mercoledì 4 febbraio 2015

La barbarie contro tutto il mondo

Da: ADNKRONOS

Is, arso vivo il pilota giordano
La risposta di Amman: giustiziata al-Rishawi

All'indomani della diffusione di un video da parte dello Stato islamico (Is) che mostra il pilota giordano, Muath al-Kasaesbeh, bruciato vivo, le autorità giordane hanno giustiziato per terrorismo l'aspirante kamikaze irachena, Sajida al-Rishawi, e un altro jihadista. Lo ha riferito l'emittente al-Arabiya, citando fonti della sicurezza di Amman.
La al-Rishawi era stata condannata a morte per il ruolo svolto nel 2005 in un attacco suicida nella capitale giordana, costato la vita a 60 persone. L'altro terrorista salito al patibolo è Ziyad Karboli, un militante iracheno di al-Qaeda, condannato nel 2008 per l'omicidio di un giordano.
Nelle scorse settimane l'Is aveva chiesto la scarcerazione della al-Rishawi per non uccidere al-Kasaesbeh. Il pilota, in realtà, è stato ucciso lo scorso 3 gennaio, anche se le raccapriccianti immagini della morte sono state diffuse solo ieri.


la famiglia chiede vendetta.La morte di Muath deve essere "vendicata della Giordania e dalla coalizione internazionale" guidata dagli Usa, ha affermato il padre del pilota, Safi al-Kasaesbeh, in un'intervista ad al-Arabiya. L'uomo ha quindi lanciato un appello alla popolazione giordana a "mantenere la calma dopo la morta di mio figlio". Quello che hanno fatto i jihadisti - ha concluso Safi al-Kasaesbeh - è un atto "lontano dall'islam".

Come la follia nazista voleva sottomettere il mondo e non riconosceva gli altri esseri umani come uguali, così sono questi nuovi barbari assassini che in nome, falso, dell'Islam e dei suoi valori uccidono con ferocia godendoci e dando spettacolo dell'orrore di cui sono capaci.
Dagli U.S.A. al Giappone, facendo il giro del mondo da ovest verso est, essi inglobano tutti gli umani che sono da uccidere. Una mattanza cieca, senza ragione, con l'unico fine di eliminare la Vita, l'unica cosa che ci accomuna tutti.
Questi la Vita non la vogliono neppure per sé stessi, infatti si imbottiscono di esplosivo andando contro ogni istinto naturale di conservazione.
Non c'è cultura o religione, anche spinta al fanatismo, che possa tendere ad una simile negazione della Vita.
Si sono costruiti un Dio immaginario, un Allah di Morte, anelano al martirio come ogni essere umano, di qualsiasi cultura, anela a vivere la Vita, possibilmente con traumi minimi, fino alla fine.
C'è chi, per ventura, si ritrova in mezzo ad una guerra e deve viverne l'orrore, sia che ne condivida i fini e gli scopi, sia che non li condivida affatto. Ma si ritrova ad uccidere per non essere ucciso... Questi barbari invece anelano al sangue come dei Dracula.
Il Mondo intero, così follemente sfidato, deve unirsi per annientare questi mostri.
Con il nazismo ci siamo riusciti, anche se qua e là focolai di follia provano a riaccendersi, ma li monitoriamo e spegniamo subito.
la moglie del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. Fu un eminente membro del Partito Nazionalsocialista e ardente sostenitrice della politica di Adolf Hitler.
Alla fine della seconda guerra mondiale, mentre Berlino veniva conquistata dall'Armata Rossa, uccise i suoi sei figli e quindi si suicidò.


1º maggio 1945, i sei figli di Goebbels vengono storditi con la morfina e uccisi con delle capsule di cianuro spezzate nelle loro bocche.


Questi barbari che si dicono dell'Islam vanno privati delle armi che sono il loro strumento di morte. La fonte di denaro che li alimenta va individuata e chiusa. Chiusa.  

