giovedì 1 agosto 2013

DAL 02 AL 04 AGOSTO A SAN FELICE CIRCEO (LT)


FESTAMBIENTE LARUS V EDIZIONE
DIRITTI, LAVORO E SOLIDARIETÀ
DAL 02 AL 04 AGOSTO A SAN FELICE CIRCEO, PER COMBATTERE IL CAPORALATO E LO
SFRUTTAMENTO DEI MIGRANTI
Giunta alla V edizione, Festambiente Larus, organizzata dal circolo Larus Legambiente di Sabaudia, si svolgerà dal 02 al 04 agosto nella magnifica cornice del centro storico di San Felice Circeo (LT). Un luogo di meravigliosa bellezza, scelto per ospitare i numerosi eventi che anche quest'anno caratterizzeranno il festival di musica, impegno e cultura, organizzato con la collaborazione di numerose associazioni e patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di San Felice Circeo.
Il tema portante di Festambiente Larus 2013 sarà quello dei migranti e, in particolare, del caporalato, piaga che colpisce soprattutto i braccianti migranti e li costringe a vessazioni, umiliazioni insostenibili e soprusi.
Si discuterà di questo in particolare durante il convegno del 03 agosto, alle ore 18.00, dal titolo “volevamo braccia e sono arrivati uomini: dal caporalato ad una nuova civiltà dei diritti”, che verterà su un’analisi territoriale relativa alla piaga del caporalato in provincia di Latina e sul riconoscimento dei diritti dell’uomo quale orizzonte insostituibile dell’agire collettivo. Per la maggior parte impiegati in agricoltura, centinaia di braccianti migranti sono costretti a vivere sulla loro pelle lo sfruttamento, l’abuso di potere sistematico e la violenza. Discutere, riflettere insieme e denunciare collettivamente questo fenomeno è il compito che il circolo Larus si è dato, invitando personalità delle istituzioni, della ricerca, dell’associazionismo, della politica e i membri stessi della comunità indiana sikh ad un confronto qualificato e centrato sui temi dei diritti, delle garanzie, delle tutele.
Al convegno parteciperanno, oltre a Marco Omizzolo, presidente del Circolo Larus Legambiente Sabaudia e coordinatore provinciale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Don Tonio Dell'Olio, responsabile di Libera Internazionale, Giovanni Gioia, segretario provinciale Flai-CGIL, Simone Andreotti, presidente dell'associazione In Migrazione, Dhillon Singh, rappresentante della comunità Sikh in Italia, Amnesty International, Marco Pacciotti, già responsabile del Forum nazionaleImmigrazione, Tonino Mancino dell'ass. Michele Mancino, l'avv. Diego Santoro, esperto di legislazione sui migranti e Tommaso Amico di Meana dell'Unesco, vari ragazzi e lavoratori indiani. Il convegno, chesarà trasmesso in streaming sul sito de La Nuova Ecologia (media partner di Festambiente con Radio Larus e Panservice) e sulla web radio del circolo, web-radio Larus, sarà moderato da Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia.
Nell'ambito del convegno verrà assegnato il primo premio Larus ambiente e legalità del circolo ad alcune personalità che si sono particolarmente distinte per la loro rettitudine e il lavoro sociale condotto a tutela delle minoranze e della legalità.

Il programma del festival, scaricabile completamente andando sul sito www.laruslegambiente.it o su
http://festambiente.laruslegambiente.it/programma/, prevede numerose altre iniziative, tra le quali partite di basket e minibasket, gite in canoa sul lago di Paola, mostre fotografiche sul tema dei migranti, corsi shiatsu e yoga, laboratori di educazione ambientale per bambini, scuola di ballo popolare, la proiezione del docu-film Visit India di Patrizia Santangeli, un seminario sui migranti dal Sud del mondo del giornalista Angelo Mastrandrea de Il Manifesto e due concerti per serata a partire dal 03 agosto coi Bhangra Brothers e i Farafina Ritmi e il 04 agosto coi Raggamassive e i Canusia.
Festambiente Larus 2013 godrà anche del lavoro dei volontari giunti a San Felice Circeo nell'ambito del primo campo di volontariato e formazione europeo organizzato in collaborazione con l’associazione In Migrazione e il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università Sapienza di Roma.
Un'esperienza assai importante che merita di essere replicata.
La mattina del 03 agosto l'AVIS di San Felice Circeo, in occasione dell'iniziativa e al fine di promuoverla, organizzerà presso i locali consueti, una raccolta di sangue straordinaria, peraltro particolarmente utile nei mesi estivi.
Anche quest'anno il circolo Larus aderisce al progetto di forestazione certificato e realizzato da AzzeroCO2 in Italia. Le emissioni di anidride carbonica prodotte nell'arco del festival verranno calcolate e azzerate piantumando alberi nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po.
Sarà presente all’interno di Festambiente Larus uno stand informativo sulla politica agricola comune (PAC) nel quadro del “Progetto Agriculture - La Politique Agricole à l’horizon de l’Europe 2020” cofinanziato dalla Commissione Europea Dg Agricoltura e Sviluppo Rurale.
Per info:
www.laruslegambiente.it
http://festambiente.laruslegambiente.it
http://www.inmigrazione.it/it/iniziative/festambiente-di-legambiente-sabaudia-dal-2-al-4-agosto
oppure
Marco Omizzolo – cell: 3382546257
Cordiali saluti
Circolo Larus Legambiente Volontariato Via Garibaldi n° 45, 04016 Sabaudia (LT)C.F. 91080270597 – c/c bancario n° 1/13672/92 presso Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino, ABI 08738, CAB 74110
Telefoni:, +393382546257, +393475252133 – E-mail: circolo.larus@email.it - internet: www.laruslegambiente.it

