sabato 15 luglio 2017

Bon ton ed eleganza

Da: Quotidiano.net
Non sbaglia un colpo Melania Trump, bellissima first lady d'America che ha spopolato in eleganza durante la visita ufficiale con il marito Donald, fotografatissima con la coppia presidenziale francese Macron.
Decolleté tacco 12 come sempre, impeccabile e dritta come una colonna, i capelli sciolti e voluminosi, ha sfoggiato ieri in omaggio alla Francia un tailleur Dior rosso fuoco, magnifico esempio di eleganza senza tempo, la gonna svasata e al polpaccio, la giacca perfetta nel modello "Bar", quello lanciato nel 1947 da Monsieur Christian Dior per il mitico New Look, e reinventato magistralmente oggi dal direttore creativo della maison di Avenue Montaigne, l'italiana Maria Grazia Chiuri.
Un completo perfetto per entrare nella storia delle first lady più chic, sulla scia dell'indimenticabile Jackie Kennedy, con Dior che si riprende lo scettro di impero della bellezza..
Omaggio splendido al paese ospitante e di fresca amicizia questo di Melania che ha surclassato la pur simpatica Brigitte Macron che proprio non vuol sentir parlare di allungare un po' la lunghezza delle sue mises che si ferma, tragicamente, buoni 10 centimetri sopra quelli che chiamiamo con forte senso del realismo "ginocchietti", le sporgenze che raccontano della sua certo invidiabile magrezza segnalando al tempo stesso le "debolezze" dei suoi 64 anni.
Quel robe-manteau bianco sembrava quasi un camice da infermiera, un po' meglio oggi il tailleur blu di Francia indossato col giacchino svelto e giovanile e la gonna dritta, sempre troppo corta specie se associata ad occasioni di rappresentanza di Stato: tutto firmato come sempre dal giorno del l'insediamento come premiere dame di Francia da Louis Vuitton col tocco gagliardo di Nicolas Ghesquiere, come borsa e pump anche per Brigitte tacco 12.  Unica nota comune per le due signore il fatto che sia Dior che Louis Vuitton sono marchi che appartengono entrambi al gruppo LVMH di Bernard Arnault.
Nelle foto e nei video poi si vede sempre Brigitte con mises a mezze maniche non proprio donanti su braccia che inevitabilmente raccontano i dolori dell'età. Molto più saggia Melania sempre vestitissima e con scarse inclinazioni a troppo facili look estivi e scoperti: accollato quanto basta anche l'abito a fiori su sfondo bianco indossato oggi, stretto in vita da una cintura celestiale di gros grain, subito da imitare. Basta andare in merceria e farsi tagliare un bel nastro. A patto di avere come Melania Trump un vitino di vespa.


Melania Trump, nata Melanija Knavs[1] e germanizzata come Melania Knauss (Novo mesto26 aprile 1970), è un'ex modella slovena naturalizzata statunitense 

Brigitte Marie-Claude Trogneux, coniugata Macron (Amiens13 aprile 1953)


In questa mia foto a sinistra, fatta il 20 novembre 2016, avevo compiuto 70 anni 16 giorni prima. Metto la mia foto all'inizio dei miei articoli come si fa nei giornali on-line da quando mio marito, mio severo critico, leggendo qualche volta i miei post, mi disse che non si capiva dove finiva la notizia che riportavo e dove iniziava "la farina del mio sacco". Come si vede ho la fortuna di non avere rughe e questo dipende solo dalla natura, insieme al fatto che non mi sono mai esposta a fare lunghe sedute per avere un'abbronzatura "biscottata" e non mi sono mai truccata pesantemente e frequentemente. Non dimostro i miei anni, mi dicono, ma essi ci sono. Dunque come si possa fare un paragone fra due donne, Melania e Brigitte, quanto ad aspetto fisico, non si capisce. 
Basta leggere la data di nascita di ciascuna per rendersi conto che Melania, per età anagrafica, potrebbe essere figlia a Brigitte.
Ciò nondimeno Brigitte porta molto bene i suoi anni, pur avendo rughe.
Inoltre Melania di mestiere faceva la modella, e questo già dice molto sulla sua statura e sul suo portamento.
Brigitte faceva la professoressa di Letteratura francese, dunque tutt'altro campo di azione. E' piccolina di statura e, fortunata lei, magrissima.
Là dove le osservazioni della giornalista mi trovano d'accordo è sulla scelta di Brigitte, forse mal consigliata o forse per sua scelta, di portare la gonna sempre sopra il ginocchio. Forse teme che, scendendo di qualche centimetro, possa sembrare più vecchia? Non si sa, ma a mio avviso così non sarebbe se la gonna si fermasse appena alla fine del ginocchio, sarebbe più elegante sicuramente. 
Per il resto ha belle gambe e la scelta di scarpe e borsa abbinate agli abiti è perfetta.
Brigitte non potrebbe mai indossare gli abiti di Dior che indossa Melania: ella è una modella e può permettersi tutto. Inoltre, proprio perché è una modella a livello internazionale, ella è bellissima. Qualità che non è richiesta a chi fa l'insegnante come Brigitte. Eppure Brigitte si è potuta permettere un secondo marito, dopo aver divorziato dal primo, tanto più giovane di lei, segno che il fascino non le manca, e il fascino è fatto anche di intelligenza e personalità. 
Melania si è fatta strada con la sua bellezza e, sicuramente, intelligenza, giacché di bellissime finite male è piena la storia anche recente e, dunque, la sola bellezza non basta, anche se mia madre mi ripeteva sempre un detto di mia nonna Giulia Spinetoli: "Chi è bella non è tutta poverella".