  


martedì 3 febbraio 2015

Giustizia sociale non deve essere invidia sociale

Nella trasmissione di RAI1 "L'Arena" condotta dal bravo Giletti, ieri si sono occupati di un tema trattato molte volte anche su questo piccolo blog: la Giustizia sociale in questa nostra Italia in cui ci si riempie la bocca della parola "DEMOCRAZIA" ma si tengono in piedi Leggi che assegnano ingiusti privilegi ad alcune categorie di cittadini mentre ad altre si applicano Leggi diverse.
Già questo dimostra in modo lampante che NON SIAMO IN UNA DEMOCRAZIA.
La pressione dell'opinione pubblica, sempre più cosciente dei propri diritti, ha fatto sì che si cominciasse ad apportare qualche correttivo, ad esempio mettere un tetto agli stipendi stratosferici ed immotivati dei Manager Pubblici.
Immotivati anche perché spesso hanno lasciato voragini nei bilanci e creato danno all'Istituzione per la quale avevano lavorato. 
Ma l'argomento più caldo che crea problemi di fiducia nella classe politica, esclusa la corruzione, sono quei privilegi attinenti il cumulo delle pensioni e dei vitalizi.
Ne ho parlato altre volte: il cittadino italiano non può cumulare due pensioni. Una gli viene decurtata. Posso testimoniarlo come figlia di invalido di guerra e pensionato ministeriale: a mio padre decurtavano la seconda pensione riducendola a molto poco. 
A mia madre, vedova, hanno decurtato ulteriormente entrambe.
Nessuno ha mai parlato di "diritti acquisiti" dunque intoccabili. Eppure mio padre ha avuto la salute rovinata per tutta la vita per ferita subita  e malattia contratta in guerra. Ma siccome, pur malandato, ha potuto lavorare, l'altro diritto gli è stato decurtato. Eppure si trattava di somme irrisorie rispetto a quello che siamo costretti a sentire dei politici, soprattutto, che, con Leggi ben diverse e "diritti acquisiti intoccabili", cumulano pensioni e vitalizi senza alcuna decurtazione e, soprattutto, senza la commisurata contribuzione.
Dicono che non è colpa loro, che è la Legge! Il "diritto acquisito"!
Gli italiani trovano tutto questo INTOLLERABILE e sentono una distanza siderale da questi cittadini di serie A che usufruiscono di Leggi fatte solo per loro.
Non basta più la catarsi di trasmissioni come "L'Arena" che trascina tutto questo in un dibattito: la misura è colma e bisogna mettere mano alla materia sul piano legislativo: come ha illustrato la pepata Meloni in trasmissione.
Bisogna farlo assolutamente per ripristinare un equilibrio legislativo ed eliminare le differenze fra i cittadini.
Se un giudice di Corte Costituzionale prende molto, va bene, ma se cumula con altro, pensioni o vitalizi, non va più bene. Si lasci la possibilità dell'opzione: si scelga la pensione che vuole, ma può avere diritto solo ad una seconda entrata decurtata.
Questo è necessario altrimenti, a causa dell'Ingiustizia Sociale creata dalla disparità di trattamento, si crea un diffuso cinismo, oltre alla sfiducia, che mette nel calderone tutto, anche quello che può ritenersi il giusto compenso per cariche di grande responsabilità.
Si verifica, cioè, una vera e propria Invidia Sociale.
Questo non fa bene al Paese, che deve avere fiducia nelle Istituzioni.

Da: Libero.it (nota del blogger R. Coltellese: "colpisce che citi il Fatto Quotidiano")

I conti in tasca - Il curriculum del neo-presidente è lungo e prestigioso. Nonostante ciò, Mattarella ama conservare abitudini e tenore di vita umili, cominciare dal trilocale di 50 metri a due passi dal Quirinale. Niente sfarzi nemmeno al volante, con la sua ormai proverbiale Panda grigia. Eppure qualche soldo in tasca il Capo dello Stato se lo ritrova. A giudicare dai calcoli del Fatto quotidiano, per esempio, i 25 anni in Parlamento (dal 1983 all'aprile 2008) gli hanno fruttato una "liquidazione" da 234mila euro, con vitalizio da 9.363 euro al mese percepito dal 2008 all'ottobre 2011, quando Mattarella è stato eletto alla Corte Costituzionale: in tutto, 400mila euro. In più ci sono i compensi da membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il Csm del Tar, carica presieduta dall'aprile 2009 all'ottobre 2011: 65mila euro l'anno più benefit. Dal 2011, infine, Mattarella come detto è stato giudice costituzionale. Il suo stipendio si calcola in base al compenso del primo giudice della Cassazione aumentato del 50%, più una "indennità giornaliera di presenza pari a un trentesimo della retribuzione mensile spettante ai giudici ordinari". Fino allo scorso giugno erano circa 470mila euro all'anno. Poi è scattato il tetto di 240mila euro per i giudici che ha di fatto abbassato lo stipendio anche ai membri della Consulta a circa 400mila euro. In tutto, secondo il Fatto, Mattarella guadagnerebbe all'anno circa un milione e mezzo di euro, cui si deve aggiungere la pensione da professore universitario (assistente e poi docente di diritto parlamentare a Palermo dal 1965 al 1983): circa 80mila euro l'anno. Calcolo complessivo, 2,8 milioni di euro dal 2008 ad oggi.


