lunedì 25 agosto 2014

Ripubblico post sul mio primo libro: troppi spam.

Normalità Apparente - 2006 Maremmi Editori Firenze

E' un Racconto lungo o Romanzo breve, pubblicato da MEF- Maremmi Editori Firenze. E' un'analisi critica di certi comportamenti assurdi, fasulli ed altro di personaggi che sono intorno a noi e che vediamo tutti i giorni vivere in una normalità, appunto, solo apparente, che nasconde piccole e grandi patologie psicologiche e non solo. Dal 2009 i diritti di Autore sono tornati a me e posso ripubblicare l'Opera presso qualsiasi Editore, essendo scaduto il contratto con MEF. Se qualcuno è interessato ad averne una copia può richiederla attraverso la mia e-mail che si legge cliccando sul mio profilo a destra della Home Page: costa euro 9.00.

15 commenti:

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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(da quello che ho letto) È questo che si sta utilizzando sul tuo blog? Sentitevi liberi di navigare nel mio blog web - Migrafi Michalina Szczepańska


Rita Coltellese ha detto...
La mia piattaforma è Google Blogger. Pago a Google Apps.
Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Qualche suggerimento? Rivedere la mia home page: immagini popolari (

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Rita Coltellese ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Il nonsenso dell'atrocità

Da: Il Giornale.it - Lucio Di Marzo

L'ultima lettera di Foley ai parenti, affidata a un compagno rilasciato

A recapitare le parole del reporter fu Daniel Rye Ottosen, un fotografo danese liberato a giugno
La famiglia di James Foley, il reporter statunitense ucciso in Siria dagli uomini dello Stato Islamico, ha pubblicato oggi su facebook una lettera che era riuscito a fare uscire di nascosto dal carcere, grazie all'aiuto di un compagno di prigionia, Daniel Rye Ottosen, fotogiornalista danese liberato a giugno.

Il padre di Fole

Cara Famiglia e amici,

mi torna in mente l'andare al centro commerciale con papà, un giro in bicicletta molto lungo con mamma. Ricordo così tanti bei momenti di famiglia, che riescono a portarmi via da questa prigione. Sogni in cui vedo la famiglia e gli amici mi portano via e riempiono di gioia il mio cuore.
So che mi state pensando e che pregate per me. E ne sono davvero riconoscente. Vi sento vicini, soprattutto quando prego. Prego perché continuiate a essere forti e a credere. Sento davvero di potervi toccare, anche nell'oscurità in cui prego.
In diciotto siamo stati rinchiusi nella stessa cella, cosa che mi ha aiutato. Abbiamo conversato a lungo di film, piccolezze e di sport. Abbiamo inventato giochi dagli scarti trovati nella nostra cella...abbiamo trovato il modo di giocare a dama, scacchi e a "Risk"[simile al RisiKo! (ndr)]. Abbiamo messo messo in piedi tornei, spendendo certe giornate a prepare strategie per il gioco o la conferenza del giorno dopo. Giocare e insegnarci l'un l'altro hanno aiutato a passare il tempo. Sono stati molto d'aiuto. Ci raccontiamo storie e ridiamo per spezzare la tensione.
Ho avuto giorni buoni e altri meno. Siamo così grati quando qualcuno viene lasciato andare; ma chiaramente desideriamo con forza la nostra libertà. Cerchiamo di incoraggiarci e di farci forza l'un l'altro. Ora siamo nutriti meglio e ogni giorno. Ci danno il tè, ogni tanto anche caffè. Ho ripreso molto del peso perso nell'ultimo anno.
Penso molto ai miei fratelli e alle mie sorelle. Ricordo le volte in cui con Michael giocavano al buio ai lupi mannari e molte altre avventure. Penso a quando mi rincorrevo con Mattie e T attorno al bancone della cucina. Mi rende felice pensare a loro. Se c'è ancora qualcosa nel mio conto in banca. voglio che vada a Michael e Matthew. Michael, sono così fiero di te e grato nei tuoi confronti per i ricordi d'infanzia e nei tuoi e nei confronti di Kristie per quelli dell'età adulta.
E big John, quanto mi ha fatto piacere venire in Germania per fare visita a te e a Cress. Grazie per avermi accolto. Penso molto a RoRo e provo a immaginare com'è Jack. Spero abbia la personalità di RoRo.
E Mark...sono così fiero anche di te. Ti penso ora che sei sulla costa Ovest e spero che tu stia campeggiando e usando lo snowboard. Mi ricordo soprattutto quando siamo andati al Comedy Club a Boston insieme e il nostro grande abbraccio dopo lo spettacolo. I momenti speciali fanno sì che la mia speranza non si spenga.
Kate, sono tanto fiero di te. Sei la più forte e la migliore di noi!! Ti immagino lavorare duramente, per aiutare gli altri nel tuo mestiere di infermiera. Sono davvero felice del fatto che ci siamo scritti, prima che io fossi catturato. Prego di poter esserci al tuo matrimonio...e quasi sembro la nonna da quello che scrivo!
Nonna, ti prego, prendi le tue medicine, fai qualche passeggiata e continua a ballare. Ho in programma di portarti al Margarita's quando tornerò a casa. Sii forte perché avrò bisogno del tuo aiuto per riavere la mia vita indietro.
Jim



