mercoledì 21 gennaio 2015

Salvini e i referendum

Da: La Stampa.it

Un’altra battaglia che Matteo Salvini sta portando avanti da tempo è quella per legalizzare la prostituzione. Lo slogan è «liberiamo le nostre strade», il mezzo è l’abrogazione della legge 75 del 20 febbraio 1958 (la Legge Merlin) e gli obiettivi dichiarati sono: tutelare la salute pubblica, combattere il degrado, garantire la sicurezza e portare nelle casse dello Stato 4 miliardi l’anno. A tanto, secondo le stime, ammonterebbero le entrate fiscali derivanti dalla tassazione della prostituzione. 


Classico modo fasullo di porgere una notizia. 


Salvini cerca di cambiare un altro schifo in cui l'Italia vive da anni e anni, e se la senatrice Merlin tornasse e potesse vedere come sono ridotte le nostre strade urbane ed extraurbane sarebbe la prima a chiedere una regolamentazione che restituisca dignità al vivere civile e ordine.
Invece tutti i partiti tacciono. A loro sta bene che nel 1958 siano stati chiusi gli indecorosi bordelli sparsi ovunque nelle città purché tenessero le persiane chiuse... e gli sta bene che a poco a poco una delinquenza più che tollerata butti sui marciapiedi, ovunque, alla luce del sole, donne soprattutto extracomunitarie, senza alcun permesso di soggiorno, spesso giovanissime, a culo di fuori.
Scusate per il linguaggio crudo, ma lo spettacolo indecoroso è anche più crudo!
Ho un ricordo della mia infanzia su una Casa Chiusa che stava in una traversa di Via dei Serpenti, proprio vicino dove ora abita il dimissionario Presidente della Repubblica. Una mia cuginetta adolescente, che abitava in quel quartiere, mi mostrò con un sorriso malizioso le persiane chiuse e mi spiegò cosa celavano.
Quando la senatrice Merlin fece la famosa Legge, la prostituzione non dilagò nelle strade ovunque come l'immondizia che oggi le decora, ma le donne che vollero continuare a vendersi esercitarono con discrezione. A Roma era famosa la "Passeggiata Archeologica", dove però apparivano a tarda sera oscurate dai folti alberi che mascheravano la luce dei lampioni.
E' tollerabile quello che l'Italia è diventata anche per questo aspetto?
Evidentemente per tutti i partiti si!!!
Tranne che per Salvini che però viene ipocritamente pubblicizzato come quello che "vuole legalizzare la prostituzione". Ma recentemente qualcuno non aveva messo questo introito nel nostro PIL?!
Ma lasciamo le cose così! Corrive, come tutto il resto!
Non servirebbe un referendum, anche perché i referendum in questo Paese se li mettono in tasca... come abbiamo visto in più occasioni, l'unico che ha avuto dei frutti è stato quello sul nucleare.. eppure i tre quesiti non erano drastici, ma chiedevano ben altro: andate a rileggerveli se li trovate sul WEB.
Però quello, che non era così precisamente posto o SI o NO, l'hanno applicato. Forse per la stessa ragione per cui è morto Mattei e hanno fatto fuori Felice Ippolito... Per l'energia siamo totalmente dipendenti da altri... E a proposito di uscite di Bilancio la voce Energia è pesantissima... Ma leggete sotto.. sono le pensioni il problema del Bilancio!
Chiudo suggerendo che per la prostituzione e la delinquenza ad essa legata basterebbe fare una legge in Parlamento: non serve spendere altri soldi per un referendum inutile.       


Da: La Stampa.it

Per la Consulta è inammissibile il referendum della Lega sulla legge Fornero

respinta la proposta della Lega. Salvini: “Questa Italia mi fa schifo. Non finisce qui”
un peso lo avrebbe avuto il fatto che il quesito referendario si proponeva di abbattere l’art. 24 del decreto legge 201/2011, la manovra cosiddetta Salva-Italia: l’art. 75 della Costituzione dice che non è ammesso il referendum per leggi tributarie e di bilancio e tra la tenuta dei conti dello Stato e la riforma delle pensioni c’è un nesso, reso più stringente dai vincoli sul pareggio di bilancio previsti in Costituzione, da quando l’art.81 della Carta è stato modificato. 

