domenica 12 aprile 2015

Alloggi dati in uso per Servizio agli ex-custodi delle Scuole Pubbliche



Il documento originale è in pdf ed il logo del Comune di Roma dell'intestazione non è riproducibile

ESTRATTO DAL VERBALE DEL CONSIGLIO MUNICIPIO ROMA II 
 RISOLUZIONE N. 51 
ALLOGGI EX CUSTODI DELLE SCUOLE DEL MUNICIPIO ROMA II 
(di iniziativa dei Conss. Seddaiu, Pineschi, Ciampicacigli - altri firmatari: Zorzi, Alemanni, Rollin)

 Anno 2014 Verbale n.74 Seduta pubblica del 18 Novembre 2014 Presidenza – E. IMPROTA 

L’anno duemilaquattordici, il giorno di martedì 18 del mese di Novembre, alle ore 9.30, previa trasmissione degli inviti per le ore 9.30 dello stesso giorno, come da notifiche ai sensi della vigente normativa, nella sede del Municipio, sita in Via Dire Daua n. 11, si è riunito il Consiglio del Municipio II (ex II – ex III), in seduta pubblica ed in prima convocazione. Partecipa alla seduta, in qualità di Segretario, il F.A. Dott.ssa Liliana Cau. Assume la Presidenza dell’Assemblea il Vice Presidente del Consiglio Elena Improta la quale alle ore 9.30 dichiara aperta la seduta per la trattazione delle interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell’art.106 del Regolamento del Consiglio Comunale con la presenza dei seguenti Consiglieri: Capraro, De Angelis, De Salazar, Improta, Leccese, Schettino, Seddaiu. 
(OMISSIS) 

Alle ore 9.35 i Presidente del Consiglio E. Improta in assenza delle interrogazioni a risposta immediata, rinvia l’appello alle ore 10.00 per la trattazione dell’o.d.g. odierno. (OMISSIS) Eseguito il terzo appello alle ore 10.55 risultano presenti i seguenti Consiglieri: ALEMANNI Andrea CAPRARO Guido CARACCIOLO Valentina CASINI Valerio CIAMPICACIGLI Mattia DE ANGELIS Sara DE SALAZAR Francesco IMPROTA Elena P. LECCESE Paolo MANFREDI Carlo MANNO Celeste PINESCHI Marco ROLLIN Andrea SCHETTINO Raffaele SEDDAIU GIOVANNA M. SIGNORINI Andrea ZORZI Rolando Risultano assenti il Presidente del Municipio GERACE Giuseppe e i seguenti Consiglieri: Cola Enrico, Di Tursi Patrizio, Fermariello Carla C., Giancotti Mario, Liburdi Andrea, Ricci Alessandro, Scicchitano Giuseppe. (OMISSIS) Il Presidente constata che il numero degli intervenuti è sufficiente per la validità della seduta agli effetti deliberativi. (OMISSIS) Il Presidente nomina quali scrutatori i Consiglieri: Pineschi, Manfredi e de Salazar.
(OMISSIS)

 PREMESSO CHE il Comune di Roma è proprietario di numerosi plessi e strutture scolastiche variamente distribuite su tutto il territorio comunale che in tali strutture sono presenti alloggi di servizio assegnati al personale del Comune di Roma per svolgere il compito di custode; 
All’atto del pensionamento gli incaricati del servizio di custodia vengono invitati alla restituzione dell’alloggio di servizio in quanto viene a cessare il presupposto per il quale lo stesso era stato concesso; Con Deliberazione n. 329 del 4/11/2009, la Giunta Comunale ha stabilito che il rilascio degli “alloggi di servizio”, presso i plessi e strutture scolastiche comunali detenuti dagli ex custodi in quiescenza e loro nucleo familiare, avvenga con gradualità temporale e comunque con una tolleranza non superiore a tre anni dall’adozione del provvedimento allo scopo di consentire il reperimento da parte degli occupanti di adeguata nuova sistemazione alloggiativa;
Con Deliberazione n. 2 del 7/2/2012 il Consiglio dell’ex II Municipio impegnava Presidente e Giunta a verificare la situazione all’interno delle scuole e indicava le procedure per il riutilizzo degli spazi a fini didattico- educativi; CONSIDERATO CHE Presso gli edifici scolastici nel Municipio Roma II diversi alloggi destinati a custodi sono abitati da custodi ora in pensione e da loro familiari; In alcune scuole del Municipio, in relazione al sovraffollamento dell’edificio scolastico e alle esigenze di far fronte alla crescente domanda di iscrizioni, i locali dell’ex alloggio di servizio risultano necessari per ampliare gli spazi da destinare alla didattica; La Commissione IV in data 31/10/2014 ha espresso parere favorevole all’unanimità dei presenti IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA II RISOLVE DI IMPEGNARE IL PRESIDENTE E L’ASSESSORE COMPETENTE A verificare la presenza di persone non titolate nei locali alloggio ex custode nelle scuole del Municipio al fine di dare esecutività alla Delibera 329 del 4/11/2009 così come in premessa; A verificare la Delibera n. 2 del 7/2/2012 dell’ex Municipio II e ad estendere tale Delibera nell’ex Municipio III e a presentare una nuova proposta di Delibera in Consiglio Municipale. Il Presidente, assistito dagli scrutatori, pone in votazione, per alzata di mano, la su estesa Risoluzione che viene approvata all’unanimità con 16 voti favorevoli. Hanno partecipato alla votazione i seguenti Consiglieri: Alemanni Andrea, Caracciolo Valentina, Casini Valerio, Ciampicacigli Mattia, De Angelis Sara, De Salazar Francesco, Improta Elena, Schettino Raffaele, Leccese Paolo, Manfredi Carlo, Manno Celeste, Pineschi Marco, Rollin Andrea, Seddaiu Giovanna M., Signorini Andrea, Zorzi Rolando.
(OMISSIS) 
IL SEGRETARIO                                                         IL PRESIDENTE L. CAU E. IMPROTA