venerdì 14 luglio 2017

La pazzia dei governi PD continua: Liguria, Lombardia e Veneto contro

Da: Il Secolo XIX

Genova - Tutto sembrava procedere senza scossoni, con l’assessore Carmencita Mangano, dalla Sicilia per rappresentare le Regioni italiane, esultante perché «gran parte dei nostri suggerimenti sono stati accolti, è un risultato importante». Invece no. Invece, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Piano nazionale per l’integrazione dei migranti (giovedì prossimo a Roma), arriva il “no” secco di tre regioni del Nord. Liguria, Lombardia e Veneto si mettono di traverso, contestano il documento, aprono il fuoco di sbarramento: «Questo documento - dicono - vuole rendere ufficiale la resa dell’Italia di fronte all’invasione di clandestini che stiamo subendo».
Non è escluso, adesso, che i tre governatori partecipino personalmente alla presentazione del rapporto per esprimere il loro secco diniego direttamente al ministro dell’Interno Minniti. Un piano elaborato dal governo in collaborazione con il ministero del Lavoro, le Regioni Piemonte e Sicilia, l’ Anci, l’Ufficio anti-discriminazioni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un piano che il ministero puntava a licenziare la prossima settimana dopo che il ministro l’aveva promesso a febbraio.
Che cosa c’è, nelle 150 pagine che illustrano il Piano? Si parla di temi quali l’assistenza sanitaria, l’inserimento socio-lavorativo, la formazione linguistica, il ricongiungimento familiare, l’istruzione e il riconoscimento dei titoli di studio, per chi sbarca in Italia. Non è soltanto un libro dei sogni: una volta ottenuto il via libera, le linee guida indicate diventeranno vincolanti per le amministrazioni locali (Regioni e Comuni) e il semaforo rosso delle giunte di Toti, Maroni e Zaia non sarebbe sufficiente a bloccarle, perché l’approvazione non richiede l’unanimità.
Ma quali sono i punti più importanti (e contestati) del Piano, che il Secolo XIX ha letto in anteprima?
Il sistema. Il modello di accoglienza in Italia dovrà diventare unico, quello dello Sprar, con il superamento di altre formule, quali i Cas. Per chi ha poca confidenza con queste sigle, significa che dei migranti sul territorio si dovranno far carico le amministrazioni locali, che così controlleranno le sedi e le modalità dell’accoglienza; dovrà essere superato l’esperienza degli appartamenti presi in affitto dalle prefetture e affidate a coop e ad altri enti di accoglienza.
Il primo approccio
Spiega il documento che «lo strumento cardine per l’integrazione rimane il progetto personalizzato che deve essere impostato, seguito e monitorato per ogni singola persona accolta, da personale specializzato».
Genova - Tutto sembrava procedere senza scossoni, con l’assessore Carmencita Mangano, dalla Sicilia per rappresentare le Regioni italiane, esultante perché «gran parte dei nostri suggerimenti sono stati accolti, è un risultato importante». Invece no. Invece, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Piano nazionale per l’integrazione dei migranti (giovedì prossimo a Roma), arriva il “no” secco di tre regioni del Nord. Liguria, Lombardia e Veneto si mettono di traverso, contestano il documento, aprono il fuoco di sbarramento: «Questo documento - dicono - vuole rendere ufficiale la resa dell’Italia di fronte all’invasione di clandestini che stiamo subendo».
Non è escluso, adesso, che i tre governatori partecipino personalmente alla presentazione del rapporto per esprimere il loro secco diniego direttamente al ministro dell’Interno Minniti. Un piano elaborato dal governo in collaborazione con il ministero del Lavoro, le Regioni Piemonte e Sicilia, l’ Anci, l’Ufficio anti-discriminazioni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un piano che il ministero puntava a licenziare la prossima settimana dopo che il ministro l’aveva promesso a febbraio.
Che cosa c’è, nelle 150 pagine che illustrano il Piano? Si parla di temi quali l’assistenza sanitaria, l’inserimento socio-lavorativo, la formazione linguistica, il ricongiungimento familiare, l’istruzione e il riconoscimento dei titoli di studio, per chi sbarca in Italia. Non è soltanto un libro dei sogni: una volta ottenuto il via libera, le linee guida indicate diventeranno vincolanti per le amministrazioni locali (Regioni e Comuni) e il semaforo rosso delle giunte di Toti, Maroni e Zaia non sarebbe sufficiente a bloccarle, perché l’approvazione non richiede l’unanimità.
Ma quali sono i punti più importanti (e contestati) del Piano, che il Secolo XIX ha letto in anteprima?
Il sistema. Il modello di accoglienza in Italia dovrà diventare unico, quello dello Sprar, con il superamento di altre formule, quali i Cas. Per chi ha poca confidenza con queste sigle, significa che dei migranti sul territorio si dovranno far carico le amministrazioni locali, che così controlleranno le sedi e le modalità dell’accoglienza; dovrà essere superato l’esperienza degli appartamenti presi in affitto dalle prefetture e affidate a coop e ad altri enti di accoglienza.
Il primo approccio
Spiega il documento che «lo strumento cardine per l’integrazione rimane il progetto personalizzato che deve essere impostato, seguito e monitorato per ogni singola persona accolta, da personale specializzato».
Meno male che queste tre Regioni si oppongono al piano preordinato che, nonostante la maggioranza degli Italiani avversi questa invasione e lo spalmare per l'Italia tutta questa gente da mantenere, il governo PD manda avanti in quello che ormai appare sempre più come un disegno perverso per cambiare l'Italia in peggio e a spese del popolo italiano.
Sì, ahimé, ora ho capito che dietro c'è un disegno e l'autore è il PD renziano, ma anche quelli più a sinistra di lui. 
Le rivelazioni della Bonino e le categoriche affermazioni di Francia, Spagna, Germania e altri hanno messo drammaticamente a nudo che qui tutti entravano per scelta dissennata e criminale di chi ci governava e continua a governarci nostro malgrado.

