lunedì 26 maggio 2014

Acqua, Luce ed Affari

Il Fatto Quotidiano, Domenica 25 maggio 2014


Acea, gli affari di Caltagirone Editore passano anche per l’appalto del call center
Appalto ottenuto senza gara dal 2008. Nel 2012 business favorito dal caso delle bollette pazze che ha però impattato sui conti della società romana dell'acqua e della luce

di Fiorina Capozzi

Una volta trovata la quadra sul nuovo amministratore delegato di Acea, al sindaco di Roma Ignazio Marino resteranno da regolare ben altre questioni con il socio Francesco Gaetano Caltagirone, proprietario del 16,34% della società capitolina dell’acqua e della luce. Prima fra tutte quella del call center Acea800 e dei suoi rapporti con l’azienda di outsourcing E-Care di cui il costruttore-editore è socio al 15 per cento attraverso la Caltagirone Editore, poco dietro alla Astrim (47,8%) che ha come primo azionista Unicredit, anche se ha dato le sue quote in pegno a Mittel, la finanziaria bresciana cara a Giovanni Bazoli. Fino alla campagna elettorale del 2013 per il Campidoglio, poi, della E-Care era azionista anche Alfio Marchini, ex candidato sindaco al comune di Roma che interpellato in merito ricorda di non avere da tempo il controllo diretto o indiretto della società. Nel 2008 la Acea, tramite la controllata Acea8cento, assegna alla E-Care i servizi di “gestione overflow chiamate”, ovvero il surplus di telefonate della clientela che la società da sola non riesce a smaltire attraverso il suo call center in pieno conflitto d’interesse e senza alcuna gara d’appalto. La società, in buona sostanza, eredita il contratto triennale vinto nel 2005 dalla neoacquisita B2win di Caltagirone con una gara europea. I vertici di Acea, all’epoca guidata dal manager in area Pd, Andrea Mangoni, ora a capo della Sorgenia dei De Benedetti, ritengono infatti di poter assegnare la gestione delle chiamate in eccesso senza ricorrere a un bando perché si tratta di una piccola quota dell’insieme delle telefonate ricevute (10%).
Nei fatti però il rinnovo dell’appalto si trasforma in un ottimo affare per la E-Care. Complice anche lo scandalo delle bollette pazze, ovvero dei problemi del sistema informatico Acea che, per errore, recapitava bollette sovradimensionate provocando le ire e le denunce degli utenti. Risultato: all’inizio dello scorso anno la multiutility, di cui il Comune di Roma ha il 51%, è stata costretta a ricapitalizzare Acea8cento, l’azienda dei call center controllata al 100% da Acea che nella prima semestrale 2012 ha registrato un peggioramento della marginalità della divisione energia per via dei “maggiori costi esterni registrati da Acea800 in parte legati alle attività di outsourcer per complessivi 1,9 milioni”. Alla fine dell’anno il bilancio risulta poi anche più oneroso: l’incremento dei costi di gestione delle telefonate della clientela, legato a doppio filo con la vicenda delle bollette pazze con cifre stratosferiche per consumi solo presunti, aveva infatti portato Acea8cento a chiudere il 2012 con una perdita da quasi 1,7 milioni, in netto peggioramento rispetto all’esercizio precedente. Come se non bastasse l’azienda, di cui è amministratore unico Rita Bizzoni, moglie del segretario nazionale del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), Luigi Pallotta, è poi anche appesantita dall’indebitamento di 6,8 milioni. Di questa somma, 4,5 milioni sono denari da versare ai fornitori fra cui principalmente la E-Care spa (3,5 milioni) “per gestione di overflow e overtime del contact center”, cioè per integrare i servizi di Acea8cento.
Manna dal cielo per la E-Care che non naviga in acque tranquille. La società, nella quale quattro anni prima Caltagirone aveva apportato la sua omologa azienda di outsourcing, B2Win appunto, aveva dovuto infatti utilizzare la riserva sovrapprezzo azioni per parte della copertura di 3,3 milioni di euro di perdite 2011 realizzate l’anno antecedente. Nel 2012 poi, quando l’affare delle bollette pazze era nel pieno e la Federconsumatori offriva ormai delle vere e proprie guide per salvarsi dagli indebiti salassi targati Acea, E-Care, che a maggio 2012 ha incorporato la E-Care Contact, migliorava decisamente i conti chiudendo l’esercizio con un utile prima delle imposte da 477mila euro. Certo, in termini di risultato netto, l’azienda era rimasta in rosso (621mila euro), ma in una situazione nettamente migliore rispetto all’anno prima e con un fatturato in crescita del 5,5% a 62 milioni.
Di sicuro E-Care, azienda che impiega 1.732 persone, ha beneficiato della crisi che ha spinto diverse imprese ad esternalizzare alcuni servizi fra cui i call center. Tanto più che può già contare su una serie di società pubblico-private come l’azienda pubblica dei trasporti milanesi Atm e quella romana Atac o il gestore degli spazi commerciali Grandi Stazioni (controllata dallo Stato attraverso le Ferrovie, ma partecipata dallo stesso Caltagirone tramite la Vianini Lavori), oltre che su imprese private importanti come la Sorgenia di De Benedetti, Banca Intesa, Vodafone, Fastweb, Telecom e persino il Gruppo 24 Ore editore del quotidiano economico Il Sole24Ore e la principale agenzia di stampa del Paese, l’Ansa. Senza contare la commessa dell’Istituto nazionale di statistica.

