domenica 24 gennaio 2021

Povera Pazza e la legge del contrappasso - Dalla Raccolta "Novelle Nuove"

Povera Pazza e la legge del contrappasso

Raccolta "Novelle Nuove"


Capiva con chi stava parlando al telefono da come si esprimeva: distingueva anche con quale dei figli, perché a ciascuno parlava secondo come era quel figlio.
Con la figlia aveva sempre una nota serena, lieta.. Con uno dei figli maschi era sempre conciliante, essendo il più difficile da prendere per i mutevoli umori. Con il più piccolo era normale, essendo quel figlio un carattere sereno e molto preciso.
Ma capiva, da come parlava, anche se all'altro capo del filo c'era un suo amico e, dagli argomenti, quale amico.
Non che si mettesse ad ascoltare, le bastava sentire passando oppure poteva trovarsi nella stessa stanza quando qualcuno chiamava al telefono e lui rispondeva.
Forse erano i tanti anni trascorsi insieme o forse era solo la sua empatia o entrambi.

Squillò il telefono diretto. Lui rispose. Da come dovette difendersi dal non essere stato trovato al cellulare o ad altro telefono pensò fosse il figlio polemico, poi capì.
Cercò di seguire la televisione accesa continuando a mangiare. Erano a pranzo. Pezzi della breve conversazione le arrivavano lo stesso nonostante cercasse di non sentire, avendo capito chi fosse.
"Sono vecchio, sì.." Rispondeva lui gentilmente ironico.
"Vai a ballare? Ne sono felice!" 
"Dove? In una casa o... Ah, in un locale! Bene, divertiti!"
"Certo, io sono vecchio, vado a cena da mia figlia.. Cosa dici? Tu sei giovane? - Rise senza cattiveria - Ma certo, sei giovane e dunque fai bene ad andare a ballare. Auguri anche a te!"
Chiusa la telefonata rialzò il volume del televisore e guardò verso di esso riprendendo a mangiare.

Lei lo guardò e con tono neutro ma annosamente comprensivo disse: "Tua sorella."
"Si, - sorrise lui continuando a seguire con gli occhi lo schermo televisivo - ha detto che va a ballare perché lei è giovane mentre io sono vecchio. Certo ho compiuto da poco 80 anni.."
"Ma lei ne ha 76!" Pensò la moglie che ne aveva 73, ma non disse niente. Come al solito c'era ben poco da dire.
Suo marito portava visivamente così bene i suoi 80 anni che quando li dichiarava suscitava in tutti meraviglia e complimenti.
La Povera Pazza, come ormai dentro di sé la chiamava impietosamente Anna, la moglie, aveva inanellato la sua vita di scelte che erano state altrettante zappate che si era date sui piedi da sola.
Pensò che quel dichiararsi giovane a quella tarda età, più che felicità, esprimeva una reazione ad una inevitabile depressione nel ritrovarsi sempre da sola nelle Feste principali. Aveva iniziato ormai anziana a cercare gruppi di aggregazione umana pur di non vivere nel deserto che si era creata intorno nei rapporti affettivi veri. Li chiamava amici ma erano solo compagnie superficiali che nulla sapevano di lei, di quello che era stata nella sua vita.

Anna aveva molti cari amici e amiche. Le veniva naturale legare con le persone. Era vera, semplice, naturale, curiosa e interessata agli altri, aperta a parlare di sé, anche dei suoi problemi familiari o di salute, pronta ed interessata all'ascolto degli altri e dei loro problemi.
Quando conobbe Povera Pazza, che si chiamava Liliana, le sembrò naturale che diventassero amiche ma si trovò davanti una persona respingente che assumeva atteggiamenti di superiorità senza ragione alcuna. Si sentì dire: "Ho tre anni di più, non è possibile essere amiche, tre anni di più è una generazione!"
Anna era stupita. Aveva un paio di amiche che avevano giusto tre anni più di lei.
Poi l'aggredì perché si scoprì che covava odio verso chi aveva una cultura che lei non era stata in grado di raggiungere.
Complessi di inferiorità l'abitavano inducendola ad atteggiamenti di importanza fondati sul nulla, coadiuvata in questo da una madre profondamente stupida che credeva Liliana importante perché aveva un lavoro di segretaria in una filiale di una Società con sede principale a Milano, e diceva che sicuramente il fatto che avesse la patente di guida doveva suscitare invidia in chi non l'aveva ancora conseguita, magari solo perché non aveva raggiunto l'età minima di legge per prenderla...
Anna non aveva mai incontrato persone di così limitata visione della realtà e meschinità di pensiero.

Nessuno che sia intelligente coltiva complessi di inferiorità. Chi è intelligente cerca di raggiungere i propri obiettivi, magari con fatica, ma non si crogiola nei propri limiti odiando chi ritiene possa avere qualità che vorrebbe per sé, non cerca di porvi rimedio assumendo per reazione atteggiamenti di superiorità senza basi e senza costrutto.
Anna non pensò subito che fosse malata. Lo capì a poco a poco. Fino alla diagnosi che venne però molto tempo dopo.

L'atteggiamento verso suo fratello, più grande di lei di quattro anni, così dotato di volontà da conseguire una laurea in Ingegneria Aerospaziale pur lavorando in fabbrica per aiutare il bilancio familiare, era stato di orgoglio finché questi non aveva trovato finalmente l'amore in Anna.
A quel punto era iniziata un'insana gelosia che, se nella madre poteva spiegarsi con un complesso edipico rovesciato, Anna pensò "Ha il complesso di Giocasta" scoprendo poi, leggendo libri di Psicologia, che esisteva realmente, in Liliana si spiegava solo nel fatto che ormai quel fratello era di quella donna e non più il faro intellettuale di una famiglia altrimenti senza luce culturale.
Oltre lei anche il fratello minore aveva faticato negli studi.
Attaccava criticamente il fratello su ogni cosa ed era ostile con la sua fidanzata poi moglie.
Anna assisteva a offese continue nei suoi riguardi e critiche in quelli di suo marito per lei inaccettabili, ma volendo bene a lui e non volendo creare lacerazioni non chiese mai a suo marito di troncare quei rapporti umilianti.
Lui non si spiegava quell'atteggiamento né sviluppava un comprensibile rancore. I suoi genitori, d'altra parte, lungi dal correggere la Povera Pazza l'assecondavano difendendola da ogni possibile reazione del fratello maggiore.
Anna trovava tutto questo patologico visto che suo marito aveva provveduto ad aiutare il padre nel mantenimento familiare per diversi anni e si era laureato spesandosi totalmente per i suoi studi.

I passaggi illogici in Liliana erano la normalità. Tre anni di più costituivano una generazione di differenza aveva detto, non avendo altra superiorità da contrapporre ad Anna di cui avvertiva differenze da sé nei modi, nel linguaggio, nel comportamento, di cui Anna stessa non si rendeva conto, ma lo capì a poco a poco assistendo a continue sceneggiate recitate dalla Povera Pazza.

