domenica 16 agosto 2015
Genocidio
Da: Il Secolo XIX
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 14 agosto 2015
LA FRASE DEL GIORNO Nel paese della bugia, la verità è una malattia. GIANNI RODARI
Già, è proprio così.
La malattia è la verità, il semplice buonsenso.
La bugia ha la meglio sulla verità.
La verità non si può dire.
La verità viene manipolata, rivoltata e ci viene rappresentata in modo rovesciato, distorto.
Da: Il Corriere della Sera
La giovane morta a Messina
Da: Il Messaggero
La malattia è la verità, il semplice buonsenso.
La bugia ha la meglio sulla verità.
La verità non si può dire.
La verità viene manipolata, rivoltata e ci viene rappresentata in modo rovesciato, distorto.
Da: Il Corriere della Sera
La giovane morta a Messina
«Ilaria ha sciolto la droga
e poi l’ha bevuta»
Il racconto dei ragazzi che erano con la ragazza deceduta in spiaggia.L’identikit della presunta spacciatrice che le avrebbe passato i «cristallini». I pm: ecstasy cattiva.
di Felice Cavallaro
Una bambina che "giocava" mettendosi metalli nella tenera carne del viso, mettendo la droga che le ha passato l'amica nel bicchiere al posto dell'aranciata?..
Con quali valori è stata cresciuta "la bambina"?
Don Mazzi, nella sua ennesima apparizione televisiva, a proposito di questi stili di vita ha detto che "i giovani vogliono divertirsi" e ha rovesciato le colpe sugli orari di apertura e chiusura delle discoteche, insomma sulla Società...
Ma non erano loro, i preti, che ci hanno sempre parlato del "libero arbitrio"?
Chissà come mai i miei figli e i miei nipoti, due generazioni diverse, si sono divertiti e si divertono senza andare per discoteche...?
La figlia di una mia collega è morta a 15 anni di leucemia: ha lottato con la malattia, che non si era andata a cercare, soffrendo molto...
Eppure la sua morte, come quella analoga di uno studente di mia figlia a 12 anni, non ha suscitato commenti né clamore!
Nel paese della bugia, la verità è una malattia. GIANNI RODARI
Da: Il Messaggero
L'attacco della Chiesa sui migranti, gelo di Palazzo Chigi: «Falsità, non sanno di cosa parlano»
di Alberto Gentili
«Quella di monsignor Galantino è una critica ingenerosa, frutto di poca informazione», sibila Filippo Bubbico, viceministro agli Interni. Ed Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza per il Pd: «Non è vero che il governo non sta facendo nulla, è vero il contrario: facciamo tutto ciò che è umanamente possibile».
Da: MI-Lorenteggio.com
13/08/2015 alle 15:07:17 in Politica
LOMBARDIA. IMMIGRATI/SALUTE, MANTOVANI: SOLO A GIUGNO QUASI 1000 PRESTAZIONI DI PREVENZIONE
"DA ROMA ASPETTIAMO ANCORA 160 MILIONI PER LE CURE PRESTATE"
(mi-lorenteggio.com) Milano, 13 agosto 2015 - "Su quasi 7000 migranti presenti, al 30 giugno 2015, nelle 358 strutture di accoglienza situate nelle dodici province lombarde, Regione Lombardia, tramite le Asl, ha garantito l'erogazione, sempre nel solo mese di giugno, di quasi 1000 prestazioni di prevenzione. Si tratta di azioni fondamentali per monitorare la situazione sanitaria degli ospiti, oltre che per assicurare la salute pubblica dei Lombardi". Cosi' dichiara Mario Mantovani, vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, in relazione alle attivita' sanitarie fornite dal sistema regionale in relazione al flusso migratorio da tempo in atto.
INTERVENTI NELLA CITTA' DI MILANO - "Nella citta' di Milano, nel mese di giugno, - ha proseguito l'assessore - sono stati accolte nelle strutture 786 nuove persone, con un impegno costante da parte degli operatori dell'Asl della Citta' di Milano a supporto delle attivita' degli operatori. Per il mese di luglio invece e' ancora in corso la raccolta dei dati provenienti dai territori". PRESIDIO SANITARIO IN STAZIONE CENTRALE - "La Stazione Centrale, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, - fa sapere ancora Mantovani - e' stata epicentro di una nuova fase emergenziale, che ha visto Regione Lombardia, attraverso il lavoro di Asl Citta' di Milano e Areu, e il supporto di Croce Rossa, impegnati nel fornire una primaria assistenza di carattere sanitario ai tanti profughi in arrivo. Ora si trattera' nelle prossime settimane di incanalare la risposta emergenziale verso una stabilizzazione dell'intervento, a partire dai soggetti competenti: la cronaca quotidianamente evidenzia infatti come gli arrivi di profughi saranno destinati a continuare nel tempo".
I SOLDI ATTESI DA ROMA - "Ricordo pero' - conclude Mantovani - che il Governo deve ancora versare 160 milioni di euro, a fronte delle fatture emesse regolarmente dalle nostre aziende ospedaliere per la cura di stranieri temporaneamente presenti. Come Regione Lombardia continuiamo a fare il nostro dovere, ci aspettiamo dunque che Renzi onori finalmente i debiti con la nostra Regione".
Redazione
INTERVENTI NELLA CITTA' DI MILANO - "Nella citta' di Milano, nel mese di giugno, - ha proseguito l'assessore - sono stati accolte nelle strutture 786 nuove persone, con un impegno costante da parte degli operatori dell'Asl della Citta' di Milano a supporto delle attivita' degli operatori. Per il mese di luglio invece e' ancora in corso la raccolta dei dati provenienti dai territori". PRESIDIO SANITARIO IN STAZIONE CENTRALE - "La Stazione Centrale, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, - fa sapere ancora Mantovani - e' stata epicentro di una nuova fase emergenziale, che ha visto Regione Lombardia, attraverso il lavoro di Asl Citta' di Milano e Areu, e il supporto di Croce Rossa, impegnati nel fornire una primaria assistenza di carattere sanitario ai tanti profughi in arrivo. Ora si trattera' nelle prossime settimane di incanalare la risposta emergenziale verso una stabilizzazione dell'intervento, a partire dai soggetti competenti: la cronaca quotidianamente evidenzia infatti come gli arrivi di profughi saranno destinati a continuare nel tempo".
