lunedì 17 luglio 2017

Scelte criminali


Si guardi bene la carta geografica, si rifletta sui bracci di mare che separano il Continente Africa dai Paesi che affacciano sul Mediterraneo: non è l'Italia l'unico possibile approdo!
Guardate quanto è vicina la Spagna al Marocco, all'Algeria, eppure NON ha i nostri problemi.
Perché dai Paesi che stanno sotto la fascia africana che affaccia sul Mediterraneo vanno tutti a imbarcarsi in Libia? Perché non in Tunisia, o in Algeria, o in Marocco?
Guardate la Carta geografica dell'Algeria: sotto, a sud, ci sono il Mali e il Niger: due Paesi da cui provengono migliaia di cittadini di quei Paesi approdati in Italia e che noi stiamo curando e mantenendo a spese delle nostre tasse.

Il braccio di mare, una volta risaliti sulla costa, è breve per arrivare in Spagna. Invece no, preferiscono passare per la Libia, affidarsi a negrieri che li picchiano, ci raccontano, li violentano.. Perché?
Prima che il disegno criminale di riempire la piccola Italia di questa massa umana si delineasse così bene, come è avvenuto in questo ultimo periodo, la gente pensante trovava strano e assurdo che arrivassero tutti qui i barconi di queste persone piene di speranza.
La gente pensante si chiedeva perché sbarcassero qui anche marocchini, tunisini, avendo facile accesso logistico verso le coste spagnole.. Poi i cittadini del Mali e i tunisini parlano francese, essendo stati i loro Paesi colonie della Francia...
I nostri TG mostravano cittadini del Mali da noi mantenuti che venivano respinti a Ventimiglia e ai quali fornivamo un traduttore perché parlavano solo il francese oltre la loro lingua locale africana.
Questo accadeva negli ultimi tre anni in un crescendo rossiniano e c'era questo gigantesco punto interrogativo nelle teste degli Italiani pensanti che non capivano l'ineluttabilità di questa invasione, perché tutti qui?
A questo sconcerto chi era al potere nei vari ruoli rispondeva cose sorprendenti:
Boldrini, (ahimé Terza Carica dello Stato): "Sono risorse"
Ma la gente pensante restava attonita: "Ma risorse de chè?" Si chiedeva. Non c'è lavoro e lo ripetono ogni giorno con i dati ISTAT... Dove le mettiamo queste risorse? Che ci facciamo?
Per ora li sfamiamo, li alloggiamo, li puliamo, li curiamo e... tutto questo CONSUMA RISORSE!
Poi molti hanno cominciato a capire che erano risorse per le cooperative, o di ispirazione cattolica (sapete la carità cristiana...) oppure del PD e sinistra varia...
Aaaaaah! Sono risorse per le Cooperative e per chi ci lavora?
Ecco che Renzi e compagni si sono inventati un nuovo modo di dare lavoro: nelle cooperative che assistono e accolgono i "migranti"!
E so' sì risorse! Lo diceva pure Buzzi nelle intercettazioni fatte dai sempre Benemeriti Carabinieri!
Inutile fare l'elenco delle balle dette da questi che hanno occupato le leve del potere e che stanno facendo leggi a rotta di collo di cui manco mezza interessa agli Italiani, che vedono le loro città sempre più terra di nessuno, con servizi scadenti e donne RIFUGIATE POLITICHE che battono il marciapiede!
Vedono la loro povera Italia degradare e i loro soldi spesi per illustri sconosciuti che si sono volontariamente buttati a mare tanto c'erano navi che li raccattavano sicuramente. Non sempre le voci sparse si avveravano, qualcuno ci rimetteva la pelle, ma il Capo del Governo Italiano, Matteo Renzi, era tanto buono e caritatevole e spendeva 10 milioni di euro di denaro pubblico per raccogliere addirittura i morti dal fondo del mare, tomba nobile di tanti marinai italiani per i quali però nessuno si è mai preoccupato di spendere un centesimo per recuperarne i corpi.
E mentre fanno leggi che reputano "di civiltà" (il loro concetto di civiltà che non è sempre il nostro però) ci mantengono in questa democrazia zoppa e sospesa non consentendoci di votare, noi che queste leggi NON le vogliamo e ne vorremmo altre che restituissero decoro e dignità al nostro povero Paese. La scusa è "che il momento è delicato sul piano finanziario e cosa direbbe l'Europa"!
L'Europa dice che dell'Italia non gliene fotte nulla e Francia e Spagna hanno detto che da loro "nun se magna", nel senso che pensano ai loro cittadini, LORO, e agli africani chiudono i porti!
Dunque per usare un linguaggio che certo non si addice ad una nonna, ma che usano i giovani ed io lo prendo in prestito perché è efficace: i nostri sciagurati governanti si fanno "le pippe mentali" ponendosi problemi che Francia e Spagna, ma pure le altre nazioni europee, NON SI PONGONO AFFATTO e dicono chiaramente NO, da noi non entrano. E pensano ai loro cittadini!
Mentre noi ci poniamo degli scrupoli morali che nessun altro si pone, noi abbiamo come priorità una legge urgentissima come lo jus soli... Quando basta fare una breve ricerca sulle Leggi sulla cittadinanza agli stranieri nelle altre nazioni europee e si scopre una maggiore prudenza.. Ma chi, ahimé, ci governa ha fretta di fare questa legge, quella che c'è non basta, non è sufficiente.. Tutto il resto può aspettare.. I cittadini Italiani possono aspettare! Dobbiamo aspettare anche di poter votare per mandarli a quel Paese, che potrebbe essere africano... chissà! Uno di loro, Veltroni ci voleva andare.. Potrebbero andarci tutti, ad organizzare gli africani lì, nei loro Paesi, per crescere e migliorare la loro vita e i loro Paesi, senza fuggirne; così sarebbero tutti felici e contenti: i nostri attuali governanti con i loro "ideali" e pure noi che ce li saremmo tolti dalle scatole insieme ai migranti che non ci servono a nulla se non ad affollare un Paese già affollato e a favorirne il degrado. Ma temo che i nostri governanti non potrebbero estrinsecare i loro "ideali" così, perché verrebbe a mancare "l'ideale" più importante per loro: i SOLDI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.
Rita Coltellese *** Scrivere: Jus soli all'italiana: Stati Europei tutti più conservativi

