giovedì 9 aprile 2015

Massimo Fini

Forse non avrei acquistato il libro che sto leggendo, "Una vita", del giornalista e scrittore Massimo Fini se non fosse che mi parla di lui una mia carissima amica che lo ha conosciuto in gioventù. Ho appreso da lei che Massimo Fini sta perdendo la vista, argomento che, per note vicende di cui spesso ho parlato in questo blog, mi tocca da vicino.
Io sono fortunata perché, pur avendo rischiato tutta la vita di finire in modo da non poter leggere più, ci vedo ancora e ne ringrazio la sorte.
Su questo blog ho pubblicato due volte articoli dell'eccellente giornalista e scrittore:

post di: lunedì 14 maggio 2012

dal titolo:Non solo la mia modesta penna lo scrive...

In cui sotto il suo articolo commentavo: Debbo dire che fa piacere che una penna importante scriva (meglio) quello che scrivo io su questo piccolo blog.

L'argomento era il trionfalismo folle ed ipocrita dei partiti dopo le elezioni. Su cui ho  scritto un post che, pur essendo del 2012, è perennemente in classifica ai primi posti della classifica settimanale che compare in fondo alla prima pagina di questo blog.

L'altro articolo riguarda la Letteratura:

post di: martedì 22 maggio 2012


dal titolo:La morte del Romanzo

ed è un articolo che è uscito sul Il Gazzettino il  18 maggio 2012 dal titolo:

La morte del romanzo ha ucciso anche la critica letteraria

In questo articolo Massimo Fini esprimeva la sua opinione sulla fine del Romanzo nel nostro tempo, attribuendola al fatto che ormai gli scrittori scrivono prevalentemente "del loro ombelico": insomma della loro vita, non sapendo più inventare personaggi.

Debbo dire che nel mio piccolo ruolo di scrittrice scrivo anch'io molto del reale, giacché la realtà supera la fantasia e si possono usare personaggi reali, le loro psicologie, le loro vicende, facendoli agire sulla carta con lo scopo di mettere in risalto, analizzandole, le storture di certi sentimenti umani e trarne una morale universale. Non so quanto io ci sia riuscita ma posso dire che, pur sapendo costruire storie di fantasia, preferisco ispirarmi al reale. D'altra parte molti grandi scrittori lo hanno fatto: Grazia Deledda che si è sempre ispirata a certe figure della sua Sardegna, troppo strutturate in mentalità particolarissime di quel tempo e di quei luoghi per non essere stati presi da quel mondo reale dalla scrittrice, e così Pirandello nella cui scrittura i personaggi si muovono sempre nella sua "Girgenti" o a Roma, i due luoghi dove egli ha vissuto di più.

Questo libro di Massimo Fini che sto leggendo è una autobiografia e non contraddice quanto scrisse nell'articolo che io riportai nel 2012 su questo blog, infatti egli non pretende di scrivere "del suo ombelico" in un romanzo: egli scrive "del suo ombelico" in una autobiografia esplicita e sincera. Il sottotitolo recita: "Un libro per tutti. O per nessuno". Per me sicuramente, visto che siamo quasi coevi, essendo io nata nel 1946 e il grande giornalista nel 1943. Nel suo percorso trovo dunque un'epoca che ho vissuto anch'io e tante sono le cose che ritrovo anche mie, come tante sono le cose che dalla sua esperienza mi discostano. Tanti sono gli spunti di riflessione su quanto lui ha vissuto e, in forme diverse, su quanto vivendo ho constatato anch'io.


