martedì 19 marzo 2013

L'INDIA ESAGERA

Da: Quotidiano.net

Marò trattenuti in Italia Sonia Gandhi avverte: 
"Nessuno sottovaluti l'India"

La stampa locale attacca l'Italia: "Atteggiamento disgustoso"


“Nessuno sottovaluti l’India”. Rompe il silenzio, e lo fa con durezza, Sonia Gandhi, parlando con i suoi colleghi del Partito del Congresso delle tensioni in atto tra Nuova Delhi e Roma. Intanto i giornali esaltano la stizza della Corte Suprema: "Italia arrogante"

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani, al primo rientro in Italia (Afp)
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani, al primo rientro in Italia (Afp)

New Dehli, 19 marzo 2013 - “Nessuno sottovaluti l’India”. Rompe il silenzio, e lo fa con durezza, Sonia Gandhi, parlando con i suoi colleghi del Partito del Congresso delle tensioni in atto tra Nuova Delhi e Roma sulla vicenda dei due marò italiani. Stando a quanto riportato dai media indiani, la leader italo-indiana del Partito di governo ha quindi sottolineato che il caso viene ora gestito dalla Corte suprema e “noi ci atterremo” alle sue decisioni.

STAMPA ESALTA LA CORTE SUPREMA - La stizza del presidente della Corte suprema indiana Altamas Kabir di fronte alla violazione da parte dell’Italia della dichiarazione giurata presentata dall’ambasciatore Daniele Mancini, riguardante il ritorno dei marò al termine del permesso loro concesso, monopolizza l’attenzione della stampa di New Delhi ed è sintetizzata dal titolo di Mail Today: ‘Una arrogante Italia’’. Il giornale sostiene che ‘’l’atteggiamento italiano è diventato più disgustoso’’ con la presentazione di una nota verbale, ‘’dai toni di sfida ed arroganza’’, in cui si ammonisce che qualsiasi restrizione imposta ai movimenti dell’ambasciatore italiano, compresa quella di poter lasciare il territorio indiano, sara’ contraria agli obblighi internazionali.

Quasi tutti i quotidiani continuano a trattare il tema in prima pagina. Alcuni (The Hindu, The Indian Express e Hindustan Times) lo fanno in tono sostanzialmente pacato, sottolineando l’opinione del presidente della Corte secondo cui Mancini, sostenendo una petizione a favore dei maro’ ha automaticamente perso il diritto all’immunita’.
Piu’ incisivo è invece il titolo di The Times of India, secondo cui ‘La Corte censura l’ambasciatore italiano e dice di non avere più fiducia in lui’. All’interno il giornale titola un altro dei suoi servizi sottolineando che il presidente della Corte si è chiesto ad un certo punto: ‘’Questo ambasciatore è persona d’onore come Bruto?’’. Il giornale riferisce che mentre il procuratore generale G.E. Vahanvati stava leggendo la nota verbale italiana del 15 marzo, in cui si diceva fra l’altro che l’ambasciata ‘’ha l’onore di ricordare al ministero degli Esteri indiano gli obblighi per la protezione degli agenti diplomatici in base alla Convenzione di Vienna’’, Kabir lo ha interrotto bruscamente. ‘’Non pronunci per favore la parola ‘onore’ - ha detto al procuratore - perché questo mi ricorda l’attributo di ‘uomo d’onore’ che Antonio ha utilizzato per Bruto nel ‘Giulio Cesare’ di Shakespeare’’.

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Finora l'arroganza è stata tutta dell'India.
Arroganza e mancanza di chiarezza e rispetto.
Le cronache hanno riportato tutte le notizie dei rinvii delle decisioni sulla vicenda e delle richieste di denaro e risarcimenti senza che si riuscisse ad avere una chiusura dell'inchiesta e una decisione sulla competenza giurisdizionale.
Hanno trattenuto due militari italiani in servizio antipirateria come se fossero due delinquenti comuni!
Se avessero avuto rispetto per i due poveri loro concittadini morti avrebbero dovuto avere tutto l'interesse a risolvere la faccenda nel più breve tempo possibile.
Dunque l'arroganza e l'interesse di partito di Sonia Ghandi di dire "Nessuno sottovaluti l'India" fa amaramente pensare che, invece, si è sottovalutata l'Italia e questo dà la misura di come siamo ridotti.
Questa ultima decisione che l'Italia ha preso ci rivaluta un poco sullo scenario internazionale dove, per qualche italiano esperto "nello sputo in alto che ricade in faccia", noi non avremmo neppure il diritto di difenderci dall'attacco di volgari pirati.
L'India ha tirato la corda troppo a lungo e senza ragione alcuna, forse sapendo degli interessi commerciali che ditte italiane hanno con il loro Paese. Interessi che, a quanto pare, nel caso degli elicotteri Agusta dovevano essere "unti" abbondantemente.
Mi piace pensare all'India non per questa storia che dimostra come la politica sia sporca ovunque, ma per la loro cultura che esprime film come quello che ho riportato nel mio post del 28 dicembre 2012 e che ora è stato oscurato. Sarà perché ho inviato uno dei miei post sulla vicenda dei marò all'ufficio stampa dell'Ambasciata indiana a Roma?


lunedì 18 marzo 2013

Il nostro Ambasciatore "prigioniero" in India


Da: RAI News 24

India, niente immunità per l'ambasciatore italiano

L'ambasciatore italiano L'ambasciatore italiano
New Delhi, 18-03-2013
L'ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancini, non ha titolo all'immunità diplomatica: lo ha sentenziato la Corte Suprema indiana, che giovedì scorso aveva già ordinato al massimo rappresentante dell'Italia di non lasciare il Paese dopo la decisione del governo di Roma di non far rientrare in India i due maro', Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati dell'omicidio di altrettanti pescatori, e il cui permesso speciale scadra' comunque solo il 22 marzo.

"Una persona che si presenta in aula e formula una promessa del genere", ha dichiarato il presidente della Corte, Altamas Kabir, "non gode di alcuna immunita'". Mancini, che non era presente in aula, si era impegnato per il ritorno a tempo debito nel Paese asiatico di Girone e Latorre.

La Corte suprema indiana ha rinviato al 2 aprile prossimo la decisione sul caso dei maro'. I giudici hanno esteso fino alla data della prossima udienza il divieto di espatrio per l'ambasciatore Daniele Mancini, che non era presente in aula.


In questo il presidente della Corte ha fatto allusione, senza citarlo, al paragrafo 3 dell'art. 32 della Convenzione di Vienna secondo cui un agente diplomatico che gode dell'immunita' giurisdizionale e che promuove una procedura non puo' invocare questa immunita'. Questo, sulla base del fatto che il 9 marzo l'ambasciatore Mancini aveva volontariamente firmato - anche se precisando ''come rappresentante della Repubblica italiana'' - una dichiarazione giurata a sostegno della richiesta italiana di permesso elettorale per i maro.

Il difensore dei due maro' italiani e dell'ambasciatore d'Italia in India Daniele Mancini, Mukul Rohatgi, ha ricordato alla Corte suprema indiana che in base alla Convenzione di Vienna, la persona dell'ambasciatore e' inviolabile e che quindi ''nessuna autorita' indiana puo' imporre restrizioni sui suoi movimenti''.

