martedì 16 dicembre 2014

Renzi tende la mano ma il M5S la respinge ancora

ADN kronos
Giornata di aperture e scontri tra governo e M5S col premier che tende la mano e incassa una nuova defezione nella schiera dei pentastellati con Tommaso Currò che a sorpresa in Aula annuncia il suo addio al Movimento per votare con la maggioranza, facendo insorgere i grillini contro lo 'scouting' del premier.
"Abbiamo bisogno anche di voi, ne ha bisogno questo Parlamento che non può vedere costantemente buttata via una forza politica importante che ha preso milioni di voti, in una discussione interna e sterile con cui continuerete a perdere deputati e senatori". Così Matteo Renzi, si è rivolto al M5S alla Camera.


Appello recepito poco dopo da Currò che intervenendo nel dibattito a Montecitorio, annuncia di lasciare i 5 Stelle sconfessando il Movimento e annunciando il voto favorevole alla risoluzione sulle comunicazioni del premier sul semestre italiano in Ue. E all'uscita dall'Aula, rosso in viso, il fuoriuscito grillino ammette: "Per me è stata un'emozione fortissima, ho rischiato un malore... Scusate".

Il secondo round tra Matteo Renzi e il M5S si è svolto al Senato. Dal gruppo dei grillini si sono levati diversi brusii, urla e commenti mentre il premier parlava in Aula. Renzi ha subito replicato: "Il fatto che stiate perdendo pezzi ogni giorno non vi autorizza a interrompere. Siamo solidali, capiamo la vostra difficoltà e vi mandiamo un abbraccio - ha detto il premier tra le proteste dei pentastellati -. Ma pensiamo che il nostro compito sia quello di continuare a lavorare per l'Italia. Voi lanciate pure le vostre urla, ai tempi di Manzoni erano una cosa seria ma per voi sono solo un senso di frustrazione che comprendiamo. Siamo solidali, c'è una ragione se milioni di elettori che vi hanno votato nel 2013 non lo fanno più come abbiamo visto alle ultime elezioni". Quindi mentre il gruppo grillino continuava a rumoreggiare, il premier ha visibilmente perso la pazienza per un riferimento alla vicenda dei bimbi in Pakistan uccisi dai terroristi talebani: "E' indecente! Non ha nessun senso dividersi nel rispetto umano per quelle persone. Su questo dovrebbe esserci un limite. Ma come si fa? Come si può? E' incredibile", ha detto Renzi, che poi è riuscito a controllarsi e tornare al suo discorso sul Consiglio Ue di giovedì.




India: un altro schiaffo all'Italia

(AGI) - New Delhi, 16 dic. - La Corte Suprema indiana si e' rifiutata di esaminare le richieste dei due maro'. In particolare ha deciso di non valutare la richiesta di Massimiliano Latorre di prolungare di altri 4 mesi la convalescenza in Italia dopo l'ictus di cui ha sofferto a settembre. Permesso che scadra' il 13 gennaio. I giudici hanno anche respinto la richiesta di Salvatore Girone di poter tornare a casa per Natale e, piu' in generale', di un ulteriore allentamento delle condizioni imposte per la liberta vigilata.
  La Corte Suprema ha detto che si deve ora procedere con il processo ad oltre 33 mesi dall'evento, quando il 15 febbario 2012 i due maro' vennero accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si e' detto "fortemente contrariato dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviuppi della vicenda dei maro'" e ha aggiunto che "restera' in stretto contatto con il Governo e seguira' con attenzione gli orientamenti che si determineranno in Parlamento". Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini ha fatto oggi un punto della situazione sul caso maro' durante il collegio dei commissari a Strasburgo. Intanto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha detto che quella della Corte suprema indiana e' "una grave decisione, e come Italia dobbiamo pensare come rispondere". Il ministro, intervenuta all'inaugurazione della mostra 'Prima di tutto italiani - Gli ebrei romani e la Grande guerra', presso il Museo Ebraico di Roma, ha precisato di voler solo accennare all'argomento maro', sottolineando che "oggi per noi e' una giornata difficile, questa mattina e' arrivata una notizia che non ci aspettavamo".
Pinotti ha evitato ulteriori commenti sia al suo arrivo, sia quando ha lasciato il Museo Ebraico. In serata anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso l'"irritazione del governo per la decisione presa oggi nei confronti dei nostri fucilieri di Marina". Nell'intervento di apertura dell'iniziativa 'Farnesina porte aperte', il ministro ha aggiunto che quella della Corte Suprema indiana e' "una decisione grave, alla quale credo il Paese debba reagire con fermezza e unita'". Domani mattina, invece, il ministro sara' in commissione Difesa per trattare l'argomento. "La decisione della Corte Suprema indiana e' del tutto inaccettabile e peggiora fortemente i termini del contenzioso fra l'Italia e l'India", afferma Fabrizio Cicchitto. "Purtroppo - riprende l'esponente Ncd, presidente della commissione Esteri della Camera - l'India ha scelto una linea irresponsabile. A questo punto e' indispensabile un confronto politico-parlamentare sulla base del quale il governo deve definire la sua linea di fronte a questo fatto nuovo del tutto negativo".

