venerdì 8 maggio 2015

Vitalizi: presa per i fondelli degli italiani che hanno versato contributi per 40 anni ed oltre.

Da: TGCOM24

Vitalizi, in tanti ce la fanno: nomi eccellenti di ex parlamentari, tra graziati e puniti

Niente più assegno per Dell'Utri, Previti e Pomicino, mentre mantengono la loro pensione da ex parlamentari Martelli, De Michelis, Pomicino e La Malfa


Niente più vitalizio per Cesare Previti e Giuseppe Ciarrapico, mentre continuerà a incassarlo Paolo Cirino Pomicino. Lo perderà Totò Cuffaro, lo manterrà Gianni De Michelis. Le nuove regole sui vitalizi dividono in due la schiera degli ex parlamentari.

Nonostante sia stato condannato per la maxitangente Enimont, le nuove normative non tolgono a Pomicino i suoi 5.231 euro al mese: a salvarlo è il fatto di aver scontato un anno e otto mesi, meno del minimo di due anni. 

Niente più assegno invece a Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl: la sua condanna a tre anni per il crac della Casina Valadier lo obbliga a rinunciare ai suoi 1.500 euro mensili. Continuerà invece a incassare i suoi 5.691 euro al mese Arnaldo Forlani nonostante l'ex segretario Dc sia stato condannato a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito dei partiti ancora nell'inchiesta Enimont: il reato non rientra infatti tra quelli che prevedono la revoca della pensione.

Perde il privilegio Cesare Previti (3.979 euro) per corruzione in atti giudiziari, come ancheMarcello Dell'Utri (4.424), detenuto a Parma per concorso esterno in associazione mafiosa. 

La condanna per frode fiscale a 4 anni avrà l'effetto di togliere la pensione a Silvio Berlusconi, che dovrà rinunciare a 8mila euro. Tra i graziati il parlamentare di Alleanza nazionale Domenico Nania: condannato a 7 mesi per lesioni personali collegate a violenze nei gruppi giovanili di estrema destra, non perderà i suoi 5.900 euro mensili. Non cambia nulla neanche per l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli: la condanna con sentenza definitiva a otto mesi per il coinvolgimento nell'inchiesta Enimont non gli toglierà i suoi 4.684 euro. 

Assegno intatto per Gianni De Michelis, che può continuare a contare sui suoi 5.174 euro mensili nonostante sia stato condannato a un anno e sei mesi nell'inchiesta sulle tangenti per le autostrade del Veneto, più sei mesi ancora per Enimont. Vitalizio confermato perGiorgio La Malfa (5.759 euro), sei mesi per finanziamento illecito.

Infine, c'è il caso dell'ex sindaco di Milano, e cognato di Bettino Craxi, Paolo Pillitteri: per lui la condanna fu a quattro anni e sei mesi per ricettazione e finanziamento illecito ai partiti e il vitalizio è di 2.906 euro. E' stato riabilitato e quindi continuerà a percepire quei soldi.

Poveri marpioni, come faranno a campare!!!
Porto ad esempio un lavoratore italiano della classe media, uno che ha conseguito la laurea lavorando contemporaneamente in fabbrica dall'età di 21 anni! (Non tutti sono figli di papà e c'è chi ai papà ha dovuto dare lo stipendio, detraendo i soldi per le tasse universitarie e i libri di testo)... Con la laurea e tanto lavoro e concorsi ha fatto parte della classe culturale di questo Paese. Dopo 40 anni di contributi regolarmente versati nelle casse dell'INPS, visto che la pensione si sarebbe fermata lì e non poteva per legge aumentare, ha chiesto che le ritenute non fossero più operate (all'epoca era stata ventilata la possibilità che chi aveva superato i 40 anni di versamenti potesse richiedere che il prelievo venisse interrotto), invece no, solo ventilata...  Questo lavoratore nel campo culturale poteva restare ancora in servizio, dato che il ruolo che aveva glielo consentiva. Arrivato a 43 anni di prelievi non ce l'ha fatta più a vedere schifezze e a subire soprusi e ha dato le dimissioni. Ha intrapreso altre attività che però richiedevano sempre contributi pensionistici arrivando a 48 anni di versamenti!! La pensione però è sempre ferma a 40 anni!! Ed è fra quelle bloccate dal Governo Monti e sbloccate ora dalla Corte Costituzionale!
E' comunque una pensione ben lontana dai vitalizi con scarsi versamenti di questi marpioni!
Hanno fatto un provvedimento che è un "contentino" per noi fessi che manteniamo tutti e che siamo i più tartassati da questo Stato che non ci soddisfa.

