coinvolti anche nel processo riformatore.
Infine, secondo la nostra mozione, tutto il percorso di riforma deve avvenire all'interno degli istituti già previsti dagli articoli 72 e 138 della Costituzione, censurando fin da ora ogni forma di modifica della Costituzione stessa volta a semplificare il processo, in quanto potrebbe essere una strada pericolosa. Questo in merito alla mozione.
In merito alla legge elettorale, abbiamo presentato l'ordine del giorno G2. È chiaro che, com'è già stato detto da altri colleghi, è necessaria una clausola di salvaguardia, una modifica immediata, per evitare che si vada a votare con il «Porcellum».
È noto che la qualità della legge elettorale definita «Porcellum» non ha bisogno di commenti; non sappiamo ancora se la si definisce così perché è una furbata oppure perché è una brutta legge. Nel dibattito è stata introdotta la proposta del ripristino del «Mattarellum». Noi ci vogliamo sottrarre al dibattito sulla bontà dell'una o dell'altra, perché sappiamo che esso solitamente si basa su meri calcoli di convenienza elettorale, e non è questo che oggi serve al Paese.
L'attuale legge elettorale presenta aspetti di probabile incostituzionalità e criticità a tutti note; pertanto riteniamo che, nell'attesa di una nuova legge elettorale che non risponda a calcoli contingenti, si possa procedere ad una revisione di quella attuale, che risolva almeno le criticità e i profili di incostituzionalità già evidenziati. Proponiamo, ad esempio, l'introduzione della preferenza, che non comporta alcun cambiamento sostanziale, e l'uniformità del metodo di calcolo del premio di maggioranza tra Camera e Senato. Questo è infatti uno dei profili che, con la legge attuale, rendono poi difficile la governabilità.
Proponiamo inoltre l'introduzione di una soglia minima significativa per accedere al premio di maggioranza e, infine, l'uniformità delle condizioni di accesso alla ripartizione dei seggi tra liste e coalizioni, onde evitare che si facciano coalizioni strumentali per accedere ad una ripartizione dei seggi con minimi incrementi percentuali, tentando così di concentrare maggiormente nelle singole forze politiche la presenza nelle consultazioni elettorali. (Applausi dal Gruppo M5S).

Ha preso la parola anche un altro senatore del Movimento 5 Stelle.
Gli interventi dei parlamentari sono visibili su un altro link del sito del Senato dove c'è il resoconto stenografico completo...questo è sommario.
Sui siti istituzionali c'è tutto...le Tv e la stampa possono dire quello che vogliono ma i FATTI documentati parlano chiaro. Le loro proposte  o mozioni vengono bocciate dagli altri. Ogni giorno è così...

Alcune sere fa Epifani è stato ospite della trasmissione condotta dalla Gruber su La7. Sulla legge elettorale da cambiare il "traghettatore" (parola che Renzi, con la sua freschezza e generosità, ha detto che non gli piace) si è espresso in un modo che mi ha fatto pensare alla stessa posizione attendista del PdL. Grossomodo ha detto che prima bisogna fare una riforma costituzionale... e poi... successivamente... in quell'ambito... anche il cambiamento della legge elettorale.
Se, nel frattempo, il governo dovesse cadere, dico io e non solo io, si rivota con il "Porcellum"!
Posizione attendista...palude...anticamera. Come volete: ma come assomiglia al PdL!! Ed io pensavo: "Come ha ragione Grillo!!"
Qualcuno fra loro lo dice, gli scappa: "Se non avesse preso tanti voti il Movimento 5 Stelle non staremmo qui a parlare di cambiamenti."
Ne parlano... certo. Ma pianino... andiamo pianino...
Italiani, avete votato per PD e PdL alle amministrative... Non vi siete fidati degli "inesperti" candidati M5S, ma guardate che questi si stanno muovendo un po' solo per quei voti che quelli come me hanno dato al Movimento di Beppe Grillo! E nemmeno tanto! Pensateci bene la prossima volta!