sabato 15 luglio 2017

Bon ton ed eleganza

Da: Quotidiano.net
Non sbaglia un colpo Melania Trump, bellissima first lady d'America che ha spopolato in eleganza durante la visita ufficiale con il marito Donald, fotografatissima con la coppia presidenziale francese Macron.
Decolleté tacco 12 come sempre, impeccabile e dritta come una colonna, i capelli sciolti e voluminosi, ha sfoggiato ieri in omaggio alla Francia un tailleur Dior rosso fuoco, magnifico esempio di eleganza senza tempo, la gonna svasata e al polpaccio, la giacca perfetta nel modello "Bar", quello lanciato nel 1947 da Monsieur Christian Dior per il mitico New Look, e reinventato magistralmente oggi dal direttore creativo della maison di Avenue Montaigne, l'italiana Maria Grazia Chiuri.
Un completo perfetto per entrare nella storia delle first lady più chic, sulla scia dell'indimenticabile Jackie Kennedy, con Dior che si riprende lo scettro di impero della bellezza..
Omaggio splendido al paese ospitante e di fresca amicizia questo di Melania che ha surclassato la pur simpatica Brigitte Macron che proprio non vuol sentir parlare di allungare un po' la lunghezza delle sue mises che si ferma, tragicamente, buoni 10 centimetri sopra quelli che chiamiamo con forte senso del realismo "ginocchietti", le sporgenze che raccontano della sua certo invidiabile magrezza segnalando al tempo stesso le "debolezze" dei suoi 64 anni.
Quel robe-manteau bianco sembrava quasi un camice da infermiera, un po' meglio oggi il tailleur blu di Francia indossato col giacchino svelto e giovanile e la gonna dritta, sempre troppo corta specie se associata ad occasioni di rappresentanza di Stato: tutto firmato come sempre dal giorno del l'insediamento come premiere dame di Francia da Louis Vuitton col tocco gagliardo di Nicolas Ghesquiere, come borsa e pump anche per Brigitte tacco 12.  Unica nota comune per le due signore il fatto che sia Dior che Louis Vuitton sono marchi che appartengono entrambi al gruppo LVMH di Bernard Arnault.
Nelle foto e nei video poi si vede sempre Brigitte con mises a mezze maniche non proprio donanti su braccia che inevitabilmente raccontano i dolori dell'età. Molto più saggia Melania sempre vestitissima e con scarse inclinazioni a troppo facili look estivi e scoperti: accollato quanto basta anche l'abito a fiori su sfondo bianco indossato oggi, stretto in vita da una cintura celestiale di gros grain, subito da imitare. Basta andare in merceria e farsi tagliare un bel nastro. A patto di avere come Melania Trump un vitino di vespa.