Di fronte alle difficoltà dei cittadini e all'aumento della pressione fiscale, non si può più tollerare la disparità di trattamento.
Giusti emolumenti, MA NON CUMULO.
Bisogna mettere mano ad una Legge: perché quella della Meloni non è stata votata?



Legenda da questo blog:

giovedì 5 aprile 2012


Questo articolo avrei voluto scriverlo io!

Da: Il Giornale.it

Compensi onorevoli Nessuno sa tagliarli

Dovevano studiare il taglio delle retribuzioni ai deputati italiani, per ridurle ai livelli dell’Europa. Mesi di "intenso lavoro" poi il responso: "Impossibile". Ma non si poteva fare come per le pensioni?

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martedì 17 aprile 2012


Senza pudore

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martedì 1 maggio 2012


Primo Maggio, festa di chi lavora e di chi è disoccupato

Oggi 1° maggio sappiamo che tanti laureati bravi non hanno lavoro, anche se specializzati, anche se hanno conseguito dottorati e master di I e II livello.

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domenica 10 giugno 2012


Viva l'Italia contro gli italiani!


Pensioni gratis agli stranieri: è boom
di redazionale - 29/05/2008

Fonte: L'Espresso 
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domenica 15 luglio 2012


Lo spreco continua checché ne dica Monti


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lunedì 2 febbraio 2015

Povera piccola vittima: Loris Stival


Da: La Repubblica.it
Loris, c'è una nuova testimone: "Quegli strani dubbi di Veronica"
Raffica di interrogatori in paese. Il racconto inedito della mamma di un compagno del bimbo. Rubati i peluche lasciati sulla tomba. Scoperti profili segreti su Facebook, rogatoria dei pm negli Usa




Diceva alla mamma di un altro bambino. "Ho come un presentimento. Mi sento che Loris a scuola non c'è". Dieci minuti dopo, andando incontro ai primi due compagnetti che varcavano il cancello, quando centinaia di bambini dovevano ancora uscire, Veronica chiedeva con ansia: "Dov'è Loris? C'era oggi a scuola?". Alla risposta negativa, senza neanche andare a cercare la maestra, si rivolgeva al vigile urbano dando l'allarme.



Un dolore composto quello di Davide Stival, acuito dallo sconcertante comportamento dei familiari di Veronica, comparse costanti in tutte le trasmissioni tv in cui alternano versioni sempre diverse dei fatti e delle vicende familiari, e soprattutto dall'amara sorpresa di due giorni fa quando, recandosi al cimitero di Santa Croce, ha scoperto che qualcuno aveva portato via i peluche e i pupazzi lasciati sulla tomba di Loris.


Davide Stival: vittima di un dolore atroce

Il suo piccolo Loris che non c'è più
Spero che quel che ha promesso, il Sindaco del paese dove risiedeva la famiglia distrutta di questo ragazzo così dignitoso e sano, (sano perché non si difende dalla terribile realtà che va via via scoprendo), lo mantenga: dargli un lavoro in modo da poter star vicino al bambino rimastogli..
Viviamo in un mondo di persone squallide, capaci anche di arraffare dei peluche lasciati sulla tomba di un bambino... 

Siete voi colpevoli dell'agire dei vostri fratelli?

