mercoledì 13 agosto 2014

Capelli bianchi

Scrivo sempre di cose troppo seriose... A parte qualche novella volutamente ironica e divertente o la serie di storie brevi intitolata "Cronache di pazzie quotidiane".
Oggi parlo di capelli, dunque di aspetto fisico.
Volutamente non faccio pubblicità per terzi sul mio blog, anche se potrei. Però voglio fare una pubblicità gratuita a Belle Color di Garnier.
Mio marito scoprì in modo poetico il mio primo capello bianco che avevo 31 anni. A 46 erano diventati come fili sparsi fra i miei capelli di bruna naturale. Sono sempre andata pochissimo dal parrucchiere, giusto ogni tanto per aggiustare il taglio, dunque, non volendo tingere quei fili argentei naturali, mentre facevo la spesa al supermercato cercai uno shampoo colorante. Pensai che un biondo scuro avrebbe schiarito un poco i miei capelli bruni e tinto quelli bianchi della tinta scelta. Non si devono forse schiarire i capelli per poi tingerli di biondo? Ebbene, quelli erano già schiariti di suo, al naturale!
Comprai dunque Belle Color di Garnier tinta biondo scuro. Semplice l'applicazione, bello e naturale il risultato. Così naturale che  la gente mi chiedeva: "Ma che belle mèches! Dove le hai fatte?" E che stupore quando io rispondevo divertita che avevo solo applicato lo shampoo colorante acquistato con poche lire al supermarket!
In effetti il mio ragionamento aveva avuto successo: la massa dei miei capelli bruni era, grazie alla tinta biondo scuro, meno bruna e i fili bianchi erano invece di un biondo che risaltava in mezzo al resto dando l'effetto di mèches.
Via via che, negli anni, aumentavano i capelli bianchi, aumentavano anche le mèches! Finché furono così tanti che dovetti fare la scelta di una tinta uniforme: ma sempre di Belle Color di Garnier! 
Andavano di moda i rossi di ogni tonalità. Ne approfittai per scegliere un mogano scuro che dava ai miei capelli una tonalità calda e sobria, e i capelli bianchi con tale tinta color castagna non diventavano  rosso carota!
Dopo una certa età consiglio alle signore che mi leggono di evitare i colori forti: rosso acceso, nero, biondo giallo... perché fanno risaltare i punti induriti del viso..
Da un paio di anni stavo meditando di abbandonare Belle Color di Garnier con le sue tinte quasi naturali per accettare tutti i miei capelli bianchi: e come molte cose che mi riguardano, dopo aver meditato e ponderato ho preso la decisione e ho fatto tagliare alla mia parrucchiera i miei capelli quasi alla radice, perché potessero crescere non troppo bicolori.
A mio marito lo avevo preannunciato e lui, che si atteggia a liberale, lo aveva accettato, anche se in realtà vedermi con i capelli corti pochi centimetri so che per lui è stata dura. Il fatto è che a quasi 70 anni non è possibile andare ancora in giro con i capelli lunghi da liceale. Per dirla come Lina Sotis, si rischia di fare "dietro liceo e davanti museo"!
Ora sono cresciuti un poco e persino il mio figlio più attento e più critico, il più grande, che all'inizio mi aveva criticato per il mio "rapamento quasi a zero", pochi giorni fa mi ha detto: "Hai fatto bene a farti crescere i capelli bianchi".
Ho quasi 68 anni: era ora!
Ho la fortuna di avere solo qualche cedimento del viso ma nessuna ruga e dunque, con i capelli tinti con lo shampoo colorante che facevo ogni mese da sola, potevo dimostrare qualche anno di meno..
Ero così (la foto è di 2 anni fa):
Ora sono così:

Rotatorie inspiegabili: confronto fra 2 Comuni


Il 5 agosto scorso ho scritto un post su una notizia pubblicata dal giornale locale "Il Mamilio": si parlava di Rocca Priora, il paese in cui vivo dal 1979. Si annunciava la costruzione di una rotatoria sulla Via Tuscolana, strada statale... Pensavo venisse costruita nei punti più a rischio come, ad esempio, gli imbocchi verso il paese che sono due ed entrambi incrociano con strade comunali che si immettono sulla Tuscolana... Invece no! Mi sbagliavo e me lo ha fatto notare un mio giovane conoscente con una battuta: "A che serve? Per le vecchiette che vanno in chiesa?"  Eh già! Perché in realtà la rotatoria è stata costruita davanti ad una Parrocchia che affaccia sulla S.S. Tuscolana in un punto in cui non vi sono altre immissioni di strade pubbliche, l'unica strada che si apre di faccia alla Parrocchia è una privatissima strada senza uscita di un condominio ed il tutto è chiaramente segnalato da un grande cartello con il nome di detto condominio e la perentoria scritta "Proprietà Privata vietato l'accesso ...ecc. ecc.", mentre un altro, più piccolo, avverte con il simbolo di strada senza uscita.
Eppure qualcuno ha deciso di far sorgere la rotatoria proprio lì... ad hoc per la sola chiesa evidentemente...


