sabato 17 dicembre 2016

Virginia appare sempre più tutt'altro che innocente

Da: Il Corriere della Sera


L’INTERROGATORIO

Inchiesta nomine, Murra dai pm:
«Le pressioni per dire sì a Romeo»

di Fulvio Fiano

L’ex capo dell’avvocatura capitolina racconta ai magistrati perché si oppose all’incarico al capo della segreteria del sindaco. «Procedura illegittima, non ho voluto cedere»
Quattro ore al cospetto del pm Francesco Dall’Olio, del procuratore aggiunto Paolo Ielo, e del capo della squadra mobile Luigi Silipo per confermare la ricostruzione di come si oppose alla nomina di Salvatore Romeo già contenuta nell’esposto della ex capo di gabinetto Carla Raineri che ha dato il via alle indagini. L’ex capo della avvocatura capitolina, Rodolfo Murra, parla da persona informata dei fatti e fornisce altro materiale all’inchiesta che tre giorni fa ha portato gli agenti di polizia in Campidoglio per acquisire gli atti su questa e altre tre nomine (la stessa Raineri, il suo successore Andrea Mazzillo, ora assessore al Bilancio, e l’avvocato Antonio De Santis collaboratore del sindaco con delega al personale). Capitolo a parte quello sul ruolo di Raffaele Marra, finito in carcere ieri per corruzione.
Murra, che secondo le ricostruzioni dal Campidoglio non è stato confermato a scadenza del suo mandato il 23 novembre per volere di Marra, ha raccontato agli investigatori le pressioni subite per avallare la nomina di Romeo. La scorsa estate la sindaca chiese all’allora capo dell’Avvocatura un parere preventivo sul dipendente comunale nominato capo della segreteria del primo cittadino, con un sostanzioso aumento dello stipendio. Murra sostenne che si trattava di procedura illegittima, ma — come raccontato dalla Raineri — «La sindaca non volle sentire ragioni. E quando realizzò che l’avvocato Murra era di avviso contrario non gli commissionò il parere scritto». Giorni dopo la Raggi ricevette analogo parere negativo dall’avvocato amministrativista Aristide Police, secondo il quale non esisteva «alcuna ragione che possa giustificare il mutamento del rapporto di servizio di un proprio dipendente o meglio, la duplicazione di tale rapporto».

Fu allora che la sindaca «si rivolse a una giovane avvocatessa sua amica (che di lì a poco avrebbe reclutato) la quale trovò un precedente costituito da un altro parere dell’Avvocatura capitolina e da un regolamento del Comune di Firenze», mai recepito dal Campidoglio. «Con questi documenti mi contattò sottoponendomi a pressanti domande per indurmi a cambiare opinioni», ha ribadito ieri Murra. «Ma io rifiutai esponendomi alle conseguenze». Autore di questo pressing sarebbe stato anche il vicesindaco Daniele Frongia, fedelissimo della Raggi, anche ai margini di una riunione di giunta, in presenza dell’allora assessore al Bilancio, dimessosi assieme alla Raineri, Marcello Minenna. «Il tentativo di convincermi durò quasi un’ora, ma io non cedetti».

