mercoledì 20 novembre 2013

Chi ha votato la mozione dei 5 Stelle?

Da: LA STAMPA


Nel corso delle dichiarazioni di voto, si erano espressi a favore dell’iniziativa dei grillini i gruppi Fratelli d’Italia, Lega Nord e Sinistra ecologia libertà. Contrari invece Partito democratico, Forza Italia, Scelta civica e Nuovo centrodestra. 

Qualche numero però non torna.
Sempre da "La Stampa:

In 405 votano no, favorevoli in 154
La protesta M5S: squillano i telefoni

Da una ricerca sul WEB mi risulta che:

M5S ha 109 deputati

SEL ha   37       "

Lega Nord ha 18 deputati

Fratelli D'Italia ha 9 deputati

Totale voti 173

MANCANO 19 VOTI 

a favore della decadenza della ministro di Giustizia che ha commentato come ingiusta la carcerazione della Ligresti!

Qualcuno non ha votato come ha dichiarato e di sicuro non sono i deputati a 5 Stelle!

Bravi! 7+!

Da: Huffington Post


Anna Maria Cancellieri, Salvatore Ligresti: "Chiesi a Silvio Berlusconi di lasciarla a Parma". Il Guardasigilli: "Falso"

L'Huffington Post  |  Pubblicato: 
non comprende la dottoressa Cancellieri: più chiaro di così!

Oppure anche il suo amico Salvatore Ligresti fa parte di un complotto contro di lei?

Chi è e cosa è? Un Capo di Stato?
Non sarà invece che le cose stanno così e basta come i fatti gridano?
Lei finge e sta incollata alla poltrona del potere e non la molla, e nel suo genere di persone non ce ne meravigliamo certo: ci vogliamo meravigliare, invece, del Partito Democratico.

Torniamo a chiederci: perché la difendono così tanto?
Forse spulciando fra i bilanci dei comuni commissariati a gestione PD ha visto cose che preoccupano?
Chissà? Il volgo se lo chiede, perché non capisce questo suicidio del PD.

D'Alema si preoccupa che, se Renzi diventa Segretario e cambia il PD, molti tesserati ed elettori fuggiranno?

D'Alema e compagni si devono preoccupare della scelta che hanno fatto oggi: quella sì che farà fare loro un tonfo!

Renzi ha detto che non voleva andare alla riunione dei parlamentari PD, "Tanto io non sono in Parlamento, quindi non voto."
Poi c'è andato.
Lui ha continuato a dire che la "ingenua che non comprende" si dovrebbe dimettere, non ha votato perché non è in Parlamento, dunque io andrò con mio marito a votarlo perché (forse, vedremo) rivoluzioni questo partito marcio...
Ma questo non sarà sufficiente a far sì che io voti anche il PD, esattamente come alle politiche in cui scrissi, prima che ci fossero, "il PD non canti vittoria per l'affluenza avuta alla primarie, perché non è detto che quei voti si tradurranno necessariamente in voti al PD".

Ed oggi lo ripeto: intanto sicuramente il voto dato da mio marito, uomo di centro, al PD alle politiche non lo riavranno. E' stato un miracolo renziano! Io, che sono più a sinistra del mio compagno di una vita, l'ho dato al Movimento 5 Stelle e lo potrei dare al PD in un futuro solo se Renzi riuscisse nel reale a cambiare il PD inciuciatore, immerso fino al collo nei peggiori compromessi.

A questo punto perde punti pure Letta che dimostra sempre più di appartenere alla peggiore vecchia, trita e ritrita politica che tanto male ha fatto all'Italia. 

martedì 19 novembre 2013

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

Da: RAI News24

Cuperlo: "accogliamo tutti l'appello di Letta"

Letta: "Sfiducia a Cancellieri è sfiducia al governo"

