domenica 10 febbraio 2013

Le cause giuste non hanno colore politico


FLI CELEBRA LA GIORNATA DEL RICORDO. ANDREA TITTI: "ONORE A CHI DIMENTICATO DALL'ITALIA NON HA MAI DIMENTICATO L'ITALIA".

Nella mattinata di Sabato 9 Febbraio una delegazione dei Circoli di Futuro e Libertà dei Castelli Romani, guidata dal candidato alla Camera dei Deputati alle prossime elezioni del 24 e 25 Febbraio Andrea Titti, unitamente ad una rappresentanza di Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, accompagnati dall'On. Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito la Giornata del Ricordo in onore dei martiri delle Foibe e degli Esuli, dopo aver deposto un mazzo di fiori innanzi alla pietra carsica nel quartiere giuliano di Roma, hanno visitato il Museo Fiumano della Capitale. Un gesto per celebrare la giornata del 10 Febbraio e tramandare la memoria di una pagina di storia celata per decenni all'Italia e tutt'oggi non del tutto accettata da parti della società.  "Auspico che tutte le scuole Italiane - dichiara Andrea Titti - a partire da quelle dei Castelli Romani, organizzino visite guidate a questo museo e parallelamente invitino nelle proprie aule i protagonisti di questa parte di storia del nostro popolo, per confrontarsi con i giovani attorno ad un modo di interpretare l'Italianità che non è intriso di nazionalismo ma di amore per la propria cultura e la propria identità. Dovremmo tutti prendere esempio dai nostri fratelli della Venezia Giulia e delle terre d'Istria e Dalmazia: gente dimenticata dall'Italia che non ha mai dimenticato l'Italia. Quel sangue versato per mano dei comunisti jugoslavi, con la silente connivenza delle classi dirigenti Italiane ed Europee del dopoguerra - continua Titti - va onorato come uno dei più alti esempi di sacrificio a difesa di quella cultura millenaria che è alla base della nostra Unità Nazionale. Essere qui - conclude il giovane candidato di Futuro e Libertà - accanto a Roberto Menia, colui che più di tutti ha dedicato la propria vita politica affinché queste genti fossero riconosciute dalla propria Patria è un'emozione ed un onore che mi rende personalmente orgoglioso".

Museo Archivio Storico di Fiume

Via Antonio Cippico, 10 - Roma

Tel. 06.59.23.485
BUS  703  707  761  763  772  775  779
Tutti i giorni, escluso il sabato e festivi dalle 15 alle 18.30.
Per esigenze particolari, possono essere concordati orari diversi, anche di sabato e festivi.
Ingresso libero


Disposto nella sala del piano inferiore su una superficie di 250 mq. ca. ruota intorno a un sacrario centrale a ricordo dei giuliano-dalmati caduti per la patria italiana. Iniziando con un’ampia panoramica documentale sull’esodo dalle terre adriatiche, procede con cimeli e documenti originali che illustrano ampiamente la storia fiumana dalle origini romane al secondo conflitto mondiale, gli aspetti urbanistici, monumentali, associativi, scolastici, amministrativi, religiosi e culturali della città di Fiume e del suo territorio ricollegabili all’identità di carattere italiano.
Al secondo piano vi è l’archivio biblioteca, su una superficie di 250 mq. ca., suddiviso in due settori: uno destinato a sala riunioni con mezzi audiovisivi offre 30 posti a sedere e ospita un’ampia panoramica d’opere realizzate da artisti fiumani dal 1700 ai giorni nostri, nell’altro sono disposte postazioni informatiche, l’ufficio amministrativo della società e del museo. L’archivio dispone d’oltre 40.000 documenti e di alcuni fondi particolarmente importanti: Riccardo Zanella, Antonio Grossich, Riccardo Gigante, Gabriele D’Annunzio, Icilio Bacci, Andrea Ossoinack, Maria Vitali, Giovanni Giurati, Oscar Sinigaglia, Armando Odenigo, Michele Maylender ed altri; la biblioteca conta oltre 5000 volumi, un’ampia emeroteca fiumana e adriatica, un fondo filatelico, uno fotografico e uno cartografico.

