venerdì 19 dicembre 2014

Virna Lisi e Franco Pesci

Da: TGCOM24


Virna Lisi e Franco Pesci, un amore durato una vita intera

L'attrice aveva sposato il costruttore romano nel 1960: 53 anni di nozze felici fino alla morte di lui, avvenuta poco più di un anno fa

Architetto e costruttore, Pesci era stato un personaggio noto nella Capitale: vicepresidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, presidente dell’Aniene e dei Canottieri Roma, circoli che ha frequentato per anni. 

La storia con Virna Lisi era iniziata quando lei, giovanissima, recitava al Teatro Valle ne "La romagnola". "Venne a incontrarmi in camerino, era timido e dolce, dalla sera seguente ha iniziato a inviarmi centinaia di rose rosse - ricordò Virna in un'occasione -. Ma ho ceduto solo quando mi ha regalato un cucciolo di barboncino. Ci siamo messi insieme e non ci siamo più lasciati".

Per lui rinunciò anche a Hollywood, dove sarebbe potuta diventare la nuova Marilyn. Certo, ci fu il rifiuto a girare "Barbarella" per non spogliarsi sul set, ma alla decisione contribuì anche la voglia di tornare a Roma per non far fare al marito il pendolare fra Roma e Los Angeles.

Qualche mese fa, ricordandolo nel corso di un'intervista a "L'Arena" da Massimo Giletti, scoppiò in lacrime. Il necrologio con il quale lo salutò dice più di tante altre parole: "Quanto bene ti ho voluto, mi manchi già tanto, per sempre. Virna".


Eccola: nella sua sfolgorante bellezza anche da anziana con le sue rughe.
A guardarla bene nei filmati dei suoi ultimi lavori qualche piccolo intervento estetico l'aveva fatto, credo proprio per il suo lavoro che richiedeva, oltre la indubbia bravura, anche un minimo di immagine.
Nulla però che potesse nemmeno lontanamente assomigliare a quegli orrendi mascheroni che girano in cui si riducono attrici meno intelligenti di lei.

Che fosse intelligente e di carattere si capisce da molte cose: bella come era non ha ceduto a lusinghe di alcun tipo ed è rimasta fedele ad un solo amore tutta la vita. 
Quando ho saputo che il marito è morto appena un anno fa ho capito.
Difficile sopravvivere a chi ci è stato accanto con amore tutta la vita. Il mondo non è più lo stesso: è un altro in cui lui non c'è più.
E, anche se amatissimi, non bastano i figli ed i nipoti.
Lei ebbe solo un figlio e per averlo dovette stare a letto quasi per tutto il tempo della gestazione.
Ha dichiarato che dentro di sé aveva un'anima alla Anna Magnani.
Mi ha colpito perché anch'io, chi mi vive accanto lo sa e ne sorride, dico sempre che dentro mi sento come i personaggi di Anna Magnani ma anche di Giovanna Ralli: un po' popolana sanguigna un po' donna appassionata...
Ma che Virna fosse tutt'altro che "bellezza algida", come i suoi occhi chiari ed i suoi capelli biondi potevano suggerire a qualcuno, si vedeva: da come parlava, dai sentimenti che esprimeva.
La sua famiglia era di Ancona, Regione Marche, da dove proveniva anche suo cognato, il bravissimo attore Franco Graziosi di Macerata, che aveva sposato sua sorella Esperia Pieralisi. Attrice brava ma di minore visibilità anche lei e la figlia Stefania Graziosi che ha lavorato con la zia Virna nello sceneggiato "A casa di Anna", interpretandovi la parte della figlia tradita dal marito.
Franco Graziosi cognato di Virna

Addio ad una bellissima donna, piena di temperamento e ad una bravissima attrice. Il funerale nella Chiesa di S. Bellarmino sabato 20 dicembre.


