giovedì 11 settembre 2014

Invito ricevuto come Redazione di questo Blog

Gentile redazione,

inviamo in allegato il comunicato dell'Associazione Nuovi Castelli Romani unitamente alla locandina dell'evento di sabato 13 settembre a Castel Gandolfo,

cordiali saluti,

Ufficio Stampa


L'Associazione Nuovi Castelli Romani, in collaborazione con la Parrocchia Pontificia di Castel Gandolfo, San Tommaso da Villanova, con il patrocinio dei Comuni dei Castelli Romani, degli enti sovracomunali, della Presidenza della Giunta della Regione Lazio, presenta, sabato 13 Settembre alle ore 17:30, presso la Cripta della Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, un evento culturale incentrato sulla figura di Santa Teresa d'Avila, in occasione del suo cinquecentenario. Si rinnova così il tradizionale impegno dell'Associazione Nuovi Castelli Romani che, per il settimo anno, organizza un evento dall'elevato valore storico-culturale, in onore al Sommo Pontefice, che in questa occasione è Papa Francesco.
Nominata Beata e Dott.ssa della Chiesa, Teresa d'Avila rappresenta una delle figure intellettuali più rilevanti della Chiesa, conosciuta anche per essere la "riformatrice" dell'Ordine dei Carmelitani.
All'interno del convegno saranno presentate alcune opere pittoriche del Maestro Francesco Guadagnuolo riferite a Santa Teresa d'Avila. All'appuntamento interverranno il Cardinale Angelo Comastri, Presidente della Fabbrica di San Pietro, Don Pietro Diletti, Parroco della Chiesa Pontificia di San Tommaso da Villanova, Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore di Roma e Sovrano Militare Ordine di Malta, il Maestro Francesco Guadagnuolo, Artista e socio emerito dell'Associazione Nuovi Castelli Romani, Franco Campegiani, poeta e critico letterario, Carmelo Pandolfi, docente Università Europea di Roma, Ettore Pompili, Presidente Associazione Nuovi Castelli Romani. A rappresentare le Istituzioni e gli enti locali ci saranno: Il Consigliere della Regione Lazio Michele Baldi, Il Commissario del Parco dei Castelli Romani Sandro Caracci, Milvia Monachesi Sindaco di Castel Gandolfo, Alberto Bertucci Sindaco di Nemi, Pasquale Boccia Sindaco di Rocca di Papa. Coinvolti dagli organizzatori del convegno anche esponenti dell'Ordine dei Carmelitani e dell'Ambasciata di Spagna, viste le origini iberiche di Teresa d'Avila.

Parrocchia Pontificia San Tommaso da Villanova 

Piazza della Repubblica, 12, 00040 Castel Gandolfo Roma

La pontificia collegiata di San Tommaso da Villanova è il principale luogo di culto cattolico della cittadina di Castel Gandolfo, in provincia di Romaparrocchiale della parrocchia omonima, che include nel suo territorio la rettorìa della chiesa della Madonna del Lago al lago Albano.
Progettata da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII, deve la propria importanza al vicino complesso delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.
La chiesa si trova in zona extraterritoriale, come le attigue aree del Palazzo Pontificio e delle Ville annesse.

martedì 9 settembre 2014

Scozia

Da: EUROPA

Referendum in Scozia, cosa succede se vince il sì all’indipendenza

Il governo scozzese ha già pronto il cronoprogramma della secessione. E pure la Costituzione del nuovo stato
Il governo britannico ha promesso che entro la settimana pubblicherà un cronoprogramma di riforme da applicare nel caso in cui il referendum del 18 settembre sull’indipendenza della Scozia dia esito negativo. Se gli scozzesi decideranno di restare nel Regno Unito – promette Downing Street – otterranno nuovi poteri. Devolution contro indipendenza. I dettagli devono ancora essere diffusi, ma si parla di un maggior controllo sulla pressione fiscale e sul modo in cui vengono spesi i soldi dei contribuenti.
Il governo scozzese, specularmente, sta facendo il possibile per rassicurare i cittadini sul tranquillo svolgimento delle procedure per l’indipendenza, in caso di vittoria dei sì. E, a differenza di Londra, ha già pubblicato l’agenda delle scadenze fondamentali.
Independence day. Il giorno dell’indipendenza scozzese sarebbe il 24 marzo 2016. Con diciotto mesi di tempo – spiega la campagna per il sì – il governo scozzese avrebbe tutto il tempo per negoziare con Londra i dettagli dell’indipendenza: a chi vanno le risorse energetiche? Che quota del debito pubblico resta a Edimburgo? A chi le ambasciate all’estero? Fanno sapere dalla Scozia: mediamente, nel dopoguerra, ci sono voluti 15 mesi a negoziare l’indipendenza di uno stato. Noi ce la prenderemo comoda, per stare sicuri. Le prime elezioni politiche scozzesi si terrebbero il 5 maggio 2016.
Una costituzione per gli scozzesi. Il nuovo stato di Scozia, ha promesso il first minister Alex Salmond, riconoscerà ancora la regina Elisabetta II come suo legittimo sovrano. Ma avrà una costituzione scritta «come la stragrande maggioranza degli stati moderni». Il processo costituente partirebbe dopo l’indipendenza. Ma nel frattempo entrerebbe in vigore una costituzione ad interim. Il testo è già disponibile online: entro il 20 ottobre gli scozzesi possono mandare le loro proposte per emendare il testo. Tra i punti chiave del testo: la Regina resta capo dello Stato, i cittadini scozzesi sono cittadini europei, viene istituita una Corte suprema, la Scozia si impegna al disarmo nucleare.
Che succede al parlamento di Westminter. Questo è il punto meno chiaro. Entro il maggio 2015 il governo britannico dovrà convocare nuove elezioni politiche. Chi voterà? Formalmente, in quella data, la Scozia non sarà ancora indipendente. Ma che senso avrebbe eleggere dei deputati scozzesi a Londra per poi vederli decadere il 24 marzo 2016? Oltretutto, storicamente, in Scozia la gran parte degli eletti è laburista. È possibile che il Labour vinca le prossime elezioni britanniche, ma senza i seggi scozzesi è quasi impossibile che Ed Miliband abbia una maggioranza in parlamento. Sarebbe davvero anomalo, per Londra, veder cambiare la maggioranza tre volte di fila in meno di un anno: liberal-conservatrice, laburista, poi chissà. È possibile, allora, che il voto venga anticipato o posticipato. Il secondo caso si è già verificato durante la seconda guerra mondiale: in quell’occasione si formò un governo di unità nazionale per gestire il paese in vista del ritorno alle urne.
Nell'anno 2000, quando ho fatto un viaggio in Gran Bretagna, sono stata anche in Scozia. La sottostante foto è stata fatta davanti al Castello di Edimburgo.
Avemmo la sorpresa di vederci rifilare una moneta diversa dalla Lira Sterlina che avevamo usato a Londra e a Manchester: la Lira Sterlina scozzese... Al momento di partire abbiamo voluto cambiare tale strana valuta in Lire Sterline normali; ebbene, nella Banca di Edimburgo dove ci eravamo recati, abbiamo incontrato delle resistenze: per loro quella valuta avremmo potuto cambiarla ovunque e sarebbe stata accettata ovunque, dunque..
Ma non ci hanno convinto né punto né poco e abbiamo tenuto duro pretendendo il cambio in Lire Sterline senza simboli scozzesi.
Toccammo quindi con mano fino a che punto la Scozia volesse e sentisse il distacco dalla Gran Bretagna: una moneta loro per noi fu una sorpresa. Oggi, 14 anni dopo, prevedo che il referendum sarà favorevole alla secessione.



