martedì 6 dicembre 2016

Uomini spezzati e africani accolti


SINDACATI E PROFUGHI CIRCONDANO PREFETTURA: “DEVONO AVERE STIPENDIO”

Si passa il tempo, rilassati e contenti e giocando con il cellulare!

Qualcuno ha apparecchiato, qualcuno ha cucinato, qualcuno rigovernerà e laverà tovaglie e stoviglie, qualcuno paga tutto questo.

Cure sanitarie immediate per gente che nei loro Paesi un medico non l'hanno mai visto!
 Dopo nessun cordone sanitario. Immissione libera di batteri.
Dubbio: oltre la scabbia, Tbc, meningiti, malarie africane?



Strage familiare nel Napoletano:
uccide moglie e figlio e si impicca

L'uomo era disoccupato e lavorava saltuariamente (era in attesa di uno posto presso una ditta di pulizie) Questa circostanza, secondo quanto si apprende, era all'origine dei litigi. 
Il Fatto Quotidiano

Napoli, 50enne uccide la moglie e il figlio di 3 anni. Poi si toglie la vita impiccandosi

All’esterno della casa si è radunata una folla di persone, amici e vicini della coppia, originaria della vicina Frattamaggiore dove la donna, Catia, ha lavorato come commessa. “Tempo fa – racconta un conoscente – i due gestivano una pizzeria, a Frattamaggiore, che però sono stati costretti a chiudere”.

Un esempio di quanto la disperazione per una possibilità di esistenza dignitosa con un minimo di lavoro per sopravvivere sia presente nella vita di tanti Italiani.
In questo caso entrano anche problematiche pregresse esistenziali nella vita di quest'uomo spezzato, suo padre era morto suicida in carcere dove era per violenze in famiglia, ma alle quali si sono aggiunte difficoltà immani da cui lo Stato è assolutamente ASSENTE.

Da questo Blog per non dimenticare

sabato 22 febbraio 2014 Induzione al suicidio

Da: La Repubblica.it

Casalnuovo, rabbia ai funerali del commerciante suicida

Eduardo De Falco si è ucciso a 43 anni dopo aver ricevuto una multa di duemila euro dall'Ispettorato del lavoro per la presenza della moglie, priva di regolare contratto, nella sua pizzeria ."Vergogna, lo avete assassinato"


Fra i vari errori di Matteo Renzi questo dell'accoglienza agli africani e la NON consapevolezza di quante difficoltà vivono tanti Italiani, che tentano, in mezzo a mille ostacoli, di costruirsi una vita dignitosa, è forse il peggiore.

L'Italia senza Governo

Salvini scalpita, Grillo e i suoi pure, tutti si preparano a voler governare... Eppure, io che non sono andata neppure a votare, vedo un'armata Brancaleone che mi inquieta...
Non rimpiango la mia scelta, anzi, ancor di più mi rendo conto di aver fatto la scelta giusta: non ho così sulla coscienza di aver mandato a casa il Governo. La Riforma comunque non era quella che Renzi avrebbe voluto e che gli rimproverano, anche se era il frutto di un continuo cambiamento e aggiustamento per arrivare ad una approvazione a tutti i costi. Mi pare che anche lui volesse la riduzione del numero dei Parlamentari anche alla Camera e, sempre se non ricordo male, la sparizione del Senato. Comunque alla fine, pur di portare a casa il risultato, si è adattato ad accettare tutti i cambiamenti proposti dai vari schieramenti politici che poi l'hanno votata in Parlamento. 
Dalla mia famiglia, nove votanti, ha ottenuto 6 SI, un NO, un astenuto (io) e un non pervenuto, perché non so come ha votato un componente del mio gruppo familiare. Ma quasi tutti i miei amici e conoscenti erano avvelenati contro Renzi, dunque sono stati tutti NO.
Questa è la democrazia.
Però sorprende apprendere quanto la gente sia digiuna di Costituzione, pur difendendola strenuamente dal cambiamento.
Parlando con le persone ci si accorge che parlano per slogan senza sapere l'essenziale; un esempio è che era giusto votare NO perché Renzi non è stato eletto dalla gente...
Un ritornello ripetuto con pervicace disinformazione anche da esponenti politici di vario calibro in TV. 
Quindi avevo ragione quando scrivevo che non mi piaceva l'urlìo che creava confusione e che molta gente andava a votare in una nebbia di parole, di slogan...
Un Professore che conosco si è trovato a dover spiegare in classe quello che è scritto realmente sulla Costituzione a riguardo della designazione del Presidente del Consiglio:

Articolo 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

Articolo 93

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Articolo 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Dove mai l'avranno letto che il Presidente del Consiglio viene votato dalla gente?
La gente vota quelli che siedono negli scranni delle 2 Camere, ma sono loro che votano poi il gradimento al Presidente designato dal Capo dello Stato.
Eppure, digiuni del testo costituzionale, molti pensano e conseguentemente votano, con tanta confusione in testa.

Un aspetto buono che era nella Riforma, l'ho scritto, era l'abolizione del Titolo V, quello che passò nel 2001 soprattutto per volontà della Lega Nord che voleva spezzare l'Italia uscita dal Risorgimento, ed esattamente voleva togliere il Potere alle Regioni ridefinendone le competenze rispetto allo Stato, dando una sforbiciata ai costi di questi Enti: riduzione degli stipendi ai Consiglieri Regionali, adeguandoli agli stipendi dei Sindaci delle città capoluogo, di molto inferiori, togliendo i contributi ai gruppi politici regionali... Nella fattispecie quei contributi che ad esempio Maruccio di IdV (che ahimé votai anch'io facendogli pure campagna elettorale!) si mise in tasca finendo in giusta galera! 

lunedì 5 dicembre 2016

Dopo Matteo Renzi

Da: RAI NEWS
Referendum sulle riforme costituzionali 
Referendum, vittoria netta del no. Il Premier Renzi si dimette: "Ho perso, vado via senza rimorsi" Il premier ai sostenitori del Sì: "Ho perso io, non voi, non sono riuscito a portarvi alla vittoria, la poltrona che salta è la mia, nel pomerigiio salirò al Quirinale a rassegnare le mie dimissioni".  In Italia il No ha vinto con il 59,95% contro il 40,5% per il Sì. L'affluenza alle urne in Italia è stata del 68,48% 

05 dicembre 2016 Matteo Renzi riconosce la sconfitta nel referendum sulle riforme costituzionali. Il popolo italiano "ha parlato in modo inequivocabile e chiaro", dice il premier in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Il no ha vinto in modo straordinariamente netto. Congratulazioni". E ai sostenitori del Sì: "Un abbraccio forte e affettuoso. Avevamo un sogno, ci abbiamo provato, ma non ce l'abbiamo fatta. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, io ho perso, non voi. Volevo tagliare le poltrone, la poltrona che salta è la mia". "Viva l'Italia che partecipa e crede nella democrazia", dice comunque Renzi. "Nel pomeriggio le mie dimissioni al Quirinale" "L'esperienza del mio governo finisce qui", spiega Renzi. "Nel pomeriggio salirò al Quirinale per rassegnare le dimissioni". "Tutto il Paese sa di poter contare su una guida autorevole e salda come quella del presidente Mattarella". Poi: "Qui in questa sala saluterò il mio successore, chiunque egli sarà, e gli consegnerò la campanella e il dossier delle cose che restano da fare". Prima della conferenza stampa, il premier ha telefonato al Capo dello Stato per comunicargli le sue intenzioni. "Andiamo via senza rimorsi" "Io ho perso. Nella politica italiana non perde mai nessuno, io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta anche se con il nodo in gola. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ma ho fatto veramente tutto quello che si poteva fare in questa fase. Non credo che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo, ma credo nella democrazia. E se uno perde non se ne va fischiettando, facendo finta nulla e sperando che passi la nottata. Non siamo stati convincenti, ma andiamo via senza rimorsi". E aggiunge: "E' normale che ci sia rabbia e delusione, ma non perdiamo il buon umore". 


Scrive Maurizio Molinari su La Stampa


È un popolo della rivolta espressione dello stesso disagio che in Gran Bretagna ha prodotto la Brexit, negli Stati Uniti ha portato alla Casa Bianca Donald J. Trump ed ora coglie un successo nell’Europa continentale che fa cadere il governo di uno Stato fondatore dell’Ue.  