Senza 5 Stelle non sei nessuno Virginia

Da: Roma Today
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Rivedere tutti gli atti firmati da Marra e azzerare il raggio magico mandando via Daniele Frongia e Salvatore Romeo. Queste le condizioni che sarebbero state poste, per ora, a Virginia Raggi per mantenere il simbolo e per evitare la sfiducia dei suoi dopo l'arresto di Raffaele Marra, il suo braccio destro difeso contro tutto e tutti. Che non sarebbero bastate le scuse si era capito all'ingresso dell'hotel Forum quando la Taverna ha pronunciato la frase che anticipava la linea da esprimere durante l'incontro. Ieri sera però è andata in scena la rivincita di una parte del Movimento, quella che in questi mesi ha dovuto ingoiare molti bocconi amari. 
IL PROCESSO - Roberta Lombardi, Carla Ruocco, Paola Taverna, Roberto Fico sono stati tutti molto duri con il fondatore Grillo ed hanno posto suggerito condizioni altissime per poter mandare avanti l'avventura. Qualcuno ha anche chiesto di spingere per le dimissioni, per mettere già da subito fine a quest'errore. Il terreno trovato era fertile. Il comico leader infatti era furente già dal mattino e la sua rabbia l'aveva già espressa al telefono ad una sindaca in lacrime. Dall'incontro è emersa una linea dura. Chiara la richiesta: azzerare il raggio magico, ovvero far fuori il vicesindaco Daniele Frongia e il fedelissimo Salvatore Romeo. Di più: vanno passati al setaccio gli atti firmati da Marra per evitare delle brutte sorprese.
Virginia Raggi con il volto stanco e tirato  
Potrebbe però non bastare. Forti sono infatti le pressioni per interrompere da subito l'amministrazione. Il timore è quello di un avviso di garanzia alla Raggi per la vicenda delle nomine e dell'aumento di stipendio a Romeo. Peggio: si teme che l'indagine che ha portato all'arresto di Marra possa travolgere anche la Raggi. C'è un passaggio dell'ordinanza in cui Marra, a giugno, chiede un intervento per non essere fatto fuori dal Campidoglio.
CROLLA TUTTO - Sono in tanti ormai ad essere convinti che la sua avventura in Campidoglio sia arrivata al capolinea. Al momento la cosa più probabile è la perdita delle stelle. Ne è consapevole anche lei tanto che nella serata di ieri ha convocato una riunione con la maggioranza nel corso della quale ha fatto la conta di quanti l'avrebbero seguita anche senza simbolo. 
C'è stato un bagno di umiltà, ci sono state le scuse ribadite ai consiglieri e ai presidenti di municipio, ma anche l'intenzione di non fare un passo indietro. Tradotto: il diktat di far cadere Frongia e Romeo non verrà seguito e questa situazione potrebbe portare in automatico alla revoca del simbolo. Tra i consiglieri molta freddezza. Marcello De Vito, infuriato, ha abbandonato in anticipo la riunione. Qualcuno ha mostrato appoggio alla Raggi, altri una decisa chiusura.
Marcello De Vito, avvocato
 C'è poi la giunta. I più irritati sono Luca Bergamo e Paolo Berdini. Il primo aveva anche difeso pubblicamente Marra per difendere la sindaca. Il secondo aveva mostrato segni di insofferenza nei confronti dell'ex alemanniano ed ora si iscrive al partito dell'"avevo detto io". Entrambi, si dice, sono molto infastiditi e non si esclude un loro passo indietro. 


Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/raggi-revoca-simbolo-cinque-stelle.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809


Cosa credeva Virginia Raggi, che amministrare Roma fosse una passeggiata?
Senza simbolo del Movimento 5 Stelle lei non è nessuno: una qualsiasi avvocatessa un po' sprovveduta che forse si sopravvaluta.
E' il progetto di pulizia di una Roma corrotta, degradata e invivibile che aveva promesso, forse ambiziosamente, il Movimento 5 Stelle. Progetto che può e deve continuare, giacché lei si è assunta questa responsabilità nei confronti di chi l'ha votata:
ma con il Movimento 5 Stelle, giacché è quel progetto e quel simbolo che i romani hanno votato, non certo l'avvocatessa qualsiasi Virginia Raggi. 

Da: Il Fatto Quotidiano 


L'Assessore all'urbanistica Ing. Paolo Berdini
 L'assessore all'Urbanistica - che si oppone alla costruzione del nuovo impianto sportivo dell'As Roma a Tor Di Valle e vuole ridurre le cubature del progetto - conferma al Messaggero la frattura con la giunta Raggi. Berdini non ha gradito soprattutto la divulgazione di voci di sue imminenti dimissioni. “Chi sta dietro a certe agenzie? Parlamentari del M5s o direttamente il Campidoglio?”. Per Roberta Lombardi "certi veleni arrivano dal suo stesso assessorato" dove "Mafia Capitale aveva interessi milionari"
Il Prefetto TRONCA: alcune delibere da lui firmate sono ferme presso il Dipartimento IX inspiegabilmente.
L'Ing. Berdini, Assessore, non riesce, pur interessandosi al problema, a capire quali siano gli ostacoli.



Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/raggi-revoca-simbolo-cinque-stelle.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

Buone Feste 2016




Auguri a tutti...