La riforma Fornero varata con il Salva Italia ha elevato i requisiti per le pensioni di vecchiaia delle donne, ha dato un giro di vite sull’anzianità contributiva eliminando le quote e innalzando il limite per l’uscita, ha esteso a tutti il metodo di calcolo contributivo al posto del retributivo.
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Articolo 81 (*)

Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale (1).
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(*) Articolo così sostituito dalla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, («Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale»), le cui disposizioni si applicano a decorrere dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014 (articolo 6).
(1) Si veda in proposito l'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1:
«Art. 5.
1. La legge di cui all'articolo 81, sesto comma, della Costituzione, come sostituito dall'articolo 1 della presente legge costituzionale, disciplina, per il complesso delle pubbliche amministrazioni, in particolare:
a) le verifiche, preventive e consuntive, sugli andamenti di finanza pubblica;
b) l'accertamento delle cause degli scostamenti rispetto alle previsioni, distinguendo tra quelli dovuti all'andamento del ciclo economico, all'inefficacia degli interventi e agli eventi eccezionali;
c) il limite massimo degli scostamenti negativi cumulati di cui alla lettera b) del presente comma corretti per il ciclo economico rispetto al prodotto interno lordo, al superamento del quale occorre intervenire con misure di correzione;
d) la definizione delle gravi recessioni economiche, delle crisi finanziarie e delle gravi calamità naturali quali eventi eccezionali, ai sensi dell'articolo 81, secondo comma, della Costituzione, come sostituito dall'articolo 1 della presente legge costituzionale, al verificarsi dei quali sono consentiti il ricorso all'indebitamento non limitato a tenere conto degli effetti del ciclo economico e il superamento del limite massimo di cui alla lettera c) del presente comma sulla base di un piano di rientro;
e) l'introduzione di regole sulla spesa che consentano di salvaguardare gli equilibri di bilancio e la riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo nel lungo periodo, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica;
f) l'istituzione presso le Camere, nel rispetto della relativa autonomia costituzionale, di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell'osservanza delle regole di bilancio;
g) le modalità attraverso le quali lo Stato, nelle fasi avverse del ciclo economico o al verificarsi degli eventi eccezionali di cui alla lettera d) del presente comma, anche in deroga all'articolo 119 della Costituzione, concorre ad assicurare il finanziamento, da parte degli altri livelli di governo, dei livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali.
2. La legge di cui al comma 1 disciplina altresì:
a) il contenuto della legge di bilancio dello Stato;
b) la facoltà dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano di ricorrere all'indebitamento, ai sensi dell'articolo 119, sesto comma, secondo periodo, della Costituzione, come modificato dall'articolo 4 della presente legge costituzionale;
c) le modalità attraverso le quali i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni.
3. La legge di cui ai commi 1 e 2 è approvata entro il 28 febbraio 2013.
4. Le Camere, secondo modalità stabilite dai rispettivi regolamenti, esercitano la funzione di controllo sulla finanza pubblica con particolare riferimento all'equilibrio tra entrate e spese nonchè alla qualità e all'efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni.».
Dunque se la finanza pubblica non regge potrebbero andare anche oltre la Legge Fornero... Tagliarci ancora le pensioni e gli stipendi, aumentare a morte le tasse...
Povero Salvini... 
Certo che secondo l'art. 75 della carta Costituzionale non possono essere soggette a referendum le leggi tributarie e di bilancio, ma la legge sulle pensioni non è né tributaria (la pensione non è un tributo, una tassa, un'imposta) né riguarda il bilancio dello Stato se non come qualsiasi altra voce di spesa... Ma il "nesso" loro l'hanno trovato grazie a questo ritocchino dell'art. 81!!
Vedete bene che fanno come gli pare. E' inutile agitarsi.
Ricordate tutti i nostri soldi spesi per pagare la Commissione, con l'allora Presidente dell'ISTAT, che non è stata in grado di stabilire i parametri attraverso i quali avrebbero dovuto pagare le prebende degli eletti italiani equiparandole a quelle degli eletti europei, di molto inferiori?!!
Non sono stati in grado!!!
Si sono presi i soldi come Commissari e noi gabbati di nuovo!
E' tutto così e servono cervelli spietati e fini per uscirne e non ne vedo!
Salvini parla parla, non so se in buona fede o meno, ma mi pare che non ha combinato niente!  
!!!!!!!!!
Strade italiane in pieno giorno.
Per i Partiti che siedono in Parlamento questo è normale.
Nessuno propone una legge e chi lo fa viene messo alla berlina. 

