martedì 23 aprile 2013

Napolitano e "la regressione"

Ha ragione Napolitano a parlare di "regressione" ma non nel senso che dice lui: la regressione sta nella pervicace volontà dei Partiti di non voler ascoltare la richiesta di cambiamento, di innovazione, che viene dal popolo e che è arrivata all'interno della Casta di potere, tanto è vero che ne parlano a iosa in tutti i dibattiti televisivi.

Ciò nonostante qualcuno fa girare la voce che dovrebbe dare l'incarico a Mickey Mouse Giuliano Amato!

Gli italiani hanno votato con una legge elettorale di mer... , (perché proprio non l'hanno voluta fare una diversa, nonostante i moniti di Napolitano), dando come messaggio forse che volevano essere governati dal peggio del vecchio socialismo craxiano?!

Ma vogliono la ribellione nelle piazze? Mi fa specie Mieli che stasera a "Ballarò" ha parlato bene di quel nome! 
Mi sono sbagliata pure su Mieli allora!
Un grande giornalista che interpreta in codesto modo la richiesta di cambiamento che viene dal basso?

Un vecchio stanco al Quirinale e un craxiano al Governo!

Ha ragione Nicola Vendola che usa la parola "Restaurazione"!

La Casta sta regredendo ed attua la Restaurazione!

Che Napolitano sciolga le Camere allora. Voteremo 5 Stelle in massa e forse avremo il cambiamento.

Oppure desse il mandato a Renzi.
Altrimenti non si lamentassero dell'avanzare del Movimento di Grillo.

Rimozione della realtà

Da: Il Giornale.it
In un ristorante vicino alla Camera uno stuolo di manifestanti che sta lasciando piazza Montecitorio dopo l’elezione di Napolitano insulta il deputato del Pd Dario Franceschini al grido di "Buffone!", "Traditore!", "Venduto!". Un giovane avvolto in una bandiera rossa gli urla in romano "’A Franceschì ma li mortacci tua...". Altri lo filmano e parte un coretto "Che te vada per traverso-Che te vada per traverso!". Franceschini alla fine esce dal locale e invita alla calma: "C'è gente a tavola, su".

Nei vari tentativi goffi di mistificazione nelle reti RAI hanno dato la sopra riportata notizia dicendo che la contestazione era opera "dei grillini".
Questo episodio marginale sarebbe risibile e basta, se non fosse sintomo di una tragedia istituzionale strutturale da cui non si riesce ad uscire per le resistenze di chi NON vuole sentire quello che il popolo dice con il voto e con le pacifiche ma forti manifestazioni di piazza. 
Non di "grillini" si trattava, ma di giovani del partito di Franceschini stesso che gli rimproveravano la paralisi istituzionale che li ha spinti al conservatorismo più spinto, imbalsamando un povero ma lucido vecchio su una poltrona in cui proprio non voleva più stare!
Ai "grillini" che gliene importa, per non dire peggio, di quello che fanno gli esponenti del PD! Ai giovani, e non solo, della base del PD invece brucia e molto il loro dissennato comportamento.

Beppe ho il vomito pure io!

Guarda chi si vede e con chi!!!
Ho conosciuto Danilo Amelina in Via Caracciolo, 2, Roma, sede di molte iniziative di suo cognato, Claudio Bucci: ex Consigliere Regionale di Italia dei Valori per ben due volte (non so se precedentemente, posso testimoniare solo da quando l'ho conosciuto io), di cui l'ultima finita male a causa del furto perpetrato da Maruccio, Capogruppo IdV alla Regione.
Dopo si è saputo che Bucci era nel gruppo ristretto in cui tutti i partiti, presieduti dalla Polverini, si erano votati 14 milioni di euro a disposizione dei Gruppi dei partiti in Regione Lazio. Sembrandogli un milione di euro troppo poco si vede!
Amelina era Consigliere Provinciale in un partito cattolico, con tutte idee di quell'orientamento: contrario alla Legge sull'aborto ad esempio...
Dopo che me ne sono andata disgustata da Italia dei Valori (e lo scandalo Maruccio ancora non c'era stato!) ho saputo con sorpresa che egli stava per confluire in Italia dei Valori, partito favorevole alla Legge 194 ad esempio!
Ho pensato ad opportunismo naturalmente e al fatto che voleva unirsi al cognato: tutto in famiglia!
Dopo lo scandalo dei soldi pubblici presi da Vincenzo Maruccio Italia dei Valori, per fortuna, è implosa!
A quel punto, anche se Di Pietro cercava di raccogliere i cocci, Amelina non ha sentito più "la vocazione" IdV.
Ora ricompare accanto ad Ignazio Marino in odore di voti dei nomadi (così ci hanno informato i TG).
Di sé Amelina scrive:
    
Sono stato fondatore e presidente di due Cooperative di assistenza sociale con attività rivolte a bambini ed anziani. Sono stato membro per molti anni (fino al 1988) del Consiglio Pastorale delle Parrocchie S. Filippo Neri e Nostra Signora Immacolata di Lourdes Promotore e fondatore dell’Associazione di Volontariato Asso18 Promotore della Associazione e Consulta di Volontariato del Municipio 18.
omissis
....l’esperienza nel mondo del volontariato a sostegno delle classi più deboli e più indifese ed emarginate (i minori, gli anziani, gli immigrati, i senza fissa dimora,...
Magari pure i nomadi?
Mi chiedo come mai Ignazio Marino, che pure mi piaceva, (ma mi piaceva pure Antonio Di Pietro... quindi non sono indenne da cantonate) non abbia continuato ad operare visto che, (dicono) fosse un bravo chirurgo... chissà perché...