Esempio: desco domenicale  a cui suo marito non poteva sottrarsi per la abnorme suscettibilità della madre.
Liliana rivolta ad Anna: "Tuo marito ti dovrebbe dare lo stipendio di infermiera, donna di servizio e prostituta, perché una moglie è tutto questo!" Il tono è sempre di grande sicurezza e superiorità.
Ha da poco lasciato un fidanzato che, si è appreso, le diceva cose umilianti del tipo: "I miei genitori non possono venire a conoscere i tuoi che non hanno neppure dei quadri alle pareti!"
"Ma che volgarità! - Pensa Anna per l'uscita della Povera Pazza, stupefatta sia dalla miseria di un simile pensiero sia dal mancato richiamo dei genitori .
Poi pensa che lo sfumare di un matrimonio atteso per cinque lunghi anni con quello che la madre ritiene un ottimo partito le ha provocato la sindrome "della volpe e l'uva": ciò che si vorrebbe ma non si può avere si disprezza, e a farne le spese è sempre Anna.
"Questa folle perché non dice anche alla madre queste squallide assurdità? Oppure a Caterina, la moglie del fratello minore..."

Ma Caterina era stata per la Povera Pazza un partito preso! Non bastando alla sua rabbia quello che faceva da sola, cercò nella bruttina fidanzata del fratello minore un'alleata per criticare e sminuire Anna e suo fratello colpevole di amarla.
Caterina non le provocava le stesse sofferenze mentali dovute all'invidia, sia per l'aspetto, sia perché compagna del fratello ritenuto meno intelligente del maggiore.

Iniziarono poi insinuazioni continue sulla fedeltà del marito di Anna, senza alcun fatto che le alimentasse, se non il desiderio pazzo e malato di Liliana che così avrebbe voluto che fosse.
Il lavoro del marito di Anna doveva svolgersi anche di notte per particolari misure tecnico scientifiche che, peraltro, dovevano avere continuità e dunque non conoscevano interruzioni di giorni festivi. Questo induceva la malata Liliana a fare ammiccanti insinuazioni su "chissà cosa invece faceva di notte suo fratello". Anna era stupefatta non più dall'evidente volontà di colpire lei calunniando il fratello, quanto dall'ignoranza di Liliana che, pur essendole nota, non finiva mai di stupirla. Eppure gente non particolarmente scolarizzata trovava normale lo svolgersi del lavoro del marito di Anna.
Per contro, del tutto casualmente, scoprì che anche il fratello minore a volte svolgeva lavoro notturno, pur facendo tutt'altra professione in cui tale evento appariva meno spiegabile.
Nella mente della povera pazza c'erano due canali di interpretazione della realtà totalmente separati: gli stessi eventi, che in un fratello venivano interpretati in senso negativo, in quello ritenuto meno dotato non erano messi in rilievo.
Quando questi dovette stare due mesi lontano da casa per un lavoro in Svezia "le svedesi erano diventate tutte brutte", secondo la malata.
Bisogna dire che se Liliana era così i suoi genitori che non la correggevano non erano da meno.
La madre, quando il suo figlio maggiore dovette stare negli USA per alcuni mesi per lavoro, teneva su il morale della nuora Anna, incinta e con due bambini piccoli, dicendole cose dello stesso tenore delle insinuazioni di sua figlia
E che dire del padre: un omino completamente succube di queste due donne senza opinioni personali.
Eppure Anna non disse mai che era pazzo.
Ma ci pensò Caterina che, pur assecondando per opportunismo quella triste compagnia che la favoriva, ne vedeva l'anomalia e, un giorno, disse che Liliana era pazza, malata e il padre pure. Anna pensava che Caterina era squallida nel suo comportamento verso di lei e verso suo marito, tenuto insieme al suo altrettanto meschino consorte per  compiacere Povera Pazza, che in cambio elargiva loro aiuto e favori di ogni tipo, oltre alla sconcertante negazione della realtà negativa che li riguardava, sostituita da lodi per ogni cosa li riguardasse, ma era ben conscia dello stato di quelle persone pur servendosene cinicamente.
In quella circostanza il marito di Anna intese difendere solo suo padre dicendo che lui non era pazzo.

La non reazione del fratello maggiore alle critiche e agli affronti, perché superiore a quella meschina follia, ma forse anche vile nel non voler affrontare inevitabili scontri, e la volontà di Anna di non abbassarsi al livello meschino di quella mente e di coloro che, per interesse, la assecondavano, fecero sì che Liliana, come una mosca cieca impazzita, continuasse per una vita intera a mantenere i due canali di interpretazione della realtà sui due fratelli ben distinti.

Anna a poco a poco prese le distanze dalla Povera Pazza osservandone le scelte e le follie che diceva, le realtà che negava e quelle che inventava deformandole per vantare la vita dei componenti della famiglia di quel fratello che cinicamente la sfruttava. Finché crollò, non riuscendo più, anche per l'età, a star dietro a tutti i carichi che per quella famiglia si prendeva. Finì in clinica psichiatrica e la diagnosi fu psicosi e la cura l'elettroshock.
"Per una vita intera ho subito con mio marito questo rapporto insopportabile con una pazza." Pensò Anna, rendendosi conto che averla appellata "Povera Pazza" non era cattiveria, ma clinica realtà.
Questa diagnosi però non creò in Anna alcuna compassione.
"Ci sono persone malate che non proferiscono malvagità in continuazione e sempre verso le stesse persone, non è comunque meritevole di pietà fino al punto di cancellare un atteggiamento univoco durato una vita intera."
Non reagire mai, assistendo ad una serie infinita di comportamenti ingiusti, meschini, miserabili e calunniosi era stata una scelta per Anna ma l'aveva resa indifferente a quella folle persona.

Sempre pronta a criticare ferocemente Anna e suo marito trovò ogni giustificazione al fatto che il fratello minore, a cui faceva ogni tipo di servigio, tipo lasciare l'ufficio per andare a preparare il pranzo per la moglie di lui, che lavorava solo mezza giornata, per poi tornare al lavoro fino a sera, non si trovò quando il comune padre morì. Mentre il marito di Anna e uno dei loro figli lo assistettero per tutta l'agonia.
Il giorno del funerale alcuni parenti ignari si rivolsero a quel figlio di Anna perché accompagnasse a casa la Povera Pazza facendole compagnia. Anna guardò la figlia del fratello minore che taceva senza avere la dignità di dire: "No, vado io. Noi non c'eravamo quando nonno è morto, c'era lui che gli è stato accanto fino alla fine, ora tocca a me." Né la madre, Caterina, a cui la Povera Pazza preparava i pranzi e anche la cena da portarsi a casa, disse nulla. Né suo marito che con l'intera famiglia era stato assente, in vacanza..
Anna allora, di fronte a quella miserabile vigliaccheria, disse  qualcosa per difendere suo figlio, traumatizzato da un'agonia urlata, devastante, poche parole trovate al momento per impedire quell'ennesima ingiustizia. La Povera Pazza fece finta di nulla, né richiamò nessuno di quegli egoisti al dovere di restituire un po' di ciò che prendevano da lei.
Lo schifo di quelle finzioni era indimenticabile per Anna.
Ma le parole trovate al momento da Anna risparmiarono a suo figlio quell'ennesima ingiustizia.