  
Così si coprono prima gli occhi ai bambini che ingenuamente chiedono: "Ma la signora ha dimenticato di finire di vestirsi! Non ha neppure le mutande!"

martedì 20 gennaio 2015

Chirurgia Toracica

Da: Sanihelp.it 

Bronco riparato con cellule staminali: è il primo caso

di 
Pubblicato il: 20-01-2015

Sanihelp.it - Il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati del primo caso di riparazione del tessuto bronchiale con cellule staminali.  La tecnica è stata sviluppata dal dottor Francesco Petrella, vice direttore della Divisione di Chirurgia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, in collaborazione con la Cell Factory della Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano e con il professor Fabio Acocella del Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare dell’Università Statale.
«Abbiamo prelevato le cellule staminali adulte mesenchimali dal midollo osseo di un giovane di 42 anni sottoposto all’asportazione del polmone destro per mesotelioma pleurico - spiega Petrella – Le abbiamo espanse e inoculate tramite una metodica mininvasiva, la broncoscopia flessibile, nell'area del  bronco dove si era creata una fistola post-chirurgica, una sorta di ferita aperta tra il bronco e il cavo pleurico, dovuta alla mancata cicatrizzazione che normalmente avviene dopo la chirurgia. La  metodica si è rivelata efficace nello stimolare la cicatrizzazione del bronco, evitando così altri interventi invalidanti».
«Le cellule staminali mesenchimali sono in grado di migrare e attecchire nelle aree di infiammazione e di danno ai tessuti. Una volta impiantate nel sito bersaglio da curare, hanno la capacità di instaurare un contatto con il microambiente cellulare circostante, fenomeno definito cross-talk, che consente un processo di riparazione e/o rigenerazione, con graduale ripristino delle funzioni danneggiate».
«Da decine di anni la letteratura mondiale propone soluzioni invasive per risolvere il grave difetto di cicatrizzazione chiamato fistola post-chirurgica – dichiara  Spaggiari - che si produce in circa l'8% dei casi di pneumonectomia e nel 3% dei casi di lobectomia e può essere letale.
La tecnica clinica sviluppata allo IEO è l'esito di un precedente studio sperimentale condotto da IEO e Università Statale di Milano e il gruppo milanese ha seguito tutte le procedure di autorizzazione richieste dall'Aifa per l'utilizzo delle staminali nell'uomo.
«Ora creeremo un protocollo di studio e inizieremo una ricerca clinica - conclude Spaggiari - per diffondere la nostra metodica alla pratica clinica. Sono necessari approfondimenti prima che possa diventare standard. In futuro pensiamo di estendere i risultati ottenuti oggi sulle vie aeree anche ad altri distretti anatomici».

Nota di chi gestisce questo blog: Il Prof. Lorenzo Spaggiari è:

Professore di Chirurgia Toracica - Università degli Studi di Milano - Direttore Programma Polmone - Direttore Divisione di Chirurgia Toracica - Istituto Europeo di Oncologia

Tutti felici tutti contenti: esempio di giornalismo ridicolo

Da: La Stampa 20/01/2015
di: ELENA MASUELLI

Italiani detenuti in India, annullato l’ergastolo: Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni liberi

I due erano stati arrestati nel febbraio del 2010 con l’accusa di aver ucciso Francesco Montis, loro compagno di viaggio.

