domenica 3 gennaio 2016

Imposta RAI (non canone né abbonamento) pagata più volte dalla stessa famiglia

Scopro che gran parte dell'articolo scritto da Giancarlo Marcotti per Finanza in Chiaro e ripreso dal sito STOP EURO, che avevo pubblicato in questo post, è cancellato proprio nelle parti in cui ci sono pesanti aggettivi all'indirizzo di Matteo Renzi. Dapprima ho pensato fosse un difetto dell'edit di Blogger di Google, che di difetti ne ha, ma il fatto che siano cancellate proprio QUELLE parti mi fa pensare altro. Su paperblog il mio post è riportato integralmente. Non so cosa pensare, ma siccome sono ostinata riporto l'articolo direttamente da Finanza in Chiaro, lasciando sotto la pubblicazione di STOP EURO così come appare ora.

Aggiornamento h. 21:51 del 7 gennaio 2016: le parti cancellate sono miracolosamente riapparse! Non so a cosa attribuire il fenomeno, ma lascio a questo punto l'articolo originale + la ripresa di STOP EURO.

Da: Finanza in Chiaro

Legge di Stabilità: passa la truffa sul canone Rai, una delle più grandi porcate della storia repubblicana

Giancarlo Marcotti  5 Commenti
Ed alla fine sono andati fino in fondo, senza vergogna! Altro che gli 80 euro alle forze dell’Ordine, altro che i 500 euro ai diciottenni i veri beneficiari di questa schifosa legge di stabilità sono i leccaculo della Rai.
Renzi ha voluto così ricompensare questi squallidi figuri, dipendenti, ma soprattutto funzionari e dirigenti lottizzati della Rai per la loro devozione ed il loro servilismo, persone senza dignità, sempre pronti ad incensare il padrone e prostrarsi al potere politico.
Al baraccone della Tv pubblica che ogni anno oltre a profondere disinformazione in quantità industriale, produce buchi spaventosi di centinaia di milioni di euro, arriveranno altri 420 milioni di euro.
E potranno così andare avanti a pagare stipendi faraonici alle varie Littizzetto, ai vari Fazio, potranno ancora mantenere gli oltre 11.000 dipendenti, ossia più di quelli di Mediaset, Sky e La7 sommati insieme, potranno ancora sperperare soldi pubblici mantenendo sedi in Italia e all’estero che hanno costi spropositati e non producono nulla, e potranno ancora prendere in giro gli italiani spacciando questa feccia per Servizio Pubblico.
Ovviamente la porcata non sta nel fatto che il canone Rai sarà inserito nella bolletta elettrica, pagare con un bollettino o all’interno di una bolletta non fa alcuna differenza, la porcata è aver abolito la possibilità del suggellamento!!!
Una persona che possiede un televisore soltanto perché ha liberamente sottoscritto un abbonamento con una azienda privata (Sky o Mediaset che sia) e potersi così vedere dei programmi che egli gradisce, perché lo si costringe anche a pagare un canone alla Rai?
Se la Rai a me fa schifo, perché sono obbligato a sovvenzionarla?
Renzi è arrivato dove nemmeno i fascisti avevano osato!!!
Il canone Rai infatti è una tassa introdotta nel 1938 in pieno regime. I fascisti, però, avevano perlomeno previsto la possibilità del suggellamento, consentendo, all’utente che ne faceva richiesta, l’esenzione dal pagamento del canone.
Renzi ha abolito questa possibilità, una vera e propria vessazione nei confronti dei cittadini che si vedono costretti a pagare un pessimo servizio che oltretutto non hanno richiesto.
In pratica gli italiani verranno derubati di altri 420 milioni di euro che, come abbiamo visto, saranno sperperati e serviranno a pagare ancora una pletora di lacchè, vili servitori dei politici di turno.
Ma come al solito Renzi non si è limitato a imporre una vera e propria porcata, ha voluto fare di peggio, dando a questo capitolo della legge Finanziaria (o di stabilità) il titolo “Riduzione del canone Rai” e chiamando evasori milioni di italiani che invece non pagavano il canone in maniera assolutamente legale! In un Paese normale il Premier dovrebbe essere denunciato e costretto a risarcire tutti questi onesti cittadini italiani che sono stati da lui offesi ed insultati.
Altro che tasse in meno, se si derubano i cittadini di altri 420 milioni di euro significa che le tasse aumentano!!! Non diminuiscono!!!
Ma per capire quanto Renzi sia una persona subdola basta andarsi a leggere cosa diceva a proposito della Rai durante la Leopolda del 2011, quando cercava di conquistarsi fette di potere, ecco le sue parole: “Oggi la Rai ha 15 canali, dei quali solo 8 hanno una valenza “pubblica”. Questi vanno finanziati esclusivamente attraverso il canone. Gli altri, inclusi Rai1 e Rai2, devono essere da subito finanziati esclusivamente con la pubblicità, con affollamenti pari a quelli delle reti private, e successivamente privatizzati”.
Il punto successivo delineava la nuova governance del dimagrito servizio pubblico: «Dev’essere riformulata sul modello Bbc (Comitato strategico nominato dal presidente della Repubblica che nomina i membri del Comitato esecutivo, composto da manager, e l’amministratore delegato). L’obiettivo è tenere i partiti politici fuori dalla gestione della televisione pubblica».
D’accordo che i politici in genere sono dei mentitori, ma pensare ad una persona più falsa ed infida di così è realmente difficile.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Da: STOP EURO

Legge di Stabilità: passa la truffa sul canone Rai, una delle più grandi porcate della storia repubblicana

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Ed alla fine sono andati fino in fondo, senza vergogna! Altro che gli 80 euro alle forze dell’Ordine, altro che i 500 euro ai diciottenni i veri beneficiari di questa schifosa legge di stabilità sono i leccaculo della Rai.
Renzi ha voluto così ricompensare questi squallidi figuri, dipendenti, ma soprattutto funzionari e dirigenti lottizzati della Rai per la loro devozione ed il loro servilismo, persone senza dignità, sempre pronti ad incensare il padrone e prostrarsi al potere politico.
Al baraccone della Tv pubblica che ogni anno oltre a profondere disinformazione in quantità industriale, produce buchi spaventosi di centinaia di milioni di euro, arriveranno altri 420 milioni di euro.
E potranno così andare avanti a pagare stipendi faraonici alle varie Littizzetto, ai vari Fazio, potranno ancora mantenere gli oltre 11.000 dipendenti, ossia più di quelli di Mediaset, Sky e La7 sommati insieme, potranno ancora sperperare soldi pubblici mantenendo sedi in Italia e all’estero che hanno costi spropositati e non producono nulla, e potranno ancora prendere in giro gli italiani spacciando questa feccia per Servizio Pubblico.
Ovviamente la porcata non sta nel fatto che il canone Rai sarà inserito nella bolletta elettrica, pagare con un bollettino o all’interno di una bolletta non fa alcuna differenza, la porcata è aver abolito la possibilità del suggellamento!!!

