sabato 28 maggio 2016

Scienza contro superficialità e ignoranza

Da: Quotidiano.Net

Le lacrime di Bossetti in tribunale. E la moglie sfreccia in Porsche

Bergamo, 28 maggio 2016 - IL PRIMO luglio non sarà solo il giorno della sentenza per l’omicidio di Yara Gambirasio. Prima di pronunciarla, la Corte d’Assise di Bergamo dovrà decidere chi è Massimo Bossetti. Il predatore notturno che ghermisce bambine inermi, le aggredisce, le colpisce, le abbandona a morire in solitudine, da blindare all’ergastolo? Oppure un irreprensibile muratore bergamasco descritto dalla difesa, innamorato degli affetti familiari al punto che nell’udienza di ieri si è sciolto in pianto quando uno dei legali ha evocato i suoi bambini?

NELL’AULA si attende l’annunciato arrivo di Ester Arzuffi, ma la madre dell’imputato non si presenta, trattenuta da un leggero malessere e soprattutto dall’emozione.
Da: IL NORD QUOTIDIANO
Compare invece la moglie, Marita Comi, giunta in tribunale a bordo di una Porsche Panamera color rame, con targa del Principato di Monaco, pilotata da Ezio Denti, uno dei consulenti della difesa. In aula scambia un sorriso con il marito per fugare le polemiche seguite alla lettera hard di Bossetti con la detenuta. Parola alla difesa. Claudio Salvagni parte all’attacco. «Questo è un processo di emozioni, di suggestioni. È un processo altamente mediatico. C’è una informazione malata, appiattita». Per la vicenda giudiziaria di Bossetti parla di «colpi bassi», di «tortura» come per l’acquisizione delle lettere fra il carpentiere di Mapello e la detenuta Gina. Definisce una «perla» un video diffuso alla stampa che secondo l’accusa riprende il furgone dell’imputato. «È stato confezionato come un pacchetto dono per tranquillizzare le gente, che aveva bisogno di avere il mostro, il pedofilo, il mentitore seriale inchiodato alle sue responsabilità». Definisce «atto gravissimo» la deposizione di un ufficiale del Ros che ha testimoniato che quando fu trovata Yara stringeva «dell’erba radicata nel terreno». «Non è possibile trasferire alla Corte qualcosa come indiscutibile quando invece non è vero».
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Da: Il Settimanale GIALLO: ... la vicenda che riguarda i due presunti amanti di Marita Comi, la moglie di Massimo Giuseppe Bossetti. Due le persone sentite da chi indaga, due gli amanti della moglie di Bossetti, uno di loro sarebbe un amico di famiglia. E’ vero? Non ci sarebbero prove per smentire la vicenda in quanto dai tabulati telefonici risulterebbero le chiamate, i messaggi tra la donna e queste due persone che sono state poi chiamate in procura.
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LA DIFESA ripropone l’ipotesi che Yara possa essere stata uccisa in un luogo diverso dal campo di Chignolo d’Isola. Perché non è stato cercato il sangue sotto il cadavere? Perché il colletto bianco della maglietta era intonso, nonostante la ferita al collo? Era difficile penetrare nel campo, anche gli operatori della polizia hanno avuto le tute strappate più volte dai rovi. Allora come è stato possibile correre, fuggire, inseguire, praticare ferite precise e millimetriche come quelle sui polsi? E perché sono stati trovati tanti peli e fibre nelle ferite se la piccola vittima era vestita? 
Il difensore Paolo Camporini cala un argomento ‘forte’. Parla dell’allineamento operato dalla difesa con i suoi consulenti degli orari delle telecamere che avrebbero ripreso il furgone cassonato di Bossetti la sera del 26 novembre 2010, quando Yara scomparve. Fra l’orario riportato nelle immagini e quello reale esiste una discrepanza di 12 minuti. Non è l’autocarro di Bossetti e se anche lo fosse sarebbe transitato alle 18.35, un quarto d’ora prima che un testimone vedesse Yara avviarsi verso l’uscita della palestra. «L’auto del testimone viene ripresa alle 18.48. Diciamo che gli occorrono due minuti per raggiungere la palestra. Sono le 18.50. A quell’ora Bossetti è già a casa. Se abbiamo ragione noi il processo è finito. O vogliamo farlo su quel mezzo Dna?».
Camporini tratteggia il profilo dell’imputato. «Lavoratore indefesso. Una persona più che abitudinaria. Nessun vizio. Nessuna dipendenza. Un carattere mite, a detta di tutti. È un uomo che cerca il consenso. Ha questo bisogno di essere amato». Il muratore di Mapello piange. 
di GABRIELE MORONI