Cinque anni in un carcere indiano per una tragedia fatta passare per crimine, fra avvocati che mancano, scioperi, festività induiste, processi rinviati, ma adesso Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni sono liberi. La Corte Suprema indiana ha annullato questa mattina l’ergastolo cui erano stati condannati, in primo e secondo grado, per la morte dell’amico Francesco Montis, con cui Tomaso ed Elisabetta erano in viaggio nel 2010, quando il ragazzo sardo, venne trovato morto nella loro camera d’albergo. Subito dopo aver appreso la decisione l’ambasciata d’Italia ha avviato le procedure per ottenere il loro rilascio dal carcere e disporne il rientro in Italia. La madre di Tomaso, Marina Maurizio, che da anni trascorre lunghi periodi a Varanasi per stare vicina al figlio, ha annunciato su Facebook la fine della loro odissea. 
La morte di Francesco  
Tomaso Bruno, oggi 31enne, di Albenga, Elisabetta Boncompagni, 42 anni, torinese, e Francesco Montis, sardo di Terralba, 30 anni all’epoca della tragedia, fidanzato di Elisabetta, sono di passaggio all’hotel Buddha di Chentgani, alla periferia di Varanasi, nel nord est del subcontinente indiano. È il 4 febbraio 2010. I tre ragazzi fanno uso di droga, hashish ed eroina, Francesco si sente male, i due lo portano in ospedale dove ne viene dichiarata la morte.  
L’accusa, delitto passionale  
I due ragazzi vengono rinchiusi il 7 febbraio del 2010 nel carcere di Varanasi, accusati di omicidio e condannati per quello che i magistrati indiani hanno considerato di un delitto passionale: Francesco era infatti il fidanzato di Elisabetta e i due, Tomaso ed Elisabetta, lo avrebbero ucciso per potere stare insieme.
L’autopsia fatta da un oculista e il corpo cremato  
L’esame dell’accusa si basa sull’autopsia effettuata da un oculista, il corpo di Francesco viene subito cremato, l’obitorio è infestato dai topi, e questo rende impossibile una seconda perizia. Il referto parla di morte per asfissia da strangolamento e conta 6 ferite da arma contundente. Non serve a nulla una lettera della madre di Francesco, che ammette i problemi di salute del figlio, che soffre di gravi crisi d’asma, che avrebbe potuto scagionare i due ragazzi. 
Il processo  
Dopo un anno di detenzione, il pubblico ministero chiede per Elisabetta e Tomaso la condanna a morte per impiccagione. Il 23 luglio 2011 sono condannati all’ergastolo, a fine settembre 2012 la pena è confermata in appello. la sentenza recita: «Il movente che ha spinto i due accusati ad uccidere Francesco Montis non si può dimostrare per insufficienza di prove, tuttavia si può comunque ipotizzare che Tomaso ed Elisabetta avessero una relazione intima illecita». Da allora i due italiani aspettavano in carcere la sentenza della Corte Suprema di Delhi, fra lentezze, assenze, tradizioni e decine di rinvii.   
La detenzione  
I due ragazzi sono reclusi nel carcere di Varanasi: vivono in “barak” che ospitano sino a 140 detenuti e che in estate sfiorano i 50 gradi. Hanno la corrente elettrica solo qualche ora al giorno, bevono acqua non potabile che devono procacciarsi da un pozzo comunale in mezzo al carcere e dormono a terra su strati di stuoie e coperte. Non è permesso loro alcun accesso a internet né l’uso del telefono: nessun contatto con il mondo esterno, insomma, se non la scrittura di lettere. E non sono stati concessi né rimpatri né libertà su cauzione. 
 Il sostegno dall’Italia  
In una vicenda che spesso è stata accostata a quella dei due Marò, con la nemmeno troppo velata accusa di essere dimenticata rispetto all’attenzione riservata a Latorre e Girone, moltissime sono state in questi anni le iniziative di sostegno, messe in campo dalle famiglie e dagli amici. L’associazione “Alziamo la voce” è stata creata dagli amici e dai parenti dei ragazzi, «per non fare spegnere le luci sul caso». Su Facebook è nato il gruppo “Tomaso libero”, mentre il regista bolognese Adriano Sforzi, ha realizzato il film “‘Più libero di prima” che racconta la storia dei ragazzi reclusi in India, basato su lettere e riflessioni che Tomaso ha scritto in carcere, e che adesso può essere terminato.  


Che dire? Meglio ridere che piangere, perché ci sarebbe da piangere a leggere questo articolo che documenta l'esito, fortunatamente favorevole per i due protagonisti, della loro vicenda giudiziaria indiana.

La prima cosa che viene da chiedersi, come per altri articoli dei nostri giornali sugli argomenti più disparati, è in quale realtà vivono certi giornalisti e cosa pensano di fare nel proporcela. Forse pensano di convincerci, come nel caso sopra riportato, che gente di circa 40 anni, come la donna protagonista della vicenda, è una "ragazza"?
In tutto l'articolo, infatti, viene così definita insieme ai due compagni di uso di droga, più giovani di lei ma sempre gente di 30 anni circa!
Questo modo sciocco e fuorviante di porgere la realtà, quasi sollevando le persone dalle responsabilità personali "perché so' regazzi", lo trovo intellettualmente disonesto e ridicolo.
Fa il paio con gli sciocchi che hanno definito due donne molto intraprendenti come Greta e Vanessa "due ragazzine"!...
Viene da dire: "Ma in quale mondo vivete?"

