giovedì 21 maggio 2015

Di male in peggio...

Da: TGCOM24

Formigoni non si pente: "Ho reagito come un maschio arrabbiato"

Dopo l'ira a Fiumicino per un ritardo su un volo, il video della scenata fa il giro della rete. Il senatore si difende: "Ricevo telefonate di supporto: mi sono comportato come un cittadino che subisce un disservizio"

Nonostante l'appellativo di "Celeste", non ha certo la calma serafica delle creature del cielo. Formigoni perde le staffe, soprattutto quando perde l'aereo: è diventato virale il video in cui il senatore sbraita parolacce e scaglia un telefono. Tutto per un ritardo su un volo Alitalia-Etihad Roma-Milano. Ma lui si difende: "Quando uno siincazza, si incazza! Mi rimborseranno". L'azienda replica: "Voleva saltare la fila". 

L'ex-presidente della regione Lombardia si difende dalle critiche per il video dell'ira funesta in aeroporto: "Mi hanno cambiato tre volte il gate e sono stato in giro per l'aeroporto per quasi un'ora. Ho reagito come un cittadino normale, tanto che in molti mi stanno telefonando per confermarmi i continui ritardi della compagnia, dandomi ragione".

Certo da Roberto, il politico mite, dialogante e profondamente cattolico, certi insulti alcuni proprio non se li aspettavano, ma anche a questa critica lui risponde: "Chi dice così è un perbenista, che magari non va mai in chiesa". Ma Formigoni non è nuovo a lamentele accalorata contro i disservizi aerei: già in Francia qualche anno fa aveva tentato di salire su un aereo in partenza intimando al personale di terra un classico "Lei non sa chi sono io".

Anche in questo caso la compagnia italiana ha risposto senza scomporsi: "Non si è presentato in tempo al gate, come devono fare tutti senza eccezioni", ma il politico insiste: "Alitalia-Etihad non offre un buon servizio, mi dovranno rimborsare il taxi e una notte d'albergo a Roma".
Il critico dei "perbenisti" che non vanno mai in Chiesa (si vede che lui molto religioso ci va) insieme ad una scosciatissima ex-fidanzata (così definita dai rotocalchi) 

Se è vero che ha detto: "Ho reagito come un maschio arrabbiato" è un poverino, perché attribuirebbe ad un atteggiamento VIRILE la maleducazione e la volgarità.
"Ho reagito come un cittadino normale", non è vero se non raramente, la gente ormai subisce di tutto in questo Paese.
Secondo lui chi si è schifato di una simile scena ad opera di un ricco Senatore: "...è un perbenista, che magari non va mai in chiesa". Il perbenismo può riguardare altro, ad esempio fare il cattolico religioso che va in Chiesa e vivere liberamente la propria sessualità con donne visibilmente disinibite. Insomma usare il cattolicesimo per ipocrita tornaconto politico e non per una convinzione su valori realmente vissuti.
Infine è recidivo, visto che l'arroganza maleducata l'aveva già sfoderata in un episodio in Francia.
Intanto, insisto, paghi il telefono che ha scaraventato con superbia, perché l'Alitalia è stata salvata con i soldi dei contribuenti... Italiani non dimenticate!



E i giornalisti televisivi continuano a minimizzare...

Da: La Repubblica
Bardo, i media tunisini sull'arresto di Touil: "Il 18 marzo era qui, incontrò 2 terroristi uccisi"
Tunisi insiste con la versione che vede il 22enne arrestato a Gaggiano parte attiva nell'attacco terroristico
Abdel Majid Touil il giorno dell'arresto e, a destra, il giorno dello sbarco (ansa)

Il 18 marzo scorso, giorno della strage al Museo del Bardo, Abdel Majid Touil (Abdallah), il marocchino di 22 anni arrestato in provincia di Milano per l'attentato che a Tunisi ha provocato 24 morti e 45 feriti, era a Tunisi. Non solo, quel giorno avrebbe incontrato in place Pasteur i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo, cioé Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo. Insieme ai due terroristi, ancora secondo i media tunisini, c'era un tale Othmane.
Queste sono le indiscrezioni che trapelano dall'inchiesta condotta dai magistrati di Tunisi che classificano come importante il ruolo del giovane marocchino nell'attentato al museo. Sempre secondo indiscrezioni investigative, riportate ancora dai media tunisini, Touil avrebbe preso parte alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell'attacco, avvenuta l'11 marzo, nella quale è stato deciso di incaricare Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi di fornire i kalashnikov agli assalitori.
Tunisi, dunque, insiste nella sua versione. E conferma la sua valutazione investigativa che vuole il 22enne parte attiva nell'attentato. Versione che viene totalmente smentita dal racconto del paese (Gaggiano) in cui il ragazzo è stato arrestato, dove parenti, testimoni e insegnanti (il ragazzo frequentava un corso di alfabetizzazione italiana) ripetono che dopo il suo arrivo in Italia su un barcone - il 17 febbraio da Porto Empedocle - Touil non si è più mosso dal paesino dell'hinterland milanese.