venerdì 31 maggio 2013

Per non dimenticare

Da: L'Espresso
Idv     Chi è Maruccio, l'uomo del disastro
di Andrea Palladino


Ritratto dell'ex enfant prodige del partito nel Lazio. Spuntato dal nulla e arrivato in pochi anni alla stanza dei bottoni del partito. E ora finito in carcere
(13 novembre 2012)
L'ex capogruppo dell'Idv alla Pisana, Vincenzo Maruccio, è stato arrestato il 13 novembre 2012 con l'accusa di peculato per l'illecita appropriazione di fondi destinati al partito

"Voce del verbo fare". Amava scrivere così sui manifesti elettorali, Vincenzo Maruccio, l'enfant prodige dell'Idv del Lazio, spuntato dal nulla, arrivato in pochi anni prima al potente studio legale romano di Sergio Scicchitano, ombra di Di Pietro, poi nella stanza dei bottoni del partito. Per finire, però, nel registro degli indagati della Procura romana. Con l'accusa di peculato.

Quella poltrona all'assessorato dei Lavori pubblici della giunta Marrazzo l'aveva voluta con forza. Posto chiave, dove si prendono le decisioni fondamentali sulle grandi opere, fra cemento, potere e tanti, tanti soldi. Così, dopo essere stato catapultato dal nulla fino alla giunta regionale per sei mesi, fra il 2009 e il 2010, il trentunenne avvocato di Antonio Di Pietro lascia l'assessorato per la difesa dei consumatori, considerato di serie B, per entrare nel sancta sanctorum dei fondi regionali.

Con un'idea precisa: tutte le grandi opere vanno realizzate, mettendo da parte quei rompiscatole dei comitati cittadini. Sì, dunque, alla striscia di asfalto della nuova autostrada Cisterna-Valmontone, progetto ereditato dal precedente assessore Bruno Astorre, ex Margherita.

Sì al raddoppio della Pontina, sfidando l'opposizione degli ambientalisti. Sì all'espansione dei porti sulla costa laziale, il boccone ghiotto che piace tanto ai grandi investitori. Mafie comprese. La colata di opere, cemento e asfalto finite in mano al giovanissimo avvocato originario di Vibo Valentia non poteva, però, non attirare lo sguardo interessato di quell'area grigia a cavallo tra massoneria e cosche della 'ndrangheta. Siamo nel marzo del 2010, pochi giorni prima delle elezioni regionali, quando Vincenzo Maruccio è assessore della giunta uscente. La Dda di Catanzaro sta monitorando i telefoni di un gruppo di imprenditori calabresi, per un'indagine delicata e riservata sui presunti contatti tra la cosca Mancuso di Vibo Valentia e un'associazione culturale con sede a Roma, in odore di massoneria. Francesco Comerci - ritenuto dal pm Bruni «prestanome per conto di Nicola Tripodi» nella società romana Edil Sud e accusato di associazione mafiosa - parla con Rosario Presti, imprenditore formalmente immacolato.

Spiega di aver incontrato un politico calabrese, attivo a Roma: un'assessore regionale, un pezzo grosso. I magistrati di Catanzaro sembrano non avere dubbi, anche perché all'epoca quel ritratto poteva corrispondere solo a Maruccio, l'uomo che aveva riempito Roma con la "voce del verbo fare" e che, dal niente, era poi stato eletto con 8.030 preferenze. Il contenuto della telefonata sembra chiaro: voti, in cambio di appalti. Un'ombra che si allunga sull'uomo chiave dell'Italia dei valori nel Lazio, uno dei più vicini a Di Pietro, che per ogni questione, ogni dubbio, ogni decisione ripeteva ormai come un disco: «Chiamatemi Maruccio». E lui arrivava, alzandosi dalla doppia poltrona di capogruppo in Regione e di segretario politico.

La bufera scoppia all'improvviso. Quando la Banca d'Italia segnala ai magistrati una serie di movimenti sospetti sul conto corrente dell'Idv della Regione Lazio. Dopo una prima verifica scatta per Maruccio l'iscrizione nel registro degli indagati, con l'accusa di peculato. «Per ora lavoriamo su questo fatto preciso, poi vedremo», commentano i pm, assicurando, però, che gli investigatori stanno ricostruendo passo dopo passo la fulminante ascesa dell'avvocato calabrese. Dietro le bocche cucite dei magistrati si intuisce che l'asse Calabria-Lazio potrebbe risultare estremamente interessante, anche perché non è chiaro che fine abbiano fatto i soldi entrati nei conti di Maruccio. Gli estratti bancari mostrano un vorticoso giro di entrate e uscite, che l'ex capogruppo Idv giustifica con la "normale" attività politica. Acquisto dei condom per il Gay Pride compreso.


