giovedì 29 gennaio 2015

Un pregiudicato non può volere un uomo onesto al Quirinale

Quirinale, Berlusconi a FI: scheda bianca anche a quarto scrutinio


ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi ha detto ai grandi elettori di Forza Italia di votare anche al quarto scrutinio scheda bianca per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, escludendo quindi l'appoggio al candidato del Pd Sergio Mattarella, almeno per ora.


È quanto riferisce una fonte del partito presente alla riunione.
"Alla quarta votazione scheda bianca, vediamo se hanno i voti per eleggerlo [Mattarella] da soli", ha detto Berlusconi secondo la fonte.
L'ex presidente del Consiglio contesta al premier Matteo Renzi di non aver condiviso la scelta del candidato con Forza Italia e dice, secondo la fonte, di aver già avuto un colloquio con Mattarella, che "ha preso la decisione della scheda bianca come un atto di rispetto".
"Il rapporto con [Matteo] Renzi si è fermato a metà, abbiamo evitato di avere al Quirinale un segretario del Pd ma non abbiamo ottenuto un nome condiviso", avrebbe detto l'ex Cavaliere.
"Non ho preoccupazioni per quanto riguarda la nuova legge elettorale e le riforme, ma questa situazione segna comunque un altolà al patto del Nazareno", avrebbe sottolineato.
Oggi i grandi elettori del Partito democratico hanno accolto all'unanimità la proposta del segretario e premier Matteo Renzi di indicare Mattarella come proprio candidato alla presidenza della Repubblica.
Le votazioni sono un test cruciale sulla leadership di Renzi che deve tenere unito il suo partito e la maggioranza senza rompere con Berlusconi, con il quale sta portando avanti la riforma della legge elettorale e quella della costituzione.

(Roberto Landucci)

Grazie a 10 milioni di italiani un pregiudicato può decidere che un uomo onesto non è degno (per lui) di sedere al Quirinale. Grazie a questi 10 milioni di italiani siamo messi così.
La forza di un uomo è tutta qui.
Posso capire che lo votino tutti quelli che campano con Mediaset e con i suoi giornali, il resto ... non posso scrivere più di quanto ho già precedentemente scritto.
Tutti gli altri inseguono figure anche valide, ma spesso bisogna approfondire un po', esempio il giudice Imposimato, per scoprire che non è sempre stato una figura "tutta di un pezzo". Poi ha ragione chi pensa che troppi magistrati hanno cariche politiche e la magistratura sembra bene attenta ai propri privilegi... come stiamo osservando anche in tempi recenti.
Il Presidente della Repubblica non presidenziale che è l'Italia, Repubblica Parlamentare, deve essere solo una figura rappresentativa e garante della Costituzione!
Non siamo in Francia dove il Presidente della Repubblica Presidenziale ha ben altri poteri! Eppure assistiamo a questo squallido teatro di quest'uomo e di tutti quelli che si sentono rappresentati da lui a cui un costituzionalista onesto non va bene perché "non utile" per i suoi fini!
Un Paese in ostaggio di 10 milioni di .... non posso scriverlo...
Dobbiamo ringraziare loro di questo.
Roba che in questo Paese cercare un uomo onesto è come cercare l'Uomo Onesto di Diogene!
Ne abbiamo trovato miracolosamente uno e NO! Non va bene.
Bisogna anche ringraziare l'infantilismo acuto di Beppe Grillo che sta sprecando un patrimonio di voti che NON AVRA' MAI PIU', e me ne dispiace per tanti giovani validi del Movimento 5 Stelle! 
Glielo scrivono anche i suoi iscritti dei meetup più intelligenti  nel suo blog!!  







Sergio Mattarella non piace a Silvio Berlusconi e a Angelino Alfano

Da: Il Fatto Quotidiano

di  | 8 agosto 2013

Berlusconi, storia dell’evasore-corruttore da Craxi a Mills

Un impero fondato sui fondi neri: la carriera del Caimano che, dopo aver pagato politici, giudici e finanzieri, ha cambiato le leggi in suo favore
Secondo Angelo Panebianco, editorialista del Corriere (e non solo lui), la condanna definitiva di B. per frode fiscale non dipende dal fatto che B. è un frodatore fiscale, ma dallo “squilibrio di potenza fra magistrati e politica”. Perché in Italia la politica sarebbe “un potere debole e diviso” che non riesce a riformare il “potere molto più forte e unito” della magistratura. Solo separando le carriere, abolendo l’azione penale obbligatoria, trasformando il pm in “avvocato dell’accusa”, spogliando il Csm, cambiando la scuola e il reclutamento delle toghe e rimpolpando i poteri del governo nellaCostituzione si eviteranno sentenze come quella del 1° agosto. Forse Panebianco non sa che in tutte le democrazie del mondo, anche quelle che hanno da sempre nel loro ordinamento le riforme da lui auspicate, capita di continuo che uomini politici vengano condannati se frodano il fisco, con l’aggiunta che vengono pure arrestati e, un attimo prima, cacciati dalla vita politica. Ma soprattutto il nostro esperto di nonsisachè ignora la carriera criminale di B., che froda il fisco da quando aveva i calzoni corti. E se non fu scoperto all’epoca è perché con i fondi neri corrompeva politici, Guardia di Finanza e giudici che avrebbero potuto scoperchiare le sue frodi fin dagli anni 70. Chi conosce il curriculum del neo-pregiudicato non si stupisce per la condanna dell’altro giorno, ma per il fatto che un tale delinquente matricolato sia rimasto a piede libero fino a oggi.