Partiamo dai luoghi. Egli ha vissuto a Milano e denuncia con rimpianto la trasformazione della città: rimpiange la maggiore autenticità dei rapporti umani del tempo della sua infanzia, quando la città era più vivibile e denuncia la trasformazione urbanistica in peggio.
Io sono nata e vissuta a Roma, nel cuore di Roma, Via della Mercede, Piazza S.Silvestro, Via del Tritone... Mia madre entrava con me alla Standa di Via del Corso, guardava ammirata la Rinascente senza potersi permettere di acquistarvi nulla, essendo moglie di un modesto impiegato statale, insieme attraversavamo Piazza Colonna libera da barriere e da tanta Polizia, andavamo a guardare le vetrine di Zingone alla Maddalena, e poi alla "Rotonda", e in quelle stradine limitrofe c'era il barbiere con il cavalluccio per il taglio dei capelli dei bambini: ed è lì che mamma mi portava a sfoltirli. Dietro al Parlamento invece, di fronte al suo palazzo, c'era la sede degli ambulatori dell'ENPAS... Io facevo con lei questi percorsi a piedi senza rendermi conto che, grazie a mio padre, crescevo nel salotto buono di Roma. Quando mamma non aveva tempo di condurmi al Pincio per giocare, mi portava a Fontana di Trevi: non c'era nessuno, ad eccezione di una mia amichetta di colore di poco più grande di me e di suo padre: un nero dai tratti somali che aveva combattuto la guerra nel nostro esercito e, con grande ammirazione, mio padre mi diceva che "era invalido di guerra di prima categoria", non di seconda come lui, infatti aveva una gamba ormai tesa per sempre e per questo claudicante.
Oggi anch'io come Massimo Fini per la sua Milano vedo una Roma cambiata in peggio: e mi fa male andarci. Ho scritto un post su quello che i barbari olandesi hanno fatto alla "mia fontanella": la Barcaccia del Bernini.
Dunque città diverse ma gli stessi sentimenti. Capisco dunque i sentimenti che Fini esprime.

Quando parla delle sue esperienze di lavoro, degli amici che oggi sono fraterni e domani nemici, di quelli che si piegano all'interesse economico perdendo la loro faccia di uomini, di quelli che ti reputano, al più, ingenuo perché non ti pieghi anche tu al compromesso.. vedo gli stessi uomini e donne che ho conosciuto anch'io, in un mondo diverso, in professioni diverse... non solo la mia personalissima esperienza.. ma soprattutto quella di mio marito a cui sono vicina da 50 anni!
Dunque è la specie umana che è così! Non si scappa, sia che si faccia il giornalista sia che si faccia l'impiegato amministrativo, sia che si faccia lo scienziato...
Massimo Fini, lo riconoscono tutti e non soltanto perché lo scrive lui nella sua autobiografia, è un uomo libero, che non si è piegato vilmente all'interesse... e in questo assomiglia all'uomo con cui ho scelto di vivere. 
In altre cose egli si discosta molto dalla mia esperienza di vita e non lo comprendo, ma apprezzo la sua sincerità e il volere comunicarci la sua esperienza: egli passa le notti a giocare a poker, a bere whisky, a fumare... Legge giornali che lo informano sulle corse ippiche, forse per scommettere sui cavalli... Insomma è un po' "maledetto", un po' dostoieschiano.
Per tutto il resto è un uomo integro e il suo disgusto per il mondo politico di ieri e di oggi me lo rende fratello.

mercoledì 8 aprile 2015

Turismo: noi italiani non siamo i peggiori!

Uno dei miei figli ha conservato questo scontrino per mostrarmelo con aria divertita ed ironica:




Credo che lo scontrino, rilasciato da una Brasserie francese pochi giorni fa, sia esauriente. C'è già tutto: il luogo, la Tour Eiffel, la data e... i prezzi!
D'accordo, siamo sulla Tour Eiffel, luogo per turisti, e si paga un po' di più che presso una Brasserie, ad esempio, del XVI Arrondissement di Parigi... Però guardate il prezzo dell'acqua: 100 centilitri di Acqua Minerale Vittel euro 8,60!!!
Ragazzi, un litro di acqua è costato più del dolce: la Crème Brulée!!
Dunque se noi siamo quelli che fanno gli scorretti nei luoghi più centrali, presentando conti come quello che Nancy Brilli giustamente denunciò pubblicamente e che io pubblicai su questo blog, i francesi non sono da meno! Anzi!


sabato 23 novembre 2013

Brava Nancy!!

Da: Il Mattino.it

Due cornetti e due cappuccini, 21 euro e 50: la Brilli "si vendica" su Twitter


Colazione tutt'altro che economica per Nancy Brilli : la bella attrice paga 21,50 euro per due cornetti, due cappuccini e una bottiglietta di acqua piccola, in un bar di Roma, l'Antico Caffè Santamaria di Piazza S.M. Maggiore.


martedì 7 aprile 2015

Noi italiani si che siamo furbi!