mercoledì 31 luglio 2013

Le Regole in Italia

Se dieci milioni di Italiani votano per Berlusconi vuol dire che una buona fetta della nostra Società trova giusto il suo metodo "elastico" di interpretare le Regole che lo Stato si è dato per essere e funzionare come una Società Civile.

Bastano semplici riflessioni sulla nostra vita di tutti i giorni, fatti vicini di cui siamo protagonisti o di cui veniamo a conoscenza per renderci conto che tanti Italiani sono insofferenti alle Regole.

Questo è un fatto grave perché le Regole ed il loro rispetto assicurano a tutti noi una vita civile, mentre il non rispetto di esse ci rende la vita difficile, quando non comporta proprio danni irreparabili.

Il Codice della Strada è interpretato da molti italiani a proprio piacimento, tanto per portare un esempio banale che investe il nostro quotidiano.
Se se ne chiede il rispetto con un colpo di clackson perché qualcuno ci taglia la strada entrando in una rotonda all'europea a "gamba tesa" mentre noi vi stiamo transitando, il meno che ci può succedere è un gesto con la mano che vuol dire: "Che vuoi?" Viene il dubbio che colui che risponde con codesto gesto non sappia cosa sono i triangoli rovesciati disegnati in terra all'imbocco di tale rotonda. Oppure lo sa ma se ne frega.
Ecco, propendo per questa seconda possibilità.
Potrei continuare con esempi a non finire, ma ne basta uno per argomentare sulla assoluta noncuranza delle forze dell'ordine di fronte a queste vistose infrazioni che potrebbero causare danni gravi, qualora chi ha la precedenza non vi rinunciasse per evitarli.
Quanti di noi hanno visto passare auto della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Polizia Municipale mentre qualcuno commetteva in piena flagranza infrazioni gravi, e hanno constatato che le auto di tali Istituzioni tiravano dritto senza fermarsi, senza rilevarlo...
Una volta mi è capitato di chiederne conto e mi è stato risposto: "Noi stiamo andando a svolgere un altro servizio."
E' sconcertante. Ed è emblematico del Paese che siamo, che ci hanno fatto diventare, ma che molti di noi non vogliono che sia.

Porterò altri due esempi di come funzionano le nostre Istituzioni riguardo al rispetto delle Regole, di come vengono applicate o non applicate e di come, di conseguenza, il cittadino che ci rimette è quello che le rispetta il quale si ritrova sempre gabbato.

