giovedì 3 ottobre 2013

Referendum disattesi: popolo preso in giro

A cosa servono i Referendum in questo Paese se c'è una classe politica che volutamente li disattende?

1° ESEMPIO: Il Popolo ha detto a maggioranza che vuole l'acqua pubblica. Leggete questo articolo e vedrete nomi come Caltagirone, imprenditore, e quello di tanti politici che mettono i loro uomini a dirigere il carrozzone che gestisce l'acqua e l'energia.
Morale: del cittadino chi se ne fotte!

Focus. Acea e il braccio di ferro Marino-Cremonesi

Il presidente vince il 1° round alla Camera di commercio. Le possibili conseguenze per l’utility

di C.M.

Giancarlo Cremonesi
ROMA 2 OTTOBRE 2013
Si profila veramente un possibile cambio al vertice per Acea? La domanda è quasi d'obbligo alla luce del recente "attacco" del sindaco di Roma e principale azionista dell'utility, Ignazio Marino, sui casi bollette pazze e call center (QE 27/9). E soprattutto in considerazione dello scontro che si sta consumando in seno a uno dei maggiori centri di potere della Capitale: la Camera di commercio.

Lunedì scorso il presidente della Ccaa romana (e di Acea), Giancarlo Cremonesi, ha tenuto duro alle pressioni di chi vorrebbe le sue dimissioni. E' vero che il Consiglio ha votato con una maggioranza di 21 componenti su 31 complessivi contro l'attuale presidente. Ma la fazione capitanata dal direttore della Cna, Lorenzo Tagliavanti, si attendeva un consenso più largo. Soprattutto per il fatto che la votazione ha un mero significato politico, e per renderla cogente dal punto di vista giuridico sarà necessario modificare lo Statuto della Camera. Processo che richiede tempi non brevi (il Consiglio si dovrebbe riunire non prima del 17 ottobre per proporre e votare tale modifica e poi di nuovo per la sfiducia a Cremonesi) e soprattutto numeri consistenti. Basteranno quei 21 consiglieri?

Fonti vicine alla vicenda dicono che se Cremonesi dovesse lasciare la Camera di commercio la partita su Acea si chiuderebbe automaticamente. Ma se così non fosse, le pressioni sul vertice dell'utility potrebbero aumentare. Con quali possibili conseguenze?

Da Statuto, se Cremonesi si dimettesse dal Cda del gruppo energetico dovrebbe subentrare il primo escluso della lista presentata a marzo dal Comune (allora guidato da Gianni Alemanno), ossia Luigi Pelaggi. Alternativamente, Cremonesi potrebbe lasciare solo la carica di presidente e a quel punto il candidato più probabile alla successione sarebbe Andrea Peruzy, unico esponente del PD in seno al Cda.

Entrambe le soluzioni, dicono alcuni, non paiono particolarmente favorevoli a Marino, anche perché lo stesso Peruzy è dato molto più vicino a D'Alema che al sindaco. A ciò si aggiunge il fatto che il primo cittadino romano pare veramente intenzionato a non fare spoil system in Acea. Dopo l'attacco portato all'assemblea di aprile contro la nomina dell'attuale vertice, dettato più dal timore di un colpo di mano di Alemanno e Caltagirone che dall'effettiva avversione contro i componenti del Cda, Marino non avrebbe esercitato più alcuna pressione sull'utility.

Certo, fino al 24 settembre scorso, giorno della famosa lettera su bollette pazze e velati conflitti di interesse di Caltagirone, socio del call center che ha preso il servizio in outsourcing da Acea. Insomma, il sindaco chiede (legittimamente) piena trasparenza nella gestione dell'utility, attaccando contemporaneamente il presidente e il maggiore azionista privato della società, con i quali ha conti aperti su questioni extra-energetiche.

Concludendo, la partita sembra giocarsi su un campo in cui Acea ha un ruolo marginale. Ma nessuno può escludere sorprese.


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2° ESEMPIO: Il Popolo ha detto a maggioranza che vuole la responsabilità civile dei giudici. Leggete questo articolo e, in particolare, quanto ho evidenziato in rosso.
Morale: il cittadino si pronuncia e la classe politica fa una leggina che illustri giuristi hanno definito "la montagna che ha partorito un topolino", cioè una leggina che, nel caso in cui si riesca ad acclarare la responsabilità del giudice, chi paga il risarcimento è lo Stato per lui, dunque tutti noi, e il cerchio si chiude con il cittadino "referendario" gabbato. A questa presa in giro i politici rimediano proponendo un altro Referendum sullo stesso argomento, invece di cambiare la Legge, azione molto meno dispendiosa.

