sabato 15 maggio 2021

Un fatto di sangue e un commento che scatena commenti degni del DSM

 Il Fatto: da LA NUOVA SARDEGNA

Tortolì, accoltella la ex e uccide il figlio di lei: arrestato

Il commento: Dolore nel vedere la foto del volto innocente della vittima, dolore. Ma anche sdegno perché troppe volte ho letto di bambini picchiati, anche fino a morire, dagli amanti, conviventi o non conviventi, di donne che non sanno rinunciare a uomini indegni aprendo la porta della loro intimità e mettendo in pericolo le loro creature. Prima di tutto una madre deve pensare a proteggere le sue creature. Di fronte ad una simile rovina il mio commento, in un sito che riportava la tristissima notizia, è stato amaramente sarcastico:

"Se la madre faceva la madre e non la vogliosa che a 50 anni si è messa dentro il letto uno con 20 anni di meno, il povero figlio sarebbe ancora vivo. Essere madre riempie la vita e i figli vanno protetti."

Questo il commento di un lettore su un articolo pubblicato da UNIONE SARDA:

mariotto58

Ma la madre non poteva accontentarsi di un cane se aveva tanto bisogno di compagnia. Anche il Fido più spelacchiato sarebbe stato più carino e affettuoso di quel brutto ceffo. A quest'ora avrebbe avuto l'animaletto scodinzolante da accarezzare ad attenderla a casa, ma soprattutto un ragazzo da amare e che l'ha amata, lui si, fino alla fine.

In modo delicato ma ironico questo signore ha espresso lo stesso concetto.

Le reazioni: Sono state sorprendenti per violenza, volgarità e dissennatezza logica. Tutte di persone sarde.

Conosco la Sardegna dal 1986, ci sono stata innumerevoli volte da allora, quasi tutti gli anni, conosco persone sarde, e proprio ieri sera mi ha chiamato al telefono una gentile conoscente da Sassari con la quale è stato un piacere parlare. Mi ha anche invitata a visitare il suo paesino di origine vicino Sassari.

Le persone sarde che hanno dato sfogo alle peggiori trivialità perché non hanno gradito il commento sopra riportato nulla hanno in comune con tutti i sardi da me conosciuti dal 1986 fino ad oggi.

Una di loro ha scritto una vera invenzione che è calunnia: "Laura Serra Per chi non lo sapesse non è la prima volta che la signora Rita coltellese, dei miei stivali giudica a modo suo noi sardi."

Questo caso da DSM ha inventato, quindi siamo davanti ad un caso di mitomania. Ma poi cosa c'entrano nel mio commento i sardi? Chissà. Il mio lapidario commento riguarda le incaute scelte che portano guai, soprattutto agli innocenti, di madri che scelgono gente improponibile "per rifarsi una vita". Gente conosciuta su facebook... Non è certo con simili soggetti che "ci si rifà una vita". Chissà cosa intendono per "rifarsi una vita" questi vomitatori di insulti contro la mia persona, che non hanno gradito il mio commento . Mettersi dentro il letto un pakistano con la faccia pubblicata all'inizio di questo post, di pochi anni più grande del povero figlio.. Cosa pensava di costruire questa donna tanto difesa da queste persone che dicono a me di dovermi vergognare mentre vomitano di tutto e inneggiano al linciaggio dell'assassino.

A nulla sono valsi i tentativi di spiegare il senso del mio commento cercando comunque uno scambio di opinioni civili anche se diverse: alle illazioni scaturite sulla mia vita da alcune menti basandosi su tre righe di mio commento, che per una commentatrice doveva essere una vita povera, per un'altra misera, e altri aggettivi che non ricordo più, ho risposto sommariamente che ho tre figli, le loro professioni e sei nipoti, ma questo non ha fermato il delirio produttivo di codeste menti a cui se ne sono aggiunte altre che sono andate a sbirciare nel mio profilo e sono diventata per qualcuno una Preside (?), poi una Professoressa  (?), poi addirittura una Docente Universitaria (?!) eppure non ho mai scritto nulla di simile  e, visto che sono andati a leggere il mio profilo, come mai NON HANNO LETTO QUELLO CHE C'E' SCRITTO? Tento una spiegazione: forse perché leggono senza capire? Come hanno  letto senza capire il concetto contenuto nel mio commento? Chiusi nelle loro menti e incapaci di accogliere quello che vedono scritto? Infine una che ha scritto che "scandalosamente mostravo le ginocchia" nella foto del mio profilo:

...nasconda quel ginocchio che si vede nella foto! Alla sua età mostrate le ginocchia cosi su internet è una svergognata!!!!!! Madre e nonna e poi pubblica cosi il suo corpo che vergogna!!

La foto, mi perdoni François Cheng che mi siede accanto e che mi aveva invitato alla cerimonia per il suo Premio Lerici Pea, è del 2009, quindi qui  la svergognata aveva 63 anni! All'epoca si portavano le gonne alle ginocchia, ma, volendo anche midi o lunghe, come ora.

Ma lo stupore non si ferma qui. La sequenza degli insulti censurata da facebook va da un uomo che l'ha con mia madre "che doveva affogarmi appena nata in un secchio d'acqua che doveva tenere accanto al letto", ad una donna che con la stessa feroce e macabra fantasia scrive che "non dovevo essere mai nata". Ecco perché nel titolo faccio riferimento al DSM, solo consultando tale Manuale ci si può orientare sulle patologie.