Da: Il Messaggero

Allarme nucleare in Normandia: segnalata anomalia in un reattore nella centrale di Flamanville

L'autorità per la sicurezza nucleare francese ha annunciato un'«anomalia» tecnica nel serbatoio del reattore EPR di Flamanville, in Normandia (nord della Francia). 
«Anomalie sono state individuate nella composizione dell'acciaio di determinate porzioni del coperchio e del fondo del serbatoio» ha detto Guillaume Bouyt, capo della divisione locale dell'authority (ASN), citato dai media francesi. Si tratta di un problema distinto da quello annunciato lo scorso novembre dal gestore EDF sul coperchio del serbatoio della stessa centrale di ultima generazione, ha precisato ASN.


Dato che noi Italiani siamo masochisti paghiamo l'energia elettrica più dei francesi, pur correndo lo stesso il rischio nucleare. Basta che una loro centrale nucleare vada in tilt e le radiazioni ce le becchiamo pure noi, dato che con la Francia ci confiniamo.
Però noi, che siamo masochisti, dopo aver risposto a tre quesiti sul nucleare, che chiunque può ripassarsi cercandoli sul WEB senza che io li riporti di nuovo qui, in cui il referendum chiedeva scelte che non riguardavano specificatamente l'abbandono del progetto di costruire centrali, ma altro sugli investimenti sul nucleare, abbiamo interpretato quei tre quesiti come un NO assoluto!
Le conseguenze di quella fregola ad applicare in quel modo il referendum (l'unico applicato anche oltre le reali intenzioni espresse, visto che non si è fatto altrettanto per il referendum chiarissimo sulla responsabilità civile dei magistrati, non si è fatto per quello altrettanto esplicito sull'Acqua Pubblica) sono state molteplici.
Tutti coloro che si erano iscritti negli Istituti Tecnici per diventare Periti Nucleari se la sono presa in saccoccia;
le industrie pagano l'energia elettrica un botto, e gli alti costi per la produzione dell'alluminio sono stati uno dei motivi della chiusura di Alcoa, dato che per l'elettrolisi ne serve parecchia...
La Francia non ha di questi problemi, però se qualcosa va male nelle loro centrali i problemi li abbiamo pure noi, senza averne però i benefici economici, anzi noi importiamo energia elettrica prodotta dalle loro centrali nucleari. 

lunedì 6 aprile 2015

Greta, Vanessa e Al-Nusra: 7+

OGGI

Da: Il sole 24 ore

Siria, i jihadisti di al Nusra rapiscono trecento curdi. A Yarmouk il terrore dell’Isis


I jihadisti del Fronte al Nusra, filiale siriana di al Qaeda, hanno sequestrato 300 curdi, tra cui anche bambini, nella zona di Dana, alla periferia di Idlib. Lo ha riferito l'emittente panaraba libanese Almayadeen sul suo sito. Fonti del partito curdo dell’Unione Democratica riferiscono che i trecento curdi erano diretti ad Aleppo per riscuotere i propri salari.


IERI

Da: Il Fatto Quotidiano

Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise“, 
scandiva Greta, mentre Vanessa reggeva un cartello che riportava la data del 17 dicembre 2014. Nel filmato entrambe indossano l’abaya, una tunica nera lunga che copre loro il corpo e i capelli, ma lascia libero il volto. “Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite, concludeva Greta 


L'ho già scritto: delle loro vite non possono essere responsabili coloro che non erano nemmeno stati informati di questa "nobile impresa".
Ancora dal Fatto Quotidiano:
Secondo quanto riportato dall’account Twitter @ekhateb88, ritenuto vicino ai ribelli anti-Assad, sarebbe stato pagato un riscatto di 12 milioni di dollari. Il tweet è stato rilanciato dalla tv satellitare araba Al Aan, sede aDubai, negli Emirati Arabi.  
Anche questo l'ho già scritto e lo ribadisco: i soldi delle nostre tasse servono a tante, troppe cose che ci mancano e non dovevano essere  pagati a Al-Nusra.
Insomma è risaputo che queste due (non posso scrivere quello che penso siano perché non voglio prendermi una querela) avevano contatti proprio con uno dei capi di questo gruppo che poi le ha rapite finanziandosi.
Sempre dal Fatto: Il doppio sequestro, secondo la stessa fonte, è avvenuto nella località di El Ismo, a ovest di Aleppo, nella casa del “capo del Consiglio rivoluzionario” locale, dove le due giovani erano ospitate.