La prima visita
Il 12 novembre 1979 una squadretta della Guardia di Finanza ispeziona l’Edilnord Centri Residenziali Sas che sta realizzando a Segrate la città-satellite di Milano2, sospettata di varieirregolarità tributarie. Nel cantiere, con alcuni operai, c’è un omino spelacchiato e imbrillantinato che si presenta come “semplice consulente” della società. È Silvio Berlusconi, il proprietario, iscritto da un anno alla loggia deviata P2. I finanzieri vogliono sapere perché abbia prestato fideiussioni personali in favore di Edilnord e Sogeat, società il cui capitale è ufficialmente controllato da misteriosi soci svizzeri. Ma lui fa lo gnorri e mette a verbale: “Ho svolto un ruolo molto importante nei confronti dell’Edilnord Centri Residenziali e della Società generale attrezzature Sas, perché entrambe mi hanno fin dall’inizio affidato l’incarico professionale della progettazione e della direzione del complesso residenziale Milano 2”.
Anziché ridergli in faccia e approfondire le indagini, il maggioreMassimo Maria Berruti che guida la squadra si beve tutto, chiude l’ispezione in meno di un mese, nonostante le anomalie finanziarie riscontrate e archivia tutto con una relazione rose e fiori. Poi, il 12 marzo 1980, si dimette dalle Fiamme Gialle. Per qualche mese lavora per l’avvocato d’affari Alessandro Carnelutti, titolare a Milano di un importante studio legale con sedi a New York e Londra, dove si appoggia all’avvocato inglese David Mackenzie Mills. Poi Berruti inizia a lavorare per il gruppo Fininvest, specializzandosi in operazioni finanziarie estere e in contratti per i calciatori stranieri del Milan. Gli altri due graduati che erano con lui nel blitz del ’79 sono il colonnello Salvatore Gallo e il capitanoAlberto Corrado. Il nome di Gallo verrà trovato nelle liste della loggia P2. Corrado verrà arrestato nel ’94 e poi condannato con Berruti per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette Fininvest. Versate a chi? Alla Guardia di finanza, naturalmente. 
San Bettino vede e provvede
Nel 1980 Berlusconi rischia di ritrovarsi un’altra volta la Finanza in casa. Allarmatissimo, scrive una lettera all’amico Bettino Craxi, leader del Psi che sostiene il governo Cossiga: “Caro Bettino, come ti ho accennato verbalmente, Radio Fante ha annunciato che dopo la visita a Torino, Guffanti e Cabassi, la Polizia tributaria si interesserà a me… Ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare” (lettera pubblicata dal fotografo di Craxi, Umberto Cicconi, in Segreti e misfatti, Roma 2005). Che si sappia, anche quella volta le Fiamme Gialle si tengono alla larga dal Biscione. Che evidentemente ha sempre più cose da nascondere.
Giudici venduti e no
Il 24 maggio 1984 il vicecapo dell’Ufficio Istruzione di Roma,Renato Squillante, interroga B., assistito dall’avvocato Cesare Previti e imputato “ai sensi dell’articolo 1 della legge 15/12/69 n. 932” per interruzione di pubblico servizio a causa delle presunte antenne abusive sul Monte Cavo che interferiscono nelle frequenze radio della Protezione civile e dell’aeroporto di Fiumicino. Gli imputati sono un centinaio. Ma la posizione di B. viene subito archiviata il 20 luglio 1985, mentre altri 45 rimarranno sulla graticola fino al 1992 e se la caveranno solo grazie all’amnistia. Non potevano sapere che Squillante e Previti avevano conti comunicanti in Svizzera. Insomma, che il giudice romano era a libro paga dellaFininvest. Il 16 ottobre 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma, Giuseppe Casalbore, Nicola Trifuoggi e Adriano Sansa, sequestrano gli impianti che consentono a Canale 5, Italia 1 e Rete 4 di trasmettere in contemporanea in tutt’Italia in spregio alla legge. Craxi neutralizza le ordinanze con due “decreti Berlusconi”.
Mills e la Fininvest occulta
Nel 1989 l’avvocato Mills, consulente Fininvest da alcuni anni, costituisce per conto del gruppo Berlusconi la All Iberian e decine di altre società offshore (la Kpmg, per conto della Procura di Milano, arriverà a contarne 64) domiciliate nelle isole del Canale (all’ombra di Sua Maestà britannica), nelle Isole Vergini e in altri paradisi fiscali. Ordine è partito dai responsabili della finanza estera del gruppo, Candia Camaggi e Giorgio Vanoni. Nasce così il “Comparto B” della Fininvest, “very discreet”, cioè occulto e in gran parte mai dichiarato nei bilanci consolidati, alimentato perlopiù dalla Silvio Berlusconi Finanziaria Sa (società lussemburghese regolarmente registrata a bilancio), ma anche da denaro proveniente dal Cavaliere in persona (in contanti, tramite “spalloni” che lo portano da Milano oltre il confine elvetico).