Massimo Fini su Giorgio Bocca e gli altri

Ho finito di leggere il libro di Massimo Fini "Una vita".
Mi è piaciuto molto. Ho riso spesso mentre lo leggevo. E' stato molto interessante, mi ha dato tanti spunti di riflessione e, strano per un uomo che ha tanto sofferto di depressione, non è mai stato triste, nemmeno quando parla della morte. E' un uomo molto intelligente, forse è per questo.
Ci sono tanti commenti da fare su tanto materiale, ma in questo post voglio soffermarmi solo su uno dei tanti personaggi che Massimo Fini ha avuto modo di conoscere e di frequentare: Giorgio Bocca. Su questo grande giornalista avevo scritto un post il 25 dicembre 2011, giorno della sua morte. Segno che destava il mio interesse. 
Quello che non perdono a chi scrive, dunque ha una grande responsabilità di influenzare gli altri, è l'imprecisione. Quando è voluta non la prendo neppure in considerazione: è gente venduta a qualcosa o a qualcuno; ma a volte è solo superficialità e non va bene se si vuole fare informazione.
Sono severa soprattutto e prima di tutto con me stessa, anche se non sono giornalista professionista ma tengo solo un blog senza alcuna pubblicità, dunque senza guadagnarci nulla.
Massimo Fini su Bocca è sincerissimo, come su tutto quello che scrive: si avverte correlando i fatti e le persone di cui scrive. Altri suoi colleghi meno. L'unico appunto che gli faccio è quando scrive che "Uno dei suoi figli si era sposato da poco..." Che egli potesse volere bene come se fossero suoi ai figli della sua compagna Silvia Giacomoni lo trovo normale, ma non è corretto che Fini ne scriva come se fossero stati proprio suoi figli. E' una disinformazione, giacché Giorgio Bocca di figlia ne ha avuta solo una come illustro qui di seguito: 


21 giugno 1994 Giorgio Bocca con la figlia Nicoletta,  nata dall’amore  tra Vivienne Stapleton Henthorne, danzatrice della Scala dello Yorkshire, e l’Antitaliano


Da: Corriere della sera
di: Giulia Borgese su Giorgio Bocca
26 dicembre 2011
Il buon mangiare e il buon vino facevano parte integrante della sua vita, per esempio una delle ultime volte che ho pranzato a casa sua nella via privata Giovannino De Grassi, tra via San Vittore e corso Magenta, mi aveva attirato con la promessa di assaggiare un forma del famoso formaggio Castelmagno che gli avevano appena regalato. Aveva sposato nel 1972 o ’73 una mia amica della Valtellina, Silvia Giacomoni. Anzi ero proprio stata io a presentarli, tutti e due da poco abbandonati dai loro rispettivi coniugi, tutti e due un po’ tristi e soli. Incredibile, in un attimo il carattere valtellinese di lei e quello piemontese di lui si sono accordati, e loro si sono proprio innamorati, di un amore che è durato fino ad oggi. Giorgio aveva una figlia, Nicoletta, la Silvia due bambini Guido e Davide: in breve hanno messo su casa insieme, in via Bagutta, dando vita a una grande e nuova famiglia. 
L'unica figlia di Giorgio Bocca al suo funerale con accanto, presumibilmente, la sua nipotina.
Giorgio Bocca è morto a 91 anni


Da: Tempi
di:  Daniele Ciacci
30 gennaio 2012

Giorgio Bocca si è sposato in chiesa poco prima di morire. Repubblica si guarda bene dal dirlo


Giorgio Bocca, fondatore nel 1976 insieme a Eugenio Scalfari de la Repubblica, è venuto a mancare lo scorso Natale. Tutti i quotidiani hanno pubblicato un laico elogio dell’icona di sinistra, ma solo il Giornale ha dato notizia del suo matrimonio cattolico a poche settimane dalla morte. La voce è poi caduta nel vuoto. Tempi.it ha intervistato Maurizio Caverzan, giornalista de Il Giornale e autore della scoperta.


...Omissis...


La conversione di Bocca è maturata nel tempo o è stata influenzata dalla morte imminente?
Io non userei il termine “conversione”. La parola “avvicinamento” è più corretta. Bocca ero curioso nei confronti degli interrogativi essenziali, decisivi, dettati non tanto dalla prossima fine quanto dalla testimonianza della moglie. Nella sua ultima intervista a Lettera43 dice di preferire il Vangelo alla Costituzione, perché «mi sembra qualcosa di più commovente, più umano, più vero. È ciò di cui gli uomini hanno più bisogno». Vorrebbe incontrare il divino nella sua vita. Si definisce «un po’ vigliacco, molto cattolico: la penitenza, la confessione». Sono le parole di un’anima inquieta. In una lunga intervista di Maria Pace Ottieri e Luca Musella ammette di aver avuto un’educazione cattolica, benché superstiziosa. «Adesso che mia moglie è molto religiosa, vedo che essere religiosi è una cosa molto diversa». A mio parere, il rapporto con la moglie – una mangiapreti che si è convertita conoscendo il cardinale Carlo Maria Martini – è stato il cuore delle sue domande. Altrimenti, perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?
twitter: @DanieleCiacci