Due mondi, sempre esistiti perché connaturati alla natura umana, quello positivista, che vuole vedere la verità con il metodo galileiano del "provando e riprovando", e quello che si ferma in superficie per i palati facili.Prima di Galileo solo l'acuto ingegno di pochi poteva, per doti connaturate ed eccezionali dell'intelligenza, intuire l'essenza della Verità.Dopo Galileo abbiamo lo strumento della Scienza.Ma non basta a quegli uomini che preferiscono le facili suggestioni, che si basano sulla superficialità di una faccia, (eppure Lombroso è stato sconfessato), che preferiscono alla lucida ragione la "pancia".Su questo humus proliferano e ingrassano cialtroni di ogni specie, donne e uomini senza alcuna morale, con facce e atteggiamenti impudenti, senza vergogna, inalberando una normalità che NON c'è ma che un giornalismo d'accatto presenta come tale, facendola ingoiare e digerire ai palati facili, digiuni di vera cultura, ma ricchi di visioni di "Amici" di Maria De Filippi, di "Grande Fratello", di commozioni di Barbara D'Urso, di scatole sofferte tutte le sere su RAI 1 e niente, niente riflessioni.  

giovedì 26 maggio 2016

Il seme di un'idea

Telescopio E-ELT: il più grande occhio sul cielo sarà prodotto dall'Italia

Ieri è stato firmato il contratto milionario con un consorzio di aziende italiane formato da AstaldiCimolai ed EIE. Con uno specchio primario di 39 metri di diametro, l'E-ELT è considerato una macchina delle meraviglie e verrà costruito in Cile, in un sito già attrezzato allo scopo.
A siglare il contratto da 400 milioni di euro per la costruzione della cupola e della struttura del telescopio sono stati il Direttore Generale dell'ESO, Tim de Zeeuw, il presidente della Astaldi, Paolo Astaldi, e il presidente della Cimolai, Luigi Cimolai.
Con un peso totale di circa 5000 tonnellate, un diamento di 85 metri e un'altezza di 80, la cupola rotante sorgerà nel 2017 sul Cerro Armazones, un picco di 3000 metri a 20 chilometri dall'Osservatorio dell'ESO di Paranal. La strada di accesso e il livellamento della cima della montagna sono già stati completati e l'inizio dei lavori in loco per la cupola è previsto per il prossimo anno.
L'Italia si occuperà anche della montatura e del tubo del telescopio, con una massa totale di più di 3000 tonnellate. Si tratta delle strutture più grandi mai costruite per un telescopio ottico/infrarosso.
“L'E-ELT produrrà scoperte che nemmeno possiamo immaginare oggi e ispirerà persone di tutto il mondo a pensare alla scienza, alla tecnologia e al nostro posto nell'Universo. La firma di oggi è un passo avanti fondamentale verso il completamento dell'E-ELT nel 2024” è stata la promessa di Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell'ESO.
L'area di raccolta della luce dell'E-ELT sarà più grande di quella di tutti i telescopi ottici esistenti messi insieme e fornirà immagini circa 15 volte più nitide rispetto a quelle del telescopio spaziale Hubble.
“E-ELT permetterà di indagare, da Terra e con un grande campo di vista, sia i corpi celesti della nostra galassia che le zone più lontane dell'universo. E non mancherà di dare un contributo fondamentale alla ricerca degli esopianeti, in particolare nello studio della loro struttura e atmosfera. L'Italia con ASI e INAF, sarà tra i paesi protagonisti di questo campo della ricerca astrofisica grazie anche al ruolo che svolgerà nelle prossime missioni dell'ESA, Cheops e Plato. Una sinergia Terra/Spazio che siamo sicuri ci regalerà molte soddisfazioni” ha detto il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston.
Redazione NextMe.it