lunedì 8 settembre 2014

"Monnezza" a Rocca Priora, plauso a Sabaudia

Chi segue questo blog sa che sono iscritta a Legambiente e che nel mio piccolo faccio anche qualcosa per difendere l'Ambiente dalla inciviltà dilagante. Ho dunque accolto con partecipazione e spirito collaborativo l'introduzione anche nel mio comune di residenza del sistema della raccolta differenziata.
Avevo l'esperienza del comune di Sabaudia che già la attua da qualche anno con successo ed efficienza tramite la Ditta Sangalli e sono a questo punto indignata per quel che accade invece a Rocca Priora.
Ho già scritto dei post in precedenza documentando la mancata ma strombazzata consegna del set di bidoni per effettuare tale raccolta: dovevano essere consegnati entro il 30 giugno 2014 "a domicilio", data della pubblicizzata partenza del servizio, noi abbiamo dovuto andare a prenderli un poco per volta, perché li avevano finiti, presso il centro di raccolta: l'ultimo, quello per l'indifferenziato, mio marito l'ha ritirato pochi giorni fa dopo reiterati tentativi. Andare più volte in paese per ritirare ciò che falsamente, per quanto ci riguarda, è stato dichiarato pubblicamente dai responsabili del comune e dagli incaricati della ditta Sarim come consegnato a domicilio, ci è costato tempo e soldi di carburante, come ci sono costate soldi le telefonate al cellulare del povero Dott. Angelo, incaricato responsabile della Sarim per questo comune, per segnalargli i disservizi, dato che né il numero verde né le telefonate e le e-mail al comune hanno sortito alcun effetto.

L'ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato questa mattina. Mentre aspettavo che venisse su il caffè mi sono messa a pulire i bidoni della differenziata che ieri sera, di ritorno da Sabaudia, avevamo ritirato e messo dentro il nostro giardino.
Prima di partire avevamo lasciato fuori il marrone per l'organico e il bianco per la carta.
Ho aperto il bianco e vi ho trovato dei residui di carta che, forse a causa della pioggia, ormai galleggiavano. Seccata per lo svuotamento non certo accurato, sono stata costretta a prendere la carta bagnata con le mani, poi ho potuto lavare con il tubo per l'annaffiamento tutto il bidone.
Ma la sorpresa per il bidone dell'organico è stata di molto peggiore: dentro c'era ancora il sacchetto con tutti i rifiuti ormai oltremodo maleodoranti avendoli lasciati lì da giovedì passato!!
Una notizia sul numero verde 800 050 042: sul dépliant distribuito a tutti gli abitanti di Rocca Priora, paganti la TARI come me, ma anche NON PAGANTI o paganti senza verifiche da parte del comune del numero REALE  degli abitanti e dei metri quadrati delle abitazioni (l'abusivismo edilizio in questo comune impera), c'è scritto un orario, dal lunedì al sabato dalle h. 8:30 alle h. 12:30.
Fiduciosa ho chiamato alle h. 8:50 ma, dopo l'opzione 1, la 2 e la 3, che poco riguardano l'utenza, il disco dice di attendere un operatore che però non arriva. Per questo, per segnalare il problema, ho dovuto spendere soldi per due chiamate sul cellulare del gentile Dott. Angelo.
Alle h. 10:20, per non scrivere cose inesatte, ho voluto verificare se il numero verde è realmente attivo per l'utenza e, dopo una breve attesa, ha risposto una gentile signora che si è stupita che l'orario sul dépliant sia h. 8:30, essendo in realtà h. 9:00!!
La comunicazione in questi casi, come in molti altri, è molto importante, dunque non è cosa da poco scrivere un orario per un altro.
La signora mi ha pregato di scrivere che, comunque, loro si trovano nella necessità di dover rispondere anche oltre l'orario finale delle h. 12:30 e di ascoltare dall'utenza le proteste più astruse! Sfoghi veri e propri! Ho chiesto se si riferiva specificatamente al comune di Rocca Priora, dato che Sarim serve anche altri comuni, e la signora ha precisato che si riferiva all'utenza di Rocca Priora.
Ora, la gente ha mille difetti, ma se ci sono tante proteste forse il comune e la Sarim dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Nell'ultima riga si legge il numero verde e l'orario dalle h: 8:30.
Sopra, a penna, la mia correzione dopo l'informazione della signora che ha risposto alle h. 10:20 di oggi. 
Nel dépliant "informativo" questo non è l'unico errore: in alto hanno scritto Calendario dei Giorni di Ritiro invece i giorni scritti si riferiscono ai Giorni di Conferimento: ad esempio il martedì, il giovedì e la domenica NON sono i giorni di ritiro, bensì i giorni in cui bisogna mettere i rifiuti organici fuori per il ritiro che avverrà solo l'indomani!

giovedì 4 settembre 2014

Ho interpretato bene il Corano dunque...