La maldicenza in cui aveva trovato sfogo tutta la vita la sua malata invidia veniva ascoltata da Caterina con piacere. Senza arrivare alla distorsione della realtà della Povera Pazza, essendo una persona sana, Caterina era però piccola e meschina. Aveva dunque le sue piccole malignità.
Quando si sposò la figlia di Anna, mentre gli sposi si allontanavano dal ricevimento di nozze, disse con un maligno sorriso: "Speriamo nella durata"
La pazza Liliana mise del suo dicendo con un sorriso di superbia che la nipote, figlia di Caterina, "farà un vero matrimonio", rivelando così implicitamente che non riteneva un vero matrimonio quello contratto dalla figlia di Anna essendo Matrimonio Civile, dato che gli sposi erano entrambi non credenti.
Forse esiste una legge del contrappasso nelle umane cose perché il matrimonio della figlia di Anna andò benissimo e durò felicemente e a lungo.
Quando si sposò la figlia di Caterina con un divorziato, con matrimonio in Chiesa annullato dalla Sacra Rota per la facciata, giacché già vivevano insieme da anni ed avevano addirittura un figlio grandicello, tutto normale: nessun commento malevolo, anzi! Quello fu per la Povera Pazza "il vero matrimonio"!
Anna fino a quel momento ancora comunicava nel suo modo trasparente, che usava con tutti anche con quelle persone, non avendo nulla da nascondere, ed aveva detto della separazione poi seguita da divorzio dei genitori di suo genero.
La Povera Pazza un giorno aveva commentato con soddisfazione che "lì era tutto uno sfacelo".

Al pidocchioso pranzo di nozze della vantata nipote, Anna vide per la prima volta i suoceri di lei: per tutto il tempo stettero seduti distanti, senza scambiarsi nemmeno un segno di conoscenza, ma Liliana non disse nulla su quella evidente anomalia. I pettegolezzi Povera Pazza li faceva solo da una parte: quella che riguardava il suo fratello maggiore, inventando ciò che non c'era, mettendo in cattiva luce realtà come il divorzio dei suoi consuoceri, ma tacendo sull'evidenza che si rivelò agli occhi di Anna durante quel misero rinfresco. Misero per taccagneria, come era stato per la Prima Comunione di quella nipote, non certo per mancanza di mezzi. Un modo di essere, di quella cognata che dominava sul marito, che dimostrava la sua assenza di un minimo di signorilità, nonostante pretendesse di ostentarne una presunta, seguendo in modo grottesco mode che lei riteneva fossero indice di finezza.
Per tutto il tempo dello scarso rinfresco la consuocera di Caterina la intrattenne vantando la sua gioventù in quello che doveva ritenere un quartiere altolocato: Ponte Milvio.
Oggi famoso per un film e un amore metallaro fatto di lucchetti, nella gioventù di quella donna come in quella di Anna, che era cresciuta nel quartiere Prati, abitare a Ponte Milvio non era propriamente da quartieri alti, per usare un eufemismo.
Per educazione Anna non lo disse ma dentro di sé ne rise, ricordando certi commenti che si facevano a scuola su chi abitava in quella zona, ritenuta un posto inferiore sia a Prati che al quartiere della Vittoria da cui provenivano la maggior parte dei suoi compagni di scuola.

E che dire del "vero matrimonio", così lo aveva definito Liliana, della figlia di Caterina con il divorziato poi annullato "davanti a Dio": il marito "era una persona importante" all'interno della Casa Editrice sponsorizzata dal Partito di cui il padre aveva la tessera da una vita. Raccomandandosi da iscritto e militante il padre lo aveva "sistemato" come impiegato dentro tale Casa Editrice che, entrata in crisi economica per il blocco dei finanziamenti statali, lo aveva messo in cassa integrazione. Ma per Liliana  "era una persona importante" perché si arrabattava a tenere la contabilità residuale della piccola Casa Editrice quale cassaintegrato, e lui "sapeva fare un po' di tutto, capiva come si versano i contributi ai dipendenti".
Anna ascoltava la Povera Pazza senza commentare ma pensando che quell'uomo non era neppure laureato e nella vita tutto quello che aveva saputo fare era farsi mettere dal padre in un posto e, una volta messo in mobilità, non aveva saputo trovare altro.
Inutile fare paragoni con suo genero, Ingegnere che, lasciato volontariamente un lavoro in una Società di Informatica, ora faceva il Professore.

D'altra parte i paragoni, tutti a favore del fratello minore e di tutte le persone, le cose e i fatti a lui legati, con il maggiore e le persone, le cose e i fatti a questi legati, li aveva fatti sempre lei, Liliana,  patologicamente.
Prima di conoscere la famiglia di suo marito Anna non aveva mai fatto paragoni con nessuno.
Certo, di fronte a tanto, fu inevitabile che ai suoi occhi si rivelasse il contrario di ciò che la realtà manipolata da Liliana voleva dimostrare. Se non aveva mai pensato di quanto, all'opposto, le  persone, le cose e i fatti che riguardavano suo marito, fossero di qualità migliore e, purtroppo per Povera Pazza, superiore alle persone, le cose e i fatti che riguardavano il suo fratello minore, Anna lo aveva scoperto proprio grazie ai paragoni della folle.

Certo era anche l'esempio materno, unito ai suoi scarsi studi scolastici, ad averne fatto una donnetta meschina, a cui si era unita una vera e propria patologia.
La madre faceva paragoni fra sua figlia e gli altri supponendo invidie nei riguardi della figlia che lei vedeva bellissima, e che erano proiezioni della sua anima meschina e invidiosa.
Da questo esempio con il quale era cresciuta Liliana non aveva saputo evolversi né punto né poco.
Quando conobbe Caterina trovò nell'ascolto che quella le diede, molto divertita, lo sfogo della sua frustrazione nei riguardi della cultura del fratello maggiore e della sua adeguata compagna.
Questa poi aveva il difetto di essere molto fine e molto graziosa.

Liliana usò Caterina come contraltare ad Anna facendo paragoni tutti a favore dell'una e a sfavore dell'altra. Usare Caterina era un modo, per la sua frustrata psiche, per spostare il paragone da sé che sentiva perdente.
Caterina si prestò volentieri senza vergogna che si potesse pensare che la cosa le faceva piacere, fatto che meravigliò Anna la quale, pensando ad una situazione rovesciata, si sarebbe sentita in grande imbarazzo ad essere coinvolta nel fare disdicevole della reciproca cognata e che si potesse lontanamente pensare che la cosa potesse farle piacere, essendo per lei segno di sentimenti miseri.