Danilo Amelina candidato nella Lista Civica per Ignazio Marino Sindaco


Vi aspetto 
Venerdì 3 Maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.00
presso Domus Mariae Palazzo Carpegna
Via Aurelia 481 Roma
dove con il Presidente delle Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed il candidato a Sindaco di Roma, Ignazio Marino, darò il via alla campagna elettorale per la mia candidatura nella Lista Civica per Ignazio Marino Sindaco.
Durante l'incontro verranno inoltre presentati i candidati nei vari Municipi.
Grazie 
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Da: Blitz Quotidiano
Amelina: “Mio figlio rapinatore perché bocciato”. Cattivi papà della politica


Pubblicato il 26 settembre 2012 16.28 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 16.44







ROMA -”Mio figlio era probabilmente deluso per non essere riuscito a passare per tre volte il concorso d’accesso a Medicina. Ora comincerà invece Giurisprudenza”. Ecco perché, appena 18enne, questo ragazzo ha rapinato una prostituta incontrata per caso per strada. Chi ha pronunciato queste scuse, non richieste, per gli errori commessi dal figlio? Un padre molto italiano, perché forse moltissimi suoi connazionali avrebbero fatto lo stesso. Un reato ridimensionato a bravata. Perché il figlio era stato respinto ai test universitari. Ma se ci permettiamo di sottolineare il comportamento di questo specifico papà italiano è perché Danilo Amelina è anche un rappresentante della cosa pubblica. E’ infatti capogruppo dell’Italia dei Valori alla Provincia di Roma. Ed è per questo suo ruolo, quello di politico eletto, che ci permettiamo di commentare il suo comportamento. Perché se un reato, punito dal giudice con una pena di 5 mesi, se viene commesso dal figlio viene ridimensionato a bravata per una delusione, davanti abbiamo un “cattivo papà” della cosa pubblica.
Va compreso, questo figliolo che ha fatto un errore, appena pochi giorni dopo essere diventato maggiorenne. Ecco cosa ci dice il suo papà. Valerio Amelina, 18 anni, è stato arrestato tre notti fa a Villa Pamphili, parco a due passi dal Gianicolo, insieme a un complice coetaneo. I due ragazzi avevano rapinato una prostituta. Hanno patteggiato con il giudice, sono stati condannati a 5 mesi e dieci giorni, e rimessi in libertà.
Dopo il “fattaccio” il papà capogruppo Idv ha sentito la necessità di spiegare al Corriere della Sera chi è suo figlio: “Mio figlio e il suo amico hanno sbagliato ma non sono dei criminali. La loro è stata una bravata, una stupidaggine. Tuttavia si sono presi le loro responsabilità, hanno ammesso tutto e hanno voluto patteggiare. Un esempio per una società dove non paga nessuno”. Il giovane, la gogna mediatica “proprio non se la merita”. Il ragazzo, limitandoci ai soli elementi di cronaca, pur essendo figlio di un medico e capogruppo alla Provincia, una notte ha deciso di rapinare una prostituta. Non essendo spinto, evidentemente, da urgenze economiche, quale può essere stata la molla? Il padre, sul Corriere, si limita ad avanzare ipotesi: “Forse la delusione per non essere riuscito a passare tre volte il concorso d’accesso a Medicina dopo un’estate passata sui libri”. “Forse una birra di troppo”. Forse, però. “E’ un bravo ragazzo”, “non è vero che ha cercato di sfruttare il fatto di essere figlio di un politico”. Alla fine dell’articolo la rapina alla lucciola diventa un fatto piccolo piccolo (“hanno chiesto perdono per aver aggredito quella ragazza”), fino a sembrare un battibecco tra bambini: si sono scusati “per averla fatta piangere”. Non possiamo dire se questo padre è o no un cattivo papà per suo figlio. Ci limitiamo a chiederci se il politico che ridimensiona e scusa un reato (seppur accettando la pena stabilita da un giudice) quando è commesso dal figlio, sia anche un “bravo papà” della cosa pubblica.

Ed ora passiamo a Claudio Bucci:
Carissimi,
questa mail è indirizzata ai tanti amici che, nel tempo, mi hanno seguito con affetto ed entusiasmo, non facendomi mai mancare il proprio sostegno ed il proprio affetto.
Il teatrino a cui stiamo assistendo impone ad ognuno di noi di non rimanere fermo a guardare ed a tal riguardo  ho aderito al progetto politico del Segretario Nazionale del P.S.I. Riccardo Nencini che si è distinto  come parte importante di una sinistra riformista.
Nell’ambito di questo progetto impegnativo di sinistra europea ho condiviso la  visione  del Partito accettando di candidarmi come consigliere comunale.
Se vuoi essere attivo in questa campagna elettorale, non esitare a metterti in contatto con il COMITATO ELETTORALE di Via A. Patti n. 5.
C’è bisogno della disponibilità di tutti, chiamami al mio numero personale 333 6349902 oppure allo 06/83089987.
Insieme possiamo farcela, nelle fila del P.S.I., alle prossime elezioni amministrative di Roma.
Ti chiedo allora di sostenermi anche stavolta poiché Roma è la nostra città, la capitale d’Italia ed è importante essere rappresentati nel suo consiglio comunale per incidere su decisioni che possono migliorare la nostra vita quotidiana e che direttamente vadano a caratterizzare anche l’espressione nazionale.