Purtroppo questa non è l'India del film "Taare Zameen Par", esempio di intelligenza, di cultura sensibile, di poesia dei sentimenti, questa è un'India infida, meschina ed ottusa.
Infida perché non leale, in malafede, nessuna giustizia è così lenta, nemmeno in Italia!
Meschina perché, diluendo ogni decisione, ha fatto un gioco sporco, guadagnandoci con una specie di ricatto: prima con i pagamenti per la nave ferma in porto poi il resto.
Ottusa perché sul piano diplomatico non si agisce così: sono arrivati addirittura a sequestrare il nostro Ambasciatore.
Abbiamo così tanti interessi economici da farci trattare così?
Se i due militari fossero stati colpevoli li avrebbero processati da un pezzo credo!
Invece sono 3 anni che prendono tempo.
Un modo di fare che sa di antica furbizia levantina, indegno di un Paese che vuol dirsi civile e moderno.

Ripubblico il post scritto quasi 3 anni fa

Rileggete questo meraviglioso articolo che MARIO GIORDANO scrisse su "Il Giornale" quasi 3 anni fa..ormai.

Leggete i commenti di Silvia O. e miei. Due donne qualsiasi che scrivono semplicemente la VERITA' sulla situazione del nostro Paese. 

Vuol dire che lo vediamo tutti, lo sappiamo tutti come stanno le cose: ma da allora ad oggi nulla è cambiato.
Anch'io scrissi, in un mio post, su questo Presidente dell'ISTAT le medesime considerazioni che fa molto bene Giordano... Successivamente lo hanno premiato facendolo Ministro, ricordate?
Mentono, mettono scuse ridicole, offensive per l'intelligenza del popolo paziente, e si premiano l'un l'altro promuovendo chi si dichiara incompetente!!! 


giovedì 5 aprile 2012


Questo articolo avrei voluto scriverlo io!

Da: Il Giornale.it

Compensi onorevoli Nessuno sa tagliarli

Dovevano studiare il taglio delle retribuzioni ai deputati italiani, per ridurle ai livelli dell’Europa. Mesi di "intenso lavoro" poi il responso: "Impossibile". Ma non si poteva fare come per le pensioni?