Ma c'è chi invece scrive che la pazza sono io per aver detto che, se la madre si teneva le sue voglie, quell'anima bella del figlio ora era vivo, essendo lei che ha fatto entrare nelle loro vite quel soggetto, non essendo egli né suo marito né il padre di quello sfortunato ragazzo: e mi consigliano un TSO, mi informano che "non sono normale", mentre sproloquiano giudizi sulla mia persona su tre righe di commento, di cui la parola non digerita è vogliosa, considerata ingiuria passibile di querela da una degli assatanati che è entrata dentro il mio profilo, insieme ad altri, scrivendo schifezze, senza tema che tali frasi sono proprio da querela per insulti e diffamazione. La dissennatezza di tale schizofrenico comportamento, che vuole censurare il pensiero altrui attribuendo appiglio legale ad una parola che significa "aver voglia" e, nel contempo, si lascia andare a tali eccessi verbali illegali da Codice Penale, è palese.

Una si spinge a dire che: "mi vergognerei di essere nata. Guardasse dentro le sue mura prima di giudicare. Se la madre non fosse stata una VOGLIOSA non sarebbe mai nata", dimostrando costei che l'amore fra due sposi che mettono al mondo un figlio è VOGLIA esattamente come quella di una donna che, avendo già figli, VUOLE andare con un uomo che può essere per età suo figlio e con una cultura distante dalla sua per concezione del rapporto uomo-donna.

Queste sono le idee di costei ed io "mi debbo vergognare di essere nata" per pensarla diversamente. A tal proposito c'è stato chi si è scandalizzato (sempre donna) che io abbia continuato AD ESSERE DELLA MIA IDEA nonostante la canea che a pensarla così ho scatenato!

QUESTO DEVE FARCI PREOCCUPARE TUTTI PERCHE' QUESTA MENTALITA' AGGRESSIVA CHE TENDE AD IMPORCI IL SUO PENSIERO ESISTE ANCHE A LIVELLO POLITICO, IN MODO EVIDENTE per il DECRETO LEGGE ZAN, E STRISCIANTE: in RAI dedicano una lunga intervista al travestito con nome d'arte Vladimir Luxuria, fino a farne un quadretto edificante da esempio, fino a che, commosso, il personaggio, parlando di suo padre, dice che gli ha insegnato l'onestà. Ci credo senz'altro ma onestamente avrebbe dovuto aggiungere quello che già ha detto più volte pubblicamente: che si è prostituito e questo poco c'entra con l'onestà che gli ha predicato suo padre.

L'analisi di questo eccesso prosegue con l'interpretazione sessuale che alcuni danno alla parola vogliosa: un uomo scrive "Non devi sindacare la vita altrui,e dare della puttana ad una donna." Un'altra  "dare della poco di buono a una donna" ...

Sembra un'antica barzelletta che rende l'idea di un disturbo, probabilmente antico anch'esso, che è risibile: "Un uomo ne incontra un altro e lo saluta: "Ciao!" Gli fa. Quello si infuria e lo aggredisce. L'altro stupefatto gli dice: "Ma che hai? Sei matto?" E quello gli fa: "Mi hai detto Ciao! Non sai che fa rima con Miao? Che Miao lo fa il gatto? E che il gatto beve il latte della mucca? E che la mucca è la moglie del Bove e che il Bove ha le corna? Tu mi hai voluto dare del cornuto!!!".

Poi ci sono le produzioni, secondo la dottrina Freudiana, sessuali a me attribuite, sia da uomini che da donne: per un uomo "a me mancherebbe il CiA.ZetaZetaO", per una donna, che mi dice come molti altri che sono io che "mi debbo vergognare", "in quel letto, con la donna e il suo amante pakistano, avrei voluto starci anch'io". Qui oltre ad una fantasia lubrica, sudicia, però scandalizzata dal mio commento sulle voglie che hanno portato al disastro, c'è una vera perversione mentale, oltre alla totale schizofrenia di fare la morale a me spingendosi però a tanto.

Continuando nel vasto vocabolario di costoro sugli insulti alla mia persona citiamo verme, merda,  rimbambita, vecchiaccia, squallida e ignorante.

Mi fermo su ignorante giacché ci sono varie declinazioni su quanto fin qui esposto e la mia vuol essere un'analisi sul livello di barbarie di certe menti e non un elenco delle nefandezze scritte: ignoranza di cosa? Non si sa. Ma dicono che non ho il diritto di vivere nel mio tempo essendo io da medioevo. Evidentemente queste persone considerano un progresso non mettere in atto la PRUDENZA nei loro atti e in quelli altrui. E questo per costoro è progresso e cultura, dunque io sono ignorante.

Mi si fa notare che una madre non deve rinunciare ad essere donna. Ma mai a discapito dei propri figli penso e scrivo io. Mi si fa notare che ho dei pregiudizi sull'età dell'amante assassino per i 20 anni di meno ed è stato inutile inizialmente spiegare che il mio secondo figlio ha 21 anni meno di me e non posso che vedere come figli tutti quelli della sua età. Ma la levata di scudi, soprattutto delle donne, è l'assoluta libertà sessuale e di scelta e mi danno della razzista perché la donna ha scelto di mettersi in casa un pakistano.

Con straordinaria contraddizione però la reazione popolare contro l'assassino pakistano, non dissimile nell'azione da tanti assassini italiani, è stata di invito al "linciaggio", "al darlo in mano ai parenti delle vittime", "in pasto ai maiali" ed altre atrocità punitive, cosa che nei frequenti fatti di cronaca simili compiuti da italiani non ho mai letto, sotto questo post invece è pieno di queste incivili esortazioni. E noto che mentre invocano vari tipi di linciaggio e giustizia sommaria invocano anche Dio perché intervenga per varie ragioni fra cui anche far ravvedere me...