Una persona che possiede un televisore soltanto perché ha liberamente sottoscritto un abbonamento con una azienda privata (Sky o Mediaset che sia) e potersi così vedere dei programmi che egli gradisce, perché lo si costringe anche a pagare un canone alla Rai?
Se la Rai a me fa schifo, perché sono obbligato a sovvenzionarla?

Renzi è arrivato dove nemmeno i fascisti avevano osato!!!

Il canone Rai infatti è una tassa introdotta nel 1938 in pieno regime. I fascisti, però, avevano perlomeno previsto la possibilità del suggellamento, consentendo, all’utente che ne faceva richiesta, l’esenzione dal pagamento del canone.

Renzi ha abolito questa possibilità, una vera e propria vessazione nei confronti dei cittadini che si vedono costretti a pagare un pessimo servizio che oltretutto non hanno richiesto.

In pratica gli italiani verranno derubati di altri 420 milioni di euro che, come abbiamo visto, saranno sperperati e serviranno a pagare ancora una pletora di lacchè, vili servitori dei politici di turno.

Ma come al solito Renzi non si è limitato a imporre una vera e propria porcata, ha voluto fare di peggio, dando a questo capitolo della legge Finanziaria (o di stabilità) il titolo “Riduzione del canone Rai” e chiamando evasori milioni di italiani che invece non pagavano il canone in maniera assolutamente legale! In un Paese normale il Premier dovrebbe essere denunciato e costretto a risarcire tutti questi onesti cittadini italiani che sono stati da lui offesi ed insultati.

Altro che tasse in meno, se si derubano i cittadini di altri 420 milioni di euro significa che le tasse aumentano!!! Non diminuiscono!!!

Ma per capire quanto Renzi sia una persona subdola basta andarsi a leggere cosa diceva a proposito della Rai durante la Leopolda del 2011, quando cercava di conquistarsi fette di potere, ecco le sue parole: “Oggi la Rai ha 15 canali, dei quali solo 8 hanno una valenza “pubblica”. Questi vanno finanziati esclusivamente attraverso il canone. Gli altri, inclusi Rai1 e Rai2, devono essere da subito finanziati esclusivamente con la pubblicità, con affollamenti pari a quelli delle reti private, e successivamente privatizzati”.

Il punto successivo delineava la nuova governance del dimagrito servizio pubblico:«Dev’essere riformulata sul modello Bbc (Comitato strategico nominato dal presidente della Repubblica che nomina i membri del Comitato esecutivo, composto da manager, e l’amministratore delegato). L’obiettivo è tenere i partiti politici fuori dalla gestione della televisione pubblica».

D’accordo che i politici in genere sono dei mentitori, ma pensare ad una persona più falsa ed infida di così è realmente difficile.

Da: TGCOM24 1 gennaio 2016
Capodanno: la bestemmia in diretta diventa virale (e un caso politico)
Blasfemia in sovraimpressione durante "L'anno che verrà" ampiamente ripresa dai social: commissione di vigilanza e utenti protestano


Ai tempi delle tecnologie da smartphone e dei social network, bastano pochi secondi perché un errore sia immediatamente documentato e non diventi rimediabile: e così è successo nel caso della bestemmia, mandata via sms e riportata in un sottopancia dedicato ai messaggi degli spettatori, apparsa in diretta durante lo show di fine anno su Raiuno.





2 gennaio 2016
Bestemmia in diretta, il Vaticano attacca la RAI: "TV fuori controllo"
L'organo di stampa della Santa sede accusa la televisione di inseguire a tutti i costi una dimensione social, nel nome dello share. Una rincorsa che rischia di far sfuggire di mano le redini della situazione. 
Dopo la bestemmia in diretta  sul piccolo schermo, l'Osservatore Romano attacca la Rai e dice che in questo inizio d'anno abbiamo assistito a una "televisione fuori controllo". "Brindisi anticipato, il finale di Star Wars rivelato, parolacce e addirittura una bestemmia - scrive il giornale della Santa Sede -. Tutto in diretta. Non è stato certo un Capodanno tranquillo quello della Rai". E la tv rischia di diventare uno strumento "fuori controllo.




venerdì 1 gennaio 2016

Quando si è capito il giuoco

E' il titolo di una novella di PIRANDELLO, quel grande indagatore della psicologia umana, anzi, il titolo che lui scrisse è: Quando s'è capito il giuoco.
Come ha fatto anche con altre Novelle egli poi ne ha tratto una commedia, un poco ironica, un poco amara, sempre intrisa di una logica stringente fino al cavillo che discende dall'applicazione implacabile della ragione.
La commedia è : Il giuoco delle parti che vidi in televisione, in bianco e nero, in una memorabile interpretazione di Gabriele Ferzetti, uomo bello e pieno di intelligente fascino, che dette al personaggio del marito una vita tale che mai più potrei vederlo interpretato da altri con uguale o superiore bravura. Lui era il marito così come io l'ho capito nella sua essenza, nemmeno come lo stesso Pirandello forse lo ha pensato, inquadrandolo nella sua logica e visione della vita, che è un Leone il quale vede la vita ormai dall'esterno, con distaccato cinismo, per difendersi dal dolore, ma lo vedo come un assertore, direi paradigmatico, di una giustizia che si crea sulla base delle azioni sbagliate e cattive di coloro che agiscono superficialmente, come la moglie Silia, senza curarsi delle conseguenze sugli altri. E che poi fanno come se gli altri fossero rimasti sempre lì, fermi, là dove la loro cattiva superficialità li ha collocati, pensando di riprendere il filo della vita da lì, come se niente fosse stato.
Gabriele Ferzetti dette alle parole scritte da Pirandello qualcosa di così creativo nelle sue espressioni di voce, dei gesti e del viso, che mi trasmise un concetto diverso dal semplice cinico distacco dai fatti, bensì una intelligenza nell'aver capito dalle azioni degli altri tutte le loro intenzioni malevole ed ingiuste, volte a prendere soddisfazione dal male altrui inferto senza pensiero delle conseguenze. Ma le conseguenze ci sono e non sono quelle che chi agisce male pensa, cioè infliggere una umiliazione, affermare un trionfo di sé, una vittoria sull'altro, se l'altro è lucido ed intelligente come il personaggio del marito, Leone, il quale vede tutto, registra, analizza e con fredda logica mette la moglie di fronte alla responsabilità delle sue scelte.
Trovo giusto Leone, qualcuno forse lo vedrà vendicativo, ma se lo è la sua è una vendetta dell'intelletto che mette gli sconsiderati, in questo caso la moglie, davanti alla conseguenza delle loro azioni.

