giovedì 15 gennaio 2015

La saggezza di Papa Francesco

"Non si uccide in nome di Dio, ma non si può deridere la Fede altrui"

Queste le parole sagge di Papa Francesco che suggeriscono uno spunto di riflessione e di moderazione.
La Libertà di espressione deve moderarsi di fronte all'estrema suscettibilità di chi crede in certi simboli, altrimenti diventa una inutile provocazione.
La Virtù sta nel mezzo, come sempre.
In Italia ad esempio abbiamo assistito ed assistiamo ad offensive ed autolesioniste prese di posizione da parte di italiani inseriti a vario titolo nelle nostre istituzioni: dal folle non volere più i crocefissi nelle scuole "perché i bambini di altre religioni potevano turbarsi", all'assurda pretesa di non rappresentare più nelle scuole il Presepe, facente parte della tradizione religiosa italiana... 
Anni fa la RAI, durante un dibattito televisivo, permise che un rappresentante politico palestinese si esprimesse con tono spregiativo sul crocefisso, più o meno così: "Che mi significa quel cadaverino appeso così al muro..."
Non ricordo di proteste da parte di rappresentanti religiosi o politici o delle istituzioni o di commenti sui media...
Io, laica, invece mi indignai per la totale mancanza di rispetto verso il nostro Paese e la nostra religione cattolica che è parte integrante della nostra cultura, anche di chi non è più credente.  

Non ci sono soldi ma 12 milioni di dollari sì

Da: La Repubblica.it

Media arabi: pagato riscatto di 12 milioni di dollari. Secondo la tv satellitare araba Al Aan, sede a Dubai, negli Emirati Arabi, il fronte Al Nusra avrebbe liberato Greta e Vanessa in cambio di un riscatto da 12 milioni di dollari. E spiega in un tweet di aver appreso la notizia da una fonte, senza precisarla.

Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!

Salvini: "Riscatto sarebbe vergogna". "La liberazione delle due ragazze mi riempie di gioia ma l'eventuale pagamento di un riscatto che permetterebbe ai terroristi islamici di uccidere ancora sarebbe una vergogna per l'Italia". Lo afferma il segretario federale della Lega Matteo Salvini. "Presenteremo oggi stesso un'interrogazione al ministro degli Esteri per appurare se sia stato pagato un solo euro per la liberazione delle due signorine".


Salvini può togliere il condizionale: non è la prima volta che andiamo a riacchiappare gente stolta che si va a mettere in pericolo sentendosi eroica, per poi piagnucolare chiedendo allo Stato di essere salvata. Ricordate il povero Calipari? Lì oltre ai soldi anche il sangue...
12 Milioni di dollari! Quante scuole potevamo rendere sicure per i nostri bambini con questa cifra astronomica?
Mi fermo qui, non voglio dire altro.
Lo Stato pensa così di aver salvato la faccia gonfia degli schiaffi che ci sta dando l'India da tre anni, forse...

Oscurità dell'ISLAM

Da: ARTICOLO 21


Non una frustata in più, libertà per il blogger Raif Badawi. Oggi a Roma iniziativa di fronte all’ambasciata dell’Arabia Saudita

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Incoraggiate dalla blandissima protesta dei governi alleati, le autorità saudite hanno reso noto che la seconda serie di 50 frustate, dopo quella di venerdì 9, verrà regolarmente eseguita. Raif Badawi, il blogger dissidente condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per aver offeso l’Islam sul suo forum online “Liberali sauditi”, verrà nuovamente portato in una pubblica piazza di Gedda e lì, in mezzo alla folla festante, subirà la seconda gogna. È stato stabilito che le 1000 frustate saranno eseguite con scadenza settimanale, 50 a volta.
Questo ignobile castigo deve terminare. Ma fino a quando la fustigazione pubblica di Badawi, che ha compiuto il suo 31esimo compleanno martedì scorso, andrà avanti, Amnesty International Italia ha deciso di protestare, alla vigilia di ogni nuova sessione di frustate, di fronte all’ambasciata del Regno dell’Arabia Saudita. Il primo, e speriamo anche l’ultimo appuntamento, è per oggi giovedì 15 dalle 11 alle 12.30 in via G. B. Pergolesi 9.
Articolo21 aderisce e partecipa all’iniziativa. Sarà presente una delegazione guidata dal collega Gian Mario Gillio.
15 gennaio 2015