Così il teatrino grottesco, Caterina compiacente e assolutamente priva di autocritica, si sviluppò per il resto della vita di Liliana, con Anna spettatrice silenziosa dapprima stupefatta poi via via malignamente divertita.
Arrivava a dire  a Caterina frasi del tipo "sei la più bella del mondo", pur essendo la donna quel che si dice "un tipo" non avendo lineamenti armoniosi.
Per contro cercava il pelo nell'uovo sull'aspetto di Anna: la derideva dicendo che era troppo magra, mentre lei, Liliana, aveva la tendenza ad ingrassare.
Non le fece mai un complimento sul suo aspetto e, se qualcuno vedeva in lei la somiglianza con questa o quell'attrice e lo diceva in sua presenza, con faccia scura diceva: "Io non ti ci vedo per niente".
Quando Anna dovette ricostruire un dente le disse che si vedeva che era diverso dagli altri, anche se il dentista aveva fatto invece un ottimo lavoro, ma tacque sulla dentatura rifatta di Caterina tutt'altro che gradevole.
Quando Anna si fece le mèches disse che non andavano più di moda, anche se lei stessa erano anni che le faceva...  
Caterina a lungo andare o era stata contagiata o per la sua natura misera ogni tanto imitava la comune cognata. Così, quando Anna si tinse i capelli di biondo e persone che non l'avevano conosciuta bruna, il suo colore naturale, apprendendo che era tinta le dicevano che credevano fosse bionda naturale tanto quel colore le era congeniale, Caterina parlando di una presentatrice bionda disse: "Non mi piace, tutto quel giallo!" Spostava, come Povera Pazza, il paragone in via indiretta, ma l'oggetto della denigrazione si capiva che era sempre lo stesso.
Anna aveva una bella voce e spesso cantava in auto ed era accaduto che, guidando  suo marito e in presenza della sorella di lui, cantasse canzoni di musica leggera. Suo marito aveva scherzato rivolto alla sorella dicendo: "Capisci perché non accendo l'autoradio?!" Orgoglioso della bella voce di sua moglie e inconsapevole, forse volutamente, del rodimento di Liliana che non disse una parola di commento.
In compenso vantò Caterina che secondo lei cantava bene. Cantava sì, ma solo in falsetto non avendo note basse...
Alla fine Caterina forse ci aveva preso gusto ad essere vantata nella sua mediocrità.
Per l'ignorante Liliana Caterina era persona colta, anche se aveva un diploma quadriennale e vagheggiando di iscriversi all'Università doveva fare un anno integrativo, cosa che non fece rinunciando.
Anna, iscritta alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, abbandonò gli studi quando i carichi familiari divennero troppo onerosi, ma mai sentì apprezzamenti sulla sua cultura ma, mentre ancora dava esami, si sentì dire da Povera Pazza: "Studiare Medicina imbruttisce, imbruttisce molto".
Anna ci pensò un po' senza capire, poi capì che la poveretta forse voleva dire abbrutire; non disse nulla né sull'ignoranza linguistica né sul fatto che studiare il corpo umano, le malattie e il dolore non è abbrutente, tutt'altro.
Anna era abituata dall'educazione familiare al risparmio e sapeva scegliere abiti graziosi senza gli sprechi continui di denaro di Liliana e anche di Caterina. Il risultato era che Anna passava per una persona elegante e riceveva complimenti in tal senso da tutti, anche da persone ignare della malevolenza delle due cognate a cui facevano i complimenti per l'eleganza della loro comune cognata senza sospettare di dare loro un dispiacere.
Le due non capivano che non è il costo degli abiti, ma il sapere scegliere quello che va bene per il proprio aspetto, gli accessori per valorizzarlo che fanno l'eleganza.
Così, non potendo che accettare il fatto dato che veniva loro detto da altri, un giorno Anna le sentì dire in sua presenza che la cugina Maria, una che spendeva anche più di loro, risultava più elegante di loro che spendevano tanto anche se "spendeva di meno".
"Ma parlate di Maria che spende patrimoni in vestiti?" Le colse in fallo Anna, molto divertita dall'ennesimo "spostamento" per non citarla direttamente.
Dato che tutti conoscevano le abitudini di quella parente le due si confusero, visto che spesso avevano commentato i costosissimi abiti di Maria. Ridendo dentro di sé Anna non disse: "Chi è dunque che risulta più elegante di voi pur spendendo meno?"
A 54 anni Caterina si precipitò a farsi togliere delle macchie sul dorso delle mani per un precoce invecchiamento della pelle.
A 70 si fece fare delle iniezioncine sulle labbra per far sparire le rughette verticali che vi erano comparse. La modifica della linea del labbro superiore non sfuggì all'occhio ormai ironico di Anna che, per una strana legge del contrappasso, contro tutte quelle cattiverie e negazioni della realtà, non aveva rughe, cosa che con meraviglia veniva rilevata da tutti.
Anna, graziata dalla legge del contrappasso che sembrava farsi beffe di quelle due signore, vide le prime macchie di pelle sulle mani a 75 anni.
Altri aspetti più che alla legge del contrappasso erano legati alla stupidità proterva delle due donne: l'una sana ma che si sopravvalutava anche grazie alle vanterie della malata, l'altra decisamente fuori dalla realtà. 
Pur spendendo molti soldi in abbigliamento, essendo incapaci di vero buongusto personale ma inseguendo la moda del momento, vestivano in modo grottesco a volte, visibile soprattutto alla distanza nel tempo quando, nel rivedere foto di eventi comuni, l'estremismo di certa moda imposta mostrava l'aspetto caricaturale.
Come le scarpe verdi serpentate con punta lunghissima, assolutamente antianatomica per il piede, che per un breve periodo la moda aveva proposto al pubblico e che lo spirito critico ed indipendente di Anna aveva immediatamente trovate orribili e ridicole, e che invece Caterina aveva indossate destando la nascosta meraviglia di Anna per l'insopportabile cattivo gusto.
Per non parlare del cappottone lungo fino ai piedi di Povera Pazza, costato chissà quanto data la moda del momento, indossato per il matrimonio del caro fratellino con Caterina e scelto di un color vinaccia, abbinato ad un altrettanto ridicolo cappellone a larga falda di identico colore. A rivedere quella mise a distanza di tempo nelle foto, risaltava l'eccessiva aderenza ad una moda imposta a chi, seguendo senza autocritica i suoi dettami, risultava quasi una caricatura.












Nonostante Povera Pazza, alias Liliana, dopo il ricovero in clinica psichiatrica avesse iniziato a manipolare di meno la realtà, Anna colse ancora, non senza ironia, alcune frasi patologiche: la figlia di Caterina avrebbe passato la Pasqua "dai suoceri".
Anna ridendo dentro di sé avrebbe voluto chiederle: "A casa di lui o a casa di lei?"
Gente che al secondo matrimonio del figlio era stata a larga distanza, ignorandosi peggio che due estranei, e la cui anomalia non era stata registrata da Liliana, ora diventava un vago "dai suoceri", a fronte della chiarissima e mai nascosta situazione dei consuoceri di Anna definita da Povera Pazza "tutto uno sfascio", i quali però si frequentavano civilmente con i rispettivi nuovi coniugi nelle circostanze necessarie riguardanti i figli o la salute di ciascuno...
In fine la malata accennò ad una presunta nobiltà dell'impiegato cassintegrato per via del cognome preceduto da un "Del". Del Monte, Del Donno, Del Torrione, Del Castiglio... Quanti nomi in Italia sono preceduti dalla particella Del, e nessuno si ritiene per questo di discendenza nobiliare. Ma tant'è... Il cassintegrato, divorziato, annullato da Sacra Rota si chiama Del Torrione! Vuoi mettere?!

giovedì 21 gennaio 2021

Simonetta Cesaroni non ha avuto giustizia, il suo assassino era un impotente violento.

 



Anch'io, leggendo quello che si trova nei media, penso come la brava Psicologa specializzata in Criminologia.
Penso ad una persona autorevole per il posto dove stava lavorando, che con un pretesto le ha chiesto di seguirlo nella stanza della Direzione, per poi palesarle le sue lubriche intenzioni a cui, sia pure sorpresa, la ragazza ha reagito indignata dicendo parole sferzanti di rifiuto, che hanno toccato la sfera narcisistica dell'assassino che ha reagito con un forte manrovescio, facendo cadere la fanciulla che, sbattendo la testa a terra, è rimasta stordita. A quel punto l'aggressore l'ha svestita freneticamente, si è messo cavalcioni su di lei e ha avuto il raptus omicidiario con un tentativo di violenza che non gli è riuscito.
Molti particolari sono stati mal interpretati, come il fatto che le scarpette se le fosse tolte lei avendo i lacci slacciati.. In realtà l'assassino può averli sciolti non riuscendo a sfilarle le scarpe per far passare i pantaloni.
Il fatto che abbiano portato via i pochi ori che aveva indosso, meno l'orologio, e che mancassero dei soldi dalla sua borsa, può far parte del tentativo di far risalire l'aggressione all'opera di un ladro di passaggio, oppure è stato uno sciacallo giunto sulla scena del crimine.
Rimane l'orrore di una giovane che lavorava in pieno agosto in un ufficio solitario e per questo qualcuno ha pensato potesse essere una preda.

mercoledì 20 gennaio 2021

Per ridere un po': Le comiche: "Le uova al mercato europeo"

"Le uova al mercato europeo"




Conte1CbisCter: Mi vogliono e io mi alleo con tutti. Ho fatto ottenere all'Italia 209 miliardi e li gestisco io perché li hanno dati a me!