Da: Il Giornale.it
Greta e Vanessa ringraziavano gli islamisti vicini ad Al-Nusra
In una foto di qualche mese fa, le due ragazze reggevano un cartello in cui si ringraziava Liwa Shuhada: una formazione vicina ad Al-Nusra, il gruppo che ne rivendica il sequestro
di Giovanni Masini - Ven, 02/01/2015 - 10:37

Bene! Abbiamo finanziato un'altra "nobile impresa" (nostro malgrado, perché la maggior parte dei commenti della gente su queste due, apparsi sui blog e nei quotidiani on-line, erano contro il pagamento del riscatto).
I 300 operai curdi possono ringraziare chi ha ottenuto di finanziare Al-Nusra.  

Massiccio afflusso

Il 4 aprile il grafico della mia dashboard mi da 2.981 ingressi nel blog!
Non so a cosa attribuire questo massiccio afflusso. 
Forse perché era il sabato di Pasqua e dunque c'era più gente davanti ai propri PC?
Sabato di riposo... Non per tutti ma per molti...
Spero che quello che scrivo serva a qualcuno come spunto di riflessione..
So, da alcune e-mail, che mi leggono in molti ma preferiscono non scrivere commenti, neppure anonimamente come il blog consente.
Il sistema, comunque, non consente neppure a me, amministratore unico del sito, di sapere chi si nasconde dietro l'anonimato.
Anche nei commenti sugli articoli di giornali o sul blog di Beppe Grillo, ad esempio, pochi si firmano, preferendo nick-name.
Chissà perché? Io se desidero esprimere una mia opinione ho piacere anche di firmarla. 

domenica 5 aprile 2015

La strage nel College in Kenia

Da: Repubblica.it

NAIROBI - E' stato identificato uno dei quattro jihadisti di al-Shebaab responsabili dell'assalto al college di Garissa in cui sono morte quasi 150 persone: si tratta di un giovane keniano di etnia somala, Abdullahi Abdirahim, proveniente dalla regione di Mandera, situata nell'estremo nord-est del Kenya, laureato in legge e apparentemente destinato a un futuro luminoso. Suo padre, un funzionario locale di una circoscrizione di Mandera County, aveva dichiarato alle autorità che suo figlio era scomparso e che sospettava che il ragazzo fosse andato in Somalia.
Abdullahi Abdirahim
Che tristezza! Giovani massacrati, alcuni nel sonno, alcuni decapitati...
Non si può che sentirsi smarriti.
Qui non è che l'hanno con i cristiani, con quelli che vanno a visitare i Musei in Tunisia, con quelli che scrivono vignette su Maometto... Qui ogni scusa è buona per chiamarsi fuori dal contesto civile, sentirsi per questo nel giusto, e cominciare ad ammazzare indiscriminatamente! In alcuni Paesi massacrano gli stessi musulmani... Una ferocia insensata ma terribile. Una guerra dichiarata al genere umano tutto, purché non sia come loro: pronti ad uccidere, a distruggere i simboli storici ad annullare chi pretende di studiare per capire di più il mondo in cui viviamo... 
Un buco nero dell'umanità che li inghiotte e vuole inghiottire altri viventi trascinandoli con sé..

Come arrestarlo? E' a macchia di leopardo, agisce in vari Paesi, attirando anche giovani insospettabili come questo in foto nell'articolo di La Repubblica. Questo non era un poveraccio cresciuto nelle "banlieue" parigine, questo è figlio di un funzionario keniota... ha studiato... 
Questa è una guerra atipica, anomala, non è un Paese contro un altro, è un'idea delirante che entra nella testa di alcuni, senza distinzione di nascita e luogo e questi "alcuni", attivati come dei robot, cominciano ad uccidere, ovunque.
Come la argini una guerra così? L'unico modo è attivare al massimo "l'Intelligence" di tutti i Paesi civili che debbono collaborare insieme per il bene di tutti.

sabato 4 aprile 2015

Buona Pasqua


venerdì 3 aprile 2015

Lufthansa come Costa Crociere

Da: Il Sole 24 Ore

Aereo Germanwings: «Il copilota ha accelerato prima dello schianto»

Emergono nuovi agghiaccianti particolari sulla tragedia del volo Germanwings. L’esame della seconda scatola nera dell’aereo precipitato il 24 marzo in Francia ha confermato l’azione volontaria di distruzione dell’apparecchio da parte del copilota. Lo ha reso noto il Bea, l'ufficio di inchieste e analisi sugli incidenti aerei. Andreas Lubitz, secondo quanto è emerso dalla seconda scatola nera, il cosiddetto «flight data recorder» che registra 500 parametri fra cui la velocità, l’altitudine e il regime dei motori dell’aereo, ha fatto aumentare la velocità dell’A-320 prima dello schianto e ha modificato l’altitudine programmandola a 100 piedi (30 metri). «Una prima lettura mostra che il pilota in cabina ha usato il sistema automatico per portare il velivolo in una traiettoria discendente verso i 100 piedi di altitudine - afferma la Bea - Per alcune volte il pilota ha modificato la programmazione del pilota automatico per aumentare la velocità dell’aereo mentre era in fase discendente».