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Chissà come saranno contenti gli Italiani di aver pagato con le loro tasse i condom per far divertire gli omosessuali che hanno partecipato a quel raduno che chiamano Gay Pride e che quella persona raffinata ed intelligente che risponde al nome di Franco Zeffirelli in televisione definì "un troiaio".

Il giovane avvocato di Antonio Di Pietro, (l'uomo della legalità non dimentichiamolo), si giustificava con quella benemerita spesa (per lui!) insieme a non ben definite "attività politiche"!  

Ha avuto anche l'inutile (per lui!) assessorato per la difesa dei consumatori. 
Ora capisco ancora meglio perché, pur avendo IdV un suo uomo nel C.d.A. di ACEA ATO2 come Consigliere e Vicepresidente, questi non ha fatto nulla per NON FAR PAGARE agli utenti della mia zona la depurazione fognature + IVA al 10% come io gli avevo segnalato, visto che le fognature NON LE AVEVANO, ed in cambio mi era stato detto da un avvocato cassazionista, messomi a disposizione presso la sede regionale del partito per il problema da me proposto, di indurre i cittadini a fare una class-action perché "ora anche IdV ha una associazione di consumatori". 
Era Maruccio all'assessorato forse "l'associazione di consumatori di IdV"??
I militanti, i tesserati, erano ritenuti dei poveri sciocchi evidentemente.
Ma io non lo sono e rifiutai. Scrissi un dépliant e lo diffusi informando chi pagava le fognature senza averle che l'uomo di IdV non aveva fatto nulla e, se proprio volevano fare un class-action era meglio si rivolgessero alla Federconsumatori. Cosa che personalmente io ho fatto ottenendo giustizia.

Questo era il Partito. 
Ma non tutti i tesserati erano scemi ed ora il Partito non esiste più.
Personalmente non ho mai raccolto firme ai banchetti perché vedevo che i tesserati erano solo "portatori d'acqua".
Ho fatto campagna elettorale, questo sì, anche perché mi fu chiesto di stare in lista per le amministrative.
Me ne sono andata molto tempo prima che venisse fuori lo scandalo Maruccio, come ho ampiamente documentato su questo blog.


IdV: il lupo perde il pelo ma non il vizio

----- Original Message -----
Sent: Friday, May 31, 2013 2:50 PM
Subject: Comunicato del candidato alla Segreteria Nazionale IDV ANTONIO BORGHESI

CONGRESSO IDV: C'E' CHI VUOLE FERMARE IL CAMBIAMENTO?
Cari amici,
il congresso nazionale del partito è l’ultima occasione che abbiamo per invertire la rotta e aprire una fase nuova, in totale rottura con il passato. L’ho detto sin dall’inizio: sogno un partito nuovo, democratico, aperto, con un’organizzazione non più verticistica, ma dal basso. Credo sia il sogno di molti di voi.
Ebbene, alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, il timore è che vi sia qualcuno che non voglia che tutto questo accada e che, piuttosto, punti ad una Italia dei Valori gattopardesca, dove tutto cambia senza che nulla cambi davvero.
Ho la forte preoccupazione che il congresso possa non svolgersi con la trasparenza e la legalità che questo importante momento di rinascita di Italia dei Valori richiede.
Mi  auguro che, mercoledì prossimo, l’Ufficio di presidenza faccia sentire forte e chiara la sua voce. Diversamente, farò una seria riflessione se continuare o meno questa avventura: che senso avrebbe continuare a giocare un partita non regolare, dove si farebbe strame delle regole?
Ecco il punto. Nell’ultimo mese, nelle ultime settimane, c’è stata una anomala ed abnorme crescita di iscritti. Ciò è accaduto, soprattutto in alcune regioni. Io ho denunciato, ogni giorno, puntualmente queste anomalie. Potete farvene un’idea chiara dall’allegato che vi mando unitamente a questa mia comunicazione.
Alle amministrative, abbiamo presentato le nostre liste in soli 19 comuni su 700 che andavano al voto, peraltro con esiti preoccupanti, nonostante gli entusiasmi di qualcuno. Ebbene, allora come è possibile che, in alcune regioni non ci siamo presentanti per mancanza di persone da mettere in lista ed improvvisamente, in quelle stesse regioni, compaiono centinaia di iscritti?
Ieri, la maggioranza dei garanti dei candidati, al termine della riunione,  ha dichiarato di non poter assicurare il controllo sulla effettiva autenticità di ogni singolo tesseramento del 2013.
In effetti, avendo avuto accesso ai moduli di iscrizione depositati presso la sede, ho potuto constatare come in molti casi le sottoscrizioni sembrano prodotte dalla stessa mano, in altri  mancano riferimenti telefonici , in qualche caso, previa mia telefonata di accertamento, il neo-iscritto non sapeva neanche cosa fosse Italia dei Valori.
Ebbene, io mi chiedo e vi chiedo: che senso ha? E’ evidente che siamo di fronte al vero nodo di questo congresso straordinario. Così non può andare!
Dalle decisioni che saranno assunte nelle sedi opportune dei prossimi giorni, dipenderà la mia decisione di continuare o meno questa battaglia.
Se qualcuno sta truccando le carte, dopo le opportune verifiche, va fatto accomodare alla porta. Senza se e senza ma. Siamo stati il partito della legalità. Ma se non riusciamo a farla rispettare neanche dentro casa nostra, allora niente ha più senso.