di  - 
Non ce l’hanno fatta a tagliare gli stipendi dei parlamentari. Proprio non ci sono riusciti. Hanno messo insieme un gruppo di professoroni, roba da Pico della Mirandola e Archimede Pitagorico, cervelloni con curriculum lunghi come la quaresima, prof.avv.cav.grand.uff, ordinari di università due e tre, titolari di cattedre e saperi dottorali, giuristi, economisti, bocconiani, hanno trasformato il gruppo in una commissione, hanno dato la poltrona di presidente della commissione al capo dell’Istat, Enrico Giovannini e poi hanno dato loro 7 mesi di tempo (per la precisione 7 mesi e 4 giorni). E alla fine questo grumo di intelligenza riunito, questo concentrato di sapienza universale, che cosa ha prodotto? Niente. La resa. Bandiera bianca. «Gettiamo la spugna». Gli stipendi dei parlamentari sono i più alti d’Europa ma non si possono tagliare, hanno concluso. E hanno sciolto la commissione. Roba che verrebbe da sciogliere anche la loro laurea. Nell’acido, però.
Dico io: ci volevano il presidente dell’Istat e la laurea alla Bocconi per dire come tagliare gli stipendi dei parlamentari? Bastava andare ai giardinetti pubblici, prendere il primo pensionato sulla panchina e domandarlo. Non al pensionato, che sarebbe fin troppo: bastava la panchina. L’avrebbe saputo dire anche una sedia sdraio: si prendono le forbici, zac, oplà, e gli stipendi si tagliano. Invece no: i professoroni si sono riuniti per 7 mesi e 4 giorni, hanno sudato sette camicie, hanno elaborato formule astruse (VRt=VGt*PILGt+VFt*PILFt+VSt*PILSt+VBt*PILBt+VOt*PILOt… e vi risparmio il resto), hanno emesso documenti di decine di pagine, note a margine, codici, codici a barre, allegati, collegati, e poi… Poi, alla fine, hanno salvato il portafoglio all’amata casta, che fra l’altro è quella che garantisce ai medesimi professoroni prebende e incarichi d’oro. Ma guarda un po’ che sorpresa. A ben pensarci è andata quasi di lusso: se stavano ancora un po’ lì a studiare, in effetti, c’era il rischio che questi ai parlamentari regalassero pure un aumento…
Per giustificare il loro fallimento i professoroni si sono attaccati un po’ a tutto. Nel loro comunicato finale, dopo essersi elogiati per «l’intenso lavoro», fanno riferimento all’«eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri Paesi» e alla «difficoltà incontrate nella raccolta dei dati». Qualsiasi studente al primo anno di università sarebbe mandato a casa con un calcio nel sedere se si presentasse all’esame con una preparazione così modesta.Ma loro, i professoroni capeggiati dal presidente dell’Istat, invece no: loro dominano la statistica nazionale, loro maneggiano i numeri della contabilità pubblica, fanno da docenti e consulenti. Avete capito bene: consulenti. Consulenti de che? Non riescono nemmeno a raccogliere due dati sugli stipendi dei parlamentari europei, mi dite voi come diavolo fanno a presiedere l’Istat?
Dio solo lo sa. Fra l’altro anche sull’«intenso lavoro» ci sarebbe da dire. Risulta che dal 1° settembre al 31 dicembre (data della prima resa) si siano riuniti 5 volte in tutto. E risulta che dal 31 dicembre ad oggi (data della resa finale) non si siano riuniti più. Magari sbagliamo, ma questo «intenso lavoro», be’, un po’ ci è sfuggito. E se ci fosse stato sarebbe ancora più grave: in sette mesi si costruiscono edifici, si scalano montagne, si vola nello spazio. Come mai in sette mesi (e con cotanto impegno) non si riesce a dare una onorevole sforbiciatina ai parlamentari? Fra l’altro, come è noto, in questo Paese si sta tagliando tutto, ma proprio tutto: le pensioni, i risparmi, i consumi, i servizi… Possibile che l’unica cosa che non si taglia sia lo stipendio di Montecitorio e dintorni? Dicono i tecnici che era complicato. Eh già, in effetti. Complicato. Ma riformare il sistema previdenziale non era complicato? E la riforma del catasto con conseguente maggiorazione dell’Imu? Non era complicato? E che cos’era allora? Un gioco da ragazzi? Ma sì dai, divertiamoci: «un due tre stella» e la riforma del fisco, «strega tocca color» e cambiamo le pensioni. E gli stipendi dei parlamentari? No, quello no: è complicato. Ci vuole come minimo la laurea in astrofisica, visto che quella in Bocconi non basta…
La legge, fra l’altro, aveva buone intenzioni: prevedeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli della media europea.
Peccato che la commissione del presidente dell’Istat non sia riuscita a stabilire la media statistica. Che è un po’ come se il Papa non riuscisse a stabilire quando cade la Pasqua. Singolare no? Così l’Europa, almeno in questo campo, resta lontana. Ma sicuro: ci stanno sfracassando i cosiddetti con il fatto che dobbiamo essere europei, e l’Europa ci chiede l’articolo 18, e l’Europa vuole il taglio delle pensioni, l’Europa di qua e di là, possibile che l’unica cosa in cui non siamo europei sono gli stipendi dei parlamentari? Non solo non siamo europei: non lo vogliamo diventare. Anzi no, mi correggo: non ci riusciamo. Non ci riusciamo perché il prof Giovannini e i suoi quattro cavalieri dell’aritmetica perduta non sanno far di conto. E il risultato finale qual è? Una beffa nella beffa: i parlamentari conservano il loro stipendio, la politica conserva i suoi costi e Giovannini conserva la sua poltrona. Non solo quella dell’Istat, cosa già di per sé ingiustificabile, ma anche quella della Commissione. Che, come tutte le cose inutili, si scioglie ma mantiene in carica, cioè in poltrona, il suo presidente. Perfetto, no? Giovannini incarna il miracolo italiano: doveva ridurre gli sprechi del Paese. È riuscito solo ad aggiungerne uno. Se stesso.

