mercoledì 25 febbraio 2015

Elena Ferrante: il mistero paga

Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com (31-01-2010)
Avevo sentito parlare vagamente di questa scrittrice; i films tratti dai suoi libri non mi avevano spinto a leggerli. Ora ho comperato "La figlia oscura" nella versione più economica e l'ho letta, presa dall'inizio alla fine. Un libro che ti piace ti fa compagnia: sai che non sei sola se hai un libro che ti prende. E' un libro sincero: Leda è una donna molto diversa da me, eppure mi ha colpito per la profondità della sua analisi su sé stessa e per il "coraggio" delle sue scelte. Ci vuole più coraggio ad abbandonare, affrontando i sensi di colpa, che a restare per non averne troppi: perchè le madri ne hanno sempre, anche quando spendono tutte sé stesse rinunciando alle proprie aspirazioni. L'unico appunto che posso fare a questo bellissimo racconto è il passaggio, che la Ferrante fa in diversi punti, dall'imperfetto al presente: bruscamente, senza ragione narrativa o stilistica, mi pare. Un esempio: "Avvampavo, mi ficcai sotto la doccia. Acqua fredda. Me la lascio scorrere addosso a lungo, fissando la sabbia che scivola giù nera dalle gambe, dai piedi, sullo smalto bianco della pedana. Il caldo passa quasi subito. ecc." Ecco non c'è motivazione a questi passaggi di tempo...
Voto: 5 / 5

Questo il mio commento su IBS sul libro "La figlia oscura", con i dovuti appunti su quelli che a scuola i professori di italiano segnerebbero come errori: il passaggio, descrivendo un'azione che si svolge in pochi momenti, dal tempo imperfetto "Avvampavo" al passato remoto "mi ficcai" (e passi, ci può stare), ma poi  "Me la lascio scorrere addosso " tempo presente... Insomma, pur con la licenza letteraria, un minimo di forma grammaticale e sintattica bisogna rispettarla.
Ora ricevo la Newsletter dell'Editore Neri Pozza che parla addirittura di una partecipazione della misteriosa Elena Ferrante al Premio Strega. Che sia misteriosa lo mette in risalto anche il critico letterario Silvio Perrella:  

La Ferrante candidata allo Strega? Io voterò il Gemito della Marasco 2015-02-24

Silvio Perrella, critico letterario e "Amico della Domenica", illustra sulle pagine de IlMattino i motivi per cui voterà Wanda Marasco
Qualora Elena Ferrante si dovesse davvero presentare al prossimo Premio Strega, sarei costretto a non votarla. Non perché non la stimi: ho seguito il suo lavoro con attenzione, recensendone con entusiasmo i libri (considero I giorni dell'abbandono un libro straordinario) e interrogandomi (su sollecitazione della stampa, non per mia vera curiosità) sulla sua reale identità.
Non la voterei, perché come «Amico della Domenica» avevo già scelto di presentare un altro libro di un'altra autrice. Si tratta de II genio dell'abbandono di Wanda Marasco, edito da Neri Pozza.

Ecco: chi è veramente Elena Ferrante?

Da Wikipedia:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c'è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di Domenico Starnone e Goffredo Fofi) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero, in Grecia. Qualcosa in più sul suo conto possiamo ipotizzarlo basandoci sulle storie delle protagoniste dei suoi romanzi e assumendo che queste siano tratte da episodi a lei realmente accaduti.
Dal suo primo romanzo, L'amore molesto, edito nel 1992, vincitore del premio Procida Isola di Arturo-Elsa Morante, del premio Oplonti d'argento e selezionato al Premio Stregae al premio Artemisia, è stato tratto l’omonimo film di Mario Martone, in concorso al 48º Festival di Cannes.
Dal romanzo successivo, I giorni dell'abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza, in concorso alla 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Nel volume La frantumaglia, edito nel 2003, racconta la sua esperienza di scrittrice.
Nel 2006 viene pubblicato il romanzo La figlia oscura, da cui nel 2007 la scrittrice ha tratto spunto per il racconto per bambini La spiaggia di notte.
Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L'amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome, nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta e nel 2014 dal quarto e conclusivo Storia della bambina perduta.
Nel 2012 le Edizioni e/o hanno riunito i primi tre romanzi della scrittrice (L'amore molestoI giorni dell'abbandonoLa figlia oscura), accomunati dal tema di un amore negativo, traumatico e destabilizzante, in un unico volume, Cronache del mal d'amore.
Nel novembre 2014 è stata inserita in una lista dei cento pensatori più influenti dalla rivista Foreign Policy per la categoria chronicler[1].

La scelta dell'anonimato[modifica | modifica wikitesto]

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è a oggi una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all'estero (in particolare in America, dove quattro suoi romanzi hanno trovato il favore del pubblico sotto la traduzione di Ann Goldstein, grazie alla casa editrice Europa Editions) e ha raccolto critiche più che positive oltreoceano da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker.[2][3]
La frantumaglia è un volume nato per soddisfare la curiosità del pubblico nei confronti dell'anonima scrittrice, in esso sono raccolte le lettere dell'autrice al suo editore, le poche interviste da lei rilasciate e le sue corrispondenze con lettori d'eccezione. Sua funzione principale è far comprendere al lettore i motivi che spingono l'autrice a rimanere nell'oscurità. La scrittrice stessa parla di un desiderio di autoconservazione del proprio privato, un desiderio un po' nevrotico di intangibilità, di mantenere una certa distanza e non prestarsi ai giochi giornalistici che tipicamente spingono gli scrittori a mentire per apparire come ritengono che il pubblico si aspetti. Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell'autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

Può essere una rispettabile scelta... ma anche una furba costruzione editoriale di chi sa scrivere e per vendere ha creato il mistero... che paga sempre, anche con i tempi dei verbi che lasciano un poco a desiderare...


Da: Panorama - di Stefania Vitulli 24 novembre 2014

Chi è veramente Elena Ferrante?