Ultimo tentativo


Mi scuso per il video malfatto con il mio vecchio cellulare e con la mia assoluta inabilità a fare la ripresa, ma quello che conta è il documento. Questo video documenta che ieri pomeriggio sono andata a conoscere chi vorrò votare in carne ed ossa del Movimento 5 Stelle.
Chi ha la pazienza, o la curiosità, o l'interesse di leggermi sa come la penso sulla nostra situazione politica, sa delle mie delusioni, sa perché ho deciso di votare il Movimento di Beppe Grillo.
Dirò una frase melodrammatica: "Chi me lo avesse detto!"
Ma o così o non vado a votare!
Oggi ho visto cose già viste quando andavo alle riunioni del partito creato e distrutto da Antonio Di Pietro: atteggiamenti, imbarazzi, promesse, tanto fervore, gente che ci crede... e.... addirittura ho incontrato una ex attivista di Italia dei Valori, una dei tanti naufraghi, piccoli, medi e grossi, dell'affondamento che Di Pietro ha fatto del suo partito. Invece che tesserata, mi ha spiegato, "è certificata". Insomma lì gli iscritti si chiamano così. 
Davide Barillari mi è sembrato il più preparato, il resto dà l'impressione dell'improvvisazione.
Ma darò al Movimento il mio voto e staremo a vedere cosa succederà.
Di certo se riuscissero a realizzare realmente solo alcune delle cose che si prefiggono, sarebbe già un successo.
Sarebbe un cambiamento epocale della nostra società.
Ma so che si scontreranno contro i ricorsi per incostituzionalità quando andranno a proporre leggi che vogliono tagliare i privilegi del marciume fin qui al potere.
Sarebbe tanto se riuscissero a recuperare i soldi del truffaldino e antireferendario "Rimborso elettorale": lì potrebbero riuscire a ripristinare la legalità, dato che c'è un risultato referendario inequivocabile dietro le nostre spalle.


sabato 9 febbraio 2013

Roberta Ragusa indagini

Dal blog: Cervelliamo
Attorno a mezzanotte, il marito di Roberta, ha detto di essere andato a dormire e di averla lasciata in cucina mentre preparava la lista della spesa per il giorno successivo.
Quando alle 6.45 del mattino è suonata la sveglia, si è accorto che la moglie non era neppure andata a letto accanto a lui.
Ha dato l'allarme solo alle 13.30 ma per tre giorni, anzichè far scattare un piano di ricerche, si è deciso di aspettare l'avvistamento di una donna in stato confusionale.
Roberta Ragusa non è stata cercata perchè il marito aveva raccontato ai carabinieri che alcuni giorni prima uno scatolone le era caduto in testa e le aveva provocato vuoti di memoria e momenti di assenza.
Qualunque siano le ipotesi dopo un anno di indagini a vuoto, quei tre giorni di attesa sono stati un ritardo enorme.
Se qualcosa si poteva fare per ritrovare Roberta Ragusa era proprio in quelle ore, ma non è stato l'unico buco nelle indagini.
La casa di Ragusa è stata perquisita e analizzata dai carabinieri del Ris solo il 29 febbraio, un mese e mezzo dopo la scomparsa.
Quando il Pm ha iscritto il marito sul registro degli indagati, ipotizzando l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere.
Nel frattempo infatti si era scoperto che lui da sette anni aveva una giovane amante, e che il giorno dopo i due amanti avevano distrutto i cellulari che usavano per chiamarsi.
Se qualcuno avesse voluto far sparire qualcosa di compromettente o cancellare tracce e indizi, aveva avuto a disposizione 45 giorni.
Il giallo della scomparsa di Roberta Ragusa è racchiuso dalla mezzanotte del 13 gennaio, alle 5.40 del mattino dopo, l'ora in cui un cacciatore si è fermato davanti alla casa e ha raccontato di non aver visto nessuno e di non aver visto luci accese.
Il dramma evidentemente si era già compiuto.
Da un anno ci sono domande senza risposta, solo ipotesi ma nessun indizio.

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Questo è il decimo post che dedico a questa sfortunata donna e penso ai suoi due figli, alle loro vite innocenti rovinate dalla mano malvagia ed assassina che non ha pensato al tremendo male che ne sarebbe loro derivato. Spero che tutto questo dolore, l'inevitabile incertezza, la distanza o la pietà che sentiranno nella gente intorno a loro, non corrompa anche le loro fragili animucce in formazione. Quali pensieri, quali dubbi affrontati o rimossi scuotono le loro coscienze, quali paure, quali timori? Da madre e da nonna me lo chiedo con dolorosa partecipazione.
Quanto all'inchiesta penso che un tempo non esisteva la prova del DNA ma ci si basava sul movente e sugli indizi che, se tanti e concordanti, avevano valore di prova.
La Giustizia deve fare del tutto per condannare l'assassino o gli assassini anche senza il cadavere. E' già successo: hanno condannato anche senza il ritrovamento del corpo della vittima.
Non si può andare oltre ogni pragmatica logica di fronte ad una sparizione nel nulla dalla propria abitazione in una gelida notte di gennaio così, senza nulla portato con sé: i fatti parlano da soli con il semplice buonsenso. Non si può dare il messaggio che basta far sparire il corpo e la si fa franca. Sarebbe devastante.
Hanno prove maggiori di quelle riportate nell'articolo sopra riprodotto, ma forse non sono sufficienti per gli inquirenti per un sicuro successo dibattimentale: anche se forse per un rinvio a giudizio sì. Il Procuratore chiederà, sembra, un prolungamento delle indagini per altri 6 mesi. 
Di certo hanno messo cimici ovunque per cogliere chi sa in fallo: ma altrettanto certo è che si tratta di gente fredda e controllata che sa di essere intercettata e in fallo, probabilmente, non ci cade.      



