lunedì 19 dicembre 2016

Una madre è naturale che non si arrenda


Garlasco, la difesa di Stasi: "Il dna di un altro ragazzo sotto le unghie di Chiara"

I nuovi esami porterebbero a un uomo nella cerchia delle vecchie amicizie della ragazza. La mamma di Chiara: "Se hanno un nome lo facciano" e lʼex comandante dei Ris: "Traccia inutile"

Clamorosa novità nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi che sembrava essersi chiuso con la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere. La madre dell'ex fidanzato della ragazza ha reso noti tramite "Il Corriere della Sera" i risultati dei nuovi esami fatti svolgere dalla difesa. Il dna trovato sotto le unghie di Chiara porterebbe a una persona che non è Stasi: sarebbe un giovane della zona di Garlasco.
La madre di Chiara: "Se hanno un nome lo facciano" - La difesa di Stasi ha un nome? Lo facciano. Questo avrebbe detto la madre di Chiara, Rita Preda, secondo quanto riferisce l'avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni. "C'è una sentenza definitiva - avrebbe dichiarato - e per noi quella vale. Se hanno un nome, lo facciano pubblicamente, senza nascondersi dietro un dito".

Il generale Garofano: "Nessuna novità da quella traccia" - Ma il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris, avverte: "Io non credo assolutamente si tratti di una svolta perché quel Dna è stato esaminato nel corso del secondo giudizio d'appello e la perizia concludeva con una presenza di Dna attribuibile alla vittima e in parte ad un uomo che non è possibile identificare, non escludendo che appartenesse all'imputato. Non credo assolutamente che quel profilo possa portare a un'identificazione certa".

Intervistato da Radio Monte Carlo Garofano, che seguì molto da vicino il caso Garlasco, aggiunge: "Non capisco quale elaborazione sia stata utilizzata e che aspetti abbia evidenziato ma comunque andava fatta prima dell'appello, quelle analisi non sono più ripetibili. Quella prova è stata discussa a tempo debito e oggi non è possibile recuperare niente di più di quanto fatto allora. Si tratta di una piccola parte, cromosoma Y, cioè maschile, che non permette nessuna nuova identificazione". Insomma, "nessuna nuova verità processuale può arrivare, non si può andare oltre i limiti di quel risultato e la prova di cui si parla oggi non è sufficiente a riaprire alcunché".

La difesa: riesaminati gli atti dell'inchiesta - "La consulenza chiesta dalla difesa dell'ex fidanzato di Chiara è stata svolta da una società di investigazioni che ha riesaminato gli atti dell'inchiesta. Gli accertamenti hanno portato a isolare unabottiglietta d'acqua e un cucchiaino che sarebbero stati utilizzati dal ragazzo, che potrebbe far parte della cerchia di vecchie amicizie della Poggi.

Sembra quindi non esserci ancora la parola fine al caso aperto la mattina del 13 agosto 2007, quando nella cittadina del Pavese venne trovato il corpo della ragazza. I risultati di laboratorio condotti da un noto genetista potrebbero portare alla riapertura del caso e la mamma di Alberto Stasi presenterà un esposto per chiedere la revisione del processo.

Il dna trovato in piccoli frammenti sotto le unghie di Chiara è stato prima ignorato per anni, poi, dopo una nuova perizia disposta dalla Corte d'appello per il processo-bis, è stato identificato del dna maschile compatibile solo per 5 marcatori su 9 con quello di Alberto Stasi. E i nuovi esami sono partiti proprio da quella perizia.

Il legale dei Poggi: "Capitolo superato" - Come il generale Garofano, anche il legale dei Poggi, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, non crede che si possano riaprire le indagini e considera remota anche l'evenutalità che nei confronti di Alberto Stasi sia possibile prospettare il concorso nell'omicidio con altri. "La questione del dna trovato sotto le unghie di Chiara è già stata superata dalla Corte d'Assise d'Appello e della Cassazione - ha dichiarato -. In ogni caso, questo indizio da solo non farebbe venir meno tutte le altre prove a carico di Stasi, semmai si potrebbe prospettare, ma è un'ipotesi a cui non credo, il concorso di Stasi con altre persone".