È celebrata come la scrittrice rivelazione del momento. Ma nessuno sa chi sia e se quello è il suo vero nome. Indagine su un'autrice misteriosa e sui sospettati che potrebbero nascondersi dietro la sua identità


Ultima voce in circolo: la partecipazione allo Strega. Impedimenti nel regolamento non ce ne sarebbero: l’autrice è senza volto e senza nome, a parte uno pseudonimo? Non importa, mica si specifica chi debba ritirare il premio e mica si può discutere sulle "insindacabili" decisioni del comitato. L’altra novità sul brand "Elena Ferrante" è il boom americano
Giusta definizione "brand", un prodotto, un marchio come un altro...
Un nome costruito a tavolino da una équipe editoriale... e che ci vuole in un simile investimento a trovare una traduttrice americana.. basta pagarla.
 
E ancora, dall'articolo di Stefania Vitulli
...Ma il supersegreto sta dando superfrutti: i primi quattro volumi della saga de L’amica geniale (Storia della bambina perduta è appena uscito in Italia per e/o) hanno venduto oltre 200 mila copie in Italia e i primi tre 130 mila negli Stati Uniti. Ferrante vende anche in Francia (con Gallimard), Danimarca, Svezia e Norvegia. Dopo i film di Martone e Faenza su L’amore molesto e I giorni dell’abbandono, è prevista una serie televisiva prodotta da Fandango e Rai Fiction: sei episodi sceneggiati da un team guidato dal premio Strega 2014 Francesco Piccolo (chissà che non porti bene). Fin qui il marketing, gli aridi numeri, le operazioni a tavolino. Niente di male. Ma non bisogna dirlo agli editori. Che il tavolino lo negano, sempre e comunque. E lasciano che TotoFerrante si autoalimenti. "Non è importante il nome, ma i libri" dicono.

Sempre dall'articolo di Stefania Vitulli
...Tra le ipotesi che si sono succedute dal 1992, il colpaccio lo fece Luigi Galella nel 2005 su La Stampa: usò il computer per stabilire sei coincidenze testuali schiaccianti tra L’amore molesto e Via Gemito di Domenico Starnone. Che da allora, nonostante smentite, non si è più tolto dalla spalla la scimmia di questo probabile doppio. L’altro sospettato, il giornalista Goffredo Fofi, rilanciò indicando Anita Raja, traduttrice dal tedesco, collaboratrice di e/o e moglie di Starnone. Altri ipotizzano una triangolazione o un collettivo alla Wu Ming, specie dopo che il livello di scrittura, è passato al "tutto plot", con una voce del tutto diversa da quella di Starnone.
...Nel tempo, altri candidati si sono succeduti: Guido Ceronetti, Fabrizia Ramondino, lo stesso Mario Martone, o addirittura la famiglia Ferri, compresa Linda, la scrittrice e sceneggiatrice de La stanza del figlio di Moretti e sorella di Sandro. La Napoli che tanto sta a cuore alle protagoniste della Ferrante, quella dei vicoli lontani dai party letterari di Manhattan, è perplessa: "Trovo onestamente un po’ forzato chiedersi chi e dove sia la Ferrante" commenta lo scrittore e blogger Amleto De Silva. "Conosco migliaia di persone a cui non frega nulla. In mancanza del personaggio, stanno provando a vendersi l’assenza del personaggio". E lo scrittore e giornalista Marco Ciriello ribatte: "A Napoli il problema non si pone, ce ne sono altri. Non si fanno domande sugli scrittori che esistono e si mostrano, figurati su quelli che non si mostrano".


Agorà con Flavio Briatore

Stamane alla trasmissione Agorà hanno invitato come ospite Flavio Briatore, da quello che ha detto il conduttore, Gerardo Greco, sembra che sia perché egli ha scritto sul suo sito che seguiva la trasmissione.
Sicuramente fa piacere avere uno spettatore noto ed importante, più che gente qualsiasi, e dunque l'hanno invitato per sentire la sua opinione.
Ha detto subito una cosa che mi ha colpita, perché l'ho scritta su questo blog poco tempo fa a proposito dei dibattiti nella trasmissione "L'Arena" sui temi di attualità:
3 febbraio 2015 Non basta più la catarsi di trasmissioni come "L'Arena" che trascina tutto questo in un dibattito....

Briatore ha detto proprio questo: che Agorà, come tutte le trasmissioni dibattito, serve come sfogo... ma non si risolve nulla.
Insomma ha messo l'accento su quanto anch'io ho percepito e quindi scritto: la gente vuole fatti, le chiacchiere, quali valvole di sfogo, non bastano più.
Un po' piccato Gerardo Greco ci ha tenuto a dire che "Noi facciamo informazione".

Giusto, serve senz'altro, ma Briatore è molto pragmatico e vede la realtà in quel modo, che a lui ha portato molta fortuna.

Fortuna che io, piccola borghese lontanissima da quel mondo, non ho mai capito come ha potuto nascere e crescere così tanto e così bene.

La biografia di Flavio Briatore da Wikipedia:


Nasce da genitori maestri di scuola elementare. Dopo il conseguimento da privatista del diploma di geometra inizia a lavorare come maestro di sci e gestore di ristoranti per poi arrivare ad aprirne uno suo, il locale "Tribüla"[2] (in piemontese, "tribülé" significa procedere con fatica, dover superare molti ostacoli), ristorante che in seguito fu chiuso per mancanza di risultati economici soddisfacenti.
Dopo aver fatto l'assicuratore a Saluzzo, negli anni settanta collabora con un finanziere e costruttore edile di CuneoAttilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti Vernici, azienda già di proprietà di Michele Sindona. Il 21 marzo del 1979 Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba collegata all'accensione della sua auto: la verità sul caso non fu mai accertata, ma che in base ad alcune testimonianze l'omicidio sembra essere stato eseguito dalla criminalità organizzata[4]. In seguito alla scomparsa di Dutto, Briatore si trasferì a Milano, dove iniziò a frequentare l'ambiente della Borsa. A Milano conobbe Achille Caproni (patron della Caproni Aeroplani), che gli affidò la gestione della CGI (Compagnia Generale Industriale), la holding del gruppo Caproni. I risultati ottenuti da Briatore però furono negativi: la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni su consiglio dello stesso Briatore, finì in un "crac" ed il pacchetto azionario dell'impresa fu venduto alla statale Efim.
Conclusa la collaborazione con Caproni, Briatore si presentò per un breve periodo come agente discografico, spesso in compagnia di Iva Zanicchi, per poi dedicarsi ad affari connessi a bische clandestine e gioco d'azzardo, che lo portano ad essere condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Bergamo[5] e a tre anni dal Tribunale di Milano.[2][6] Briatore riuscì ad evitare il carcere rifugiandosi a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia. Durante la latitanza alle Isole Vergini, grazie all'amicizia con Luciano Benetton (conosciuto negli anni milanesi), aprì alcunifranchising Benetton, facendo poi rapidamente carriera nel gruppo dirigente dell'azienda di Ponzano Veneto.[1]
Rientrato in Italia Flavio Briatore iniziò ad interessarsi al mondo della Formula 1, di cui diceva «non è uno sport, è un business», impegnandosi direttamente nel circus a partire dal Gran Premio d'Australia del 1988 ancora grazie alla famiglia Benetton, che lo coinvolse nell'attività della scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri dellaToleman. Qui Briatore all'inizio degli anni novanta ottenne l'incarico di direttore commerciale e poi, dopo il licenziamento dei vertici della società, ne divenne direttore esecutivo, trasformando la scuderia in un team competitivo. Dopo aver assunto e licenziato in poco tempo l'ingegnere John Barnard, chiamò in squadra Tom Walkinshaw, che nel 1991 ebbe l'intuizione di ingaggiare dallaJordan il giovane pilota Michael Schumacher, malgrado questi avesse all'attivo una sola gara in F1 disputata in quella stessastagione.
Schumacher vinse una gara nel 1992 ed un'altra nel 1993, per poi diventare campione del mondo con la Benetton per due volte consecutive nel 1994 e nel 1995, anno in cui la Benetton vinse anche il titolo costruttori. Il 10 febbraio 1993, un ordigno esplose davanti all'ingresso della dimora londinese di Briatore, nell'elegante quartiere di Knightsbridge. L'attentato non causò vittime, ma solo danni al porticato, e le conclusioni degli inquirenti inglesi furono che si fosse trattato di un atto dell'IRA e che l'obiettivo non fosse Briatore.
Ribadisco che sono una piccolo-borghese e forse per questo mi sfuggono le capacità poliedriche di questo geometra, che dopo la disavventura con l'imprenditore ammazzato dalla criminalità organizzata con modalità viste nel film "Il Padrino", si sposta di città e là: subito gli offrono di lavorare negli ambienti della Borsa di Milano (mica pizza e fichi). Poi questo imprenditore di Aeroplani gli offre di lavorare con lui, poi accetta il suo consiglio... (chissà perché mi torna di nuovo in mente "Il Padrino", quando il boss diceva sempre "gli faremo un'offerta che non potrà rifiutare" e se la rifiutava qualcuno faceva la fine di quello che, girando la chiave dell'accensione dell'auto, zompava per aria...), poi il consiglio di Briatore, che Caproni segue, si rivela un fallimento che però viene sbolognato alla EFIM... e qui la cosa mi inquieta... perché sono proprio lontana da quel mondo di fallimenti che però non affossano mai il geometra Briatore... anzi! EFIM è  lo Stato, per questo la cosa mi inquieta... Che interesse poteva avere un ENTE FINANZIARIO PER LE PARTECIPAZIONI STATALI A RILEVARE IL PACCHETTO AZIONARIO DI UN FALLIMENTO? BOH?!
Poi il poliedrico geometra ricambia attività: discografia...
Poi però bische clandestine... Poi fuga dopo le condanne... Poi amnistie (come Carminati mi viene in mente, vedere l'articolo de Il Fatto Quotidiano da me pubblicato il 14 dicembre 2014), insomma è un imprenditore fortunato in cosa?
Come si può passare da un impresa all'altra attraverso fallimenti e condanne senza finire male?
Fortuna? Eh! Sono una piccola borghese ma sono molto pragmatica anch'io... Non credo che sia fortuna, né poliedrica abilità... Altrimenti imprenditori intelligenti e superlaureati sono tutti terribilmente sfortunati.. e forse un po' scemini...
Non vi fate ingannare dalle inchieste della Polizia inglese, a proposito della conclusione sulla presunta bomba dell'IRA del 1993, e ricordatevi che fu la Polizia inglese a concludere che Calvi si era impiccato da solo sotto il Ponte dei Frati Neri....  

martedì 24 febbraio 2015

Renzi e le priorità

A leggere quello che Beppe Grillo o chi per lui scrive nei post sul suo blog, Renzi è un mostro di finzione, furbizia ed altre nequizie. 
Dopo l'enorme cantonata che ho preso andando dietro ad Antonio Di Pietro penso che tutto sia possibile. Ma va provato. Non si possono costruire storie senza fatti precisi e circostanziati e i fatti negativi, se ci sono, prima o poi vengono fuori: come è successo con Di Pietro. 
Si può sbagliare ad imbarcare persone non propriamente corrette, si può non sapere bene, si può essere in buonafede... Ma se le persone in difetto cominciano ad essere tante, se i fatti ti vengono segnalati anche per iscritto, e non solo, se alcune cose ti vengono mostrate e dimostrate e tu fai finta di niente... è evidente che sei in perfetta malafede. 
Dunque questo vale per tutti e anche per Renzi.
Per ora sta cercando di fare qualcosa che solo in futuro si saprà se erano le cose giuste.
Ma, come mi obietta mio marito su alcune mie perplessità, c'era forse di meglio? E soprattutto, quanto dovevamo ancora affondare nell'attesa che qualcuno si assumesse qualche responsabilità? 
Dunque io non sono in ammirazione nei riguardi di Matteo Renzi come il mio coniuge, ma nutro grandi speranze su di lui.