Ma non posso dimenticare la Siria e gli assassini che ancora consentono questo:

I siriani hanno la pelle chiara e il sangue rosso...
e
c'è chi ne approfittava per dirci ai TG che questi erano siriani
speculando sulla disgrazia della Siria
e contando sull'ignoranza di molti...


venerdì 16 dicembre 2016

Roma e Milano sotto scacco della Magistratura

Roma: arrestato Raffaele Marra, lʼex braccio destro del sindaco Raggi

Lʼattuale capo del personale del Campidoglio è accusato di corruzione nellʼinchiesta sulla compravendita delle case Enasarco

Da: Ansa.it

Sala indagato: "Mi autosospendo da sindaco"

In qualità di ex ad di Expo, risulta indagato nell'inchiesta sulla 'Piastra dei servizi'. Dai magistrati viene contestata dai magistrati un'ipotesi di falso

I due massimi Poteri dello Stato sono il Potere Politico e la Magistratura. Il secondo, però, ha dimostrato già in passato di essere più potente del Potere Politico, riuscendo con la sua azione a cambiare il governo della Cosa Pubblica mettendo sotto inchiesta il Potere Politico.
Se questo sia un male o un bene lo si può dedurre riflettendo su quello che sono i politici e quello che sono i magistrati.
Negli ultimi decenni il Potere Politico ha dimostrato un tasso di corruzione che ha interessato tutto l'arco costituzionale, con eccezione dell'estrema sinistra e del Movimento 5 Stelle, nato e cresciuto proprio sull'onda del disgusto creato nei cittadini dal comportamento dei partiti.
Oltre al furto perpetrato alle Casse dello Stato con illeciti arricchimenti personali e a quello creato gonfiando i costi delle opere pubbliche fino a 10 volte l'effettiva spesa necessaria, la corruzione ha inquinato il mondo del lavoro, favorendo i corrotti sia nel campo degli appalti che nei pubblici concorsi.
Dunque, in questo quadro fosco,  ben venga l'azione della Magistratura, ma non sempre questa azione appare scevra da interessi di parte, essendo l'uomo magistrato imperfetto come in ogni campo. 
Nonostante la mole di Leggi e di Regole, o forse proprio per questo, in Italia si assiste ad una illegalità diffusa in tutti i campi (lavoro, edilizia, raccolta di denaro dei risparmiatori in varie forme finalizzato a scopi fittizi con danno dei risparmiatori medesimi ecc.) a fronte poi di azioni repentine e mirate promosse dalla Magistratura nei confronti di questo o quel personaggio di una certa compagine politica.
Se c'è un illecito ben venga, ma chi gestisce anche una piccola parte della Cosa Pubblica sa che Leggi e Regole spesso sono così stringenti da mettere, chi gestisce l'apparato che gli è stato affidato, nell'impossibilità di agire, giacché se non ottempera entro certi tempi ad un atto amministrativo è passibile di denuncia e se ottempera per stare nei tempi ed è costretto ad omettere certi passaggi è lo stesso passibile di denuncia!
Di quanto scrivo sono certa per avere conoscenza della "pretesa" disumana e contrastante di alcune Leggi e Regole applicate da delibere ministeriali in modo non realistico.
Prova ne è che lo stesso Cantone, messo a vigilare, non ha potuto evitare quello che sta accadendo a Sala.
Insomma, un conto sono i ladri, i truffatori, i corrotti delle commissioni che debbono decidere del lavoro altrui e decidono a danno dei meritevoli per proprio tornaconto personale, e un conto è l'errore, comprensibilmente inevitabile se si vogliono risolvere i problemi impantanati nell'impasse!!
Se la Magistratura NON è in grado di distinguere questa enorme differenza e fa apparire alla gente che "tutta un'erba è un fascio", la gente non andrà più a votare, non sapendo più distinguere fra il marcio e chi in buona fede vuole risolvere i problemi.



giovedì 15 dicembre 2016

Frittura di pesce come "voto di scambio"

Non lo nego: a me De Luca è simpatico.
Quando militavo in Italia dei Valori ricordo che, con atteggiamento "purista", certi soggetti schifavano apparentamenti politici con l'allora Sindaco di Salerno, città tenuta benissimo, con salernitani più che contenti. Io non ero d'accordo e portavo come argomento tutto quello che De Luca faceva per Salerno: avercelo un Sindaco così!!!
I "puristi" del defunto Idv, che cerca di sopravvivere pur di rosicare qualcosa e non si è accorto che al Paese non serve a niente, intanto imbarcavano i Razzi, gli Scilipoti, i De Gregorio e, dulcis in fundo, i Maruccio!!!!