“Sulla base dei contratti esistenti e delle iniziative commerciali in corso, – si legge nella relazione sulla gestione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012 della E-Care spa – nel 2013 si prevede una crescita del fatturato ancor più marcata (+7%) anche in ragione del previsto avvio di nuove attività a più alto valore aggiunto”. E del resto, secondo il management di E-Care, il buon portafoglio di clienti permette alla società di dormire sonni tranquilli: “Il miglioramento della redditività operativa conseguito nel 2012 è stato principalmente raggiunto tramite il mantenimento della profittabilità delle commesse che, a fronte di un incremento del 5% del fatturato, hanno mantenuto un livello di marginalità in linea con quello dell’esercizio precedente”. Comunque, a scanso di equivoci, per meglio riorganizzarsi, E-Care indica già nel bilancio 2012 che per l’anno successivo ha intenzione di avvalersi della cassa integrazione in deroga per una parte del proprio personale. Così oltre ai fortunati appalti della multiutility controllata dal Comune, la società di Caltagirone e soci potrà fruire anche degli ammortizzatori sociali pagati dai contribuenti. Di positivo c’è che alla fine, nel 2013, la E-Care tornerà in pareggio mantenendo i livelli occupazionali. Quanto ad Acea, al momento è in corso una gara d’appalto per chiamate in eccesso per l’affidamento dei servizi di call-center e back office “da aggiudicarsi al prezzo più basso”. La gara dovrebbe concludersi entro l’autunno. Intanto E-Care continuerà a gestire il servizio. A prezzi che però già oggi Acea800 ha tagliato di circa il 20 per cento. Non resta quindi che attendere per vedere chi vincerà l’ambita commessa

Arsenico e non solo nelle acque dichiarate potabili

LA PANDEMIA SILENZIOSA

Indetto dall’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Viterbo, patrocinato dal Ministero della Salute, si è svolto sabato 24 maggio 2014 il corso di approfondimento:  “Ambiente e salute - Un rapporto indissolubile. Le patologie ambientali e il caso d’inquinamento da arsenico nella acque ad uso umano”.

Le relazioni sono state seguite con particolare attenzione dai medici che hanno affollato la sala delle conferenze dell’ordine, a dimostrazione dell’importanza che riveste per il viterbese l’approfondimento di una tematica così rilevante, per la soluzione dei gravissimi problemi sanitari derivanti dal consumo di alimenti, fra cui l’acqua, inquinata da sostanze dannose alla salute.

Grande attenzione da parte dei medici alle tante relazioni svolte fra cui quella del dott G.M.Righetti presidente dell’Ordine dei Medici di Latina L. Sordini, dott. E. Burgio, dott.ssa A. Litta, dott. B.M. Mongiardo,  dott. G. Nicolanti, dott. A. Del Prete.

Le relazioni  si sono avvalse di studi scientifici ed epidemiologici molto approfonditi, che hanno sottolineato lo stretto legame tra malattie gravi e inquinamento delle acque e dell’ambiente. In particolare la drammaticità di quella che è stata definita la pandemia silenziosa che si starebbe diffondendo.
Fra tante ricerche e studi presentati desideriamo citare lo studio della Harvard Shool of Public Health, che pone con forza il problema dei danni neuro-psichici ed interessa il 10% dei bambini.  Lo studio ha rilevato in placenta, nel sangue cordonale e nel latte materno, la presenza di molecole chimiche di sintesi, molte delle quali estremamente neurotossiche (mercurio e metalli pesanti in genere, pesticidi. Tutti questi inquinanti provocano: “incremento drammatico di patologie del neurosviluppo  (patologie di spettro autistico, ADHD, dislessi etc.) e neurodegenerative (in particolare malattie di Alzheimer e di Parkinson) alla cui origine questa esposizione embrio-fetale potrebbe non essere estranea”. 

L’analisi della situazione sanitaria del viterbese ed in particolare del comprensorio dei Monti Cimini, acclarata da vari studi epidemiologici, fra cui l’ultimo “SEPIAS” , presentato a Roma il 9 maggio 2014, ha posto ancora una volta in evidenza la necessità di interventi urgenti per la prevenzione dei rischi e di interventi volti alla eliminazione degli inquinanti riconvertendo l’agricoltura chimica in biologica, preservando le acque sotterranee e di superficie in particolare dei laghi dagli inquinanti.

Non possiamo, quindi, che esprimere condanna morale verso amministratori e responsabili degli enti gestori degli acquedotti che non hanno fornito e non forniscono informazione corretta e risposte adeguate.
Le risposte date ai cittadini, infatti, sono state spesso fuorvianti e scorrette, dal punto di vista politico-amministrativo e soprattutto morale. La prova evidente è stata l’arrogante sottovalutazione, dei gravi problemi sanitari a cui è stata ed è ancora sottoposta la popolazione. Hanno cercato così facendo di nascondere le loro gravi responsabilità civili e anche penali. 

Per questo ancora una volta chiediamo ai responsabili delle istituzioni di prendere coscienza della gravità della situazione e programmare urgentemente interventi di monitoraggio sulla salute, cominciando dalle donne incinta e dai bambini e quindi a tutta la popolazione.