Un Comune, non diciamo il nome, istituisce striscie blu' per i parcheggi e per i residenti stabilisce un pagamento annuale con relativo sconto.
Il primo giorno utile per il pagamento del nuovo anno una famigliola con due figli adolescenti (dunque testimoni) si reca in comune e acquista il tagliando per il parcheggio applicandolo immediatamente (è adesivo con scritte di colore giallo chiaro su fondo trasparente).
Dopo aver parcheggiato vanno a fare le loro cose e quando tornano trovano sul parabrezza una multa per "mancanza di esposizione dell'attestato di pagamento del parcheggio".
Indignati si recano dai Vigili i quali dicono che a tale incombenza per quell'anno non sono più preposti loro, Polizia Municipale, ma è stato dato l'appalto ad una Società che ha degli Ausiliari del Traffico assunti allo scopo.
Li rassicurano che basta fare ricorso in autotutela.
Non è vero. La multa va avanti ugualmente. I Vigili dicono che hanno predisposto un incontro con l'Ausiliario che ha firmato la multa. I due coniugi lavorano entrambi, ma non possono scegliere il giorno e l'ora dell'incontro per il confronto con l'Ausiliario che non ha visto il tagliando. Questi, un ragazzo poco più che ventenne, sceglie lui il giorno e l'ora. I due coniugi sono costretti a prendere un permesso al lavoro il cui luogo dista quasi ottanta chilometri dalla sede del Comune. Giuntivi l'Ausiliario, che ha avuto la prerogativa di fissare lui il giorno e l'ora del confronto, non si fa trovare. Alle rimostranze dei due vessati cittadini i Vigili sanno solo dare loro l'informazione che il Comune versa alla Società che gestisce gli Ausiliari un tanto a contravvenzione.
I due coniugi fanno ricorso al Giudice di Pace presentando la copia, rilasciata dal Comune, del giorno e l'ora del ritiro del tagliando: ora precedente all'elevazione della contravvenzione.
Il Giudice di Pace decide in modo salomonico: non dà torto all'Ausiliario perché non vi è prova che loro avessero realmente attaccato il tagliando al parabrezza (la testimonianza dei due figli adolescenti evidentemente per il Giudice non conta), e dispone che paghino metà dell'importo della multa non dovuta!
Dopo questo fatto i due cittadini non hanno più pagato il tagliando annuale con lo sconto e usano quello orario come i non residenti, mettendo però un cartello con la freccia ad indicare il tagliando medesimo. Hanno scoperto che risparmiano e, soprattutto, non vogliono più vivere lo scorno di pagare per poi essere pure multati, più le spese degli spostamenti, del ricorso al Giudice di Pace ecc. ecc..
Va detto, a completamento di questa storia vera, che ho personalmente assistito ad episodi di famiglie che protestavano con i Vigili per una identica circostanza, i quali li rassicuravano con la storia del ricorso in autotutela che, secondo loro, li avrebbe liberati dalla multa. Ho assistito anche alle proteste di un paio di persone che avevano il biglietto del parcheggio orario e ciò nonostante avevano trovato la multa... Credo che essendoci l'ora, cosa che in quello annuale non può esserci, forse a quelle persone non avranno potuto dire che non avevano esposto il ticket... o forse sì? Forse l'Ausiliario dall'alto della sua Autorità avrà potuto affermare che pagato il ticket quelle persone si erano tenuto il biglietto in tasca e non l'avevano esposto...
Il cittadino che rispetta le Regole paga ed è inerme di fronte a persone investite di un potere che, a quanto pare, persino un Giudice non si sente di sindacare...

Passiamo al secondo Comune. Non facciamo il nome neppure qui, ma quanto scrivo è documentabile in quanto il racconto è stato fatto dalla persona, un Professionista, incaricata di un lavoro di Consulenza che gli è stato regolarmente pagato dal Comune medesimo. Il Professionista ha consegnato a detto Comune un programma, un software, con relativa relazione che ha illustrato al Consiglio Comunale in carica in quel momento, volto ad incrociare i dati delle abitazioni esistenti, debitamente fotografate, e i dati risultanti al catasto. In modo semplice e rapido il Comune aveva il mezzo per accertare l'abusivismo edilizio del suo non molto vasto territorio (dunque più facilmente controllabile) e dunque di provvedere ad applicare la Legge. 
Questo lavoro commissionato e pagato al Consulente era volto allo scopo di applicare con equità la Tassa sulla Casa e la TARSU, entrambe dipendenti dai metri quadrati delle abitazioni.
I soldi per la Consulenza sono usciti dal bilancio comunale (sempre a corto di soldi) ma il lavoro del Consulente, con suo grande scorno, non è stato applicato. La scusa ufficiale è: mancanza di personale.
Basta una persona seduta al PC che raffronta i dati. Non altro.
Voci (malevole?) insinuano che anche il parente del Consigliere tale e tal'altro ha un abusino... anche quello che porta tanti voti ai sempre rieletti al Consiglio Comunale... Meglio che il software rimanga sepolto sotto la polvere...
Finché... finché... qualcuno che paga fino all'ultimo metro quadrato non si stufa e fa una denuncia con tanto di avvocato alla Procura della Repubblica (perché se la fa da solo forse il Procuratore, così pieno di carte, non la tira fuori da sotto il mucchio), e magari anche alla Guardia di Finanza per accertare se il Comune commette qualche reato a non applicare le giuste tasse sulle case in abuso pur avendo i mezzi per farlo.
Chissà! Il futuro è davanti a noi e intanto gli abusi si moltiplicano in quel Comune... Sorgono piscine mai autorizzate, mai registrate al catasto... E magari tali case risultano non di lusso e quindi fuori da certe aliquote...
Non si può pensare che le Istituzioni siano conniventi con gli abusivi e che consentano l'evasione fiscale... No! Non è possibile!
Il rispetto delle Regole innanzi tutto! 

ABUSIVISMO:
Controllo della Polizia Municipale

Controllo dei Carabinieri

Sigilli applicati dalla Guardia di Finanza

Quando si vuole si puo'.