Vista della chiesa dando le spalle alla rotatoria in Via Tuscolana
Rotatoria con vista verso la strada privata: sulla sinistra si intravede il cartello del condominio.
Colpisce la segnaletica orizzontale gialla ben delineata all'imbocco ed all'uscita di tale strada privata...
Mi torna inevitabilmente il ricordo delle e-mail che ho scritto al Sindaco, ai Carabinieri, ai Vigili Urbani e, infine, alla Procura della Repubblica per avere un poco di vernice bianca per rifare la segnaletica orizzontale all'imbocco ed all'uscita di Via Mediana, strada comunale, là dove pericolosamente incrocia la S.S. Tuscolana: a nessuno gliene è fregato niente.
Eppure, segnalavo, da quando è stata asfaltata la strada che attraversa il bosco e che porta a Rocca di Papa il traffico è notevolmente aumentato e il pericolo di incidenti, con una segnaletica quasi cancellata del tutto, è reale, anche considerando il fatto che il comune ha dato la concessione ad una edicola di giornali proprio all'uscita della via Mediana immissione Tuscolana e l'imperante mancato rispetto di ogni regola fa si che maleducati di ogni genere parcheggino a spina davanti a detta edicola, chiudendo di fatto la corsia di uscita e le auto in transito sono costrette ad allargarsi sulla corsia in entrata con rischio di frontali con chi si immette repentinamente dalla S.S. Tuscolana. 
Un'isola spartitraffico, come esisteva nel lontano 1979 quando il traffico era quasi inesistente, indurrebbe i cafoni a non parcheggiare a spina e delimiterebbe con chiarezza le due corsie. Ma la vernice e due sassi per il ripristino di ciò che pure esisteva... non ci sono... euro 38.000 per la rotatoria per chi va a messa invece ci sono... Però il Sindaco e tutti gli altri responsabili stanno usando anche il mio denaro e, oltre alla TARI per avere una differenziata zoppa (non ho ancora uno dei bidoni e gli altri non me li ha consegnati nessuno, ma li abbiamo presi da soli un poco per volta via via che erano di nuovo disponibili), pago tanta IRPEF a costoro.


Questa invece è una chiesa che non interessa a nessuno: sta nel comune di Albano Laziale su un incrocio che dire folle come circolazione è dire poco, e sulla strada regionale (in quel punto) Nettunense la rotatoria non si può fare... Si vede che il comune di Rocca Priora è più ricco di quello di Albano Laziale...

lunedì 11 agosto 2014

Renzi e i suoi ideali

Da: QN

Renzi: "Decido io le riforme, non Troika o Bce. Deficit, non sforeremo il tetto del 3%"

venerdì 8 agosto 2014

Psicosi? Oppure giusta preoccupazione?

Da: Oggi Treviso

Caso di lebbra, l'Usl 9: "Paziente sotto controllo, nessun pericolo di contagio"

37enne bengalese resta ricoverato al Cà Foncello, controlli sui 5 famigliari






TREVISO - “Sono qui oggi all’Ospedale di Treviso per tranquillizzare tutti i Veneti e le molte mamme allarmati che mi hanno telefonato e inviato mail. La situazione è totalmente sotto controllo”. Lo ha detto questa mattina il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, durante la conferenza stampa con la direzione strategica dell’Ulss 9 e alcuni specialisti, a seguito del caso di lebbra diagnosticato ieri ad un cittadino bengalese di 37 anni, residente a Quinto di Treviso, ricoverato da metà luglio per problemi cardiaci.