Le dimissioni di Matteo Renzi e del suo esecutivo evidenziano la necessità da parte dei successori di dare in fretta risposte chiare alle crisi all’origine della protesta del ceto medio. Serve un nuovo welfare per le famiglie in difficoltà, una ricetta per rimettere in moto la crescita ed una formula per integrare i migranti: più tarderanno, più il movimento di protesta crescerà innescando un domino di conseguenze imprevedibili. Per far ripartire l’Italia non basta un nuovo governo: bisogna rispettare il popolo della rivolta e rispondere alle sue istanze.  

Con la mia faccia serena di questa foto del 20 novembre scorso, voglio commentare la sconfitta di Matteo Renzi.
Non cadrà il mondo, certo, ma non stiamo né meglio né peggio.
Lui ci ha provato a modo suo a farci uscire dalla "palude", ma la democrazia ha detto NO. 
Il sentore, intorno a me, gli era ostile, ma non fino a questo punto percentuale in tutta Italia.
Ho criticato alcune risultanze del Governo Renzi e le confermo, come confermo che il giovane uomo del Fare a me continua a piacere. Forse mi sbaglio su di lui, come mi sono clamorosamente sbagliata su Antonio Di Pietro, ma non lo ritengo arrogante come molti, credo che la sua esuberante sicurezza, il suo ostinato ottimismo, siano stati mal interpretati come arroganza.
Trovo invece che il suo discorso deluso di abbandono sia sincero e vero, oltre che umile, un'umiltà ed una sincerità che gli uomini politici in questo Paese NON hanno che raramente.

Hanno ben poco da ridere persone come D'Alema, un arricchito dalla politica senza arte né parte: giornalista è la sua professione.
Fateci caso: molti di loro, in assenza di una vera professionalità, di un vero mestiere, "sono giornalisti". Anche la simpatica Meloni, fra quelli che gioiscono, ho scoperto che inalbera la professione di "giornalista". Proprio militando dentro il partito creato da Di Pietro ho scoperto la facilità con cui, stando in politica, si può ottenere questa qualifica e l'iscrizione all'Albo.
C'è sempre un giornale, una rivista, del tuo ambiente politico, che ti fa pubblicare qualcosa, non importa se sai scrivere bene o meno, basta che scrivi qualcosa che sia nel filone delle idee del partito. Qualche fattura che dimostri che quegli articoli te li hanno pagati, un esamino ridicolo, e sei iscritto all'Albo dei Giornalisti.
Per questo leggerete sempre che molti politici sono "giornalisti".
Esulta Brunetta: lui una professione ce l'ha, è un Professore Ordinario di Economia, ed era nell'Università dove lavoravo prima di andare in pensione, infatti mi è capitato di incontrarlo. Una Dirigente Scolastica di sinistra mi dice che la sua omonima Legge sulla Pubblica Amministrazione è una buona Legge.
Dunque non tutto in ogni persona è da buttare. Ma di certo non potrei mai votare per il suo partito che ha come capo Berlusconi, che mi è anche simpatico perché mi fa ridere, ma è uno che ha usato l'enorme favore dei voti degli Italiani per fare una pletora di Leggi ignobili e tutte a suo esclusivo favore. Ha usato il Potere conferitogli da chi l'ha votato per sé stesso.
Il PD, senza Renzi, non avrà mai il mio voto. Riconosco a Bersani una Legge che impose alle Banche di non chiedere più ingiustificabili balzelli su alcune operazioni bancarie, tipo l'estinzione dei mutui fatti per l'acquisto di una casa. Per il resto le idee di sinistra proteggono troppo i parassiti, gli assenteisti e l'illegalità degli immigrati a forza dentro il nostro Paese.
Chi rimane? Salvini va bene solo per il problema immigrati... ma il resto... Meloni è simpatica e "donna con palle", un tipo di donna che stimo, è spontanea, chiara... Ma se in futuro voterò per lei sarà solo per dare un'ennesima sterzata all'Italia.
Lascio per ultimi, e non a caso, i 5Stelle, che hanno beneficiato di un mio voto a tutto campo alle Politiche del 2013.
Anche lì, siccome non sono un'idiota fideista che sposa un'idea e si fodera gli occhi di prosciutto, ho fatto delle critiche, ma non quelle del gregge dei detrattori di parte, ma critiche di sostanza.
L'Italia è difficile da cambiare. Servirebbe rigore e punizione vera per chi infrange regole e leggi, ma questo agli Italiani non piace, hanno il complesso del fascismo, senza sapere che il fascismo era il contrario: abuso di potere e lesione del diritto del singolo. 
Allora continuiamo così: gente che timbra il cartellino e va a farsi gli affari propri difesa dai sindacati di sinistra e reintegrata da giudici incredibili; senza pensare che questo modo di agire danneggia chi il lavoro non ce l'ha e deve  assistere a chi ruba uno stipendio, quindi risorse; gente che per inerzia o per dolo fa passare mesi e mesi senza chiudere un iter amministrativo, senza giustificato motivo, e al cittadino danneggiato lo Stato non da possibilità di denunciare il danno se non con spese e lungaggini giudiziarie senza fine; non rispettare le regole scritte nel Codice della Strada è la norma e chi protesta viene insultato e aggredito, mentre auto delle Forze dell'Ordine passano senza rilevare nulla; libertà di trasgredire aggressivamente che danneggia chi le regole le rispetta; continua la corruzione strisciante, il ricorso al "favore" per sbloccare il diritto leso...