"Questo è un passaggio politico a tutto tondo" sostiene il premier nel corso dell'assemblea del Pd sul caso Cancellieri. "Mi appello a senso di responsabilità collettivo". "Sfiducia frutto di una campagna aggressiva"
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questa difesa ad oltranza di un ministro imbarazzante per le sue amicizie, per i suoi giudizi sulla condanna della Giustizia e relativo carcere per i suoi amici, depone molto male su Letta.
Fa pensare agli accomodamenti ed ai compromessi della politica più vieta: che sia della sinistra, del centro o della destra, non cambia. Ci vogliono rigore morale ed esempio, invece qui si "butta tutto in caciara" per sfumare le responsabilità personali di una persona e solo di quella! 
Sono sicura che ci sono molti politici della compagine governativa che potranno sostituire l'amica dei Ligresti.
Questa ostinazione ad accostare le sorti del Governo tutto a quelle di un solo ministro... fa pensare... male.. 

Manca il senso morale che fa capire il limite

Da: La Stampa

Il sollievo del ministro Cancellieri:
“Ho recuperato l’onore perduto”


La Procura di Torino ieri, mandando gli atti a Roma
per competenza, ha detto di non aver ravvisato reati
nel comportamento tenuto dal ministro

Soddisfazione evidente,
ma “restano le ferite”
ella Procura di Torino di spedire Deve aver letto più volte quel passaggio del comunicato del procuratore Giancarlo Caselli, quando afferma che «non si ravvisano reati allo stato».






Un Ministro non si DIMETTE solo quando c'e' un reato, ma anche quando mantiene amicizie non commendevoli e ad esse "si mette a disposizione".

Non lo vuole capire e questo e' gia' preoccupante, ma lo e' ancora di piu' se si pensa che non lo capisce perche' non ha proprio il metro campione di quali debbono e possono essere le amicizie di un'alta carica dello stato.

Basilicata come la Sicilia

Da: Il Fatto Quotidiano

Elezioni Basilicata, ex candidato M5S: “Escluso da Grillo perché condannato”

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Le cose stanno così: un tenente della Polizia di Stato, finito il suo servizio (dunque libero come tutti i lavoratori di impiegare il suo tempo di cittadino come gli pare) si è dedicato a lodevoli iniziative con spirito civico encomiabile: ha raccolto campioni di un invaso da cui dipende l'acqua che bevono milioni di cittadini lucani e pugliesi e a sue spese le ha fatte analizzare, scoprendovi metalli ed escherichia coli. Per questo è stato indagato e condannato per "rivelazioni di segreto d'ufficio".

Cose da pazzi! Mi chiedo chi è il magistrato che ha stabilito che un poliziotto non ha vita privata e non può prendere iniziative di tipo ambientale per suo impegno civico o diletto!
Confesso che non conosco il contratto e gli obblighi di un pubblico ufficiale della P.S., ma la logica vuole che ciò di cui è venuto a conoscenza nelle ore libere dal suo servizio non possa costituire "segreto d'ufficio".  Dunque penso che egli possa porre appello ad una simile assurdità.

Detto questo, nel leggere l'intervista a questo tenente della Polizia di Stato, spiace scoprire che se denunci un fatto reale, accertato dalle analisi di laboratorio (costose!), vieni pure condannato! Questa Italia è marcia senza speranza! Se poi è vero che l'imputazione iniziale era "procurato allarme" poi diventato "rivelazione di segreto d'ufficio", il tutto prende la connotazione di una vera e propria persecuzione per evitare che il cittadino si attivi e scopra cose gravi che riguardano la salute pubblica! 

Egli lamenta di essere stato scaricato in modo non urbano da Beppe Grillo per questa condanna in primo grado che lo rendeva non candidabile alle elezioni regionali in Basilicata.

Il modo non urbano non va bene ma, purtroppo, credo che la condanna effettivamente creava un problema in tal senso...
Rimane il fatto che in  Basilicata sono andati a votare meno della metà degli aventi diritto, un fenomeno come quello della Sicilia che io avevo commentato nel post :

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere del 23 maggio 2012!


Il miracolo di far andare a votare i cittadini nauseati non è riuscito a farlo neppure Grillo, che pure si è speso molto per queste elezioni lucane. 