Intanto sulla vicenda è arrivata anche la posizione dell'Unione Europea:  L'Ue ''non fa parte della disputa legale'' tra Italia e India e ''percio' non puo' prendere posizione nel merito degli argomenti legali riguardanti la sostanza del caso''. Lo afferma in una nota all'ANSA un portavoce di Catherine Ashton, responsabile per la politica estera dell'Ue. Per la Ue ''la Convenzione di Vienna deve essere rispettata da entrambe le parti''. Cosi' il potavoce di Catherine Ashton, Michael Mann, ha risposto a chi chiedeva se per la Ue l'ambasciatore italiano in India godesse ancora dell'immunita' diplomatica dopo le decisioni di stamattina della Corte suprema indiana.
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Un tempo una cosa del genere avrebbe scatenato una guerra.
Ma noi siamo una piccola nazione (in Kmq.) rispetto all'India e non abbiamo la bomba che loro hanno!
Che vogliono fare? 
Prima trattengono sine die due nostri militari che difendevano il nostro approvvigionamento energetico su una nave mercantile italiana, senza stabilire se ne avevano diritto: sia per il luogo (bisognava accertare se l'addebito che veniva fatto riguardava o meno acque internazionali), sia per l'episodio, riguardante gli spari ai pescatori indiani, se fosse da ricondurre ai nostri militari o ad altri.
Poi la Corte Suprema, lentissima precedentemente, diventa velocissima nel decidere che il nostro Ambasciatore è dichiarato in ostaggio, perché non può lasciare il Paese, e ha perso addirittura l'immunità diplomatica!
Ora, molti italiani non hanno più il senso dello Stato a causa di Istituzioni piegate dai Partiti ai loro voleri, altri hanno il complesso del fascismo che ancora ci portiamo addosso dopo oltre 60 anni, ma personalmente non ho né l'uno né l'altro!

Nei giorni scorsi l'India ha dichiarato che loro non sono "la Repubblica delle Banane" ed io, nel riportarlo, ho scritto che sicuramente non lo sono! Ora aggiungo che quella definizione spetta a noi! La rivendichiamo! Siamo noi la  "Repubblica delle Banane"!
Ho già ricordato il Cermis! Venti morti! E non perché fossero italiani, anzi in maggioranza erano di altre nazionalità! Ma stavano in territorio italiano ed è qui che sono morti perché due stronzi di militari statunitensi, che non difendevano niente, che erano sui nostri cieli, hanno deciso di divertirsi a volare a quota bassissima, contro ogni legge, e per questo hanno reciso i cavi della cabinovia facendo una strage!
Ed il Sig. D'Alema, allora Presidente del Consiglio, dunque Capo del Governo, che oggi qualcuno ha il coraggio di proporre come nostro massimo rappresentante, addirittura Presidente della Repubblica Italiana, agì come tutti sanno e, se non lo sanno, andassero a leggersi il mio post del 5 gennaio 2013  sull'argomento!
Massimo D'Alema sarebbe il sigillo:  Presidente della Repubblica delle Banane!!!

Da sottolineare l'atteggiamento dell'Unione Europea: ci scaricano! Ratificando che l'Unione politica non c'è, non esiste! Come hanno già dimostrato con il problema dell'Africa che ci invade pacificamente con i disperati (che però alcuni hanno il cellulare satellitare!) che arrivano sempre di più sulle nostre coste.

Ipovedenti




L'Associazione  Piemontese Retinopatici ed Ipovedenti 
A.P.R.I.(onlus) mi invia la seguente comunicazione a cui dò volentieri spazio. email: apri@ipovedenti.it

LETTERA A MASSIMO GILETTI
Portiamo a vostra conoscenza la lettera inviata, nei giorni scorsi, al giornalista RAI Massimo Giletti, conduttore della rubrica televisiva "L'Arena".

Spettabile Redazione,
Con la presente intendiamo chiedere di poter intervenire, nel corso di una delle prossime trasmissioni allo scopo di correggere le numerose informazioni, imprecise e scorrette emerse rispetto alla problematica dei cosiddetti falsi ciechi.
Non capiamo infatti il motivo per cui venga sempre ed esclusivamente invitato il professor Tommaso Daniele, presidente nazionale dell’Unione Italiana Ciechi, il quale ha già dimostrato più volte di non essere in grado di sostenere adeguate argomentazioni, né sul piano giuridico, né tanto meno su quello scientifico.
Il problema del resto è molto semplice: oltre il 70% dei processi intentati contro coloro che voi classificate frettolosamente come “falsi ciechi”, si concludono con l’assoluzione degli imputati perché la legge n.138/2001 parla molto chiaro.
La nozione di cecità legale è notevolmente diversa rispetto al significato comune della parola nella lingua italiana.
Perché nessuno dice mai queste cose?
Caro signor Giletti, lei non si sognerebbe mai di confezionare un servizio scandalistico per il fatto, ad esempio che negli ospedali italiani si espiantano organi su persone che hanno il cuore battente, respirano, e il cui sangue circola regolarmente nelle vene.
Per il significato comune esse non sono morte ma per la legge, che ha introdotto il concetto di morte cerebrale lo sono a tutti gli effetti.
Così avviene anche per la cecità e ci stupisce che nessuno sia in grado di far valere quest’argomentazione assolutamente evidente. Si preferisce evidentemente far finta di “stracciarsi le vesti”  colpendo persone sicuramente deboli e spesso non in grado di difendersi.
Oppure ci si lava la coscienza invitando il professor Tommaso Daniele che, pur di non contrariare i governanti, che finanziano in modo assolutamente sproporzionato la sua inefficiente associazione, è disposto ad avvallare qualsiasi posizione, anche se evidentemente contraria agli interessi della categoria che rappresenta.
Chiediamo dunque, per amore di giustizia e di verità, di poter intervenire nella sua trasmissione.
Restiamo dunque in attesa di riscontro e porgiamo distinti saluti.

Ricordiamo, per chi volesse appoggiare questa presa di posizione, di inviare e-mail di sostegno al seguente indirizzo:

bastasprechi.arena@rai.it

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Annalisa Minetti una ipovedente con il coraggio e l'entusiasmo di vivere!!


Annalisa Minetti, bellissima, ha partecipato a Miss Italia



Annalisa Minetti ha partecipato e vinto al Festival di San Remo
Annalisa Minetti vince la medaglia di bronzo alle paraolimpiadi di Londra nei 1500 metri

Annalisa Minetti mamma


domenica 17 marzo 2013

Pendolari carne da macello!


Pubblicato: 13/03/2013 08:31:00
Da: L'Osservatore Laziale
Trasporto Pubblico
FL3, VITERBO-CESANO-ROMA: TRENI ROTTI IN STAZIONE: SCATTA LA PROTESTA DEI PENDOLARI
Gli altoparlanti della stazione annunciano ritardi dei treni da e per Viterbo a causa dell'occupazione dei binari da parte dei pendolari.
Luca Pagni
Bracciano (RM) - A Bracciano il treno delle 6.32 proveniente da Viterbo è giunto rotto alle 6.55 sul primo binario. Il diretto delle 6,59 è arrivato ed è stato fermo 20 minuti all'ingresso della stazione per entrare poi in stazione sul secondo binario. I pendolari esasperati hanno occupato il primo ed il secondo binario. Il locale sul terzo binario è carico ma non lo fanno partire, perché il diretto avrebbe la precedenza.  Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno fatto sgomberare i pendolari dai binari. I militari hanno preso le generalità dei manifestanti che avevano occupato i binari per trasmetterle alla Polfer. Intanto gli altoparlanti della stazione annunciano ritardi dei treni da e per Viterbo a causa dell'occupazione dei binari da parte dei pendolari. Un responsabile di linea ha fatto sapere che incontrerà i rappresentanti dei pendolari in mattinata.
Treni per modo di dire

Ho evidenziato in neretto quella parte dell'articolo che racconta come i tartassati pendolari possono essere denunciati per interruzione di pubblico servizio!!

Ma quale servizio??!! Sono i Dirigenti delle Ferrovie dello Stato, ribattezzate Trenitalia e fatte diventare una S.p.A., che dovrebbero essere denunciati per interruzione di pubblico servizio!!

Non faccio parte dei NO TAV ma, come ho già scritto su questo blog, non si può realizzare una viabilità ferroviaria ad alta tecnologia, usabile da un numero sicuramente inferiore di cittadini rispetto a chi si sposta ogni giorno contando su treni locali, e strafregarsene di quest'ultimi!
In democrazia è la maggioranza dei cittadini che dovrebbe ricevere maggiore attenzione. Invece continua ad accadere il contrario: si spende per l'élite.