Verrebbe da cantare con i Jalisse: "Fiumi di parole, fiumi di parole...."
La televisione ha affrontato e documentato questo fenomeno parassitario, uno dei tanti di una Società che non cambia nonostante le leggi e le delibere di organismi competenti.
Leggi e delibere che qualora non rispettate e fatte rispettare squalificano gli organismi di gestione ed indirizzo.
Due Italie di nuovo, questa volta non la Casta con le sue leggi ad hoc e il popolo con leggi senza i medesimi privilegi, la suddivisione arriva più in basso: fra il popolo.
Un popolo che si paga tutto e una parte di popolo che approfitta e vuole che gli si paghi tutto, quanto più possibile: dipende dalla situazione.
In questo caso la figura dei custodi delle Scuole Pubbliche a cui si dava anche l'alloggio è stata eliminata dagli ordinamenti.
Sussiste però il privilegio: il Comune di Roma, ad esempio, con incredibile e direi, illegale, inanità, consente che i custodi ormai in pensione abitino ancora all'interno delle scuole, rubando spazi senza ragione, dato che l'alloggio era dato per la funzione svolta, ormai cessata. 
Dalla delibera di uno dei Municipi di Roma che pubblico, si evince che era stato richiesto lo sgombero degli alloggi dal 2009,  e che erano stati dati 3 anni di tempo per reperire una sistemazione ai non più aventi diritto.
Scaduti i 3 anni, nel 2012, si chiede all'Assessore la verifica dell'effettiva restituzione degli alloggi e di  verificare la presenza di persone non titolate nei locali alloggio .
Siamo a novembre 2014: 2 anni dopo la scadenza.
I giornalisti, che hanno documentato le situazioni da terzo mondo in cui tutto continua nell'abuso in innumerevoli scuole, non hanno ottenuto dal Comune di Roma nessun segno di vitalità.
Custodi che per uscire dall'alloggio non restituito, anche se sono da anni in pensione, attraversano i corridoi della scuola: cosa inconcepibile, dato quello che si chiede di Responsabilità al personale in Servizio nella Scuola per quanto attiene ai bambini e ragazzi a loro affidati.
Custodi defunti ma alloggio occupato dai loro discendenti; in un caso, facilmente accertabile presso le forze dell'ordine, uno di questi discendenti e occupanti a NESSUN titolo l'alloggio, già dato per Servizio al padre ormai defunto, è stato condannato per affari di droga ed ha gli arresti domiciliari all'interno della Scuola; in altri casi, documentati in televisione con le immagini, si vedono panni stesi dal piano superiore occupato dai non aventi diritto che sgocciolano in un corridoio della Scuola; in altri casi, sempre dall'alloggio al piano superiore occupato dall'ex-custode che avrebbe dovuto restituirlo da tempo, si verifica una perdita dal bagno di costui che cade nella mensa!!!
Un Preside, che si è attivato chiedendo conto al Comune, si è sentito rispondere che deve scrivere lui per richiedere gli spazi, scaricando le responsabilità del Comune medesimo sulle spalle di un dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione, già gravato di responsabilità immani senza avere per contro i mezzi  per farvi fronte!!
Torniamo sempre lì: discarico di Responsabilità e dunque abuso.
Siamo noi cittadini che paghiamo le tasse a mantenere questo parassitismo, noi che paghiamo l'IMU, la TASI, la TARI e il mutuo per la casa che ci siamo comperati con i nostri risparmi, oppure noi che paghiamo l'affitto e le tasse comunali che ci competono, oltre l'IRPEF  naturalmente.
Due Italie, dicevo, una che paga ed una che approfitta di chi paga.

Saper recitare

Da: www.DGmag.it

Giovedì 9 aprile la penultima puntata. Si avvia verso il gran finale l’ultima fiction in onda in questo periodo su Rai Uno. La Dama Velata, con protagonisti Miriam Leone, ex Miss Italia, e Lino Guanciale, attore che all’attivo ha già diverse interpretazioni sul piccolo schermo, continua a stupire il pubblico. Giovedì 9 aprile andrà in onda la quinta di sei puntate. E la storia promette ancora molte tensioni e colpi di scena.