Però io sono razzista, fascista e leghista perché queste belle anime scandalizzate dal mio vogliosa andando a spulciare sul mio profilo hanno visto le mie simpatie per Meloni e Salvini!

Qualche persona di sesso maschile ha provato a fare una riflessione sull'IMPRUDENZA DI CREARE LEGAMI CON PERSONE DI CULTURE TANTO DIVERSE:

Pauleddu Orgosolo Scusatemi !!! niente da dire ognuna, si puo' mettere con chi vuole.. o portarsi a letto chi vuole.... detto questo.. l'argomento resta la cultura di questa gente che è distante 2000 km. dalla nostra... a questo prima di tutto si deve pensare... quando si accetta in casa una persona tipo e sicuro che sorgeranno probblemi... con la mentalita' ottusa che si ritrovano... cercano in tutti i modi di condizionare la vita della persona accanto... cercano di fare terra bruciata attorno, affetti familiari.. parentele etc..... per poi continuare sul cambio di religione.. e altre merde varie... hanno solo un pensiero... annullare la persona che hanno accanto... dunque prima di instaurare un rapporto... MEDITATE GENTE MEDITATE.... e ricordate !!! per il 99% di questa gentaglia e sempre valido il detto, meglio sole che male accompagnate.....

Sandro Mazzella a Pauleddu Orgosolo é proprio così, sopratutto per le donne, per quella cultura sono oggetti da possedere, non possono godere sessualmente, vengono infibulate, ovvero le vengono tagliate la clitoride e le grandi labbra, così il maschio svuota rapidamente il suo sperma e via, quasi come andare a pisciare....contente loro, Aisha e non piu Maria...ohihoi !!!

Ottavio Filia chi si mette con questi extracomunitari il 98% Hanno una loro cultura.la sottomissione della donna quindi chi lo fa prima o Poi ne paga le conseguenze dispiace perché questo ragazzo.

 Sono stati valangati di commenti contrari.

Qualcuno si è dimostrato ragionevole ricordandomi che anche uomini italiani commettono crimini verso le loro mogli, fidanzate, amanti, conviventi.

Certo, purtroppo. Mi sono occupata su questo blog di codesti problemi già 10 anni fa, quando a parte "Chi l'ha visto" ancora né TV né giornali parlavano delle sparizioni di donne, in realtà uccise dai loro mariti, compagni, conviventi, amanti...

Scrivono che non si può prevedere il comportamento futuro di chi dice di amarti: fino ad un certo segno no, ma un pochino si e, comunque, se con un uomo hai costruito una famiglia hai responsabilità e legami di figli, ma il pakistano che può essere tuo figlio per età qualche remora che ti faccia applicare la PRUDENZA per non metterlo accanto ai tuoi figli dovresti averla.

Infine, con la stessa cecità, ignorando quanto ho scritto dopo il primo commento, mi hanno accusato di ignorare l'ucciso, quando è proprio per il sentimento di dolore e di rabbia per questo povero giovane che ho fatto il commento: lui innocente, trovatosi in mezzo ad una situazione non certo da lui creata. Un estraneo l'ha ucciso e non era suo padre violento o impazzito.

Una donna, come molte altre: "... con il suo commento autorizza bastardi a violare e uccidere.." Insieme a deliri in cui in quelle tre righe hanno visto "un'approvazione dell'omicidio"...

Dimenticavo una delle parti più risibili di questo delirio produttivo: più d'una persona mi ha dato della "BIGOTTA", all'inizio ho risposto informando che sono atea, niente da fare, il delirio è continuato accusandomi di "bigottismo retrogrado"...

DSM, ASSOLUTAMENTE!

Questo accade mentre sto leggendo i Fratelli Karamazov e Dostoevskij, parlando per bocca del suo personaggio Ivan, degli uomini dice: "Sai Tu che  passeranno i secoli e l'umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della scienza che il crimine non esiste, e quindi neanche il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? " Nutrili e poi chiedi loro la virtù!"

(Ivan e il suo Poema pensato e mai scritto de "Il Grande Inquisitore" che parla al Prigioniero)

 Nota: Il Grande Inquisitore personifica la Chiesa Cattolica che parla al Prigioniero che è Cristo tornato sulla Terra. L'allegoria dimostra come la Chiesa Cattolica con le sue menzogne ha imprigionato il messaggio cristiano, dando agli uomini quello che vogliono, così essi invocano Dio pur peccando, tanto la Chiesa, padrona delle loro coscienze, li assolve.

Ma ho ricevuto su messenger facebook anche commenti di sardi a me sconosciuti che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà non pubblicamente per tema di scatenare la canea che mi ha aggredita:

Cristiano Pitzalis

Lives in Genoni

08:52

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 08:52

Buon giorno Signora Rita mi deve scusare se mi permetto di scriverLe due righe ,sicome ho notato un commento da parte di una certa Marras Vittalia su ciò che ha scritto lei x quanto riguarda la madre di quell' ragazzo sardo che ha dato la vita x difendere la madre le spiego la motivazione della risposta di Marras dimenticavo io sono l'ex marito la Marras si è sentita colpita perché ha fatto la stessa cosa volendo fare la milf con ragazzetti aggiungo dei malandati tossici distruggendo l'unione di una famiglia ma purtroppo x lei io tramite i miei avvocati sono riuscito ad ottenere l'allontanamento di certi soggetti da mie figlie x il loro bene ecco perché la Marras ha commentato in modo direi anche poco educato ,chiudo coll dirle che io condivido il suo pensiero 👏👏👏sono con lei un saluto dalla Sardegna

18:02

Inviato da te Oggi alle ore 18:02

La ringrazio. Non ho dubbi su quello che ho scritto. Ma il delirio che si è scatenato ha portato fra mille follie, bassezze e volgarità, anche persone deliranti a dire che io difendevo con quelle parole l'assassino. Sembra un manicomio tutto concentrato lì. Io conosco i sardi e questa gente non sembra nemmeno sarda. Sono dei malati con seri problemi esistenziali. Potrei denunciarli ma non valgono il mio tempo e il mio pensiero, li lascio nel loro delirio. Il peggio dei sardi, persone dignitose e forti, si è concentrato tutto lì. Un saluto anche a lei. Vengo in Sardegna dal 1986 e l'adoro.