Occorrono, poi,  iniziative serie delle amministrazioni, per la soluzione del problema acqua potabile nelle abitazioni, l’abbandono del progetto di filtrazione delle acque del lago di Vico, finchè non sia realmente risanato.

Noi cittadini dobbiamo far sentire la nostra voce di protesta, anche attraverso le istanze alla magistratura, per inadempienze contrattuali, inosservanza delle leggi europee e italiane, danni morali e materiali e, per danni biologici, derivanti dalla esposizione agli inquinanti (arsenico- micro cistine dell’alga rossa, cocktail di inquinanti ecc).  A seguito delle richieste di risarcimento presentate tramite il comitato acqua potabile- ADUC,  appoggiati dallo studio legale Pistilli, i Giudici hanno condannato gli enti gestori degli acquedotti, al pagamento di € 1000 (pagamento effettuato ad ogni ricorrente) e alla emissione di bollette ridotte del 50%.

Per la partecipazione all’iniziativa il comitato riceve il martedi presso la UIL  di Capranica via Varisco, 6 dalle 16 alle 18; il mercoledì presso la UIL di Viterbo, Corso Italia 68, dalle 16 alle 18; gli altri giorni, per appuntamento, presso la sede del comitato, in Ronciglione, via Resistenza 3c Tel. 3683065221-3894440387- 0761652027.



                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi



ADUC – COMITATO ACQUA POTABILE
Tel. 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 Email: comitato.acqua.potabile@gmail.com
Via Resistenza, 3/c – 01037 Ronciglione VT

Notizie su Acqua Latina

 Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia
Comunicato stampa del 24 maggio 2014
Comitato Acqua Pubblica Aprilia: “Eredità Cusani: la tariffa nella tariffa assicura altri 46 milioni ad Acqualatina”

Comunicato Stampa, Sabato 24 maggio 2014

“E’ incredibile ma vero. Non sono bastati i tanti regali fatti ad Acqualatina, gioiello di famiglia dell’Acqua Politica Latina dell’era Cusani, adesso i sindaci dell’Ato sono chiamati [1] ad assicurare 38,5 milioni di eredità Cusani da spalmare in extra tariffa tra il 2014 ed il 2018″. Lo afferma il Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia che poi, dati alla mano, prosegue:
“Per il 2014 gli utenti oltre a pagare per i consumi annuali con l’aumento tariffario del 6,98% dovranno corrispondere una quota tariffa proporzionale ai consumi del 2012 per assicurare al gestore 8,8 milioni di euro [2]. Poi altri 9 milioni l’anno verranno spalmati nella fatture 2015 – 2018.
Al gestore sono stati già assicurati conguagli “eredità Cusani” sui ricavi garantiti in tariffa per il 2012 di 4,5 milioni e per il 2013 di 3,4 milioni.
E così è molto facile dire che si raggiungono risultati strabilianti da un anno all’altro e che i bilanci sono tornati in attivo.
L’ “eredità Cusani” di 46 milioni deriva per 34 milioni dalla differenza tra ricavi stimati e conseguiti nei piani tariffari per gli anni 2003 – 2011 e per 12 milioni per il mancato pagamento di quanto dovuto per i canoni ai Consorzi di bonifica per gli anni 2006 – 2010.
Canoni che Acqualatina ed ATO4, “.. un cuore solo un anima sola..” hanno deliberatamente stimati in misura molto minore [3] fino a perdere tutti i ricorsi finora arrivati a definizione.
E’ inaudito e vergognoso riconoscere 34 milioni al gestore per gli anni 2003 – 2011, quando nello stessa “era Cusani” il gestore ha potuto:
- non pagare 5,2 milioni di Canoni ai Consorzi di bonifica dovuti per gli anni 2003 – 2005;
- non pagare 30,6 milioni di penali MALL per mancato raggiungimento dei livelli di servizio (DEBITI 2011-MALL 2011);
- non pagare quasi 8 milioni di canone concessorio ai comuni dell’ambito;
- restituire in “comode” rate ai Comuni l’insoluto di ben 8,3 milioni di mutui già pagati dagli enti locali sugli impianti trasferiti in gestione ed oltretutto … senza interessi di mora;
- essere esonerato dal pagamento di penali per il mancato raggiungimento degli investimenti: 120 milioni entro il 2011, invece dei 146 previsti da contratto (SLITTAMENTO INVESTIMENTI NEGLI ANNI);
- non pagare 18 milioni per costo trasporto acqua potabile alle isole di Ponza e Ventotene, per gli anni 2003 – 2011 [4].
Tutto questo nell’era Cusani ha garantito al gestore di avere comunque la tariffa massima: aumentando i costi di gestione ed espellendo gli altri costi esogeni (mutui, consorzi, trasporto acqua isole) anche se dovuti, accettati e sottoscritti come da contratto di gestione (…taroccato..)!
E’ come aver acquistato una bellissima 500 quando con gli stessi soldi da contratto era prevista una Ferrari.
Altra e veritiera situazione verrebbe a galla se i sindaci dell’ATO4 avessero fatto e facessero rispettare al gestore tutti gli obblighi contrattuali.
E’ possibile che i sindaci sono incapaci di tutelare l’interesse della collettività e sono tenuti sotto scacco dalla STO [5] (…che lavora per il gestore!) e da Acqualatina?
Per non parlare delle incapaci associazioni dei consumatori dell’Otuc [6]!
Nel convegno organizzato a spese degli utenti lo scorso 8 maggio hanno lodato l’ex presidente della provincia Cusani (sospeso per 2 sentenze penali) perché non ha mai fatto pressioni sull’Otuc. Perché avrebbe dovuto visto che l’Otuc non ha mai contrastato la combriccola dell’Acqua Politica Latina”.
Piano TARIFFA ATO4 del 28-6-2012- Tariffa Caso consorzi in tariffa
Nota ACQLT SPA prot. n. 2014O_12322 del 17.04.2014
Nota ACQLT ESTRATTO Allegato 6 Relazione accompagnamento– CONGUAGLI PREGRESSI
Nota ACQLT Allegato 9 Quantificazione riconoscimento partite pregresse
[1] Richiesta di Acqualatina prot. n. 2014°-12322 del 17.04.2014
[2] Allegato 9 Richiesta Quantificazione riconoscimento partite pregresse da approvare entro 30/6/2014 da parte dei sindaci dell’ATO4.
[3] 186 mila euro l’anno invece dei 2 milioni previsti per legge per gli anni 2006 – 2010.
[4] Obbligo accettato nel contratto di gestione e comunque utilizzato per il calcolo della tariffa d’ambito annuale dovuta al gestore come previsto negli atti di gara pubblica europea vinta dal socio privato Idrolatina srl ….. ossia multinazionale Veolia… nel 2000.
[5] STO Segreteria Tecnica Operativa – Un ufficio tecnico che di livello provinciale che dovrebbe essere a servizio dei comuni e controllare il gestore sull’attuazione e il rispetto del contratto.
[6] OTUC Organo di tutela utenti e consumatori di livello provinciale che riunisce varia associazioni dei consumatoriwww.otuclatina.it