I SOLDI ATTESI DA ROMA - "Ricordo pero' - conclude Mantovani - che il Governo deve ancora versare 160 milioni di euro, a fronte delle fatture emesse regolarmente dalle nostre aziende ospedaliere per la cura di stranieri temporaneamente presenti. Come Regione Lombardia continuiamo a fare il nostro dovere, ci aspettiamo dunque che Renzi onori finalmente i debiti con la nostra Regione".
Redazione
E il prete Monsignore della CEI dice che non facciamo abbastanza!
Il Vaticano non fa entrare nessuno nel suo territorio e noi non facciamo abbastanza!
Dobbiamo "integrarli" dice il Monsignore.
Certo, perché no? Siamo qui per integrare chiunque arrivi: dai Paesi subsahariani, dal nordafrica, dal Pakistan... Abbiamo lavorato per dare tutto al resto del mondo, oltre che alla Chiesa Cattolica naturalmente, in modo che con i nostri soldi possa farsi bella con la beneficenza!
Io sono una qualsiasi cittadina di questo Paese, ho lavorato solo poco più di 26 anni, prima ho cresciuto 3 figli che non poteva tenermi nessuno.
Oggi, a 69 anni, debbo fare un Ecocardiogramma M/B Doppler, mai fatto in vita mia, quindi il SSN non me ne ha mai pagato uno! Mi è stato prescritto da una Cardiologa di una ASL dove avevo prenotato una visita tramite Recup. Me lo hanno dato da fare dopo tre mesi dalla richiesta ad oltre km. 50 da casa e dovrò pagare un ticket sanitario di euro 50,15, mi è stato detto in contanti.
Moltiplicato per tanti cittadini come me, Italiani che hanno versato i contributi per la Sanità Pubblica, si può dire che quello che pretende il Monsignore dalle porte chiuse del Vaticano si è già realizzato: noi che abbiamo versato ora dobbiamo pagarci tutto, perché il Governo deve sborsare centinaia di milioni di euro per curare gli immigrati clandestini.
Clandestini! Perché non sono stati chiamati qui da nessuno, non sono stati richiesti da nessuno, non hanno alcun contratto in tasca come si richiedeva ai nostri emigranti verso il Canada, il Belgio, l'Australia ecc..
Da: La Stampa
Anche le scuole cattoliche devono pagare l’Ici. L’ira dei vescovi: “Sentenza che limita la libertà”
La Cassazione dà ragione al Comune di Livorno: «Non possono godere dell’esenzione»
CEI IN CAMPO
Interpellato dall’Adnkronos, Galantino parla di «sentenza pericolosa». «Chi prende decisioni, lo faccia con meno ideologia. Perché ho la netta sensazione che con questo modo di pensare, si aspetti l’applauso di qualche parte ideologizzata. Il fatto è che non ci si sta rendendo conto del servizio che svolgono le scuole pubbliche paritarie»
Mi sorge un dubbio: ma non sarà per questo che il Monsignore attacca il Governo?
Nel paese della bugia, la verità è una malattia. GIANNI RODARI
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 13 agosto 2015
Preti da salotto...e da finanziamenti
Mentre infuriano le polemiche ed i commenti per le uscite del Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Don Mazzi, prete dei salotti televisivi, ha fatto la sua comparsa nella estiva trasmissione del mattino su RAI 1.
Comunità Exodus, così si chiama la Fondazione creata da questo Prete che si occupa del "recupero" dei drogati, dei carcerati, di chi mal vive in generale. E per farlo chiede soldi a tutti. Allo Stato Italiano per primo, dato che si prende cura di quei carcerati ammessi ad una vita diversa dal carcere: la vita in comunità.
Il conduttore della trasmissione "Uno mattina estate" era molto interessato al delinquente Corona, a lui affidato, ed ha posto al dinamico prete varie domande sul carcerato: quello che faceva le foto compromettenti a personaggi noti per poi ricattarli. Quando stava ancora con la moglie, Nina Moric, almeno in un episodio descritto dalle cronache, la mandava a strusciarsi addosso a qualche personaggio noto per poi fotografarlo e proporgli l'acquisto (costoso) delle foto per farle sparire.
Lo stesso Don Mazzi ospita Lele Mora, parrucchiere sessualmente bivalente che ha dichiarato di aver avuto per amante lo stesso Corona che poi ha introdotto nel mondo dei VIP!
E per riabilitare questa bella crema della società Don Mazzi liscia tutti: in una delle tante trasmissioni a cui partecipa ricordo di aver assistito allibita ad una scenetta in cui egli diceva ad Aldo Busi e alla Marina Ripa di Meana, ex Lante della Rovere, ex per nascita Punturieri, "Siete due belle persone!" Perché? Mi chiesi. Perché gli hanno dato un po' di soldi per la sua fondazione? Dubitai. Un prete che dice a Busi, omosessuale sfrontato e dichiarato, che scrive libri non credo consigliati dalla Chiesa Cattolica, che "è una bella persona?" La Marina Punturieri, titolata per i vari matrimoni successivi, donna spregiudicata fino al punto di farsi fotografare nuda con un toupet sul monte di venere, per il prete è una bella persona.
La morale cattolica è per Don Mazzi, e non solo, un elastico...
Nello scrivere il post di ieri avevo derogato dal mio linguaggio abituale usando il termine "fregnacce" con un poco di disagio: nel sentire Don Mazzi mi è passato del tutto, egli in piena trasmissione ha usato il termine "PUTTANATE"!
Questa è la Nuova (in realtà sempre stata) Chiesa Cattolica.
