lunedì 14 ottobre 2013

Economia: tutto e il contrario di tutto?



Nobel: premio a Fama e Shiller, su Twitter si scatena l'incredulita'

ultimo aggiornamento: 14 ottobre, ore 16:35  
Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - Nessuno si azzarda a contestare la validita' delle scelte di Stoccolma, ma di sicuro l'assegnazione - nello stesso anno - del Nobel per l'economia a Eugene Fama e Robert Shiller (oltre che a Lars Peter Hansen) ha scatenato - soprattutto su Twitter - un'ondata di commenti di incredulità, vista la distanza delle rispettive posizioni. Esemplare il giudizio di Paul De Grauwe, economista belga, consigliere del presidente della Commissione Josè Manuel Barroso: "Il Nobel a Fama che ha spinto milioni di persone a credere nell'efficienza dei mercati finanziari e a Shiller, che ha mostrato il contrario. Che contraddizione".

E' laconico invece l'economista tedesco Helmut Reisen che osserva come "Fama e Shiller sono simili come l'acqua e il fuoco: l'efficienza dei mercati finanziari contro l'esuberanza irrazionale" (titolo di uno dei piu' celebri lavori di Shiller).

Ironico l'analista inglese Deon Gouws che osserva come "se si analizza il loro lavoro, i nomi di Fama e Shiller non sarebbero stati mai usati nella stessa frase. Fino a oggi, quando improvvisamente hanno condiviso il Nobel". Non da meno un consulente americano, Dan Alpert, che osserva come Robert Shiller "probabilmente e' contento di condividere il lavoro con Fama. Senza la teoria sull'efficienza dei mercati (di Fama, ndr) Bob non avrebbe avuto cosi' tanto da confutare"

La Scienza vera è la Fisica. Posso accettare la definizione di Scienza anche per la Chimica, in cui i fenomeni sono controllabili e ripetibili. Aggiungerei anche la Biologia, a cui si può dare la definizione di Scienza in quanto anche qui i fenomeni sono osservabili, ma mi fermerei qui. La Matematica è un metodo che può essere applicato a tutto, non so neppure se si possa definire Scienza. Ma tutto il resto che ormai è uso comune chiamare Scienza, scienza invero non lo è.
La cosa più risibile è Scienze della Comunicazione! Quali sono i fenomeni naturali verificabili provando e riprovando? Quali le certezze assolute perché un insieme di informazioni si possa chiamare Scienza?!!
Si tratta di studi su fenomeni oggettivi a volte ripetibili a volte no...
Si tratta di dati statistici, di metodologie che vogliono dimostrare qualcosa, a volte riuscendoci a volte no.
La Scienza vera può anche basarsi sulla teoria matematica, ma sarà valida solo quando il dato sperimentale ed il fenomeno verificabile e ripetitivo daranno ragione ai calcoli matematici.
In Economia le teorie confliggono a quanto pare. Si può dire tutto e il contrario di tutto! 

domenica 13 ottobre 2013

Matteo Renzi santo subito!!

Da: La Stampa

Indulto e amnistia, bufera su Renzi
Il sindaco sfida l’ira dei ministri Pd
“Non attacco il Colle, dico cosa penso”


E lo dice bene! Mio marito ed io abbiamo seguito tutta l'intervista fattagli dall'antipaticissima Annunziata che ha tentato in ogni modo di fargli dire quello che voleva lei, ma il "Renzino" ha fermamente tenuto a chiarire il suo pensiero che lei, volutamente, distorceva.
A noi è andato bene tutto quello che ha detto. Lo condividiamo.
Per lui votammo alle primarie del PD e mio marito, evento storico perché non votava più da anni, ha pure votato per il PD, anche se Renzi aveva perso.
Io no. E se continuano a metterlo all'angolo non voterò mai per il PD, giacché molte cose che dice il Movimento 5 Stelle mi stanno bene.
Il PD dei Veltroni, che si preoccupava del Festival del Cinema ma non dei rifiuti di Roma pur essendo già allora Malagrotta non più a normativa CEE, il PD dei saccenti D'Alema che si crede chissacchì e si è dimenticato di quando andava con l'eschimo a tirare derrate marce "ai ricchi" che uscivano dalla Bussola di Viareggio, il PD che tira dentro al partito arrivisti che hanno fatto il giro dei partiti pur di avere un seggio nel Consiglio Comunale di Roma e lo ottengono grazie a loro, arrivisti che si fanno largo pagando caffè a tutti e poi chiedendo favori a tutti, quando non soldi... Non dico che il PD sta a livello di Di Pietro, ma poco ci manca.
Fanno la guerra a Renzi? Si vede che loro pensano in modo diverso da quello che dice lui: ma a noi piacciono la sua pulizia ed il suo buonsenso. Dicono cose false quando dicono che le dice ora queste cose per opportunismo: si documentassero perché le diceva pure prima. I tagli agli emolumenti degli eletti in Italia li voleva e lo diceva già nel 2011, tanto che io l'ho pubblicato con tale data prendendolo dai giornali.
Infine Emma Bonino: andai in piazza quando la volevo Presidente di Regione al posto dell'inqualificabile Polverini, ma adesso la vedo giù di tono come Ministro degli Esteri. Forse è l'immobilismo di questo governo che contagia anche gli Esteri? I marò hanno delle famiglie che li aspettano qua: che sta facendo? Per gli immigrati, a parte la Siria a cui deve pensare l'ONU, sta prendendo accordi con i Paesi da cui provengono in modo che possano vivere là umanamente? Ci sta provando?
C'è tanto da fare Emma! Perciò lascia stare Matteo che a noi, anziani, la gioventù ci piace!
"Matteo, ma che vonno questi? L'Italia che vogliamo noi è come la vuoi cambiare tu"

