'ultimatum di Amatrice: "Salvate il nostro ospedale o sarà secessione"
Il sindaco Pirozzi: "Non è una provocazione". La Regione vuole declassare il Grifoni a semplice Casa della Salute
di MIRKO MALGIERI
"Andremo fino in fondo per difendere il nostro ospedale e la nostra non è una provocazione". Sergio Pirozzi, sindaco del comune rietino di Amatrice, parla chiaro: se la Regione declasserà, come ha annunciato, l'Ospedale del paese da 2.600 abitanti allo status di semplice Casa della Salute, la giunta comunale reagirà e farà di tutto per portare l'amministrazione della patria dell'amatriciana fuori dai confini del Lazio.
La vittima dell'annunciato declassamento è il "Francesco Grifoni", una struttura ospedaliera Distrettuale di tipo C, che garantisce l'attività di degenza presso l'unità operativa di Medicina interna ed i servizi di Laboratorio Analisi, di Pronto Soccorso - Dea I livello e di Radiologia, oltre al Servizio distrettuale pediatrico e di vaccinazione. Un centro polifunzionale, dunque, di importanza fondamentale per il comune rietino, a 1000 metri di altitudine e distante più di 60 chilometri dalla più vicina struttura ospedaliera alternativa, quella di Rieti.
Dopo anni di tagli alla sanità indetti dalla Regione e responsabili di un progressivo indebolimento e di una più complicata gestione dell'ospedale di Amatrice, la giunta di centrodestra guidata da Pirozzi ha deciso di rispondere all'annuncio del governatore Zingaretti convocando un Consiglio comunale straordinario e aperto al pubblico per la data del 20 agosto, in cui si discuterà la possibilità di indire un referendum consultivo per coinvolgere i cittadini e venire a capo della questione. Per concretizzare l'ambizioso progetto referendario, spiega il sindaco, servirà il si dei due terzi del Consiglio comunale, che sembra comunque remare all'unisono verso il divorzio tra la regione Lazio e Amatrice.
"Abbiamo seguito tutte le strade, abbiamo dialogato con tutti, con la Regione e con le Asl, ma se la situazione rimane questa non ci fermeremo e andremo altrove". Dalle parole del primo cittadino del comune rietino sembra che si stia già pensando alla scelta dell'Abruzzo come unità territoriale cui aderire.
Secondo Pirozzi, resta valido, in attesa della riunione comunale estiva, l'invito al presidente Zingaretti a confrontarsi direttamente con il Comune e a visitare personalmente l'ospedale "Francesco Grifoni" prima di assumere la "scellerata decisione", come denuncia Pirozzi, di trasformarlo in Casa della Salute, con meno funzioni, personale e servizi "a differenza degli ospedali a tutti gli effetti di Monterotondo, Bracciano e Subiaco considerati disagiati".
E indifesa dell'ospedale interviene l'ex governatore Francesco Storace, ora capogruppo della Destra al Consiglio regionale: ""Il presidente Zingaretti non si assuma la responsabilità di chiudere i battenti all'ospedale di Amatrice. Quella struttura non è solo un servizio, sia pure limitato nelle funzioni rimaste, ma è anche il simbolo di una sanità che rifiuta di essere considerata solo un costo".
Ancora Storace torna ai giorni in cui era lui a guidare il Lazio. "Con la mia amministrazione lottammo per far restare in vita quel presidio sanitario ed è deprimente constatare un'insensibilità assurda verso le preoccupazioni dei cittadini - aggiunge Storace - Totale solidarietà al sindaco e agli abitanti ai quali garantiamo battaglia vera in consiglio regionale se non si recederà dalleintenzioni di chiusura dell'ospedale. Tantomeno siamo disponibili a provocare una fuga del paese verso l'Abruzzo. Le case della salute si facciano altrove: Amatrice è lontana da troppi presidi ospedalieri, non prendiamo in giro i suoi cittadini e i tanti turisti che la frequentano".
Conosco bene Amatrice perché i miei genitori vengono da quella zona. L'Ospedale è necessario per una popolazione che, anche se stanzialmente diminuita, non ha altro intorno a sé per chilometri. Inoltre si è rivelato indispensabile il Pronto Soccorso per ogni tipo di urgenza, soprattutto in caso di incidenti stradali.
Sono molti anni che non frequento più quella zona che ricordo per molti versi ancora solitaria, in quanto non raggiunta dal turismo di massa, ma credo che non sia cambiata fino al punto da non aver bisogno del piccolo ospedale di Amatrice.
Fa bene il Sindaco a minacciare l'uscita dalla Regione Lazio ed il ritorno all'Abruzzo, Regione di appartenenza quando vi nacquero i miei genitori in cui la provincia non era Rieti, ancora inesistente come tale, bensì L'Aquila, dunque quel territorio era abruzzese.
Il calcolo è provvisorio e va aggiornato ogni 24 ore, o anche meno. Solo in due giorni si sono aggiunti più di trecento nuovi clandestini sbarcati tra Pozzallo e Reggio Calabria.