Scienziati di valore

Staminali: Dallapiccola, domani vannoni atteso a ISS, spero venga


15:57 31 LUG 2013


(AGI) - Roma, 31 lug. - "Mi auguro davvero che il prof. Vannoni domani venga all'Istituto Superiore di Sanita', consegni il protocollo come abbiamo concordato, e ci consenta di avviare finalmente la sperimentazione. Se ancora una volta rimandasse, questo potrebbe seminare qualche dubbio". Cosi' il genetista Bruno Dallapiccola, membro della commissione di esperti nominata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin per avviare la sperimentazione sul controverso metodo Stamina, alla vigilia della riunione di domani all'Iss su cui, pero', pendono i dubbi dello stesso Vannoni se consegnare la sua metodica o no. "Noi siamo regolarmente convocati per domani alle 12 - dice Dallapiccola all'AGI - e spero che non saremo 'bidonati'. Noi siamo pronti, audiremo Vannoni e Andolina, e poi inizieremo il lavoro come commissione sul materiale che Stamina Foundation ci consegnera'. E' necessaria questa sperimentazione, e sono utili i fondi che sono stati investiti, per chiarire se il metodo funziona o no e dare risposte a tante persone malate". (AGI)
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Il Prof. Bruno Dallapiccola
E’ professore ordinario di Genetica Medica. Ha svolto prevalentemente la sua attività accademica presso le Università Tor Vergata e La Sapienza di Roma. E’ stato Direttore Scientifico dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, IRCCS di San Giovanni Rotondo e dell’Istituto Mendel di Roma. E’ Direttore Scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, IRCCS. E’ membro del Consiglio Superiore di Sanità, del Comitato Nazionale per la Bioetica e del Gruppo Misto CNB/CNBBSV. E’ rappresentante dell’Italia nell’EuropeanUnion Committee of Experts on Rare Diseases (EUCERD) ed è responsabile dell’interfaccia italiana di Orphanet, il più importante database a livello mondiale per le malattie rare. E’ membro dell’Orphan-Europe Academy e di numerose società scientifiche. E’ stato presidente e fondatore della Società Italiana di Genetica Medica, della Società Italiana di Genetica Umana, della Società Italiana di Citogenetica Medica, della Federazione Italiana per lo Studio delle Malattie Ereditarie e Membro dell’European Society of HumanGenetics. E’ autore di oltre 760 pubblicazioni internazionali che hanno riguardato in particolare la genetica clinica, l’identificazione di nuove malattie, lo studio delle correlazioni genotipo-fenotipo e la mappatura e il clonaggio di oltre 50 geni-malattia, soprattutto relativi a malattie rare o molto rare.

La scelta fatta dal Ministro Lorenzin di affidare al Prof. Bruno Dallapiccola l'esame di questa questione così delicata è ottima.

Ho conosciuto il professore quando all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" distribuivano gli spazi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Mi disse che a lui avevano dato soltanto una stanza... e da persona intelligentissima ed ironica si limitava solo a dirlo, aggiungendo che certo per lavorare doveva andare altrove...
Le persone di valore non si danno mai arie, non ne hanno bisogno, e dalla loro schietta semplicità si può imparare molto... 

lunedì 29 luglio 2013

Cronache di pazzie quotidiane - Frustrati

Frustrati

Era riuscito a comperarsi quella casa come tanti: grattando sulle missioni e mettendo da parte i soldi un poco per volta.
Ma non tutti sono frustrati per questo. Lui lo era e si vedeva. Tutto lo urtava: se uno metteva l’auto vicino a casa sua, ad esempio, anche se più di venti persone avevano lo stesso suo diritto, essendo spazi comuni a tutti i proprietari di quel piccolo comprensorio. A due anziani e molto ben educati coniugi, fece dei ghirigori sulla carrozzeria dell’auto e, non contento, strusciò un grosso sasso lungo la fiancata, giacché, a suo avviso, si erano permessi di parcheggiare nello spazio comune vicino alla sua abitazione. Follia? Normale barbarie da frustrazione.
I due chiesero civilmente informazione proprio a lui se avesse visto qualcuno aggirarsi intorno alla loro auto: si inalberò e diventò subito aggressivo, minacciò querele…
“Ma di che?” Chiese la donna stupita. “Noi le abbiamo solo chiesto se ha visto qualcosa perché abita qui davanti.”
“Mettetevela davanti a casa vostra! – Rispose con malgarbo. – Altrimenti non vi stupite se accadrà di nuovo!”
“E’ una minaccia?” Chiese stupito l’uomo anziano.
Quello negò che lo fosse ma si era scoperto oltremodo.

Anche i frustrati hanno bisogno degli altri talvolta, accadde così che il frustrato di cui narriamo si trovò con il cesso otturato proprio a ferragosto e, non sapendo dove andare con moglie e figliolanza, si guardò intorno e vide che nel giardinetto dei due anziani coniugi, in quel momento in vacanza altrove, c’era un provvidenziale tombino proprio adiacente alla strada comune che, qualora aperto, avrebbe fatto defluire i liquami in attesa di poter ottenere un intervento sulla fogna. Insieme ad un suo sodale, che aveva il numero di telefono dei due coniugi assenti, decisero di telefonare per chiedere loro il favore di aprire tale tombino e fare così un ferragosto senza che la loro cacca gli rientrasse in casa.