Claudio Bucci

Gente ma votateli no?! Il nuovo che avanza! Si cambia casacca e via! Sono sempre in circolo!
Qualificante per Ignazio Marino, ma pure, diciamolo, per Zingaretti!
Gira, gira, l'importante è stare sulla giostra!

domenica 21 aprile 2013

Misteri mica tanto misteriosi

Scrive Barberis nell'articolo riportato nel mio post precedente:
Il terzo potere forte ostile a Rodotà è la massoneria: non quella deviata, le varie P2 e P3, ma quella “buona”, cui aderiscono molti insospettabili di tutti i partiti, anche di sinistra o pretesa tale.

E' evidente che fra "fratelli di loggia" ci si aiuta ed il legame massone trascende altri interessi che dovrebbero essere "leganti" come quelli ideologici politici e men che meno quelli dell'interesse VERO del Paese.

LA POLEMICA

"I massoni di sinistra? Nelle logge sono 4mila"

Il Gran Maestro e il caso Pd: "Scoprono ora che la sinistra è figlia anche della massoneria". "E' ora di finirla con la leggenda della segretezza, frutto avvelenato di Gelli" 

di ALBERTO STATERA

"Quando nel mondo la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera", recita ironico il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gustavo Raffi, avvocato ravennate dal profilo un po' risorgimentale, ex segretario locale del defunto Partito repubblicano di Ugo La Malfa, quando gli si chiede di commentare l'improvvisa fiammata antimassonica di parte del Partito Democratico. E l'Opus Dei? E Comunione e Liberazione? E tutti i mariuoli, clericali o non, ormai in circolazione per ogni dove? E tutti i seri problemi del paese che il Pd tende spesso a rimuovere imboccando improbabili vie di fuga? Il Gran Maestro se lo chiede, ma la delibera assunta lunedì dalla Commissione di Garanzia presieduta da Luigi Berlinguer, proveniente da una vecchia famiglia massonica il cui capostipite Mario, padre di Enrico e Giovanni, era Gran Maestro della Loggia di Sassari, in fondo non gli dispiace: "Al di là della temporanea sospensione dei fratelli pd iscritti - dice - c'è un percorso serio per capire la questione e non infliggere una censura dogmatica; è un percorso laborioso, ma simile a quello già tracciato saggiamente dal lodo di Valerio Zanone e Giovanni Bachelet". Ma non gli va giù che i problemi interni di un partito in cui si è rivelata difficile la convivenza tra l'anima cattolica ex democristiana con quella laica ex repubblicana, ex socialista ed ex comunista, tirino inopinatamente in ballo "una delle più importanti agenzie produttrici di etica che abbia creato dal suo seno la storia dell'occidente, come il professor Paolo Prodi ha efficacemente definito la massoneria".

 Un fatto è certo, i massoni del Partito democratico, che dovranno ora rivelarsi, sono a bizzeffe, come garantisce l'ex sindaco comunista di Pistoia Renzo Baldelli. Col Gran Maestro recalcitrante, che giura di non aver mai chiesto di mostrare la tessera di partito ai suoi fratelli ("Se no verrei messo fuori dal consesso della massoneria mondiale") tentiamo un computo, che ci porta a un totale di oltre 4 mila su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50 per cento dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Firenze e Livorno. Di questi almeno 4 mila diessini, molte centinaia ricoprono cariche politiche, amministrative o dirigenziali, come in passato il Gran Maestro aggiunto Massimo Bianchi, che è stato vicesindaco socialista di Livorno. Adesso dovranno rivelarsi ed è facile prevedere che non sarà un'operazione indolore.

Ma Gustavo Raffi pensa che potrebbe venirne persino un bene, cioè "la fine di questa leggenda della segretezza, frutto avvelenato delle gesta del materassaio di Arezzo, che non ha ragione di persistere. Ma come si fa - si accalora - a confondere il Grande Oriente, scuola di etica e di classe dirigente, con i mariuoli che infestano il paese anche in false massonerie? Il fascismo, perseguitandola, costrinse la massoneria al segreto, ma oggi siamo un'istituzione trasparente tornata nella storia. Lo dimostrano le decine di nostri convegni culturali con partecipanti del calibro di Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Galimberti, Giuseppe Mussari, Ignazio Marino, Paolo Prodi, Gian Mario Cazzaniga e tanti, filosofi, storici, accademici di reputazione e scienza preclare. Il Pd si accorge adesso che la sinistra è figlia anche della massoneria? Fanno fede i nomi dei fuorusciti a Parigi durante il fascismo, le Brigate partigiane in Spagna e la Costituente, dove su 75 membri 8 erano massoni, da Cipriano Facchinetti ad Arturo Labriola, Meuccio Ruini... ".

