venerdì 12 settembre 2014

L'Orsa e i suoi cuccioli

Da: Il Fatto Quotidiano


Daniza, morta l’orsa del Trentino. “Non è sopravvissuta alla narcosi”

Dalla Provincia fanno sapere che l'animale è stato narcotizzato, insieme a uno dei suoi cuccioli, ma non è sopravvissuto. L'esemplare di 19 anni verrà sottoposto ad autopsia, mentre del fatto sono stati avvertiti anche il ministero dell'Ambiente, l'Ispra e l'autorità giudiziaria. In agosto, dopo che l'orso aveva aggredito un cercatore di funghi, le istituzioni avevano assicurato: "Non verrà abbattuta, ma solo catturata". M5S e Brambilla: "Presidente della Provincia si dimetta". Verdi: "Schifo e vergogna"


È morta l’orsa Daniza, l’animale che la Guardia Forestale stava cercando dopo che, a Ferragosto, aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo, in Trentino. La Provincia aveva assicurato che “l’abbattimento sarebbe stata la soluzione estrema”, ma, fanno sapere, l’orsa “non è sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata nella notte per catturarla”.  
La cattura e la morte – Nella notte, i responsabili che monitoravano gli spostamenti dell’animale hanno creato la situazione ideale per la cattura. Hanno, così, narcotizzato sia la madre che uno dei suoi cuccioli che, successivamente, è stato liberato con tanto di marca auricolare per monitorarne i movimenti. L’esemplare di 19 anni verrà sottoposto ad autopsia per accertare le cause della morte. Del fatto, intanto, sono stati avvertiti il ministero dell’Ambiente, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e l’autorità giudiziariaLa Provincia di Trento ha diffuso i particolari dell’operazione di cattura. Secondo quanto riportano, l’orso era sotto monitoraggio intensivo da un mese e “la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire”. L’orsa è stata fermata con la telenarcosi, così come uno dei suoi cuccioli.

“Orsa morta per possibile problema cardiaco” – Intanto Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, ha spiegato che le dosi di farmaco utilizzate per questo tipo di operazioni è standard e quindi non è ipotizzabile un errore da parte degli addetti alla cattura. “Questo tipo di anestesie – ha spiegato il veterinario – sono sempre rischiose perché l’animale subisce uno stress importante, anche a causa dello sparo dell’anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo. Inoltre, non possono mai essere escluse complicanze che l’anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire”. L’orsa potrebbe essere morta a causa di un problema cardiaco o metabolico.
Aperta indagine su “maltrattamento e uccisione di animale” - Il corpo forestale dello Stato ha aperto un’indagine d’iniziativa a seguito della morte dell’Orsa Daniza che non è sopravvissuta alla narcosi disposta dalla Provincia autonoma di Trento. Si ipotizza il delitto di maltrattamento e uccisione di animali.

Verdi: “Schifo e vergogna”. M5S e Brambilla: “Presidente Provincia si dimetta” - Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale dei Verdi, commenta così la notizia: “Con la morte dell’orsa Daniza lo schifo e la vergogna sono stati raggiunti. Contro la mamma orsa si è costruito un accanimento da parte delle istituzioni che hanno portato alla sua morte e per questi motivi ritengo che la procura, sulla base del nostro esposto già presentato, debba aprire immediatamente un’inchiesta penale”. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), parla di animalicidio e aggiunge: “Il ministro dell’Ambiente dovrebbe dimettersi”. “Daniza – si legge un articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo dal titolo ‘Giustizia per Daniza’ firmato dal deputato Riccardo Fraccaro – è vittima della totale incapacità dell’amministrazione locale, che ha portato avanti una caccia selvaggia, immotivata e disumana. Il Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, deve rispondere di questo blitz criminale: si dimetta immediatamente”. Sul blo viene poi lanciato l’hashtag#GiustiziaPerDaniza. La stessa richiesta è stata avanzata dall’onorevole di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla, che a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, ha sostenuto: “Ancora una volta, un animale innocente ha perduto la vita per l’arroganza e l’incapacità dell’uomo”. E ha chiesto ai responsabili politici di trarre le “debite conseguenze”, “lasciando la propria carica”.
La storia di Daniza – L’animale era stato portato nei boschi del Trentino nel 2000, nell’ambito di un progetto di ripopolazione dell’area. Il 15 agosto scorso, però, Daniza aveva aggredito un cercatore di funghi sulle montagne di Pinzolo e, per questo motivo, era partita la caccia all’animale e ai suoi cuccioli. Le istituzioni locali avevano da subito dichiarato che l’abbattimento dell’orsa “rimane come ipotesi estrema qualora l’animale, durante l’operazione di cattura, dovesse provocare un imminente, grave e non altrimenti evitabile pericolo per gli operatori e per terzi”. Un boscaiolo aveva segnalato, nei giorni scorsi, che l’animale era entrato in un ovile e aveva ucciso delle pecore. Si era poi alzato su le zampe anteriori con l’intento di attaccare l’uomo che, però, era riuscito a scappare.
Povera mamma Orsa... Povera cara... Pure un ebete capisce che lei difendeva i suoi cuccioli e che ne sapeva lei delle intenzioni del cercatore di funghi.. Il quale doveva sapere che in quei luoghi i suoi simili hanno voluto ripopolare la fauna naturale e, dunque, poteva essere più accorto.
Ma gli uomini sono i dominatori del pianeta Terra, dunque, hanno sempre ragione, pure quando hanno torto!
L'incauto cercatore di funghi è stato vendicato e due cuccioli sono senza mamma!
Sembra di rivedere la straziante scena del bellissimo film Bambi di Walt Dysney, quando il cacciatore uccide la bella madre del noto cerbiatto e lui, umanizzato, la cerca al grido che stringe il cuore: "Mamma, mamma!"
Lo stavo rivedendo per l'ennesima volta con il mio nipotino più piccolo, 5 anni, qualche giorno fa... e non mi vergogno di dire che mi commuove sempre.
Questa storia dell'Orsa non solo mi commuove, ma mi indigna per la sua crudele ed inutile stupidità: per fortuna, come si legge nell'articolo del Fatto Quotidiano, l'indignazione è stata unanime e di tutti i colori politici!!
Cosa si pretende dagli animali? L'uomo "facesse pace con il cervello", come diceva una mia giovane e saggia collega di lavoro, da una parte vuole ripopolare in modo che i turisti possano vedere gli animali come in uno zoo all'aperto... dall'altra però loro debbono limitarsi a passeggiare facendosi guardare e basta!
L'uomo è schizofrenico allora! L'animale ha il suo mondo, i suoi bisogni, anche quello di mangiare... Se ammazza le pecore è giusto che la Provincia di Trento rifonda il contadino o allevatore del valore delle pecore, ma non ci si può scandalizzare se l'orso cerca da sé il suo cibo... Mica è il gatto di casa a cui la signora compera la scatoletta al supermercato!
I soldi per pagare i forse involontari assassini della Mamma Orsa invece la Provincia di Trento se li poteva risparmiare, insieme a quelli del narcotico!!