Ora potete chiamarvi reciprocamente e vedere informazioni come lo stato di attività e quando vengono letti i messaggi.

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:15

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:21

Buonasera sig Rita certi argomenti si possono affrontare soltanto con persone intelligenti ciò che non è sicuramente la mia ex io ho capito cosa intendeva dire lei ma sicome si è introdotta la Marras che dovrebbe essere la prima a starsi zita perché propio lei non ha diritto di commentare certe situazioni ,essendo lei la prima ad avere a che fare con lo scarto assoluto ecco perché mi sono permesso di mandarle quel messaggio ,certo che nessuno condivide il gesto di un folle però anche la madre se voleva veramente bene hai figli certe frequentazioni le poteva benissimo evitare ,la ringrazio d'aver risposto all messaggio e sono contento che lei apprezzi la nostra terra visto il fatto che ci viene spesso 👍👍👍👍

Inviato da te Oggi alle ore 18:28

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:29

Se dovesse passare dalle mie parti chieda di me sarà ospite della mio paesello Genoni 👍👍👍👍👋👋

Inviato da te Oggi alle ore 18:30

La ringrazio dell'invito. La Sardegna è tutta bella, anzi bellissima.

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:32

Si si ha detto giusto io sono un autista d'autobus e giro tantissimo anche la mia terra e sinceramente posso dire che è un paradiso

Inviato da te Oggi alle ore 18:33

😊

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:34

 

Inviato da Cristiano Oggi alle ore 18:34

 

 

Vale Troncone Pinna

Lives in Bosa Marina, Sardegna, Italy

Bartender

Went to Ipsar Alberghiero Alghero

04:51

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:51

Vale ha annullato l'invio di un messaggio

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:52

Buongiorno Signora Rita, piacere io mi chiamo Valentina.. Le scrivo qui privatamente per evitare di essere aggredita verbalmente su facebook da sconosciuti che non mi rappresentano comunque nulla. Le scrivo solo per dirLe che io ho compreso benissimo ciò che intendesse Lei e sono d'accordo. So' che il Suo non è un giudizio ma un ragionamento più che valido ed una, alla fine, constatazione dei fatti. So' che il Suo non è stato puntare dito e che l'appellativo "vogliosa" doveva solo essere ben interpretato dagli altri. Un giovane con 20 anni in meno e pure pakistano. Si sa quche tuoi di cultura ci sia in Pakistan nel confronto delle donne. Io so' che la madre del ragazzo lo aveva già allontanato per via delle violenze... Ma è bastato un attimo. Certo poteva essere anche un suo coetaneo italiano, assolutamente, ma le statistiche parlano chiaro e quindi... Si, per me Lei ha ragione. Volevo quindi solo mostrarLe la mia vicinanza col suo pensiero... Un abbraccio affettuoso Valentina dalla Sardegna🤗🌹

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 04:53

P.s. scusi se ha trovato errori ma scrivevo molto velocemente..

18:26

Inviato da te Oggi alle ore 18:26

La ringrazio. Dunque se lei ha capito non era equivocabile. Chi ci ha costruito sopra cose folli fino a dire che giustificavo l'assassino e altro ha dei problemi intellettivi e non solo. Al massimo potevo capire se, civilmente, mi si faceva notare che il commento era inopportuno dato lo stato della donna ferita. Un normale scambio di opinioni. Ma invece ho dovuto passare del tempo a bannare una torma di folli che ancora oggi cercano di entrare nella mia pagina facebook per continuare ad insultarmi. La mia era una pagina che esiste dal 2009 ed era aperta a tutti. Ora ho dovuto chiuderla lasciando l'accesso solo agli Amici degli Amici. Un abbraccio anche a lei Valentina.

❤

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Ora potete chiamarvi reciprocamente e vedere informazioni come lo stato di attività e quando vengono letti i messaggi.

 

Inviato da Vale Oggi alle ore 18:30

Assolutamente...era tutto comprensibilissimo e non l'ho trovato nemmeno fuori luogo, nonostante la situazione critica della madre del ragazzo. Le persone dovrebbe spendere sempre due secondi in più a leggere attentamente ciò che una persona vuole intendere...che poi, come ha ben detto, il tutto era inequivocabile. Mi spiace molto per il disagio che Le stanno creando nella sua pagina, Le sono vicina... Fortunatamente un social network non è la vita reale, anche perché immagino che le stesse persone che fanno tanto i leoni da tastiera se incontrate personalmente, non avrebbero mai il coraggio di porsi con tale accanimenti... Un caro saluto è un piacere cinoscerLa.. Un abbraccio❤️

Inviato da te Oggi alle ore 18:32

 

Aa

 

Felina Zoncheddu

Lives in Borore

Works at Sono il datore di lavoro di me stesso

15:29

 

Inviato da Felina Oggi alle ore 15:29

Io la scrivo in privato sono sarda ma anche se non lo fosse io sono d accordissimmo con lei di quello che ha scritto riguardo quel povero ragazzo sardo che e morto colpa di quel assassino ma condivido in pieno infatti se questa donna ,mamma non si sarebbe messa con uno molto più giovane ma lasciando anche perdere l età ma avrebbe protetto i figli perché si sapeva che era una persona pregiudicata oggi quel povero ragazzo sarebbe ancora vivo non si sarebbe mai trovato a dover difendere la mamma se leiavrebbe avuto testa .Non lo scritto publicamente seno mi massacrano però e la pura verità.