Questa atrocità che senso ha se non quello della sopraffazione estrema dell'uomo Belva su l'Uomo Disarmato?
Gli U.S.A., Guantanamo, sono pretesti come altri per dar sfogo al proprio Nulla della Belva che esiste solo se sopraffà e uccide, per il solo abominevole gusto di farlo.
A Guantanamo non uccidono. Certo torturano, pare. Ma non si tratta di innocui reporter ma di terroristi che hanno fatto scorrere sangue umano...
Uccidere in un simile modo, a freddo, cosa guadagnerebbe alla loro "causa" di islamici che ritengono di essere i soli depositari della volontà divina?
Solo scuse per dar sfogo alla loro barbarie, come è sempre stato e, purtroppo, sempre sarà, perché questa tipologia umana muore e altra ne rinasce, non si estingue.
Nell'ascoltare le ultime parole di questo povero giovane reporter che inginocchiato dice quello che il vigliacco carnefice che si copre il volto vuole che dica, mi sono chiesta perché si è piegato a dirlo: per paura? La paura di morire quando era certo come l'avrebbero ucciso? Di fronte alla certezza della privazione dell'unico bene irripetibile dell'esistenza perché non sputargli in faccia al vile carnefice? Cosa poteva fargli di peggio di ciò che si accingeva a fare? Forse qualche illuminato studioso della mente può spiegare il meccanismo che si ingenera nella vittima sacrificale: forse si blocca ogni lucidità che possa far pensare che peggio di quello che sta accadendo non può accadere e dunque far reagire con il massimo del disprezzo verbale e fisico verso la bestia immonda armata di coltello, a calci e sputi, visto che le mani le aveva legate.
Invece docile ha recitato quello che volevano per poi subire una morte orrenda.
Da persona che un poco di Anatomia Umana Normale l'ha studiata mi chiedo con quanta fatica quel mostro abbia potuto recidere una serie di muscoli potenti, di tendini ed infine le vertebre cervicali forti e spesse con il loro contenuto: non si recide facilmente una testa dal busto, l'unico modo per farlo di netto e senza orrenda macelleria lo trovò il Dottor Guillotin.  

venerdì 22 agosto 2014

Papa Bergoglio cerca di aiutare con il Credo in un Dio di Pace

Da: La Stampa
di: DOMENICO AGASSO JR 

Il Papa «impressionato dalla fede» della mamma di Foley

Francesco ha telefonato ai genitori del giornalista americano rapito e poi decapitato dall'Isis

Papa Francesco ha utilizzato con i genitori di James Foley il modo che lui preferisce per esprimere vicinanza, solidarietà e affetto verso chi sta soffrendo: ha telefonato. Ieri sera il Pontefice ha chiamato il padre e la madre del reporter americano ucciso dai miliziani dello Stato Islamico in Iraq, per trasmettere loro la sua vicinanza. Secondo quanto riferito dal padre gesuita americano James Martin, i genitori di Foley, che vivono a Richmond nel New Hampshire, sono "commossi e grati" per l'interesse del Papa. 