Sul conto svizzero di All Iberian, in soli sei anni, transitano in nero quasi mille miliardi di lire. Usati per operazioni riservate e inconfessabili, come confermeranno le sentenze definitive All Iberian, Mills e Mediaset. Anzitutto, B. versa 23 miliardi a Craxi tra il 1990 e il ’91. Gira soldi di nascosto ai suoi prestanome Renato Della Valle e Leo Kirch: non potendo, per la legge Mammì, detenere piú del 10% di Telepiú, B. finanzia occultamente le teste di legno che rilevano le sue quote eccedenti. Acquista per 456 miliardi il capitale di Telecinco, la tv spagnola, di cui per la legge antitrust di Madrid non potrebbe controllare più del 25%. Presta soldi a Giulio Margara, presidente di Auditel e direttore di Upa, l’associazione utenti pubblicitari. Gira 16 miliardi a Previti, in parte per pagarlo in nero in parte perché versi tangenti a giudici romani come Squillante e Vittorio Metta (autore della sentenza comprata che nel 1990 scippa la Mondadori a De Benedetti per regalarla alla Fininvest). Scala di nascosto i gruppi Rinascente, Standa e Mondadori in barba alla normativa Consob .
E soprattutto, tramite alcune offshore, intermedia l’acquisto di film dalle major di Hollywood, facendone lievitare i costi per 368 milioni di dollari e dunque abbattendo gli utili di Mediaset per tutti gli anni 90, consentendo al gruppo di pagare meno imposte e al beneficiario dei conti esterni, cioè a se stesso, di accumulare una fortuna extrabilancio ed esentasse. E cosí via. Resta pure il sospetto che parte del denaro di destinazione ignota sia servito a pagare i politici del pentapartito per la legge Mammì del 1990 sull’emittenza: quella che consente a B. di tenersi tutt’e tre le reti Fininvest in barba a qualunque minimo principio antitrust. Lo testimoniano i responsabili della Fiduciaria Orefici, che aiuta il Cavaliere a foraggiare il conto All Iberian: il dirigente Fininvest Mario Moranzoni confidò loro che “i politici costano, c’è in ballo la Mammí”. Per le presunte tangenti Fininvest in cambio di quella legge, la magistratura romana indagherà Gianni Letta e Adriano Galliani, ma l’ufficio Gip guidato da Squillante negherà il loro arresto, e l’inchiesta finirà nel nulla.
Le Fiamme Sporche
Nel 1989 il responsabile servizi fiscali della Fininvest, Salvatore Sciascia, altro ex finanziere passato alla corte del Cavaliere, si libera di una verifica fiscale a Videotime (la società Fininvest che racchiude Canale5, Rete4 e Italia1) versando ai finanzieri una tangente di 100 milioni di lire. Lo stesso fa nel 1991 con 130 milioni scuciti per ammorbidire un’ispezione a Mondadori. E poi nel 1992 con altri 100 milioni per una visita delle Fiamme Gialle aMediolanum. E ancora nel 1994 con 50 milioni perché i finanzieri chiudano un occhio, o possibilmente due, durante un blitz disposto dalla Procura di Roma e dal Garante per l’editoria sulla reale proprietà di Telepiù: che, se dovesse risultare ancora in mano a B. tramite i soliti prestanome (così com’è nella realtà), porterebbe all’immediata revoca delle concessioni per Canale5, Rete4 e Italia1. Ma anche quella volta i finanzieri corrotti se ne vanno con gli occhi bendati.
Nel ’94, appena un sottufficiale confessa a Di Pietro di aver ricevuto parte di una tangente Fininvest, esplode lo scandalo Fiamme Sporche, che in poche settimane porta all’arresto di un centinaio di finanzieri corrotti e all’incriminazione di oltre 500 imprenditori e manager corruttori (il Gotha dell’imprenditoria milanese). Confessano quasi tutti. Tranne uno: Silvio B., che non può ammettere nulla perché è appena divenuto presidente del Consiglio. Sciascia dice che ha fatto tutto per ordine di Paolo Berlusconi, Silvio non c’entra nulla. Intanto l’avvocato Berruti chiama l’ex collega Corrado (quello dell’ispezione del 1979), ormai in pensione, perché tappi la bocca sulle mazzette Fininvest il capobanda, colonnello Angelo Tanca. E così avviene. Quando il pool Mani Pulite ha pronta la richiesta di cattura per Sciascia e Paolo, il governo di Silvio vieta la manette per corruzione col decreto Biondi.