 

17:49

Inviato da te Oggi alle ore 17:49

La ringrazio. Io non ho paura di essere massacrata e finché ho potuto ho risposto a questi folli deliranti, ma poi non posso stare sempre a rispondere a loro. Li ho bannati perché sono peggio delle cavallette: si infilano nella mia pagina disturbando. Una pazza totale ha scritto che io parlavo male dei sardi, che lei mi aveva letta un'altra volta e parlavo male dei sardi. Pura invenzione. Dovunque scrivo che adoro la Sardegna e stimo i sardi, che vengo in Sardegna dal 1986, salvo poche estati che non sono potuta venire per motivi vari. Sotto quel post di Er Faina si è concentrato il peggio dei sardi. Mai vista una cosa simile!

 

Franco Mereu

Lives in Ilbono

Studied at Scuola della Polizia di Stato

mer 21:42

 

Inviato da Franco Ieri alle ore 21:42

Gentile signora ha perfettamente ragione nel suo commento su fb, le dico solo che il marito si è impiccato a causa del comportamento della mogliettina che ha cambiato parecchi partner. Certo che mettersi un elemento del genere in casa non vuol dire rifarsi una vita. Povero figlio che R.I.P. Scusi se mi sono permesso di inviarLe questo messaggio ma, su fb non volevo alimentare ulteriori polemiche. Buona serata.

17:42

Hai risposto a Franco

Oggi alle ore 17:42. Messaggio originale:

Gentile signora ha perfettamente ragione nel suo commento su fb, le dico…

La tua risposta:

La ringrazio. Quello che mi stupisce è che nonostante tutto queste persone che mi aggrediscono e mi insultano approvano la morale di questa donna. Mi sembra gente in delirio. Provo, come ho scritto, molto dolore per il ragazzo ucciso e penso che se quella persona è entrata in confidenza con quella famiglia è a causa sua.

 





venerdì 14 maggio 2021

I miei fiori, dentro e fuori..

carpobrotus
Nasce spontaneo sulla duna e non va colto, ma io l'ho trovato che bordeggiava Via Diversivo Nocchia, una strada che costeggia il Lago di Caprolace, l'ho colto e l'ho riprodotto sia in terra che in vaso e quest'anno è rifiorito ancora, smentendo l'affettuosa presa in giro di mia figlia che mi dice "Hai il pollice nero.." Ne ho anche nella varietà di colore giallo in un punto del giardino vicino al cancello.


 
Erano due ramoscelli spogli... Ed eccola qui: meraviglia della natura.
Vive in casa anche se siamo vicini al mare.. E' fiore delicato.



martedì 11 maggio 2021

Dostojewsky: la sua disperazione esistenziale per bocca di Ivan Karamazov

 http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2015/09/siria-come-si-distrugge-una-nazione.html

In questo post di cui pubblico il link ho scritto cose che si legano con le parole che Dostojewsky fa dire ad Ivan, il più intellettuale dei fratelli Karamazov.

Si sa che lo scrittore parla attraverso i suoi personaggi. A pagine più noiose si alternano pagine in cui capisci la grandezza di uno scrittore, e la conversazione in una trattoria fra Ivan e il suo mite e puro fratello Aleksiej è grandezza!

Dostojewsky è nato nel 1821, 200 anni fa, ed è vissuto nella Russia zarista 60 anni. Quello che fa dire ad Ivan è ciò che lui conosce, che ha sentito e visto.. Ed è disperante scoprire, qualora ce ne fosse bisogno, l'assenza di un Dio inventato dall'Uomo per sopravvivere. Ogni popolo se ne è creato uno. Ma quello di Ivan, come di Dostojewsky, è un dio cristiano, buono e misericordioso, quello in cui crede l'innocente e puro Aleksiej.

Ivan, lucidamente, rovescia sul mite Aleksiej tutte le sue riflessioni sui fatti atroci che la vita gli mette davanti, e sono sicuramente fatti veri che Dostojewsky ha visto e sentito, fatti del suo tempo...

Lo stesso orrore di fatti del mio tempo. L'Uomo si illude che il suo tempo sia migliore o peggiore del tempo già trascorso: ma se legge scoprirà che le azioni dell'Uomo sono sempre state un orrore.

La disperazione del non poter credere in alcuna Giustizia di Ivan, che è di Dostojewsky, è anche la mia, e mi riallaccio al link che ho riportato nell'incipit di questo post. 

«FERMATE LA GUERRA E NON VERREMO IN EUROPA». LE PAROLE DEL BAMBINO TREDICENNE SIRIANO AI POLIZIOTTI UNGHERESI NELLA STAZIONE DI BUDAPEST 
La saggezza limpida di questo ragazzino di 13 anni siriano e l'immagine straziante di Aylan morto gridano al mondo mettendo in risalto la follia immorale degli uomini adulti che hanno il potere solo per distruggere la vita di creature belle, sagge, come questo giovanissimo per i loro contrasti ed interessi.