Da: QELSI Quotidiano

Magistrati impunibili ed irresponsabili: la Ue apre una procedura contro l’Italia

Di Rosengarten, il - # - 4 commenti
magistraturaNel novembre del 2011 la Commissione Ue condannò l’Italia per aver disatteso la normativa europea in tema di responsabilità civile dei giudici. Poiché il governo Monti ignorò letteralmente quella sentenza, ora la Ue ha avviato una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per le limitazioni ed i picchetti che tuttora sussistono nel nostro ordinamento in merito alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo. Quest’ultima precisazione sembra quasi limitare la portata e la gravità della censura della Commissione, ma si deve tenere presente che ormai quasi l’80% delle norme nazionali scaturiscono o sono condizionate da direttive, provvedimenti e decisioni maturate in ambito europeo, per cui in effetti il rilievo riguarda la stragrande maggioranza dell’attività giudiziaria svolta dalla magistratura italiana.
In pratica, Bruxelles rivolge all’Italia l’accusa, a due anni dalla prima condanna, di non avere fatto nulla di quanto necessario per mettersi in regola ed eliminare la violazione del diritto europeo constatata a suo tempo, ed in particolare il mancato accoglimento di un principio elementare ed ineludibile, quello cioè della responsabilità civile di un giudice in rapporto al suo operato nei casi di dimostrata grave negligenza o dolo. La prima sentenza emessa dai giudici europei ha decretato che la legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati protegge questi in modo eccessivo circa le conseguenze del loro operato professionale. Inevitabile quindi l’avvio di una nuova procedura d’infrazione, come è stato proposto da una commissione che fa capo direttamente al gabinetto del presidente Josè Manuel Barroso. Stando a fonti comunitarie, l’Italia, a parte l’immagine indecorosa offerta per l’essere inadempiente anche a fronte di espliciti richiami nel merito, sarà passibile di misure concrete che oltre alla censura comportano pesanti sanzioni pecuniarie, a meno che nei prossimi mesi non si adegui al disposto della sentenza già emessa al riguardo.
Questa decisione europea giunge proprio mentre l’Unione delle Camere Penali è impegnata nella battaglia per i referendum sulla Giustizia, uno dei quali riguarda proprio la legge sulla responsabilità civile delle toghe. Valerio Spigarelli, presidente dell’Unione, accoglie con grande soddisfazione la sferzata che ci arriva dall’Europa, “un atto importante che segnala una volta di più la necessità di una riforma generale della legge sulla responsabilità civile dei magistrati. E il referendum che abbiamo promosso si muove su questa linea“. I numeri gli danno ragione e sottolineano il completo fallimento dell’attuale normativa in ordine alla possibilità di tutela dei cittadini dalla malagiustizia. In 25 anni, dei migliaia di casi segnalati, solo 400 sono stati ammessi alla valutazione giurisdizionale, mentre solo in quattro circostanze si è arrivati alla condanna di un giudice. “Noi non vogliamo mettere la mordacchia ai giudici, ma garantire il cittadino, che non deve trovarsi esposto a un vuoto di tutela rispetto ad errori dei magistrati” chiarisce il leader dei penalisti, che se la prende con la tutta la classe politica, sia con quelli che hanno voluto mantenere la legge così com’è per garantire (ed ingraziarsi, ndr) i magistrati, sia con quelli che hanno tentato di mettere le mani sulla legge in modo non ragionato, ma sotto la spinta di impulsi reattivi.
Due le principali motivazioni che hanno convinto la Ue a censurare la normativa italiana giudicandola incompatibile con il diritto comunitario. In primo luogo, si osserva, la legge italiana esclude in linea generale la responsabilità dei magistrati per i loro errori di interpretazione e di valutazione. Inoltre, la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave. Un concetto valido quest’ultimo, ma che secondo gli esperti Ue la Cassazione ha interpretato in maniera troppo restrittiva, circoscrivendolo a sbagli che abbiano un carattere “manifestamente aberrante”. In effetti, questa sortita della Ue è una lama infilata in una ferita già aperta che non accenna a rimarginarsi. Su questa delicata problematica, nel 1987 gli italiani furono chiamati ad esprimersi con un referendum che ottenne un quorum del 65% ed una netta affermazione, oltre l’80%, dei sì, cioè dei voti di quelli favorevoli al fatto che i giudici potessero essere chiamati in sede civile a rispondere dei propri errori. Si stabilì quindi per volontà popolare che fosse offerta al cittadino la possibilità di essere risarcito di anni passati in galera senza motivo, magari per la parola priva di riscontri di un falso mafioso pentito o per un caso di omonimia facilmente verificabile o per la dabbenaggine o la sufficienza di un giudice nel valutare o trascurare elementi di riscontro favorevoli all’imputato. In quei casi, il danno di reputazioni distrutte, di carriere bruciate, di vite spezzate e famiglie sconvolte sarebbe stato comunque stato difficile da risanare, ma almeno si sarebbe potuta avere giustizia, anche se tardivamente, per far sì che il responsabile fosse chiamato a pagare di tasca propria.
Del resto, si tratta di un principio che vale per tutti, ma per i giudici no. Se un chirurgo si dimentica la garza o le forbici nell’addome di un paziente può essere chiamato a giudizio, se un magistrato per incuria, grave negligenza o addirittura per perfidia ideologica fa fare 22 anni di galera a un innocente va indenne, se ha sbagliato e basta, pazienza, sei stato sfortunato, che ci vuoi fare? E chi si lamenta corre pure il rischio di essere rinviato a giudizio per oltraggio e calunnia.