Effetto Matteo!


Il mio piccolo sondaggio degli ultimi tempi su Matteo Renzi di cui, quando mi capitava l'occasione, chiedevo: "Cosa ne pensa di Matteo Renzi?" ha dimostrato di essere una cellula di un corpo che si è espresso con il risultato di queste Elezioni Europee.

Una bella ed elegante signora, nel parlare e nei modi, madre di cinque figli, agricoltrice che guida con disinvoltura il trattore come usa la sega elettrica, mi ha risposto che Matteo le stava bene, ma non sperava più che gli lasciassero FARE quello che si era ripromesso.

Un dipendente comunale o provinciale, che stava dirigendo dei lavori di manutenzione sugli alberi in una strada, mi ha risposto che Matteo era come Robin Hood, basta che nel togliere ai ricchi per dare ai poveri quest'ultimi non diventassero ricchi e gli altri poveri! Evidentemente era "leggermente" di idee berlusconiane o alfaniane.

Un benzinaio ENI, con aria rassegnata e seria da filosofo popolano, mi ha risposto testualmente: "A piacé me piace Renzi, ma questi ci hanno la bistecca davanti e te pare che se fanno levà a bistecca? Io ci ho paura che l'ammazzeno. Capisci? Questi ci hanno la bistecca - e ha fatto con le mani il gesto di un piatto immaginario davanti a sé contenente una bisteccona - che se la fanno levà? Magari ce riuscisse! Basta che non l'ammazzeno!" Ha concluso con sguardo triste.

Debbo dire che fra tanti commenti questo del benzinaio mi ha colpito, perché lo stesso timore l'aveva espresso mio marito ed io avevo sorriso ritenendolo esagerato. Sentirlo dire da un uomo semplice, dopo che lo stesso pensiero era venuto ad un uomo che nella vita si è occupato solo di Scienza, mi ha fatto capire che un filo comune di pensiero univa persone così differenti e dunque la percezione di un'Italia buia, oscura, abbarbicata ai propri interessi egoistici, quando non addirittura disonesti, stanata e cambiata da Matteo potrebbe reagire e mettere in atto dure resistenze.


Speriamo naturalmente di no. Per ora l'Italia ha detto a Matteo che deve continuare e riuscire nel suo programma di cambiare l'Italia ed anche l'Europa.
In Europa lo scontento su come sta andando si è visto: a parte la Francia, anche altri Paesi hanno dimostrato con il voto che così non va. L'altro Matteo, Salvini, dice che l'Europa deve essere fondata su valori più concreti come il vero lavoro produttivo, che va premiato CHI FA, non chi specula.
Un caso singolare è la Gran Bretagna: si sono tenuti la loro moneta, la Lira Sterlina, eppure neppure così gli sta bene l'Europa.
Auguri Matteo Renzi: lavora per l'Italia onesta, quella che si paga tutto con i propri guadagni e paga le tasse, quella che non truffa e non raggira nessuno.


venerdì 23 maggio 2014

Affari sull'acqua, bene comune

L'Espresso, Giovedì 22 Maggio 2014

Acqua: affari, ritardi e una multa da 660 mila euro al giorno
E' in arrivo la terza condanna della Ue. Perché migliaia di comuni non hanno ancora accesso alla depurazione. Tutto questo mentre gli investimenti dei gestori crollano. E le tariffe aumentano. Nonostante il referendum. La fotografia-scandalo di un rapporto elaborato dagli addetti ai lavori