Le scelte che fanno ai vertici di Trenitalia sono palesemente sorde e cieche ai bisogni di chi sceglie il treno in abbonamento o pagando il biglietto per andare a scuola, al lavoro, dove c'è un impegno quotidiano insomma!
Questa grossa fetta di popolazione ha orari da rispettare, quelli che le ferrovie locali NON riescono invece a rispettare per mancanza di investimenti e di una buona organizzazione.

Il problema è più che cronico: è rancido! Servono scelte politiche che tolgano dai vertici del carrozzone che gestisce i treni locali persone inefficienti e mettano le risorse economiche ed umane che servono per farli funzionare bene.

venerdì 15 marzo 2013

Movimento 5 Stelle: Curricula elusivi

Quello che faranno questi del Movimento 5 Stelle lo giudicherò dai risultati, ma l'inizio già mi rende perplessa.
Ho militato dentro un partito, Italia dei Valori, ed ormai ho esperienza di stecche nella melodia delle parole confrontate con i fatti.
Sono stata anche iscritta a Legambiente, in particolare al Circolo Larus di Sabaudia, dove di stecche non ne ho sentita neppure una e mai mi sono sentita a disagio con loro, a differenza che in Italia dei Valori.
Perché chi milita in una qualsivoglia Organizzazione senza secondi fini, con coerenza e sincerità, l'aria falsa la sente.
Ora io non milito nel Movimento 5 Stelle, troppe cose che dice l'attore Beppe Grillo non sono concordanti con le mie idee di Società ma, nel guano in cui TUTTI I PARTITI hanno messo la Società italiana, penso che un megafono che urlasse lo sdegno degli onesti ci voleva. Per questo l'ho votato con estrema convinzione.
Sono andata a vedere in faccia di persona coloro che avrei votato e ho letto i loro curricula.
Quello della candidata alla Camera dei Deputati del mio Collegio è una donna più giovane dei miei figli, napoletana di nascita, e si chiama Carla Ruocco, di professione Funzionario dell'Agenzia delle Entrate. Il suo curriculum è di tutto rispetto e lo pubblico qui sotto: 
Carla Ruocco Curriculum Vitae:
Studi:1991:maturità classica presso il liceo ‘Umberto I’ di Napoli, voto di maturità: 60/60 1996:laurea in Economia e Commercio, piano di studio ‘Amministrativo pubblico’ Voto di Laurea 110/110, lode e menzione speciale per la carriera 1997:supera la selezione del master in Economia della Pubblica Amministrazione, per la formazione di manager pubblici, frequentando il primo semestre e sostenendone i relativi esami 2000: si abilita per la professione di Dottore Commercialista Esperienze professionali: 1997/1999: in società di revisione e certificazione di bilancio, effettua la revisione contabile per imprese operanti in diversi settori, tra cui: Bancario, Amministrativo pubblico, Internazionale 1999/2004: società farmaceutica nel ruolo di controller (reportistica mensile) 2004: in Agenzia delle Entrate consegue l’idoneità per svolgere il ruolo di funzionario per internal auditing Dal 2004: consegue idoneità di funzionario tributario, presso Agenzia delle Entrate, la Direzione Centrale Accertamento. Fa parte della segreteria tecnica del Direttore Centrale, approfondendo lo studio di problematiche giuridiche attinenti l’ambito fiscale; presso l’ufficio Direttive, fornisce attività di consulenza in materia di imposte dirette ed indirette, e supporto alla stesura di circolari e direttive. Collabora presso l’Ufficio Imprese Minori e Lavoratori Autonomi, supportando l’analisi del rischio di evasione. E’inoltre, referente a livello centrale per il supporto tecnico-giuridico e il monitoraggio e la formazione attinente alla collaborazione dei comuni all’accertamento fiscale (ex. D.L. 78/2010). Nel frattempo sostiene corsi specialistici tra cui: corso di IVA base, (votazione 30/30 e lode), nonché IVA specialistica (con esami finali: votazioni 30 con lode e 30/30). Lingue: Inglese ottimo, francese discreto Tempo libero: Lettura, teatro, scrittura. Attività di giornalismo. Durante il periodo di studi ha svolto attività di animazione per feste di bambini e teatrini con marionette.
Ora, ad elezione avvenuta, mi è sorta qualche perplessità su alcuni aspetti del suo curriculum e, visto che hanno detto e scritto che noi cittadini dovremo sempre interagire con loro per aiutarli nel governo della cosa pubblica, ho ritenuto di chiarirmele direttamente scrivendo una e-mail al Movimento 5 Stelle Lazio che riporto qui sotto:

sabato 2 marzo 2013 14.53 Rita.Coltellese@gmail.com ha scritto:
 Salve,
 non sono iscritta al Movimento né intendo farlo ma vi ho dato il mio voto e continuerò a darvelo secondo il vostro operato.
A Grottaferrata (RM) sono venuta a conoscere i candidati di persona quando sono venuti in quella località vicina a dove io abito.
Ho trovato interessante sia Davide Barillari che, in particolare, il curriculum di CARLA RUOCCO a cui vorrei porre alcune domande: 
1 - nel suo curriculum, pubblicato sul sito alla pagina dedicata ai candidati, è scritto che è un Funzionario dell'Agenzia delle Entrate MA NON È SCRITTO CHE ABBIA VINTO PUBBLICO CONCORSO PER ACCEDERVI, mentre altre mete, raggiunte con studio e lavoro, sono specificate nei
particolari. Come mai?
2 - nel medesimo curriculum è scritto che si è laureata nel 1996 e che è diventata Dottore Commercialista nel 1997. Si tratta di un errore? L'attuale normativa prevede 3 anni di praticantato (leggasi sfruttamento) presso uno studio commercialista abilitato per poter avere la certificazione necessaria per accedere al concorso di abilitazione alla professione.
Queste domande che pongo non sono puntigliose scocciature ma, data la mia età ed esperienza, necessarie delucidazioni per continuare ad avere stima e fiducia nei riguardi di chi ho votato. Ringraziando Carla anticipatamente che, se vuole, potrà rispondermi anche su facebook pubblicamente o su questa e-mail, saluto tutti con molta simpatia.
Rita Coltellese

Risposta:

From: "Movimento 5 stelle Lazio" <info@movimentolazio.org>
To: "Rita.Coltellese@gmail.com" <rita.coltellese@gmail.com>
Sent: Sunday, March 03, 2013 6:29 PM
Subject: Re: Ho votato Movimento 5 Stelle su tutte e 3 le schede

Ciao Rita,

puoi fare a Carla queste domande direttamente sulla sua pagina 
facebook: http://www.facebook.com/carla.ruocco.1?ref=ts&fref=ts
Ti posso assicurare che Carla è una persona talmente limpida e pulita
che il tuo voto meglio non poteva essere dato.

Un saluto.

Senza dubbi ho posto dunque la domanda alla neodeputata direttamente sul suo sito facebook  come consigliato dall'ignoto interlocutore del Movimento 5 Stelle Lazio, là dove è scritto "Messaggi", che, per mia esperienza, arrivano sempre. Tanto è vero che nella mia e-mail avevo proposto proprio facebook.
Questo il risultato:
To: "Movimento 5 stelle Lazio" <info@movimentolazio.org>
Sent: Sunday, March 10, 2013 3:47 PM
Subject: Fw: Ho votato Movimento 5 Stelle su tutte e 3 le schede


Ho seguito il suggerimento che mi avete dato con la Vs. e-mail di risposta
alle mie domande del 02 marzo, domenica scorsa, ed ho inviato subito un
messaggio tramite facebook a Carla Ruocco.
Dato che non mi ha risposto, ho inviato un secondo messaggio a metà
settimana.

Non ha risposto neppure a  quello.
Chiedevo dei chiarimenti sul suo curriculum, niente di speciale.
Come pensate di stabilire i contatti con i Vs. elettori?
Anche alla riunione di Grottaferrata tutti i candidati hanno ribadito: "Noi
saremo sempre in contatto con voi. Voi ci aiuterete con i vostri
suggerimenti."

