Meno di niente
sabato 27 dicembre 2014
Meno di niente
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Poesia e musica,
Scienza
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 25 dicembre 2014
Di orrore in orrore
Da: La Repubblica.it
Uccide a coltellate il figlio tredicenne: "Contenta di averlo fatto, volevano portarmelo via"
SAN SEVERINO MARCHE(Macerata) - Avevano cenato assieme, loro due da soli, la sera della Vigilia. Per il Natale la mamma gli aveva regalato le costruzioni Lego. Ma quando, alzatosi da tavola, il figlio 13enne si è lasciato alle spalle la soglia della casa materna per raggiungere l'abitazione del padre e trascorrere le feste con lui - moglie e marito sono separati -, la furia della donna è esplosa in tutta la sua drammatica follia. Nove coltellate hanno colpito il ragazzino. Lei lo ha inseguito fin sul pianerottolo, poi si è lanciata su di lui col fendente in mano. Quattro volte lo ha trafitto al petto. Un affondo è andato dritto al cuore. Simone non ce l'ha fatta. Si è accasciato a terra privo di vita. A dare l'allarme sono stati i vicini, richiamati dalle urla di madre e figlio. Quando sono arrivati i carabinieri, lei era ancora col coltello in mano. Qualche ora più tardi, rinchiusa nel carcere di Camerino, la donna -Deborah Calamai, 38 anni - avrebbe detto: "Sono contenta di averlo fatto, volevano portarmelo via".
La tragedia di mercoledì sera ha scosso il paese in cui è avvenuta: San Severino Marche, in provincia di Macerata. La donna, originaria di Firenze, è ora accusata di omicidio, e sempre secondo quanto riferiscono i carabinieri di Macerata, appare "tranquilla".
Era separata dal marito ed era in corso una pratica per l'affidamento esclusivo di Simone al padre, dato che la donna aveva problemi psicologici e dal 2005 era seguita da un ospedale psichiatrico. Ieri si era incontrata con il marito, Enrico Forconi, 43 anni, e pare che avessero avuto una discussione sempre in merito all'affidamento dell'adolescente.
Dopo aver cenato con la mamma, il ragazzino avrebbe chiamato il padre con la scusa di chiedergli un aiuto per realizzare il modello con i mattoncini che aveva ricevuto in dono, ma probabilmente nella telefonata c'era una richiesta implicita di aiuto per aver visto la madre in condizioni di forte stress. A quanto sembra, quindi, madre e figlio non avrebbero avuto una lite, ma è probabile che la donna abbia avuto paura che l'ex marito potesse portarle via Simone. Il padre del ragazzo è arrivato a casa della ex dopo una decina di minuti ma Simone era già morto.
L'uomo ha postato in serata su Facebook una foto del figlio con il cane, scrivendo: "Un pezzo del mio cuore è volato via con te amore mio. Veglia su di me e proteggimi, meglio di quanto io abbia saputo fare per te. Mi manchi".
Era separata dal marito ed era in corso una pratica per l'affidamento esclusivo di Simone al padre, dato che la donna aveva problemi psicologici e dal 2005 era seguita da un ospedale psichiatrico. Ieri si era incontrata con il marito, Enrico Forconi, 43 anni, e pare che avessero avuto una discussione sempre in merito all'affidamento dell'adolescente.
Dopo aver cenato con la mamma, il ragazzino avrebbe chiamato il padre con la scusa di chiedergli un aiuto per realizzare il modello con i mattoncini che aveva ricevuto in dono, ma probabilmente nella telefonata c'era una richiesta implicita di aiuto per aver visto la madre in condizioni di forte stress. A quanto sembra, quindi, madre e figlio non avrebbero avuto una lite, ma è probabile che la donna abbia avuto paura che l'ex marito potesse portarle via Simone. Il padre del ragazzo è arrivato a casa della ex dopo una decina di minuti ma Simone era già morto.
L'uomo ha postato in serata su Facebook una foto del figlio con il cane, scrivendo: "Un pezzo del mio cuore è volato via con te amore mio. Veglia su di me e proteggimi, meglio di quanto io abbia saputo fare per te. Mi manchi".
Un'altra creatura innocente aggredita ed uccisa da chi avrebbe dovuto proteggerla ed amarla.
Non importa se la madre aveva problemi psichiatrici: non tutti i sofferenti di malattie psichiche uccidono.
Inoltre abbiamo assistito ad analoghi fatti orrendi dovuti a genitori che prima non avevano dato segni visibili di follia o di sofferenza psichica. Dunque c'è, nella frequenza di questi fatti orribili, qualcosa di disumano.
Manca l'Amore inteso nel senso reale del termine: Volere il bene dell'altro. Questi genitori assassini sono preoccupati più di sé stessi che dei propri figli, li vedono come propaggini di sé stessi, non come Persone da amare e proteggere, ma oggetti che possono, come in questo caso, essergli tolti. Non riconoscono nel figlio un pensiero autonomo da sé, una capacità di vivere ed essere felici o meno per sé stessi, senza il vincolo, il peso, dell'egoismo materno o paterno.
Questi genitori, malati o meno, sono dei mostri, punto e basta!
Mostri egocentrici.
Provo un vero odio verso questi mostri e nessuna pietà. I loro orribili gesti provocano dolore e un senso di desolazione in tutti coloro che hanno un po' di sensibilità umana: il dolore per una creatura innocente che lascia la vita con sofferenza, paura ed orrore in un'età acerba e tenera...
Non si scriva che questa Medea merita pietà e perdono perché pazza: merita solo punizione lontano dalla società civile.
Provo un vero odio verso questi mostri e nessuna pietà. I loro orribili gesti provocano dolore e un senso di desolazione in tutti coloro che hanno un po' di sensibilità umana: il dolore per una creatura innocente che lascia la vita con sofferenza, paura ed orrore in un'età acerba e tenera...
Non si scriva che questa Medea merita pietà e perdono perché pazza: merita solo punizione lontano dalla società civile.