Fanno resistenza a togliersi i "LORO" diritti acquisiti

Da: L'Espresso

L'INTERVISTA




Di Maio: 'Abolire i vitalizi ai parlamentari'

E' la proposta choc del deputato Cinque Stelle, vicepresidente della Camera. Per "quello che succede all’interno delle istituzioni con quello che accade fuori, tra i cittadini". E pure sugli stipendi, dice, bisogna tagliare

di Primo Di Nicola 11 ottobre 2013


Luigi Di Maio al centro della foto
I vitalizi dei parlamentari? Una «ingiustizia sociale» da abolire. Il trattamento economico dei deputati e senatori? Da dimezzare, con tutte le spese da documentare e da mettere on line sui siti di Camera e Senato.
Il livello dei vitalizi elargiti da Montecitorio e Palazzo Madama agli ex parlamentari, pubblicati su “l'Espresso” della scorsa settimana e disponibili nella banca dati on line del nostro sito, non sono piaciuti a Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera. E per questo, senza peli sulla lingua, tenendo anche conto delle difficoltà dei cittadini e dei conti pubblici, l'esponente del Movimento 5 Stelle chiede che vengano aboliti immediatamente, non solo per i parlamentari in carica e per quelli che verranno, ma anche per coloro che li riscuotono da anni e, in certi casi, da decenni.

Di Maio ha pochi riguardi anche davanti alla principale obiezione che è stata avanzata contro l'idea dell'abolizione dei trattamenti pensionistici degli onorevoli: quella dei “diritti acquisiti”, intoccabili per taluni, a cominciare dall'ex presidente della Camera Gianfranco Fini che, nella scorsa legislatura, affrontò il tema. «Camera e Senato», spiega Di Maio nell'intervista a “l'Espresso” disponibile sul video che potete vedere in questa pagina, hanno «un’ottima avvocatura» in grado di «battersi contro gli eventuali ricorsi».


E non basta: l'esponente del M5S mette sotto accusa anche le lentezze con le quali i vertici di Montecitorio, a cominciare dall'Ufficio di presidenza competente sulla materia, stanno affrontando la questione. Il suo è un vero e proprio j'accuse: sono passati mesi, dice, da quando i parlamentari di Grillo hanno chiesto ai vertici della Camera di affontare la questione. Risultati? Per ora, nessuno.

Presidente Di Maio, lei chiede l’abolizione dei vitalizi. Perché?
Penso che oggi il dovere delle istituzioni sia quello di allineare quello che succede all’interno delle istituzioni con quello che accade fuori, tra i cittadini. Non c'è un cittadino italiano che dopo tre, quattro anni maturi una pensione o un vitalizio. Tantomeno ci deve essere un parlamentare che può farlo in questo particolare momento economico. Dobbiamo raggiungere questo obiettivo, non possiamo più utilizzare la scusa dei diritti acquisiti per non abolire i vitalizi. Dobbiamo fare in modo che questa ingiustizia sociale cessi.

Riconoscerà, però, che quella dei diritti acquisiti è una questione seria.
Credo che Camera e Senato abbiano un’ottima avvocatura per battersi contro gli eventuali ricorsi. Noi dobbiamo dare un segnale, eliminarli, come hanno già fatto alcuni Consigli regionali. Dobbiamo abolire tutti i vitalizi, anche per i parlamentari futuri. Dallo scorso anno siamo passati dal sistema retributivo al contributivo, è un passo avanti, ma non basta. Ripeto, sono una grave forma di ingiustizia sociale.