La Storia attuale del mondo Arabo sembra in gran parte simile al nostro oscuro Medio Evo. La Storia dell'Occidente, nella sua evoluzione, sembra contaminarlo solo in alcuni aspetti, ma non nella parte riguardante il rispetto della vita e dell'integrità dell'Uomo.
La Liberté, Egalité e Fraternité della Rivoluzione Francese della fine del XVIII secolo dell'era cristiana sembra, per molta parte del mondo Arabo, chiusa in una bolla di vetro di un mondo a parte, di cui tale mondo Arabo non tiene minimamente conto.
10 anni di carcere e 1000 frustate comminate settimanalmente appartengono più al mondo nazista, altra buca di potenziale di civiltà, che al mondo civile del XXI secolo dell'era cristiana, in cui i contatti fra le varie civiltà, i vari mondi di questa piccola Terra, hanno raggiunto, grazie alla Tecnologia ed alla Scienza, un livello mai conosciuto prima nella storia dell'Uomo.
Come il nazismo comparve in tutto il suo orrore nel bel mezzo del XX secolo dell'era cristiana in una Germania dove la Scienza, la Tecnologia e le Arti avevano grandi rappresentanti in menti come Einstein, Max Plank, Gustav Hertz, Max Born, Kurt Huber, Carl Orff, così in questo tempo il mondo Arabo conosce una buia decadenza. Non tutto ovviamente, ma quello che limita e uccide la Libertà di espressione come fece il nazismo, seguendo la follia mirata di un nevrastenico psicopatico come Adolf Hitler.
A furia di frustate uccideranno questo giovane illuminato e il mondo civile lascia fare.
C'è stato un tempo in cui la cultura araba era fiorente e tanto ha lasciato al mondo occidentale. Basta fare un viaggio riflessivo a Cordova, a Siviglia, a Granada e si scopre un tempo in cui le tre religioni monoteiste convivevano senza scannarsi.
Ora prevale l'oscurità.


La RESPONSABILITA' in ITALIA

In questo Paese tante cose debbono cambiare e fra queste l'assunzione di Responsabilità.
Stanchi e sfiduciati i cittadini italiani che non si rifugiano nel cinismo o nell'indifferenza sperano davvero fortemente che le cose possano cambiare.
Finché a pagare per gli errori di altri sarà il contribuente nulla cambierà. Finché chi crea danno ai contribuenti beneficierà della prescrizione, nulla cambierà.
Chi sbaglia paga. Proverbio popolare totalmente disatteso da tanti troppi anni in questo Paese, sopratutto a livello politico e a livello di chi gestisce grosse opere pubbliche.

Ricordate questo mio post dell'8 novembre 2014?
Porto pochi esempi presi qua e là:
il muro sul fiume a Carrara costruito SENZA FONDAMENTA, la lettera di risposta, firmata da un Dirigente della Provincia di Carrara, alle preoccupazioni legittime di chi vedeva infiltrazioni di acqua.
Cosa farà il governo Renzi, la tanto tutelata magistratura a questo irresponsabile incompetente che ha messo il suo timbro di Dirigente e la sua firma certificando con certezza che "il muro teneva sicuro"? 

Cosa avranno fatto a costui? L'avranno rimosso? Retrocesso?
Non sappiamo. Ma se non gli hanno fatto pagare l'irresponsabilità dimostrata costui continuerà a scrivere lettere insensate e a percepire uno stipendio per questo.