Da: Leggo.it


MIRIAM LEONE E IL NUDO IN '1992':
ECCO LE SCENE PIÙ HOT DELLA SERIE TV

Sabato 11 Aprile 2015, 20:16
ROMA - Miriam Leone è ormai onnipresente in televisione: dal ruolo casto e puro ne 'La Dama Velata' a quello spregiudicato di Veronica Castello in '1992'. 
Ed è proprio la serie tv su Tangentopoli targata Sky ad aver creato scandalo. L'ex miss Italia interpreta una ragazza in cerca del successo e disposta a tutto pur di ottenerlo. Imprenditori, pubblicitari, politici e produttori: Veronica Castello è pronta a concedersi a tutti pur di portare avanti la carriera televisiva. Ecco alcune foto delle scene più hot di Miram Leone dalle prime puntate della serie. Mirian Leone è ormai un'attrice dopo aver fatto numerose apparizioni nel palinsesto Rai con Uno Mattina Estate, Mattina in Famiglia e Uno Mattina in Famiglia.


L'articolo di Leggo.it prosegue con un'ampia rassegna di foto nude e non solo della bella ex-Miss Italia.
Si scopre che ha un bellissimo sedere, veramente notevole, oltre a tutto il resto che le ha meritato l'ambito titolo.

Ma la sua spregiudicatezza nell'accettare anche scene quasi oscene, spregiudicatezza che la accomuna a tante attrici anche famose del cinema, non è sufficiente a fare di lei una persona che sa recitare.
Non ho seguito il teleromanzo La Dama Velata, ne ho visto solo alcuni pezzi, ma quello che colpisce è la staticità dell'espressione del bel viso di Miriam Leone: ha sempre la stessa espressione, quasi ironica, che la sorte le ha stampato in faccia e che andava benissimo quando affiancava dei bravi attori comici in una trasmissione televisiva, meno per interpretare l'eroina di un romanzo d'appendice, quale è la sceneggiatura di questa opera televisiva.

Ieri sera ho rivisto dei pezzi del film di Verdone "Un sacco bello": mitico! Lo rivedrei mille volte.
Nell'episodio con il compianto Mario Brega, che interpreta il padre disperato che vuole recuperare il figlio hippy, c'è il personaggio di Fiorenza, la ragazza che accompagna l'hippy Carlo Verdone, interpretato da una bravissima Isabella De Bernardi che, ogni volta che rivedo la scena, mi fa morire dal ridere. Brava, brava davvero, eppure ha scelto di non recitare più, si occupa di altro come appare nelle note qui sotto che ho preso da Wikipedia:

Biografia

Figlia dello sceneggiatore Piero, lavora al cinema con Alberto Sordi e Carlo Verdone: per il primo è la figlia di Gasperino in Il Marchese del Grillo (1981) e dei coniugi Bonetti in Io so che tu sai che io so (1982); per il secondo la ragazza dell'hippie Ruggero in Un sacco bello (1980), un'agente di vendita in Borotalco (1982) e una poliziotta in Il bambino e il poliziotto (1989).
Partecipa alla prima stagione della serie tv I ragazzi della 3ª C (1987), interpretando il personaggio di Luana.
Verso la fine degli anni ottanta abbandona la carriera di attrice e si trasferisce a Milano, dove si sposa e inizia a lavorare nella pubblicità fino a divenire art director presso l'agenzia Young & Rubicam[1]. Dalla sua unione sono nati due figli. Nel 2010 si è separata dal marito Roberto Pizzigoni dopo 18 anni di matrimonio.

Una mattina è stata ospite su RAI UNO in un inserto che parlava di Carlo Verdone e la conduttrice di quel momento, Miriam Leone, la intervistò leggendo le domande che le avevano scritto e mettendoci di suo un commento sciocco e irrispettoso: "E ride... ride..." mentre Isabella sorridendo rispondeva.  Quasi, anzi senza quasi, prendendola in giro. Credo che Isabella De Bernardi se ne sia accorta e ne sia rimasta sorpresa, ma educatamente non ha rilevato l'incongruo stupido commento e sopratutto il modo e il tono con cui è stato fatto.
Cosa doveva fare Isabella secondo questa bella miss che ha voluto fare tutto, anche la statica attrice, doveva non sorridere?
Un modo da donnetta di sfottere il prossimo senza ragione alcuna, se non forse l'interna constatazione della differenza fra lei ed Isabella. 


