mercoledì 25 gennaio 2012

Schettino minimizza

Questo il documento audio della prima chiamata effettuata dalla Capitaneria di Porto di Livorno alla Nave Costa Concordia. La Capitaneria ha ricevuto una telefonata dai Carabinieri di Prato che a loro volta sono stati chiamati dalla figlia di una signora passeggera sulla nave che, come ha testimoniato in interviste televisive la figlia stessa, era stata avvertita con una telefonata dal fratello, il quale era stato chiamato dalla madre disperata che si trovava sulla nave e già aveva capito il pericolo. 
Dunque, riassumendo la sequenza: una signora che è sulla nave chiama con il suo cellulare il figlio che sente la sua agitazione e non capisce bene cosa sta accadendo, dato che si trova a cena con degli amici avverte telefonicamente la sorella la quale avvisa i Carabinieri di Prato. I Carabinieri chiamano la Capitaneria di Porto competente e la Capitaneria non sa nulla perché la nave non si è messa in contatto con tale istituzione come avrebbe dovuto fare. Ma quando la Capitaneria chiama la nave Schettino minimizza, parla di un black out di facile ripristino e che non hanno bisogno di nulla. L'addetto della Capitaneria insiste, chiede particolari sul black out. Ma Schettino lo scarica senza dire niente, eppure altre testimonianze diranno che già sapeva che c'erano i compartimenti della nave allagati.

martedì 24 gennaio 2012

Modalità di inserimento dei Commenti

I più attenti lettori si sono accorti che l'ora dei commenti era cambiata e non era più rispondente a quella reale. Insieme ad essa era cambiato anche il font di scrittura: tutto questo non era dovuto alla sottoscritta blogger, bensì al gestore del blog che è Google Apps.
La Guida di blogger, a disposizione di chi gestisce un blog, mette in contatto i vari bloggers in modo che i più esperti possano chiarire i problemi comuni ai meno esperti. Su consiglio di uno di questi, ho modificato il sistema dei commenti in modo da aggirare la nuova impostazione data dal gestore, che non può essere accettabile con un orario non rispondente a quello impostato dal singolo blogger sulla base del proprio fuso orario.
Con questa nuova impostazione l'orario torna ad essere quello reale, ma i commenti non sono immediatamente visualizzati sotto il post: per leggerli bisogna cliccare sulla parola "commenti" subito sotto il post; ugualmente bisogna fare per scrivere il commento, che dà sempre la possibilità di commentare anonimamente scegliendo l'opzione "Anonimo".
Nel frattempo scriverò al gestore per vedere se si può ottenere l'impostazione precedente, con il commento subito in vista, e con l'orario giusto.
Grazie a tutti.
Rita Coltellese 

lunedì 23 gennaio 2012

Italici Pubblici Concorsi

  •  Corriere della Sera
  • Il console Vattani rientra a Roma per comparire in commissione disciplinare

IL CASO DEL DIPLOMATICO «FASCIOROCK»

Il console Vattani rientra a Roma
per comparire in commissione disciplinare

Conferma anche del ministro degli Esteri Terzi: «Partito per Roma» Dovrà spiegare l'apologia del fascismo in concerto

IL CASO DEL DIPLOMATICO «FASCIOROCK»
Il console Vattani rientra a Roma
per comparire in commissione disciplinare
Conferma anche del ministro degli Esteri Terzi: «Partito per Roma» Dovrà spiegare l'apologia del fascismo in concerto
Vattani in concerto come KatangaVattani in concerto come Katanga
ROMA - Mario Vattani ha lasciato Osaka nel primo pomeriggio (ora locale in Giappone), dopo essere stato richiamato in Italia con una «comunicazione ministeriale» con la richiesta «di presenziare di fronte alla commissione disciplinare» a Roma. Dopo la conferma di Giuseppe Semenza, capo della sezione amministrativo contabile del consolato di Osaka, dove Vattani stesso ricopriva l'incarico diplomatico., arriva da Bruxelles anche quella del ministro degli Esteri Giulio Terzi. Mario Vattani «sta tornando in queste ore a Roma per presentare le sue deduzioni» alla commissione disciplinare del ministero degli Esteri. Soltanto domenica, la Farnesina aveva preferito non confermare il richiamo in patria del console generale italiano ad Osaka.
Un'immagine ufficiale di Vattani console Un'immagine ufficiale di Vattani console
COMMISSIONE DI DISCIPLINA - Era stato un articolo comparso il 29 dicembre 2011 sul quotidiano l'Unità a convincere il ministro Terzi dell'urgenza di un intervento sul caso di Mario Vattani, console italiano a Osaka e figlio d'arte (suo padre, Umberto, ex segretario generale della Farnesina, è tra i diplomatici più conosciuti d'Italia).