E' giusto e sacrosanto che ci sia il correttivo del Parlamento, ma non le opposizioni ideologiche... questo no, non lo accetto.
Oppure le opposizioni per convenienza, come quella che sta facendo Forza Italia: l'elemento inquinante che veste di motivazioni menzognere le proprie scelte perché non può dire il vero motivo, che poi è sempre il solito, l'interesse personalissimo di Silvio Berlusconi.
Fanno ridere con le loro false motivazioni quando anche le persone più sprovvedute mi dicono: "Quello voleva Amato così gli dava la Grazia."
Sono anni ed anni che l'Italia vive così: l'interesse personale di questo gaudente che non vuole pagare le tasse, che sente le Leggi come fastidi, viene spacciato dai suoi cortigiani come "l'interesse degli italiani"! Ma certo! Gli italiani aspettavano come una manna la legge che alleggerisce il falso in bilancio, ad esempio! E la prescrizione?! Gli italiani la vorrebbero proprio abolire al contrario di quello che blatera Forza Italia. Così, forse, i poveretti vittime dell'Eternit ora avrebbero giustizia dopo anni ed anni di battaglie!
Dunque, tornando a Renzi, che ora ha in mano il timone del vapore, lo prego di tener conto che gli Italiani aspettano di vedere cambiamenti nella loro vita che ancora non vedono.
La riforma della RAI è senz'altro giusta, e dedicherò un post di critica sulla RAI che certo va cambiata, ma la vita degli Italiani, la vita quotidiana, non sarà così toccata come invece per altri cambiamenti che aspettano.
Vorrei elencargliene alcuni:
la Scuola, lui lo sa, è al collasso; mi spiace ma  12 milioni di dollari spesi per recuperare due sconsiderate servivano come il pane per la scuola, dall'edilizia alla manutenzione, dai supplenti da pagare a tante tante altre necessità;
la Casa, non si è accorto Renzi che un settore intero sta morendo con l'aggravarsi delle tasse su questo bene?
Tolti i soliti che si aspettano di essere assistiti in tutto, anche con il dono della casa solo perché stanno al mondo, ma che per fortuna non sono la maggioranza degli Italiani, i restanti si sono rimboccate le maniche e con sacrifici una casa o due se la sono comperata, ma questi Italiani non possono essere costretti a vendersela perché non riescono a pagare le tasse per mantenerla. E, anche volendo venderla, la gente non compera più, bloccata dall'incertezza. Il prezzo delle case è sceso di molto, ciò nonostante il mercato è fermo: non si affittano e non si vendono. La paura economica paralizza il mercato. Chi lavora nel settore immobiliare è alla fame. Se non vende e non affitta come mantiene le spese della sua attività? I cantieri sono fermi, con qualsiasi muratore o artigiano impegnato nel settore si parli ti dice "non c'è lavoro". I costruttori non vendono, ma debbono comunque far fronte ai mutui accesi per costruire... Bisogna assolutamente affrontare questo settore in totale stasi e recessione.  
La Giustizia, è un problema annoso... La gente non ha alcuna fiducia nella magistratura, sono i fatti ripetuti e ripetuti che gliel'hanno tolta. Bisogna cambiare i codici? Inasprire le pene? Rendere più stringenti i binari del giudizio in modo che non sia così variabile, da giudice a giudice? Di certo se molti anni fa un referendum dette come risultato, quasi plebiscitario, che gli Italiani volevano la responsabilità civile dei giudici, vuol dire che il malessere è antico e fortemente sentito, e la legge che fu fatta fu una presa in giro che ha tolto agli Italiani ogni speranza e fiducia di essere ascoltati. Togliere poi la prescrizione! Essa è il lasciapassare per chi non rispetta la Legge: non deve esserci perché chi subisce i reati altrui non può essere lasciato senza risarcimento morale da parte dello Stato. Lo Stato deve garantire il cittadino onesto dall'ingiustizia.
Queste tre cose, almeno, sono molto, ma molto più importanti ed urgenti della riforma della RAI!
Perché queste tre cose incidono nella vita quotidiana degli Italiani e possono renderla migliore o peggiore.

lunedì 23 febbraio 2015

Cittadini olandesi civili fanno colletta

Da: Il Messaggero

"Scusa Roma", olandese raccoglie 4mila euro: «Così potremo tornare a testa alta»

In due giorni «Scusa Roma Actie», l'azione Scusa Roma avviata da una cittadina olandese, Elisabeth Jane Bertrand, sconvolta dai danni provocati a Roma dai teppisti del Feyenoord, ha raccolto circa 4mila euro. 

L'obiettivo è di raggiungere quota 100mila euro, per contribuire a restaurare la Barcaccia di Piazza di Spagna malmenata dai teppisti di Rotterdam. Uno dei fini della colletta online - spiega Bertrand - è di «esprimere alla popolazione di Roma la vergogna provata dagli olandesi per questi comportamenti, e di offrire una donazione al Comune di Roma dopo questa terribile giornata, in modo da poter tornare nella città eterna a testa alta».

Mai identificare un cittadino, 10, 100, 1000 cittadini con i governanti del loro Paese, oppure con un gruppo definito... E se c'era bisogno di una prova eccola: la signora olandese è persona civile e come lei tanti altri.

Ma non basta a togliere la vergogna dalla faccia del governo olandese e da quella dei dirigenti della società di calcio olandese.
L'oltraggio rimane e l'affronto di voler far pagare ai contribuenti italiani i danni è inaccettabile.

domenica 22 febbraio 2015

Bovarismo (da Madame Bovary) - dalla raccolta "Mostri e Ritratti"

Novella già pubblicata nella raccolta "Mostri e Ritratti" in cartaceo alcuni anni fa