Un'invasione, con numeri che triplicano quelli del 2013, certificando il fallimento di «Mare nostrum», l'operazione lanciata nell'ottobre 2013 per scoraggiare gli sbarchi ma rivelatasi del tutto inefficace (a fronte di costi per 9 milioni di euro al mese). Dall'inizio del 2014, cioè in meno di otto mesi, il Viminale calcola qualcosa come 101mila arrivi (somali, eritrei, siriani e libici), l'81% sulle coste più esposte, quelle siciliane (Lampedusa soprattutto). Se si prende l'arco degli ultimi dodici mesi si arriva a 116.944 nuovi clandestini, con 35.424 domande di status di rifugiato (che comporta notevoli spese di mantenimento a carico dello Stato italiano), e 10mila rimpatri, un decimo. Gli scafisti arrestati sono stati 539, e 53.243 gli immigrati presenti (al 31 luglio scorso) nelle strutture temporanee e nei centri di identificazione.
Un'invasione, che ha avuto un picco mai visto negli ultimi mesi, quelli appunto di «Mare nostrum». Basta confrontare le cifre degli anni precedenti. In tutto il 2002 si contavano 23.719 sbarchi, un quinto rispetto ai primi otto mesi del 2014. Ancora meno nel 2003 (14.331) e nel 2004 (13.635). Per arrivare a soglie d'allarme bisogna attendere il 2011, quando gli arrivi schizzano a 64.261 e poi l'anno scorso, 42.925. Ancora pochi rispetto al trend dell'anno in corso. Lo scudo militare non funziona, deve riconoscerlo anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano nella conferenza stampa dove snocciola i numeri dell'invasione. «L'Italia è «campione del mondo di accoglienza e con Mare nostrum abbiamo salvato tante vite e ne siamo orgogliosi. Ma l'operazione non deve fare il secondo compleanno perché, seppur lodevole, è nata a termine (nell'ottobre 2013, ndr ). Mi impegnerò che subentri Frontex, la responsabilità della frontiera del Mediterraneo è europea anche perché larga parte dei migranti non vogliono restare in Italia ma andare nei Paesi del nord Europa. Se così non sarà, il governo italiano dovrà prendere delle decisioni». Un flop che non messo in conto da Alfano, che al varo dell'operazione assicurava: «Mare nostrum avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa di fare impunemente traffico di esseri umani».
Dunque, la palla deve passare all'Europa, almeno così nelle speranza del governo. Già giugno, a colloquio con il commissario Ue agli Interni Cecilia Malmstrom, Alfano aveva chiesto una exit strategy da Mare nostrum, per far subentrare Frontex, l'agenzia europea. Ma dalla Ue, e proprio dalla Malstrom, non sono arrivate risposte incoraggianti per Roma («Mare Nostrum è vasta e costosa e Frontex è una piccola agenzia e non può subentrare»). Alfano torna all'attacco, puntando sul peso che l'Italia dovrebbe avere come presidente di turno della Ue. Ma è una partita complicata, e l'incartamento sulla nomina della Mogherini alla poltrona di superministro degli Esteri Ue non fa ben sperare.
Sul fronte non mancano le critiche ad Alfano e alla sua gestione (per quel che compete al titolare del Viminale) della bomba immigrazione. «Mare nostrum è stata un'operazione fallimentare e demenziale - attacca il senatore azzurro Gasparri -. In Italia sono stati trasportati più di 100mila clandestini e non certo i perseguitati. Una follia che prosegue da troppo tempo e che sta solo favorendo l'insorgenza di nuove cellule terroristiche, oltre a portare con sè il forte rischio di epidemie. Sono passati mesi da quando il governo ha detto che avrebbe passato tutto all'operazione europea Frontex. Ma Frontex non esiste e tutto continua come prima». Il vice ministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini ce l'ha con Gasparri. «Se salvare migliaia di vite umane è disdicevole tanto vale assistere sorbendo una limonata al naufragio dei barconi». Preoccupata invece la Caritas. «Non possiamo tornare alla fase precedente in cui le persone non hanno nessun tipo di protezione umanitaria nel nostro mare».
Dal sito della Camera dei Deputati
Per fronteggiare l'eccezionale afflusso di immigrati il Governo ha avviato nel 2013 l'operazione "Mare nostrum" per il controllo e il pattugliamento del Canale di Sicilia. La Camera ha approvato alcune mozioni riguardanti le iniziative da adottarsi in materia. Nel corso della legislatura una legge delega ha previsto l'abrogazione del reato di immigrazione clandestina e sono stati approvati diversi provvedimenti recanti misure concernenti aspetti particolari della disciplina dell'immigrazione, quali il lavoro e la tutela dei diritti.
informazioni aggiornate a giovedì, 10 luglio 2014
Da: Il Messaggero
Operazione Mare Nostrum: gli sbarchi costano 9 milioni al mese e l’Europa ci da 9 milioni all’anno
Pubblicato il 4 luglio 2014, ore 15:56. Ultimo aggiornamento
Mare Nostrum costa ogni mese all'Italia 9,5 milioni di euro, ma dalla UE arrivano finanziamenti per soli 9 milioni l'anno. E Bruxelles non ha intenzione di europeizzare il problema degli sbarchi.