Ci sono polemiche anche sul trattamento complessivo dei parlamentari. Ecco, sulle altre voci della retribuzione degli onorevoli, che cosa pensate di fare?
Visto che in Europa si prende sempre la Germania a modello, abbiamo fatto un semplice calcolo. Abbiamo scoperto che un parlamentare tedesco guadagna quasi quanto un parlamentare italiano. Ma il reddito medio di un cittadino tedesco è il doppio di quello di un cittadino italiano. Bene: a questo punto prendiamo lo stipendio di un parlamentare italiano e dividiamolo per due. In questo modo abbiamo ridotto del 50 per cento il trattamento economico di deputati e senatori.

E le singole voci della retribuzione, dall'indennità alla diaria, dalle spese per l'assistente a quelle telefoniche? Come pensate di intervenire?
Tutti i rimborsi devono diventare un’unica voce di spesa alla quale si accede solo se si presenta fattura. Tutte le rendicontazioni vanno pubblicate online sul sito di Camera e Senato. Questa proposta, solo questa proposta, vale alla Camera 42 milioni di euro di risparmi e 50 milioni di euro al Senato. Cioè quanto i partiti hanno intascato di rimborsi elettorali al luglio del 2013.

Un’idea forte, ma come è stata accolta dall’ufficio di presidenza della Camera che ha i poteri per intervenire su questa materia?
Appena siamo arrivati a Montecitorio abbiamo presentato una proposta all'ufficio di presidenza. Ci risposero che i deputati-questori avrebbero fatto un'istruttoria dopo la quale si sarebbe proceduto a modificare il trattamento economico. Questa cosa è successa prima dell’elezione del presidente della Repubblica, adesso siamo a ottobre e non abbiamo più avuto notizie. Come è noto, un tacchino non anticipa mai il giorno del ringraziamento e anche questo è il caso. Però voglio far notare ai colleghi parlamentari e ai cittadini che c’è una forza politica che, al di là delle leggi e dei regolamenti in vigore, si è già ridotto drasticamente il trattamento economico: è il Movimento 5 Stelle. Noi, tanto per essere chiari, già ci riduciamo per metà l’indennità, rinunciamo ai rimborsi elettorali, rendicontiamo tutti i rimborsi spese. Per questo chiediamo che questa benedetta istruttoria finisca e che venga presentata all'Ufficio di presidenza della Camera in modo da procedere subito alla modifica del trattamento economico dei deputati.
Su questo argomento Da questo blog:

domenica 11 dicembre 2011 Argomento caldo, anzi caldissimo!

Da: Il Tempo.it Alberto Di Majo 11/12/2011

Niente tagli alla Casta,  Rivolta degli onorevoli

.....Sì ai tagli anche dall'ex ministro Gelmini (Pdl) e dall'esponente Pd Matteo Renzi, che si sfoga su twitter: «È stato superato il senso del pudore»
Sarà per questo che Matteo Renzi trova tante resistenze all'interno del suo PD?

mercoledì 4 aprile 2012 Aspetta e spera cittadino/suddito!

Da: Il Giornale.it : Tagliare gli stipendi ai politici è una missione impossibile La Commissione si arrende

La Commissione Giovannini, creata per livellare gli stipendi dei parlamentari a quelli europei, getta la spugna: "Impossibile produrre risultati attesi"

Però detta Commissione è stata pagata e Giovannini ,(Presidente dell'ISTAT!!), è stato premiato per questa sua incapacità con una poltrona di Ministro!! 

lunedì 17 settembre 2012 Tante iniziative, nessun risultato

venerdì 8 febbraio 2013 I "Diritti acquisiti", violati per il popolo, possono essere CAMBIATI anche per la CASTA

lunedì 4 marzo 2013 Poveri ricchi! Come faranno a campare?






Vajont

Avevo 17 anni quando arrivò la terribile notizia.
Soffrii molto, come sempre di fronte alle vittime dell'ingiustizia.
Stamane, su Rete4 Mediaset, ho visto il film documentario sul Vajont ed ho cominciato ad avere un dolore fisico in mezzo al petto, ma ho voluto vederlo fino alla fine.
Avevo visto anni fa il film inchiesta, molto bello e vero, che ricostruisce le colpe su questo genocidio orribile, ma il film documentario è un'altra cosa.
Sentire i racconti dalle parole dei superstiti, vedere le immagini dei cadaveri spogliati dall'acqua, irrigiditi dalla morte, coperti di fango che li fanno somigliare a delle statue umane, è diverso.
Vedere i poveri uomini costretti al trauma dello scavo e del recupero dei corpi, sentire che vomitavano e non volevano mangiare, vedere giovani soldati seduti sfiniti con il volto fra le mani, dà la misura dell'orrore della tragedia provocata dalla cupidigia di alcuni, con la copertura dei soliti politici che potevano evitarla usando il loro potere, ma non l'hanno fatto.


Se oggi stiamo in mezzo a mille mali della politica dobbiamo ricordarci in mano a chi stavamo nel 1963.