A fronte di tanta irresponsabilità impunita scopro, nella vita di ogni giorno, richieste di dover rispondere legalmente e con il proprio patrimonio personale per responsabilità che non ricadono necessariamente nell'azione diretta di chi la legge chiama a risponderne.
Porto degli esempi di cui sono venuta a conoscenza come farebbe un cronista qualsiasi:
1 - Chi dirige una struttura con una trentina di dipendenti nel campo alimentare deve occuparsi di varie incombenze amministrative, contabili, di gestione degli obblighi di legge legati al lavoro dei dipendenti, ma risponde personalmente sul piano penale se, ad esempio, un commesso sbaglia nel suo lavoro non applicando, per mera distrazione, un preciso passaggio obbligato dettato dalle regole di Legge per la sicurezza alimentare; non sarà lui a risponderne in caso di ispezione delle Autorità preposte ai controlli, ma sarà il Dirigente, che magari in quel momento non era presente, essendo necessariamente occupato altrove, ad essere denunciato e, in caso di condanna, a dover pagare la multa con il suo patrimonio personale.
Questa scoperta non ha stupito soltanto me, ma molte persone venute a conoscenza di come la Regola di Legge è stata ingiustamente formulata giacché, se è vero che chi dirige ha la responsabilità dell'insieme, è anche vero che di un errore di distrazione del singolo lavoratore dovrebbe rispondere il singolo lavoratore. E' irreale pensare che chi dirige una struttura complessa possa in ogni istante monitorare l'operato di ogni singolo dipendente. Eppure la legge invia in capo al Dirigente, e personalmente, l'errore del dipendente. 
2 - I Presidi delle Scuole Pubbliche sono stati recentemente cambiati in Dirigenti Scolastici. Questo cambiamento normativo, lungi da rendere il loro lavoro migliore, ha rovesciato sulle loro spalle un coacervo di incombenze, di obblighi e di relative responsabilità penali che hanno dell'incredibile. Costoro vengono chiamati a rispondere di tutto: dall'intonaco che si stacca dal soffitto per manutenzioni mal fatte da altre Istituzioni preposte a questo ufficio, a diatribe legali fra genitori ed insegnanti, a scioperi del personale che, per il Diritto Sindacale, non è tenuto ad informare preventivamente il Dirigente, fino al cattivo lavoro del personale amministrativo in caso di non rispetto, da parte di questo, di precise incombenze di sua competenza..
Quest'ultima questione, quale Funzionario dello Stato in pensione, la trovo assurda come l'esempio portato al punto 1.
Se, per sciatteria nello svolgimento del proprio lavoro, l'assistente amministrativo non invia entro una certa scadenza i contratti per le supplenze temporanee al Ministero del Lavoro, incombenza che va espletata entro il mese successivo alla stesura del contratto medesimo, il Dirigente Scolastico paga di tasca sua una multa di qualche migliaio di euro!
D'accordo che il Dirigente deve vigilare sull'insieme, ma sempre un essere umano solo è e non può avere l'onniscenza, l'onnipresenza e altro che la legge pretende.. Né capisco perché l'eventuale mancanza non vada in capo al pubblico impiegato che ne è l'autore materiale!
Concludendo: una somma di leggi e regole ha inteso caricare penalmente, con le relative conseguenze economiche personali, una serie di Dirigenze "di frontiera", sollevando, irragionevolmente il singolo dalle sue responsabilità, mentre, ad alto livello, si assiste ad un discarico da responsabilità che comportano grave danno alle Casse Pubbliche!
E' evidente che questa E' RESPONSABILITA' DI COMPETENZA POLITICA E QUALCOSA DEVE CAMBIARE!             