Tutto ciò scritto e documentato si possono fare solo poche pragmatiche riflessioni:
siamo in Europa ma gli sbarchi sono "cavoli" nostri.
E' evidente che è uno stare in Europa per modo di dire. Forse anche questa Europa è "per modo di dire". Egoismi nazionalistici e menefreghismi sono evidentissimi, dunque o si cambia o... forse hanno ragione alcune teste matte a voler uscire da questa ipocrisia politico-economica che è l'Europa.
Alfano è stato criticato per la frase, stupida ed inadeguata per un ministro di uno Stato, sui "vu cumprà".
Invece di usare questo trito termine giornalistico, poteva usare il termine reale e legale di venditori abusivi per di più senza permesso di soggiorno.
Questa era l'espressione giusta di chi rappresenta lo Stato.
Lo Stato che perseguita cittadini italiani, nati qui, che per campare fanno i venditori ambulanti: ricordo un fatto di cronaca abbastanza recente qui a Roma in cui i vigili urbani hanno sequestrato la merce e multato un povero venditore di fiori che si era sistemato in un mercato rionale senza licenza di vendita di ambulante.
Però abbiamo la città da anni invasa da tappetini improvvisati di gente di colore che vende di tutto.
Anni fa ci fu un lungo periodo in cui in Via Ottaviano (strada in cui sono cresciuta e che quindi conosco benissimo) non si poteva più camminare a causa della serie, senza interruzione, di tappetini stesi sullo stretto marciapiede da venditori ambulanti di etnia visibilmente africana; la merce da chi veniva loro fornita? Perché nessun rigore come per il povero fioraio italiano ed altri come lui?
Come mai due leggi dello Stato, quella per la vendita ambulante e quella per il soggiorno, non venivano fatte rispettare da chi ha la responsabilità di farlo?
Domande non peregrine che chiunque si poneva e si pone ancora perché è così ovunque e Roma è solo un esempio.
Per avere il permesso di soggiorno serve dimostrare di avere una sistemazione lavorativa.
Vendere sui marciapiedi senza licenza o sulle spiagge non è esattamente essere in regola con le leggi sul lavoro che consentono di stare sul suolo italico.
Ma ormai sul suolo italico entrano tutti: è la puttana d'Europa.
E all'Europa non glie ne frega niente.
Anzi, veniamo criticati se non facciamo le cose abbastanza bene!
Debbo dire che i maggiori critici sono all'interno del nostro Paese stesso: sono i professionisti dello "sputo in alto".
Comincio a sospettare che costoro non paghino le tasse, altrimenti qualche rodimento dovrebbero averlo visto l'andazzo della spesa anche in questo settore dell'immigrazione clandestina.
Ci si meraviglia che gli sbarchi siano aumentati?
Bisogna essere scemi per non averlo previsto che sarebbe stato così!
Le immagini dei TG ci mostrano un Paese che salva, che accoglie, che cura, che sfama... gente che proviene da luoghi dove i loro governanti spendono i soldi solo per acquistare armi e della loro popolazione se ne fottono, lasciando alle Organizzazioni Umanitarie il compito di cura sanitaria, costruzione di scuole, soldi per il cibo ecc. ecc..
Perché mai non dovrebbero venire?
Arrivati qua sanno che possono ribellarsi, criticare, pretendere.. e noi lì a giustificarci come se fossimo noi Italia la causa dei loro guai.
Paesi che sono stati colonialisti molto, ma molto più di questa sciocca Italietta, come la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, l'Olanda, ci guardano con sussiego critico in questo nostro affannarci per popoli che, di fatto, ci invadono e non siamo noi la causa dei loro guai.
I nostri invece ce li dobbiamo cuccare da soli: vedi i nostri militari detenuti in India senza processo ma con umilianti, per noi, rinvii.
Ora possiamo fondare una città e chiamarla Africa: più di 100.000 abitanti!!
Chi scrive ha dato i suoi soldi per l'operazione chirurgica di un bimbo africano nato con una malformazione ad una di queste organizzazioni italiane che tanto si danno da fare in Africa; pochi giorni fa ha acquistato un oggetto che ovunque si vende ad euro 15 pagandolo euro 20 ad una donna di etnia eritrea che vendeva oggetti facendo l'ambulante sulla spiaggia... dunque non è certo il razzismo che si può invocare per interpretare ciò che scrivo...
La giusta interpretazione è la realtà dei fatti che ci deve far riflettere tutti sul futuro del nostro Paese. I problemi sono tanti, ma anche questo è un problema importante che va arginato e risolto.
Ormai siamo oggetto di prepotenza, nel caso migliore...
Proprio ieri stavo parlando, come mi accade di rado, con una mia amica sulla spiaggia. Di solito leggo. Un colosso nero ci ha interrotte senza tanti complimenti, al cortese diniego a voler comperare la sua merce ha continuato ad importunarci senza alcun rispetto e con prepotenza: ha gettato la sua merce davanti alla mia amica e, al mio "per favore stiamo parlando", le si è rivolto ignorandomi e dandole del tu con aggressività verbale: "E tu non dici niente?" Ha insistito che lui doveva mangiare e dunque noi dovevamo comperare l'inutile merce che recava con sé.