Bovarismo


"Lo sai che mio figlio mi è venuto a dire che non devo frequentarti più?"
L'uomo sorrideva alla donna mentre la guardava. Il sorriso voleva essere seduttivo e stuzzicante ma, sarà stato per l'età dell'uomo che aveva passato da un pezzo la sessantina, dall'esterno appariva ridicolo e, a causa dell'atteggiamento forzato che aveva assunto, anche un po' volgare.
"Davvero?" Sorrise incerta la donna. Aveva un'espressione evasiva che dava al suo sorriso un'aria sciocca.
Anche lei era in là con gli anni: il viso triangolare aveva le rughe di una donna che aveva oltrepassato la cinquantina da un po', ma dovute anche alla mania dell'abbronzatura a tutti i costi, solare e non. Il suo desiderio di piacere agli uomini, però, agiva da calamita su chi aveva voglie insoddisfatte, come il maturo seduttore con cui stava parlando. La frase di lui le aveva provocato un certo disagio. Non perché le importasse cosa pensava il figlio dell'uomo, ma perché attraverso quel figlio, di cui conosceva alcune frequentazioni, qualcosa poteva arrivare a persone che non dovevano sapere che piega aveva preso il loro rapporto.
Non si preoccupava di suo marito. Da sempre faceva finta di niente perché gli conveniva così. Era un vigliacco e preferiva dissimulare una tranquillità che non provava, ma che riusciva ad imporsi per vivere senza scossoni e cambiamenti. Il disagio che provava era dunque dovuto solo al fastidio che le dava l'idea che il figlio di lui si fosse accorto che la loro non era un'innocua amicizia di famiglia e che, conseguentemente, potesse parlarne con alcuni suoi amici legati all'ambiente dove lei viveva. Già erano girate chiacchiere su di lei e, insieme a suo marito che le faceva da spalla, aveva buttato la cosa in risa ed insinuazioni su chi aveva creduto a quelle dicerie. Era un gioco vecchio come il loro matrimonio: ogni volta che si rivelava a qualcuno il suo girare come una lupa lui la sosteneva, ridendo sornione su questa e su quella vicina un po’ pettegola che, diceva: "Parlano degli altri, poi non si sa dove vanno quando escono dicendo di andare a fare la spesa".
Anche quel vecchio seduttore aveva saputo da qualcuno che lei "aveva degli amanti occasionali" e lei, nell'apprenderlo da lui, aveva dimostrato di scandalizzarsi molto e, spudoratamente, l'aveva invitato a pranzo con sua moglie per parlarne, insieme ad un'altra coppia, formata da un uomo del suo ambiente di lavoro, che temeva si fosse appreso essere un suo amante in quel momento, con la di lui consorte.
Suo marito si era prestato a quella sceneggiata mostrando una calma innaturale e solo un osservatore attento e sensibile si sarebbe accorto che era un po' troppo rilasciato nella sedia dove sedeva e le braccia, poggiate sui braccioli, lo erano così tanto che doveva tenersi le mani, altrimenti sarebbero scivolate giù come quelle di un fantoccio.
Il vecchio seduttore sperava solo di riuscire anche lui ad ottenere i favori della donna. Da tempo ormai la moglie non lo interessava più. Lei lo sapeva ed accettava i suoi tradimenti anche se non li gradiva. Una volta si era proprio innamorato ed era andato a vivere con un'altra donna. Dopo due anni la relazione era finita e lui era tornato ad abitare nella casa coniugale. Forse anche lei lo aveva tradito una volta: si era parlato di "una sbandata", ma non ne era certo, forse l'aveva detto solo per orgoglio, per rendergli un po' la pariglia.
La consorte dell'uomo che lavorava con la chiacchieratissima donna, durante quel pranzo rise disinvolta, dicendo che chi accostava il nome di suo marito a quello della loro ospite era matto di sicuro! Però al viaggio successivo, che suo marito faceva tutti gli anni per lavoro, si aggregò anche lei e scoprì che c'era anche la collega dal volto triangolare che, poco tempo prima, aveva voluto quella riunione in cui avevano riso tanto sulle loro presunte corna.
Per tutto il viaggio di andata stette male: vomitò. Avevano la stessa età lei e suo marito, poco più che cinquantenni entrambi, ma lui, anche se un po' rotondetto e con gli occhiali, dimostrava gli anni che aveva e nulla più, mentre lei ormai era una donna senza più attrattive femminili: la classica donna di mezza età, grassoccia ed informe, con un viso senza alcuna grazia deformato dal sottomento. La collega di suo marito, invece, era piccola di statura ma con il punto vita ben disegnato, fianchi ad anfora, seni da quarta misura e gambe diritte. Ma, soprattutto, aveva un marito così defilato....

La donna dal volto triangolare odiava le chiacchiere che si facevano su di lei, irragionevolmente la irritavano molto. Voleva sentirsi libera di andare in giro senza quei limiti. Odiava in particolare una conoscente che, ingenuamente,  aveva informato il suo maturo corteggiatore su quel che si diceva di lei. Avrebbe dovuto esserle grata perché le aveva spianato la strada: l'uomo aveva avuto così la certezza che, nonostante il marito, era una donna accessibile. Invece, irrazionalmente, riunì una combriccola di gente composita e, sempre presente suo marito, disse: "Non capisco perché gli abbia detto questo, perché proprio a lui?"
Qualcuno ridacchiava divertendosi e basta, ma un'anziana donna con un forte accento romanesco ed una intonazione altissima, con cadenza triviale proferì: "E je sarà piasciuto!"   Ben conscio della sua disgrazia, intervenne il marito della donna affetta da bovarismo che, pavido, si affrettò a dire: "Ma lo conosce appena, lo avrà visto solo due o tre volte." Temeva che qualcuno dei presenti potesse riportare l'insinuazione all'ingenua conoscente e paventava querele. Ma la vecchia, che sembrava una prostituta in disarmo, per far piacere a chi l'aveva invitata a pranzo strappandola ad un giorno di festa in solitudine, insistette: "E  allora je sarà piasciuto du vorte, tre vorte...Ah! Ah! Ah!" Il marito della fedifraga tacque, ma era molto preoccupato. Finché faceva generiche allusioni sulle varie chiacchierone di turno senza fare nomi, era una cosa, ma questa stupida vecchia era andata proprio sopra le righe pur di dare soddisfazione a sua moglie.
Non ci furono querele perché l'ingenua conoscente forse non lo seppe neppure o, anche se lo seppe, non intese sporcarsi con quella gente con inutili carte bollate. Qualcuno che aveva ascoltato quei commenti, invece, notò l'incongruenza in ciò che aveva detto la vecchia trivialona: se l'ultrasessantenne voglioso fosse piaciuto all'ingenua conoscente, questa avrebbe avuto tutto l'interesse di dire il contrario, e cioè che la donna era onestissima ed inaccessibile, per togliergli ogni aspettativa.