Da questi due articoli si deduce che quando Fini scrive "moglie" per Silvia Giacomoni scrive correttamente, in quanto i due erano sposati civilmente. Anche se si nota una discordanza fra quello che scrive Giulia Borgese "Aveva sposato nel 1972 o ’73" (immagino matrimonio civile) e quello che scrive Daniele Ciacci  "perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?" giacché fra le due date di anni ce ne sono di più: 38 per l'esattezza. 
Sulla scelta di sposarsi anche in Chiesa non commento, essendo la vita un continuo divenire che comporta anche cambiamento di pensiero.

Infatti Giorgio Bocca, come si legge in Wikipedia, Il 4 agosto 1942 firmò un articolo sul settimanale "La Provincia Grande" nel quale imputava il disastro della guerra alla "congiura ebraica".
Non è poco per uno che diventerà un'icona della sinistra e che al suo funerale è stato onorato anche dalla presenza di Gad Lerner, ebreo.
E a proposito del suo funerale e degli svarioni di chi si occupa di informazione sia come giornalista sia come blogger, riporto qui sotto una foto presa da DAGOSPIA, di Roberto D'Agostino, in cui la didascalia riporta che si tratta di: "de bortoli con la moglie di indro montanelli", uno svarione enorme essendo, Colette Rosselli,  morta prima di Indro nel 1996 (Montanelli morì nel 2001, appena 5 anni dopo) e Bocca nel 2011!!!


Chissà chi è la bella, anche se anziana, signora che De Bortoli tiene per mano.
Di certo non la rediviva Colette Rosselli Montanelli come recita la didascalia su Dagospia!!!
Azzardo un'ipotesi: la sua ultima amante convivente?
Chiamiamo le cose con il giusto nome per non ingenerare confusione.

giovedì 7 maggio 2015

A Perugia per l'Acqua Pubblica


Il Comitato Umbro Acqua Pubblica insieme ai comitati per l'acqua pubblica di Albano, Amaseno, Aprilia, Arezzo, Padova, Pistoia, Prato, Umbria, Velletri, Valdarno invitano la cittadinanza alla conferenza internazionale

ACQUA PUBBLICA: REFERENDUM TRADITO
La vittoria dei referendum sull'acqua nel sistema del libero mercato dell'AEEG
La ripubblicizzazione del servizio idrico a Parigi e a Napoli guardando al futuro

PERUGIA, 9 e 10 MAGGIO 2015 - PALAZZO DELLA PENNA

Programma: Sabato 9 Maggio 10.00/13.00-15.00/19.00

-Referendum la vittoria e il raggiro. Con l'AEEG il profitto è diventato costo con il Prof. Enrico Carloni, docente di Diritto Amministrativo all'Università di Perugia.

- Politica dell'UE in materia di acqua: Direttive, ICE right2water, trattati di libero scambio, con Thierry Uso AQUATTAC.

-Le pratiche di autoriduzione e le altre contestazioni giuridiche nei confronti dei meccanismi di privatizzazione con l'Avv. Sandro Ponziani.

Esperienze di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico:

- Anne Le Strat - Ex Presidente di “Eau de Paris”
- Avv. Maurizio Montalto Presidente dell'azienda speciale Acqua Bene Comune Napoli

Domenica 10 maggio 9.30/13.00

Quali strategie per l'acqua pubblica? Assemblea conclusiva, proposte e iniziative future in Italia e in Europa.



Comitato Umbro Acqua Pubblica

338.1912990 – 333.7826433

Uno Studio sulle Migrazioni

Il mio giovane amico Marco Omizzolo, sociologo e pubblicista, mi ha inviato la comunicazione che il suo ultimo libro di saggistica è nelle librerie. Purtroppo non posso pubblicare la copertina dell'Opera, del costo di euro 20,00, perché mi è stata inviata in pdf, sistema che la piattaforma che uso non accetta:

da oggi potrete trovare nelle librerie Feltrinelli (e anche in molte librerie on-line), la collettanea Migranti e territori, ediesse editore, curata da me e da Pina Sodano.
http://ediesseonline.it/catalogo/saggi/migranti-e-territori

http://www.unilibro.it/libro/omizzolo-m-cur-sodano-p-cur-/migranti-territori-lavoro-diritti-accoglienza/9788823019454