 
L'acqua è ancora un buon affare. Nonostante 26 milioni di cittadini italiani abbiano chiesto – con un referendum – di usarla senza profitti, la gestione dei servizi idrici rimane un business profittevole, come dimostra un lunghissimo, accurato rapporto presentato pochi giorni fa alle imprese del settore: 311 aziende, 27.822 impiegati, un valore complessivo della produzione pari a 7,2 miliardi di euro, un risultato netto d’esercizio  in positivo che ha un’incidenza dal 3,2 per cento al 6,5.
In mezzo a tabelle, tariffe, modelli e bollette, il dossier, elaborato dalla Fondazione Utilitatis con la collaborazione dei soggetti interessati (l'Associazione nazionale enti d'ambito - Anea – e la Federazione delle imprese energetiche - Federutility ), chiarisce gabelle ed affari ma mostra anche i ritardi e le carenze del sistema. La più grave riguarda la depurazione: l'Italia ha già subito due condanne dalla Ue. E un terzo procedimento d'infrazione è in corso, per cui sarà difficile far slittare le multe a più di un anno. Lo stesso ministero dell'Ambiente calcola che a mesi dovremo iniziare a pagare da un minimo di 11.904 euro al giorno a un massimo di 714 mila, e solo per una delle tre direttive a cui non abbiamo risposto, lasciando centinaia di comuni senza acqua pulita. Una lesione alle norme comunitarie, certo. Ma anche alla salute e ai diritti di quei cittadini.
Intanto i gestori continuano a ripetere: il nostro investimento dev'essere remunerato. Ovvero deve arrivare a garantire degli utili da spartire fra i soci. Con il nuovo modello tariffario è ancora possibile. Nonostante il referendum e quel voto di 26 milioni di cittadini.

ARRIVA IL COMMISSARIO

Già solo capire chi gestisce l'acqua e come, in Italia, è intricato. La causa sta in eterni ritardi nell'applicare le leggi. L'ultimo esempio riguarda la soppressione degli “Ato”, ovvero gli enti d'ambito, quelle istituzioni intermedie che avevano il compito di seguire l'operato delle aziende idriche per un insieme di comuni. Con i loro presidenti, i tecnici, le riunioni, le sedi e le consulenze, gli Ato sono stati considerati strumenti inutili e costosi in clima di spending review: così il decreto Salva Italia del 2011 ne ha decretato la fine. Fra proroghe e concessioni il limite ultimo per smantellare i concili era dato al 31 dicembre 2012. È stato fatto? Dipende.

L'Emilia Romagna, ad esempio, guida il fronte dei secchioni: con una legge del dicembre 2011 ha ridotto le 9 agenzie territoriali ad unico istituto, regionale, che ha pure più poteri nel controllare l'operato dei gestori. In Abruzzo la riduzione degli enti da sei a uno è dell'aprile 2011, quando iniziò un'operazione di pulizia su larga scala, tanto che l'allora neo-nominato responsabile unico si accorse che i sei istituti periferici erano riusciti a far accumulare alle imprese idriche (che avrebbero dovuto tenere sotto controllo) 300 milioni di euro di debiti.

In Veneto si è scelto invece di mantenere  l'ultra-federalismo acquatico, sostituendo gli otto enti precedenti con otto nuovi organismi, chiamati “Consigli di bacino”. Lo stesso progetto è stato approvato nel resto della Padania: Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia hanno mantenuto i salotti locali.

A Sud invece va ancora in voga il modello – tanto amato quanto criticato durante il ventennio berlusconiano – del commissariamento. In Campania la fine degli sprechi nei cinque istituti locali è coordinata da altrettanti commissari. Che resteranno in ruolo “fino all'arrivo dei nuovi organi”. Ad oggi sono ancora lì.

Per il territorio vesuviano lo sceriffo in pectore è l'avvocato Carlo Sarro, vicinissimo in passato a Nicola Cosentino, pasionario difensore della causa degli abusivi ed ex-presidente dello stesso ente, ruolo dal quale scriveva nel 2010 alla Gori spa (azienda privata che si occupa dei servizi idrici per quella zona) per informarla che l'aumento tariffario ottenuto da Sarro teneva conto dei ricavi già messi a bilancio dal gestore. In modo che corrispondessero, insomma.

E anche in Sicilia, dove l'affidamento ai privati va per la maggiore, per risolvere il problema degli organismi intermedi sono scesi in campo i commissari.

PROFITTI ASSICURATI

Non c'è stato verso, nel frattempo, di far diventare realtà il voto di 26 milioni di cittadini. Ovvero di far rispettare la volontà del referendum con cui nel giugno del 2011 avevano chiesto di eliminare i profitti dalla gestione dell'acqua, considerata una risorsa comune da usare con riguardo e sotto il controllo diretto degli organi istituzionali. In una sequela di nuovi decreti, cavilli, sentenze e ricorsi , si è arrivati ora al modello transitorio imposto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas , anche questo sotto il tiro dei referendari.

I problemi sarebbero due. Uno riguarda il finanziamento, attraverso la bolletta, del capitale investito. Ovvero quegli interessi e quegli oneri finanziari che secondo i gestori non possono non essere considerati spese , e quindi inseriti nel prezzo che ogni cittadino paga quando apre il rubinetto. Per l'Autorità è il minimo che si possa fare. Per i comitati una beffa.