Melania Trump, nata Melanija Knavs[1] e germanizzata come Melania Knauss (Novo mesto26 aprile 1970), è un'ex modella slovena naturalizzata statunitense 

Brigitte Marie-Claude Trogneux, coniugata Macron (Amiens13 aprile 1953)


In questa mia foto a sinistra, fatta il 20 novembre 2016, avevo compiuto 70 anni 16 giorni prima. Metto la mia foto all'inizio dei miei articoli come si fa nei giornali on-line da quando mio marito, mio severo critico, leggendo qualche volta i miei post, mi disse che non si capiva dove finiva la notizia che riportavo e dove iniziava "la farina del mio sacco". Come si vede ho la fortuna di non avere rughe e questo dipende solo dalla natura, insieme al fatto che non mi sono mai esposta a fare lunghe sedute per avere un'abbronzatura "biscottata" e non mi sono mai truccata pesantemente e frequentemente. Non dimostro i miei anni, mi dicono, ma essi ci sono. Dunque come si possa fare un paragone fra due donne, Melania e Brigitte, quanto ad aspetto fisico, non si capisce. 
Basta leggere la data di nascita di ciascuna per rendersi conto che Melania, per età anagrafica, potrebbe essere figlia a Brigitte.
Ciò nondimeno Brigitte porta molto bene i suoi anni, pur avendo rughe.
Inoltre Melania di mestiere faceva la modella, e questo già dice molto sulla sua statura e sul suo portamento.
Brigitte faceva la professoressa di Letteratura francese, dunque tutt'altro campo di azione. E' piccolina di statura e, fortunata lei, magrissima.
Là dove le osservazioni della giornalista mi trovano d'accordo è sulla scelta di Brigitte, forse mal consigliata o forse per sua scelta, di portare la gonna sempre sopra il ginocchio. Forse teme che, scendendo di qualche centimetro, possa sembrare più vecchia? Non si sa, ma a mio avviso così non sarebbe se la gonna si fermasse appena alla fine del ginocchio, sarebbe più elegante sicuramente. 
Per il resto ha belle gambe e la scelta di scarpe e borsa abbinate agli abiti è perfetta.
Brigitte non potrebbe mai indossare gli abiti di Dior che indossa Melania: ella è una modella e può permettersi tutto. Inoltre, proprio perché è una modella a livello internazionale, ella è bellissima. Qualità che non è richiesta a chi fa l'insegnante come Brigitte. Eppure Brigitte si è potuta permettere un secondo marito, dopo aver divorziato dal primo, tanto più giovane di lei, segno che il fascino non le manca, e il fascino è fatto anche di intelligenza e personalità. 
Melania si è fatta strada con la sua bellezza e, sicuramente, intelligenza, giacché di bellissime finite male è piena la storia anche recente e, dunque, la sola bellezza non basta, anche se mia madre mi ripeteva sempre un detto di mia nonna Giulia Spinetoli: "Chi è bella non è tutta poverella".