Si percepisce che noi siamo solo animali, da loro disprezzati, da cui vogliono il sostentamento: lo pretendono!
Località Sabaudia (Latina) frazione Bella Farnia Villetta quadrifamiliare Piani 2 Ingresso indipendente Giardino con doccia esterna calda e fontanella Piante e verde Patio coperto Piano primo: soggiorno con angolo cottura, bagno Piano secondo camere 2 (una matrimoniale e una leggermente più piccola), bagno con doccia, balcone con piccola vista mare. Negozi e fermate autobus raggiungibili a piedi. Mare a meno di minuti 10 in bicicletta. Prezzo euro 1000 tutto il mese, euro 600 gg. 15. cell. 3497878211
Scrivo sempre di cose troppo seriose... A parte qualche novella volutamente ironica e divertente o la serie di storie brevi intitolata "Cronache di pazzie quotidiane".
Oggi parlo di capelli, dunque di aspetto fisico.
Volutamente non faccio pubblicità per terzi sul mio blog, anche se potrei. Però voglio fare una pubblicità gratuita a Belle Color di Garnier.
Mio marito scoprì in modo poetico il mio primo capello bianco che avevo 31 anni. A 46 erano diventati come fili sparsi fra i miei capelli di bruna naturale. Sono sempre andata pochissimo dal parrucchiere, giusto ogni tanto per aggiustare il taglio, dunque, non volendo tingere quei fili argentei naturali, mentre facevo la spesa al supermercato cercai uno shampoo colorante. Pensai che un biondo scuro avrebbe schiarito un poco i miei capelli bruni e tinto quelli bianchi della tinta scelta. Non si devono forse schiarire i capelli per poi tingerli di biondo? Ebbene, quelli erano già schiariti di suo, al naturale!
Comprai dunque Belle Color di Garnier tinta biondo scuro. Semplice l'applicazione, bello e naturale il risultato. Così naturale che la gente mi chiedeva: "Ma che belle mèches! Dove le hai fatte?" E che stupore quando io rispondevo divertita che avevo solo applicato lo shampoo colorante acquistato con poche lire al supermarket!
In effetti il mio ragionamento aveva avuto successo: la massa dei miei capelli bruni era, grazie alla tinta biondo scuro, meno bruna e i fili bianchi erano invece di un biondo che risaltava in mezzo al resto dando l'effetto di mèches.
Via via che, negli anni, aumentavano i capelli bianchi, aumentavano anche le mèches! Finché furono così tanti che dovetti fare la scelta di una tinta uniforme: ma sempre di Belle Color di Garnier!
Andavano di moda i rossi di ogni tonalità. Ne approfittai per scegliere un mogano scuro che dava ai miei capelli una tonalità calda e sobria, e i capelli bianchi con tale tinta color castagna non diventavano rosso carota!
Dopo una certa età consiglio alle signore che mi leggono di evitare i colori forti: rosso acceso, nero, biondo giallo... perché fanno risaltare i punti induriti del viso..
Da un paio di anni stavo meditando di abbandonare Belle Color di Garnier con le sue tinte quasi naturali per accettare tutti i miei capelli bianchi: e come molte cose che mi riguardano, dopo aver meditato e ponderato ho preso la decisione e ho fatto tagliare alla mia parrucchiera i miei capelli quasi alla radice, perché potessero crescere non troppo bicolori.
A mio marito lo avevo preannunciato e lui, che si atteggia a liberale, lo aveva accettato, anche se in realtà vedermi con i capelli corti pochi centimetri so che per lui è stata dura. Il fatto è che a quasi 70 anni non è possibile andare ancora in giro con i capelli lunghi da liceale. Per dirla come Lina Sotis, si rischia di fare "dietro liceo e davanti museo"!
Ora sono cresciuti un poco e persino il mio figlio più attento e più critico, il più grande, che all'inizio mi aveva criticato per il mio "rapamento quasi a zero", pochi giorni fa mi ha detto: "Hai fatto bene a farti crescere i capelli bianchi".
Ho quasi 68 anni: era ora!
Ho la fortuna di avere solo qualche cedimento del viso ma nessuna ruga e dunque, con i capelli tinti con lo shampoo colorante che facevo ogni mese da sola, potevo dimostrare qualche anno di meno..
