giovedì 21 novembre 2013

Il dolore interiore uccide

Da: Il Quotidiano della Calabria.it


L GIALLO

«Simona fu violentata a 9 anni da un parente»
La conferma dagli psichiatri che la curarono

La famiglia ha sempre costantemente negato ma ora a ribadire le violenze subite da Simona Riso da piccola da un parente vengono confermate senza tentennamenti dagli psichiatri del San Camillo che l'ebbero in cura in passato. «Ci disse "Sono stata violentata, non una volta ma spesso"»
«Simona fu violentata a 9 anni da un parente»
La conferma dagli psichiatri che la curarono
Simona Riso
ROMA - A squarciare il velo del dubbio e delle ipotesi sulla violenza subita da Simona Riso da giovane mentre viveva in Calabria con la sua famiglia sono giunte le dichiarazioni di uno degli psichiatri che l'hanno avuta in cura a Roma. In una intervista al Messaggero, infatti, uno dei medici del reparto psichiatrico del San Camillo ha spiegato, fornendo in questo modo una conferma medica alle ipotesi, come «chi viene da noi o è stato violentato o è stato ignorato, che è un’altra forma di violenza». 
Il medico racconta come Simona Riso, prima di aprirsi ai terapeuti, abbia trascorso quasi un mese in silenzio fino a quando ha iniziato a parlare con una confessione shock: «Sono stata violentata, non una volta ma spesso, quando ero più piccola, da un parente». 
Simona Riso è morta la mattina del 30 ottobre all'Ospedale San Giovanni dopo esser precipitata dal terrazzo di una palazzina in via Urbisaglia, sulla sua morte sono in corso indagini per capire se si sia trattato di un omicidio o di un suicidio (anche se questa seconda ipotesi al momento sembrerebbe quella più seguita), il trauma che ha vissuto da bambina era stato finora accennato dalla stampa ma sempre prontamente negato dalla famiglia, ora, però, le parole degli psichiatri del San Camillo riportate dal Messaggero presentano una realtà meno nebulosa. «Come accade in questi casi - prosegue il medico nell'intervista - aveva paura di non essere creduta. Ma voleva liberarsi di un peso e dopo un mese di silenzio in cui ci studiò, finalmente si aprì: prima titubante, poi convinta che ce l’avrebbe fatta». 
A quel punto i medici la convinsero a confidare il suo trauma alla famiglia, e in questo frangente fu organizzata la riunione con la mamma e, un fratello, lei era pronta, «pensava di non avere voce e spazio mentre ora con noi a fianco si sentiva più forte. La mamma rimase in silenzio, non fece commenti, forse parlarono in privato. Trovammo sponda solo nella sorella Nunzia, riallacciarono il rapporto, le mandammo insieme in vacanza con l’impegno che Simona rientrasse da noi al ritorno per finire il nostro lavoro. Ma volle andare a Milano con la sorella, eravamo un po’ preoccupati ma le trovammo un terapeuta che la potesse seguire».
Una sofferenza interiore che comunque non l'ha mai abbandonata e che forse potrebbe averla spinta quella mattina del 30 ottobre ad un gesto definitivo. Una ipotesi su cui spetterà ai carabinieri e alla giustizia pronunciarsi in modo chiaro e definitivo
mercoledì 13 novembre 2013 17:08

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Una coraggiosa giornalista della trasmissione "Chi l'ha visto" è andata nel paese dove è nata Simona e dove vive tutta la sua famiglia.
Coraggiosa perché non è facile andare a porre certe domande ad un mondo chiuso dentro schemi comportamentali che considerano "vergogna" ciò che non lo è e nascondono quello che lo è.
L'argomento terribile e scabroso dell'abuso sui bambini in ambito familiare, comunque, non trova omertà soltanto nell'Italia dei piccoli centri del Sud, ma ovunque.
Questo perché, sia da un punto di vista psicologico della vittima diretta dell'abuso, sia dal punto di vista dell'entourage familiare, ci si sente sporcati dalla vergogna per aver subito qualcosa di sudicio e, per questo, si preferisce che non si sappia. Manca quello scalino culturale che dà la lucida coscienza dell'essere vittima e quindi nel diritto di urlare l'abuso subito in prima persona o dal parente minore, chiedendo la condanna dell'abusatore.
Questa "vergogna", che è del mostro ma la subiscono la vittima ed i suoi familiari, crea un territorio di omertà intorno all'immondo essere che compie il misfatto. 