 Stamane, alla ormai inguardabile trasmissione "Agorà" abbiamo assistito, finché abbiamo resistito, ad un fiorilegio di sorrisini di intelligenza dei vari importanti giornalisti che minimizzavano come "delirio" il pericolo di attentati, mettendo in dubbio le capacità investigative della Polizia tunisina "perché si era fatta sorprendere senza prevedere l'attentato del Bardo". 
Primo: non riflettevano, gli importanti giornalisti, su quante volte "si è fatta sorprendere la nostra Polizia" dagli innumerevoli attentati nostrani negli anni passati! Nulla togliendo alla professionalità dei nostri Investigatori!
Secondo: non riflettevano, gli importanti giornalisti, sugli attentati nella metropolitana di Madrid e in quella di Londra...
Cattiva memoria?
Tutte Polizie incapaci visto il giudizio "tranchant" su quella tunisina?
Non potendo attaccare le nostre Forze dell'Ordine, che sono stati costretti a riconoscere come molto professionali, e non volendo accettare che il marocchino è colpevole, hanno cercato pateticamente di mettere in dubbio l'inchiesta di Tunisi.
Il conduttore, Gerardo Greco, si è spinto fino alla disinformazione dicendo che "la madre del fermato era andata dai Carabinieri per chiedere il duplicato del passaporto del figlio in quanto era sbiadito e malridotto". 
Ho avuto un dubbio: dunque non era vero che, invece, ne aveva denunciato lo smarrimento dopo l'attentato di Tunisi?
Guardate che è una differenza non secondaria sul piano investigativo: nel caso addolcito da Greco il passaporto era nelle mani della madre, sia pure sbiadito e bisognoso di copia leggibile, nel caso in cui il passaporto non c'era più e lo si dichiarava smarrito si trattava di documento "scomparso non si sa dove".
La realtà, invece, sembra, anche dai filmati, che la donna avesse nelle mani solo una fotocopia. 
L'altro aspetto fumoso, portato a prova dell'"innocenza" del cittadino marocchino, è l'approdo in suolo italiano il 17 febbraio 2015 e il respingimento, dato che non risulta che in Marocco ci siano guerre, che però non ha impedito a costui di rimanere in Italia e di andare a nord!
A nord "il respinto e dunque non avente titolo per stare sul nostro suolo" andava a scuola di italiano e i professori addirittura possono testimoniare che lui il giorno dell'attentato era  a scuola!!!
Bene! Non capisco più in che Paese vivo!
Se fosse vero, e le Forze dell'Ordine l'avranno già accertato, non si comprende come faccia un clandestino ad iscriversi ad una scuola di italiano messa su per immigrati, necessariamente pagata con le mie e le vostre tasse?!!!   



mercoledì 20 maggio 2015

Della serie: "Lei non sa chi sono io!!!"


Da: Bergamonews il Video




Da: Il Messaggero l'articolo

Formigoni perde il volo, sfuriata e minacce in aeroporto 

di Simone Pierini
Roberto Formigoni fuori di sé in aeroporto per aver perso il volo. L'ex governatore della Lombardia perde la pazienza e al telefono si infuria scaraventando insulti all'altro capo della cornetta.
«Figli di pu….a», «Banda di co….i», «Teste di ca..o». Urla Formigoni che poi minaccia l'interlocutore: "Vi denuncerò". Una volta terminata la conversazione sfoga la sua rabbia scagliando in terra il telefono del gate. La scena è stata ripresa con un cellulare da un passante che ha pubblicato il filmato su Facebook.
Il motivo scatenante la rabbia è la perdita del volo. Secondo l'autore del video «ci sono dei voli in ritardo. Un gruppone è arrivato e li hanno imbarcati tutti. Dopo un bel pezzo è arrivato lui, solo lui, il solo rimasto a terra». E lo difende, almeno fino alla sfuriata. «Non aveva torto - scrive - almeno fino a quando non ha dato in escandescenza».