È il 14 luglio ’94. L’Italia si ribella, Bossi e Fini si defilano, B. è costretto a ritirare il decreto a furor di popolo, così finiscono dentro Sciascia, Paolo, Corrado e Berruti. Il quale, si scopre, prima di orchestrare il depistaggio è volato a Roma per incontrare il premier a Palazzo Chigi. La prova che ha fatto tutto Silvio, non Paolo. Di qui l’invito a comparire durante la conferenza Onu di Napoli e poi il processo. Primo grado: condannati Silvio e Sciascia, assolto Paolo. Appello: prescritto Silvio, condannato Sciascia. Cassazione: condannato Sciascia, assolto per insufficienza di prove Silvio, perché potrebbe essere stato Paolo, che però non può essere riprocessato una volta assolto. La prova contro Silvio potrebbe, anzi dovrebbe fornirla Mills, sentito come testimone al processo: purtroppo è stato corrotto con 600mila dollari e mente ai giudici, salvando il Cavaliere.
9 processi aboliti per legge
Ma le tangenti c’erano, e quello che il gruppo Berlusconi ha da nascondere alla Guardia di Finanza è più che evidente. Lo dimostra la miriade di processi nati da quei fondi neri negli anni 90, quando i giudici e i finanzieri corrotti iniziano a scarseggiare. Non potendoli neutralizzare a monte a suon di mazzette, B. li cancella a valle con una raffica di leggi ad personam: falso in bilancio, condoni fiscali ed ex Cirielli. Risultato: 2 processi fulminati perché il reato non c’è più, cancellato dall’imputato (All Iberian-2 e Sme-2) e 8 caduti inprescrizione. L’ultimo, per il semplice decorrere del tempo, sulla divulgazione dell’intercettazione della telefonata segreta e rubata tra Fassino e Consorte.
Gli altri 7: corruzione del giudice Metta per la sentenza Mondadori e caso All Iberian-1 per i 23 miliardi a Craxi (prescritti grazie alle attenuanti generiche); falsi in bilancio Fininvest anni 90; altri falsi in bilancio per i 1550 miliardi di lire di fondi neri sottratti al consolidato col sistema All Iberian; fondi neri nel passaggio del calciatore Lentini dal Torino al Milancorruzione giudiziariadel teste Mills (prescritti grazie al-l’ex Cirielli); appropriazioni indebite e i falsi in bilancio e la gran parte delle frodi fiscali sui diritti Mediaset (prescritti grazie al combinato disposto della legge sul falso in bilancio e all’ex Cirielli). I reati superstiti, e cioè le frodi fiscali del 2002 e 2003, per un totale di 7 milioni di euro (su un totale di 360 milioni di dollari, ormai evaporati), sono miracolosamente giunti in Cassazione per la sentenza definitiva del 1° agosto prima della solita falcidie. Sarebbe questo il sintomo di una politica debole e di una giustizia forte? E che c’entra, con questa fogna, la politica?
da Il Fatto Quotidiano del 7 agosto 2013
A costo di scandalizzare chi mi legge abitualmente, confesso che Silvio Berlusconi non mi è antipatico, né provo nei suoi riguardi l'ostilità estrema su cui, ad esempio, un Antonio Di Pietro ha fondato un partito, e non ho quella rabbia contro di lui che leggo in tanti commenti, ad esempio nel blog di Beppe Grillo.
Tanti anni fa, come riporta nel suo articolo Marco Travaglio, quando seppi che corrompeva la G.d.F. pensai e dissi che non faceva schifo lui, ma chi, pur avendo uno stipendio sicuro (sorvolo sulla divisa), si vendeva peggio delle prostitute. 
Lui è quello che è: un furbacchione che con la sua intelligenza ha scelto un preciso stile di vita. Refrattario ad ogni regola di legge, volto a perseguire i suoi fini cercando sempre di arrivarci per le retrovie.
10 milioni di italiani si identificano con questo soggetto.
Per questo, qualsiasi decisione si deve prendere per il Paese bisogna scendere a patti con un uomo in cui 10 milioni di italiani si specchiano.
Sono quegli italiani che pensano di essere molto "fichi" se possono ottenere piccoli e grandi favori tramite la "conoscenza", evitando la strada diretta. Anche perché, diciamolo, la strada diretta in questo Paese, grazie ad uno Stato che non riesce a riformarsi, è tortuosa e difficile e pochi duri e puri si ostinano a perseguirla, soffrendo sulle piccole come sulle grandi cose.
Potremmo portare innumerevoli esempi anche della nostra quotidianeità:
la Sanità: un signore un poco greve in una sala d'aspetto di un ospedale romano, chiacchierando durante l'attesa della visita, apprende da me che fino a poco tempo fa lavoravo per un settore di quella struttura. Stupito, mimando simpaticamente una telefonata, davanti ad altri in attesa, mi dice: "E sta' qua a aspettà? Na telefonata no?"  
Risposta mia: "Odio questa mentalità. Voglio il mio diritto come tutti gli altri."
Lui con un sorriso comprensivo, ma quasi di compatimento, fa: "Ah! Er diritto, già..." 
Vogliamo parlare di tutti quelli che ritengono di avere diritto a tutto e che non conoscono la parola dovere che esiste anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo?