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Assassini e vittime,
Cronaca nera
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Carmina Burana "doppiata"
Dalla presentazione della Sora Cesira :
"De raccontis scandalorum urbe romana ad operam ladronis infamonis et
corruptis assessorii fraciconii" :
Auguri: speriamo in un futuro diverso!
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Criminalità organizzata,
Poesia e musica
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 23 dicembre 2014
Francesco, Papa che richiama tutti al messaggio Cristiano
Papa: cardinali e vescovi affetti cancro divisioni e calunnie
22 DIC 2014
(AGI) - CdV, 22 dic. - Papa Francesco ha condannato oggi la pratica dei "circoli chiusi, dove l'appartenenza al gruppetto diventa piu' importante di quella al Corpo di Cristo che e' la Chiesa", definendola "un cancro che minaccia l'armonia del Corpo" stesso. Ed ha ricordato che il "pericolo maggiore e' quello dell'autodistruzione o fuoco amico dei commilitoni". ' Nella Curia Romana si commettono infatti "omicidi a sangue freddo della fama dei propri colleghi e confratelli". "Per tale scopo - ha scandito nel discorso di Natale alla Curia Romana - sono capaci di calunniare persino sui giornali e le riviste, naturalmente per esibirsi e mostrarsi superiori agli altri, causando tanto male agli altri e alla Chiesa". "Guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere", ha chiesto a cardinali e vescovi riuniti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
Attenzione, ha pero' ammonito, anche a non "divinizare i capi, corteggiando i superiori per carrierismo". "La Curia e' chiamata a migliorarsi sempre e a crescere in comunione, santita' e sapienza per realizzare pienamente la sua missione", ha ricordato Papa Francesco nel discorso alla Curia Romana che, "come ogni corpo, e' esposta anche alle malattie, al malfunzionamento, all'infermita'". Oggi, ha spiegato, "vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie. Sono malattie piu' abituali nella nostra vita di curia. Sono malattie e tentazioni che indeboliscono il nostro servizio al Signore. Ci aiutera' il catalogo delle malattie - sulla strada dei Padri del deserto, che facevano questi cataloghi - di cui parliamo oggi, a prepararci alla sacramento della riconciliazione, che sara' un bel passo di tutti noi per prepararci al Natale".
In questo contesto, Papa Francesco ha descritto anche la "malattia dell'Alzheimer spirituale" che ha definito come la "dimenticanza della storia della Salvezza, della storia personale con il Signore, del primo amore". C'e' poi, ha continuato, la malattia del sentirsi "immortale" o "indispensabile" che affligge "una Curia che non fa autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi e' un corpo infermo". Per Papa Francesco e' pericolosa anche la malattia dell'eccessiva operosita' Quella di quanti, come Marta nel racconto evangelico, "si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, "la parte migliore": il sedersi sotto i piedi di Gesu'". Il Papa ricorda che Gesu' "ha chiamato i suoi discepoli a "riposarsi un po'" perche' trascurare il necessario riposo porta allo stress e all'agitazione". Ma e' forse peggiore la malattia dell'"impietrimento" mentale e spirituale che colpisce quelli che "perdono la serenita' interiore, la vivacita' e l'audacia e si nascondono sotto le carte diventando "macchine di pratiche" e non uomini di Dio", incapaci di "piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono!". Diffusa negli ambienti ecclesiastici, ha continuato Bergoglio, e' anche la malattia dell'eccessiva pianificazione che piomba addosso "all'apostolo che pianifica tutto minuziosamente" e crede cosi' facendo che "le cose effettivamente progrediscono, diventando cosi' un contabile o un commercialista. Preparare tutto bene e' necessario ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la liberta' dello Spirito Santo... E' sempre piu' facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate". Ma la Curia soffre anche "della malattia del mal coordinamento", perche' molti "perdono la comunione tra di loro" e cosi' "il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalita'" diventando "un'orchestra che produce chiasso perche' le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra". Dello stesso ceppo e' probabilmente la malattia dell'accumulare, che Francesco ha descritto cosi': "Quando l'apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessita', ma solo per sentirsi al sicuro". Esiste pero' anche "la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi" che si manifesta "quando l'apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o piu' poteri. E' la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. Naturalmente per esibirsi e dimostrarsi piu' capaci degli altri". Una malattia che "fa molto male al corpo perche' porta le persone a giustificare l'uso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza!".
Non manca infine tra i curiali nemmeno la malattia della faccia funerea: quella delle persone "burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severita' e trattare gli altri - soprattutto quelli ritenuti inferiori - con rigidita', durezza e arroganza". In realta', ha rilevato il Papa, "la severita' teatrale e il pessimismo sterile sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di se'. L'apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra che trasmette gioia...". Secondo il Papa, e' bene invece essere pieni di humor e autoironici: "Quanto bene ci fa - ha concluso - una buona dose di sano umorismo". (AGI) .
Attenzione, ha pero' ammonito, anche a non "divinizare i capi, corteggiando i superiori per carrierismo". "La Curia e' chiamata a migliorarsi sempre e a crescere in comunione, santita' e sapienza per realizzare pienamente la sua missione", ha ricordato Papa Francesco nel discorso alla Curia Romana che, "come ogni corpo, e' esposta anche alle malattie, al malfunzionamento, all'infermita'". Oggi, ha spiegato, "vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie. Sono malattie piu' abituali nella nostra vita di curia. Sono malattie e tentazioni che indeboliscono il nostro servizio al Signore. Ci aiutera' il catalogo delle malattie - sulla strada dei Padri del deserto, che facevano questi cataloghi - di cui parliamo oggi, a prepararci alla sacramento della riconciliazione, che sara' un bel passo di tutti noi per prepararci al Natale".