Acea ATO2: attenti alle bollette!!


a Rocca Priora sono state recapitate le prime bollette acea ato2 richiedenti conguagli sulla tariffa risalenti dal 2006, cioè da quando acea è subentrata al consorzio acquedotto della Doganella per utenze attivate prima del 2006. Questa richiesta di pagamenti da parte del gestore è completamente illegittima. Il tribunale di TIVOLI ha giudicato, con sentenza depositata il 9 giugno 2014, l'illegittimità del metodo tariffario fino al 01/01/2012, data di entrata in vigore della tariffa unica valida in tutti i comuni appartenenti alla autorità d'ambito. Se vi capitano bollette di questo tipo, non pagate e contestate le fatturazioni non dovute attraverso un'associazione di consumatori, un caf o un avvocato o contattate il comitato acqua pubblica del vostro comune. Fate girare con passaparola.

Per coloro che possono accedere a facebook potete contattare Alessandro sul suo sito: egli è il referente del Comitato Acqua Pubblica per il Comune di Rocca Priora, Comitato che fa parte del Comitato Acqua Pubblica Castelli Romani che, a sua volta, è in contatto perenne con tutti i Comitati Acqua Pubblica sparsi in tutta Italia.

Edilizia: troppi organi a decidere, blocchi ingiusti e abusi ovunque

Da: Nuovo Quotidiano di Puglia
Il Tar boccia la Regione: il Resort di Sant'Isidoro non sfregia il paesaggio
LECCE - Il Tar ha bocciato inequivocabilmente nel merito le motivazioni con le quali la giunta regionale ha negato nel dicembre 2012 il nulla osta paesaggistico alla società Oasi Sarparea Srl che ha presentato un progetto per la realizzazione di un resort a 5 stelle a Sant’Isidoro di Nardò. Una bocciatura avverso la quale la Regione ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. La risposta arriverà tra qualche mese o tra qualche anno.

Per ora ci sono due risultati evidenti, non proprio da ricordare tra le buone pratiche: gli investitori inglesi (l’immobiliarista Alison Deighton e il socio, il magnate del petrolio Yan Taylor) che avevano puntato sulla marina di Nardò per realizzare un investimento da 70 milioni di euro dopo aver speso 5,3 milioni di euro nel 2008, per il solo acquisto di trenta ettari su cui insistono ulivi secolari, hanno deciso di lasciar perdere, stanchi di continuare un percorso a ostacoli che non ha fine; è esplosa la polemica sulla burocrazia che blocca gli investimenti e sulle diverse letture che è possibile dare dei fatti urbanistici, tant’è che sul progetto di Sant’Isidoro, e quindi sugli strumenti urbanistici ai quali lo stesso si deve uniformare, il Tar e la Regione esprimono posizioni in assoluto contrasto.

Dire se la ragione stia da una parte o dall’altra è impossibile, perché la parola del Tar (la sentenza che annulla il parere negativo della Regione) è preminente rispetto a quella (la delibera di giunta) della Regione. L’ultima parola spetta al Consiglio di Stato. Si sa, la giustizia è cieca, nel senso che non guarda in faccia i portatori di interesse ma decide solo sulla scorta di norme, regolamenti, leggi. Però a volte accade, soprattutto ai cittadini che vogliono semplificazione e chiarezza nei loro percorsi di vita, di non comprendere come sia possibile che un giudice decida in un senso e in appello la decisione possa essere ribaltata. E questo ribaltamento di decisione rispetto alla sentenza del Tar potrebbe arrivare, perché non è immaginabile la Regione abbia in animo con i suoi atti di sconvolgere la vita delle persone e di mostrarsi ottusamente burocratica in un percorso fine a se stesso.

L’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, che di strumenti urbanistici si intende per professione (è docente di Pianificazione territoriale al Politecnico di Bari), ha detto due cose in particolare con riferimento al contenzioso apertosi attorno al resort di Sant’Isidoro: il Comune di Nardò non ha adeguato il piano regolatore al Putt/paesaggio e quindi non può dare certezza agli investitori in aree nelle quali il Prg consente l'edificazione e che il Putt tutela dal punto di vista paesaggistico; dal 2010 a oggi la Regione ha rilasciato 265 pareri paesaggistici, 256 del quali sono stati favorevoli, a conferma del fatto che se gli strumenti urbanistici comunali e regionali sono in sintonia i problemi si risolvono.

Resta il fatto che il resort di Sant’Isidoro rischia di diventare un caso di scuola. Nella sentenza con cui il Tar di Lecce (presidente Cavallari) ha annullato il parere paesaggistico negativo espresso dalla Regione si legge testualmente che «alla luce delle previsioni di Piano regolatore è evidente che la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi non è preclusa in relazione a complessi a realizzarsi in Ate (Ambiti territoriali estesi) di tipo “D” (ambito di valore relativo che riguarda aree laddove pur non sussistendo la presenza di un bene costitutivo sussiste la presenza di vincoli (diffusi) che ne individui una significatività), ben potendo invece realizzarsi, ancorché in armonia con l’assetto idro-geomorfologico d’insieme, e con salvaguardia delle attuali visuali panoramiche. 

I giudici amministrativi aggiungono che sul Piano «manca un parere degli organi (l’Autorità di Bacino; il Servizio Agricoltura e Foreste della Regione) preposti alla valutazione dell’impatto idrologico, sicché in difetto di tale specifica istruttoria, deve ritenersi del tutto arbitrario, e frutto di irrazionalità intrinseca, ritenere che il suddetto intervento alteri “l’assetto idro(geomorfo) logico d’insieme». Arrivando alla conclusione che il parere negativo della Regione «sconta un evidente deficit istruttorio e motivazionale, avendo l’amministrazione affermato il presunto contrasto con l’assetto idrogeolosant'isidorogico dell’area, in assenza di adeguata istruttoria su punto».


Non si può continuare così.
Questo esempio eclatante è emblematico di una situazione insostenibile in cui si trova l'Italia a causa di una burocrazia che dovrebbe garantire l'applicazione di leggi e regolamenti ma che, invece, si impantana avvolgendosi su se stessa, annegando in un mare di scartoffie, contraddizioni, cavilli assurdi che, lungi dal garantire la difesa del territorio, porta da una parte alla paralisi della vita di cittadini ed investitori e dall'altra ad un abusivismo selvaggio.

Infatti ogni giorno la cronaca ci informa di alluvioni, frane e disastri vari dovuti anche ad una cementificazione fuori controllo, dovuta ad abusi quasi mai demoliti, consentiti da Giunte Comunali che non si sa perché non pagano mai, magari con i propri patrimoni personali. Se non si cambia andremo sempre più verso il caos e verso l'ingiustizia impositiva, soprattutto ora che le tasse verranno decise dai Comuni.
Assisteremo alla situazione illegale e paradossale che pagheranno solo coloro che con fatica e con spese sono riusciti ad avere un'abitazione in regola con le leggi, mentre tutti gli abusivi, pur usufruendo dei servizi e gravando sul territorio, pagheranno di meno o non pagheranno affatto, dipende dall'abuso e dall'evasione conseguente.