Un articolo impeccabile! Sottoscrivo ogni parola!
Continuano a beffarci mentre vanno avanti con provvedimenti che spremono solo i più deboli.
Una nota sull'IMU: mi avevano detto che avevano esonerato le Fondazioni Bancarie ma l'avevano messa con aliquota seconda casa alle case dei vecchietti che, non potendo vivere da soli, erano costretti a ricoverarsi in una Casa di Riposo.
Non volevo crederci! Stamane ad "Agorà" ne hanno parlato e c'è chi in Parlamento cercherà di far cambiare questa bella pensata!! Ma c'è anche chi ha detto quello che sbalorditi pensiamo tutti: ma come gli è venuto in mente?
MA GLI E' VENUTO IN MENTE! Ed è ormai fuori di dubbio che Monti NON è quello che pensavo: mi debbo arrendere ai peggiori giudizi!


4 commenti:

Silvia O. ha detto...
Pure io sottoscrivo ogni parola di questo articolo scritto da Giordano.
Sull'Espresso c'è un articolo, scritto anche questo con spiccato e sano senso critico, sullo stesso tema:

Casta la bufala dei tagli

La Commissione che doveva calcolare la sforbiciata agli stipendi di onorevoli e dirigenti ha ammesso di non poter portare a termine il compito e il suo presidente si è dimesso. Tutto grazie a una legge troppo ambigua e imprecisa, fatta per sabotare l'operazione.

Non se ne esce da questo schifo! Non c'è la volontà di perseguire il vero bene comune. Tante belle parole e paroloni ma alla fine ci caricano di legna verde , ci prendono in giro e ci massacrano pure.
Rita Coltellese ha detto...
Non vorrei ripetermi ma le cose sono arrivate ad un punto tale che questi sanno che ormai l'unica cosa che gli italiani possono fare è uscire di casa con i "tortori" per darglieli sulla testa: insomma la rivoluzione.
Sanno però che gli italiani non lo faranno e proseguiranno nel tran-tran, dunque continuano a tenersi i privilegi ed a rispondere come se parlassero ai poveri scemi.
C'è una terza via però: NON ANDARE A VOTARE IN MASSA OPPURE ANDARCI E SCRIVERE TRASVERSALMENTE SU TUTTI I SIMBOLI "SCHIFO"! Getteranno una montagna di schede con su scritto SCHIFO e si terranno i pochi voti di chi glieli vuole dare. E' una rivoluzione anche questa: civile, incruenta e silenziosa.
Silvia O. ha detto...
Il non voto e l’annullamento della scheda elettorale sono “rivoluzioni morali” civili e pacifiche ma, in concreto, non servono.
Mancano i numeri!
Mi spiego: vanno a votare coloro che vivono di politica a partire dalle amministrazioni comunali, i loro familiari, gli amici, gli amici degli amici.
Poi ci sono quelli che appoggiano i partiti in cambio di qualcosa, inclusa la malavita organizzata, dalla manovalanza fino ai colletti bianchi.
Non sono in grado di quantificare i voti utili per vincere le elezioni , in ogni caso, gli scranni di chi vince e di chi perde, sono garantiti comunque dall’elettorato che sceglie il partito e ci mette sopra una bella crocetta.
Delle schede bianche, nulle e degli astenuti se ne fanno un baffo!
E allora cosa ci resta da fare? Boh!!!!!!
Rita Coltellese ha detto...
Penso che, comunque, la maggioranza degli italiani NON vive di politica, non è nella malavita che beneficia di collusione con la politica, e dunque sarebbe sempre un grande segnale, una vera rivoluzione silenziosa.
Certo continuare a subire non è possibile, si rischia quello che in parte sta già accadendo: la gente si adegua all'appiattimento morale e diventa miseramente complice di un sistema cinico e corrotto.