Una notazione: uno dei Coordinatori di Settore è il nipote di Don Mazzi.
Lavorando per la Fondazione creata dallo zio ha risolto il problema della ricerca del Lavoro: sistemato!
E meno male che i preti non hanno figli!
...Almeno ufficialmente...
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| Giovanni Mazzi nipote di Don Mazzi e Collaboratore nella Fondazione Exodus di cui lo zio è Presidente e fondatore |
Lavorando per la Fondazione creata dallo zio ha risolto il problema della ricerca del Lavoro: sistemato!
E meno male che i preti non hanno figli!
...Almeno ufficialmente...
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
mercoledì 12 agosto 2015
Galantino arrogante e senza ritegno
Da: Vatican Insider - La Stampa
12/08/2015
Migranti, ora la Cei critica il governo: «Non pensa all'integrazione»
In un’intervista a Famiglia Cristiana Galantino rilancia: «Sui migranti fanfaronate da osteria. Ci sono vescovi che li ospitano e non si sono riempiti le tasche di soldi, anzi»
DOMENICO AGASSO JRTORINO
L’ultima parola non la lascia agli esponenti della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle. Non solo: critica il governo, dicendo che è «del tutto assente» e che non si occupa «di integrazione». «I piazzisti sono molti - ribadisce - piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti». Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), alza il tono delle accuse sull'immigrazione in un’intervista a Famiglia Cristiana. «Ci sono vescovi che ospitano immigrati a casa propria e non si sono mai riempiti le tasche di soldi, anzi. Lo fanno anche Salvini, Zaia e Grillo?». Peraltro il Settimanale paolino alcune ore dopo preciserà che le dichiarazioni attribuite a Galantino «sono state riportate in modo esagerato nei toni all’interno di un colloquio confidenziale».
Rispondendo così al Segretario della Lega, al Presidente del Veneto e al leader del Movimento 5 Stelle, Galantino ribadisce: «Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso perché papa Francesco è molto popolare».
Alla domanda sul motivo per cui sia criticato periodicamente risponde che in Italia la percezione dell'accoglienza ai migranti è errata: «La gente crede che abbiamo accolto 18 milioni di stranieri. Invece sono meno del 7%, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono quasi al 7% della nostra ricchezza».
Qualche atto di carità fatto qua e là da qualche vescovo ci fa piacere, visto che alla loro mensa non manca mai il pane e nemmeno il companatico.
Qualche atto non pubblicizzato di carità (altrimenti non avrebbe sapore e valore per me) lo ha fatto anche questa laica che scrive, dunque è inutile che Galantino sventoli singole carità di prelati, certo non poveri se sono vescovi. Né gli si può riconoscere il diritto di sindacare se nel loro privato Beppe Grillo e Matteo Salvini aiutino chi proviene dai Paesi più poveri e, soprattutto, dove il popolo è povero e ricchi i loro schifosi governanti... Quanto al nostro Governo Italiano, e non dello Stato Vaticano, ha fatto pure troppo con i soldi delle nostre tasse: non delle tasse che la Chiesa Cattolica non vuole pagare sui beni ricchissimi che possiede sul suolo Italico.
La Marina Militare, la Guardia Costiera, il Servizio Sanitario Nazionale, tanto per citare solo tre Istituzioni mantenute dai contribuenti Italiani , non hanno fatto e non continuano a fare abbastanza per questi "Profughi" provenienti dalle più variegate situazioni? Allora la CEI aprisse le casseforti dello IOR, dello Stato Vaticano e sporcasse un poco i suoi perfetti giardini con i rifiuti di questa umanità bisognosa.
Ma è fin troppo facile sottolineare le marchiane contraddizioni di questo esponente della Chiesa "Povera di Cristo"...
Ed ecco di nuovo giù la maschera, come per l'8xmille come ho sottolineato nel post precedente: Galantino ribadisce: «Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso perché papa Francesco è molto popolare». Certo che è popolare fra i semplici ed è questo potere che la Chiesa ha da sempre su di loro che la fa forte; chi vuole il consenso delle masse lo sa bene...
Basta pensare che un Papa lussurioso come Alessandro VI poteva comunque esercitare il suo potere sui Signori e Signorotti tramite la Scomunica, che essi temevano perché avrebbero perso il loro Potere sul popolo superstizioso: anche se più "scomunicato" del Papa era difficile trovarne, vista la scandalosa vita che conduceva e che al popolo era pur nota.
Dunque questo Monsignore, pur nella sua arroganza, si tradisce in modo freudiano.
Ultimo commento sulle sue uscite:"«La gente crede che abbiamo accolto 18 milioni di stranieri. Invece sono meno del 7%, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono quasi al 7% della nostra ricchezza». "
Abbiamo accolto in che senso?
Forse li ha accolti lo Stato Vaticano?
Pagano le tasse? "nostra ricchezza"?
Meno male che almeno loro pagano le tasse! Perché la Chiesa mi risulta che non paga neppure la depurazione fognature al Comune di Roma. Quanto alla ricchezza la nostra viene defraudata ogni giorno a danno di chi ne avrebbe vero diritto: i cittadini Italiani, mentre quella del Vaticano esso se la tiene ben stretta.
Sta di fatto che noi non ci siamo liberati di questa gente con la Breccia di Porta Pia, perché le menti umane sono manipolabili.
Non so se qualcuno ha notato che tramite la RAI, da noi mantenuta come tutto il resto, stanno tentando di manipolare le menti deboli di nuovo con le statue delle Madonne che piangono, sudano o non so cosa altro... Ogni pomeriggio sulla Rete 1 c'è un servizio dedicato a queste... scusate... fregnacce!!
Gente, ora che sapete leggere e scrivere dopo secoli di analfabestismo, leggete, leggete, leggete! Non rimbambitevi con tali insulse trasmissioni televisive!
Leggete i fatti, la Storia... soprattutto.