I due anziani coniugi, nonostante le rassicurazioni che avrebbero poi pulito tutto il tombino e il giardino intorno ad esso con grandi getti di acqua, furono molto indecisi se dare o meno l’assenso ma, di fronte alle suppliche del frustrato e del suo sodale che chiamavano in causa “il ferragosto dei loro bambini”, cedettero.

Pensate forse che i frustrati portino memoria e gratitudine? Sapete tutti che non è possibile ovviamente. Il rodimento interiore glielo impedisce ed il frustrato cerca sempre lo scontro per sfogare la tensione che lo abita sempre e comunque.

L’ineffabile signora che, insieme al marito, gli aveva salvato il ferragosto, fece altre cose buone per la comunità dove entrambi avevano la casa: denunciò un Amministratore ladro che rubava i soldi a tutti loro senza dare alcun servizio e costui, anche grazie a tale denuncia, si dimise. Tutti erano buoni a lamentarsi e nessuno si esponeva a fare qualcosa.  

Senza ragione alcuna il frustrato non salutava neppure e la coppia si adeguò. Semplicemente lo ignoravano. La signora, spinta da uno spirito di elementare civiltà, provò a parlare con un altro abitante del comprensorio dicendo che si poteva tenere meglio l’insieme pagando un omino che passasse due, tre volte l’anno a curare le poche piante degli spazi comuni, a raccogliere le foglie e a togliere le erbacce che crescevano spontanee ai lati delle strette vie di accesso. Essendo persona animata da identica civiltà quello rispose che era d’accordo, ma temeva che gli altri, molti simili al frustrato, non avrebbero aderito a tale esigenza.

Così erbacce enormi crescevano, foglie si accumulavano, nell’apparente indifferenza dei frustrati. Pochi, come l’anziana signora, pulivano almeno davanti alla propria casa e, un giorno che si spinse a pulire una grata di scolo dell’acqua piovana che era oltre la sua casa, una donna sui quaranta anni che aveva usufruito anche lei del “salvataggio ferragostano” commentò con ironia: “Che voja!” Come a dire che la signora anziana era una stupida ad aver voglia di farlo e che lei non si sarebbe abbassata mai a tanto.
La grata era nei pressi del cancello dell’abitazione della svogliata ed ironica commentatrice e spesso, anche se non esistevano posti macchina dedicati, la sua famiglia parcheggiava l’auto proprio lì.

Ma l’anziana signora era civile ma non stupida e imparava in fretta. Non pulì più.
Seppe poi da un abitante del posto che la casa del frustrato che rigava le auto si era allagata proprio a causa del mancato deflusso delle acque piovane.  
Non si pensi che fosse cattiva se ne fu contenta.

Ella scaricava la spesa davanti alla sua casa con molta calma. “In fondo ho una certa età.” Pensava tranquilla. Mentre era dentro a posare i pacchi sentì suonare il clackson di un’auto. Immaginò di chi fosse e lo ignorò. Tranquilla e cosciente del proprio diritto continuò nell’operazione. Quando chiuse il portabagagli guardò verso il nervoso guidatore il quale, sporgendo la testa dal finestrino, le disse irato: ”Lei non può bloccare la strada.” Gentile e con la calma di un serpente la signora gli rispose: “Può passare dall’altra uscita, la strada è a doppio senso.”
Lo disse apposta, per aumentare la sua irritazione, giacché il frustrato e alcuni suoi sodali volevano istituire un senso unico a cui proprio l’anziana ed apparentemente innocua signora si era fermamente e giudiziosamente opposta, a causa della strettezza delle strade che, come nel caso in specie, non consentivano un agevole passaggio e il poterle percorrere anche nell’altro senso apriva comunque una via d’uscita, in caso di ostruzione, che un senso unico non avrebbe consentito.
Si avvicinò al finestrino del frustrato e guardò la donna che gli sedeva accanto: teneva gli occhi bassi. “Poveretta, pensò, non osa neppure guardare la gente in faccia”.  
“Sto scaricando la spesa.” Disse con l’aria più innocente del mondo per far risaltare ancora di più l’assurdità del comportamento nervoso dell’altro.
Infatti quello si caricò di più, non essendo riuscito nell’intento di mettere fretta alla signora né di infonderle alcuna irritazione.