lunedì 15 dicembre 2014

Italia-India oltre ogni ragionevole attesa

Da: Il Secolo XIX  15 dicembre 2014

Marò, Girone chiede di poter rientrare in Italia, Latorre una proroga

New Delhi - I fucilieri di Marina Massimiliano Latorre Salvatore Girone hanno presentato istanze alla Corte Suprema indiana riguardanti le condizioni della loro libertà provvisoria. Lo ha appreso l’ANSA da fonti legali. Girone chiede il rientro in Italia in vista del Natale e Latorre un prolungamento del percorso terapeutico in Italia. Per esaminare queste richieste la Corte Suprema ha fissato nell’aula del presidente una udienza domattina.
A quanto si è appreso, Girone sottolinea il fatto di non aver potuto più riabbracciare in Italia i suoi figli dal marzo dello scorso anno, quando usufruì di un permesso in occasione delle elezioni legislative. E chiede quindi di poter temporaneamente rientrare per un periodo di tre mesi, includendo le festività natalizie.
Da parte sua Latorre, in Italia dal 13 settembre scorso dopo l’ictus  che lo ha colpito a New Delhi, chiede ai giudici un ulteriore periodo di quattro mesi per continuare il suo percorso terapeutico e sottoporsi anche ad un altro intervento. Tutto questo, si sottolinea, visto anche che il processo aperto dopo l’incidente in cui morirono in mare due pescatori indiani è da tempo sospeso in attesa di risolvere il nodo di quale polizia possa presentare il rapporto sull’accaduto.
L'infinita pazienza italiana a far finta che detenere due militari italiani senza formulare una precisa accusa suffragata da prove certe, dilatando i tempi di un processo senza decidere di chi sia la competenza, rimpallando di polizia in polizia, di corte in corte, di rinvio in rinvio di udienze e decisioni, sia cosa non offensiva per il nostro Paese è andata oltre ogni limite di sopportazione. Ma noi siamo un piccolo Paese, facente parte sì di uno Stato Federato che si chiama Europa, ma che di federato ha solo la moneta e le speculazioni finanziarie, mentre l'India è uno Stato Federato potente e ha anche la bomba atomica! Noi non abbiamo niente e possono offenderci all'infinito non potendo neppure dichiarare guerra, che per carità la nostra Costituzione ripudia, ma volendo comunque non potremmo proprio lavare l'umiliazione con nessuno! Ci può sputare in faccia anche l'ultimo Paese piccolo, povero e arretrato, tanto i nostri governanti degli ultimi 30 anni hanno provveduto a squalificarci davanti al mondo e tanti italiani qualunquisti si sono esercitati nello sputo in alto che gli ricade in faccia. 
Aspettando Godot

domenica 14 dicembre 2014

L'Italia non è più un Paese per persone oneste

DA: Il Fatto Quotidiano di Diego Pretini | 8 dicembre 2014 Giustizia & Impunità

Mafia Capitale, il fasciomafioso Carminati “riemerso” anche grazie a tre indulti

Mafia Capitale, il fasciomafioso Carminati “riemerso” anche grazie a tre indulti

La prima condanna definitiva per l'ex Nar è arrivata nel 1987 per una rapina a una banca in zona Eur nel 1979. L'ultima nel 2010 per un colpo alla filiale della Banca di Roma all'interno del Palazzo di Giustizia di Roma, nel 1999. Ma ad aiutarlo sono stati gli sconti di pena che i giudici hanno applicati dopo i provvedimenti dei governi e del Parlamento nel 1986, nel 1990 e nel 2006




Massimo Carminatier cecato. I giornali hanno raccontato tutto di lui in questa settimana. Terrorista, eversore, neofascista abile con gli esplosivi e criminale comune in cerca del colpo grosso.Valerio Fioravanti – autore della strage di Bologna – lo definisce uno che non “vuole porsi limiti nella sua vita spericolata: pronto a sequestrare, uccidere, rapinare, partecipare a giri di droga, scommesse, usura”. Link da trent’anni tra gli ambienti neofascisti e la mafia romana. Una storia nient’affatto consegnata alla storia. C’è la maxi rapina alla Banca di Roma del 1999, per esempio. E poi ancora e ancora. “Il nome del Cecato – scriveva due anni fa esatti Lirio Abbate sull’Espresso – viene sussurrato con paura in tutta l’area all’interno del grande raccordo anulare, dove lui continua a essere ritenuto arbitro di vita e morte, di traffici sulla strada e accordi negli attici dei Parioli. L’unica autorità in grado di guardare dall’alto quello che accade nella capitale”. Eppure,Massimo Carminati, il fascio-mafioso, senza un occhio non per caso, era ancora a piede libero, capace non solo di tornare “nel suo mondo” (di mezzo), ma anche di “infettare” le amministrazioni pubbliche. C’entrano anche – di nuovo – le scelte della politica. Carminati per 7 volte ha infatti potuto godere di indulti. Tre provvedimenti – nel 1986, nel 1990 e nel 2006 – che hanno tagliato uno dopo l’altro le pene che in oltre trent’anni di carriera l’ex Nar ha accumulato. E in alcuni casi si tratta di una miscela positiva – per Carminati – che incrocia le decisioni dei giudici, soprattutto i magistrati di sorveglianza che riconoscono, come prevede il codice e la legge, l’affidamento in prova e quando questo va bene anche l’estinzione della pena.
Il primo indulto di cui gode Carminati è quello del 16 dicembre 1986. Il presidente del Consiglio è Bettino Craxi, il suo vice è Arnaldo Forlani, il suo sottosegretario a Palazzo Chigi è Giuliano Amato, il ministro degli Esteri Giulio Andreotti, il guardasigilli Virginio Rognoni. Viene scarcerato il 22% della popolazione in carcere: oltre 9700 su 43500 circa. Tra chi beneficia del provvedimento è anche Carminati. Lo sconto si applica ai 3 anni e mezzo che la Cassazione gli ha inflitto per 9 capi d’imputazione: tra questi la rapina, il porto illegale di armi, la ricettazione, le lesioni personali. Si tratta di fatti del 1979 e del 1980. In un caso, il 27 novembre 1979, Carminati, insieme ad alcuni del Nar e di Avanguardia Nazionale (tra questi c’era anche Fioravanti), rapinò la filiale della Chase Manhattan Bank all’Eur. Rubano “assegni turistici”. Una parte della refurtiva finirà nelle mani del boss della Banda della Magliana, Franco Giuseppucci. Il dispositivo della sentenza definitiva (dell’aprile 1987) parla appunto di 3 anni e mezzo di reclusione. Ma su questa pena interviene l’indulto del 1986 che condona anche tutte le pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici. Finisse qui. Su questa condanna interviene anche un altro indulto, firmato – come il precedente – dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il capo del governo è Giulio Andreotti, il suo vice Claudio Martelli, il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli. Alla fine per questi 9 reati sarà disposta la riduzione della pena per liberazione anticipata nel 1992. Come prevede la legge sull’ordinamento penitenziario “al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione” viene riconosciuto uno sconto di 45 giorni ogni 6 mesi di pena scontata. E quindi gli tolgono altri 7 mesi e rotti.