E questo avviene anche sotto un Governo di Roma a 5 Stelle in cui i burocrati fanno ancora il bello e il cattivo tempo... Nonostante due Assessori a 5 Stelle, ad esempio, uno del Municipio VII ed uno della Giunta, cerchino di far ottenere a poveri cristi, che hanno i loro soldi bloccati da 7 anni nelle casse di un noto Consorzio romano, l'agognata casa economica in diritto di superficie.
A chi giova il blocco dei risparmi dei poveri cristi? 
Perché se il IX Dipartimento blocca la concessione a costruire, nonostante il Commissario Straordinario Tronca abbia firmato la Delibera dopo aver controllato e ricontrollato che tutte le carte fossero a posto,  il noto Consorzio romano non restituisce i soldi ai poveri risparmiatori?
Virginia Raggi sa quello che accade al Dipartimento IX del Comune di cui è Sindaco? 
  

domenica 4 dicembre 2016

Gli errori e le omissioni di Matteo Renzi

Da: La Repubblica.it

Referendum, se vince il Sì... se vince il No

Da Renzi che si rafforza con l'ok alla riforma alla sua caduta se invece prevale il NO. I probabili effetti del voto sul governo, sul quadro politico e sui mercati

sabato 3 dicembre 2016

Gianna Del Gaudio: il ladro che non c'è

Da: L'Eco di Bergamo Giovedì 01 dicembre 2016

Delitto di Seriate, ancora analisi
Il figlio: non c’erano segreti con mamma

Ancora analisi sul cutter usato per uccidere Gianna Del Gaudio, nuovamente sotto le lenti dei laboratori del Ris di Parma: i carabinieri specializzati nelle ricerche scientifiche hanno dovuto analizzare la minuscola traccia di Dna che appartiene al marito della vittima, Antonio Tizzani, tra l’altro unico indagato (anche se a piede libero) del giallo di Seriate.