          19 DICEMBRE 2016

Garlasco, il genetista De Stefano: "Impossibile identificare il dna sotto le unghie di Chiara"


"Impossibile identificare il dna sotto l'unghia di Chiara". A Radio Capital parla il genetista che eseguì la perizia al processo d'appello bis del delitto di Garlasco. Gli avvocati della famiglia Stasi sostengono che, attraverso un loro perito, hanno dimostrato che il materiale genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi appartenga a una famiglia della zona di Garlasco e forse, in particolare, a un giovane. Questo, a loro avviso, potrebbe scagionare Stasi. Ma il professor Francesco De Stefano, perito nominato del giudice al processo, sostiene che non c'era materiale genetico sufficiente per ripetere l'esame
Intervista di Antonio Iovane

L'atroce dramma di una madre che ha un figlio, l'unico figlio, in carcere, condannato, dopo innumerevoli processi, come assassino di colei che vedeva ormai come sua nuora futura, possibile madre dei suoi nipotini, vedova, dopo aver diviso con suo marito il dolore e lo strazio del figlio sotto accusa, si può comprendere. In fondo lei non ha fatto niente: ama suo figlio e lo difende anche perché lui il delitto non glielo ha mai ammesso, mai confessato. Allora cosa fa? Si aggrappa all'unico motivo di vita che le è rimasto: trovare una prova così importante da poter ottenere la revisione del processo.
Dunque commissiona, pagando con gli ultimi soldi che le sono rimasti dopo le ingenti spese dei processi, ad un pool di investigatori privati  di cercare questa prova che possa cambiare il destino di recluso di suo figlio.
E quelli cosa fanno per guadagnarsi il loro lavoro? Cercano, arrampicandosi sugli specchi, e raccattano il DNA di qualcun altro, lasciato su un cucchiaino, su una bottiglietta d'acqua, sperando che alcuni punti di quel DNA intero siano combaciabili con gli infinitesimali frammenti recuperati sotto le unghie della vittima, che erano scarsi e confusi fin da subito, altrimenti si sarebbe da subito ricavato un DNA intero.
Ma la madre si aggrappa alle sue supposizioni, chissà chi sarà il poveretto indicato a cui ha fatto toccare il cucchiaino, la bottiglietta dell'acqua, nella speranza di addossargli l'enorme peso che suo figlio si è messo sulle spalle, distruggendo una vita e così anche la sua, quella di chi amava Chiara, e quella dei suoi genitori che certo per lui immaginavano altra vita, altro avvenire...  

De Luca si e Raggi no?

Da questo blog: mercoledì 11 novembre 2015

ha una condanna per abuso d'ufficio per aver nominato "project manager", per la realizzazione del termovalorizzatore, un geometra invece di nominarlo "coordinatore". I solerti magistrati scrivono che è stato fatto per far avere un compenso più alto al suo collaboratore.