L’indulto del 1990 falcia anche un’altra sentenza della Cassazione, pronunciata nel 1991. I capi d’imputazione sono 4 e sempre gli stessi: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni, porto illegale di armi. Il dispositivo è di un anno, 6 mesi e 20 giorni. Gli viene condonata l’intera pena della reclusione e tutte le pene accessorie. La data non è banale: 30 luglio 1980, due giorni prima che la stazione di Bologna saltasse per aria. La cancellazione totale della pena avviene anche per una sentenza della corte d’appello di Milano del 1988, 8 mesi per ricettazione, la data della commissione del reato è 20 aprile 1981. E’ il giorno in cui Carminati perde l’occhio: sta fuggendo verso la Svizzera insieme ad altri due avanguardisti. Al valico del Gaggiolo (in provincia di Varese) li aspetta la polizia che apre il fuoco. I due avanguardisti ne escono senza un graffio, Carminati ci lascia l’occhio. Finisce dentro, viene operato più volte, montano le polemiche perché i tre erano disarmati, i missini e i radicali chiedono la scarcerazione. Verrà liberato, ma dura poco perché viene coinvolto nelle indagini sulla Banda della Magliana. Pena finale 6 anni (è il 2000) poi per l’accumulo delle condanne diventeranno 11 e 9 mesi che in parte ha già scontato. Il magistrato di sorveglianza nel 2006 disporrà anche la revoca della libertà vigilata.


Incognita nuovo Presidente della Repubblica



Quirinale: Alfano, "serve figura che unisca Pd, Ncd e FI"

Quirinale Alfano   serve figura che unisca Pd  Ncd e FI
14:59 14 DIC 2014

(AGI) - Roma, 14 dic. - "Si deve individuare una figura che riesca a ottenere i voti del Pd, i nostri e quelli di Forza Italia. Non va esclusa nessuna parte importante dall'elezione del Presidente della Repubblica". Lo dice Angelino Alfano intervenendo a 'In mezz'ora'. "Noi abbiamo le idee chiare - ha aggiunto il leader dell'Ncd - speriamo che Renzi non ponga la questione in termini di partito, serve una personalita' che rappresenti tutti". Riguardo al Pd, "Le condizioni politiche per una scissione nel partito ci sono tutte. Non lo auspico ne' formulo auspici, ma le condizioni ci sono".

Alfano è sincero, dice le cose come stanno: il Presidente della Repubblica degli scandali, della corruzione, della negazione del merito per l'accesso al lavoro, dei concorsi e degli appalti inaccessibili a chi non ha un "padrino", del popolo diviso in due: quelli che pagano e basta e quelli che "ci hanno diritto" e usufruiscono dei soldi di quelli che pagano e basta, LO DEBBONO SCEGLIERE LORO!
DEVE ANDARE BENE A LORO ED A LORO SOLTANTO!
Noi che paghiamo e basta non contiamo niente: basta che va bene a loro che si mettono d'accordo...