 Un'immagine ufficiale di Vattani console
Il console fascio-rock
BANDIERA NERA - Il console risulta essere leader del gruppo fasciorock «Sotto fascia semplice», noto negli ambienti neofascisti vicini a Casapound con il nome di Katanga. Vattani era stato immortalato in alcuni video mentre duettava con Gianluca Iannone, leader degli Zeta Zero Alfa. I filmati, finiti su youtube, mostravano il diplomatico mentre intonava versi contro i pacifisti e i disobbedienti, davanti al pubblico che, sotto al palco, tendeva le braccia per il saluto romano. Pezzi che inneggiavano a Salò e alla «bandiera nera».
Così lo stesso 29 dicembre il ministro Terzi stesso aveva dato disposizioni di deferire il console Vattani alla Commissione di disciplina, sottolineando la necessità che la relativa procedura seguisse «il suo corso, nel pieno rispetto della normativa vigente, con ogni possibile rapidità e secondo criteri di trasparenza».
Redazione Online 23 gennaio 2012 | 17:38© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nepotismo al MAE? Alla grande!
23.01|18:52 Lettore_2192043
Basta scorrere l'annuario diplomatico per rendersi conto che se si è figli di diplomatici le possibilità di superare il concorso diplomatico aumentano sensibilmente. Vattani non è solo il figlio dell'ex Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, è anche il nipote di un altro ex Ambasciatore. Quella che è stata presentata dalla stampa come un richiamo al Ministero (e quindi una perdita della funzione svolta in Giappone) è propabilmente un semplice invito a difendersi di persona davanti alla commissione disciplinare. Dopo la riunione Vattani junior tornerà a rappresentare l'Italia in attesa di decisioni. Quando arriveranno scopriremo che il buon servizio svolto sino ad ora dal Fascio-Console gli avrà evitato pene drastiche. Ci potrei scommettere che se la caverà con una semplice censura.
vergogna!
23.01|17:09 arabrab70
Che il mondo sia vario lo sappiamo tutti, ma che sia vario nei toni del nero è veramente uno schifo!
Era ora che venissero fatti accertamenti in proposito
23.01|16:10 Lettore_1909579
E' necessario che chi fa un lavoro di rappresentanza come quello di Vattani per l'Italia sia una persona ineccepibile. Non può essere nominato console un uomo qualsiasi il cui unico merito è quello di essere figlio di un ambasciatore. Bella rappresentanza per la nostra Italia in Giappone!! Un "fascista" di nome e di fatto non può essere nominato rappresentante dell'Italia
Vattani
23.01|15:56 maestragc
uno dei motivi per cui non credo debbano esistere i concorsi in italia
Comunque
23.01|15:43 Lettore_2184879
Vattani e' console perche' suo padre era ambasciatore e ancora molto influente nell'ambiente della diplomazia italiana. Alla faccia della meritocrazia.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ora che Monti parla di meritocrazia con serietà, quando se ne è parlato fino ad ora con ipocrisia, riempiendosi la bocca di parole mentre i fatti continuavano come tutti sappiamo, vediamo cosa si farà e cosa cambierà!

Togliere i Pubblici Concorsi come suggerisce uno dei commentatori?
Hanno provato a fare anche questo al Policlinico Tor Vergata di recente avvio. Hanno dato incarico ad una società di selezione. Indenne da segnalazioni? Non ho prove dunque non posso che portare la semplice testimonianza che una persona laureata in Economia e Commercio, laurea magistrale, come viene chiamata ora per distinguerla dalle varie Lauree triennali, e con un notevole curriculum nella gestione del personale in Ditte Private, non è stata ritenuta idonea proprio per quel tipo di lavoro con l'inquadramento al V livello!! Per chi non fosse edotto sui livelli nel pubblico impiego, qualora si espleti il concorso pubblico per il V livello, è richiesto il solo diploma di maturità!

E' tutto così ovunque. Nei ministeri, nelle Università, negli Enti di Ricerca, in tutto ciò che riguarda lo Stato ci sono interi nuclei familiari!!
Persone dotate di titoli non riescono a bucare questa rete che ferma il merito e rende le Commissioni Concorsuali non al di sopra di ogni sospetto.

Molti anni fa uscì un articolo sul settimanale "Il Borghese", di cui conservo il ritaglio, in cui venivano riportati con nome e cognome i genitori ed i figli dei professori dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". Lo dette un suo amico ad un mio giovane collega, (peraltro di sinistra), il quale portò l'articolo in Università, lo fotocopiammo e lo diffondemmo. Nulla accadde. Solo qualcuno strappò l'articolo affisso in qualche pubblica bacheca...

D'altra parte il personale amministrativo non è indenne dal familismo rispetto ai professori: basta scorrere l'Annuario dell'Ateneo. Tolto qualche reale caso di omonimia del cognome, ci sono mariti, mogli, figli, nuore ecc. ecc..


Che ricetta pensa di adottare il Prof. Monti per evitare questa espropriazione del diritto di autodeterminarsi con le proprie capacità operata dalle manovre di chi, appartenendo ad una struttura statale o partecipata comunque con soldi statali, vuole piazzare i propri figli, mogli, amanti ed affini?


Anni fa facemmo ricorso per un concorso platealmente favorente una persona segnalata: il concorso fu annullato nella sola prova orale, sfacciatamente alterata, lasciando indenne lo scritto in cui la persona ricorrente si era classificata prima (lo scritto, soprattutto se è un tema a contenuto scientifico è difficile da occultare per favorire il segnalato). Non gioite amanti della Giustizia: il Concorso nella sola prova orale fu ripetuto dopo 2 (DUE) anni con LA STESSA COMMISSIONE CHE IL TAR AVEVA CENSURATO!! Secondo voi come si sono comportati i Commissari trascinati in un ricorso vinto da chi ora dovevano esaminare?
Questi meccanismi MURO DI GOMMA debbono essere riformati se si vuole far brillare il merito, altrimenti restano vane parole e tutto continua come prima, né si può gettare la croce addosso ai tassisti perché possono lasciare la licenza del taxi ai figli. Almeno per averla hanno pagato con i loro denari.... Vabbé che a volte anche per un posto di lavoro... si dice...denaro...regali...scambi di favori...chissà! Senza prove non si può dire!
Auguri a Monti che vuole riformare gli italici costumi! Spero tanto che ci riesca!