Bisogna cambiare. Pochi organismi a decidere, brevi tempi per le pratiche, chiarezza nell'applicazione delle regole essenziali che in caso di diniego deve essere seriamente motivato. Per seriamente intendo non con cavilli burocratici, ma con motivazioni REALI, CONCRETE, del tipo distruzione o alterazione del territorio naturale accertabile visivamente! 
Prendiamo questo caso eclatante della Puglia: il motivo del blocco di un progetto, che avrebbe dato lavoro a tanti cittadini di quella località che di lavoro ha bisogno, è che il comune  "non ha adeguato il piano regolatore al Putt/paesaggio e quindi non può dare certezza agli investitori in aree nelle quali il Prg consente l'edificazione e che il Putt tutela dal punto di vista paesaggistico".
Stiamo freschi!! Adesso aspettiamo che il Comune metta d'accordo tutte le teste (partiti) facenti parte di quel Consiglio comunale e vari un Piano Regolatore "adeguato" al Piano Urbanistico Territoriale (immagino che Putt voglia dire questo!) per dare il placet ad un progetto che, è stato detto, scritto e ribadito, tutela in toto l'uliveto in cui il Resort sarebbe inserito. Meglio lasciare tutto così... le olive non le raccoglierà nessuno visto il costo del lavoro di raccolta, visto il costo della cura degli ulivi, visti gli infortuni in cui incorrono gli agricoltori che producono l'olio, tipo mosca olearia ecc. ecc... Infatti avevano preferito vendere all'imprenditrice inglese che avrebbe costruito un Resort di lusso in mezzo all'uliveto, frequentato dai ricconi proprio perché immerso in quell'uliveto a fare da schermo naturale alle loro vacanze. 
Niente, non se ne fa niente. La pazzia burocratica ha indotto un funzionario della Regione a fare ricorso alla sentenza del TAR! Tanto mica paga lui le spese legali: le pagano i cittadini con le loro tasse, essendo l'Ufficio Legale della Regione ad occuparsene! Lui sta dietro la sua scrivania pagato per questo: per mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole fare qualcosa per vie legali, corrette, senza pagare mazzette e cercare vie traverse... Lì il burocrate ha facile cammino perché esistono pareri contrastanti, leggi ad interpretazione, regole idem... Tanto a lui non lo licenzia nessuno, lo stipendio corre lo stesso e, finito l'orario settimanale come da contratto, se ne va a casa e sa che la poltrona non gliela leva nessuno, perché il posto alla Regione è a vita!!!!

giovedì 11 settembre 2014

Invito ricevuto come Redazione di questo Blog

Gentile redazione,

inviamo in allegato il comunicato dell'Associazione Nuovi Castelli Romani unitamente alla locandina dell'evento di sabato 13 settembre a Castel Gandolfo,

cordiali saluti,

Ufficio Stampa


L'Associazione Nuovi Castelli Romani, in collaborazione con la Parrocchia Pontificia di Castel Gandolfo, San Tommaso da Villanova, con il patrocinio dei Comuni dei Castelli Romani, degli enti sovracomunali, della Presidenza della Giunta della Regione Lazio, presenta, sabato 13 Settembre alle ore 17:30, presso la Cripta della Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, un evento culturale incentrato sulla figura di Santa Teresa d'Avila, in occasione del suo cinquecentenario. Si rinnova così il tradizionale impegno dell'Associazione Nuovi Castelli Romani che, per il settimo anno, organizza un evento dall'elevato valore storico-culturale, in onore al Sommo Pontefice, che in questa occasione è Papa Francesco.
Nominata Beata e Dott.ssa della Chiesa, Teresa d'Avila rappresenta una delle figure intellettuali più rilevanti della Chiesa, conosciuta anche per essere la "riformatrice" dell'Ordine dei Carmelitani.
All'interno del convegno saranno presentate alcune opere pittoriche del Maestro Francesco Guadagnuolo riferite a Santa Teresa d'Avila. All'appuntamento interverranno il Cardinale Angelo Comastri, Presidente della Fabbrica di San Pietro, Don Pietro Diletti, Parroco della Chiesa Pontificia di San Tommaso da Villanova, Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore di Roma e Sovrano Militare Ordine di Malta, il Maestro Francesco Guadagnuolo, Artista e socio emerito dell'Associazione Nuovi Castelli Romani, Franco Campegiani, poeta e critico letterario, Carmelo Pandolfi, docente Università Europea di Roma, Ettore Pompili, Presidente Associazione Nuovi Castelli Romani. A rappresentare le Istituzioni e gli enti locali ci saranno: Il Consigliere della Regione Lazio Michele Baldi, Il Commissario del Parco dei Castelli Romani Sandro Caracci, Milvia Monachesi Sindaco di Castel Gandolfo, Alberto Bertucci Sindaco di Nemi, Pasquale Boccia Sindaco di Rocca di Papa. Coinvolti dagli organizzatori del convegno anche esponenti dell'Ordine dei Carmelitani e dell'Ambasciata di Spagna, viste le origini iberiche di Teresa d'Avila.

Parrocchia Pontificia San Tommaso da Villanova 

Piazza della Repubblica, 12, 00040 Castel Gandolfo Roma

La pontificia collegiata di San Tommaso da Villanova è il principale luogo di culto cattolico della cittadina di Castel Gandolfo, in provincia di Romaparrocchiale della parrocchia omonima, che include nel suo territorio la rettorìa della chiesa della Madonna del Lago al lago Albano.
Progettata da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII, deve la propria importanza al vicino complesso delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.
La chiesa si trova in zona extraterritoriale, come le attigue aree del Palazzo Pontificio e delle Ville annesse.