James Foley, 40 anni, cattolico - riferisce Radio Vaticana - aveva studiato alla Marquette University dei Gesuiti nello stato americano del Wisconsin: con loro era sempre rimasto in contatto, informandoli dei suoi spostamenti in zone di guerra, delle missioni umanitarie a cui prendeva parte, ma soprattutto chiedeva di essere accompagnato dalla preghiera. Proprio il Rosario - come ebbe a confessare in una lettera - lo aveva salvato nei mesi di prigionia prima in Libia, poi in Siria dove era stato rapito nel 2012. L'Università dei Gesuiti ha organizzato per il prossimo 26 agosto una cerimonia religiosa in sua memoria. 

Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha sottolineato l'evidente significato di conforto spirituale alla famiglia. 

È stata una telefonata «molto lunga» quella di ieri tra papa Francesco e i genitori di James Foley. Fonti della Sala stampa vaticana riferiscono che il Pontefice «è rimasto molto impressionato dalla fede della mamma di Foley». Papa Francesco si è intrattenuto, oltre che con i genitori del ragazzo, anche con un loro parente che parlava spagnolo e che ha fatto da interprete. 

Sul video con gli ultimi istanti di vita del figlio, la madre ha affermato: «Mi ha ricordato Gesù»; mentre il marito ha detto che è morto «come un martire della libertà». 
La fede in un Dio concepito dai cristiani-cattolici come onnipresente, immensamente buono e giusto è grandemente consolatoria. La filosofia religiosa di questo tipo di Credo comporta che il cristiano-cattolico veda nell'altro sé stesso e mai farebbe ad un altro quello che non vuole venga fatto a sé stesso. Una filosofia di vita che discende dalla predicazione di Gesù Cristo e che, se applicata da tutti, renderebbe il mondo degli uomini meraviglioso.
Ma questo non avviene neppure fra cristiano-cattolici, in mezzo ai quali mi sono formata, essendo stata educata dai miei genitori con questa filosofia religiosa, testimoniata dal loro concreto esempio, ma anche dall'appartenenza all'Azione Cattolica fin dal primo tesseramento ad 11 anni!
Però, anche se non tutti i  cristiano-cattolici applicano gli insegnamenti etici di questo Credo, questa filosofia morale rimane quanto di più alto si possa pretendere per vivere in Pace, senza sbranarci gli uni con gli altri.
Papa Bergoglio sta cercando di riportare questo messaggio in mezzo agli uomini, consolando anche..
L'Islam, di cui confesso di non essere una profonda conoscitrice, ha in sé germi diversi che portano alla sopraffazione e annichilimento della donna e alla eliminazione cruenta dell'uomo ritenuto a torto o a ragione avversario.
Eppure Maometto, che era un saggio, non detta queste atrocità. Ma c'è comunque, in questo modo di concepire la fede religiosa in uno stesso Dio, qualcosa di inaccettabile perché porta deviazioni di intolleranza verso chi è diverso da sé e ritiene giusta la sua eliminazione più che l'accettazione della sua diversità. 

 Da: La Stampa

“Voglio essere la prima donna a decapitare un prigioniero”. Il tweet della britannica dell’Isis

Sul Daily Mirror la storia di Khadijah Dare, 23 anni, in Siria dal 2012, affiliata allo Stato islamico. Agli amici in rete chiede: “Mandatemi tutti i video dell’esecuzione” di Foley
i chiama Khadijah Dare ed è una giovane inglese originaria di Lewisham, quartiere a sud est di Londra. Ieri, subito dopo aver visto il filmato che mostrava la decapitazione del giornalista americano James Foley, ha avvertito dentro di sè un moto di orgoglio e ha promesso a sé stessa e al mondo di volere essere «la prima donna che ucciderà un terrorista britannico o americano».  