«La compagnia italo-araba ha dato ieri sera sfoggio di inefficienza, incompetenza e incapacità». È il commento del senatore Roberto Formigoni sull'odissea vissuta tra i varchi dell'aeroporto di Fiumicino. «Ero arrivato in anticipo al varco di imbarco indicato che è poi stato cambiato quattro volte - racconta - e alla fine, dopo avere percorso chilometri di corridoi in aeroporto, insieme con altri tre passeggeri, sono stato costretto a restare a Roma un'altra notte». Formigoni ribadisce, come già aveva detto ieri sera in aeroporto, di non avere nulla contro i dipendenti: «non ce l'ho con voi, ho detto ieri sera - sottolinea il senatore - che dovete rispettare delle disposizioni ma con la Compagnia». L'ex governatore della Lombardia spiega di essere giunto «al varco B02, indicato sulla carta d'imbarco, alle 21.25, quindi in anticipo rispetto al termine richiesto per il volo delle 22, ma di esser stato indirizzato ad un altro varco, il B11, dove invece stavano imbarcando un altro volo, quelle delle 21, che era in ritardo. Dopo aver provato ad essere imbarcato su quell'aereo ('mi hanno detto prima sì e poi nò), Formigoni è stato mandato al varco B6. «Da lì, insieme con altri due passeggeri, sono stato mandato al B27 dove ho trovato il volo chiuso e l'ultimo bus dei passeggeri che stava per partire. I dipendenti, ma non è colpa loro, non hanno voluto sentire ragioni e io, con gli altri, siamo stati costretti a tornare a Roma, prendere un albergo e ripartire stamani. Ciliegina sulla torta: il volo delle 8 di stamane è partito alle 9...». 
Il Senatore Formigoni, cattolico di Comunione e Liberazione, ha rotto un telefono pagato anche con le mie tasse e dunque lo deve ripagare. Tanto con la politica, che consente prebende ricche come nessun'altra carica equivalente in Europa, è così ricco che sarà per lui una spesa minima...
Per il resto si vede che è cattolicissimo dal comportamento tenuto: umile, niente parolacce...
Egli non sa che quello che è avvenuto a lui è pane quotidiano per noi "Terzo Stato"!
Fra i diecimila aneddoti che potrei raccontare io, una qualsiasi del "Terzo Stato", ne scelgo uno molto attinente: 
nave per la Sardegna, Porto di Civitavecchia, ogni anno, dal 1987, parte sempre con un poco di ritardo "per aspettare qualche ritardatario", ma davanti al portellone aperto e con la nostra auto quasi imbarcata siamo in attesa dell'auto di nostra figlia con due bambini che ha sbagliato l'uscita dell'Autostrada, spostata in avanti per non far attraversare la città alle auto che si recano all'imbarco, preghiamo di attendere qualche minuto, sta arrivando, spieghiamo... Alle 8:30 in punto il Comandante dà ordine di tirare su il portellone e noi dobbiamo fare retromarcia. I marinai sono dispiaciuti e non possono dire che il Comandante è uno stronzo, non lo diciamo neppure noi quando mia figlia arriva un attimo dopo, in tempo per vedere il portellone che si sta chiudendo e i bambini si mettono a piangere.
Quante volte dal 1987 ad oggi abbiamo atteso anche mezz'ora ed oltre, già imbarcati, per aspettare non si sa cosa prima della partenza: oltre 20 anni di esperienza di partenze per quella bella terra.. Una volta che mia figlia ha tardato meno di 5 minuti la nave è partita in perfetto orario.
Io non sono un Senatore della Repubblica e dunque non abbiamo i soldi di un Formigoni: abbiamo pagato una grossa differenza per poterci imbarcare su una nave che partiva alle h. 10:00 ed era più lenta. Non sappiamo perché costava di più: abbiamo pagato e basta, passeggiando per il porto in attesa e cercando di consolare i nostri nipotini in lacrime. 

1789: eliminazione delle basi economiche e sociali del cosiddetto Ancien Régime

Da: Il Fatto Quotidiano

Vitalizi politici, Boeri: “Slegati dai contributi versati, faremo trasparenza”

“I politici hanno sempre giustificato le retribuzioni molto vantaggiose che si sono dati”, con motivazioni che, analizzate, “non reggono. E reggono ancora meno i vitalizi che si concedono e che sono in gran parte slegati dai contributi da loro versati. Anche su questo faremo una operazione di trasparenza“. Lo ha promesso il presidente dell’Inps Tito Boeri intervistato davanti alle telecamere di DiMartedì“Sento spesso parlare di diritti acquisiti, ma uno acquisisce il diritto ad avere una pensione versando i contributi durante tutta la vita lavorativa. Se ci sono persone che hanno versato pochi contributi e poi hannopensioni altissime, non li chiamerei diritti acquisiti“, aveva detto poco prima ribadendo che quello di avere “pensioni molto più alte dei contributi versati” è un sistema “insostenibile” e che andrebbero “riallineate le pensioni alte ai contributi versati”. 
Commento condivisibile


io non ho mai capito che cosa fanno di tanto speciale per aver diritto al vitalizio che sarebbe un premio a chi ha operato per il bene comune; questa gentaglia non ha mai lavorato per il bene comune ma solo per loro e per gli amici degli amici

Francia 1789: La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: clero,nobiltà e terzo stato. Il terzo Stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva consistenti privilegi per la nobiltà e il clero.
Li chiamavano sicuramente DIRITTI ACQUISITI: se li erano dati da soli e li avevano "acquisiti".
Questa Casta attuale inqualificabile ha fatto lo stesso, come se la Rivoluzione, che cambiò la Storia, non ci fosse mai stata!!!

E Franco Di Mare.. Floris.. minimizzano con il sorrisetto di intelligenza


Da: Il Messaggero

Strage Bardo, fermato marocchino a Milano. In Italia con barcone migranti




Un cittadino nordafricano di 22 anni, Touil Abdel Magid, presumibilmente marocchino, è stato arrestato nel Milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi. Ne ha dato notizia, stamani, la Polizia di Stato. L'uomo è arrivato in Italia a inizio 2015 a bordo di uno dei barconi partito dalla Tunisia carico di migranti. 
Il marocchino arrestato era ricercato a livello internazionale dalle autorità Tunisine che lo ritengono coinvolto nell'attentato costato la vita a 24 persone, tra cui quattro italiane. È stato catturato dalla Digos e dai Ros a Gaggiano (Milano) ieri sera. Gli investigatori nel corso delle perquisizioni hanno sequestrato alcune pen drive con all'interno materiale informatico.