Conte Gentiloni: Mio caro lo sai bene che i 209 miliardi li hanno dati all'Italia per un gioco di squadra... Io ti ricordo che sono Commissario Europeo per l'Economia, David Sassoli è Presidente del Parlamento Europeo.. Persino Tajani di Forza Italia ha parlato tanto con gli altri rappresentanti degli altri Paesi dell'Unione per ottenere questo risultato.. E poi.. Non fare come quella donnetta che andava a vendere le uova al mercato...

Conte1CbisCter: Quale donnetta! Quali uova!


Conte Gentiloni: Non la conosci? E' una educativa storiella antica: una donna aveva delle galline che le avevano fatto molte uova, le mise in una cesta e con essa si avviò al mercato per venderle e mentre camminava parlava fra sé e sé: "Venderò le uova e con i soldi comprerò una pecorella che mi farà il latte con cui farò del formaggio ed una ricottina che porterò al mercato e li venderò, con i soldi comprerò una mucca che mi farà tanto latte e un vitellino e sarò ricca e quando andrò al mercato per vendere il vitellino tutti mi saluteranno così:"Buongiorno Signora!" E mimando il saluto con un inchino della testa cadde la cesta e tutte le uova si frantumarono a terra."

Conte1CbisCter: Non capisco il paragone...

Conte GentiloniNon lo capisci eh? Eppure è semplice: non è che quei soldi li abbiamo già in tasca, ve li state litigando prima di averli, vi litigate la pelle dell'orso prima di aver ammazzato l'orso.


Conte1
CbisCter: Ma cosa dici!!? Io li ho ottenuti!

Conte Gentiloni: Aridaje! La Commissione approverà i Piani nazionali di rilancio per accedere al Recovery e l’esborso delle varie tranche di fondi. L’Italia dovrà indicare le riforme che intende realizzare tenendo conto delle raccomandazioni Ue 2019 e 2020 che, tra l’altro, chiedono di rivedere pensioni, lavoro, giustizia, Pubblica amministrazione, sanità e istruzione.


Conte1CbisCter: Ma io con il governo che ha avuto la maggioranza farò tutto questo e otterrò... Farò.. Otterrò.. Farò.. Otterrò...







Renzi Bilderb: Ma che stai a dì? Ma quale maggioranza? Ma intanto facciamoci dare il MES da quelle brave e generose persone che lo gestiscono, quelli che hanno la sede in Lussemburgo e che d
al punto di vista giuridico è un’impresa il cui scopo è quello di amministrare il fondo sovvenzionato dagli stati membri. Esso emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato primario, ma a condizioni molto severe. 




                                                            Popolo Italiano










Disperato ristoratore, barista, gestore di palestra o..?



              Con tutti sti' Conti i conti non tornano! E l'ova so' cascate e se so' rotte tutte!









sabato 16 gennaio 2021

TIM al di sopra del Codice Civile e del Diritto Commerciale perché il nostro STATO glielo consente.

 Produco qui di seguito la corrispondenza tramite Facebook Messenger fra me e TIM, causa l'imposizione unilaterale di TIM di un'offerta mai accettata dal titolare dell'utenza: mio marito.

Per due anni almeno ci hanno perseguitati con telefonate a tutte le ore per imporci la fibra che mio marito non vuole perché, purtroppo per loro, è un Fisico che per tutta la vita ha svolto questa professione per un organismo statale occupandosi di Ricerca e sa che, se la colonna di distribuzione sta ad un chilometro dalla casa, come nel caso della nostra abitazione, la dispersione della potenza attraverso i cavi fa si che a casa non arrivino i Mb che dice TIM essendoci una quantità di dB per chilometro.

I DATI SENSIBILI SONO STATI DA ME OSCURATI PER OVVIE RAGIONI.

Se avrete la pazienza di leggere potrete capire come questi erogatori di Servizi, con il consenso dello Stato, trattano l'utenza che, se non fa resistenza avendo ragione, viene prevaricata e cede per stanchezza. 

Ricevo sulla mia posta personale rita.coltellese@gmail.com una comunicazione di attivazione di un'offerta TIM mai accettata dal titolare del contratto NTL....... G. N., unico da Codice Civile titolato ad accettare detta offerta. Ho cercato di comunicare questo dato legale ma TIM emette informazioni unilateralmente. credo che il titolare dello 0694..... abbia per il tramite delle segnalazioni dall'interno del Vs. sito TIM Fisso, espresso la sua volontà di non accettare la Vs. offerta. Non sono io la titolare del contratto, tanto è vero che nelle nostre comunicazioni meramente amministrative mi avete sempre chiesto il codice fiscale del titolare, anche se si tratta di comunicazioni di Vs. disservizi. Prego dunque di non interpellarmi come se fossi io l'utente contraente imponendo a G. un'offerta che ha comunicato di non voler accettare.

22/11/20, 17:06

Inviato da te 22 Novembre 2020

FATTURA novembre 2020 n. tel. 0694... perché addebito 2020/10/28 17:35 3479378+++ CELL. ILIAD ITALIA Unica 0:02:01 0,24600 e altro Numero Quantita' Durata IVA escl. Destinazione Tipo Chiamata 069422+++ 1 0:00:44 0.082 FRASCATI Nazionali. PERCHE' queste due chiamate non sono comprese nella formula contrattuale TUTTO?

22/11/20, 22:43

 

Inviato da TIM 22 Novembre 2020

Ciao Rita, da verifiche effettuate, l'offerta Tim super risulta attiva dal 14/10/20 non avevi richiesto la promozione? Rimaniamo a disposizione, buona serata da TIM. #TIMFisso

Inviato da te 22 Novembre 2020

Prima di rispondermi frasi inutili dovevate controllare la fattura segnalata visto che avete il numero di telefono, il nome dell'intestatario del contratto, il suo codice fiscale. La fattura è stata emessa con la formula contrattuale TUTTO, mai cambiata e ripeto la domanda sui due addebiti extra formula TUTTO. L'offerta non compare nella Fattura perché è una telefonata fatta da Voi e mai accettata dal contraente intestatario del contratto, come Vi ho scritto con questo mezzo, e come vi ha scritto Giuliano Natali unico legalmente autorizzato a cambiare il SUO contratto con voi. Chiedo di nuovo cosa sono quei 2 addebiti oltre la formula TUTTO? Non mi costringete a tornare alla Federconsumatori, basta con i trucchetti. Siate seri.

23/11/20, 21:57

Inviato da te 23 Novembre 2020

Attendo chiarimenti sulla fattura di novembre 2020 in cui nonostante la formula TUTTO sono state addebitate n. 2 telefonate: una a cellulare ed una a telefono fisso. CONTRATTO INTESTATO A G. N. NTL....... N. TEL. FISSO 0694....