Ma è fin troppo facile sottolineare le marchiane contraddizioni di questo esponente della Chiesa "Povera di Cristo"...
Ed ecco di nuovo giù la maschera, come per l'8xmille come ho sottolineato nel post precedente: Galantino ribadisce: «Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso perché papa Francesco è molto popolare». Certo che è popolare fra i semplici ed è questo potere che la Chiesa ha da sempre su di loro che la fa forte; chi vuole il consenso delle masse lo sa bene...
Basta pensare che un Papa lussurioso come Alessandro VI poteva comunque esercitare il suo potere sui Signori e Signorotti tramite la Scomunica, che essi temevano perché avrebbero perso il loro Potere sul popolo superstizioso: anche se più "scomunicato" del Papa era difficile trovarne, vista la scandalosa vita che conduceva e che al popolo era pur nota.
Dunque questo Monsignore, pur nella sua arroganza, si tradisce in modo freudiano.
Ultimo commento sulle sue uscite:"«La gente crede che abbiamo accolto 18 milioni di stranieri. Invece sono meno del 7%, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono quasi al 7% della nostra ricchezza». "
Abbiamo accolto in che senso?
Forse li ha accolti lo Stato Vaticano?
Pagano le tasse? "nostra ricchezza"?
Meno male che almeno loro pagano le tasse! Perché la Chiesa mi risulta che non paga neppure la depurazione fognature al Comune di Roma. Quanto alla ricchezza la nostra viene defraudata ogni giorno a danno di chi ne avrebbe vero diritto: i cittadini Italiani, mentre quella del Vaticano esso se la tiene ben stretta.
Sta di fatto che noi non ci siamo liberati di questa gente con la Breccia di Porta Pia, perché le menti umane sono manipolabili.
Non so se qualcuno ha notato che tramite la RAI, da noi mantenuta come tutto il resto, stanno tentando di manipolare le menti deboli di nuovo con le statue delle Madonne che piangono, sudano o non so cosa altro... Ogni pomeriggio sulla Rete 1 c'è un servizio dedicato a queste... scusate... fregnacce!!
Gente, ora che sapete leggere e scrivere dopo secoli di analfabestismo, leggete, leggete, leggete! Non rimbambitevi con tali insulse trasmissioni televisive!
Leggete i fatti, la Storia... soprattutto.
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 11 agosto 2015
Ci guadagna!!
Da: Il Fatto Quotidiano
Migranti, Galantino (Cei): “Affermazioni di piazzisti da quattro soldi”. Salvini: “O non capisce o ci guadagna”
La Chiesa Cattolica ricomincia ad usare il suo Potere malamente. La maschera "francescana" del Papa gesuita non basta a coprire le macroscopiche contraddizioni che sono NEI FATTI.
Salvini sarà pure un piazzista ma loro, certi preti della Chiesa Cattolica come questo Mons. Galantino, sono peggio di "furbi contrabbandieri macedoni", per dirla con Battiato. Alla fine, nonostante la raffinata ipocrisia, l'ha detto in un'intervista: "Con l'8 x mille alla Chiesa Cattolica noi facciamo del bene anche in Giordania dove ospitano due milioni e mezzo di profughi".
Pinocchio dammi i tuoi zecchini d'oro che poi ci pensiamo noi....
L'esempio della accogliente Giordania è subito smantellato dalle immagini dei campi profughi: tende su tende, bambini...

Pinocchio dammi i tuoi zecchini d'oro che poi ci pensiamo noi....
L'esempio della accogliente Giordania è subito smantellato dalle immagini dei campi profughi: tende su tende, bambini...
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| Ecco come generosamente, secondo Mons. Galatino, vengono ospitati i profughi siriani dalla contigua Giordania. |

E' evidente la scritta?
La Giordania confina con la Siria.
Non mi risulta che noi confiniamo con lo Zambia, con il Gabon, con l'Eritrea, con il Marocco... (per il resto leggere sul web l'elenco dei Paesi di provenienza dei "rifugiati" che sbarcano in Italia, i quali si affidano ai farabutti traghettatori provenendo da pochi Paesi in guerra e molti Paesi soltanto mal governati... E noi...? Dopo tanto impegno noi come siamo governati?)
A noi ci manca solo pure il Vaticano che, oltre a non pagare un mucchio di cose caricate a spese nostre, ci fa la morale...
Mi chiedo chi può essere l'italiano che paga le tasse ma che non si renda conto dell'ipocrisia offensiva di questo Monsignore e della gente come lui.
Forse esiste ancora gente come quella che credeva che doveva votare per la Democrazia Cristiana altrimenti andava all'Inferno?
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Italia ed estero
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Hanno scoperto l'acqua calda
Da: Il Sole 24 Ore
Diventano un caso i maxi-stipendi ai dirigenti della Cisl, dopo le rivelazioni del sindacalista veneto Fausto Scandola raggiunto nel frattempo da un provvedimento di espulsione. I numeri degli emolumenti sfiorano, per alcuni, i 300mila euro annui. E anche se il segretario generale della confederazione Anna Maria Furlan ha promesso un cambio di rotta, la polemica infuria. «L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre - spiega la numero uno della Cisl - esclude d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l'assemblea di organizzazione di novembre».
Ma non è abbastanza secondo il deputato del Pd Andrea Romano. «Il quadro dei megastipendi dei sindacalisti Cisl descritto da Fausto Scandola è una dimostrazione concreta che la direzione nella quale insiste con molte ragioni Matteo Renzi, quando sottolinea l’urgenza della riforma e del cambiamento dei grandi sindacati italiani, è quella giusta», spiega Romano. Per il quale «Scandola racconta di un sindacato lontanissimo dal mondo reale. Sindacalisti che guadagnano fino a 10 volte tanto lo stipendio di un proprio iscritto hanno più di una difficoltà a rappresentare il mondo che dovrebbero difendere». Perciò questo nuovo fronte «è una prova concreta dell’urgenza di riformare il sindacato rendendolo più vicino al mondo reale dei lavoratori e di superare quelle resistenze corporative che troppo spesso - secondo l’esponente dem - vedono i grandi sindacati difendere se stessi e la propria funzione, piuttosto che i diritti e i bisogni reali dei lavoratori».