Qualche magistrato che non ha niente da fare, eppure dicono che sono oberati di lavoro, ha pensato bene di intercettare De Luca che, giustamente e nel suo diritto politico, faceva campagna per il SI al referendum dove io, lo ricordo a tutti, non sono andata a votare con valide motivazioni.

E come la faceva questa propaganda? Ma incitando i sindaci del suo partito a farla porta a porta! Durante una telefonata, intercettata dal solerte magistrato, ad alcune difficoltà obiettate da uno del suo partito su come poteva fare per convincere la gente a votare per il SI, con il suo impagabile spirito De Luca scherzosamente proferiva: "Ma fai come ti pare! Offrigli una frittura di pesce!"
Questa frase comica gli ha guadagnato l'accusa di "voto di scambio"!
Rendiamoci conto! Siamo proprio nel paese di Pulcinella!

Siria e siriani: distruzione che va avanti da anni

Da: La Repubblica


utente88429
cos'é la vergogna di fronte ad enormi interessi economici? una sottile linea tra l'essere umano e il più crudele degli animali.


Prendo il commento del lettore che riporto sopra come pensiero anche mio.
Il resto è Storia che si ripete: massacri di innocenti e NESSUNO che li fermi giacché ci sono INTERESSI di ciascuna delle parti MOLTO più importanti della vita umana, anche se a chiacchiere si dicono cose nobili.
L'uomo, in certe sue forme, è la bestia peggiore del Pianeta.

Da: Imola Oggi 19 settembre 2016
La Power (Rappresentante USA presso l’ONU) aveva dichiarato che la Zakharova «dovrebbe vergognarsi» per aver affermato che gli USA stanno proteggendo il Daesh.
Dalla sua pagina di Facebook la Zakharova ha consigliato alla Power di non parlare degli aiuti umanitari in Siria né con i militanti di al-Nusra, né con l’opposizione moderata, ma con i semplici cittadini. Secondo la Zakharova, queste persone vivono lì nonostante il fatto che da quasi sei anni nel loro paese sia in corso un «cruento esperimento con la partecipazione attiva di Washington»
La Zakharova ha aggiunto che lei è in costante contatto con i siriani: sia con i rappresentanti dell’opposizione, sia con i bambini orfani che vengono in Russia per le vacanze e la riabilitazione, e anche con i giornalisti.

 Un rimpallo di responsabilità e nessuna coscienza. Zakharova, portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo,  dice cose strane: gli USA proteggerebbero chi gli ha buttato giù le Torri Gemelle a New York... Fantapolitica...
Di certo noi, alleati con gli USA, però abbiamo pagato un riscatto ai ribelli ai Al-Nusra, dicono fonti non controllate, di 12 milioni di dollari per liberare le due sconsiderate andate allo sbaraglio a "portare aiuti umanitari" ai poveri siriani... I ribelli secondo voi cosa ci hanno comperato con i nostri soldi?
Gentiloni, allora Ministro degli Esteri, disse che "non era stato pagato alcun riscatto". Altro che le e-mails di Hillary!

Hillary e le e-mails

Da: RAI News
Le accuse di Hillary in Campagna Elettorale "Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno hackerato i computer del Democratic National Committee e sappiamo che hanno organizzato la diffusione di gran parte di quelle mail. E sappiamo anche che Donald Trump ha mostrato un molto preoccupante sostegno nei confronti di Putin". Era questa l'accusa lanciata nel luglio scorso in piena campagna elettorale da Hillary Clinton in una intervista alla Fox News, riguardo al cyber-attacco subito dai server del Democratic National Committee nei giorni precedenti. La candidata democratica alla Casa Bianca aveva  puntato il dito direttamente contro Mosca e aveva accusato il suo rivale Repubblicano, Donald Trump, per il suo appoggio al leader del Cremlino.  Secondo il New York Times, l'attacco ai sistemi informatici democratici sembrava provenire da 'FancyBear', che è collegato al G.R.U, il servizio di intelligence militare russo, "lo stesso operatore implicato nell'attacco al Comitato nazionale" del Partito democratico. La fonte è interna alla polizia federale: "E' lo stesso avversario", ha detto, "Sono attori sofisticati". Il Partito democratico americano aveva fatto sapere di essere stato bersaglio di un attacco informatico e lo staff di Hillary Clinton aveva aggiunto a caldo che è stato esso stesso vittima di un 'hackeraggio'. Oggi i sospetti si materializzano nelle dichiarazioni della Clinton che accusa direttamente Mosca.  Assange: le fonti? A noi interessa autenticità documenti  "A noi non interessa che sia eletta Hillary Clinton o Donald Trump: quello che ci interessa è che il materiale che pubblichiamo sia sempre accurato e che le nostre fonti siano protette". Così, intervistato dalla Nbc, Julian Assange aveva difeso la decisione di non rivelare la fonte delle 19mila mail del comitato democratico pubblicate da Wikileaks.