E stiamo parlando degli appartenenti alla categoria più vezzeggiata, coccolata e privilegiata d’Italia. Sulla carta un magistrato è solo un dipendente della pubblica amministrazione cui viene demandato di gestire, in nome, per conto e nell’interesse del popolo sovrano il sistema giudiziario, cioè il complesso di leggi, norme e precetti che il popolo stesso ha ritenuto di darsi attraverso il potere legislativo e quello esecutivo, composti da rappresentanti democraticamente eletti, per regolare la civile convivenza e tutelare la libertà di tutti. Eppure, assistiamo pressoché impotenti ad uno straripamento incontenibile della magistratura in settori nei quali, Costituzione alla mano, non dovrebbe avere alcuna competenza od attribuzione di compiti, attribuendosi di fatto un potere di ferreo controllo sugli altri poteri istituzionali dello Stato. La magistratura sempre più spesso interviene con invadenza sul potere legislativo condizionandone, od addirittura stravolgendone, l’operato, criticando o boicottando i provvedimenti legislativi che non condivide o ritiene inopportuni o non funzionali ai propri interessi. L’ultimo esempio è rappresentato dal parere interessato, per l’evidente conflitto di interessi, quando s’è trattato di definire incostituzionale il provvedimento del governo Monti che sforbiciava appena appena i faraonici emolumenti che competono agli alti funzionari dello Stato tra i quali sono inclusi i magistrati. E la stessa strenua resistenza opposta ed il boicottaggio di qualsiasi ipotesi di riforma della Giustizia da parte dei magistrati è l’ennesima riprova della loro intenzione di non accettare nessuna modificazione dello status quo che possa diminuire il loro potere e li metta nella condizione di dovere rendere conto del loro operato professionale.
E le invasioni di campo e le indebite ingerenze nella politica non si contano più. Quante volte le organizzazioni di magistrati si sono ribellati a progetti di riforma che potevano in qualche modo riguardarli? Quante volte hanno segnalato vizi di costituzionalità di decreti e leggi prima ancora fossero stati discussi o licenziati dalle Camere? Arrivano persino a giustificare come dovuti i privilegi di cui godono, che non hanno riscontro in nessun’altra categoria professionale o del lavoro d’Italia. A chi, come a loro, si garantiscono progressi di carriera meramente in base all’anzianità di servizio a prescindere dalle capacità dimostrate e dai meriti acquisiti, stipendi fuori mercato a prescindere dal rendimento, nessun controllo delle presenze, nessuna valutazione qualitativa e quantitativa del lavoro svolto e della produttività. Ma a loro chi, quando e come li controllano?
Come ebbe a scrivere Eugenia Roccella, l’allora sottosegretario al Ministero della Salute, in un articolo sulla riforma della Giustizia apparso sul quotidiano Libero nel 2009:
il sì stravinse, ma per una di quelle stupefacenti giravolte della politica italiana che tanto colpiscono gli osservatori stranieri, il risultato fu che mai più un magistrato si trovò a dover rispondere in solido dei propri sbagli. La vittoria clamorosa dei garantisti si trasformò incredibilmente in una sconfitta storica, con cui si inaugurò il partito dei giudici e la sua stretta alleanza con il Pci. ….Fino allo scontro referendario i rapporti tra la sinistra e i giudici non erano solidamente costruiti, e le teorizzazioni sull’uso alternativo della giustizia o i dissidi ideologici in seno a Magistratura democratica, rimanevano confinati all’interno della magistratura. Ma quando, con il referendum, si minaccia di colpire direttamente le tasche dei magistrati, facendo pagare quelli più ignoranti o più ideologici, quelli che dalle teorie astratte approdano agli sbagli concreti, quelli più superficiali, che commettono errori grossolani, la categoria si spaventa e cerca protezione politica. L’operazione del Pci, condotta con finezza da Luciano Violante, fece leva sulla sensazione di isolamento dei magistrati, ottenendo di compattare la corporazione in quanto tale, e di legarla alla sinistra comunista. L’offerta era di quelle che non si possono rifiutare: vi salveremo dalla volontà popolare che vi vorrebbe responsabili di ciò che fate, e vi garantiremo l’immunità, evitandovi ogni esborso finanziario“.
II Pci non poteva, dopo il clamore del caso Tortora, e con l’opinione pubblica schierata, esprimersi contro la responsabilità civile dei magistrati, ma riuscì brillantemente ad aggirare il problema, promuovendo una legge per cui è sostanzialmente impossibile chiedere un risarcimento dei danni subiti. Con la cosiddetta legge Vassalli si annulla il principio stesso della responsabilità personale: il cittadino non può fare causa direttamente al magistrato, ma allo Stato; in caso di giudizio positivo per il cittadino, lo Stato può, a sua volta, rivalersi economicamente sul magistrato colpevole, ma solo entro il limite di un terzo di annualità di stipendio (cosa peraltro mai verificatasi, ndr).
Di quello che è accaduto in seguito, si sa. L’attrito tra magistratura e politica è scoppiato con Mani Pulite e si è trascinato fino ad oggi, creando una tensione costante che non si è mai attenuata. Le riforme che riguardano la giustizia e la magistratura sono terreno di scontro infinito, di eterno conflitto su cui a sinistra cresce l’incultura dipietrista e l’antiberlusconismo più violento, rendendo difficilissimo il dialogo tra gli schieramenti“.
Il monito della Ue giunge quindi a tempo debito perché è finalmente ora che si dia mano ad una riforma equa ed equilibrata della Giustizia che metta il cittadino al centro dell’interesse e lo sottragga alla sua attuale condizione di vassallo dei magistrati e di un sistema giudiziario iniquo, inefficiente, spesso perverso e caratterizzato da disfunzioni endemiche e tempi biblici. Una riforma alla quale all’epoca del referendum tutti si dichiararono disponibili, che tuteli il cittadino senza penalizzare nessuno, che i magistrati per primi dovrebbero sollecitare ed auspicare per liberarsi di quella viscida patina di arroganti privilegiati che traspare dal comportamento di alcuni di loro, comunque una minoranza che però infanga e mette in cattiva luce l’intera categoria, che viene percepita come una casta chiusa a presidio dei propri interessi e dei propri privilegi, piuttosto che come l’arma del cittadino per vedere rappresentati, tutelati e garantiti i propri inalienabili diritti. Una riforma della giustizia per tutti che valga a sanare quel vecchio debito con gli italiani che sarebbe ora che qualcuno si decidesse ad onorare.