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"Ma.....Come se ne è accorto tuo figlio?" Chiese cauta.
"Non se ne è accorto, - rispose l'uomo con aria seria ed annoiata – E’ stata mia moglie."
"Co..come tua moglie?" Il sorrisetto sciocco sulle sue labbra si era fatto tirato.
Il gioco della schermaglia amoroso-sessuale era finito, l'uomo non si divertiva più.
"Mia moglie è andata più volte a lamentarsi da mio figlio perché le hanno riferito che ci hanno visto insieme. Ti ricordo che viviamo in un piccolo centro.....".
"Ma c'è un'amicizia di famiglia fra noi....Non capisco..."
"E si vede che chi ci vede insieme ha avuto un'altra impressione... - Sorrise ironico l'uomo. - Ma soprattutto mia moglie, evidentemente, non ha trovato normale che io stia sempre con te, ti accompagni anche a fare la spesa al mercato...."
La donna era sempre più tesa; non era intelligente, per questo pensava di manipolare l'altrui giudizio come voleva.
"Anna, tua moglie, è mia amica, avrebbe dovuto rispondere a queste persone che c'è un'amicizia di famiglia, ridendo tranquillamente ..."
"Invece è andata più volte a piangere dal figlio. Lui ha voluto fare l'uomo che difende la madre e mi ha parlato. Ma io, come vedi, faccio come mi pare, come ho sempre fatto. Facesse come vuole, mia moglie, se non se ne va avrà il suo tornaconto."
"Ma cosa ti ha detto di me tuo figlio?" Chiese sempre più tesa la donna.
"Ma cosa te ne importa? - E l'uomo, indifferente a tutto tranne che alle sue voglie, allungò un braccio sulle spalle della piccola donna.
"No, voglio sapere!" Ora era una maschera di tensione ed il suo tono era insistente ed imperioso. Un tono che l'uomo conosceva bene ma che volutamente ignorava, l'importante era ottenere da lei quello che gli interessava. Ma quella non si rilassava più ed insisteva, insisteva. Alla fine, come altre volte, cedette: "Ha detto: "Perché vai in giro con quella squilibrata?" "
La donna era tutta tesa, anche il corpo. Si serrava le braccia intorno al tronco: "Ha detto proprio così“?! U..una squilibrata?!! Io?!! Ma è matto tuo figlio!"
L'uomo era sempre più annoiato ed indifferente, non c'era più da divertirsi ormai.
"Ma che te ne importa? Vivi come ti pare e allora che te ne importa dell'opinione della gente? Fai come me. Te ne dovrebbe importare se io gli avessi dato retta, ma visto che sono qui..."
Ma la donna voleva anche il "buon nome" e quel giudizio l'aveva sconvolta. Salutò in fretta il maturo spasimante e tornò a casa.
Quando era insicura suo marito era il suo rifugio. E' vero, in passato l'aveva anche picchiata, ma era successo tanti anni prima. C'erano state scene terribili, poi lui aveva scelto di restare ed ora erano complici.
Lei doveva vincere, vincere sempre, non sopportava di perdere, altrimenti andava in depressione. Un'invidia feroce per tutto e per tutti la divorava e cercava una rivincita a modo suo.
Suo marito non era che un modesto impiegato ma lei lo spingeva ad essere di più e là dove era impossibile lo spingeva a recitare ridicole sceneggiate. Come quella volta che, appreso che un loro conoscente ingegnere aveva ottenuto un brevetto europeo per una sua invenzione, lo spinse a dire in pubblico che anche lui aveva inventato qualcosa che era stato acquistato da una ditta di Pescara e, a riprova che diceva il vero, raccontò di essere andato in quella città con lei, poi i titolari della ditta lo avevano accompagnato all'aeroporto di quella città e di lì lui e sua moglie avevano preso un volo per Monaco ed erano andati all'ufficio brevetti per fare il brevetto europeo. Qualcuno, in vena di divertirsi, si collegò tramite "Internet" con l'aeroporto di Pescara ed ebbe conferma che da lì partivano solo voli nazionali e, soltanto da poco tempo, erano stati istituiti due soli voli internazionali a settimana: per Parigi e Amsterdam.
La cosa fu riportata all'ingegnere inventore il quale stupito disse: "Ma cosa hanno capito questi? I brevetti europei si fanno qui, in Italia, all'ufficio brevetti dove si richiedono anche quelli per il nostro Paese. Per quelli europei risponde l'ufficio di Monaco di Baviera, ma per scritto, ed in tedesco per di più. Non usano nemmeno l'inglese, che ormai è la lingua che fa da tramite per capirsi in tutto il mondo.
Sono andati a Monaco? A fare che? Con un aereo privato, visto che da quell'aeroporto non ci sono voli diretti! Caspita! Che invenzione importante deve aver fatto quest'uomo per mettergli a disposizione un aereo privato?! Ma poi parlano il tedesco o l'inglese costoro?"
Nel piccolo centro si rise molto perché si conosceva l'ignoranza di entrambi i coniugi.

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Il figlio del maturo spasimante della donna affetta da "bovarismo", visto che il suo tentativo su suo padre era fallito, rassegnato, commentò con qualcuno l'agire del marito di costei: "Faccio un paragone da dentista: "Le corna sono come i denti, fanno male quando spuntano, ma poi ci si mangia tanto bene!" ".
 

Ogni scusa è buona...

Da: Il Fatto Quotidiano

Renzi: “Landini sceglie la politica perché ha perso con Marchionne”

Il presidente del Consiglio durante il programma "In mezz'ora" dice: "Al netto delle simpatie e antipatie la Fiat sta cominciando ad assumere e a portare gente in fabbrica. Il dato di fatto è che Landini e la sinistra radicale quella partita la stanno perdendo"

Chissà perché io me lo aspettavo da un momento all'altro. Il suo essere onnipresente in TV, il suo blaterare in modo demagogico e arrogante, con quel tono aggressivo di chi ha stabilito unilateralmente che lui sta sempre dalla parte della ragione e sono gli altri che debbono giustificare sempre qualcosa davanti a lui, era evidente propaganda pro domo sua!
Adesso i cretini tesserati e non si trasformeranno (lui spera) in altrettanti voti!!
I sindacalisti sono i rappresentanti dei lavoratori e tali dovrebbero rimanere. Ma le adesioni, il seguito che hanno vanno tesaurizzati!
Ci sono fulgidi esempi di arricchimento in tal senso: Marini, l'Orso Marsicano che si è visto cosa ha fatto in Abruzzo quando si è buttato in politica ecc. ecc...
In una delle tante trasmissioni-salotto a cui Landini ha partecipato promuovendo la sua immagine, a domanda precisa su quanto guadagnasse come dirigente sindacale ha risposto euro 2.500 al mese! Che è una bella sommetta per qualsiasi operaio FIAT e non solo! Ma vuoi mettere con i soldoni che si fanno in politica?