Ma c'è anche un altro problema, più complicato da individuare. Nel nuovo modello, approvato dall'agenzia guidata da Guido Bortoni, si è inserita nella tariffa una voce chiamata “Fondo nuovi investimenti”. Si tratta di una «anticipazione finanziaria finalizzata al finanziamento di interventi infrastrutturali. Dal punto di vista regolatorio, viene trattato alla stregua di un contributo a fondo perduto». Insomma: i gestori potranno d'ora in poi farsi pagare in anticipo gli interventi che (forse) arriveranno effettivamente a compiere sulla rete idrica. Il «dichiarato scopo di questa componente», infatti, si legge nel rapporto: «È quello di evitare scompensi di cassa nel passaggio fra i due metodi tariffari». Ovvero di non far traballare i bilanci dei gestori.

Il fondo, per ora, pesa poco. L'un per cento di quello che paghiamo. Ma nelle previsioni degli esperti potrebbe arrivare a contare sempre di più, arrivando almeno al tre per cento del totale. Questo mentre gli investimenti effettivi sulla rete continuano a diminuire: dal 2008 al 2011 sono passati da 1,6 a 1,4 miliardi di euro l'anno, poco più di un miliardo se si tolgono i contributi pubblici.

ACQUA SPORCA

Gli investimenti in realtà sono più che urgenti. Soprattutto per quanto riguarda la depurazione. Sull'Italia pesano infatti due condanne e una nuova procedura d'infrazione comunitaria per via delle carenze e dei ritardi che abbiamo accumulato nel garantire un adeguato trattamento delle acque di scarico, che in molto luoghi vengono rilasciate, ancora inquinate, nell'ambiente, con gravi conseguenze per la salute e il territorio.

L'ultima reprimenda è arrivata all'inizio del 2014, sulla base dei dati raccolti da un confronto sugli impianti che hanno un carico maggiore a duemila abitanti. Secondo queste informazioni ben 883 comuni non avrebbero accesso al trattamento degli scarti come prevedono le direttive Ue. Nel frattempo, altre due multe, dovute alla mancata applicazione degli standard minimi nel 30 per cento del territorio, sono diventate realtà. E nei prossimi 12-18 mesi la Corte di Giustizia europea dovrà decidere quanto saremo costretti a pagare.

Solo per una delle due sanzioni il ministero dell'Ambiente potrebbe trovarsi a sborsare da 11.904 a 714.240 euro per ogni giorni di ritardo nell'adeguamento. «Una somma forfetaria calcolata sulla base del Pil pari a un minimo di 9 milioni e 920 mila euro», scrivono gli autori del dossier: «Guardando alle recenti decisioni della Corte in un caso analogo relativo al Lussemburgo si può ritenere che la penalità potrebbe raggiungere i 660 mila euro al giorno». E non basta: gli errori commessi, e la lentezza nel riparare al danno, potrebbero costarci anche i nuovi finanziamenti europei. Sospesi fino all'attuazione del dovuto. 

giovedì 22 maggio 2014

Aggiornamenti sulle "Comiche finali"...

Ragazzi,come si fa a non ridere?!!!
Nonostante tutto quel che ho scritto su questo blog e che ho anche inviato allo stesso Antonio Di Pietro, continuano ad arrivarmi inviti, anche sul cellulare, da vari personaggi di IdV che mi chiedono il voto per domenica prossima!

Come se niente fosse, senza vergogna, facendo finta di non sapere come la penso e quali critiche ho loro mosse!

Questi sono i politici piccoli, meno piccoli e così via tentando di crescere sempre più nonostante gli errori marchiani e i fallimenti, che hanno un unico scopo: mangiare, mangiare, mangiare i soldi pubblici! 
Ha ragione Grillo quando scrive che "sono più in basso delle meretrici"!
Per fare questo cambiano casacca, tornano a quella precedente o ne cercano una nuova, sempre con la stessa faccia atteggiata al sorriso e ad una finta dignità!
Pure se gli sputi in faccia essi fanno finta di niente, inventano scuse improbabili, tipo quel tizio che ora sta in galera e che ormai tutti chiamano "a mia insaputa"!!

Uno che è tornato con i socialisti e che Di Pietro si era accattato, pur avendo perseguito come magistrato il sistema degli italici socialisti,  dopo lo scandalo Maruccio è tornato con lo sparuto gruppo di Nencini e mi fece chiamare da una segretaria per informarmi di quello che già sapevo e se volevo fare anch'io questo passaggio dietro a lui. Risposi solo di no. Ero già uscita da IdV da tempo, io non ho aspettato lo sputtanamento dello scandalo Maruccio, debbo dire come molte altre persone perbene insieme a me.
Nonostante questo mi chiede ora il voto!
Questo signore era nel gruppo consiliare con la Polverini quando decisero, e votarono all'unanimità, di portare i fondi graziosamente a disposizione dei gruppi consiliari in Regione Lazio da un milione di euro a 14 milioni di euro. Qualcuno mi corregge e dice a 20 milioni di euro... Quei fondi che il capogruppo consiliare di IdV, Maruccio, si giocava ai video-poker!!
Maruccio: altra scelta di Antonio Di Pietro.
Allucinante.

Un altro, che è stato messo nel C.d.A. di una Municipalizzata, è rimasto in IdV, anche lui ex-socialista che nella vita ha fatto solo il politico, (come se fosse una professione, un mestiere!), (l'informazione viene direttamente dalla sua bella e simpatica consorte), e mi ha inviato un sms chiamandomi confidenzialmente per nome e chiedendomi il voto come se niente fosse!
Come se non sapesse delle istanze da me portate per il mio territorio dove la gente pagava dal 2007 il servizio depurazione fognature, con l'imposta per di più, IVA al 10%, senza che fossero mai state costruite.
Nella mia ingenuità di persona che fa politica pulita, pensavo che bastasse denunciare, a chi stava nel C.d.A. della Municipalizzata che fatturava il falso, per togliere il balzello, ma questo signore ha menato il can per l'aia, promettendo in modo fumoso di risolvere la questione in realtà facendo niente.