Da: Libero.it

La famiglia del giornalista decapitato sfida gli jihadisti: "Allah vi schifa. Guai a voi"



La famiglia del giornalista statunitense Steven Sotloff, secondo americano decapitato dal gruppo jihadista Stato Islamico Is, ha reso omaggio allo sventurato giovane ricordando che era è «un animo gentile» e che «voleva dar voce a chi non ce l’aveva»; ma con una mossa a sorpresa, un’assoluta novità tra chi ha perso un familiare vittima del terrorismo islamico, ha anche sfidato il capo del gruppo a un dibattito sui precetti del libro sacro dell’Islam, il Corano.  «Steve è morto da martire nel nome di Allah»: a parlare dinanzi alla residenza della famiglia è stato un amico del giornalista, Barak Barfi, specialista del mondo islamico e che si è espresso anche in arabo. Barfi ha descritto l carattere profondamente americano del giovane (amava il ’junk food’, il cibo spazzatura, la serie tv South Park, parlava con il padre di golf), ma ha raccontato anche che il giornalista era diviso tra due mondi e che il mondo arabo lo attirava. La sua preoccupazione, ha proseguito, «era quella di aiutare la gente» in quella zona del pianeta dove «era apprezzato da tutti». La famiglia ha la certezza, ha raccontato ancora Barfi, che il 31enne freelance «aiutava persino la popolazione comprando medicine e dando consigli ai piccoli imprenditori della zona».
Poi Barfi, specialista del mondo arabo presso la New America Foundation, si è rivolto direttamente ad Abu Bakr al-Baghdadi, il ’califfo' dello Stato Islamico: «Guai a voi. Se il mese del Ramadan è quello della misericordia e del perdono, dov’è la vostra misericordia? Allah non ama l’aggressore e sono pronto a discuterne con voi. Ma non con la sciabola in mano: sono pronto a confutare le vostre risposte».
Penso che questi terroristi che invocano Allah non siano diversi dai mafiosi che trucidano il prossimo ma si dicono credenti in Dio.. Tanto che ci tengono che la processione con i santi e le madonne gli passi sotto casa.
Purtroppo per me e per loro fortuna il Creatore, comunque lo si voglia chiamare, non è una entità che ha a che fare con l'uomo più di quanto abbia a che fare con un fiore o con una stella... altrimenti questi assassini li fulminerebbe. 

Storie dal Paese di Babiloburo - Una storia folle.. e un po' disonesta

Storie dal Paese di Babiloburo

Una storia folle.. e un po' disonesta.


Babiloburo è un Paese che è stato chiamato così giacché è governato da una Babilonia Burocratica costituita da burocrati inamovibili, impunibili, insensati, che applicano regole contraddittorie, irrazionali in modo perentorio a cui tutto il popolo deve attenersi, sballottato da un ufficio all'altro, da un burocrate all'altro. I babiloburi escono di casa con il cuore stretto dalla più assoluta incertezza quando debbono affrontare una qualsivoglia pratica che regola la loro vita. Spesso i babiloburi non hanno un lavoro, oppure ce l'hanno ma il futuro è incerto, potrebbero essere licenziati, sono per questo sfruttati, lavorano anche 14, 15, 16 ore al giorno! Mentre i burocrati che comandano l'organizzazione della vita del Paese lavorano solo in alcune ore, in alcuni casi non più di 36 ore settimanali, e il loro lavoro è garantito per tutta la vita.
Questo rende i burocrati di Babiloburo potentissimi e neppure il sistema politico riesce a toccarli.
Un babiloburo nacque con un occhio in cui vedeva meno dell'altro. Voleva guidare l'automobile e le regole per averla erano rigide e precise: una Commissione Medica della Provincia decideva se poteva guidare o no. Ma questo lo seppe solo dopo che, iscrittosi presso un'autoscuola, passò regolarmente l'esame e, quando andò per ritirare la patente si sentì dire: "Noi non possiamo fare l'esame ai minorati." La segretaria che aveva pronunciato questa frase con un sorriso maligno e soddisfatto era una racchia che aveva dimostrato fin dal primo momento la sua ostilità al povero "minorato" che, a dispetto dell'occhio un poco orbo, era un gran bel ragazzo. 
Di diverso atteggiamento fu il proprietario dell'autoscuola il quale, preoccupatissimo di azioni legali da parte del babiloburo quasi orbo, si scusò:
"Non sapevamo nulla di questa circolare che è uscita pochi mesi fa dal Ministero dei Trasporti! Prima bastava la visita del nostro medico oculista che viene presso l'autoscuola e che ha visitato anche lei... Il geometra della motorizzazione con cui lei e gli altri hanno fatto l'esame di guida mi ha detto: "Ma cosa mi avete fatto fare! Questo è considerato un monocolo, e non può passare l'esame presso un'autoscuola, deve farlo presso la Motorizzazione civile!" Le assicuro che provvederò di persona per l'esame che lei dovrà rifare presso la Motorizzazione. Conosco gente ovviamente lì... Ho già parlato con un ingegnere di quegli uffici, gli ho spiegato la situazione, lei ha già superato l'esame teorico e pratico... L'accompagnerò io stesso il giorno che dovrà ripeterlo: sarà solo un proforma."
Il ragazzo era giovane e non sfruttò la situazione per chiedere i danni allo smarrito proprietario dell'autoscuola, né volle vendicarsi dell'incauta e meschina segretaria incolore facendola licenziare lamentandosi del suo comportamento, anche se, vista la situazione di imbarazzo in cui si era trovato il suo datore di lavoro nei confronti del ragazzo "monocolo", sicuramente l'avrebbe fatto qualora egli gli avesse presentato delle rimostranze. 