martedì 9 settembre 2014

Scozia

Da: EUROPA

Referendum in Scozia, cosa succede se vince il sì all’indipendenza

Il governo scozzese ha già pronto il cronoprogramma della secessione. E pure la Costituzione del nuovo stato
Il governo britannico ha promesso che entro la settimana pubblicherà un cronoprogramma di riforme da applicare nel caso in cui il referendum del 18 settembre sull’indipendenza della Scozia dia esito negativo. Se gli scozzesi decideranno di restare nel Regno Unito – promette Downing Street – otterranno nuovi poteri. Devolution contro indipendenza. I dettagli devono ancora essere diffusi, ma si parla di un maggior controllo sulla pressione fiscale e sul modo in cui vengono spesi i soldi dei contribuenti.
Il governo scozzese, specularmente, sta facendo il possibile per rassicurare i cittadini sul tranquillo svolgimento delle procedure per l’indipendenza, in caso di vittoria dei sì. E, a differenza di Londra, ha già pubblicato l’agenda delle scadenze fondamentali.
Independence day. Il giorno dell’indipendenza scozzese sarebbe il 24 marzo 2016. Con diciotto mesi di tempo – spiega la campagna per il sì – il governo scozzese avrebbe tutto il tempo per negoziare con Londra i dettagli dell’indipendenza: a chi vanno le risorse energetiche? Che quota del debito pubblico resta a Edimburgo? A chi le ambasciate all’estero? Fanno sapere dalla Scozia: mediamente, nel dopoguerra, ci sono voluti 15 mesi a negoziare l’indipendenza di uno stato. Noi ce la prenderemo comoda, per stare sicuri. Le prime elezioni politiche scozzesi si terrebbero il 5 maggio 2016.
Una costituzione per gli scozzesi. Il nuovo stato di Scozia, ha promesso il first minister Alex Salmond, riconoscerà ancora la regina Elisabetta II come suo legittimo sovrano. Ma avrà una costituzione scritta «come la stragrande maggioranza degli stati moderni». Il processo costituente partirebbe dopo l’indipendenza. Ma nel frattempo entrerebbe in vigore una costituzione ad interim. Il testo è già disponibile online: entro il 20 ottobre gli scozzesi possono mandare le loro proposte per emendare il testo. Tra i punti chiave del testo: la Regina resta capo dello Stato, i cittadini scozzesi sono cittadini europei, viene istituita una Corte suprema, la Scozia si impegna al disarmo nucleare.
Che succede al parlamento di Westminter. Questo è il punto meno chiaro. Entro il maggio 2015 il governo britannico dovrà convocare nuove elezioni politiche. Chi voterà? Formalmente, in quella data, la Scozia non sarà ancora indipendente. Ma che senso avrebbe eleggere dei deputati scozzesi a Londra per poi vederli decadere il 24 marzo 2016? Oltretutto, storicamente, in Scozia la gran parte degli eletti è laburista. È possibile che il Labour vinca le prossime elezioni britanniche, ma senza i seggi scozzesi è quasi impossibile che Ed Miliband abbia una maggioranza in parlamento. Sarebbe davvero anomalo, per Londra, veder cambiare la maggioranza tre volte di fila in meno di un anno: liberal-conservatrice, laburista, poi chissà. È possibile, allora, che il voto venga anticipato o posticipato. Il secondo caso si è già verificato durante la seconda guerra mondiale: in quell’occasione si formò un governo di unità nazionale per gestire il paese in vista del ritorno alle urne.
Nell'anno 2000, quando ho fatto un viaggio in Gran Bretagna, sono stata anche in Scozia. La sottostante foto è stata fatta davanti al Castello di Edimburgo.
Avemmo la sorpresa di vederci rifilare una moneta diversa dalla Lira Sterlina che avevamo usato a Londra e a Manchester: la Lira Sterlina scozzese... Al momento di partire abbiamo voluto cambiare tale strana valuta in Lire Sterline normali; ebbene, nella Banca di Edimburgo dove ci eravamo recati, abbiamo incontrato delle resistenze: per loro quella valuta avremmo potuto cambiarla ovunque e sarebbe stata accettata ovunque, dunque..
Ma non ci hanno convinto né punto né poco e abbiamo tenuto duro pretendendo il cambio in Lire Sterline senza simboli scozzesi.
Toccammo quindi con mano fino a che punto la Scozia volesse e sentisse il distacco dalla Gran Bretagna: una moneta loro per noi fu una sorpresa. Oggi, 14 anni dopo, prevedo che il referendum sarà favorevole alla secessione.



lunedì 8 settembre 2014

"Monnezza" a Rocca Priora, plauso a Sabaudia

Chi segue questo blog sa che sono iscritta a Legambiente e che nel mio piccolo faccio anche qualcosa per difendere l'Ambiente dalla inciviltà dilagante. Ho dunque accolto con partecipazione e spirito collaborativo l'introduzione anche nel mio comune di residenza del sistema della raccolta differenziata.
Avevo l'esperienza del comune di Sabaudia che già la attua da qualche anno con successo ed efficienza tramite la Ditta Sangalli e sono a questo punto indignata per quel che accade invece a Rocca Priora.
Ho già scritto dei post in precedenza documentando la mancata ma strombazzata consegna del set di bidoni per effettuare tale raccolta: dovevano essere consegnati entro il 30 giugno 2014 "a domicilio", data della pubblicizzata partenza del servizio, noi abbiamo dovuto andare a prenderli un poco per volta, perché li avevano finiti, presso il centro di raccolta: l'ultimo, quello per l'indifferenziato, mio marito l'ha ritirato pochi giorni fa dopo reiterati tentativi. Andare più volte in paese per ritirare ciò che falsamente, per quanto ci riguarda, è stato dichiarato pubblicamente dai responsabili del comune e dagli incaricati della ditta Sarim come consegnato a domicilio, ci è costato tempo e soldi di carburante, come ci sono costate soldi le telefonate al cellulare del povero Dott. Angelo, incaricato responsabile della Sarim per questo comune, per segnalargli i disservizi, dato che né il numero verde né le telefonate e le e-mail al comune hanno sortito alcun effetto.

L'ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato questa mattina. Mentre aspettavo che venisse su il caffè mi sono messa a pulire i bidoni della differenziata che ieri sera, di ritorno da Sabaudia, avevamo ritirato e messo dentro il nostro giardino.
Prima di partire avevamo lasciato fuori il marrone per l'organico e il bianco per la carta.
Ho aperto il bianco e vi ho trovato dei residui di carta che, forse a causa della pioggia, ormai galleggiavano. Seccata per lo svuotamento non certo accurato, sono stata costretta a prendere la carta bagnata con le mani, poi ho potuto lavare con il tubo per l'annaffiamento tutto il bidone.
Ma la sorpresa per il bidone dell'organico è stata di molto peggiore: dentro c'era ancora il sacchetto con tutti i rifiuti ormai oltremodo maleodoranti avendoli lasciati lì da giovedì passato!!
Una notizia sul numero verde 800 050 042: sul dépliant distribuito a tutti gli abitanti di Rocca Priora, paganti la TARI come me, ma anche NON PAGANTI o paganti senza verifiche da parte del comune del numero REALE  degli abitanti e dei metri quadrati delle abitazioni (l'abusivismo edilizio in questo comune impera), c'è scritto un orario, dal lunedì al sabato dalle h. 8:30 alle h. 12:30.
Fiduciosa ho chiamato alle h. 8:50 ma, dopo l'opzione 1, la 2 e la 3, che poco riguardano l'utenza, il disco dice di attendere un operatore che però non arriva. Per questo, per segnalare il problema, ho dovuto spendere soldi per due chiamate sul cellulare del gentile Dott. Angelo.
Alle h. 10:20, per non scrivere cose inesatte, ho voluto verificare se il numero verde è realmente attivo per l'utenza e, dopo una breve attesa, ha risposto una gentile signora che si è stupita che l'orario sul dépliant sia h. 8:30, essendo in realtà h. 9:00!!
La comunicazione in questi casi, come in molti altri, è molto importante, dunque non è cosa da poco scrivere un orario per un altro.
La signora mi ha pregato di scrivere che, comunque, loro si trovano nella necessità di dover rispondere anche oltre l'orario finale delle h. 12:30 e di ascoltare dall'utenza le proteste più astruse! Sfoghi veri e propri! Ho chiesto se si riferiva specificatamente al comune di Rocca Priora, dato che Sarim serve anche altri comuni, e la signora ha precisato che si riferiva all'utenza di Rocca Priora.
Ora, la gente ha mille difetti, ma se ci sono tante proteste forse il comune e la Sarim dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Nell'ultima riga si legge il numero verde e l'orario dalle h: 8:30.
Sopra, a penna, la mia correzione dopo l'informazione della signora che ha risposto alle h. 10:20 di oggi. 
Nel dépliant "informativo" questo non è l'unico errore: in alto hanno scritto Calendario dei Giorni di Ritiro invece i giorni scritti si riferiscono ai Giorni di Conferimento: ad esempio il martedì, il giovedì e la domenica NON sono i giorni di ritiro, bensì i giorni in cui bisogna mettere i rifiuti organici fuori per il ritiro che avverrà solo l'indomani!