sabato 11 aprile 2015

L'uccisione del Giudice Ciampi e la Responsabilità civile dei Magistrati

Un Magistrato stimabile come Gherardo Colombo, oltre il comprensibile dolore per la morte violenta di un amico e collega, ha preso la palla al balzo per dire che tutto questo è accaduto per la svalutazione corrente della figura dei magistrati.
Il giudice Colombo, pur essendo una persona intelligente, dimostra, forse per interesse di parte, di dimenticare che molti anni fa, ed esattamente nel 1987, fu fatto un referendum sulla Responsabilità civile dei Giudici e il Popolo Italiano si pronunciò per un SI quasi totale!
Strano e inaccettabile dunque tale vittimismo e tale NON RICONOSCIMENTO DI UN SENTIRE POPOLARE ANTICO E NON SOLTANTO ATTUALE.
L'azione di un violento assassino rancoroso non può essere motivata da un sentire del Popolo che così si pronunciò nei riguardi della Magistratura 28 anni fa.
Quel Referendum, come altre espressioni della volontà popolare, fu disatteso, partorendo lo Stato una leggina di contentino in cui il magistrato, che errava per negligenza ed altre ragioni gravi espresse nella formula referendaria, pagava in parte, mentre l'onere del risarcimento a chi aveva subito il danno dovuto a detta negligenza ricadeva sulle spalle del Popolo Italiano, in quanto veniva erogato dallo Stato, il quale POTEVA o MENO rifarsi sul patrimonio personale del magistrato che aveva errato.
Oggi che il problema, per il malcontento della gente, viene riproposto, Gherardo Colombo, ma non solo lui, cade dal pero e finge di ignorare quello che è Storia Recente.
Già in precedenza e prima dell'uccisione del Giudice Fallimentare Ciampi per mano di un delinquente accusato di bancarotta fraudolentaGherardo Colombo in varie interviste si era detto scandalizzato di questa nuova legge sulla Responsabilità civile dei Giudici e anche della riduzione delle loro ferie ammontanti a 45 giorni!
Di fronte ai privilegi che vengono ridotti Colombo non è da meno dei Politici.
Perché mai i giudici dovrebbero riposare più degli altri lavoratori?
Caso mai di meno, visto il ristagno e l'accumulo di lavoro, unito ad una incivile frammentazione delle udienze, che rendono la Giustizia una falla del Paese, come ci viene ripetuto ad ogni telegiornale a motivazione della mancanza di investimenti esteri in Italia a parità di merito con una burocrazia altrettanto farraginosa.
Perché i Medici Ospedalieri, tanto per prendere un esempio di categoria di lavoratori, non hanno bisogno di altrettanto riposo dei magistrati? E' forse il loro lavoro meno stressante? Non sono esposti forse a pericoli e ritorsioni da parte di folli? Non subisce, codesta categoria, una sistematica svalutazione sociale grazie ad attacchi continui e denunce spesso pretestuose? 
I Magistrati non vogliono pagare per i loro errori? E perché i Medici Ospedalieri invece debbono pagarsi onerose assicurazioni per tema di doversi difendere anche quando non hanno fatto nulla? Si informi il magistrato Colombo se non lo sa, ma lo dovrebbe sapere proprio per la sua professione dell'aumento di denunce nei riguardi dei Medici Ospedalieri.
Dunque non faccia la vittima per sé e per la sua categoria, per molti versi privilegiata e non solo per gli eccessivi giorni di ferie, ma anche per la remunerazione molto, molto, molto superiore a quella di un Dirigente Medico che ogni giorno deve mettere le mani nel corpo umano spesso in situazioni di emergenza.  

venerdì 10 aprile 2015

Irresponsabilità, sciattume non mancanza di mezzi

Da: Il Sole 24 Ore

Strage in tribunale, sotto accusa la sicurezza

 di Sara Monaci.

Una vicenda drammatica, che «non deve essere strumentalizzata», come ripetono i rappresentanti delle istituzioni, ma che inevitabilmente chiama in causa il sistema di sicurezza del tribunale di Milano - e di tutti i tribunali d’Italia. Come è possibile entrare - e uscire - con un’arma in uno dei più importanti tribunali d’Italia? Cosa non ha funzionato e di chi è la responsabilità? Sono le domande a cui si cercherà di dare risposta nelle prossime ore. Intanto c’è già un mistero da chiarire, e che fa riflettere sulle lacune della sicurezza: dieci mesi fa il metal detector della porta del tribunale di Via Manara è stato tolto. Forse perché si era rotto o forse perché si aspettava di metterne uno nuovo. Per ora non ci sono versioni certe. Fatto sta che si è scelto di creare un varco “rapido” per i soli professionisti del tribunale e per gli avvocati, ai quali è concesso di entrare nell’edificio esibendo soltanto un documento di identità. Ed è proprio da questa porta che sarebbe passato l’omicida Claudio Giardiello.

La ricostruzione delle forze dell’ordine descrivono un quadro ancora incerto, ma si fa sempre più strada l’ipotesi che l’imprenditore, in possesso di una pistola Beretta 7.65, sia entrato da questa porta priva di macchinari di controllo. Qui ad occuparsi della sicurezza sono le guardie giurate, non le forze dell’ordine dello Stato, come negli altri varchi del tribunale di Milano e come in tutti i tribunali d’Italia. A Milano a vincere l’appalto del Comune è stata l’Ati guidata dalla All system.