Il titolo del mio post è volutamente scritto come è scritto e non ricalca perfettamente il titolo della novella di Pirandello, giacché vuole riferirsi a chiunque abbia capito il gioco che si gioca fra le parti: qualsiasi esse siano. In ogni rapporto umano si stabilisce un gioco delle parti e chi non si comporta bene, pensando di essere più furbo, di ottenere un qualsivoglia vantaggio immediato, non importa se morale o materiale, può trovarsi di fronte l'altro che capisce tutto e accetta, prende atto di quel mal agire, tenendone conto però, per poi mettere, chi pensava di essere più furbo, di fronte alle sue scelte, quando verrà a reclamare qualcosa che non gli spetta più in conseguenza del suo agire.
Così ho preso per me il messaggio del personaggio pirandelliano, giacché credo che ciascuno di noi afferri quello che in parte ha già dentro di sé e il messaggio è solo una luce che si accende in noi e ci rivela a noi stessi. Mi sono accorta di essere come Leone di fronte al mal agire di persone con cui ho intrattenuto i più svariati rapporti umani, giacché per natura mai ho pensato qualcosa di cattivo di chi avevo di fronte a me, e allora è stato ancora più evidente l'agire malevolo dell'altro, quando c'era, e la sua dissennata volontà di farmi male senza ragione alcuna se non una stupida affermazione del proprio sé.

Morto Giovanni Bossetti: padre solo all'anagrafe

Da: Quotidiano.net
Bossetti, i misteri della madre Ester: «Illegittimo anche il terzo figlio»I pm: il padre naturale non è il marito di Ester né Guerinoni. Il pubblico ministero chiede a Bossetti: «Lo sa che suo fratello non è figlio del padre?». «Non ci credo», è la risposta pacata ma secca

di Gabriele Moroni
Bergamo, 4 ottobre 2014 - «Ma lei lo sa che anche suo fratello non è figlio di Giovanni Bossetti?». Le 11 del mattino del 6 agosto, un agosto rugiadoso, che dalle parti del carcere di via Gleno a Bergamo sembra ancora più malinconico. A quell’ora viene registrata la domanda del pubblico ministero Letizia Ruggeri all’uomo biondo, snello, che le sta di fronte. «Non ci credo», è la rispostapacata ma secca di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello in cella per l’omicidio di Yara Gambirasio. Una domanda che il magistrato formula per quella che è: non un interrogativo ipotetico ma una certezza acquisita.
Menzogne e pochi sortilegi. Bugie che coinvolgono e sconvolgono, con un effetto domino, grappoli di famiglie. Storie di provincia, dove il peccato è segreto e nello stesso tempo pubblico e amplificato. E più ci si addentra in questa riedizione orobica di Beautiful, e più si ha l’impressione che una buona parte ruoti attorno ad Ester Arzuffi. Alta, slanciata, aspetto curato, che non ha dimenticato come si fa ad essere belle nonostante le 67 non facili primavere.

La genetica ha già svelato con l’assoluta e spietata certezza di un 99,9 per cento infinitamente periodico che i suoi figli gemelli, Massimo Giuseppe e Laura Letizia, venuti al mondo a Clusone il 28 ottobre del 1970, non sono figli del marito Giovanni. Ester li ha avuti dalla relazione con Giuseppe Guerinoni (il secondo nome di Massimo), autista di corriere che non disdegnava di fare il piacione con le passeggere sopratuttto in vista del capolinea. Con Ester erano vicini di casa in quel di Parre. Guerinoni guidava il «tramino», il pullman arancione che si muoveva nella modesta toponomastica della zona, fra Parre, Piario, Ponte Selva. La mattina dava un passaggio alla Ester insieme con il collega e amico Vincenzo Bigoni, il primo che poi racconterà ai giornali le scappatelle del Giuseppe.

Nel 1975 viene al mondo il terzo figlio, Fabio, che oggi è titolare di una piccola impresa di materiale elettrico a Brembate di Sopra, il paese di Yara. Anche l’ultimo dei ragazzi Bossetti, stando alle sicurezze degli inquirenti, avrebbe un padre naturale. Figlio di un altro uomo, che non è il Giovanni e neppure il Giuseppe. Ester e le bugie. Ester e i segreti. Quando Massimo viene blindato, sua moglie Marita affronta la suocera con i pugni al cielo. Ester nega come non ha smesso di negare. Decisa, tetragona.
È andata in carcere dal figlio, gli ha parlato. Il legame è forte. Lo è molto. Tanto da far pensare che Ester possa nascondere altri segreti.

Da: L'Unione Sarda Venerdì 03 Ottobre 2014 
Yara, dramma in casa Bossetti "Tutti i figli sono illegittimi"
Crolla il castello di bugie raccontate da Ester Arzuffi, la madre di Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere in carcere dal 16 giugno con l'accusa di aver ucciso la 13enne Yara Gambirasio. In seguito agli esami del Dna per identificare "Ignoto 1", le cui tracce biologiche sono state trovate sugli indumenti della ragazzina, si era scoperto che Massimo e la sua gemella non sono figli naturali di quel padre che hanno sempre considerato tale, il marito di Ester Arzuffi, ma di Giovanni Guerinoni, autista di Gorno (Bergamo). La madre continua a negare, dice che lei e Guerinoni non c'è mai stato nulla, e che Massimo e Laura Letizia sono figlie di Giovanni Bossetti. Ora però viene fuori che anche il terzo figlio, Fabio, 39 anni, non ha un Dna compatibile con il suo padre legittimo. E lei ancora nega. Per gli inquirenti si tratta di un mondo di bugie, venuto fuori solo e soltanto perché legato a un omicidio, ma la donna non ha ritenuto opportuno, in tutti questi anni, rivelare la verità ai suoi figli e a suo marito.