Per me, non lo nascondo, è una grande delusione. L'ennesima in politica. Non riesco ad arrendermi al cinismo e al catastrofismo di chi mi dice che "è tutto inutile", "tutto è corrotto", "sono tutti uguali".
Possibile che non ci sia un politico a cui sta a cuore l'Italia?

Questo Piano nazionale per l’integrazione dei migranti mette paura!
Questi sono pazzi! Come si permettono di decidere per noi il futuro dell'Italia imponendoci di mantenere questa gente?
Con quale maggioranza?
Quelli che voteranno lo ius soli sono complici: Alfano e i fuoriusciti come lui dal partito di Berlusconi in testa!
Dovranno pagare questo sfascio! Che la gente la smetta di lamentarsi e reagisca, con proteste civili ma sentite e vigorose!
Liguria, Lombardia e Veneto mantengano il punto: sono la speranza di questa Italia morta.
Nell'articolo de Il Secolo XIX si legge con sconcerto lo spiegamento di varie Istituzioni, fra cui il Ministero del Lavoro!

Rita Coltellese *** Scrivere: Continua la follia masochistica

In questo mio post del 2015, di cui do il link qualora si voglia rileggerlo, avevo riportato l'intenzione di Alfano di utilizzare i migranti, entrati senza essere richiesti e mantenuti con i soldi dei cittadini italiani, per far loro guadagnare il loro mantenimento, ma è arrivato Migliore, del PD, dicendo che no, dovevano essere retribuiti con tanto di contributi!
Quale lavoratore italiano ha questo privilegio che gli danno vitto, alloggio, pulizia oltre la paga e i contributi?
Ora, si legge nel piano respinto da tre Regioni, questo vogliono istituzionalizzarlo a livello nazionale!
Ribelliamoci a questa politica imposta e folle, facciamolo finché siamo in tempo.
Ora è chiaro, ha ragione chi dice che c'è in atto un tentativo, in gran parte riuscito, mancano solo un poco di ritocchi legislativi, di sostituzione etnica: fuori i laureati, specializzati, addottorati, e dentro masse arretrate meglio manovrabili.
D'altra parte non l'aveva detto l'inamovibile Ministro del Lavoro Poletti?  

 / 

Poletti: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”. Poi le scuse. Utenti su Twitter: “Dimissioni”

Poletti: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”. Poi le scuse. Utenti su Twitter: “Dimissioni”
CERVELLI IN FUGA
Il ministro parla dei giovani che espatriano: "Non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola". E quando le sue parole diventano un caso rilanciato da agenzie e social, fa dietrofront: "Mi sono espresso male". Critiche da sinistra. Civati: "Incommentabile". Vendola: "Si tolga dai piedi lui"

Londra come Torre Annunziata: stessa inciviltà

Da: METROPOLIS WEB.IT

Crollo Torre Annunziata, vittime morte per asfissia: decessi quasi sul colpo

Morti per cause traumatico-asfittiche. Sono queste le prime risultanze delle autopsie effettuate sui corpi delle otto vittime del crollo della palazzinadi Rampa Nunziante a Torre Annunziata. Le cause del decesso sarebbero da collegare ai traumi derivanti dal crollo e all'asfissia, con decessi sopraggiunti quasi sul colpo o nell'arco di pochi minuti. 