Da questo blog:

venerdì 27 gennaio 2012

Per "Der Spiegel" siamo un popolo di vigliacchi

DA: LA REPUBBLICA.IT
Spiegel online: "Ma vi sorprendete che il comandante fosse un italiano?"

Le pesantissime affermazioni di Jan Fleischhauer, uno dei columnist dell'edizione online del settimanale tedesco. Partendo dal naufragio, si lancia in un ragionamento sulle differenze tra le nazioni e arriva alla crisi dell'euro. "Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, ce lo mostra la crisi della valuta"

Per quanto, purtroppo, noi si abbia una classe politica, e degli Amministratori del denaro Pubblico in generale, in cui la percentuale di LADRI e CORROTTI è più alta che nel resto d'Europa è vero, ma questo non deve consentire a nessuno di approfittare di una disgrazia come quella della Costa Concordia, dovuta principalmente al suo Comandante, di dileggiare il popolo italiano etichettandolo.

Oggi, davanti alla crudele tragedia dell'aereo della Compagnia di proprietà della Lufthansa, dovuta esclusivamente al Pilota da loro selezionato ed autorizzato a condurre i loro aerei, noi dovremmo con altrettanta stupidità, ma a buon diritto per ritorsione, dire " vi sorprendete che il pilota fosse un tedesco?"
Non lo facciamo, anche se qualche voce si è levata in tal senso.

Se la Società Costa Crociere aveva dato la nave in mano ad un superficiale, non certo un eroe, se aveva selezionato il personale senza curarsi se sapeva capire bene o meno l'italiano-partenopeo parlato da questo "pulecenella", se essa, ma anche le Capitanerie di Porto e le Guardie Costiere, tollerava questi passaggi rischiosi sotto costa per i ridicoli "inchini", la Lufthansa ha fatto molto di peggio affidando le sue aereomobili per il trasporto di centinaia di passeggeri nelle mani di un pazzo pericoloso.

Se la Medicina non è una Scienza esatta, essendo il corpo umano una costruzione complessa che risente della specificità di ciascun individuo, la sua branca Psichiatria lo è ancora di meno, essendo la mente umana ancora più insondabile.
Ma, per quanto sia di difficile esplorazione, dei parametri nosologici gli studiosi sono riusciti a costruirli e a classificarli riunendoli nel DSMV.
Poteva e doveva la Compagnia aerea controllare con specialisti da essa pagati i piloti. L'Alitalia, prima che la portassero al fallimento mettendo esseri inutili raccomandati dai partiti sulle poltrone dei Centri Direzionali a fare danni con stipendi d'oro, lo faceva regolarmente. Oggi non so come sia ridotta e come dunque operi i controlli. 
Il buco nero in cui si è cacciata la Lufthansa dimostrando al mondo che i suoi aerei li può pilotare un pazzo totale criminale è destabilizzante.
Che griglie di controllo ha? Un folle portato al genocidio credo che sia quanto di peggio potesse passare attraverso codeste griglie.
E se proprio volessi essere cattiva come il giornalista di Der Spiegel potrei dire che noi partoriamo dei superficiali vigliacchi, ma loro hanno il gene della distruzione e dell'autodistruzione che rende inclini al genocidio.   

giovedì 2 aprile 2015

Politica dissennata e familista

Dal 1998 al 2013 nascita e morte di IdV.


Alle elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio Rivoluzione civile raccoglie il 2,2% di voti alla Camera e l'1,8% al Senato: non riesce ad eleggere nessun deputato e nessun senatore e lo stesso Antonio Di Pietro resta quindi fuori dal Parlamento. Negli stessi giorni delle politiche si svolgono anche le elezioni regionali in tre regioni: alle regionali laziali l'IdV appoggia il candidato di Rivoluzione Civile Sandro Ruotolo, ma non viene eletto nessun consigliere regionale; alle regionali lombarde aderisce alla coalizione di centro-sinistra a sostegno di Umberto Ambrosoli, ma anche in queste elezioni viene eletto nessun consigliere; alle regionali in Molise invece viene eletto come consigliere il primogenito di Di Pietro, Cristiano.