CarabinieriRicerche del corpo


venerdì 8 febbraio 2013

Cultura negata


Da: La Repubblica.it

Università, la fuga dei meno abbienti
non si iscrivono da tecnici e professionali

Il calo delle iscrizioni fotografato dal Cun non tocca per nulla i diplomati nei licei classici o scientifici (che aumentano). Restano fuori una parte consistente degli istituti che ospitano la maggioranza degli studenti italiani 

di SALVO INTRAVAIA

Il calo degli immatricolati all'università colpisce quasi esclusivamente le classi meno abbienti. Qualche giorno fa, il Consiglio universitario nazionale - il "parlamento" del sistema universitario italiano  -  ha denunciato la fuga di iscritti che in appena otto anni ha colpito le università. Dal 2003/2004 al 2011/2012, cioè in meno di un decennio, il contatore ha fatto registrare un preoccupante meno 17 per cento netto in termini di immatricolazioni. Il Cun, appoggiandosi ai dati forniti dal Cineca, si è accorto che in due quadrienni le immatricolazioni ai corsi triennali e a ciclo unico sono passate da 338mila a 280mila, con un saldo negativo di ben 58mila immatricolazioni.

Il calo di new entry all'università si verifica in un momento di particolare difficoltà delle economie europee, e soprattutto di quella italiana, che secondo la Commissione europea può essere superata soltanto puntando sull'innovazione. E per farlo occorrono più e non meno laureati. Ma come spesso avviene la media in statistica descrive fenomeni complessivi ed è come i polli di Trilussa: a chi troppo e a chi niente. Basta quindi approfondire l'analisi per avere qualche elemento in più di valutazione. Passando infatti ai diplomi in possesso dei nuovi adepti all'università si può vedere come il 17 per cento di calo delle immatricolazioni sia stato quasi esclusivamente a carico degli strati sociali meno abbienti.

Confermando una volta ancora che in Italia l'ascensore sociale è ormai fermo da tempo. Se infatti il calo di immatricolazioni avesse colpito equamente tutti avremmo avuto meno immatricolati fra i diplomati di tutti gli indirizzi. Ma così non è stato. Dal 2003/2004 al 2011/2012, gli immatricolati all'università in possesso di un diploma di maturità liceale (classica o scientifica), anziché diminuire, sono aumentati dell'8 per cento. Mentre sono crollate le immatricolazioni di coloro che erano in possesso di un diploma tecnico o professionale: meno 44 per cento per i primi e meno 37 per cento per i secondi. E in Italia, si sa, gli istituti tecnici e professionali sono frequentati proprio dai figli delle famiglie meno abbienti. 


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Penso che è un dato gravissimo: vuol dire che si impedisce alle intelligenze di crescere socialmente relegandole ad un discrimine economico. Già, come più volte ho scritto su questo blog, c'è la sbarra delle raccomandazioni che tagliano le gambe al merito, ma il dato economico rende l'ingiustizia sociale ancora più grave.
Debbo riconoscere, comunque, che da sempre chi consegue una maturità liceale non ha strumenti per applicare quel tipo di preparazione ad un qualsivoglia lavoro, mentre un geometra, un ragioniere, un perito tecnico od aziendale qualche applicativo lo ha. Quindi per il liceale la scelta universitaria è quasi una scelta obbligata, una ricerca di un indirizzo che si possa applicare ad una funzione lavorativa. Mentre il geometra e il ragioniere possono già avere uno strumento in mano... sempre se il lavoro c'è.

Uomini di buona volontà


Da: Quotidiano.Net

Sicilia, Battiato choc: "Niente soldi in cassa Hanno rubato tutto..."

L'assessore della giunta Crocetta:
"Tagliare i rami secchi"

La denuncia del neo-assessore Battiato: “Nelle casse del Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto. Crocetta sarà costretto a cercare fondi europei per ottenere almeno un minimo"
Franco Battiato (Ansa)
Franco Battiato (Ansa)

Palermo, 7 febbraio 2013 - “Nelle casse del Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto”. Cosi’ l’assessore regionale al Turismo, Franco Battiato, incontrando la stampa a Palazzo d’Orleans. L’artista prestato al governo Crocetta è tornato sulle polemiche dei giorni scorsi per la lontananza dalla Sicilia.