Migranti e territori
Saggi e ricerche di sociologia delle migrazioni
A cura di Marco Omizzolo e Pina Sodano
Introduzione Marco Omizzolo e Pina Sodano
1. Maurizio Ambrosini, Le famiglie immigrate nello sguardo degli italiani: i risultati di una
ricerca
2. Rina Manuela Contini e Mariella Espinoza-Herold, Transnational - Cultural Identity
Among Immigrant Students in Italy in a Globalized Era
3. Francesco Carchedi e Mattia Vitiello, La mondializzazione dei flussi migratori e le
ricadute nel sistema mediterraneo: il ruolo delle politiche sociali
4. Martina Tazzoli, La politica a intermittenza della mobilità e il confine militareumanitario
nel Mediterraneo. Mare Nostrum oltre il mare
5. Simone Andreotti, Dai centri d’accoglienza ad un sistema d’accoglienza per richiedenti
asilo e rifugiati
6. Federico Oliveri, Lotte dei migranti ai confini della cittadinanza: una proposta teoricometodologica
7. Carlo Colloca, Il modello mediterraneo di immigrazione e il diritto alla città
8. Fiammetta Fanizza, Le condizioni della residenzialità dei braccianti immigrati nella
campagne del Mezzogiorno
9. Marco Omizzolo, Il movimento bracciantile in Italia e il caso dei braccianti indiani in
provincia di Latina dopati per lavorare come schiavi
10. Tiziana Tarsia, La reputazione dei rom e altre storie da raccontare
11. Pina Sodano, La famiglia palestinese in diaspora. Uno studio comparato tra Italia e
Svezia
12. Francesco Della Puppa, Un bidesh nel mezzo del Mediterraneo. Traiettorie biografiche
e disposizioni migratorie nella diaspora bangladese in Italia
13. Fabrizio Coresi, Fronte libico: effetti collaterali della democrazia
14. Mjriam Abu Samra e Luigi Achilli, La Primavera Araba in Giordania: una lieve brezza o
il preludio alla tempesta perfetta?
15. Emilio Drudi e Marco Omizzolo, “Ciò che mi spezza il cuore”. Eritrea: dalla grande
speranza alla grande delusione
16. Franco Brugnola, L'assistenza sanitaria alle persone immigrate

L'idea di Società di Matteo Renzi

Da: La Gazzetta dello Sport

Come mai la scuola protesta contro Renzi e quali sono i punti dolenti della riforma?

Lo sciopero della scuola è riuscito, decine di migliaia di professori, studenti, membri del personale dei vari istituti hanno sfilato nelle sette città chiamate alla mobilitazione, inoltre — per la prima volta da tempo immemorabile — i sei sindacati che raggruppano i docenti (i tre confederali, più Gilda, Snals e Cobas) hanno protestato lo stesso giorno e questo fa pensare a una possibile azione unitaria anche futura.
Che cosa c’è che non va nella riforma di Renzi?
La stranezza è che i sindacati scioperano contro un piano di 100.701 assunzioni, che sarà perfezionato in modo da immettere queste nuove forze nella scuola già dal primo settembre. Noi diciamo “nuove forze”, si tratta in realtà di gente che lavora nella scuola da anni e che adesso viene stabilizzata. Si tratta dei precari di primaria, media e superiore e dei vincitori dell’ultimo concorso a cattedre. Senonché un anno fa Renzi aveva promesso molte più assunzioni – 140 mila – e la sistemazione anche degli idonei dell’ultimo concorso. Il sindacato su questo punto fa fuoco e fiamme, con l’aria di dire «tutti o nessuno». C’è anche la prospettiva che almeno 50 mila precari, in cambio di questa stabilizzazione, saranno allontanati dalla scuola per sempre. Ma il punto davvero dolente è quello dei presidi o dirigenti d’istituto.
Di che si tratta?
Renzi ha una tendenza generale a creare figure di responsabili, singoli individui che rispondano di quello che fanno. È la sua idea per la Rai – dove si pensa a un amministratore delegato con pieni poteri, svuotando il peso del consiglio d’amministrazione e della commissione parlamentare di vigilanza – ed è la stessa idea per la scuola, dove i vari organismi collegiali introdotti a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta verrebbero depotenziati a favore della figura del preside, promosso in un certo modo a “capo azienda”. Al preside, se la legge passerà senza altre modifiche, sarà affidato il compito di scegliere i professori da sistemare in cattedra, di distribuire i premi in denaro ai migliori, di valutare i docenti appena immessi in ruolo. È un potere notevole, che ricorda quello dei capi d’istituto d’una volta, contro cui si battè con assoluta convinzione il vecchio Pci, in nome della scuola democratica e partecipata. I dati internazionali stanno lì a dimostrare che questo modello di scuola, seducente nell’immaginazione degli intellettuali, nella realtà ha funzionato poco. Sforniamo alunni tra i meno preparati al mondo, e la classe docente (lo ha ricordato per ultima la scrittrice-insegnate Paola Mastrocola) è troppo spesso di una mediocrità inammissibile. Il preside forte è la soluzione? Chi sa. Almeno potrà essere un interlocutore.