Antonio Borghesi
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Antonio Borghesi non si era mai accorto prima dell'andazzo all'interno del Partito di cui anch'io ho fatto parte?
L'on. Ivan Rota mi scrisse e seguì la "sparizione della mia tessera" proprio alle soglie del Congresso Regionale Lazio. Eppure un serio avvocato della mia sede aveva consegnato già da tempo nelle mani della Segretaria del Coordinatore Regionale la mia scheda con firma e pagamento per il rinnovo annuale. Poi, all'improvviso, riapparve.
Che ridere! E non fu l'unico episodio prima di quel Congresso: potrei fare altri nomi di compagne di partito (anche loro poi fuggite)  che hanno vissuto la stessa esperienza.

Siamo stati il partito della legalità. Ma se non riusciamo a farla rispettare neanche dentro casa nostra, allora niente ha più senso.  Scrive Borghesi... Ma quando mai "siamo stati il partito della legalità" caro Borghesi! A parole!
Non la facevano rispettare nemmeno prima la trasparenza e la legalità!
Lei dice che allora niente ha più senso : infatti! E da molto!
Tutte le lettere, anche pubbliche, scritte da tanti tesserati al creatore del Movimento poi Partito a lei non sono mai giunte? Non ne ha mai avuto sentore? Di Pietro le cestinava e basta?
Boh??!

IdV: un cadavere che tenta di risorgere

----- Original Message -----
Sent: Friday, May 31, 2013 12:14 PM
Subject: Comunicato del candidato alla Segreteria Nazionale IDV NICCOLO' RINALDI

Prego non rispondere a questa mail
Nota di Rita Coltellese: e chi risponde? Però lo pubblico!



Le Ali del Gabbiano. 5

Cari amici,
oggi non si può concludere, e nemmeno iniziare questa comunicazione, col consueto "sorriso". Le cose non vanno bene. Il garante della nostra mozione, Luigi Li Gotti, si è dimesso dal suo incarico. Lo stesso ha fatto il garante di Antonio Borghesi. Luigi, un uomo di principi e di grande "esperienza del mondo" ha lasciato il suo ruolo, che non era di rappresentante d lista, ma di garante per l'insieme del Congresso, al cospetto di anomalie nel tesseramento che finora l'Ufficio Uno non è riuscito a chiarire né i garanti a sanare.
Nel suo messaggio di dimissioni, Luigi, che nella vita ha affrontato vicende professionali e politiche molto impegnative, ha scritto di non aver potuto dormire la notte riflettendo su cosa ci stava a fare, e che si è dimesso per "dignità". Trattandosi, il nostro, di un congresso basato sul peso e sul ruolo degli iscritti, ci troviamo di fronte a un macigno.
Nelle scorse settimane, avevo riscontrato di persona alcune anomalie, altre mi erano state riferite, ne avevo fatto qualche accenno nella mia comunicazione senza però mai voler arrivare a denunce pubbliche. Anche altri candidati, e in particolare Antonio Borghesi, hanno sollevato il problema. Avevo chiesto la sospensione dell'Ufficio Uno, data la possibilità, chiamiamola così, di una sua scarsa neutralità. Qualcosa era stato ottenuto. Evidentemente non abbastanza.
Finora del resto non è possibile disporre di un quadro ragionato delle richieste di iscrizione, se una persona come Luigi Li Gotti, che mi aveva anche consigliato di parlare di politica vera e di evitare polemiche sulle meschinità di certi comportamenti, ha deciso che c'è poco da garantire sul processo congressuale, dobbiamo tutti riflettere su come, e se, procedere.