Il 5 agosto scorso ho scritto un post su una notizia pubblicata dal giornale locale "Il Mamilio": si parlava di Rocca Priora, il paese in cui vivo dal 1979. Si annunciava la costruzione di una rotatoria sulla Via Tuscolana, strada statale... Pensavo venisse costruita nei punti più a rischio come, ad esempio, gli imbocchi verso il paese che sono due ed entrambi incrociano con strade comunali che si immettono sulla Tuscolana... Invece no! Mi sbagliavo e me lo ha fatto notare un mio giovane conoscente con una battuta: "A che serve? Per le vecchiette che vanno in chiesa?" Eh già! Perché in realtà la rotatoria è stata costruita davanti ad una Parrocchia che affaccia sulla S.S. Tuscolana in un punto in cui non vi sono altre immissioni di strade pubbliche, l'unica strada che si apre di faccia alla Parrocchia è una privatissima strada senza uscita di un condominio ed il tutto è chiaramente segnalato da un grande cartello con il nome di detto condominio e la perentoria scritta "Proprietà Privata vietato l'accesso ...ecc. ecc.", mentre un altro, più piccolo, avverte con il simbolo di strada senza uscita.
Eppure qualcuno ha deciso di far sorgere la rotatoria proprio lì... ad hoc per la sola chiesa evidentemente...
Vista della chiesa dando le spalle alla rotatoria in Via Tuscolana
Rotatoria con vista verso la strada privata: sulla sinistra si intravede il cartello del condominio.
Colpisce la segnaletica orizzontale gialla ben delineata all'imbocco ed all'uscita di tale strada privata...
Mi torna inevitabilmente il ricordo delle e-mail che ho scritto al Sindaco, ai Carabinieri, ai Vigili Urbani e, infine, alla Procura della Repubblica per avere un poco di vernice bianca per rifare la segnaletica orizzontale all'imbocco ed all'uscita di Via Mediana, strada comunale, là dove pericolosamente incrocia la S.S. Tuscolana: a nessuno gliene è fregato niente.
Eppure, segnalavo, da quando è stata asfaltata la strada che attraversa il bosco e che porta a Rocca di Papa il traffico è notevolmente aumentato e il pericolo di incidenti, con una segnaletica quasi cancellata del tutto, è reale, anche considerando il fatto che il comune ha dato la concessione ad una edicola di giornali proprio all'uscita della via Mediana immissione Tuscolana e l'imperante mancato rispetto di ogni regola fa si che maleducati di ogni genere parcheggino a spina davanti a detta edicola, chiudendo di fatto la corsia di uscita e le auto in transito sono costrette ad allargarsi sulla corsia in entrata con rischio di frontali con chi si immette repentinamente dalla S.S. Tuscolana.
Un'isola spartitraffico, come esisteva nel lontano 1979 quando il traffico era quasi inesistente, indurrebbe i cafoni a non parcheggiare a spina e delimiterebbe con chiarezza le due corsie. Ma la vernice e due sassi per il ripristino di ciò che pure esisteva... non ci sono... euro 38.000 per la rotatoria per chi va a messa invece ci sono... Però il Sindaco e tutti gli altri responsabili stanno usando anche il mio denaro e, oltre alla TARI per avere una differenziata zoppa (non ho ancora uno dei bidoni e gli altri non me li ha consegnati nessuno, ma li abbiamo presi da soli un poco per volta via via che erano di nuovo disponibili), pago tanta IRPEF a costoro.
Questa invece è una chiesa che non interessa a nessuno: sta nel comune di Albano Laziale su un incrocio che dire folle come circolazione è dire poco, e sulla strada regionale (in quel punto) Nettunense la rotatoria non si può fare... Si vede che il comune di Rocca Priora è più ricco di quello di Albano Laziale...
Renzi: "Decido io le riforme, non Troika o Bce. Deficit, non sforeremo il tetto del 3%"
Il premier dal ritrovo scout a San Rossore: "Stop al potere di rendita. Rottamazione? Conto alla rovescia anche per me"
San Rossore (Pisa), 10 agosto 2014 - La politica è in ferie, ma Matteo Renzi torna a parlare delle riforme, in primis di quella di Palazzo Madama. "La cosa positiva del Senato è che finalmente i politici cambiano se stessi. Questo vuol dire che non c'è più potere di rendita per nessuno. Bisogna cambiare tutti", dice il premier in un'intervista alla rivista on line dell'Agesci,Camminiamo Insieme.
"Quello che è più difficile del previsto sono le incrostazioni, le resistenze. Credo che sia stato importante fare la riforma. Se vogliamo fare bene bisogna cambiare tutti", aggiunge Renzi al giornale degli scout, a cui ha fatto visita in occasione della Route 2014 a San Rossore (Pisa). "I politici devono essere come lo yogurt, a un certo punto devono scadere, non lo puoi fare per sempre - continua il presidente del Consiglio -. Vale anche per me, per me è già iniziato il conto alla rovescia per essere rottamato".
"Negli ultimi due mesi noi abbiamo fatto in Italia 108mila posti di lavoro in più, sono 108mila persone che hanno trovato lavoro e non lo avevano - dice ancora il premier -. E' un primo passo, non è ancora sufficiente, però la cosa fondamentale è riuscire a cambiare il sistema paese".
Ma Renzi, in un colloqio con La Stampa, parla anche del rapporto tra l'Italia e l'Ue. ''La frase di Draghi è: se non fa le riforme, l'Italia non è attrattiva per investimenti esteri. Bene: questa è la linea anche mia e di Padoan. Siamo d'accordo, nessun problema. Ma se qualcuno vuole interpretarla e far intendere che l'Europa deve intervenire e dire all'Italia quel che deve fare, allora no, non ci siamo'', afferma il premier.