Bisogna capire se si tratti di sangue, saliva o sudore dell’ex capostazione. Di conferme non ne sono ancora arrivate: serviranno ulteriori esami e altre analisi. Probabilmente gli esiti si avranno la prossima settimana. Ora sarà fondamentale capire la tipologia della traccia genetica del marito: in base a questo risultato, le indagini potrebbero imboccare direzioni differenti. «Il fatto che ci possa essere il Dna di mio papà su quel coltellino non mi stupisce più di tanto: se era in casa, potrebbe essere stato appoggiato da qualche parte ed essere stato contaminato da qualche traccia genetica di papà», dice Paolo Tizzani, uno dei due figli della coppia, quello che abita più vicino alla villetta dei genitori, nello stesso complesso di villette a schiera di piazza Madonna delle Nevi.
Le indagini proseguono come debbono e quello che arriva a noi, attraverso un giornalismo invadente, non è che un mosaico privo delle tessere che chi indaga ha.
Su queste poche tessere possiamo fare delle riflessioni e niente di più. Dalle parole del figlio Paolo sembrerebbe dunque che egli da per scontato che quel cutter apparteneva a suo padre, era in casa di suo padre. Se ne desume che il ladro, visto dall'unico testimone del delitto, suo padre, non recasse con se il cutter, ma l'abbia trovato lì, in casa. Perché mai, invece di fuggire dopo aver fatto scempio della povera Gianna, ha portato con sé il cutter inserendolo nella busta delle mozzarelle, anche quella presa velocemente in casa vista la repentina sua presenza in loco, così come descritta dal marito di Gianna?
In un'altra ipotesi, invece, il marito, dopo aver occultato in un primo momento il triste fagotto in casa, avrebbe avuto tutto l'interesse di condurlo lontano da lì, magari aggiungendoci dei guanti raccolti chissà dove e indossati prima chissà da chi... Ricordando sempre la macabra messa in scena di Parolisi sul corpo morto della moglie con una siringa raccolta chissà dove.
Il figlio è fiducioso, e si può capire che si difenda dall'orrore di accettare un padre uxoricida. Ma intanto dalle interviste giornalistiche vengono fuori quelle tesserine del mosaico che danno della verità, sempre celata senza i particolari, un aspetto sempre diverso. La convivente del figlio Mario, tale Alessandra, afferma che Gianna le voleva un gran bene, addirittura le andava a prendere il suo bambino a scuola. Da questo si arguisce che Gianna non era la nonna di quel bambino, probabilmente frutto di un legame precedente, non sappiamo se legale o meno, e che era ciò nonostante molto affettuosa con il piccolo e con la sua mamma. Ma, allo stesso tempo, Alessandra rivela che Elena, la moglie di Paolo non era altrettanto accettata da Gianna, pur essendo moglie regolare e madre di due nipoti di Gianna. Nel rivelare questo la convivente di Mario parla anche di una sua incompatibilità con Elena, per una profonda diversità di vedute. Elena nel frattempo è stata costretta ad andarsene da casa sua dove, da prima del delitto, evidentemente non si trovava bene, fino al punto di inventare un uomo incappucciato che le suonava il citofono quando era sola di notte ed il marito al turno di lavoro. In casa sua si è installato il suocero, dato che la casa del delitto rimane a disposizione degli inquirenti. Una famiglia momentaneamente divisa quella del figlio Paolo, come definitivamente divisa è quella del figlio Mario la cui moglie e parenti, scrivono alcuni quotidiani, avrebbero reclamato i soldi dei mobili comperati per un matrimonio ormai dissolto, messi in una casa dove ora abita un'altra donna. 
Queste tesserine danno di Gianna un'immagine tutt'altro che tradizionale della donna, magari all'antica, che predilige e preserva, con atteggiamenti affettuosi, le famiglie regolari che i suoi figli si sono costruite. Giacché, sempre alcuni giornali, hanno riportato voci incontrollate che attribuirebbero proprio a Gianna screzi anche con la moglie di Mario, fino ad addebitarle la fine di quel matrimonio. Trattasi di voci e dunque sono gli inquirenti che hanno in mano le tessere del mosaico e che possono dare di questa donna, che ha fatto una fine orrenda,  il giusto ritratto. 
Rita Coltellese *** Scrivere: Omicidio Gianna Del Gaudio
Rita Coltellese *** Scrivere: Giallo su uccisione Prof.ssa Gianna Del Gaudio
Rita Coltellese *** Scrivere: Gianna Del Gaudio un vero giallo

giovedì 1 dicembre 2016

Madre cieca e sorda?


Fortuna, medico legale: «Lanciata nel vuoto dall'ottavo piano viva e cosciente»



ARTICOLI CORRELATI
di Marco Di Caterino
«Fortuna è caduta tra l'ottavo e il nono piano. E la sua posizione a terra indica senza ombra di dubbio che la bimba è stata lanciata». Questa la conclusione della perizia dell'ing. Antonio Ciarlegno, il consulente della Procura, incaricato di accertare da dove era stata lanciata nel vuoto la piccola Fortuna Loffredo, la bimba del Parco Verde abusata e uccisa da Raimondo Caputo, detto "Tito'" ex convivente di Marianna Fabozzi, mamma delle tre bambine che lo hanno accusato di essere il carnefice di "Chicca".
Un racconto dell'orrore quello del dottor Nicola Balzano, medico legale che ha seguito l'autopsia sul corpo di Fortuna. Mimma Guardato scoppia a piangere e scappa via dall'aula. Per il medico legale la piccola è caduta di spalle leggermente inclinata sul lato destro da un'altezza superiore di 10 metri. Drammatica la testimonianza sugli abusi subiti definiti cronici. Uno choc per tutti: «Quando è stata lanciata nel vuoto Fortuna era viva e cosciente. E da quello accertato non aveva subito violenze fisiche, del tipo che sono procurate quando ci si difende da un'aggressione, ha continuato il medico legale».