Il pudore e il rispetto per il Presidente della Repubblica hanno fatto sì che non sia facile trovare la notizia che Bernardo Mattarella ha avuto 4 figli e non soltanto il nostro Presidente e lo sfortunato Piersanti. Ha avuto 1 femmina e tre maschi di cui Sergio è il più piccolo.
L'altro maschio rimasto si chiama Antonino, detto Nino, ed è laureato anch'egli in materie giuridiche. 
Gira questa notizia, vecchia bisogna dire, che egli prese oltre 20 anni fa un prestito da Enrico Nicoletti, che tutti sanno chi è.
Personaggio legato alla malavita ma anche alle Istituzioni.
Basta ricordare che il Segretario Generale del Comune di Roma, Iozzia, che mi è capitato di conoscere tramite amicizie comuni, presentò Nicoletti al Sindaco Vetere per proporgli l'acquisto del Motel sul Grande Raccordo Anulare dove allocare la sede provvisoria dell'Università degli Studi Tor Vergata. Naturalmente quando venne fuori che Iozzia lo conosceva non mi feci una bella idea di lui... e presi le distanze dalle amicizie che me lo avevano fatto conoscere.
Questo per dire che questo Nicoletti costituiva un trait-d'union fra Istituzioni ed... altro.
Non mi stupisco, dunque, che questo, allora avvocato, Antonino Mattarella abbia potuto conoscere ed accettare (qui è la zona opaca) denaro in prestito da questo soggetto.


Da: Il Fatto Quotidiano di  | 1 febbraio 2015 

Nino Mattarella, il fratello del presidente e i prestiti dall’usuraio Enrico Nicoletti

Quello che secondo molti è stato "il cassiere della Banda della Magliana" prestò 750 milioni di vecchie lire ad Antonino Mattarella. E' quanto emerge dal provvedimento del Tribunale di Roma che nel '95 sequestrò i beni del faccendiere romano

Le colpe dei fratelli non ricadono sui presidenti della Repubblica però è giusto conoscere a fondo la storia delle famiglie di provenienza quando si parla di capi di Stato. Sia nella luce, come nel caso del fratello Piersanti, nato nel 1935 e ucciso nel 1980 dalla mafia, sia nell’ombra, come nel caso di Antonino, nato nel 1937, terzo dopo Caterina (del 1934) e prima del piccolo Sergio, classe 1941. Antonino Mattarella ha fatto affari con quello che è da molti chiamato “Il cassiere della Banda della Magliana” anche se quella definizione è imprecisa e sta stretta a don Enrico Nicoletti, una realtà criminale, come dimostra la sua condanna definitiva perassociazione a delinquere a 3 anni e quella per usura a sei anni, autonoma e soprattutto di livello più alto. Enrico Nicoletti era in grado di parlare con Giulio Andreotti, faceva affari enormi come la costruzione dell’università di Tor Vergata, si vantava di conoscere Aldo Moro, ha pagato parte del riscatto del sequestro dell’assessore campano dc Ciro Cirillo. Ora si scopre che ha prestato, 23 anni fa, 750 milioni di vecchie lire al fratello del presidente della Repubblica. Il Tribunale di Roma nel provvedimento con il quale applica la misura di prevenzione del sequestro del patrimonio di Nicoletti nel 1995 si occupa dei rapporti tra Nicoletti e l’avvocato Antonino Mattarella, cancellato dall’ordine professionale per i suoi traffici.....


Per il seguito si rimanda all'articolo sul Fatto Quotidiano che, bisogna dire, ha dato luogo a commenti critici da parte dei suoi lettori...
Sotto detto articolo hanno pubblicato una lettera di precisazioni del Prof. Antonino Mattarella il quale, fra l'altro, dichiara di aver chiesto egli stesso la cancellazione dall'Albo degli Avvocati per poter fare il Professore a tempo pieno. Cosa che molti professori universitari si guardano bene dal fare. 
Riporto di seguito la lettera del fratello del nostro Presidente della Repubblica:

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
“Presi quei soldi da Nicoletti, ma vi spiego come andò…”
Caro direttore, leggo l’articolo pubblicato in prima pagina (edizione del Fatto Quotidiano di venerdì 30 gennaio) e scrivo per rettificarne i contenuti e
chiedo la completa pubblicazione ai sensi della legge sulla stampa. A prescindere dalla circostanza che mai sono stato “radiato” dall’Albo degli Avvocati dato che si è trattata di una “cancellazione”, tra l’altro in pendenza di una mia esplicita richiesta al riguardo in quanto passato a “tempo pieno” all’insegnamento universitario, vorrete prendere nota di quanto segue: mai sono stato in affari con il Nicoletti. Ciò premesso. I movimenti di assegni segnalati nell’articolo (e altri) avevano origine da operazioni di prestiti a tasso “particolarmente elevato” ricevuti dal Nicoletti, noto operatore del settore (peraltro presentatomi, a suo tempo, da persona al di sopra di ogni immaginabile sospetto: un cancelliere del Tribunale di Roma), in ragione di difficoltà finanziarie nelle quali ero venuto a trovarmi per alcune operazioni immobiliari avviate in società con terze persone, per le quali avevo prestato garanzie personali, a cui ho dovuto far fronte in prima persona, con i proventi della mia attività professionale. Tutti i miei titoli rilasciati al Nicoletti per le operazioni di “prestito” sono stati da me pagati e, comunque, dette operazioni sono tutte successive alle vicende del fallimento Stirpe. Quanto all’immobile cui si fa riferimento, la ricostruzione dei fatti è totalmente errata.
Quando è stato dichiarato il fallimento Stirpe, l’immobile in questione era già nel patrimonio del Nicoletti in quanto lo stesso aveva ottenuto il trasferimento di proprietà prima della dichiarazione di fallimento in compensazione di crediti vantati con il debitore poi fallito. Dopo avere esaminato la documentazione, nella mia qualità di curatore fallimentare, ho ritenuto opportuno proporre il giudizio per l’azione revocatoria, l’esito del quale è stato favorevole al fallimento per cui il bene ritornava nella massa attiva. La difesa del Nicoletti (assistito da professionista di chiara fama) ha proposto appello avverso la decisione di primo grado. Nelle more è stata avanzata una proposta transattiva che prevedeva la rinuncia da parte del fallimento alla sentenza favorevole contro versamento della somma di 150.000.000 di lire, ferma restando la cancellazione dei debiti pregressi dello Stirpe a suo tempo compensati con il trasferimento del bene. La proposta transattiva è stata sottoposta al comitato dei creditori che ha espresso parere favorevole ed è stata approvata dal giudice delegato cui spettava la decisione (e non al curatore).
Quindi il prezzo pagato dal Nicoletti per l’immobile non è stato di 150 milioni, come riportato nell’articolo, ma a questa somma va aggiunto quanto compensato con la precedente operazione di acquisizione del bene prima del fallimento come si potrà accertare dalla documentazione relativa al fallito. Nelle more delle appena citate procedure per la formalizzazione della transazione, il giudizio di appello è andato avanti e rimesso al Collegio per la sentenza. Completate le formalità di approvazione dell’accordo transattivo, il Nicoletti ha versato l’importo concordato. Subito dopo è stata depositata la sentenza d’appello che, in accoglimento del ricorso del Nicoletti, ha rigettato la domanda in revocatoria proposta dalla curatela e accolta in primo grado! In conclusione, se non fosse intervenuta e definita la transazione con l’incasso di quanto concordato, il bene immobile, in seguito alla decisione dell’appello, sarebbe rimasto nella piena proprietà del Nicoletti senza l’esborso ulteriore di 150 milioni ottenuto con la transazione. Posso affermare che sono stato l’unico curatore fallimentare (o uno dei pochi) a proporre una azione revocatoria nei confronti del Nicoletti (nonostante i consigli contrari) e di aver definito con vantaggio per la curatela una vicenda nata da prestiti usurari risolti con acquisizione di un bene (prima del fallimento).
Antonino Mattarella 
La ricostruzione dei fatti è del Tribunale di Roma nell’ordinanza di sequestro dei beni di Enrico Nicoletti. (M.L.)

sabato 31 gennaio 2015

La povera Elena Ceste

Da: ADN Kronos 29/01/2015

Arrestato il marito di Elena Ceste, il gip: "Movente è l'odio, per lui era 'donna da raddrizzare'"