È il quotidiano inglese Daily Mirror a pubblicare la storia di questa ragazza, che potrebbe avere poco più di 20 anni e che nel 2012 ha abbandonato una normale esistenza nel suo paese di origine, la Gran Bretagna, per trasferirsi nella Siria martoriata dalla guerra.  

Dare parla attraverso Twitter facendosi chiamare Muhajirah fi Sham che significa «immigrante in Siria». E proprio con un post sul social network, la neo-integralista ha diffuso ieri un messaggio in cui chiede di ricevere qualsiasi video che mostri nel dettaglio l’esecuzione del reporter americano.  

Sempre via twitter, Dare racconta di essere stata testimone in passato dell’uccisione di uno stupratore a Raqqa, la citta siriana dove vive con il marito originario della Turchia, conosciuto e sposato in Svezia e anch’egli militante per la supremazia dell’Isis. «Io e altre sorelle stavamo tornando a casa dal mercato - dice - e abbiamo visto quest’uomo legato ad un albero con il sangue che gli usciva dal naso. Aveva violentato una donna di 70 anni. Abbiamo pensato che giustizia era stata fatta e che finalmente gli uomini come lui avrebbero imparato a temere Allah» . 
 La britannica Khadijah Dare sul sito del Daily Mirror con il marito di nazionalità turca conosciuto in Svezia e combattente per l’Isis con il nome di Abu Bakr

La «conversione» di Dare all’Islam non sarebbe però legata a quell’episodio, avvenuto recentemente, ma risalirebbe agli anni della sua adolescenza quando aveva preso a frequentare in patria la moschea in cui si riunivano regolarmente gli assassini del soldato britannico Lee Rigby, massacrato in una strada di South London. 
La donna era diventata un’assidua frequentatrice del Lewisham Islamic Centre gestito dalla diabolica coppia Michael Adebolajo e Michael Adebowale, i due estremisti trasformati in guru della barbarie proprio in seguito all’assassinio del soldato inglese Rigby che venne inseguito mentre rientrava a casa nel quartiere di Woolwich, buttato a terra e poi crudelmente seviziato con decapitazione finale dai due attivisti.  

All’inizio di quest’anno Dare ha incentivato il suo attivismo integralista con molti messaggi sul suo profilo twitter in cui invita i cittadini britannici a unirsi alla sua causa.

Il fanatismo genera mostri. Può avvenire per qualsiasi fede politica o religiosa. In passato è avvenuto anche per i cristiani-cattolici che in nome del Dio caritatevole e giusto di cui parlava Gesù Cristo hanno ucciso alla grande..
Oggi, per fortuna, non è più così. In questo momento storico la Chiesa si fa interprete del Vero messaggio etico cristiano. Mentre l'Islam sembra vivere un orrido periodo oscuro, con deviazioni dall'insegnamento Vero di Maometto che accendono menti deboli, le quali trovano sfogo alle loro personali frustrazioni individuando un nemico, anche se questo è solo un povero giovane che fa il reporter dalle zone di guerra.

giovedì 21 agosto 2014

Zingaretti: parole sacrosante

Da: ADNKronos

Lazio, Zingaretti: "Da inizio estate oltre 700 interventi Protezione Civile"

20/08/2014
"Gli interventi di Protezione civile regionale nel Lazio dall'inizio dell'estate fino ad oggi sono stati oltre 700 ed hanno riguardato attività di spegnimento di incendi boschivi, operazioni conseguenti a fenomeni metereologici avversi e partecipazione alla ricerca e al ritrovamento di dispersi. Voglio rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i volontari e a tutte le componenti istituzionali del Sistema di Protezione Civile che quotidianamente si adoperano per garantire la sicurezza dei cittadini e fornire quindi un prezioso contributo per tutta la comunità". Lo comunica, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che traccia un primo parziale bilancio dell'attività estiva di Protezione civile sul territorio laziale.
"Non bisogna però abbassare la guardia - prosegue - per questo motivo stamattina ho parlato con il dottor Carlo Rosa, responsabile per il Gabinetto del Presidente della Protezione civile regionale, che mi ha confermato come il periodo di massimo rischio per gli incendi boschivi sia fissato fino al 30 settembre e che il Sistema di Protezione civile rimarrà in stato di massima allerta fino a quel periodo".