E' una favola quella che racconto sotto questa bella notizia di progetti grandiosi che, per essere realizzati, hanno bisogno di grandi finanziamenti. Nelle favole chi ha un'idea (sempre scarse) la esprime, la comunica a chi comanda e gestisce i soldi di tutti, il quale fa un salto sulla sedia e procede alla sua realizzazione, riconoscendo a chi ha avuto l'idea il suo merito. Nella favola un anziano professore, che ha molto sofferto per aver visto, inascoltato, sperperare il denaro pubblico su progetti fallimentari vedendosi, per contro, negati finanziamenti minimi e avendo solo con la sua passione per la Scienza ottenuto qualche risultato, parla con un suo discente e gli comunica una sua idea: uno specchio per un telescopio da cento metri! E' una favola.. l'ho detto..
Il suo antico studente che gli vuole bene riflette e gli sembra un'idea irrealizzabile. Il vecchio professore gli dice che naturalmente l'idea va studiata, per la sua realizzazione servirà un'équipe, il progetto che discenderà dall'idea sarà laborioso, ma non irrealizzabile e l'entusiasmo per portarlo avanti sarà bellissimo... Lo scopo è naturalmente e sempre l'esplorazione dell'Universo, per saperne sempre di più. Tutta la vita il vecchio professore ha bramato la conoscenza... Ma anche fra chi si occupa di Scienza c'è chi pensa essenzialmente ai soldi, al potere.. Il vecchio professore, sconfitto, è cosciente che a lui questa brama di potere, soldi e gloria è sempre mancata e si rivolge al suo brillante discepolo dicendogli: "Tu sei in un posto importante, puoi realizzarlo."
Nel posto importante il giovane è arrivato per la sua bravura, ma anche per un poco di aiuto di suo padre, legato al mondo politico del suo Paese.
Egli, tornato al lavoro, comincia a studiare l'idea. Scrive formule e disegni abbozzando un progetto. Il suo capo scopre quello che sta facendo e con durezza gliene chiede conto. Il giovane uomo spiega ma incontra solo l'ostilità di chi comanda, come accadeva al suo vecchio docente, il quale gli intima di lasciare quel progetto, egli è pagato per seguire i progetti che la struttura per la quale lavora sta portando avanti, non per seguirne di suoi!!!
Praticamente il contrario di quello che la Scienza Pura richiederebbe.
Suo malgrado il brillante scienziato deve soggiacere al diktat del suo capo.
Ma, il tempo passa, ed egli tornerà a quel progetto e, in un momento diverso, gli sarà lasciata la libertà di lavorarci.
E' sempre in contatto con il suo antico docente e gli comunica che sta lavorando ad uno specchio da cento metri! Il vecchio professore è felice e commenta ricordando la loro conversazione di qualche anno prima. Ma il brillante ex-studente dice di non ricordarsi di quel colloquio e che l'idea è sua solo sua... Il vecchio professore non insiste, conosce la natura umana e lui non ha i mezzi per realizzare le sue idee... che rimangono idee... come scintille sparse che poi senza legna non fanno un incendio. Malinconicamente è però felice che il suo brillante ex-studente riesca a realizzare il suo sogno.
Ma tanti metteranno il cappello su quell'idea e anche il nome del giovane brillante, che ha iniziato il progetto, sparirà fra i molti che hanno il potere di stanziare i soldi pubblici.
Costruzione di una piccola stazione osservativa


mercoledì 25 maggio 2016

Don Giovanni con HIV

Da: La Repubblica.it

Nuovo arresto per Valentino Talluto, l'untore dell'Hiv: avrebbe contagiato 43 persone

La richiesta della procura è stata accolta dal gip Francesco Patrone, che deve però ancora pronunciarsi su un'altra richiesta del pm: quella di epidemia dolosa. Tra i contagiati dal 32enne, anche un bambino di otto mesi, figlio di una donna con cui ha avuto rapporti non protetti


martedì 24 maggio 2016

Roberto Giachetti




Cara Rita Coltellese,

quando ho deciso di candidarmi a guidare la nostra città, l’ho fatto – con un po’ di incoscienza forse – perché non ne potevo più di vederla rappresentata come una macchia nera, come il simbolo del malaffare, del degrado, della decadenza. Non può essere questo il destino della Capitale. Questa voglia di riscatto, questa sfida alla rassegnazione è il tratto della mia campagna, il motore della nostra avventura.
Per questo diciamo #RomatornaRoma. Una città che torna ad essere amata e invidiata nel mondo. Una città dalla quale i migliori non fuggano ma nella quale i migliori vogliano impegnarsi. È uno sforzo che non si può affrontare da soli. Non fatevi ingannare, chiunque vinca le elezioni non può farcela da solo.
Ci vuole un progetto nazionale del Paese sulla sua Capitale.
Ci vuole un sindaco onesto e competente capace di decidere con le mani libere.
Ci vuole una squadra di primo livello al suo fianco, che generosamente si mette a disposizione della città.
Ci vuole una rivoluzione della macchina amministrativa del Campidoglio e un patto nuovo con chi ci lavora dentro.
Ci vuole una città pronta a fare la sua parte, ad essere coinvolta in un progetto di cambiamento: a modificare le abitudini quando serve, a partecipare e condividere le scelte ogni volta che sarà necessario.
Su tutto questo, soltanto noi possiamo offrire garanzie. La prova è nella mia storia personale: ho contribuito ad amministrare questa città nei suoi anni migliori, quando siamo stati un modello per il Paese. La prova è nelle scelte di rottura che abbiamo fatto anche rispetto al nostro recente passato: le liste pulite, la scelta di offrirle al vostro giudizio prima ancora che fossero raccolte le firme.
E una scelta di rottura, forse la più forte, la compio oggi. Senza filtri, senza riunioni di partito, senza caminetti, senza trattative. Contro il parere di molti. Per la prima volta in assoluto, un candidato sindaco presenta prima del voto la squadra con la quale governerà i nodi cruciali della città. Nessun altro candidato è in grado di farlo, nessuno di loro può permettersi questa libertà. Nessuno può contare su una squadra di questo livello, per competenza, integrità, prestigio.
Sono le donne (tante) e gli uomini (pochi) con i quali risolleveremo Roma. E anche qui si cambia rotta: mai più l’onta – una delle tante che abbiamo conosciuto grazie a Gianni Alemanno – di una giunta decaduta per non aver rispettato la presenza di donne previste dallo statuto. Anche qui cambiamo tutto: larga maggioranza di donne. Voglio proprio vedere chi avrà voglia di protestare per questo.
E ora i nomi, che tanto attendete. Ma con due premesse. La mia squadra è ben più larga di loro. E in parte la conoscete già. Ci sono i nostri candidati presidenti di municipio, innanzitutto: Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Paolo Marchionne, Emiliano Sciascia, Alessandro Rosi, Dario Nanni, Valeria Vitrotti, Anna Rita Marrocchi, Andrea Santoro, Maurizio Veloccia, Cristina Maltese, Massimiliano Pasqualini, Valerio Barletta, Daniele Torquati.
Amministratori giovani e onesti, con i quali attueremo quel decentramento di cui da anni si chiacchiera è basta. A loro trasferirò finalmente competenze e risorse e personale adeguati a metterle in pratica. Smetteranno di essere maxi frustrati e diventeranno realmente mini sindaci dei municipi che governano.
Sono i pezzi di una squadra larga, larghissima con la quale proveremo a cambiare le cose. A partire dai consiglieri comunali che saranno eletti nelle liste che mi sostengono e che comporranno una maggioranza forte e coesa, fondamentale per il progetto che dovremo realizzare. Coinvolgendo direttamente i cittadini sulle scelte cruciali con meccanismi di partecipazione diretta che abbiamo giá in mente e che sono nel nostro programma. Lo stiamo presentando scheda per scheda ogni giorno e lo conoscerete nella sua versione completa questa settimana.
La seconda premessa riguarda i nomi che sto per leggervi. Sono romani per nascita, romani per adozione o romani per scelta. Amano questa città e vogliono impegnarsi per tornare a farla splendere. Non sono espressioni di partito, di corrente, di lobby. Sono professionisti che nella maggior parte dei casi fanno lavori bellissimi, che amano molto e per i quali sono pagati meglio e corrono rischi minori degli incarichi a cui li sto chiamando. Non sono amici miei, sono amici di Roma. A loro va la mia profonda gratitudine. Per aver deciso di mettere il loro prestigio e le loro capacità al servizio della città. Per aver compreso la mia proposta, ben prima di conoscere l’esito delle elezioni. Una generosità e una libertà desuete, che sono la prova migliore di aver individuato la squadra più giusta.