Per ora manteniamo i confronti pubblici tra candidati, e aspettiamo i risultati di una riunione dei garanti convocata per la prossima settimana. Ma certo non si starà a fare gli spaventapasseri mentre alcuni corvi sembrano capaci di rovinare tutto un partito, il suo entusiasmo e la sua umanità.
Niccolò Rinaldi

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Niccolò Rinaldi è Deputato Europeo IdV anche grazie al mio voto.
Per quel che ne so io è persona perbene.
Stanno cercando di rianimare qualcosa che non è mai esistito se non nella speranza e nella credulità della gente come me.
Nulla è cambiato, come si evince già dai prodromi.
Antonio Borghesi è l'unico a cui avevo dato spazio su questo blog qualche post fa per l'autocritica dei suoi messaggi.
Borghesi, Li Gotti e Rinaldi sono fra i pochi che hanno fatto qualcosa di concreto negli ultimi tempi e l'ho commentato nei miei post degli anni precedenti, prima che Giano Bifronte mandasse definitivamente "a puttane" il partito grazie a pupazzi vuoti a cui aveva dato cariche importanti.
Amen.


giovedì 30 maggio 2013

Per Sara Calzolaio Roberta Ragusa è viva: speriamo ci dica pure dov'è!

Da: LEGGO.it

Mercoledì 29 Maggio 2013
PISA - "Roberta Ragusa è viva e tornerà a casa". Lo ha dichiarato in procura durante l'interrogatorio Sara Calzolaio, ormai compagna ufficiale di Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa e unico sospettato della sua scomparsa.
Secondo le indiscrezioni sull'interrogatorio raccolte da Chi l'ha visto?, la Calzolaio avrebbe ribadito l'innocenza di Logli, confermando che la fatidica sera del 14 gennaio 2012 l'uomo sarebbe andato a letto presto senza raccontarle di particolari litigi con Roberta, e che le telefonate che si sono scambiati i due amanti quella sera, e su cui gli inquirenti chiedono spiegazione, non reppresentano una stranezza poiché lei e Logli si sentivano abitualmente al cellulare prima di addormentarsi.
Riguardo al supertestimone Loris Gozzi, che nelle settimane scorse ha dichiarato di aver visto Logli in macchina dopo la mezzanotte, avrebbe dichiarato che si tratta solo di un impostore.
La donna ha poi rifiutato di rilasciare dichiarazioni all'inviata di Chi l'ha visto e non si è voluta far riprendere.

2 commenti presenti

beh
allora vuol dire che l\'hanno rapita.... ma certe persone credono che la gente sia completamente deficiente?
Commento inviato il 2013-05-30 alle 14:32:12 da cinziamercandelli

roba da non credere!
Ah ah ah roberta ragusa e' viva e tornera' a casa logli e andato a letto presto e quindi e 'innocente e gozi è un impostore insieme alla moglie e alla suocera. A proposito, scusate dimenticavo: io sono la regina d'inghilterra e il mio amante napoleone bonaparte. Uha uha ua ua ....che ridere!!!!!!
Commento inviato il 2013-05-30 alle 04:57:20 da lucas59