La bara Costa Concordia

DA: TGCOM24
"Comandante Schettino siamo con te" è il testo di uno striscione apparso nel settore ospiti dello stadio Artemio Franchi - Montepaschi Arena poco prima dell'inizio della partita di campionato di serie A tra Siena e Napoli e firmato club Napoli Meta (il paese d'origine del comandante Schettino).Foto 1

La partigianeria e la superficialità regnano sovrane nelle menti meno eccelse di questo Paese.
Anche se ci sono colpe della Società armatrice e della Guardia Costiera che permetteva l'una e tollerava l'altra questi pericolosi avvicinamenti alle coste di navi di grande stazza e relativo pescaggio, il Comandante Schettino era colui che ha comandato la manovra in manuale, come risulta dai verbali degli interrogatori degli ufficiali in servizio ed in plancia quella sera. Egli doveva sapere dove stava conducendo la nave e conoscere gli scogli "Le Scole" segnalati sulle carte nautiche e non ignoti.
Un Comandante ha la responsabilità della sua nave e, anche se la Costa Crociere, informata da lui dell'urto, ha temporeggiato, solo lui era sul posto e sapeva che 5 (cinque) compartimenti erano allagati quando la nave può resistere solo con 3 (tre)  reparti invasi dall'acqua. Dunque SOLO LUI poteva decidere il da farsi. Cosa lo ha frenato dal pensare solo ed esclusivamente ai passeggeri ed all'equipaggio a lui affidati? La risposta, qualsiasi essa sia, non giustifica il suo attendere "non si sa cosa" che ha provocato la vera tragedia. 
Aveva sfasciato la nave, aveva fatto una grande sciocchezza, ma non ci sarebbero stati morti se avesse fatto immediatamente quello che gli competeva e che lui, proprio per la sua preparazione ed esperienza, sapeva che doveva essere fatto subito data la situazione dell'acqua nella sala macchine.
Invece ha agito come se volesse rinviare irresponsabilmente le conseguenze di quello che aveva fatto. Paura? Panico? Paralisi mentale da shock? Asservimento ai dettati lontani dell'incaricato dell'armatore che non era sul posto e non era il primo responsabile della nave e degli esseri umani in essa trasportati?
Qualunque sia stato il motivo egli ha dimostrato di non saper essere un Uomo con la U maiuscola che, in un simile frangente, constatato l'errore, doveva agire subito per il rimedio dando i giusti comandi agli ufficiali.
Le voci che si levano, irresponsabilmente, in sua difesa non tengono conto che lo scoglio era lì, segnalato e lui doveva saperlo.
Ciascuno si identifica con chi gli somiglia e questa gente che difende in modo plateale un altrettanto plateale e non scusabile errore, con conseguente comportamento successivo che va contro l' obbligo di un Capitano, sancito dal Codice di Navigazione, di essere l'ultimo a lasciare la nave, è gente diffusa nella nostra società: gente che nel profondo non ha molta fiducia in sé stessa e teme di incorrere nell'errore, cosa che può accadere a chiunque, anche se in misura diversa qualora si mettano in atto tutte le provvidenze perché l'errore non accada, e che non vuole pagare per le proprie debolezze, non ne vuole rispondere, preferendo vivere in una superficiale irresponsabilità perché rende più facile l'esistenza.
 CARTA NAUTICA
Le scole: ecco gli scogli sulle carte nautiche
Cerchiati di rosso gli scogli di fronte al porto dell'isola del Giglio: proprio qui, secondo alcune testimonianze, la nave Costa Concordia avrebbe urtato il fondale.  Il comandante ha dichiarato che la roccia non era segnalata nelle carte nautiche. (Da: La Repubblica - Firenze)
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Intanto la bella e costosa nave, abbandonata su un fianco, racchiude in sé probabilmente i corpi di chi non si trova più. Il mare quasi sempre è pietoso e restituisce i cadaveri... Ma forse essi sono racchiusi nella nave, dove muretti e balaustre possono agire da fermi dei corpi impedendone il trascinamento a mare. 
Così la nave del lusso si è trasformata in una bara: mentre il turismo dell'orrido si fa fotografare con la sua pietosa immagine sullo sfondo.
In fondo tutto cambia ma l'uomo no: è rimasto quello che andava al Circo Massimo a vedere i gladiatori uccidersi fra loro o  ad essere sbranati dalle belve. 



Dayana l'unica bambina che non si è salvata. Sandro Cinquini, direttore sanitario della Costa Concordia, riferisce in varie interviste video che il padre della piccola correva da una parte all'altra trascinando con sé la bambina, perché era molto preoccupato di  poter portare con sé i farmaci che gli occorrevano, dato che era un trapiantato e temeva che al Giglio non avrebbe potuto reperirli la mattina dopo. Della "scienza del poi son piene le fosse", recita un antico detto, ma avrebbe potuto affidare la bimba a qualcuno che l'avrebbe messa su di una scialuppa come gli altri bambini che si sono salvati tutti, e lui continuare a correre per la nave nel tentativo di recuperare i suoi farmaci; preoccupazione inutile, perché appena sceso a terra elicotteri del soccorso l'avrebbero trasferito in ospedale dove avrebbero avuto sicuramente i farmaci che gli occorrevano. 

domenica 22 gennaio 2012

Politica locale: IdV divisa e non solo qui.