giovedì 4 settembre 2014

Ho interpretato bene il Corano dunque...

Da: Libero.it

La famiglia del giornalista decapitato sfida gli jihadisti: "Allah vi schifa. Guai a voi"



La famiglia del giornalista statunitense Steven Sotloff, secondo americano decapitato dal gruppo jihadista Stato Islamico Is, ha reso omaggio allo sventurato giovane ricordando che era è «un animo gentile» e che «voleva dar voce a chi non ce l’aveva»; ma con una mossa a sorpresa, un’assoluta novità tra chi ha perso un familiare vittima del terrorismo islamico, ha anche sfidato il capo del gruppo a un dibattito sui precetti del libro sacro dell’Islam, il Corano.  «Steve è morto da martire nel nome di Allah»: a parlare dinanzi alla residenza della famiglia è stato un amico del giornalista, Barak Barfi, specialista del mondo islamico e che si è espresso anche in arabo. Barfi ha descritto l carattere profondamente americano del giovane (amava il ’junk food’, il cibo spazzatura, la serie tv South Park, parlava con il padre di golf), ma ha raccontato anche che il giornalista era diviso tra due mondi e che il mondo arabo lo attirava. La sua preoccupazione, ha proseguito, «era quella di aiutare la gente» in quella zona del pianeta dove «era apprezzato da tutti». La famiglia ha la certezza, ha raccontato ancora Barfi, che il 31enne freelance «aiutava persino la popolazione comprando medicine e dando consigli ai piccoli imprenditori della zona».
Poi Barfi, specialista del mondo arabo presso la New America Foundation, si è rivolto direttamente ad Abu Bakr al-Baghdadi, il ’califfo' dello Stato Islamico: «Guai a voi. Se il mese del Ramadan è quello della misericordia e del perdono, dov’è la vostra misericordia? Allah non ama l’aggressore e sono pronto a discuterne con voi. Ma non con la sciabola in mano: sono pronto a confutare le vostre risposte».
Penso che questi terroristi che invocano Allah non siano diversi dai mafiosi che trucidano il prossimo ma si dicono credenti in Dio.. Tanto che ci tengono che la processione con i santi e le madonne gli passi sotto casa.
Purtroppo per me e per loro fortuna il Creatore, comunque lo si voglia chiamare, non è una entità che ha a che fare con l'uomo più di quanto abbia a che fare con un fiore o con una stella... altrimenti questi assassini li fulminerebbe. 

Storie dal Paese di Babiloburo - Una storia folle.. e un po' disonesta

Storie dal Paese di Babiloburo

Una storia folle.. e un po' disonesta.


Babiloburo è un Paese che è stato chiamato così giacché è governato da una Babilonia Burocratica costituita da burocrati inamovibili, impunibili, insensati, che applicano regole contraddittorie, irrazionali in modo perentorio a cui tutto il popolo deve attenersi, sballottato da un ufficio all'altro, da un burocrate all'altro. I babiloburi escono di casa con il cuore stretto dalla più assoluta incertezza quando debbono affrontare una qualsivoglia pratica che regola la loro vita. Spesso i babiloburi non hanno un lavoro, oppure ce l'hanno ma il futuro è incerto, potrebbero essere licenziati, sono per questo sfruttati, lavorano anche 14, 15, 16 ore al giorno! Mentre i burocrati che comandano l'organizzazione della vita del Paese lavorano solo in alcune ore, in alcuni casi non più di 36 ore settimanali, e il loro lavoro è garantito per tutta la vita.
Questo rende i burocrati di Babiloburo potentissimi e neppure il sistema politico riesce a toccarli.
Un babiloburo nacque con un occhio in cui vedeva meno dell'altro. Voleva guidare l'automobile e le regole per averla erano rigide e precise: una Commissione Medica della Provincia decideva se poteva guidare o no. Ma questo lo seppe solo dopo che, iscrittosi presso un'autoscuola, passò regolarmente l'esame e, quando andò per ritirare la patente si sentì dire: "Noi non possiamo fare l'esame ai minorati." La segretaria che aveva pronunciato questa frase con un sorriso maligno e soddisfatto era una racchia che aveva dimostrato fin dal primo momento la sua ostilità al povero "minorato" che, a dispetto dell'occhio un poco orbo, era un gran bel ragazzo. 
Di diverso atteggiamento fu il proprietario dell'autoscuola il quale, preoccupatissimo di azioni legali da parte del babiloburo quasi orbo, si scusò:
"Non sapevamo nulla di questa circolare che è uscita pochi mesi fa dal Ministero dei Trasporti! Prima bastava la visita del nostro medico oculista che viene presso l'autoscuola e che ha visitato anche lei... Il geometra della motorizzazione con cui lei e gli altri hanno fatto l'esame di guida mi ha detto: "Ma cosa mi avete fatto fare! Questo è considerato un monocolo, e non può passare l'esame presso un'autoscuola, deve farlo presso la Motorizzazione civile!" Le assicuro che provvederò di persona per l'esame che lei dovrà rifare presso la Motorizzazione. Conosco gente ovviamente lì... Ho già parlato con un ingegnere di quegli uffici, gli ho spiegato la situazione, lei ha già superato l'esame teorico e pratico... L'accompagnerò io stesso il giorno che dovrà ripeterlo: sarà solo un proforma."
Il ragazzo era giovane e non sfruttò la situazione per chiedere i danni allo smarrito proprietario dell'autoscuola, né volle vendicarsi dell'incauta e meschina segretaria incolore facendola licenziare lamentandosi del suo comportamento, anche se, vista la situazione di imbarazzo in cui si era trovato il suo datore di lavoro nei confronti del ragazzo "monocolo", sicuramente l'avrebbe fatto qualora egli gli avesse presentato delle rimostranze. 