Il vero male è che le Regioni, fortemente volute a suo tempo dalla sinistra che, non riuscendo ad entrare in Governo, pensò di prendersi almeno le Regioni rosse, quindi "parti" del Paese, si sono rivelate, senza distinzione di colore politico, delle moltiplicazioni di poltrone e quindi di gente da mantenere. A questo aggiungasi che i Parlamenti Regionali si sono votati prebende come quello centrale, follie come "i fondi dei gruppi dei vari partiti per curare l'elettorato"... a suon di milioni di euro!!! 
Ma te lo curi con i soldi tuoi l'elettorato! Non con i soldi delle tasse dei cittadini!
Paghi pranzi e altro per farti rieleggere a spese nostre?!
Nel Lazio Maruccio si è giustificato dei soldi che si era preso dicendo che ci "aveva comperato i preservativi per il "Gay Pride"!! Siamo alla follia totale se uno pensa di "giustificarsi" con simili argomenti!

La gente non ne può più di mantenere tutto questo che non serve a nulla se non a moltiplicare la folle burocrazia, gli sprechi e le ruberie ormai in tutte le Regioni.
Qualcuno comincia a dire di abolirle e di tenersi le Province, tante volte promesse di cancellazione da parte dei politici e mai fatto, che almeno sono più vicine al territorio...

Per il momento, però, non si fa nulla: tutto è fermo nella palude...

domenica 17 novembre 2013

Parlamento europeo en sesión.

ESTO SI ES PRODUCTIVIDAD Y BIEN REMUNERADA POR CIERTO !!!

PRODUCTIVIDAD EN EL PARLAMENTO EUROPEO...

 ¡COBRAN 12.000 EUROS AL MES! 

European MPs at work in Brussels 









Y TÚ TRABAJANDO COMO UN BURRO Y ENFERMANDO POR ESTRES... Y HASTA LOS 67 AÑOS.
¡¡PANDILLA DE SINVERGÜENZAS !! 


SI SEÑOR, QUE CIRCULE...........UNA Y MIL VECES...........NO TE CANSES DE ENSEÑARLO. 


E poi parlano degli italiani???!!!

Perché?

Da: Il Fatto Quotidiano

Cancellieri-Ligresti, Civati (Pd): “Presento mozione di sfiducia, basta ipocrisia”

"Non possiamo votare con i Cinque Stelle? E' l'argomento più stupido del mondo", dice il candidato alla segreteria. 

Cuperlo: "Il ministro valuti se ci sono condizioni per continuare".

 La renziana Rossi: "Deve dimettersi". Il ministro Franceschini frena


Per quale oscura ragione illogica, sciocca, infantile e politicamente immatura Renzi e compagni NON POSSONO VOTARE la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e debbono presentarne un'altra?
Non ci siamo allora! Non ci siamo proprio!
Se una cosa è giusta e condivisibile si vota anche se la presenta l'opposizione.
Perché presentarne una propria sposta forse i termini del problema?
Sempre si vota contro un ministro del proprio governo!
Il problema che il ministro (volutamente con la m minuscola) non voglia con dignità, buon gusto e senso dell'opportunità, andarsene da sola, dimostra che, appunto, manca delle predette qualità e dunque sta mettendo in imbarazzo il fragile governo Letta.
Vorrei sapere da Renzi se egli la voterebbe la mozione presentata dal M5S a cui ha aderito persino la Lega Nord: voglio sperare di sì!!
Renzi ci piace ma non se si "appecorona" ai diktat dei D'Alema, degli Epifani ecc.. Egli ci piace proprio perché da tempo, a parole, dice cose diverse da questo partito che si dice di sinistra ma che non "sente" la base.
Non credo che la base dei nostalgici del PCI possa avere in simpatia una come la Cancellieri, una figura uscita dal "governo tecnico" di Mario Monti!
I timori di D'Alema che costoro possano disamorarsi se diventasse segretario Renzi, a mio avviso, sono meno fondati che se si lasciasse dov'è l'amica dei Ligresti.
Staremo a vedere e in base alle verifiche voteremo.    