Primo da sinistra Franco Graziosi accanto alla sorella di Virna Lisi

giovedì 18 dicembre 2014

Patetiche riflessioni e vessazioni burocratiche

L'ho preannunciato nel titolo: è una riflessione che qualcuno troverà inutile e persino patetica. Ma la voglio fare lo stesso, con intento provocatorio naturalmente.
Voglio fare un parallelo fra il criminale Massimo Carminati e la sottoscritta che, in 68 anni compiuti di vita, non ha mai infranto il Codice Penale.
Il paragone riguarda l'essere, Carminati ed io, monocoli ai fini della guida.
Cosa vuol dire? Spiego per chi non lo sa: vuol dire che uno dei due occhi che abbiamo NON è considerato ai fini del rilascio della patente di guida B. La patente che serve per guidare una semplice automobile.
Non essendo considerato tale occhio, si viene definiti MONOCOLI.
Cosa comportava e cosa comporta questo ai fini della Legge?
Comportava che il guidatore MONOCOLO doveva sottoporsi a visita presso una qualsiasi Commissione Medica Provinciale per le Patenti Speciali.
Cosa sono le patenti speciali? Sono le patenti di guida dei veicoli a motore rilasciate con particolari limitazioni a chi ha una disabilità.
Il monocolo Rita Coltellese ci vede con l'occhio NON considerato ai fini della guida, esso non è cieco del tutto, con esso può attraversare la strada, ad esempio, senza tema di essere investita.
Carminati invece, apprendiamo dai media, è proprio orbo.
Altra differenza, più che altro morale, è che io vedo meno da tale occhio per causa di malattia, mentre Carminati a causa della sua scelta di vita, che ha comportato che un carabiniere, per fermarlo mentre scappava, gli abbia sparato ferendolo.
Ma queste differenze apparentemente a mio vantaggio, non lo sono affatto, in quanto lui, come da video dei ROS, guidava tranquillamente ed è stato fermato per ben altri e gravi motivi, mentre io, a causa del mio monocolo NON orbo del tutto, sono oggetto di una vera e propria persecuzione burocratica.

Fino al 27 dicembre 2010, data della pubblicazione in G.U. del Decreto legge del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 30 novembre 2010, i monocoli dovevano sottoporsi alla visita presso le Commissioni Mediche Provinciali per le Patenti Speciali. Ma, grazie ad una illuminata Direttiva CEE del 2009, chi ha problemi visivi, anche monocolo, e non ha altre patologie può rinnovare la propria patente presso qualsiasi Autoscuola, sottoponendosi soltanto alla visita oculistica del medico autorizzato presso l'Autoscuola medesima.
Come tutte le persone acculturate sanno, le Direttive Europee vanno recepite entro 2 anni dall'emanazione: in questo caso l'Italia ha emesso il Decreto Legge di recepimento dopo un anno!! 
Segue documentazione di codesta notizia (stagionata, visto che siamo nel 2014, fra poco 2015)!!

*Nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010 è stato pubblicato il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 novembre 2010 recante "Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida" e che modifica taluni requisiti di idoneità fisica e psichica per il conseguimento, la conferma di validità e la revisione della patente di guida.

*Si evidenzia, che le nuove disposizioni in materia di requisiti di idoneità visiva determinano, di fatto, l'abolizione delle patenti di guida speciali ex art. 325 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada. Di conseguenza, il conducente titolare di patente di guida speciale ai sensi del citato art. 325, in occasione del rinnovo di validità della stessa, potrà richiederlo direttamente presso il nostro studio senza doversi più recare alla Commissione medico locale; in occasione del rinnovo il sanitario darà indicazioni per richiedere la riclassificazione del documento di guida (da speciale a normale) presso l'Ufficio competente della Motorizzazione civile.

In altre parole chi in precedenza aveva una patente speciale per problemi visivi (identificata dalle sigle AS/BS) aveva una scadenza limitata (5 anni anzichè 10 se di età anagrafica inferiore a 50 anni) con controlli periodici da effettuarsi presso le Commissioni Mediche Locali.

*ARTICOLO 325 
(Art. 119 Cod. Str.) Requisiti visivi per il conseguimento, la conferma e la revisione della patente speciale delle categorie A, B, C e D.
1. Possono conseguire o ottenere la conferma di validità o essere sottoposti alla revisione della patente speciale delle categorie A e B: a) i monocoli che abbiano nell'occhio superstite un`acutezza visiva non inferiore ad otto decimi raggiungibile anche con qualsiasi correzione di lenti;

Cosa vuol dire riclassificare la patente di guida da BS a semplicemente B penso che, dalle suddette norme in vigore da ben 4 anni, sia chiaro.
Volendo potrei pubblicare anche la Circolare Esplicativa del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture datata 14 gennaio 2011, firmata dal Direttore Generale Arch. Maurizio Vitelli, prot. n. 1353/8.3 File avviso 4/2011, ma credo che sia sufficientemente chiaro a tutti che i monocoli visivi, privi di altre patologie, HANNO IL DIRITTO DI AVERE UNA PATENTE NORMALE E NON DEBBONO PIU' SOTTOPORSI AL GIUDIZIO DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER LE PATENTI SPECIALI,  avendo acquisita per legge una normale patente B.
Ma quello che NON E' NORMALE è il nostro Paese, dove i Carminati guidano e le Rita Coltellese invece subiscono una vera e propria persecuzione burocratica.