Ebbe la sua patente con scadenza ogni 5 anni e revisione presso una delle rare Commissioni Mediche Provinciali della sua città. 
Tutto andò liscio per diversi lustri, finché un giorno, ormai anziano e con qualche problema blando di ipertensione controllata da una pasticchetta quotidiana, si sentì dire da un certo Dott. Maurizio, Presidente della Commissione Medica che lo stava esaminando, che lui doveva ripresentarsi da lì ad un anno, ora la patente non poteva essere rinnovata. La Commissione era composta da tre elementi, ed uno di questi era un oculista il quale aveva appena detto che la sua vista non aveva subito cambiamenti e che per lui andava tutto bene. L'oculista dunque guardò sorpreso ed imbarazzato il Presidente: stava sconfessando il suo responso professionale. Ma il corpulento Dott. Maurizio fu inflessibile. "Ma cosa dovrebbe cambiare in un anno alla mia vista?" Chiese razionalmente il "monocolo ai fini della guida". "La mia vista non migliorerà di certo rispetto ad ora." Non se ne fece niente. Davanti all'imbarazzatissimo oculista il Presidente scrisse che l'esaminando non era adatto alla guida in quanto anche cardiopatico!
"Ma io non sono cardiopatico!" Disse il bocciato facendo gli scongiuri. "Ho un poco di ipertensione come tutti quelli della mia età, che controllo benissimo con una pasticchetta quotidiana, che potrei anche evitare, mi ha detto il mio medico di base, se mangiassi di meno e camminassi un po' di più!" Ma quello fu sordo ad ogni logica anche documentale e scrisse che l'esaminando doveva ripresentarsi fra un anno: per un anno non avrebbe potuto guidare l'automobile che sarebbe rimasta ferma a prendere polvere.
Tutti i familiari e gli amici del babiloburo  "monocolo ai fini della guida" furono meravigliati da tanta insensata certificazione.
"Ma io lo denuncio a questo!" Disse infuriato il bocciato per motivi medici al rinnovo della patente. "Come si permette di scrivere che io sono cardiopatico se non è vero! Lo denuncio perché ha certificato il falso e posso dimostrarlo con esami medici!"
Lesse tutte le regole e cominciò a scrivere un ricorso. Ma sua moglie, un poco paurosa, gli propose di farsi assistere da un avvocato.
Andò da un giovane avvocato che aveva uno studio in centro. Questi gli propose il parere di una consulente: una giovane medico legale. Certo costava: Lire 250.000.
La consulente, dandosi molte arie, disse varie cose molto ovvie, del tipo "la patologia degli occhi era assolutamente uguale a trenta anni prima, lui non era cardiopatico, dunque il ricorso era d'obbligo!
"E grazie al cavolo! Lo sapevo!" Pensò il "monocolo ai fini della guida", ma non lo disse per educazione. L'avvocato disse che avrebbe incaricato una giovane avvocatessa del suo studio di redigere il ricorso e che l'avrebbe contattato per la firma. Il povero bocciato si raccomandò sulla data di scadenza della presentazione di tale ricorso che egli, che si era letto tutte le regole, sapeva essere di 60 giorni.
L'ultimo giorno prima della scadenza, mentre si stava distendendo ascoltando un concerto di musica classica in un auditorium con sua moglie, arrivò una concitata telefonata sul suo cellulare in cui l'avvocatessa incaricata di scrivere il ricorso lo pregava di inviarle quello che aveva già scritto lui "perché domani è l'ultimo giorno"!!
Si precipitò a casa e inviò sia per e-mail sia per fax quanto da lui redatto quasi 60 giorni prima, ma che non aveva spedito per incertezza e si era affidato a degli "esperti"!!
Iniziò a quel punto un fitto scambio fra lui e l'avvocatessa che gli rispediva il suo ricorso messo in "linguaggio più legale" con errori, anche di sintassi, fatti dalla giovane legale che lui le correggeva rispedendole il tutto. Dopo almeno tre andirivieni,  in cui l'avvocatessa dimostrava sempre più il suo nervosismo pasticciando anche i fatti esposti che l'interessato le riprecisava correggendola, finalmente ella gli disse di andare l'indomani presso lo studio per la firma e lei avrebbe fatto la raccomandata subito!
Il poveretto commentò con sua moglie che quella non aveva fatto che prendere il suo ricorso e riscriverlo sulla carta intestata dello Studio Legale e per fare questo l'aveva dovuta correggere ben tre volte!
L'indomani. quando si presentò in studio dopo un viaggio di un'ora, l'avvocatessa si sfogò parlandogli male della giovane medico legale, dicendo che era una presuntuosa a cui l'avvocato titolare dava un'eccessiva importanza, non si sa perché. Il bocciato capì di essersi messo nelle mani di velleitari incompetenti e di aver perso tempo e soldi inutilmente. La raccomandata partì a spese dello studio ma avrebbe potuto farla benissimo lui molto tempo prima senza affanno dell'ultimo giorno. 
Capitò che, davanti alla sede di un'autoscuola che aveva anche l'abilitazione per il pagamento della tassa sull'automobile, incontrasse un signore dagli occhi celesti, molto belli, che di mestiere faceva l'istruttore di guida. Parlando casualmente raccontò le sue vicissitudini: l'uomo dallo sguardo profondo come il cielo restò un poco pensoso, poi suggerì di prenotarsi presso un'altra Commissione Medica indicandone la sede.
"Come? Ne esiste più di una?" Chiese meravigliato.
"Ne esistono tre nella nostra città. - Rispose serio e pacato l'istruttore. - Quella dove ha passato la visita lei è nota per dare problemi."
"Ma io l'ho passata sempre lì la visita, ogni 5 anni, tanto è vero che non sapevo ve ne fossero altre.. E non ho avuto mai problemi."
"Cambiano i componenti, - disse l'uomo con serena filosofia - e da un po' di tempo in quella Commissione la cose vanno così."
Tempo dopo il "monocolo ai fini della guida" lesse sul giornale che qualcuno di quella Commissione era stato arrestato: sembra che bocciassero la gente poi, attraverso impiegati compiacenti che svolgevano la parte amministrativa della pratica di rinnovo, alle domande dei bocciati più sprovveduti che chiedevano ora cosa dovevano fare, si faceva capire che ungendo un po' forse si poteva fare qualcosa per non stare un anno o due, a seconda dei casi, senza poter guidare.
Il bocciato si ricordò allora dello strano nervosismo pieno di imbarazzo che serpeggiava presso le due stanzette in cui era ubicato l'ufficio amministrativo di supporto alla Commissione Medica e pensò che ogni cosa avvertita come strana ha anche una spiegazione anomala. 
Seguì il suggerimento dell'istruttore dal bello sguardo che si rivelò prezioso: la Commissione Medica a cui lo aveva indirizzato trovò il suo stato fisico meritevole di rinnovo di patente.
L'uomo si chiese come questo potesse essere possibile: che a distanza di due mesi due Commissioni Mediche dello Stato di Babiloburo si pronunciassero in maniera diametralmente opposta su dati medici inconfutabili e non soggetti ad interpretazione.
Avvenne che il titolare dello Studio gli chiedesse Lire 500.000 per il "servizio" reso dal suo studio.
L'uomo gli disse per filo e per segno come erano andate le cose, comprese le esternazioni della avvocatessa pasticciona sulla giovane medico legale. Quello si sorprese dicendo che "era impossibile che nel suo studio due giovani collaboratrici dicessero male l'una dell'altra".
"E che secondo lei me lo sto inventando? La sua medico legale ha detto cose ovvie, mi avete fatto perdere due mesi senza ragione per scrivere poi all'ultimo minuto quello che avevo scritto io: prova ne è il mio testo che l'avvocatessa ha voluto che le inviassi e le correzioni che ho dovuto farle per tre volte. Ci sono le e-mail ed i fax a prova di ciò! E lei ha il coraggio di chiedermi  dei soldi oltre quelli già pagati alla sua inutile medico legale? Ma lo sa che la sua nervosissima avvocatessa, che tanto mi ha fatto penare, ha inviato la raccomandata senza apporre la marca da bollo sul ricorso? Lo sa che in conseguenza di ciò mi è arrivata una multa dall'Agenzia delle Entrate che ho dovuto pagare?!"