Ma come? Con i segnali di fumo?
Carla Ruocco non risponde neppure ad una richiesta (legittima) di
chiarimenti sul suo curriculum... Avete parlato di trasparenza...
Fatemi sapere.

Rita Coltellese

Silenzio assoluto! Non ha risposto più neppure chi legge le e-mail presso il Movimento!
E siamo solo ad una richiesta di chiarimento se VERAMENTE, visto che Carla Ruocco si definisce Funzionario dell'Agenzia delle Entrate, lo è legittimamente quale vincitrice di Pubblico Concorso: unico caso in cui tale definizione pubblica può ritenersi corretta, altrimenti bisogna essere chiari e trasparenti e specificare quale è l'effettiva posizione che si ha.
Non vi è nulla di male, se non la mancanza di chiarire.

Altro caso: Andrea Aquilino. Nel tentativo di capirci di più mi sono avventurata nel sito del Movimento e, in una pagina che non sono più stata in grado di ritrovare (non capisco molto la logica del sito, forse Casaleggio che l'ha inventato segue un raziocinio così geniale che non arrivo a comprenderlo), ho trovato il suo curriculum in cui si definiva Professore Universitario della "Sapienza" poi, nella medesima pagina, rispondeva (lui sì bisogna dire) ad una interlocutrice che chiedeva lumi sul suo curriculum specificando che in realtà a 47 anni dava le sue prestazioni di docente gratuitamente in tale Università... Perché la cosa lo gratificava.. insomma gli piaceva farlo.
Nulla di male nemmeno qui. Ma allora perché scrivere che si è Professore all'Università come se tale titolo fosse ratificato da una qualifica che solo certi requisiti consentono di usare? Perché non specificare subito nel proprio curriculum quello che si è veramente? Un collaboratore esterno ed occasionale dell'Università. Dal sito della "Sapienza" si evince che egli non è neppure Professore a Contratto. Vuol dire rapporto di docenza con un regolare contratto a termine per insegnare in un determinato Corso, che sia di Laurea breve o Magistrale, di Scuola di Specializzazione o di un Master, non fa differenza. Questa elusione non è corretta e non è sintomo di trasparenza, e l'ho scritto anche per altre circostanze non riguardanti il Movimento 5 Stelle, dunque che non si trincerino dietro il dito di una persecuzione che non c'è! C'è solo la chiarezza che loro a parole invocano!
Infatti poi certi giornali pubblicano cose come questa che riporto sotto:


A parlare è Andrea Aquilino, numero due nella lista del M5S per le elezioni regionali del Lazio.
Romano di 48 anni, mai impegnato in politica e mai iscritto ad alcun partito, cattolico, sposato e padre di un figlio di tre anni. Ingegnere civile e professore incaricato di Tecnica delle costruzioni e Comportamento delle strutture alla Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma.

Quando sul sito della "Sapienza" sono riportate per vari anni accademici, di cui l'ultimo 2010-2011, semplici Prestazioni Professionali di cui ne riporto solo una qui sotto quale esempio:
prestazione professionalea.a. 2007/2008AQUILINO ANDREAattività di docenzaPresidenza facoltà€ 240,00


Dalla cifra esigua si può dire che sulla gratuità della prestazione Aquilino non ha mentito!

Concludendo non è un caso Giannino ed io non sono Zingales che lo pregava disperatamente di dire la verità... di chiarire... Cosa che lui non ha voluto fare... e si è capito il perché.. Anche perché, dopo l'esperienza in Italia dei Valori, non mi meraviglio più di tanto che fra il dire e il fare... E poi, in questo caso, ho dato solo un voto e non è detto che la cosa si ripeterà!

Il nuovo Papa: notizie su di lui

Chi mi legge sa che la fede in un Dio trascendente che abbia fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza per me non ha retto allo scorrere della realtà davanti ai miei occhi. Pubblico dunque queste notizie sul Papa solo per correttezza, per controbilanciare quanto ho già pubblicato, ripreso dalla stampa, su di lui in chiave negativa. 
Questo articolo ci arriva da padri salesiani con cui abbiamo rapporti di amicizia, affetto e stima:


Da LA BUSSOLA: 15/03/2013


La macchina del fango
contro Papa Francesco 
          
Di Massimo Introvigne
  
    Tutto va ormai alla velocità della luce, diceva Bill Gates. Un tempo perché la macchina del fango cominciasse a lavorare conto un Pontefice ci voleva qualche mese. Ora è bastata qualche ora. Dopo - anzi, mentre è ancora in corso - un maldestro tentativo di arruolare il Papa tra i progressisti, prima di scoprire la sua apologia del celibato sacerdotale e la denuncia delle leggi sul matrimonio omosessuale come frutto dell'invidia del Demonio per l'uomo creato a immagine di Dio, è partito il contrordine compagni. Non è un progressista, è stato un fascista, non ha condannato la dittatura militare argentina quando c'era, salvo chiedere scusa dopo. Anzi, ha collaborato con la dittatura. Anzi, ha personalmente consegnato due gesuiti ai torturatori. Anzi...
    Ci sono due versioni. Quella rozza del «Fatto» di Marco Travaglio che spara a zero sul Papa, e quella in stile avvertimento mafioso di «Repubblica», sulle cui colonne già prima del Conclave Enzo Bianchi aveva avvertito che i cattolici adulti prendono sempre i Pontefici con «spirito critico». E dove da una parte Hans Küng e Vito Mancuso continuano l'operazione di arruolamento di Papa Bergoglio tra i progressisti, dall'altra il direttore Ezio Mauro spiega al Pontefice argentino che cosa gli succederà se darà fastidio: gli sarà chiesta «piena trasparenza sui suoi rapporti con la dittatura militare argentina, sugli scandali di compromissione che lo hanno chiamato in causa come gesuita in vicende mai chiarite».
    E invece non c'è nulla da chiarire. Tutto è già stato sviscerato in libri e contro-libri in Argentina, e non c'è appunto o documento minore o insignificante che non sia stato pubblicato. Il caso è chiuso. Mi sono occupato della questione in un lungo articolo del 2010 sul pensatore cattolico francese Jean Ousset (1914-1994). Che c'entra Ousset con il nuovo Papa? Non molto, se non fosse che il libro da cui tutti fanno copia e incolla sui rapporti fra il nuovo Papa e la dittatura argentina li chiama in causa insieme. Si tratta de «L'isola del silenzio» del giornalista di sinistra Horacio Verbitsky, tradotto anche in italiano nel 2006. In Europa i voluminosi scritti di Verbitsky, che ha prodotto anche altri volumi destinati soprattutto al pubblico argentino, sono stati volgarizzati dalle inchieste della giornalista francese, di analoghe idee politiche, Marie-Monique Robin e trasformati in un romanzo, «Per vendetta», dallo scrittore torinese Alessandro Perissinotto nel 2009.
    Che cosa raccontano questi autori? Che la dittatura militare argentina, dopo avere conquistato con il colpo di Stato del 1976 il potere - lo terrà fino al 1983 - si trovò a dovere fronteggiare una forte opposizione, talora con connotati di guerriglia e terroristici. Senza esperienza specifica in questo tipo di «guerra sporca», decise d'importare in Argentina militari francesi che avevano combattuto con tutti i mezzi - tortura compresa - il movimento per l'indipendenza dell'Algeria e che a loro volta si trovavano nella necessità di cambiare aria perché in Francia avevano cercato di rovesciare il governo del generale Charles de Gaulle (1890-1970) e rischiavano la corte marziale.
    Per organizzare lo sbarco di questi ufficiali francesi in Argentina la dittatura si rivolse alla Chiesa Cattolica - rappresentata dai vescovi ma anche dall'Opus Dei e dai potenti Gesuiti, il cui provinciale era Bergoglio -, la quale collaborò con l'associazione di Jean Ousset, La Cité Catholique, che aveva una branca argentina e di cui alcuni dei militari che avevano combattuto in Algeria facevano parte. Così le tecniche di contro-insurrezione piuttosto manesche, e comprensive di tortura, sperimentate in Algeria furono trasferite in Argentina. E vescovi e alti gradi dell'Opus Dei e dei Gesuiti fecero anche di peggio, perché denunciarono ai militari i sacerdoti e laici vicini alla «teologia della liberazione» d'impronta marxista che si opponevano al regime, alcuni dei quali furono incarcerati. E non tutti tornarono vivi dal carcere.
    Questa ricostruzione, però, è ampiamente fantasiosa. Verbitsky - forse anche grazie al fatto che gli ultimi governi argentini dei coniugi Kirchner si sono scontrati duramente con la Chiesa, guidata dal cardinale Bergoglio, su questioni come il matrimonio omosessuale (introdotto in Argentina nel 2010) e la politica economica - ha potuto avere ampio accesso ai documenti dei ministeri e della polizia. Informatissimo sul dettaglio, il trio Verbitsky- Robin-Perissinotto è però debolissimo e poco credibile sul quadro generale. Descrive il mondo cattolico degli anni 1979 come un monolito, mentre era percorso da fortissime tensioni. Arriva a sostenere che grazie all'opera di mediazione del nunzio in Argentina e poi cardinale Pio Laghi (1922-2009), descritto come un autentico malfattore, i seguaci argentini di monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991) e i vescovi, molti dei quali progressisti, cooperavano tutti a uno stesso disegno: sostenere la dittatura fingendo di criticarla.
    Del resto, come riassume Perissinotto, monsignor Lefebvre e il venerabile Papa Paolo VI (1897-1978) sarebbero stati «divisi sulle questioni di fondo, ma non nella sostanza». Quanto all'Opus Dei, è esplicitamente citato come fonte autorevole per conoscerla «Il Codice da Vinci» di Dan Brown.
    Con queste premesse non sarebbero da prendere neppure troppo sul serio i dettagli di questa letteratura, ma è falsa anche la sua tesi di fondo. La dittatura militare argentina è dipinta per tutto il periodo del suo governo - dal 1976 al 1983 - come un impero del male, un'accolta di sadici e di torturatori che quasi agivano per pura malvagità.
    Come sempre nella storia, che non è mai un film in bianco e nero, le cose sono più complicate. Il precedente governo peronista aveva portato il Paese al caos economico e sociale. I terroristi c'erano davvero. Il rischio di una deriva comunista alla cubana non era ipotetico, Gli stessi cattolici pagavano un prezzo molto duro. Basterebbe citare l'assassinio dell'avvocato e filosofo cattolico neo-tomista Carlos Alberto Sacheri (1933-1974) da parte del gruppo terroristico ERP, l’Ejército Revolucionario del Pueblo, il 22 dicembre 1974, che lo uccise di fronte alla sua famiglia mentre tornava a casa dalla Messa.
    Nei primi mesi della dittatura, l'idea che i militari potessero mettere ordine e dare ossigeno a un'economia moribonda fu salutata con favore anche da esponenti della sinistra politica argentina. In seguito le cose cambiarono. Il regime militare argentino non mantenne le promesse di formulare un progetto coerente per l'identità e la riconciliazione nazionale, si lanciò nella disastrosa avventura della guerra delle Isole Falkland con la Gran Bretagna e - a fronte di una crescente opposizione - ricorse a strategie repressive che comportavano gravissime violazioni dei diritti umani e autentici crimini.
    Bisogna dunque distinguere fra i giudizi sulla giunta militare argentina formulati da esponenti cattolici nei primi mesi della sua attività o negli anni successivi. Come ha scritto lo stesso cardinale Bergoglio, la Chiesa «venne a conoscere a poco a poco quello che stava succedendo [le violazioni dei diritti umani]. All'inizio, ne sapeva poco o nulla».
    Non si possono dunque mescolare in un unico calderone, come fanno Verbitsky e i suoi seguaci, dichiarazioni di esponenti della gerarchia ecclesiastica del 1976 o 1977, che esprimevano un cauto appoggio - mai senza riserve - al nuovo governo militare, e apologie del regime degli anni 1980, riferibili a esponenti cattolici - fra cui alcuni vescovi - decisamente minoritari rispetto a una Conferenza Episcopale le cui dichiarazioni assumevano un tono sempre più critico e di denuncia.
    Veniamo al regnante Pontefice. Padre Bergoglio è stato provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina dal 1973 al 1979. In questo periodo ha dovuto fronteggiare la «teologia della liberazione» d'ispirazione marxista, di cui ha visto per tempo le derive che la Santa Sede avrebbe poi condannato nel 1984. Alcuni gesuiti, favorevoli alla «teologia della liberazione» e ostili al provinciale, cominciarono a muoversi in modo sempre più indipendente rispetto alla Compagnia di Gesù, respingendo al mittente i richiami del loro superiore. Fra questi c'erano i padri Orlando Yorio (morto nel 2000) e Francisco Jalics, animatori di una comunità nel quartiere di Bajo Flores a Buenos Aires.
    Nel febbraio 1976, visti inutili i richiami, il provinciale - cioè l'attuale Pontefice - sciolse la loro comunità. Il cardinale Bergoglio ha spiegato nella sua autobiografia che Yorio e Jalics al momento del colpo di Stato avevano già consegnato ai vescovi il progetto di costituzioni di una nuova congregazione, e che della vicenda conserva tutta la documentazione. Prima del colpo di Stato, che avvenne il 24 marzo 1976, Yorio e Jalics erano di fatto già usciti dalla Compagnia di Gesù, e nel maggio 1976 Yorio fu sospeso a divinis su iniziativa non di Bergoglio ma del cardinale arcivescovo di Buenos Aires Juan Carlos Aramburu (1912-2004).
    Il maggio 1976 la comunità di Bajo Flores è oggetto di un raid della polizia e Yorio e Jalics sono arrestati, andando a ingrossare le fila dei cosiddetti «desaparecidos». «Riappaiono» peraltro dopo sei mesi, in seguito a un negoziato tra la giunta militare e la Conferenza Episcopale, che ottiene la loro liberazione. I vescovi che condussero il negoziato hanno sempre riferito che il padre Bergoglio gli diede impulso dall'inizio alla fine, insistendo perché i due ex gesuiti fossero scarcerati.
    Sia Yorio sia Jalics hanno accusato l'allora provinciale Bergoglio di averli «denunciati» alla polizia come complici dei terroristi. Verbitsky si è fatto eco di queste gravi accuse, e ha passato anni a cercare documenti per sostenerle.
    Che cosa ha trovato? Sostanzialmente nulla, e la minuzia con cui ha frugato negli archivi è la migliore prova che i documenti non esistono. Alla fine, Verbitsky può esibire solo un foglietto, l'informativa di un funzionario del governo, addetto all'Ufficio dei Culti, tale Anselmo Orcoyen - peraltro redatta dopo la scarcerazione dei due sacerdoti, in occasione del rinnovo del passaporto a Jalics -, il quale riferiva di avere saputo da Bergoglio che i due ex-gesuiti avevano cattivi rapporti con le gerarchie, contro cui sobillavano anche alcune suore, che erano usciti dalla Compagnia di Gesù e che non trovavano nessun vescovo che li incardinasse.
    Verbistky ha scritto pagine e pagine sul fatto che l'appunto di Orcoyen contiene tre parole: «sospetto contatto guerriglieri», affermando che anche dopo la scarcerazione Bergoglio, riferendo a un funzionario pubblico della dittatura di possibili contatti di Yorio e Jalics con la guerriglia, li esponeva consapevolmente a rischi gravissimi.
    Ma a leggere l'appunto, di cui Verbitsky pubblica una fotocopia, insistendo sulla frase finale secondo cui «questi dati sono stati comunicati al signor Orcoyen dallo stesso padre Bergoglio», si scopre che la frase incriminata - «sospetto contatto guerriglieri» - fa parte di un paragrafo dove si riferisce che Jalics era stato per sei mesi in prigione, circostanza che le autorità non avevano bisogno di apprendere da Bergoglio perché la conoscevano benissimo.
    E quel «sospetto contatto guerriglieri» è la spiegazione del perché i due erano stati incarcerati. Da parte sua, il cardinale Bergoglio ha scritto in seguito che ricorda la conversazione, e che si era parlato di sospetti di contatti con la guerriglia a carico dei due ex religiosi, ma che a Orcoyen aveva detto che a quei «sospetti di contatti» - che comunque sono diversi dai contatti accertati - lui personalmente non credeva.
    L'appunto Orcoyen - il quale, lo ripeto, è l'unico documento che dovrebbe accusare padre Bergoglio - è il tipico documento poliziesco su cose riferite, di un tipo che conosciamo anche in Italia. E che dimostra che il provinciale, in un momento politicamente molto difficile, era comunque molto cauto: avrebbe potuto dire ben di peggio, dal momento che sui due ex religiosi c'erano voci che coinvolgevano in modo pesante non solo l'attività politica ma anche la moralità personale.
    Bergoglio ha scritto che aveva raccomandato prudenza agli ex confratelli, e che a chiunque chiedesse notizie di loro rapporti con il terrorismo aveva sempre risposto che a lui questi rapporti non risultavano. La gerarchia non li abbandonò dopo l'arresto, tanto che furono liberati. Ma è vero che ebbero difficoltà a farsi incardinare come sacerdoti diocesani prima a Buenos Aires, poi a Morón e a Santa Fe, e dovettero trasferirsi all'estero, Yorio, alla fine, prese un volo per Roma, che peraltro fu pagato dallo stesso Bergoglio. Verbitsky sostiene che nessun vescovo li voleva incardinare perché ai vescovi arrivavano cattive informazioni da Bergoglio e dal nunzio Laghi.
    Bergoglio nell'autobiografia afferma che fece del suo meglio per risolvere la situazione di Yorio e Jalics trovando loro un vescovo. Ma c'è poi così da stupirsi se, con precedenti così tormentati, i vescovi argentini erano riluttanti a incardinare i due ex-religiosi?
    Riassumendo: nella crisi della «teologia della liberazione» degli anni 1970, il provinciale dei Gesuiti si trovò di fronte a una comunità di base particolarmente radicale, e prese provvedimenti perfettamente giustificati. Li prese nel febbraio 1976, prima del colpo di Stato. Dopo il quale non c'è l'ombra di una prova che abbia denunciato i due responsabili della comunità alla polizia. Quando furono arrestati, operò per la loro scarcerazione, che fu ottenuta.
    In seguito, a chi gli chiese informazioni sui due, disse la verità su fatti del passato, senza particolare malanimo. Né risultano dichiarazioni favorevoli del padre Bergoglio sulla dittatura militare in genere.
    Più tardi, come arcivescovo di Buenos Aires e presidente dei vescovi argentini, promosse una politica di riconciliazione nazionale e purificazione della memoria, in cui anche la Chiesa chiedeva perdono per il sostegno di alcuni vescovi e religiosi - fra cui non c'era stato però Bergoglio - alle politiche repressive della dittatura.
    La macchina del fango, dunque, mente come al solito. E non c'è nulla da chiarire, perché ogni minuto documento è stato ritrovato e pubblicato. Infine, occorre sottolineare con vigore che - prendendo provvedimenti contro la teologia della liberazione e chi la sosteneva - il provinciale Bergoglio fece solo il suo dovere.
    Il 5 dicembre 2009 Benedetto XVI ha ricordato il venticinquesimo anniversario dell’istruzione «Libertatis nuntius» da lui firmata nel 1984 come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in cui condannava la teologia della liberazione e l’«assunzione acritica fatta da alcuni teologi di tesi e metodologie provenienti dal marxismo. Le sue conseguenze più o meno visibili fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia si fanno sentire ancora oggi creando […] grande sofferenza».
    Parlando – e la circostanza non è poco significativa – a vescovi latino-americani, l'attuale Papa emerito aggiungeva in quell'occasione: «Supplico quanti in qualunque modo si sentissero attratti, coinvolti o raggiunti nel loro intimo da certi principi ingannatori della teologia della liberazione perché si confrontino nuovamente con la citata Istruzione, accogliendo la luce benigna che essa offre con la mano tesa; a tutti ricordo che la regola suprema della propria fede proviene dall'unità che lo Spirito ha posto tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa in una reciprocità tale per cui i tre non possono sussistere in maniera indipendente».
    Parole che valgono anche per il Magistero del nuovo Papa Francesco. Resistendo fin da ora ai tentativi della macchina del fango di distoglierci dall'essenziale rimestando vecchie menzogne.