I nomi della Giunta

Ho chiesto a Livia Turco di occuparsi di servizi sociali, welfare, immigrazione. Non ha bisogno di presentazioni, ha una storia che parla da sola, una donna di sinistra capace di rivolgersi a tutti. È stata un ministro apprezzatissimo e Roma ha esattamente bisogno di assessori così, capaci di fare il ministro. La passione con la quale ha accettato la mia proposta mi ha commosso.
Ho chiesto a Silvia Scozzese, Commissario del Governo per il debito di Roma di tornare a occuparsi di Bilancio e razionalizzazione della spesa del Campidoglio. Raramente ho incontrato una persona così competente e rigorosa coi numeri e insieme consapevole delle vite che ci sono dietro quei numeri.
Ho chiesto a Lorenza Baroncelli di occuparsi di Rigenerazione Urbana. Per me Lorenza è davvero un simbolo. È romana, ha studiato qui, eppure ha avuto tutte le sue soddisfazioni professionali lontano da qui. Quanti giovani romani sono in questa condizione? Lorenza ha lavorato a Milano con Stefano Boeri, ha lavorato a Londra, in Colombia, a Tirana, a San Paolo. Ha collaborato al piano strategico di Expo Milano. Attualmente è assessore al comune di Mantova e ringrazio sin d’ora il bravissimo sindaco Mattia Palazzi per la generosità e la comprensione, ma è ora che Lorenza torni a lavorare a casa sua, alla ricucitura della sua città.
Ho chiesto a Carla Ciavarella, dirigente penitenziario di lunghissimo corso di cui ho conosciuto tempra e capacità nel corso delle mie tante visite nelle carceri, di occuparsi di Patrimonio, Casa e progetti speciali. Tra questi, voglio ricordarlo proprio oggi – anniversario della strage di Capaci, giornata della legalità – le ho chiesto di occuparsi dell’Ufficio di scopo per i beni confiscati alla criminalità. Ha lavorato presso le Nazioni Unite dove ha gestito progetti contro il traffico degli esseri umani e di assistenza alle vittime di violenza in Afghanistan, Balcani, Sudafrica.
Ho chiesto a Claudia Servillo, dirigente del Ministero dell’Ambiente, di occuparsi di Ambiente e rifiuti. Ha una lunga esperienza proprio sulla gestione dei rifiuti anche in ambito comunitario.
Ho chiesto a Stefania Di Serio, esperta di mobilità e di innovazione che ha lavorato in Atac e per Umbria mobilità di occuparsi di Trasporti. È stata amministratrice nel centro storico di Roma, docente universitario di Mobilità sostenibile, è membro del board dell’Associazione Mondiale del Trasporto Pubblico.
Ho chiesto a Francesco Tagliente, già apprezzato Questore di Roma di tornare ad occuparsi della sicurezza della nostra città. Si è occupato per 40 anni di controllo del territorio, ordine e sicurezza pubblica a Roma. É stato recentemente, scelto dal Governo come prefetto a Pisa.
Ho chiesto a Marco Rossi Doria, primo maestro di strada a Roma e a Napoli, sottosegretario all’istruzione dal 2011 al 2014, membro della delegazione ONU per i diritti dell’infanzia, di tornare a occuparsi per Roma di Scuola, università, formazione professionale.
Infine ho chiesto a Marino Sinibaldi, uno dei più grandi esperti di cultura del nostro Paese, direttore di Radio Tre, presidente del Teatro di Roma, ideatore e direttore di Libri Come, la festa del libro dell’Auditorium, autore di numerosi saggi e vincitore di numerosi riconoscimenti di occuparsi di Cultura e Turismo, il nostro principale assett industriale.
Avete ascoltato nove nomi, sei donne e tre uomini. Dieci insieme a me. Al momento sono queste le persone di cui credo di avere bisogno per governare la città. Se poi, dovessi rendermi conto che ci bisogno di individuare altre figure per farla ancora più forte – o per gestire deleghe che spero di riuscire ad accorpare – lo comunicherò comunque, in questo stesso modo, prima del voto. Con loro ci saranno altri ruoli cruciali in Campidoglio, fondamentali per il buon governo della città e nel corso dei prossimi giorni presenterò anche loro.
Uno soltanto, in un ruolo chiave voglio anticiparlo. Si tratta di Alfonso Sabella, che sarà il mio capo di gabinetto. Ha combattuto la criminalità organizzata in prima linea da magistrato, ha catturato Brusca e Bagarella, ha speso la vita al servizio della giustizia. Il lavoro di lotta alla corruzione e alle infiltrazioni criminali che ha avviato a Roma merita di andare avanti.
Questa è la mia squadra. O meglio un pezzo importante di essa. Da una parte staff anonimi che guidano e telecomandano le decisioni di chi chiede il vostro voto. Dall’altra una squadra autorevole al servizio della città. L’ho offerta a voi perché penso che in questa trasparenza, nel racconto della verità sempre e comunque passi la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra i cittadini e chi li governa. E poi perché il resto della squadra siete voi, ciascuno di voi.
Roma torna Roma, solo se ci crediamo e ci lavoriamo tutti insieme a partire dal 5 giugno.