Da: TG COM24
"Troppo spesso, o quasi sempre, dietro ogni evento disastroso, c'è sempre, all'origine, la mano dell'uomo, che è sempre una mano assassina, mossa dalla protervia, dalla prepotenza, dall'indolenza, dalla superbia e quindi dall'egoismo". Lo ha detto il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, in un passaggio dell'omelia pronunciata durante le esequie delle otto vittime del crollo dell'edificio avvenuto in via Rampa Nunziante a Torre Annunziata (Napoli).


Una intera famiglia cancellata nel posto più sicuro: la propria casa. Il più piccolo aveva 8 anni



Moglie, marito e figlio: un bel giovane di 25 anni




















La vittima più anziana: 65 anni. Tutti dobbiamo morire, ma questa donna di sicuro non avrebbe mai immaginato di morire così: in casa sua, dal sonno ad una morte così atroce.




Appena pochi giorni fa due giovani italiani, di quelli laureati e superspecializzati a cui l'Italia non dà lavoro, costretti ad emigrare (loro si veri emigranti!), bruciavano vivi, vittime consapevoli di essere in trappola e di non avere scampo, in un grattacielo della apparentemente civilissima Londra che, però, nonostante la direttive europee che fino ad ora avrebbe dovuto rispettare come tutti i Paesi dell'Unione, aveva consentito pannelli economici ma altamente infiammabili e nessun sistema antincendio. Il sistema dei soccorsi, poi, giacché tempo per intervenire ce ne è stato, ha fatto pena. Potevano gettare acqua da sopra con elicotteri e canadair ... e anche altro...
Dunque ha ragione il Cardinale Sepe: egoismo, indolenza accomunano gli uomini a Londra come a Torre Annunziata, dove neppure l'essere un addetto ai lavori, architetto del Comune, ha potuto salvare una delle vittime dalla criminale idiozia delle "ristrutturazioni".

UN ORRORE INACCETTABILE

giovedì 13 luglio 2017

La Repubblica con il bavaglio

Si è verificato un errore, ti preghiamo di riprovare più tardi (400006)
E' incredibile che la Francia colonialista in Africa (basta fare una rapida ricerca su Wikipedia sui Paesi di provenienza degli innumerevoli "migranti" da noi mantenuti per lungo tempo) non voglia la gente che proviene proprio da quei Paesi ex sue colonie poi protettorati! E' incredibile che con la Spagna dica: nei nostri porti no! E' incredibile che noi, anche se Renzi ha sbagliato a firmare Triton, scaduto tale suicida Accordo, non si blocchi i porti Italiani. Chi scrive  che "se no ci accuserebbero di far morire la gente" ha perso la ragione: la Francia e la Spagna chiudono i loro porti e NON fanno morire la gente? Chi ha stabilito che l'Italia debba essere il postribolo dell'Europa? E' incredibile che dopo che Francia e Stati Uniti hanno bombardato la Libia con i loro aerei i cocci debbano essere i nostri. Mi vergogno di essere rappresentata da gente che teme la verità.