Omicidio premeditato volontario e occultamento di cadavere. Con queste accuse i carabinieri di Asti hanno arrestato Michele Buoninconti, marito di Elena Cestela donna scomparsa il 24 gennaio dello scorso annoe il cui corpo è stato trovato alcuni mesi fa poco lontano da casa. La richiesta di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta del pm. Al momento del fermo in casa non c'erano i quattro figli della coppia che intanto, con un provvedimento provvisorio sono stati affidati ai nonni materni.
A informarli dell'accaduto sono stati alcuni familiari che sono andati a prenderli a scuola accompagnati dai legali della famiglia Ceste e dagli assistenti sociali. Infine, dopo che mercoledì in procura ad Asti è stata depositata la perizia autoptica sul corpo della vittima, nei prossimi giorni, il magistrato dovrebbe dare il nulla osta ai funerali che la famiglia desidererebbe celebrare a Govone.
Quando i militari di Asti sono arrivati in casa Michele Buoninconti non ha detto nulla, ha fatto il borsone, e si è chiuso nel silenzio. Ora l'uomo, che è rinchiuso nel carcere di Asti, dovrà attendere l'interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha cinque giorni di tempo per fissarlo e che potrebbe, quindi, svolgersi all'inizio della prossima settimana.
Da quanto si è appreso, a determinare l'arresto del 44enne, unico indagato, sarebbero stati gli elementi emersi in questi mesi di indagine, che avrebbero portato gli inquirenti ad escludere ogni altra ipotesi e a concentrarsi sul compagno della donna che si è sempre detto innocente.
Mercoledì è stata depositata infatti in procura ad Asti la perizia autoptica sul corpo della donna. Da indiscrezioni, è emerso che la perizia avrebbe confermato quello di cui gli inquirenti si erano già convinti nel corso delle indagini, cioè che Elena Ceste non si fosse né suicidata né che la sua morte fosse da attribuire a cause accidentali, di fatto quindi confermando l'ipotesi di morte violenta.
Inoltre secondo le ipotesi investigative, Elena Ceste con ogni probabilità sarebbe stata uccisa in casa lo stesso giorno della scomparsa, forse strangolata: sarebbe infatti deceduta per asfissia e non per annegamento. Il corpo sarebbe stato nascosto lo stesso giorno nel luogo dove è stato ritrovato. A contribuire alla svolta nelle indagini sarebbero state le analisi dei tabulati telefonici del cellulare dell'uomo e alcune intercettazioni.
Il movente sarebbe da ricercare ''nell'odio maturato nel tempo verso una donna" alla quale Buoninconti "aveva offerto una famiglia, una casa, la dignità del proprio lavoro, la condivisione dei guadagni e da cui, invece, era stato ripagato secondo la sua visione con vergogna, mortificazione e disonore". "La perdita di controllo della moglie ha innescato uno stato di profondo risentimentonell'indagato", si legge nell'ordinanza, un'ottantina di pagine con cui il gip ha disposto l'arresto dell'uomo, tanto che in lui "nasceva la convinzione che Elena Ceste fosse una moglie e una madre inadeguata a svolgere i propri compiti, una donna infedele e inaffidabile, dedica a coltivare relazioni virtuali con il computer, quindi 'da raddrizzare'''.
"Michele Buoninconti - si legge ancora - ha esercitato la massima violenza possibile verso una donna indifesa, schiva e inoffensiva, colpevole solo di aver messo in discussione la sua onnipotenza. Il suo volere incondizionato su tutto e su tutti''. ''Il castello di menzogne precostruito e successivamente attuato al fine di assicurarsi l'impunità, completamente incurante degli effetti che le sue azioni avrebbero comportato sui propri stessi figli, rivelano nell'indagato una freddezza sconcertante e costituiscono un sintomo della completa assenza di freni inibitori verso la brutalità''.
"Tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini indicano in Michele Buoninconti l'autore delle gravissime condotte che gli vengono attribuite non essendo logicamente possibile formulare differenti teorie ricostruttive dotate di una seppur minima plausibilità", si sottolinea nell'ordinanza.
''Gli elementi di prova raccolti nel corso delle indagini portano ad affermare che Elena Ceste sia stata vittima di un omicidio consumato nella propria abitazione'', prosegue il provvedimento che escludendo, a seguito di riscontri, ipotesi alternative, quali un gesto anticonservativo o altre cause accidentali, indica che "l'unica ulteriore possibilità è che Elena Ceste è stata assassinata" e "il castello di menzogne e i vani tentativi di depistaggio posti in essere dall'autore dell'omicidio costituiscono un primo rilevantissimo argomento a sostegno della tesi accusatoria".