Grazie
Roberto Giachetti


Se votassi a Roma voterei Virginia Raggi perché è l'unico modo per provare il cambiamento.
Non ho nulla contro Giachetti, se non il fatto che dentro l'Amministrazione di Roma lui c'è stato e, anche se è persona onesta, dello scandalo "Affittopoli" che durava da decenni, quindi anche quando Rutelli era sindaco e lui vice, non si è accorto. Recentemente gli ho segnalato una nicchia di codesto scandalo, quello di gente senza titolo che abita nelle Scuole Pubbliche di proprietà comunale e il Comune di Roma NON FA NIENTE. Quindi, sia che diventi Sindaco, sia che entri soltanto come Consigliere al Comune di Roma, questo impegno di dare esecuzione allo sgombero degli occupanti, che abitano negli ex alloggi degli ex custodi a spese dei contribuenti e violando le norme di sicurezza per gli alunni e studenti, norme richieste però al personale scolastico, DEVE PRENDERSELO.
Rita Coltellese *** Scrivere: Alloggi dati in uso per Servizio agli ex-custodi delle Scuole Pubbliche

Miniappalto per le fasce frangivento del Pontino

Rita Coltellese *** Scrivere: Ieri: Regione Lazio al TG3
Rita Coltellese *** Scrivere: Così funziona la Regione Lazio

Riporto i due ultimi post in ordine di tempo sul problema della cura del patrimonio verde della Regione Lazio.
L'Ente Bonifica di mussoliniana memoria pare che non ha soldi dato che deve riceverli dalla Regione che a sua volta dice di non averli.
Penso che nel nostro Paese di soldi se ne sprecano tanti, ma tanti e le cronache di ogni giorno ce ne danno conto. Quello che ogni cittadino onesto e di buona volontà si augura da anni è che le Pubbliche Amministrazioni imparino ad usarli bene, come il buon padre di famiglia (e anche e soprattutto la buona madre...).
Ho visto madri di famiglia fare economie spartane, che hanno consentito accantonamenti per investimenti utili anche per le generazioni future, e madri cicale sconsiderate che ritenevano indispensabili spese voluttuarie per poi trovarsi senza soldi per arrivare a fine mese. 
Non voglio banalizzare, ma nelle Pubbliche Amministrazioni non è differente.
Dunque la Regione Lazio elargisce soldi per cose non prettamente indispensabili e poi dichiara di non averli per curare il suo intoccabile patrimonio verde, mettendo a rischio l'incolumità dei cittadini. Sono scelte demagogiche che non tengono conto delle esigenze reali del territorio.
Dunque l'ostinazione di una cittadina come me ha prodotto un frutto: dovevano venire in aprile per la potatura dei giganteschi eucalipti, trascurati da anni, e sono venuti in maggio.
Bene! Non ci speravo più!
Però, apprendo dai diretti interessati che hanno avuto il miniappalto, di 24 piante in tutto si tratta! 10, ormai secche e pericolosissime, da abbattere e 14 in vigore da potare! 
Dovrei essere felice e lo sono... però non sono miseramente individualista e penso a questo territorio Pontino che avrebbe meritato un poco di più di un miniappalto...