Il resto è il giusto lavoro del cronista che riporta come funziona la giustizia indiana e come sono le carceri lì!!!

Anche il riferimento ai due militari italiani, sequestrati senza un qualsivoglia rinvio a giudizio da tre anni, è cronaca e non colpa di chi lo riporta: infatti teste marce dal pensiero debole sono riuscite a fare pure questo, paragonare la vicenda di due militari prestati ad una nave privata che trasportava petrolio, indispensabile al fabbisogno energetico dell'Italia che ne è priva, alla privatissima vicenda di tre persone che erano andate in India per ben altre ragioni.
Le teste marce dal pensiero debole, che sarebbe il pensiero che vede una sola faccia della realtà trascurando le innumerevoli altre, sono quelle che si lamentano se trovano il benzinaio senza carburante che serve alle loro automobili, che si lamentano se il riscaldamento non ha gasolio, se le fabbriche si fermano perché i macchinari vanno a gasolio, senza chiedersi come ci arriva fin lì dove serve alle loro comodità! Forse pensano, le teste marce, che l'Italia ha i pozzi di petrolio come il Texas... chissà!
I due militari italiani avevano delle regole d'ingaggio scritte e se c'è qualcosa che non si capisce in questa brutta storia che riguarda lo Stato Italiano, perché la divisa che indossano rappresenta lo Stato Italiano e non sono due civili "in scampagnata indiana per droga facile", è la ragione per cui il Comandante civile della nave, che aveva richiesto l'aiuto militare per difendersi dall'assalto dei pirati, non era sotto il comando militare del più alto in grado della scorta militare presente sulla nave. Come ha potuto un civile decidere di accostare in porto indiano, dalle acque internazionali dove si trovava, avendo a bordo MILITARI della nostra Marina!! Non erano certo semplici passeggeri. Era il Capo militare di tale scorta che doveva decidere. 

domenica 18 gennaio 2015

Presidente della Repubblica?

Candidati di cui corrono i nomi:
1 - Giuliano Amato 



Da: Il Fatto Quotidiano del 17 aprile 2013 di Beatrice Borromeo

Bobo Craxi: “Se papà era il capo dei ladri, Amato era il vice-ladrone”






Il figlio dell'ex leader socialista afferma che "se mio padre era un criminale lo era anche Giuliano Amato". E la sorella Stefania è ancora più pragmatica: "Amato estraneo al finanziamento illegale al partito? Abitava forse sulla luna? Non poteva non essere coinvolto"
Fatto sta che vostro padre è morto latitante, mentre Giuliano Amato è tra i papabili per il Quirinale.Bobo: Che devo dire? Il destino è beffardo. Ma nessuno, tantomeno mio padre, si aspettava che Giuliano si buttasse nel fuoco per lui. E infatti non lo fece. Ma non si stupì affatto: lo conosceva troppo bene.
Stefania: Certo, mio padre decise di assumersi le proprie responsabilità. Amato no.

sabato 17 gennaio 2015

Kostner condannata per non aver denunciato il suo fidanzato

Da questo blog: 21 Febbraio 2014

Ed eccola con il suo fragile amore che sposerà presto..


Invece il "suo fragile amore" non lo è più e non lo sposerà più, dopo averlo difeso e sostenuto nel suo crollo in cui ha ammesso di aver sbagliato.
Alex Schwazer però l'ha messa nei guai raccontando al Tribunale Nazionale Antidoping (Tna) di quando era con lei e lo cercavano per fare l'esame di controllo antidoping. Risultato: è finita anche lei sotto le forche caudine del Tribunale antidoping.
Da: Quotidiano.net