venerdì 14 luglio 2017

La pazzia dei governi PD continua: Liguria, Lombardia e Veneto contro

Da: Il Secolo XIX

Genova - Tutto sembrava procedere senza scossoni, con l’assessore Carmencita Mangano, dalla Sicilia per rappresentare le Regioni italiane, esultante perché «gran parte dei nostri suggerimenti sono stati accolti, è un risultato importante». Invece no. Invece, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Piano nazionale per l’integrazione dei migranti (giovedì prossimo a Roma), arriva il “no” secco di tre regioni del Nord. Liguria, Lombardia e Veneto si mettono di traverso, contestano il documento, aprono il fuoco di sbarramento: «Questo documento - dicono - vuole rendere ufficiale la resa dell’Italia di fronte all’invasione di clandestini che stiamo subendo».
Non è escluso, adesso, che i tre governatori partecipino personalmente alla presentazione del rapporto per esprimere il loro secco diniego direttamente al ministro dell’Interno Minniti. Un piano elaborato dal governo in collaborazione con il ministero del Lavoro, le Regioni Piemonte e Sicilia, l’ Anci, l’Ufficio anti-discriminazioni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un piano che il ministero puntava a licenziare la prossima settimana dopo che il ministro l’aveva promesso a febbraio.
Che cosa c’è, nelle 150 pagine che illustrano il Piano? Si parla di temi quali l’assistenza sanitaria, l’inserimento socio-lavorativo, la formazione linguistica, il ricongiungimento familiare, l’istruzione e il riconoscimento dei titoli di studio, per chi sbarca in Italia. Non è soltanto un libro dei sogni: una volta ottenuto il via libera, le linee guida indicate diventeranno vincolanti per le amministrazioni locali (Regioni e Comuni) e il semaforo rosso delle giunte di Toti, Maroni e Zaia non sarebbe sufficiente a bloccarle, perché l’approvazione non richiede l’unanimità.
Ma quali sono i punti più importanti (e contestati) del Piano, che il Secolo XIX ha letto in anteprima?
Il sistema. Il modello di accoglienza in Italia dovrà diventare unico, quello dello Sprar, con il superamento di altre formule, quali i Cas. Per chi ha poca confidenza con queste sigle, significa che dei migranti sul territorio si dovranno far carico le amministrazioni locali, che così controlleranno le sedi e le modalità dell’accoglienza; dovrà essere superato l’esperienza degli appartamenti presi in affitto dalle prefetture e affidate a coop e ad altri enti di accoglienza.
Il primo approccio
Spiega il documento che «lo strumento cardine per l’integrazione rimane il progetto personalizzato che deve essere impostato, seguito e monitorato per ogni singola persona accolta, da personale specializzato».
Genova - Tutto sembrava procedere senza scossoni, con l’assessore Carmencita Mangano, dalla Sicilia per rappresentare le Regioni italiane, esultante perché «gran parte dei nostri suggerimenti sono stati accolti, è un risultato importante». Invece no. Invece, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Piano nazionale per l’integrazione dei migranti (giovedì prossimo a Roma), arriva il “no” secco di tre regioni del Nord. Liguria, Lombardia e Veneto si mettono di traverso, contestano il documento, aprono il fuoco di sbarramento: «Questo documento - dicono - vuole rendere ufficiale la resa dell’Italia di fronte all’invasione di clandestini che stiamo subendo».
Non è escluso, adesso, che i tre governatori partecipino personalmente alla presentazione del rapporto per esprimere il loro secco diniego direttamente al ministro dell’Interno Minniti. Un piano elaborato dal governo in collaborazione con il ministero del Lavoro, le Regioni Piemonte e Sicilia, l’ Anci, l’Ufficio anti-discriminazioni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un piano che il ministero puntava a licenziare la prossima settimana dopo che il ministro l’aveva promesso a febbraio.
Che cosa c’è, nelle 150 pagine che illustrano il Piano? Si parla di temi quali l’assistenza sanitaria, l’inserimento socio-lavorativo, la formazione linguistica, il ricongiungimento familiare, l’istruzione e il riconoscimento dei titoli di studio, per chi sbarca in Italia. Non è soltanto un libro dei sogni: una volta ottenuto il via libera, le linee guida indicate diventeranno vincolanti per le amministrazioni locali (Regioni e Comuni) e il semaforo rosso delle giunte di Toti, Maroni e Zaia non sarebbe sufficiente a bloccarle, perché l’approvazione non richiede l’unanimità.
Ma quali sono i punti più importanti (e contestati) del Piano, che il Secolo XIX ha letto in anteprima?
Il sistema. Il modello di accoglienza in Italia dovrà diventare unico, quello dello Sprar, con il superamento di altre formule, quali i Cas. Per chi ha poca confidenza con queste sigle, significa che dei migranti sul territorio si dovranno far carico le amministrazioni locali, che così controlleranno le sedi e le modalità dell’accoglienza; dovrà essere superato l’esperienza degli appartamenti presi in affitto dalle prefetture e affidate a coop e ad altri enti di accoglienza.
Il primo approccio
Spiega il documento che «lo strumento cardine per l’integrazione rimane il progetto personalizzato che deve essere impostato, seguito e monitorato per ogni singola persona accolta, da personale specializzato».
Meno male che queste tre Regioni si oppongono al piano preordinato che, nonostante la maggioranza degli Italiani avversi questa invasione e lo spalmare per l'Italia tutta questa gente da mantenere, il governo PD manda avanti in quello che ormai appare sempre più come un disegno perverso per cambiare l'Italia in peggio e a spese del popolo italiano.
Sì, ahimé, ora ho capito che dietro c'è un disegno e l'autore è il PD renziano, ma anche quelli più a sinistra di lui. 
Le rivelazioni della Bonino e le categoriche affermazioni di Francia, Spagna, Germania e altri hanno messo drammaticamente a nudo che qui tutti entravano per scelta dissennata e criminale di chi ci governava e continua a governarci nostro malgrado.