da: Il Mamilio - Giornale locale dei Castelli Romani


20/1/2012 - GROTTAFERRATA
Il reintegrato assessore: "La politica non può superare la legge". Il problema resta tutto interno alla coalizione di centrosinistra: ed è una brutta grana
Il Tar riconsegna a Mevi l'Urbanistica
Il Tribunale amministrativo regionale accoglie il ricorso contro il ritiro delle delega dello scorso settembre
a cura della redazione politica
GROTTAFERRATA (20/01/12 – ore 10,55) – Terremoto a palazzo Consoli. Con sentenza breve numero 00642/2012 la sezione Seconda ter del Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Filippo Mevi (Idv), ex assessore all’Urbanistica di Grottaferrata contro il ritiro delle deleghe formalizzate lo scorso 8 settembre 2012.
Lo stesso Mevi, dunque, formalmente deve essere riammesso nella Giunta guidata dal sindaco Gabriele Mori In questi mesi, come noto, la delega all'Urbanistica (forse anche in attesa della sentenza del Tar) non era stata ancora riassegnata e tutto lasciava comunque credere che le intenzioni del sindaco fossero quelle di concederla all'"altra Italia dei Valori", quella che fa riferimento a Mauro Tomboletti.

Il Tar motiva la sentenza in questo modo. “Considerato che il ricorso si rivela fondato in quanto, sebbene la motivazione del provvedimento sindacale di revoca dell'incarico di assessore può legittimamente basarsi su ampie valutazioni di opportunità politico amministrative, rimesse in via esclusiva al sindaco (cfr Cons. St., sez. V, 27 aprile 2010 , n. 2357), nel caso di specie, tale valutazionenon corrisponde a particolari esigenze di maggiore operosità e di efficienza di specifici settori dell'Amministrazione locale nel senso che non risulta che la partecipazione alla Giunta del ricorrente abbia determinato o rischi di determinare inefficienze tali da giustificare l’immediata revoca;
- che l’unica motivazione della revoca riguarda, invero, una sola dichiarazione alla stampa resa dal ricorrente nell’esercizio della propria libertà di espressione che non risulta avere un diretto impatto sulla gestione del settore di responsabilità a questi assegnato nell’ambito della Giunta;
- che anche i “mutati equilibri politici” non risultano chiariti nel provvedimento impugnato in modo tale da giustificare la revoca dell’incarico di assessore;
- che il ricorso va, quindi, accolto con conseguente annullamento dell’atto impugnato;
- che le spese seguono la soccombenza nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Condanna il Comune resistente al pagamento in favore del ricorrente delle spese di giudizio che si liquidano in euro 500,00 oltre IVA".

Secco il commento dello stesso Mevi, che da mesi sta lottando contro il provvedimento di Mori. “Voglio solo lavorare per il bene comune della cittadinanza, questo è il mio unico scopo. La politica non può superare la legge e questo adesso è dimostrato”.
La palla torna nelle mani del sindaco e del Comune: se sul piano amministrativo la strada è quella di un ricorso al Consiglio di Statoper impugnare la sentenza breve del Tar, appare evidente che il problema sia al momento più politico. Una brutta tegola per il primo cittadino che arriva proprio quando Mori aveva ormai rasserenato tutti gli equilibri di maggioranza e quando, soprattutto, il centrosinistra si avviava nel percorso di approvazione del nuovo Piano regolatore.


venerdì 20 gennaio 2012

Trenitalia: terza puntata della "favola kafkiana"

L'ostinazione della sottoscritta, che pretende "l'assurdità" che i regolamenti e le leggi vengano rispettate, non soltanto a senso unico, ma anche dagli Apparati dello Stato (comunque partecipati dallo stesso) nei confronti del CITTADINO, troppo spesso trattato come SUDDITO, ha portato alla sottoriportata corrispondenza qui pubblicata in originale, in cui un impiegato della Direzione Regionale Lazio comunica che dal 28 settembre 2011 hanno trasmesso per competenza la richiesta di rimborso alla  Direzione Regionale Toscana.
Per chi volesse ripassarsi la Brutta Favola Kafkiana di questa storia, troppo simile a tante altre, i passaggi precedenti sono riassunti nel mio post del 04/01/2012 "Monoliti Italiani: TRENITALIA" ed in quello del 06/11/2011 FF.SS.
La corrispondenza è in sequenza dall'ultima e-mail alle precedenti:


10 gennaio 2012 h.14:23
Gent.mo Sig. Corini,
La ringrazio sentitamente per il chiarimento, che è stato più che esaustivo, in quanto pensavamo in buona fede che la competenza regionale fosse del Lazio.
Sperando ora in una soluzione del problema, La saluto cordialmente.
Rita Coltellese in Natali
----- Original Message -----
From: CORINI LUIGI
Sent: Tuesday, January 10, 2012 12:36 PM
Subject: R: richiesta di rimborso di Natali Giuliano

Gentile signora,
la mia mail si riferiva alla domanda di rimborso da lei inoltrata a Trenitalia riguardante il  biglietto on-line acquistato  da suo marito, il professor Giuliano Natali,  il  06 settembre 2011 per il treno 2340, Roma-Pisa, che è un convoglio di pertinenza della direzione regionale Toscana.
Sperando di essere stato esaustivo, la saluto cordialmente.
Luigi Corini




Da: Rita.Coltellese@gmail.com [mailto:rita.coltellese@gmail.com]
Inviato: martedì 10 gennaio 2012 12.14
A: CORINI LUIGI
Oggetto: Re: richiesta di rimborso di Natali Giuliano

Gentile Sig. Corini,

Lei forse si riferisce alla richiesta di rimborso a Trenitalia?
Perché dalla Sua e-mail non si capisce assolutamente quale è la struttura da cui e per cui Lei scrive.
Ancora meno capisco cosa c'entri la Regione Toscana!
Mio marito, Prof. Giuliano Natali,ha chiesto il rimborso di un biglietto pagato per un treno regionale che doveva portarlo da Roma a Civitavecchia e che fu soppresso per sciopero, dunque la richiesta di rimborso è stata regolarmente indirizzata alla Direzione Regionale Lazio. 
Vuole essere così gentile da spiegarmi il senso della Sua missiva?
Intanto la saluto cordialmente.