Il giovane legale tentò di mostrarsi scandalizzato dalla reazione del suo sfortunato cliente ma desistette dal chiedere la parcella. 
Cinque anni dopo il nostro vecchio ragazzo tornò nella Commissione che l'aveva promosso 5 anni prima sereno. Si era dovuto prenotare con largo anticipo a nessuno allo sportello amministrativo aveva avuto nulla da obiettare.
Il giorno della visita venne anche sua moglie giacché, nel malaugurato caso ci fossero stati problemi, lui non avrebbe potuto guidare per tornare a casa. Ma era speranzoso che non ce ne sarebbero stati dato che la sua vista, controllata da un oculista di un Ospedale Statale appena due mesi prima, era perfettamente uguale a quando aveva 20 anni.
Mentre erano in attesa con tanti altri nella spoglia saletta d'aspetto dell'ambulatorio statale dove la Commissione Medica si riuniva, l'uomo si sentiva fortunato. C'erano sordomuti che avevano imparato a parlare grazie alle giuste terapie ma si riconoscevano dal suono strano delle loro parole, c'erano persone con infermità alle gambe o alle braccia... Ad un certo punto uscì un giovane impiegato il quale proclamò: "Questa è l'ultima volta che chi ha problemi alla vista dovrà sottoporsi alla visita della Commissione Medica: la legge è cambiata e da ora in poi basterà la visita dell'oculista presso una qualsiasi autoscuola."
Qualcuno che rientrava nella categoria visiva fece delle domande e quello ripeté precisando: "Se ha solo patologie della vista, se ne ha in aggiunta altre allora deve venire sempre presso la Commissione." 
Il nostro babiloburo, cittadino di Babilonia-Burocrazia chiamata Babiloburo, passò la visita leggendo il tabellone fino alle lettere piccole ma il Presidente della Commissione Medica gli sorrise e gli disse: "Lei è un monocolo: ci deve portare l'esame del campo visivo, poi le daremo il certificato per il rinnovo della patente."
Deluso e preoccupato il cittadino del burocratico Paese pensò a come poter fare tale esame prima possibile. Sapeva di non poterlo fare in una struttura privata, anche pagando, giacché il Presidente aveva aggiunto che doveva essere rilasciato rigorosamente da Struttura Pubblica. Chiese al Servizio Sanitario Centralizzato di prenotargli una visita in una qualsivoglia struttura nella Regione: era disposto anche a fare qualche centinaio di chilometri per avere l'esame prima possibile. Ma la data più vicina era da lì a tre mesi! Si risolse a chiedere una cortesia ad un parente, medico in un grande Ospedale Statale.  Molti cittadini di Babiloburo, disperati, cercavano vie traverse, scorciatoie, per risolvere i mostruosi problemi che la macchina burocratica che governava tutto frapponeva allo scorrere normale della loro vita!
Ottenne l'esame. L'Ortottista gli disse che aveva una vista ottima, abbastanza buona anche nell'occhio considerato monocolo ai fini della guida. 
Tornò nell'ambulatorio nei giorni e nelle ore in cui gli impiegati lavoravano, rigorosamente ristretti, e consegnò il certificato. Chiese quando poteva sperare che fosse pronto il certificato della Commissione, glielo dissero e nel giorno e nell'ora fissati andò a ritirarlo.
L'impiegato cercò e cercò la sua pratica, gli richiese in che giorno aveva passata la visita e lui rispiegò tutto, anche se l'impiegato era lo stesso che aveva incontrato le volte precedenti: ma certo chissà quanta gente vedeva e non poteva ricordarsi di tutti!
Alla fine la trovò e disse con aria contrita che non era risultato idoneo. 
"Ma come è possibile?" Chiese esterrefatto. 
"Non lo so, - fece l'impiegato con un forte accento dialettale e l'aria dispiaciuta - se vuole può tornare venerdì prossimo pomeriggio dalle h. 15:00, aspetta, e prova a parlare con la Commissione.."
"Ma hanno le visite prenotate da fare.. Chissà quanto c'è da aspettare..."
"Può provare... Magari alla fine, prima che vanno via alle h. 19:30.. Ma lei ha qualche patologia oltre la vista? Che so.. scusi sa.. non è per impicciarmi.. ma forse lei ha un poco di pressione alta?"
"Quello che ho è controllato dal farmaco. L'ho dichiarato nell'autocertificazione come richiesto.."
"Aspetti.. leggo cosa hanno scritto.. No, loro scrivono che il campo visivo non è perfetto perché la legge richiede 120° e ci sono 10° in meno.."
"Allora è inutile che venga  a parlare.. Ma l'Ortottista aveva i gradi richiesti per legge, io le ho portato il foglio con la richiesta della Commissione.. A sinistra l'occhio non può andare oltre quei gradi perché, mi ha spiegato la dottoressa Ortottista, incontra la gobba del naso.. Non so."
"Lo vuole il certificato? Se non lo ritira io le restituisco la marca da bollo e l'attestazione del pagamento che lei ha fatto per la Motorizzazione.."
"Che cosa ci faccio con il certificato.. Lei la volta scorsa mi aveva detto che con esso, applicata la marca da bollo, dovevo andare alla Motorizzazione con la ricevuta di pagamento e mi avrebbero rinnovato la patente. Ma così... Se nel certificato la Commissione ha scritto che non sono idoneo..."
"Hanno scritto che può ripresentarsi fra sei mesi..." Concluse l'impiegato con il suo vocione dalla accentuata calata dialettale e con aria contrita.
Giunto a casa il protagonista della nostra storia si mise al computer e fece una ricerca scoprendo che il Parlamento della Federazione di Stati di cui Babiloburo faceva parte aveva emesso da 5 anni una Direttiva a cui, per Statuto della Federazione, tutti gli Stati Membri dovevano uniformarsi entro 2 anni. Tale Direttiva stabiliva che i soggetti con soli problemi visivi, compresi i monocoli anche totali (e lui non lo era), non dovevano più passare visita presso le Commissioni Mediche preposte per le minorazioni fisiche, bastando un semplice oculista abilitato presso le Autoscuole.
Il nostro tartassato trasalì: dunque è per questo che l'impiegato il giorno che aveva passato la visita era uscito dicendo che "da ora in poi..." Ma se erano passati 3 anni da quando la Direttiva doveva essere applicata! Fece un'ulteriore ricerca e scoprì un Decreto Legge che era stato fatto dal Ministero dei Trasporti tre anni prima per attuare proprio tale Direttiva! 
Ma allora perché l'impiegata dello sportello che gli aveva fatto riempire il modulo per la prenotazione della visita presso la Commissione Medica non gli aveva detto nulla?
Perché gli aveva rilasciato solo un foglio spiegandogli che con quello, portandolo a vidimare alla Motorizzazione, avrebbe potuto guidare fino alla data della fatidica visita, che sarebbe avvenuta solo qualche mese dopo, dato che la Commissione era piena di appuntamenti?! 
In conseguenza di ciò il tartassato era dovuto andare due volte alla Motorizzazione in quanto anche lì volevano una marca da bollo e nessuno glielo aveva detto!
Perché, infine, la Commissione lo aveva sottoposto a visita chiedendogli anche l'esame del campo visivo se da tre anni un Decreto legge stabiliva che non poteva più farlo a persone portatrici di soli problemi visivi?
Mistero Babiloburo!!!
La nostra storia finisce bene dopo tante pene, giri, tempo e soldi spesi.
Il nostro protagonista si è recato in un'Autoscuola di fresca apertura, ha ripetuto la visita con un oculista abilitato presso di essa ed ora ha la patente rinnovata per altri 5 anni!
Ah! Pensate i casi della vita: ha avuto la sorpresa di rincontrare l'istruttore dallo sguardo profondo e azzurro che gli dette un buon consiglio, egli è il gestore dell'Autoscuola. 