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3° ESEMPIO: Il Popolo ha detto a maggioranza che NON vuole dare il finanziamento pubblico ai partiti.
Morale:  la classe politica unanime, da destra a sinistra, fa una Legge truffa che chiama "la zuppa pan bagnato" che sfacciatamente dileggia quanto espresso dal cittadino: rimborso elettorale  non è finanziamento pubblico secondo gli svergognati, chissà da dove vengono i soldi... non è denaro pubblico... Qualche anima persa come l'incredibile ex-magistrato Antonio Di Pietro propone un altro Referendum sullo stesso argomento, invece di cambiare la Legge, azione molto meno dispendiosa.

Renzi: “Rinunciamo ai rimborsi elettorali. La gente si è rotta le scatole”

Il sindaco di Firenze al convegno del Sunia ha proposto di abolire "fin da subito, da queste elezioni" il finanziamento pubblico e di "utilizzare questi soldi per l'emergenza case". Secondo il politico Pd il risultato delle urne è un "segnale d'allarme" e di "stanchezza verso la politica"

Renzi: “Rinunciamo ai rimborsi elettorali. La gente si è rotta le scatole”
Abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Da subito. La proposta di Matteo Renzi è quella di “rinunciare al rimborso immediatamente, da queste elezioni” e utilizzare questi soldi per “una risposta concreta all’emergenza abitativa”. Il sindaco di Firenze ha lanciato la sua idea a un convegno del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) sulle autogestioni, prospettando la creazione di “un fondo per l’edilizia pubblica e le case popolari per le dieci principali città italiane”.

Ho simpatia per Renzi, ma ancora di più per la gente che commenta sotto questo articolo: LEGGETEVI I COMMENTI CLICCANDO SULL'APPOSITO LINK!!! 

mercoledì 2 ottobre 2013

Isola di Budelli venduta a imprenditore neozelandese

Da: La Repubblica.it
di PAOLO GALLORI
Sardegna, isola di Budelli a un neozelandese.
Possibile riscatto, ma il Ministero è bloccato



Venduta all'asta per 2,94 milioni di euro una delle perle dell'arcipelago della Maddalena, scrigno della spiaggia rosa, tutelata da ferrei vincoli paesaggistici e ambientali. Il Ministero dell'Ambiente e l'ente Parco potrebbero pareggiare l'offerta entro tre mesi, ma la legge di stabilità 2013 vieta l'acquisto di immobili alle PA. L'avvocato del nuovo proprietario: "E' un vero ambientalista" 
CAGLIARI - Un imprenditore neozelandese è il nuovo proprietario dell'isola di Budelli, perla dell'arcipelago della Maddalena. Se l'è aggiudicata all'asta per 2,94 milioni di euro, passaggio di mano avvenuto davanti al giudice del Tribunale di Tempio Pausania. Ci sarebbe ancora una possibilità perché Budelli torni a essere patrimonio pubblico: entro 90 giorni, il Ministero dell'Ambiente e l'Ente Parco potrebbero far valere un diritto di prelazione pareggiando la stessa cifra. Ma al Ministero, come a tutte le pubbliche amministrazioni, la legge di stabilità 2013 vieta espressamente di acquistare immobili a titolo oneroso. A febbraio, quando si era parlato del rischio che l'isola potesse finire nelle mani di un privato, era già stato ipotizzato un intervento dello Stato, che non arrivò. E Budelli era finita di nuovo all'asta.