Un Presidente così lo trovano di sicuro fra tante facce false e di bronzo, ma non sarà il Presidente della Repubblica di quelli che pagano e basta grazie ai quali ci sono i soldi per andare avanti nel pagamento del debito pubblico!

D'altra parte un Presidente per quelli che pagano e basta sarà difficile trovarlo: non ci sono facce oneste in giro e quelle che ci sono loro non le vogliono assolutamente.
Milena Gabanelli, giornalista votata allo scoperchiamento delle fogne varie del malaffare di ogni grado e genere, direbbero che "non è una figura istituzionaleeee!!"
Anni fa la grande confederazione di Stati chiamata USA si scelse per Presidente un attore di media notorietà che girava films di cow-boys, Ronald Reagan, noi invece non potremmo mai proporre una persona pulita, onesta e di successo che fa l'attore ed il regista come Carlo Verdone, ad esempio. A parte che Carlo non accetterebbe mai... perché gli verrebbero fiumi di ansia... 
Ma che bello sarebbe essere rappresentati da una persona con la faccia e i modi di Carlo Verdone!


sabato 13 dicembre 2014

Auguri a chi visita questo blog


Auguri a tutti coloro che entrano in questo blog: cercate di vivere un Natale sereno, con persone che amate e facendo soltanto i regali che vi sentite di fare.

Auguri anche per la fine dell'anno: per chi ama ballare che balli! Non fatevi bloccare dagli inibiti che si sentono goffi a ballare!
Auguri per il 2015 sperando che sia migliore del precedente anno,
che diminuiscano le tasse soprattutto e che ci sia una tassa sola in modo da non dover star dietro a cento nomi diversi, cento scadenze, oltre a pagare!

venerdì 12 dicembre 2014

Un'analisi scientifica equilibrata, lucida e vera

Loris: psicologa, denunciare comportamenti sospetti in famiglia



09 DIC 2014

(AGI) - Roma, 9 dic. - "Le famiglie non denunciano quasi mai i comportamenti sospetti all'interno del nucleo familiare. Il disagio psichico e' vissuto come una terribile vergogna. Poi arrivano gli omicidi le cui vittime sono anche bambini. Ci si dispera ma era tutto scritto. Denunciamo i comportamenti sospetti dei nostri cari perche' solo cosi' eviteremo tragedie disumane". Il grido d'allarme viene da Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeutapresidente Eurodap, Associazione Europea Disturbi da attacchi di Panico e Supervisore Emdr, dopo il fermo della mamma del piccolo Loris trovato senza vita in Sicilia. 

"Nella vita della mamma di Loris, secondo quando si legge, ci sono stati momenti difficili che hanno mostrato suoi disagi in maniera molto evidente - dice l'esperta - Se la responsabilita' della mamma del bambino siciliano venisse confermata, la gente si chiederebbe ancora una volta come e' possibile che nessuno abbia notato comportamenti strani nella donna? E' possibile perche' accade esattamente questo. Tutto cio' che e' disagio psicologico o psichico viene negato perche' non viene considerato una malattia ma e' vissuto come una vergogna. Ci si vergogna per esempio di una moglie che ha appena messo al mondo un figlio ed e' depressa. Non solo si vergogna il marito ma anche la povera donna imbrigliata della depressione post partum. Lei non ne parla. Sta male in silenzio. Cerca di giustificare o camuffare i suoi stati d'animo che non sono come gli altri se li aspettano, e la famiglia sottovaluta. Poi arriva l'infanticidio. Non meravigliamoci dopo ma agiamo prima".

"Il disagio psichico e psicologico continua ad essere un elemento che puo' far scaturire un giudizio negativo verso una persona all'interno della famiglia - aggiunge l'esperta - Se mia moglie sembra una pazza allora anche io sono pazzo. Allora come marito nascondo il problema. Lo sottovaluto ma rischio concretamente che mia moglie possa fare gesti davvero gravissimi sia nei suoi confronti, nei confronti dei figli e dei familiari". 

Quali comportamenti non vanno sottovalutati? "Primo indicatore di pericolo - spiega Vinciguerra - gli sbalzi di umore. Se le persone hanno dei grossi sbalzi di umore, anche rispetto ai figli, vanno monitorate. Se sono in alcuni momenti molto nervose, aggressive, intolleranti e in altri momenti estremamente amorevoli e stucchevoli, allora c'e' un disagio.
  Un atteggiamento di alternanza, se la persona per esempio passa da un eccessivo accudimento e attenzione nei confronti di un figlio a momenti di grande aggressivita' e intolleranza rispetto anche ad atteggiamenti normali dei bambini, questo deve far riflettere. Anche un atteggiamento di profonda rigidita' nei confronti di un figlio nasconde un qualcosa di non sano", spiega la psicologa. 