Il Presidente del Consiglio, Giovanni Leone, non andò sul luogo dell'orrore provocato dall'uomo il giorno dopo, ma una settimana dopo: con calma.
Un superstite racconta che promise Giustizia, come la povera gente traumatizzata chiedeva.
Nel 1969 egli, come avvocato penalista, difendeva in tribunale coloro che quel disastro annunciato avevano provocato.


Parliamo dei nazisti. E questi cosa erano?



La gente che non ha studiato e che per questo è più vicina alla natura, all'osservazione senza sovrastrutture della realtà, lo diceva che il monte franava e gli aveva dato addirittura un nome che lo definiva...

I geologi invece hanno firmato che lì la diga si poteva fare.


Il dramma non passa mai per chi è stato colpito. Non può passare. E si sente nei racconti di chi è rimasto: la gola chiusa, le interruzioni per contenere le lacrime, il racconto della ferita nella psiche che sono andati tutti a curare dagli psicologi, gli incubi che ancora ci sono al posto dei sogni...



Come al solito i colpevoli non hanno pagato come dovevano. Forse anche grazie ai loro bravi avvocati che, come Leone, promise Giustizia ai superstiti come Capo del Governo per poi difendere chi aveva la colpa di quell'orrore.

Se mi chiedo che psicologia poteva avere un Priebke, mi chiedo anche che uomo può essere stato uno che riesce ad agire così.

Molti anni fa, di ritorno in treno da un viaggio in Sicilia, ci trovammo nello stesso scompartimento con uno strano personaggio: un uomo anziano che aveva una gran voglia di parlare.
Ci disse che era stato direttore di banca e che fu mandato dalla sua Banca, ne disse anche il nome che non ricordo più,  a recuperare la cassaforte di una filiale che era stata investita "dall'enorme cucchiaio di acqua fuoriuscita dall'invaso del Vajont", disse proprio così: "cucchiaio", lo ricordo perché mi colpì l'espressione, che accompagnò con un gesto della mano, che descriveva bene l'orrore di quanto era avvenuto.
Si dilungò nei particolari di quello che aveva visto, disse che non era stato mandato da solo ma accompagnato da un sottoposto... Disse che la cassaforte con il suo prezioso contenuto non fu mai ritrovata.  
  La gente di Longarone aveva paura di questa diga che era stata costruita sopra la loro testa: ma a chi aveva il potere in mano non gliene è importato niente. 

sabato 12 ottobre 2013

Rimandatelo in Germania!!

Da: RAI News24

Vicariato: non in chiesa. Marino: no a funerali solenni

Priebke, è scontro sui funerali a Roma

L'ex capitano delle SS, morto all'età di 100 anni, era stato condannato all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nell'ultima intervista choc aveva detto: "L'Olocausto? Propaganda"

Una scritta sotto casa di Erik Priebke a Roma
Roma, 12 Ottobre 2013
Si svolgeranno a Roma, probabilmente martedì, i funerali di Erich Priebke, l'ex ufficiale delle SS morto nella capitale all'età di 100 anni. La cerimonia funebre sarà celebrata in una chiesa del centro della Capitale. Lo ha riferito Paolo Giachini, avvocato di Priebke. Il sindaco capitolino, Ignazio Marino, ricordando "che Roma è una città antinazifascista", ha fatto sapere che in accordo con Prefettura e Questura "vieterà qualsiasi forma di celebrazione in forma solenne" dei funerali di Priebke. Il Vicariato inoltre sottolinea che non sono previste esequie in una chiesa romana, smentendo così quanto dichiarato dal legale dell'ex SS.
Anniversario della deportazione degli ebrei
Se saranno confermati, i funerali dell'SS Erich Priebke si svolgeranno alla vigilia dell'anniversario della deportazione degli ebrei dal Ghetto di Roma, avvenuta il 16 ottobre 1943. Quest'anno è il 70esimo anniversario della razzia.
L'Argentina aveva rifiutato la salma
Il ministro degli esteri dell'Argentina Hector Timerman aveva dato ordine "di respingere ogni procedura che possa permettere l'ingresso nel paese del corpo del criminale Erich Priebke". Lo aveva reso noto il ministero, precisando che "gli argentini non accettano questo tipo di offese alla dignità dell'uomo". Priebke voleva essere sepolto accanto alla moglie a Bariloche, nella città argentina dove si era rifugiato anni fa.

Che il suo solerte avvocato lo riporti in Germania e che abbiano la decenza di fargli lì il funerale.

Anche l'Argentina che, evidentemente con governanti diversi da quelli di oggi, lo aveva accolto e protetto consentendogli di sottrarsi alla Giustizia, non lo vuole.