E ancora: "Oggi non è l'Europa che deve dire a noi cosa fare. Il Pd ha vinto le elezioni, è il partito che ha preso più voti in Europa, io e il governo siamo usciti più forti dal test di maggio e non abbiamo bisogno di spinte da Bruxelles: minimamente''. Secondo Renzi ''sono gli Stati a dover indicare alla Commissione via e ricette per venir fuori dalle secche''.
Sul Pil, aggiunge, ''discuto volentieri di quei dati perché paradossalmente mi aiutano a dire con più forza: dobbiamo andare avanti con le riforme. Però devo esser sincero e dirla tutta: la drammatizzazione del Pil è qualcosa che rispetto ma non condivido. Infatti non è che l'Italia sia rientrata in recessione: non ne è mai uscita. ''Noi stiamo facendo cose importanti, che daranno frutti nel tempo: la riforma della Pubblica amministrazione curata da Marianna Madia, assieme alla semplificazione fiscale, saranno una rivoluzione; e l'intervento di Poletti sul lavoro ha creato 104mila nuovi occupati, dei quali - chissà perché - nessuno parla''.
Quindi la stoccata alla classe dirigente in senso lato - "professori, analisti, editorialisti, accademici" - che il premier definisce il "nuovo fronte polemico". "Spero che si faccia tutti un salto in avanti, anche loro. E' il Paese ad averne bisogno. Questa storiella che è tutta colpa della politica, non regge più: abbiamo dimostrato di saper cambiare. Ci provino anche loro, adesso. Ma ci provino sul serio, invece di firmare appelli perfino contro il raduno nazionale dei boy scout".
Infine, in un'intervista al Financial Times, il premier afferma: ''Non ho intenzione di superare il tetto del 3%. Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà'' e chiudere con un deficit al 2,9%, sottolineando che l'Italia non sforerà il 3%, ''è un regola vecchia ma è una questione di credibilità e reputazione per l'Italia anche se altri lo supereranno''. ''Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare riforme ma come le faremo lo deciderò io - conclude -, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea. Farò io le riforme perché l'Italia non ha bisogno di qualcuno che le spieghi cosa fare''.
Renzi è una bella speranza per i valori che ha, ma il suo cammino, come previsto, è difficile, come difficile è la vita quotidiana della gente perbene, di quelli che non si approfittano egoisticamente della società facendo pagare agli altri le tasse come coloro, e sono tanti, troppi, che con trucchetti vari non le pagano come dovrebbero, colpevoli le Pubbliche Amministrazioni che non fanno il proprio dovere di controllare applicando un fisco equo. Tutto continua come prima, chi vede le cose da vicino constata che nulla è cambiato.
La burocrazia che non controlla come dovrebbe e fa pagare solo i corretti, visibili e regolari, mette ostacoli assurdi per ogni semplice atto il cittadino onesto debba compiere...
E' desolante e Renzi ha appena fatto un tentativo di cambiare... e non sappiamo neppure se questo nuovo Senato sarà migliore del precedente... E quanti ostacoli... Tutto il resto è melma ferma. Il problema è che ha ragione Renzi a voler cambiare iniziando dal vertice e poi giù giù lungo la piramide... ma nel frattempo continuano a pagare sempre gli stessi, a dare il sangue coloro che hanno il senso del dovere... Ma l'insopportabilità della marmaglia impunita che costoro si vedono intorno è arrivata a livelli troppo alti! Siamo uno Stato che non sanziona nonostante si sia affogati in una burocrazia kafkiana per la sua assurdità. A cosa serve una marea di persone che campa percependo uno stipendio con il posto fisso solo ed esclusivamente per: - mettere ostacoli su ogni pratica il cittadino debba sbrigare per il vivere quotidiano; - organizzare cartelle di pagamento facendo pagare ad alcuni ed ad altri no eludendo di accertare il giusto cespite impositivo; - organizzare servizi dispendiosi in modo caotico ed antieconomico, insoddisfacenti per l'utenza pagante; - vessare il cittadino con pratiche contraddittorie in cui enti diversi debbono dare un parere sulla medesima esigenza, con il risultato che, tutti d'accordo, basta uno che mette un cavillo assurdo e la pratica si impantana nella solita asfissiante palude... A cosa serve una simile macchina statale, fatta di Enti locali, sub Enti, ecc. ecc. se non a far vivere e campare una marea di raccomandati che "ottenuto il posto sicuro" vivono solo per frapporre ostacoli alla cittadinanza, senza per questo garantire il rispetto delle leggi e della giusta imposizione delle tasse? Sto sintetizzando con questo commento una summa di problematiche che vivo in prima persona e che mi vengono comunicate da altre persone nella loro esperienza quotidiana... e sono tutte persone esasperate da questo andazzo. Può essere organizzato in modo più giusto e più equo questo Stato? Io penso di sì, ma una massa di categorie che in questo modo ci vive bene (alle spalle degli altri) NON VUOLE CAMBIARE e Renzi non ha neppure sfiorato per ora il problema, perché, purtroppo, è anche un fatto culturale che, per essere riformato, ha bisogno della mano dura e ferma della sanzione. Se chi non fa non paga e pagano sempre i visibili e regolari, se chi sbaglia e mette ostacoli, sfiorando a volte l'abuso d'ufficio, non paga, NULLA POTRA' MAI CAMBIARE.