Da: Il Giornale.it
L'ultima bugia di una madre che nega l'evidenza
Ester Arzuffi sostiene ancora di non aver tradito il marito. Ma la famiglia non le crede più
 - Sab, 21/06/2014

Piera Bossetti, sorella di Giovanni, non ha dimenticato le voci che si rincorrevano lungo la Val Seriana su Ester Arzuffi prima che diventasse sua cognata. «Eh, andava...», ammicca in un'intervista trasmessa dal programma «Matrix». Andava dove? «Con gli uomini andava, da giovane andava anche in giù di là, a Seriate. Avevo sentito voci che andava con gli uomini, cose sue, che faceva lei. Poi non ho più saputo niente perché non siamo mai stati a contatto». «Mio fratello era un po' così - sospira Piera Bossetti - sempre stato così, non diceva mai niente, gli andava bene tutto». I ricordi si intrecciano con le malelingue, segreti mai detti trovano sfogo nella tragedia. Amori clandestini, figli della colpa, misteri sepolti nelle valli bergamasche. E questa donna di 67 anni che nega di avere avuto una doppia vita, come il figlio dagli occhi di ghiaccio nega di essere un killer nascosto dietro una vita irreprensibile.


Codeste situazioni sono sempre esistite e spesso la "vittima" è perfettamente cosciente della sua disgrazia, ciò nondimeno, per ragioni legate alla sua personalità, egli finge di non sapere e arriva anche ad odiare chi voglia aprirgli gli occhi traendolo dalla sua finzione.
Ha detto bene il giornalista che ha scritto che senza questo orribile delitto tutto sarebbe rimasto coperto come era sempre stato. Coperto a chi sta lontano, giacché la sorella di lui dice esplicitamente che questa Ester era conosciuta fin da prima che sposasse suo fratello come un certo tipo di persona. Per non parlare di altri articoli che riportano racconti dei vicini di casa, dove abitavano quando i figli erano piccoli, in cui la signora riceveva dei "signori" e, quando c'erano, i bambini non potevano risalire in casa ma dovevano rimanere a giocare in strada. Altri hanno scritto che colui che ora è morto a volte l'hanno visto fumare in balcone mentre dentro c'erano questi misteriosi signori che la signora riceveva. Nel caso migliore si può pensare che faceva la sarta e forse riparava i vestiti di questi "signori".
Ricordo un professore di Genetica, molto prestigioso quanto esplicito, che ho conosciuto nella Facoltà di Medicina dove ho lavorato molti anni, il quale diceva che il mondo era pieno di cornuti  più di quanto la gente non pensasse. Questo prima che prendesse piede l'esame del DNA, ma solo con l'esame dei gruppi sanguigni, che non potevano dare la certezza della paternità ma, in casi di palese incompatibilità  genetica, potevano certificare che quel figlio non poteva proprio essere di quel padre.
Faccio un esempio: madre con gruppo AB, marito con gruppo 00. Se un figlio ha AB, AA, BB il marito è certamente cornuto giacché egli non può che dare l'allele 0, dunque i suoi figli potranno essere solo del gruppo A (che vuol dire A0 ma abitualmente si indica così), oppure B (che vuol dire B0). Ma se la moglie ha avuto un amante con il gruppo 00 egli non potrà comunque avere la certezza che quel figlio sia suo o dell'altro. Per questo si poteva escludere la paternità in alcuni casi di evidente incompatibilità ma non avere la certezza che, pur essendo il gruppo compatibile, la paternità fosse certa. Con la mappatura del DNA non ci sono più dubbi.
Oltre la propensione alla finzione più spinta e alla menzogna però per negare l'evidenza scientifica bisogna anche avere una crassa ignoranza.  


mercoledì 30 dicembre 2015

Morire di parto nel 2015

Da: Il Secolo XIX

29 dicembre 2015

Morta durante il parto, quattro ipotesi per il decesso

Noemi Penna
Torino - Per tutta la gravidanza, Angela Nesta è stata seguita dal consultorio famigliare di via Ventimiglia 112. Ha seguito gli esami indicati dall’Agenda della gravidanza fornita dalla Regione Piemonte, con il supporto dalla ginecologa Patrizia Nicolaci e degli altri specialisti del centro dell’Asl To1. Loro l’hanno definita «una gravidanza assolutamente normale. L’ultima volta che abbiamo visto Angela è stata il 21 dicembre, al corso pre parto». L’andamento degli esami è «sempre risultato regolare e anche se partiva da una situazione di sovrappeso, non poteva essere definita a rischio». Però qualcosa è andato storto. A dare le prime risposte sarà l’autopsia disposta per oggi dalle autorità, ma la causa della morte di mamma e figlia potrebbe solo aprire altri interrogativi. Angela e la piccola Elisa, nata morta a fine gestazione , potevano essere salvate?
Caso raro
Angela è una su diecimila. Una delle donne che ancora oggi, nei Paesi occidentali, muoiono di parto. Le statistiche sfavorevoli per la piccola Elisa erano più alte: la mortalità perinatale si attesta intorno ai 3 su mille. Ma la coincidenza della morte di madre e figlio in sala parto è ancora più rara, e porta a pensare ad una causa comune. Un comune denominatore in grado di spiegare l’arresto cardio-circolatorio della donna durante la fase espulsiva del feto - la più dolorosa e impegnativa per il cuore di ogni donna, in modo particolare di chi ha qualche chilo in più - e la morte in utero del feto, che fino alle 23 di Santo Stefano stava bene.
Tripla inchiesta
Mentre la famiglia punta il dito contro l’ospedale e chi nella notte fra il 26 e il 27 ha assistito al parto di Angela, il ministero della Salute ha annunciato l’arrivo al Sant’Anna degli ispettori, la cui indagine andrà oltre al fascicolo aperto dal pm Monica Supertino (che ipotizza l’omicidio colposo a carico di ignoti), e a quello dell’Osservatorio sulla mortalità materna dell’Istituto Superiore di Sanità. E anche se ufficialmente nessun medico si sbilancia sulle possibili cause, in corsia e fuori circolano più ipotesi. In ogni caso, secondo la professoressa Chiara Benedetto, primario del reparto del Sant’Anna dove Angela è stata ricoverata il 23 dicembre, «è stato fatto tutto il possibile: la situazione è peggiorata in modo repentino e senza alcun preavviso».
Possibile cause
Secondo l’équipe medica, Angela era molto agitata e ha rifiutato l’ultimo tracciato, quello che avrebbe potuto monitorare il cuore della bimba e far capire che qualcosa non andava. A causare l’improvvisa dilatazione potrebbe essere stato il farmaco somministrato per indurre il parto, che ha fra gli effetti collaterali più comuni la lacerazione dell’utero e riduzione di ossigeno per il feto. Ci sono poi tutte le cause patologiche, che vanno dall’ipertensione ad un attacco ischemico sino alle malformazioni congenite. C’è poi la questione del peso e dell’aumento ponderale in gravidanza, che ha portato la donna a rientrare negli indici dell’obesità.
++++++++++++++++++++++
29 dicembre 2015