Ci risiamo, ogni volta che qualcosa non funziona in questo Paese la colpa viene data al fatto che "non ci sono soldi".
Questo lo dicono puntualmente gli addetti ai lavori dove le cose vanno male perché mal gestite, i politici di opposizione sempre pronti a dare addosso a chi in quel momento ha il timone del Paese, i giornalisti che riportano tutte queste lamentele.
Ora che, per non far crollare il Paese, si parla da anni di contenere gli sprechi, visibili a ciascuno di noi sia nei nostri posti di lavoro pubblici sia come semplici cittadini utenti, la colpa la danno alla "revisione della spesa", che scemamente continuano a chiamare "spending review" come se non si potesse dire più chiaramente in italiano, comprensibile anche a quegli italiani che poverini non riescono a parlare bene nemmeno la nostra lingua. 
L'unica cosa che sanno dire è che la colpa è della mancanza di soldi, che ce ne vogliono di più per questo e quel settore.
Ora questo può essere vero in alcuni settori, ma non può essere una scusa di copertura alle carenze di chi ha la responsabilità di quella e quell'altra struttura pubblica: piccola o grande che sia.
Si può, e ne sono certa, supplire alla mancanza vera o supposta di soldi facendosi bastare quelli che ci sono a disposizione, senza sprecarli, applicandosi a trovare soluzioni con buona volontà e lavoro: insomma con la saggezza "del buon padre di famiglia". 
Questo non viene fatto nella stragrande maggioranza dei casi.
In questo disgraziatissimo evento delittuoso ci sono poche cose da dire:
una è quella che ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e cioè che la nostra democrazia ci rende vulnerabili; il che è vero, in quanto il rispetto della libertà individuale lascia aperta la porta anche a chi vuol fare del male;
ma all'interno di questa nostra libertà di muoverci nel Paese esistono precisi regolamenti e protocolli, che basta rispettare;
nel caso dell'importantissimo Tribunale di Milano sembra che la responsabilità della sicurezza sia del Procuratore Capo, ergo Bruti Liberati.   
Da notizie giornalistiche della prima ora sembra che è questa figura che deve organizzare la sicurezza, facendo richiesta al Comune dei presidi che occorrono per attuarla e di cui il Ministero di Grazia e Giustizia rimborsa poi  al Comune la spesa.
Dunque, a meno che non si ricorra al solito sistema dello scarica barile dalle spalle di chi HA LA RESPONSABILITA' della struttura che dirige (vedi il caso De Gennaro di cui si riparla in questi giorni), Bruti Liberati dovrà spiegare perché dall'entrata di Via Manara poteva passare chiunque esibendo frettolosamente solo un tesserino.
Frettolosamente perché, se esaminato bene, il tesserino farlocco sarebbe stato tanato. 
Se Bruti Liberati potrà dimostrare che lì prima c'era un metal-detector anche per gli avvocati, il quale si è rotto e lui ne ha chiesto la sostituzione ma il Comune non glielo ha fornito, egli sarà a posto e sarà chi non ha provveduto ad una celere sostituzione o manutenzione a doverne rispondere.
Comunque, senza metal-detector e in attesa, il Bruti Liberati doveva chiedere, per scritto naturalmente perché deve restarne traccia, un rigido controllo umano all'ingresso e non a tarallucci e vino.
La seconda responsabilità a parità di merito è nelle mani di chi ha lasciato all'assassino la possibilità di possedere un'arma.
Un soggetto sotto processo da qualche tempo per bancarotta fraudolenta perché deve avere un'arma?
La risposta a chi di dovere. 

giovedì 9 aprile 2015

Massimo Fini

Forse non avrei acquistato il libro che sto leggendo, "Una vita", del giornalista e scrittore Massimo Fini se non fosse che mi parla di lui una mia carissima amica che lo ha conosciuto in gioventù. Ho appreso da lei che Massimo Fini sta perdendo la vista, argomento che, per note vicende di cui spesso ho parlato in questo blog, mi tocca da vicino.
Io sono fortunata perché, pur avendo rischiato tutta la vita di finire in modo da non poter leggere più, ci vedo ancora e ne ringrazio la sorte.
Su questo blog ho pubblicato due volte articoli dell'eccellente giornalista e scrittore:

post di: lunedì 14 maggio 2012

dal titolo:Non solo la mia modesta penna lo scrive...

In cui sotto il suo articolo commentavo: Debbo dire che fa piacere che una penna importante scriva (meglio) quello che scrivo io su questo piccolo blog.

L'argomento era il trionfalismo folle ed ipocrita dei partiti dopo le elezioni. Su cui ho  scritto un post che, pur essendo del 2012, è perennemente in classifica ai primi posti della classifica settimanale che compare in fondo alla prima pagina di questo blog.

L'altro articolo riguarda la Letteratura:

post di: martedì 22 maggio 2012


dal titolo:La morte del Romanzo

ed è un articolo che è uscito sul Il Gazzettino il  18 maggio 2012 dal titolo:

La morte del romanzo ha ucciso anche la critica letteraria

In questo articolo Massimo Fini esprimeva la sua opinione sulla fine del Romanzo nel nostro tempo, attribuendola al fatto che ormai gli scrittori scrivono prevalentemente "del loro ombelico": insomma della loro vita, non sapendo più inventare personaggi.