Non credo che Matteo Renzi ci proponga "il migliore dei mondi possibili", ma credo che quelli che l'hanno preceduto ci hanno lasciato in un mondo che in Italia era diventato insopportabile.
Certo ci sono mondi invivibili, vedi i disperati che arrivano dall'Africa (ma non solo), ma noi siamo qui e la nostra Italia ce la siamo costruita con fatica e sangue, abbiamo vissuto due Guerre Mondiali nel secolo scorso, ci siamo ripresi dalle macerie e poi sono arrivati i vermi dei partiti famelici di potere e soldi e hanno iniziato, tutti d'accordo, a votarsi leggi-privilegio che li hanno messi in una condizione di "nobili" pre-rivoluzione, a gestire la Cosa Pubblica per arricchire gli amici, i bustarellari, depredando le Casse Pubbliche e, per rimpinguarle, hanno chiesto tasse, sempre più tasse, asfissiando i piccoli imprenditori, chiunque volesse intraprendere un'attività, mentre con concorsi indecentemente espletati hanno impinguato di incapaci e infingardi le uniche poltroncine del lavoro sicuro: quelle dei burocrati pubblici.
I sindacati sono diventati sempre più luoghi di potere da dove scalare le cariche pubbliche gettandosi in politica: vedi i vari Marini, Epifani, Cofferati, Ottaviano Del Turco ecc. ecc. ecc.. Perdendo la loro vera funzione, l'ultimo in ordine di tempo è Landini.
Per questo difendono i lavoratori blindati, quelli del Pubblico Impiego, soprattutto i più lavativi che protestano sempre e vogliono sempre più soldi. Ignorano che nell'impiego privato non era l'articolo 18 il problema, ma i giudici che reintegravano anche chi la "giusta causa" l'aveva provocata assentandosi senza motivo dal lavoro, e questo avveniva anche nel pubblico (ci sono casi finiti sulle cronache dei giornali di infedeltà palese ma reintegrati); nel privato c'erano e ci sono mille modi per ricattare il lavoratore, articolo 18 vigente o meno. Nella mia semplice esperienza di vita ho conosciuto e conosco persone a cui è stato fatto pesante mobbing per indurle a dare le dimissioni, oppure è stato chiesto di firmare lettere di dimissioni continuando però a sfruttarle sul lavoro in attesa di gettarle via quando fa comodo, oppure con contratti di 40 ore settimanali fargliene fare anche più di 70 senza pagare straordinario se non notturno o festivo al massimo... Ma queste sono cose che sanno tutti!
Cosa sta facendo Renzi con il suo governo? Sta tentando di cambiare qualcosa, per me in buonafede. Sono d'accordo su come vede la scuola e mai in tutti questi anni di disastri, si pensi alla Gelmini, ho sentito tanta acredine per una riforma.
Ugualmente sulla Legge Elettorale: qualcuno ricorda questi sommovimenti all'epoca dell'anticostituzionale Legge fatta da Calderoli, leghista, con il Governo Berlusconi?
Dov'era la sinistra che oggi attacca il suo Segretario e Capo del Governo?
E Salvini? Con quale faccia (ma capisco bene che la sua è quella che è) critica la Legge Elettorale attuale quando il suo partito è l'autore del Porcellum?  
Non c'è limite alla mancanza di autocritica e all'indecenza.
Gridando all'incostituzionalità hanno incitato il Presidente della Repubblica Mattarella a non firmarla!
Ma ci fanno o ci sono? Ovviamente ci fanno a permettersi di dire ad un Presidente che viene dalla Corte Costituzionale quello che deve fare! Ma la conoscerà la Costituzione Mattarella? O questi urlatori pensano di no? Infine, Mattarella ha fatto l'unica Legge Elettorale costituzionalmente valida che avevamo dopo la caduta della Legge Calderoli.
Siamo in un manicomio scomposto di gente irresponsabile, non in un valido confronto di idee.
Ricominciamo con gli slogan. Ora hanno trovato il "Preside-Sceriffo". Se c'è qualcuno che avrebbe ragione di validamente scioperare sono proprio i Dirigenti Scolastici. La riforma toglie loro i Vicepresidi, validissimi aiuti, dando loro altro lavoro.
Il guaio in questo Paese è che nessuno approfondisce come stanno veramente le cose perché leggere le leggi è noioso e faticoso: meglio imbrancarsi come pecore gridando slogan.
Non tutto quello che sta facendo Renzi mi trova d'accordo, ovviamente, ad esempio la depenalizzazione dei reati che hanno follemente definito "tenui". Non era questo il modo né di sollevare i magistrati dai mucchi di carte, né di sfoltire le carceri per non pagare multe alla bacchettatrice Comunità Europea...
Infine, per far capire che non sono "innamorata" di Renzi ma difendo alcuni principi che lui porta avanti, pubblico questa notizia che mi è arrivata per twitter:
Dopo la vicenda del Renzicottero, ora scoppia lo scandalo voli di Stato: il deputato del M5S Riccardo Fraccaro ha denunciato che il premier Matteo Renzi utilizzerà gli aerei di Stato per il suo tour in Trentino, per un costo di 26.000€ l'ora. Scrive Fraccaro: 