"Se anche non avessi questo tour, che mi serve per promuovere la nostra cultura nel mondo -ha affermato Battiato - non c’è un euro nelle casse dell’assessorato e non si piò lavorare. Questo è un punto che non si può cambiare e Crocetta sarà costretto a cercare fondi europei per ottenere almeno un minimo”.
CANCELLAZIONI - Una situazione drammatica quella delineata dall’assessore al Turismo Franco Battiato sullo stato delle casse dell’assessorato che porterà inevitabilmente alla sospensione di alcuni iniziative già programmate in precedenza, come il Circuito del Mito e Grandi Eventi.
“Proprio i grandi eventi - ha detto con amarezza Battiato - dovrete scordarveli. Fortunatamente siamo sovrastati  da proposte, poco costose, ma significative da un punto di vista artistico”. Il dirigente dell’Assessorato al Turismo Alessandro Rais, ha sottolineato come sull’uso dei fondi sono state rilevate diverse criticità. “Oltre alle indagini già avviate dalla magistratura -ha chiarito- abbiamo avviato delle ricognizioni interne per comprendere meglio le procedure. La situazione, imputabile alla gestione precendente, è risultata non compatibile con la normativa europea, provocando la decertificazione da parte del’Europa”.
Per questo motivo Battiato, in una lettera indirizzata al presidente Crocetta e all’assessore all’Economia Bianchi ha evidenziato l’urgenza di un “taglio dei rami secchi” e anche per avviare le procedure liquidazione di CineSicilia “per spese poco produttive”.
LA POLEMICA - “Io assente in assessorato? Hanno detto delle palle, è tipico della politica odierna”. A dirlo l’assessore regionale al Turismo, l’artista Franco Battiato, parlando con i giornalisti replica a chi lo aveva accusato di stare troppo lontano dalla Sicilia a causa dei suoi impegni di musicista.
PENTIMENTI - "Io pentito di fare l’assessore? No, sono qui per la mia terra: per dare e non per depredare". ha poi detto Battiato rispondendo ai cronisti.
!!!!!!!!!!!!!!!

Da nord a sud non c'è luogo dove non sia stato perpetrato il sacco del denaro pubblico: opere costose lasciate a metà e mai utilizzate lasciate all'abbandono ed al degrado, opere costate il triplo per farci uscire le mazzette che gli imprenditori sono stati costretti a pagare ai politici per poter ottenere la commessa, sperperi di ogni risma e genere hanno prosciugato le casse di comuni, provincie, regioni...
In compenso un assordante e ripetitivo ciarlare dei politici su: contenimento della spesa, bando agli sprechi, correttezza delle procedure...
Mai come negli ultimi decenni ci sono stati tanti comuni commissariati, tante casse prosciugate!
La dissennatezza dei politici poi risolve tutto chiedendo altri soldi a chi già paga.
Dal caso che riporto della Regione Sicilia e nella franchezza di un artista sensibile come Battiato impegnato in politica, si può capire perché pochi siciliani sono andati a votare.
Ma è lo stesso nel resto d'Italia.
In Lombardia, l'ho già scritto, hanno una possibilità: il figlio di un eroe civile, AMBROSOLI, un giovane uomo cresciuto con Veri Valori, spero che i lombardi non se lo lascino sfuggire e che non passi lo "scopino" leghista che ha ancora molto da ramazzare, quindi un'occupazione già ce l'ha.
Quanto al suggerimento di Battiato di ricorrere ai fondi europei direi che BISOGNA farlo, almeno ci rientra qualcosa di tutto il fiume di denaro che versiamo nelle casse di questa Europa degli egoismi.
Quello che posso dire è che i programmi per accedere a tali fondi, almeno per l'ingegno dei privati, sono fumosi e sembrano fatti per chi non sa fare niente. Rinaldi, deputato europeo di Italia dei Valori che io votai, mi manda puntualmente questi bandi a cui solo chi si inventa qualcosa di vuoto, pretestuoso, inutile e cervellotico potrà accedere. Mi chiedo da chi vengono decisi questi programmi, da quali menti vuote di cultura scientifica, autenticamente innovativa e che colga la VERA utilità per la società, tanto sono per fini che sembrano scatole vuote o che non possono dare che frutti momentanei.

I "Diritti acquisiti", violati per il popolo, possono essere CAMBIATI anche per la CASTA

Da: RAI News24.it
Roma, 08-02-2013
Quasi tutti i leader promettono di abbassare le tasse in caso di vittoria elettorale, ma è Beppe Grillo quello più credibile secondo il 41% degli italiani. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre.

Circa un italiano su tre (34%) crede che Bersani manterrà fede alla promessa
di alleggerire la pressione fiscale; al terzo posto Antonio Ingroia, il più credibile in tema di abbassamento delle tasse per il 27% degli intervistati. A seguire Berlusconi, con il 26%, e Monti, con il 23%. Chiudono la classifica Maroni e Tremonti, entrambi al 20%.
Grillo: faremo il botto
"E' solo questione di tempo: se non facciamo il botto subito, lo facciamo in autunno. Restando cosi' la situazione, torniamo alle urne fra sei mesi", assicura Beppe Grillo, che in un'intervista al Secolo XIX annuncia di voler "mettere i politici a dieta" per aiutare le piccole imprese. "Lo abbiamo gia' fatto in Sicilia - dice il leader del Movimento 5 Stelle - dove i 15 deputati dell'M5S si sono decurtati lo stipendio del 70% e con la parte restituita finanziano la piccolissima impresa siciliana".

Quanto alla possibile reazione della mafia, "la crisi ha cancellato il voto di scambio. Ti danno il lavoro, ma lo stipendio devi mettercelo tu".

Cosa fare
Sulle prime cose da fare, nel programma dell'M5S "abbiamo 20 punti tra cui il reddito di cittadinanza, la pensione massima a 5mila euro lordi, una sola rete televisiva di Stato senza pubblicità e senza partiti, l'obbligo del Parlamento di discutere le leggi popolari, l'introduzione dei referendum propositivi senza quorum", spiega Grillo, che sulla fiscalità ha gli economisti genovesi Uckmar e Marongiu che stanno ultimando una serie di proposte.