Rifiuti pericolosi

Da: Il Manifesto

BIOCIDIO I MILITARI USA NON BEVONO L'ACQUA CONTAMINATA DI NAPOLI, PERÒ SMALTISCONO LE LORO SCORIE NEL NOSTRO PAESE. AFFIDANDOSI A DITTE ITALIANE
Quanto inquinano gli americani
ARTICOLO - ANDREA PALLADINO




Metalli pesanti, pesticidi, Pcb: sono i rifiuti delle basi di Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza. Un dossier del Pentagono: smaltiti in Italia
Andrea Palladino
Non basterebbero tutti i camion indicati da Carmine Schiavone per contenere la montagna di veleni che ogni anno le basi Usa producono in Italia. È l'altra faccia - tenuta debitamente riservata - della presenza militare d'oltreoceano. Mentre il dipartimento di Stato per la difesa spende trenta milioni di dollari in studi pensati per tutelare la salute dei militari e delle loro famiglie in servizio a Napoli, elaborando il dossier del 2010 ripubblicato ieri dall'Espresso, il servizio di logistica dell'esercito statunitense cerca il miglior modo per smaltire i materiali classificati come «hazardous waste». Resti di idrocarburi, solventi, vernici di ogni tipo, sostanze chimiche residuali nella gestione del munizionamento: quello che esce da una base militare potrebbe fare la felicità dei migliori broker di rifiuti.
Non è facile mettere il naso nella catena della logistica delle caserme Usa. Per farlo dobbiamo partire dalla porta di servizio. In un documento del 6 ottobre del 2010 firmato dalla Defence Logistics Agency che il manifesto ha consultato è riportato il capitolato d'appalto per la «gestione, il caricamento, lo scarico, la rimozione, il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento» delle sostanze pericolose delle installazioni Usa in Italia. Cinque le città coinvolte: Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza, sedi delle principali basi. Nell'allegato al bando c'è il dettaglio delle sostanze prodotte da smaltire: più di dieci tonnellate di batterie esauste di ogni tipo, centinaia di chili di acidi inorganici, ammoniaca, agenti decontaminanti, solventi (quasi due tonnellate all'anno solo dalle basi di Sigonella e Napoli), idrocarburi aromatici (i temibili benzene e xilene), metalli pesanti come il cromo esavalente, il cromo, il mercurio e il piombo, il Pcb, pesticidi ed erbicidi, lubrificanti, oli esausti ed altri veleni.
Il lungo documento del 2010 specifica nei dettagli come dovranno essere smaltite le scorie pericolose: trattamento, incenerimento e discariche. Ogni tipo di veleno ha la sua destinazione: tutte le strade, però, portano in Italia. È vietatissimo, ad esempio, smaltire i rifiuti nelle stesse basi. Ma se sorgono controversie di qualsiasi tipo, a decidere non saranno i tribunali italiani: il giudizio è riservato ad un apposito foro statunitense. Una questione, questa, molto delicata, che ci riporta all'epoca delle navi dei veleni.
Era il febbraio del 1986. Dal porto di Marina di Carrara partiva una nave, la Lynx, con un carico di migliaia di fusti tossici diretti in Venezuela. Dopo un anno e mezzo quei rifiuti sono tornati in Italia, con la nave Zanoobia sbarcata a Genova. Nella perizia effettuata all'arrivo risultano anche residui targati ministero della difesa Usa. Rifiuti partiti dalla basi militari, che hanno utilizzato gli stessi canali delle aziende chimiche italiane dell'epoca, finendo - nelle intenzioni degli smaltitori - sulle colline di una spiaggia venezuelana, abbandonati e non controllati. Negli anni successivi il governo italiano ha chiamato in causa i produttori e il trasportatore dei fusti, chiedendo i danni derivati da quel traffico di veleni: quasi tutti sono finiti davanti al tribunale civile; all'appello mancavano, però, proprio gli statunitensi. Esisteva un accordo specifico segreto?
Dopo la convenzione di Basilea sul traffico transfrontaliero dei rifiuti le cose in parte sono cambiate. Oggi la gestione delle scorie pericolose delle basi Usa viene affidata a società che lavorano soprattutto con gli impianti italiani e europei. Come la bresciana Ecoservizi. Secondo fonti autorevoli del settore consultate dal manifesto, la società ha avuto in gestione lo smaltimento dei rifiuti pericolosi della base Camp Darby, tra Livorno e Pisa, quando era ancora controllata da uomini della Compagnia delle opere, il braccio economico di Comunione e liberazione. Dove sono finiti? Ecoservizi si avvaleva di diverse discariche per rifiuti pericolosi a Brescia. Oggi uno di quei siti - chiuso nel 2000 - è considerato ad alto rischio e attende una bonifica. Chi pagherà il conto? Molto difficile dirlo, ma si possono tranquillamente escludere i produttori. È la faccia ancora sconosciuta delle terre dei fuochi del nord Italia.
Se il rapporto sulla qualità delle acque di Napoli rimane in bella vista sul sito della Us Navy di Napoli, difficile - se non impossibile - è trovare notizie sulla filiera di smaltimento delle scorie made in Usa. Eppure si tratta, come abbiamo visto, di sostanze estremamente pericolose, che richiederebbero la massima trasparenza, ad iniziare dai nomi dei contractor. Come trasparente dovrebbe essere l'informazione sull'impatto ambientale della presenza militare statunitense e Nato nel nostro paese. Tema estremamente delicato, visto il tipo di armamento utilizzato. Sempre a Camp Darby gli sversamenti e le contaminazioni non sarebbero un'eccezione, secondo il Rapporto sullo stato dell'ambiente del Comune di Pisa del 2006. Nell'elenco dei siti da bonificare la base appare diverse volte, con segnalazioni di perdite di idrocarburi e problemi alla piattaforma per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi. Inutile ricordare che un monitoraggio ambientale indipendente in queste installazioni è di fatto impossibile. Certi segreti di certo non si mettono sul web.
 