La Scuola lasciata sola

Da: Il Messaggero - di Raffaella Troili

Torre Maura, pugni a maestra e compagni: bullo di 5 anni terrorizza la scuola

In classe ieri c'era solo Marco (nome di fantasia), perché i genitori dei piccoli della sezione B e i loro figli hanno paura di prendere altre botte. Ha dell'incredibile quel che accade da mesi nella materna ed elementare Bachelet di via del Fringuello, Torre Maura. C'è un bambino di 5 anni che ha girato diverse scuole, che è considerato «violento» e sua madre che non ne vuol sapere e che appena può tira pugni alla maestra, calci ai papà, morsi ai bambini, minacce un po' a tutti. Da ieri le tre classi di materna sono quasi vuote, alla maestra dopo l'ennesimo ko è stato consigliato di mettersi in aspettativa. I carabinieri vanno e vengono dall'istituto. Alle 17 i genitori di materna ed elementare si riuniscono: «Abbiamo paura per i nostri figli, non solo Marco mena a tutti ma sua madre ora li minaccia di morte». Mamme e papà hanno intenzione di picchettare la scuola, finché «la preside non attiverà il servizio di vigilanza del Provveditorato agli studi». Intanto la direttrice ha inviato una relazione ai carabinieri dell'Alessandrino. Sempre ieri un papà e una nonna aggrediti sono stati refertati all'ospedale Villa Irma. Il bambino è arrivato a settembre, la situazione è presto degenerata. Pugni, sassi e forbici verso i bambini, sembra impossibile eppure un piccolo fomentato dalla mamma è in grado di tenere sotto scacco una classe.
«TORNANO IN LACRIME»
«Finché la preside non prende provvedimenti non li mandiamo più a scuola: hanno paura, tornano piangendo, alcuni hanno ricominciato con il pannolino. Il problema è che il ragazzino viene istigato dalla mamma, è lei che gli dice vai a colpire il figlio di quello o di quell'altro. Ha girato le scuole del quartiere, anche alla Corradi ha collezionato denunce: spintona, prende per il collo, tira quel che capita». Serve un sostegno, un supporto, alla famiglia, alla scuola, al bimbo, prima che accada qualcosa di più grave. Se il bambino se la prende soprattutto con i piccoli, la mamma pensa ai grandi: la maestra ha rimediato due pugni allo stomaco, è svenuta, sporto denuncia. Altri genitori dopo aver incassato testate e braccia rotte, sono andati dai carabinieri: si è scoperto che il compagno della donna, romeno, aveva tre procedimenti di custodia cautelare e pur latitante, era presente al consiglio di classe dove sono andati ad arrestarlo. Da allora la signora gira minacciando: «Io non ho più il marito, voi non avrete più i figli». «E noi bloccheremo la scuola, quella dice che va ad ammazzare i bambini». Intanto è saltata la festa di Carnevale, le aule sono deserte, qualcuno ha attivato Save the children.
Venerdì 13 Febbraio 2015, 05:54 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 01:41

Roma, «mio figlio autistico chiuso in un'aula». La denuncia della mamma: «Negata anche la gita»