Debbo dire che nel mio piccolo ruolo di scrittrice scrivo anch'io molto del reale, giacché la realtà supera la fantasia e si possono usare personaggi reali, le loro psicologie, le loro vicende, facendoli agire sulla carta con lo scopo di mettere in risalto, analizzandole, le storture di certi sentimenti umani e trarne una morale universale. Non so quanto io ci sia riuscita ma posso dire che, pur sapendo costruire storie di fantasia, preferisco ispirarmi al reale. D'altra parte molti grandi scrittori lo hanno fatto: Grazia Deledda che si è sempre ispirata a certe figure della sua Sardegna, troppo strutturate in mentalità particolarissime di quel tempo e di quei luoghi per non essere stati presi da quel mondo reale dalla scrittrice, e così Pirandello nella cui scrittura i personaggi si muovono sempre nella sua "Girgenti" o a Roma, i due luoghi dove egli ha vissuto di più.

Questo libro di Massimo Fini che sto leggendo è una autobiografia e non contraddice quanto scrisse nell'articolo che io riportai nel 2012 su questo blog, infatti egli non pretende di scrivere "del suo ombelico" in un romanzo: egli scrive "del suo ombelico" in una autobiografia esplicita e sincera. Il sottotitolo recita: "Un libro per tutti. O per nessuno". Per me sicuramente, visto che siamo quasi coevi, essendo io nata nel 1946 e il grande giornalista nel 1943. Nel suo percorso trovo dunque un'epoca che ho vissuto anch'io e tante sono le cose che ritrovo anche mie, come tante sono le cose che dalla sua esperienza mi discostano. Tanti sono gli spunti di riflessione su quanto lui ha vissuto e, in forme diverse, su quanto vivendo ho constatato anch'io.


Partiamo dai luoghi. Egli ha vissuto a Milano e denuncia con rimpianto la trasformazione della città: rimpiange la maggiore autenticità dei rapporti umani del tempo della sua infanzia, quando la città era più vivibile e denuncia la trasformazione urbanistica in peggio.
Io sono nata e vissuta a Roma, nel cuore di Roma, Via della Mercede, Piazza S.Silvestro, Via del Tritone... Mia madre entrava con me alla Standa di Via del Corso, guardava ammirata la Rinascente senza potersi permettere di acquistarvi nulla, essendo moglie di un modesto impiegato statale, insieme attraversavamo Piazza Colonna libera da barriere e da tanta Polizia, andavamo a guardare le vetrine di Zingone alla Maddalena, e poi alla "Rotonda", e in quelle stradine limitrofe c'era il barbiere con il cavalluccio per il taglio dei capelli dei bambini: ed è lì che mamma mi portava a sfoltirli. Dietro al Parlamento invece, di fronte al suo palazzo, c'era la sede degli ambulatori dell'ENPAS... Io facevo con lei questi percorsi a piedi senza rendermi conto che, grazie a mio padre, crescevo nel salotto buono di Roma. Quando mamma non aveva tempo di condurmi al Pincio per giocare, mi portava a Fontana di Trevi: non c'era nessuno, ad eccezione di una mia amichetta di colore di poco più grande di me e di suo padre: un nero dai tratti somali che aveva combattuto la guerra nel nostro esercito e, con grande ammirazione, mio padre mi diceva che "era invalido di guerra di prima categoria", non di seconda come lui, infatti aveva una gamba ormai tesa per sempre e per questo claudicante.
Oggi anch'io come Massimo Fini per la sua Milano vedo una Roma cambiata in peggio: e mi fa male andarci. Ho scritto un post su quello che i barbari olandesi hanno fatto alla "mia fontanella": la Barcaccia del Bernini.
Dunque città diverse ma gli stessi sentimenti. Capisco dunque i sentimenti che Fini esprime.

Quando parla delle sue esperienze di lavoro, degli amici che oggi sono fraterni e domani nemici, di quelli che si piegano all'interesse economico perdendo la loro faccia di uomini, di quelli che ti reputano, al più, ingenuo perché non ti pieghi anche tu al compromesso.. vedo gli stessi uomini e donne che ho conosciuto anch'io, in un mondo diverso, in professioni diverse... non solo la mia personalissima esperienza.. ma soprattutto quella di mio marito a cui sono vicina da 50 anni!
Dunque è la specie umana che è così! Non si scappa, sia che si faccia il giornalista sia che si faccia l'impiegato amministrativo, sia che si faccia lo scienziato...
Massimo Fini, lo riconoscono tutti e non soltanto perché lo scrive lui nella sua autobiografia, è un uomo libero, che non si è piegato vilmente all'interesse... e in questo assomiglia all'uomo con cui ho scelto di vivere. 
In altre cose egli si discosta molto dalla mia esperienza di vita e non lo comprendo, ma apprezzo la sua sincerità e il volere comunicarci la sua esperienza: egli passa le notti a giocare a poker, a bere whisky, a fumare... Legge giornali che lo informano sulle corse ippiche, forse per scommettere sui cavalli... Insomma è un po' "maledetto", un po' dostoieschiano.
Per tutto il resto è un uomo integro e il suo disgusto per il mondo politico di ieri e di oggi me lo rende fratello.

mercoledì 8 aprile 2015

Turismo: noi italiani non siamo i peggiori!