Per quanto si possa ritenere stupido lo statunitense medio, mi rifiuto di credere che abbiano votato in maggioranza (poca) Trump invece di Hillary solo perché lei ha commesso "l'imperdonabile scorrettezza" di usare un indirizzo e-mail non ufficiale quando era Segretario di Stato.
I nostri rappresentanti delle Istituzioni fanno ben altro! Le loro comunicazioni ufficiali sono una cosa, gli accordi che noi non dobbiamo ascoltare sono ben altra cosa. Credo che i motivi della scelta Trump risiedano in altri aspetti, fra cui il bisogno di difesa dello statunitense medio dall'immigrazione scorretta e le difficoltà economiche della classe media. Inutile cercare sempre motivi da "spy story" per non accettare i veri motivi di una sconfitta.
Personalmente, comunque, mi sento più tranquilla se il Presidente degli USA va d'accordo con il Presidente della Russia che il contrario. 

martedì 13 dicembre 2016

Gente disinvolta che ama la "bella vita"






Sul mio sito facebook l'anno passato avevo dedicato un post all'ex Generale della Guardia di Finanza Rapetto, ripreso dalla rivista Tzè Tzè.
Ora forse qualcuno entra in giusta galera e speriamo che ci rimanga.
In questo scandalo L'Espresso scrive che sono coinvolti il suocero ed il cognato di Gianfranco Fini, politico un tempo stimato che ha fatto una brutta fine!
In realtà siamo al solito giornalismo che piega la realtà all'approssimazione di essa: per essere, queste due "disinvolte" persone, definite suocero e cognato dell'ex stimato politico Fini egli avrebbe dovuto sposare l'ex-convivente di Gaucci, cosa che, dalle ultime notizie sulla coppia, sembra non essere ancora avvenuta, nonostante la nascita di due bambine dalla loro relazione. 
Fini, come Esaù, si è venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie: cioè ha perso la faccia per aver venduto una donazione, fatta al partito, al fratello della sua convivente, appunto quella Elisabetta Tulliani che prima stava con quel bell'uomo di Gaucci , certamente per amore!
Elisabetta Tulliani, 41 anni nel 2013 e Luciano Gaucci 75 anni, all'epoca della loro relazione

Da: La Stampa 2013

“Alla Tulliani il tesoro di Gaucci”

L’ex fidanzata non dovrà restituire appartamenti, gioielli, auto e quadri
«Elisabetta aveva fame di soldi, stava con me solo per i soldi, mica per altro. Ha fatto il bottino di tutto quello che voleva, ha appartamenti, ville, terreni, e ... ha cambiato strada». E nella sua memoria difensiva - assistito, dall’avvocato Sammarco - spiegava che oltre al tesoro dei beni immobili, auto e quadri, aveva ringraziato la Tulliani per la sua attività di prestanome con «gio­ielli, pietre preziose, brillanti, viaggi in località prestigiose, voli aerei, un orologio con bril­lanti del valore di 40 milioni di lire, ecc, fino a spendere la ci­fra di circa un miliardo di li­re». 

Nelle 7 pagine della sentenza civile, depositata lo scorso 5 aprile, viene riepilogata, sin dai primi albori, la storia raccontata da Gaucci. «Ha esposto che verso la metà degli Anni ’90 stringeva una relazione sentimentale con Elisabetta Tulliani e che presto estendeva l’amicizia al padre Sergio, la madre Francesca Frau e il fratello Giancarlo». Fratello che mise in imbarazzo Fini con l’appartamento del partito a Montecarlo, ma quella è un’altra storia.  