Le fasce frangivento, i laghi salmastri e... in lontananza l'Isola di Ponza
Il "profilo della Maga Circe", in lontananza si intravede una delle isole ponziane, poi il lago di Paola e le serre.
L'Amministrazione Zingaretti dovrebbe avere una maggiore attenzione per questi luoghi dove in troppi rimpiangono Mussolini e la sua bonifica, in modo da mantenere bene quello che rimane di quella poderosa opera pubblica e non far sentire il rimpianto di quell'epoca ai discendenti dei coloni veneti. 

Immagini dei canali che l'Ente Bonifica deve mantenere puliti per evitare che il lavoro della bonifica non venga vanificato, sullo sfondo il Promontorio del Circeo






sabato 21 maggio 2016

Marco Pannella

Non volevo scrivere niente di Marco Pannella perché, come tutti hanno notato, anche Sorgi stamane l'ha detto ad Agorà, in vita non gli si dava tanto spazio su giornali e TV e inusitatamente da morto è una vera celebrazione corale.
Mio marito mi ha detto una cosa che mi ha fatto sorridere: "E' perché adesso si è tolto dalle scatole, ora non dà più fastidio  e quindi ne parlano volentieri." Un commento un po' ironico e solo apparentemente cinico, giacché gli esseri umani, soprattutto del mondo politico e giornalistico, ci hanno tolto ogni illusione di vera umanità.
Non ho mai votato per il Partito Radicale, anche se riconosco che alcune loro battaglie hanno aperto nuovi orizzonti di libertà.
Non condivido alcune loro scelte ed esagerazioni.
Comunque ho anch'io il mio piccolissimo aneddoto su Pannella che forse dà conto della sua atipicità come uomo politico fuori dagli schemi.
Era un giorno d'estate di un anno imprecisato e mio marito ed io scendemmo in una Roma infuocata dai Castelli Romani in un giorno forse festivo, forse era un sabato.. Scendemmo alla fermata metro di Barberini e ci avviammo lungo Via del Tritone, in discesa verso via del Corso. Non c'era che poca gente, molti erano fuori per il fine settimana o in vacanza. Ad un tratto dei ragazzi in moto urlarono a qualcuno che transitava nel marciapiedi opposto al nostro, facendomi girare a guardare verso l'altra parte della strada: "Ah Marcoooo!" Avevano gridato. E vidi Marco Pannella che risaliva Via del Tritone lentamente, senza reagire a quel richiamo un po' irrispettoso degli scooteristi. Mi meravigliai che in quel giorno non lavorativo egli camminasse solitario verso Piazza Barberini da cui noi discendevamo.
In quel periodo doveva essere deputato e quindi avrà avuto un suo ufficio presso Montecitorio che, per chi legge e non conoscesse Roma, non è molto distante da Via del Tritone. Ma lo strano è che potesse lavorare di sabato, quando i suoi colleghi non lavoravano nemmeno nei giorni feriali... Non ci pensammo più di tanto e arrivammo alla Galleria Colonna, oggi Galleria Alberto Sordi. Non ricordo cosa dovevamo fare, ma non stemmo molto, uscendo dall'uscita che dà su via del Corso. Nel tornare, proprio alla svolta fra via del Corso e via del Tritone, io camminavo girata verso mio marito che era rimasto qualche passo dietro di me, parlandogli, e mi ritrovai con la faccia contro lo stomaco di qualcuno che veniva in senso inverso. Sbattei letteralmente contro la sua camicia e mi scusai alzando confusa il viso verso quello dell'uomo altissimo che avevo "investito", lui sussurrò qualcosa di inintelligibile guardando quasi trasognato davanti a sé, non se la prese affatto e continuò il suo cammino verso Piazza Colonna, probabilmente per raggiungere il Parlamento. Recava in mano un pacchettino di carta bianca, come quello con cui avvolgono i medicinali in farmacia o i cornetti al bar.
Così solitario, vestito in giacca e cravatta con un abito chiaro, mi sembrò davvero un politico atipico. Avendo a disposizione la "buvette" non credo fosse un cornetto... Forse aveva avuto bisogno di un farmaco e la farmacia che sta a Piazza Barberini era aperta...
Tranquillo e così solo.. al lavoro un sabato..
Ricordo quando Luigi Preti lo definì "un matto" in televisione: una conduttrice gli aveva domandato cosa pensava di Pannella e lui sorridendo con bonomia, come si parla di persona da non tenere in conto, disse: "E' simpatico... ma.. è matto!" Luigi Preti ho letto che è morto nel 2009.. ma quasi nessuno se ne è accorto.
Luigi Preti

martedì 17 maggio 2016

Il Buonsenso non ha colore politico

Da: AVVENIRE.it

Bagnasco: utero in affitto colpo finale
Foto ANSA: Il Cardinale Bagnasco fra gli alluvionati in Liguria nel 2014
La legge sulle unioni civili "sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia" e "le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell'utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà". Lo ha detto il presidente Cei Angelo Bagnasco, nella relazione all'assemblea generale criticando la legge sulle unioni civili da poco approvata in via definitiva alla Camera. 