Parole sacrosante da parte del nostro Presidente di Regione: però non tutti nell'istituzione Protezione Civile si comportano allo stesso modo. Sono stata testimone, e l'ho documentato con foto ed un verbale dei VV.FF., di un grave episodio dovuto ad una di quelle furie improvvise a cui il maltempo ci ha abituati negli ultimi tempi: acqua e vento fortissimi, rami giganteschi caduti da alberi di proprietà regionale sulla strada e in fondi privati che, solo per caso, non hanno causato vittime... Tutta la documentazione è stata inviata per raccomandata alla Regione Lazio da aprile di quest'anno e rinviato un pro-memoria tramite posta certificata di recente... Affinché la Regione, tramite l'Ente che cura queste sue proprietà, provveda alla cura degli alberi (pericolosissimi) e alla raccolta dei rami secchi caduti per evitare che barbari dissennati, gettando cicche di sigaretta accese, non accendano incendi. 
Il giorno in cui sono stata testimone del fortunale che poi ho documentato, solo i Vigili del Fuoco sono intervenuti in forze, molto li ha aiutati una famiglia di agricoltori con i propri mezzi meccanici del tutto volontariamente, mentre l'unica auto della Protezione Civile, che è brevemente transitata, si è limitata a raccogliere un piccolo ramo che giaceva come tanti sulla strada comunale e ad andarsene: spreco di gasolio pagato da noi tutti per raccogliere un ramo e gettarlo nel cassone del pick-up!!  

Da questo blog: post del 12 maggio 2014  

Intervento dei Vigili del Fuoco di Latina causato dalla caduta di grossi rami degli eucalipti della fascia frangivento su strade e proprietà private, con grave rischio per la incolumità delle auto in transito e delle persone.

Comune senso del pudore

Da: ll Tempo - 11/08/2010 

Denunciata per il topless esplosivo

Topless in spiaggia
Nel codice penale non esiste nessun articolo che vieta spalmarsi la crema solare sul corpo mentre si sta in spiaggia. E neanche se la protezione ai raggi del sole viene messa da una bella ragazza in topless. Ma questo probabilmente non interessava a una mamma romana, che ha visto i suoi due figli «attenti» nel guardare la scena, secondo lei, hard e quindi da condannare. Tanto da farla infuriare così tanto da rivolgersi alla polizia per far punire quella giovane romana che in spiaggia si stava spalmando la crema da sole sul seno di fronte a due ragazzini, rispettivamente di 12 e 14 anni.
Tutto è successo lunedì mattina tra Lavinio e Nettuno, quando una splendida Luisa D.B., di 26 anni, commessa in un negozio di abbigliamento in via del Corso, alta, capelli scuri e con una quarta misura di seno, si è tolta la parte superiore del bikini e ha iniziato a spargersi la crema sul seno. Un gesto che certamente non è passato inosservato ai due ragazzini, ma neanche agli altri bagnanti presenti in quel momento in spiaggia. La madre dei minorenni, appena si è accorta di cosa stava accandendo a pochi metri da lei e dai suoi due figli, non ha esitato ad alzarsi in piedi e raggiungere quella ragazza. In men che non si dica si è accesa una violenta discussione tra le due donne.
Da una parte il genitore ha iniziato a gridare pretendendo che la giovane si «rivestisse», indossando subito la parte superiore del costume, dall'altra il categorico rifiuto della ragazza, che le ha risposto che non c'era alcun motivo per coprirsi e di calmarsi perché tanto lei non avrebbe mai indossato il secondo pezzo del bikini. Un botta e risposta che è terminato soltanto quando la madre ha costretto i figli ad allontanarsi dalla spiaggia e ad accompagnarla in Commissariato per denunciare quella ragazza per atti osceni in luogo pubblico. Detto fatto. Gli agenti, dopo aver raccolto le dichiarazioni della mamma, si sono presentati in spiaggia, dove hanno trovato la ragazza sdraiata a prendere il sole, ancora in topless. Le sono stati chiesti i documenti, è stata quindi identificata ed è stata invitata ad eleggere domicilio, che prelude l'iscrizione sul registro degli indagati per atti osceni in luogo pubblico.
Per la signora, dunque, il gesto di spalmarsi la crema sul seno aveva «turbato» la serenità dei suoi figli, sorpresi dalla madre mentre osservavano con estrema attenzione l'attività della giovane romana. «A fronte di una formale denuncia, l'iscrizione della mia assistita nel registro degli indagati risulta un atto dovuto. Tuttavia prendere il sole in topless sulla spiaggia non può certo essere considerata una condotta illecita né tantomeno può integrare il delitto di atti osceni spalmarsi sul seno la crema solare protettiva. Molto rumore per nulla - ha detto il difensore della ragazza, l'avvocato Gianluca Arrighi - tutto si risolverà in una bolla di sapone».
Augusto Parboni