Durante la terza udienza del processo per l'omicidio di Fortuna sono stati sentiti due carabinieri: un vice brigadiere, che per primo effettuò la ricerca della scarpetta che mancava ai piedi della bimba al momento del ritrovamento del corpo, e iIl tenente Luigi Carriero, all'epoca responsabile del nucleo operativo della compagnia di Casoria, che coordinò le prime indagini.

In aula gelo e indifferenza tra i due imputati che si sono letteralmente ignorati, mentre si l'accusa, (il procuratore aggiunto Domenico Airoma e il pm Claudia Maone) e gli avvocati della difesa degli imputati si davano battaglia sulla determinazione esatta del punto dal quale sarebbe caduta Chicca. L'udienza è stata aggiornata alle 9:30 del 9 dicembre e verrà sentita la mamma della vittima.
Mercoledì 30 Novembre 2016,


I giornalisti, sia sui giornali che in televisione, sembrano eludere la realtà semplice che qualsiasi donna-madre NON può NON pensare: una bambina così piccola si lavava le parti intime da sola? La madre, nel provvedere alla sua igiene, non ha mai visto arrossamenti, gonfiori o peggio nella zona genitale della bambina?
Queste ovvie riflessioni io l'ho già scritte. Ora questa madre fa la vittima davanti alle telecamere come se cadesse dal pero e non fosse responsabile davanti alla Legge, oltre che moralmente, della sua bambina.
Non capisco perché il giornalismo elude questo aspetto che salta alla mente e agli occhi di chiunque abbia un minimo di senso della realtà.
Ora salta fuori che è volata di sotto viva. Senza un ovvio grido di paura mentre precipitava? E la madre, oltre che cieca, è anche sorda? Giacché non si è accorta di nulla e l'hanno dovuta avvertire che la sua bambina giaceva morta sotto casa... 
Rita Coltellese *** Scrivere: E la madre non lavava la sua bambina?

Prostituzione su strada: ma allora qualcosa si può fare!!!

Da: Il Caffè 7 ottobre 2016

DUE RAGAZZE E UN RAGAZZO DI  

ARDEA


Gestivano le prostitute su Pontina e Aurelia, 3 giovani sfruttatori in manette 

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, con la collaborazione dei colleghi delle Compagnie Aeroporti di Roma e Anzio, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Velletri, per sfruttamento della prostituzione in concorso tra loro, arrestando un uomo e due donne di nazionalità romena, B.D., 25enne, M.A.R., 20enne e B.L.A. 23enne.
L’attività è scaturita dalle indagini condotte tra il febbraio e l’agosto 2015 dai Carabinieri della Stazione di Passoscuro che avevano permesso di appurare l'esistenza di un sodalizio criminale dedito al reclutamento, all'induzione e allo sfruttamento della prostituzione in danno di oltre 20 ragazze provenienti dall'est Europa, che si prostituivano lungo le strade statali Aurelia e Pontina. Le ragazze, quotidianamente, erano costrette a versare agli sfruttatori parte dei guadagni raccolti e, settimanalmente, una somma quale corrispettivo per l'occupazione delle piazzole ove esercitavano la loro attività. Nel corso delle indagini sono stati inoltre individuati 6 uomini italiani, tutti arrestati in flagranza di reato per favoreggiamento della prostituzione, i quali, dietro corrispettivo, accompagnavano le ragazze sul luogo di lavoro. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, i servizi di pedinamento svolti, l'esecuzione di riprese foto e video nonché l'acquisizione di numerose ricevute relative all'invio, da parte delle ragazze, di denaro ai loro sfruttatori tramite servizi di money transfer, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati e permesso ai Carabinieri di redigere un'articolata informativa. Il Gip del Tribunale di Velletri, competente per territorio sul luogo ove si perpetravano le condotte di sfruttamento, poiché sia sfruttatori che prostitute vivevano ad Ardea, su conforme proposta del Pubblico Ministero Luigi Paoletti, ha accolto pienamente le risultanze investigative emerse nel corso delle indagini, emettendo il provvedimento cautelare a cui i Carabinieri hanno dato esecuzione. Le due donne, che allo stesso modo si prostituiscono, sono state bloccate una presso la propria abitazione e l'altra sul luogo di “lavoro”, lungo la strada statale Aurelia, mentre l'uomo è stato fermato presso l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino, mentre stava per lasciare l’Italia, ed è stato trovato in possesso di circa 10.000 euro, che sono stati sequestrati quale verosimile provento dell'illecita attività da lui gestita. L'uomo è stato associato alla casa circondariale di Civitavecchia, mentre le due donne accompagnate presso le rispettive abitazioni e sottoposte al regime degli arresti domiciliari, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria alla quale dovranno rispondere dei reati loro contestati.