Rita Coltellese in Natali 
----- Original Message -----
From: CORINI LUIGI
Sent: Tuesday, January 10, 2012 12:00 PM
Subject: richiesta di rimborso di Natali Giuliano

Al fine di dare seguito alla richiesta di rimborso da Lei inoltrata, in data 28 settembre 2011 abbiamo trasmesso l’incartamento alla direzione regionale Toscana, Viale Spartaco Lavagnini,58 – 50129 Firenze, struttura competente per la definizione della pratica.  
Cordiali saluti.
Luigi Corini
!!!!!!!!!!!!

 LO STATO ESIGE IL SUO CREDITO.......MA NON RESTITUISCE L'INDEBITO INCASSO

mercoledì 18 gennaio 2012

La tragedia della Costa Concordia

Nave Costa: studio e pratica per fare il comandante

La lunga carriera di Schettino.Costa,aveva requisiti e idoneita'

17 gennaio 2012La nave da Crociera Costa Fascinosa 
Una nave da Crociera Costa

(ANSA) - GENOVA, 17 GEN - Una vita per il mare. Fino al drammatico incidente di venerdì scorso, quella di Francesco Schettino, il comandante della nave Concordia incagliata all'isola del Giglio, è stata una carriera tutta in ascesa. Dai banchi dello storico istituto nautico Bixio di Piano di Sorrento alle navi della Costa, la compagnia numero uno in Europa che nel 2006 gli ha affidato i galloni da comandante. "Schettino aveva tutti i requisiti per assumere il comando di una nave delle dimensioni della Concordia", ha ricordato il numero uno della compagnia, Pierluigi Foschi.
"Come tutti i nostri comandanti - ha sottolineato - ha ricevuto tutti gli addestramenti obbligatori, a cui vanno aggiunti quelli spontanei che Costa fa per tenere alto il livello dell'azienda e, in particolare, della sicurezza". Tutti i comandanti della compagnia sono infatti sottoposti a visite mediche biennali, per verificare l'idoneità psico-fisica al lavoro, e a continui aggiornamenti. Corsi "documentati", come ha tenuto a precisare lo stesso Foschi. Che ha ammesso "l'errore umano" di Schettino, ma ha comunque voluto tenere alto il nome dell'azienda dall'immagine tutt'altro che lusinghiera del suo comandante.
Dalle testimonianze raccolte tra l'equipaggio e i passeggeri della Concordia, così come dalle conversazioni telefoniche con la guardia costiera, sembra difficile associare Schettino al rigore e alla disciplina necessarie secondo gli esperti per andare in mare. Valori insegnati sin dalle scuole superiori, che per chi vuole navigare deve essere l'istituto nautico o, in alternativa, la laurea triennale in Scienze nautiche. Dal 2007, con la riforma dell'ordinamento legislativo, l'aspirante comandante può anche avere frequentato una qualsiasi altra scuola superiore, a patto che poi si sottoponga presso i centri riconosciuti a livello nazionale a 500 ore di formazione sulle materie del mare. Dalla navigazione al meteo passando per la matematica e la cosiddetta 'Stm', ovvero 'Sicurezza-Teoria-Manovra'. Soltanto a questo punto si passa alla pratica, con la nomina ad allievo ufficiale dopo la quale si trascorrono 12 mesi su navi da 500 tonnellate. L'esperienza dà diritto ad accedere all'esame per diventare primo ufficiale di coperta su navi superiori alle 3 mila tonnellate. Altri 24 mesi, un nuovo esame, e si ottengono così tutte le abilitazioni. A quel punto spetta all'armatore decidere se un ufficiale ha le doti per essere anche un comandante. (ANSA).

!!!!!!!!!!!!

Da: Repubblica.it

Quell'inchino a Procida
celebrato dalla compagnia

A fine agosto del 2010, ai comandi della Costa Concordia c'era Schettino. E il blog dell'azienda...


di PIER LUIGI PISA

L'inchino al Giglio non è stato, purtroppo, l'unico omaggio di Francesco Schettino nei confronti di un'isola. Il comandante aveva già mostrato un pericoloso debole, in passato, per Procida. E' il 30 agosto 2010 e Schettino, sempre al timone della Concordia, sta per arrivare a Napoli, tappa di una crociera di sette giorni chiamata "Profumo di Mediterraneo". Prima, però, il saluto a Procida: la grande nave si avvicina all'isola, lancia tre fischi di sirena ed effettua una piccola sosta per ricevere l'abbraccio dei cittadini, avvicinatisi a bordo di motoscafi e pescherecci. La costa è vicinissima. Punta Pizzaco e il borgo della Corricella si distinguono nitidamente dagli oblò e dai ponti dell'imbarcazione. L'isola è a portata di foto per i passeggeri e gli isolani, a loro volta, non perdono occasione per fotografare la spettacolare città galleggiante. Situazioni identiche - o molto simili - si verificano con una certa frequenza nei nostri mari. L'Ais, un sistema internazionale che tiene d'occhio il traffico marino 1, ha documentato come la Concordia esegua 52 "inchini" all'anno contravvenendo alle regole della navigazione