Ho ricevuto questo articolo molto interessante e lo pubblico con qualche riflessione. 
Di rifiuti pericolosi, in particolare di sostanze radioattive, mi sono occupata nel 2009 quando ho scritto su una rivista, "Color City", il seguente articolo:



Molte delle informazioni contenute nell'articolo che scrissi mi vengono direttamente dall'esperienza di lavoro, essendomi occupata del Servizio di Radioprotezione dell'Ateneo per il quale lavoravo al momento della sua istituzione. 
I rifiuti di cui si parla nell'articolo di Palladino non sono quelli radioattivi, ma comunque pericolosi e dunque soggetti a precise regole di smaltimento e al rispetto di rigidi protocolli i quali prevedono documentazioni controllabili. 
Ecco, è questo il punto: controllabili.

sabato 16 novembre 2013

Addio...ai miei ricordi

Da: Repubblica.it

E' morto Raimondo d'Inzeo, leggenda dell'equitazione

E' morto Raimondo d'Inzeo, leggenda dell'equitazione
Raimondo D'Inzeo
Aveva 88 anni, oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960, partecipò a otto edizioni consecutive dei giochi. Un'ombra nella sua vita quando da tenente colonnello dei carabinieri a cavallo dovette caricare i manifestanti contro il governo Tambroni a Porta San Paolo in 

ROMA - Lutto per lo sport italiano. E' morto Raimondo D'Inzeo, oro olimpico nell'equitazione a Roma 1960. Aveva 88 anni. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di silenzio, per sabato e domenica, in tutte le manifestazioni sportive. La Camera ardente per Raimondo D'Inzeo sarà aperta oggi, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, al Salone d'Onore del Coni al Foro Italico. Domenica sarà possibile rendere omaggio dalle 10.00 alle 13.00 al campione olimpico di equitazione scomparso.

Nato a Poggio Mirteto (Ri) il 2 febbraio 1925, Raimondo d'Inzeo, oltre all'oro di Roma, ha vinto altre cinque medaglie ai Giochi (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi), in un arco di tempo che va dal 1956 al 1972 a Monaco. E' stato anche due volte campione del mondo (1956 e 1960).