Risiedevano ad Ardea RM gli sfruttatori, ma erano: un uomo e due donne di nazionalità romena, B.D., 25enne, M.A.R., 20enne e B.L.A. 23enne.
Perché poi costoro abbiano diritto ad un semi anonimato con le sole iniziali del nome non so. La nostra Legge protegge la privatezza di chi viene arrestato con prove?
E' una Legge da cambiare allora.


Da: Il Caffè 26 novembre 2016

SULLA 148 PONTINA

Sabaudia, arrestato 19enne: ogni giorno portava la fidanzata a prostituirsi

Un 19enne rumeno è stato arrestato ieri dai Carabinieri di Sabaudia per sfruttamento della prostituzione. Le indagini dei militari hanno permesso di appurare che il giovane accompagnava ogni giorno la propria convivente, anche lei rumena e di 19 anni, sulla Sr 148 Pontina a prostituirsi. L'arrestato, colto in flagrante, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza per essere sottoposto al rito direttissimo.
Il meglio della Comunità Europea sbarca qui: la Romania post comunista rovescia la sua umanità peggiore dentro il nostro disastrato, in tutti i sensi, territorio.
Da questi due fatti, che vedono protagonisti i nostri beneamati Carabinieri, arguisco che, nonostante i Politici ignorino la necessità di mettere mano alla sporca materia ferma al lontano e diverso 1957, qualcosa per pulire le strade diventate bordello si può fare.
Solo per la SP  215 dal Km. 34 al 38 che unisce i comuni di Rocca Priora ed Artena a quanto pare le indagini sono lunghe e non giungono a conclusione.
Ho già riportato quanto mi disse un anziano Carabiniere di pattuglia in località Macere: stavano facendo delle indagini. Questo accadeva più di un anno fa. Transitavamo per quella strada con mio marito e come al solito eravamo stati costretti ad assistere allo squallido spettacolo di ragazze dalla pelle nera al margine della strada con le mutande abbassate, in pieno giorno, facendo gesti osceni per invogliare gli automobilisti in transito a comprare i loro corpi. Vista una rara pattuglia della Benemerita ferma a Macere chiesi a mio marito di fermarsi e mi accostai al finestrino dell'auto dei Carabinieri facendo presente quanto davo per scontato già sapessero. La risposta fu che stavano facendo indagini. Chiesi se fossero della Stazione di Artena, ma mi risposero che erano del Comando Compagnia di Colleferro.

Costretti a passare per quella strada per raggiungere più brevemente l'Appia verso sud, che ci conduce alla nostra seconda casa, inevitabilmente monitoriamo la situazione che è sempre uguale: una ragazza ogni tot metri, tutte della stessa etnia, tutte molto giovani, tutte nude nelle parti intime in pieno giorno e tutte adescanti:
Adescamento: Ai sensi dell’art. 5 della L. 20 febbraio 1958, n. 75 si prevede la punibilità di coloro i quali: “In luogo pubblico o aperto al pubblico, invitano al libertinaggio in modo scandaloso o molesto; seguono per via le persone, invitandole con atti o parole al libertinaggio.” 
La condotta assume rilevanza solo se esercitata in luogo pubblico o aperto al pubblico.
Il modo scandaloso è quello tale per cui l’invito risulterà fonte di disgusto, disprezzo o sdegno,