Morta durante il parto a Torino, il compagno: «Era a terra in stanza»

Massimiliano Peggio
Torino - Sul mobile del salotto c’è la foto di Angela a sei anni, in tutù rosa da ballerina. «Faceva danza classica - dice il papà Pietro - Una volta, poco prima di un saggio, cadde malamente e si ruppe un braccio. La portammo in ospedale, preoccupati, ma per tutto il tempo cercò di convincere i medici che non si era fatta nulla, perché non voleva rinunciare a quell’appuntamento. Era forte, mia figlia, una roccia».
In caserma
Ieri pomeriggio i carabinieri di Mirafiori, su delega della procura che indaga sulla morte di Angela, la mamma di 39 anni, deceduta nella sala parto del Sant’Anna con la sua bimba Elisa, nella fase «espulsiva del feto», hanno sentito il papà, Pietro Nesta, e il compagno, Francesco Scarlata. «Cosa abbiamo detto? Tutto quello che è successo: da quando è stata ricoverata la prima volta il 21 dicembre, fino a quando mi sono presentato in sala parto con i carabinieri, nella notte del 26, perché non ci volevano fare entrare» racconta il padre. E aggiunge: «Sì è vero, ho perso la testa ma non ho aggredito nessun medico. Ero sconvolto perché non ci dicevano niente. Eravamo in balia del dolore».
La convivenza
Angela e Francesco si erano conosciuti nel 1999, tramite amici, poi si erano lasciati. «Undici anni dopo ci siamo rivisti e da quel momento non l’ho più mollata. Era l’amore della mia vita» racconta Francesco, dipendente della Lear. «Nel giro di una settimana ci siamo messi insieme e poco dopo siamo andati a convivere in un alloggio di via Cortemilia, a due passi dai suoi genitori». Tra alti e bassi per il lavoro, hanno deciso di mettere su famiglia. «Volevamo un bimbo perché tutti i nostri amici avevano figli. Così lo abbiamo cercato per quattro anni. Poi, il 2 maggio, finalmente ha fatto il test: positivo. Eravamo fuori di testa quel giorno, ubriachi dalla gioia. Il mattino seguente lo ha rifatto ed era di nuovo positivo. Ho subito chiamato amici e parenti, sembravo un pazzo». In estate hanno scoperto il sesso: femmina. Quando? «Il 12 agosto». Il nome chi lo ha scelto? «Insieme. Angela mi chiese: “cosa preferisci tra Erica ed Elisa?” Le risposi: “Elisa”».
La telefonata
Francesco è stato l’ultimo a vedere Angela in vita, nella serata di Santo Stefano. «Si contorceva dal dolore. Dopo un po’ di insistenza, i dottori sono venuti a visitarla, ma continuavano a dire che era tutto a posto e non era arrivato il momento di partorire e che non era il caso di ricorrere al cesareo». Ha salutato Angela e se n’è andato a casa. «Mi hanno detto di andare a dormire tranquillo, perché era tutto sotto controllo. Sono andato via con le lacrime agli occhi, pensando che fosse in buone mani. Sarei dovuto rimanere in ospedale». Alle due e un quarto di notte è arrivata la telefonata, dal telefonino della donna. «Mi hanno chiamato dicendomi che avevano trovata Angela a terra, nella sua stanza, e che la nostra piccola era nata ma non ce l’aveva fatta».
Così ha subito chiamato il padre di lei: insieme hanno raggiunto il Sant’Anna. «A ripensarci ora, l’unico segno di umanità lo abbiamo ricevuto dal sorvegliante che ci ha accompagnati all’interno dell’ospedale, prendendosi cura di noi. Cosa che non hanno fatto i medici».
La mia mamma, nata nel 1909, diceva: "Si chiama parto perché si parte.. si muore.."
Antichi detti legati alla realtà di epoche in cui la morte per parto era frequente. O ti aiutava la natura o eri spacciata, ma non solo, giacché anche i medici facevano la loro parte infettando le donne che morivano delle cosiddette "febbri puerperali".
Da Wikipedia: L'infezione era molto diffusa fino alla seconda metà dell' '800 e veniva trasmessa per contagio diretto tramite lesioni della mucosa avvenute durante il parto. Fu Ignác Semmelweis a formulare l'ipotesi, straordinaria per l'epoca, che questa fosse dovuta all'abitudine che i medici e gli studenti presenti in reparto avevano di passare dall'esame autoptico sulle donne decedute direttamente al contatto con le partorienti che andavano a visitare in corsia[2]. La patologia è stata del tutto debellata, in seguito, grazie alle norme igieniche che sono state adottate a scopo preventivo nei reparti di maternità degli ospedali.
Ancora oggi, sia pure con scarsa frequenza, si può morire di parto. Resta da vedere se per patologia inevitabile o se per incapacità o dolo del personale sanitario, oppure se per una concausa fra i due fattori.
La mia mamma mi partorì nel 1946 a Roma, nel reparto maternità dell'Ospedale S. Giovanni. I suoi racconti riportano di una gravidanza senza analisi, senza visite ginecologiche, fino al parto a termine in cui però il personale sanitario non ci fa una bella figura, calcolando che siamo nella Capitale d'Italia e in un grande Ospedale. Doglie durate 24 ore! Ostetriche di turno che ai lamenti delle donne in travaglio commentavano ridendo: "T'è piaciuto eh? E mo' soffri!" Dopo una notte orrenda senza aiuto alcuno, al mattino passa il Primario in visita di prammatica seguito dal codazzo degli Assistenti e Studenti ossequiosi, visita la "primipara attempata", così la definisce (mia madre aveva 37 anni), dicendo "La madre ancora resiste ma il feto è in sofferenza, la bocca dell'utero è stretta, bisogna portarla in sala parto." In sala parto le viene applicato il forcipe, oggi credo non più usato per tanti danni fatti ai neonati fino alla morte per distacco della testa, e nasco io, senza vagito perché asfittica, dato che ero nel canale del parto dalla notte ma la partoriente, abbandonata a sé stessa e con "la bocca dell'utero stretta", aveva invocato inutilmente un soccorso. Il forcipe mi lascerà un livido sulla tempia destra.