Diventano un caso i maxi-stipendi ai dirigenti della Cisl, dopo le rivelazioni del sindacalista veneto Fausto Scandola raggiunto nel frattempo da un provvedimento di espulsione. I numeri degli emolumenti sfiorano, per alcuni, i 300mila euro annui. E anche se il segretario generale della confederazione Anna Maria Furlan ha promesso un cambio di rotta, la polemica infuria. «L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre - spiega la numero uno della Cisl - esclude d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l'assemblea di organizzazione di novembre».
Ma non è abbastanza secondo il deputato del Pd Andrea Romano. «Il quadro dei megastipendi dei sindacalisti Cisl descritto da Fausto Scandola è una dimostrazione concreta che la direzione nella quale insiste con molte ragioni Matteo Renzi, quando sottolinea l’urgenza della riforma e del cambiamento dei grandi sindacati italiani, è quella giusta», spiega Romano. Per il quale «Scandola racconta di un sindacato lontanissimo dal mondo reale. Sindacalisti che guadagnano fino a 10 volte tanto lo stipendio di un proprio iscritto hanno più di una difficoltà a rappresentare il mondo che dovrebbero difendere». Perciò questo nuovo fronte «è una prova concreta dell’urgenza di riformare il sindacato rendendolo più vicino al mondo reale dei lavoratori e di superare quelle resistenze corporative che troppo spesso - secondo l’esponente dem - vedono i grandi sindacati difendere se stessi e la propria funzione, piuttosto che i diritti e i bisogni reali dei lavoratori».
Hanno scoperto l'acqua calda. Da questo piccolo blog più volte sono partite critiche ai Sindacati, al sindacalismo in genere che da tanto tempo non ha più nulla di genuino. Tutti nei posti di lavoro lo sanno e molti si iscrivono solo per insicurezza, per avere una protezione, sapendo benissimo che ci si rivolge ad un centro di potere come un altro. Tutti vedono come il sindacalista della loro sede di lavoro pensa essenzialmente a fare il proprio interesse, o piazzando figli, parenti, o piazzando se stesso nel fare carriera.
Ora si scopre che fanno parte della Casta strapagata?
Ma perché i vari Marini (casa ai Parioli a fitto agevolato, opzione economicamente vantaggiosa per comprarsela, carriera sindacale usata per avere potere e poltrona in politica) non insegnano niente? Eppure sono vecchie inchieste... Come il socialista "Orso Marsicano" finito agli arresti da politico, che quando era ancora sindacalista bastava incontrarlo di persona per vedere che del ruspante ed accattivante nomignolo non aveva proprio nulla: era un divoide con costosi vestiti, costosi orologi ostentati, atteggiamenti tutt'altro che da rappresentante dei lavoratori, bensì della serie "sono qualcuno e rappresento solo me stesso"!
Adesso si svegliano e «L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre...
Ma sì!! A settembre cambia tutto! Sicuro... Ci crediamo!
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
lunedì 10 agosto 2015
Avvocato ladro... Ma non per la parcella..
Da: ADNKronos
Avvocato milanese ruba portafogli a turista francese in vacanza in Sardegna
Pubblicato il: 09/08/2015 11:32
Singolare avventura per un turista francese in vacanza in Sardegna, a Giba (Carbonia Iglesias). L’uomo, un insegnante 53enne si è recato in un supermarket del paese per fare la spesa ed ha lasciato il portafoglio sul banco delle casse dopo aver pagato. Avvedutosi dello smarrimento ha fatto denuncia ai carabinieri che immediatamente hanno acquisito e visionato i filmati del sistema di sorveglianza, scoprendo il ladro. I militari si sono messi a caccia dell’improvvido ladruncolo e lo hanno trovato seduto ai tavolini di un bar.
Grande il suo stupore quando i carabinieri lo hanno invitato a seguirlo in caserma per identificarlo, scoprendo che si trattava di un avvocato milanese, anche lui in vacanza. Era in fila alle casse dietro il francese che ha poggiato il portafogli sulla cassa, ci ha messo sopra le buste della spesa, poi se lo è messo in tasca.
Di fronte all’evidenza delle riprese della videosorveglianza l’avvocato ha ammesso il furto e restituito il portafogli, con pochi spiccioli, ma con tutti i documenti d’identità, al francese, che ha rimesso la querela e fatto i complimenti ai carabinieri per l’efficienza e la velocità delle indagini. L’avvocato milanese invece è andato via dalla caserma con una raccomandazione da parte dei carabinieri.
Ha ammesso sì! L'hanno filmato mostrando tutto lo squallore della manovra che ha fatto per appropriarsi del portafogli!
Che tristezza! Ormai non c'è professione né benessere che garantisca l'onestà ... Si ruba come costume di vita... E ci si sente furbi probabilmente. Fregare il prossimo rende felici, il piacere dell'onestà, dell'integrità, questo tipo di persone non sa cosa sia.
O forse è un problema psicologico? Cleptomania?
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Costume,
Cronache giudiziarie,
Società
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Il disprezzo dell'India verso l'Italia
Da: Il Messaggero
Marò, battaglia al Tribunale del mare di Amburgo. L'Italia: «Girone ostaggio dell'India»
Via alla battaglia legale tra Italia e India sul caso dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, approdato oggi al Tribunale internazionale sul diritto del mare di Amburgo.
L'Italia chiede misure cautelari urgenti a tutela dei due fucilieri di Marina, da oltre 3 anni trattenuti dalla giustizia indiana con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre erano in missione anti pirateria. La decisione del tribunale è attesa in 2-3 settimane, solo dopo inizierà l'arbitrato vero e proprio.