Non è civiltà imporcelo anche da morto, dopo una detenzione comoda, prima in convento a Frascati dove ebbe sede l'alto comando tedesco, poi ai domiciliari!

Dalla Germania è venuto ad uccidere e nella Germania torni!
Oggi non è più "quella Germania" ma è pur sempre la sua patria.

Per un malinteso senso ipocrita di civiltà si stanno calpestando i morti innocenti e coloro che quel dolore non lo hanno dimenticato mai.

Basta! Anche perché menti criminali ed imbecilli hanno la follia di esaltare un simile essere e quello che rappresenta: vedasi le scritte orribili come quella riportata in foto!

venerdì 11 ottobre 2013

E' morto un mostro

Pacifici: farà i conti con gli angeli delle fosse Ardeatine "Esistono delle certezze nella religione. Quelli delle Fosse Ardeatine sono degli angeli e si occuperanno di lui per l'eternità. Priebke farà i conti con loro nell'altro mondo". Così il Presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici sulla morte di Erich Priebke.- "E' difficile provare emozione di fronte alla morte di un criminale -continua Pacifici- un soggetto che nell'arco della sua vita, e qui rimane l'amarezza, non ha mai mostrato nessun momento di cedimento e non ha mai confessato i suoi peccati di gioventù. Non si è mai pentito delle azioni criminali, non ha mai avuto pietà per le sue vittime e neanche per i loro familiari". "Io personalmente oggi non riesco né a ridere né a piangere", conclude Pacifici.
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Pacifici è un ebreo credente e ammiro la sua fede.
Io sono una cattolica non più credente e penso, come molti, che questo mostro orgoglioso e mai pentito è stato molto fortunato. Ha avuto una lunga vita, in salute ed è morto lucido e senza soffrire più di tanto.
Se volevo una prova in più che non c'è nessun Essere Invisibile che si occupi della Specie Umana è arrivata.




Notate l'ombrello a terra...
Erano uomini... l'hanno ridotti così 
Gli assassini hanno fatto saltare la cava per nascondere il loro delitto


Grillo-Casaleggio accusati di fascismo-razzismo




Il grandissimo Giorgio Gaber insegna...
La gente ha scarsa memoria e riflette poco. Pensa sull'onda del momento senza considerare l'insieme, così hanno iniziato a dire che Grillo è fascista e razzista!
Secondo il mio modesto parere non di fascismo, di razzismo e di "pensiero di destra" si tratta, bensì di semplicissimo buonsenso.
Da troppi anni si tende ad attribuire ogni pensiero espresso senza opportunistica ipocrisia come una presa di posizione o di sinistra o di destra.
Non vi è nulla di disumano ed egoista in quello che ha espresso sul suo blog ieri, firmandolo con Gianroberto Casaleggio.
Ho scritto più volte che non condivido tutto quello che dice Grillo, ho mosso anch'io delle critiche su certe sue prese di posizione e uscite, però in questo caso per me ha ragione ed ho spiegato il perché in un mio post precedente.
Nella trasmissione Agorà di RAI3 lo schieratissimo conduttore ha la pessima abitudine di dare sulla voce alle persone dopo aver posto loro una domanda, tanto che verrebbe da dirgli: "Allora risponditi da solo. Che me lo hai chiesto "a fà"?" In particolare lo fa ai leghisti e a quelli del Movimento 5 Stelle. Ma oggi il controllo sull'informazione, che vorrebbe far passare purgata della verità, gli è sfuggita su un aspetto della deprecata Legge Bossi-Fini: il giovane leghista intervistato è riuscito a dire la verità su un particolare della Legge, quello del reato che commetterebbero i pescatori se tirano su i clandestini. Nei giorni scorsi i telegiornali avevano dato frammenti di informazione su pescatori che sarebbero stati denunciati per aver tirato in barca clandestini in mare... Mi era sembrato stranissimo (ma chissà quanti non hanno riflettuto su questo) che una legge potesse prevedere una punizione per qualcosa che è una legge del mare e che, credo, sia addirittura scritto nella Costituzione: l'obbligo di soccorrere i naufraghi!
Infatti il giovane leghista è riuscito a dire che è una menzogna che la Bossi-Fini preveda il reato per quei pescatori o altro che fanno salire in barca i clandestini in pericolo in mare... Non sta scritto assolutamente nella Legge ha detto. A questo punto, suo malgrado, il conduttore, Gerardo Greco, ha dovuto ammettere (sfumando un po' confusamente la frase in modo che i più disattenti non ne cogliessero il significato) che è vero quello che diceva il giovane rappresentante della Lega Nord, ma che "a volte c'erano stati degli errori nelle indagini".
Cosa vuol dire questo?  Vuol dire che, per individuare chi traghetta criminalmente i disperati, possono a volte essere finiti sotto inchiesta pescatori che l'avevano fatto per pura umanità e non perché d'accordo con i criminali. Insomma hanno dovuto dimostrare che non erano una staffetta prezzolata di prelevamento dei migranti.
Ecco la verità: quella verità che basta eludere l'informazione, tagliarla delle dovute spiegazioni, perché non si capisca a fondo.
Nessuna Legge è perfetta, ma perfettibile.
Personalmente ritengo che il reato di clandestinità non può essere cancellato, sarebbe una vera follia e si tradurrebbe nella libera circolazione di chiunque in Italia, ma si può togliere la previsione del carcere, in modo da risolvere in parte l'altro problema assillante del sovraffollamento delle carceri. Una accoglienza temporanea poi un assorbimento da parte di quei Paesi dell'UE che abbiano bisogno di lavoratori. Per il resto, a meno che non si tratti di rifugiati, debbono essere rispediti nei Paesi di appartenenza.
Rimane il discorso dell'ONU che deve occuparsi di codesti Paesi e delle Nazioni che vendono loro le armi: ritengo queste ultime alla stessa stregua dei traghettatori di esseri umani.