I soldi per rilanciare il Paese non verranno solo dalle grandi opere, ma "anche dai 3 miliardi dei rimborsi elettorali, dal miliardo dei contributi pubblici all'editoria, dai vitalizi,
dai doppi incarichi, dai 98 miliardi di evasione delle slot machine, dai 2,2 miliardi della Tav", dichiara Grillo. In merito all'evasione, "non credo c'entrino i piccoli
imprenditori, io guarderei di piu' alle banche e ai partiti", afferma Grillo.

Mps e il Pd
"Il Pd poteva far cadere il governo Berlusconi sullo scudo fiscale e ha disertato l'aula. Poi succede lo scandalo Monte Paschi e capisci che ci sono dentro fino al collo". Quello di Mps "è il più grande scandalo finanziario della storia della Repubblica", prosegue il leader dell'M5S, che chiede "una commissione d'inchiesta che indaghi sui vertici
del Pd, sia toscano sia nazionale, dal 1995 ad oggi, e che indaghi sui controllori, Banca d'Italia e Consob".


Di Pietro,Grillo?Stima reciproca

Non ci sentiamo nemici e ci sentiamo spesso

07 febbraio, 18:08

Di Pietro,Grillo?Stima reciproca (ANSA) - ROMA, 7 FEB - ''Con Grillo ci sentiamo, ci mandiamo i messaggi normalmente. Non ci sentiamo avversari politici e ci lega ancora un rapporto di stima''. Lo dice Antonio Di Pietro all'ANSA FORUM.'' Ha messo insieme il popolo della protesta per abbattere il sistema, non per sfasciare le vetrine, ma per portarlo alle urne.Ci differenzia pero' una scelta di fondo: lui vuole arrivare in Parlamento per fare opposizione, io, invece, ritengo necessario provvedere alla ricostruzione''.

Se una come me ha deciso di votare il Movimento di Grillo è perché, come tanti, vorremmo fare la rivoluzione e, non potendo ricorrere al sangue per ripulire la "dittatura dei partiti", proviamo a farlo con il voto. 
Non condivido tutto quello che dice Grillo. L'ho scritto e lo ripeto, ma la scelta è non votare come fanno persone che conosco da anni e come ho fatto anch'io per anni fino a che tornai, nel 2008, a dare fiducia a Di Pietro.
Fiducia che ha perso totalmente per quanto mi riguarda e non l'ha persa per un fatto o due, ma per una serie di fatti e fatterelli sparsi in tutta la penisola là dove c'erano i centri di potere di Italia dei (S)Valori.
Spero che Grillo e quelli del suo Movimento non si alleino MAI con la congrega Ingroia-Di Pietro, altrimenti per me finiranno male pure loro.
Grillo agita la bandiera della Sincerità... Di Pietro ha dimostrato con i fatti, creando una vera diaspora dei suoi, che sincero non è.
Che dichiarasse pure la sua stima per Grillo il molisano, io invece stimo i giovani, le forze nuove che sperano di cambiare le cose marce attraverso il Movimento, ma non dicesse il molisano che Grillo " vuole fare opposizione, io, invece, ritengo necessario provvedere alla ricostruzione".
Se quelli del Movimento riuscissero a fare quello che ho evidenziato sopra, nell'articolo di RAINews24, non farebbero opposizione ma una vera rivoluzione, un vero cambiamento, quello che lui non ha mai voluto fare perché si è preso i milioni di euro del finanziamento pubblico, perché mi è stato fatto notare dai più attenti che usciva "casualmente" dall'Aula quando c'era da votare certe cose contro le quali "a parole" tuonava ecc. ecc. ecc.. 


mercoledì 6 febbraio 2013

Gli Orchi escono di galera

Belgio: Marc Dutroux ha chiesto gli arresti domiciliari
 Marc Dutroux all'epoca dell'arresto