Scrigno della splendida e inavvicinabile spiaggia rosa, dove Michelangelo Antonioni nel 1964 ambientò una sequenza di Deserto Rosso e che oggi i turisti possono solo ammirare da lontano, restando a bordo di barche e gommoni, l'isola di Budelli è un paradiso incontaminato di 1.610.153 metri quadri dove non è possibile costruire nulla, visti i pesanti vincoli paesaggistici e ambientali che gravano sull'area. Non ci si può attraccare e neanche mettere piede se non si è accompagnati dal personale del Parco. Tutto questo è finito all'asta a seguito del fallimento della vecchia proprietà, una società immobiliare milanese.



!!!!!!!!!!!!!!

Senza offesa per il prestigioso quotidiano La Repubblica ma... tante chiacchiere inutili per dire la cosa più importante nelle ultime due righe???
Quando ho letto la notizia sono saltata sulla sedia e, dopo l'acquirente, volevo capire, come tutti credo, chi fosse il venditore!!
Lo Stato ormai all'osso?! No!! Solo alla fine e in poche righe, senza alcuna storia, La Repubblica ci informa che già era nelle mani di privati!! Solo che erano italiani!

Dall'Archivio Storico del Corriere della Sera:

...È di proprietà privata ma, dall' ultima compravendita del 1984, non si è mai saputo chi siano i padroni. Uno, fuori dal giro delle fiduciarie svizzere, lo abbiamo scoperto, è un produttore, sceneggiatore e regista cinematografico. Si chiama Augusto Caminito, 67 anni. Un altro regista, Giulio Paradisi, 76 anni, ha costituito un' ipoteca a suo favore su gran parte dei terreni dell' isola,...

Aggiungo che non sono riuscita a trovare chi fosse il primo proprietario della piccola e meravigliosa isola e come sia passata di mano di vendita in vendita: l'unico elemento storico è che era di proprietà dei Savoia quando c'era il Regno di Sardegna.


2006
Dopo circa 20 anni la Spiaggia Rosa di Budelli nell'arcipelago della Maddalena riapre ai turisti. Passerelle in legno circonderanno il perimetro dell'arenile a terra e nelle acque cristalline della piccola isola verranno creati percorsi guidati di snorkeling. Il progetto denominato '...In punta di piedi a Budelli' e' stato ideato e finanziato con 50 mila euro dall'ente gestore del ParcoL'iniziativa e' a carattere sperimentale e partira' la prossima estate. Gli accessi saranno a numero chiuso ed e' previsto il pagamento di un ticket di 5 euro per le visite a terra.

Per mia fortuna ne ho potuto usufruire partendo con un barcone da Punta Asfodeli, dove ho una multiproprietà, insieme a mio marito ed ad un nipotino che era con noi. 
Quello che mi ha dolorosamente stupito è stato scoprire che Budelli era piena di sporcizia nei luoghi dove siamo potuti scendere, sostare girando un po' e fare delle foto...
Certa gente non si ferma davanti a nulla per esprimere il suo essere un insetto inquinante e scacazzante... Ma perché l'Ente Parco non puliva?
Davanti alla spiaggia rosa siamo passati in barca estatici...

Ma ho letto che abusi ce ne sono stati: ad esempio 15 inglesi, sbarcati da un panfilo di 70 metri, hanno allestito un set per girare uno spot pubblicitario sulla spiaggia rosa. Sono stati multati per soli euro 50!!!
E' orribile se la notizia è tutta vera!
Andrebbe approfondita per capire se dietro non c'è stato qualcuno che ha consentito tutto ciò dietro compenso!
Altrimenti chiunque, pagando 50 euro di ticket, vorrebbe camminare anche per poco su quella meraviglia!


Chiunque ne sia stato e ne sarà il proprietario non poteva fare né potrà fare quello che vuole su questa Isola perché è soggetta a vincoli ambientali... Non poteva e non potrà far sbarcare nessuno sulla Spiaggia Rosa... nemmeno facendosi pagare... perché era e sarà sua ma c'è il vincolo... Solo che le multe debbono essere salate per chi sgarra.. non 50 euro come riporta una notizia su un sito web.