Da: La Repubblica.it

Il presidente dell'Anas in Senato: "Grave errore sul viadotto"

Ciucci sentito dalla commissione Lavori pubblici sul caso Scorciavacche: "Il cedimento della rampa di accesso imputabile alla progettazione o alla costruzione. Non escludo un risarcimento per danno di immagine".
"C'è stato un errore grave perché un cedimento della rampa di accesso non può verificarsi nè dopo sette giorni nè dopo sette anni nè mai, ma non c'è stato nessun crollo del viadotto". Lo ha detto il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, in audizione davanti alla commissione Lavori pubblici del Senato sul viadotto Scorciavacche in Sicilia chiuso una settimana dopo l'inaugurazione. Il presidente dell'Anas ha precisato che il problema "potrebbe essere dovuto o a un errore di progettazione o di costruzione". 

Il caso del viadotto sollevò anche l'ira del presidente del Consiglio Renzi che con un tweet disse chiaro che il responsabile avrebbe pagato.

"Le responsabilità saranno accertate - ha continuato il presidente dell'Anas -operiamo nel rispetto dell'indagine della procura e opereremo al recupero del danno, che sembrerebbe quantificabile in 200 mila euro e ripristinabile in poche settimane, senza alcun onere per la finanza pubblica e sul bilancio Anas". 

Ciucci ha spiegato che "resta impregiudicata la possibilità di ottenere il ristoro di ogni ulteriore danno, compreso quello di immagine".
Il presidente dell'Anas in Senato: "Grave errore sul viadotto"
Il viadotto Scorciavacche





martedì 13 gennaio 2015

Matteo a Matteo: Strasburgo divertente



Pubblicato il 13 gen 2015
Strasburgo, 13 gen. - Beppe Grillo e Matteo Salvini approfittano del palco di Strasburgo per criticare il semestre italiano di presidenza dell'Ue. Matteo Renzi e' "il nulla che parla" ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle che ha seguito dalla tribuna dell'aula il discorso del presidente del Consiglio. A bocciare il semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue "non e' la Lega Nord", rilancia il leader del movimento, Matteo Salvini, il semestre e' stato bocciato "dall'aula dell'Europarlamento: il deserto". Come ha sottolineato dopo l'intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Strasburgo, questa "e' la degna fine di sei mesi di chiacchiere: neanche i suoi uomini hanno perso tempo per venire ad ascoltare il nulla". Elencando tutti quelli che il Carroccio considera come i mancati risultati del semestre, Salvini ha in particolare ricordato il caso dei Maro' e l'immigrazione: "Fortunatamente - ha concluso - il risultato e' zero anche sui negoziati per l'ingresso della Turchia in Ue". La stoccata di Renzi a Salvini, 'difficile leggere libri eh?' "Capisco che leggere piu' di due libri e' difficile, per alcuni..." e' stata la risposta sarcastica che Renzi ha rivolto ai contestatori che lo fischiavano, verso la fine del suo intervento al Parlamento europeo, quando ha citato il Canto di Ulisse nell'Inferno di Dante. Dai banchi degli euroscettici e della Lega, in quel momento erano partite le contestazioni, in particolare da parte del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, e il premier ha ribattuto con la stoccata.

RENZI REPLICA A SALVINI: DISTANZA PAZZESCA TRA DEMAGOGIA E REALTA' - "Tra la demagogia e la realta' c'e' una distanza pazzesca". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso di replica all'Europarlamento. Un discorso nel quale ha replicato duramente alle critiche in particolare a quelle del leader del Carroccio Matteo Salvini al quale Renzi ha ricordato l'assenteismo sui banchi europarlamentari. Per Renzi in Italia si assiste ad un "derby tra chi si alza" e accetta la sfida del cambiamento e "chi scommette sulla paura".

Trilussa + il Grande, Immenso Gigi Proietti





Da: Il Giornale.it



Dove e come comprare kalashnikov e lanciarazzi

Le armi vengono contrabbandate seguendo le stesse rotte con cui entrano i clandestini dell'Est Europa



ll commando formato dai fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi ha assaltato la redazione del Charlie Hebdo imbracciando i kalashnikov.