(AGI) - Bruxelles, 4 feb. 2013 - Dopo 16 anni e mezzo gia' trascorsi di carcere a vita il 'mostro' di Marcinelle, Marc Dutroux, si e' presentato stamane presto davanti ai giudici del Palazzo di Giustizia di Bruxelles. Il detenuto ha chiesto di accedere alla liberta' condizionata, arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, e questo ha gia' suscitato l'indignazione di tutto il Belgio. Dutroux e' stato condannato all'ergastolo nel 2004 per il rapimento, lo stupro e l'assassinio di numerose ragazze adolescenti. Le misure di sicurezza davanti al Palazzo, dove si trova il Tribunale di applicazione delle pene di Bruxelles, sono ingenti, cosi' come sono accorsi in massa all'evento giornalisti e fotografi. Molti anche i manifestanti che chiedono la testa dell'assassino Dutroux. L'appello di Dutroux segue di tre mesi la sentenza applicata alla sua ex moglie e complice, Michelle Martin, condannata inizialmente a 30 anni e autorizzata a uscire dal carcere e a ritirarsi in un convento di suore Clarisse. Una decisione del tribunale sulle richieste di Dutroux dovrebbe arrivare non prima del 18 febbraio prossimo per essere eventualmente applicata prima del 30 aprile.
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Mons (Belgio), 31 lug.2012 (LaPresse/AP) - Michelle Martin, ex moglie del pedofilo belga Marc Dutroux che aiutò il marito, è stata rilasciata di prigione in anticipo, innescando forti proteste. La Martin, 52 anni, venne condannata a 30 anni di carcere nel 2004 per non avere liberato delle bambine che l'ex marito teneva segregate in cantina. Dutroux, 55 anni, sta scontando l'ergastolo per avere rapito, torturato e abusato sessualmente di sei bambine fra il 1995 e il 1996. In quel periodo trascorse quattro mesi in cella per furto, lasciando la moglie con due bambine a cui non diede da mangiare e lasciò morire. Oggi, però, il tribunale della città di Mons ha accettato la richiesta della Martin di essere rilasciata. Un convento belga si è offerto di accogliere la donna. I genitori delle due bambine uccise hanno espresso tutta la loro rabbia nei confronti delle decisione della corte, affermando che la Martin è malvagia tanto quanto il suo ex marito.

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Malvagia è poco: è un mostro, una pervertita, un essere che, come ho già scritto per i nazisti aguzzini, per il mostro, che tenta di fingersi pazzo per sfangarla, della bomba davanti alla scuola di Brindisi, e per tutti quelli che nulla hanno di umano se non l'aspetto esteriore che inganna, purtroppo esiste ed è una tipologia che è sempre esistita e dunque sempre esisterà!

Michelle Martin, ex moglie del pedofilo belga Marc Dutroux : assisteva agli stupri che il marito compiva sulle bambine, ha riferito in tribunale una fanciulla che si è salvata.

Le favole altro non sono che un modo camuffato per non evidenziare l'orrore di avvertire i bimbi che esistono gli Orchi.
Chi non ricorda la favola di Pollicino con l'Orco e l'Orchessa e lo spostamento dei figli dei due Orchi nei letti in modo che mangiassero quelli e non Pollicino ed i suoi fratelli.
Ricordo che la mia mente bambina si chiedeva come potessero degli Orchi che mangiavano i bambini avere anche loro dei bimbi. Ora so che possono avere figli, essere genitori come la coppia Dutroux, e compiere atti tanto mostruosi. Sappiamo che c'è chi li compie anche sui propri figli: un caso scoperto negli ultimi anni in Austria riguarda quel padre-Orco che teneva segregata la propria figlia in cantina da anni ed anni, facendole fare pure dei figli frutto dello stupro incestuoso.

Un commento va per la Giustizia. L'ho scritto e lo ripeto assumendomene tutta la responsabilità: la pena di morte per casi accertati ed orridi come questi dovrebbe essere comminata.
Se c'è da lamentarsi della Giustizia italiana, mi pare che in Belgio non stanno meglio. Per non parlare della Norvegia dove al mostro che ha ucciso decine e decine di giovani innocenti hanno dato circa 20 anni in carceri che sembrano graziosi ostelli!
Dutroux oggi

Parabola sul "Sistema Italia"

Dal sito Facebook della mia amica Dott.ssa Paola Conedera 
Favoletta della sera per il 25 febbraio
C’era una volta una squadra italiana di canottaggio, sponsorizzata da un’azienda di prodotti sportivi.
La squadra italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara, con equipaggio di otto uomini.
Le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascun equipaggio era al meglio della forma, i giapponesi però vinsero con un grande vantaggio.
Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
L'azienda sponsor decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e
mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema.
Il gruppo di progetto scoprì (dopo molte analisi) che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano.
In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale ed ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.
Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare.
In base al rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra.
Ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori di comandanti, un capo dei supervisori e un uomo ai remi.
Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore:
“Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilità!”.
L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio ancor più grande.
La società italiana licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.
L'azienda di consulenza preparò una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, anche la motivazione era buona, ma il materiale usato
doveva essere migliorato.
Al momento l'azienda italiana è impegnata a progettare una nuova barca.......

Speculazione ed inesattezze

Da: La Repubblica.it

"Beppe rispondimi", l'appello della superstite:
nell'81 si salvò dall'incidente d'auto con Grillo

Cristina Gilberti parla dopo trent'anni dopo la tragedia in cui perse la famiglia. Al volante c'era il leader M5S. "Ho provato a contattarlo, ma senza successo. Mi ha richiamato un nipote, spiegandomi che tutta la sua famiglia aveva sofferto". E aggiunge: "mi rifiuto di essere strumentalizzata dalla politica in cui non mi riconosco, e non tornerò  sull'argomento"

ROMA - "Grillo, ti devo parlare", c'è scritto sulla copertina di di Vanity Fair, che l'ha intervistata. Cristina Gilberti, la sopravvissuta della famiglia che nel 1981 perse la vita in un incidente mentre viaggiava nell'auto guidata dall'amico Beppe Grillo, dopo 30 anni parla. E lancia un appello al leader del MoVimento 5 Stelle: "Non cerco nulla, se non la verità "mi rifiuto di essere strumentalizzata da una politica in cui non mi riconosco, e dopo questa intervista non intendo tornare sull'argomento". E spiega: "Chiedo solo di incontrare il signor Grillo. E' un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare".