Nel 1966 nasce la mia prima figlia. Questo il progresso: visite da un Primario Ginecologo Direttore di una clinica specialistica, analisi delle urine per tutta la gravidanza, visite dal medico di base. Conclusione: all'ottavo mese di gravidanza attacchi eclampici, pressione arteriosa a 200, poi coma, albumina al 3 x mille, ricovero con ambulanza a sirene spiegate verso lo stesso Ospedale dove sono nata. Novità: il Reparto maternità si è trasferito dall'antico edificio dell'Ospedale del Salvatore, che si trova nel retro dell'Ospedale nuovo, nel nuovo edificio. Il giovane e sconvolto marito viene rimproverato dai medici del Pronto Soccorso: "Si porta una donna in queste condizioni? Gestosi gravidica!! Ma non faceva le analisi delle urine?" Il poveretto tira fuori da una tasca le ultime analisi fatte all'INAM (ente mutualistico dei lavoratori del settore privato, eliminato quando fu creato il Servizio Sanitario Nazionale unificando la prestazione sanitaria per tutti). I medici leggono e si tacciono: le analisi riportano la data di 15 giorni prima e c'è scritto "albumina assente". Dicono: "Ma non è possibile che oggi misuriamo un'albumina al 3 per mille e che 15 giorni fa non c'era nulla!" Per loro le analisi sono state fatte senza cura... Oggi si sporgerebbe denuncia e si chiederebbero i danni. Mia figlia nasce per via naturale grazie alla perizia dei medici del S. Giovanni che provano ad evitare il cesareo, data la mia età giovanissima, nonostante l'urgenza di salvare la vita alla madre ed al nascituro che viene alla luce, mentre io sono in coma, inducendo il parto con farmaci dati per flebo e per via intramuscolo. Una situazione drammatica che si è risolta bene anche per fortuna, oltre che per la bravura dei medici, perché la bambina, prematura ed asfittica a causa del debito di ossigeno dovuto alla madre sotto attacchi eclampici, non ha riportato danni cerebrali e nemmeno la madre. Dunque tre eventi che non esiterei a definire criminosi hanno portato a questa situazione: il grande Direttore di Clinica Ginecologica a cui pagavamo profumatamente le visite si faceva leggere le analisi per telefono, accontentandosi "dell'albumina assente" che il Laboratorio di Analisi Cliniche dell'INAM scriveva nei referti in modo altrettanto criminoso, giacché già dall'inizio del settimo mese di gestazione si erano evidenziati degli enormi edemi alle caviglie, di cui avevamo informato il Grande Professorone ed il medico di base, i quali, evidentemente, non avevano nemmeno letto un bellissimo libro divulgativo scritto dal Ginecologo Ferruccio Miraglia intitolato "Sarò Madre", che mio marito mi aveva regalato e che io avevo letto apprendendo una serie di cose interessanti e illuminanti. Abbiamo ricostruito che io debbo aver avuto il primo attacco eclampico mentre ero da sola, perché mio marito era uscito per chiamare il medico di base, dato che avevo nausea e sonnolenza, praticamente uno stato precomatoso data l'albumina che ormai intasava i miei reni. Arrivato il medico di base misura la pressione e dice: "200" e prescrive dei vasodilatatori!!! Io ero sveglia in quel momento e, se pur annebbiata dalla sonnolenza, ricordai quanto letto sul libro "Sarò Madre" e dissi al medico: "La pressione alta è un sintomo della gestosi gravidica". Ma nemmeno il suggerimento di una paziente che aveva letto solo un libro divulgativo accese un lumino nella mente del medico, immeritevole di tale titolo accademico! Ed egli se ne andò dopo aver prescritto dei vasodilatatori ad una donna incinta all'ottavo mese, con evidentissimi edemi alle caviglie ed un altrettanto stato precomatoso che avrebbe dovuto essergli chiaro alla semplice visita...
Avremmo dovuto denunciare tutti e tre: Inam, Professorone dei miei stivali e medico di base. Ma eravamo così felici di star bene ed essere tutte e due sane e salve che non denunciammo nessuno.
"Sarò madre" - la donna dall'adolescenza alla maternità - Autore il Ginecologo Dott. Ferruccio Miraglia

martedì 29 dicembre 2015

50 anni di Matrimonio



1965 ROMA Basilica di SS. Cosma e Damiano
I due sposi, 26 anni lui, 19 anni lei, scelsero la Basilica sita in Via dei Fori Imperiali dopo aver visitato e valutato la più celebre Basilica di S. Francesca Romana, che si trova poco più avanti verso il Colosseo.


All'epoca tale Basilica era la Chiesa scelta dalle persone più in vista per i loro matrimoni: attori, giornalisti molto noti ed altro la sceglievano per la vista sui Fori.

Roma - Basilica di S. Francesca Romana


I due sposi, di cui oggi ricorre il 50esimo anniversario, non la scelsero, nonostante l'addobbo in azzurro, solitamente più caro di quello in rosso, in S. Francesca costasse meno di quello in rosso di SS. Cosma e Damiano. Segno che ai due poco importava delle mode allora correnti, preferendo spendere di più scegliendo quello che a loro piaceva. 