Nel post sto parlando di Vincenzo De Luca, discusso uomo del PD, ottimo sindaco di Salerno, oggi Presidente della Regione Campania.
Non notate nessuna similitudine con quanto fatto dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi?
Il clamore dell'arresto di Raffaele Marra, da lei sponsorizzato, non vi fa vedere quella che è invece la cosa più grave? 
La cosa più grave che ha fatto in prima persona l'Avv. Raggi è forzare la Legge per trasformare un semplice funzionario del Comune di Roma in qualcosa di più ad elevatissima retribuzione: Salvatore Romeo.
Per molto meno, ma con qualche similitudine, è quello che fece De Luca beccandosi prima l'avviso di garanzia poi il rinvio a giudizio e la condanna per abuso d'ufficio.  
Spiego meglio, soprattutto ai fideisti 5Stelle che non ragionano sui fatti, De Luca ha preso un geometra del comune di cui era sindaco e gli ha dato, con una delibera, il titolo di "project manager" per seguire i lavori del costruendo termovalorizzatore facendogli avere, non una promozione di ruolo quale lavoratore dipendente del comune, ma dandogli un incarico per conto del comune mirato alla realizzazione di un'opera pubblica. Incarico che comportava un introito ultrastipendiale, naturalmente, come previsto dagli ordinamenti statali, ma non uno stipendio maggiorato.
La Raggi ha fatto molto di peggio. Salvatore Romeo si è messo in aspettativa, vuol dire che continuava ad essere un dipendente del comune con la qualifica con la quale era stato assunto o che aveva ottenuto successivamente con modalità di legge: concorsi interni.
Lei si è messa in mente di promuoverlo sia di ruolo che di stipendio e nel farlo voleva la copertura del parere dell'avvocatura comunale. Non avendola ottenuta perché non esistono Leggi e Regole che lo consentono, ha ignorato ben due avvocati consultati e l'ha fatto lo stesso.
Dunque lo scandalo non è scegliere le persone sbagliate per poi far credere agli sciocchi fideisti che "si è fidata", lo scandalo vero è agire in piena coscienza forzando Leggi e Regole per promuovere qualcuno e farlo guadagnare il triplo pur avendo avuto parere legale negativo. E tralasciamo che la Sindaca è pure avvocato!
Se la Legge è uguale per tutti (ma purtroppo non lo è) Virginia Raggi dovrebbe nelle prossime ore ricevere un avviso di garanzia, per aver promosso, senza pubblico concorso interno, una persona che non aveva mai interrotto il suo rapporto di lavoro con il comune.
Staremo a vedere.

sabato 17 dicembre 2016

Virginia appare sempre più tutt'altro che innocente

Da: Il Corriere della Sera


L’INTERROGATORIO

Inchiesta nomine, Murra dai pm:
«Le pressioni per dire sì a Romeo»

di Fulvio Fiano

L’ex capo dell’avvocatura capitolina racconta ai magistrati perché si oppose all’incarico al capo della segreteria del sindaco. «Procedura illegittima, non ho voluto cedere»
Quattro ore al cospetto del pm Francesco Dall’Olio, del procuratore aggiunto Paolo Ielo, e del capo della squadra mobile Luigi Silipo per confermare la ricostruzione di come si oppose alla nomina di Salvatore Romeo già contenuta nell’esposto della ex capo di gabinetto Carla Raineri che ha dato il via alle indagini. L’ex capo della avvocatura capitolina, Rodolfo Murra, parla da persona informata dei fatti e fornisce altro materiale all’inchiesta che tre giorni fa ha portato gli agenti di polizia in Campidoglio per acquisire gli atti su questa e altre tre nomine (la stessa Raineri, il suo successore Andrea Mazzillo, ora assessore al Bilancio, e l’avvocato Antonio De Santis collaboratore del sindaco con delega al personale). Capitolo a parte quello sul ruolo di Raffaele Marra, finito in carcere ieri per corruzione.
Murra, che secondo le ricostruzioni dal Campidoglio non è stato confermato a scadenza del suo mandato il 23 novembre per volere di Marra, ha raccontato agli investigatori le pressioni subite per avallare la nomina di Romeo. La scorsa estate la sindaca chiese all’allora capo dell’Avvocatura un parere preventivo sul dipendente comunale nominato capo della segreteria del primo cittadino, con un sostanzioso aumento dello stipendio. Murra sostenne che si trattava di procedura illegittima, ma — come raccontato dalla Raineri — «La sindaca non volle sentire ragioni. E quando realizzò che l’avvocato Murra era di avviso contrario non gli commissionò il parere scritto». Giorni dopo la Raggi ricevette analogo parere negativo dall’avvocato amministrativista Aristide Police, secondo il quale non esisteva «alcuna ragione che possa giustificare il mutamento del rapporto di servizio di un proprio dipendente o meglio, la duplicazione di tale rapporto».