Gran Maestro - lo interrompiamo - per favore, non torniamo a Garibaldi e Bakunin e ai generi massoni di Marx, il fatto è che in un passato più recente le vicende della massoneria ufficiale non sempre sono apparse commendevoli. Tra l'altro, nel governo e nella attuale maggioranza di destra si dice ci sia la più alta concentrazione di massoni (e di Opus Dei) mai vista, come ha rilevato l'ex presidente Francesco Cossiga, che se ne intende. A parte Berlusconi, Cicchitto, che erano nella P2, e al consulente di Gianni Letta, quel Luigi Bisignani che ne era il reclutatore, ce ne sarebbero molti altri, a cominciare da Denis Verdini, che però ha smentito. Per non dire dei Lavori Pubblici, culla della Cricca degli appalti, considerato il ministero col maggior numero di dirigenti massoni. Il Gran Maestro non sfugge: "Io le posso dire in tutta coscienza che, tolti quelli che giocavano a nascondino col materassaio di Arezzo e che con noi non hanno nulla a che fare, abbiamo fatto un'attenta analisi dei nomi emersi come appartenenti alla Cricca e delle intercettazioni telefoniche pubblicate sui giornali. Abbiamo trovato solo un nome nelle nostre liste e l'abbiamo sospeso immediatamente. Se ne emergeranno altri, stia certo subiranno la stessa sorte". Inutile insistere per ottenere il nome, il Gran Maestro garantisce di non ricordarlo, ma promette di ricercarlo, perché dice di sognare una massoneria supertrasparente come quella americana, cui i fratelli sono fieri di appartenere, dove le logge sono indicate al centro delle città con grandi cartelli stradali, "come già abbiamo fatto a Ravenna mettendo la targa sulla nostra sede, perché se ti nascondi finisci alla gogna". Ma nulla autorizza la componente cattolica del Pd a confondere la massoneria storica con pseudomassonerie affaristiche, "se no è come se io dicessi non che un partito è degenerato, ma che tutti i partiti sono degenerati, mentre, pur se disastrati, continuano ad essere il cardine della democrazia. Mai dirò che i partiti inquinano la massoneria, ribaltando l'affermazione di quel parlamentare del Pd, il quale ha osato dire che la massoneria inquina il suo partito". Se la teoria del senatore di Magliano Sabina Lucio D'Ubaldo prendesse piede nel Pd, il Gran Maestro vi scorgerebbe un arretramento clericale e culturale quasi a due secoli fa, all'enciclica "Mirari Vos" di Gregorio XVI che condannò la separazione tra Stato e Chiesa e qualunque libertà di coscienza.

Chissà se la delibera dei garanti pd guidati da un Berlinguer frenerà ora le iscrizioni al partito, notoriamente non in splendida salute, o al Grande Oriente d'Italia, che conta 1600 "bussanti" all'anno, più di un terzo dei quali respinti in attesa di "passaggi all'Oriente Eterno" di anziani fratelli.
a.statera@repubblica. it  

Le cose inspiegabili sono spiegabili con motivi diversi da quelli che la logica vorrebbe.
Noi cittadini non dobbiamo mai smettere di farci domande là dove l'agire di chi pretende di decidere per le cose nostre non risponde a logiche limpide.
Senza fare dietrologie fantastiche basta documentarsi da fonti certe ed avrete le risposte.
Non fatevi proporre un Giuliano Amato quale Capo del Governo... 
Non fatevi imbrogliare da gente come un giornalista ex-comunista (quando gli faceva comodo) oggi leccac.... di Berlusconi, dall'aspetto di Orco delle Favole, che stasera su La7 blaterava che "la gente giovane in Parlamento ha votato Napolitano e non Rodotà"... 
Se Rodotà non l'ha voluto la sinistra perché "uomo libero" (l'Orco si è lasciato sfuggire "cane sciolto", un vero complimento!), se per non paralizzare ulteriormente il Paese si sono rivolti in massa al povero vecchio stanco che, nonostante avesse già preparato i bagagli per il giusto riposo, ha responsabilmente detto "Va bene, resto un altro poco per il bene del Paese", è ovvio che poi lo hanno votato PdL e PD insieme!
L'Orco imbroglia le carte, i rapporti di "causa-effetto", manipola...
In studio c'era anche il costituzionalista Ainis il quale ha provato a dire quello che sa bene e cioé che le Commissioni si potevano fare anche senza il Governo, come proponevano i deputati e senatori 5 Stelle. L'Orco lo ha sovrastato con i suoi urli rivolgendosi a Gad Lerner come se di Costituzione ne potesse sapere più del Professore che la insegna all'Università.
Infine Telese si rivolgeva all'attrice di scarso talento, ma molto disinvolta, Alba Parietti chiedendole "Tu Alba cosa ne pensi?"
Ma perché? E' un costituzionalista costei? E' un deputato? Cos'è? 
Quello che è meglio lasciarlo stare.
Spero che la gente si documenti e non smetta mai di pensare, solo così non si farà manipolare da codesti opinionisti da strapazzo.
E l'Annunziata? L'avete sentita nell'intervista a Marini oggi? Lei sempre pronta a mettere in imbarazzo e alle corde gli intervistati anche con modi rozzi... Non ha mai nominato Rodotà! Mai! Persino il vecchio navigato sindacalista, che si è saputo fare molto bene gli affari suoi, ad un certo punto ha fatto quel nome! Lei non ha raccolto. Non ha mai buttato là la domanda: "Ma perché il PD non ha voluto Rodotà?"
Eppure l'intervista nella sua trasmissione "1/2 h." voleva essere un'analisi sui "perché" delle scelte dei candidati da parte del PD.
Falsi, giornalisti falsi, che eludono parte della realtà per loro comodo ed interesse. 