A marzo 2014 nessuno degli impiegati preposti alla prenotazione della visita presso la Commissione della ASL RMB mi ha detto: "Signora se ha solo problemi visivi la legge è cambiata da almeno 3 anni e può passare la visita presso l'oculista abilitato di qualsiasi Autoscuola."
Essendo 47 anni che guido e sempre, secondo la vecchia normativa, ho dovuto prenotarmi presso tali Commissioni, ho pazientemente atteso fino a giugno, data della visita prenotata.
Nel frattempo, per guidare, ho dovuto pagare euro 16,14 per la marca da bollo da applicare sul permesso provvisorio rilasciatomi dalla Motorizzazione Civile a cui ho portato il foglio di prenotazione.
Ho pagato bollettini vari come tutti e infine a giugno ho fatto la visita. Per quella Commissione io non avevo più i requisiti pur vedendo 10 decimi sull'occhio "buono" (sopra avete letto che la Legge ne richiede 8 soltanto raggiungibili ANCHE con lenti), ma avendo un campo visivo che da una parte vedeva 50° e dall'altra 70°, totale 120°, quando invece bisogna vedere 60° a sinistra e 60° a destra, e non fa niente se il totale visivo del campo fa sempre 120°!  
Mi hanno detto: "Si ripresenti fra 6 mesi per verificare se avrà di nuovo "i requisiti".
Inutile è stato il certificato medico rilasciatomi da un Oculista dell'Ospedale S. Filippo Neri in cui si dice che vedo 10 decimi e qualche decimo anche all'occhio non valido ai fini della guida.
Fra 6 mesi, secondo questi "medici" non so proprio cosa potrebbe cambiare: forse sono molto religiosi e pensano ad un miracolo da parte di S. Lucia?
Però durante questa visita è accaduta una cosa strana: hanno fatto uscire un impiegato che ha informato gli astanti in attesa che: "La legge è cambiata, da ora in poi chi ha solo problemi visivi non deve più venire qui e può andare presso un oculista e poi alla Motorizzazione con il certificato medico."
Le persone in attesa, me compresa, tutte contente, meno chi è sordo o ha menomazioni ad un braccio, ad una gamba ecc..  
Dopo il "si ripresenti fra 6 mesi"però ho cercato la legge di cui aveva parlato in modo così informale l'impiegato ed ho scoperto che era cambiata da un pezzo!! Altro che "La legge è cambiata, da ora in poi..." 
Dunque avrei potuto risparmiare l'andare 2 volte alla Motorizzazione Civile (spese di viaggio), la marca da bollo di euro 16,14 da applicare sul permesso provvisorio e... la bocciatura incomprensibile!
Sono andata presso una buona Autoscuola che mi ha confermato quello che è ora la legge per i monocoli.
Ho dunque fatto la visita presso di loro da un Colonnello Medico abilitato allo scopo presentando un nuovo Campo visivo fatto all'Ospedale S. Giovanni e, questa volta, forse per migliore perizia di chi l'ha eseguito, i valori erano anche oltre i 60 e 60 ... 
Ho avuto la mia patente B NORMALE, secondo la Direttiva CEE e ho guidato bene come sempre: 47 anni di guida senza incidenti che coinvolgessero danni fisici ad alcuno, solo 3 tamponamenti con danni lievi alle vetture e 38 anni in cui, ai controlli oculistici che faccio periodicamente nell'interesse della mia salute, risulta che la mia vista è sempre uguale e non ha avuto peggioramenti, per mia fortuna!
Dunque le stranezze legali e mediche sugli esami di codeste Commissioni lasciano perplessi!!
Ma il bello, perché io sono Rita Coltellese, donna qualsiasi ed incensurata, e non il celebre Carminati che può guidare tranquillo, il bello, anzi, il brutto, deve ancora venire.
Il 5 novembre scorso giunge al mio indirizzo una raccomandata firmata dal Dott. Ing. Michele Ciaccia della Motorizzazione Civile che mi intima di riconsegnare entro 10 giorni la patente rilasciatami il 29 luglio scorso, perché è giunto il verbale della Commissione di giugno (sic!) e quello che scrive la Commissione vale di più di quello che ha certificato il Colonnello Medico!
Cercare una logica e la ragione nella burocrazia italiana è come cercare un ago in un pagliaio.
Se questo Decreto Legge 30/11/2010 è stato fatto e non si può, fortunatamente, tornare indietro e cambiare le carte in tavola lo dobbiamo SOLO al fatto che è un'imposizione Europea! Altrimenti sarebbe un manicomio anche peggiore!
Ciò nonostante, dopo aver NON informato la cittadina Rita Coltellese dei suoi diritti di NON dover necessariamente sottoporsi a visita presso detta Commissione per una legge in vigore da più di 3 anni, costoro (i burocrati che applicano le Leggi) sospendono la patente rilasciata da più di 3 mesi PERCHE' LA COMMISSIONE VALE PIU' del COLONNELLO MEDICO ABILITATO!!!
I poveri titolari dell'Autoscuola che avevano svolto la pratica sono rimasti basiti quando, il giorno stesso, sono andata da loro con il Decreto di sospensione e con la patente perché la restituissero subito ai geni della Motorizzazione.
Dopo hanno detto che la segretaria del Dirigente (lui non c'era) ha detto che "non dovevo andarci in Commissione, ma visto che ci sono andata... dovevo risottopormi a tale visita."
Debbo dire che, in alternativa, il Decreto di sospensione mi dava altre due possibilità: ricorso al TAR (soldi e attesa di almeno un anno senza poter guidare), ricorso al Presidente della Repubblica pagando euro 650!!!!
Io sono una povera pensionata a cui, sospendendo la patente, hanno tolta MOLTA libertà personale... ma siccome non sono Carminati ma una cittadina qualsiasi incensurata ho dovuto piegarmi a ripagare bollettini, marche da bollo ecc. e mi sono ripresentata in Commissione con GLI STESSI ESAMI MEDICI CHE AVEVA VALUTATO IL COLONNELLO MEDICO IN AUTOSCUOLA, ed ho avuto il certificato medico per avere il duplicato della patente B normale ritiratami. 
Mi ha accompagnato alla visita la mia Oculista, data la aleatorietà dei giudizi e la mia conseguente totale mancanza di fiducia in essi, alla quale ho chiesto la cortesia di rivolgere la seguente domanda retorica al Presidente della Commissione medica locale Roma 1 dott. Maurizio Ferraresi
"Naturalmente la signora al prossimo rinnovo NON dovrà più venire in Commissione?" 
Sorprendente risposta: "Deve tornare qui."
Stupore della dottoressa: "No, ma la signora è un monocolo e dal certificato del medico di base che ha presentato non ha altre patologie... Secondo la nuova legge.."
"No, deve tornare qui!"
Data la confusione ed il via vai nella stanza delle visite la dottoressa ne ha dedotto che forse il Presidente non ha capito bene...
La legge è chiara e, se sarò ancora in vita al prossimo rinnovo, vado, come la legge mi consente, in Autoscuola, e se un "genio burocrate" della Motorizzazione si opporrà alla Legge lo trascino in Tribunale e gli chiedo i danni morali e materiali: ho buoni avvocati amici dei miei figli che mi farebbero pure lo sconto!