Affitto casa a Roma


La mappa non è completa ma non ho trovato niente di meglio per spiegare la localizzazione della casa in affitto che intendo pubblicizzare.
In basso a sinistra si intravede Viale dell'Archiginnasio che proseguendo finisce in Viale Guido Carli dove è la grande nuova sede della Banca D'Italia.
Tornando, invece, verso Via Casilina Viale dell'Archiginnasio costeggia la zona evidenziata in nocciola chiaro che costituisce parte del Campus Universitario di "Tor Vergata" e, in particolare, il Policlinico "Tor Vergata".
La casa in affitto si trova nella zona della cartina dove appare la scritta Via Casilina, fra le prime due scritte in blù SS6 leggendo da sinistra, quindi molto vicina sia alla Banca d'Italia che all'Ospedale  Policlinico "Tor Vergata".
Sotto l'annuncio:


PER PROFESSORI, MEDICI, FUORI SEDE O STUDENTI REFERENZIATI
SI AFFITTA APPARTAMENTO ARREDATO
AL PIANO TERRA CON GIARDINO E PATIO COPERTO
IN
TRANQUILLO CONDOMINIO CON STRADE PRIVATE
A SOLI 10 minuti DAL POLICLINICO TOR VERGATA (Km. 5) E DALLA SEDE DELLA BANCA D'ITALIA
COSTITUITO DA: INGRESSO, PICCOLO RIPOSTIGLIO, SALONE CON CUCINA A GIORNO, CAMERA DA LETTO MATRIMONIALE, BAGNO CON VASCA E DOCCIA,
2 VANI DI SERVIZIO : CANTINA, GARAGE + POSTO AUTO ALL'APERTO
ARIA CONDIZIONATA, TERMOAUTONOMO

EURO 650,00 MENSILI

TEL. 334 6048653 



La A indica la posizione dell'appartamento in affitto

martedì 1 ottobre 2013

Se questa è civiltà...

Scicli (RG) - Foto presa dal WEB

Ci deve essere un modo per fermare questa ignobile strage.
Altrimenti il tempo è fermo a quando gli schiavisti caricavano i poveri africani sulle navi per condurli in America a lavorare nelle piantagioni come schiavi.

Basterebbe proclamare la Legge Marziale per i cosiddetti "scafisti", criminali che lucrano sulla disperazione di tante povere creature umane.
Purtroppo la nostra Legge Marziale non prevede più la pena di morte che, a mio avviso, sarebbe giusta per esseri immondi i quali, dopo aver carpito ai disperati i pochi soldi racimolati, agiscono con una spietatezza disumana e cinica nei loro riguardi mandandoli a morte.

Ma nulla accadrà. Solo parole dai parolai che siedono nel Parlamento Italiano, ma anche in quello Europeo, e tanto, tanto nobile lavoro per Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Medici, Infermieri e... Pompe Funebri.

lunedì 30 settembre 2013

Pubblicità

Pur potendo guadagnare accogliendo la pubblicità su questo blog, ho preferito non farlo. Mi appaga la comunicazione su temi concreti e su temi ideali con chi visita il blog, bastandomi quel che ho: la mia pensione.
L'unica pubblicità che appare, dunque, riguarda soltanto la mia produzione letteraria e, oggi, voglio pubblicizzare anche la vendita di una mia casa.
Detesto rivolgermi alle agenzie immobiliari ed ho fatto un'eccezione per un giovane di Sabaudia che ha un'agenzia a cui ho affidato la vendita senza esclusività: se egli troverà un acquirente avrà la mia parte di percentuale sulla mediazione, competendo l'altra parte a chi acquista, se invece l'acquirente mi arriverà per altre vie egli non avrà nulla a pretendere.
Ho pubblicizzato su diversi siti on-line il mio "buon ritiro" da cui mi distacco malvolentieri: siti tipo e-Bay, idealista.it, subito.it... Ora ho pensato: "Perché non farlo sul mio sito?"
Pubblico dunque alcune foto di questa villetta in quadrifamiliare che ho acquistato nel 2004, appena finita da un onesto costruttore. E' nel comune di Sabaudia, a dieci minuti di auto da Latina e ad un'ora ed un quarto da Roma-Eur. Il mare è vicinissimo, il posto tranquillo (meno in agosto), e ci si può vivere tutto l'anno stabilmente, in quanto si raggiunge a piedi in pochi minuti la Via Litoranea, dove passano sia gli autobus urbani che quelli che raggiungono Roma o Latina. Vicini sono anche i negozi per le prime necessità. I Supermercati bisogna raggiungerli in auto in non più di cinque minuti. La casa per me era ideale: un piccolo giardino che abbisogna di una manutenzione minima ma dà grandi soddisfazioni, un patio ampio che, volendo, si può anche chiudere con una vetrata, un salone con angolo cottura, un bagnetto con sito per lavatrice, e al piano di sopra due camere, una grande ed una poco più piccola, con un bagno ed un balcone da cui, qualora potassero un albero troppo cresciuto, si potrebbe rivedere la striscia azzurra del mare... Il riscaldamento è con caldaia autonoma e bombolone butano dell'Ultragas centralizzato che serve sei villette quadrifamiliari. Nel giardino c'è una doccia ad acqua calda e fredda ed una fontanella a sola acqua fredda.
La vendo perché la mia famiglia ha acquistato una casa più grande sempre in Sabaudia e non posso mantenere due abitazioni nello stesso comune, dati i tempi che corrono.
Se piace a qualcuno può scrivermi alla e-mail che appare su questo blog cliccando su "Visualizzazione profilo" poi, nella pagina che appare, su "Contattami", comunque la riproduco qui: rita.coltellese@gmail.com.