Oggi


Ignazio Messina presenta Davico, "confronto costruttivo con governo" L'Italia dei Valori, con l'adesione dal gruppo Gal del senatore Michelino Davico, torna a Palazzo Madama,  

Da: CN Targato CN - Quotidiano on-line della Provincia di Cuneo

POLITICA | mercoledì 01 aprile 2015, 06:31

L’incredibile “pesce d'aprile” di Michelino Davico: un tempo sottosegretario agli Interni della Lega Nord, oggi senatore dell’Italia dei Valori



Il 51enne braidese sposa il partito “dei magistrati” proprio mentre la Procura di Torino indaga su un presunto finanziamento sospetto da 50mila euro alla “Monviso-Venezia”, la società presieduta da Davico ed organizzatrice del “Giro ciclistico della Padania”

Michelino Davico, a destra, qui con Renzo Bossi sul palco del "Giro ciclistico della Padania"
Niente futuro in casa Angelino Alfano – sotto la bandiera del Nuovo Centro destra – per Michelino Davico come invece si voleva e si vociferava da tempo. Bensì l’Italia dei Valori di quell’Antonio di Pietro che la cronaca ricorda più per essere stato il PM dell’inchiesta milanese soprannominata “Mani pulite” che non per il suo peraltro neppure troppo lungo fare parte del Senato della Repubblica. Cinquantaquattro anni da un mese esatto, Davico era stato eletto alle ultime politiche nelle liste della Lega Nord ma è passato nel gruppo Misto dopo aver votato la fiducia al governo di Enrico Letta. In passato, con il quarto Governo Berlusconi aveva ricoperto il prestigioso incarico di sottosegretario all’Interno. Ora quello che un tempo, quando ancora si era soliti stupirsi dei cambi di casacca a partita iniziata, si sarebbe chiamato il “salto della quaglia”.
Che è così strano ed abnorme da odorare di “pesce d’aprile” lontano un miglio.

Il dettato Costituzionale "senza vincolo di mandato", secondo i Padri Costituenti, doveva essere una cosa buona: una garanzia che, qualora il Partito nelle cui liste si era stati eletti avesse fatto scelte non compatibili con la propria coscienza, il deputato o senatore poteva discostarsene ed esprimere liberamente il proprio voto alla Camera o al Senato della Repubblica.
Ma, nel degenerare dei valori in questa nostra Società senza etica, questo dettato Costituzionale è diventato la scusa per giustificare il più vieto opportunismo.
Di esempi gli Italiani ne hanno sotto gli occhi tutti i giorni e capiscono benissimo le ragioni VERE che stanno dietro a questi "salti della quaglia".
Ne sorridono ormai con realistico inevitabile cinismo.
Di fronte a questa deriva del costume, anche politico, verso un'etica inesistente il disincanto è inevitabile. 
In questo singolarissimo caso un Partito, quel che rimane di Italia dei Valori, che è rimasto fuori dal Parlamento alle ultime politiche (secondo me più che meritatamente), rientra solo perché un individuo, chissà con quali speranze e future promesse, decide di aderirvi.
E' un voto in più da giocarsi bene! 
Gli Italiani idealisti, onesti e puliti hanno poche speranze di essere rappresentati.
Il M5S, ancora pulito, continua a "pazziare"...
Renzi, a cui ho voluto dare fiducia, comincia a tirare fuori riforme a me non comprensibili: non che me ne importi granché della riforma RAI, come penso alla gran parte della gente che ha ben altri problemi,  ma renderla più libera nel governarla con 2 designati dal Governo, 2 dalla Camera, 2 dal Senato, e 1 solo dai lavoratori RAI è un pesce d'aprile anche questo?!  

martedì 31 marzo 2015

Comica autocritica...

Da: Il Messaggero

Vicenza, famiglia in ospedale per la cioccolata della nonna: era scaduta da 25 anni

VICENZA - (G.Z.) Tre bambini e due adulti son dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso per un’intossicazione alimentare. La causa? Aver bevuto una cioccolata scaduta 25 anni fa. Ad averla preparata a due nipoti e ad un loro amico (tutti bimbi tra gli 8 e i 12 anni che erano andati a farle visita assieme al figlio) è stata la nonna.
L’anziana aveva voluto essere gentile si è ricordata di avere delle buste di cioccolata nella credenza, ha scaldato il latte, mescolato il cacao, e servito con biscotti. La sera, il primo ad accusare vomito e diarrea (tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso come riporta il Giornale di Vicenza) è stato l’amichetto, poi è toccato ai due figli, al loro papà ed anche alla stessa nonna. I sospetti son caduti sulla cioccolata che tutto il gruppetto aveva consumato.