La Storia si ripete e l'Uomo si riempie la bocca di parole come progresso, democrazia e invece sta sempre allo stesso punto: chiuso nei suoi conflitti più barbari che non tengono conto dell'unica cosa che ha, che è e che conta: la VITA.
Altro l'Uomo non è e non ha. E' un povero essere infinitesimale su un bellissimo pianetino sperso in un Universo immenso e, pur avendo ormai contezza di dove stiamo visto che è riuscito a vedere il suo pianeta dall'esterno, continua a ripetere sempre gli stessi errori ed orrori.
I potenti della Terra non si mettono d'accordo su come far cessare il massacro di un popolo: altre sono le cose importanti per loro. Non il sorriso di tanti piccoli Aylan, non la bellezza pura dell'intelligenza del ragazzo siriano che con una frase ha dato una lezione al Mondo, no, per loro le cose importanti sono gli interessi, gli equilibri.
(Rita come Ivan)



giovedì 29 aprile 2021

100° Anniversario della Conferenza di Sanremo presso il Castello Devachan

 Mentre scrivo è ancora in corso su RAI 2 la celebrazione a Sanremo di un evento storico: la Conferenza dei potenti dopo la fine della Prima Guerra Mondiale che sancì il Diritto degli Ebrei di avere un loro Stato in Palestina, rispettando la Storia e, allo stesso tempo, creando un focolare ad un popolo discriminato ovunque, tranne che negli USA. 

Credo che il sionismo, cioè il desiderio di creare uno Stato di Israele nella Terra di Sion, sia nato proprio da questa discriminazione continua di chi era ebreo, in qualunque Nazione fosse nato. 

Tutto questo sembra nasca dal comportamento dei seguaci del pensiero del predicatore Gesù Cristo, i quali, ritenendo il Nazareno Dio in Terra, hanno demonizzato gli ebrei che hanno continuato a ritenerlo solo uno dei predicatori che al tempo giravano per la Giudea, come il cugino di Gesù Giovanni, detto il Battista per il suo rito di lavare simbolicamente con l'acqua corrente del fiume Giordano il capo a chi voleva purificarsi. Rito che operò anche sul cugino Gesù.

In particolare la Chiesa di Roma, cattolica, ispirandosi al dettato cristiano, ha alimentato questo discrimine verso chi era ebreo. La cosa è continuata anche dopo lo scisma della Chiesa d'Oriente, infatti l'antisemitismo è diffuso in Russia, Polonia, Lituania: Paesi che in Italia definiamo dell'Est Europeo. Molto di quello che scrivo l'ho scoperto leggendo i libri di Amos Oz, scrittore israeliano di recente scomparso che ho molto amato. 

L'orrore di quello che ha fatto il mostro Hitler e i suoi seguaci, in primis l'italiano Mussolini, ha costituito la spinta finale verso una soluzione di una questione inaccettabile nel mondo che vuol dirsi civile: un focolare per chi, ebreo, volesse uno Stato rifugio che fosse una garanzia dei suoi diritti, qualora negatigli nel Paese in cui la sua famiglia vive da generazioni.

L'Ambasciatore israeliano in Italia è stato lo sponsor di questa manifestazione commemorativa di un evento storico ed ha parlato, meravigliandomi, facendo un poco di fatica sui vocaboli italiani, cosa che non mi sarei aspettata essendo stato scelto appunto per la sede diplomatica italiana.

Ho molto apprezzato la bella cantante israeliana e la presentatrice della manifestazione, la nostra giornalista Annalisa Chirico.


VILLA CASTELLO DEVACHAN

venerdì 16 aprile 2021

Lettera ad un'amica che sta morendo

 Mi dicono che non senti più, sembra tu capisca rispondendo con il gesto di una mano se ti parla tua sorella...

Ma da qualche tempo sei così: a letto, immota, debbono cambiarti come un bimbo appena nato. Sembri ormai altrove ma non sei in coma. Ti lamenti dicendo: "Ohi, ohi..."

Cosa ti sta portando via non si sa... Hai 86 anni e ognuno di noi ha un orologio biologico, forse il tuo si sta fermando lentamente.

Vorrei venire nella tua città a salutarti... Ma so che è inutile perché sei ormai in un limbo in cui non posso raggiungerti. Ti saluto così, da lontano...

Ti voglio bene e tu ne hai voluto a me. In comune avevamo gli stessi valori. Eri bella da giovane, una bella mamma di tre figli , così diversi fra loro...

La vita ti ha dato grandi dolori: la tua stupenda nipotina dai capelli biondi, così perfetta, così bella, così educata, con cui ho mangiato un giorno insieme a te , al tuo intelligente e garbato sposo, al fratellino e a mio marito, se n'è andata per sempre in modo crudele...

Non so pensare a quanto hai sofferto Cara Elia, e avevi già avuto  l 'insulto del destino: mi hai mostrato un intero album delle foto della tua bella e giovane nuora morta di botto mentre stava ridendo...

Eppure non hai perso la Fede. Meglio così dolce Elia.

E come eri attiva: ti piaceva guidare, avere la tua autonomia, ed era il tuo cruccio non poterlo fare più dopo l ' ictus di alcuni anni fa, ma tu ti eri ripresa con la tua dolce e ferma volontà e avevi guidato di nuovo.

Che strazio non poterti salutare. Ti saluto così, cara dolce Amica mia.

Rita

domenica 11 aprile 2021

Disconoscimento di paternità mai avvenuto nel caso Magliacani come nel caso Pipitone

https://www.quotidianodellumbria.it/quotidiano/storia/storia-ditalia/ballerini-pan-un%E2%80%99altra-coppia-di-%E2%80%9Camanti-diabolici%E2%80%9D

Per Paolo Pan, autore riconosciuto dell’omicidio, nel gennaio 1996 arriverà la grazia del Presidente della Repubblica Scalfaro.