  

mercoledì 17 dicembre 2014

Erode sempre vivo, oltre ogni possibile civiltà

ADN KRONOS
dicembre 2014

Pakistan in lutto per la strage di Peshawar


E' il primo dei tre giorni di lutto nazionale proclamati in Pakistan dal governo di Islamabad per commemorare le vittime del massacro compiuto dai Talebani nella scuola pubblica gestita dall'esercito a Peshawar e costata la vita a 141 persone tra cui 132 bambini e nove membri dello staff, oltre agli attentatori.

Da: La Stampa
Nawaz, 10 anni. La sua divisa è per metà verde - il colore della Army Public School -, per metà rossa, il colore del sangue dei suoi compagni di classe. Lui è l’unico sopravvissuto di un gruppo di 30. Trema, gli occhi vuoti dallo choc, e alla tv pachistana spiega: «I miei amici sono caduti per terra». Nawaz è sopravvissuto all’attacco contro la scuola di Peshawar, uno di quei 500 bambini che, con i loro insegnanti, sono stati tenuti in ostaggio dai taleban per sette ore, mentre 141 di loro venivano trucidati.  

Da: Repubblica.it    16 dicembre 2014
Yemen, autobombe fanno strage: 25 morti, fra cui 15 bambine
Come avvenuto in Pakistan, dove i talebani hanno compiuto una strage di bambini, anche qui sono i più deboli e a subire le conseguenze della violenza: tra i 25 morti provocati dalle esplosioni, 15 sono bambine di scuola elementare che si trovavano su uno scuolabus che viaggiava vicino a un raduno di ribelli. Secondo i ribelli sciiti Houthis, che hanno diffuso la notizia dell'attacco, la responsabilità dell'attentato è di al-Qaeda, .... 
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Strage di Beslan è il termine con cui ci si riferisce al massacro avvenuto fra il 1° e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan, nell'Ossezia del Nord, una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa, dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni[1] occupò l'edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, fu l'inizio di un massacro che causò la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti.