giovedì 14 marzo 2013

Habemus Papam ma il governo italiano stenta




Da: Giornalettismo

Tutte le polemiche sul nuovo Papa Francesco

13/03/2013 - Fiero oppositore dei matrimoni gay e dell'aborto. E' implicato nel caso del rapimento di due sacerdoti durante la dittatura




Tutte le polemiche sul nuovo Papa Francesco




Il nuovo Papa non ha fatto in tempo a benedire i fedeli che già in molti hanno mostrato di non aver gradito la sua elezione. La Nacion ad esempio ci presenta uno spaccato del nuovo Pontefice Francesco I, al secolo Jorge Bergoglio, ricordando come l’arcivescovo di Buenos Aires sia uno strenuo oppositore dei matrimoni gay e dell’aborto e di come in passato sia stato accusato del rapimento di due sacerdoti, avvenuto durante la dittatura militare. Insomma, anche un Papa apprezzato e “del popolo” come Papa Francesco ha i suoi detrattori.

CONTRO I MATRIMONI GAY - Nel corso della discussione del disegno di legge finalizzato alla legalizzazione del matrimonio tra due persone del medesimo sesso, Bergoglio pubblicò una lettera di rifiuto indirizzata ai quattro monasteri di Buenos Aires. Queste le sue parole:
“Cerchiamo di non essere ingenui: non si tratta solo di una lotta politica ma parliamo della pretesa di distruggere il progetto di Dio”
Bergoglio poi aggiungeva:
“Non parliamo solo di un disegno di legge ma di una mossa tesa ad ingannare i figli di Dio. Questa è opera dell’invidia del Diavolo in grado di entrare con il suo peccato nel mondo nel tentativo di distruggere l’immagine di Dio, ovvero quella di uomo e di una donna il cui compito è quello di crescere, moltiplicarsi e dominare la Terra”
LA DIFESA DELLA VITA - Il matrimonio omosessuale è diventato legale il 15 luglio 2010. Come detto il neo-Papa si è distinto per le sue posizioni contrarie all’aborto, ritenuto ripugnante anche se richiesto a seguito di uno stupro. Lo scorso settembre, a seguito di una sentenza della Corte Suprema, il sindaco di Buenos Aires Mauricio Macrì ha deciso di regolamentare gli aborti resi necessari da una violenza sessuale. Bergoglio definì tale decisione “deplorevole”. L’arcivescovo della capitale avvertì in una dichiarazione che l’intenzione del Sindaco era finalizzata a rimuovere il valore supremo della vita e di ignorare i diritti del nascituro. Ed in un documento della conferenza episcopale argentina aggiunse che “l’aborto non è mai una soluzione”.
COINVOLTO IN UN RAPIMENTO? - Riferendosi ad una madre con bambino, l’uomo di Chiesa ha spiegato che ci si trova davanti a due persone e che per questo entrambe devono essere conservate, visto che la vita è un valore assoluto. Ma non è tutto. Nel 2005 il Los Angeles Times riaprì un capitolo oscuro del neo-Pontefice a causa della denuncia di un avvocato il quale accusò Bergoglio di essere dietro il rapimento di due preti, avvenuto nel 1976. All’epoca Francesco I era già in predicato di diventare Papa ma venne superato da Joseph Ratzinger.
VECCHIE CALUNNIE - L’accusa, formalizzata in un tribunale della capitale argentina, è relativa al coinvolgimento dell’Arcivescovo nell’atto criminale svolto sotto la dittatura militare. In realtà non venne specificato il ruolo del porporato ma secondo la legge argentina è possibile denunciare una persona anche con poche prove a sostegno della propria tesi. Nel 1976 Orlando Yorio e Francisco Jalis vennero rapiti da militari di marina. Vennero ritrovati in un campo seminudi e drogati cinque mesi dopo. All’epoca Bergoglio era a capo dei Gesuiti d’Argentina ed all’epoca le accuse vennero liquidate come “vecchie calunnie".