Per me, non lo nascondo, è una grande delusione. L'ennesima in politica. Non riesco ad arrendermi al cinismo e al catastrofismo di chi mi dice che "è tutto inutile", "tutto è corrotto", "sono tutti uguali".
Possibile che non ci sia un politico a cui sta a cuore l'Italia?

Questo Piano nazionale per l’integrazione dei migranti mette paura!
Questi sono pazzi! Come si permettono di decidere per noi il futuro dell'Italia imponendoci di mantenere questa gente?
Con quale maggioranza?
Quelli che voteranno lo ius soli sono complici: Alfano e i fuoriusciti come lui dal partito di Berlusconi in testa!
Dovranno pagare questo sfascio! Che la gente la smetta di lamentarsi e reagisca, con proteste civili ma sentite e vigorose!
Liguria, Lombardia e Veneto mantengano il punto: sono la speranza di questa Italia morta.
Nell'articolo de Il Secolo XIX si legge con sconcerto lo spiegamento di varie Istituzioni, fra cui il Ministero del Lavoro!

Rita Coltellese *** Scrivere: Continua la follia masochistica

In questo mio post del 2015, di cui do il link qualora si voglia rileggerlo, avevo riportato l'intenzione di Alfano di utilizzare i migranti, entrati senza essere richiesti e mantenuti con i soldi dei cittadini italiani, per far loro guadagnare il loro mantenimento, ma è arrivato Migliore, del PD, dicendo che no, dovevano essere retribuiti con tanto di contributi!
Quale lavoratore italiano ha questo privilegio che gli danno vitto, alloggio, pulizia oltre la paga e i contributi?
Ora, si legge nel piano respinto da tre Regioni, questo vogliono istituzionalizzarlo a livello nazionale!
Ribelliamoci a questa politica imposta e folle, facciamolo finché siamo in tempo.
Ora è chiaro, ha ragione chi dice che c'è in atto un tentativo, in gran parte riuscito, mancano solo un poco di ritocchi legislativi, di sostituzione etnica: fuori i laureati, specializzati, addottorati, e dentro masse arretrate meglio manovrabili.
D'altra parte non l'aveva detto l'inamovibile Ministro del Lavoro Poletti?  

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Poletti: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”. Poi le scuse. Utenti su Twitter: “Dimissioni”

Poletti: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”. Poi le scuse. Utenti su Twitter: “Dimissioni”
CERVELLI IN FUGA
Il ministro parla dei giovani che espatriano: "Non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola". E quando le sue parole diventano un caso rilanciato da agenzie e social, fa dietrofront: "Mi sono espresso male". Critiche da sinistra. Civati: "Incommentabile". Vendola: "Si tolga dai piedi lui"

Londra come Torre Annunziata: stessa inciviltà

Da: METROPOLIS WEB.IT

Crollo Torre Annunziata, vittime morte per asfissia: decessi quasi sul colpo

Morti per cause traumatico-asfittiche. Sono queste le prime risultanze delle autopsie effettuate sui corpi delle otto vittime del crollo della palazzinadi Rampa Nunziante a Torre Annunziata. Le cause del decesso sarebbero da collegare ai traumi derivanti dal crollo e all'asfissia, con decessi sopraggiunti quasi sul colpo o nell'arco di pochi minuti. 