È con un'arma semiautomatica calibro 7,62 millimetri che i due jihadisti hanno usato per ammazzare a sangue freddo un poliziotto già a terra. Un'arma con un potere d'arresto e perforante ben maggiore rispetto a quelle in dotazione delle forze di polizia. Reperirla non è poi così difficile: l'ex Jugoslavia, la Siria e il Nord Africa sono i Paesi da cui provengono i maggiori flussi clandestini di kalashnikov e lanciarazzi.
Un kalashnikov può essere facilmente acquistato nei Balcani per 450 euro. Il prezzo lievita sensibilmente se si va a comprarlo al mercato nero francese. Qui si arriva a spendere tra i due e i 2.500 euro al pezzo. Meglio, quindi, comprarli direttamente all'estero. Per farlo basta contattare gli stessi mediatori che fanno entrare in Europa i clandestini. La rotta su cui viaggiano le armi illegali sono, infatti, le stesse. "Le guerre balcaniche degli anni '90 hanno determinato un massiccio flusso proveniente dagli arsenali dell'Europa Orientale e dall'ex Jugoslavia finite in parte ad alimentare il mercato clandestino", spiega Gianandrea Gaiani sul Sole 24Ore che, citando un rapporto del Pole interministériel contre la criminalité organisée en Europe du Sud-Est, spiega come"al termine dei conflitti balcanici le armi detenute illegalmente in Kosovo, Macedonia, Bosnia e Serbia erano 4 milioni". Allora si comprava un kalashnikov con 50mila lire. Adesso i prezzi sono aumentati, ma la rotta che le armi seguono per entrare nell'Unione europea è la stessa.
Una fonte ben informata spiega che le armi "vengono contrabbandate in piccoli numeri, tre o quattro per volta, solitamente a bordo dei camion che dai Balcani attraversano l'Europa". È la stessa rotta su cui viaggiano i clandestini per entrare nell'Unione europea. È da qui che riescono ad arrivare anche le armi trafficate dalla Siria e dal Nord Africa, "in particolare dagli arsenali libici e dagli ingenti quantitativi bellici trafugati dai ribelli nelle caserme dell'esercito di Damasco o acquistate per i ribelli dai Paesi arabi".


Chi fabbrica le armi?
Dove sono fabbricati i kalashnikov?
Il traffico è chiaro... Ma l'origine?
Nessuno ha il coraggio morale di scrivere CHI vive lucrando sulla morte violenta?





lunedì 12 gennaio 2015

Liguria: peggio ancora!


Al post La Liguria ed il PD era stato fatto un commento da una lettrice che aveva inviato un link ad un interessante articolo che parlava della rivale di Cofferati e di alcune cosucce che riguardavano suo marito. Tale link ha funzionato fino poco oltre le h. 20:00 di questa sera, tanto è vero che ho potuto collegarmi ad esso una prima volta intorno alle h. 19:00 e, dopo aver letto l'articolo, ho risposto con un commento alla lettrice alle h. 19:36.
Il fatto che sia stato oscurato non depone affatto bene sul nostro Paese proprio nel momento in cui si parla e strombazza ai quattro venti DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE, anche quando si tratta di pesante satira che può toccare la suscettibilità religiosa dei musulmani.
Chi ha inteso oscurare il sito che ha pubblicato quell'articolo non può legittimamente dire: JE SUIS CHARLIE HEBDO. 
Ma ritengo giusto che le notizie contenute in quell'articolo possiate leggerle in un altro sito che ho trovato e che riporta identici argomenti.
A questo punto credo proprio che sia interessante leggerlo! 