Articolo 29

1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

Vogliamo parlare di chi non rispetta le precedenze quando guida (tanti, tantissimi italiani) e ti fa gestacci se protesti? Di quelli che parlano al cellulare mentre guidano ecc. ecc.?
Insofferenza alle regole = berlusconismo.
Ora si riparla della legge Mammì  che aiutò Berlusconi per le sue TV private.
Si ricorda che Sergio Mattarella si dimise da Ministro per questo, in un Paese in cui non si dimette nessuno, tanto meno per questioni di principio... Dunque Silvio non lo vuole come suo Presidente della Repubblica, forte di quei 10 milioni di italiani che lo votano.
da Wikipedia
Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti VI fu nominato ministro della Pubblica Istruzione. Si dimise dall'incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro l'approvazione della legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo,[3]che venne soprannominata sarcasticamente legge Polaroid in quanto, a detta dei detrattori, si limitava a fotografare la condizione esistente legittimando la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.
Riassumendo: l'Italia subisce l'influenza delle vicende privatissime di Silvio Berlusconi anche nella scelta di chi la deve rappresentare nel massimo scranno:
La Presidenza della Repubblica

martedì 27 gennaio 2015

Più di questo orrore può esserci solo un uguale orrore..

Dal blog di: Giovanni Preziosi

“Come quadri alle pareti”: la triste storia dei 20 bambini di  Bullenhuser Damm


Il 20 aprile 1945, tra le mura della scuola amburghese di Bullenhuser Damm, 20 piccole vite di bambini ebrei – dieci maschi e dieci femmine – provenienti dalla Francia, Olanda, Jugoslavia, Italia e Polonia, venivano spezzate crudelmente. In queste immagini drammatiche si ripercorre il loro calvario che inizia dal momento della detenzione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dalla separazione dai genitori, dagli esperimenti medici per giungere fino al triste epilogo.
I bambini, infatti, strappati dall’affetto dei loro cari, furono inviati al campo di concentramento di Neuengamme distante circa 30 chilometri da Amburgo dove, con la complicità dell’ineffabile angelo della morte Joseph Mengele, furono adoperati come cavie umane dal turpe medico nazista Kurt Heissmeyer, per i suoi aberranti esperimenti – avviati nel gennaio del 1945 – condotti senza alcun metodo scientifico, per trovare un vaccino sulla tubercolosi. Difatti, come gli eventi successivi si incaricheranno di dimostrare, falliranno miseramente nell’aprile i quello stesso anno. Tuttavia, poiché le truppe inglesi erano ormai alle porte di Amburgo, all’improvviso giunse l’ordine perentorio di eliminare quelle tenere vite innocenti allo scopo di cancellare tutte le prove dei loro orrendi crimini di cui si erano resi responsabili. Così, nella notte del 20 aprile, col favore delle tenebre, quei 20 bambini furono repentinamente trasferiti nella vicina scuola di Bullenhuser Damm, trasformata per l’occasione in un macabro luogo di sterminio, dove i nazisti provvidero dapprima a narcotizzarli con la morfina, dopodiché – senza alcun senso di umanità – li impiccarono “come quadri alle pareti”.
Di fronte a questi infami e spietati crimini verrebbe da rivolgere una sola domanda ai cosiddetti “revisionisti” nostrani che, accecati dall’odio, dimostrano di ignorare completamente questa triste pagina della storia, continuando pervicacemente a “negare” che tutto ciò sia realmente accaduto e che la Shoah sia soltanto un’invenzione degli storici…
Forse queste immagini potrebbero servire a fargli cambiare parere, se solo riuscissero ad immaginare lo stato d’animo e la terribile angoscia provata da queste bambini e dai loro genitori mentre i loro figli venivano barbaramente sottoposti a questi ignobili torture. Chissà, forse, qualche lacrima furtiva solcherà il loro viso, anche se francamente ne dubito…
Da una dichiarazione rilasciata dalla dottoressa Paulina Trocki, si apprende che: “Da fine settembre, primi di ottobre 1944 i bambini che arrivavano con i trasporti ad Auschwitz non venivano più mandati al gas (o meglio, non tutti). Alla fine dell’anno i bambini erano circa 300 in una baracca”. Ecco come viene raccontata questa sconvolgente storia, con dovizia di particolari, da Maria Pia Bernicchia nel suo bel libro dal titolo fin troppo eloquente: “I 20 bambini di Bullenhuser Damm”. 