Ed è stata la stessa nonna a fare la scoperta: le buste di cioccolata utilizzate scadevano nel 1990. A carico della donna è scattata una segnalazione alla procura.
Martedì 31 Marzo 2015,
Commenti

12:16:22, 2015-03-31
Me sa che era scaduta pure la nonna.......

11:54:13, 2015-03-31
della serie: qua nun se butta via gnente! complimenti comunque alla nonna per la memoria.

11:05:24, 2015-03-31
arsenico e vecchi merletti

O la nonna è completamente rimbambita o ha un senso estremo dell'economia!
Faccio una piccola autocritica: anche a me capita di consumare (ma solo in prima persona) cose appena scadute... Certo non scadute da tempo!!! Ma vengo criticata e presa in giro per questo dall'intera famiglia! Eppure non sono mai stata male né ho fatto mai star male di stomaco nessuno dei miei familiari, anche perché a loro non ammannisco mai cose scadute neppure da un giorno! 
In 50 anni di cucina a casa mia nessuno si è mai sentito male. Può capitare che uno stia male di stomaco per un'influenza o per una indisposizione... Ma allora si può vomitare anche la bieta lessata, come accadde a mia figlia ancora bambina, che da allora non può più vedere la bieta!
Mai comperare cose pre-preparate fresche! Una sola volta acquistai, in un piccolo supermercato che avevo sotto casa, degli involtini di pollo al banco della carne: mio marito li vomitò tutti! Da allora compero carne non elaborata o pre-preparata.
Mi è capitato invece di vomitare del pesce, evidentemente mal conservato nel congelatore, cucinato da una insistente conoscente che ci aveva invitato a cena. Come mi è capitato di star male e di passare la notte a vomitare per aver mangiato dei dolci cucinati e regalatimi da un'altra conoscente.
Consiglio: evitate di mangiare cose cucinate da altri che insistono per farvele assaggiare.
Personalmente non ho di queste voglie di far ingerire agli altri cose cucinate da me, della serie: "Assaggia questo, senti come è buono!"
Ma dato che c'è gente che gira col piattino suonando anche alla porta del vicino per far "assaggiare" qualcosa di imperdibile, quando ero più giovane ed accondiscendente verso i ghiribizzi del prossimo, per contraccambiare, una volta lo feci anch'io: avevo preparato una buona crostata di ricotta con pezzi di cioccolato e ne tolsi un bel pezzo ai miei figli per farne dono alla figlia di una vicina a cui, sua madre, affermava piacesse molto.
Questa vicina era una di quelle che girava "con il piattino per l'assaggio" e quindi mi vidi costretta a contraccambiare. Risultato, il suo stolido marito, preso il piatto con la crostata, la fece cadere a terra, la raccolse e la portò così, sporca di terra, a sua moglie!!
Altro consiglio: non sprecatevi per gli altri, non ne vale la pena! 
Sempre quando ero più giovane ed accondiscendente cedetti nell'accettare un piatto di funghi cucinati da un tipo che si diceva conoscitore e quindi raccoglitore di funghi. Era questi l'ennesimo maturo "fidanzato" di una allora amica e vicina di casa. Per pura cortesia li accettai mentre mio marito, molto meno diplomatico, disse a chiari termini che lui non li avrebbe mangiati mai perché diffidava di tutti i funghi, a meno che non fossero passati prima all'esame del micologo. Il sedicente conoscitore provò a convincerlo che erano sicuri, che lui se ne intendeva, ma di fronte alla ferma presa di posizione di mio marito sorrise con una certa sufficienza considerandolo un povero fobico evidentemente! 
Non ricordo se li gettai messa in dubbio dal mio coniuge, o se temerariamente li mangiai: se li mangiai, però, debbo dire che mi andò bene, perché poco tempo dopo la mia sconsiderata amica-vicina finì in ospedale, insieme al suo innocente bambino e ad alcuni amici
che aveva invitato a cena cucinando funghi raccolti dall'"esperto". La notizia finì anche sui giornali.