Un articolo molto interessante


Da: Il Secolo XIX
di Mauro Barberis
In momenti come questi, il più grande servizio che un intellettuale e un giurista possono rendere al loro Paese è spiegare cosa sta succedendo. L’altra sera ero a cena con Stefano Rodotà, il candidato e l’uomo limpido che mi onora della sua amicizia.
Eravamo entrambi relatori al Festival della laicità diReggio Emilia, con la differenza che lui, ovviamente, teneva la relazione di apertura, e neppure in questa occasione ha voluto venir meno ai suoi impegni. Tutto quello che dirò lo penso io, non lui; questo non è uno scoop giornalistico: con tutto il rispetto che lui e io portiamo per il giornalismo, noi facciamo un altro mestiere.
A un certo punto della serata, quando erano ormai arrivate le notizie della sconfitta di Prodi, impallinato dai franchi tiratori del Pd, e circolavano le voci delle dimissioni di Bersani e della Bindi, nel silenzio generale gli ho chiesto, alla presenza di molti amici, quanto segue. «Stefano, a questo punto la situazione è chiara, il Pd è imploso e non è più in grado di esprimere alcuna candidatura, può soltanto scegliere fra candidature altrui. O vota il candidato di Berlusconi, o vota il candidato di Grillo, cioè te: altrimenti di qui non si esce. Ora, la domanda è: perché non scelgono te, come farei ovviamente io? Perché sceglieranno chiunque altro, ma non te? Perché non ti hanno scelto sin dall’inizio, nonostante tutti gli amici che hai nel Pd?».
Qui, ripeto, non riporterò quello che lui mi ha risposto. La mia opinione, però, ricavata da quello che lui mi ha detto, è che contro la candidatura Rodotà, che rischiava di essere condivisa anche da molti democratici, siano scesi in campo poteri forti, anzi fortissimi. Anche questa è una formula mia, naturalmente: Stefano si esprimerebbe in modo molto meno rozzo.
Ma la sostanza è questa. Contro di lui, relatore al Festival della laicità ma soprattutto inflessibile difensore dei diritti delle minoranze, non ha pesato tanto l’ostilità del primo potere forte, la Chiesa: oltretevere gli equilibri sono molto cambiati, dopo l’elezione di papa Francesco, d’ora in poi la Chiesa guarderà meno all’Italia e più al mondo, e poi se si fosse trattato solo di questo sarebbe stato eletto il cattolico adulto Prodi, a favore del quale Rodotà era dispostissimo a rinunciare alla propria candidatura.
Un secondo potere forte che è stato decisivo contro Rodotà è stato il potere economicoe finanziario, che ha bisogno non di riforme ma di stabilità, dei vecchi equilibri di potere per continuare a fare i propri affari, e che non sarebbe stato garantito da un giurista di sinistra, difensore dei diritti dei consumatori, ostile alle privatizzazioni e teorico dei beni pubblici, ma soprattutto indisponibile a prestarsi ai vecchi giochetti. Queste sono ancora parole mie, ma non credo che l’amico Stefano possa mai smentirmi su questo, neppure diplomaticamente.
Infine, c’è un terzo potere forte, che ipotizzo io sulla base di tutto quello che so, prendendomene tutte le responsabilità.
Non ho mai creduto ai complotti, eppure l’impazzimento del nostro sistema politicoregistratosi in questi giorni, la decisione di Napolitano di candidarsi dopo aver sempre detto che non lo avrebbe mai fatto, la stessa ipotesi Amato per palazzo Chigi hanno una spiegazione ulteriore e molto semplice, abbastanza nota agli addetti ai lavori. Il terzo potere forte ostile a Rodotà è la massoneria: non quella deviata, le varie P2 e P3, ma quella “buona”, cui aderiscono molti insospettabili di tutti i partiti, anche di sinistra o pretesa tale.
Aggiungo un’ultima cosa per chiarire la mia posizione. Rosy Bindi aveva detto che se Mariniera il Presidente del governissimo con Berlusconi, non era il suo Presidente. Lo ripeto anch’io per il Presidente Napolitano, che sino a oggi avevo sempre difeso. Se è il Presidente dei poteri forti, allora non è il mio Presidente.


 Mauro Barberis


Biografia di Mauro Barberis

Sono nato nel 1956 e sono uno studioso di Teoria del diritto e Storia delle idee politiche, autore di una ventina di volumi scientifici come Libertà (1999), Etica per giuristi (2006) ed Europa del diritto (2008) e condirettore di riviste importanti come Materiali per una storia della cultura giuridica e Ragion pratica. Come il Dottor Jeckyll, però, mi trasformo e do il peggio di me quando scrivo per un pubblico più vasto: come quello delle riviste Critica liberale, Micromega e Il Mulino. Non parliamo poi quando scrivo sui quotidiani: come, in passato, L'Unità , e oggi il genovese Secolo XIX, in qualità di editorialista. A questo punto, il fatto che tenga su Il fatto quotidiano un blog, rivolto a un pubblico ancora più vasto, vi pare più promettente oppure più minaccioso?


sabato 20 aprile 2013

Beppe Grillo ha ragione


APPELLO DI BEPPE GRILLO

Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati.
Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c'è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile.
Il Movimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese.