Primari e medici specialisti in malattie rare hanno tranquillizzato l’opinione pubblica in merito a possibili rischi di contagio da lebbra. “Il caso in oggetto – ha spiegato il Direttore Sanitario dell’Azienda Ulss 9, Michele Tessarin - riguarda un paziente giovane adulto, proveniente dal sub-continente indiano e residente in Italia da 8 anni. Ricoverato per accertamenti al Ca ‘Foncello da metà luglio per dolori e gonfiori agli arti inferiori con affaticamento, nel corso del ricovero gli sono state rilevate lesioni cutanee atipiche che hanno portato ad eseguire più biopsie per confermare i sospetti diagnostici. Il paziente è sempre stato assolutamente stabile ed in buone condizioni generali. L’esame istologico ha confermato la diagnosi di“Lebbra Lepromatosa””. “Questo tipo di patologia – hanno spiegato i sanitari – è a basso tasso di infettività e si trasmette solo con contatto diretto prolungato di anni con i soggetti affetti”.

I medici hanno così ritenuto necessario e sufficiente ricoverare solo il paziente in uno stato di isolamento, in una camera singola, e di controllare con una visita dermatologica, così come previsto dalla normativa, le cinque persone che convivono con l’uomo nella stessa abitazione a Quinto di Treviso.

La lebbra, è stato spiegato, è veicolata da un batterio simile a quello della Tbc ma più lento che viene distrutto quasi sempre dai globuli bianchi. L’incubazione della malattie dura in media dai sei agli otto anni e con ogni probabilità il paziente è stato contagiato dalla malattia quando ancora si trovava nel suo paese natale, prima di arrivare in Italia. “Il paziente - ha precisato la direzione dell’ospedale - è stato segnalato al Centro Nazionale di Genova e posto in terapia con tre farmaci come da linee guida nazionali ed internazionali e verrà dimesso dall’ospedale di Treviso tra pochi giorni”.

“Ciò nonostante – ha detto Zaia – dobbiamo prendere realisticamente atto della possibilità, non escludibile a priori, che alcune malattie da tempo debellate possano riprendere vigore anche da noi e la salvaguardia della salute dei cittadini Veneti è un mio obbligo costituzionale. Per questo l’attenzione dell’intero sistema sanitario veneto rimane al massimo, sia sul piano della prevenzione che su quello della profilassi dove e quando necessaria”.

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Da: La Stampa

Psicosi Ebola tra i poliziotti di Palermo: il 90% si dà malato per timore di contagio dagli immigrati

Secondo il sindacato in molti non si sarebbero
presentati al lavoro. Ma la Questura smentisce: 
“Percentuale fisiologica”. Tra le malattie temute
anche tubercolosi e scabbia.

ANSA


07/08/2014
Psicosi da infezione tra i poliziotti della questura di Palermo, secondo quanto sostiene in un comunicato il sindacato autonomo di polizia, Consap. Gli agenti di polizia temono la possibilità di venire contagiati dagli immigrati in arrivo dal nord Africa e danno forfait. Cosi lo sbarco a Palermo di 530 profughi con la nave Urania ha visto la presentazione di un numero record di certificati di messa in malattia. Il 90% degli agenti, teoricamente a letto per i malanni più disparati, non si è oggi presentata al lavoro.  

La paura? Venire contagiati dai virus di cui i profughi sarebbero portatori. Tubercolosi, scabbia, Ebola, questi i nomi delle malattie temute dagli uomini delle forze dell’ordine. Un trend che se continuasse potrebbe privare Mare Nostrum del proprio braccio operativo. In questo scenario, il Consap, minaccia addirittura una class action contro il Ministero dell’Interno. 

La questura di Palermo però smentisce: «Le complesse attività di accoglienza, identificazione, fotosegnalamento e vigilanza dei migranti arrivati in porto si sono svolte regolarmente» sottolinea la questura in un comunica e aggiunge che «va quindi decisamente smentito» che il 90% dei poliziotti palermitani comandati oggi di servizio al Porto, si sarebbe «dichiarato malato».  

Secondo la questura «l’assenza per motivi di salute ha, infatti, interessato solo una esigua, fisiologica percentuale (poche unità) del complessivo dispositivo impiegato nei relativi servizi. La temporanea indisponibilità -prosegue la nota- non ha pertanto minimamente inficiato l’operatività o compromesso le condizioni di sicurezza delle attività di accoglienza che, svolte nel massimo rispetto dei vigenti protocolli sanitari e con il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, hanno avuto termine addirittura in anticipo rispetto all’orario previsto. Nessuna particolare preoccupazione si registra negli operatori di Polizia, regolarmente sottoposti ai previsti controlli», conclude il comunicato. 