Da: Il Corriere della Sera

Il marito di Elena chiede una Bibbia in cella «Prego per lei, era una santa»

La difesa: è innocente, chiarirà tutto. Sequestrato in casa un telone simile a quello trovato vicino al corpo. L’uomo ha cercato di intrecciare due nuove relazioni

di Marco Bardesono, Andrea Pasqualetto

Non la rabbia, non la disperazione, non la voglia di urlare al mondo la sua innocenza. No, Michele Buoninconti è rimasto a lungo in silenzio per poi sussurrare alla guardia solo qualche parola: «Vorrei una Bibbia». L’agente gli ha dato il Nuovo Testamento. «Va bene anche così ma se c’è una Bibbia è meglio» ha ringraziato il Vigile del fuoco arrestato giovedì con l’accusa di aver ucciso il 24 gennaio dello scorso anno la moglie Elena Ceste e di averne occultato il cadavere. Buoninconti ha sorpreso il personale del penitenziario di Asti anche al suo ingresso: «Ora penso solo a pregare - ha detto - Elena è una santa, mi accompagna anche qui». Afflato che un po’ stride con la scarsa considerazione che lui stesso sembrava avere della moglie fino a qualche mese fa quando diceva ai figli che era «una donna da raddrizzare». 
Emerge, dunque, questa ambiguità. Da una parte Elena è inadeguata, dall’altra è santa. E poi c’è il rifugio nella fede religiosa, di cui un po’ si sapeva: l’immancabile messa domenicale delle nove, la passione per il libro dell’Ecclesiaste («C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare, un tempo per uccidere e un tempo per guarire...»). E si sapeva anche della spiccata propensione alla preghiera. Così spiccata da essere notata dal giudice di Asti Giacomo Marson, il quale dopo aver letto le intercettazioni ambientali ha così commentato nell’ordinanza: «In macchina si sente l’indagato recitare preghiere in maniera ossessiva, anche cantando». 

A poco a poco, di servizio in servizio della trasmissione "Chi l'ha visto" su questo vedovo strano, contraddittorio, sentendo i fatti che raccontava e che non quadravano, pensavo che l'avesse uccisa lui oppure che l'avesse indotta a suicidarsi insistendo ossessivamente sulle "libertà" che lei si era concessa.
Ma quando l'hanno ritrovata lì vicino, nuda, mi sono detta che, se si era suicidata e lui ne aveva occultato soltanto il cadavere, doveva essere completamente pazzo.
Un pazzo apparentemente normale, come tanti se ne vedono... ma che comunque mostra sprazzi di anomalia.
Ora, chi ha più elementi di coloro che hanno solo visto le sue interviste dice che l'ha uccisa proprio lui.
Allora la pazzia non c'è o è diversa.. è quella anomalia tipica delle menti criminali che, proprio perché commettono un crimine andando oltre ciò che è lecito, non possono ritenersi normali, anche se punibili, anzi punibilissime.
Elena non ha saputo confidarsi con nessuno su quello che le stava accadendo, neppure con sua sorella che pure abitava abbastanza vicino a lei, neppure con i suoi genitori, che pure avevano una seconda casa vicino al posto dove lei abitava... Insomma Elena non era sola come Roberta Ragusa che, comunque, era riuscita a confidarsi con qualcuno sulla sua situazione triste con il marito..
La riflessione amara è che, sia che l'uomo abbia o sospetti di avere le corna, come in questo caso, sia che sia lui a metterle come nel caso della Roberta, è sempre la moglie ad essere uccisa...
E si assiste poi alla tragica recita dell'assassino che grottescamente continua nella sua commedia per coprire il suo delitto, infischiandosene di quello che ha fatto ai propri figli: li ha privati della tenerezza della madre e, quando andrà in giusta galera, avrà rovinato per sempre la loro vita innocente.
Rispetto al gelido e cinico marito di Roberta questo di Elena era religiosissimo: un vero mistero mentale come faccia a rapportarsi con il Dio in cui crede e che dunque vede le sue azioni, delitto, menzogne... Boh?!   