Infine vorrei portare un'esperienza personale sul discorso razzismo che riguarda insospettabili italiani che votano a sinistra e che, a parole, non sono razzisti.
Nell'Agro Pontino, dove ho una casa, c'è una forte presenza di lavoratori agricoli indiani. Ora che ho messo in vendita questa casa la domanda frequente che mi fanno i possibili acquirenti è la seguente: "Ma ci sono vicino gli indiani?"
Rispondo che è inevitabile che ci siano: basta girare per le strade e li si vede ovunque, essendo la comunità numerosissima nel comune di Sabaudia. Poi mi arrabbio e dico la verità: "Chi dà fastidio sono gli italiani, perché parlano a voce alta, anche di sera tardi, fregandosene del prossimo, perché corrono con le loro auto dove non dovrebbero, perché gettano i rifiuti speciali in giro per non fare la fatica di chiamare la Ditta Sangalli che fa la raccolta differenziata.. Come so che i rifiuti sono degli italiani? Perché sono potature dei loro giardini, elettrodomestici, mobili ed altro delle loro case estive e in inverno non ci sono queste schifezze!"
A questo punto dicono compunti che loro non sono razzisti: per carità! "Però... gli indiani stendono i panni su fili tirati fra un sostegno e l'altro... non usano gli stendini..."
Dove abito abitualmente c'è una simpatica, civilissima signora, debbo dire dotata anche di ottimo buongusto, che ama stendere i suoi panni sullo steccato che delimita il suo vialetto, e non è indiana ma italianissima!