In questo contesto, Papa Francesco ha descritto anche la "malattia dell'Alzheimer spirituale" che ha definito come la "dimenticanza della storia della Salvezza, della storia personale con il Signore, del primo amore". C'e' poi, ha continuato, la malattia del sentirsi "immortale" o "indispensabile" che affligge "una Curia che non fa autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi e' un corpo infermo". Per Papa Francesco e' pericolosa anche la malattia dell'eccessiva operosita' Quella di quanti, come Marta nel racconto evangelico, "si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, "la parte migliore": il sedersi sotto i piedi di Gesu'". Il Papa ricorda che Gesu' "ha chiamato i suoi discepoli a "riposarsi un po'" perche' trascurare il necessario riposo porta allo stress e all'agitazione". Ma e' forse peggiore la malattia dell'"impietrimento" mentale e spirituale che colpisce quelli che "perdono la serenita' interiore, la vivacita' e l'audacia e si nascondono sotto le carte diventando "macchine di pratiche" e non uomini di Dio", incapaci di "piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono!". Diffusa negli ambienti ecclesiastici, ha continuato Bergoglio, e' anche la malattia dell'eccessiva pianificazione che piomba addosso "all'apostolo che pianifica tutto minuziosamente" e crede cosi' facendo che "le cose effettivamente progrediscono, diventando cosi' un contabile o un commercialista. Preparare tutto bene e' necessario ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la liberta' dello Spirito Santo... E' sempre piu' facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate". Ma la Curia soffre anche "della malattia del mal coordinamento", perche' molti "perdono la comunione tra di loro" e cosi' "il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalita'" diventando "un'orchestra che produce chiasso perche' le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra". Dello stesso ceppo e' probabilmente la malattia dell'accumulare, che Francesco ha descritto cosi': "Quando l'apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessita', ma solo per sentirsi al sicuro". Esiste pero' anche "la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi" che si manifesta "quando l'apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o piu' poteri. E' la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. Naturalmente per esibirsi e dimostrarsi piu' capaci degli altri". Una malattia che "fa molto male al corpo perche' porta le persone a giustificare l'uso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza!".
Non manca infine tra i curiali nemmeno la malattia della faccia funerea: quella delle persone "burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severita' e trattare gli altri - soprattutto quelli ritenuti inferiori - con rigidita', durezza e arroganza". In realta', ha rilevato il Papa, "la severita' teatrale e il pessimismo sterile sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di se'. L'apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra che trasmette gioia...". Secondo il Papa, e' bene invece essere pieni di humor e autoironici: "Quanto bene ci fa - ha concluso - una buona dose di sano umorismo". (AGI) .
Questo Papa Bergoglio, non a caso Francesco, è impagabile!
Striglia tutti con bonomia, un sottile umorismo e una sapienza da psicologo di razza.
Che gli uomini dell'apparato ecclesiastico fossero come tutti gli altri lo sapevamo tutti.
Che l'ambiente della Curia avesse gli stessi mali di qualsiasi comunità umana, sapevamo anche questo.
Che un Papa avesse, con sorniona e sottile analisi, il coraggio di sbatterglielo in faccia... beh! Questo ancora non l'avevamo mai visto e ci fa piacere.
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Chiesa Cattolica
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Giornalisti penosi
Come in ogni professione e mestiere c'è chi è penoso e chi è bravo: le sfumature nel mezzo non fanno storia.
Piccola rassegna stampa sull'argomento da questo blog:
9 ottobre 2014 "Scoop fasulli"
Commento ad una notizia riportata da una giornalista del quotidiano "Il Messaggero"
Piccola rassegna stampa sull'argomento da questo blog:
9 ottobre 2014 "Scoop fasulli"
Commento ad una notizia riportata da una giornalista del quotidiano "Il Messaggero"
Già da tempo ho constatato che sia la stampa sia le TV danno notizie che in realtà NON LO SONO.
Spesso in TV appaiono medici che pubblicizzano "scoperte" di tecniche nuove quando gli addetti ai lavori le praticano da decenni!
Dipende dalla scarsa professionalità di certi giornalisti o si vuole favorire qualcuno in cerca di pubblicità per alzare le proprie quotazioni?
venerdì 21 febbraio 2014
Credit crunch
Ho già scritto sull'assurda abitudine, imposta soprattutto dal giornalismo televisivo e cartaceo, di usare termini inglesi per tutto, anche quando la stessa cosa si può dire con parole italiane comprensibili a tutti.
Dicono che però è necessario che gli italiani conoscano le lingue. Va bene, ma non è infarcendo le informazioni giornalistiche di termini inglesi sia per l'economia, sia per la scienza, sia per qualsiasi sciocchezza, che la gente imparerà l'inglese. I giovani, freschi di studio, lo sanno più degli adulti e degli anziani, ma non necessariamente debbono sapere e capire termini specifici e specialistici. Dunque questo modo di esprimersi di chi fa informazione è sciocco ed anche snobbistico.
Fare informazione vuol dire arrivare a tutti, far capire a tutti, altrimenti che informazione è?
Personalmente sono fra gli anziani che l'inglese lo hanno studiato per cinque anni, che lo hanno rinfrescato con corsi nel luogo di lavoro e viaggiando: sono dunque una privilegiata rispetto alla media della gente della mia età, ma a volte anche della gente più giovane di me. Eppure questo giornalistico italico sistema mi irrita, perché lo ritengo una mancanza di considerazione per tutti coloro che non conoscono l'inglese, ma hanno diritto di capire lo stesso quello che la televisione e la radio di Stato dicono. Altrimenti dichiarassero che parlano per pochi eletti e arrivederci e grazie!
Prendo l'esempio che ho messo nel titolo del post. Sapete cosa vuol dire? STRETTA DEL CREDITO, da parte delle banche ovviamente! Ebbene, visto che si può dire in due parole italiane comprensibili a tutti, perché dirlo con due parole inglesi che non capisce nessuno, nemmeno chi l'inglese lo sa?
E' stupido, anche perché un professore di Economia Aziendale della Luiss, ospite oggi nella trasmissione RAI Uno Mattina condotta da un giornalista bravo e gradevole come Duilio Giammaria, ha ammesso sorridendo che in effetti Credit Crunch si potrebbe dire benissimo Stretta del Credito. Inoltre è cosa spiegabile con parole semplici: le banche non danno soldi alle imprese ed alle famiglie perché non possono più permettersi i mancati rientri e le inevitabili sofferenze.
sabato 18 gennaio 2014
Debolezze letterarie e giornalistiche
Quando sentiamo una notizia o leggiamo un libro ci aspettiamo che chi ha scritto abbia prima acquisito una certezza, altrimenti la sua credibilità non può costituire un riferimento.