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Ha ragione e vorrei venire in piazza stasera, ma abito ad un'ora e mezza di viaggio da Piazza Montecitorio e non sono più una ragazzina.
Lo so, non è una giustificazione, perché anche Beppe non è più un ragazzino: ha solo un anno meno di me...
Spero comunque che siano in tanti e che così una di meno non sarà un gran danno...
Napolitano ha quasi 88 anni, è stanco e non voleva rimanere: l'ha fatto per il Paese, perché ha visto che questi disgraziati non sono in grado di fare nulla: né il Governo, né il Capo dello Stato.
Sono capaci solo di prenderci tanti tanti soldi...
L'ho scritto tanto tempo fa in un post: "La dittatura dei partiti". 

Etica molto personale


Da: Capannori NEWS


Totò Riina, il figlio si dichiara orgoglioso del padre. Così, Giuseppe Salvatore, ha dichiarato in una intervista durante la quale ha rivelato dettagli sulla sua vita privata a Padova, dove dimora in regime di sorveglianza speciale. “Credo nello Stato italiano. Poi posso non condividere alcune delle leggi, ma l’importante è che le rispetto. Non mi riconosco invece in alcun partito politico e quindi non voto” ha detto il figlio del capo dei capi.

Figlio di Totò Riina fiero di suo padre perché gli ha trasmesso valori etici fondamentali

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Da: IL MESSAGGERO

Strage di Boston, il grande incubo è finito:
preso il secondo attentatore
Obama: ma mancano ancora tante risposte



NEW YORK - L'incubo è finito. Dzhakhar Tsarnaev, 19 anni, ceceno, è stato arrestato, dopo una gigantesca caccia all'uomo. E' accusato di essere l'autore dell'attentato alla maratona di Boston insieme al fratello Tamerlan, 26 anni, ucciso ieri dalla polizia in uno scontro a fuoco.

Obama. «Si chiude un capitolo. Ma mancano ancora tante risposte» ha detto il presidente Barack Obama.



Scene di giubilo. A Watertown - dove il giovane è stato preso - e in tutta Boston, le scene di giubilo per strada ricordano l'esultanza con cui l'America accolse la notizia dell'uccisione di Osama bin Laden, con centinaia di persone che urlano "USA, USA". La gente si abbraccia, piange, applaude le forze di polizia e le ringrazia. Il giovane fuggitivo come suo ultimo nascondiglio aveva scelto una imbarcazione sistemata nel retro di una abitazione di Watertown.

La cattura. Secondo le prime ricostruzioni, a dare l'allarme sarebbe stato proprio il proprietario della casa, uscito a fumarsi una sigaretta in giardino: da poco era stato tolto dalle autorità il "coprifuoco". Insospettito dalle tracce di sangue viste in terra, ha preso una scala e ha controllato l'interno del motoscafo. Si sarebbe a quel punto accorto della presenza di un corpo insanguinato, dando subito l'allarme. La polizia, ricorrendo a un elicottero dotato di un rilevatore di calore, ha avuto la conferma della presenza di un uomo dentro la barca. Una volta che gli agenti hanno circondato l'area si sono poi uditi diversi spari. Fonti investigative raccontano come siano stati utilizzati lacrimogeni e bombe accecanti per disorientare il ragazzo e impedirgli di reagire. Grande comunque la cautela da parte degli agenti, visto che il rischio maggiore era quello che il presunto terrorista potesse utilizzare degli esplosivi. Alla fine è entrato in azione un negoziatore per convincere il giovane ad arrendersi. Sono stati minuti interminabili. Un poliziotto è stato udito urlare: «Sappiamo che sei lì. Vieni fuori con le mani in alto!». Alla fine un improvviso applauso - udito anche dai milioni di americani incollati alla tv, come il presiente americano, Barack Obama - ha annunciato l'epilogo della vicenda.

La gioia e lo sgomento. «Lo abbiamo preso», ha urlato un agente. «Il terrore è finito», ha postato su Twitter il Dipartimento della Polizia di Boston. È cominciata la festa, con la gente che si è riversata in strada. Dzhokhar è stato portato via ammanettato e insanguinato. Le prime immagini che circolano mostrano come abbia ricevuto i primi soccorsi sul posto. Sarebbe ferito al collo e ad una gamba. Immediatamente portato con un'ambulanza in ospedale, è stato sottoposto alle cure dei medici. Le sue condizioni sarebbero molto serie. Del resto le ferite risalirebbero alla sparatoria di 24 ore prima, quando sotto il fuoco degli agenti è morto il fratello Tamerlan. «Come due fratelli che sono cresciuti qui possono essersi rivoltati contro il nostro Paese?» si è chiesto il presidente Obama parlando in diretta tv agli americani. E ancora: «Hanno agito da soli?». Sono le domande che tutti gli americani continuano a farsi dal giorno della tragedia di Boston.

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L'etica è universale, non può esserci un'etica personale. Lo dice la semplice logica: il nostro universo, come specie umana, è tutto qui, su questo pianeta.
L'etica è rispettarci gli uni con gli altri.
Uccidere può essere una necessità qualora dobbiamo salvarci dall'essere uccisi: la vita è l'unica cosa che abbiamo, il resto è il nulla. Dunque può essere etico uccidere per salvarci da un attacco contro la nostra incolumità fisica. Ma solo ed esclusivamente in questo caso.