Doping, caso Schwazer: Kostner squalificata per un anno e 4 mesi

Roma, 16 gennaio 2015 - Un anno a e quattro mesi di squalifica per Carolina Kostner. È la sanzione comminata dal Tribunale nazionale antidoping del Coni alla pattinatrice azzurra, per la presunta 'complicità' nel caso di doping dell'ex fidanzato e marciatore Alex Schwazer. La pattinatrice altoatesina ha ricevuto anche mille euro di multa. "Sono molto amareggiata", ha detto commentando il verdetto. "Andrò fino in fondo" ha aggiunto la Kostner che si è sempre detta innocente. Domani partirà per il Giappone per una tournée.
La squalifica parte da oggi. Si tratta di una sanzione inferiore rispetto a quella richiesta dalla Procura antidoping, che già in virtù delle nuove norme, aveva riformulato la richiesta riducendo lo stop da 4 anni e tre mesi a due e tre mesi: ora il tribunale nazionale ha riconosciuto all'atleta solo la violazione dell'articolo 2.9 delle norme sportive e non il 3.3 per i quali era stata deferita, comminando la squalifica di un anno e 4 mesi più la multa.

Kostner "anche giudici hanno capito che non c'entro"

13:40 17 GEN 2015

(AGI) - Roma, 17 gen. - "Ho visto che il Tribunale mi ha assolto dalla contestazione di omessa denuncia e credo che i giudici hanno capito che io con il doping non c'entro niente, ma questo non mi basta. Mi sento ferita e quello che mi infastidisce maggiormente e' che il mio nome possa essere in qualche modo associato al doping, sapendo quanto io sia distante da questa pratica scorretta e sleale, pericolosa per la salute e, soprattutto, contraria allo spirito sportivo". Il giorno dopo la squalifica di un anno e quattro mesi per complicita' e omessa denuncia relativamente alla positivita' all'Epo del suo ex fidanzato, il marciatore Alex Schwazer. "Non ho parole per descrivere la delusione, l'umiliazione e il dolore che provo come atleta e come persona - spiega la pattinatrice gardenese, bronzo alle Olimpiadi di Sochi ed iridata nel 2012, in una nota - Ma ringrazio anche tutte le persone che mi sono state e mi sono vicine ed in particolare la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e il suo presidente Andrea Gios, per l'affetto di cui sento di avere tanto bisogno e che mi dara' la forza per continuare a combattere. Avere tante persone che mi credono mi conforta". Numerosi infatti i messaggi di solidarieta' ricevuti, in particolare dagli atleti e dal pubblico che le e' sempre stato molto vicino, con tanti messaggi trasmessi anche via web attraverso i quali le persone hanno espresso la loro vicinanza alla campionessa. "Questa volta e' veramente dura, ma mi rialzero' come ho fatto in tante altre occasioni" conclude convinta la Kostner. (AGI)

Non è vero niente, abbiamo scherzato...





Da: La Presse
1 gennaio 2015
E' stato pubblicato su YouTube dal canale 'Islamic Sham' un video in cui compaiono due ragazze che dicono di essere Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani volontarie italiane rapite in Siria il 31 luglio di quest'anno. Nel video si vedono le due ragazze che indossano un chador nero. Una delle due tiene in mano un cartello con la data: mercoledì 17 dicembre. L'altra ragazza parla, sembra che legga un messaggio scritto in inglese: "Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in grave pericolo e potremmo essere uccise. Il governo e i mediatori sono responsabili delle nostre vite".


Oggi, dal Sole 24 Ore

Greta e Vanessa ai pm: «Cinque mesi difficili ma nessuna violenza sessuale. Mai minacciate di morte»

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Boh??!!

Allora il video è una presa per il culo.

Oppure ci stanno prendendo adesso per il culo.

Da: Formiche.it

A riassumere il sentimento imperante lontano dalla Capitale italiana è Udo Gümpel corrispondente dall’Italia per la tv tedesca RTL, che – in caso fosse stato pagato per davvero un riscatto – in un post su Facebook scrive:Mentre gli ostaggi americani, inglesi e francesi non hanno nessuna speranza, ostaggi di altri paesi (Germania inclusa) possono contare sul denaro pubblico. Denaro dato ai terroristi. Denaro con il quale essi comprano armi, istruiscono i killer di casa nostra, coloro che compiono gli attentati da noi. I Paesi partner dell’Italia sono, per dirla simpaticamente, molto arrabiati con il governo di Roma, non da ora, ma dai tempi della Sgrena“.

venerdì 16 gennaio 2015

Gentiloni riferisce al Parlamento


Persino il personaggio coatto e mezzo deficiente di Lorenzo, creato da quel geniaccio di Corrado Guzzanti, si sentirebbe preso in giro...