Passi per il giornalismo che, data la velocità in cui si svolge, può essere a volte inesatto o peggio... Comunque è sempre passibile di correzione successiva, ma in letteratura, se l'affermazione inserita in un dato contesto si rivela inesatta, lo scrittore perde ogni credibilità.
domenica 18 agosto 2013
Giornalismo diseducativo e fuorviante
I telegiornali debbono dare le notizie in un tempo ristretto, breve, ma questa non è né può costituire una scusante a come vengono date. Si può, anche in un minuto, dire le cose in modo corretto e non necessariamente elusivo, superficiale, oppure fuorviante.
Mi ha colpito, fra mille brutte notizie, quella del suicidio di un ragazzino di quattordici anni dovuto, così hanno ripetuto i telegiornalisti, alla sua omosessualità e, subito, hanno legato tale triste evento all’urgenza della legge contro l’omofobia.
La superficialità nel dare le motivazioni di una omosessualità certa, usandola poi come precipitoso pretesto per spingere su una legge che sottolineerebbe ancora di più la condizione della persona omosessuale come “particolare”, fa parte di quel giornalismo diseducativo volto a formare un pensiero di massa rozzo e dunque scorretto.
Come si fa a dire con assoluta certezza che il quattordicenne che si è gettato dalla terrazza di un condominio “era omosessuale”. Non basta certo il fatto che egli l’abbia scritto, che egli lo temesse, anzi, ne fosse certo.
A quella età non si può essere certi di nulla, dunque il modo corretto di dare la notizia è: “Si è ucciso lasciando un biglietto in cui ha scritto di essere omosessuale”. Per poi commentare brevemente: “Timore che poteva essere legato alle incertezze tipiche della pubertà che si affaccia all’adolescenza.”
Ma come si fa a bollare questo sventurato giovanissimo suicida dando per certa la sua temuta e presunta condizione sessuale? Come si fa ad utilizzarla con rozzo realismo per una legge inutile di cui tanto si parla per le solite ragioni demagogiche?
Lui era convinto di esserlo omosessuale, ma chi può dire che lo fosse veramente? Chi può dire che non fosse influenzato dal gran parlare che di questa condizione si fa? Chi può dire che semplicemente si sia smarrito in una crisi adolescenziale che nessuno ha capito? Chi può non riflettere che egli poteva essere soltanto un ragazzino insicuro di sé, che doveva ancora trovarsi, e che gli stimoli sciocchi e superficiali di coetanei, che si affacciano anche loro sul mondo della sessualità senza capirci molto, possono averlo spinto ancora di più in un vicolo cieco di insicurezza?
Sta a chi pretende di svolgere un mestiere come quello dell’informazione, della comunicazione, la capacità di dire le cose in modo corretto, non fuorviante e soprattutto, ma l’asservimento a questa o a quella corrente politica rende questo aspetto più difficile, non utilizzando le notizie per spingere su cose che certa politica vuole imporre al pensiero collettivo.
In questo caso una legge fatta apposta per l’omofobia, quando esistono già leggi che puniscono ogni tipo di discriminazione e basta, volendo, solo aggiungere a quel reato una specifica in più!
Tante leggi e, nell’eccesso, nessuna giustizia.
Non c'è dunque certo da meravigliarsi se spesso leggiamo errori che danno conto della superficialità di chi dovrebbe informarci; ciascuno di noi, leggendo qualcosa di persone o ambienti che conosce da vicino, ride leggendo errori marchiani del giornalista penoso di turno: capita, ad esempio, che attribuiscano a persone, che sappiamo bene chi sono, titoli e ruoli che non sono i loro, scrivendo di fatto il falso. Ma che razza di informazione è dare un dato che è falso?
E' una non notizia.
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Reato di Omicidio Stradale
Cliccando sull'etichetta Criminalità Stradale compaiono in sequenza, dall'ultimo al primo, tutti i post che ho dedicato a questo argomento. Riassumo qui sotto i punti più significativi:
24 giugno 2014
...la consapevolezza che, se si è così rigorosi con chi ha disabilità visive, non lo si è altrettanto con chi ha il cervello bacato e guida in modo dissennato.
24 giugno 2014
...la consapevolezza che, se si è così rigorosi con chi ha disabilità visive, non lo si è altrettanto con chi ha il cervello bacato e guida in modo dissennato.
Anche scremando la popolazione automobilistica da drogati, gente che fa uso abituale di psicofarmaci, gente che beve alcool, rimangono le persone, frequentissime, che disdegnano il Codice della Strada inventandosi un Codice a loro uso e consumo personale: dunque di fatto degli alienati, degli asociali che non vogliono piegarsi alle Regole che una Società deve darsi per dirsi civile e vivere gli individui nel rispetto degli uni con gli altri.
E sono soprattutto quest'ultimi che creano grossi incidenti e danni e non certo chi ha disabilità visive: giacché un buon cervello può usare molto bene poca vista, mentre un cervello balzano può usare molto male la migliore vista possibile!
giovedì 12 dicembre 2013
Giustizia Terrificante!!
ANSA.it

Ragazza Usa uccisa, pena ridotta a investitore
Nel 2011 la giovane che faceva footing fu scaraventata in un canale
10 dicembre, 14:24
(ANSA) - SAN GIOVANNI VALDARNO (AREZZO), 10 DIC - La Corte d'Appello di Firenze ha ridotto la pena a Pietro Stefanoni, 58 anni, il pirata della strada che il 2 ottobre del 2011, a San Giovanni Valdarno travolse e uccise con la sua auto la guida turistica americana Allison Owens, 23 anni, che stava facendo footing lungo la strada statale 69. Dai tre anni e due mesi di condanna inflitti in primo grado dal gup di Arezzo Giampiero Borraccia, la Corte di Appello di Firenze è scesa a due anni, un mese e dieci giorni.