I reati contestati nel mandato di cattura emesso dal Tribunale di Tunisi sono: omicidio volontario con premeditazione, cospirazione al fine di commettere attentati contro la sicurezza interna dello Stato e commettere un attentato allo scopo di mutare la forma di governo, incitamento della popolazione ad armarsi l'una contro l'altra e provocare disordini sul territorio tunisino, sequestro di persona a mano armata, partecipazione ad addestramento militare all'interno del territorio tunisino al fine di commettere reati terroristici, utilizzo del territorio della Repubblica al fine di reclutare e addestrare persone per commettere atti terroristici.

Il marocchino arrestato a Gaggiano, nel Milanese, in quanto ritenuto del gruppo che ha messo a segno l'attentato al museo del Bardo è irregolare ed è stato trovato in un'operazione congiunta di Ros e Digos presso dei parenti che invece hanno un permesso di soggiorno.

Touil Abdel Magid non era conosciuto alle forze dell'ordine in Italia. Su di lui c'è solo un decreto di espulsione del 17 febbraio scorso, un mese prima dell'attentato a Tunisi. Nell'appartamento in cui vivono la madre e i fratelli (estranei all'inchiesta, ndr) è stato sequestrato del materiale da parte degli agenti della Digos di Milano. Materiale su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Sarà la corte d'appello a valutare la richiesta di estradizione attesa da Tunisi per il marocchino arrestato. Prima della segnalazione da parte dei servizi di intelligence italiani, Abdelmajid non era conosciuto dalle forze dell'ordine italiane, così come i suoi due fratelli, che a quanto si apprende in ambienti investigativi svolgono attività di spaccio e comunque sono ignari dell'attività terroristica contestata al 22enne e non sono stati colpiti da provvedimenti.

Le congratulazioni di Alfano. L'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi dimostra «l'eccellente lavoro delle Forze di Polizia: congratulazioni ai nostri uomini in divisa, agli inquirenti e all'intelligence, che hanno saputo tessere con alta professionalità la rete investigativa, senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione». Poi la replica alle critiche provenienti da Fi, M5S e Lega: «Leggo dichiarazioni surreali o deliranti di indignazione perchè abbiamo avuto l'abilità di arrestare un sospettato di terrorismo. Questa è l'opposizione. Anche questa è la ragione per cui governiamo».

I premier via Twitter. Renzi invece ha affidato ai Social le sue congratulazioni.«Grazie alle forze dell'ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati della strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità».

Tutti contro Renzi colpevole di voler fare

Da: Repubblica.it   
Renzi-Zingaretti, scintille sugli aumenti delle tasse nel Lazio

Scintille tra il premier Matteo Renzi e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Ad innescare la polemica è  stato il presidente del Consiglio parlando a Porta a Porta: "In Lazio, Piemonte, Liguria, Abruzzo hanno portato l'addizionale al livello massimo, loro volevano alzare il tasso dell'addizionale ma noi abbiamo messo una forchetta. Lo spieghino perché aumentano le addizionali: i comuni devono essere messi in condizioni di spiegare le tasse e noi abbiamo creato il sito Soldipubblici.it". 

La risposta di Zingaretti è arrivata poco dopo. Dai toni molto espliciti: "E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali" attacca il presidente del Lazio. Ed ecco la nota completa: "Spiego con piacere al Presidente del Consiglio il motivo per cui nel Lazio, ma solo per i redditi superiori a 35 mila euro, è stata aumentata l'aliquota Irpef: perché il governo ci ha tagliato circa 725 milioni di euro di trasferimento in due anni. Se ce li restituisce, siamo pronti ad abbassare subito  Irap e Irpef. Voglio anche evidenziare che, grazie a politiche virtuose di bilancio, per il rimanente 80% degli abitanti del Lazio non ci sarà alcun incremento dell'Irpef ma addirittura per gli scaglioni da 28mila a 35mila una riduzione.  E' giusto poi ricordare che in questi due anni, oltre ad aver tagliato circa 1 miliardo di euro di sprechi, abbiamo anche pagato 8,7 miliardi di debiti ereditati e fatti negli ultimi 15 anni dalle precedenti amministrazioni.  Mi capitò di dirlo qualche mese fa: è molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali. Lo sanno fare tutti".

19 maggio 2015 a "Ballarò"
Primo ospite l'ex premier Enrico Letta. Comincia l'intervista e Letta esordisce: "Ho fatto del mio meglio. L'Italia di oggi? Son cambiate molte cose in positivo, mai stato una condizione per la quale la moneta è messa molto bene. Abbiamo occasioni, nella situazione dell'Italia possiamo cogliere delle opportunità. Sentenza sulle pensioni? Situazione complessa, io penso bisogna essere onesti e il governo ha preso la decisione che andava presa. Riforma della scuola? Anche questa si sta via via raddrizzando".