Ebbe la sua patente con scadenza ogni 5 anni e revisione presso una delle rare Commissioni Mediche Provinciali della sua città. 
Tutto andò liscio per diversi lustri, finché un giorno, ormai anziano e con qualche problema blando di ipertensione controllata da una pasticchetta quotidiana, si sentì dire da un certo Dott. Maurizio, Presidente della Commissione Medica che lo stava esaminando, che lui doveva ripresentarsi da lì ad un anno, ora la patente non poteva essere rinnovata. La Commissione era composta da tre elementi, ed uno di questi era un oculista il quale aveva appena detto che la sua vista non aveva subito cambiamenti e che per lui andava tutto bene. L'oculista dunque guardò sorpreso ed imbarazzato il Presidente: stava sconfessando il suo responso professionale. Ma il corpulento Dott. Maurizio fu inflessibile. "Ma cosa dovrebbe cambiare in un anno alla mia vista?" Chiese razionalmente il "monocolo ai fini della guida". "La mia vista non migliorerà di certo rispetto ad ora." Non se ne fece niente. Davanti all'imbarazzatissimo oculista il Presidente scrisse che l'esaminando non era adatto alla guida in quanto anche cardiopatico!
"Ma io non sono cardiopatico!" Disse il bocciato facendo gli scongiuri. "Ho un poco di ipertensione come tutti quelli della mia età, che controllo benissimo con una pasticchetta quotidiana, che potrei anche evitare, mi ha detto il mio medico di base, se mangiassi di meno e camminassi un po' di più!" Ma quello fu sordo ad ogni logica anche documentale e scrisse che l'esaminando doveva ripresentarsi fra un anno: per un anno non avrebbe potuto guidare l'automobile che sarebbe rimasta ferma a prendere polvere.
Tutti i familiari e gli amici del babiloburo  "monocolo ai fini della guida" furono meravigliati da tanta insensata certificazione.
"Ma io lo denuncio a questo!" Disse infuriato il bocciato per motivi medici al rinnovo della patente. "Come si permette di scrivere che io sono cardiopatico se non è vero! Lo denuncio perché ha certificato il falso e posso dimostrarlo con esami medici!"
Lesse tutte le regole e cominciò a scrivere un ricorso. Ma sua moglie, un poco paurosa, gli propose di farsi assistere da un avvocato.
Andò da un giovane avvocato che aveva uno studio in centro. Questi gli propose il parere di una consulente: una giovane medico legale. Certo costava: Lire 250.000.
La consulente, dandosi molte arie, disse varie cose molto ovvie, del tipo "la patologia degli occhi era assolutamente uguale a trenta anni prima, lui non era cardiopatico, dunque il ricorso era d'obbligo!
"E grazie al cavolo! Lo sapevo!" Pensò il "monocolo ai fini della guida", ma non lo disse per educazione. L'avvocato disse che avrebbe incaricato una giovane avvocatessa del suo studio di redigere il ricorso e che l'avrebbe contattato per la firma. Il povero bocciato si raccomandò sulla data di scadenza della presentazione di tale ricorso che egli, che si era letto tutte le regole, sapeva essere di 60 giorni.
L'ultimo giorno prima della scadenza, mentre si stava distendendo ascoltando un concerto di musica classica in un auditorium con sua moglie, arrivò una concitata telefonata sul suo cellulare in cui l'avvocatessa incaricata di scrivere il ricorso lo pregava di inviarle quello che aveva già scritto lui "perché domani è l'ultimo giorno"!!
Si precipitò a casa e inviò sia per e-mail sia per fax quanto da lui redatto quasi 60 giorni prima, ma che non aveva spedito per incertezza e si era affidato a degli "esperti"!!
Iniziò a quel punto un fitto scambio fra lui e l'avvocatessa che gli rispediva il suo ricorso messo in "linguaggio più legale" con errori, anche di sintassi, fatti dalla giovane legale che lui le correggeva rispedendole il tutto. Dopo almeno tre andirivieni,  in cui l'avvocatessa dimostrava sempre più il suo nervosismo pasticciando anche i fatti esposti che l'interessato le riprecisava correggendola, finalmente ella gli disse di andare l'indomani presso lo studio per la firma e lei avrebbe fatto la raccomandata subito!
Il poveretto commentò con sua moglie che quella non aveva fatto che prendere il suo ricorso e riscriverlo sulla carta intestata dello Studio Legale e per fare questo l'aveva dovuta correggere ben tre volte!
L'indomani. quando si presentò in studio dopo un viaggio di un'ora, l'avvocatessa si sfogò parlandogli male della giovane medico legale, dicendo che era una presuntuosa a cui l'avvocato titolare dava un'eccessiva importanza, non si sa perché. Il bocciato capì di essersi messo nelle mani di velleitari incompetenti e di aver perso tempo e soldi inutilmente. La raccomandata partì a spese dello studio ma avrebbe potuto farla benissimo lui molto tempo prima senza affanno dell'ultimo giorno. 
Capitò che, davanti alla sede di un'autoscuola che aveva anche l'abilitazione per il pagamento della tassa sull'automobile, incontrasse un signore dagli occhi celesti, molto belli, che di mestiere faceva l'istruttore di guida. Parlando casualmente raccontò le sue vicissitudini: l'uomo dallo sguardo profondo come il cielo restò un poco pensoso, poi suggerì di prenotarsi presso un'altra Commissione Medica indicandone la sede.
"Come? Ne esiste più di una?" Chiese meravigliato.
"Ne esistono tre nella nostra città. - Rispose serio e pacato l'istruttore. - Quella dove ha passato la visita lei è nota per dare problemi."
"Ma io l'ho passata sempre lì la visita, ogni 5 anni, tanto è vero che non sapevo ve ne fossero altre.. E non ho avuto mai problemi."
"Cambiano i componenti, - disse l'uomo con serena filosofia - e da un po' di tempo in quella Commissione la cose vanno così."
Tempo dopo il "monocolo ai fini della guida" lesse sul giornale che qualcuno di quella Commissione era stato arrestato: sembra che bocciassero la gente poi, attraverso impiegati compiacenti che svolgevano la parte amministrativa della pratica di rinnovo, alle domande dei bocciati più sprovveduti che chiedevano ora cosa dovevano fare, si faceva capire che ungendo un po' forse si poteva fare qualcosa per non stare un anno o due, a seconda dei casi, senza poter guidare.
Il bocciato si ricordò allora dello strano nervosismo pieno di imbarazzo che serpeggiava presso le due stanzette in cui era ubicato l'ufficio amministrativo di supporto alla Commissione Medica e pensò che ogni cosa avvertita come strana ha anche una spiegazione anomala. 
Seguì il suggerimento dell'istruttore dal bello sguardo che si rivelò prezioso: la Commissione Medica a cui lo aveva indirizzato trovò il suo stato fisico meritevole di rinnovo di patente.
L'uomo si chiese come questo potesse essere possibile: che a distanza di due mesi due Commissioni Mediche dello Stato di Babiloburo si pronunciassero in maniera diametralmente opposta su dati medici inconfutabili e non soggetti ad interpretazione.
Avvenne che il titolare dello Studio gli chiedesse Lire 500.000 per il "servizio" reso dal suo studio.
L'uomo gli disse per filo e per segno come erano andate le cose, comprese le esternazioni della avvocatessa pasticciona sulla giovane medico legale. Quello si sorprese dicendo che "era impossibile che nel suo studio due giovani collaboratrici dicessero male l'una dell'altra".
"E che secondo lei me lo sto inventando? La sua medico legale ha detto cose ovvie, mi avete fatto perdere due mesi senza ragione per scrivere poi all'ultimo minuto quello che avevo scritto io: prova ne è il mio testo che l'avvocatessa ha voluto che le inviassi e le correzioni che ho dovuto farle per tre volte. Ci sono le e-mail ed i fax a prova di ciò! E lei ha il coraggio di chiedermi  dei soldi oltre quelli già pagati alla sua inutile medico legale? Ma lo sa che la sua nervosissima avvocatessa, che tanto mi ha fatto penare, ha inviato la raccomandata senza apporre la marca da bollo sul ricorso? Lo sa che in conseguenza di ciò mi è arrivata una multa dall'Agenzia delle Entrate che ho dovuto pagare?!"