Nella coraggiosa intervista che la giornalista di "Chi l'ha visto" ha fatto ai parenti di Simona, si sono visti volti e si sono sentite parole chiusi nella negazione totale di una realtà di violenza sessuale subita da Simona da bambina, ma anche di un suo possibile suicidio, demandando le cause e le colpe altrove: ad un ipotetico assassino e ai medici fuorviati da quanto aveva detto Simona in punto di morte i quali, invece di mandarla in Sala Raggi, l'hanno mandata al Pronto Soccorso Ginecologico.

Non voglio abbandonarmi a facili e superficiali critiche verso l'ambiente dei Pronto Soccorsi dei nostri Ospedali, quindi ho idea che se arriva l'ambulanza con il paziente che dice direttamente ai medici che l'accolgono o agli infermieri che l'hanno soccorsa (ci sono versioni differenti) "Sono stata violentata" è normale fare immediatamente il tampone vaginale. Nessuno aveva visto la fanciulla precipitare dall'alto, è stata trovata semincosciente a terra, non vi era sangue... e le ossa rotte non si vedono se non ai raggi x... Dunque credo che i medici abbiano fatto quello che nell'immediato andava fatto. Penso, inoltre, che difficilmente avrebbero potuto strapparla alla morte con le fratture che sono state poi riscontrate: addirittura un polmone perforato da una costola rotta. Infatti la povera Simona è morta, quasi subito, al Pronto Soccorso.

Penso che il tampone vaginale fatto appena arrivata con l'ambulanza sia una prova importante del fatto che ella non era stata violentata da nessuno e dunque è ad altro che si riferiva.
Una fantasia di una mente malata?
Oppure una ferita mortale infissa nella sua anima di pura bambina abusata, che non l'aveva abbandonata mai, che l'abitava sempre, dietro il sorriso, dietro il continuare comunque a vivere sia pure rifiutando il cibo, cadendo in depressione perché mai avrebbe avuto giustizia.

E qual'è la giustizia in questi casi?
L'amore, l'ascolto, la comprensione, la reazione di difesa delle persone care, quelle a te più vicine che debbono darti voce e chiedere giustizia.
Il loro silenzio, la loro negazione, uccidono.

Sta all'inchiesta arrivare alla verità, ma certo non credo che gli psichiatri del S. Camillo abbiano parlato mancando alla loro deontologia professionale, se hanno parlato adesso, di fronte alla morte dubbia di Simona, hanno compiuto il loro dovere di chiarezza per l'accertamento della verità e i particolari che riportano sono raccapriccianti: "...  La mamma rimase in silenzio, non fece commenti, ...". La stessa scena silente delle donne vestite di nero, a testa bassa, nelle riprese fatte nel servizio di "Chi l'ha visto". 

Immagine simbolo del Governo Letta


Gli italiani che hanno mandato in Parlamento i 405 deputati che  hanno votato questo ringrazino sé stessi!

Sono loro che hanno consentito questa immagine del Governo!
Di sicuro ci sarà qualcuno che, come mio marito, se ne è pentito.
Speriamo in un ravvedimento futuro degli illusi.
Prima e dopo: la sostanza (Bilderberg?) non cambia


Su suggerimento di una lettrice, che ha dato una preziosa indicazione sotto il mio precedente post, sono andata a vedere i nomi di chi ha votato a favore e di chi ha votato contro la decadenza del ministro della Giustizia.

Fra chi ha votato per il NO mi spiace trovare il nome di Roberto Giachetti: ha obbedito all'ordine di scuderia. Allora uno così non serve a niente. Possiamo sempre tirarci fuori da qualcosa di scorretto se la pensiamo diversamente: salviamo la nostra integrità perdendo qualcosa che vale meno. Giachetti poteva  votare secondo coscienza.
Biancofiore Michaela, ad esempio, pur essendo di Forza Italia ha votato SI. 