Le deformazioni mentali umane però portano alcuni esseri umani a crearsi un'etica personale, in cui è giusto ammazzare altri uomini.
E' il caso di Riina. Inutile cercare di capire, di spiegare, è una mente che si è tirata fuori dall'universo etico della specie. Inutile cercare una logica: afferma di "credere nello Stato Italiano" quando l'organizzazione criminale in cui tutta la sua famiglia è immersa è un Antistato.
Non tutto ciò che è deforme si spiega con la pazzia, essendo essa spiegabile da un malfunzionamento biochimico del cervello.
Questi esseri si oppongono all'etica universale che può reggersi soltanto sul rispetto reciproco.

Anche i due fratelli ceceni erano fuori dall'universo etico. Per loro era giusto distruggere, non importa chi. Hanno tolto la vita a un innocente bimbo di otto anni che, felice, correva incontro al padre. Hanno strappato una gambetta alla sua sorellina e quasi ucciso la madre.
Il mondo da distruggere per loro è questo.
Cosa hanno dimostrato a sé stessi? Inutile cercare una logica.
Dalla Cecenia erano dovuti andar via, al massimo avrebbero dovuto avercela con la Russia.
Gli USA li avevano accolti. Avevano studiato nelle loro scuole, nelle loro università, uno di loro usufruito di una borsa di studio pagata con i soldi dei contribuenti statunitensi...
Pare che abbiano detto "di non capire gli americani".
Non è che se non capisco altre mentalità allora le elimino.
Non c'entra nulla essere musulmani come ha detto il loro padre rimasto nei luoghi di origine, gli USA sono pieni di musulmani, di ebrei, di cattolici e di tutte le culture e religioni.
E' che loro erano fuori dall'etica universale, come il figlio di Riina.

venerdì 19 aprile 2013

Sono vittime di sé stessi


Da: Corriere.it

Beppe Grillo sul palco di Udine (Ansa)
«Li stiamo mandando a casa. Ci avviciniamo al momento della resa dei conti. E noi abbiamo tutto segnato». Lo scrive su Twitter Beppe Grillo, commentando le dimissioni di Pier Luigi Bersani. «Negli ultimi mesi 5 partiti scomparsi. Rosy Bindi dimessa da presidenza Pd. Li stiamo mandando a casa», ha aggiunto.
L'ANNUNCIO DAL PALCO DI UDINE - Dopo l'annuncio delle dimissioni di Bersani, venerdì sera, Beppe Grillo ha dato l'annuncio, quasi in tempo reale, dal palco di Udine. «Bersani si è dimesso», ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle. «A casa, a casa», ha urlato la piazza gremita.

Io direi che si mandano a casa da soli.
Con una cecità ed una incapacità ad ascoltare la gente che fa paura.
Bersani poteva fare una grande mossa politica accettando la candidatura di Rodotà. Invece con un masochismo che sa di follia, come diceva Crozza nella sua satira di questa sera, ha proposto Prodi.
Enzo Iannacci cantava che "per fare musica ci vuole orecchio" e si riferiva alla musica solo come allegoria...
Bersani preso dagli inciuci, dalle manovre a tavolino, l'orecchio non ce lo ha più!
Che vada a casa. Ma non cantino vittoria le maschere del PdL, quelli votati dai dieci milioni di italiani che non vogliono pagare le tasse, che ritengono un loro diritto non rispettare le leggi dell'edilizia, il popolo dei condoni, i furbi insomma... Quelli che ridono degli stupidi onesti che pretendono il rispetto delle regole... Non cantino vittoria, perché se ce la faremo ad andare di nuovo ad elezioni il Movimento 5 Stelle forse ce la farà a prendersi i voti di quelli del PD che volevano votare Rodotà e inalberavano cartelli con quel nome a piazza Montecitorio.
Sallusti al nome di Rodotà fatto dalla Gruber ha reagito dicendo che "sarebbe un male per l'Italia". Poi non ha saputo motivare questo male per la nazione, ma ha detto che certo sarebbe un male per Berlusconi "un comunista" al Quirinale.
Si vede che nella mente di Sallusti Berlusconi "è l'Italia"! Troppo facile è stata la replica in studio: c'è stato fino ad ora un comunista al Quirinale! E che comunista! Uno del PCI, uno che inneggiò ai carri armati russi in Cecoslovacchia...oggi pentito...lo ha detto... ha fatto ammenda. Comunque un comunista doc.
Rodotà si è presentato nelle liste anche come indipendente... Dunque non è comunista più di Napolitano.
Ma se Berlusconi e i suoi cortigiani si possono capire, non si capisce la scelta di Bersani di incaponirsi a non considerare tale unificante candidatura. L'ottimo Nicola Vendola, dopo averlo seguito nell'avventura prodiana per lealtà più che per vera convinzione, lo ha detto chiaramente: noi ora votiamo per Rodotà. Ma invece di dimetterti, Bersani, non potevi imporre questo nome al partito che guidavi? Poi, forse, potevi anche fare il Presidente del Consiglio con l'appoggio del Movimento 5 Stelle. Invece, a furia di inciuciare, non hai capito più niente e ti sei levato di mezzo da solo. Boh???!!!