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Sarebbe bello credere che in questo Infinito, ancora misterioso e sconosciuto anche agli astrofisici, ci fosse Dio, Allah, Geova, comunque i folli Uomini lo vogliano chiamare, a cui importi qualcosa di questo microbo immondo che è l'Uomo.
Un animale che trova sempre pretesti per uccidere e fare strage degli Innocenti.
La Storia scorre verso una Civiltà irraggiungibile, Oggi come Ieri la follia islamica, l'Altroieri nella Germania di Einstein la follia nazista.



Ma oggi il partito di Ḥamās, nascondendosi in mezzo alla popolazione civile, da cui spara i suoi razzi verso Israele, provoca la reazione che coinvolge bambini Palestinesi.....







martedì 16 dicembre 2014

Renzi tende la mano ma il M5S la respinge ancora

ADN kronos
Giornata di aperture e scontri tra governo e M5S col premier che tende la mano e incassa una nuova defezione nella schiera dei pentastellati con Tommaso Currò che a sorpresa in Aula annuncia il suo addio al Movimento per votare con la maggioranza, facendo insorgere i grillini contro lo 'scouting' del premier.
"Abbiamo bisogno anche di voi, ne ha bisogno questo Parlamento che non può vedere costantemente buttata via una forza politica importante che ha preso milioni di voti, in una discussione interna e sterile con cui continuerete a perdere deputati e senatori". Così Matteo Renzi, si è rivolto al M5S alla Camera.


Appello recepito poco dopo da Currò che intervenendo nel dibattito a Montecitorio, annuncia di lasciare i 5 Stelle sconfessando il Movimento e annunciando il voto favorevole alla risoluzione sulle comunicazioni del premier sul semestre italiano in Ue. E all'uscita dall'Aula, rosso in viso, il fuoriuscito grillino ammette: "Per me è stata un'emozione fortissima, ho rischiato un malore... Scusate".

Il secondo round tra Matteo Renzi e il M5S si è svolto al Senato. Dal gruppo dei grillini si sono levati diversi brusii, urla e commenti mentre il premier parlava in Aula. Renzi ha subito replicato: "Il fatto che stiate perdendo pezzi ogni giorno non vi autorizza a interrompere. Siamo solidali, capiamo la vostra difficoltà e vi mandiamo un abbraccio - ha detto il premier tra le proteste dei pentastellati -. Ma pensiamo che il nostro compito sia quello di continuare a lavorare per l'Italia. Voi lanciate pure le vostre urla, ai tempi di Manzoni erano una cosa seria ma per voi sono solo un senso di frustrazione che comprendiamo. Siamo solidali, c'è una ragione se milioni di elettori che vi hanno votato nel 2013 non lo fanno più come abbiamo visto alle ultime elezioni". Quindi mentre il gruppo grillino continuava a rumoreggiare, il premier ha visibilmente perso la pazienza per un riferimento alla vicenda dei bimbi in Pakistan uccisi dai terroristi talebani: "E' indecente! Non ha nessun senso dividersi nel rispetto umano per quelle persone. Su questo dovrebbe esserci un limite. Ma come si fa? Come si può? E' incredibile", ha detto Renzi, che poi è riuscito a controllarsi e tornare al suo discorso sul Consiglio Ue di giovedì.