Lei conosceva bene la Basilica di SS. Cosma e Damiano giacché lì vicino, in Via Frangipane, abitavano gli unici parenti che le volevano bene e lì aveva fatto la Prima Comunione la sua cara cugina Laura.

Roma - Basilica di SS. Cosma e Damiano - Ingresso da Via dei Fori Imperiali
     Basilica di SS. Cosma e Damiano vista dal Palatino

Il Chiostro della Basilica di SS. Cosma e Damiano: la sposa, entrando da Via dei Fori Imperiali ha attraversato il porticato laterale per entrare nella Chiesa dove si è svolta la cerimonia.

L'abside decorato con un mosaico del 530



Via dei Fori Imperiali con visibile sulla sinistra la Basilica di SS. Cosma e Damiano


Gli sposi avrebbero voluto un pranzo a buffet in piedi, con poche persone, ma il padre della sposa, a cui la sua tradizione affidava l'onere economico del rinfresco matrimoniale, volle un pranzo tradizionale con molti invitati. Il pranzo si tenne presso il ristorante albergo Eden Tuscolano, circondato da un grande giardino.   
Eden Tuscolano: facciata verso Via Tuscolana, Frascati, RM


lunedì 28 dicembre 2015

Diario giornaliero

Sospetto

Sarà l'atmosfera dell'inganno ai cittadini, che in fondo tendono a fidarsi delle Istituzioni nonostante le esternazioni verbali di cinismo di piccolo cabotaggio, ma oggi ho notato qualcosa all'Ufficio Postale che contraddice la velocizzazione della coda agli sportelli. 
I correntisti Banco Posta hanno un corridoio preferenziale contrassegnato dalla lettera E. Ebbene il tabellone chiamava solo la lettera A, quella a cui possono accedere tutti per le più svariate operazioni di pagamento...
Il correntista postale però può pagare un bollettino come anche ritirare dei soldi...
Forse è il timore che la gente possa ritirare i propri soldi che oggi ha fatto ignorare la lettera E? 
Ho dovuto chiedere perché non la chiamassero. Infine, con molta calma, hanno iniziato a smaltire qualche numero della fila dedicata ai soli risparmiatori postali.. Mentre i numeri con la A venivano chiamati in continuazione, tanto che chi è entrato dopo di me ha potuto sbrigare le sue cose subito e prima.
Versare, versare, versare... Anch'io però dovevo solo versare. Un innocuo pagamento Enel. Ho pagato con il Postamat e la signora allo sportello mi ha chiesto: "Deve anche ritirare?"
"No", le ho risposto, tranquillizzandola.
Può darsi che mi sbagli, può darsi che avessero solo bisogno di liquidità in cassa... Ma di questi tempi, non si sa mai...

venerdì 25 dicembre 2015

La pagella di Renzi: seconda parte

Le Tasse secondo Renzi diminuite, la burocrazia a cui lui ha detto "Farò una guerra spietata"...