IL VIDEO 2

Il saluto a Procida dell'agosto 2010, tuttavia, è speciale. In questo caso infatti il clima di festa per l'incontro ravvicinato viene raccontato, con grande entusiasmo, addirittura sul blog ufficiale di Costa Crociere. La compagnia che negli ultimi giorni ha preso le distanze da Schettino, che ha dichiarato la sua manovra al Giglio "non autorizzata" e che, in seguito al disastro, si considera "parte lesa". "La Costa Concordia [...] il 30 agosto 2010 prima dell'arrivo a Napoli, previsto intorno alle 13.00, ha omaggiato con il suo saluto, e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l'isola di Procida. Tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento". 

E' questo quanto si legge su una pagina web che, oggi, sopravvive soltanto nella "cache" di Google, la grande memoria del motore di ricerca che permette di consultare siti non disponibili temporaneamente o rimossi dal server originale. Quel post del 26 settembre 2010, dal titolo "Costa Concordia festeggia davanti a Procida", sul blog ufficiale della compagnia infatti non c'è più. Forse è andato offline ben prima della tragedia del Giglio. Forse è stato rimosso opportunamente nelle ultime ore. Fatto sta che la scia della Concordia vicina a Procida, grazie alla Rete, è ancora ben visibile. "L'arrivo della nave è stato annunciato da 10 colpi di mortaio ai quali Costa Concordia ha risposto con 3 fischi di sirena, rituale di saluto" si legge ancora nel piccolo articolo di circa un anno e mezzo fa. E poi: "Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica trombette e vuvuzelas, a bordo di motoscafi, pescherecci, natanti di ogni genere". 

I colpi di mortaio, gli striscioni, le trombette: tutto, dunque, era stato organizzato. E tutto rientrava in quella che, stando ora anche al blog di Costa Crociere, sembra essere una vera e propria usanza. Lo conferma la dichiarazione di un primo ufficiale di coperta della Concordia - originario di Procida - riportata alla fine dell'articolo: "E' stata una festa, un atto d'amore e un omaggio alla tradizione marinara che procidani e sorrentini hanno nel Dna''. 

Cozzano palesemente, oggi, l'enfasi con cui il blog ufficiale di Costa Crociere celebrava il "saluto" a Procida (di cui esisterebbe su YouTube una video testimonianza) e le recenti parole dell'amministratore delegato della compagnia, Pierluigi Foschi, che nella conferenza stampa successiva al naufragio della Concordia è sembrato quasi all'oscuro del rito dell'inchino. Una sola volta, ha specificato Foschi, una nave Costa è transitata sotto costa davanti all'isola del Giglio. Era il 9 agosto 2011 e in quell'occasione la rotta era stata approvata sia dalla società sia dalla Capitaneria di Porto. Viene da chiedersi - rileggendo oggi quel documento "ufficiale" Costa sul monitor di un PC - in che modo e in che misura, invece, le compagnie avallassero una tradizione così azzardata.
(18 gennaio 2012
!!!!!!!!!!!!