Abbiamo responsabilità verso noi stessi e verso chi abbiamo messo al mondo ed in genere verso la nostra discendenza: prima di tutto.
Apertura verso il prossimo, qualsiasi sia la filosofia di vita  che ispira la nostra esistenza, non può voler dire mettersi a rischio. Chi vuole farlo per particolare scelta di vita lo faccia, ma non si può imporre ad un popolo. Le scelte politiche debbono tenerne conto.
E' giusto non creare allarmismi nella popolazione per non ingenerare allarme sociale, ma è giusto altresì non trascurare il fatto che malattie debellate in Italia con spese e fatica sono ricomparse.
C'era un lebbrosario in Puglia, come è noto, ma in anni passati stavano per chiuderlo in quanto credo che erano rimasti due pazienti...
E' vero che le lebbra non è di facile contagio, ma è anche vero che ha una incubazione anche di decenni. Dunque, se l'hai contratta, potresti accorgertene fra molto tempo...
La tubercolosi ancora, in soggetti predisposti, poteva comparire... Ma i controlli anche sulle scolaresche (ho 68 anni e ricordo che quando ero a scuola ci facevano controlli di routine, per intere scolaresche, sottoponendoci a Rx al torace e reazione alla tubercolina) hanno quasi debellato tale malattia in Italia. Però un medico, già più di dieci anni fa, mi aveva detto che, a causa di soggetti immigrati dall'est post comunista impoverito, si erano diffusi molti casi di Tbc anche in fase avanzata... Non mi addentro nelle descrizioni... ma certo a quegli stadi era di certo più infettiva, mettendo a rischio la salute stessa dei sanitari che operavano nell'Ospedale Italiano dove lavorava il medico che mi segnalò questo nuovo fenomeno.
Certo i giornali non possono allarmare la popolazione... ma certi fenomeni sociali si vengono a sapere lo stesso, venendo a contatto gli uni con gli  altri.
E' legittimo, dunque, che i nostri poliziotti, ed in generale il personale esposto al contatto con grandi quantità di gente che arriva da zone dove ancora esistono malattie da noi debellate, abbiano timore di contrarre malattie, anche poco conosciute e letali, come Ebola.
A loro va tutta la mia solidarietà, perché i poliziotti hanno figli e il timore è anche per loro... 

mercoledì 6 agosto 2014

Notizia mostruosa


Uno scoglio enorme che è stato strappato da dove stava da millenni...


Da Il Messaggero.it

Concordia: Schettino insegna gestione panico a università


(ANSA) - FIRENZE, 6 AGO - 'Lectio magistralis' del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino alla Sapienza, a Roma, al termine di un master in scienze criminologiche di psicopatologia forense della facoltà di Medicina. 
Nella lezione finale Schettino ha commentato una ricostruzione del naufragio del Giglio e raccontato aneddoti tratti dalla sua esperienza di comandante di navi, soffermandosi in particolare sulla gestione di situazioni di panico e di crisi. Schettino ha anche ricevuto un diploma dall'ateneo.
06-08-2014 11:58

Parte dell'enorme ferita inferta alla nave Concordia dall'imperizia umana
Mentre va avanti il processo e certo non cessano il trauma ed il dolore dei sopravvissuti e lo strazio dei parenti delle vittime, c'è chi ha il folle cattivo gusto di far raccontare il panico dei passeggeri a lui affidati proprio dall'autore di quel disastro...

Non ho parole. Non mi meraviglio di Schettino, lui deve pagare gli avvocati, ma di chi specula sulla sua pessima fama sì!!
Editori che pensano di vendere libri con il nome di questa pessima figura di comandante di navi da crociera, ed altre figure che cercano discutibile notorietà attraverso questo orribile evento.
Raccontare il panico altrui...
L'ho già scritto e lo ripeto: con la nave allagata subito bisognava scendere le scialuppe e il panico e la morte sarebbero stati di certo minori.

Schettino ha fatto scendere le scialuppe dopo quasi due ore dall'impatto, quando la nave, come era ovvio avendo uno squarcio di 75 metri circa, si stava inclinando...

Forse voleva vedere il panico per poi raccontarlo... facendosi pagare beninteso.