Uno dei miei figli ha conservato questo scontrino per mostrarmelo con aria divertita ed ironica:




Credo che lo scontrino, rilasciato da una Brasserie francese pochi giorni fa, sia esauriente. C'è già tutto: il luogo, la Tour Eiffel, la data e... i prezzi!
D'accordo, siamo sulla Tour Eiffel, luogo per turisti, e si paga un po' di più che presso una Brasserie, ad esempio, del XVI Arrondissement di Parigi... Però guardate il prezzo dell'acqua: 100 centilitri di Acqua Minerale Vittel euro 8,60!!!
Ragazzi, un litro di acqua è costato più del dolce: la Crème Brulée!!
Dunque se noi siamo quelli che fanno gli scorretti nei luoghi più centrali, presentando conti come quello che Nancy Brilli giustamente denunciò pubblicamente e che io pubblicai su questo blog, i francesi non sono da meno! Anzi!


sabato 23 novembre 2013

Brava Nancy!!

Da: Il Mattino.it

Due cornetti e due cappuccini, 21 euro e 50: la Brilli "si vendica" su Twitter


Colazione tutt'altro che economica per Nancy Brilli : la bella attrice paga 21,50 euro per due cornetti, due cappuccini e una bottiglietta di acqua piccola, in un bar di Roma, l'Antico Caffè Santamaria di Piazza S.M. Maggiore.


martedì 7 aprile 2015

Noi italiani si che siamo furbi!

Da: Il Messaggero

Allarme nucleare in Normandia: segnalata anomalia in un reattore nella centrale di Flamanville

L'autorità per la sicurezza nucleare francese ha annunciato un'«anomalia» tecnica nel serbatoio del reattore EPR di Flamanville, in Normandia (nord della Francia). 
«Anomalie sono state individuate nella composizione dell'acciaio di determinate porzioni del coperchio e del fondo del serbatoio» ha detto Guillaume Bouyt, capo della divisione locale dell'authority (ASN), citato dai media francesi. Si tratta di un problema distinto da quello annunciato lo scorso novembre dal gestore EDF sul coperchio del serbatoio della stessa centrale di ultima generazione, ha precisato ASN.


Dato che noi Italiani siamo masochisti paghiamo l'energia elettrica più dei francesi, pur correndo lo stesso il rischio nucleare. Basta che una loro centrale nucleare vada in tilt e le radiazioni ce le becchiamo pure noi, dato che con la Francia ci confiniamo.
Però noi, che siamo masochisti, dopo aver risposto a tre quesiti sul nucleare, che chiunque può ripassarsi cercandoli sul WEB senza che io li riporti di nuovo qui, in cui il referendum chiedeva scelte che non riguardavano specificatamente l'abbandono del progetto di costruire centrali, ma altro sugli investimenti sul nucleare, abbiamo interpretato quei tre quesiti come un NO assoluto!
Le conseguenze di quella fregola ad applicare in quel modo il referendum (l'unico applicato anche oltre le reali intenzioni espresse, visto che non si è fatto altrettanto per il referendum chiarissimo sulla responsabilità civile dei magistrati, non si è fatto per quello altrettanto esplicito sull'Acqua Pubblica) sono state molteplici.
Tutti coloro che si erano iscritti negli Istituti Tecnici per diventare Periti Nucleari se la sono presa in saccoccia;
le industrie pagano l'energia elettrica un botto, e gli alti costi per la produzione dell'alluminio sono stati uno dei motivi della chiusura di Alcoa, dato che per l'elettrolisi ne serve parecchia...
La Francia non ha di questi problemi, però se qualcosa va male nelle loro centrali i problemi li abbiamo pure noi, senza averne però i benefici economici, anzi noi importiamo energia elettrica prodotta dalle loro centrali nucleari. 

lunedì 6 aprile 2015

Greta, Vanessa e Al-Nusra: 7+

OGGI

Da: Il sole 24 ore

Siria, i jihadisti di al Nusra rapiscono trecento curdi. A Yarmouk il terrore dell’Isis


I jihadisti del Fronte al Nusra, filiale siriana di al Qaeda, hanno sequestrato 300 curdi, tra cui anche bambini, nella zona di Dana, alla periferia di Idlib. Lo ha riferito l'emittente panaraba libanese Almayadeen sul suo sito. Fonti del partito curdo dell’Unione Democratica riferiscono che i trecento curdi erano diretti ad Aleppo per riscuotere i propri salari.