Le vere priorità del Paese sono altre è la critica che ancora una volta arriva da Bagasco. Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d'azzardo sono i problemi del Paese rispetto ai quali "la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall'ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici" ha detto ancora il presidente della Cei, parlando della "recente approvazione della legge sulle unioni civili".

Invece la vera emergenza è la condizione delle famiglia e l'inverno demografico con la natalità che continua a diminuire. "Si avverte l'urgenza di una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico. Gli esperti dicono che la messa in atto del cosiddetto fattore famiglia sarebbe già un passo concreto e significativo", ha messo in evidenza l'arcivescovo di Genova.


Che non ho portato il mio cervello "all'ammasso" e dunque sono aperta ad ogni affermazione di buonsenso, credo sia noto a chi mi legge.
Bagnasco ha ragione e non può rinunciare alla guida etica del popolo cristiano cattolico.
Come più volte scritto ho avuto una educazione cattolica, ho militato durante gli anni della mia formazione nell'Azione Cattolica, ho avuto una evoluzione esistenziale che mi ha portato a non essere più credente in esseri invisibili e sommamente interessati all'animale Uomo, ma se una persona di Chiesa dice cose giuste sono pronta a riconoscerle.
Ho criticato e critico la Chiesa Cattolica nei suoi aspetti ipocriti e disonesti dal punto di vista economico, ma certi principi etici non posso non accoglierli come semplicemente giusti per una Società che non sprofondi nel caos.
Ho scritto che non ritengo, come urlacchiano in giro in tanti, che le Unioni Civili "siano una acquisizione di Civiltà". Dipende a quale Civiltà si tende. Ho scritto che, se proprio vogliono unirsi legalmente persone con tendenze omosessuali, gli si dia pure questo Istituto, ma che non si vesta tale richiesta con l'ipocrisia delle "coppie di fatto eterosessuali", le quali hanno, se vogliono, l'Istituto del Matrimonio Civile. Insomma c'è tanta ipocrisia anche in chi parla di "libertà" e riconoscimento dei diritti.
Ho scritto che, in un'Italia disastrata sul discorso pensioni, in cui esiste un parassitismo inaccettabile, ad iniziare dai politici che si sono varati leggi anticostituzionali perché affatto diverse da quelle applicate a tutti gli altri cittadini italiani, invece di cambiare il parassitismo pensionistico, si aggrava allungando i tempi di erogazione di una pensione di una persona omosessuale sul superstite, spesso molto più giovane. Questo mentre a chi già lavora e ai giovani che non trovano lavoro si prospetta una vecchiaia assai grama.
Le Leggi di uno Stato dovrebbero avere la connotazione dell'equità, non rincorrere gli egoismi.
Rincorrendo gli egoismi personali si arriva agli uteri in affitto e alla "rapina" degli ovuli.
Sprofonderemo in un mercato che snatura la psicologia umana fin qui studiata. Dovremo inventarci un'altra Società e, a mio avviso, non sarà migliore di questa, già così piena di difetti che per ora nessuno si è preoccupato di riformare.
Tutti si riempiono la bocca con la parola Famiglia Naturale, ma quando mai è stata aiutata la Famiglia Naturale di un uomo ed una donna che si sposano e mettono al mondo dei figli?
Posso dare testimonianza che i miei figli, nati negli anni d'oro delle nascite, 1966-1970, nel quartiere Tiburtino di Roma, dove abitavamo e dove dovevano frequentare la Scuola Elementare, avevano una scuola di zona ricavata da una palazzina di edilizia abitativa: le aule erano ricavate nelle stanze di appartamenti, non essendo edilizia scolastica. Per frequentare una Scuola degna di questo nome due riuscii ad iscriverli alla "Fratelli Bandiera", fuori quartiere, in una vera scuola: edilizia scolastica di epoca fascista!!! Per il resto dovetti pagare scuole cattoliche sia per la Scuola Materna, essendoci un limitatissimo numero di posti in quella pubblica, sia per parte delle elementari e medie, essendo i figli tre.
Per la Scuola Media di Secondo grado mi impuntai perché volevo che andassero alla Scuola Pubblica. Il Liceo di Grottaferrata, di zona per dove abitavamo in quel periodo, era ospitato nei locali di una Parrocchia, essendoci solo il progetto del Liceo Scientifico che non veniva però costruito.
Lo Stato italiano, per questo, versava tanti tanti soldi ai preti per l'affitto dell'edificio parrocchiale. I bagni spesso erano intasati e si allagavano, la palestra era umidissima e non si poteva farci esercizi senza sporcarsi e/o bagnarsi... 
Partecipai con studenti e genitori a scioperi e manifestazioni per avere il Liceo Statale. Alcuni studenti furono arrestati poi rilasciati dalla Polizia!
Ora il Liceo c'è. Ma perché i miei figli hanno dovuto fare lezione in aule fredde, in cui dovevano indossare la giacca a vento per non morire di freddo, dovendo stare necessariamente fermi per ore?
Ho il sospetto che si voleva favorire la scuola privata o gli affitti di edifici appartenenti alla Chiesa! Erano tempi in cui la Democrazia Cristiana aveva molti rappresentanti nella politica italiana...
E cosa dire degli assegni familiari per moglie e figli a carico?
Erano cifre risibili.
Così si aiutava la Famiglia Naturale allora.
Asili nido? Solo a pagamento.
Oggi è la stessa cosa!
Una mia nuora ha dovuto pagare euro 600 al mese per l'Asilo Nido semiprivato, avendo solo una convenzione con il Comune di residenza..
Per un'altra, rimasta a casa per seguire la prole, mio figlio riceve assegni familiari ridicoli, così come per i suoi figli... 
Bagnasco dunque ha ragione, anche se la Chiesa ha pensato più al suo portafoglio che alla Famiglia Naturale con la DC complice.
La Famiglia Naturale poggia solo ed esclusivamente su se stessa, al massimo, quando ci sono, con l'aiuto dei nonni, sia economico che di supporto per ogni esigenza.
Una Società che tratta così la Famiglia con figli concepiti e messi al mondo nel modo classico e naturale, non può che degenerare dietro le scelte cervellotiche di una minoranza egoista che manipola il concepimento, mentre chi potrebbe continuare a concepire secondo natura è costretto a rinunciare per le difficoltà economiche e non solo. E si meravigliano della denatalità...