La povera Ligresti che soffriva tanto in carcere

Ma come si può pretendere che gente abituata al lusso stia in carcere! Su via!!

l falso in bilancio nel diritto italiano[modifica | modifica sorgente]

Il sistema giuridico italiano utilizza la locuzione "false comunicazioni sociali" per indicare quel reato contemplato dal codice civileall'art. 2621 e specificato dagli articoli successivi, e che comprende quindi non soltanto la fraudolenta compilazione del solo bilancio, ma anche quella di tutte le comunicazioni sociali e delle relazioni che la legge impone di redigere, oltre all'omissione di questi obblighi.

La "depenalizzazione"[modifica | modifica sorgente]

Il testo normativo è stato oggetto di recente sensibile revisione, con la quale la precedente sanzione della reclusione da uno a 5 anni è stata modificata con la sanzione dell'arresto fino a due anni. Le modifiche attuate sono popolarmente sintetizzate con il termine di "depenalizzazione", tuttavia la norma vigente continua a prevedere una sanzione e il falso in bilancio - seppure ne siano state modificate circostanze e conseguenze - resta un illecito. Gli articoli che ne parlano sono peraltro nel Titolo XI del Libro Quinto del Codice, titolo che rimane rubricato come "Disposizioni penali in materia di società e consorzi". L'art. 2622 esplicitamente nomina l'illecito usando il termine "delitto".
Nella dialettica suscitata dalla riforma della disciplina, piuttosto, vi è chi sottolinea come l'attuale sia un approccio meno repressivo di quanto non fosse in precedenza nei confronti di chi si renda colpevole di questo illecito.
L'attuale regolamentazione è il risultato di una serie di iniziative a partire dalla proposta di legge delega per la riforma del diritto societario, del governo Amato, approvata dal consiglio dei ministri il 26 maggio 2000 e trasmessa al parlamento[17], della legge delega approvata dal parlamento il 3 ottobre 2001, n. 366[18] e del conseguente decreto delegato d.lgs. 11 aprile 2002 n°61[19], del governo Berlusconi, seguiti dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262[20] e dal D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39[21]

mercoledì 20 novembre 2013

Chi ha votato la mozione dei 5 Stelle?

Da: LA STAMPA


Nel corso delle dichiarazioni di voto, si erano espressi a favore dell’iniziativa dei grillini i gruppi Fratelli d’Italia, Lega Nord e Sinistra ecologia libertà. Contrari invece Partito democratico, Forza Italia, Scelta civica e Nuovo centrodestra. 

Qualche numero però non torna.
Sempre da "La Stampa:

In 405 votano no, favorevoli in 154
La protesta M5S: squillano i telefoni

Da una ricerca sul WEB mi risulta che:

M5S ha 109 deputati

SEL ha   37       "

Lega Nord ha 18 deputati

Fratelli D'Italia ha 9 deputati

Totale voti 173

MANCANO 19 VOTI 

a favore della decadenza della ministro di Giustizia che ha commentato come ingiusta la carcerazione della Ligresti!

Qualcuno non ha votato come ha dichiarato e di sicuro non sono i deputati a 5 Stelle!

Bravi! 7+!

Da: Huffington Post


Anna Maria Cancellieri, Salvatore Ligresti: "Chiesi a Silvio Berlusconi di lasciarla a Parma". Il Guardasigilli: "Falso"

L'Huffington Post  |  Pubblicato: 
non comprende la dottoressa Cancellieri: più chiaro di così!

Oppure anche il suo amico Salvatore Ligresti fa parte di un complotto contro di lei?

Chi è e cosa è? Un Capo di Stato?
Non sarà invece che le cose stanno così e basta come i fatti gridano?
Lei finge e sta incollata alla poltrona del potere e non la molla, e nel suo genere di persone non ce ne meravigliamo certo: ci vogliamo meravigliare, invece, del Partito Democratico.

Torniamo a chiederci: perché la difendono così tanto?
Forse spulciando fra i bilanci dei comuni commissariati a gestione PD ha visto cose che preoccupano?
Chissà? Il volgo se lo chiede, perché non capisce questo suicidio del PD.

D'Alema si preoccupa che, se Renzi diventa Segretario e cambia il PD, molti tesserati ed elettori fuggiranno?