Fu allora che la sindaca «si rivolse a una giovane avvocatessa sua amica (che di lì a poco avrebbe reclutato) la quale trovò un precedente costituito da un altro parere dell’Avvocatura capitolina e da un regolamento del Comune di Firenze», mai recepito dal Campidoglio. «Con questi documenti mi contattò sottoponendomi a pressanti domande per indurmi a cambiare opinioni», ha ribadito ieri Murra. «Ma io rifiutai esponendomi alle conseguenze». Autore di questo pressing sarebbe stato anche il vicesindaco Daniele Frongia, fedelissimo della Raggi, anche ai margini di una riunione di giunta, in presenza dell’allora assessore al Bilancio, dimessosi assieme alla Raineri, Marcello Minenna. «Il tentativo di convincermi durò quasi un’ora, ma io non cedetti».

Senza 5 Stelle non sei nessuno Virginia

Da: Roma Today
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Raggi ora rischia di perdere il simbolo. Chiesta la revoca di Frongia e Romeo
Rivedere tutti gli atti firmati da Marra e azzerare il raggio magico mandando via Daniele Frongia e Salvatore Romeo. Queste le condizioni che sarebbero state poste, per ora, a Virginia Raggi per mantenere il simbolo e per evitare la sfiducia dei suoi dopo l'arresto di Raffaele Marra, il suo braccio destro difeso contro tutto e tutti. Che non sarebbero bastate le scuse si era capito all'ingresso dell'hotel Forum quando la Taverna ha pronunciato la frase che anticipava la linea da esprimere durante l'incontro. Ieri sera però è andata in scena la rivincita di una parte del Movimento, quella che in questi mesi ha dovuto ingoiare molti bocconi amari. 
IL PROCESSO - Roberta Lombardi, Carla Ruocco, Paola Taverna, Roberto Fico sono stati tutti molto duri con il fondatore Grillo ed hanno posto suggerito condizioni altissime per poter mandare avanti l'avventura. Qualcuno ha anche chiesto di spingere per le dimissioni, per mettere già da subito fine a quest'errore. Il terreno trovato era fertile. Il comico leader infatti era furente già dal mattino e la sua rabbia l'aveva già espressa al telefono ad una sindaca in lacrime. Dall'incontro è emersa una linea dura. Chiara la richiesta: azzerare il raggio magico, ovvero far fuori il vicesindaco Daniele Frongia e il fedelissimo Salvatore Romeo. Di più: vanno passati al setaccio gli atti firmati da Marra per evitare delle brutte sorprese.
Virginia Raggi con il volto stanco e tirato  
Potrebbe però non bastare. Forti sono infatti le pressioni per interrompere da subito l'amministrazione. Il timore è quello di un avviso di garanzia alla Raggi per la vicenda delle nomine e dell'aumento di stipendio a Romeo. Peggio: si teme che l'indagine che ha portato all'arresto di Marra possa travolgere anche la Raggi. C'è un passaggio dell'ordinanza in cui Marra, a giugno, chiede un intervento per non essere fatto fuori dal Campidoglio.
CROLLA TUTTO - Sono in tanti ormai ad essere convinti che la sua avventura in Campidoglio sia arrivata al capolinea. Al momento la cosa più probabile è la perdita delle stelle. Ne è consapevole anche lei tanto che nella serata di ieri ha convocato una riunione con la maggioranza nel corso della quale ha fatto la conta di quanti l'avrebbero seguita anche senza simbolo. 
C'è stato un bagno di umiltà, ci sono state le scuse ribadite ai consiglieri e ai presidenti di municipio, ma anche l'intenzione di non fare un passo indietro. Tradotto: il diktat di far cadere Frongia e Romeo non verrà seguito e questa situazione potrebbe portare in automatico alla revoca del simbolo. Tra i consiglieri molta freddezza. Marcello De Vito, infuriato, ha abbandonato in anticipo la riunione. Qualcuno ha mostrato appoggio alla Raggi, altri una decisa chiusura.
Marcello De Vito, avvocato
 C'è poi la giunta. I più irritati sono Luca Bergamo e Paolo Berdini. Il primo aveva anche difeso pubblicamente Marra per difendere la sindaca. Il secondo aveva mostrato segni di insofferenza nei confronti dell'ex alemanniano ed ora si iscrive al partito dell'"avevo detto io". Entrambi, si dice, sono molto infastiditi e non si esclude un loro passo indietro. 