lunedì 16 maggio 2016

Verità e.. automobili nascoste..

Da: Quotidiano.Net

Roma, 16 maggio 2016 - La notizia è di qualche giorno fa: Alfio Marchini, candidato sindaco di Roma per il centrodestra, dopo aver girato la città in utilitaria per la sua campagna elettorale, cambia mezzo e sale su una Ferrari grigia, lasciando all'autista la guida della più proletaria Fiat Panda. A scoprirlo, e a raccontarlo a Repubblica locale, è stato un cittadino che ha assistito al cambio d'auto in un autogrill sul Grande Raccordo Anulare.
L'imprenditore spiega che lo fa per non ostentare il suo benessere, ma non riesce a convincere gli internauti e il cambio d'auto è 'esploso' sui social network, cui va a ruota anche il candidato sindaco del Pd Roberto Giachetti.

GIACHETTI AL VELENO - "Ma Marchini è così: la mattina dice una cosa e la sera ne fa un'altra. La mattina dice che è libero dai partiti e la sera fa un accordo con Berlusconi, Alemanno e Storace. Lui è così... Non mi stupisce che quindi usi la Ferrari e poi dietro l'angolo la cambia con un'utilitaria per farsi vedere dagli elettori", è il commento al veleno di Giachetti interpellato da Agorà. 
Ho sentito anch'io in diretta stamane Giachetti ironizzare su Marchini ad Agorà.
Giachetti è una persona vera ed onesta e Matteo Renzi ha voluto che si candidasse anche per l'esperienza che egli ha avuto a lungo nell'Amministrazione di Roma. 
La mia simpatia per lui però, come per chiunque, non fa sconti sulla verità, e la verità è che lui ha lavorato a lungo con uno che si faceva fotografare in motorino, Rutelli, poi andava in Lancia Kappa e scorta a vedere come procedeva la manifestazione estiva "Big Jim" al Foro Italico dove qualcuno, che aveva conseguito laurea e specializzazioni, un giovane medico, veniva pagato Lit. 12.000 l'ora per stare in una infermeria ricavata in un sottoscala a fare la Guardia Medica di Legge per la manifestazione!
Cosa voglio dire con questo? Non solo che in questo Paese chi si fa il mazzo studiando e conseguendo titoli non trova facilmente lavoro e se lo trova viene sfruttato, come il giovane medico, mentre chi in vita sua ha fatto solo il politico, vedi Rutelli, e si finge senza pretese facendosi fotografare su un motorino, cercando di darla a bere che lui è di parche esigenze, in realtà viene strapagato e marcia in Lancia Kappa pagata dai contribuenti. Eh, già! Perché la Lancia Kappa non era sua come il Ferrari di Marchini, il quale se gira per Roma in Panda ha ragione: visto il traffico con un'auto più piccola si gira e si parcheggia meglio.
Purtroppo ho troppa memoria per non beccare in contraddizione le persone. Non era Giachetti a "fare il finto" ma, dato che era uno stretto collaboratore di Rutelli, dovrebbe ricordarsi di questi mezzucci che usava l'ex sindaco di Roma.
Lancia Kappa
 
Rutelli versione basso profilo