D'Alema e compagni si devono preoccupare della scelta che hanno fatto oggi: quella sì che farà fare loro un tonfo!

Renzi ha detto che non voleva andare alla riunione dei parlamentari PD, "Tanto io non sono in Parlamento, quindi non voto."
Poi c'è andato.
Lui ha continuato a dire che la "ingenua che non comprende" si dovrebbe dimettere, non ha votato perché non è in Parlamento, dunque io andrò con mio marito a votarlo perché (forse, vedremo) rivoluzioni questo partito marcio...
Ma questo non sarà sufficiente a far sì che io voti anche il PD, esattamente come alle politiche in cui scrissi, prima che ci fossero, "il PD non canti vittoria per l'affluenza avuta alla primarie, perché non è detto che quei voti si tradurranno necessariamente in voti al PD".

Ed oggi lo ripeto: intanto sicuramente il voto dato da mio marito, uomo di centro, al PD alle politiche non lo riavranno. E' stato un miracolo renziano! Io, che sono più a sinistra del mio compagno di una vita, l'ho dato al Movimento 5 Stelle e lo potrei dare al PD in un futuro solo se Renzi riuscisse nel reale a cambiare il PD inciuciatore, immerso fino al collo nei peggiori compromessi.

A questo punto perde punti pure Letta che dimostra sempre più di appartenere alla peggiore vecchia, trita e ritrita politica che tanto male ha fatto all'Italia. 

martedì 19 novembre 2013

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

Da: RAI News24

Cuperlo: "accogliamo tutti l'appello di Letta"

Letta: "Sfiducia a Cancellieri è sfiducia al governo"

"Questo è un passaggio politico a tutto tondo" sostiene il premier nel corso dell'assemblea del Pd sul caso Cancellieri. "Mi appello a senso di responsabilità collettivo". "Sfiducia frutto di una campagna aggressiva"
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questa difesa ad oltranza di un ministro imbarazzante per le sue amicizie, per i suoi giudizi sulla condanna della Giustizia e relativo carcere per i suoi amici, depone molto male su Letta.
Fa pensare agli accomodamenti ed ai compromessi della politica più vieta: che sia della sinistra, del centro o della destra, non cambia. Ci vogliono rigore morale ed esempio, invece qui si "butta tutto in caciara" per sfumare le responsabilità personali di una persona e solo di quella! 
Sono sicura che ci sono molti politici della compagine governativa che potranno sostituire l'amica dei Ligresti.
Questa ostinazione ad accostare le sorti del Governo tutto a quelle di un solo ministro... fa pensare... male.. 

Manca il senso morale che fa capire il limite

Da: La Stampa

Il sollievo del ministro Cancellieri:
“Ho recuperato l’onore perduto”


La Procura di Torino ieri, mandando gli atti a Roma
per competenza, ha detto di non aver ravvisato reati
nel comportamento tenuto dal ministro

Soddisfazione evidente,
ma “restano le ferite”
ella Procura di Torino di spedire Deve aver letto più volte quel passaggio del comunicato del procuratore Giancarlo Caselli, quando afferma che «non si ravvisano reati allo stato».






Un Ministro non si DIMETTE solo quando c'e' un reato, ma anche quando mantiene amicizie non commendevoli e ad esse "si mette a disposizione".

Non lo vuole capire e questo e' gia' preoccupante, ma lo e' ancora di piu' se si pensa che non lo capisce perche' non ha proprio il metro campione di quali debbono e possono essere le amicizie di un'alta carica dello stato.

Basilicata come la Sicilia

Da: Il Fatto Quotidiano

Elezioni Basilicata, ex candidato M5S: “Escluso da Grillo perché condannato”

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Le cose stanno così: un tenente della Polizia di Stato, finito il suo servizio (dunque libero come tutti i lavoratori di impiegare il suo tempo di cittadino come gli pare) si è dedicato a lodevoli iniziative con spirito civico encomiabile: ha raccolto campioni di un invaso da cui dipende l'acqua che bevono milioni di cittadini lucani e pugliesi e a sue spese le ha fatte analizzare, scoprendovi metalli ed escherichia coli. Per questo è stato indagato e condannato per "rivelazioni di segreto d'ufficio".