Questa gente ora mira alla poltrona in Parlamento Europeo! Chi con la casacca di prima, chi con la casacca nuova... sempre con lo stesso intento: piazzare bene sé stesso! Continuare ad ottenere posti e favori per i propri familiari, per i propri amici, dando qualche briciola con i soldi pubblici a persone insulse, senza arte né parte che sono come loro, solo che non sono capaci di conquistarsi con faccia tosta la poltroncina e dunque gravitano intorno a loro come la mosca sul cavallo sperando meschinamente di "sistemarsi".
Ne ho viste di queste figure! Una quarantenne che aveva un baretto su una spiaggia in società con un'amica, fallito, che organizzava le riunioni per uno di questi politici per drenare voti, avendone in cambio contratti a tempo determinato in regione! Ogni politico ha un budget di denaro pubblico per "curare" il suo elettorato! Una legge che si sono fatta ad hoc e che non ha senso comune: perché mai le nostre tasse debbono "curare" il loro elettorato in modo che poi li rivoti?! E' un giro vizioso: noi li manteniamo con i nostri soldi, i cortigiani mangiano con i nostri soldi grazie ai politici, dunque li rivotano e tutto questo deve essere da noi mantenuto grazie a leggi e regole che loro si sono votate!!!
Altra figura: uno che a 40 anni aveva ambizioni di fare il giornalista ma in realtà faceva il commesso in una libreria di testi sacri! Il resto del suo tempo era stare dietro al politico incensandolo nella speranza di sistemarsi: anche lui ha avuto contratti di collaborazione in regione...

Basta! Ha ragione Beppe Grillo! Peccato che però anche lui, forse non lo sa, ma imbarca nei meet-up gente che dire insulsa è dire poco! Purtroppo parlo di gente che conosco da molto vicino! Gente che non sa difendersi nemmeno dagli abusi del vicino di casa! Figuriamoci come potrebbe difendere e fare gli interessi  dei cittadini se ricoprisse una carica pubblica! Gente che non sa assumere un impegno sociale di alcun tipo, ma solo chiudersi senza prendere alcuna iniziativa, neppure quando gliela si propone! Eppure ho visto il nome di questa persona in lista per la Camera dei Deputati!
Se questa è la selezione... D'altra parte l'ho verificato con il capogruppo M5S in Regione Lazio: per due temi posti su questioni sociali e del territorio, non ha fatto niente in assoluto. 

Siamo alle comiche finali...


Prendo lo spunto da questa frase pronunciata da mio marito ieri sera, mentre scorrevano le notizie del telegiornale, per alcune considerazioni e riflessioni basate su fatti documentati: stiamo assistendo alla solita musica politica ... anzi ... al solito "rumore".
La frase di mio marito, che ha suscitato la mia risata, era dovuta alla notizia che Casaleggio e Grillo non disdegnerebbero di fare i Ministri di un  eventuale governo monocolore (e non potrebbe essere altrimenti viste le scelte del Movimento).
Mio marito spera in Renzi e, pur non avendo mai votato prima per il PD, alle ultime politiche l'ha votato. Io, come già scritto e riscritto su questo blog, ho votato Movimento 5 Stelle a tutto campo. La frase di mio marito si può comprendere, perchè lui non accetta che l'anziano Beppe Grillo (che ha soltanto due anni meno di me) chiami "l'ebetino" un giovane politicamente coraggioso che cerca di FARE finalmente qualcosa.
E a Matteo, l'ha detto serenamente in TV, non gliene importa nulla che Grillo lo chiami  "l'ebetino", e questo dimostra la sua superiorità intellettiva. Lo capisco: chi ci perde è Grillo che dimostra una stupida meschinità perché si rifugia nell'insulto, nella denigrazione, quando la realtà di Matteo, per fortuna sua, è ben diversa.
Ognuno di noi, soprattutto chi eccelle in qualcosa, ha sperimentato nel suo piccolo l'insulto, la denigrazione, financo la calunnia. Ed è proprio chi, più o meno consapevolmente, sente di essere deficitario rispetto a chi denigra che ha effettivamente dei problemi.
Grillo ha un problema con Renzi che, dice, gli ha copiato molte cose. Può essere, ma Renzi già aveva espresso le sue idee, allora minoritarie all'interno del suo partito, tempo fa. Posso documentarlo con un mio post, ovviamente datato inconfutabilmente dalla datazione automatica del sistema, in cui egli esprimeva il suo pensiero:

domenica 11 dicembre 2011


ARGOMENTO caldo, anzi Caldissimo!