"ELICOTTERO E AEREI DI STATO PER I COMIZI DI RENZI IN TRENTINO: LA SUA PROPAGANDA CI COSTA 26MILA € L'ORA! ‪#‎RENZICOTTERO‬

Renzi continua a gettare i soldi dei contribuenti dal finestrino. Per il suo tour di propaganda in Trentino-Alto Adige, in vista delle prossime elezioni amministrative, il segretario del Pd ha utilizzato ancora una volta elicottero e voli di Stato. Ben due aerei, uno per il premier e i parlamentari Pd in qualità di personale di bordo, l'altro per il suo staff, tra cui cinque cameraman, un fotografo, due tuttofare e il capo del cerimoniale di Palazzo Chigi. Naturalmente è stato messo a disposizione anche l'immancabile Renzicottero per il trasferimento tra un punto e l'altro della campagna elettorale. Inoltre, per la cerimonia di accoglienza del capo Pd, si è dovuto utilizzare un aereo dei Carabinieri con cinque alti ufficiali.

Un'intera flotta aerea al seguito di Renzi per i tre comizi previsti a Trento e Bolzano, più le visite istituzionali tra questi appuntamenti. Sembra House of Cards, ma in realtà è House of Casta: l'ostentazione più insopportabile degli sprechi e dei privilegi, un autentico insulto alle difficoltà del Paese da parte del ducetto Pd. Il costo operativo dell'elicottero è di 8.400 euro l'ora, quello di ciascun aereo di Stato è di 9.000 euro l'ora: il costo totale della propaganda volante di Renzi in Trentino-Alto Adige è di oltre 26mila euro l'ora solo per gli spostamenti. Renzi sperpera i soldi pubblici in maniera ignobile. I portavoce a 5 stelle, indipendentemente dalla carica ricoperta, utilizzano i normali mezzi di trasporto per tutte le attività istituzionali, perfino il Presidente della Repubblica viaggia regolarmente in treno. Renzi invece, per fare tre comizi, ha bisogno di due aerei e un elicottero pagati dai contribuenti. Abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti sulle spese pazze del segretario Pd, dovrà rispondere di questa scellerato sperpero di risorse pubbliche. D'altra parte solo spostandosi in volo può sperare di evitare le proteste dei cittadini: altro che "la mia scorta è la gente", la stragrande maggioranza dei cittadini non vede l'ora di mandarlo a casa: il nominato premier scenda dall'elicottero e tolga il disturbo
". 

martedì 5 maggio 2015

Agnese a scuola

Da: Il Messaggero

Sciopero scuola, moglie Renzi in classe a Pontassieve
(ANSA) - PONTASSIEVE (FIRENZE), 5 MAG - Agnese Landini, moglie del presidente del Consiglio Matteo Renzi, stamane è entrata regolarmente nella scuola di Pontassieve dove insegna, nonostante lo sciopero. La moglie di Renzi sta facendo lezione in classe. Agnese Landini è arrivata in auto all'istituto superiore Balducci, ha salutato i giornalisti che l'attendevano ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Agnese insegna lettere e latino e adesso ha un contratto a tempo determinato che scadrà a giugno.
05-05-2015 11:43

Che si aspettavano? Che scioperasse contro una riforma voluta da suo marito?

Anche i Presidi sono a scuola e, soprattutto quando ci sono gli scioperi, prima degli altri: debbono aprire al posto dei bidelli che sono assenti per lo sciopero. Insomma hanno qualche problema in più. Debbono sempre e comunque organizzare il Servizio Scolastico con qualche problema in più...