India: un altro schiaffo all'Italia

(AGI) - New Delhi, 16 dic. - La Corte Suprema indiana si e' rifiutata di esaminare le richieste dei due maro'. In particolare ha deciso di non valutare la richiesta di Massimiliano Latorre di prolungare di altri 4 mesi la convalescenza in Italia dopo l'ictus di cui ha sofferto a settembre. Permesso che scadra' il 13 gennaio. I giudici hanno anche respinto la richiesta di Salvatore Girone di poter tornare a casa per Natale e, piu' in generale', di un ulteriore allentamento delle condizioni imposte per la liberta vigilata.
  La Corte Suprema ha detto che si deve ora procedere con il processo ad oltre 33 mesi dall'evento, quando il 15 febbario 2012 i due maro' vennero accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si e' detto "fortemente contrariato dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviuppi della vicenda dei maro'" e ha aggiunto che "restera' in stretto contatto con il Governo e seguira' con attenzione gli orientamenti che si determineranno in Parlamento". Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini ha fatto oggi un punto della situazione sul caso maro' durante il collegio dei commissari a Strasburgo. Intanto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha detto che quella della Corte suprema indiana e' "una grave decisione, e come Italia dobbiamo pensare come rispondere". Il ministro, intervenuta all'inaugurazione della mostra 'Prima di tutto italiani - Gli ebrei romani e la Grande guerra', presso il Museo Ebraico di Roma, ha precisato di voler solo accennare all'argomento maro', sottolineando che "oggi per noi e' una giornata difficile, questa mattina e' arrivata una notizia che non ci aspettavamo".
Pinotti ha evitato ulteriori commenti sia al suo arrivo, sia quando ha lasciato il Museo Ebraico. In serata anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso l'"irritazione del governo per la decisione presa oggi nei confronti dei nostri fucilieri di Marina". Nell'intervento di apertura dell'iniziativa 'Farnesina porte aperte', il ministro ha aggiunto che quella della Corte Suprema indiana e' "una decisione grave, alla quale credo il Paese debba reagire con fermezza e unita'". Domani mattina, invece, il ministro sara' in commissione Difesa per trattare l'argomento. "La decisione della Corte Suprema indiana e' del tutto inaccettabile e peggiora fortemente i termini del contenzioso fra l'Italia e l'India", afferma Fabrizio Cicchitto. "Purtroppo - riprende l'esponente Ncd, presidente della commissione Esteri della Camera - l'India ha scelto una linea irresponsabile. A questo punto e' indispensabile un confronto politico-parlamentare sulla base del quale il governo deve definire la sua linea di fronte a questo fatto nuovo del tutto negativo".

Purtroppo questa non è l'India del film "Taare Zameen Par", esempio di intelligenza, di cultura sensibile, di poesia dei sentimenti, questa è un'India infida, meschina ed ottusa.
Infida perché non leale, in malafede, nessuna giustizia è così lenta, nemmeno in Italia!
Meschina perché, diluendo ogni decisione, ha fatto un gioco sporco, guadagnandoci con una specie di ricatto: prima con i pagamenti per la nave ferma in porto poi il resto.
Ottusa perché sul piano diplomatico non si agisce così: sono arrivati addirittura a sequestrare il nostro Ambasciatore.
Abbiamo così tanti interessi economici da farci trattare così?
Se i due militari fossero stati colpevoli li avrebbero processati da un pezzo credo!
Invece sono 3 anni che prendono tempo.
Un modo di fare che sa di antica furbizia levantina, indegno di un Paese che vuol dirsi civile e moderno.

Ripubblico il post scritto quasi 3 anni fa

Rileggete questo meraviglioso articolo che MARIO GIORDANO scrisse su "Il Giornale" quasi 3 anni fa..ormai.

Leggete i commenti di Silvia O. e miei. Due donne qualsiasi che scrivono semplicemente la VERITA' sulla situazione del nostro Paese. 

Vuol dire che lo vediamo tutti, lo sappiamo tutti come stanno le cose: ma da allora ad oggi nulla è cambiato.
Anch'io scrissi, in un mio post, su questo Presidente dell'ISTAT le medesime considerazioni che fa molto bene Giordano... Successivamente lo hanno premiato facendolo Ministro, ricordate?
Mentono, mettono scuse ridicole, offensive per l'intelligenza del popolo paziente, e si premiano l'un l'altro promuovendo chi si dichiara incompetente!!! 


giovedì 5 aprile 2012


Questo articolo avrei voluto scriverlo io!

Da: Il Giornale.it

Compensi onorevoli Nessuno sa tagliarli

Dovevano studiare il taglio delle retribuzioni ai deputati italiani, per ridurle ai livelli dell’Europa. Mesi di "intenso lavoro" poi il responso: "Impossibile". Ma non si poteva fare come per le pensioni?