La Spezia Oggi News



SETTE BUONI MOTIVI PER NON VOTARE PAITA-UN INTERVENTO DI MASSIMO BALDINO CARATOZZOLO


LA SPEZIA- Non so quali possano essere i motivi per cui uno spezzino dovrebbe votare Sergio Cofferati, ma conosco alla precisione quelli per cui per uno spezzino proprio non è possibile votare Raffaella Paita detta Lella.
  • Il debito ACAM fuori controllo, con relative bollette stangata di questi giorni, passa tutto attraverso la sua responsabilità ( http://www.laspeziaoggi.it/news/2014/11/lettera-a-raffaella-paita-su-acam/ ) essendo stata la signora capogruppo PD in Consiglio Comunale durante la gestione Pagano, quando ACAM assumeva impiegati e funzionari a più non posso e si andava a inserire in settori commerciali che nulla avevano a che fare con la natura originale della azienda di proprietà del Comune. Non ci pare che la Signora Paita prese all’epoca nessuna posizione, né che denunciò quanto stava avvenendo. Neppure quando, durante il primo mandato Federici, alla Signora fu affidato l’incarico di riassetto delle cosi dette “municipalizzate” ella si degnò di rendere pubblico la situazione DISASTROSA dell’azienda, né intraprese alcuna azione per frenarne lo sprofondo che oggi gli spezzini sono chiamati a risanare. 600 milioni di euro che ancora oggi gridano vendetta e vorrebbero dei perché.
  • La Signora evidentemente non ama Spezia. Tuttalpiù amerà la nostra città quanto la ama Federici, cioè zero e l’ultima delibera regionale che fa diventare Spezia la pattumiera di Genova ne è la conferma. (http://www.laspeziaoggi.it/news/2014/12/la-regione-regala-un-carico-di-rifiuti-a-saliceti/) . Non mi sembra che la Signora Lella abbia mosso un dito, anzi…
  • La Signora si sta facendo da ben due anni una campagna elettorale a nostre spese. E’ evidente, infatti, che sta sfruttando il suo ruolo regionale di assessora per il quale è da noi profumatamente pagata, per sciorinare a destra e a manca tutto quello che in regione fa e ottiene (cioè nulla che non sia di normale amministrazione) facendolo sembrare opera sua. Sfrutta cioè la sua grande visibilità per conquistare una carica, quella della Presidenza Regionale, alla quale da buona arrivista conclamata aspira da tempo. La cosa ha assunto persino un carattere patetico in questi ultimi giorni, quando fa passare per sua una trattativa per evitare la vendita all’asta degli alloggi di edilizia popolare, trattativa che se la Regione si fosse avvalsa delle sue prerogativa sancite dal Titolo V della costituzione, non sarebbe neppure dovuta esistere. Bastava infatti non recepire il DM Lupi e vedere che succedeva. (http://www.laspeziaoggi.it/news/2014/11/assemblea-sulle-case-popolari-raffaella-paita-si-sottrae-al-contraddittorio/).