Questo mio commento sotto l'articolo di La Repubblica che parla dell'incontro Macron, Gentiloni, Merkel è stato censurato.
Non ci sono parolacce, quantunque avrei voluto scrivere "la puttana d'Europa", ma ho ripiegato su il postribolo dell'Europa.
Ovviamente non è il linguaggio usato il motivo della censura.
Lo stesso commento, copia-incolla, è stato invece pubblicato sotto un articolo di stessa notizia su ANSA.it. Per tigna l'ho messo anche su Il Fatto Quotidiano, sempre ugual notizia, e vedrò fra poco se l'hanno pubblicato.
E' triste, tristissimo, constatare il bavaglio alle idee civilmente espresse del glorioso quotidiano La Repubblica.
E' ancora più triste vedere a cosa si è ridotto Mario Calabresi: dirige un giornale che mostra la paura e l'incertezza di chi l'ha messo lì.
Così Matteo Renzi non avrà molto avvenire. La verità è più forte di tutto e non è mettendo patetici bavagli ai fatti e agli stimoli di riflessione sugli stessi che si va lontano.   


mercoledì 12 luglio 2017

Degrado: quando è iniziato?

Dalle macerie fisiche e morali della fine della Seconda Guerra Mondiale un anelito di rinascita ci ha spinto in avanti, in crescita.
Tante cose però accadevano sotterraneamente: e le abbiamo capite dopo.
Alcuni settori della DC erano fortemente collusi con la Mafia: in cambio di voti davano copertura ai loro delitti in varie forme e modi.
Poi sono iniziate le stragi per ottenere una reazione all'avanzata democratica del PCI.
Poi sono sorte le organizzazioni estremiste di matrice comunista.
Infine il rapimento di Aldo Moro.
Una farsa che possano essere state le Brigate Rosse da sole.
L'ultimo atto lo certifica: in una Roma blindata un brigatista avrebbe sfidato il destino fino al punto di portare il cadavere di Moro in auto per le vie del centro e trovare anche dove parcheggiarla! 
A questo punto assurge Craxi, che camminava sempre dietro a Nenni, dicendo che "Moro si poteva salvare". 
Craxi e il suo Partito Socialista sono stati la botta finale al nostro debito pubblico.
Da quel momento il debito pubblico è diventato così pesante da costituire la zavorra dell'Italia.
Ogni scelta politica è condizionata dal nostro debito.
Non so se a queste condizioni ci sia convenuto entrare nell'euro.
Ora non possiamo uscirne più: pena il disastro finale.
Chi si è avvicendato nel voler guidare il vapore Italia l'ha fatto senza un serio progetto: ognuno ha fatto il suo tentativo sulle spalle degli Italiani.
Berlusconi, a parte alleggerire le tasse sul bene rifugio casa e l'accordo con Gheddafi per fermare l'inizio dell'invasione, si è preoccupato prevalentemente di depenalizzare i reati che lui sapeva di aver commesso, mettere negli scranni del Parlamento i suoi avvocati facendoceli pagare a noi contribuenti, mettere varie donne di piacere su varie poltrone istituzionali fino a rischiare di farne eleggere una a Consigliere Europeo, pur essendo la D'Addario coinvolta in storie di prostituzione come da diversi verbali di Polizia riportati da molti giornali.
Monti è servito a spolparci per ripianare i disastri dei Dirigenti di MPS, momentaneamente, perché pochi anni dopo i contribuenti hanno dovuto tirare fuori 20 miliardi di euro per tamponare tali voragini. Chi di questi Dirigenti è in galera? Chi di loro ha risposto con il proprio patrimonio personale?
Questo andazzo è ripugnante e NULLA ha a che fare con una Repubblica Democratica.
Si consente a gente disonesta di disporre del denaro dei risparmiatori dando prestiti a imprenditori che non li restituiscono, gli organismi di controllo non fanno il loro dovere, e alla fine della storia si chiedono i soldi ai contribuenti che nulla hanno fatto giacché, pagando le tasse, si affidano ad uno Stato e alle sue Istituzioni di controllo.
Letta è passato con il suo "se accetto non voglio galleggiare" e visto che invece faceva il morto a galla si è fatto avanti Renzi, con il suo voler FARE!