IERI

Da: Il Fatto Quotidiano

Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise“, 
scandiva Greta, mentre Vanessa reggeva un cartello che riportava la data del 17 dicembre 2014. Nel filmato entrambe indossano l’abaya, una tunica nera lunga che copre loro il corpo e i capelli, ma lascia libero il volto. “Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite, concludeva Greta 


L'ho già scritto: delle loro vite non possono essere responsabili coloro che non erano nemmeno stati informati di questa "nobile impresa".
Ancora dal Fatto Quotidiano:
Secondo quanto riportato dall’account Twitter @ekhateb88, ritenuto vicino ai ribelli anti-Assad, sarebbe stato pagato un riscatto di 12 milioni di dollari. Il tweet è stato rilanciato dalla tv satellitare araba Al Aan, sede aDubai, negli Emirati Arabi.  
Anche questo l'ho già scritto e lo ribadisco: i soldi delle nostre tasse servono a tante, troppe cose che ci mancano e non dovevano essere  pagati a Al-Nusra.
Insomma è risaputo che queste due (non posso scrivere quello che penso siano perché non voglio prendermi una querela) avevano contatti proprio con uno dei capi di questo gruppo che poi le ha rapite finanziandosi.
Sempre dal Fatto: Il doppio sequestro, secondo la stessa fonte, è avvenuto nella località di El Ismo, a ovest di Aleppo, nella casa del “capo del Consiglio rivoluzionario” locale, dove le due giovani erano ospitate.

Da: Il Giornale.it
Greta e Vanessa ringraziavano gli islamisti vicini ad Al-Nusra
In una foto di qualche mese fa, le due ragazze reggevano un cartello in cui si ringraziava Liwa Shuhada: una formazione vicina ad Al-Nusra, il gruppo che ne rivendica il sequestro
di Giovanni Masini - Ven, 02/01/2015 - 10:37

Bene! Abbiamo finanziato un'altra "nobile impresa" (nostro malgrado, perché la maggior parte dei commenti della gente su queste due, apparsi sui blog e nei quotidiani on-line, erano contro il pagamento del riscatto).
I 300 operai curdi possono ringraziare chi ha ottenuto di finanziare Al-Nusra.  

Massiccio afflusso

Il 4 aprile il grafico della mia dashboard mi da 2.981 ingressi nel blog!
Non so a cosa attribuire questo massiccio afflusso. 
Forse perché era il sabato di Pasqua e dunque c'era più gente davanti ai propri PC?
Sabato di riposo... Non per tutti ma per molti...
Spero che quello che scrivo serva a qualcuno come spunto di riflessione..
So, da alcune e-mail, che mi leggono in molti ma preferiscono non scrivere commenti, neppure anonimamente come il blog consente.
Il sistema, comunque, non consente neppure a me, amministratore unico del sito, di sapere chi si nasconde dietro l'anonimato.
Anche nei commenti sugli articoli di giornali o sul blog di Beppe Grillo, ad esempio, pochi si firmano, preferendo nick-name.
Chissà perché? Io se desidero esprimere una mia opinione ho piacere anche di firmarla. 

domenica 5 aprile 2015

La strage nel College in Kenia

Da: Repubblica.it

NAIROBI - E' stato identificato uno dei quattro jihadisti di al-Shebaab responsabili dell'assalto al college di Garissa in cui sono morte quasi 150 persone: si tratta di un giovane keniano di etnia somala, Abdullahi Abdirahim, proveniente dalla regione di Mandera, situata nell'estremo nord-est del Kenya, laureato in legge e apparentemente destinato a un futuro luminoso. Suo padre, un funzionario locale di una circoscrizione di Mandera County, aveva dichiarato alle autorità che suo figlio era scomparso e che sospettava che il ragazzo fosse andato in Somalia.
Abdullahi Abdirahim
Che tristezza! Giovani massacrati, alcuni nel sonno, alcuni decapitati...
Non si può che sentirsi smarriti.
Qui non è che l'hanno con i cristiani, con quelli che vanno a visitare i Musei in Tunisia, con quelli che scrivono vignette su Maometto... Qui ogni scusa è buona per chiamarsi fuori dal contesto civile, sentirsi per questo nel giusto, e cominciare ad ammazzare indiscriminatamente! In alcuni Paesi massacrano gli stessi musulmani... Una ferocia insensata ma terribile. Una guerra dichiarata al genere umano tutto, purché non sia come loro: pronti ad uccidere, a distruggere i simboli storici ad annullare chi pretende di studiare per capire di più il mondo in cui viviamo... 
Un buco nero dell'umanità che li inghiotte e vuole inghiottire altri viventi trascinandoli con sé..

Come arrestarlo? E' a macchia di leopardo, agisce in vari Paesi, attirando anche giovani insospettabili come questo in foto nell'articolo di La Repubblica. Questo non era un poveraccio cresciuto nelle "banlieue" parigine, questo è figlio di un funzionario keniota... ha studiato... 
Questa è una guerra atipica, anomala, non è un Paese contro un altro, è un'idea delirante che entra nella testa di alcuni, senza distinzione di nascita e luogo e questi "alcuni", attivati come dei robot, cominciano ad uccidere, ovunque.
Come la argini una guerra così? L'unico modo è attivare al massimo "l'Intelligence" di tutti i Paesi civili che debbono collaborare insieme per il bene di tutti.