"...una fanciulla che di cognome fa Magliacani, ma par che sia figlia di Paolo Pan. E il Magistrato Carlo Nordio scrive: “Motivato anche (il provvedimento di clemenza) dal perdono concesso dalla figlia della vittima che peraltro non era affatto del povero Magliacani. Così, la figlia perdonava il padre naturale per aver ucciso quello legittimo in quanto marito della madre”. Insomma, una “contorsione” umano – anagrafica, andata ad arricchire il canovaccio della tragedia.

PER SAPERNE DI PIU', oltre all'articolo del Quotidiano dell'Umbria del 2018 riporto il link di un mio post del 2016

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/06/storie-nere-franca-ballerini-e-paolo-pan.html

Mi sono sempre chiesta come mai l'unico sopravvissuto della famiglia Magliacani, il fratello del povero Fulvio, non si sia opposto alla Grazia comminata da Scalfaro all'assassino Paolo Pan.
Forse nel 1996 era morto anche lui come i due poveri genitori della vittima?
La figlia della vittima, Stefania Magliacani, mai disconosciuta, aveva 26 anni quando ha dato l'assenso.
Questo farebbe pensare che lei abbia creduto a quanto aveva detto sua madre durante il processo: che lei in realtà era figlia dell'assassino e non della vittima di cui portava il nome.
Altrimenti perché mai concedere all'assassino di suo padre di uscire di galera riacquistando la libertà?
Esiste comunque la prova principe che toglie ogni dubbio: il DNA.

Un altro caso in cui non vi è allo stato disconoscimento di paternità, nonostante la pubblica ammissione della madre e del padre naturale di chi sia la bimba, è quello altrettanto tragico di Denise Pipitone.
Mentre i due genitori si mostrano senza filtri anche nel processo intentato contro la figlia legittima di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise, indicata dalla madre della bimba scomparsa come rapitrice della sua bambina per odio verso il frutto del doppio adulterio, tutto il mondo continua a chiamare la povera innocente con il cognome del marito tradito: Pipitone, il quale non ha intrapreso alcun procedimento di disconoscimento di paternità.

Ma cosa dice la Legge sul procedimento di disconoscimento di paternità?

Dal sito STUDIO CATALDI
di Giovanna Molteni - Cos'è l'azione di disconoscimento della paternità, chi può proporla e quali termini bisogna rispettare.

La legittimazione a proporre l'azione per il disconoscimento della paternità compete esclusivamente ai seguenti soggetti:

  • il marito
  • la madre
  • il figlio divenuto maggiorenne
  • un curatore nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i quattordici anni o, se si tratta di figlio di età inferiore, del pubblico ministero o dell'altro genitore
  • i discendenti o gli ascendenti del presunto padre o della madre se questi sono morti e non è decorso il termine per esercitare l'azione
  • il coniuge o i discendenti del figlio morto senza aver promosso l'azione.

Legittimazione passiva

In ogni caso, nel giudizio di disconoscimento il presunto padre, la madre e il figlio sono litisconsorti necessari.

Ciò comporta che se una parte è minore o interdetta o minore emancipato o maggiorenne inabilitato, l'azione va proposta in contraddittorio con un curatore nominato dal giudice.

Se, invece, il presunto padre o la madre o il figlio sono morti, l'azione va proposta nei confronti dei soggetti legittimati ad agire in loro vece o, in mancanza, da un curatore nominato dal giudice.

I termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità

L'azione di disconoscimento di paternità può essere esercitata solo entro termini ben precisi, che variano a seconda di quale sia il soggetto che la propone.

In particolare, la madre deve esercitare l'azione nel termine massimo di sei mesi decorrenti o dalla nascita del figlio o dal giorno in cui è eventualmente venuta a conoscenza del fatto che il marito, al momento del concepimento, era affetto da impotenza di generare. In ogni caso l'azione non può più essere esercitata una volta che siano decorsi cinque anni dalla nascita.

Il marito, invece, può disconoscere il figlio entro massimo un anno, decorrente o dal giorno della nascita (quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è avvenuta) o dal giorno in cui ha avuto conoscenza della propria impotenza di generare o dell'adulterio della moglie al tempo del concepimento (se prova di averli ignorati prima) o dal giorno di ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o nella residenza familiare (se il giorno della nascita si trovava lontano da tali luoghi) o, infine, dal giorno in cui ha avuto notizia della nascita del figlio. In ogni caso l'azione non può più essere esercitata una volta che siano decorsi cinque anni dalla nascita.

Per i discendenti o gli ascendenti della madre o del marito, il termine per l'esercizio dell'azione inizia a decorrere dalla morte del presunto padre o della madre o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti.

L'azione di disconoscimento della paternità è invece imprescrittibile per il figlio.

Sospensione del termine

In alcuni casi, il termine per promuovere l'azione di disconoscimento di paternità resta sospeso. In particolare si tratta delle ipotesi in cui chi intende agire:

  • si trova in stato di interdizione per infermità di mente,
  • versa in condizioni di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi.

La prova del difetto di paternità

Chi esercita l'azione per il disconoscimento della paternità è ammesso a provare che, tra il figlio e il presunto padre, non sussiste rapporto di filiazione.

A tal proposito va innanzitutto detto che la paternità non può essere esclusa dalla sola dichiarazione della madre.

In generale, se è vero che la prova può essere data anche attraverso testimoni, il mezzo più sicuro è rappresentato dall'esame del DNA, che è in grado di stabilire, senza dubbi, se la paternità del figlio è accertata o disconosciuta.