  • Solo in una occasione il presenzialismo della Signora in rosso (scoloritissimo) è venuta meno. Esattamente quando più sarebbe stata necessaria la sua presenza, ovvero durante l’ultima alluvione di Genova. Lì la signora si eclissata per alcuni giorni, salvo poi dimostrare di non conoscere affatto il ruolo del suo Assessorato. Ruolo che la inchioda a precise e oggettive responsabilità in merito a quanto accaduto nella mancanza di comunicazione prima, durante e dopo l’evento alluvionale. (http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2014/10/alluvione-di-genova-10-domande.html). Di più , la Signora ha pensato bene, passato il primo momento di sconcerto, di utilizzare il triste evento alluvionale per farsi un po’ di campagna elettorale sulla pelle di chi aveva perso tutto. (http://www.primocanale.it/notizie/mai-paita-sfrutta-l-evento-alluvionale-per-fare-la-campagna-elettorale–148720.html).
  • In realtà la Signora troppo presa dalle sue vicende politiche personali (pagate da noi) non ha provveduto ad accertarsi che i suoi funzionari presentassero in modo corretto i documenti a Roma per ottenere lo “Stato di emergenza” , che infatti proprio per questi errori e imprecisioni dell’istruttoria (sempre così care alle amministrazioni PD) è stato rifiutato. (http://www.primocanale.it/notizie/la-regione-sbaglia-pratica-rifiutato-alla-liguria-lo-stato-d-emergenza-150584.html).
  • D’altra parte che alla Sora Paita non importi nulla della sicurezza del territorio e dei suoi abitanti, ce ne eravamo accorti da tempo. Basti pensare alla vicenda del famoso outlet di Brugnato, fatto costruire in una zona ad alto rischio alluvionale, in barba ad ogni normativa e controllo, ma cosa ancor più grave al buon senso, come dichiarato persino dal Capo della Protezione Civile Gabrielli. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/liguria-rischio-alluvione-arriva-loutletfermato-extremis-progetto-brugnato/172531/)
  • La Signora è sposata con Luigi Merlo, Presidente della Autorità Portuale di Genova , già vice sindaco di La Spezia e assessore regionale ai Trasporti. Un po’ di buon senso direbbe che la Signora dovrebbe magari farsi da parte per non rischiare tragici conflitti di interesse. In alternativa potrebbe dimettersi  Merlo, prendendosi un lungo periodo di riposo, se la moglie veramente dovesse ricoprire l’incarico di Presidente della Regione Liguria. Tra l’altro l’ex vice Sindaco spezzino lo potrebbe fare anche in virtù della chiaccheratissime intercettazioni telefoniche che lo vedono, o meglio, lo “sentono” chiacchierare in modo disinvolto con Gino Mamone, l’imprenditore in odor di mafia, che in Liguria ha il dominio degli appalti pubblici per rifiuti, bonifiche e alluvioni…. (http://www.casadellalegalita.info/archivio-storico/2014/11335-paita-a-merlo-la-famiglia-di-punta-di-burlando-e.html ).
    Scrivendoli mi accorgo che  i motivi sarebbero molti molti di più Cara Signora Paita perché da buon spezzino io non la votassi, ma per non dilungarmi oltre qui mi fermo…. Fondamentalmente non la voterò perché lei non ama Spezia, così come non la ama Federici, che invece ama lei  (in senso politico ovviamente). Spezia purtroppo non la ama nessuno e le vicende ACAM, Rifiuti, Riqualificazioni-Strupro stanno li a dimostrarlo.                                                    
  • (Massimo Baldino Caratozzolo)
Moooolto interessante, vero?!