24/11/20, 14:04

 

Inviato da TIM 24 Novembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che gli addebiti indicati fanno riferimento a delle chiamate effettuate. #TIMFisso

24/11/20, 16:11

Inviato da te 24 Novembre 2020

Ma ci fate o ci siete o pensate che sia scema io? Ripeto: le telefonate effettuate le abbiamo visionate nel sito TIM e con il copia e incolla ve le abbiamo anche mandate in un messaggio precedente a cui non avete risposto, parlando invece di offerte che il titolare del contratto NON ha accettato. Volete che le ricopio e incollo di nuovo prendendole dalla fattura? La domanda è perché sono state addebitate dato che debbono essere comprese nella formula contrattuale TUTTO?

Inviato da te 24 Novembre 2020

FATTURA novembre 2020 n. tel. 0694..... perché questi due addebiti? 2020/10/28 17:35 3479378+++ CELL. ILIAD ITALIA Unica 0:02:01 0,24600 e altro 069422+++ 1 0:00:44 0.082 FRASCATI Nazionali. PERCHE' queste due chiamate non sono comprese nella formula contrattuale TUTTO?

26/11/20, 09:45

Inviato da te 26 Novembre 2020

Se TIM non da spiegazione mando tutto al CORECOM.

 

Inviato da TIM 26 Novembre 2020

Ciao Rita, dal 14/10 è attiva la Nuova Tim Super con chiamate illimitate incluse. Abbiamo aperto una segnalazione per verificare come mai queste sono state addebitate. Ti forniamo riscontro non appena gestita. #TIMFisso

Inviato da te 26 Novembre 2020

Ripeto che all'analisi analitica della fattura risulta il contratto Formula TUTTO esistente da anni CHE COMPRENDE, come dice la parola stessa, CHIAMATE ILLIMITATE, senza bisogno di offerte UNILATERALMENTE PROPOSTE DA TIM E NON ACCETTATE DA G. N. UTENTE E INTESTATARIO DEL CONTRATTO. Vi ricordo il Codice Civile e il Diritto Commerciale là dove dice cose è un Contratto. TIM non può imporre un contratto diverso all'utente, né può imporlo tramite terze persone con codice fiscale che non sia quello dell'utente G. N.. Con il contratto Formula TUTTO le uniche telefonate addebitate OLTRE QUELLE COMPRESE IN TALE FORMULA sono quelle dirette a numeri SPECIALI, e NON è il caso delle due telefonate addebitate nella Fattura di novembre che contestiamo, essendo, come si legge e come qui vi abbiamo ricordato, 1 al numero del cellulare di G. N. ed una ad un numero fisso di Frascati.

27/11/20, 10:14

 

Inviato da TIM 27 Novembre 2020

Ciao Rita, abbiamo provveduto ad inoltrare un sollecito in merito alla problematica riscontrata. Ti forniremo riscontro al termine delle verifiche. #TIMFisso

27/11/20, 11:20

Inviato da te 27 Novembre 2020

Grazie. Attendo fiduciosa.

 

Inviato da TIM 27 Novembre 2020

Restiamo a tua disposizione, buona giornata da TIM! #TIMFisso

29/11/20, 19:53

Inviato da te 29 Novembre 2020

Quanto ci vuole per verificare due telefonate addebitate su una formula contrattuale TUTTO? Volete che ve lo chieda il CORECOM?

01/12/20, 17:09

 

Inviato da TIM 1 Dicembre 2020

Ciao Rita, la segnalazione non è stata messa da parte, è in lavorazione presso il reparto competente, che a gestione ultimata ti fornirà riscontro tempestivamente. Ti invitiamo ad attendere, grazie per la collaborazione. #TIMFisso

Inviato da te 1 Dicembre 2020

Attendiamo io e il titolare del contratto G. N.

03/12/20, 14:10

Inviato da te 3 Dicembre 2020

Riceviamo in data odierna la seguente e-mail da TIM: G. N. VIA M..... 8... 00030 ROCCA PRIORA RM 03/12/2020 N. Prot. C28050717 Oggetto: Risposta contatto n 9-189797562680 del 24/11/2020 Gentile Cliente, in relazione alla tua richiesta, ci scusiamo e ti invitiamo ad inoltrarci per fax 8000000187 un disconoscimento dell' attivazione della tariffa TIM SUPER ADSL con in allegato, un documento. Arrivederci da TIM Servizio Clienti Linea Fissa 187note contatti TIM 

NON POSSEDIAMO UN FAX E NON COMPRENDIAMO COSA DOVREMMO DISCONOSCERE IN QUANTO G. N. NON HA MAI ACCETTATO ALCUNA TARIFFA SUCCITATA NE ALTRE. LA FATTURA DI NOVEMBRE RIPORTA LA FORMULA CONTRATTUALE IN ESSERE TUTTO CON L'ANOMALIA DEGLI ADDEBITI GIA' CONTESTATI. VOGLIATE FORNIRCI UNA E-MAIL A CUI INVIARE IL DOCUMENTO SCANNERIZZATO DI G. N.. SOTTOLINEIAMO CHE ORMAI IL FAX NON E' PIU' IN USO TANTO CHE E' DIFFICILE ANCHE TROVARNE IN VENDITA.

04/12/20, 12:33

Inviato da te 4 Dicembre 2020

il 22 novembre alle h. 17:06 tramite questo mezzo chiedevo conto di n. 2 telefonate addebitate sulla fattura di novembre dell'utente G. N. TEL 0694.... e ad oggi 4 dicembre 2020 non abbiamo avuto risposta se non prese in giro compresa la e-mail ricevuta e riportata interamente nel messaggio subito precedente a questo. La prossima settimana invierò tutto al CORECOM tramite l'Associazione FEDERCONSUMATORI che già ha risolto a nostro favore precedenti abusi di TIM nei nostri confronti.


05/12/20, 17:05

 

Inviato da TIM 5 Dicembre 2020

Ciao Rita, siamo dispiaciuti per la tua insoddisfazione. Speriamo che tu possa cambiare idea! Ti ricordiamo che restiamo a disposizione, nel caso necessitassi di assistenza! buona serata da TIM! #TIMFisso

Inviato da te 5 Dicembre 2020

Scusate ma a me del Vs. dispiacere non me ne importa nulla. Rispondete nel merito. Non si tratta di insoddisfazione si tratta di un contratto che non state rispettando. Rispondete nel merito della fattura di novembre 2020, altrimenti ne risponderete al CORECOM TRAMITE FEDERCONSUMATORI.