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Ha ragione Loris Gozzi ad aver avuto paura fin dall'inizio e a non aver voluto andare subito da chi indaga sulla sparizione, in una freddissima notte di gennaio 2012, di una mamma che è uscita di casa nel gelo senza prendere la sua auto, i documenti e neppure un cappotto per coprirsi. Manca, sembra, solo un pigiama rosa, con cui la sua bambina di 10 anni sembra dica di averla vista prima di andare a dormire.
Bisogna scrivere sempre SEMBRA, perché non possiamo leggere le carte degli interrogatori ed abbiamo solo le inchieste giornalistiche e questa è gente che querela, così ha detto Marco Liorni su RAI 1. La querela, ha detto, l'hanno sporta i Logli contro un giornale che aveva scritto che l'amante di Antonio Logli (questo si può scrivere dato che Logli risulta sposato, in Chiesa addirittura, con Roberta Ragusa), tale Sara Calzolaio, viveva con lui. Evidentemente per loro non è vero, anche se la trasmissione di RAI 3 "Chi l'ha Visto" ha riportato indiscrezioni sull'interrogatorio reso ai magistrati dalla signorina Sara, che avrebbe detto di occuparsi del Logli e dei suoi figli presentemente. Boh?!
Inoltre, come scrive anche Leggo.it, la medesima trasmissione ha riportato la dichiarazione della baby-sitter-impiegata dell'Autoscuola, di cui è (o no? Forse dobbiamo scrivere era?) proprietaria Roberta in società con il suocero, in cui si dice convinta che Roberta è viva.
Tutti si chiedono da quale fantascienza abbia tratto codesta convinzione e come pensa che per la gente di comune buonsenso questo possa essere credibile. In quale mondo parallelo dove si può vivere invisibili e senza documenti pensa che sia la sua amica e datrice di lavoro, alla quale con tanta disinvoltura ella mentiva tutti i giorni senza star male né punto né poco?!

Un commento però mi scappa proprio sul suo aspetto: hanno scritto e detto che è una ragazza "acqua e sapone", e in effetti non ha trucco e questo la dice lunga sull'"acqua cheta che sfonda i ponti", ma per il resto meraviglia la sua linea con il baricentro basso e largo e le gambe con il ginocchio valgo!
Misteri della psiche maschile!
Ma dopo Carlo di Inghilterra che si era fatto per amante la signora Camilla, sposata e convivente con un ufficiale di Sua Maestà, non bisogna meravigliarsi più di niente e bisogna rassegnarsi al fatto che proprio non si può capire tutto!!! 

mercoledì 29 maggio 2013

Franca Rame è morta a 84 anni

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zzh7FmmNDAM

Quello che Franca Rame non dice all'inizio di questo monologo è che, da grande artista quale è, ha scritto il monologo del suo martirio, subìto molto tempo prima e di cui io lessi la triste cronaca sui giornali. Per molto tempo non se ne è parlato più finché lei non è riuscita a riparlarne attraverso questa costruzione artistica.
Pare che furono dei fascisti in un'epoca in cui il fascismo non c'è più, per sfregio verso una donna di sinistra ed il suo impegno sociale in favore dei detenuti.

Non avevo le sue idee politiche ma l'ammiravo perché era una Grande Donna vera, sincera, piena di dignità.

martedì 28 maggio 2013

Little Tony

Da: Leonardo.it

Cristiana Ciacci a Tgcom24
A poche ore dalla morte di Little Tony, è la figlia Cristiana Ciacci a parlare ai microfoni di Tgcom24 raccontando gli ultimi giorni di suo padre e quello che è accaduto la sera del 27 maggio a Villa Margherita dove era ricoverato:

“Ero con lui quando è successo l’inevitabile. Da una piccola parte provo sollievo per lui perchè soffriva davvero tanto. Vedere una persona che ami soffrire così chiedi la pace.  Avevamo un grande rapporto, cresciuto negli anni e molto, molto forte. Era molto legato ai miei figli, chiedeva sempre di loro ma ha chiesto di non vederli. Non voleva che si sapesse che fosse malato e non ha voluto la camera ardente anche se credo che potesse essere una cosa bella per tutti i suoi fan. Ha voluto una cosa riservata. Spero venga ricordato come persona di spettacolo e umanità, quello che è sempre stato”

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Non ho avuto la "fortuna" di poter stare accanto a mio padre quando la sua vita è cessata e questo mi ha lasciato un segno interiore. Pur non sperando più che ci sia qualcuno che ci ascolta ho silenziosamente pregato di poterlo fare almeno per mia madre... Ed è avvenuto. Sarà stato un caso... o, per chi crede e spera, sono stata esaudita. Non è stato bello però e mi ha lasciato comunque un senso di colpa per non aver fatto abbastanza per lei... Tutto ci sfugge dalle mani... anche quando ci mettiamo tutta la buona volontà e le migliori intenzioni... Pensiamo di poter fare qualcosa... ma forse dovremmo solo accettare che quello che possiamo fare è ben poco...