“Io non posso andare a retromarcia!” Quasi strillò. E, nel dirlo, forse gli si accese il lumicino del pensiero che, se non si poteva pretendere che lo facesse lui, altrettanto si poteva dire per l’anziana. Perché subito dopo disse: “Accosti in modo da consentire il passaggio anche agli altri, non stia in mezzo alla strada!” La signora, intimamente soddisfatta da questa risoluzione più ragionevole, risalì in auto per accondiscendere a quanto ora richiesto e, mentre risaliva, fece un gesto con il braccio alzato ruotando la mano accanto alla testa per sottolineare il comportamento agitato del frustrato. Accostò l’auto quel tanto che poteva consentire una strada non percorribile da due auto affiancate e, mentre lo faceva, il frustrato aveva preso una macchina fotografica e la fotografava! Non si sa con quale intento di minaccia! La donna lo guardò sbalordita pensando: “Non dovrebbe farlo e potrei oppormi a termini di legge, ma lasciamogli questa immagine di me seduta al volante della mia auto a questo scemo, se la terrà per ricordo! Non si sa cos’altro potrebbe farne! Ha documentato che questa strada è percorribile nei due sensi! Questa mente infantile e frustrata, non potendo spararmi come forse desidererebbe, mi fotografa! E’ pazzo se pensa che questa sia una  minaccia che possa crearmi preoccupazione, al contrario è un elemento a suo sfavore qualora lo denunciassi per molestie.” Ma l’anziana signora non ne aveva alcuna intenzione e, tranquilla, restando al volante, con lo specchietto retrovisore esterno che quasi sfiorava il muro di cinta della sua casa, si girò verso l’auto del frustrato chiedendogli per due volte: “ Ci passa? Ci passa?” E per fortuna ci passò.

Priebke: Dio è solo una speranza, ma non c'è.

Da: Il Corriere della Sera

«ROMA NON TOLLERA QUESTA APOLOGIA DI FASCISMO» - «Non è accettabile che il compleanno di un criminale che ha partecipato alla violenta esecuzione di cittadini inermi, a scopo di rappresaglia, possa essere utilizzato per fare apologia di fascismo e nazismo. La città non lo tollererà»: il sindaco della Capitale Ignazio Marino commenta così le scritte e gli striscioni. Aggiunge via Twitter Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: «Oggi più che mai ricordiamo le 335 vittime delle Fosse Ardeatine. Nessuno di loro ha potuto festeggiare 100 anni. Roma non dimentica». 

Il giorno dei cento anni di Erich Priebke da qualcuno a Roma viene celebrato così. Ufficialmente non sono previsti festeggiamenti pubblici (???!!!). Ma già all'alba di lunedì in varie parti della Capitale qualcuno ha voluto «omaggiare» l'ex capitano delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, in cui 335 persone furono fucilate dai nazisti. L'ex ufficiale sconta la sua pena ai domiciliari a Roma, in un appartamento all'Aurelio.

E, aggiungo io, con tanto di badante e auto fissa della Polizia di Stato, come i nostri politici che ce l'hanno per "status symbol".

Ho già scritto su questo mostro sopravvissuto a tutto e sereno e contento nella sua "coscienza". Doveva fare la fine di Eichmann: Eichmann fu impiccato pochi minuti prima della mezzanotte di giovedì 31 maggio 1962 ...

Noi, invece, abbiamo rimandato a morire a casa con il suo cancro Kappler... liberato Reder... e ci teniamo questa offesa ai morti, così ferocemente uccisi... nella paura più agghiacciante...
Il mostro sorride e se ne frega: Dio non c'è e lui ha potuto vivere 100 anni in salute.

Isola del Giglio

Mentre si celebra il processo di I grado del disastro della nave Concordia della Costa Crociere, mi è capitato di andare all'Isola del Giglio.

Odio il turismo di morte e condivido il giudizio che giornalisti intelligenti ne hanno dato: imbecilli che vanno a fotografare la nave naufragata facendosi immortalare con sullo sfondo la sua tragica e triste sagoma.

Impossibile non vederla quando si arriva a Giglio Porto: intorno ad essa è sorto un funereo ma necessario cantiere.

Pudicamente e per rispetto ai due cadaveri che ancora racchiude, non volevo fotografarla, come già facevano in molti dal traghetto che da Porto S. Stefano ci conduceva all'Isola.
Poi ho pensato che avrei scritto qualche considerazione su di essa ed allora ho preferito mostrarla ora, come la vedevo.



Da qualsiasi posto ameno della costa est dell'isola si vede il triste spettacolo.




La sua sagoma enorme riempie il paesaggio intristendo la meravigliosa vista.

Poco distante, qualche decina di metri a sud della lunga nave (m. 290 di lunghezza!) sorgono gli scogli Le Scole: eccole fotografate fra l'albero ed i cespugli... Colpisce la loro vicinanza alla costa! Colpisce l'estrema vicinanza alla nave stessa! Praticamente, se andava a sedici nodi (gli esperti dicono una velocità alta), frenata dallo scoglio per m. 70 della sua lunghezza, si è fermata subito ruotando poi su sé stessa e puntando la prua a sud, indi inclinandosi...

Il processo chiarirà tutto con le varie relazioni tecniche... ma è chiaro anche visivamente che la nave ha fatto pochi metri di mare e poi si è adagiata. Se si fossero tirate subito giù le scialuppe i morti non ci sarebbero stati: troppo il tempo trascorso dal momento dell'impatto ad aspettare non si sa cosa... a nascondere o coprire l'incopribile...
L'inclinazione ha creato i morti, e non c'è stata immediatamente...
Dopo le scialuppe non potevano più essere scese su un lato... e dopo due ore sull'altro lato i corridoi sono diventati dei pozzi in cui le vittime sono scivolate senza speranza. Il freddo di gennaio, il buio, l'agitazione, hanno fatto il resto.
L'irresoluto Comandante non può che pagare per quello che ha fatto.

sabato 20 luglio 2013

I romani di più antiche radici sono gli ebrei: letteratura e cultura.