Cose da pazzi! Mi chiedo chi è il magistrato che ha stabilito che un poliziotto non ha vita privata e non può prendere iniziative di tipo ambientale per suo impegno civico o diletto!
Confesso che non conosco il contratto e gli obblighi di un pubblico ufficiale della P.S., ma la logica vuole che ciò di cui è venuto a conoscenza nelle ore libere dal suo servizio non possa costituire "segreto d'ufficio".  Dunque penso che egli possa porre appello ad una simile assurdità.

Detto questo, nel leggere l'intervista a questo tenente della Polizia di Stato, spiace scoprire che se denunci un fatto reale, accertato dalle analisi di laboratorio (costose!), vieni pure condannato! Questa Italia è marcia senza speranza! Se poi è vero che l'imputazione iniziale era "procurato allarme" poi diventato "rivelazione di segreto d'ufficio", il tutto prende la connotazione di una vera e propria persecuzione per evitare che il cittadino si attivi e scopra cose gravi che riguardano la salute pubblica! 

Egli lamenta di essere stato scaricato in modo non urbano da Beppe Grillo per questa condanna in primo grado che lo rendeva non candidabile alle elezioni regionali in Basilicata.

Il modo non urbano non va bene ma, purtroppo, credo che la condanna effettivamente creava un problema in tal senso...
Rimane il fatto che in  Basilicata sono andati a votare meno della metà degli aventi diritto, un fenomeno come quello della Sicilia che io avevo commentato nel post :

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere del 23 maggio 2012!


Il miracolo di far andare a votare i cittadini nauseati non è riuscito a farlo neppure Grillo, che pure si è speso molto per queste elezioni lucane. 


Il vero male è che le Regioni, fortemente volute a suo tempo dalla sinistra che, non riuscendo ad entrare in Governo, pensò di prendersi almeno le Regioni rosse, quindi "parti" del Paese, si sono rivelate, senza distinzione di colore politico, delle moltiplicazioni di poltrone e quindi di gente da mantenere. A questo aggiungasi che i Parlamenti Regionali si sono votati prebende come quello centrale, follie come "i fondi dei gruppi dei vari partiti per curare l'elettorato"... a suon di milioni di euro!!! 
Ma te lo curi con i soldi tuoi l'elettorato! Non con i soldi delle tasse dei cittadini!
Paghi pranzi e altro per farti rieleggere a spese nostre?!
Nel Lazio Maruccio si è giustificato dei soldi che si era preso dicendo che ci "aveva comperato i preservativi per il "Gay Pride"!! Siamo alla follia totale se uno pensa di "giustificarsi" con simili argomenti!

La gente non ne può più di mantenere tutto questo che non serve a nulla se non a moltiplicare la folle burocrazia, gli sprechi e le ruberie ormai in tutte le Regioni.
Qualcuno comincia a dire di abolirle e di tenersi le Province, tante volte promesse di cancellazione da parte dei politici e mai fatto, che almeno sono più vicine al territorio...

Per il momento, però, non si fa nulla: tutto è fermo nella palude...

domenica 17 novembre 2013

Parlamento europeo en sesión.

ESTO SI ES PRODUCTIVIDAD Y BIEN REMUNERADA POR CIERTO !!!

PRODUCTIVIDAD EN EL PARLAMENTO EUROPEO...

 ¡COBRAN 12.000 EUROS AL MES! 

European MPs at work in Brussels 









Y TÚ TRABAJANDO COMO UN BURRO Y ENFERMANDO POR ESTRES... Y HASTA LOS 67 AÑOS.
¡¡PANDILLA DE SINVERGÜENZAS !! 


SI SEÑOR, QUE CIRCULE...........UNA Y MIL VECES...........NO TE CANSES DE ENSEÑARLO. 


E poi parlano degli italiani???!!!

Perché?

Da: Il Fatto Quotidiano

Cancellieri-Ligresti, Civati (Pd): “Presento mozione di sfiducia, basta ipocrisia”

"Non possiamo votare con i Cinque Stelle? E' l'argomento più stupido del mondo", dice il candidato alla segreteria. 

Cuperlo: "Il ministro valuti se ci sono condizioni per continuare".