07/12/20, 18:26

Inviato da te 7 Dicembre 2020

IL CONTRATTO OFFERTA "TUTTO" DEL NUMERO A ME INTESTATO 0694.... COMPRENDE TELEFONATE A CELLULARI E FISSI IN NUMERO ILLIMITATO AL COSTO ATTUALE, DOPO GLI ULTIMI AUMENTI, DI EURO 51,98 MENSILI AD ESCLUSIONE DELLE CHIAMATE A NUMERI SPECIALI DI ALCUNI SERVIZI. NELLA FATTURA DI NOVEMBRE 2020 SCADENTE IL 07/12/2020 DOMICILIATA HANNO ADDEBITATO N. 2 TELEFONATE DI CUI UNA AL MIO CELLULARE 347....... ED UNA AD UN NUMERO FISSO DI FRASCATI, PRESUMIBILMENTE IL MIO CARROZZIERE. IL 22 NOVEMBRE 2020 H. 17:06 HO CHIESTO LUMI A TIM TRAMITE IL SERVIZIO FACEBOOK A CUI E' ISCRITTA MIA MOGLIE, HANNO CHIESTO IL MIO CODICE FISCALE, HANNO DATO RISPOSTE VAGHE, PROMESSE DI CHIARIRE, MA AD OGGI NESSUN CHIARIMENTO. E' BENE SAPERE CHE TIM HA TELEFONATO AL NUMERO 069406613 INSISTENTEMENTE PER PROPORRE VARIE OFFERTE CONTRATTUALI PER LA FIBRA CHE NON INTENDO ACCETTARE DATA LA MIA ETA'; AD UNA DI QUESTE TELEFONATE HA RISPOSTO MIA MOGLIE A CUI E' STATA PROPOSTA UN'OFFERTA E CHE AVREBBERO INVIATO UNA DOCUMENTAZIONE CHE IO, TITOLARE DELL'UTENZA, AVREI DOVUTO ESAMINARE DANDO NEL CASO LA MIA ACCETTAZIONE. TALE DOCUMENTAZIONE NON E' MAI ARRIVATA GIACCHE' TRAMITE I MESSAGGI INTERNI CHE CONSENTE MY TIM HO ESPRESSO LA MIA VOLONTA' DI NON ADERIRE A TALE OFFERTA. IL 3 DICEMBRE SULL'INDIRIZZO DI POSTA DI MIA MOGLIE CHE USO PER QUESTIONI AMMINISTRATIVE MI SI CHIEDEVA DI FORMALIZZARE QUANTO DA ME SCRITTO TRAMITE MY TIM INVIANDO UN MIO DOCUMENTO VIA FAX E DAVANO IL NUMERO DI FAX ERRATO. NON POSSIEDO UN FAX E SUL PIANO LEGALE E' STRAVAGANTE CHIEDERMI UN DOCUMENTO PER ANNULLARE QUALCOSA CHE E' STATO ATTIVATO SENZA MIO DOCUMENTO. CHIEDO IL RISPETTO DELLA FORMULA CONTRATTUALE "TUTTO" E LO STORNO DELL'ADDEBITO DI N. 2 TELEFONATE CHE IN TALE CONTRATTO DEBBONO ESSERE RITENUTE COME INCLUSE.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?> - <postacert tipo="posta-certificata" errore="nessuno"> - <intestazione> <mittente>denunce_ugsv@cert.agcom.it</mittente> <destinatari tipo="esterno">rita.coltellese@gmail.com</destinatari> <risposte>denunce_ugsv@cert.agcom.it</risposte> <oggetto>Registrazione denuncia del 07.12.2020 17:50</oggetto> </intestazione> - <dati> <gestore-emittente>InfoCert S.p.A.</gestore-emittente> - <data zona="+0100"> <giorno>07/12/2020</giorno> <ora>17:59:17</ora> </data> <identificativo>920EE3C8.00ACA62F.3E24A5B2.08A1CE03.posta-certificata@legalmail.it</identificativo> <msgid><5FA0059001071824@sendm.cert.legalmail.it></msgid> <ricevuta tipo="completa" /> </dati> </postacert>

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che dal 14/10/2020 sulla tua linea risulta essere attiva l'offerta Tim Super e non l'offerta Tutto. Per quanto riguarda l'addebito delle chiamate effettuate stiamo parlando di un totale di 0.41 centesimi che se vuoi possiamo provvedere a rimborsare. Restiamo a disposizione, buona serata da Tim. #TIMFisso

Inviato da te 7 Dicembre 2020

G. N. non ha mai scritto e inviato un suo documento per attivare tale offerta che è stata fatta telefonicamente a me che non sono titolare del contratto e che doveva esaminare il titolare. Se poi TIM ritiene di essere al di sopra della legge e fare e disfare calpestando l'utente non siamo in democrazia e lo Stato sbaglia a dare a TIM tutta questa discrezionalità oltre quello che è scritto nel Codice Civile sui contratti. G. N. vi ha chiesto il rimborso anche se sono euro 0,41 perché non stiamo al mercato a contrattare, euro 0,41 NON erano dovuti perché anche sulla fattura incriminata è riportata la formula TUTTO e TIM ci ha infilato l'offerta mai accettata. TIM pensa che abbiamo la sveglia al collo che può fatturare in doppione: TUTTO e quello che TIM infila senza l'assenso del contraente? Però gli scrive che per disdire quello che lui non ha mai accettato con un suo documento deve inviare un documento!! Poi imparate almeno a scrivere il Vs. numero di fax giusto! Rimborsate e togliete la Vs. offerta. Basta con gli abusi!

Inviato da te 7 Dicembre 2020

Tanto per puntualizzare la malafede di TIM: l'offerta infilata nella fattura di novembre 2020 prevede anch'essa chiamate illimitate! Però fatturate n. 2 chiamate espunte dalla formula TUTTO. Fate pace con il cervello. Il nostro funziona anche se io ho 74 anni e mio marito 81!

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente. Inoltre, ti informiamo che abbiamo provveduto ad emettere il rimborso di 0.41 centesimi che troverai stornati direttamente su una delle prossime fatture utili.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

Non posso passare ore al telefono con il 187. Mio marito che è il titolare meno che meno. Lui l'offerta non l'ha mai accettata e all'operatrice che mi aveva letteralmente tirata fuori dalla doccia con la sua improvvida telefonata con l'offerta ho detto che non ero io la titolare. Dunque non c'è nulla da disdire perché nulla è stato mai accettato. Abbiamo la formula TUTTO e quella rimane. Buonasera.

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ti confermiamo che l'offerta attiva sulla tua linea è l'offerta Tim Super al costo mensile di 24.90 euro al mese con internet illimitato, il servizio del Timvision e chiamate illimitate verso fissi e mobili.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

lo lo so, siete voi che non lo sapete ed avete addebitato in modo spurio quelle due telefonate... G. N. non vuole cambiare il suo router con quello per al fibra ha detto. Ha 81 anni e teme di non saperlo gestire e non si fida di TIM. E a quanto pare ha ragione.

09/12/20, 15:31

 

Inviato da TIM 9 Dicembre 2020

Ciao Rita, per gli importi addebitati in fattura e non dovuti è stato predisposto in data 07/12/2020 il rimborso, che trovarai nella prima fattura utile dall'emissione. Restiamo a tua disposizione. Buona serata da TIM. #TIMFisso

Inviato da te 9 Dicembre 2020

Grazie. Togliere anche l'offerta imposta e non accettata da G. N. chiamata TIM Super, giacché la sta vivendo come un'imposizione unilaterale di TIM, cosa che lo mette in agitazione.

 

Inviato da TIM 9 Dicembre 2020

A tal proposito ti invitiamo ad inviare una comunicazione scritta con il disconoscimento dell'offerta attiva, allegando fotocopia fronte retro del documento d'identità e codice fiscale del titolare della linea.

09/12/20, 18:48

Inviato da te 9 Dicembre 2020

L'offerta è stata attivata unilateralmente da TIM senza l'assenso del titolare ed intestatario della linea e senza suo documento, appare quindi fuori da ogni forma legale dover inviare un documento per disdire qualcosa che non è mai stata attivata con un documento. Inoltre vi copio e incollo quello che avete scritto il 07/12/2020 alle h. 19:34: "Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente." Questa storia sta assumendo la forma di una vera persecuzione contro una persona di 81 anni, G. N., che MAI ha parlato neppure al telefono con qualcuno di TIM per l'offerta che avete infilato nella fattura a lui intestata di novembre 2020.