Il giovane legale tentò di mostrarsi scandalizzato dalla reazione del suo sfortunato cliente ma desistette dal chiedere la parcella. 
Cinque anni dopo il nostro vecchio ragazzo tornò nella Commissione che l'aveva promosso 5 anni prima sereno. Si era dovuto prenotare con largo anticipo a nessuno allo sportello amministrativo aveva avuto nulla da obiettare.
Il giorno della visita venne anche sua moglie giacché, nel malaugurato caso ci fossero stati problemi, lui non avrebbe potuto guidare per tornare a casa. Ma era speranzoso che non ce ne sarebbero stati dato che la sua vista, controllata da un oculista di un Ospedale Statale appena due mesi prima, era perfettamente uguale a quando aveva 20 anni.
Mentre erano in attesa con tanti altri nella spoglia saletta d'aspetto dell'ambulatorio statale dove la Commissione Medica si riuniva, l'uomo si sentiva fortunato. C'erano sordomuti che avevano imparato a parlare grazie alle giuste terapie ma si riconoscevano dal suono strano delle loro parole, c'erano persone con infermità alle gambe o alle braccia... Ad un certo punto uscì un giovane impiegato il quale proclamò: "Questa è l'ultima volta che chi ha problemi alla vista dovrà sottoporsi alla visita della Commissione Medica: la legge è cambiata e da ora in poi basterà la visita dell'oculista presso una qualsiasi autoscuola."
Qualcuno che rientrava nella categoria visiva fece delle domande e quello ripeté precisando: "Se ha solo patologie della vista, se ne ha in aggiunta altre allora deve venire sempre presso la Commissione." 
Il nostro babiloburo, cittadino di Babilonia-Burocrazia chiamata Babiloburo, passò la visita leggendo il tabellone fino alle lettere piccole ma il Presidente della Commissione Medica gli sorrise e gli disse: "Lei è un monocolo: ci deve portare l'esame del campo visivo, poi le daremo il certificato per il rinnovo della patente."
Deluso e preoccupato il cittadino del burocratico Paese pensò a come poter fare tale esame prima possibile. Sapeva di non poterlo fare in una struttura privata, anche pagando, giacché il Presidente aveva aggiunto che doveva essere rilasciato rigorosamente da Struttura Pubblica. Chiese al Servizio Sanitario Centralizzato di prenotargli una visita in una qualsivoglia struttura nella Regione: era disposto anche a fare qualche centinaio di chilometri per avere l'esame prima possibile. Ma la data più vicina era da lì a tre mesi! Si risolse a chiedere una cortesia ad un parente, medico in un grande Ospedale Statale.  Molti cittadini di Babiloburo, disperati, cercavano vie traverse, scorciatoie, per risolvere i mostruosi problemi che la macchina burocratica che governava tutto frapponeva allo scorrere normale della loro vita!
Ottenne l'esame. L'Ortottista gli disse che aveva una vista ottima, abbastanza buona anche nell'occhio considerato monocolo ai fini della guida. 
Tornò nell'ambulatorio nei giorni e nelle ore in cui gli impiegati lavoravano, rigorosamente ristretti, e consegnò il certificato. Chiese quando poteva sperare che fosse pronto il certificato della Commissione, glielo dissero e nel giorno e nell'ora fissati andò a ritirarlo.
L'impiegato cercò e cercò la sua pratica, gli richiese in che giorno aveva passata la visita e lui rispiegò tutto, anche se l'impiegato era lo stesso che aveva incontrato le volte precedenti: ma certo chissà quanta gente vedeva e non poteva ricordarsi di tutti!
Alla fine la trovò e disse con aria contrita che non era risultato idoneo. 
"Ma come è possibile?" Chiese esterrefatto. 
"Non lo so, - fece l'impiegato con un forte accento dialettale e l'aria dispiaciuta - se vuole può tornare venerdì prossimo pomeriggio dalle h. 15:00, aspetta, e prova a parlare con la Commissione.."
"Ma hanno le visite prenotate da fare.. Chissà quanto c'è da aspettare..."
"Può provare... Magari alla fine, prima che vanno via alle h. 19:30.. Ma lei ha qualche patologia oltre la vista? Che so.. scusi sa.. non è per impicciarmi.. ma forse lei ha un poco di pressione alta?"
"Quello che ho è controllato dal farmaco. L'ho dichiarato nell'autocertificazione come richiesto.."
"Aspetti.. leggo cosa hanno scritto.. No, loro scrivono che il campo visivo non è perfetto perché la legge richiede 120° e ci sono 10° in meno.."
"Allora è inutile che venga  a parlare.. Ma l'Ortottista aveva i gradi richiesti per legge, io le ho portato il foglio con la richiesta della Commissione.. A sinistra l'occhio non può andare oltre quei gradi perché, mi ha spiegato la dottoressa Ortottista, incontra la gobba del naso.. Non so."
"Lo vuole il certificato? Se non lo ritira io le restituisco la marca da bollo e l'attestazione del pagamento che lei ha fatto per la Motorizzazione.."
"Che cosa ci faccio con il certificato.. Lei la volta scorsa mi aveva detto che con esso, applicata la marca da bollo, dovevo andare alla Motorizzazione con la ricevuta di pagamento e mi avrebbero rinnovato la patente. Ma così... Se nel certificato la Commissione ha scritto che non sono idoneo..."
"Hanno scritto che può ripresentarsi fra sei mesi..." Concluse l'impiegato con il suo vocione dalla accentuata calata dialettale e con aria contrita.
Giunto a casa il protagonista della nostra storia si mise al computer e fece una ricerca scoprendo che il Parlamento della Federazione di Stati di cui Babiloburo faceva parte aveva emesso da 5 anni una Direttiva a cui, per Statuto della Federazione, tutti gli Stati Membri dovevano uniformarsi entro 2 anni. Tale Direttiva stabiliva che i soggetti con soli problemi visivi, compresi i monocoli anche totali (e lui non lo era), non dovevano più passare visita presso le Commissioni Mediche preposte per le minorazioni fisiche, bastando un semplice oculista abilitato presso le Autoscuole.
Il nostro tartassato trasalì: dunque è per questo che l'impiegato il giorno che aveva passato la visita era uscito dicendo che "da ora in poi..." Ma se erano passati 3 anni da quando la Direttiva doveva essere applicata! Fece un'ulteriore ricerca e scoprì un Decreto Legge che era stato fatto dal Ministero dei Trasporti tre anni prima per attuare proprio tale Direttiva! 
Ma allora perché l'impiegata dello sportello che gli aveva fatto riempire il modulo per la prenotazione della visita presso la Commissione Medica non gli aveva detto nulla?
Perché gli aveva rilasciato solo un foglio spiegandogli che con quello, portandolo a vidimare alla Motorizzazione, avrebbe potuto guidare fino alla data della fatidica visita, che sarebbe avvenuta solo qualche mese dopo, dato che la Commissione era piena di appuntamenti?! 
In conseguenza di ciò il tartassato era dovuto andare due volte alla Motorizzazione in quanto anche lì volevano una marca da bollo e nessuno glielo aveva detto!
Perché, infine, la Commissione lo aveva sottoposto a visita chiedendogli anche l'esame del campo visivo se da tre anni un Decreto legge stabiliva che non poteva più farlo a persone portatrici di soli problemi visivi?
Mistero Babiloburo!!!
La nostra storia finisce bene dopo tante pene, giri, tempo e soldi spesi.
Il nostro protagonista si è recato in un'Autoscuola di fresca apertura, ha ripetuto la visita con un oculista abilitato presso di essa ed ora ha la patente rinnovata per altri 5 anni!
Ah! Pensate i casi della vita: ha avuto la sorpresa di rincontrare l'istruttore dallo sguardo profondo e azzurro che gli dette un buon consiglio, egli è il gestore dell'Autoscuola. 