Da: ADNKRONOS
Un account Twitter riconducibile ai miliziani siriani del Fronte al-Nusra smentisce che il gruppo, legato ad al-Qaeda, abbia ricevuto denaro dall'Italia.
"Il motivo del loro arresto è che molti agenti dei servizi segreti occidentali entrano (in Siria, ndr) come operatori umanitari. Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate" ha twittato Abu Khattab al-Shami, che si definisce un jihadista nella file di "al-Nusra di al-Qaeda del Jihad nella terra di al-Sham".

E certo! Ci crediamo!
E che vonno dì: "Avemo pijato i sordi?!!!"

"Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate"
E certo! Più di 5 mesi di interrogatorio!
E il filmato? Come mai le interrogate dicevano di essere in pericolo di vita?

Da: Giornalettismo:

LEGA NORD E M5S ALL’ATTACCO DI GENTILONI - Lega e Movimento 5 Stelle attaccano però la ricostruzione offerta dal ministro Gentiloni sul caso di Greta e Vanessa. Maria Edera Spadoni, deputato M5S, ha risposto al ministro accusandolo di non essere stato chiaro: «avrebbe dovuto dirci se il governo italiano ha pagato o no un riscatto. La sua informativa è stata inutile, e cio’ è sconvolgente. Ci dica se un riscatto e’ stato pagato». La Lega Nord, per bocca di Gianluca Pini, minaccia un’esposto alla Procura: «Ci aspettavamo che il ministro Gentiloni ci dicesse che non è stato pagato alcun riscatto. Non ce lo ha detto ma la questione è dirimente per il futuro. Chi ha pagato un riscatto ha compiuto un reato. Ed è una balla che si sia andati nel solco di quello che è avvenuto da parte del nostro Paese e degli altri Paesi. Se questa questione non è chiarita presenteremo un esposto in Procura per capire chi ha pagato e sulla base di quale autorizzazione. Si mettono a rischio tutti gli italiani. Si convinceranno che rapire un italiano rende». 
Tranquilli! Non lo ammetteranno mai, come per il passato. Probabilmente non si tratta di milioni di euro, che i combattenti hanno voluto in dollari, che appariranno fra le uscite del Bilancio dello Stato, ma sono usciti da quel fondo magma a disposizione dei nostri Servizi...
Sono "spese non documentabili"...
Per loro siamo bambini che non debbono sapere.. e poi l'avete sentito Gentiloni: persone come queste due "a noi ci servono"!!!!
Meno male che i commenti sono unanimi a riprova che la gente non è scema anche se così la vogliono trattare i "Responsabili" di turno. 
Anch'io molto tempo fa ho scritto: "Fermate la belva siriana", ma non pensavo che fosse questo il modo...  

Grazie alle due imprudenti l'Italia finanzia gli assassini

Da questo blog: 1 gennaio 2015 "Eroismo allo sbaraglio"

...l'inutilità del gesto delle due tapine, che sono andate lì per aiutare le vittime degli scontri e si ritrovano ad essere oggetto di finanziamento per l'acquisto di altre armi per uccidere!


Il buonismo sciocco e superficiale del popolino italiano sta lasciando il passo alla consapevolezza che ci manca il necessario ma, grazie a gente scarsamente responsabile, ci troviamo a pagare gli assassini in Siria.
Questo e solo questo è il succo della faccenda.
Ho già illustrato nel post sopra riportato, con una accurata ricerca, chi sono queste due signorine imprudenti e presuntuose che hanno creato insieme ad un altro personaggio, tre in tutto, una onlus per andare "a portare aiuti alle vittime del conflitto interno in Siria".
Risultato: l'aiuto l'hanno portato agli assassini.
E che aiuto! 12 milioni di dollari!!!  

Il Governo negherà, come ha fatto in passato per gente come la Sgrena, che era lì sì come corrispondente di guerra, ma che si era esposta andando in territori sconsigliati dal nostro Governo.

Dobbiamo continuare a svenarci per gli imprudenti che giocano a fare gli eroi finché, rapiti, si mostrano in tutta la loro fifa piagnucolando e pregando lo Stato Italiano di intervenire?