Il destino di Raimondo D'Inzeo era scritto. Figlio di un ufficiale di cavalleria e maestro di equitazione, ha iniziato prestissimo a praticare la disciplina. Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, era specialista nella disciplina del salto ostacoli. Con il fratello maggiore Piero ha formato una coppia irripetibile: sono stati infatti i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 a Londra al 1976 a Montreal, raggiunti in seguito solamente da Josepa Idem. Nel 1968 a Citta del Messico, Raimondo D'Inzeo è stato anche il portabandiera.  E' stato uno dei massimi campioni nella storia mondiale del salto ad ostacoli con Winkler, D'Oriola, Pessoa padre e figlio. In Italia, lo hanno avvicinato 
soltanto suo fratello Piero (per il quale vale ugualmente il discorso sul destino, ma che comunque non vinse mai un oro olimpico individuale) e Graziano Mancinelli.
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Un'altra figura legata a Via Ottaviano n. 105 a Roma se ne è andata.
I genitori dei fratelli D'Inzeo abitavano infatti nel mio stesso palazzo nel quartiere Prati.
Era lì, dunque, la loro casa paterna da cui ormai erano andati via, vi abitavano solo gli anziani genitori. Ma venivano spesso a far loro visita e ricordo, soprattutto Raimondo, sempre vestito in divisa e anche con il frustino in mano a volte, che quando ci incontravamo sul portone salutava sempre in modo franco e cordiale. Io ero una ragazzina e lui un uomo fatto, eppure nessuna alterigia, nessuno sfiorarti indifferente con gli occhi, come fanno tanti pidocchi che non sono nessuno, invece lui e il fratello già allora erano famosissimi e comparivano spesso nella televisione in bianco e nero.
Addio ad un'altra persona perbene che se ne va. 

Ricevo e diffondo




COMUNICATO STAMPA

Referendum acqua: un altro
Giudice di pace dà ragione ai cittadini. Anche ad Arezzo il gestore dovrà restituire i profitti illegittimamente riscossi in bolletta ai cittadini


Il referendum per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico di giugno 2011 ha stabilito l'abrogazione della cosiddetta “remunerazione del capitale investito” dalle bollette idriche degli italiani. I gestori non si sono adeguati a questa disposizione e l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) ha avviato un vero e proprio boicottaggio agli esiti del referendum. La magistratura però sta dando ragione ai cittadini che avevamo fatto ricorso a questo vero e proprio furto di democrazia.
Dopo la sentenza del giudice di pace di Chiavari che aveva obbligato il gestore a rimborsare la quota di remunerazione del capitale investito incassato nel periodo tra luglio e dicembre del 2011, arrivano due sentenze del giudice di pace di Arezzo che obbligano il gestore Nuove Acque a rimborsare la quota di profitto da luglio 2011 a gennaio 2013 (data di presentazione dei ricorsi).
Le sentenze confermano la correttezza di quello che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto: dopo l’esito referendario tutto il profitto – comunque denominato – deve essere eliminato dalle bollette.
Dopo questi nuovi pronunciamenti che derivano anche da quella molto esplicita del Consiglio di Stato del gennaio scorso, il Forum invita ancora una volta l’AEEG a tornare sulle proprie deliberazioni e a predisporre un sistema tariffario in piena conformità con l’esito referendario. È evidente che lo stratagemma che l’AEEG ha adottato nel disciplinare il metodo tariffario transitorio chiamando “costo della risorsa finanziaria” quello che prima si chiamava “remunerazione del capitale investito” è risultato inefficace.
Ormai da più parti d'Italia i cittadini - stanchi di non vedere rispettato il volere del 96% degli elettori che poco più di 2 anni fa sancirono che sull’acqua non si può fare profitto - si stanno attivando per la tutela dei loro diritti.
E le sentenze sopracitate - come è ovvio e giusto che sia - ristabiliscono il primato della legge e bocciano le alchimie di politici e burocrati. 


16 Novembre 2013.


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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