In quest’altra è successo di tutto: Gaucci latitante a Santo Domingo avrebbe smarrito la dichiarazione in cui Elisabetta si autocertificava sua prestanome mentre lei, dal canto suo, non ha alcun documento per reclamare il miliardo di vecchie lire consegnato all’ex fidanzato (conosciuto perché padre di un suo compagno di scuola).  
Da: L'Espresso
Nel luglio 2008 Alleanza nazionale vende per 300 mila euro un appartamento di Montecarlo, in Boulevard Principesse Charlotte 14, che era stato donato al partito, per testamento, dalla contessa Anna Maria Colleoni, morta il 12 giugno 1999. A comprarlo è una offshore, chiamata Printemps, che nell'ottobre 2008 lo rivende per 330 mila euro a un'altra società anonima caraibica, Timara Limited. L'appartamento viene subito affittato a Giancarlo Tulliani, che è fratello di Elisabetta.   
Giancarlo Tulliani si dedica a pulire una Ferrari 458 Italia blu notte in un autolavaggio del Principato di Monaco. L'auto è uno dei primi esemplari consegnati del modello presentato un anno fa a Maranello.

Da: Il Fatto Quotidiano 13 dicembre 2016
di Umberto Rapetto 
CRONACA


Slot machine: Laboccetta, Corallo, Tulliani e la resa dei conti

“Il futuro ci darà ragione” diceva Wernher von Braun, anticipando la corsa verso lo spazio in tempi in cui la missilistica era legata ai cruenti scenari di guerra.
Qualcosa di simile, in un contesto certo meno ambizioso, è scappato anche a me il 29 maggio 2012 quando ho annunciato ai miei ragazzi del GAT Nucleo speciale frodi telematiche che stavo per rassegnare le mie dimissioni.
Quel giorno – con la morte nel cuore – ho liquidato con una manciata di firme la mia vita in divisa. Un’avventura cominciata il 30 settembre 1975 alla Scuola militare Nunziatella e durata quasi 37 anni all’inseguimento del sogno di fare qualcosa di buono per gli altri.
La Guardia di Finanza aveva pianificato la mia rimozione dall’incarico e la destinazione alla frequenza del corso all’Istituto per gli Alti studi della Difesa dove insegnavo da una quindicina d’anni. Ci furono ben 11 interrogazioni parlamentari sulla mia curiosa vicenda e non servirono a nulla.
Ero colpevole di aver “incrinato i rapporti con una Amministrazione consorella” (i Monopoli) mi disse un giorno uno dei vertici GdF: nonostante i più o meno garbati consigli a rimuovere l’incomprensibile ostinazione e a desistere dall’occuparmi delle investigazioni sulle slot machine, la mia squadra – sola contro tutti – arrivò a ricostruire uno scenario sconfortante sul gioco d’azzardo nel nostro Paese.
A distanza di quattro anni e mezzo gli stessi personaggi che hanno animato quella straordinaria indagine saltano di nuovo fuori.

Non sono riuscito a provare gioia nel leggere che questi signori sono finiti in manette.
E’ più forte il ricordo delle mortificazioni del mio reparto e mie personali nel vedere il signor Amedeo Laboccetta diventare deputato della Repubblica, sedere quindi in Commissione Finanze e poi diventare membro di quella parlamentare Antimafia, dove si portò come assistente Francesco Corallo. Lo stesso Francesco Corallo che alla fine del 2013 mi denunciò per diffamazione e non si presentò all’udienza in cui – lui latitante – io provavo il brivido, dopo mesi di angoscia e dolore, di trovarmi nel banco sbagliato. L’archiviazione di quel giorno non ha cancellato i segni delle prepotenze subite anche dopo esser stato costretto a mollare quella che era la mia vita.
Vorrei, invece, sapere dai miei superiori di allora se hanno coscienza di quel che mi hanno costretto a fare.
Vorrei poi che la gente, vedendo come le cose possono evolvere e cambiare, non si arrendesse, non continuasse a piegare la testa. Qualunque ne sia il costo.
"La Casa della Libertà di infrangere la Legge"