mercoledì 3 settembre 2014

AAEG Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico

alessandro bacco


vi invio il verbale conferenza dei sindaci del 10 luglio. non sapevo neanche che fosse stata convocata...

udite udite: il giorno 10 luglio la conferenza dei sindaci, su proposta di acea ato2, e sotto supervisione e controllo dell'AAEG, pena sanzioni dell'autorità stessa per il mancato rispetto dei termini, ha approvato e ratificato a due giorni dalla scadenza il periodo di regolazione tariffario per le annualità 2014-2015, che prevede un aumento della tariffa idrica pari al 9% sia per il 2014 che per il 2015 in cui sono inglobati i conguagli tariffari per il 2012-2013 in base alla delibera AAEG per la composizione del nuovo metodo tariffario idrico. Per vedere i documenti completi della conferenza e i relativo allegati, andate sul sito della segreteria tecnico operativa http://www.ato2roma.it/index.html, andate sulla casella password e scrivete aniovetus 
accederete alla sezione riservata esclusivamente ai sindaci. Scaricate studiate e diffondete.

Ho appena ricevuto questa e-mail dal Referente per il Comune di Rocca Priora dei Comitati per l'Acqua Pubblica.
Per chi vuole approfondire questa "bella notizia" Alessandro ha inviato il link e la password.

Commento mio: l'AAEG non garantisce affatto il cittadino utente, l'ho sperimentato di persona per un abuso subito dall'ENEL di cui ho parlato in precedenti post.

martedì 2 settembre 2014

Burocrati e burocrazia

Dal blog di Antonio Di Pietro: 


Ebbene, pure le pietre sanno che gli amministratori pubblici (politici e funzionari che siano) non chiedono denaro puntando addosso alle loro vittime una pistola o minacciandoli di incendiare la loro casa (come invece avviene per il reato di estorsione da parte della criminalità comune) ma semplicemente non dando seguito alla "pratica" richiesta, frapponendo mille ostacoli burocratici, fischiettando e girandosi dall'altra parte ad ogni istanza, facendo finta di non capire e così via... 
Antonio Di Pietro


Pure le pietre sanno...
E come fa il cittadino a distinguere quando il burocrate vuole i soldi (corruzione per induzione) e quando invece è solo un infingardo, incapace, meschino che vuole imporre il suo piccolo potere frapponendo ostacoli?
Eh sì, perché noi cittadini onesti viviamo male ogni pratica che dobbiamo affrontare tanto che ci meravigliamo quando eccezionalmente non ci sono ostacoli!!
E' la summa di regole ad interpretazione che consente questo fenomeno che è una delle cause maggiori di danno all'economia?
Oppure è il posto a vita che ricoprono indegnamente i burocrati che creano ostacoli?
Forse se avessero un contratto come nel privato sarebbe diverso?
Di certo anche il nostro giovane e pieno di energia Presidente del Consiglio ha dichiarato che vuole fare la guerra alla burocrazia: spero, sogno, desidero che ci  riesca!
Ma si vede quanti sono gli ostacoli che il sistema paludoso gli frappone...
Nel mio piccolo mi rifiuto categoricamente di cercare "la conoscenza", di fare "il regalino", per avere i miei diritti.
Studio bene le leggi che regolano certe pratiche amministrative, poi se sono nel mio diritto lo perseguo fino in fondo.
Ci vogliono tempo, soldi e per questo chi impantana le pratiche sa che la gente spesso desiste, stremata dalla vita quotidiana che ruba tutto il suo tempo per portare a casa di che vivere... Poi alcuni desistono anche per stanchezza psicologica... Io sono tenace e il senso del diritto è in me così forte che combatto allo stremo per ottenere quello che è giusto.
Su questo blog, sotto l'etichetta Tasse e Cittadino, Servizi e Cittadino, ho pubblicato diverse di queste vicissitudini nelle quali mi sono imbattuta e che ho combattuto. Comunque, anche se non sono sempre riuscita ad affermare il mio diritto, ho denunciato la stortura e l'abuso.
Trenitalia, Telecom, ENEL, ACEA, la Regione Lazio e i Comuni dove ho delle proprietà, tutti, nelle persone dei loro dipendenti che dovevano applicare leggi e regole, hanno mostrato inaccettabili lungaggini, ingiusto modo di agire fino a ledere il diritto del cittadino senza che nessuno pagasse e ne rispondesse, nonostante la regola che doveva cambiare le cose, introdotta da qualche anno, della Responsabilità del Procedimento Amministrativo.