Cristina Gilberti vuole la verità: "Non amo parlare di me, forse la vita mi ha resa introversa. Ma oggi - afferma - sono matura, ho fatto i conti con il passato e ho trovato il coraggio di guardare indietro". E spiega pure perchè ha deciso di rompere il silenzio proprio ora, alla vigilia delle elezioni. "La mia non è certo l'unica vita segnata da un lutto, mi guardo intorno e ne vedo tante di storie simili. La differenza è che nel mio caso - con i media che parlano continuamente di lui e del perchè non si candida, e ogni tanto fanno anche vaghi riferimenti alla morte dei miei cari - dimenticare è impossibile. Tutte le domande che ho cercato di seppellire - che mi tormentano con i loro "perchè" - sono tornate a galla. Ora ho bisogno delle risposte, una volta per

tutte, per guardare avanti". Prima di andare in stampa con questa storia, Beppe Grillo, informa Vanity Fair, è stato avvertito e gli è stata data la possibilità di commentare in qualsiasi modo, ma lui ha scelto di non farlo. E sui social network il dibattito è già acceso, tra chi dice che l'intervista è utile per formarsi un'opinione, e chi parla di opportunismo. Non mancano le battute, con il nome del giornale storpiato in  "Vanity Unfair" e "Vanity Fail".

Cristina spiega di aver provato a contattare privatamente il comico genovese, ma senza successo. "Mi ha richiamato un nipote di Grillo: mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l'incidente, che non era il momento di ritornare sull'argomento". E "solo dopo quel 'no' ho accettato di parlare" spiega Cristina aggiungendo che mai Grillo, in tutti questi anni, l'ha cercata. "Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l'unico che possa davvero farlo". Conclude la donna: "Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l'esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?"
(05 febbraio 2013)

Da: Vanity Fair

Il 7 dicembre 1981, Beppe Grillo è a Limone Piemonte, ospite dei Giberti. Renzo, suo vecchio amico, la moglie Rossana e i figli Francesco, 9 anni, e Cristina, 7. Dopo pranzo si decide di andare a godersi il sole, per un paio d'ore, su in quota, al Duemila, una baita raggiunta da una strada stretta e non asfaltata. Tutti salgono sulla Chevrolet di Grillo, tutti tranne Cristina, che insiste per restare a vedere un cartone a casa di un'amica. Quasi a destinazione, dietro una curva, il sole illumina un lungo lastrone di ghiaccio. L’auto slitta all’indietro, diventa ingovernabile, urta una roccia, si gira, cade con il muso nel burrone. All’ultimo momento Grillo riesce a spalancare la portiera e a buttarsi. Per i tre Giberti non c’è niente da fare. Il comico verrà infine condannato per omicidio colposo, e per questo non si candiderà, sulla base del regolamento del Movimento 5 Stelle che esclude i condannati.