 





domenica 29 settembre 2013

Statistica dei post più popolari: torna settimanale

Ho reimpostato la statistica dei post più popolari su quelli dell'ultima settimana.
Avevo inserito quella "SEMPRE" per consentire un più veloce accesso ai post più vecchi. In particolare per consentire la lettura di commenti recenti sotto il primo post che ho scritto sulla Costa Concordia il 18 gennaio 2012.

mercoledì 25 settembre 2013

Italia in svendita


L'Italia, come la Costa Concordia, spesso  evocata sui media a simbolo di questo povero Paese sia da politici che da giornalisti, guidata dai tanti Schettino, sta perdendo i pezzi diventando così una carcassa senza valore.
Gli Italiani assistono impotenti a questo smantellamento, come faranno della tristemente nota nave quando giungerà al porto che vincerà la contesa.
Agli Italiani, sempre gli stessi, viene chiesto solo di pagare, pagare, pagare, per rimediare alle falle che gli Schettino hanno procurato in decenni di malagestione della bella Italia.
E continuano, continuano in questa fiera dell'irresponsabilità, dell'interesse solo di Partito, personale o di congrega di appartenenza.
Continuano inondando le orecchie esasperate degli Italiani di parole, parole, parole, mentre la vita passa e nulla cambia in questa dissennata rotta che toglie lavoro e futuro soprattutto ai nostri giovani!
Oggi in due trasmissioni diverse, persone diverse, dicevano la stessa cosa: uno era il buon Crosetto nella trasmissione Agorà di RAI3 e l'altro era niente-popò-di-meno-che il Ministro della Difesa di questo governo incerto  in Omnibus su La7. Dicevano che c'è una Legge dello Stato che consente al Presidente del Consiglio Letta di bloccare la svendita di Telecom alla Società spagnola Telefonica.
Ma i TG RAI ci informano che Enrico Letta, intervistato a New York, ha detto con flemma che "va bene l'immissione di capitale straniero ma europeo", insomma non userà tale Legge. 

Premetto che mai mi sarei iscritta ad un Corso di Laurea in Economia, infatti ho solo seguito il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia fino al terzo anno abbandonando poi gli studi, e che, dunque, non sono proprio portata per gli studi economici, posso però rendermi conto come tutti che c'è in atto da tempo uno svuotamento dell'ossatura industriale di questo Paese, e che ora è sempre più visibile in quanto ha assunto aspetti drammatici.
Perché? Chi sono coloro che hanno VOLUTO questo?
So soltanto chi l'ha consentito: la classe politica rapace ed incapace.
L'Alitalia: sappiamo tutto, visto da varie angolazioni ed opinioni. Posso solo dire che almeno 35 anni fa, ascoltando alla radio una trasmissione della mattina che si serviva delle opinioni telefoniche in diretta degli ascoltatori, un Comandante pilota della Compagnia di bandiera disse a chiare lettere che non era il costo del personale operativo come lui che pesava sui bilanci Alitalia, bensì le poltrone d'oro dove sedevano personaggi inutili del Centro Direzionale messi lì dai Partiti e che non servivano a nulla se non a mettersi in tasca 500 milioni l'anno di stipendio.
Ecco, io non capisco nulla di Economia, ma credo che i costi inutili protratti nel tempo siano una zavorra che affossa un'impresa: pubblica o privata che sia.
Penso che i Partiti, come sanguisughe mai appagate, hanno svuotato a poco a poco molti carrozzoni fintamente privatizzati mettendoli in mano ad "amici boiardi di Stato".
Una volta rimasto solo un involucro, con dentro esseri umani che continuano inermi a lavorarci più o meno ignari, si svende al primo che si fa avanti. Oppure si scaricano i debiti su quelli che pagano, pagano, pagano le tasse sorvolando sugli evasori totali meno individuabili.
Non capisco nulla di Economia, ma l'analisi è fin troppo facile.
Una volta bastava mettere dei capitali ed indovinare un buon prodotto che si vendeva e si creava lavoro e si cresceva.
Poi le sanguisughe, mai paghe, hanno inventato sempre nuovi balzelli da applicare sul lavoro in modo da togliere ossigeno buono per gli investimenti e ridurre il fiato corto alle imprese.
Dall'altra parte i sindacati hanno fatto una politica demagogica difendendo, ed ancora lo fanno, furbi assenteisti piuttosto che chi si impegnava per far funzionare l'azienda. E le aziende hanno cominciato a mollare...
Dal cornetto "Montebovi", che si vendeva benissimo ed era molto buono, a prodotti più sofisticati come i PC della Olivetti e gli schermi televisivi della Videocom, si chiude senza pietà anche se il prodotto teneva bene il mercato.