Sono contenta dell'equilibrio dimostrato da Enrico Letta, nonostante il meschino tentativo di chi lo intervistava di far leva su un suo eventuale rancore nei riguardi del compagno di partito che lo rasserenava incitandolo però a fare di più e, vista la sua cautela, gli ha levato il bastone del comando dalle mani.
Ripeto che se le riforme di Matteo Renzi saranno buone lo sapremo in futuro. Diamo tempo al tempo. Gli effetti del Governo Monti li vediamo ora e li paga proprio il suo Governo. Se la Corte Costituzionale si fosse pronunciata quando era al Governo Letta la patata bollente l'avrebbe avuta in mano lui: e Letta, da persona onesta, lo sa e l'ha riconosciuto.

Intorno una canea di critiche aprioristiche. Ritengo questo, da parte delle opposizioni e di certo giornalismo, assolutamente
irresponsabile. 
Quanto a Zingaretti, stesso partito del Presidente del Consiglio, dice bene:"E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali". Ma le Regioni in passato hanno scialacquato e da qualche parte bisogna iniziare ad operare il risparmio della spesa! 
Quanto all'IRPEF è aumentata anche sulle pensioni non eccelse come la mia che, avendo iniziato a versare i contributi solo a 40 anni di età, necessariamente non è elevata: eppure dal primo cedolino del dicembre 2011 ad oggi il netto che percepisco è diminuito proprio a causa delle ritenute dell'IRPEF Regionale e dell'IRPEF comunale. 


Paesi prepotenti e Paesi sciocchi

Da: Lettera 43 - 19 maggio 2015


Irlanda, storico incontro tra Carlo e Gerry Adams

Il leader dello Sinn Fein e il principe a colloquio nel primo giorno di visita sull'isola dell'erede al trono.

Una cordiale stretta di mano e un affabile scambio di battute. Si è aperto così l'incontro - definito storico da media britannici - fra il principe Carlo e il leader repubblicano nordirlandese dello Sinn Fein, già braccio politico dell'Ira, Gerry Adams. Teatro dell'evento, l'università di Galway, nella prima delle quattro giornate di visita dell'erede al trono nell'isola d'Irlanda.

Si tratta del primo faccia a faccia in Eire tra il vertice del partito nordirlandese e un membro della famiglia reale.
VISITA IN ULSTER. Con fonti dello Sinn Fein che hanno sottolineato la cosa come un nuovo passo verso la «riconciliazione»: in continuità, ha evidenziato lo stesso Adams, con la stretta di mano di Belfast nel 2012 fra la regina Elisabetta e Martin McGuinness, altra figura di spicco dello Sinn Fein ed ex comandante storico dell'Ira. Carlo, accompagnato da Camilla, dopo la Repubblica d'Irlanda sarà anche nel Nord, in Ulster. E vivrà un momento per lui particolarmente emozionante a Mullaghmore, nella contea di Sligo, dove nel 1979, in un attentato terroristico, proprio l'Ira uccise con una bomba piazzata sulla sua barca Lord Louis Mountbatten, ammiraglio e già vicerè delle Indie che del principe era prozio e fu l'influente e affezionato precettore.
Gli Inglesi stanno ovunque, anche dove proprio non dovrebbero stare. Infatti che ci fanno "col piedino" nella bella Irlanda? Da alcuni anni le cose sono cambiate un po', ma sempre il Regno Unito tiene "il piedino" dove non deve.
Pensate alle isole Falkland, in realtà Malvine: geograficamente Argentine.
E c'è chi ha il coraggio di chiamare colonialisti gli Italiani! Pensate se noi avessimo fatto la guerra che ha fatto il Regno Unito nel 1982 contro l'Argentina per riaffermare la sua prepotenza colonialista...
L'Inghilterra è uno dei Paesi più colonialisti in assoluto: vuol dire prepotenti nel sottomettere i popoli ed occupare territori che sono lontani dal Regno.
Il loro egoismo si palesa anche sull'Europa. Hanno voluto mantenere la loro Lira Sterlina, dunque sono entrati in Europa solo  "col piedino", ed ora i confini dell'Europa a loro non li riguardano. Gli africani e gli asiatici che sconfinano in Italia se li tenesse l'Italia. Loro non ne vogliono sapere: i colonialisti accolgono, tuttalpiù, gli indigeni delle loro colonie o ex tali.
I Francesi non sono da meno. Presenti con i loro interessi in Africa, dei "rifugiati" loro non ne vogliono sapere e lo hanno dimostrato, come ho ricordato con più post su questo blog, rifiutando i lasciapassare che l'Italia invasa aveva dato, quale Paese dell'UE, ai rifugiati anni fa. Furono tutti respinti a Ventimiglia. Ora apprendo, da esperienze di italiani dirette, che sui treni italiani che attraversano la frontiera "europea" a Mentone i gendarmi francesi, trovando africani clandestini fuggiti dopo essere entrati in Italia, li manganellano e li rispediscono in Italia.
Dalla mia fonte pochi giorni fa:
"A Mentone la polizia francese ha bloccato tutte le uscite e le vie di fuga. Li ha individuati e li ha costretti a scendere. I poliziotti erano armati con pistole e manganelli. La volta precedente li avevano scaraventati giù dal treno di peso! Penso che quelli di oggi li abbiano rimessi sul treno in senso contrario per farli rientrare a Ventimiglia. I francesi non li vogliono! Rispediti al mittente!"
Ma di quale Europa parliamo?
L'Europa degli indebitamenti della Grecia e di chi lucra in modo usuraio su di essa?
Prevedo che una Europa così non arriverà alla fine del Secolo: finirà molto prima.
Bisogna che l'Italia si svegli ed inizi ad attrezzarsi.   