Su Vanity Fair si può leggere l'intervista diretta: domanda e risposta, i cui contenuti Repubblica riporta fedelmente, dunque dell'articolo di Vanity Fair ho riportato solo il riassunto che fa dell'accaduto del 1981.
Nel 2008 ho iniziato a scrivere sul blog di Antonio Di Pietro che, all'epoca, era gestito da Casaleggio, come quello di Grillo. I commenti su Beppe Grillo, allora legato a Di Pietro politicamente, (si appoggiavano l'un l'altro), erano entusiastici da parte dei commentatori. Io fui una voce fuori dal coro perché scrissi e ricordai i due episodi in cui Grillo si era dimostrato un "guidatore" irresponsabile che aveva provocato disastri.
Ricordai il fatto ora qui riportato e quello assurdo di quando aveva fatto affondare la sua barca in pochissimo tempo portandola sugli scogli, noti a tutti i naviganti, delle Isole Camere, in Sardegna.
Questo non per sadismo, ma per amore di verità, rispondendo a chi scriveva cose che esaltavano Beppe Grillo senza tener conto di altri aspetti della sua personalità. Ad esempio che aveva iniziato la raccolta firme per un referendum il 25 aprile, data propagandisticamente ad effetto, senza tener conto della legge sui referendum che detta precise regole in caso di scioglimento delle Camere. Fatto che era avvenuto alcuni mesi prima... In quell'occasione già si rivelò ai miei occhi l'elusione da parte di Di Pietro di questo svarione di Grillo. Essendo un esperto, almeno, di legge, il Di Pietro non poteva ignorare che quella scelta vanificava tutta la raccolta di firme... Ma egli volle ignorare l'errore di Beppe Grillo e andò a firmare con tanto di telecamere al seguito. E lì si doveva capire che al personaggio interessava solo la propaganda e quanti ignari di leggi sarebbero andati a firmare, per misurare il potere di Grillo e suo che lo appoggiava.
Oggi le cose sono rapidamente cambiate. Di Pietro ha definitivamente fatto scoppiare il partito da lui creato e si è messo nel carrozzino (carrozzone è troppo) di Ingroia che, lo ribadisco, era meglio che avesse continuato a fare il suo dovere di magistrato... Grillo, invece, ha più seguito che mai, se non lui il Movimento 5 Stelle e, soprattutto, i giovani puliti e ancora idealisti che, si spera, entreranno in Parlamento per cambiare (si spera sempre) l'aria mefitica che vi si respira.
Molti, come me, disperati, hanno deciso che o non vanno a votare o votano Movimento 5 Stelle dappertutto... e poi stiamo a vedere cosa succede.
Quindi, dati i miei scritti trascorsi, non mi si può accusare di partigianeria se ora spezzo una lancia in favore di Beppe Grillo di fronte a questa uscita strana ed inopportuna della sventurata ex bambina, oggi donna e madre, che perse tutta la sua famiglia in quell'incidente.
Se Grillo non le ha mai parlato per raccontarle la sua versione dell'incidente in più di 30 anni come lei afferma, Grillo ha di molto sbagliato!
Ma sbaglia anche lei a parlare sotto elezioni, perché a più di una persona questo ha fatto una bruttissima impressione.
E non è bene dare una pessima impressione su un argomento così tragico che le ha cambiato per sempre la vita. 
Io ricordo molto bene tutto. Lei si salvò perché rimase a casa e non volle seguire la sua mamma, il suo papà e il fratellino in quella gita. Ricordo che c'era anche un'altra persona su quel fuoristrada guidato da Beppe Grillo, un uomo, che si salvò perché sbalzato fuori all'inizio della rovinosa scarpata in cui finì l'auto con la sventurata famigliola. Ricordo che i giornali scrissero che lei, la mamma, era la nipote del pittore Aligi Sassu... E ricordo che pensai che chi guida ha la responsabilità dei trasportati ma, pare, che quei luoghi li conoscessero bene i coniugi Gilberti e non lui, Beppe. Dunque, pensai, una parte di responsabilità su quanto accadde è ascrivibile anche a loro, povere vittime, le quali avrebbero dovuto pensare che lassù, in quella strada senza protezione, avrebbe potuto esserci del ghiaccio. Ci sono strade, dove io vivo da molto tempo, in cui in particolari condizioni di tempo non mi avventuro in auto e sconsiglio, a chi non le conosce come me, di passarci...
Infine, questa donna, Cristina Gilberti, non può non sapere come sono andati i fatti: ci sono stati due processi più la Cassazione, dunque negli atti c'è la ricostruzione totale di quel tragico incidente e i diretti interessati, e lei lo è come parte lesa, hanno diritto all'accesso a tutte le carte.
Immagine di Beppe Grillo poco tempo dopo l'incidente d'auto per il quale è stato condannato,  nei panni del protagonista del film diretto da Luigi Comencini "Cercasi Gesù" 1982.
Le cronache riportano che l'attore comico stette molto male dopo la tragedia. Altro dolore della sua vita è stata la malattia mentale di sua madre.

lunedì 4 febbraio 2013

Commento pubblicato

Con grande e strano ritardo constato che il mio commento è stato pubblicato su "Il Giornale.it" sotto l'articolo che ho riportato, in parte, di Nicola Porro.

Nessuno ricorda al PdL che l'IMU messa da Monti l'hanno votata ANCHE loro, che nelle due Camere avevano una bella maggioranza!

Ma di questi soldi aveva bisogno l'Italia a rischio di "finire come la Grecia" oppure no?!
Come è possibile che eravamo sull'orlo del baratro, con lo spread alto, e che sia bastato farci tirare fuori tanti soldi imponendo una tassa sulle nostre case, fare delle pseudo liberalizzazioni (tassisti, farmacie...) e "voila" Monti ha salvato l'Italia! ....Per ora... però! Non rilassatevi!
Serve di nuovo Monti... sentite? Sta risalendo lo spread!

Ragazzi, io sento puzza di presa per i fondelli. Intanto, prima di lasciare la Presidenza del Consiglio, si è sbrigato a firmare il "regalo-tampone-alle speculazioni-ruberie" del Monte dei Paschi di Siena, mentre un manipolo di Dirigenti è sotto inchiesta giudiziaria per reati finanziari gravissimi!

Pure una che ha studiato poca Economia come me, bastando il semplice buonsenso, capisce che è quantomeno inopportuno che un Governo, il quale ha raschiato il fondo del barile degli italiani per tappare buchi creati dal governo Berlusconi, elargisca più o meno la stessa cifra "dragata" ai poveracci ad una Banca che si è comportata con tanta disinvoltura!

Ma Monti ci rassicura! "E' solo un prestito ad alto rendimento!"
Io mi sento presa per il sedere da questo compito professore così perbenino, che va a Messa... Mi viene in mente che pure Andreotti è sempre andato a Messa... alle sei del mattino..dicono le cronache.