Girone è «ostaggio» dell'India, mentre la salute di Latorre è «a rischio, se fosse costretto a tornarvi». È quanto si legge nelle "Richieste di misure provvisorie" avanzate dall'Italia al Tribunale di Amburgo, pubblicate sul sito dello stesso Itlos. Delhi «viola i diritti fondamentali» dei marò e dell'Italia, prosegue il documento.
«La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell'Italia. Per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione», ha detto l'ambasciatore italiano a L'Aja, Francesco Azzarello, che guida la delegazione italiana, nell'udienza al Tribunale di Amburgo sui Marò.
Tra le motivazioni con cui il governo italiano chiede al Tribunale internazionale sul diritto del mare il rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia per tutta la durata dell'arbitrato internazionale, si legge nel documento che Girone «è trattato come un ostaggio, costretto a restare in India nonostante non sia stato ancora incriminato», visto che Delhi lo considera «una garanzia che Latorre tornerà alla fine della sua permanenza in Italia», stabilita dalla Corte suprema indiana per gennaio 2016.
Per quanto riguarda invece l'altro marò, «gli ultimi rapporti medici sullo stato di salute del sergente Latorre evocano rischi che potrebbero verificarsi se fosse costretto a tornare in India», compreso il «rischio per la sua sicurezza e la sua vita». «In mancanza di un capo d'accusa, le restrizioni alla libertà» dei due fucilieri e la loro «durata» sono «arbitrarie e ingiustificabili», con possibili «conseguenze irreparabili per la loro salute e il loro benessere», costituendo perciò «una violazione dei loro diritti fondamentali».
«Ogni attentato ai diritti, alla salute e al benessere dei Fucilieri di Marina minaccia direttamente i diritti dell'Italia», prosegue il documento diffuso stamani. L'India viola inoltre «i suoi obblighi internazionali», «impedendo all'Italia di esercitare la propria giurisdizione» sul caso che riguarda due militari in servizio per conto dello Stato su una nave battente bandiera italiana.
L'India è si dimostrata aggressiva ma noi siamo estremamente determinati, aveva affermato ieri l'ambasciatore Azzarello. «L'Italia e l'India sono paesi tradizionalmente amici», ha sottolineato l'ambasciatore. «Ma l'incidente del 15 febbraio 2012 ha purtroppo provocato una controversia giuridica complessa, difficile ed estremamente delicata». Già «nelle osservazioni (scritte, ndr) sottoposte al tribunale giovedì scorso, la delegazione indiana ha manifestato particolare aggressività», ha spiegato Azzarello, auspicando tuttavia che «il confronto giuridico si mantenga nei binari della correttezza e della verità».
Prima di arrivare al ricorso alla giustizia internazionale, «l'Italia ha tentato in tutti i modi, attivando canali informali e formali, in più direzioni, di trovare una soluzione concordata con l'India. La mancata intesa ha costretto il governo ad attivare a fine giugno scorso una procedura arbitrale internazionale», ha aggiunto l'ambasciatore ripercorrendo le ultime tappe della vicenda.
«Poche settimane dopo ci siamo rivolti all'Itlos, chiedendo con procedura di urgenza, in attesa che l'arbitrato si concluda, che i diritti dell'Italia non vengano pregiudicati da esercizi giurisdizionali indiani, nonché il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia».
La posizione italiana alla base delle richieste all'Itlos, che oggi e domani Azzarello illustrerà in aula, è che «il governo ha sempre, sin dal momento dell'incidente, rivendicato l'esclusiva competenza giuridica italiana, trattandosi di nave battente la nostra bandiera per fatti accaduti in acque internazionali». Per quanto riguarda i due Marò, inoltre, il governo ha sempre sostenuto che, poiché essi svolgevano funzioni ufficiali, devono godere della relativa immunità.
Dal canto suo l'India si oppone, rivendicando «la territorialità del reato commesso» (a 20,5 miglia della costa in «acque contigue») e contestando lo stesso ricorso dell'Italia alla procedura arbitrale internazionale. La decisione del Tribunale non arriverà prima di due-tre settimane, ma intanto ci si aspetta una dura battaglia in punta di diritto.
«L'Italia ha un collegio di difesa di grandissima levatura ed esperienza», ha sottolineato ancora Azzarello, che in aula cederà la parola al capo del team legale, l'avvocato britannico di origini italiane Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office. «Gli avvocati fra i quali diversi italiani - ha concluso l'ambasciatore che in queste ore ad Amburgo ha lavorato con i legali alle ultime limature della strategia - hanno fatto un lavoro preparatorio encomiabile».
L'Italia chiede misure cautelari urgenti a tutela dei due fucilieri di Marina, da oltre 3 anni trattenuti dalla giustizia indiana con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre erano in missione anti pirateria. La decisione del tribunale è attesa in 2-3 settimane, solo dopo inizierà l'arbitrato vero e proprio.
Girone è «ostaggio» dell'India, mentre la salute di Latorre è «a rischio, se fosse costretto a tornarvi». È quanto si legge nelle "Richieste di misure provvisorie" avanzate dall'Italia al Tribunale di Amburgo, pubblicate sul sito dello stesso Itlos. Delhi «viola i diritti fondamentali» dei marò e dell'Italia, prosegue il documento.
«La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell'Italia. Per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione», ha detto l'ambasciatore italiano a L'Aja, Francesco Azzarello, che guida la delegazione italiana, nell'udienza al Tribunale di Amburgo sui Marò.
Tra le motivazioni con cui il governo italiano chiede al Tribunale internazionale sul diritto del mare il rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia per tutta la durata dell'arbitrato internazionale, si legge nel documento che Girone «è trattato come un ostaggio, costretto a restare in India nonostante non sia stato ancora incriminato», visto che Delhi lo considera «una garanzia che Latorre tornerà alla fine della sua permanenza in Italia», stabilita dalla Corte suprema indiana per gennaio 2016.