Quando verrà istituito finalmente il reato di Omicidio Stradale?
Si può continuare a banalizzare la morte?
Ricordo che questo investitore dichiarò di "non essersi accorto di aver investito la fanciulla"!!
Nemmeno fosse stato un gatto! Eppure se accade te ne accorgi eccome!!
Però si è accorto di avere l'auto molto ammaccata, ma senza sapere come!
E l'ha portata a riparare lontano da dove abitualmente viveva!
Nonostante tutti questi accorgimenti gli inquirenti sono stati bravissimi e l'hanno beccato!
Niente paura però! Ci pensano i magistrati a trovare le attenuanti!
L'attenuante di non essersi reso conto che era stato lui ad investire "il gatto" Allison neppure quando ha visto la notizia al telegiornale!
Povera anima innocente! Come deve aver fatto pena al magistrato!
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Criminalità stradale
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domenica 21 dicembre 2014
Omicidio stradale a Rocca Priora
Da: ROMA TODAY
Rocca Priora: fu investito 20 giorni fa, muore Matteo Roiati. Donati gli organi
Non ce l'ha fatta il giovane Matteo Roiati che venti giorni fa era stato investito nel centro storico di Rocca Priora da un guidatore di Artena, poi risultato positivo all'alcool test. Il giovane stava attraversando la strada all'incrocio di Via degli Olmi quando venne investito da un'auto sopraggiunta ad alta velocità.
Non sapevo che il giovane investito dal solito guidatore sotto l'effetto di sostanze fosse quell'abilissimo ragazzo che un giorno mi aveva tagliato con grande professionalità diversi tipi di carne nella macelleria della sua famiglia. Una carne buonissima, come raramente se ne trova e, soprattutto, mi aveva colpito la bravura del ragazzo, che sembrava anche più giovane dell'età che ora scopro, in modo funesto, essere di 27 anni. Forse per la sua magrezza sembrava poco più che un ragazzino, ma era abile nel suo lavoro più di un macellaio che lo fa da una vita. Lo dico con l'esperienza della massaia che fa la spesa da tanti anni. Mi aveva colpito tanto da parlarne a mio marito: "Hanno aperto un supermercatino a conduzione familiare all'inizio della nostra via, mi ha servito un ragazzo bravissimo che ha saputo anche consigliarmi su cosa scegliere per quello che mi serviva." Ero rimasta proprio soddisfatta da come mi aveva servito e per la carne davvero ottima.
Rocca Priora: fu investito 20 giorni fa, muore Matteo Roiati. Donati gli organi
Nel giorno del dolore un atto di generosità da parte della famiglia del giovane investito nel centro storico di Rocca Priora da un cittadino residente ad Artena lo scorso 29 novembre.
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| Matteo Roiati - foto presa dal suo profilo facebook |
Non ce l'ha fatta il giovane Matteo Roiati che venti giorni fa era stato investito nel centro storico di Rocca Priora da un guidatore di Artena, poi risultato positivo all'alcool test. Il giovane stava attraversando la strada all'incrocio di Via degli Olmi quando venne investito da un'auto sopraggiunta ad alta velocità.
Dopo quasi tre settimane di agonia il suo cuore ha smesso di battere nella giornata di mercoledì 17 dicembre, troppo gravi le lesioni riportate nell'investimento. La famiglia ha deciso però un ultimo gesto di solidarietà, quello di donare gli organi del giovane che aveva 27 anni. La comunità di Rocca Priora, una realtà di piccole dimensioni, è rimasta molto colpita dall'incidente e si è stretta intorno alla famiglia del ragazzo.
Il suo investitore, un 40enne di Artena, secondo quanto emergerebbe dalle analisi, era al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Ora apprendo che non c'è più perché il solito omicida stradale l'ha investito in un punto dove non si può certo correre e dove tutto è visibilissimo.
E' incredibile pensare che non c'è più. E' terribilmente ingiusto. E non posso pensare, da madre, a quella povera madre che deve continuare a lavorare nello stesso negozio servendo il pane e tutto il resto... La carne no, quella la sapeva tagliare molto bene solo lui.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 19 dicembre 2014
Virna Lisi e Franco Pesci
Da: TGCOM24
Architetto e costruttore, Pesci era stato un personaggio noto nella Capitale: vicepresidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, presidente dell’Aniene e dei Canottieri Roma, circoli che ha frequentato per anni.
La storia con Virna Lisi era iniziata quando lei, giovanissima, recitava al Teatro Valle ne "La romagnola". "Venne a incontrarmi in camerino, era timido e dolce, dalla sera seguente ha iniziato a inviarmi centinaia di rose rosse - ricordò Virna in un'occasione -. Ma ho ceduto solo quando mi ha regalato un cucciolo di barboncino. Ci siamo messi insieme e non ci siamo più lasciati".
Per lui rinunciò anche a Hollywood, dove sarebbe potuta diventare la nuova Marilyn. Certo, ci fu il rifiuto a girare "Barbarella" per non spogliarsi sul set, ma alla decisione contribuì anche la voglia di tornare a Roma per non far fare al marito il pendolare fra Roma e Los Angeles.
Qualche mese fa, ricordandolo nel corso di un'intervista a "L'Arena" da Massimo Giletti, scoppiò in lacrime. Il necrologio con il quale lo salutò dice più di tante altre parole: "Quanto bene ti ho voluto, mi manchi già tanto, per sempre. Virna".
Virna Lisi e Franco Pesci, un amore durato una vita intera
L'attrice aveva sposato il costruttore romano nel 1960: 53 anni di nozze felici fino alla morte di lui, avvenuta poco più di un anno fa
La storia con Virna Lisi era iniziata quando lei, giovanissima, recitava al Teatro Valle ne "La romagnola". "Venne a incontrarmi in camerino, era timido e dolce, dalla sera seguente ha iniziato a inviarmi centinaia di rose rosse - ricordò Virna in un'occasione -. Ma ho ceduto solo quando mi ha regalato un cucciolo di barboncino. Ci siamo messi insieme e non ci siamo più lasciati".