martedì 19 maggio 2015

Stralci da un Romanzo



Nascere e morire, null'altro

CAPITOLO I  - Rione Colonna e Rione Ponte intorno al 1949-1952


Il primo pensiero che io ricordi: una figura d'uomo in controluce, con il cappello in testa, è china verso di me: è mio padre. Alla mia sinistra un'altra figura in controluce, mia madre, cerca di aiutarlo a sistemarmi addosso qualcosa, forse il cappottino. Sono molto soddisfatta, mi piace che si occupino di me. Penso:
"Ma loro esistono solo per me? Sono coscienti di esistere come mi sento Io? Oppure soltanto Io mi sento così, cosciente di esistere, e loro sono solo figure che esistono solo per Me?"

Sono in una piccolissima camera da letto, in un letto ad una piazza e mezza che occupa quasi tutta la larghezza della stanza; le coperte mi schiacciano, mi pesano addosso, voglio essere tolta da qui. Piango, ho capito che piangere fa sì che qualcuno venga. Non viene nessuno ed io mi lascio cadere pian piano dal letto, le coperte e le lenzuola mi trattengono un po', mi fasciano e mi depositano dolcemente a terra restando, in parte, sotto di me. Ora sono soddisfatta e mi riaddormento.

Mia madre cucina su di un fornello a carbone, tutto nero, è di ferro. Sul davanti ci sono due aperture quadrate nelle quali mamma mette il carbone che prende da una busta di carta. Per far prendere il fuoco usa una ventola dal manico di legno con attaccate tante piume scure. Quando il fuoco è bruciato resta una cenere grigia e a me piace mettere un cucchiaio da minestra in quella cenere e girare; a volte il cucchiaio si incastra e io mi arrabbio e strillo nel tentativo di tirarlo fuori.
Il fornello sta accanto ad una finestra dalla quale si vedono solo i tetti delle case ed il cielo. I coppi dei tetti sono di vari colori, nelle sfumature del marrone-rossiccio. A me piace guardare i tetti ed il cielo nel quale volano le rondini. Che strani giochi fanno: si rincorrono, tornano repentinamente indietro, per poi fuggire di nuovo. A volte danno anche una leggera malinconia, quando volano nel cielo rosato del tramonto, prima che scenda la sera, ed aumentano il loro verso stridulo come se fossero prese dall'angoscia per il buio che avanza.
Nel vano della finestra, sulla destra, c'è murato un uccello morto; la nicchia nella quale giace con le ali aperte ed il capo reclinato è chiusa da un vetro. La mamma con voce dolce dice che ce lo ha messo chi abitava questa soffitta prima di noi, e che doveva averlo amato tanto quell'uccello per creargli quella tomba.
"Lì lo poteva vedere sempre." Dice.
"Ma come fa a rimanere così. E' intatto."
"L'aria rimasta nella nicchia è poca per indurre la putrefazione. Doveva essere solo chi lo ha murato lì e l'uccello deve essere stata la sua unica compagnia. Prima che venissimo noi c'era la guerra. Chissà chi abitava quassù."
Questa cucina ha un caminetto piccolo piccolo. Non lo accendono mai. Non capisco perché visto che qui fa freddo. Però la Befana scende da lì perché i giocattoli li ho trovati proprio sul pavimento davanti al camino.
Alla camera dove dormiamo si accede mediante due scalini. E' piccolissima. C'è soltanto il letto dove dormiamo tutti e tre insieme, un piccolo armadio ad una sola anta con lo specchio rotto, un mobile a cassetti ed una sedia impagliata. L'armadio papà l'ha comperato così, con lo specchio già rotto, da una sua cugina che lo ospitò appena giunto a Roma dal paese. In fondo alla stanzetta c'è una finestra che dà su uno stretto cortile pieno di fili di ferro tesi da un muro all'altro per stendere i panni ad asciugare.
Questa stanza è l'unico angolo intimo per noi giacché la cucina è anche l'ingresso della soffitta e qui non ci abitiamo solo noi.
Dopo la nostra cucina c'è la cucina degli zii, a cui si accede con un gradino. La porta, a due ampie ante, è aperta solo quando loro ci sono. Di lato, a sinistra di questa grande porta, c'è un passaggio per chi abita oltre quella stanza e deve passare da lì.
La soffitta è fatta a scatola cinese: a sinistra della cucina degli zii c'è uno stanzone buio dove abita la madre di zio Gianni con suo marito. Lei si chiama Giuditta ma il marito non è il padre dello zio, perché Giuditta l'ha avuto senza marito lo zio Gianni. Oltre lo stanzone, anch'esso di passaggio, ci sono ancora altre stanze dove abitano due coppie. Tornano solo per dormire la sera ed escono presto la mattina. Sono educatissimi e molto calmi e silenziosi. Nel passare salutano sempre. Nella cucina della sorella di mia madre gli zii non ci sono quasi mai, perché gestiscono una trattoria. Sono tre anche loro ed io amo molto la mia cuginetta Lalla. Lei è più grande di me, è bella, vivace, allegra ed è più ricca di me, infatti lei possiede tanti giornalini che io non ho. Lei quando li legge me ne dà qualcuno ed io li guardo, mi piacciono le figure a colori, a volte le guardo capovolte, me lo dicono, io non so ancora leggere. Lalla ha anche gli album delle figurine: dei fiori, che è noioso, degli animali e quelli più belli di Cenerentola e di altre favole. E' bellissimo quando compera le bustine di figurine, l'emozione di sapere quali nuove figurine ci saranno, e se ci saranno dei doppioni. Poi Lalla ha tanti giocattoli, io voglio giocare con tutti, sono capricciosa, lei a volte non vuole, ma gli zii la sgridano e lei cede. Gli zii sono buoni: zio Gianni mi permette anche di fare la pipì per terra nella sua camera da letto; io gli chiedo il permesso: "Falla falla?" e lui mi dice sorridendo: "E falla un po'!"
La zia un giorno stava stirando e teneva una boccettina con dentro un liquido trasparente come l'acqua, sul tavolo accanto a lei. La boccettina era chiusa con un tappo di sughero sul quale era infilato uno spillone. La bottiglietta mi incuriosì ed io faticosamente allungai una mano e la presi. Appena l'ebbi aperta l'annusai e mi girò la testa. La zia mi prese con la mamma e mi portarono a respirare aria pura davanti alla finestra aperta sui tetti. Mi ripresi subito. Mi spiegarono che quello che avevo respirato era ammoniaca. Imparai che non si doveva fare.