Ma cosa ha fatto? Voleva cambiare la Costituzione e alcune cose potevano anche essere buone, ma non ha voluto ascoltare chi gli consigliava di spacchettare i quesiti, dunque la sua Riforma è stata bocciata.  
Ha detto che avrebbe fatto una lotta senza quartiere alla burocrazia, e in Italia non si riesce neppure a fare più un brevetto, non su oggettini meccanici, bensì su vere innovazioni scientifiche che lui tanto invoca, a causa di burocrati, non si capisce se ottusi o collusi con Studi Legali che pretendono di dare consulenze remunerate su "come scrivere un brevetto" a chi ha esperienza di una vita intera e altissime competenze in materia.
Tutto è soffocato, impedito, NON facilitato.
Un Paese nella morsa dei burocrati a volte incapaci a volte corrotti.
Renzi NON HA FATTO NIENTE PER CAMBIARE QUESTO, ANZI FORSE IL MALE E' ANCHE PEGGIORATO.
Ha proclamato che avrebbe attuato il risparmio della spesa pubblica e recuperato l'evasione fiscale.
Un esempio emblematico è stata la RAI.
Invece di schedare, tramite codice fiscale, chi già pagava ha preferito buttarsi indiscriminatamente sulle bollette elettriche, creando disagi e confusione oltre ingiustizia.
Infine il fallimento totale di una politica economica da furbetto: caricarsi mezza Africa per chiedere all'UE di sforare il fardello del deficit che ci trasciniamo dietro dai tempi del latitante morto in Tunisia, per avere un minimo margine per gli investimenti.
Scopriamo che non è solo l'Accordo di Dublino, "dove io non c'ero", ma Triton dove invece c'era e ha firmato che orde di africani dovevano essere sbarcati sulle nostre coste! 
Non posso perdonare la furbizia e la menzogna della propaganda che, anche senza sapere di tale Accordo da lui firmato, suonava falsa e pretestuosa a chi pensa con logica onesta: 
questi africani ci servivano per pagare le pensioni (?)
quali se non c'è lavoro per i nostri giovani?
Questi africani ci servivano per fare figli, che se ne fanno meno (?)
quelli che facciamo dobbiamo mantenerli bene altrimenti arrivano i Servizi Sociali e ce li tolgono. I giovani se non hanno lavoro non possono farli altrimenti sarebbero incoscienti. Come li mantengono? Invece quelli che vengono a scodellare qui le africane, secondo Renzi e compagni, debbono essere mantenuti e protetti con i soldi dei contribuenti, non vengono tolti alle madri dai Servizi Sociali!
Questi africani fuggono da guerre (?)
Macron è volato in Mali, ex colonia francese poi protettorato, perché la Francia ha lì degli interessi, però i migranti vengono in Italia e la Francia NON LI VUOLE, lo stesso Macron ha detto "nei nostri porti no"!
Questi africani fuggono dalla fame (?)
Renzi si guardi le foto degli Italiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale, alla fine! Lasciamo perdere durante! Paragoni quelle immagini con quelle delle grasse donne nere e dei robusti ragazzoni che sbarcano dalle navi delle ONG nei nostri porti!
L'elenco delle menzogne per farci digerire le conseguenze del suo Accordo furbetto per sforare il deficit sarebbe ancora lungo: l'ultimo e il più amaramente risibile è quello di Boeri sul tracollo dell'INPS senza le rimesse dei contributi degli extracomunitari negli ultimi 20 anni!
La giustificazione di fronte al disastro più che prevedibile è un vero boomerang: "non avevamo previsto l'escalation degli arrivi"!
Scenda in strada Renzi, parli con il primo che passa e le dirà che la gente lo diceva da tempo! Con la bella stagione e le voci che corrono anche in Africa sull'accoglienza COME POTEVA NON ESSERE PREVEDIBILE?
Avete riempito le nostre strade di prostitute con tesserino di Rifugiate Politiche, di uomini nullafacenti e dunque pericolosi...
State distruggendo l'Italia.


DOVE DEVE ARRIVARE LA DISCESA AGLI INFERI DELL'ITALIA?