Leggendo gli innumerevoli commenti sotto i vari articoli di giornale che riportano la notizia della liberazione delle due cittadine italiane, andate in Siria senza che il nostro Governo ne fosse informatomi rendo conto di non essere la sola a pensarla come ho scritto e scrivo: giustamente più di uno suggerisce addirittura di fare una legge che metta nero su bianco che, una volta che il Governo ha pubblicato una lista dei territori a rischio di incolumità per i cittadini italiani, liberi di andarci lo stesso,  ma lo faranno a loro rischio e pericolo e i contribuenti italiani NON DOVRANNO PAGARE EVENTUALI RISCATTI.

Da: Il Giornale.it  - Ven, 02/01/2015 - 10:36


Ora li paghiamo pure per farci mettere il velo

Il governo deve riportarle a casa. Ma ci costerà milioni e così finanzieremo i terroristi. Vietiamo alle Ong di andare in quei posti


Le trattative volgono alla fine e concernono esclusivamente, così come è stato sin dall'inizio del loro singolare sequestro lo scorso 31 luglio, l'entità della cifra da pagare.
Le due ragazze erano simpatizzanti degli stessi gruppi islamici che le avrebbero sequestrate. In un cartello in arabo con cui si sono fatte immortalare nel corso di una manifestazione svoltasi in Italia si legge: «Agli eroi della Brigata dei Martiri - Grazie dell'ospitalità - Se Allah vorrà presto Idlab sarà liberata - E noi ci torneremo». La «Brigata dei Martiri», in arabo Liwa Shuadha, è un gruppo di terroristi islamici il cui capo, Jamal Maarouf, ha ammesso di collaborare con Al Qaida.
Comunque sia, nel caso degli ostaggi italiani detenuti dai terroristi islamici i riscatti si misurano in milioni di euro, per la precisione dai 5 milioni in su per i sequestri in Siria e Irak, «solo» un milione o poco più per i sequestri finora verificatisi in Libia. Si stima che dal 2004 l'Italia abbia pagato complessivamente 61 milioni di euro per liberare Simona Pari e Simonetta Torretta, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, Giuliana Sgrena, Clementina Cantoni, Daniele Mastrogiacomo, Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Sergio Cicala e Philomene Kabouree, Federico Motka, Domenico Quirico.
Nel video postato su YouTube Greta e Vanessa sono sostanzialmente tranquille, recitano un copione impartito loro, i loro sguardi s'incrociano con quelli dei carcerieri dietro la telecamera per assicurarsi di essere state diligenti. È un video diretto a noi cittadini italiani per prepararci psicologicamente ad abbracciare le due ragazze in cambio del pagamento di un lauto riscatto. Sostanzialmente diverso era il video del 2005 che ci mostrò Giuliana Sgrena disperata e in lacrime supplicando le autorità di intervenire per il suo rilascio. Ebbene quel drammatico messaggio era diretto al governo, forse inizialmente restio a sborsare la cifra richiesta tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Saremo tutti contenti di riavere vive Greta e Vanessa. Però è ora di porre fine a queste tragiche farse il cui conto salatissimo paghiamo noi italiani.
Il governo vieti alle nostre associazioni civili di operare nelle zone dove imperversano il terrorismo islamico o i conflitti armati. È ora di dire basta alle sedicenti associazioni «senza scopo di lucro» che lucrano con il denaro degli italiani, soldi pubblici e privati, per sostenere la causa dei nemici della nostra civiltà. E poi ci tocca pure pagare ingenti riscatti quando vengono sequestrati o si fanno sequestrare. Basta! 


Libertà di espressione in Italia

www.casadellalegalità.net

Questo è il nuovo link del sito oscurato da Aruba, provider italiano, dopo denunce di qualcuno infastidito da cosa scriveva La Casa della Legalità.
Rinasce appoggiandosi ad un provider straniero.
Auguri e buon lavoro!
Per chi vuole informarsi buona lettura.

N.B.: Ho verificato che se si usa il browser Google Chrome il link www.casadellalegalità.net non si apre, se si usa Internet Explorer si apre www.casadellalegalità.org con un rimando al sito definitivo www.casadellalegalità.net.
Queste sono le difficoltà che incontra in Italia chi NON fa vignette spiritose su argomenti che toccano chi spiritoso non è... bensì scrive documentate denunce.