Piazza S. Pietro piena e parte di Via della Conciliazione pure, al freddo e sotto la pioggia: questa è la potenza della Chiesa Cattolica.
Non saranno stati tutti cittadini italiani, c'erano molti stranieri, ma comunque erano tanti.
Come voteranno in Italia quei tanti?
A giudicare dai risultati conseguiti dai partiti di ispirazione cattolica in queste elezioni 2013 non votano per essi.
Visibilmente sono tanti i cattolici che inneggiano al Capo della Chiesa Cattolica, ma nell'urna sono pochi, oppure votano in altro modo!
Per Berlusconi non posso crederlo! Vista la sua condotta morale: ha fatto figli con Veronica Lario avendo ancora una moglie in carica, poi due divorzi, storie di orgette chiamate "bunga-bunga"... Come può un cattolico, che agogna l'elezione del Papa come conduttore della morale delle anime, votare per un sibarita come Berlusconi?!
Per i residuali frammenti del Partito Comunista neanche a parlarne! Anche se ho conosciuto un prete marista che votava per questo partito quando ancora era PCI, ma era ritenuto un pazzo dai suoi confratelli...
Per il terzo grande partito italiano o Movimento di Beppe Grillo mi è difficile pensarlo, anche se possibile...
Mistero!
Come mistero è il costruendo governo italiano! Il Papa non risolverà i problemi economici dell'Italia che tutta attende le decisioni delle rissose fazioni che ormai si è ridotta a votare!!!

mercoledì 13 marzo 2013

Stato Italia e Stato Vaticano

Da: La Stampa.it

Conclave, il secondo giorno. La fumata è ancora nera



I cardinali riuniti nella Cappella Sistina per le nuove votazioni. fumata nera, le votazioni continuano
redazione (vatican insider)


14.13 Il cardinale Roger Mahony, accusato negli Usa di aver coperto dei casi di pedofilia, «ha tutti i diritti di prendere parte al Conclave». Lo ha rilevato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi riferendosi alla posizione della Snap, associazione delle vittime degli abusi. «Conosco come lo Snap fa le sue accuse e come gli dà eco, approfittando del momento particolare», ha aggiunto.

Da: Il Messaggero.it

Intervista/Appello di Regina al Quirinale
«Serve un governo per salvare l'Italia:
sbloccare i crediti vantati dalle aziende»




ROMA - Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria con delega allo sviluppo economico, lancia un nuovo grido d’allarme sulla crisi in un'intervista pubblicata sul Messaggero oggi in edicola. Ecco un'anticipazione del suo appello.
SERVE SUBITO UN GOVERNO SALVA-ITALIA
«Serve un governo di unità nazionale - dice Regina - che sblocchi i 71 miliardi di crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione, rilanci gli investimenti, allenti il patto di stabilità». Regina chiede di mettere da parte gli interessi particolari per il bene del Paese

EMERGENZA, ECONOMIA AL CENTRO DEL PROGRAMMA
«Il tempo è scaduto - dice Regina - l’economia deve essere al centro dell’azione di governo altrimenti la situazione può aggravarsi ancora. Del resto la situazione è per certi aspetti drammatica. Il 2012 si è chiuso con un calo del Pil del 2,4% e siamo tra i peggiori tra i Paesi dell’Ocse. Pensavamo ad un 2013 migliore, invece la variazione acquisita del Pil per il 2013 è pari già a -1% e dopo le elezioni il quadro di ingovernabilità in cui siamo precipitati fa aumentare i timori. Purtroppo anche i dati Pmi di febbraio non sono confortanti e a gennaio la disoccupazione è salita all'11,7%. Insomma, il Paese ha urgente bisogno di riforme, di un esecutivo stabile, di un quadro di certezze per favorire gli investimenti e ripartire». 

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Ieri ben quattro reti televisive mandavano servizi in continuità sul Conclave per l'elezione del Papa: reti RAI e Mediaset!
Ad ogni telegiornale si ripetono lunghe notizie sull'andamento delle elezioni del Capo religioso del mondo cattolico e Capo di Stato Vaticano. Eh, sì! Non bisogna dimenticare questo doppio ruolo del Papa con tutto quello che ne consegue!
Sono sbalordita dalle interviste che tali telegiornali mandano fatte a gente che gira per Piazza S. Pietro: sono tutti in attesa... anche sotto la pioggia!
Onestamente non capisco. Eppure sono nata cattolica e dagli 11 ai 18 anni sono stata iscritta in Azione Cattolica, vivendo in quel mondo totalmente. Oggi, a 66 anni, ho capito che non c'è nessun Dio che si interessi all'uomo più di quanto non si interessi alla vita delle formiche... Ma questa può essere una personalissima convinzione acquisita con l'esperienza di vita e molta riflessione, però, anche accettando che ci sia chi ha una incrollabile fede in un Dio trascendente ed invisibile, mi chiedo come non possa confrontarsi con l'enorme contraddizione di questo Stato che vive dei proventi dell'amministrare a livello mondiale il bisogno di speranza! Stato ricchissimo! Sanno i fedeli quanto costa la veste di un Cardinale? E' un esempio. Hanno idea di quanto può costare mantenere un simile apparato che la televisione mostra in tutta la sua magnificenza? Non notano la contraddizione quando dalla loro bocca escono parole, sempre dette con atteggiamento umile, come POVERTA'?
Evidentemente no. Altrimenti non si preoccuperebbero dell'elezione di un nuovo Papa, ma si dovrebbero preoccupare della loro nazione senza un governo!  
I posti di lavoro, l'avvenire dei loro figli, non dipendono dal Papa, ma da chi hanno votato e che pensa solo ai propri egoismi di parte e se ne strafotte della sorte di noi tutti. 
Io ho votato il Movimento 5 Stelle sperando che avrebbero cambiato le cose... Ma sto notando che... Beh! Rimando ancora di qualche giorno il mio giudizio...

martedì 12 marzo 2013

Che facce!


Da: La Repubblica.it

Processi Berlusconi, Alfano da Napolitano
Grillo: "Solidarietà ai magistrati di Milano"

Dopo la manifestazione inscenata ieri fuori e dentro l'aula del Tribunale di Milano, il segretario Pdl  e i capigruppo uscenti di Camera e Senato salgono al Colle. Al centro dell'incontro la vicenda giudiziaria che riguarda Silvio Berlusconi e l'ipotesi di non partecipare alle prime sedute del Parlamento. Il leader dei 5 Stelle sul suo blog irride la protesta dei parlamentari pidiellini e appoggia i pm milanesi.