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Cosa credeva Virginia Raggi, che amministrare Roma fosse una passeggiata?
Senza simbolo del Movimento 5 Stelle lei non è nessuno: una qualsiasi avvocatessa un po' sprovveduta che forse si sopravvaluta.
E' il progetto di pulizia di una Roma corrotta, degradata e invivibile che aveva promesso, forse ambiziosamente, il Movimento 5 Stelle. Progetto che può e deve continuare, giacché lei si è assunta questa responsabilità nei confronti di chi l'ha votata:
ma con il Movimento 5 Stelle, giacché è quel progetto e quel simbolo che i romani hanno votato, non certo l'avvocatessa qualsiasi Virginia Raggi. 

Da: Il Fatto Quotidiano 


L'Assessore all'urbanistica Ing. Paolo Berdini
 L'assessore all'Urbanistica - che si oppone alla costruzione del nuovo impianto sportivo dell'As Roma a Tor Di Valle e vuole ridurre le cubature del progetto - conferma al Messaggero la frattura con la giunta Raggi. Berdini non ha gradito soprattutto la divulgazione di voci di sue imminenti dimissioni. “Chi sta dietro a certe agenzie? Parlamentari del M5s o direttamente il Campidoglio?”. Per Roberta Lombardi "certi veleni arrivano dal suo stesso assessorato" dove "Mafia Capitale aveva interessi milionari"
Il Prefetto TRONCA: alcune delibere da lui firmate sono ferme presso il Dipartimento IX inspiegabilmente.
L'Ing. Berdini, Assessore, non riesce, pur interessandosi al problema, a capire quali siano gli ostacoli.



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Buone Feste 2016




Auguri a tutti...

Ma non posso dimenticare la Siria e gli assassini che ancora consentono questo:

I siriani hanno la pelle chiara e il sangue rosso...
e
c'è chi ne approfittava per dirci ai TG che questi erano siriani
speculando sulla disgrazia della Siria
e contando sull'ignoranza di molti...


venerdì 16 dicembre 2016

Roma e Milano sotto scacco della Magistratura

Roma: arrestato Raffaele Marra, lʼex braccio destro del sindaco Raggi

Lʼattuale capo del personale del Campidoglio è accusato di corruzione nellʼinchiesta sulla compravendita delle case Enasarco

Da: Ansa.it

Sala indagato: "Mi autosospendo da sindaco"

In qualità di ex ad di Expo, risulta indagato nell'inchiesta sulla 'Piastra dei servizi'. Dai magistrati viene contestata dai magistrati un'ipotesi di falso