La banalità del male

Da: Repubblica.it


Varese, parla il vicino che ha ucciso gli anziani coniugi: "Non capisco perché l'ho fatto"

Alessandro Lorena, il 28enne arrestato per l'omicidio dei coniugi di Venegono Inferiore è stato interrogato dal gip di Varese per la convalida del fermo. L'uomo ha detto di non sapersi dare ancora una spiegazione di ciò che ha fatto. Il giudice si è riservato la decisione

"Non riesco ancora a darmi una spiegazione, non capisco perché li ho uccisi". E' una delle frasi pronunciate da Alessandro Lorena, il 28enne fermato mercoledì 28 gennaio 2015 dai carabinieri per l'omicidio dei due anziani coniugi Martino Ferro e Graziella Campiello a Venegono Inferiore (Varese), durante l'interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip di Varese Stefano Sala. L'uomo, difeso dall'avvocato Paola Vigo, accusato di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, è stato ascoltato nel carcere dei Miogni di Varese. Al termine dell'interrogatorio, il gip si è riservato sulla convalida del fermo. Lorena, figlio di vicini di casa delle vittime, avrebbe ucciso i due coniugi nella loro villetta durante un tentativo di rapina, portando via 100 euro che ha trovato nella casa.

L'uomo conosceva bene la coppia, che lo aveva visto crescere e "si fidava ciecamente di lui". Per questo motivo gli è stata aperta la porta senza avere nessun sospetto. Per questo la donna gli ha preparato un caffé senza sospettare che poco prima l'uomo aveva ucciso il marito con una mazzetta da muratore. E non sospettava neppure che subito dopo, Lorena all'improvviso si sarebbe scagliato anche contro di lei, l'avrebbe sorpresa alle spalle e l'avrebbe strangolata con un filo elettrico strappato da una lampada che si trovava in casa.

Questa almeno è la ricostruzione che gli investigatori fanno del duplice delitto, mentre sul possibile movente non è stata scritta ancora una parola chiara. Gli investigatori hanno ricostruito che negli ultimi tempi, l'uomo aveva problemi economici pressanti, tanto che aveva difficoltà a pagare gli alimenti alla ex moglie, con cui aveva avuto un bambino. Anche per questo avrebbe deciso di tentare una rapina nella casa dei due coniugi.
L'assassino reo confesso

                                                                                                                             

Non bisogna fidarsi di nessuno, me l'hanno insegnato i miei genitori fin da bambina, poi si pensa di non poter vivere senza dare fiducia a qualcuno e ci si rilassa... Non si può vivere come degli psicotici sospettosi...
Ed ecco che è proprio lì, in quella guardia abbassata, che si inserisce l'imprevisto.
Bisogna dunque dare fiducia con riserva, è l'unico modo per preservarci.
La vita mi ha insegnato che dietro all'apparenza si possono celare follie, stranezze, invidie feroci, stupidità infinita, sciocchi pregiudizi, idee sbagliate e contorte ecc. ecc. ecc.
Ci sono persone più attente e dotate di particolare sensibilità e capacità di analisi anche di minimi segnali del comportamento umano e persone più portate a minimizzare, sorvolare, per superficialità o per un vero e proprio autoinganno a non voler vedere, non voler capire...
Sui vicini di casa, poi, forse tutti abbiamo tanto da raccontare in fatto di stranezze e tanto altro...

Abbiamo un Presidente della Repubblica Galantuomo

La parola galantuomo, inusata da troppo tempo, tanto da diventare quasi obsoleta, è stata rispolverata dai commentatori televisivi per il Prof. Sergio Mattarella.
Grazie Matteo Renzi, mi hai dato speranza, non bleffavi.  


Voterò per il PD solo per merito tuo. 

Sergio Mattarella con manifestanti della Coldiretti