giovedì 10 ottobre 2013

Malattie mentali nella narrativa

Dal sito della Dott.ssa Liliana Matteucci - Psicologa e Psicoterapeuta

La Mitomania 

La pseudologia di cui la mitomania fa parte, è la tendenza abituale ad inventare bugie, a cui spesso crede l'autore stesso allo scopo di destare ammirazione, compassione o comunque interesse negli altri. Rientrano in questo ambito l'esagerazione, la millanteria, il falso ricordo, frequenti in soggetti sicuri e fantasiosi, in realtà bisognosi di rassicurazione e conferme che ottengono riducendo gli altri al ruolo di spettatori incantati.
La pseudologia è stata considerata da K. Jaspers tra le forme di isteria, altri autori l'hanno considerata come un meccanismo di difesa anticonflittuale che consente di respingere, e nello stesso tempo di vivere in modo gratificante, un avvenimento ambivalente, mitomaniacalmente distorto. La mitomania, o mendacità patologica, è indotta dal bisogno che un soggetto ha di valutarsi di fronte agli altri cercando, con storie fittizie o fantasiose, di crearsi una sua notorietà. 
Il mitomane talvolta è cosciente della natura fantastica del suo racconto, talvolta invece finisce con il crederci tanto è viva la sua partecipazione affettiva. Fisiologica nel bambino che ancora confonde fantasia e realtà, la mitomania diventa patologica in soggetti adulti costretti a sostituire una realtà esterna o interna insopportabile con una fittizia.
Il mitomane, esperto nella suggestione e nell’inganno, evita di esporsi al crollo depressivo che può sortire dal deludente impatto con la vita reale. Questa patologia dell’immagine di sé si trova spesso nelle personalità isteriche-istrioniche, caratterizzate da mancanza di autonomia e forte suggestionabilità, tendenza a lasciarsi andare alla propria immaginazione e deboli tendenze alla sublimazione. 
Dal punto di vista diagnostico il DSM IV classifica la mitomania fra i disturbi del cluster B tra i disturbi narcisistici e quelli istrionici, in cui nel primo la preoccupazione per l’immagine è principale, nel secondo nell’interazione sociale l’istrionico vuole apparire unico e positivo
Dal punto di vista psicoanalitico l’essenza di questa patologia dell’immagine del sé è attribuita all’ideale dell’Io, vale a dire quella percezione di se stessi che si vorrebbe avere per sentirsi adeguati sia alla oggettiva realtà sociale, sia al sistema soggettivo dei valori e dei giudizi. L’ideale dell’Io ha origini narcisistiche e indica l’aspetto del Super-io preposto all’idealizzazione, cioè alla formazione e al sostegno di quegli ideali verso cui tende ogni soggetto nelle proprie rappresentazioni mentali e orienta le scelte in modo realistico. Nell’idealizzazione più primitiva, il soggetto si propone di riconquistare lo stato di onnipotenza narcisistica infantile, così l’ideale dell’Io diventa l’Io ideale patologico, perché costruito sul modello di narcisismo infantile.
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Per chi scrive narrativa è importante l'indagine delle psicologie dei personaggi e, in particolare, le psicopatologie.
Il mitomane da manuale, come quello scientificamente descritto nel testo sopra riportato, crea diverse reazioni.
A me è capitato di conoscere un soggetto precisamente aderente alla descrizione scientifica e, passato il primo momento in cui mi ha suscitato umana comprensione e pietà, ho capito che questi soggetti possono essere anche pericolosi e perniciosi, anche a causa delle diverse reazioni che creano nelle persone.
Molti, considerando con superficialità la loro evidente patologia, sono portati a prenderla con leggerezza, a minimizzarla, trovandola solo una bizzarria caratteriale di cui sorridere o deridere. Per questo si sottovaluta il danno che questi soggetti possono fare giacché non tutti hanno intelligenza e cultura sufficienti a sapersene difendere.
Riescono ad ottenere la credulità dei più sprovveduti e là dove sentono di non poter avere credibilità, ("spettatori incantati"), possono diventare ossessivi e violenti usando ogni mezzo per screditare chi non si piega ad accettare le proprie follie fantasiose, primo fra tutti il mezzo della calunnia che, nel mitomane millantatore, è terreno di facile esercizio. 
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 Dal sito di Nicola Ghezzani - Psicoterapeuta

...il mitomane, esperto nella suggestione e nell’inganno, evita di esporsi al crollo depressivo che può sortire dal deludente impatto con la vita reale.
Egli preferisce fasciarsi di fantasie, ingannare sistematicamente gli altri eludendo ogni possibile confronto; ma alla fine la vita reale o comunque quella psicologica gli chiedono un conto che egli non è mai in grado di pagare.

A questo punto il suo destino è in tutto identico a quello del megalomane: l’esaltazione maniacale di sé cede alla più nera depressione...
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I familiari del mitomane non hanno vita facile. Debbono mantenere un difficile equilibrio fra la malattia del familiare e l'ambiente sociale intorno. Spesso scivolano nella patologia cercando di accettare come normali i comportamenti patologici del mitomane: fingendo che tutto sia normale rimuovono la realtà, sempre in fuga dalle situazioni ridicole, ansiogene, in cui l'agire del mitomane-familiare li mette esponendoli a figuracce. A volte ne finiscono a loro volta influenzati, stanchi di cercare di arginare le sue bugie arrivano ad assecondarlo per non vivere in un conflitto continuo, sicuramente stressante, e per evitare che cada in depressione. 
Dal punto di vista narrativo possono essere interessanti da raccontare ma umanamente, come tutti i malati mentali, sono difficili da accettare ed amare.



Reato di clandestinità

Dal blog di Beppe Grillo


"Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno. Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all'opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono "educare" i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un'unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice "La clandestinità non è più un reato". Lampedusa è al collasso e l'Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?".
 Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

Sono d'accordo con Beppe Grillo e Casaleggio su questo argomento ed ero rimasta perplessa e delusa nel sentire che il Movimento 5 Stelle si era pronunciato a favore dell'abolizione del reato di clandestinità.

Le parti politiche che hanno votato a favore di questa decisione hanno fatto la solita scelta "a pelle", non ragionata, non responsabile nei confronti del Paese, bensì sull'onda di una risposta emotiva a quanto accaduto a Lampedusa.

Anch'io ho provato dolore e pena per quegli esseri umani, fino a pensare, prima di prendere sonno la notte, a quella madre che ha espulso il suo bambino proprio mentre il barcone affondava, per morire con lui ancora attaccato a lei dal cordone ombelicale.

Ma non è con l'abolizione del reato di clandestinità che si deve rispondere a questo orrore.
Al contrario, e per le ragioni che firmano Grillo e Casaleggio.