Lotta per l'Acqua



COMUNICATO STAMPA

Acqua: Il dissenso dei Comuni contro la "Tariffa Truffa": un'onda che cresce di giorno in giorno
Anche l'ex Ato 3 - Firenze, Prato e Pistoia - contro le logiche del profitto nella gestione dell’acqua


Sono sempre di più gli enti locali italiani che prendono posizione contro la nuova tariffa dell'AEEG per il servizio idrico, la stessa che il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua definì “Tariffa Truffa” subito dopo la sua pubblicazione.
La conferenza dei Sindaci dell'ex ATO 3 Toscana (Firenze, Prato e Pistoia, gestione Publiacqua) riunitasi oggi ha detto no alla tariffa voluta dall'AEEG. Lo scorso martedì i sindaci dei Comuni della provincia di Arezzo l'avevano bocciata a grande maggioranza e ieri anche il Comune di Montecatini Terme (PT) ha preso posizione contro il sistema tariffario deliberato dall'AEEG approvando all'unanimità una mozione contro la tariffa truffa. Se ci spostiamo in Emilia Romagna la musica non cambia: i sindaci Piacentini, poche settimane fa, hanno redatto un documento di fuoco contro il nuovo metodo tariffario transitorio a fronte di 12 milioni di mancati investimenti nel territorio piacentino negli stessi giorni in cui i sindaci della provincia di Reggio Emilia hanno sonoramente bocciato la nuova tariffa. Tutte le riunioni dei Comuni sono state accompagnate dalle mobilitazioni dei Comitati per l'acqua pubblica che hanno ribadito come il metodo tariffario predisposto dall'Authority sia in esplicito contrasto con l'esito referendario.

Finalmente, dopo la sentenza del TAR Toscano del 21 marzo scorso, in cui è stato ribadito che la finalità, perseguita con il quesito referendario avente ad oggetto l’art. 154 del d.lgs. n. 152/2006, era di “rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua” (Corte Costituzionale, 26.1.2011, n. 26) e che questo risultato doveva essere dichiarato applicabile a partire dal 21 luglio 2011, comincia a essere la volontà dalla parte di vari sindaci di applicare l'esito referendario anche in Toscana. Si è cominciato con i comuni della provincia di Arezzo e adesso con quelli dell'area Fiorentina dove è stato messa in minoranza la volontà di Firenze di fare utili attraverso la gestione dell'acqua piuttosto che di perseguire la ricerca del bene comuni.

In diversi territori, a partire da Toscana ed Emilia Romagna, è dunque un fiorire di dissenso alla tariffa truffa confezionata dall'AEEG in spregio alla volontà popolare dei referendum 2011, un dissenso che si aggiunge al successo della campagna di Obbedienza Civile che ha portato migliaia di cittadini in tutta Italia a protestare contro la mancata applicazione dei referendum autoriducendosi la bolletta ed eliminando la remunerazione del capitale investito eliminato dal voto referendario. Il Forum Italiano dei Movimenti dell'Acqua ha inoltre realizzato una infografica da distribuire nelle iniziative dei comitati territoriali e da diffondere nei social network in cui si spiega la truffa dei referendum perpetrata da AEEG.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua



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Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
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Perché Rodotà no ?

 di Stefano Folli - Il Sole 24 Ore 

Bersani propone Prodi. Pdl: scelta che spacca il Paese. Al via la 3° votazione


Verso l'elezione del nuovo Capo dello Stato. È iniziata la terza votazione da parte del Parlamento in seduta comune per l'elezione del Presidente della Repubblica. È ancora necessaria la maggioranza dei due terzi, pari a 672 voti, dei 1007 elettori; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza semplice, pari a 504 voti.

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Stefano Rodotà
Bersani sembra aver perduto la bussola, totalmente.
Prima tenta di fare il Governo con il nuovo che avanza, la protesta del Paese, incarnata dal Movimento 5 Stelle.
Poi ai canti della sirena PdL risponde "assolutamente no un Governo con il PdL".
Poi propone Marini come Capo dello Stato perché piace a Berlusconi e si presenta in Aula con il braccio amichevolmente posato sulle spalle di Alfano.
Poi, quando la protesta a tale scellerata scelta si estende, oltre che all'interno del Partito, anche in piazza, tira indietro la scomoda candidatura del sindacalista pariolino, che non fa l'elegante gesto di rinunciare per toglierlo dagli impacci manco se l'ammazzi, e propone Prodi!

Perché non Rodotà? Una figura pulita e nobile e senza gli errori di Prodi alle spalle? Il PD, con Vendola e il Movimento 5 Stelle, possono farcela ad eleggerlo e sarebbe poi una porta aperta a poter fare quel Governo con il Movimento 5 Stelle all'inizio perseguito...
Un Governo di cambiamento. Ma come può pretendere Bersani di proporre al Movimento in primis un appoggio al "Suo" Governo e rifiutare poi il candidato che il Movimento esprime, che è un uomo di valore e che non è certo "grillino" ma è un uomo che è stato in politica proprio con il  "Suo" Partito? 

Berlusconi aveva detto chiaramente: Prodi mai! Allora meglio la Bonino.
Poteva allora proporre questa figura a cavallo fra i due schieramenti, e inoltre donna!
Invece propone proprio colui che a Berlusconi proprio non va giù!
Dicono che Emma Bonino non sarebbe gradita ai cattolici...
Perché è stata un'antesignana fautrice dell'aborto?
Quale ipocrisia se è così! Quante donne cattoliche praticanti ho conosciuto che, per ragioni diverse, sono ricorse all'aborto! 

Dobbiamo cambiare la Costituzione e darcene una come quella francese, dobbiamo far eleggere il Capo dello Stato dalla base: noi tutti popolo italiano.
Non può essere, il massimo rappresentante dell'Italia, una figura frutto degli inciuci e degli sbandamenti di una classe politica incapace, inetta, interessata solo a sé stessa.