di  - 
Non ce l’hanno fatta a tagliare gli stipendi dei parlamentari. Proprio non ci sono riusciti. Hanno messo insieme un gruppo di professoroni, roba da Pico della Mirandola e Archimede Pitagorico, cervelloni con curriculum lunghi come la quaresima, prof.avv.cav.grand.uff, ordinari di università due e tre, titolari di cattedre e saperi dottorali, giuristi, economisti, bocconiani, hanno trasformato il gruppo in una commissione, hanno dato la poltrona di presidente della commissione al capo dell’Istat, Enrico Giovannini e poi hanno dato loro 7 mesi di tempo (per la precisione 7 mesi e 4 giorni). E alla fine questo grumo di intelligenza riunito, questo concentrato di sapienza universale, che cosa ha prodotto? Niente. La resa. Bandiera bianca. «Gettiamo la spugna». Gli stipendi dei parlamentari sono i più alti d’Europa ma non si possono tagliare, hanno concluso. E hanno sciolto la commissione. Roba che verrebbe da sciogliere anche la loro laurea. Nell’acido, però.
Dico io: ci volevano il presidente dell’Istat e la laurea alla Bocconi per dire come tagliare gli stipendi dei parlamentari? Bastava andare ai giardinetti pubblici, prendere il primo pensionato sulla panchina e domandarlo. Non al pensionato, che sarebbe fin troppo: bastava la panchina. L’avrebbe saputo dire anche una sedia sdraio: si prendono le forbici, zac, oplà, e gli stipendi si tagliano. Invece no: i professoroni si sono riuniti per 7 mesi e 4 giorni, hanno sudato sette camicie, hanno elaborato formule astruse (VRt=VGt*PILGt+VFt*PILFt+VSt*PILSt+VBt*PILBt+VOt*PILOt… e vi risparmio il resto), hanno emesso documenti di decine di pagine, note a margine, codici, codici a barre, allegati, collegati, e poi… Poi, alla fine, hanno salvato il portafoglio all’amata casta, che fra l’altro è quella che garantisce ai medesimi professoroni prebende e incarichi d’oro. Ma guarda un po’ che sorpresa. A ben pensarci è andata quasi di lusso: se stavano ancora un po’ lì a studiare, in effetti, c’era il rischio che questi ai parlamentari regalassero pure un aumento…
Per giustificare il loro fallimento i professoroni si sono attaccati un po’ a tutto. Nel loro comunicato finale, dopo essersi elogiati per «l’intenso lavoro», fanno riferimento all’«eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri Paesi» e alla «difficoltà incontrate nella raccolta dei dati». Qualsiasi studente al primo anno di università sarebbe mandato a casa con un calcio nel sedere se si presentasse all’esame con una preparazione così modesta.Ma loro, i professoroni capeggiati dal presidente dell’Istat, invece no: loro dominano la statistica nazionale, loro maneggiano i numeri della contabilità pubblica, fanno da docenti e consulenti. Avete capito bene: consulenti. Consulenti de che? Non riescono nemmeno a raccogliere due dati sugli stipendi dei parlamentari europei, mi dite voi come diavolo fanno a presiedere l’Istat?
Dio solo lo sa. Fra l’altro anche sull’«intenso lavoro» ci sarebbe da dire. Risulta che dal 1° settembre al 31 dicembre (data della prima resa) si siano riuniti 5 volte in tutto. E risulta che dal 31 dicembre ad oggi (data della resa finale) non si siano riuniti più. Magari sbagliamo, ma questo «intenso lavoro», be’, un po’ ci è sfuggito. E se ci fosse stato sarebbe ancora più grave: in sette mesi si costruiscono edifici, si scalano montagne, si vola nello spazio. Come mai in sette mesi (e con cotanto impegno) non si riesce a dare una onorevole sforbiciatina ai parlamentari? Fra l’altro, come è noto, in questo Paese si sta tagliando tutto, ma proprio tutto: le pensioni, i risparmi, i consumi, i servizi… Possibile che l’unica cosa che non si taglia sia lo stipendio di Montecitorio e dintorni? Dicono i tecnici che era complicato. Eh già, in effetti. Complicato. Ma riformare il sistema previdenziale non era complicato? E la riforma del catasto con conseguente maggiorazione dell’Imu? Non era complicato? E che cos’era allora? Un gioco da ragazzi? Ma sì dai, divertiamoci: «un due tre stella» e la riforma del fisco, «strega tocca color» e cambiamo le pensioni. E gli stipendi dei parlamentari? No, quello no: è complicato. Ci vuole come minimo la laurea in astrofisica, visto che quella in Bocconi non basta…
La legge, fra l’altro, aveva buone intenzioni: prevedeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli della media europea.
Peccato che la commissione del presidente dell’Istat non sia riuscita a stabilire la media statistica. Che è un po’ come se il Papa non riuscisse a stabilire quando cade la Pasqua. Singolare no? Così l’Europa, almeno in questo campo, resta lontana. Ma sicuro: ci stanno sfracassando i cosiddetti con il fatto che dobbiamo essere europei, e l’Europa ci chiede l’articolo 18, e l’Europa vuole il taglio delle pensioni, l’Europa di qua e di là, possibile che l’unica cosa in cui non siamo europei sono gli stipendi dei parlamentari? Non solo non siamo europei: non lo vogliamo diventare. Anzi no, mi correggo: non ci riusciamo. Non ci riusciamo perché il prof Giovannini e i suoi quattro cavalieri dell’aritmetica perduta non sanno far di conto. E il risultato finale qual è? Una beffa nella beffa: i parlamentari conservano il loro stipendio, la politica conserva i suoi costi e Giovannini conserva la sua poltrona. Non solo quella dell’Istat, cosa già di per sé ingiustificabile, ma anche quella della Commissione. Che, come tutte le cose inutili, si scioglie ma mantiene in carica, cioè in poltrona, il suo presidente. Perfetto, no? Giovannini incarna il miracolo italiano: doveva ridurre gli sprechi del Paese. È riuscito solo ad aggiungerne uno. Se stesso.