  IL Panico, la Paura, forse chi ha invitato l'autore di tutto questo ha sbagliato interlocutore, oltre a peccare di mancato buonsenso e di buongusto: doveva invitare alcuni superstiti.

martedì 5 agosto 2014

Rotatorie utili e meno utili

Da:Il Mamilio

Rocca Priorarotatoria sulla Via Tuscolana: approvato il progetto esecutivo

ROCCA PRIORA – L'intervento avrà un costo di 38mila euro
La Giunta di Rocca Priora ha approvato il progetto definitivo-esecutivo relativo all'intervento di progettazione e realizzazione di una inserzione a rotatoria sul tratto urbano di via Tuscolana, al chilometro 28,500. L'opera è inserita in una serie di lavori pubblici previsti per la messa in sicurezza della viabilità della cittadina, soprattutto nei tratti di grande scorrimento.
La somma destinata alla realizzazione dei lavori è di poco superiore ai 38mila euro.

Questa notizia mi ha colpito per più di una ragione. La rotonda verrà costruita sulla Via Tuscolana, strada statale, con il solo contributo, da quel che scrive "Il Mamilio", del Comune di Rocca Priora. L'inserzione di Via del Buero, strada che sale verso il paese dalla statale Tuscolana, non costituisce una situazione particolarmente pericolosa per la viabilità. L'uscita dalla Via Mediana sulla medesima statale rimane spostata di una decina di metri  rispetto a Via del Buero... dunque non capisco come potranno inglobare in una rotonda i due accessi migliorando la sicurezza stradale.. Speriamo bene!
In una situazione, invece, particolarmente caotica e pericolosa che riguarda il Comune di Albano Laziale, là dove in località Cecchina incrocia la Via Nettunense proprio davanti alla Parrocchia di S. Filippo Neri, il Sindaco, interpellato da un gruppo di mamme dei bimbi frequentanti l'adiacente Scuola Materna gestita dalle suore, avrebbe risposto: "Rivolgetevi alla Regione Lazio." Essendo la Via Nettunense in quel tratto sotto la giurisdizione regionale. 
Il condizionale è d'obbligo giacché la notizia è riportata da alcune di queste signore e non ero presente per darne conferma diretta, ma posso testimoniare di aver inviato personalmente una e-mail a vari responsabili del Comune di Albano segnalando la necessità di costruire una rotonda che, in questo caso, anche un cieco vede che è necessaria. Non ho avuto risposta e non me ne dolgo, ma vorrei che prendessero in seria considerazione il problema che illustro con le sottostanti foto dei luoghi:  

VIA NETTUNENSE, 37 - CECCHINA, 00040 ALBANO LAZIALE RM - Chiesa S. Filippo Neri
La facciata dà sulla Via Nettunense e la via che sale lateralmente alla chiesa è Via Italia dove, poco più avanti si apre l'uscita della Scuola Materna gestita dalle suore.
Questo è l'assurdo e pericoloso incrocio percorso dalle mamme che vanno verso Via Italia a prendere i loro bambini, ma anche dai frequentatori della Parrocchia a vario titolo.
Le auto viste frontalmente percorrono Via Nettunense da Roma verso l'esterno. Se provenendo da tale direzione vogliono svoltare su Via Italia debbono tagliare in diagonale davanti alla Chiesa badando che non arrivino auto dalla direzione opposta e, costeggiando l'aiuola verde spartitraffico che si intravede appena a destra della Chiesa in questa immagine, tagliare la strada alle auto che scendono  da via Italia sulla Nettunense, le quali hanno un segnale di dare precedenza che in orizzontale è quasi cancellato, indi svoltare prendendo Via Italia in salita badando alle auto che, provenendo da Cecchina centro, vanno in direzione Roma ma, se salgono verso Via Italia hanno la precedenza su quelle che provengono dalla direzione opposta e che hanno già tagliato la Nettunense e superato l'aiuola spartitraffico. 


Si vede bene che solo dalla descrizione di tale viabilità si capisce che è un vero caos. 
Perché dunque il Comune di Rocca Priora spende euro 38.000 da solo per costruire una rotonda che implica un strada statale senza coinvolgere l'ANAS ed il Comune di Albano, se le notizie delle mamme sono vere, dice che dovrebbero rivolgersi alla Regione per la strada regionale Nettunense?
Non può tale grosso Comune provvedere da solo se la spesa non è poi così onerosa? Si eliminerebbe, inoltre, la doppia fermata (se si fermano!!) delle auto che scendono per via Italia, prima per dare la precedenza a quelle che, dopo aver tagliato in diagonale la Nettunense e avendo sulla loro destra l'aiuola spartitraffico, si immettono in salita su tale via, poi subito dopo sullo STOP per immettersi su Via Nettunense direzione Cecchina centro!! 
Sarebbe interessante se "Il Mamilio" potesse esplorare la situazione presso il Comune di Albano Laziale.

lunedì 4 agosto 2014

Una famiglia unita... contro il DNA...