In conclusione trovo che la questione sul piano legale è meno semplice di quel che sembrerebbe. Nei 2 casi che la triste cronaca ci presenta mi sembra di capire che il fratello di Fulvio Magliacani, non essendo un discendente né un ascendente della vittima, come erano i genitori, non avrebbe potuto, anche volendo, togliere il cognome e tutti i benefici ereditari conseguenti alla figlia della Ballerini. Il codice civile, infatti, considera il fratello un parente collaterale. L'ultimo genitore della vittima, ascendente, il padre, è morto nel 1992, quando la nipote "negata" aveva 22 anni, eppure il "nonno negato" dalla Ballerini non ha inteso intraprendere l'iter per il disconoscimento della paternità del suo figlio ucciso, pur avendone avuto il tempo per 5 anni, dal momento in cui la madre ha dichiarato non essere il padre suo marito ma Paolo Pan.
Mi sono meno chiari i tempi di prescrizione. Ma credo di aver capito che il padre presunto è legittimato ad avviare il disconoscimento di paternità dal giorno in cui ha avuto conoscenza dell'adulterio della moglie, fatto che può avvenire anche quando il figlio è ormai adulto.
Da quel giorno in cui può dimostrare di averne avuto consapevolezza decorrono i 5 anni di prescrizione.

mercoledì 7 aprile 2021

Il triste caso di Mario Biondo

 https://lm.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.raiplay.it%2Fvideo%2F2020%2F12%2FMario-Biondo-da-Chi-lha-visto-la-prova-che-riapre-il-caso---Chi-lha-visto---02-12-2020-6ae0f3fa-78eb-4e2c-a014-67cd47aa11ec.html&h=AT0UOXMn5HYDgZujqjAT5hREMrSGoF8UjabVc6l_Zl8lYIomnVEfGRblZdrIDeYN2dogUcopN1VUolINX-8p_HtH2vCWDT7l9W0hUUdbTLw9dbL6buy1GFyebsl2OADyJTZeB4qc5K3r9pXbxng

E' per me molto doloroso scrivere di questo caso che conosco da quando uscì sui giornali dopo la morte tragica di questo bellissimo giovane uomo il 30 maggio 2013 a Madrid.

Inoltre è penoso pubblicare le immagini del suo cadavere così come fu fatto ritrovare, perché guardarlo in quella sua inerme e tragica postura mi sollecita un senso di pietà misto al pudore del rispetto che si deve alla persona resa inerme dalla morte.

Per questo penso quanto deve essere grande e lacerante il dolore dei genitori e dei fratelli.

La madre è un vulcano di dolore che grida il diritto alla Giustizia accanto al padre piegato dallo stesso strazio di aver perso quel figlio bellissimo con una professione come era stata la sua e che lo portava anche al'estero.

La scena del crimine, senza essere poliziotto o medico o medico legale, appare immediatamente anomala se si vuole, come si è voluto, interpretarla come un suicidio. Secondo gli inquirenti spagnoli egli è morto impiccato.

Un uomo giovane e prestante è appeso ad una libreria per una lunga morbida sciarpa chiamata "pashmina" che, come è visibile, gli passa sotto il mento, lasciando libero il retro del collo, non essendoci nodo scorsoio. Per autostrangolarsi in questo modo non ha usato sgabelli, anche perché la sciarpa altrimenti non avrebbe potuto rimanere nella posizione che vediamo, ma si sarebbe sfilata, visto che passa solo sotto il mento. Tutti gli impiccati pendono con i piedi non a terra, ma questo uomo si sarebbe impiccato con i piedi comodamente poggiati, le gambe distese...

NOTE SULL'IMPICCAGIONE
L’impiccamento rappresenta una forma di asfissia provocata dalla compressione del collo da un laccio fissato ad una estremità e stirato verso il basso dal peso del corpo, completamente o incompletamente sospeso.
Un laccio (corda, cinghia, lenzuolo, asciugamani, ecc.) viene in genere fissato con un estremo ad un punto elevato, l’altra estremità viene annodata ad ansa fissa o median­te nodo scorsoio. L’individuo si pone in una posizione più alta rispetto al suolo (ad esempio, salendo su una scala), fa passare il capo dentro l’ansa (ponendo quindi il cappio intorno al collo), e si abbandona nel vuoto.
L’impiccamento si dice completo se il corpo è interamente sospeso nel vuoto, incompleto quando una parte è in contatto con il suolo. Se il nodo è posto in corrispon­denza della nuca è detto tipico, al contrario atipico se si trova in posizione laterale o anteriore.

Il punto è che NON C'E' NODO, come si vede.
Il secondo punto è che, pur passando la sciarpa solo sotto il mento, dietro il collo c'è un solco profondo come davanti!
Provocato da cosa?
Il magistrato spagnolo, che si è tenuto nel cassetto per 2 anni la foto di routine effettuate al momento che la polizia ha fatto i rilievi, non se lo è chiesto.


Il solco davanti nel collo scoperto e la sciarpa che lo avrebbe provocato.




Retro del collo con i capelli di lato.
Queste foto viste, come da testimonianza riportata dalla trasmissione "Chi l'ha visto?", erano sparite dalla documentazione trasmessa ai magistrati italiani. Perché?


Negli inevitabili spasmi dello strozzamento fino a morire il robusto corpo di un uomo giovane  e forte non ha provocato la caduta nemmeno di un ninnolo della libreria.



Sulla tempia di Mario c'è una ferita e sulla fronte un'ecchimosi, che gli inquirenti hanno ignorato esattamente come il solco sul retro del collo che la sciarpa lasciava libero.



Chi ha messo su questa macabra messa in scena ha trascurato molti particolari.