Un articolo impeccabile! Sottoscrivo ogni parola!
Continuano a beffarci mentre vanno avanti con provvedimenti che spremono solo i più deboli.
Una nota sull'IMU: mi avevano detto che avevano esonerato le Fondazioni Bancarie ma l'avevano messa con aliquota seconda casa alle case dei vecchietti che, non potendo vivere da soli, erano costretti a ricoverarsi in una Casa di Riposo.
Non volevo crederci! Stamane ad "Agorà" ne hanno parlato e c'è chi in Parlamento cercherà di far cambiare questa bella pensata!! Ma c'è anche chi ha detto quello che sbalorditi pensiamo tutti: ma come gli è venuto in mente?
MA GLI E' VENUTO IN MENTE! Ed è ormai fuori di dubbio che Monti NON è quello che pensavo: mi debbo arrendere ai peggiori giudizi!


4 commenti:

Silvia O. ha detto...
Pure io sottoscrivo ogni parola di questo articolo scritto da Giordano.
Sull'Espresso c'è un articolo, scritto anche questo con spiccato e sano senso critico, sullo stesso tema:

Casta la bufala dei tagli

La Commissione che doveva calcolare la sforbiciata agli stipendi di onorevoli e dirigenti ha ammesso di non poter portare a termine il compito e il suo presidente si è dimesso. Tutto grazie a una legge troppo ambigua e imprecisa, fatta per sabotare l'operazione.

Non se ne esce da questo schifo! Non c'è la volontà di perseguire il vero bene comune. Tante belle parole e paroloni ma alla fine ci caricano di legna verde , ci prendono in giro e ci massacrano pure.
Rita Coltellese ha detto...
Non vorrei ripetermi ma le cose sono arrivate ad un punto tale che questi sanno che ormai l'unica cosa che gli italiani possono fare è uscire di casa con i "tortori" per darglieli sulla testa: insomma la rivoluzione.
Sanno però che gli italiani non lo faranno e proseguiranno nel tran-tran, dunque continuano a tenersi i privilegi ed a rispondere come se parlassero ai poveri scemi.
C'è una terza via però: NON ANDARE A VOTARE IN MASSA OPPURE ANDARCI E SCRIVERE TRASVERSALMENTE SU TUTTI I SIMBOLI "SCHIFO"! Getteranno una montagna di schede con su scritto SCHIFO e si terranno i pochi voti di chi glieli vuole dare. E' una rivoluzione anche questa: civile, incruenta e silenziosa.
Silvia O. ha detto...
Il non voto e l’annullamento della scheda elettorale sono “rivoluzioni morali” civili e pacifiche ma, in concreto, non servono.
Mancano i numeri!
Mi spiego: vanno a votare coloro che vivono di politica a partire dalle amministrazioni comunali, i loro familiari, gli amici, gli amici degli amici.
Poi ci sono quelli che appoggiano i partiti in cambio di qualcosa, inclusa la malavita organizzata, dalla manovalanza fino ai colletti bianchi.
Non sono in grado di quantificare i voti utili per vincere le elezioni , in ogni caso, gli scranni di chi vince e di chi perde, sono garantiti comunque dall’elettorato che sceglie il partito e ci mette sopra una bella crocetta.
Delle schede bianche, nulle e degli astenuti se ne fanno un baffo!
E allora cosa ci resta da fare? Boh!!!!!!
Rita Coltellese ha detto...
Penso che, comunque, la maggioranza degli italiani NON vive di politica, non è nella malavita che beneficia di collusione con la politica, e dunque sarebbe sempre un grande segnale, una vera rivoluzione silenziosa.
Certo continuare a subire non è possibile, si rischia quello che in parte sta già accadendo: la gente si adegua all'appiattimento morale e diventa miseramente complice di un sistema cinico e corrotto.