Da: La Repubblica.it
Immagine del cosiddetto "Ghetto", parola che non mi è mai piaciuta, fin da bambina, significandomi "segregazione", confinamento... E' retaggio della triste storia di emarginazione compiuta ovunque nel mondo sul popolo di cultura e religione ebraica. Sarebbe ora di farla entrare a poco a poco in disuso.

Parte oggi, 20 luglio,  il 'Festival Internazionale di letteratura e cultura ebraica'. La zona del ghetto si animerà per ospitare concerti, mostre, incontri letterari, proiezioni di film e documentari, fino a giovedi prossimo. Questa sarà la "notte della Cabbalà": la zona tra Lungotevere Dè Cenci e Via del Portico D'Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello si aprirà ai segreti di uno dei quartieri più suggestivi di Roma. Alle 22.30 in programma "Il ghetto sul Tevere", una serie di monologhi e musiche della storia degli ebrei romani con la partecipazione di Roberto Saviano, Raiz e Radicanto. Dalle 22 sarà  possibile visitare la Sinagoga  con una mostra dedicata a Primo Levi firmata dall'artista americano Larry Rivers. Fino a notte fonda.

Ghetto, stasera dalle 22, ingresso gratuito. Info: 060608 e programma del Festival su www. festivalletteraturaebraica. it

Una suggestiva inquadratura del quartiere ebraico di Roma con sullo sfondo la Sinagoga

venerdì 19 luglio 2013

Il Puparo, il Pupo, i Servi e il grillo parlante

Hanno salvato Alfano, il quale, non essendo un uomo di libera coscienza e di libero arbitrio, non ha fatto il gesto responsabile e dignitoso di dimettersi. Egli fa quello che il Puparo vuole.

I Servi del PD si sono giocati milioni di voti, se il campionario umano che io sento corrisponde a gran parte dell'elettorato PD.

Persone che da anni lo votavano e che erano critiche con M5S dicono che voteranno per il Movimento: l'unico che restituisce i soldi sottratti con leggi ad hoc per una classe politica capace solo di operare per sé stessa.

Spostano il problema sul "grillo parlante Renzi": lui ha la colpa di dire da tanto tempo come dovrebbe essere il PD che non si sa più cos'è.


Matteo Renzi è così bravo e di intelligente coscienza che a chi gli dice: "Ma perché non li molli e fai un altro partito con chi la pensa come te." Risponde: "Ci sono già troppi Partiti personali." E purtroppo ha ragione.
Lui e gente di buona ma inascoltata ed ostacolata volontà come Roberto Giacchetti  non riescono a purificare l'acqua sporca che ormai è diventato il PD.

Ripeto: Matteo Renzi, Roberto Giacchetti, altri come loro del PD, insieme a Nicola Vendola di SEL e a Beppe Grillo, se rinsavisse, potrebbero fare qualcosa per questo Paese che merita di essere guidato da loro e non da questa gente che si inchina al Puparo. 

Di compromesso in compromesso

Da questo blog: 23 maggio 2012

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere

Maroni quando era Ministro dell'Interno non ha sciolto, ad esempio, il Consiglio Comunale di Fondi in odore di Camorra, lasciando che arrivasse a fine mandato, così i figuri che ne facevano parte, e che erano stati oggetto di indagine sfociata in un dossier di 500 pagine dell'ottimo Prefetto Frattasi, hanno potuto ricandidarsi. A chi ha obbedito Maroni? Voglio pensare che se fosse stato per lui l'avrebbe sciolto, ma a qualcuno ha obbedito e, così facendo, cedendo al compromesso, ha perso la sua credibilità morale.

Non è necessario ripetere, basta rileggere quello che già è stato scritto, non solo da me, giacché nel post sopra riportato, che nella classifica generale dalla nascita di questo blog ad oggi è il più letto in assoluto, dopo viene riportato il fatto a cui si riferisce il mio commento preso da un giornale locale e vi si legge che i politici coinvolti del Consiglio Comunale di Fondi erano del PdL.

Oggi Maroni sul caso Kazakistan:

Da questo blog: 17/07/2013

Verità ed equilibrio sempre più lontani

 Roberto Maroni“Non faccio valutazioni, dico solo da ex ministro dell’Interno che casi del genere erano gestiti dalla struttura con il coinvolgimento di tutti, anche ovviamente del ministro ha detto il governatore della Lombardia, che poi, scendendo nel particolare, ha sottolineato che il governo non potesse non sapere. “Mi pare difficile – ha sostenuto il leader della Lega – che un’operazione così complessa, rapida e spettacolare sia stata fatta senza che il governo sapesse. Io penso che il governo sapesse”. Maroni, infine, ha specificato di aver “chiesto chiarimenti anche sull’atteggiamento del ministero degli Esteri, i funzionari avrebbero detto di non sapere nulla dello status di protezione diplomatica della signora: ci sono tanti misteri da chiarire, da cittadino mi auguro vengano chiariti”.