Per quanto riguarda invece l'altro marò, «gli ultimi rapporti medici sullo stato di salute del sergente Latorre evocano rischi che potrebbero verificarsi se fosse costretto a tornare in India», compreso il «rischio per la sua sicurezza e la sua vita». «In mancanza di un capo d'accusa, le restrizioni alla libertà» dei due fucilieri e la loro «durata» sono «arbitrarie e ingiustificabili», con possibili «conseguenze irreparabili per la loro salute e il loro benessere», costituendo perciò «una violazione dei loro diritti fondamentali».
«Ogni attentato ai diritti, alla salute e al benessere dei Fucilieri di Marina minaccia direttamente i diritti dell'Italia», prosegue il documento diffuso stamani. L'India viola inoltre «i suoi obblighi internazionali», «impedendo all'Italia di esercitare la propria giurisdizione» sul caso che riguarda due militari in servizio per conto dello Stato su una nave battente bandiera italiana.
L'India è si dimostrata aggressiva ma noi siamo estremamente determinati, aveva affermato ieri l'ambasciatore Azzarello. «L'Italia e l'India sono paesi tradizionalmente amici», ha sottolineato l'ambasciatore. «Ma l'incidente del 15 febbraio 2012 ha purtroppo provocato una controversia giuridica complessa, difficile ed estremamente delicata». Già «nelle osservazioni (scritte, ndr) sottoposte al tribunale giovedì scorso, la delegazione indiana ha manifestato particolare aggressività», ha spiegato Azzarello, auspicando tuttavia che «il confronto giuridico si mantenga nei binari della correttezza e della verità».
Prima di arrivare al ricorso alla giustizia internazionale, «l'Italia ha tentato in tutti i modi, attivando canali informali e formali, in più direzioni, di trovare una soluzione concordata con l'India. La mancata intesa ha costretto il governo ad attivare a fine giugno scorso una procedura arbitrale internazionale», ha aggiunto l'ambasciatore ripercorrendo le ultime tappe della vicenda.
«Poche settimane dopo ci siamo rivolti all'Itlos, chiedendo con procedura di urgenza, in attesa che l'arbitrato si concluda, che i diritti dell'Italia non vengano pregiudicati da esercizi giurisdizionali indiani, nonché il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia».
La posizione italiana alla base delle richieste all'Itlos, che oggi e domani Azzarello illustrerà in aula, è che «il governo ha sempre, sin dal momento dell'incidente, rivendicato l'esclusiva competenza giuridica italiana, trattandosi di nave battente la nostra bandiera per fatti accaduti in acque internazionali». Per quanto riguarda i due Marò, inoltre, il governo ha sempre sostenuto che, poiché essi svolgevano funzioni ufficiali, devono godere della relativa immunità.
Dal canto suo l'India si oppone, rivendicando «la territorialità del reato commesso» (a 20,5 miglia della costa in «acque contigue») e contestando lo stesso ricorso dell'Italia alla procedura arbitrale internazionale. La decisione del Tribunale non arriverà prima di due-tre settimane, ma intanto ci si aspetta una dura battaglia in punta di diritto.
«L'Italia ha un collegio di difesa di grandissima levatura ed esperienza», ha sottolineato ancora Azzarello, che in aula cederà la parola al capo del team legale, l'avvocato britannico di origini italiane Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office. «Gli avvocati fra i quali diversi italiani - ha concluso l'ambasciatore che in queste ore ad Amburgo ha lavorato con i legali alle ultime limature della strategia - hanno fatto un lavoro preparatorio encomiabile».
Tutto quello che si poteva fare sul piano diplomatico, e anche di più, è stato fatto.
L'India avrebbe potuto in questi lunghi anni trovare mille altre soluzioni a questa contesa, ma ha pervicacemente voluto umiliarci.
Secondo l'atteggiamento aggressivo ed offensivo di questo grande Paese noi avremmo dovuto transitare in acque contigue, dunque non indiane ma costituenti una fascia di mare fra le loro acque e quelle internazionali, senza scorta militare, alla mercè dei pirati, forse somali, ma viene il dubbio che le scorribande di tali delinquenti non destavano in India riprovazione né controllo, visto il subdolo comportamento di questo Paese dopo la morte dei poveri pescatori indiani: non si sa ancora per mano di chi.
I nostri militari sono stati un pretesto per tenerci sulla corda, forti della coscienza di essere noi un piccolo Paese, disarmato, mentre loro, nonostante l'estrema povertà di grande parte del popolo indiano, hanno la bomba atomica.
L'ostilità dell'India nei nostri confronti, del tutto immotivata, si è palesata sui loro giornali dove, a proposito dell'enorme sforzo di uomini, mezzi e denaro che l'Italia sta mettendo da anni in Mediterraneo soccorrendo gente che si affida a delinquenti scafisti traghettatori, hanno scritto "l'Italia fa affogare i migranti"!
Si spera nella Legge Internazionale, non essendoci altra soluzione con un simile atteggiamento estremo che vuole solo il conflitto.
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Italia ed estero
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 9 agosto 2015
Morire imbrattando le Cose Pubbliche
Da: Repubblica.it Torino
Writer travolto e ucciso da un treno mentre fa un graffito su un vagone
Il dramma nella notte ad Arona: la vittima aveva 20 anni e abitava a Somma Lombardo. L'allarme dagli amici
di ERICA DI BLASI e CARLOTTA ROCCITravolto da un treno merci mentre stava dipingendo con lo spray su un vagone. Così è morto stanotte alla stazione di Arona, sul lago Maggiore, un writer di Somma Lombardo. Si chiamava Edoardo Baccin, aveva vent'anni. È stato investito dal un treno cargo mentre con altri tre amici stava dedicandosi alla sua passione: disegnare graffiti. Sono stati gli altri tre coetanei - con i quali spesso Edoardo andava alla stazione di Arona a disegnare - a dare l'allarme ma quando sono arrivati i soccorsi per il ragazzo non c'era più nulla da fare.