È il 14 maggio 1944 quando alcuni bambini vengono visitati, vengono sottoposti a prelievo di sangue… È in questa occasione che al “bambino A 179614” viene fatto un prelievo di saliva per accertamenti sulla difterite. Quel bimbo è Sergio de Simone. Quel bimbo che era così bello… “Nessuno oserà fare del male a un bimbo così bello”… erano le parole che uscivano dal cuore di mamma Gisella. Per il cuore sono una ferita le parole che il carnefice di Auschwitz, il dottor Mengele inventerà… Servono dei bambini, ma come fare perché non si diffonda il panico, perché l’intervento sia il più asettico, il più chirurgico possibile? L’uomo nero si vestirà di infame cattiveria.
Il dottor Mengele, l’angelo della morte, si presenterà una fredda mattina di novembre del 1944 nella baracca 11 e dirà:
“Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti…”
La storia potrebbe finire qui… ma se lasciassimo al lettore il compito di trovare un finale, se anche gli dicessimo di immaginare la sorte più tragica, nessuno riuscirebbe ad avvicinarsi al vero!
… e i bambini si sono fatti avanti, sognano l’amore negato, sperano di ritrovare il calore dell’abbraccio della mamma, confidano nella dolce promessa di quelle parole, si affidano al sogno, assaporano i baci, si struggono dal desiderio, pregustano la gioia di quel volo, del tuffo fra quelle braccia tanto sognate…ritrovano per un attimo le gioie rubate… si fidano e… piombano nell’inferno più nero. Li aspettano non le braccia della mamma a far loro da culla, non i baci che consolano, non la ninnananna che scalda e accarezza… ma mesi di strazi, di febbre, di abbandoni, di interventi chirurgici alle ghiandole linfatiche. Dalla baracca 11 vennero presi 10 maschi e 10 femmine con la promessa delle “braccia della mamma”. I 20 bambini di età compresa fra i 5 e i 12 anni furono caricati su un camion che li portò da Birkenau alla stazione ferroviaria di Auschwitz.


Mi fermo qui, il resto lo potete leggere nell'articolo pubblicato dal Dott. Giovanni Preziosi sul suo blog "Gocce di memoria" alla data del 2 febbraio 2013.
Leggere tutto questo e molto altro ancora, corredato dalle foto delle creature dolcissime e innocenti torturate dagli uomini-mostri, mi ha dato un dolore difficile da sopportare, sentivo il cuore stretto fino a temere un infarto... Ma ho voluto continuare perché dai miei 14 anni ad oggi vedo che ho ancora altro orrore da scoprire.
Odio questi mostri che facendo tanto male sono riusciti a togliermi l'idea del mondo e degli uomini che mi avevano dato i miei buoni genitori. L'ho già scritto tante volte, sola davanti al televisore che mandava le immagini dei Campi girate dai liberatori, la quattordicenne che ero rimase sconvolta tanto da provare un sentimento forte e violento che si tradusse in un pensiero: "Non vorrei mai essere nata in un mondo dove è potuto accadere tutto questo!"
Così come mi avevano costruito i miei genitori la ferocia era relegata ai secoli bui dell'ignoranza, ma quello che vedevo in quel momento, che mi si rivelava, era accaduto solo poco prima che io nascessi... Nel secolo delle più importanti scoperte scientifiche... E' rimasto inspiegabile e lo è ancora di più leggendo questa ennesima cronaca storica che mi fa tanto male. E' la negazione di tutto, soprattutto di Dio, comunque lo si voglia immaginare, secondo il pensiero ebreo, cattolico, protestante, musulmano... Dio non c'è.
Non capisco poi la definizione che qualcuno ha dato e qualcun altro sempre riprende di "angelo della morte" per quel mostro di Mengele ... La parola angelo è in antitesi a questo essere deforme nel cervello: egli non dà la morte sic et simpliciter, egli tortura senza ragione alcuna, psicologicamente e fisicamente, nulla di scientifico c'è nel suo agire da mostro se non il pretesto... Cosa che rende ancora più orrendo il mostro che egli è.
Ma non è il solo, e questa è l'altra riflessione che mi ha sempre accompagnato nel corso della mia vita quando il pensiero andava all'orrore nazista. Un pazzo si isola, un mostro si disprezza, invece milioni di tedeschi l'hanno seguito.

Le sorelle Bucci, sopravvissute, con il loro cuginetto Sergio De Simone, abbindolato con la speranza di vedere la mamma dal mostro "sperimentatore", per poi essere sottoposto ad orride pratiche che oggi si fanno solo negli stabulari sugli animali da esperimento e vengono comunque contestate dagli "antivivisezionisti".
Il piccolo morì orrendamente. 

lunedì 26 gennaio 2015

Una voce angelica se ne è andata

Da: ANSA Cultura

E' morto Demis Roussos, la voce di Forever and Ever

Cantante e bassista degli Aphrodite's Child, aveva 68 anni

Se ne va un mito della musica: Artemios Ventouris "Demis" Roussos, la voce di Forever and Ever. 'Demis doveva molto all'Italia. L'ultima volta che lo abbiamo visto da noi, era ospite de "I migliori anni" di Carlo Conti. Ma il cantante - nato ad Alessandria d'Egitto e morto a 68 anni nella notte tra sabato e domenica ad Atene, dove viveva - doveva molto anche, in un certo senso, ai Procol Harum che nei tardi anni '60, all'alba del Progressive, avevano conquistato il mondo con "A Whiter Shade Of Pale", una rielaborazione dell'aria sulla quarta corda di Bach. Demis allora era il cantante e il bassista degli Aphrodite's Child, il gruppo che aveva formato con Vangelis, poi destinato a diventare un compositore di colonne sonore come quella da Oscar di "Momenti di gloria" o "Blade Runner". 