Il mestiere di giornalista

Da: Il Corriere della Sera
NOTIZIA DEL 2013 - di Alessandro Fulloni

Giulia Innocenzi k.o. all’esame da giornalista
Ironie e sfottò. E lei: «Mi fanno pena, poracci»

La cronista di «Servizio pubblico» non passa la prova scritta. Il web s’infiamma con le prese in giro. Ma c’è molta solidarietà

Giulia Innocenzi a «Servizio Pubblico»Lo sfogo è quello di Giulia Innocenzi, 29 anni, riminese, giornalista di «Servizio Pubblico» e volto noto della trasmissione anche per le polemiche in diretta con direttori come Augusto Minzolini e Maurizio Belpietro. Il 15 ottobre Innocenzi non ha passato lo scritto dell’esame di Stato per l’iscrizione all’albo de i giornalisti professionisti. Prova severissima che una certa ansia la mette, figurarsi, anche alle firme eccellenti tra le quali si conteggiano,anche in tempi recenti, bocciature non pronosticabili.

Prendo lo spunto da questa notizia (vecchia) per alcune considerazioni e riflessioni.
Primo: per la mia esperienza non mi risulta quello che scrive il giornalista che firma l'articolo: Prova severissima che una certa ansia la mette... Intende l'esame per l'iscrizione all'Albo.
Quando scrivevo su una rivista sponsorizzata da un Consigliere Regionale Lazio, allora di IdV, c'era nella Redazione un ragazzetto di belle speranze, scarsa cultura ed intelligenza, ma grandissima ambizione, che dette l'esame: lo passò. Ricordo che prima di tale impresa si informava da altri, più esperti, durante le riunioni periodiche della Redazione su questo esame. All'epoca parlavano anche di quiz... E comunque se l'ha passato quel ragazzetto che molto sperava nella politica (ed aveva ragione, visto che molti politici di lungo mestiere, ma senza un vero mestiere, hanno passato tale esame presentando le fatture a loro pagate dai giornali di partito dove scrivevano articoli "politici") penso che lo possa passare chiunque.