Secondo indicatore di pericolo, "essere mitomani. Se notiamo che un nostro familiare racconta cose che noi sappiamo non essere vere e se ha comunque la tendenza a non raccontare situazioni aderenti alla realta' allora attenzione" aggiunge l'esperta. 

Terzo indicatore di pericolo: vittimismo e sensazioni persecutorie o fanatismo religiososono segnali nel comportamento di una persona che non devono essere assolutamente sottovalutati. Mostrare dinamiche persecutorie, sentirsi guardati male o additati deve far preoccupare chi ci sta accanto. Bisogna farsi aiutare da un medico, bisogna andare a fondo. Le persone con disagi psichici vanno curate e seguite nel tempo". (AGI) .


Gli psichiatri da salotti televisivi, ridotti a marionette ripetitive e necessariamente superficiali per sete di denaro e narcisistico richiamo di visibilità, dicono di tutto e di più.
Ricordo qui quello che scrissi su questo blog di Andreoli, quello psichiatra che gira con capelli scompigliati e sopracciglia cespugliose come "look da scienziato", il quale, commentando su richiesta giornalistica la fine dei due bambini Pappalardi, aveva definito il loro finire nel pozzo dovuto al fatto che erano bambini di genitori in lite, abbandonati e dunque come "vuoti a perdere".  Dimenticava, lo "scienziato", che in quel pozzo ci era finito poi un altro bambino, con genitori uniti ed in pace, che si era salvato solo perché altri compagni di gioco lo avevano visto cadere...
Dunque assistiamo a vere "stronzate" dette da pseudo esperti in televisione.
Se è vero che la psichiatria e lo studio in genere della mente umana non possono avere riscontri scientifici certi, è anche vero che segnali di anomalia sono visibili pure con il banale buonsenso della gente comune.
Questo, però, nulla ha a che fare con quei sentimenti umani pessimi che inducono alcuni a dare del pazzo, del matto, dello strano a persone sanissime che, per ragioni diverse, stanno loro antipatiche o odiose.
Parlo del vero semplice buonsenso, scevro da antipatie, invidie e sentimenti negativi verso la persona osservata.
Dunque certo che si vedono i FATTI anomali.
Ma, come dice questa equilibrata Psicoterapeuta  Paola Vinciguerra, i familiari spesso ignorano volutamente tali anomali comportamenti:
"Se mia moglie sembra una pazza allora anche io sono pazzo. Allora come marito nascondo il problema."
Questo è un esempio molto vero e lucido di certe realtà. Basta pensare al caso estremo del marito dell'assassina di Cogne. Un uomo che continua a ritenere sua moglie normale ma che, insieme a lei e al padre di lei, non ha voluto assolutamente che la si giudicasse seminferma di mente al fine di una sentenza più lieve. Ha preferito continuare a dire che l'assassino è qualcun altro, contro ogni prova scientifica (il pigiama, le pantofole) e logica (contraddizioni dell'assassina "ho chiuso la porta", "no, non l'ho chiusa"), ha preferito accusare un innocente, ricevendo una condanna per calunnia insieme alla moglie, ha preferito ritenere normale quello che la moglie gli disse quando accorse sul luogo del delitto: "Ne facciamo un altro, ne facciamo un altro..." Una reazione "normale" per una madre a cui hanno appena trucidato la sua tenera creatura!!! 
Il carabiniere, già presente sul posto, ne rimase invece sanamente esterrefatto.
Ma se questa analisi che fa questa brava Psicologa è giustissima, è altrettanto vero che, anche riconoscendo nei propri cari dei comportamenti anomali, non si pensa mai che possano sfociare nell'orrore. E questo è umano. Personalmente ho conosciuto tante persone affette da patologie psicologiche gravi e anche da patologie psichiatriche che, pur nella certezza dell'esistenza delle loro anomalie, hanno vissuto o vivono senza fare male a nessuno, anzi, posso testimoniare di come, nonostante l'indubbia sofferenza psichica, possano dare anche saggi consigli, buon esempio nel comportamento, e dimostrazione di essere, in molti casi, più intelligenti di chi queste problematiche non le ha. 
Dunque non so se codesti atroci drammi si possano prevenire veramente, essendo le variabili elevatissime.