 La renziana Rossi: "Deve dimettersi". Il ministro Franceschini frena


Per quale oscura ragione illogica, sciocca, infantile e politicamente immatura Renzi e compagni NON POSSONO VOTARE la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e debbono presentarne un'altra?
Non ci siamo allora! Non ci siamo proprio!
Se una cosa è giusta e condivisibile si vota anche se la presenta l'opposizione.
Perché presentarne una propria sposta forse i termini del problema?
Sempre si vota contro un ministro del proprio governo!
Il problema che il ministro (volutamente con la m minuscola) non voglia con dignità, buon gusto e senso dell'opportunità, andarsene da sola, dimostra che, appunto, manca delle predette qualità e dunque sta mettendo in imbarazzo il fragile governo Letta.
Vorrei sapere da Renzi se egli la voterebbe la mozione presentata dal M5S a cui ha aderito persino la Lega Nord: voglio sperare di sì!!
Renzi ci piace ma non se si "appecorona" ai diktat dei D'Alema, degli Epifani ecc.. Egli ci piace proprio perché da tempo, a parole, dice cose diverse da questo partito che si dice di sinistra ma che non "sente" la base.
Non credo che la base dei nostalgici del PCI possa avere in simpatia una come la Cancellieri, una figura uscita dal "governo tecnico" di Mario Monti!
I timori di D'Alema che costoro possano disamorarsi se diventasse segretario Renzi, a mio avviso, sono meno fondati che se si lasciasse dov'è l'amica dei Ligresti.
Staremo a vedere e in base alle verifiche voteremo.    

Rifiuti pericolosi

Da: Il Manifesto

BIOCIDIO I MILITARI USA NON BEVONO L'ACQUA CONTAMINATA DI NAPOLI, PERÒ SMALTISCONO LE LORO SCORIE NEL NOSTRO PAESE. AFFIDANDOSI A DITTE ITALIANE
Quanto inquinano gli americani
ARTICOLO - ANDREA PALLADINO