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Maurizio Gasparri PdL
Stamane ho visto un pezzo della trasmissione "Agorà" di RAI 3 e un pezzo della trasmissione "Omnibus" su LA7; in quest'ultima l'arrogante uomo senza dubbi che risponde al nome di Gasparri disquisiva sul fatto che la manifestazione sui gradini e nell'atrio del Tribunale di Milano, ad opera di rappresentanti del Parlamento uscente ed entrante, era dovuta al fatto che loro del PdL dovevano riunirsi in gruppo ma mancavano Ghedini e qualcun altro di cui mi sfugge il nome, anche loro parlamentari PdL, perché costretti a rimanere presso il Tribunale per le note vicende giudiziarie del loro leader Berlusconi. 
A parte le parolacce che, (nonostante io sia ormai una nonna e dovrei contenermi), mi affioravano alle labbra, mi è venuta immediata la frase: "Ma perché dei parlamentari pagati pure da me (prebende, vitalizi, benefit e tutto compreso) stanno a lavorare svolgendo la loro libera professione e guadagnando altri soldi invece di stare in Parlamento?"
Il giornalista Tommaso Labate
Passando su "Agorà" la mia frase l'ha detta in diretta televisiva il giovane giornalista  Tommaso Labate, segno che è pensiero comune e, direi, ovvio! Berlusconi non mettesse in Parlamento i suoi avvocati, oppure, se vuole metterceli (e noi non possiamo purtroppo impedirlo), prenda e paghi altri avvocati e non chi deve fare attività politica!

Ed ora la manifestazione pro-perseguitato Berlusconi!
Senza togliere niente alla parzialità di certi magistrati, Berlusconi per farsi perseguitare penalmente ce l'ha messa tutta!
Chi gli ha detto di frequentare minorenni senza accertarsi che lo fossero?
Chi gli ha detto di telefonare in Questura per far consegnare la minorenne a quella personcina che è la Minetti?
Chi gli ha detto di "comprare" quella faccia lombrosiana di De Gregorio che non si vergogna nemmeno un po' nel rivelarlo?
Chi gli ha detto di pagare Mills?
Lui è fermamente convinto che tutti abbiano un prezzo, sarà pure vero vista la scarsa moralità che c'è in giro, però questo è contro la legge e lui così dà il destro a questi magistrati che l'hanno con lui per metterlo sotto accusa!

E' nato nel 1936! Si desse una calmata!

Le facce che le telecamere hanno immortalato sulla scalinata del Tribunale di Milano erano penose nel loro "lecchismo" nei confronti di questo vecchietto arzillo con qualche acciacco ma indomito! Tutte sembravano dire: "Senza di te Silvio niente più poltrone e bella vita a spese di questi stronzi degli italiani di cui a noi non ce ne frega niente!" Infatti hanno minacciato di non andare in Parlamento i "nuovi eletti"! Ma che gliene frega dei problemi da risolvere per il Paese? Loro continuano a fare i giuochini, le manifestazioni per il vecchietto perseguitato, senza il quale che fanno nella vita? Chi li vota? Alfano non è simpatico come Silvio, se Silvio non andava da Santoro e non ricominciava alla grande la "kermesse" elettorale loro non se li filava nessuno! Dunque tutti a dire: "Copritelo bene se no piglia freddo!"
Dunque facciamo l'appello, loro ci tengono a che si dica che c'erano per Silvietto loro benefattore!
Alessandra Mussolini, (e non ci meravigliamo certo!);
Stefania Prestigiacomo, (e ci meravigliamo solo un po');
Polverini (quella che aveva portato (d'accordo tutti però!) i soldi a disposizione dei Gruppi Consiliari della Regione Lazio a 14 milioni di euro, però non c'erano soldi per la Sanità);
Razzi (uno di quelli che solo Di Pietro si poteva accattare);
Scilipoti (idem come sopra);
Fitto (quello che è stato Presidente della Regione Puglia e pure lui un "perseguitato" dalla Giustizia);
Verdini (quello delle telefonate intercettate al Presidente di MPS in cui gli chiedeva milioni di euro);
Minzolini (quello che faceva un telegiornale da ridere su RAI 1);
Bonaiuti (quello che non si sa perché Silvietto lo mantiene);
Brunetta (quello che, ahimé, è professore di economia nell'università dove io lavoravo che non è un faro se ha professori come lui);
Giovanardi (quello che dice che l'aereo di Ustica è cascato (più o meno) da solo);
Gelmini (quella che ha finito di rovinare la Scuola Pubblica);
Ravetto (quella con i capelli tinti di biondo e la riga nera);
Santanché (me la stavo per scordare! Ma scherziamo?!);
Vittoria Brambilla (quella dai capelli rossi (tinti perché è castana naturale) e dei cani che pare che li ami solo lei!);
Alfano! (e che te lo dico a fà! Se non tornava Berlusca gli toccava tornare a fare l'avvocato cercandosi le cause pe' magnà)!

Eccoli qua sotto, tutti insieme appassionatamente



Finalmente Grillo esce "dall'arrocco"


Da: Reggionline



Grillo: "Bersani firma qui e rinuncia ai rimborsi elettorali"

"Ho preparato il documento che può firmare per ufficializzare il rifiuto ai 50 milioni che gli spettano"







La lettera che Bersani dovrebbe firmare secondo Grillo 
La lettera che Bersani dovrebbe firmare secondo Grillo
ROMA - Rimborsi elettorali, Beppe Grillo incalza il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e gli chiede di dire no a quasi 50 milioni di euro. Di più, il leader del Movimento 5 Stelle ha già presentato il modulo, basta solo una firma del segretario. Scrive Grillo sul suo blog: "Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".
La lettera verrebbe indirizzata al futuro presidente della Camera e il Pd dovrebbe chiedere di rinunciare ai 48.856.037,50 di euro dei rimborsi elettorali. Dice Grillo :"Il Movimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore (per la verità, secondo molti, non ne avrebbe neanche diritto dato che è un movimento e non un partito, non ha uno statuto e nemmeno un tesoriere) per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà nè i rimborsi per le spese elettorali, nè i contributi per l'attività politica. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 48 milioni di euro (al Pdl "solo" 38)".
Aggiunge Grillo: "Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".

Cominciavo a disperare di aver dato il mio voto su tutte e tre le schede al Movimento 5 Stelle per niente!
La tecnica dell'arrocco come si usa negli scacchi non va bene. La voglia di non contaminarsi la posso anche capire, la voglia di essere coerenti pure, ma chi non è "grillino" ma vi ha dato fiducia si aspetta che qualcosa facciate per non mandare il Paese in malora definitiva visto dove l'hanno portato questi falsi e profittatori!
Dunque benissimo la mossa! 
Anche questo articolo scrive qualcosa sui rimborsi elettorali con la quale NON SONO assolutamente d'accordo:... secondo molti, non ne avrebbe neanche diritto dato che è un movimento e non un partito, non ha uno statuto e nemmeno un tesoriere... La legge è stata fatta contro la volontà espressa dagli Italiani e se la sono fatta su misura! Che diventino tutti dei Movimenti allora!
La girano e la rigirano in malafede perfetta! E spero che si scavino sempre più la fossa dentro la quale auspico che precipitino con i Fassina, le Bindi, le dame che fanno spesa da IKEA con 3 uomini della polizia e varie auto blù, pagati dai fessi come noi che paghiamo le tasse, a fare da scorta alla loro scelta delle padelle (vedere mio post del 24 maggio 2012).
Speriamo in Renzi, che infatti è isolato da codesti figuri, e che aveva parlato come parla tutt'ora molto tempo fa (anche questo documentato in miei post in archivio).
Dunque Grillo ha fatto la mossa giusta. Inchiodateli, metteteli nell'angolo delle loro bugie e contraddizioni.
Se lo facessero dare con il 5 x mille il finanziamento! Così glielo dà chi vuole che esistano! 
Vergogna! Rimborso vuol dire che devi presentare fattura o ricevuta fiscale se hai usato soldi pubblici: così è per qualsiasi Funzionario dello Stato che abbia svolto funzioni per la Pubblica Amministrazione. Questi continuano a difendere privilegi che si sono tagliati e cuciti addosso su misura per fregarci! Continuano a sventolare il falso motivo dell'indipendenza da finanziatori che potrebbero condizionarli!
Ma i 98.000 euro che Bersani ha preso dall'ILVA per la sua campagna elettorale delle precedenti elezioni? Puah!!!