Da: Il Tempo.it  Alberto Di Majo  11/12/2011

Niente Tagli alla Casta 

Rivolta degli Onorevoli

Sì ai di tagli anche dall ' esponente Pd Matteo Renzi,  che si sfoga su Twitter:  «E Stato superato il senso del pudore»

Infine ricordiamoci dell'Europa, che sembra finita in secondo piano, e che l'euro non fu controllato dal governo Berlusconi quando vi entrammo: consentendo così l'arricchimento dei commercianti italiani che ci fecero pagare quello che prima pagavamo mille lire esattamente il doppio.
Accettare il cambio a 1936,27 Lit. non voleva dire necessariamente cambiare i prezzi mettendo al posto di Lit. 1000 Euro 1.
L'hanno fatto tutti i commercianti e il governo Berlusconi glielo ha lasciato fare.
Questo non c'entra con l'adozione della moneta unica che, rispettando il valore monetario precedente di ogni merce, non avrebbe comportato necessariamente pagare tutto il doppio.


Tornando alle "comiche finali": assistiamo, inoltre, ad un frenetico cambio di casacche politiche anche nell'ambito del rinnovo delle Amministrazioni dei Comuni. Segno che le ideologie possono essere piegate al bisogno di avere sempre e comunque una poltrona (caso che appartiene in particolare ai partiti autoestintesi come IdV), ma c'è anche, come il caso sotto riportato, chi cambia idea a causa dei comportamenti scorretti delle persone impegnatesi in politica:

Da: IL MAMILIO

Grottaferrata , Filippo  Mevi : "inaccettabile la CANDIDATURA di  Broccatelli , io Scelgo Fontana "


GROTTAFERRATA  - Con una durissima Lettera aperta l'ex assessore all'Urbanistica annuncia la SUA CANDIDATURA nelle file del Nuovo  centrodestra
Da Filippo  Mevi, riceviamo e pubblichiamo la seguente Lettera Aperta.
"Egregio Direttore,
nell’imminenza delle prossime elezioni comunali mi preme l’obbligo di scrivere due righe alla sua attenzione e soprattutto all’attenzione degli elettori Grottaferratesi e quindi la pregherei di pubblicarle sulla sua testata.
Ho deciso nuovamente di scendere nell’agone politico per contrastare un “uomo” che ha fatto della politica la sua ed unica ragione di vita, che è stato per ben due mandati vice sindaco e che non ha mai rispettato accordi politici scritti con il sottoscritto in qualità di segretario del PD di Grottaferrata, ad insaputa dei suoi stessi compagni di partito e che oggi si candida a Sindaco di Grottaferrata. Questo politico risponde al nome di Alessandro Broccatelli che vuole fare il Sindaco. Assurdo! Come è possibile! Come è possibile per un “uomo” che non rispetta i patti scritti fare il Sindaco, o forse proprio perché rappresentate di quella politica becera degli "inciuci" e delle mancate promesse rappresenta il candidato ideale? A voi elettori l’ardua sentenza.
Cari concittadini Grottaferratesi state molto attenti nell’esprimere il vostro dovere-diritto di voto alle prossime elezioni comunali, guardate bene si scriveBroccatelli ma si legge Gabriele Mori. Errare è umano ma perseverare è diabolico!
Comunque quando incontrate il candidato sindaco Broccatelli fategli queste domande:
Complesso Traiano?
Vecchio Mercato Coperto?
Atti d’obbligo?
P.I.P. Grottaferrata?
Terreno adiacente Bazzica
Cooperativa l’Abbadia
Allora tutto ciò premesso e considerato, come diciamo noi avvocati, ho deciso di candidarmi a fianco di Giampiero Fontana, persona che stimo e reputo preparata e seria nel svolgere il ruolo di Sindaco perché negli anni ha svolto con dovizia e scrupolo il ruolo di consigliere comunale ed oggi è pronto e maturo per ricoprire la massima carica nella nostra Grottaferrata. Sono certo che Fontana amministrerà secondo i dettami del “Buon padre di famiglia” nell’interesse ed esclusivamente del bene comune, come penso fermamente un politico debba fare.
Quindi invito tutti a rialzare il capo per troppo tempo curvo sotto i colpi terribili di questi vecchi politici invertebrati che hanno portato la gente a soffrire e morire nella logica stupida del loro potere di partito.
Avv. Filippo Mevi
Ex assessore Urbanistica
Comune Grottaferrata
Oggi Candidato a Consigliere Comunale nella lista Nuovo Centrodestra".
Si allega alla presente come fonte di prova accordo politico sottoscritto da Alessandro Broccatelli in qualità Segretario PD Grottaferrata,
Gabriele Mori in qualità Candidato Sindaco ed il sottoscritto in qualità segretario IDV Grottaferrata in data 16.02.2010.
L'accordo (Clicca sull'immagine per ingrandirla)




Commenti   

#2 maurizio vinciguerra 2014-04-25 18:46
caro avv. filippo mevi, chi sa che parli. che significa terreno adiacente bazzica? grazie resto in attesa di risposta, maurizio vinciguerra
Citazione
#1 sabrina 2014-04-25 17:18
Ma io mi domando e dico, un personaggio del genere che continua a passare da un partito all'altro, da uno schieramento all'altro, come fa a parlare di politica sana e di buoni valori?
Citazione



mercoledì 21 maggio 2014

Un invito gradito a Trento... ma troppo lontano



Tutto quello che non vogliono farci sapere sulla trattativa e sulla resa ai boss delle stragi
" La mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno"
(Paolo Borsellino)


Qualcosa di buono Italia dei Valori me l'ha dato: conoscere tante persone di Valore ed una di queste è Giovanna Giugni a cui mi lega reciproca stima.

Anche lei, come quasi tutti i migliori, non è più in Italia dei Valori.