Caso di lebbra, l'Usl 9: "Paziente sotto controllo, nessun pericolo di contagio"
37enne bengalese resta ricoverato al Cà Foncello, controlli sui 5 famigliari
TREVISO - “Sono qui oggi all’Ospedale di Treviso per tranquillizzare tutti i Veneti e le molte mamme allarmati che mi hanno telefonato e inviato mail. La situazione è totalmente sotto controllo”. Lo ha detto questa mattina il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, durante la conferenza stampa con la direzione strategica dell’Ulss 9 e alcuni specialisti, a seguito del caso di lebbra diagnosticato ieri ad un cittadino bengalese di 37 anni, residente a Quinto di Treviso, ricoverato da metà luglio per problemi cardiaci.
Primari e medici specialisti in malattie rare hanno tranquillizzato l’opinione pubblica in merito a possibili rischi di contagio da lebbra. “Il caso in oggetto – ha spiegato il Direttore Sanitario dell’Azienda Ulss 9, Michele Tessarin - riguarda un paziente giovane adulto, proveniente dal sub-continente indiano e residente in Italia da 8 anni.Ricoverato per accertamenti al Ca ‘Foncello da metà luglio per dolori e gonfiori agli arti inferiori con affaticamento, nel corso del ricovero gli sono state rilevate lesioni cutanee atipiche che hanno portato ad eseguire più biopsie per confermare i sospetti diagnostici. Il paziente è sempre stato assolutamente stabile ed in buone condizioni generali. L’esame istologico ha confermato la diagnosi di“Lebbra Lepromatosa””. “Questo tipo di patologia – hanno spiegato i sanitari – è a basso tasso di infettività e si trasmette solo con contatto diretto prolungato di anni con i soggetti affetti”.
I medici hanno così ritenuto necessario e sufficiente ricoverare solo il paziente in uno stato di isolamento, in una camera singola, e di controllare con una visita dermatologica, così come previsto dalla normativa, le cinque persone che convivono con l’uomo nella stessa abitazione a Quinto di Treviso.
La lebbra, è stato spiegato, è veicolata da un batterio simile a quello della Tbc ma più lento che viene distrutto quasi sempre dai globuli bianchi. L’incubazione della malattie dura in media dai sei agli otto anni e con ogni probabilità il paziente è stato contagiato dalla malattia quando ancora si trovava nel suo paese natale, prima di arrivare in Italia. “Il paziente - ha precisato la direzione dell’ospedale - è stato segnalato al Centro Nazionale di Genova e posto in terapia con tre farmaci come da linee guida nazionali ed internazionali e verrà dimesso dall’ospedale di Treviso tra pochi giorni”.
“Ciò nonostante – ha detto Zaia – dobbiamo prendere realisticamente atto della possibilità, non escludibile a priori, che alcune malattie da tempo debellate possano riprendere vigore anche da noi e la salvaguardia della salute dei cittadini Veneti è un mio obbligo costituzionale. Per questo l’attenzione dell’intero sistema sanitario veneto rimane al massimo, sia sul piano della prevenzione che su quello della profilassi dove e quando necessaria”.
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Da: La Stampa
Psicosi Ebola tra i poliziotti di Palermo: il 90% si dà malato per timore di contagio dagli immigrati
Secondo il sindacato in molti non si sarebbero presentati al lavoro. Ma la Questura smentisce: “Percentuale fisiologica”. Tra le malattie temute anche tubercolosi e scabbia.
ANSA
07/08/2014
Psicosi da infezione tra i poliziotti della questura di Palermo, secondo quanto sostiene in un comunicato il sindacato autonomo di polizia, Consap. Gli agenti di polizia temono la possibilità di venire contagiati dagli immigrati in arrivo dal nord Africa e danno forfait. Cosi lo sbarco a Palermo di 530 profughi con la nave Urania ha visto la presentazione di un numero record di certificati di messa in malattia. Il 90% degli agenti, teoricamente a letto per i malanni più disparati, non si è oggi presentata al lavoro.
La paura? Venire contagiati dai virus di cui i profughi sarebbero portatori. Tubercolosi, scabbia, Ebola, questi i nomi delle malattie temute dagli uomini delle forze dell’ordine. Un trend che se continuasse potrebbe privare Mare Nostrum del proprio braccio operativo. In questo scenario, il Consap, minaccia addirittura una class action contro il Ministero dell’Interno.
La questura di Palermo però smentisce: «Le complesse attività di accoglienza, identificazione, fotosegnalamento e vigilanza dei migranti arrivati in porto si sono svolte regolarmente» sottolinea la questura in un comunica e aggiunge che «va quindi decisamente smentito» che il 90% dei poliziotti palermitani comandati oggi di servizio al Porto, si sarebbe «dichiarato malato».