Lo confesso, quando sabato 14 gennaio 2012 alle prime ore del mattino ho appreso che la nave da crociera era naufragata davanti all'Isola del Giglio, mi è venuto da ridere.
Questa immagine vacanziera del lusso, ormai alla portata di tutti come abbiamo visto, l'ho sempre trovata fatua e riporto a tal proposito un passo del mio libro "Normalità apparente":
"E le venne in mente quell'uomo ridicolo, con la sua affettata, presunta signorilità, che le diceva: 'Mi piace andare in crociera perché mi metto lo smoking e mi piace cenare col capitano.'
Lucia ricordò che aveva pensato che quell'uomo era un cretino con la sua sciocca fatuità: il capitano di una nave da crociera è pagato anche per questo, per intrattenere gli ospiti."
Ovviamente questo mio parere su questo tipo di vacanza è strettamente soggettivo; abbiamo visto, proprio in questa drammatica circostanza, che si accosta a questo tipo di vacanza anche gente che vuole semplicemente vivere un sogno di allegria e di pseudolusso, perché la vita non può essere solo lavoro e tristezze! E' una vacanza di evasione, anche se devi vivere per una settimana  in 4.000 persone concentrate su un bel condominio galleggiante.
Il riso, che ora mi appare in tutta la sua superficiale inconsapevolezza, era dovuto al fatto che la nave vacanziera era naufragata in un mare sicuro, vicino alla costa, ed aveva fatto tutto da sola... Nessuno l'aveva speronata, nessuno si era messo di traverso sul suo cammino... Il mare era relativamente calmo... Ed era appena partita nel suo sogno scintillante di divertimento, mentre in questo momento storico tanta gente disperata resta senza lavoro, con il cuore stretto dalla paura del futuro...
Era, effettivamente, una situazione paradossale e come tale passibile di suscitare il riso.
Ma, via via che sono venuti fuori i documenti di questa tragedia, il riso ha lasciato il posto allo sgomento, all'incredulità che quanto accaduto possa accadere.
Per questo ho riportato l'articolo dell'ANSA che illustra come si diventa comandante di una nave da crociera. Basta un diploma e poi tanta pratica e corsi sulle navi: il titolo te lo dà l'armatore, un privato dunque, non già un'Accademia Navale, che è ben altra cosa.
Anni fa scoprii che anche l'Alitalia dava il comando di aerei di linea a persone che avevano solo, magari, un diploma di geometra e che poi avevano preso un brevetto di volo... L'ho scoperto frequentando amicizie che svolgevano quella professione. 
Probabilmente non è questo il punto, tanto è vero che si parla da anni di voler togliere il valore legale del titolo di studio, contando più la capacità professionale, la quale però, certo non può prescindere da nozioni teoriche fondamentali per la professione che si vuole svolgere.
Ma qui il problema sembra essere un altro, a leggere il secondo articolo, quello pubblicato da La Repubblica.it: la superficialità dei comportamenti, e non solo del comandante ma anche della Costa Società armatrice.
La vacanza può essere allegramente fatua, ma sotto la vigile e severa responsabilità di chi conduce e controlla il mezzo su cui tale festa si svolge. Il capitano della nave dovrà anche fare il padrone di casa in smoking e farfallino, ma sempre con in mente tutta la conduzione tecnica dell'immensa nave.
Un comandante che, di fronte al disastro compiuto, dichiara pateticamente "quello scoglio sulle carte nautiche non c'era", non fa che aggravare il suo irreparabile errore, compiuto per superficiale consuetudine, a quanto pare tollerata dalla società armatrice... 
Per non parlare del fatto che, di fronte a quell'errore irreparabile, invece di correre subito a coordinare l'abbandono nave e ad avvisare la vicina Capitaneria di Porto, fatto che avrebbe evitato la tragedia nella tragedia, ha atteso troppo tempo, come se non volesse palesare ed ufficializzare che la nave ormai era perduta dato l'enorme squarcio... Come un bambino che cerca di nascondere agli adulti la rottura di un vaso prezioso... Non si spiega altrimenti questa criminale attesa che ha costretto parte dell'equipaggio ad iniziare ad evacuare la nave senza il suo comando, per questo si è parlato di ammutinamento... Insomma, si capisce il trauma per aver constatato il proprio enorme errore, ma nasconderlo non era possibile e da comandante responsabile doveva prendere su di sé l'obbligo di coordinare l'abbandono della nave. L'aver atteso ha comportato quello che abbiamo visto tutti: la difficoltà a calare le scialuppe su entrambi i fianchi della nave, data l'inclinazione ormai assunta dall'enorme natante, con le persone ormai prese dal terrore proprio per tale paurosa inclinazione...
Le voci che si alzano a difesa di quest'uomo e dei suoi ufficiali sono comunque facilmente contestabili, l'argomento che portano è che, rispetto al numero di persone che la nave imbarcava, i morti sono stati pochi. 
I morti sono stati pochi grazie al fatto che la nave era pericolosamente vicina all'isola e che si sono mossi i generosi marinai e pescatori isolani con le loro barche e la barca della Guardia di Finanza che era in zona ed hanno salvato tanti naufraghi ... altrimenti sarebbero stati molti di più! Mentre, se egli avesse dato subito ordini per l'abbandono nave, tutto si sarebbe svolto con maggiore calma, le scialuppe si potevano calare con maggiore facilità, dato che l'inclinazione era ancora non accentuata, e il coordinamento avrebbe dato il tempo di indossare a tutti i giubbotti di salvataggio che, invece, sono rimasti nelle cabine e alla fine non sono bastati per tutti.

martedì 17 gennaio 2012

Sofri e gli altri liberi e vivi... Calabresi morto.

Da: La Repubblica.it

Adriano Sofri torna a essere un uomo libero
Ha scontato la pena per l'omicidio Calabresi

Luca Sofri - figlio di Adriano                           Adriano Sofri

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Il Commissario Calabresi, invece, è stato "spento" tanto tempo fa. Ha smesso di esistere, di vedere nascere il figlio che sua moglie portava in pancia, di vedere crescere gli altri due figli e amare sua moglie.
La moglie di Leonardo Marino chiamava Sofri "Il Piccolo Principe".
Marino era operaio alla Fiat, avvelenato dalla demagogia che spinge l'operaio contro il padrone... L'intellettuale Sofri lo trattava alla pari e questo lo gratificava... Poi, quando si è ritrovato in mezzo alla strada, al freddo, a vendere frittelle, ha capito. Sofri era sempre nel suo casale sulle colline toscane, circondato da amici noti e importanti, lui invece aveva perso tutto: il posto alla Fiat, lo stipendio sicuro e i contributi per la pensione e la mutua. Al freddo, in silenzio, aspettando gli sparuti clienti, ha capito. Ha capito che come operaio almeno aveva una dignità. Ha capito che l'intellettuale di sinistra, a cui non manca mai l'amico che lo fa scrivere sull'importante giornale, era sempre a galla dopo l'ubriacatura della violenza gridata ed incitata... mentre lui, l'operaio manipolato, illuso, era in mezzo alla strada.
Allora ha parlato.
I signori che gridavano fascista anche a chi non lo era neppure un po', (bastava solo non essere come loro), hanno preso la via della fuga e Sofri, orgoglioso, è rimasto. Ha potuto godere del giudizio di otto diversi processi che hanno acclarato la sua colpevolezza e quella degli altri correi. Ha potuto godere di un carcere che tanti carcerati per reati minori se lo sognano: ha potuto stare a casa sua...
Ora è definitivamente fuori. Calabresi no, non potrà uscire dalla tomba. 
Commissario Luigi Calabresi francobollo commemorativo 
Copertina del libro del figlio di Luigi Calabresi Mario
Nell'immagine la famiglia del Commissario assassinato con l'ultimo nato che non ha mai potuto conoscere il padre

domenica 15 gennaio 2012

Un appello: lo stesso dell'8 dicembre 2011

http://www.petizionionline.it/petizioni/categoria-scuola-ed-educazione-14

APPELLO IN DIFESA DEGLI INSERIMENTI SCOLASTICI DEGLI ALUNNI DISABILI NELLA SCUOLA ITALIANA


L'Associazione Il Delphino, con sede in Toscana, che ha avuto l'iniziativa di cui ho parlato nel mio post dell'8 dicembre 2011, mi prega di informare chi legge questo blog che ora la petizione è on-line e sarà più facile dare la propria adesione.