Per lui rinunciò anche a Hollywood, dove sarebbe potuta diventare la nuova Marilyn. Certo, ci fu il rifiuto a girare "Barbarella" per non spogliarsi sul set, ma alla decisione contribuì anche la voglia di tornare a Roma per non far fare al marito il pendolare fra Roma e Los Angeles.
Qualche mese fa, ricordandolo nel corso di un'intervista a "L'Arena" da Massimo Giletti, scoppiò in lacrime. Il necrologio con il quale lo salutò dice più di tante altre parole: "Quanto bene ti ho voluto, mi manchi già tanto, per sempre. Virna".
Eccola: nella sua sfolgorante bellezza anche da anziana con le sue rughe.
A guardarla bene nei filmati dei suoi ultimi lavori qualche piccolo intervento estetico l'aveva fatto, credo proprio per il suo lavoro che richiedeva, oltre la indubbia bravura, anche un minimo di immagine.
Nulla però che potesse nemmeno lontanamente assomigliare a quegli orrendi mascheroni che girano in cui si riducono attrici meno intelligenti di lei.
Che fosse intelligente e di carattere si capisce da molte cose: bella come era non ha ceduto a lusinghe di alcun tipo ed è rimasta fedele ad un solo amore tutta la vita.
Quando ho saputo che il marito è morto appena un anno fa ho capito.
Difficile sopravvivere a chi ci è stato accanto con amore tutta la vita. Il mondo non è più lo stesso: è un altro in cui lui non c'è più.
E, anche se amatissimi, non bastano i figli ed i nipoti.
Lei ebbe solo un figlio e per averlo dovette stare a letto quasi per tutto il tempo della gestazione.
Ha dichiarato che dentro di sé aveva un'anima alla Anna Magnani.
Mi ha colpito perché anch'io, chi mi vive accanto lo sa e ne sorride, dico sempre che dentro mi sento come i personaggi di Anna Magnani ma anche di Giovanna Ralli: un po' popolana sanguigna un po' donna appassionata...
Ma che Virna fosse tutt'altro che "bellezza algida", come i suoi occhi chiari ed i suoi capelli biondi potevano suggerire a qualcuno, si vedeva: da come parlava, dai sentimenti che esprimeva.
La sua famiglia era di Ancona, Regione Marche, da dove proveniva anche suo cognato, il bravissimo attore Franco Graziosi di Macerata, che aveva sposato sua sorella Esperia Pieralisi. Attrice brava ma di minore visibilità anche lei e la figlia Stefania Graziosi che ha lavorato con la zia Virna nello sceneggiato "A casa di Anna", interpretandovi la parte della figlia tradita dal marito.
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| Franco Graziosi cognato di Virna |
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 18 dicembre 2014
Patetiche riflessioni e vessazioni burocratiche
L'ho preannunciato nel titolo: è una riflessione che qualcuno troverà inutile e persino patetica. Ma la voglio fare lo stesso, con intento provocatorio naturalmente.
Voglio fare un parallelo fra il criminale Massimo Carminati e la sottoscritta che, in 68 anni compiuti di vita, non ha mai infranto il Codice Penale.
Il paragone riguarda l'essere, Carminati ed io, monocoli ai fini della guida.
Cosa vuol dire? Spiego per chi non lo sa: vuol dire che uno dei due occhi che abbiamo NON è considerato ai fini del rilascio della patente di guida B. La patente che serve per guidare una semplice automobile.
Non essendo considerato tale occhio, si viene definiti MONOCOLI.
Cosa comportava e cosa comporta questo ai fini della Legge?
Comportava che il guidatore MONOCOLO doveva sottoporsi a visita presso una qualsiasi Commissione Medica Provinciale per le Patenti Speciali.
Cosa sono le patenti speciali? Sono le patenti di guida dei veicoli a motore rilasciate con particolari limitazioni a chi ha una disabilità.
Il monocolo Rita Coltellese ci vede con l'occhio NON considerato ai fini della guida, esso non è cieco del tutto, con esso può attraversare la strada, ad esempio, senza tema di essere investita.
Carminati invece, apprendiamo dai media, è proprio orbo.
Altra differenza, più che altro morale, è che io vedo meno da tale occhio per causa di malattia, mentre Carminati a causa della sua scelta di vita, che ha comportato che un carabiniere, per fermarlo mentre scappava, gli abbia sparato ferendolo.
Ma queste differenze apparentemente a mio vantaggio, non lo sono affatto, in quanto lui, come da video dei ROS, guidava tranquillamente ed è stato fermato per ben altri e gravi motivi, mentre io, a causa del mio monocolo NON orbo del tutto, sono oggetto di una vera e propria persecuzione burocratica.
Fino al 27 dicembre 2010, data della pubblicazione in G.U. del Decreto legge del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 30 novembre 2010, i monocoli dovevano sottoporsi alla visita presso le Commissioni Mediche Provinciali per le Patenti Speciali. Ma, grazie ad una illuminata Direttiva CEE del 2009, chi ha problemi visivi, anche monocolo, e non ha altre patologie può rinnovare la propria patente presso qualsiasi Autoscuola, sottoponendosi soltanto alla visita oculistica del medico autorizzato presso l'Autoscuola medesima.
Come tutte le persone acculturate sanno, le Direttive Europee vanno recepite entro 2 anni dall'emanazione: in questo caso l'Italia ha emesso il Decreto Legge di recepimento dopo un anno!!
Segue documentazione di codesta notizia (stagionata, visto che siamo nel 2014, fra poco 2015)!!
Carminati invece, apprendiamo dai media, è proprio orbo.
Altra differenza, più che altro morale, è che io vedo meno da tale occhio per causa di malattia, mentre Carminati a causa della sua scelta di vita, che ha comportato che un carabiniere, per fermarlo mentre scappava, gli abbia sparato ferendolo.
Ma queste differenze apparentemente a mio vantaggio, non lo sono affatto, in quanto lui, come da video dei ROS, guidava tranquillamente ed è stato fermato per ben altri e gravi motivi, mentre io, a causa del mio monocolo NON orbo del tutto, sono oggetto di una vera e propria persecuzione burocratica.