Questo vecchio ragazzo, così ben invecchiato, che aveva superato un infarto, è stato sconfitto dal solito cancro.
Da giovane ho sfiorato la possibilità di conoscerlo e... ho rifiutato. Molti penseranno che sono una sciocca e lo penseranno ancora di più quando dirò il motivo: avevo 17 anni e lui era già famoso, era Little Tony. Un gruppo di amici frequentava la sua casa e mi disse se volevo andare, ma io rifiutai perché temevo di... compromettere la mia reputazione di ragazza perbene! Ero una "bacchettona" forse, non so, ma questo caratterino rigido mi è rimasto fino ad ora... Lui aveva fama di "sciupafemmene" e non mi sembrava prudente andare a casa sua. Molte penseranno e pensarono anche allora: "Che scema!" Oggi so che era un gran bravo ragazzo, anche molto romantico perché ha amato una sola donna tutta la vita, pur avendo un aspetto affascinante e una professione che gli dava immense possibilità.
Cantava benissimo, ballava in modo sexy ed elegante.
Una sera un'amica del gruppo che lo conosceva mi disse: "Vieni, c'è Tony, è in macchina, te lo presento." Guardai l'auto, lui era seduto ed anche da seduto si vedeva che non doveva essere molto alto: vidi solo il suo "capoccione". Mi trassi indietro e la mia amica desistette.

Oggi sento che un altro pezzo dei miei anni se ne è andato. Se ne stanno andando tutti quelli della mia generazione... Molti amici e parenti non sono mai arrivati ai 70... si sono fermati prima... ai 60, 66, ecc.. Io sono ancora qui... ed ogni giorno è un regalo.

Senza parole

Link a questo video:
http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=8567&idSezione=13

Il video non è più direttamente visibile, ma inserendo sulla barra del vostro browser il link sopra riportato potrete vedere un salvataggio eccezionale e di cosa sono capaci certi esseri della specie umana...

Beppe Grillo: analisi perfetta

Da: Repubblica.it

IL GIORNO DOPO le amministrative, il risveglio è amaro per il Movimento 5 stelle. Voti dimezzati, analisi divergenti. E arriva l'autocritica di Beppe Grillo, capo politico del movimento, con un post sul blog intitolato "Vi capisco": "Il M5s ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato l'unico a restituire, nella storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa". Il leader rivolge poi una critica agli elettori di Pd e Pdl, i partiti che "li rassicurano ma in realtà hanno distrutto il Paese".

"Paese diviso".
Grillo parla di "due Italie", sottolineando che "la prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per se stessi e poi per il paese. Nella nostra bandiera c'è scritto 'teniamo famiglia'. In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano. Queste due italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra". "L'Italia A", prosegue Grillo, "non può vivere senza il contributo fiscale dell'Italia B, ma quest'ultima sta morendo, ogni minuto un'impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza". E conclude: "L'autunno freddo è vicino e forse, per allora, l'Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene". Segue un post scriptum: "Ringrazio tutti coloro che hanno 'rischiato' dando il loro voto al M5s, che avrà a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali".

L'intelligentissima, lucida, amara ironia di Beppe Grillo la condivido pienamente.
L'unica cosa che posso dirgli dal mio piccolo blog è che, forse, molti non hanno votato M5S perché dopo il successo nelle politiche si aspettavano azioni più incisive. Ci sono problemi urgenti da risolvere e forse chi ha votato M5S si aspettava soluzioni.
Forse li hanno visti troppo temporeggiatori... forse...
Comunque chi ha votato lo ha fatto per le ragioni che Grillo scrive sul suo blog e che Repubblica.it ha riportato nel suo articolo. Chi non è andato a votare è stanco e non crede che serva più a niente.