Da: TG COM24
"Troppo spesso, o quasi sempre, dietro ogni evento disastroso, c'è sempre, all'origine, la mano dell'uomo, che è sempre una mano assassina, mossa dalla protervia, dalla prepotenza, dall'indolenza, dalla superbia e quindi dall'egoismo". Lo ha detto il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, in un passaggio dell'omelia pronunciata durante le esequie delle otto vittime del crollo dell'edificio avvenuto in via Rampa Nunziante a Torre Annunziata (Napoli).


Una intera famiglia cancellata nel posto più sicuro: la propria casa. Il più piccolo aveva 8 anni



Moglie, marito e figlio: un bel giovane di 25 anni




















La vittima più anziana: 65 anni. Tutti dobbiamo morire, ma questa donna di sicuro non avrebbe mai immaginato di morire così: in casa sua, dal sonno ad una morte così atroce.




Appena pochi giorni fa due giovani italiani, di quelli laureati e superspecializzati a cui l'Italia non dà lavoro, costretti ad emigrare (loro si veri emigranti!), bruciavano vivi, vittime consapevoli di essere in trappola e di non avere scampo, in un grattacielo della apparentemente civilissima Londra che, però, nonostante la direttive europee che fino ad ora avrebbe dovuto rispettare come tutti i Paesi dell'Unione, aveva consentito pannelli economici ma altamente infiammabili e nessun sistema antincendio. Il sistema dei soccorsi, poi, giacché tempo per intervenire ce ne è stato, ha fatto pena. Potevano gettare acqua da sopra con elicotteri e canadair ... e anche altro...
Dunque ha ragione il Cardinale Sepe: egoismo, indolenza accomunano gli uomini a Londra come a Torre Annunziata, dove neppure l'essere un addetto ai lavori, architetto del Comune, ha potuto salvare una delle vittime dalla criminale idiozia delle "ristrutturazioni".

UN ORRORE INACCETTABILE

giovedì 13 luglio 2017

La Repubblica con il bavaglio

Si è verificato un errore, ti preghiamo di riprovare più tardi (400006)
E' incredibile che la Francia colonialista in Africa (basta fare una rapida ricerca su Wikipedia sui Paesi di provenienza degli innumerevoli "migranti" da noi mantenuti per lungo tempo) non voglia la gente che proviene proprio da quei Paesi ex sue colonie poi protettorati! E' incredibile che con la Spagna dica: nei nostri porti no! E' incredibile che noi, anche se Renzi ha sbagliato a firmare Triton, scaduto tale suicida Accordo, non si blocchi i porti Italiani. Chi scrive  che "se no ci accuserebbero di far morire la gente" ha perso la ragione: la Francia e la Spagna chiudono i loro porti e NON fanno morire la gente? Chi ha stabilito che l'Italia debba essere il postribolo dell'Europa? E' incredibile che dopo che Francia e Stati Uniti hanno bombardato la Libia con i loro aerei i cocci debbano essere i nostri. Mi vergogno di essere rappresentata da gente che teme la verità.

Questo mio commento sotto l'articolo di La Repubblica che parla dell'incontro Macron, Gentiloni, Merkel è stato censurato.
Non ci sono parolacce, quantunque avrei voluto scrivere "la puttana d'Europa", ma ho ripiegato su il postribolo dell'Europa.
Ovviamente non è il linguaggio usato il motivo della censura.
Lo stesso commento, copia-incolla, è stato invece pubblicato sotto un articolo di stessa notizia su ANSA.it. Per tigna l'ho messo anche su Il Fatto Quotidiano, sempre ugual notizia, e vedrò fra poco se l'hanno pubblicato.
E' triste, tristissimo, constatare il bavaglio alle idee civilmente espresse del glorioso quotidiano La Repubblica.
E' ancora più triste vedere a cosa si è ridotto Mario Calabresi: dirige un giornale che mostra la paura e l'incertezza di chi l'ha messo lì.
Così Matteo Renzi non avrà molto avvenire. La verità è più forte di tutto e non è mettendo patetici bavagli ai fatti e agli stimoli di riflessione sugli stessi che si va lontano.