lunedì 4 maggio 2015

La Scuola reale e quella supposta

Un mio nipote, liceale, ha chiesto ai compagni che domani sciopereranno contro la Riforma Renzi quali sono le ragioni per cui lo fanno.
Risposta: "Perché ci vogliono togliere i tre mesi di vacanze."
"Ma l'hai letta la proposta di legge?"
Risposta incerta: "..No.."
"Ma guarda che non è così! Leggi, informati."
Ecco, in Italia è stato spesso così. La gente sciopera e non conosce esattamente nemmeno la materia per cui sta scioperando.
Troppa fatica leggere, informarsi veramente formandosi un'idea personale.
Il branco dice: "Partiamo!" E tutti dietro in confusione! Basta ingruppettarsi, gridare frasi fatte e non sapere esattamente per quale preciso argomento si sta protestando. Lo chiamo "effetto pecora". Lo chiamavo così anche negli anni '70. Ma guai a dirlo a quelli in eschimo! I democratici non lo erano affatto e non tolleravano critiche!
Vogliono dare potere ai presidi!! Diceva uno di SEL in televisione. Ma lo conoscono questi che parlano il lavoro dei presidi? Io penso di no. A volte non lo conoscono neppure gli insegnanti, i quali si limitano a svolgere la loro lezione, fare qualche consiglio di classe e stop. Non capendo nulla delle innumerevoli incombenze amministrative, legali, gestionali che i Dirigenti Scolastici sono chiamati a svolgere!
La Riforma getterà sulle loro spalle altro lavoro, togliendogli la figura del vicepreside per di più! 
E le assunzioni? Questa è una cosa ottima che Renzi vuole fare. Cosa lo hanno vinto a fare il Concorso a Cattedre i Professori? Per cosa hanno preso l'abilitazione? Per stare a casa ad aspettare la telefonatina che li chiama per una supplenza e poi non mangiare quando la supplenza sarà finita? Si può vivere così?
Speriamo che non impediscano a Matteo di fare queste benedette assunzioni azzerando l'attesa di tanti Professori che hanno fatto e vinto un Pubblico Concorso anche difficile.

Ma non sarà invidia?

A costo di attirarmi gli strali di chi non commenta sul mio blog ma mi critica quando parlo bene di Renzi, esprimo un pensiero che mi è venuto a sentire tutti questi politici che gridano all'attentato alla democrazia!
Ma non saranno invidiosi per il successo di questo giovane coraggioso che sta applicando la politica del FARE?
E' un dubbio che mi è venuto giacché l'animo umano è spesso posseduto da questo miserabile sentimento.
297 deputati (292 in Italia e 5 all’estero) sono i deputati del PD usciti dalle ultime elezioni effettuate con un Legge Elettorale "porcata" di cui, però, nessuno gridava che "era un attentato alla democrazia!"
Di questi mi sembra che almeno 37 hanno dichiarato che non avrebbero votato questa nuova Legge, frutto delle imposizioni e richieste di Berlusconi sui "nominati", quindi frutto di un compromesso da cui Renzi non si è voluto sottrarre, anche se Forza Italia si è tirata indietro e avrebbe potuto farlo, per chiudere la faccenda e non ritornare "a Vicolo Corto" come nel Monopoli. Non voleva, correggendola, dover tornare al Senato.
Giusto o sbagliato è andata così.
Ma c'è da chiedersi chi sono i 74 voti circa che hanno consentito di arrivare a 334. NCD che governa con Renzi ha 29 deputati... Quindi c'è chi recita due parti in commedia..
Sento tanta, tanta mancanza di autenticità... Critiche di maniera, timori di fascismo che incombono sempre ogni volta che si prende a viso aperto una decisione.
Mi sono trovata d'accordo con Mieli che, lo ricordo a tutti, è ebreo, il quale ha detto che c'è sempre questo complesso del fascismo ogni volta che c'è del decisionismo.
In questi anni ci hanno fatto di tutto: furti, ruberie, leggi a favore della Casta fino a creare una classe sociale diversa da tutti gli altri cittadini, piena di privilegi vergognosi... E non è questo un attentato alla democrazia? 
Abbiamo visto Berlusconi farsi leggi per i suoi casi spacciandole come "richieste del popolo italiano", lo abbiamo visto offrire poltrone elettorali europee ad una D'Addario, che faceva il mestiere più vecchio del mondo accertato dai fatti, mettere una tenutaria di "olgettine" su un listino bloccato in modo che venisse pagata profumatamente con soldi pubblici come Consigliere Regionale... Insomma, ne abbiamo viste di tutti i colori!!! E non ho mai sentito tante levate di scudi come adesso contro il FARE di Matteo Renzi.
Se le sue riforme saranno giuste lo vedremo dagli effetti in futuro. Ma per ora vedo tanti a cui stava bene la PALUDE, ci sguazzavano bene come i rospi, le rane, le bisce... e anche brutti insetti e coccodrilli...