Secondo la questura «l’assenza per motivi di salute ha, infatti, interessato solo una esigua, fisiologica percentuale (poche unità) del complessivo dispositivo impiegato nei relativi servizi. La temporanea indisponibilità -prosegue la nota- non ha pertanto minimamente inficiato l’operatività o compromesso le condizioni di sicurezza delle attività di accoglienza che, svolte nel massimo rispetto dei vigenti protocolli sanitari e con il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, hanno avuto termine addirittura in anticipo rispetto all’orario previsto. Nessuna particolare preoccupazione si registra negli operatori di Polizia, regolarmente sottoposti ai previsti controlli», conclude il comunicato.
Abbiamo responsabilità verso noi stessi e verso chi abbiamo messo al mondo ed in genere verso la nostra discendenza: prima di tutto. Apertura verso il prossimo, qualsiasi sia la filosofia di vita che ispira la nostra esistenza, non può voler dire mettersi a rischio. Chi vuole farlo per particolare scelta di vita lo faccia, ma non si può imporre ad un popolo. Le scelte politiche debbono tenerne conto. E' giusto non creare allarmismi nella popolazione per non ingenerare allarme sociale, ma è giusto altresì non trascurare il fatto che malattie debellate in Italia con spese e fatica sono ricomparse. C'era un lebbrosario in Puglia, come è noto, ma in anni passati stavano per chiuderlo in quanto credo che erano rimasti due pazienti... E' vero che le lebbra non è di facile contagio, ma è anche vero che ha una incubazione anche di decenni. Dunque, se l'hai contratta, potresti accorgertene fra molto tempo... La tubercolosi ancora, in soggetti predisposti, poteva comparire... Ma i controlli anche sulle scolaresche (ho 68 anni e ricordo che quando ero a scuola ci facevano controlli di routine, per intere scolaresche, sottoponendoci a Rx al torace e reazione alla tubercolina) hanno quasi debellato tale malattia in Italia. Però un medico, già più di dieci anni fa, mi aveva detto che, a causa di soggetti immigrati dall'est post comunista impoverito, si erano diffusi molti casi di Tbc anche in fase avanzata... Non mi addentro nelle descrizioni... ma certo a quegli stadi era di certo più infettiva, mettendo a rischio la salute stessa dei sanitari che operavano nell'Ospedale Italiano dove lavorava il medico che mi segnalò questo nuovo fenomeno. Certo i giornali non possono allarmare la popolazione... ma certi fenomeni sociali si vengono a sapere lo stesso, venendo a contatto gli uni con gli altri. E' legittimo, dunque, che i nostri poliziotti, ed in generale il personale esposto al contatto con grandi quantità di gente che arriva da zone dove ancora esistono malattie da noi debellate, abbiano timore di contrarre malattie, anche poco conosciute e letali, come Ebola. A loro va tutta la mia solidarietà, perché i poliziotti hanno figli e il timore è anche per loro...
Uno scoglio enorme che è stato strappato da dove stava da millenni...
Da Il Messaggero.it Concordia: Schettino insegna gestione panico a università
(ANSA) - FIRENZE, 6 AGO - 'Lectio magistralis' del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino alla Sapienza, a Roma, al termine di un master in scienze criminologiche di psicopatologia forense della facoltà di Medicina.
Nella lezione finale Schettino ha commentato una ricostruzione del naufragio del Giglio e raccontato aneddoti tratti dalla sua esperienza di comandante di navi, soffermandosi in particolare sulla gestione di situazioni di panico e di crisi. Schettino ha anche ricevuto un diploma dall'ateneo.
06-08-2014 11:58
Parte dell'enorme ferita inferta alla nave Concordia dall'imperizia umana
Mentre va avanti il processo e certo non cessano il trauma ed il dolore dei sopravvissuti e lo strazio dei parenti delle vittime, c'è chi ha il folle cattivo gusto di far raccontare il panico dei passeggeri a lui affidati proprio dall'autore di quel disastro...
Non ho parole. Non mi meraviglio di Schettino, lui deve pagare gli avvocati, ma di chi specula sulla sua pessima fama sì!!
Editori che pensano di vendere libri con il nome di questa pessima figura di comandante di navi da crociera, ed altre figure che cercano discutibile notorietà attraverso questo orribile evento.
Raccontare il panico altrui...
L'ho già scritto e lo ripeto: con la nave allagata subito bisognava scendere le scialuppe e il panico e la morte sarebbero stati di certo minori.
Schettino ha fatto scendere le scialuppe dopo quasi due ore dall'impatto, quando la nave, come era ovvio avendo uno squarcio di 75 metri circa, si stava inclinando...
Forse voleva vedere il panico per poi raccontarlo... facendosi pagare beninteso.
IL Panico, la Paura, forse chi ha invitato l'autore di tutto questo ha sbagliato interlocutore, oltre a peccare di mancato buonsenso e di buongusto: doveva invitare alcuni superstiti.