Con la sua mole imponente non si sospettava una simile voce angelica..
Non sapevo che avesse la mia stessa età..
Demis Roussos è una di quelle cose legate al ricordo di mia madre, perché piaceva tanto a lei...
Una voce speciale, come similmente aveva anche Mango, che invece piaceva molto a me.
Non che Demis Roussos non mi piacesse.. ma egli è legato particolarmente alle cose che piacevano a mia madre e questo lo lega al suo ricordo che mi commuove.
Ora se ne è andato anche lui... Era un musicista bravissimo, la sua voce era qualcosa in più.

domenica 25 gennaio 2015

Sul Presidente della Repubblica Renzi si gioca tutto


L'Italia ha bisogno di cambiare e Renzi ha detto che la vuole cambiare. Ho voluto credere nella sua buona fede e aspetto i risultati. Certo la strada non è facile, ma me lo aspettavo: i corporativismi, i privilegi ingiusti, le rendite di posizione fanno resistenza. Ovvio. Ma bisogna andare avanti.
Intanto vengono fuori cose che riguardano l'imprenditoria familiare di Renzi che forse lui, data la sua posizione di Presidente del Consiglio dei Ministri, non può commentare e chiarire, anche perché c'è una pratica aperta dalla magistratura su questa faccenda.
Però spero che in futuro possa dire la sua, soprattutto su questa notizia che il debito contratto dall'azienda di famiglia sia stato pagato da denaro pubblico, per via di una garanzia ottenuta attraverso pratiche amministrative consentite. Chiarezza appena potrà parlarne sarà gradita da chi ha anche pagato per andarlo a votare in due distinte circostanze.
Detto questo sul Presidente della Repubblica per me si gioca tutto. Se per ventura, come scrivono sul blog di Beppe Grillo, i giochi sono fatti e il nome che uscirà sarà quello di Giuliano Amato o dell'ex-sindacalista Marini, quello che abitava ai Parioli a fitto di favore e che ha acquistato la casa che occupava sempre a prezzo di favore, per me Renzi avrà bleffato, perché questa gente tutto rappresenta meno che il cambiamento.
Questa gente rappresenta tutto quello che gli italiani che hanno votato per lui non vogliono vedere più!!!
Il privilegio! La Casta!
Spero dunque, per me che come molti gli ho creduto, ma anche per lui così giovane e promettente aria nuova, che la scelta sia diversa.
Agli italiani non suona bene quello che si sente dire nei dibattiti tenuti da giornalisti pagati per orientare il giudizio della gente, che il Presidente deve essere una figura conosciuta all'estero!
Ma neanche per idea! Basta che lo conosciamo noi come persona onesta e che conosca bene la Costituzione e ne sia garante. Perché solo questo deve fare! All'estero se non lo conoscono lo conosceranno come nostro rappresentante e primo cittadino, punto e stop!!
Basta con queste balle e queste manfrine nei TG e nei dibattiti per far accettare alla gente quello che qualcuno vorrebbe piazzare al Quirinale.
Che sia una figura sobria e pulita e non cariatidi arricchite dalla politica con i soldi degli Italiani! 

Pirandello nel cuore

Ricevo solo ora, per strana ventura della posta elettronica, un messaggio importante dalla dolce Maria Amici, che mi onora della sua amicizia "web-epistolare", e che riguarda Luigi Pirandello:

All’ombra di Pirandello…



Fausto Pirandello: Ritratto di Luigi Pirandello, 1936 da «Meridiano di Roma» 20 dicembre XV [1936] p. VI - via web, da Istituto Studi Pirandelliani
Fausto Pirandello: Ritratto di Luigi Pirandello, 1936 da «Meridiano di Roma» 20 dicembre XV [1936] p. VI – via web, da Istituto Studi Pirandelliani
Intensamente commossa,
ricevo, grazie alla sollecitudine di un’amica, la cara Rita Charbonnier*
 e pubblico il programma dell’iniziativa
“All’ombra di Pirandello”,
ospitata dalla Casa Studio dello scrittore, a ottant’anni dal conferimento del Premio Nobel. L’organizzazione è curata dall’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo –Studio di Luigi Pirandello. Nella casa dunque dove il “viaggiatore senza bagaglio”, come amaramente si definiva, trascorse gli ultimi anni prima di spirare, a Roma, in via Antonio Bosio 13/b -.
Tale iniziativa, tra reading e spettacolo, si avvale di voci e di presenze importanti, come, domani 24 gennaio, di Alberto Di Stasio, che reciterà “L’uomo dal fiore in bocca”; essa ospiterà parallelamente una maratona di lettura di Uno, nessuno e centomila. Ed inoltre….
Consiglio caldamente chi sia così fortunato da poter esservi, di non perdere l’occasione di partecipare e di sostenere l’Istituto di Studi Pirandelliani…
Chi mi conosce sa quanto abbia sognato di soffermarmi, e non per una semplice visita, nella casa romana del Maestro, ma non di meno quanto siano gravi i motivi che possano allentare la mia attenzione a quanto lo riguardi, specialmente se un’iniziativa talmente meritoria e che intuisco intrisa di passione e dedizione. Tuttavia, a breve desidererei soffermarmi vieppiù sulla suggestiva lettura “All’ombra di Pirandello” (vedrete che non è soltanto una metafora…), così mai come stavolta è d’uopo la nostra solita sigla:
..et quod sequitur
Maria Amici
La comunicazione del programma:
Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo – Studio di Luigi Pirandello
Via Antonio Bosio 13b – 00161 Roma – Tel: 0644291853
http://www.studiodiluigipirandello.it posta@studiodiluigipirandello.it
ALL’OMBRA DI PIRANDELLO
Da sabato 17 gennaio al 15 febbraio 2015
UNA SERIE DI INCONTRI E SPETTACOLI NELLA CASA STUDIO
UNA MARATONA DI LETTURA DI “UNO NESSUNO E CENTOMILA”
IN OCCASIONE DEGLI 80 ANNI DEL PREMIO NOBEL
Per un mese da sabato 17 Gennaio a domenica 15 Febbraio presso la Casa Studio di Luigi Pirandello in via Antonio Bosio 13/b (traversa della Nomentana vicino Villa Torlonia) a Roma, si svolgerà una serie di incontri, letture spettacoli in occasione degli 80 anni del conferimento del Premio Nobel all’Autore dei “Sei personaggi” e per far conoscere ad un più vasto pubblico questo luogo che conserva il fascino del tempo di quel che fu, appunto “All’ombra di Pirandello”.
Un’ombra che apparirà sabato 17 gennaio alle ore 20 per restare tutto il periodo in quella che fu e resta la sua camera da letto, grazie a un’installazione di Riccardo Caporossi, “LP” che utilizza cappello e scarpe originali del drammaturgo. A seguire alle ore 21 una lettura della novella ”La berretta di Padova” e altri testi a cura dello stesso Caporossi e di Vincenzo Preziosa, introduzione di Stefano Geraci. Il tutto si ripete alle ore 17,30 il giorno dopo, domenica 18, e ancora domenica 25 gennaio.
Sabato sera 24 gennaio alle ore 21 Alberto Di Stasio reciterà “L’uomo dal fiore in bocca” in occasione dell’esposizione di un quadro di Stefano di Stasio.
Sabato sera 7 febbraio Simona Marchini proporrà un racconto di Pirandello.
Sabato sera 31 gennaio “Il figlio prigioniero”, carteggio tra Luigi e Stefano Pirandello sulla Grande guerra con Caporossi e Preziosa; replica domenica 1 e domenica 8 febbraio alle 17,30.
Venerdì 6 febbraio dalla mattina alla notte sarà organizzata una maratona di lettura di “Uno, nessuno e centomila”, cui potranno iscriversi tutti coloro che vorranno intervenire.
Seguiranno una serie di incontri con letterati sul loro rapporto col teatro, uno su Elio Pagliarani con Cetta Petrollo e Giorgio Patrizi (venerdì 23 gennaio), poi, con Paolo Petroni, Lidia Ravera (venerdì 30 gennaio) e Dacia Maraini e Eugenio Murrali (venerdì 13 febbraio). Una serie di iniziative e seminari saranno organizzati da Gilberto Scaramuzzo dell’Università di Roma3.
“È in queste stanze che Pirandello riceveva ‘i personaggi delle sue future novelle’. Il tavolo di lavoro, la sedia, la sua macchina da scrivere, la sua biblioteca, la vetrata e le finestre sul giardino, la sua camera da letto, i suoi abiti – spiega Caporossi – ci accolgono come oggetti celibi e riescono a trasmettere, sotto i nostri occhi, quella sua visione scomposta della realtà e quell’artificio letterario e teatrale in cui anche noi, attori, possiamo trasferirci in personaggi”.
L’Istituto ospita una biblioteca, un fondo con libri e manoscritti di Pirandello, il fondo Ugo Betti e quello di Alessandro d’Amico ed è sempre aperto al pubblico, agli studiosi, alle scuole, ai visitatori curiosi.
L’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo realizza questo mese di attività artistico-culturali finalizzate alla raccolta fondi per garantire la vita dello stesso Istituto, messa in crisi dai tagli recenti. Con un’offerta di 10,00 euro ciascuno potrà essere socio sostenitore e iscritto nel grande libro dei “Personaggi”.
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA PER TUTTI GLI APPUNTAMENTI: TEL. 0644291853
et quod sequitur
Maria Amici

A questo punto ho perso già diversi appuntamenti previsti in calendario, ma potrò rimediare in questo intervallo di tempo da qui al 15 febbraio.
Grazie a Maria ed al suo messaggio che me l'ha segnalato.