11/12/20, 11:35

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che, per passare alla precedente offerta TUTTO è necessario inviare una segnalazione al reparto preposto. Nel fratempo ti confermiamo che, con la nuova promo modificata in data 14/10/20, hai un risparmio sul costo mensile, in quanto andrai a pagare €.29,90/m contro il costo di €. 51,98 della precedente offerta. Restiamo a tua completa disposizione, buona giornata da TIM.

11/12/20, 13:14

Inviato da te 11 Dicembre 2020

Se c'è risparmio come mai con la formula TUTTO mai disdetta DAL TITOLARE DEL CONTRATTO LINE FISSA + ADSL G. N. NTL..... NON ERA MAI ACCADUTO CHE VENISSERO ADDEBITATE TELEFONATE DEL TRAFFICO NORMALMENTE COMPRESO? Non avete spiegato la ragione di tale anomalia pur ammettendo che con la formula da voi introdotta il 14/10/2020 senza l'assenso del titolare della linea sono ugualmente comprese telefonate illimitate.

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao, grazie per averci contattato. Abbiamo ricevuto il tuo messaggio e ti siamo grati per averci scritto.

11/12/20, 15:42

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao Rita, abbiamo inoltrato la tua richiesta al reparto preposto, riceverai riscontro quanto prima. Restiamo a tua disposizione, #TIMfisso. Buona giornata da TIM.

27/12/20, 21:32

Inviato da te 27 Dicembre 2020 alle ore 21:32

Non avendo la possibilità di inviare un fax come richiesto nella lettera di TIM del 03/12/2020 N. Prot. C28050717 Oggetto: Risposta contatto n 9-189797562680 del 24/11/2020, io sottoscritto G. N. NTL..... attraverso il sito facebook di mia moglie Rita Coltellese in N. contesto la Fattura ricevuta oggi via e-mail scadente il 15 gennaio 2021, domiciliata, in quanto, nonostante reiterate comunicazioni da TIM riscontrate è stata applicata UNILATERALMENTE la formula da me MAI accettata con alcun atto legale, firma o mio documento. Contesto totalmente gli addebiti in tale fattura contenuti per offerte varie da me non richieste, e chiedo pertanto l'annullamento di tale fattura e la re-emissione con la formula TUTTO.

28/12/20, 10:37

 

Inviato da TIM 28 Dicembre 2020 alle ore 10:37

Ciao, ti confermiamo di avere inoltrato una segnalazione, in merito alla problematica da te indicata. Riceverai riscontro quanto prima, buona giornata da TIM! #TIMFisso

Inviato da te 28 Dicembre 2020 alle ore 10:45

Vi informo di aver inoltrato la problematica alla sede di Federconsumatori Lazio dove mia moglie è tesserata dal 2010. Prof. G. N. (P.S. Impossibile comunicare con TIM tramite 187, dopo 15 minuti di attesa da RICHIAMARE PIU' TARDI PER INTENSO TRAFFICO, ALTRETTANTO IMPOSSIBILE PER ME COMUNICARE DAL SITO MY TIM TRAMITE LE COMUNICAZIONI DALL'UTENZA, DA SERVIZIO NON DISPONIBILE).

gio 15:04

Inviato da te 14 Gennaio alle ore 15:04

Ricevo lettera da TIM in data 14/01/2021 Vs. prot. C28370547 in cui mi si richiede di nuovo di inviare Fax o fare raccomandata dopo la Vs. seguente risposta a mia comunicazione precednete: "Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente. Inoltre, ti informiamo che abbiamo provveduto ad emettere il rimborso di 0.41 centesimi che troverai stornati direttamente su una delle prossime fatture utili." Fate pace con il cervello e mettetevi d'accordo fra voi e chi invia codeste lettere. Nel frattempo ha risposto il funzionario di AGCOM Giuseppe Catta di compilare il modulo per la conciliazione (vi avevo inviato gli estremi della mia denuncia a tale Autorità), ormai la pratica è in mano a Federconsumatori e dunque ai loro Avvocati e vedremo se per liberarmi di una violenza imposta da TIM sul mio nome senza aver avuto mai nessun assenso CON MIO DOCUMENTO continuerete a chiedere un documento per sconfessarvi. G. N. NTL....

09:06

 

Inviato da TIM Oggi alle ore 09:06

Ciao Rita, la risposta al reclamo fa riferimento al recesso dall'offerta per la quale ti viene richiesta la documentazione. Restiamo a disposizione per altre esigenze. #TIMFisso

10:11

Inviato da te Oggi alle ore 10:11

TIM si è riscritta il Codice Civile e il Diritto Commerciale a suo uso e consumo perché uno Stato che si deve vergognare glielo consente. Le Offerte non si mettono in fattura come se fossero state accettate a casa mia, dove tali codici vigono, e siccome G. N. NON le ha mai accettate caso mai dovrebbe essere TIM a produrre documenti con sua firma che dimostrino tale accettazione. Rita Coltellese in N.

 Aggiornamento al 28 gennaio 2021

La domanda ovvia è: che cavolo di regole ha codesta S.p.A. a cui lo Stato Italiano ha dato in Concessione le Infrastrutture della comunicazione telefonica e della Rete? 

Impone un cambio contrattuale senza firma e documento dell'utente, per ripristinare il contratto in atto chiede firma e documento dell'utente o per fax o per raccomandata addirittura. Con un altro canale di comunicazione, messenger di facebook, risponde che "basta telefonare al 187", che ti mette perennemente in attesa (hanno segnalato i numeri intestati a G.N. ?). ORA, PERO', comunicano all'Avvocato della Federconsumatori CHE quel tipo di contratto che avevamo loro non lo danno più e che lo Stato gli consente di cambiarlo unilateralmente. La pratica in mano all'avvocato non è chiusa, essendo in conciliazione per la cui conclusione Federconsumatori dà 45 gg.. 

 

venerdì 8 gennaio 2021

CARLO LIMA e ELENA TILENA

https://www.youtube.com/watch?v=L-s9H6GWQjw 

In scena Eduardo, Elena Tilena, Carlo Lima, Enzo Petito, Nina De Padova, Pietro De Vico, e tanti altri...

Carlo Lima e Elena Tilena sono due degli attori più valorizzati da Eduardo De Filippo e che hanno interpretato le sue Commedie più famose: "Natale in Casa Cupiello", "Il Sindaco del Rione Sanità", "Napoli milionaria" e tante altre.

Eppure di questi due magnifici attori è difficile trovare notizie sul web.

Dei due debbo dire che personalmente trovo più bravo Carlo Lima, senza togliere nulla alla brava Elena Tilena, anche perché egli era dotato anche di capacità canore non indifferenti, essendo per questo artista più completo.

Di Carlo Lima abbiamo appreso che ha vissuto negli USA e che purtroppo non c'è più, come molti degli attori della compagnia di Eduardo, compreso suo figlio Luca...

Di Elena Tilena sappiamo che partecipò anche a dei film negli anni '6o del secolo passato come "In ginocchio da te" dove interpreta l'amica della protagonista Laura Efrikian.

Elena Tilena


Carlo Lima, Eduardo e Elena Tilena in scena