Fino al 27 dicembre 2010, data della pubblicazione in G.U. del Decreto legge del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 30 novembre 2010, i monocoli dovevano sottoporsi alla visita presso le Commissioni Mediche Provinciali per le Patenti Speciali. Ma, grazie ad una illuminata Direttiva CEE del 2009, chi ha problemi visivi, anche monocolo, e non ha altre patologie può rinnovare la propria patente presso qualsiasi Autoscuola, sottoponendosi soltanto alla visita oculistica del medico autorizzato presso l'Autoscuola medesima.
Come tutte le persone acculturate sanno, le Direttive Europee vanno recepite entro 2 anni dall'emanazione: in questo caso l'Italia ha emesso il Decreto Legge di recepimento dopo un anno!!
Segue documentazione di codesta notizia (stagionata, visto che siamo nel 2014, fra poco 2015)!!
*Nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010 è stato pubblicato il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 novembre 2010 recante "Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida" e che modifica taluni requisiti di idoneità fisica e psichica per il conseguimento, la conferma di validità e la revisione della patente di guida.
*Si evidenzia, che le nuove disposizioni in materia di requisiti di idoneità visiva determinano, di fatto, l'abolizione delle patenti di guida speciali ex art. 325 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada. Di conseguenza, il conducente titolare di patente di guida speciale ai sensi del citato art. 325, in occasione del rinnovo di validità della stessa, potrà richiederlo direttamente presso il nostro studio senza doversi più recare alla Commissione medico locale; in occasione del rinnovo il sanitario darà indicazioni per richiedere la riclassificazione del documento di guida (da speciale a normale) presso l'Ufficio competente della Motorizzazione civile.
*ARTICOLO 325
*Si evidenzia, che le nuove disposizioni in materia di requisiti di idoneità visiva determinano, di fatto, l'abolizione delle patenti di guida speciali ex art. 325 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada. Di conseguenza, il conducente titolare di patente di guida speciale ai sensi del citato art. 325, in occasione del rinnovo di validità della stessa, potrà richiederlo direttamente presso il nostro studio senza doversi più recare alla Commissione medico locale; in occasione del rinnovo il sanitario darà indicazioni per richiedere la riclassificazione del documento di guida (da speciale a normale) presso l'Ufficio competente della Motorizzazione civile.
In altre parole chi in precedenza aveva una patente speciale per problemi visivi (identificata dalle sigle AS/BS) aveva una scadenza limitata (5 anni anzichè 10 se di età anagrafica inferiore a 50 anni) con controlli periodici da effettuarsi presso le Commissioni Mediche Locali.
*ARTICOLO 325
(Art. 119 Cod. Str.) Requisiti visivi per il conseguimento, la conferma e la revisione della patente speciale delle categorie A, B, C e D.
1. Possono conseguire o ottenere la conferma di validità o essere sottoposti alla revisione della patente speciale delle categorie A e B: a) i monocoli che abbiano nell'occhio superstite un`acutezza visiva non inferiore ad otto decimi raggiungibile anche con qualsiasi correzione di lenti;
Cosa vuol dire riclassificare la patente di guida da BS a semplicemente B penso che, dalle suddette norme in vigore da ben 4 anni, sia chiaro.
Volendo potrei pubblicare anche la Circolare Esplicativa del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture datata 14 gennaio 2011, firmata dal Direttore Generale Arch. Maurizio Vitelli, prot. n. 1353/8.3 File avviso 4/2011, ma credo che sia sufficientemente chiaro a tutti che i monocoli visivi, privi di altre patologie, HANNO IL DIRITTO DI AVERE UNA PATENTE NORMALE E NON DEBBONO PIU' SOTTOPORSI AL GIUDIZIO DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER LE PATENTI SPECIALI, avendo acquisita per legge una normale patente B.
Ma quello che NON E' NORMALE è il nostro Paese, dove i Carminati guidano e le Rita Coltellese invece subiscono una vera e propria persecuzione burocratica.
A marzo 2014 nessuno degli impiegati preposti alla prenotazione della visita presso la Commissione della ASL RMB mi ha detto: "Signora se ha solo problemi visivi la legge è cambiata da almeno 3 anni e può passare la visita presso l'oculista abilitato di qualsiasi Autoscuola."
Essendo 47 anni che guido e sempre, secondo la vecchia normativa, ho dovuto prenotarmi presso tali Commissioni, ho pazientemente atteso fino a giugno, data della visita prenotata.
Nel frattempo, per guidare, ho dovuto pagare euro 16,14 per la marca da bollo da applicare sul permesso provvisorio rilasciatomi dalla Motorizzazione Civile a cui ho portato il foglio di prenotazione.
Ho pagato bollettini vari come tutti e infine a giugno ho fatto la visita. Per quella Commissione io non avevo più i requisiti pur vedendo 10 decimi sull'occhio "buono" (sopra avete letto che la Legge ne richiede 8 soltanto raggiungibili ANCHE con lenti), ma avendo un campo visivo che da una parte vedeva 50° e dall'altra 70°, totale 120°, quando invece bisogna vedere 60° a sinistra e 60° a destra, e non fa niente se il totale visivo del campo fa sempre 120°!
Mi hanno detto: "Si ripresenti fra 6 mesi per verificare se avrà di nuovo "i requisiti".
Inutile è stato il certificato medico rilasciatomi da un Oculista dell'Ospedale S. Filippo Neri in cui si dice che vedo 10 decimi e qualche decimo anche all'occhio non valido ai fini della guida.
Fra 6 mesi, secondo questi "medici" non so proprio cosa potrebbe cambiare: forse sono molto religiosi e pensano ad un miracolo da parte di S. Lucia?
Però durante questa visita è accaduta una cosa strana: hanno fatto uscire un impiegato che ha informato gli astanti in attesa che: "La legge è cambiata, da ora in poi chi ha solo problemi visivi non deve più venire qui e può andare presso un oculista e poi alla Motorizzazione con il certificato medico."