I due massimi Poteri dello Stato sono il Potere Politico e la Magistratura. Il secondo, però, ha dimostrato già in passato di essere più potente del Potere Politico, riuscendo con la sua azione a cambiare il governo della Cosa Pubblica mettendo sotto inchiesta il Potere Politico.
Se questo sia un male o un bene lo si può dedurre riflettendo su quello che sono i politici e quello che sono i magistrati.
Negli ultimi decenni il Potere Politico ha dimostrato un tasso di corruzione che ha interessato tutto l'arco costituzionale, con eccezione dell'estrema sinistra e del Movimento 5 Stelle, nato e cresciuto proprio sull'onda del disgusto creato nei cittadini dal comportamento dei partiti.
Oltre al furto perpetrato alle Casse dello Stato con illeciti arricchimenti personali e a quello creato gonfiando i costi delle opere pubbliche fino a 10 volte l'effettiva spesa necessaria, la corruzione ha inquinato il mondo del lavoro, favorendo i corrotti sia nel campo degli appalti che nei pubblici concorsi.
Dunque, in questo quadro fosco,  ben venga l'azione della Magistratura, ma non sempre questa azione appare scevra da interessi di parte, essendo l'uomo magistrato imperfetto come in ogni campo. 
Nonostante la mole di Leggi e di Regole, o forse proprio per questo, in Italia si assiste ad una illegalità diffusa in tutti i campi (lavoro, edilizia, raccolta di denaro dei risparmiatori in varie forme finalizzato a scopi fittizi con danno dei risparmiatori medesimi ecc.) a fronte poi di azioni repentine e mirate promosse dalla Magistratura nei confronti di questo o quel personaggio di una certa compagine politica.
Se c'è un illecito ben venga, ma chi gestisce anche una piccola parte della Cosa Pubblica sa che Leggi e Regole spesso sono così stringenti da mettere, chi gestisce l'apparato che gli è stato affidato, nell'impossibilità di agire, giacché se non ottempera entro certi tempi ad un atto amministrativo è passibile di denuncia e se ottempera per stare nei tempi ed è costretto ad omettere certi passaggi è lo stesso passibile di denuncia!
Di quanto scrivo sono certa per avere conoscenza della "pretesa" disumana e contrastante di alcune Leggi e Regole applicate da delibere ministeriali in modo non realistico.
Prova ne è che lo stesso Cantone, messo a vigilare, non ha potuto evitare quello che sta accadendo a Sala.
Insomma, un conto sono i ladri, i truffatori, i corrotti delle commissioni che debbono decidere del lavoro altrui e decidono a danno dei meritevoli per proprio tornaconto personale, e un conto è l'errore, comprensibilmente inevitabile se si vogliono risolvere i problemi impantanati nell'impasse!!
Se la Magistratura NON è in grado di distinguere questa enorme differenza e fa apparire alla gente che "tutta un'erba è un fascio", la gente non andrà più a votare, non sapendo più distinguere fra il marcio e chi in buona fede vuole risolvere i problemi.



giovedì 15 dicembre 2016

Frittura di pesce come "voto di scambio"

Non lo nego: a me De Luca è simpatico.
Quando militavo in Italia dei Valori ricordo che, con atteggiamento "purista", certi soggetti schifavano apparentamenti politici con l'allora Sindaco di Salerno, città tenuta benissimo, con salernitani più che contenti. Io non ero d'accordo e portavo come argomento tutto quello che De Luca faceva per Salerno: avercelo un Sindaco così!!!
I "puristi" del defunto Idv, che cerca di sopravvivere pur di rosicare qualcosa e non si è accorto che al Paese non serve a niente, intanto imbarcavano i Razzi, gli Scilipoti, i De Gregorio e, dulcis in fundo, i Maruccio!!!!

Qualche magistrato che non ha niente da fare, eppure dicono che sono oberati di lavoro, ha pensato bene di intercettare De Luca che, giustamente e nel suo diritto politico, faceva campagna per il SI al referendum dove io, lo ricordo a tutti, non sono andata a votare con valide motivazioni.

E come la faceva questa propaganda? Ma incitando i sindaci del suo partito a farla porta a porta! Durante una telefonata, intercettata dal solerte magistrato, ad alcune difficoltà obiettate da uno del suo partito su come poteva fare per convincere la gente a votare per il SI, con il suo impagabile spirito De Luca scherzosamente proferiva: "Ma fai come ti pare! Offrigli una frittura di pesce!"
Questa frase comica gli ha guadagnato l'accusa di "voto di scambio"!
Rendiamoci conto! Siamo proprio nel paese di Pulcinella!

Siria e siriani: distruzione che va avanti da anni

Da: La Repubblica


utente88429
cos'é la vergogna di fronte ad enormi interessi economici? una sottile linea tra l'essere umano e il più crudele degli animali.


Prendo il commento del lettore che riporto sopra come pensiero anche mio.
Il resto è Storia che si ripete: massacri di innocenti e NESSUNO che li fermi giacché ci sono INTERESSI di ciascuna delle parti MOLTO più importanti della vita umana, anche se a chiacchiere si dicono cose nobili.
L'uomo, in certe sue forme, è la bestia peggiore del Pianeta.