Grazie a tutti.


Rita Coltellese

Purché qualcuno fermi Bashar Assad

Da: La Stampa.it
14/1/2012 - Convergenze con Washington e legami con i fondamentalisi
Il Qatar: "Truppe arabe in Siria per fermare la repressione"
L'Emirato di Doha si conferma in prima fila sulle crisi regionali, dall'Iran all'Afghanistan
L'Emiro del Qatar propone l'invio di truppe arabe per proteggere i civili siriani dalla repressione, ribadendo la volontà di Doha di recitare un ruolo di primo piano nelle maggiori crisi che segnano il mondo musulmano: dall'Afghanistan all'Iran.
Hamad bin Khalifa al-Thani sceglie un'intervista alla Cbs per compiere un passo teso ad accrescere la pressione su Damasco. "In una situazione del genere, al fine di porre fine alle uccisioni, bisognerebbe mandare delle truppe" afferma lo sceicco che guida l'Emirato di Doha, riferendosi alle circa 5000 vittime che, secondo l'Onu, si contano in Siria dall'inizio delle manifestazioni anti-regime in marzo. Il passo di Khalifa al-Thani coincide con l'assedio delle truppe siriane alla cittadina di Zabadani, controllata dall'opposizione vicino al confine libanese, e la possibile decisione della Lega Araba di aumentare di 40 unità i 165 osservatori in Siria. "La violenza infuria nonostante la presenza di osservatori" sottolinea lo sceicco di Doha, lasciando capire che il prossimo passo da parte della Lega Araba potrebbe essere l'invio di un contingente per proteggere i civili, in aperto segno di sfida al presidente Bashar Assad che ha promesso di usare il "pugno di ferro" contro le proteste.
La mossa siriana di Khalifa al-Thani segna una continuità con la decisione presa nel 2011 di partecipare all'operazione della Nato contro il regime di Gheddafi in Libia e coincide con il ruolo che il Qatar sta giocando su almeno altri due scenari regionali. A Doha infatti è in arrivo il premier cinese Wen Jiabao, impegnato in una missione che lo porterà anche in Arabia Saudita ed Emirati Arabi per trovare fonti di petrolio alternative all'Iran. E' stata l'amministrazione Obama a premere su Pechino per diminuire la dipendenza energetica da Teheran - pari al 17 per cento del proprio fabbisogno - al fine di partecipare alle pressioni contro il programma nucleare iraniano ed il fatto che Wen Jiabao abbia scelto Doha come prima tappa lascia intendere che le trattative petrolifere con il Qatar sono a buon punto. Se a ciò aggiungiamo che a Doha si trova il quartier generale delle forze Usa in Medio Oriente non è difficile comprendere perché Washington consideri il Qatar un alleato strategico nelle crescenti tensioni con Teheran sullo Stretto di Hormuz. Ma non è tutto perché Khalifa al-Thani ha messo lo zampino anche sullo scacchiere afghano, consentendo ai taleban di aprire una rappresentanza diplomatica a Doha destinata a diventare protagonista dei negoziati con gli Stati Uniti sulla conclusione del conflitto. Il fatto che i taleban abbiano accettato il Qatar come sede dei negoziati si spiega con i forti legami che gli sceicchi dell'Emirato hanno con i gruppi islamici fondamentalisti. Non a caso quando Yusuf al-Qaradawi, il più noto leader religioso dei Fratelli Musulmani egiziani, andò a parlare ad un milione di fedeli Piazza Tahrir in febbraio, arrivò al Cairo con un volo da Doha così come il Qatar negli ultimi anni è divenuto uno dei maggori finanziatori di moschee e gruppi islamici in Europa, dalla Francia alla Croazia. La sovrapposizione convergenze strategiche con Washington e legami con i gruppi fondamentalisti trasforma il Qatar in un rivale di fatto dell'Arabia Saudita, il gigante della regione.


di: Maurizio Molinari
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Solo il mondo musulmano può fermare la mano assassina di Assad senza rischi di un conflitto mondiale. L'Iran e chi lo appoggia non permetterebbe una intrusione dell'odiato mondo USA e dei suoi alleati negli affari del paese amico Siria. Ma non si può assistere senza sentirsi colpevoli al massacro di chi aspira alla giustizia ed alla libertà. Il mondo del popolo arabo, pur restando nella sua cultura, così diversa dalla ebraico-cristiana, si sta risvegliando e prendendo coscienza che i propri governanti lo opprimono e lo sfruttano vivendo, invece, nella opulenza e nella ricchezza sulle spalle di un popolo troppo povero.
Non si può assistere indifferenti al versamento di sangue in nome della libertà e della giustizia. Allo stesso tempo la cautela per non innescare la miccia di un conflitto più esteso deve essere presa in considerazione. Dunque non rimane che sperare nell'iniziativa dello stesso mondo arabo per fermare questa odiosa repressione.