mercoledì 3 settembre 2014

AAEG Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico

alessandro bacco


vi invio il verbale conferenza dei sindaci del 10 luglio. non sapevo neanche che fosse stata convocata...

udite udite: il giorno 10 luglio la conferenza dei sindaci, su proposta di acea ato2, e sotto supervisione e controllo dell'AAEG, pena sanzioni dell'autorità stessa per il mancato rispetto dei termini, ha approvato e ratificato a due giorni dalla scadenza il periodo di regolazione tariffario per le annualità 2014-2015, che prevede un aumento della tariffa idrica pari al 9% sia per il 2014 che per il 2015 in cui sono inglobati i conguagli tariffari per il 2012-2013 in base alla delibera AAEG per la composizione del nuovo metodo tariffario idrico. Per vedere i documenti completi della conferenza e i relativo allegati, andate sul sito della segreteria tecnico operativa http://www.ato2roma.it/index.html, andate sulla casella password e scrivete aniovetus 
accederete alla sezione riservata esclusivamente ai sindaci. Scaricate studiate e diffondete.

Ho appena ricevuto questa e-mail dal Referente per il Comune di Rocca Priora dei Comitati per l'Acqua Pubblica.
Per chi vuole approfondire questa "bella notizia" Alessandro ha inviato il link e la password.

Commento mio: l'AAEG non garantisce affatto il cittadino utente, l'ho sperimentato di persona per un abuso subito dall'ENEL di cui ho parlato in precedenti post.

martedì 2 settembre 2014

Burocrati e burocrazia

Dal blog di Antonio Di Pietro: 


Ebbene, pure le pietre sanno che gli amministratori pubblici (politici e funzionari che siano) non chiedono denaro puntando addosso alle loro vittime una pistola o minacciandoli di incendiare la loro casa (come invece avviene per il reato di estorsione da parte della criminalità comune) ma semplicemente non dando seguito alla "pratica" richiesta, frapponendo mille ostacoli burocratici, fischiettando e girandosi dall'altra parte ad ogni istanza, facendo finta di non capire e così via... 
Antonio Di Pietro


Pure le pietre sanno...
E come fa il cittadino a distinguere quando il burocrate vuole i soldi (corruzione per induzione) e quando invece è solo un infingardo, incapace, meschino che vuole imporre il suo piccolo potere frapponendo ostacoli?
Eh sì, perché noi cittadini onesti viviamo male ogni pratica che dobbiamo affrontare tanto che ci meravigliamo quando eccezionalmente non ci sono ostacoli!!
E' la summa di regole ad interpretazione che consente questo fenomeno che è una delle cause maggiori di danno all'economia?
Oppure è il posto a vita che ricoprono indegnamente i burocrati che creano ostacoli?
Forse se avessero un contratto come nel privato sarebbe diverso?
Di certo anche il nostro giovane e pieno di energia Presidente del Consiglio ha dichiarato che vuole fare la guerra alla burocrazia: spero, sogno, desidero che ci  riesca!
Ma si vede quanti sono gli ostacoli che il sistema paludoso gli frappone...
Nel mio piccolo mi rifiuto categoricamente di cercare "la conoscenza", di fare "il regalino", per avere i miei diritti.
Studio bene le leggi che regolano certe pratiche amministrative, poi se sono nel mio diritto lo perseguo fino in fondo.
Ci vogliono tempo, soldi e per questo chi impantana le pratiche sa che la gente spesso desiste, stremata dalla vita quotidiana che ruba tutto il suo tempo per portare a casa di che vivere... Poi alcuni desistono anche per stanchezza psicologica... Io sono tenace e il senso del diritto è in me così forte che combatto allo stremo per ottenere quello che è giusto.
Su questo blog, sotto l'etichetta Tasse e Cittadino, Servizi e Cittadino, ho pubblicato diverse di queste vicissitudini nelle quali mi sono imbattuta e che ho combattuto. Comunque, anche se non sono sempre riuscita ad affermare il mio diritto, ho denunciato la stortura e l'abuso.
Trenitalia, Telecom, ENEL, ACEA, la Regione Lazio e i Comuni dove ho delle proprietà, tutti, nelle persone dei loro dipendenti che dovevano applicare leggi e regole, hanno mostrato inaccettabili lungaggini, ingiusto modo di agire fino a ledere il diritto del cittadino senza che nessuno pagasse e ne rispondesse, nonostante la regola che doveva cambiare le cose, introdotta da qualche anno, della Responsabilità del Procedimento Amministrativo.