Noi si che possiamo dire e scrivere veramente:
Mais oui! Je suis Charlie Hebdo!

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Un esempio, cliccando su gennaio 12 apparirà La Liguria ed il PD, cliccando sul titolo si avrà la schermata completa del post con sotto i commenti.
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La Liguria ed il PD

Premetto che non so neppure chi sia la giovane donna che ha vinto "le primarie" del PD per esprimere il loro candidato alla Presidenza della Regione, leggo sui giornali che è Assessore Regionale alle Infrastrutture, e so invece chi sia Cofferati, uno dei tanti sindacalisti che con il sindacalismo si sono fatti ricchi usando il sindacato quale predellino per l'ascesa politica. 
La diatriba, innescata dall'ex-sindacalista ed ex-sindaco di Bologna (in cui fu contestato per aver preso una posizione "non di sinistra" nell'imporre ai lavavetri stradali, extracomunitari e non, il divieto di molestare gli automobilisti) sul fatto che queste primarie sono state inquinate da voti comprati, mette ancora una volta in luce quanto il PD sia lontano dalla speranza, da me riposta in Matteo Renzi, di diventare un partito pulito.
Tutti ne escono sconfitti: la giovane Assessore aspirante Presidente di Regione e l'ex sindacalista, che aveva espresso l'intenzione di ritirarsi dall'agone politico ed ora invece si ripresenta in mezzo ad un guano di polemiche.
A leggere i giornali si scopre che votavano anche cinesi e marocchini (????). Il lettore si domanda: "D'accordo che si può non avere la tessera PD per votare, ma si dovrà almeno essere cittadino italiano? Sono primarie di un Partito, d'accordo, ma che deve esprimere un candidato ad una carica istituzionale che può votare solo il cittadino italiano. Oppure no?!"
Vedete bene che già siamo nella nebbia, nei vapori maleodoranti che si elevano dalla Palude da cui Renzi, nelle speranze, avrebbe dovuto farci uscire.
E, sempre a leggere i giornali, si sente che, persone presenti ai seggi, raccontano l'imbarazzante fatto che i cinesi ed i marocchini chiedevano "a chi dovevano chiedere i soldi per il voto dato"!!!!!
Siamo nella più cupa Palude! 
Povera Liguria, bella e già tanto offesa per l'incuria nei riguardi del suo splendido territorio!
Con quel Presidente di Regione, Burlando, confuso fino al punto di entrare, un giorno di qualche tempo fa, contromano in Autostrada!!!
E che dire di Doria! Il sindaco di Genova che i genovesi si erano votati con tanto entusiasmo: ha fatto abbastanza schifo quando c'è stato l'ultimo disastro per l'ennesima alluvione!
Non si è affacciato a parlare con la gente giunta sotto il Municipio... E' stato beccato in un albergo di montagna tranquillo in vacanza con la famiglia mentre a Genova spalavano ancora il fango...
Povera Liguria... ma anche povera Italia!

Da: Il Secolo XIX -  20 ottobre 2014

Doria e la cena a Courmayeur: «Unica pausa dopo 10 giorni in prima linea»

Genova - Prima è stato il teatro, mentre la città finiva sott’acqua. Poi, dieci giorni dopo la cena a Courmayeur . Il sindaco Marco Doria è finito di nuovo sotto accusa per essersi concesso un momento di svago in un momento difficilissimo per la città.

Si è giustificato dicendo che "dopo una settimana e mezza di presenza ininterrotta si è preso una pausa..."
Sarebbe incommentabile una simile affermazione da parte di un Primo Cittadino di una città stravolta da una simile calamità, dovuta alle pessime scelte politiche per quel territorio, al quale però mi viene da dire: "Povero cocco! Lui si doveva riposare! E gli altri a spalare con il cuore stretto per l'ennesima distruzione del loro reddito, quando ancora aspettavano e credo ancora aspettino i rimborsi per la calamità di poco precedente!"
Un vero Primo Cittadino rimane sul campo come è suo dovere fino all'ultimo, altrimenti è uno schettino.  

domenica 11 gennaio 2015

Anita Ekberg: splendore e fine


Anita Ekberg e Franco Silva all'epoca del loro burrascoso amore.
















E' morta a 83 anni in una clinica davanti alla quale passo in auto spesso.
Pochi ricordano che lo splendore era finito da tempo per lei, non solo per la vecchiaia, anche Virna Lisi è invecchiata a poco a poco, ma senza aver avuto la vita di eccessi della bella "Anitona", dunque con più serenità...
E' stata anche sfortunata. Pochi ricordano che fu vittima di un'aggressione con violenza da parte di balordi nella sua casa, ormai anziana, dunque un vero affronto poverina.
Come molte "cicale" si è ritrovata senza mezzi.
Poche cronache riportano il suo amore con Franco Silva, morto nel 1995, nome d'arte di Franco Vistarini, padre dell'attrice Mita Medici. 
Mentre riportano i nomi dei suoi importanti amanti e dei due mariti fra cui Anthony Steel con cui dava luogo a folli litigate nei locali romani, con grande gioia dei "paparazzi".
Anthony Steel, attore britannico, morto nel 2001, il giorno del matrimonio con Anita Ekberg


Anita ormai invecchiata