Una bella iniziativa

Venerdì 27 settembre 2013 h. 17:30
Piazza Lanzuisi, 1, 04017 San Felice Circeo Latina ‎


Saranno presenti alcuni rappresentanti del Comune di San Felice Circeo ed è stata invitata Amnesty International.
Prima del convegno sarà proiettato un breve video-clip del circolo Larus dal titolo Intervallo sulle bellezze del Parco nazionale del Circeo, girato da Andrea Quattrini , mentre saranno mostrate al pubblico alcune fotografie di  Filippo Trojano sulla comunità sikh della provincia di Latina, selezionate dalla sua mostra Strade Parallele.
Al termine del convegno si esibiranno Marcello De Dominicis (voce) e Mauro Miletta (chitarra) con musiche e canzoni dedicate alla pace, mentre saranno offerti a tutti i partecipanti dolci tradizionali accompagnati con vino prodotto in Palestina.
Si tratta di un'iniziativa importante alla quale è invitata la cittadinanza e quanti desiderano approfondire un tema così ampio e complesso come quello dei diritti umani e della difficile situazione in medio-oriente.


Il direttivo del circolo Larus Legambiente di Sabaudia 

Pubblico la Statistica generale del gradimento dei post

Per un po' di giorni cambio l'impostazione della statistica di gradimento dei miei post che appare in fondo alla Home Page.
Ultimamente avevo impostato tale statistica in base alla settimana. Comparivano dunque i più letti nell'ultima settimana.
Ho notato, però, che molti leggono e commentano anche post più vecchi come data, trattandosi di temi ancora attuali.
Per consentire una lettura dei commenti fatti sotto questi post più "antichi" do l'impostazione statistica "Sempre": in questo modo compariranno i dieci post più letti in assoluto. 

martedì 24 settembre 2013

In un Paese normale...

Da fortunata pensionata ora posso alzarmi con calma la mattina, fare colazione con tranquillità vedendo anche la televisione e, puntualmente, vedo passare sullo schermo di tutto e di più: come è ovvio, come è nella vita di tutti i giorni, bastando uscire di casa.

Solo che mi aspetterei che, dato che gli studi televisivi non sono la strada, ci fosse un minimo di selezione su chi portare davanti alle telecamere con la pretesa di far ascoltare a milioni di persone quel che dice.

Stamane, girando fra un ripetitivo telegiornale ed un dibattito tipo gallinaio come è diventato ad esempio Agorà, sono finita su La7, rete che propone, di solito, programmi di un certo livello... Ma ci sono rimasta solo pochi minuti quando ho visto che si ascoltavano le opinioni del mitomane Oscar Giannino il quale, con un mai dismesso (nemmeno per la vergogna delle sue menzogne) sorrisetto di superiorità, disquisiva ancora su questioni economiche dicendo: "In un Paese normale..."

Ecco, in un Paese normale, lui non ci starebbe più in uno studio televisivo a rispondere a domande sull'economia con altre persone, perché dopo le sue note vicende di millantati ed inesistenti titoli nessuno studio televisivo lo inviterebbe più!
Invece eccolo lì!
D'altra parte in un Paese normale una intera Nazione non starebbe a baloccarsi per decidere tramite le sue Istituzioni se un evasore fiscale, condannato in via definitiva, debba o meno restare in Parlamento, quando nei Paesi "più normali" basta aver copiato una tesi di Dottorato per essere squalificati e non più credibili.

Siamo diventati il Paese della confusione: tutto si mischia, il falso ed il vero, l'onestà e la corruzione, tutto si sfuma senza confini netti.
A voi la risposta su a chi giova.

Io parlo con chi ha preso la vita sul serio, con chi si è impegnato, ha studiato, ha lavorato e, qualsiasi strada abbia intrapreso in questo Paese rovinato dalla menzogna e dalla corruzione, dalla falsificazione e dall'ipocrisia assurta al posto della morale, è scontento, critico, esasperato, perché tutto questo toglie, soprattutto, la Libertà!
La Libertà di autodeterminarsi, la Libertà di veder riconosciuto il merito, la Libertà di non vedere sotto i propri occhi, senza poter far nulla, calpestato il diritto del lavoro nonostante i sindacati, la Libertà di poter denunciare le ruberie a tutti i livelli che gonfiano la spesa pubblica senza rischiare di finire in un tritacarne...
   
Cambio canale e cancello la faccia del mitomane querulo, questa libertà mi è rimasta, e vado sul viso di un giornalista che a me piace: Duilio Giammaria. Un raro esempio di professionalità, buona educazione, misura, dimostrate sul campo anche in reportages non facili da zone di guerra.
Duilio Giammaria