venerdì 29 agosto 2014

ALCOA: una storia di masochismo tipicamente italiano

Da: Il Fatto Quotidiano

Alcoa, multinazionale americana: “Chiuso definitivamente impianto di Portovesme”

Lo stabilimento del Sulcis per la lavorazione dell'alluminio era fermo dal novembre 2012. "Le ragioni di fondo che non lo rendevano competitivo non sono cambiate". Cgil: "L'importante è mantenere in efficienza gli impianti e trovare un compratore". Solo a luglio i sindacati avevano avuto conferma che la multinazionale svizzera Glencore era interessata all'acquisizione


L’impianto di Portovesme, fermo dal novembre 2012, chiude definitivamente. La conferma arriva dalla multinazionale dell’alluminio americana Alcoa. “Le ragioni di fondo che rendevano Portovesme non competitivo sfortunatamente non sono cambiate”, scrive in una nota Bob Wilt, presidente di Alcoa Primary Products. “La chiusura ridurrà la capacità produttiva complessiva di Alcoa di 150.000 tonnellate a 3,6 milioni tonnellate annue. L’interruzione della produzione era stata decisa nel 2012 per gli elevati costi di produzione, tra i più alti negli smelter di Alcoa, e le limitate prospettive di competitività dell’impianto”. Nel gennaio scorso il ministero del Lavoro aveva prolungato di un altro anno la cassa integrazione per i lavoratori dello stabilimento dove si lavorava l’acciaio primario. E solo a fine luglio, dopo una riunione al ministero dello Sviluppo, i sindacati avevano confermato che il colosso svizzero delle materie prime Glencore era interessato ad acquisirlo.
Nella nota il gruppo assicura: “Continueremo a rispettare gli impegni assunti con i nostri dipendenti e con gli stakeholder agendo in buona fede come abbiamo sempre fatto”. L’azienda, “come da impegni presi con governo e sindacati”, ha predisposto per i dipendenti “un programma di sostegno finanziario e sociale comprensivo di servizi per l’outplacement e la ricerca di una nuova occupazione. La chiusura di Portovesme – sottolinea il gruppo – è coerente con la strategia di Alcoa di creare un business nelle commodity competitivo a livello globale e con l’obiettivo di migliorare il proprio posizionamento sulla curva del costo mondiale di produzione dell’alluminio”. La nota dell’azienda americana spiega infine che “gli oneri complessivi per le ristrutturazioni, che saranno registrati nel terzo trimestre 2014 a seguito della chiusura, si attesteranno tra 170 e 180 milioni di dollari al netto delle imposte, o tra circa 0,14 e 0,15 dollari per azione, di cui circa il 60% non-cash”. 
La Cgil replica definendo l’annuncio “un disco rotto“, perché “l’azienda va avanti con queste dichiarazioni da ormai 3 anni”. Il segretario della Cgil Sardegna, Michele Carrus, sottolinea parlando all’Adnkronos che “quello che importa è che l’azienda confermi l’impegno a mantenere in efficienza gli impianti e facilitare la cessione ad altri operatori che possano rilevare e mantenere in funzione” la struttura. E chiede quindi un “impegno, alla regione e al governo, per trovare un acquirente interessato allo stabilimento”. In caso contrario, visto che la fabbrica di Portovesme produce alluminio primario “saremo costretti a importare non solo il prodotto finale, ma anche quello intermedio”, utilizzato da “tanta parte delle nostre attività manifatturiere”. “Noi non ci rassegniamo, per Alcoa sarà difficile portare via gli impianti, non lo permetteremo”, annuncia un altro sindacalista della confederazione di Susanna Camusso, Roberto Puddu, segretario della provincia del Sulcis e di Iglesias. Per questo dall’inizio di agosto c’è un presidio a fianco del cancello dell’impianto di Portovesme. A metà settembre Alcoa, per chiudere l’impianto a fine anno, dovrà avviare la procedura di mobilità. Prima di allora, chiede Puddu, “Renzi e Delrio devono battere un bel colpo, perché dal Mise (ministero dello Sviluppo economico, ndr) non vediamo l’autorevolezza necessaria”. “Serve il peso della presidenza del Consiglio, prima chiamino la Glencore, poi l’Alcoa”. La vicenda coinvolge 450 addetti diretti più 350 degli appalti, ma in tutto le ricadute coinvolgono 3mila buste paga.
Francesco Pigliaru, presidente della Regione Sardegna, ha detto che l’annuncio “non ha alcuna conseguenza sulle trattative per la cessione dello stabilimento”. commenta la comunicazione della multinazionale statunitense Alcoa che adegua il proprio bilancio alla decisione, già resa pubblica nei mesi scorsi, di chiudere gli impianti di Portovesme. ”La stessa Alcoa, in una nota pubblicata sul sito Internet, sottolinea che saranno mantenuti tutti gli impegni presi con il governo, con la Regione Sardegna e i sindacati, e che la comunicazione relativa alla chiusura dello stabilimento era indispensabile ai fini contabili”.