Stupisce, solo me che voglio stupirmi sempre delle cose non logiche, che la ragazzetta che accompagna il tribuno Santoro nelle sue trasmissioni "giornalistiche", ultima in ordine di tempo di una lunga serie di biondine che gli hanno fatto da spalla nelle sue trasmissioni, non fosse iscritta all'Albo. Non si ha notizia se abbia ritentato e sia riuscita, ma di sicuro scrive anche su importanti quotidiani.
Pare che abbia dichiarato che lei, come Beppe Grillo, è contraria all'Ordine dei Giornalisti.
In linea di massima dovrebbe essere giusto, se non che un Ordine dovrebbe servire a garantire almeno una deontologia professionale che qualora non rispettata dovrebbe portare ad un richiamo o ad una sanzione. Insomma una garanzia di serietà. Oltre a questo l'Ordine non serve ad altro.
Quando scrivevo in quella rivista di cui sopra, qualcuno mi propose di fare l'esame e dunque di diventare "professionista". Ma a me non interessava e non lo feci. Scrivo libri e tengo questo blog e mi basta. La cosa più bella in assoluto è la Libertà di Pensiero e di Espressione. Quanto alla deontologia, come persona e come blogger, cerco di scrivere con onestà nel rispetto di tutti, senza partigianerie ed eccessi, dunque la rispetto comunque, anche nel mio stesso interesse.
Mi fa tristezza vedere come i giornalisti professionisti, nonostante i proclami di "assoluta libertà", siano invece sempre piegati alla tesi di chi li paga.
Nel mio piccolo mi vidi bocciare un articolo su un'iniziativa del cantante Claudio Baglioni, che poi pubblicai qui, sul mio blog:

martedì 9 luglio 2013

Un articolo rifiutato

Tutti parlano della visita del Papa in carica a Lampedusa ed io mi sono ricordata di questo articolo, che scrissi nel 2009 per una rivista dove pubblicavo, che fu rifiutato dalla Direttrice Editoriale con questa motivazione: "Claudio Baglioni è di destra e la nostra rivista non lo è."

"Gli Uomini della Storia accanto....."
                                                           di Rita Coltellese

Se volete leggerlo basta cercarlo in Archivio o tramite la data o tramite l'Etichetta "Scrivere" . 
Questo per dimostrare che se si fa parte di una Redazione non si è liberi affatto.
Comunque, soprattutto i giornalisti televisivi, cercano di formare la pubblica opinione, sempre più con difficoltà, soprattutto grazie al WEB che ha immensamente allargato la possibilità di informarsi e di formarsi un'opinione personale senza influenze.
Questo comporta che i loro sforzi spesso appaiono risibili a molti: i più intelligenti naturalmente. Basta leggere i commenti dei lettori sotto gli articoli dei giornali on-line.
Certo una gran parte di spettatori, che non ha la possibilità di accedere alla rete, rimane inerme e influenzabile... soprattutto se di scarsa intelligenza e capacità culturale. 
Quello che è sconcertante è vedere "gli ospiti in studio" che dovrebbero servire, negli intenti dei conduttori, a "formare l'opinione" del pubblico!
Dopo lo scandalo della mitomania di un Oscar Giannino ancora lo invitano per fare opinione!
Ma se una persona qualsiasi si inventa titoli accademici mai conseguiti, e dice un mucchio di risibili panzane, come può essere credibile nei suoi giudizi? Fra tanta gente che ha una preparazione culturale, una credibilità non inquinata, una serietà ed una moralità perché scegliere certi soggetti? Perché la gente deve stare a sentire le opinioni di un tipo simile? Forse perché ha delle conoscenze in ambito giornalistico che vogliono aiutarlo facendogli pagare "le ospitate"?
Dopo la vergognosa débacle del Movimento poi Partito personale da lui creato, usando la sua fama di magistrato anti-corruzione, Antonio Di Pietro si è buttato a fare  "le ospitate" anche lui. Ora leggo che Santoro vuole fare una nuova trasmissione avendo come ospite fisso lui e... Alba Parietti... Altro soggetto di cui la gente deve sorbirsi le arroganti opinioni non si sa perché..
Ci sono tante attrici (brave), donne intelligenti, che non vengono invitate a fare le opinioniste con la frequenza annosa di questa modesta attrice.. Misteri dei conduttori-giornalisti televisivi. 

domenica 17 maggio 2015

Mai sentito parlare del Cavallo di Troia?

Da: La Repubblica

Libia avverte: accordo tra Is e scafisti, miliziani tra i migranti sui barconi

Libia avverte: accordo tra Is e scafisti, miliziani tra i migranti sui barconi
Migranti accompagnati a terra dopo essere stati soccorsi dalla Guardia di finanza italiana. Mediterraneo, 22 aprile 2015 (ansa)
L'allarme di un consigliere governativo libico che cita come fonti alcuni 'traghettatori': i jihadisti permettono l'imbarco dei profughi dai territori sotto il loro controllo in cambio della metà dei guadagni, poi sfruttano i viaggi della speranza per inviare terroristi in Europa. Domani vertice Esteri-Difesa per il via alla missione navale contro i trafficanti. Francia frena su quote rifugiati


ROMA - L'allarme ritorna periodicamente, ma stavolta sembra meno generico del solito. Parlando alla Bbc, il consigliere governativo libico Abdul Basit Haroun ha detto che i combattenti dello Stato Islamico arrivano in Europa anche a bordo dei barconi che attraversano il Mediterraneo e che ne ha avuto conferma da alcuni scafisti che operano in zone del Nord Africa controllate dall'Is. Gli scafisti avrebbero spiegato che i miliziani si nascondono tra i profughi, ma a bordo restano separati dalla massa, non hanno paura della traversata e sono "convinti al cento per cento" della loro missione.