sabato 2 maggio 2015

Nigeria: speranza di ritrovare le liceali

Nigeria: in una settimana liberate 700 donne e bambine rapite da Boko Haram

17:09 02 MAG 2015

(AGI) - Abuja, 2 mag. - L'esercito nigeriano e' riuscito a strappare a Boko Haram oltre 700 donne e bambine nel giro di una settimana, in un'offensiva che ha costretto i miliziani ad arretrare nella foresta di Sambisa, loro roccaforte. Resta tuttavia incerto il destino delle 219 studentesse sequestrate l'anno scorso dalla loro scuola di Chibok, nello stato di Borno. Nell'ultima operazione condotta dai militari nigeriani "a Kawuri e Konduga, sono state salvate 234 donne e bambine", ha annunciato l'esercito. Negli ultimi giorni, erano state tratte in salvo altre 500 persone. I militari hanno annunciato che l'offensiva "continua su diversi fronti e gli sforzi sono concentrati nel recupero degli ostaggi civili, nel distruggere i campi dei terroristi e le loro strutture nella foresta". Il portavoce dell'esercito, il colonnello Sani Usman, ha spiegato che gli ostaggi sono stati liberati senza molta resistenza da parte dei miliziani, rispetto alle due precedenti operazioni, e che non ci sono state vittime tra gli ostaggi: "Sono traumatizzati, alcune di loro sono malate", ha riferito. Usman ha spiegato che le persone liberate saranno sottoposte a controlli per capire se vi siano donne terroriste infiltrate, "spesso utilizzate come kamikaze" da Boko Haram. "Bisogna appurare la loro reale identita'", ha aggiunto il colonnello, anche per capire se fra loro ci siano alcune delle ragazze di Chibok. Secondo Amnesty International, i terroristi hano rapito 2mila donne e bambine, dall'inizio dello scorso anno. Dalle testimonianze raccolte sono emersi stupri, abusi psicologici, lavori forzati a cui sono state sottoposte le vittime, costrette a volte a combattere al fianco dei miliziani. Il sequestro delle oltre 200 studentesse di Chibok scateno' un'onda di commozione internazionale e diede il via a un'imponente campagna, con tanto di 'hashtag' "#bringbackourgirls", cui partecipo' anche la first lady americana, Michelle Obama.

Goodluck Jonathan, Presidente nel 2014 epoca del rapimento delle studentesse 


Da: Corriere della Sera

Mentre il nuovo presidente Muhammadu Buhari entra in carica, Amnesty International ha elaborato 10 proposte per migliorare la situazione dei diritti umani in Nigeria e cambiare la vita di milioni e milioni di persone.
Muhammadu Buhari, nuovo Presidente della Nigeria

Da: Internazionale

Nigeria, un anno fa Boko haram ha sequestrato duecento studentesse

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2014 i miliziani di Boko haram hanno rapito più di duecento studentesse in una scuola di Chibok, nel nordest del paese. A un anno dal sequestro delle ragazze non si hanno notizie

Il Presidente Goodluck Jonathan, in carica quando ci fu il rapimento delle liceali, non ha fatto molto in un anno. Il nuovo Presidente si è mosso subito e qualche risultato c'è stato. Certo le vittime liberate non sono le studentesse rimaste ancora nelle mani di questi assassini bruti, ma è già qualcosa. Segno che VOLERE è POTERE, come sempre ed ovunque.

Barbari in casa nostra

Da: ANSA.it

Procura Milano indaga per devastazione

Cinque gli arrestati in flagranza


L'ipotesi di reato al centro dell'inchiesta della Procura di Milano, che dovrà accertare le responsabilità per i violenti disordini di ieri, è quella di "devastazione", che prevede pene fino a 15 anni di carcere. Ieri, intanto, sono state arrestate 5 persone in flagranza per resistenza, lesioni e altri reati.
   Guerriglia a Milano durante il corteo degli antagonisti No-Expo il Primo Maggio. Banche e auto in fiamme, vetrine infrante, gente e turisti in fuga terrorizzati, scontri con la polizia, undici agenti contusi, dieci manifestanti fermati, di cui cinque arrestati in flagranza. E' sfociata in terrore e devastazioni nel cuore della città la giornata inaugurale di Expo, l'evento universale apertosi a Milano. 
 Clashes during a protest against the Expo 2015 fair in Milan
 © Copyright ANSA



Sfasciare vetrine dei negozi, che costituiscono il LAVORO per tante famiglie che vivono di commercio, è una barbarie cieca ed inaudita che lo Stato non deve e non può permettere.
Questa gente che si esprime con la violenza ed il rifiuto di ogni iniziativa, anche buona come può essere l'Esposizione Universale, si pone al di fuori del contesto sociale, compie atti vandalici creando danni economici indiscriminatamente, quindi il carcere è la sua meta naturale, e deve restarci più a lungo possibile.
Se le carceri sono sovraffollate si inviino a scontare le pene nei loro paesi di origine gli stranieri, che dalle statistiche ci dicono essere in gran numero.