Per produrre Alluminio serve Energia e l'Energia nel nostro Paese, a causa della scelta di non costruire Centrali Nucleari in assoluto, comporta costi così alti che il prodotto non è competitivo sul mercato.
Un peccato perdere la produzione dell'Alluminio in Italia.
La Dirigenza  della Alcoa aveva chiesto al Governo italiano uno sconto sul costo dell'Energia prodotta dall'ENEL: non gli è stato accordato. Preferiscono lasciare la gente senza lavoro e pagare la cassa integrazione. Gli analisti economici potrebbero fare due conti e vedere quanto ci costava accordare lo sconto e quanto ci costa la disoccupazione, la cassa integrazione e la perdita della produzione di Alluminio: un'industria strategicamente importante. Miopia economica? Chiediamo ad un esperto come funziona la produzione di Al:
D: Come mai produrre Alluminio comporta alti costi di Energia?
R: Perché l'alluminio si ottiene dall'elettrolisi del sale di allumina (Al2O3) fuso. Sia il riscaldamento fino a fusione del sale, sia la successiva elettrolisi richiedono elevatissime quantità di energia elettrica.
D: Cosa pensa della scelta di non produrre Energia mediante le centrali nucleari?
R: La risposta sta nel fatto che la maggioranza dei Paesi industrializzati ha scelto di averle. Riguardo poi ai pericoli instrinseci per una centrale nucleare va detto che moderne soluzioni azzerano quasi completamente eventi come quelli verificatesi a Chernobyl e a Fukushima. Un esempio può essere la piramide di materiale ceramico con il nocciolo fissile posizionato sul vertice che, per qualsiasi malfunzionamento, allontana in modo del tutto automatico e passivo le parti del nocciolo stesso spegnendolo automaticamente, senza bisogno di alcun sistema di controllo attivo.

D: Cosa comporta per l'Italia la perdita della produzione di un materiale strategico?
R: L'alluminio, dopo il ferro, è il materiale più usato nell'industria di una nazione moderna. Ad esempio l'industria aeronautica.

giovedì 28 agosto 2014

Renzi: la forza delle idee

Questo giovane uomo, intriso di valori cattolici, della sinistra cattolica, è l'ultima speranza per questa Italia depredata dai partiti, compreso il suo.
Avrei voluto che il mio ultimo voto politico, dato al Movimento 5 stelle nella sua interezza, avesse dato frutti collaborando con lui. Così non è e, soprattutto sulla Giustizia, Renzi ha dovuto scendere a patti con quei circa 10 milioni di italiani che hanno votato Berlusconi.
MATTEO RENZI CON MOGLIE E FIGLI

Chi critica ferocemente l'agire di Matteo Renzi non tiene conto di questa pragmatica realtà: il PdL era in calo finché Silvio Berlusconi non è "ridisceso in campo". I critici non ricordano o fingono di non ricordare che Berlusconi, dopo aver ceduto la campanella all'algido ed estremamente deludente "salvatore della patria" Mario Monti, aveva manifestato la volontà di cedere il passo ad altri nel suo partito, si era parlato addirittura di primarie... la Meloni ci aveva sperato.. Poi ci ha ripensato ed i sondaggi, in calo per quello schieramento politico, sono risaliti fino a portare al risultato già citato. Si sono staccati dei pezzi del partito, hanno adottato altre sigle, ma lo zoccolo duro è rimasto attaccato a Berlusconi.
Dunque è inutile nascondere la testa sotto la sabbia: ci sono circa 10 milioni di italiani che approvano lo stile di vita di Berlusconi e Matteo Renzi, da politico vero, ha dovuto tenere conto di questo se voleva FARE qualcosa in questo Paese dove si parla e basta.
Non approvo certo l'idea di Società di Silvio Berlusconi, al contrario ritengo che i reati non dovrebbero mai cadere in prescrizione, ritengo che i magistrati dovrebbero lavorare di più e meglio, essere sanzionati per i ritardi ed i rinvii dei processi, sia civili che penali, ritengo che le Forze dell'ordine debbano avere uomini e mezzi ed essere utilizzati al minimo indispensabile come scherani al servizio di figure politiche che, se vogliono, possono pagarsi i "gorilla" a spese proprie, visto quello che ci costano! Insomma Matteo Renzi ha tutta la mia comprensione perché ha dovuto "turarsi il naso", come da montanelliana memoria, per poter combinare qualcosa.
Qualcuno all'interno del M5S avrebbe voluto costruire qualcosa collaborando con Renzi, anche loro, dal loro punto di vista, "turandosi il naso" visto cosa è in gran parte il PD non renziano... Ma il creatore del Movimento non ha voluto. A mio avviso si è persa un'occasione e non so se potrò più votare per loro, anche alla luce del fatto che il rappresentante del Movimento che ho votato alla Regione Lazio ha dimostrato di essere solo un inutile velleitario.
Prossimamente scriverò una cronaca reale di ciò che avviene in Regione Lazio per quanto attiene la totale inefficienza della burocrazia, quella burocrazia a cui Renzi spera di fare la guerra, ma che è qualcosa di talmente strutturato che neppure la buona volontà dimostrata dall'Ufficio più vicino al Presidente della Regione Zingaretti riesce a cambiare, restituendo giustizia al cittadino, ridotto da questi burocrati a suddito per le loro lentezze ed inefficienze.

Renzi trova enormi difficoltà, ed era prevedibile che così fosse, ma ammiro la sua forza di volontà: la forza delle idee. Bisogna crederci, altrimenti siamo veramente perduti.
Le battaglie sono tante: all'interno un Paese da cambiare possibilmente in meglio, cambiando dall'alto, ma anche noi tutti, ciascuno con i propri compiti. La battaglia con i problemi esteri: primo fra tutti la vergognosa storia di due militari italiani detenuti senza prove e senza processo in India, con rinvii su rinvii e soldi italiani che sono stati pagati senza che ci fosse nemmeno la certezza che il reato sia stato commesso da Latorre e Girone, soldi che continuano ad essere versati "a garanzia della libertà vigilata" dei due fucilieri della Marina Militare Italiana. Non è diplomatico dirlo ma sembra un sequestro a scopo di estorsione.
Infine l'Europa: questo giovane che ci ha ridato speranza ci crede, vuole crederci, nonostante gli egoismi non nobili di certi Paesi. Certo, conviene a tutti stare uniti, il progetto Europa non deve essere abbandonato ma perseguito con ostinazione, migliorato, lottando con pazienza contro le chiusure e gli egoismi. Il problema più cocente è questo dell'Africa che preme soprattutto sull'Italia. E' vergognoso che ci siano paesi europei che ritengano che questi italici confini dell'Europa Unita siano solo un nostro problema. Si nascondono dietro al fatto che l'organismo creato per la difesa dei confini europei, Frontex, non ha fondi a sufficienza, né uomini e mezzi... Gli italiani sborsano 9 milioni di euro al mese e l'Europa ci rifonde 9 milioni l'anno.. Ebbene, a questo punto la proposta che potrebbe essere legittima è: dai soldi, tantissimi, che l'Italia versa annualmente alle casse europee detraiamo i milioni di euro che ci servono per salvare le vite umane che, dalle coste africane, si riversano verso il confine costituito dal Paese Europeo Italia!