Da: Oggi.it
Massimo Giuseppe Bossetti incontra i genitori in carcere: “È Giovanni il mio vero padre, non Guerinoni”

Il muratore di Mapello ha detto ai suoi legali di essere sicuro della paternità di Giovanni Bossetti. La famiglia gli ha manifestato il suo appoggio: “Crediamo alla tua innocenza”. Ora la difesa si presta a fare le proprie indagini sul dna. Bossetti, intanto, cerca conforto nella fede.
Ester Arzuffi e Giovanni Bossetti hanno incontrato nel carcere di Bergamo il figlio Massimo Giuseppe, in cella dal 16 giugno con l’accusa di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio il 26 novembre 2010.
TUTTI UNITI- Sull’incontro, il primo e riservatissimo, trapela qualcosa tramite gli avvocati. Il legale di Ester, Benedetto Maria Bonomo, ha dichiarato infatti che «la famiglia è molto unita e crede fermamente che Massimo Bossetti sia innocente».

EMOZIONI FORTI- Con i genitori c’era anche Laura Letizia, la sorella gemella di Massimo: anche lei, dal test del dna, risulterebbe ovviamente figlia di Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999. Si è dunque trattato di un incontro emotivamente molto forte. «Possiamo semplicemente immaginare cosa sia accaduto – ha precisato l’avvocato Silvia Gazzetti, che con Claudio Salvagni difende il muratore -, di fronte a dei genitori che sono andati a trovare un figlio che deve rispondere di un’accusa così grave».
È LUI MIO PADRE- Ma pare non esservi dubbio su quale sia stato uno degli argomenti portanti della visita. «Chiederò a mia madre se sono davvero figlio di Guerinoni», aveva infatti detto Bossetti al gip Ezia Maccora il giorno dell’interrogatorio di garanzia. E, a Il Giorno, Ester aveva annunciato le sue intenzioni: «Voglio dire a mio figlio che è figlio legittimo, mio e di mio marito. Voglio dirgli che l’uomo che l’ha allevato è il suo vero padre. Voglio dirgli che credo nella sua innocenza e che deve essere forte».


"Ma cu' è stu dienneà?"
Si chiede chi vive nel buio dell'ignoranza e teme la realtà della Scienza.
"Non so cos'è, dunque lo rifiuto!"
"Credo a quello che mi pare! E sopprattutto a quello che fa comodo a me!"
Non ci vuole molto a riscivolare nel buio del Medioevo ed anche più giù...
Chissà se queste persone che hanno formato questa "famiglia così unita" hanno mai fatto l'analisi del sangue... che so... almeno un emocromo! Se l'hanno fatto ci avranno creduto al risultato delle analisi? Io penso di sì... e se erano a posto, se non erano anemici, se avevano il numero dei neutrofili e del resto a posto, se ne saranno andati tranquilli a casa dopo averle portate "a far leggere al dottore".
Ma al DNA la "famiglia unita" non ci crede! Per loro il DNA è come Dio: un atto di fede.
Uno può anche non crederci no?
Quattro Laboratori di altissimo livello dicono che il DNA di Massimo Giuseppe Bossetti, muratore che circolava senza particolari obblighi e ragioni dalle parti di Yara (con prove), stava sul corpo martoriato della povera bambina. E gli stessi laboratori dicono che quel DNA non è compatibile con quello del povero vecchio malato che è Giovanni Bossetti, ma corrisponde sia a quello della madre Ester Arzuffi che a quello di Guerinoni. 
Ma non fa niente. La "famiglia unita" (non sappiamo se pure il povero Giovanni Bossetti) nega ogni evidenza scientifica!
Basta negare! In fondo è andata bene tutta la vita! Mo' salta fuori sta' cosa del DNA!
Ma che c'importa a noi!!

In fondo anche la Chiesa Cattolica lo fece con Galilei!