Da: ll Tempo - 19/08/2014
"Chi" fotografa il ministro Giannini in topless (FOTO)
Senza reggiseno in spiaggia. Secondo il settimanale è la prima volta nella storia della Repubblica per un componente del Governo in carica
Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini immortalata in topless. Lo scatto esclusivo sull'ultimo numero in edicola di "Chi". Secondo il settimanale "è la prima volta nella storia della Repubblica che un componente del Governo in carica viene fotografato in spiaggia senza reggiseno". Gli scatti hanno destato parecchia curiosità e ironie in Rete, e non sono mancate le critiche: "Vedere una signora con il seno all'aria non è bello. E non sconvolge più nessuno. Il ministro Giannini, forse, è ferma agli anni '80". La scorsa settimana a finire nell'obbiettivo dei paparazzi era stato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi immortalata in bikini. (Foto Chi)
Il comune senso del pudore è un fatto meramente culturale.
Ci sono popoli in cui è naturale mostrare la propria nudità nella più totale innocenza.
Così non è da noi, popolo di cultura cosiddetta occidentale.
Altri popoli in cui vige l'estremismo musulmano coprono il volto della donna, i capelli... e tutto il resto.
Giovani fanciulle africane
Donna in burqa sulla spiaggia
Nella nostra Italia si seguono le mode, così quando ero più giovane andò di moda togliersi il reggiseno davanti a tutti sulla spiaggia, con la scusa (ipocrita) dell'abbronzatura integrale.

Non ho mai seguito codesta moda per un fatto, appunto, culturale, giacché la pelle del seno è spesso delicata e non è detto che l'effetto "abbronzatura tutta para" sia esteticamente migliore. Inoltre, avendo ritenuta dalla nascita quella parte del corpo come intima, ho preferito non esporla solo per seguire la moda del momento.
C'è stato poi un rientro dopo l'esplosione dei topless ed oggi è più raro vederli esposti.
Credo che raramente ci sia dietro una libertà di pensiero, penso che, nel caso di un bel seno, ci sia sempre una componente narcisistica nell'esporlo, nel caso di un seno bruttino come quello della ministro Giannini forse c'è una ostentazione del tipo "pensiero liberal".

In ogni caso la reazione della madre dei due adolescenti "turbati" ritengo che sia stata quantomeno isterica, penso che avrebbe potuto commentare con i suoi figli, con un poco di ironia, "l'esibizione" della procace commessa: sarebbe stato sicuramente più sano sul piano educativo e del suo rapporto con i suoi rampolli maschi.