In questi giorni pensavo a quando, molti anni fa, mi sono occupata per dieci anni di un Accordo Culturale fra l'Università in cui lavoravo e la Cecoslovacchia, ancora non divisa in Repubblica Ceca e Slovacchia, ancora non in Unione Europea. Fra le varie cose dovevo assicurarmi che gli studiosi ospiti provenienti dalla  Cecoslovacchia avessero il permesso di soggiorno, subito, appena arrivati per i brevi periodi in cui potevano stare in Italia in base a quell'Accordo per studio e ricerca. Avevo contatti con la questura e dovevo fornire sempre dichiarazioni firmate dal Responsabile italiano dell'Accordo e dimostrare che gli studiosi avevano una copertura finanziaria, e dichiarare quanto si fermavano... Era importante per loro avere quei permessi di soggiorno temporanei, altrimenti non potevano girare tranquilli.
Ora si vuole consentire che ci sia gente che gira senza documenti, senza alcun permesso giustificativo della sua presenza in questo povero Paese..
In questi giorni pensavo: "La polizia, i Carabinieri, non potranno più chiedere i documenti a nessuno... Ingresso libero. Come potranno chiederli a me allora e a quelli come me che in questo Paese ci siamo nati e lo sosteniamo con le nostre tasse..? E' assurdo che possano chiedere i documenti ad un cittadino italiano per un controllo e non chiederli al clandestino perché tanto il reato di clandestinità non c'è più!"

Ripeto quanto ho già scritto: soccorrere sì, con l'aiuto dell'Europa, ma impedire in ogni modo che si alimenti la speranza in un "Eldorado" che non c'è!!
Bisogna intervenire presso i Paesi di provenienza tramite l'ONU, non vendere le armi a quei paesi che trattano così i propri figli, operare sanzioni verso quei governanti che non consentono ai popoli di vivere!

Reagire abolendo il reato di clandestinità è da irresponsabili, da persone che vogliono così sanare un senso di colpa che non ha motivo di essere, perché le colpe sono dei criminali che lucrano sul traffico di esseri umani, non di chi li raccoglie, li salva, li cura e li sfama.

Rispetto per il Referendum sull'Acqua!


Il Comune di Roma non riesce a garantire il diritto all'acqua:
ancora distacchi dell'acqua a chi rispetta il referendum


Per la seconda volta in un mese cittadini e attivisti dell'acqua pubblica hanno chiesto in Aula Giulio Cesare un intervento urgente dell'amministrazione capitolina nei confronti della sua “controllata” Acea Ato2 in merito all'ennesimo distacco idrico.

Da più di due giorni le 12 famiglie di Via d'Aste, tra cui anziani, bambini piccoli, e due inquilini in condizioni di disabilità, si trovano senz'acqua semplicemente per aver pagato il servizio nel rispetto della legge e della volontà popolare, decurtando dalla bolletta la voce "remunerazione del capitale", abrogata dai referendum di giugno 2011. L'azienda idrica “romana”, unica in Italia, ha evidentemente deciso di rispondere con i distacchi alla campagna di "obbedienza civile" lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua dopo la vittoria referendaria.
Per il governo capitolino però né il possesso del 51% delle quote di Acea, né il ruolo di amministratore della città sembrano essere sufficienti per garantire il rispetto di due fondamentali diritti: il diritto all'acqua e il rispetto della democrazia, nonostante la mozione (n. 25) approvata lo scorso 12 settembre in cui si legge testualmente “l'Assemblea di Roma Capitale impegna il Sindaco e la sua Giunta ad intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano;”.


La necessità di un atto politico forte è stata messa in evidenza nei giorni scorsi dalle stesse dichiarazioni della dirigenza di Acea proprio in risposta ad una lettera del Sindaco: «Se la società è quotata in Borsa, è obbligo di legge degli amministratori perseguire l’interesse degli azionisti», concetto più o meno ripreso da Suez SpA, secondo socio privato di Acea. E i cittadini? Evidentemente vengono molto dopo nella scala di priorità di Acea SpA, e le centinaia di distacchi in atto nella città lo dimostrano.
Cos'altro serve al Sindaco Marino e a tutta l'amministrazione capitolina per comprendere che la scelta di campo che li attende è sempre più netta e necessaria? Devono decidere se stare dalla parte dei cittadini e dei diritti o dei privati e dei loro profitti!
Da parte nostra ricordiamo che la strada per il rispetto dei diritti e della volontà dei cittadini romani è già stata indicata con la proposta di ripubblicizzazione di Acea, unica strada per rimettere al centro dell'attività di Acea l'interesse dei cittadini.

Nel frattempo, al condominio di Via d'Aste, continua la privazione di un diritto fondamentale.
Fino a quando? E' la domanda che lasciamo aperta per il Sindaco, e per tutta la città.

Roma, 09 Ottobre 2013


Coordinamento Romano Acqua Pubblica

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