di Lorenzo De Cicco
«Mio figlio disabile vive a scuola isolato da tutti, costretto a stare in una classe separata dai compagni. E ora non potrà neanche partecipare alla gita scolastica che la sua classe farà in Vaticano». Questa è la denuncia della mamma di un bambino di 11 anni, Christian, affetto da una grave forma di autismo, che studia alla scuola elementare Sant'Anna di Valmontone, in provincia di Roma. La preside della scuola, Antonietta Fusillo, respinge le accuse: «La malattia del bambino è molto grave. Putroppo è molto irrequieto, in passato ha lanciato sedie contro i suoi compagni. Per questo, insieme alla neuropsichiatra della Asl, abbiamo deciso di spostarlo in un'aula dedicata a lui. In ogni caso speriamo di riuscire a portarlo in gita in Vaticano, ci stiamo organizzando».
IL RACCONTO
Due versioni discordanti. Una, quella della mamma di Christian, che mette duramente sotto accusa l'istituto. Dall'altra quella degli insegnanti e del Comune che respingono con forza l'idea della discriminazione e parlano di «una soluzione nell'interesse primario del bambino».
La mamma di Christian racconta che il figlio è costretto a studiare da solo in un'auletta separata da tutti. La chiama «stanza del silenzio degli innocenti», per rendere l'idea quasi di una reclusione. «Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno» ha detto la donna al portale dei disabili ”Redattore Sociale”. «Finché andava a scuola a Ostia era ben integrato: passava tutto il tempo in classe. Solo quando aveva una crisi l'insegnante lo portava fuori e, appena si calmava, rientrava in classe. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia. Dicono che disturberebbe e che è pericoloso». Per questo la psichiatra della Asl ha suggerito di farlo studiare in un'aula separata. «Ma mio figlio non è pericoloso - ribatte la madre - Il pomeriggio va ad atletica e nessuno si lamenta».
La denuncia della famiglia del bambino non si ferma qui: «A maggio, la classe di Christian andrà in visita al Vaticano, ma ci è già stato detto che lui dovrà restare a casa, perché farebbe troppa confusione. La psicologa, poi, vuole che Christian resti alle elementari altri due anni. In questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni. A me non sembra giusto, non credo che gli farebbe bene restare così indietro. Voglio che vada avanti fino al liceo, insieme ai suoi compagni». La preside della scuola, Antonietta Fusillo, fornisce una versione diversa: «Quando è arrivato il bambino ha lanciato sedie contro i suoi compagni. C'era una situazione di pericolo. La stessa Asl ci ha suggerito di dedicargli una stanza a parte, che peraltro è proprio accanto a quella dei suoi compagni. E non è un bunker: c'è lo stereo, il lettore dvd, i colori».
«L'aula - spiega Giulio Pizzuti, delegato alla Scuola del Comune di Valmontone - è stata anche foderata di cuscini l'anno scorso, su suggerimento della Asl, perché altrimenti il bambino rischiava di compiere atti di autolesionismo». Del caso ora si occuperà la Commissione parlamentare per l'infanzia.
Domenica 22 Febbraio 2015, 06:18 - Ultimo aggiornamento: 12:49
La scuola esiste principalmente per dare una formazione culturale ed educativa agli Italiani e agli immigrati regolari. Ma anche ai figli dei nomadi, sia di nazionalità italiana che non.
Tutto questo ha un costo enorme e richiede un impegno umano enorme.
Come molte cose di questa nostra Italia, che sembra aver smarrito il buonsenso per scivolare sempre più in una follia sociale, la scuola va male. 
Qualche volta per incapacità professionale e/o umana di qualche suo componente: maestri, professori, presidi... Ma queste persone, che esistono in ogni categoria di lavoratori, possono essere arginate in parte dai meccanismi correttivi dell'organizzazione nel suo insieme... Quello che sfugge a chi emana regole e decreti dall'alto però è la realtà nella quale educatori e presidi si trovano ad operare.
Si può chiedere e pretendere l'impossibile?
Penso di no. Visto che i primi a non chiederlo a sé stessi sono proprio coloro che decidono Leggi, Regole e Normative.
Gli esempi riportati in questi due articoli sono all'ordine del giorno nelle nostre scuole e creano situazioni al limite. Perché se è vero che il bambino alterato da genitori anormali sfoga la sua aggressività in classe, è altrettanto vero che i genitori dei bambini aggrediti hanno il diritto di mandare i propri figli a scuola serenamente ad imparare qualcosa e senza rischio per la loro salute ed incolumità.
Come possono gli insegnanti trasmettere il sapere se debbono fronteggiare scene di violenza quotidiane?
Dove finisce il diritto di integrazione del bambino disturbato nel comportamento? Penso dove inizia il diritto di un altro bambino di stare sereno in classe, in modo da apprendere quello per cui va a scuola, e di non essere aggredito e ferito.
Come possono degli insegnanti, presidi, psicologi della ASL di competenza, fronteggiare questi problemi confliggenti dei diritti degli uni e degli altri?
Scaricare tutto sulle spalle dei Presidi a cui il governo Renzi ora ha tolto anche la figura del Vicepreside per me è pura follia sociale. 
Siamo passati nell'arco di poco più di 60 anni dalle ghettizzanti "classi differenziali", in cui veniva messo sia il bambino un poco più tardo nel rendimento scolastico sia il bambino che ne sapeva più delle maestre, all'immissione totale di bambini e adolescenti a cui la sorte ha inflitto gravi carenze psichiche e comportamentali al punto tale che non riescono neppure a giovarsi della sacrosanta integrazione.
Dalle stalle alle stelle, ma queste stelle debbono davvero essere utili per brillare, e non lo sono per certi casi in cui l'esserino disturbato non è proprio raggiungibile dal contorno e dunque non può averne miglioramento per sé, mentre il resto dei bambini ne ha un abbassamento di serenità e di apprendimento.
Gli insegnanti ed i presidi, anche i migliori e motivati, non sono ancora attrezzati per i miracoli, dunque chi stabilisce Leggi, Regole e Norme inizi col mettere i piedi per terra.

Vergogna senza fine

Da: TGCOM 24

L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Il comandante della Costa Concordia aveva dichiarato che era stato il legale a riferirgli di una proposta di partecipazione all'Isola dei Famosi


L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Dopo l'ultima puntata del programma tv Le Iene, Schettino ha dichiarato che fu Domenico Pepe a riferirgli a novembre di una proposta di partecipazione al reality "Isola dei Famosi" e di un possibile compenso da oltre 2 milioni di euro.

Il legale, però, ha spiegato che "nel novembre 2014 ci fu un solo contatto telefonico con un funzionario di Mediaset che mi chiamò per un programma televisivo a cui avrebbe dovuto partecipare Schettino. Ma poi la cosa da parte mia non ebbe alcun seguito".

Commenti

soresina21/02/2015 - 14:33
si è reso conto adesso chi stava difendendo? Meglio tardi che mai.
Pupi197021/02/2015 - 11:18
Questo personaggio lo dovrebbero mettere si in un isola ma da solo per il resto della sua vita e senza niente da mangiare !!! Vergogna !!!
74Davide21/02/2015 - 10:14
Personalmente metterei Schettino in piazza alla gogna ed alla mercè dei parenti delle vittime del disastro causato,in primis,da quel codardo che è il personaggio in questione !
fabrizio4921/02/2015 - 10:04
ci credo ad un mostro come schettino non bastano gli anni che gli hanno dato , ma bensi 40 anni con tutti i morti che ha sulla coscienza si dovrebbe vergognare, capisco il legale, si sara accorto di tutte le bugie che fino ad ora a raccontato.
Emigrato in Francia21/02/2015 - 09:50
Non avrebbe nemmeno dovuto accettarne la difesa...
Fornarina21/02/2015 - 08:55
Finalmente ha capito che l'uomo che ha difeso finora è INDIFENDIBILE!!!!
Da ogni punto di vista la si guardi.....
Come ci sarebbe andato in Honduras Schettino sotto processo? Perché pare che codesta squallida trasmissione si svolga lì!
Ritiro del passaporto? A quando? Aspettiamo che costui scappi in Sud America e continui a far parlare di sé su come fa soldi con il disastro che ha provocato?
C'è gente che non ha vergogna e non ha limiti. Fa di tutto ma continua a dare scandalo perché non ha il senso del limite. L'unica cosa che conta è il proprio ipertrofico IO da difendere a tutti i costi... e ci vogliono SOLDI!!!