Quel tomo pretendeva di dire che non era il Sole a girare intorno alla Terra, ma che era la Terra a girare intorno al Sole!
Che pretese! Si voleva negare la centralità della creazione! Noi eravamo il Centro dell'Universo! Dio ci aveva messo qui e l'Uomo era a sua immagine e somiglianza! Basta vedere di cosa è capace l'Uomo!
Così la storia di Yara! Vuoi vedere che era andata a fare una scampagnata all'insaputa dei genitori poi è inciampata, si è fatta male ed è morta di freddo?!!!  

sabato 2 agosto 2014

34° anniversario della strage alla Stazione di Bologna

Da: ASCA

Strage Bologna: Napolitano, dare risposte a anelito verita' Paese

(ASCA) - Roma, 2 ago 2014 - ''A trentaquattro anni dalla strage consumata alla stazione di Bologna il mio pensiero partecipe e commosso va alle ottantacinque vittime, agli oltre duecento feriti, segnati dall'orrore di quella mattina, e all' incancellabile dolore dei loro famigliari. La strage e' stata frutto di una stagione di intolleranza e di violenze che non puo' essere dimenticata. Merita pertanto gratitudine e apprezzamento l'impegno civile dell'Associazione da lei presieduta, che persegue una riflessione costante su quel barbaro attentato, invocando un compiuto accertamento degli aspetti non ancora chiariti. Al perpetuarsi del ricordo di quei tragici eventi anche da parte delle generazioni che non li hanno vissuti deve infatti accompagnarsi una esauriente risposta all'anelito di verita' che accomuna i familiari e l'intero Paese. Con questo spirito, esprimo a lei, illustre Presidente, ai feriti e a tutti i famigliari delle vittime la mia
affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarieta' di tutta la Nazione''. Questo il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Presidente della Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi. 

Presa per i fondelli? Parole, parole, parole... e nessuna verità. Il Presidente della disastrata Repubblica Italiana auspica che si giunga alla verità dopo 34 anni... Il Primo Cittadino, uomo navigato nella Politica Italiana negli ultimi... (diciamo almeno 50 anni?), auspica... lui non ne sa nulla.. chissà se saprà qualcosa l'uomo della strada, quello che paga le tasse, lavora mal pagato... chissà... forse lui saprà qualcosa... Chiediamoglielo!

Da: La Repubblica.it 

Strage Bologna: 34° anniversario, "Italia non dimentica"/Adnkronos (4)

(Adnkronos) - "L'anno scorso ero con Bolognesi e tanti altri, nella piazza della stazione di Bologna, per la cerimonia di commemorazione delle vittime della terribile esplosione che nel 1980 spezzò la vita di 85 persone e ne ferì altre 200 - ha scritto la presidente della Camera Laura Boldrini, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook - Non era facile per me, appena eletta alla presidenza della Camera, rappresentare quelle istituzioni che non sempre erano state in grado di rispondere alla richieste di verità e giustizia. Ricordo ancora l'emozione di essere su quel palco, così come la calorosa accoglienza. Quel giorno ho ribadito il mio impegno alla massima trasparenza". "Fin dall'inizio della legislatura -ha proseguito - la Camera ha deciso di togliere il segreto da molti documenti a cui hanno lavorato le Commissioni di inchiesta presiedute da deputati. Mi auguro -conclude- che, anche attraverso questo contributo, possano essere compiuti quei passi decisivi che ancora ci separano dalla verità sui mandanti e gli ispiratori delle stragi".
(02 agosto 2014 ore 17.32)


Eccone un'altra! Dopo un anno che ha tolto il segreto (chissà poi perché ci deve essere il segreto?! Boh?) cosa è cambiato nel "cammino verso la verità"?
Sembra niente perché il Primo Cittadino ancora "auspica"... 
Mi sembra una macabra presa per i fondelli.


Marco Pantani

Da: La Repubblica.it

Marco Pantani è un ciclista italiano. Noto come il 'Pirata' per la bandana usata al posto del berretto, nel 1998 vince Giro d'Italia e Tour de France. Muore a 34 anni nel 2004 per un arresto cardiaco causato da overdose di cocaina. Le circostanze della sua morte non sono però del tutto chiare.
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Da questo blog:

giovedì 9 agosto 2012

Alex Schwazer il suo coraggio lo ha salvato

In questo post scrivevo:


In questa circostanza, in cui ho pensato: "Questo ragazzo ha avuto la forza di affrontare la realtà e si è salvato", mi è tornato in mente "Il Pirata", Marco Pantani che, al contrario, non si è salvato e mi dispiace perché avevo grande simpatia per lui.
Dal sito dedicato a lui ed alla fondazione che porta il suo nome:

...In un clima avverso e con un controllo che lascia tuttora aperti pesanti interrogativi sulla sua regolarità, la mattina del 5 giugno 1999, in Madonna di Campiglio, a due tappe dalla fine di un Giro d’Italia che stava dominando, fu riscontrato a Marco un tasso di ematocrito superiore al 50%: ciò significava uno stop di 15 giorni per tutelare la sua salute e l’addio alla corsa.
Per Pantani, fu l’inizio di una lunga odissea di torture. 
Venne posto alla gogna da fette consistenti di quei media che prima lo osannavano. Solo pochi giorni dopo, la stessa Magistratura iniziò ad aprire su di lui fascicoli e ad indagarlo. Si aprirono così per Marco le porte dei Tribunali, anche in mancanza di reali presupposti di legge. Ogni qualvolta provava a rialzarsi, parimenti un’altra Procura iniziava ad indagarlo: alla fine furono ben sette!
Sapendosi vittima di voleri superiori e con un fattore scatenante dettato da un controllo che sapeva baro, si lasciò andare alla disperazione, ed incontrò la cocaina.
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E' di oggi la notizia che la famiglia di Marco ha presentato, attraverso i suoi avvocati, una richiesta di revisione dell'indagine e delle sue relative conclusioni che sancirono il suicidio per overdose, portando a supporto un'indagine effettuata a proprie spese su fatti trascurati all'epoca e non approfonditi. La richiesta di riapertura dell'inchiesta è stata accolta dalla magistratura.
L'hanno messo in croce...

Non seguo lo sport, nemmeno il ciclismo, ma Marco Pantani mi piaceva e ricordavo quello che mi diceva mio padre (assolutamente non sportivo) sul ciclismo: "Quello è un vero sport, non come il calcio, il ciclismo richiede un vero grande sacrificio." Erano i mitici tempi di Fausto Coppi e Gino Bartali.
Una espressione pensierosa di Marco Pantani

Ora con i successi di questo nuovo campione italiano, Vincenzo Nibali, che ricorda nel fisico magrissimo Marco Pantani, il ricordo malinconico era tornato a lui... alla triste fine dopo tanti sacrifici...
Ora arriva questa notizia...  
Mi colpisce la sua data di nascita: esattamente un mese prima della nascita del mio figlio più piccolo (13 febbraio 1970 )

venerdì 1 agosto 2014

India e vergognoso caso dei due militari italiani della nostra Marina

Da questo blog:

sabato 22 dicembre 2012

I marò italiani sequestrati in India



Innumerevoli sono i post che ho dedicato a questa vicenda, in questo, che ho riletto da poco, scrivevo che ero felice di sapere che era stato concesso loro di tornare a casa per Natale, dopo 10 mesi in cui gli indiani non erano riusciti a produrre una prova certa del loro coinvolgimento nella morte dei due poveri pescatori, e mi auguravo però che non rispettassero la consegna di tornare, immaginando nel contempo che invece sia loro sia il nostro governo l'avrebbero rispettata... 
E' andata proprio così... 

Oggi da: Leggo.it

MARÒ, IL TRIBUNALE SPECIALE DI NEW DELHI
RINVIA L'UDIENZA AL 14 OTTOBRE

Giovedì 31 Luglio 2014
NEW DELHI - È stata fissata al 14 ottobre la nuova udienza del tribunale speciale di New Delhi sul caso dei marò. 
L'istanza al tribunale speciale della 'session court' presieduto attualmente dal giudice Bharat Parashar era stata presentata nel novembre scorso dalla polizia antiterrorismo Nia con l'opposizione però della difesa italiana. La data della nuova udienza è stata fissata per ottobre, hanno detto all'ANSA fonti legali, a causa di un calendario già completo per le settimane a venire. Come avvenuto nelle precedenti circostanze, Latorre e Girone non erano presenti in aula. Va ricordato che la Corte suprema il 28 marzo aveva sospeso il processo a carico dei due marò presso il giudice speciale dopo aver ammesso un ricorso sull'incompetenza della Nia a condurre le indagini in assenza di leggi speciali. Attualmente il massimo organo giudiziario indiano è in attesa delle controdeduzioni da parte del governo di New Delhi sul ricorso italiano.

Siamo un Paese che non è rispettato più da nessuno grazie a chi ci guida, ma anche grazie a tutti gli italiani campioni dello sputo in alto, che gli ricade in faccia!

Un Paese di vigliacchi e di autolesionisti.
Questa incredibile ed umiliante vicenda lo dimostra e resterà nella Storia, inevitabilmente.