Però la Lega, di cui è attualmemte la guida, oggi vota NO alla sfiducia ad Alfano.

Ed ecco il parere di un altro ex Ministro dell'Interno:


“Come fa un ministro a non essere informato?”si chiede l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola in un’intervista al Fatto Quotidianosottolineando l’importanza del rapporto di fiducia e del contatto costante con il proprio capo di gabinetto e concordando (“non ci sono spiegazioni alternative”) con l’ipotesi formulata dall’intervistatore, secondo cui Alfano sapeva e ha agito male oppure non sapeva e non controlla il ministero.


Scajola ha giustamente il dente avvelenato perché Berlusconi lo fece dimettere per molto meno! Aveva solo detto la verità su un questuante di consulenze del Ministero, di cui però non si poteva ipocritamente parlare perché "sacralizzato" dal piombo dei residuati del terrorismo rosso. 

Tutto si risolverebbe, dunque, con le semplici dimissioni di Angelino Alfano da una delle sue cariche, quella che non ha saputo gestire responsabilmente: il Ministero dell'Interno.
Mi ripeto: faccia soltanto il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, il che non è poco, con buona pace del notaio Napolitano che dice: "Il Governo non può cadere." Giusto.
Alfano si dimetta e il Governo non cadrà!
Oppure se si dimette qualcuno minaccia di farlo cadere?
Non certo l'amletico PD. Dunque?
Chi pone la questione in tali termini ricattatori?
Agli italiani pensanti la risposta.


giovedì 18 luglio 2013

Nessuno è indispensabile e siamo tutti sostituibili

La "Fiera dell'Irresponsabilità" va avanti in tutto il suo squallido splendore.
Figuri politici e giornalisti prezzolati disquisiscono se il Ministro dell'Interno debba o meno dimettersi, se sia o meno Responsabile dell'ignobile caso della consegna di una donna inerme e della sua bimba di sei anni nelle mani di un dittatore che vuole suo marito e, dunque, ora ha buon materiale per il ricatto.
Continuano a dare squallido spettacolo pensando, non si sa perché, che il popolo ignorante ed acefalo si beva le loro disquisizioni "foglia di fico".
Invece tutti sanno e capiscono che il Ministro dell'Interno dà le dimissioni in un caso simile, le offre spontaneamente, per il bene del Paese e per la credibilità delle Istituzioni nel senso più alto del termine.
Ma nelle Istituzioni, sulle poltrone, non ci stanno uomini a cui interessi il Paese, il loro interesse personale è di gran lunga più importante per loro. Sono uomini che non dovrebbero stare lì, ad incarnare le figure previste dalla Costituzione che ci siamo dati dopo una guerra che ci ha coperto di distruzione e di infamia. 
Dunque la discussione se Alfano sia o meno responsabile dell'accaduto non dovrebbe porsi: dirò di più, è kafkiano che si ponga.
Disquisire se sapesse o non sapesse dovrebbe far arrossire di vergogna qualsiasi cittadino italiano.
Porre la questione di come si voterà domani pro o contro le sue dimissioni è vergognoso.
Non si dovrebbe votare affatto: un Ministro dignitoso e responsabile si dimette e basta.
La questione politica del Governo è irresponsabile porla, se si ripete con bocca mendace "che la preoccupazione è per la situazione economica delicata in cui si trova l'Italia".
E' l'Italia importante per Angelino Alfano, e chi sta dietro di lui, o la sua poltrona?
Si dimetta senza indugio e risolva così ogni questione: dal punto di vista politico gli rimane comunque una carica importante: la Vicepresidenza del Consiglio. Il che non è poco e rispetta la proporzione dei voti ricevuti dai due schieramenti politici. 
Nella "Fiera dell'Irresponsabilità" si mette in discussione la tenuta di un Governo, "indispensabile in questo momento critico", rispetto ad una persona perfettamente sostituibile come ministro.
Che si scoprano fino in fondo questi del PdL per dimostrare quanto gliene importa dell'Italia.
L'Italia che dipende ora dalle sorti giudiziarie di Berlusconi, ora dalla poltrona di Angelino Alfano.
Meditate gente, meditate...
Ma coloro che votano PdL non credo abbiano a cuore le sorti del Paese: sono quei dieci milioni di persone che pensano solo alle proprie tasche, al proprio orticello, al proprio interesse individuale e ritengono dei poveri scemi coloro che parlano di "interesse comune" e che, dunque, si preoccupano dell'ambiente, delle ruberie e sprechi nella cosa pubblica e tentano, nel loro piccolo, di operare per la "cosa comune" e non soltanto per il proprio tornaconto personale.