Metalli pesanti, pesticidi, Pcb: sono i rifiuti delle basi di Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza. Un dossier del Pentagono: smaltiti in Italia
Andrea Palladino
Non basterebbero tutti i camion indicati da Carmine Schiavone per contenere la montagna di veleni che ogni anno le basi Usa producono in Italia. È l'altra faccia - tenuta debitamente riservata - della presenza militare d'oltreoceano. Mentre il dipartimento di Stato per la difesa spende trenta milioni di dollari in studi pensati per tutelare la salute dei militari e delle loro famiglie in servizio a Napoli, elaborando il dossier del 2010 ripubblicato ieri dall'Espresso, il servizio di logistica dell'esercito statunitense cerca il miglior modo per smaltire i materiali classificati come «hazardous waste». Resti di idrocarburi, solventi, vernici di ogni tipo, sostanze chimiche residuali nella gestione del munizionamento: quello che esce da una base militare potrebbe fare la felicità dei migliori broker di rifiuti.
Non è facile mettere il naso nella catena della logistica delle caserme Usa. Per farlo dobbiamo partire dalla porta di servizio. In un documento del 6 ottobre del 2010 firmato dalla Defence Logistics Agency che il manifesto ha consultato è riportato il capitolato d'appalto per la «gestione, il caricamento, lo scarico, la rimozione, il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento» delle sostanze pericolose delle installazioni Usa in Italia. Cinque le città coinvolte: Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza, sedi delle principali basi. Nell'allegato al bando c'è il dettaglio delle sostanze prodotte da smaltire: più di dieci tonnellate di batterie esauste di ogni tipo, centinaia di chili di acidi inorganici, ammoniaca, agenti decontaminanti, solventi (quasi due tonnellate all'anno solo dalle basi di Sigonella e Napoli), idrocarburi aromatici (i temibili benzene e xilene), metalli pesanti come il cromo esavalente, il cromo, il mercurio e il piombo, il Pcb, pesticidi ed erbicidi, lubrificanti, oli esausti ed altri veleni.
Il lungo documento del 2010 specifica nei dettagli come dovranno essere smaltite le scorie pericolose: trattamento, incenerimento e discariche. Ogni tipo di veleno ha la sua destinazione: tutte le strade, però, portano in Italia. È vietatissimo, ad esempio, smaltire i rifiuti nelle stesse basi. Ma se sorgono controversie di qualsiasi tipo, a decidere non saranno i tribunali italiani: il giudizio è riservato ad un apposito foro statunitense. Una questione, questa, molto delicata, che ci riporta all'epoca delle navi dei veleni.
Era il febbraio del 1986. Dal porto di Marina di Carrara partiva una nave, la Lynx, con un carico di migliaia di fusti tossici diretti in Venezuela. Dopo un anno e mezzo quei rifiuti sono tornati in Italia, con la nave Zanoobia sbarcata a Genova. Nella perizia effettuata all'arrivo risultano anche residui targati ministero della difesa Usa. Rifiuti partiti dalla basi militari, che hanno utilizzato gli stessi canali delle aziende chimiche italiane dell'epoca, finendo - nelle intenzioni degli smaltitori - sulle colline di una spiaggia venezuelana, abbandonati e non controllati. Negli anni successivi il governo italiano ha chiamato in causa i produttori e il trasportatore dei fusti, chiedendo i danni derivati da quel traffico di veleni: quasi tutti sono finiti davanti al tribunale civile; all'appello mancavano, però, proprio gli statunitensi. Esisteva un accordo specifico segreto?
Dopo la convenzione di Basilea sul traffico transfrontaliero dei rifiuti le cose in parte sono cambiate. Oggi la gestione delle scorie pericolose delle basi Usa viene affidata a società che lavorano soprattutto con gli impianti italiani e europei. Come la bresciana Ecoservizi. Secondo fonti autorevoli del settore consultate dal manifesto, la società ha avuto in gestione lo smaltimento dei rifiuti pericolosi della base Camp Darby, tra Livorno e Pisa, quando era ancora controllata da uomini della Compagnia delle opere, il braccio economico di Comunione e liberazione. Dove sono finiti? Ecoservizi si avvaleva di diverse discariche per rifiuti pericolosi a Brescia. Oggi uno di quei siti - chiuso nel 2000 - è considerato ad alto rischio e attende una bonifica. Chi pagherà il conto? Molto difficile dirlo, ma si possono tranquillamente escludere i produttori. È la faccia ancora sconosciuta delle terre dei fuochi del nord Italia.
Se il rapporto sulla qualità delle acque di Napoli rimane in bella vista sul sito della Us Navy di Napoli, difficile - se non impossibile - è trovare notizie sulla filiera di smaltimento delle scorie made in Usa. Eppure si tratta, come abbiamo visto, di sostanze estremamente pericolose, che richiederebbero la massima trasparenza, ad iniziare dai nomi dei contractor. Come trasparente dovrebbe essere l'informazione sull'impatto ambientale della presenza militare statunitense e Nato nel nostro paese. Tema estremamente delicato, visto il tipo di armamento utilizzato. Sempre a Camp Darby gli sversamenti e le contaminazioni non sarebbero un'eccezione, secondo il Rapporto sullo stato dell'ambiente del Comune di Pisa del 2006. Nell'elenco dei siti da bonificare la base appare diverse volte, con segnalazioni di perdite di idrocarburi e problemi alla piattaforma per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi. Inutile ricordare che un monitoraggio ambientale indipendente in queste installazioni è di fatto impossibile. Certi segreti di certo non si mettono sul web.
 
Ho ricevuto questo articolo molto interessante e lo pubblico con qualche riflessione. 
Di rifiuti pericolosi, in particolare di sostanze radioattive, mi sono occupata nel 2009 quando ho scritto su una rivista, "Color City", il seguente articolo:



Molte delle informazioni contenute nell'articolo che scrissi mi vengono direttamente dall'esperienza di lavoro, essendomi occupata del Servizio di Radioprotezione dell'Ateneo per il quale lavoravo al momento della sua istituzione. 
I rifiuti di cui si parla nell'articolo di Palladino non sono quelli radioattivi, ma comunque pericolosi e dunque soggetti a precise regole di smaltimento e al rispetto di rigidi protocolli i quali prevedono documentazioni controllabili. 
Ecco, è questo il punto: controllabili.