Da: Imola Oggi 19 settembre 2016
La Power (Rappresentante USA presso l’ONU) aveva dichiarato che la Zakharova «dovrebbe vergognarsi» per aver affermato che gli USA stanno proteggendo il Daesh.
Dalla sua pagina di Facebook la Zakharova ha consigliato alla Power di non parlare degli aiuti umanitari in Siria né con i militanti di al-Nusra, né con l’opposizione moderata, ma con i semplici cittadini. Secondo la Zakharova, queste persone vivono lì nonostante il fatto che da quasi sei anni nel loro paese sia in corso un «cruento esperimento con la partecipazione attiva di Washington»
La Zakharova ha aggiunto che lei è in costante contatto con i siriani: sia con i rappresentanti dell’opposizione, sia con i bambini orfani che vengono in Russia per le vacanze e la riabilitazione, e anche con i giornalisti.

 Un rimpallo di responsabilità e nessuna coscienza. Zakharova, portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo,  dice cose strane: gli USA proteggerebbero chi gli ha buttato giù le Torri Gemelle a New York... Fantapolitica...
Di certo noi, alleati con gli USA, però abbiamo pagato un riscatto ai ribelli ai Al-Nusra, dicono fonti non controllate, di 12 milioni di dollari per liberare le due sconsiderate andate allo sbaraglio a "portare aiuti umanitari" ai poveri siriani... I ribelli secondo voi cosa ci hanno comperato con i nostri soldi?
Gentiloni, allora Ministro degli Esteri, disse che "non era stato pagato alcun riscatto". Altro che le e-mails di Hillary!

Hillary e le e-mails

Da: RAI News
Le accuse di Hillary in Campagna Elettorale "Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno hackerato i computer del Democratic National Committee e sappiamo che hanno organizzato la diffusione di gran parte di quelle mail. E sappiamo anche che Donald Trump ha mostrato un molto preoccupante sostegno nei confronti di Putin". Era questa l'accusa lanciata nel luglio scorso in piena campagna elettorale da Hillary Clinton in una intervista alla Fox News, riguardo al cyber-attacco subito dai server del Democratic National Committee nei giorni precedenti. La candidata democratica alla Casa Bianca aveva  puntato il dito direttamente contro Mosca e aveva accusato il suo rivale Repubblicano, Donald Trump, per il suo appoggio al leader del Cremlino.  Secondo il New York Times, l'attacco ai sistemi informatici democratici sembrava provenire da 'FancyBear', che è collegato al G.R.U, il servizio di intelligence militare russo, "lo stesso operatore implicato nell'attacco al Comitato nazionale" del Partito democratico. La fonte è interna alla polizia federale: "E' lo stesso avversario", ha detto, "Sono attori sofisticati". Il Partito democratico americano aveva fatto sapere di essere stato bersaglio di un attacco informatico e lo staff di Hillary Clinton aveva aggiunto a caldo che è stato esso stesso vittima di un 'hackeraggio'. Oggi i sospetti si materializzano nelle dichiarazioni della Clinton che accusa direttamente Mosca.  Assange: le fonti? A noi interessa autenticità documenti  "A noi non interessa che sia eletta Hillary Clinton o Donald Trump: quello che ci interessa è che il materiale che pubblichiamo sia sempre accurato e che le nostre fonti siano protette". Così, intervistato dalla Nbc, Julian Assange aveva difeso la decisione di non rivelare la fonte delle 19mila mail del comitato democratico pubblicate da Wikileaks.


Per quanto si possa ritenere stupido lo statunitense medio, mi rifiuto di credere che abbiano votato in maggioranza (poca) Trump invece di Hillary solo perché lei ha commesso "l'imperdonabile scorrettezza" di usare un indirizzo e-mail non ufficiale quando era Segretario di Stato.
I nostri rappresentanti delle Istituzioni fanno ben altro! Le loro comunicazioni ufficiali sono una cosa, gli accordi che noi non dobbiamo ascoltare sono ben altra cosa. Credo che i motivi della scelta Trump risiedano in altri aspetti, fra cui il bisogno di difesa dello statunitense medio dall'immigrazione scorretta e le difficoltà economiche della classe media. Inutile cercare sempre motivi da "spy story" per non accettare i veri motivi di una sconfitta.
Personalmente, comunque, mi sento più tranquilla se il Presidente degli USA va d'accordo con il Presidente della Russia che il contrario.