Le tasse non sono affatto diminuite purtroppo. Almeno per gente come noi.
E' la mia pensione da dicembre 2011 ad oggi che è diminuita di circa euro 100, causa prelievo dell'IRPEF comunale e regionale. Stessa cosa mi denunciano altre due mie amiche, pensionate che hanno lavorato una per un Ente diverso dal mio e una che ha lavorato presso strutture private... 
Comune e Regione CHE NON MI DANNO NULLA IN SERVIZI.
La Regione Lazio non ottempera nemmeno ai suoi più elementari doveri: curare gli alberi di sua proprietà mettendo a rischio l'incolumità della gente della zona dove ho una casa nel Pontino.
Il ramo di un grosso eucalipto è caduto nel mio giardino rompendo un muro di recinzione appena fatto e non uccidendo nessuno per pura casualità.
Da almeno 2 anni la Regione ha ricevuto una mia raccomandata con ricevuta di ritorno, corredata dal verbale dei VV.FF. di Latina che descrive il loro intervento insieme a quello dei Vigili Urbani e della Protezione Civile, per l'evento provocato dall'incuria della Regione verso detti alberi e con foto di tale gigantesco ramo. Non si capisce dove finisce la posta in entrata della Regione Lazio, eppure paga lo stipendio a chi registra in un protocollo in entrata la corrispondenza. Ho inviato anche per PEC la stessa missiva con i medesimi allegati. Dopo un anno hanno inviato per 2 volte un tecnico che ha stilato relazioni. Dopo 2 anni ho inviato e-mail chiedendo dove era finita la pratica e alla fine sono venuti in 5 o 6 a "vedere" ma gli alberi sono sempre senza cura e sempre pericolosi. Non ci sono soldi, sembra. Dove finisce la mia IRPEF? Forse per pagare gli stipendi di chi siede nei vari uffici della Regione perdendosi la corrispondenza sotto pile di burocratiche ed inutili carte, mentre i VV.FF. invece debbono correre a rimediare ai danni creati dalla inadempienza della Regione? Allora la mia IRPEF deve andare ai VV.FF. e non alla Regione.
Sull' IRPEF comunale stendo un velo pietoso. Il comune dove risiedo si pappa la mia IRPEF erodendo la mia pensione senza darmi NULLA. Fino ad ora intascava anche la TASI, sempre senza darmi alcun Servizio. L'unico Servizio che ho è il ritiro della spazzatura per la quale pago altra Tassa, la Tari: euro 500 l'anno per una villetta di medie dimensioni. 
Ora da quello che mi dice l'esperto in Economia e Diritto di cui ho parlato nel post "Pagella Renzi: prima parte" dovrò pagare il canone in bolletta 2 volte. L'ho pagato per 45 anni regolarmente, abbiamo un numero di abbonamento antichissimo, ma ora Renzi mi dice che pagherò meno e NON E' VERO perché lo dovrò pagare su due bollette quindi pagherò euro 200!!
Mi si può obiettare di riunire le due residenze in una: quella mia e quella di mio marito. Ma mi sembra che esista una legge dello Stato che consente ai coniugi di avere residenze diverse per ragioni di lavoro o altro: perché punire chi usufruisce di codesto diritto facendogli pagare 2 canoni RAI?
Credo che sul piano legale questo aspetto vada approfondito, giacché non è costituzionale punire con un raddoppio di imposta chi usufruisce di un diritto sancito dalla Legge dello Stato. E lo approfondirò con la benemerita Associazione dei Federconsumatori a cui sono iscritta. Sono certa che è un abuso e, se resterà tale, sarò costretta a subire codesto abuso, ma terrò conto di quella che ritengo una presa per i fondelli di Renzi, che fa la riduzione di spesa togliendo alla RAI i fondi che spreca per poi dare la fregatura a noi.
Infatti non si recupera l'evasione facendo pagare due volte il canone alle famiglie che sono nella mia stessa situazione, per di più dicendo "che pagheremo meno"! Renzi ci prende realmente per i fondelli!!
Poteva consentire alle famiglie che hanno un regolare abbonamento di certificare quel numero di iscrizione mediante Legge di autocertificazione e, con i codici fiscali dei due coniugi, accertarne facilmente  l'autenticità, visto che il coniuge è sempre nella denuncia dei redditi dell'altro (lì siamo lo stesso nucleo familiare!). Insomma, se l'abbonamento è a nome di mio marito e il contratto per la fornitura elettrica di dove lui ha la residenza anche, non si capisce perché io, moglie, che ho la residenza altrove, debbo pagare una seconda volta sul contratto elettrico intestato a mio nome. E' negarmi il diritto ad avere la residenza anche separatamente pur essendo lo stesso nucleo familiare.
Ed ora passiamo alla burocrazia e alla "Guerra spietata" che Renzi aveva promesso di fare.
Con tutta l'onestà possibile IO NON NE VEDO NEPPURE IL MINIMO ACCENNO!
E passo a raccontare un esempio, di appena ieri, vissuto da un cittadino, che sembra tratto da un libro di Orwell, altro che guerra alla burocrazia, qui siamo oltre la più sfrenata fantasia di quello che un cittadino deve subire semplicemente per riprendere i PROPRI SOLDI LA' DOVE L'ENTE STATALE, PER IL QUALE LAVORAVA, HA DEPOSITATO LA SUA LIQUIDAZIONE o se preferite TFS. 
Il cittadino in questione si reca nell'Ufficio PP.TT. dove sono riscuotibili i Titoli di Stato in cui l'Ente per cui lavorava ha investito il suo TFS. Tali Titoli sono in scadenza e vanno riscossi con i dovuti interessi maturati.
Con lui c'è uno dei suoi figli, un uomo sui 40 anni che, mi dice, ha anticipato a suo padre una certa liquidità per l'acquisto di una casa, per non fargli perdere gli interessi dei Titoli qualora riscossi prima della loro naturale scadenza.
Prima sorpresa. L'anziano pensionato si sente chiedere dall'impiegato: "Perché li incassa?"
Nell'immediato verrebbe da rispondere: "La cosa non la riguarda". Ma il povero impiegato dice che QUELLE DOMANDE LUI LE DEVE FARE, PERCHE' QUALCUNO SOPRA DI LUI GLIELO HA ORDINATO! CI SONO DELLE NORME, DELLE PROCEDURE CHE LUI DEVE RISPETTARE!  
Il figlio fa notare che sono scaduti e che dunque vanno riscossi, dato che oltre la data di scadenza non maturano più alcuno interesse!
Seconda domanda dell'impiegato: "Che ci deve fare?"
Vi stupite? Guardate che è tutto vero e documentabile con luogo, ora e carte scritte. Lo stupore dei due uomini, padre e figlio era al massimo.
"Ma siamo in Italia o dove?"
"Siamo in una democrazia? Oppure...?"
Calcolate che su codesto TFS il pensionato ha pagato già le seguenti tasse: 27% IRPEF, 12,5% sui Titoli dal 1986.
In imbarazzo ed un poco umiliato l'uomo è costretto a dire all'impiegato gli affari suoi: che per non perdere gli interessi sui titoli non ancora scaduti e dovendo comperare una casa il figlio gli ha prestato una liquidità che ora lui restituirà con parte di quella che è la sua liquidazione.
Mentre l'uomo parla l'impiegato scrive avendo davanti un monitor. Sembra che tali informazioni siano richieste, (UDITE! UDITE!) dalla BANCA D'ITALIA!!!
Quella Banca D'Italia che in questi giorni si è rivelata tutt'altro che fiscale con certe Banche che hanno piazzato titoli carta straccia a piccoli risparmiatori!!!
Che rigore invece, che controllo, che a mio avviso lede addirittura il diritto costituzionale del rispetto del cittadino, sui privatissimi soldi stratassati di un TFS!!!
Ma andiamo avanti perché tale burocrazia invasiva, che fino a due anni fa non c'era, (testimonia il pensionato in questione che proprio 2 anni fa ha riscosso altri Titoli che scadevano), ha altri aspetti alla Orwell!
L'impiegato sottopone al pensionato un questionario di 5 pagine: "Questionario di adeguata verifica del cliente persona fisica".
Alcune delle domande: "Qual'è l'utilizzo di questo capitale?"
Suggerisce alcuni utilizzi: "Per investimenti immobiliari? Per viaggi?..."
"Altro? Che cosa?"
La risposta è: "Per bonifico in c/c a figlio".
Scusate, so che qualcuno si scandalizzerà conoscendomi, ma quello che è troppo è troppo: mi viene da pensare a risposte tipo "Per andare a puttane. Lo Stato me lo permette visto che sono soldi miei?" Nella voce Altro? si deve scrivere la verità e se un uomo, che ha vissuto come probo risparmiatore tutta la vita, decide di sputtanarsi la sua liquidazione andando a puttane lo Stato si scandalizza e non lo scrive??!! Deve scriverlo! Altrimenti è falsa dichiarazione a pubblico ufficiale e in atti pubblici!
E', ovviamente, una estremizzazione per dimostrare, qualora non bastassero i fatti, l'abuso assurdo sul cittadino!
Ma il pensionato in questione fa un bonifico al figlio. E allora, dopo aver firmato il primo questionario, l'impiegato è costretto dalla procedura burocratica a sottoporgliene un altro: "Questionario di adeguata verifica rafforzata del cliente persona fisica".  
Folle? Secondo me si. Pensate solo al burocrate che si è inventato codesta dicitura! Che tipo di pensiero produce costui?
Boh!
Al momento di effettuare il bonifico, l'ultima domanda: "Qual'è il suo Patrimonio Finanziario ed Immobiliare?".
Infine: pagare Imposta di Bollo: su n. 8 Buoni Postali euro 29!!!