Le persone in attesa, me compresa, tutte contente, meno chi è sordo o ha menomazioni ad un braccio, ad una gamba ecc..
Dopo il "si ripresenti fra 6 mesi"però ho cercato la legge di cui aveva parlato in modo così informale l'impiegato ed ho scoperto che era cambiata da un pezzo!! Altro che "La legge è cambiata, da ora in poi..."
Dunque avrei potuto risparmiare l'andare 2 volte alla Motorizzazione Civile (spese di viaggio), la marca da bollo di euro 16,14 da applicare sul permesso provvisorio e... la bocciatura incomprensibile!
Sono andata presso una buona Autoscuola che mi ha confermato quello che è ora la legge per i monocoli.
Ho dunque fatto la visita presso di loro da un Colonnello Medico abilitato allo scopo presentando un nuovo Campo visivo fatto all'Ospedale S. Giovanni e, questa volta, forse per migliore perizia di chi l'ha eseguito, i valori erano anche oltre i 60 e 60 ...
Ho avuto la mia patente B NORMALE, secondo la Direttiva CEE e ho guidato bene come sempre: 47 anni di guida senza incidenti che coinvolgessero danni fisici ad alcuno, solo 3 tamponamenti con danni lievi alle vetture e 38 anni in cui, ai controlli oculistici che faccio periodicamente nell'interesse della mia salute, risulta che la mia vista è sempre uguale e non ha avuto peggioramenti, per mia fortuna!
Dunque le stranezze legali e mediche sugli esami di codeste Commissioni lasciano perplessi!!
Ma il bello, perché io sono Rita Coltellese, donna qualsiasi ed incensurata, e non il celebre Carminati che può guidare tranquillo, il bello, anzi, il brutto, deve ancora venire.
Il 5 novembre scorso giunge al mio indirizzo una raccomandata firmata dal Dott. Ing. Michele Ciaccia della Motorizzazione Civile che mi intima di riconsegnare entro 10 giorni la patente rilasciatami il 29 luglio scorso, perché è giunto il verbale della Commissione di giugno (sic!) e quello che scrive la Commissione vale di più di quello che ha certificato il Colonnello Medico!
Cercare una logica e la ragione nella burocrazia italiana è come cercare un ago in un pagliaio.
Se questo Decreto Legge 30/11/2010 è stato fatto e non si può, fortunatamente, tornare indietro e cambiare le carte in tavola lo dobbiamo SOLO al fatto che è un'imposizione Europea! Altrimenti sarebbe un manicomio anche peggiore!
Ciò nonostante, dopo aver NON informato la cittadina Rita Coltellese dei suoi diritti di NON dover necessariamente sottoporsi a visita presso detta Commissione per una legge in vigore da più di 3 anni, costoro (i burocrati che applicano le Leggi) sospendono la patente rilasciata da più di 3 mesi PERCHE' LA COMMISSIONE VALE PIU' del COLONNELLO MEDICO ABILITATO!!!
I poveri titolari dell'Autoscuola che avevano svolto la pratica sono rimasti basiti quando, il giorno stesso, sono andata da loro con il Decreto di sospensione e con la patente perché la restituissero subito ai geni della Motorizzazione.
Dopo hanno detto che la segretaria del Dirigente (lui non c'era) ha detto che "non dovevo andarci in Commissione, ma visto che ci sono andata... dovevo risottopormi a tale visita."
Debbo dire che, in alternativa, il Decreto di sospensione mi dava altre due possibilità: ricorso al TAR (soldi e attesa di almeno un anno senza poter guidare), ricorso al Presidente della Repubblica pagando euro 650!!!!
Io sono una povera pensionata a cui, sospendendo la patente, hanno tolta MOLTA libertà personale... ma siccome non sono Carminati ma una cittadina qualsiasi incensurata ho dovuto piegarmi a ripagare bollettini, marche da bollo ecc. e mi sono ripresentata in Commissione con GLI STESSI ESAMI MEDICI CHE AVEVA VALUTATO IL COLONNELLO MEDICO IN AUTOSCUOLA, ed ho avuto il certificato medico per avere il duplicato della patente B normale ritiratami.
Mi ha accompagnato alla visita la mia Oculista, data la aleatorietà dei giudizi e la mia conseguente totale mancanza di fiducia in essi, alla quale ho chiesto la cortesia di rivolgere la seguente domanda retorica al Presidente della Commissione medica locale Roma 1 dott. Maurizio Ferraresi:
"Naturalmente la signora al prossimo rinnovo NON dovrà più venire in Commissione?"
Sorprendente risposta: "Deve tornare qui."
Stupore della dottoressa: "No, ma la signora è un monocolo e dal certificato del medico di base che ha presentato non ha altre patologie... Secondo la nuova legge.."
"No, deve tornare qui!"
Data la confusione ed il via vai nella stanza delle visite la dottoressa ne ha dedotto che forse il Presidente non ha capito bene...
La legge è chiara e, se sarò ancora in vita al prossimo rinnovo, vado, come la legge mi consente, in Autoscuola, e se un "genio burocrate" della Motorizzazione si opporrà alla Legge lo trascino in Tribunale e gli chiedo i danni morali e materiali: ho buoni avvocati amici dei miei figli che mi farebbero pure lo sconto!
"Naturalmente la signora al prossimo rinnovo NON dovrà più venire in Commissione?"
Sorprendente risposta: "Deve tornare qui."
Stupore della dottoressa: "No, ma la signora è un monocolo e dal certificato del medico di base che ha presentato non ha altre patologie... Secondo la nuova legge.."
"No, deve tornare qui!"
Data la confusione ed il via vai nella stanza delle visite la dottoressa ne ha dedotto che forse il Presidente non ha capito bene...
La legge è chiara e, se sarò ancora in vita al prossimo rinnovo, vado, come la legge mi consente, in Autoscuola, e se un "genio burocrate" della Motorizzazione si opporrà alla Legge lo trascino in Tribunale e gli chiedo i danni morali e materiali: ho buoni avvocati amici dei miei figli che mi farebbero pure lo sconto!
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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