Nel piccolo comune dove risiedo non si votava, quindi io sono stata solo a guardare. Comunque qui tutto è fermo come in una palude. Il Sindaco ignora i problemi e i bisogni: nella mia strada non fa pulire i marciapiedi da anni. Sono ricoperti di erba e calcinacci piuttosto grossi... Eppure sono costati un bel po'! Hanno pagato in passato parcelle a soggetti esterni al Comune che "li hanno progettati": era pubblicato a suo tempo sul sito del Comune stesso... così l'ho saputo. Chissà come mai non lo poteva fare un qualsiasi geometra dell'Ufficio Tecnico Comunale per risparmiare... Però ora si risparmia sulla pulizia. Non ci sono soldi neppure per una pulizia almeno biennale! La prova di quanto scrivo sono le foto che ho fatto a codesti luoghi molto tempo fa e che ho pubblicato su questo blog. Tutto è rimasto uguale: come in palude... fermo...
Abbiamo chiesto personalmente e per iscritto un poco di vernice bianca per la sicurezza stradale: là dove la nostra strada sfocia su una statale non c'è più segnaletica orizzontale... Lo sbracamento della società comporta che la gente entri contromano, parcheggi di traverso chiudendo il lume stradale e costringendo chi rispetta il Codice della Strada ad andare contromano oppure a non proseguire...
Ma non ci sono soldi, evidentemente, e niente segnaletica...
Oggi ho consegnato il Mod. 730 al CAAF CGIL e mi hanno detto che da CUD INPS il mio comune aveva incassato più IRPEF comunale del dovuto da me... Mi verrà restituita... Almeno questo. In un precedente post avevo conteggiato quanti soldi l'anno mio marito ed io versiamo a questo comune... per averne niente!
Intorno a noi continua un visibile andazzo di abusivismo edilizio. Tutti evasori di IMU e TARSU avendo metri quadrati che il comune si guarda bene dall'accertare...
Una volta ho chiamato i Vigili Urbani perché un signore, non contento di aver costruito un'intera dépéndence nel suo giardino senza nemmeno rispettare per decenza i 3 metri canonici dal confine con proprietà condominiali, aveva anche aperto uno scarico verso la griglia della raccolta delle acque piovane condominiali nell'intento di riversarci le acque (?) del bagnetto della dépéndence. Ho fotografato tutto naturalmente.
Un solerte e scafato impiegato comunale mi ha consigliato di protocollare la segnalazione presso il loro ufficio. Ciò nonostante tale segnalazione non si trovava più nell'Ufficio dei Vigili Urbani dove l'Ufficio Protocollo l'aveva inviata... Dietro mia insistenza è saltata fuori. Sempre dietro mia insistenza finalmente, a mesi di distanza, sono venuti due Vigili. L'esito dell'ispezione non mi è stato comunicato ma forse vale la pena di ricordare il cipiglio con cui la vigilessa mi ha detto: "Lei si fa carico di dire che questa casa (la dépéndence) è abusiva!" Debbo dire che non ho potuto non sorridere, solo sorridere per educazione... ed ho risposto:"Se non lo fosse voi al Comune dovreste avere la concessione edilizia che gli avete dato oppure la pratica di condono. Siete Voi che avete il controllo del territorio... o no?"
In questa zona si può costruire solo se si posseggono oltre 5.000 metri quadrati di terreno, almeno. 
Non compare mai alcun cartello con numero di concessioni, direttore lavori ecc. ecc..
Da tempo non c'è stato più alcun condono edilizio e la  dépéndence, esempio emblematico della situazione, è sorta dopo l'ultimo (foto fatta con giornale "La Repubblica" aperto sulla data del momento inizio lavori).
Essa non può neppure rientrare nell'aumento di cubatura del 20% delle abitazioni esistenti, (ammesso che in questa zona sia stato accettato), trovandosi ben distante dalla abitazione principale e, entrambe le distinte costruzioni, in 1.500 metri quadri scarsi di terreno.
Ma alle prossime elezioni comunali andrò a votare! Ci potete giurare! Sperando che ci sia un candidato a 5 Stelle!