I carabinieri hanno ricostruito la dinamica in questo modo: Edoardo Baccin era sui binari quando ha sentito avvicinarsi una motrice e si è nascosto sotto il treno fermo in stazione. Il rumore della locomotiva ha coperto quello del treno merci che arrivava subito dopo. Lui non si è accorto di questo secondo convoglio ed è uscito dal suo nascondiglio troppo presto: il macchinista lo ha visto, ha cercato di frenare, ma non ha fatto in tempo.
L’incidente che ha causato disagi nella circolazione dei treni sulle linee Domodossola-Milano e Arona-Milano. Nove treni regionali hanno subito ritardi fino a 50 minuti, altri quattro sono stati cancellati. Ritardi anche per un Euronight diretto a Parigi. Sul posto sono arrivati anche i genitori del ragazzo. Il padre, Marco Baccin, è stato un professionista di ciclismo.
Non è chiaro se Edoardo Baccin stesse disegnando con lo spray la fiancata di un treno fermo, come emerso in un primo momento dalla ricostruzione dei carabinieri, o se si fosse incamminato lungo i binari per ammirare il graffito di qualcun'altro. "I ragazzi non erano lì per disegnare", racconta Carla Tognella, mamma di uno dei quattro writer. I quattro ragazzi costituivano un gruppo di writer piuttosto affiatato. Erano conosciuti dalle forze dell'ordine del posto per i loro frequenti blitz nelle aree ferroviarie. Sembra che al momento dell'incidente Edoardo fosse lontano dai suoi tre amici, che hanno assistito alla scena e che ora sono sotto choc.
L'incidente è avvenuto poco prima delle 4. "Abbiamo preso la macchina e siamo andati a bere qualcosa, come facciamo spesso", hanno detto gli amici della vittima ai carabinieri, che li hanno ascoltati a lungo. "Non volevamo fare nulla di male, ci piace solo disegnare con le bombolette", hanno aggiunto tra le lacrime. Ad un certo punto Edoardo, il più appassionato dei writer, si è allontanato dagli amici e si è incamminato sui binari. Qualche minuto dopo il tragico incidente, con il macchinista del treno merci che prova a frenare, ma riesce a fermare la corsa del convoglio soltanto dopo un centinaio di metri. "Abbiamo sentito un rumore strano, non lo saprei descrivere, e abbiamo capito che era capitato qualcosa - hanno detto gli amici -. Edoardo non si trovava più e anche al cellulare non rispondeva".
Sulla sciagura c'è già una presa di posizione del Codacons che in un comunicato denuncia come "le istituzioni siano incapaci di fermare il fenomeno dei writer: questa è una morte annunciata". Ma spesso si associa la parola writer a quella di vandalo. E gli amici di Edoardo si ribellano: "Il disegno era tutta la sua vita. Non chiamatelo vandalo, era un bravissimo ragazzo". Lo stesso messaggio parte da "The corner of the bomber", il negozio di Somma Lombardo frequentato dalla vittima: "Era un ragazzo solare, che amava l'arte e che aveva una grandissima passione per il writing".
La morte ci aspetta tutti, ad ogni età e nei modi più diversi e fantasiosi. E' crudele quando non è in alcun modo cercata ed arriva per colpa di altri, o per disgrazia, tipo un fulmine che ti incenerisce mentre passeggi su una spiaggia anche se ancora non piove: ricordo di un giovane che morì così, mentre aveva accanto a se la moglie incinta...
Puoi allora dire che è il fato, a cui nessuno di noi può sfuggire.
Ma non è il caso di questo giovane che a 20 anni non trovava niente di meglio che andare ad imbrattare i treni, oggetti costosissimi di proprietà pubblica. Trovo allucinante quello che scrivono queste due giornaliste e quello che dice con imbarazzante franchezza la madre di uno degli imbrattatori abituali: parla di DISEGNARE.
A me è sempre piaciuto disegnare. Volevo fare per questo il Liceo Artistico. Mio padre, uomo pratico, la pensava diversamente e così gli obbedii ed è rimasto solo un hobby. Ho una figlia e dei nipoti che disegnano molto bene... Ma noi usiamo tele, colori, fogli e matite che compriamo con i nostri soldi. Ci sembrerebbe pura pazzia andare a sfogare questo bisogno sui muri altrui, sui treni ecc. ecc.. Qui, invece, vogliono farlo passare come normale: andare alle 4 del mattino girando armati di bombolette spray (per altro costose) come ladri, nascondendosi nel buio a "disegnare" sui finestrini, sulle fiancate... Senza pensare che da quei finestrini nessuno potrà vedere l'esterno.
Qui si parla di pazzie facendole passare per normali!
Morire a 20 anni così poi... Forse era meglio che avesse acquistato tele e colori e avesse dipinto a casa sua, o all'aperto in un parco montando un cavalletto come hanno sempre fatto i VERI artisti di tutti i tempi.
A me è sempre piaciuto disegnare. Volevo fare per questo il Liceo Artistico. Mio padre, uomo pratico, la pensava diversamente e così gli obbedii ed è rimasto solo un hobby. Ho una figlia e dei nipoti che disegnano molto bene... Ma noi usiamo tele, colori, fogli e matite che compriamo con i nostri soldi. Ci sembrerebbe pura pazzia andare a sfogare questo bisogno sui muri altrui, sui treni ecc. ecc.. Qui, invece, vogliono farlo passare come normale: andare alle 4 del mattino girando armati di bombolette spray (per altro costose) come ladri, nascondendosi nel buio a "disegnare" sui finestrini, sulle fiancate... Senza pensare che da quei finestrini nessuno potrà vedere l'esterno.
Qui si parla di pazzie facendole passare per normali!
Morire a 20 anni così poi... Forse era meglio che avesse acquistato tele e colori e avesse dipinto a casa sua, o all'aperto in un parco montando un cavalletto come hanno sempre fatto i VERI artisti di tutti i tempi.
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